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SABATO 1 NOVEMBRE 2003
MESE 2003
pagina
5
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SFIDA FRA VIOLINI BAROCCHI. INIZIA L'OTTAVA EDIZIONE
DEL PREMIO INTITOLATO AL MUSICISTA ROVERETANO BONPORTI, QUEST'ANNO
DEDICATO AGLI ARCHI ANTICHI
Rovereto si veste di note e presenta l'ottava
edizione del Premio Bonporti. Iniziato lo scorso 29 ottobre, si chiuderà
il 2 novembre, presso la Sala Filarmonica, l'ambito concorso dedicato alla
musica antica al quale partecipano giovani promesse di tutta Europa.
Francesco Antonio Bonporti nacque a Trento nel 1672, dove visse quasi
sempre. Dal 1696 al 1712 pubblicò dieci raccolte strumentali (archi e
basso continuo) e le sue "Invenzioni" ebbero nel '700 una certa
diffusione e vennero copiate da J.S. Bach per un suo Studio e a lui
inizialmente attribuite. A questo grande musicista barocco, l'Accademia di
Musica Antica, istituzione roveretana nata nel 1979, dedica quest'anno per
la prima volta un concorso riservato al violino barocco, interrompendo così
la tradizione dedicata esclusivamente alla musica da camera. Ad
accompagnare i solisti in concorso, insieme al direttore Pal Nemeth,
l'Orchestra di Musica Barocca della Mitteleuropa, fondata dall'Accademia
cinque anni orsono e facente parte del più vasto progetto di
Euromusicantica. Le prove eliminatorie e la semifinale prevedono
l'esecuzione di brani di repertorio cameristico per violino a basso
continuo, mentre nella finale i concorrenti dovranno eseguire concerti per
violino e orchestra di Bonporti, Bach o Vivaldi. I premi consistono in una
somma in denaro - da tremila a cinquecento euro, dal primo al quarto posto
- e una serie di concerti presso prestigiose istituzioni concertistiche
italiane e straniere, più un Premio Speciale della Giuria - che è
presieduta dalla valente violinista Chiara Bianchini - per la migliore
esecuzione di musica di Bonporti. Da quest'anno è inoltre previsto un
Premio Speciale del Pubblico, patrocinato dalla Fondazione Campana dei
Caduti di Rovereto. Il Premio Bonporti, a conferma del successo delle
ultime edizioni, verrà integralmente trasmesso dalla Rai.
Infolink: www.accademiadimusicantica.it
SULLE TRACCE DEL GOTICO IN VALLE DI NON. UN
ITINERARIO RELIGIOSO E ARTISTICO PORTA A VISITARE TRE CHIESE PREZIOSAMENTE
AFFRESCATE
Itinerario in Valle di Non con tappa a Cles, Fondo e Taio, alla ricerca
dei segni lasciati dal gotico, una stagione culturale artistica tra le più
fiorenti ed affascinanti anche in Trentino. Cominciamo con la visita alla
chiesa di S. Vigilio situata all'interno dell'abitato di Cles, dedicata al
patrono. Alle semplici forme esterne corrisponde un interno riccamente
affrescato risalente, per la maggior parte alla fine del Trecento ed
attribuibile ad un raffinato artista veronese il cui stile è prossimo a
quello di Martino da Verona. A lui spettano la decorazione del catino
absidale, con Cristo benedicente fra i simboli degli Evangelisti,
l'Annunciazione sopra l'arco santo, l'elegante fascia affrescata sulla
parete di sinistra, con il Crocefisso e numerosi santi, nonché le
graziose decorazioni a motivi geometrici e vegetali ed altri affreschi
frammentari. La chiesa è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 18.
Proseguendo verso l'Alta valle di Non troviamo Fondo. Su un colle isolato
è situata la chiesa di S.Lucia. All'esterno sono visibili due affreschi
del tardo Trecento con un San Cristoforo e un Crocefisso fra Maria e
Giovanni. Assai più interessante è l'interno, ornato da otto grandi
riquadri ad affresco in cui si narrano dieci episodi della vita
leggendaria della Santa, condotta davanti al tiranno Pascasio, torturata,
mortalmente ferita e sepolta; nell'ultimo riquadro è raffigurata
l'uccisione di Pascasio. Visitabile su prenotazione. Non lontano da Taio,
a Dardine, c'è la piccola chiesetta di San Marcello che conserva
pregevoli affreschi di età medievale. Assolutamente da vedere è la pala
dell'altare maggiore, preziosa opera gotica del 1492, firmata da Girolamo
da Bamberga. La chiesa è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 19.
Infolink: www.valledinon.tn.it
TROPICALIA 2003: TORNANO I TROPICI A MILANO
Dal 1 al 9 novembre, al Forum di Assago, torna tutto il fascino dei
Tropici con Tropicalia 2003, l'unico evento in Italia in grado di
trasportare nel capoluogo lombardo l'incanto delle Seychelles, i colori
della giungla amazzonica, la magia della barriera corallina e la
misteriosa suggestione del deserto. Terre lontane e ricche di fascino, che
per 9 giorni saranno eccezionalmente "a portata di mano" di
tutti i milanesi: amanti degli animali, appassionati della natura e dei
paradisi esotici, scolaresche o semplici curiosi. Un'occasione unica per
lasciarsi stupire da una Natura che si mostra in tutta la sua
spettacolarità e in assenza di barriere. Insegnare divertendo: questa la
mission di Tropicalia, l'evento che si rivolge a grandi e piccini,
coniugando education ed entertainment, e avvicinando al grande pubblico
una natura spesso sconosciuta e relegata nei documentari Tv. In questa
seconda edizione, Tropicalia si presenta ancora più ricca di incontri e
"personaggi" straordinari. Il Forum di Assago si trasformerà
così in un rigoglioso angolo d'Equatore, dove verrà ricreato
l'ecosistema tropicale, con i suoi habitat e i suoi straordinari e a volte
bizzarri abitanti: il deserto, la savana, la foresta pluviale, i mari
tropicali. Ognuna di queste sezioni ospiterà soggetti viventi che
presentano particolari adattamenti all'ambiente naturale o adottano
affascinanti strategie di sopravvivenza. Alcune mostre a tema
svilupperanno poi specifici argomenti: nella foresta, ad esempio, una
vasta area sarà dedicata al significato dei fiori, con un'esposizione di
piante fiorite tra le più caratteristiche di questo ambiente: le
misteriose orchidee. Un viaggio emozionante e ricco di sorprese per il
visitatore-esploratore, che si snoda in 5 tappe: Il mondo dei Tropici, Il
deserto, La savana, La foresta pluviale, Il mare.
Il mondo dei Tropici. Attraverso pannelli esplicativi e gigantografie, sarà
fornita al visitatore una chiave di lettura fondamentale per la
comprensione della mostra: il significato di "tropici" e
"tropicale", nonché le 5 principali tipologie di ambiente
caratteristiche di questo ecosistema. L'introduzione ai vari habitat
naturali sarà arricchita dalla presenza di alcuni esemplari di animali e
piante che vi abitano.
Il deserto. Tra le morbide dune di sabbia di un arido deserto tropicale,
un terrario aperto ospiterà animali che adottano le più incredibili
strategie di sopravvivenza, presentandoli al pubblico in assenza di
barriere. Il gerbillo è un piccolo mammifero in grado di vivere senza
bere, poiché estrae l'acqua chimicamente da sostanze organiche contenute
nei semi secchi di cui si nutre. L'uromastice cambia invece colore in
relazione alla temperatura ambientale. La mattina, quando è ancora
freddo, e quindi intorpidito e lento, presenta una colorazione scura, in
grado di assorbire il calore dei raggi solari fino a raggiungere la
temperatura ottimale. Durante le ore più calde e soleggiate del giorno il
colore diventa chiaro, così da riflettere i raggi solari ed evitare il
surriscaldamento. Il ragno babbuino, uno dei più belli e grandi ragni
deserticoli, ha una straordinaria resistenza al digiuno e un'elevata
velenosità, che gli permette di non fallire un attacco e di adattarsi
perfettamente a un ambiente così povero di prede. Si potranno inoltre
ammirare lo scorpione del deserto, il serpente a sonagli, la vipera
cornuta e la locusta deserticola, che devasta tutto ciò che incontra
creando sciami immensi. Un'area a tema sarà invece dedicata al deserto
roccioso americano e alle piante cactacee, con splendide fioriture
impollinate da pipistrelli anziché da insetti.
La savana. Gradualmente il deserto si trasformerà nella savana, dove
l'orizzonte è una linea lontanissima in cui si srotola come un tappeto
una vegetazione bassa e rada, popolata da animali selvaggi. Un mondo fatto
di praterie e di spazi immensi, in cui si ripete ogni giorno l'eterna
lotta per la sopravvivenza. Qui si potranno incontrare l'avvoltoio, re
delle vaste pianure, il tegù, un grande sauro originario delle savane
sudamericane, il canguro Wallaby di Bennet, la genetta e il sorprendente
protottero, un grosso pesce capace di respirare anche aria atmosferica
grazie ad un particolare polmone.
La foresta pluviale. Una vera e propria lussureggiante giungla, con
cascate, sfondi di vegetazione intricati, i suoni e le luci di una natura
magica, pronta a svelare i suoi più intriganti misteri. Le palme, i
ficus, le felci, le alocasie, i banani avvolgeranno i visitatori in un
rigoglio verde e profumato. In un grande terrario aperto saranno disposti
molti animali innocui che i visitatori potranno osservare senza barriere.
Tra essi, la scimmia scoiattolo, l'iguana verde, i tucani, i pappagalli
cacatua e pappagalli amazzoni, gli insetti foglia e gli insetti stecco
-spettacolari per la loro somiglianza con foglie e rami- lo scarabeo golia
e lo scorpione gigante, i granchi terresti di foresta, i millepiedi lunghi
25 cm e il camaleonte leopardo. Si potranno inoltre ammirare, in teche di
vetro, il pitone arboricolo, un grande predatore della foresta, e il
pipistrello frugivoro, che, come dice il nome, si nutre soltanto di
frutta. Nell'"Area farfalle" sarà possibile far volare la
propria fantasia sulle ali di gigantesche farfalle notturne -apertura
alare: 30 cm!- come la farfalla cometa e la farfalla cobra. L'"Area
mangrovie" ricostruirà l'ambiente tipico della foresta di mangrovie.
In vasche d'acqua dolce saranno ospitati il discus, uno dei più famosi
pesci amazzonici, il temibile piranha e il perioftalmo, a metà tra il
pesce e l'anfibio. Si potrà inoltre fare amicizia con le rane dendrobates,
la vipera del Gabon, il pitone molurus, i coccodrilli e le testuggini
giganti delle Seychelles di 250 Kg!
Il mare. In un susseguirsi di magici incontri e di colori, sarà
ricostruito tutto il fascino della barriera corallina, l'ambiente più
ricco di specie del pianeta. 2000 chilometri di rara bellezza dichiarati
dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità. Strizzerà l'occhio ai visitatori
una gigantesca murena di 30 kg, mentre nuoteranno silenziosi all'interno
di grandi acquari gli abitanti dei fondali di sabbia, come il pesce pilota
e la razza, o del mare aperto, come il temibile barracuda e il carangide.
Video documentari sulla barriera corallina realizzati da Silvio Taschieri
e sugli squali, curati dal famoso fotografo subacqueo Alberto Luca Recchi,
immergeranno infine i visitatori nelle meraviglie del mare.
Le mostre. "Piccoli Strani Animali Tropicali", immagini del
fotografo naturalista Francesco Barbieri. Si tratta di una mostra
fotografica dedicata ai piccoli animali delle foreste pluviali tropicali.
Improbabili organismi, a volte sconosciuti, ripresi nel loro ambiente
naturale. L'autore propone alcune immagini realizzate durante le tante
"esplorazioni" organizzate in decine di foreste tropicali, dalla
Nuova Guinea all'Africa equatoriale, dall'Amazzonia alle Ande.
Macrofotografie per scoprire piccoli soggetti che, un po' ingranditi,
possono meravigliare non meno dei giganti che siamo abituati ad ammirare,
come balene ed elefanti, e scorci degli ambienti dove vivono, a volte
inesplorati. "Orchidee, un Mondo da Scoprire", un'immensa
famiglia di forme e colori, mostra di Orchidee dell'Orchideria di Morosolo
di Giancarlo Pozzi. All'apice dell'evoluzione vegetale, la famiglia delle
orchidee, con circa 25.000 specie, è una delle più grandi e
diversificate. Chi pensando alle orchidee è solito immaginare un
Paphiopedilum o una Phalaenopsis di quelle che si vedono in vetrina dai
fioristi, si stupirà forse di sapere che le piante di orchidea possono
anche essere piccolissime, come la Platystele jungermannoides, grande poco
più di un centimetro compreso il fiore, oppure gigantesche come il
Grammatophyllum speciosum dell'Asia tropicale: un solo esemplare
presentato nel 1851 al Crystal Palace di Londra durante un’esposizione
raggiungeva il peso di quasi due tonnellate, e le sue "canne" di
oltre tre metri di altezza lo fanno somigliare a una piccola palma. E che
dire delle dimensione dei fiori? A fatica, con una buona lente
d'ingrandimento, si potranno distinguere i fiori di una Lepanthes, ma chi
avrà la pazienza di tentare sarà ripagato da uno dei più straordinari e
bizzarri prodotti dell'evoluzione naturale. All'altro estremo, quale altro
fiore può rivaleggiare in grazia e dimensioni con quelli della cattleya
warneri? C'è chi crede che le orchidee siano rosa, e in effetti i colori
che vanno dal rosa tenue al porpora sono un vero classico in famiglia. Ma
la hit parade delle tinte delle orchidee comprende anche il verde in tutte
le sue sfumature, il bianco candido e crema fino al giallo più intenso, i
colori bruni dal mattone chiaro al marrone dei fiori impollinati dalle
mosche, l'arancio e lo splendido rosso del fuoco, il nero come un miraggio
sul labello della Coelogine pandurata, l'azzurro rarissimo che colora
alcuni fiori della lontanissima Australia. E poi ci sono i profumi: due
terzi delle orchidee sono infatti profumate, e le forme infinite,
incredibili, al di là di ogni immaginazione: dalla serena bellezza dei
lunghi rami di Phalaenopsis, sequela di bianche farfalle dalle ali
spiegate, agli inverosimili ed inquietanti fiori delle Stanhopea, alla
solitaria trasparenza dell'Aeranthes, creatura a metà tra un essere dello
spazio e quella di un sogno, ai fiori delle nostrane Ophris che suscitano
stupore per la loro perfetta somiglianza con gli insetti che ne fa quasi
un punto d'incontro fra il regno animale e quello vegetale. Giochi della
natura, variazioni infinite su un unico tema: 25.000 specie più gli
incalcolabili ibridi creati dall'uomo. Sì, perché oltre ad essere la più
grande famiglia di piante che producono fiori (Angiosperme), distribuite
in lungo e in largo su tutti i continenti dall'equatore fin quasi alle
zone artiche, dal livello del mare fino ai 4.000 metri sulle Ande (anche
in Italia se ne trovano circa 200 specie), da oltre un secolo queste
piante sono state una vera e propria "palestra" per le bizzarrie
di generazioni di ibridatori, che ne hanno fatte letteralmente di tutti i
colori. Insomma, le orchidee offrono un'enorme gamma di possibilità, per
tutti i gusti, per tutte le occasioni, per un hobby senza fine.
Contrariamente a quanto si pensa, le orchidee sono piante molto robuste.
Chiunque coltivi in casa un Philodendron o una violetta africana, o
qualsiasi altra pianta da appartamento, può facilmente coltivare e far
fiorire un'orchidea. Come ogni altra pianta, infatti, anche le orchidee
non vogliono altro che luce, acqua, e una temperatura adatta.
"Gioielli dal Mare. Le conchiglie dell'Indopacifico".
All'interno della sezione dedicata ai mari tropicali, il visitatore
incontrerà un'esposizione di splendide conchiglie provenienti dai mari più
ricchi del mondo, per capire il significato di ciò che riteniamo
semplicemente bello. Quale funzione hanno le conchiglie? Perché tante
forme diverse? I loro colori sono ancora un mistero? Conchiglie-moneta,
perle e cammei, coni mortali, tante storie e altre curiosità raccontate
da centinaia di esemplari, alcuni appartenenti a specie molto rare, come
l'arpa imperiale o il cono gloria del mare. E ancora: l'utilizzo delle
conchiglie da parte dell'uomo per realizzare gioielli, maschere, posate e
tanti altri oggetti misteriosi e affascinanti.
CASTEL PRESULE (ALTIPIANO DELLO SCILIAR), VISITA
GUIDATA CON MAGNIFICA MERENDA
L'Altipiano dello Sciliar è una fonte continua di sorprese per i
visitatori abituali, figurarsi per quelli della "prima volta".
Così che, ai prevedibili "oooh" di ammirazione per le cime
immacolate dell'Alpe di Siusi, ritagliate su sfondi di cieli azzurri, il
biancore delle nevi sulle piste, il canto argentino di acque purissime
d'altura, il verde dei prati e dei boschi, i masi e le malghe dove si
producono cose buone come secoli fa, la gente del posto è ormai abituata.
Tanto che qui, in Alto Adige-Südtirol, dove per gli abitanti gentilezza,
cordialità e arte dell'accoglienza sono virtù innate, contenute nel Dna
di queste genti meravigliose, una visita ad un castello, anche se si
tratta dello straordinario e imponente Castel Presule, situato nelle
vicinanze di Fié allo Sciliar, è sempre accompagnata da un plus che
spiega meglio di mille parole perché e impossibile non amare la grande
anima altoatesina. L'espressione "far merenda" può
assumere molti significati, a partire da quello più banale di
"spuntino tra pranzo e cena". Una visita a Castel Presule, per
la stagione invernale (dal 27 dicembre 2003 al 2 febbraio 2004), ci farà
cambiare idea. Innanzitutto una guida altamente specializzata condurrà
gli ospiti attraverso le meraviglie architettoniche del maniero (come non
lasciarsi incantare dei superbi affreschi del cortile loggiato, tanto per
fare un solo esempio?), unendo alla descrizione e alla narrazione storica
notizie sulle attività che tutto l'anno animano le antiche mura: dai
prestigiosi concerti e matinée di musica classica, alle vivaci musiche
popolari, fino al jazz più raffinato e al cabaret più divertente (quest'estate
il Castello ha ospitato artisti di fama internazionale in occasione del
primo "Festival della musica da camera"). Per tacere delle
mostre d'arte di alto contenuto. Ma, la merenda, direte voi? Le cose buone
bisogna sempre un po' desiderarle e andarsele a cercare, per apprezzarne
appieno il valore. Così che la sosta, dopo tanto camminare tra un'ala e
l'altra del Castello, non può che dare il benvenuto alla leggendaria
tradizione enogastronomica di queste vallate. Ai gentili visitatori verrà
infatti proposto un graditissimo incontro sensoriale con alcuni tra i miti
sudtirolesi, tra speck, formaggi tipici e vini come se ne trovano pochi.
Una "merenda" che diventa un omaggio per veri gourmet, più un
tacito messaggio che chi ha buone orecchie intenderà: le specialità di
un territorio bisogna gustarle sul posto. Hanno tutto un altro sapore!
Alle gioie del palato faranno da contorno le note vivaci della musica
folkloristica, un dono antico che serviva a sollevare lo spirito dopo una
dura giornata di lavoro e che oggi trova moltissimi interpreti di valore e
un pubblico sempre più affezionato. Dal 27 dicembre in poi, dunque,
buona merenda a tutti, a Castel Presule! Ecco, infine, le date di visita a
Castel Presule (inverno 2003/04): 27 e 30 dicembre 2003, 5 gennaio, 5 e 23
febbraio 2004. Inizio visita guidata: ore 15. Prezzo del biglietto
d'ingresso: 8 Euro (merenda inclusa).
Infolink: Internet www.sciliar.com
DAL 2 NOVEMBRE AL 13 DICEMBRE NEL CREMONESE IL
FESTIVAL DEL GUSTO
Il Festival del Gusto è un invito al piacere gastronomico in terra
cremonese. E' una rassegna d'autunno promossa dall'Apt del Cremonese, in
collaborazione con Regione Lombardia, Provincia, Comune e Camera di
Commercio di Cremona, che si terrà dal 2 novembre al 13 dicembre,
coinvolgendo i ristoranti di tutto il territorio. L'idea del Festival del
gusto è quella di promuovere le tipicità gastronomiche della terra di
Stradivari, spaziando dalle paste ripiene ai bolliti, due colonne della
cucina cremonese. Con il Festival del gusto le Tavole Suntuose nella terra
di Stradivari, il format che contiene le iniziative turistiche dedicate
all'enogastronomia, puntano in alto e vogliono soddisfare il palato di un
ampio spettro di buon gustai e turisti alla ricerca dei sapori tipici di
Cremona e provincia. Se negli anni passati si era pensato di focalizzare
l'attenzione su aspetti specifici della tradizione gastronomica,
opportunamente rinnovata e innovata dagli chef dei ristoranti, quest'anno
le Tavole Suntuose nella Terra di Stradivari hanno preferito offrire una
panoramica ad ampio raggio sulle specialità della tavola cremonese. I
menu presentati dai 23 ristoranti che hanno aderito alla rassegna,
terranno conto delle specificità locali, nella consapevolezza che la
terra di Stradivari spazia dal gusto agrodolce e dai formaggi tipici del
Cremasco ai tortelli di zucca del Casalasco, con il cuore nei lessi e
nelle paste ripiene di Cremona e il suo territorio. Fra gli appuntamenti
speciali della rassegna non si possono non segnalare le cene all'insegna
del Gran bollito. Una sera alla settimana saranno indiscussi protagonisti
della tavola i bolliti, tipico piatto della cucina cremonese da
accompagnare con la specialissima mostarda della terra di Stradivari, ai
bolliti faranno da sostegno tutte le specialità di paste ripiene del
territorio dai marubini in brodo, ai tortelli cremaschi, fino ai tortelli
di zucca. Insomma, dal 2 novembre al 13 dicembre il gusto la farà da
padrone, il festival dei piaceri di gola accompagnerà l'autunno
cremonese.
FERRARA FA FESTA AGLI ZUCCONI: PER TUTTO NOVEMBRE -
OFFERTA DELL'ALBERGO ANNUNZIATA
Ormai è cosa risaputa: non si butta via niente. Solo che stavolta non
stiamo parlando del maiale, ma della regina delle tavole ferraresi,
"Sua Maestà la Zucca Gialla", protagonista di tante ricette
gustose e tutte da scoprire. Compatta, dolce e soda, la "Cucurbita
maxima" detta anche zucca comune, poi tanto comune non è. Le sue
virtù in cucina, e non solo, sono note fin dai tempi più remoti, quando
l'uomo ha imparato a usarne ogni parte, proprio come nel caso del suo
corrispettivo animale, il nobile suino, protagonista indiscusso di altre
tavole e latitudini non lontane. Nel comprensorio ferrarese la zucca
cresce particolarmente pregiata grazie alle peculiarità del terreno che
le conferiscono caratteristiche organolettiche uniche, rendendola un
prodotto naturale di alta qualità. Dell'umile, colorato frutto della
pianta di origine sudamericana non c'è parte che resti inutilizzata,
tanto da renderla degna di un omaggio più che dovuto. Un giusto riscatto
e decisamente una bella rivincita per l'innocente, generosa pianta il cui
frutto viene usato da sempre come termine di paragone dispregiativo. Altro
che "non avere sale in zucca"! In numerose tradizioni
gastronomiche del Nord-Italia la cucurbita dalla prelibata polpa arancione
è l'incontrastata regina della tavola, tanto da essere cucinata e servita
nei modi più impensati e succulenti. E' con tale spirito, nel pieno
recupero dei ricettari degli estensi, che i cuochi dei ristoranti di
Ferrara nel mese della zucca si prodigheranno per eseguire le infinite
varianti culinarie che prevedono l'impiego di questa signora dei ripieni.
Basta scorrere la carta dei ristoranti che aderiscono all'iniziativa per
avere già un'idea (ma l'assaggio è tutta un'altra cosa) di come la zucca
si pieghi in cucina alle più sfrenate fantasie degli chef. E allora che
Zucca sia: alla certosina (con cannella, alloro, formaggio, prugne e uva
sultanina), fritta con rosmarino e pancetta, in polpettine di starna,
nelle lasagnette, con il brasato. Per rendere ancora più invitante una
visita a Ferrara sotto il segno della zucca Zeno Govoni, patron di un
luogo carico di storia e di eleganza - l'Albergo Annunziata - affacciato
proprio sulla piazza del Castello Estense, cuore e simbolo della città,
ha ideato l'offerta: "Grande onore alla Zucca". La proposta,
valida tutti i giorni, è riservata a tutti coloro che amano Ferrara, la
sua storia, la sua atmosfera, il suo artigianato e la sua cucina. Il costo
è di 190 euro per coppia e comprende un pernottamento con prima colazione
a buffet, la "mappa delle botteghe dei vecchi artigiani", il
noleggio gratuito della bicicletta e una cena "Sua maestà la
zucca" in uno dei ristoranti del centro, bevande incluse (acqua e
vino). Inoltre, fino al 16 novembre 2003 sarà possibile visitare a
Palazzo dei Diamanti la mostra "Degas e gli italiani a Parigi",
dove sono esposti oltre settanta pezzi tra oli, pastelli, incisioni e
sculture, di cui circa la metà del grande pittore francese.
Infolink: www.annunziata.it
LA MELA TRENTINA, UN PICCOLO UNIVERSO. PARTE "MELANDIAFEST",
LA MOSTRA MERCATO DELLA VAL DI NON CHE UNISCE TRADIZIONE E INNOVAZIONE
La mela forse più di ogni altro frutto, è diventata il succoso simbolo
della fiorente agricoltura trentina, in particolare - è ovvio - della
mitica Valle di Non. Non può stupire, dunque, che da ormai nove anni, la
vallata dedichi a sua maestà la mela, un'intera festa, con tanto di
mostra e mercato, ovvero "Melandiafest", l'appuntamento fisso
per l'agricoltura nostrana e non, che si tiene a San Zeno dall'8 al 10
novembre. Nata nell'autunno 1992, questa fiera ha lo scopo primario di
presentare il mondo della mela attraverso le attrezzature agricole, i
prodotti inerenti alla sua coltivazione, la gastronomia tipica a base di
mela. Tre giorni di festeggiamenti animeranno il piccolo centro di San
Zeno, durante i quali negli stand appositamente allestiti e nei locali è
possibile degustare un intero pranzo, dagli antipasti al dolce, tutto a
base di mele. Presso gli stessi stand sarà anche possibile osservare le
varie fasi della coltivazione della mela e vedere i mezzi agricoli usati
nei campi. Sono previste anche visite guidate presso aziende agricole per
vivere da vicino il mondo della mela. Mele di tutte le specie e delle
qualità più rare sono esposte sulle bancarelle dislocate nel paese; qui
è possibile non solo farsi una cultura "pomologica" ma anche
acquistare il gustoso frutto. Quest'anno ci saranno poi "Tre giorni
alla festa della mela": albergatori e ristoratori illustreranno la più
raffinata gastronomia a base di mele: strudel, frittelle, torte di mele
accompagnati da formaggi, salumi tipici, speck e la "mortandela"
della Val di Non.
Infolink: www.melandiafest.it
LA SAGRA DI S. LEONARDO E LE "PEZATE"
D'AGNELLO, UN PIATTO CUCINATO COME IN PASSATO PER VALORIZZARE IL
PATRIMONIO TIPICO E DI QUALITÀ DELLA VALSUGANA NONCHÉ PER FARE FESTA
La degustazione delle "pezate de agnelo" durante la "Sagra
di S. Leonardo", a Castelnuovo, è ormai tradizione affermata e
conosciuta. Si può risalire all'origine di questo tipico piatto autunnale
attraverso il racconto degli anziani tramandato in paese. Assicurano che
da oltre cent'anni le "pezate" finiscono nei piatti e negli
stomaci in occasione della Sagra novembrina. Anche gli ingredienti base,
sale e carne d'agnello, inducono a collocare in un passato sicuramente
remoto le origini di questo piatto. Il sale, da sempre usato per
conservare, fin da epoche prive della moderna tecnica frigorifera, e la
carne d'ovino, disponibile in valle durante il periodo di transumanza dei
greggi dagli alpeggi estivi alla pianura invernale.
"Pezate" perché letteralmente sono parti di ovino adulto messi
a macerare nel sale, pepe, alloro e altri aromi naturali, in recipienti
cilindrici (mastei) per non meno di tre settimane, a temperatura tra i 10
e i12 gradi circa. Vanno poi bollite, senza lavarle, per un paio di ore e
poi servite con crauti e purè. Non può mancare l'accompagnamento di un
buon vino rosso nostrano. A Castelnuovo, in Valsugana, il piatto venne
dapprima cucinato in famiglia e solo in un secondo tempo proposto anche
dai luoghi di ristoro pubblici. Nei tre giorni di sagra, dal 7 al 9
novembre, ne sono consumate circa 8 quintali, tra vendute crude e servite
cotte. Le "pezate de agnelo" si inseriscono tra i 60 prodotti
tipici della Provincia Autonoma di Trento.
Infolink: www.lagorai.tn.it
PONTE DELL'IMMACOLATA A SERRE CHEVALIER: IN PISTA IL
GEMELLAGGIO FRANCIA-ITALIA
Spettacoli sulla neve, degustazioni gastronomiche, artigianato e atre
iniziative per un week-end oltre confine a sole 3 ore da Milano. E
un'offerta speciale 3 notti più 3 giorni di ski-pass, da Euro 132,00
Serre Chevalier, rinomato comprensorio sciistico ai confini con l'Italia,
ospiterà il primo week-end di dicembre 4 gemellaggi franco-italiani
coinvolgendo i seguenti paesi: Saint Chaffrey/Taleggio, La Salle Les Alpes/San
Pellegrino, Monêtier les Bains/Novalese e Briançon/Suze. Questo
particolare progetto di scambio culturale, in programma il 6, 7 e 8
dicembre 2003, costituisce un'occasione speciale per chi vorrà
partecipare alle numerose e interessanti iniziative, nonché tornare a
calzare gli sci per inaugurare in grande stile la prima discesa della
stagione invernale. Ecco di seguito il programma della manifestazione a
cui parteciperanno i sindaci e altri rappresentanti dei quattro paesi
italiani gemellati, uniti in un connubio di tradizioni che va oltre i
confini nazionali.
Sabato 6 Dicembre 2003. Ore 14 a Briançon: inaugurazione della Fiera
Artigianale; esposizioni e mercato di oggetti e opere in pietra, legno,
ceramica. Ore 19 a Serre Chevalier 1400: spettacolo teatrale sulla neve
"Démo Ski Show" per rivivere la storia dello stile di vita
montano sul tema: la neve e lo sci. Al temine spettacolo pirotecnico.
Domenica 7 Dicembre 2003. Tutto il giorno a Briançon: Fiera e Mercato
Artigianale. Dalle ore 9 alle 14 Rallye Raid con partenza da Serre
Chevalier 1400
Caccia al tesoro a gruppi (da 4 a 10 persone) aperta a tutti alla scoperta
del comprensorio sciistico di Serre Chevalier, con prove diverse e punti
di ristoro con degustazione di prodotti regionali franco/italiani.
Premiazione dei vincitori nel pomeriggio (per informazioni e iscrizioni:
ESF Serre Chevalier 1400, tel. 0033.4.92247199, o all'Ufficio del Turismo,
tel. 0033.4.92249898).
Lunedì 8 Dicembre. Tutto il giorno a Briançon: Fiera e Mercato
Artigianale. Una promozione "Speciale Gemellaggio" è stata
pensata per il week-end dell'immacolata dove si scia 3 giorni al prezzo di
2 (lunedi ski pass gratis). L'offerta è valida nel periodo 5/8 dicembre
2003 ed include 3 notti e 3 giorni di ski-pass "Serre Chevalier
1350/1400" con un costo individuale a partire da 132 euro
(sistemazione in studio). Possibilità di estendere il soggiorno a 4 notti
con partenza il 9 dicembre. Valide per questo periodo anche le tariffe del
pacchetto "Prime Ed Ultime Nevi", costituito da 7 pernottamenti
con sistemazione a scelta in appartamento, agriturismo o hotel e skipass
valido 6 giorni. Quote individuali a partire da 163 euro. Inoltre
un'offerta speciale è riservata a tutti gli sciatori: in occasione della
Festa dei Gemellaggi, chi acquista uno ski-pass Serre-Che per il week-end
valido 2 giorni (con accesso agli impianti e alle piste di Serre Chevalier
1350 e Serre Chevalier 1400) potrà sciare il terzo giorno gratis (lunedi).
Il costo è di 56 euro per gli adulti e 39 euro per i bambini. Approfitta
del ponte dell'Immacolata per una nuova esperienza culturale a sole 3 ore
da Milano. Per prenotazioni e informazioni contattare la centrale di
prenotazione al numero 0033 4 92 24 98 80 (risponde un operatore di lingua
italiana).
Infolink: www.serre-chevalier.com - www.ot-serrechevalier.fr
IL TRENTINO IN PISTA CON «SKIPASS» ALLA PIÙ
IMPORTANTE FIERA ITALIANA DEGLI SPORT INVERNALI LO STAND DELLE DOLOMITI HA
FATTO
LA PARTE DEL
LEONE
Ha preso il via il 30 ottobre la più importante fiera italiana dedicata
agli sport invernali, che da dieci anni costituisce il punto di
riferimento di ogni stagione sciistica. È «Skipass Modena», in
programma fino al 2 novembre presso il quartiere fieristico della città
emiliana.
Il Trentino non poteva mancare ad un appuntamento così importante, che
l’ha visto protagonista in tutte le edizioni. In uno stand di
400 metri quadrati
, le dieci Apt di ambito trentine presenti forniscono in anteprima le
novità e le proposte turistiche per la stagione invernale in arrivo ad un
pubblico internazionale, composto da appassionati ed operatori del
settore. Assaggi e degustazioni di vini, prodotti enogastronomici trentini
e concerti e perfino qualche gioco a premi fanno da piacevole contorno
alle offerte turistiche, creando così nello stand Trentino una rilassata
atmosfera da wine-bar. Numerose anche le conferenze stampa organizzate per
presentare i grandi eventi sciistici e le gare internazionali della
stagione 2003/2004.
L’anno scorso la fiera ha registrato un afflusso di oltre 135 mila
persone, oltre che una visibilità mediatica da record. Anche quest’anno
la presenza dei mezzi di comunicazione sarà di tutto rispetto.
L’attrazione principale per i visitatori è la rampa per lo snowboard (
24 metri
di altezza) che ha preso forma sul piazzale di Modena Esposizioni. Grazie
alle 650 tonnellate di neve prodotta migliaia di amanti della “tavola”
possono esibirsi nel quarter half pipe di «Skipass Modena». Nei
padiglioni si possono praticare anche il pattinaggio e lo sci di fondo.
«Skipass Modena» è un’occasione speciale per gli amanti degli sport
invernali e rappresentanti di settore e una vetrina importante per il
Trentino, che ha nuovamente la possibilità di dimostrare la propria
valenza nel mondo della neve. Infolink: www.skipass.it
PREDAZZO AVVAMPA DI FUOCHI E FESTA TORNA L’11
NOVEMBRE IN VAL DI FIEMME
LA TRADIZIONALE
“FAR SAN MARTIN”: MUSICA, RUMORE E I CONSUETI ENORMI FALÒ
Siamo alle pendici del Gruppo del Latemar. Di fronte a noi, a meno di
dieci chilometri, si estende
la Catena
del Lagorai. Le imponenti Pale di San Martino sono proprio lì, a meno di
un’ora di cammino. In questa suggestiva valle del Trentino sono tante le
antiche tradizioni e le leggende che sopravvivono. Una di queste, fra le
più curiose, è la notte del “Far San Martin”, che tradotto significa
la notte dei fuochi di San Martino.
L’origine di questa manifestazione si perde nella notte dei tempi, ma da
che se ne abbia memoria, alla vigilia dell'11 novembre, i rappresentanti
di tutti i rioni di Predazzo corrono sulle montagne circostanti per
accendere il fuoco più alto ed imponente. Le pareti delle montagne
avvampano così di luce, e in questo scenario apocalittico, i partecipanti
corrono in paese e con l'aiuto di corni, trombe, campanacci e tamburi
cercano di fare più chiasso possibile. Sembra che questo potesse
allontanare il maligno dal paese.
Dopo la corsa, la notte di festa prosegue nelle osterie e nella Piazza SS.
Filippo e Giacomo di Predazzo, dove si gustano castagne e vin brulé e
dove si tiene una singolare gara musicale: vince chi, utilizzando uno
strumento a piacere, produce il suono più forte per almeno un minuto.
L’11 novembre era, in Val di Fiemme e in altre parti d’Italia, la data
in cui avveniva il "regolamento dei conti" (affitti, prestiti,
debiti). A Predazzo veniva e viene tuttora erogato il dividendo della
Regola Feudale e, dunque, nella notte del “Far San Martin” è anche
uso tener fede alle proprie promesse e pagare i debiti.
Un evento di antica tradizione quello dei "Fuochi di San Martino”,
che coincideva anche con la fine dell’anno agricolo. Oggi, piacevole
occasione di festa e di ritrovo. Infolink: www.aptfiemme.tn.it
LA MEZZA MARATONA
NEL BASSO SARCA TORNA LA “TRENTINO HALF MARATHON”,
LA GARA PODISTICA
INTERNAZIONALE CHE SI SNODA FRA LE CAMPAGNE DI ARCO E RIVA
Domenica 9 novembre si correrà la seconda edizione di una delle corse
podistiche più interessanti dell’autunno, ovvero la "Garda
Trentino Half Marathon", erede della mezza maratona di Pietramurata
organizzata dalla Trentino Eventi e dal Gruppo Sportivo Fraveggio.
Un percorso di poco più di ventuno chilometri fra Arco e Riva del Garda,
che si dispiega tra gli antichi ponti sul fiume Sarca e le campagne di
Ceniga. L’anno scorso fu un keniano di 26 anni, David Mayo, ad
inaugurare l’albo d’oro di questa competizione, mentre in campo
femminile si registrò la vittoria di Laura Ricci della Corradini Rubiera.
In tutto furono 930 i partenti, fra i quali c’erano atleti di prestigio
internazionale, come Maria Cocchetti, vincitrice della mezza maratona di
Roma e di quella di Merano, e Tiziana Di Sessa, seconda a Barcellona nel
2002.
Quest’anno la corsa promette di essere altrettanto entusiasmante. I
pettorali dovranno essere ritirati sabato 8 novembre presso il Palazzo dei
Congressi dalle ore 15.00 alle ore 19.00, mentre la partenza è prevista
la domenica di fronte al Casinò Municipale di Arco alle ore 10.00. Le
iscrizioni dovranno pervenire entro giovedì 6 novembre .La quota di
iscrizione è di Euro19 per tutte le categorie.
E per chi non è proprio un atleta provetto sono state organizzate una
“non competitiva” di otto chilometri, e una gara per bambini. Infolink:-
www.trentinoeventi.it
A CALDONAZZO
LA VITA D
’ALTRI TEMPI IL GRUPPO FOLCLORISTICO LOCALE INVITA TUTTI ALLO “SFOIÒ”,
ANTICO RITO CONTADINO, OCCASIONE SPECIALE PER RIVIVERE LE USANZE DEL
PASSATO
Una volta, al tempo dei nostri nonni,
la Valsugana
era un’area del Trentino quasi esclusivamente votata all’agricoltura,
in particolare del mais che occupava circa metà del terreno coltivabile.
Si seminava a maggio e verso settembre ogni pianta portava due o più
pannocchie gonfie di chicchi. Quel raccolto assicurava alla famiglia la
farina sufficiente per quella polenta quotidiana che era la base
dell’alimentazione contadina. E, ad autunno inoltrato, quando i grandi
lavori della campagna erano terminati, le pannocchie ben mature e asciutte
venivano raccolte e sistemate in un locale adeguato.
Allora la vita non era certo facile e i giorni erano tutti uguali,
scanditi dal ritmo dei lavoro agricolo. Così, ogni occasione di ritrovo
con la comunità era atteso con trepidazione, per incontrarsi, parlare un
po’ e trascorrere in piacevole compagnia una serata diversa.
Lo “sfoiò” era uno di quei momenti: a Caldonazzo, vicino
all’omonimo lago, era tradizione trovarsi in autunno per sfogliare le
pannocchie di mais, per fare scorta alimentare per l’inverno e per stare
insieme, quando con amici e parenti si "sfoiava" in allegria:
era una "festa" che si celebrava in ogni famiglia.
Oggi, grazie ad tenace gruppo folcloristico locale, lo “sfoiò” si
compie ancora: il 15 novembre ci si ritrova alle ore 20.00 nella sede
centrale del Gruppo Tradizionale Folcloristico di Caldonazzo, in Via della
Villa, per riproporre l’antico rito: insieme agli amici della
"bisca", che non mancheranno di accennare qualche vecchia
melodia, mentre nell’aria il classico profumo "de castegne"
farà da contorno al buon vin "brulè" Infolink: www.caldonazzofolk.it
CURARE
LA PELLE ALLA
FONTE, ANCHE D’INVERNO LE TERME DI COMANO PER
LA PRIMA VOLTA
SI VESTONO DI BIANCO ED APRONO DA METÀ DICEMBRE A METÀ GENNAIO
Perché non regalare una vacanza di salute e bellezza alla nostra pelle
anche d’inverno? Le terme di Comano, generalmente aperte da aprile a
novembre, per la prima volta nella loro storia, apriranno anche durante il
periodo più freddo dell’anno, dal 15 dicembre al 17 gennaio 2004.
Questa novità si è resa possibile grazie all’apertura di uno
stabilimento termale ospitato nel nuovo Grand Hotel Terme. Vi troveranno
posto tutte le cure che rendono Comano una località termale rinomata e
particolarmente frequentata a partire dai bagni termali per la cura della
pelle, abbinati alla fototerapia totale o parziale, particolarmente
indicata in periodo invernale quando la pelle non può godere
dell’esposizione diretta alla luce solare. I cicli di inalazioni
caldo-umide, aerosol termali e docce nasali micronizzate sono invece
ideali per combattere e prevenire le malattie da raffreddamento, mentre le
ventilazioni polmonari con l’aggiunta di ossigeno sono indicate contro
le patologie respiratorie più gravi ed ostinate. La scelta è davvero
vasta ed invitante: massaggi shiatsu, stretching, antistress, olistici e
bioenergetici con oli essenziali, trattamenti viso e corpo anti-età,
rigeneranti e defaticanti, questi ultimi particolarmente indicati dopo una
giornata dedicata allo sci e allo sport in genere, oppure arricchiti con
terapie a base di fango termale e di vitamine di frutta. Chi lo desidera,
potrà lasciarsi prendere per mano e farsi accompagnare attraverso un
percorso del benessere personalizzato e ritagliato su misura, in grado di
rispondere alle esigenze più specifiche. Infolink: www.comano.to
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