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LUNEDI
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Notiziario Marketpress di
Lunedì 02 Marzo 2009 |
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ABI: FINANZIAMENTI ‘VERDI’ DA OLTRE IL 70% DELLE BANCHE ZADRA: “L’ATTENZIONE ALL’AMBIENTE È A PIENO TITOLO NEI PIANI STRATEGICI DELLA BANCA” |
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Roma, 2 marzo 2009 - Banche in prima linea a sostegno dell’ambiente, il 71,4% del settore offre infatti strumenti di finanziamento per imprese impegnate nella produzione di impianti per ottenere energia alternativa o in processi di certificazione ambientale. Cresce inoltre l’attenzione delle banche a valutare la rischiosità ambientale delle controparti da finanziare: circa il 60% del sistema considera l’Environmental Credit Risk (Ecs) in particolare su operazioni di Project Financing. Sul fronte della responsabilità ambientale, sono queste le principali rilevazioni di Abi elaborate su un campione di 40 istituti rappresentativo dell’89% del sistema bancario in termini di sportelli e di circa il 90% in termini di totale attivo. “Per le banche italiane – ha spiegato il Direttore Generale dell’Abi, Giuseppe Zadra – l’attenzione all’ambiente e alla responsabilità sociale rappresentano un elemento costitutivo del loro modo di fare ed essere imprese, come testimonia anche il forte impegno sul fronte degli investimenti a sostegno dell’efficienza energetica”. A livello di sistema, proprio l’attenzione ai temi dell’efficienza energetica ha dato vita nel dicembre del 2003 ad Abi Energia. Il Consorzio istituito dall’Associazione Bancaria conduce analisi, ricerche e progetti con l’obiettivo di definire azioni sostenibili per ottimizzare la gestione e l’utilizzo dell’energia in banca. . |
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ENEL E REGIONE LIGURIA, AL VIA LA RETE ELETTRICA DEL FUTURO. PIÙ INFRASTRUTTURE PER LO SVILUPPO E LE FONTI RINNOVABILI SIGLATO DA REGIONE LIGURIA E ENEL UN PROTOCOLLO D´INTESA PER LA REALIZZAZIONE DI DIECI CABINE PRIMARIE DI TRASFORMAZIONE |
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Genova, 2 marzo 2009 - Il Presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, e il Direttore della Divisione Infrastrutture e Reti dell´Enel, Livio Gallo, hanno siglato 27 Febbraio un protocollo d´intesa per la realizzazione di dieci cabine primarie di trasformazione Alta tensione - Media tensione, da realizzarsi nei prossimi anni e dislocate in punti strategici del territorio. Con questa iniziativa Enel e Regione gettano le basi per l´ammodernamento dell´infrastruttura di distribuzione di energia elettrica in Liguria, con l´intendo di creare le migliori condizioni per lo sviluppo del territorio e degli impianti di produzione con fonti rinnovabili. Le nuove cabine primarie permetteranno infatti di migliorare ulteriormente la qualità del servizio offerto ai cittadini e di assicurare le idonee condizioni di sviluppo del mondo produttivo: gli impianti di trasformazione dell´energia elettrica da alta a media tensione rappresentano un punto nevralgico e indispensabile per il potenziamento e per migliorare l´efficienza della rete distributiva. La realizzazione delle nuove cabine primarie costituisce inoltre un passaggio fondamentale per supportare il piano di sviluppo eolico della Regione, in continuità con quanto stabilito il 21 marzo 2008 nel Protocollo di intesa per la produzione di energia da fonti rinnovabili siglato da Enel e Regione Liguria. Claudio Burlando ha così commentato: "Vorrei sottolineare alcuni aspetti positivi di questo protocollo: gli investimenti di circa 20 milioni di euro con ricadute positive sul territorio, la possibilità di migliorare la qualità del servizio elettrico nella nostra regione e in particolare nell´entroterra, dove saranno ubicate alcune delle nuove cabine, premessa essenziale alla realizzazione del piano di sviluppo energetico da fonte eolica". Livio Gallo ha detto: "Questa convenzione conferma e rafforza la stretta collaborazione tra Enel e Regione Liguria, e permette all´azienda di concretizzare ulteriormente il suo impegno sul territorio. Anno dopo anno Enel migliora la qualità del servizio puntando sempre a livelli di eccellenza, così da poter mettere a disposizione del territorio una rete che diventi punto di riferimento per tutti i paesi dell´Unione Europea". Sulla base degli impegni assunti nel protocollo Enel realizzerà, nel pieno rispetto delle normative esistenti e del contesto ambientale, dieci nuove cabine primarie di trasformazione, e relativi impianti di collegamento alla rete esistente, dislocate in punti strategici del territorio ligure. La prima fase di realizzazione, che prenderà avvio già nell´anno in corso, interesserà le zone Fiera di Genova, Quartaie (Cicagna, Ge) e Beverino (Sp). Successivamente si aggiungeranno le cabine primarie di Bordighera (Im), Civezza (Im), Legino (Sv), Pontedecimo (Ge), Torriglia (Ge), Torza (Maissana, Sp) e Spezia Antoniana (Sp). Fondamentale per la realizzazione di queste infrastrutture sarà il ruolo della Regione Liguria che, coinvolgendo e coordinando le amministrazioni e gli enti locali interessati, assicurerà l´efficienza e la celerità dell´iter autorizzativo e creerà quindi le condizioni per il completamento del piano di investimento dell´Enel. . |
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SOLAR MASTER - 4 MARZO, (CNR, PALERMO) |
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Palermo, 2 marzo 2009 - Si terrà il 4 marzo alle 9 e 30 al Cnr di Palermo (via La Malfa 153) la presentazione del Solar Master, il primo corso del Polo fotovoltaico della Sicilia. Un´occasione (v. Invito allegato) per discutere in modo accessibile -- e non tedioso -- di energia solare in Sicilia. La partecipazione è aperta al pubblico e alla stampa. Intervengono alla giornata Roberto Lagalla, Claudia Bettiol, Marcello Cacace, Mario Pagliaro, Thomas Brown, Leonardo Palmisano e Ignazio Licata. L’energia solare può davvero creare sviluppo durevole e risanare l’ambiente in Sicilia? Il 4 marzo al Cnr sarà possibile leggere l’articolo che sarà reso disponibile ai delegati alla conferenza: “L’energia solare per il futuro della Sicilia” Stato e prospettive del fotovoltaico nella più grande ed assolata regione d´Italia M. Pagliaro, G. Palmisano, R. Ciriminna, V. Loddo, L. Palmisano, V. Augugliaro. Incentivi: I poveri finanziano i ricchi? L’ambientalista scettico Bjorn Lomborg ne sarebbe certo: gli incentivi statali per l’energia solare pagati dai consumatori non sono altro che un modo con cui i ricchi, che si installano i pannelli, si fanno finanziare dai poveri (che pagano le bollette). Ma Lomborg si sbaglia. Ed ecco perché. Fotovoltaico ed edilizia - Le nuove tecnologie fotovoltaiche cambiano l’edilizia come l’abbiamo conosciuta. Non solo facciate, tetti, finestre e pareti che generano energia. Ma edifici più belli, confortevoli, sicuri e fruibili. Ecco come. Agricoltura fotovoltaica L’energia solare e la generazione distribuita sono una preziosa fonte di reddito e di energia per tutte le imprese agricole. Che, nella regione più estesa e più irradiata d’Italia, devono imparare come sfruttarla a loro vantaggio. Www. I-sem. Net . |
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A MONTALTO LA CENTRALE SOLARE PIÙ GRANDE D´ITALIA |
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Roma, 2 marzo 2009 - E’ la centrale solare più grande d’Italia quella che sorge a Montalto di Castro, inaugurata il 26 febbraio con l’avvio del cantiere dall’assessore all’Ambiente Filiberto Zaratti. “Con la partenza del cantiere dell’impianto inauguriamo la centrale solare più grande d’Italia – ha detto l’assessore Zaratti. Non solo, ma in questa area dell’alto Lazio, che diventerà un polo di eccellenza per la produzione energetica da fonti rinnovabili, stiamo valutando molti progetti, sia eolici che fotovoltaici per centinaia di megawatt”. “L’impianto che avviamo oggi – ha spiegato Zaratti - ha una potenza di 24 Mwp, in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di oltre 15. 000 famiglie, evitando l’emissione di 22. 000 tonnellate di Co2 l’anno. Una delle cose più importanti è che questo impianto sarà operativo già a novembre, producendo energia pulita senza alcun costo aggiuntivo per i cittadini. L’esatto contrario delle centrali nucleari. “Oggi nel Lazio – ha concluso Zaratti - sono in costruzione impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili per 150 Mw e contiamo di arrivare entro il 2010 a 600 Mw. Un’ importante ricaduta occupazionale per la Regione e un decisivo impulso per le piccole e medie imprese, i veri attori di queste tecnologie pulite”. . |
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IN CRESCITA L´INDUSTRIA SOLARE LA BASILICATA HA AVVIATO UN PROCEDIMENTO PER LA VELOCIZZAZIONE E LO SNELLIMENTO DELLE PROCEDURE PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI DI DIMENSIONI MEDIO-PICCOLE E PER TUTTI GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI INTEGRATI E PARZIALMENTE INTEGRATI |
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Potenza, 2 marzo 2009 - Si è conclusa a Roma la prima Conferenza dell’Industria Solare – Italia 2009, che si è posizionata come il maggiore convegno del settore. Dopo un 2008 segnato da tassi di crescita eccezionali in Italia e nel resto dell’Europa sia nel solare termico che nel fotovoltaico, il settore dell’energia solare ha discusso le prospettive di ulteriore crescita per i prossimi anni. La prima Conferenza dell’Industria Solare - Italia 2009 (Cis-it) si è svolta il 5 e 6 febbraio a Roma, con un successo che ha superato le più rosee previsioni degli organizzatori, la società berlinese Solarpraxis in collaborazione con Ambiente Italia. Con la partecipazione di oltre 450 dirigenti d’azienda e professionisti del solare, di cui circa un terzo dall’estero, l’evento si è qualificato fin dalla prima edizione come un primario punto d’incontro per il settore in Italia. Le associazioni di categoria hanno pubblicato in questa occasione dei bilanci aggiornati sullo sviluppo del mercato, con le stime provvisorie sul mercato del 2008. Per il solare termico, Assolterm (Associazione Italiana Solare Termico) ha registrato nel 2007 una crescita del 77%, con 230 Mwth (330. 000 m2) di nuova potenza installata, mentre le stime provvisorie per il 2008 mostrano una ulteriore crescita del 20%, raggiungendo così una nuova potenza installata di 280 Mwth (400. 000 m2), che fa dell’Italia il secondo mercato d’Europa dopo la Germania, con un giro di affari di circa 400 milioni di euro e oltre 10. 000 posti di lavoro. Ciononostante, l’Italia rimane molto dietro la media europea se si considera la capacità accumulata negli anni per capite, che in paesi vicini come l’Austria e la Grecia è quasi 20 volte superiore. Questo dimostra l’enorme potenziale di crescita ancora esistente. Il solare termico offre energia rinnovabile a basso costo e può dare un contribuito decisivo al raggiungimento degli obiettivi che l’Italia si è posta nell’ambito della nuova direttiva Ue. È tuttavia necessario evitare la creazione di incertezze, come quella che è stata provocata negli scorsi due mesi dalla proposta del Ministro Tremonti, poi ritirata, di cancellare retroattivamente la detrazione fiscale del 55%, che ha creato una fase di inutile incertezza e turbolenza del mercato. Per il fotovoltaico, le due associazioni di categoria, Assosolare (Associazione Nazionale dell´Industria Solare Fotovoltaica) e Gifi (Gruppo Imprese Fotovoltaiche :Italiane), hanno stimato un quintuplicamento (+500%) del mercato nel 2008, e prevedono l’installazione di almeno ulteriori 250 Mw nel 2009, con un fatturato di un miliardo e 250 milioni di euro. L´italia, con una crescita stimata del 119% annuale, è considerata un paese con "grandi potenzialità" da molti analisti internazionali. Le due grandi sfide che vedono Assosolare e Gifi per il fotovoltaico in Italia sono la difficoltà di allacciarsi alla rete e la complessità delle procedure amministrative. Per il Conto Energia, la procedura del 2005 modificata e semplificata nel 2007, rimane "tuttavia da scogliere il nodo dell´autorizzazione unica, criticità che, a parere di Assosolare e Gifi, può essere superata con l´emanazione delle linee guida nazionali". Raffaele Piria, Vice-presidente di Estif (European Solar Thermal Industry Federation) dichiara che “… la Cis-it diventerà un appuntamento fisso annuale per i protagonisti del mercato del solare in Italia, dove discutere i punti salienti dello sviluppo del mercato e incontrare partner in un’atmosfera concentrata lontana dalle distrazioni delle grandi fiere. Solarpraxis è felice che questa nuova offerta abbia trovato una risposta così calda da parte dell’industria solare in Italia. La Regione Basilicata con la Finanziaria 2009 (L. R. 31/2008) ha avviato un procedimento per la velocizzazione e lo snellimento delle procedure per la realizzazione di impianti fotovoltaici di dimensioni medio-piccole e per tutti gli impianti fotovoltaici integrati e parzialmente integrati. " . . |
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PEGOGNAGA (MN),ACCORDO IMPIANTO ENERGIA RINNOVABILE |
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Milano, 2 marzo 2009 - E´ un innovativo impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per la riduzione dei nitrati e sorgerà a Pegognaga (Mantova). L´accordo di Programma per la sua realizzazione è stato firmato il 26 marzo in Regione Lombardia dall´assessore alle Reti, Servizi di pubblica utilità e Sviluppo sostenibile, Massimo Buscemi, dall´assessore all´Agricoltura della Provincia di Mantova, Maurizio Castelli, dall´assessore alla Promozione e Sviluppo del Territorio del Comune di Pegognaga, Remo Ravioli, e dalla presidente del Consorzio di bonifica Terre dei Gonzaga in destra Po, Ada Giorgi. L´impianto produrrà energia elettrica e termica utilizzando il biogas ottenuto dalla digestione anaerobica di biomasse di origine zootecnica e agricola. "L´elemento qualificante dell´impianto - ha spiegato l´assessore Buscemi - è rappresentato dall´innovativo ed efficace sistema di raccolta e conferimento dei liquami con ridotto impatto ambientale". Il costo dell´intervento è di 7. 370. 000 euro, di cui 2. 344. 000 da parte di Regione Lombardia. L´inizio dei lavori è previsto per il secondo semestre di quest´anno e la messa in esercizio, alla fine del 2010. . |
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NO A CENTRALE NUCLEARE A MONFALCONE |
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Trieste, 2 marzo 2009 - Interrogazione a risposta immediata del gruppo consiliare regionale del Pd, primo firmatario Giorgio Brandolin, e interpellanza del collega di gruppo Franco Brussa per dire no alla costruzione di una centrale nucleare a Monfalcone. La scelta del Governo Berlusconi - si legge nei due documenti presentati alla Giunta regionale - di spingere sulla costruzione di 4 nuovi reattori avrebbe coinvolto anche il Friuli Venezia Giulia, che stando a quanto riportato dagli organi di informazione si sarebbe reso disponibile prendendo in considerazione un raddoppio del sito della centrale di Krško, ma soprattutto indicando come unico sito possibile quello occupato dalla centrale termoelettrica di Monfalcone viste le infrastrutture già esistenti. I due consiglieri, intervenendo in merito alla possibile scelta di quel sito, fanno presente che Monfalcone e tutto il territorio attorno alla città hanno pagato e pagano costi ambientali molto alti per la presenza della centrale termoelettrica, in cui funzionano ancora il gruppo a olio pesante e quello a carbone. I dati sulla forte presenza, in quell´area, delle patologie tumorali e dei conseguenti decessi sono una drammatica prova delle fonti inquinanti. Nel 1999, il Governo D´alema privatizzò Enel e contestualmente previde una trasformazione delle centrali termoelettriche consona dell´ambiente, indicando come data limite il 2008. In realtà la trasformazione è ben lungi dall´essere attuata - scrive l´esponente del centro-sinistra. Allora come può pensare Tondo di trasformare quella centrale, già oggetto di una riconversione che stenta ad andare in porto ma che comunque è prevista, in una centrale nucleare di terza generazione, cioè un impianto che sappiamo non essere la migliore tecnologia possibile? Ciò che si vuol sapere con l´interrogazione è come il presidente della Regione intenda agire. Ma Brandolin non si ferma qui e chiede che il centro-destra di Monfalcone e della Provincia di Gorizia su questa questione assuma una posizione non ambigua, coerentemente con quanto ha sempre sostenuto, ovvero la trasformazione a gas metano della centrale termoelettrica. Se si vuole, come anche il centro-destra sottolinea, valorizzare il territorio dal punto di vista turistico, quella di impiantare una centrale nucleare - è la sua conclusione - non mi sembra la decisione più conseguente. Gli fa eco Brussa, che oltre a chiedere quale sia l´intenzione della Giunta, vuole ci siano le rassicurazioni a che da subito non ci sia alcun insediamento a Monfalcone. L´argomento sia trattato in Aula - afferma - al fine di esprimere gli indirizzi di merito al Governo, prima che questi assuma il decreto legge di recepimento dei protocolli sottoscritti e ne indichi le località prescelte. . |
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MARCHE: NO AL NUCLEARE, RISCHIOSO, ANTIECONOMICO, ANACRONISTICO |
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Ancona, 2 marzo 2009 – di seguito l’ intervento dell`assessore all`ambiente, Amagliani: no al nucleare, rischioso, antieconomico, anacronistico . ´Il no deciso al Nucleare, non e` un rifiuto preconcetto o ideologico, ma unicamente il risultato di un´analisi costi-benefici. Quella che qualsiasi amministratore, pubblico o privato, deve fare prima di procedere ad una scelta fondamentale e irrevocabile per un Paese. Soprattutto una scelta che non va fatta sull´onda della crisi energetica ed economica che ci sta assalendo, ma con raziocinio, programmazione, studi approfonditi. Le motivazioni del no sono scientifiche e acclarate dai piu` eminenti scienziati: impianti gia` obsoleti per quando saranno realizzati, costi elevatissimi e sempre a crescere in un periodo di stretta economica, problema delle scorie da smaltire, quando in Italia non riusciamo nemmeno a smaltire i rifiuti organici, figuriamoci quelli radioattivi dove potrebbero finire! Scienziati come Carlo Rubbia sono contrari. I problemi sono noti ai piu`: l´uranio e` una risorsa scarsa, ai ritmi attuali sara` esaurito nel giro di 20 anni, giusto il tempo per l´Italia di costruire un paio di centrali. L´uranio e` una risorsa presente in pochi, 4 o 5, paesi nel mondo, rendendo cosi` molto ricattabili i paesi che lo usano a meno di voler mantenere all´infinito i conflitti in Niger e Congo. Le centrali hanno bisogno di enormi risorse idriche e l´Italia non ha praticamente fiumi adeguati, si tratterebbe di costruire centrali sulle coste o sul Po, zone, demograficamente o ambientalmente non adeguate. Inoltre, non e` secondaria la questione legata ai miliardi di euro di traffici che si svilupperebbero attorno all´ `affare nucleare ´ e che dubito si riesca a governare, se non si e` riusciti finora a farlo con l´eco-mafia. Il Nucleare e` una scelta anti-economica (vantaggiosa solo per chi costruisce le centrali) rischiosa e anacronistica. Per questo, arrivo anche a pensare che ci sia un disegno preciso da parte degli apparati statali: quello di non promuovere, anzi di bloccare, la realizzazione di impianti per l´utilizzo di fonti rinnovabili (nelle Marche ne abbiamo piu` di un sentore con il diniego della Soprintendenza alla realizzazione di un impianto eolico. ) Un disegno di disincentivazione verso le fonti alternative per dimostrare la necessita` del nucleare. E´ un vecchio, ma ormai scoperto modo di fare politica: non per il bene di tutti ma solo di pochi. Vi e` poi da considerare che ancora non e` stato risolto per tutti i vecchi siti italiani il problema della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi derivanti dalla produzione prima del 1987, anno in cui un il referendum ha sancito con larghissima maggioranza l´abbandono del nucleare in Italia. Mi chiedo allora: davvero cosi` tanti avranno cambiato totalmente idea? Su una scelta cosi` incisiva sulla vita di tutti e soprattutto sul futuro delle nuove generazioni, non sarebbe il caso di ascoltare ancora una volta la buona, vecchia e sensata volonta` popolare? D´accordo, si potra` ribattere con il luogo comune che siamo attorniati da Paesi confinanti che adottano questo tipo di fonte energetica, che i rischi di incidenti e di nubi radioattive si corrono comunque, ma il problema delle scorie e` vitale. Accumulare nuove scorie non e` sensato quando non si sa ancora come smaltire quelle vecchie. C´e` poi un fatto ancora piu` inquietante nelle Marche. E´ girata da mesi una notizia, poi anche pubblicata da qualche quotidiano nazionale in questi giorni: la mappa delle possibili centrali da realizzare in Italia ed una sarebbe nella zona di San Benedetto del Tronto, con l´aggravante che il sito coinciderebbe con la Riserva naturale della Sentina. Non solo, dunque, in una zona di interesse turistico a livello nazionale, ma per di piu` in un´area protetta! Come dire:il paradosso dei paradossi, significa infischiarsi altamente di tutte le scelte fatte per preservare l´Ambiente per i nostri figli. E naturalmente questa follia non riguarda solo le Marche, ma sembra fatta apposta per distruggere i siti di interesse naturalistico (Pianosa e` un altro esempio). A dimostrazione che i no al nucleare non sono politici, sta anche il rifiuto da parte di amministrazioni comunali e regionali di centro destra. Un coro unanime da Nord a Sud. L´unico si` che sentiamo convinto e` quello alla riduzione dei consumi e alle fonti rinnovabili. Eolico e solare rappresentano infatti il vero futuro. Come abbiamo affermato con lungimiranza nei contenuti del Piano Energetico Ambientale regionale: energia fotovoltaica ed eolica che riducono l´inquinamento fino al 50-60% e consentono un forte risparmio energetico e quindi economico. E non e` neanche sostenibile parlare di quarta generazione di centrali nucleari, che produrrebbero scorie eliminabili in molti meno anni rispetto a quelle provenienti dalle vecchie centrali. Sapete in quanti anni? ´Poche´ migliaia´ prima che non siano piu` radioattive. ´ . . |
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CONFERENZA SU USO E PRODUZIONE DI BIOGAS IN ROMANIA |
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Arad, 2 marzo 2009 - Il 26 marzo si terrà ad Arad, in Romania, una conferenza internazionale sulla "Possibilità di usare e produrre biogas in Romania". La conferenza inizierà con una panoramica dei diversi aspetti del mercato del biogas in Romania. Le presentazioni successive tratteranno il finanziamento delle centrali a biogas, nuove applicazioni, uso e smaltimento delle scorie, e l´uso del biogas come carburante. La conferenza concluderà i rapporti sull´applicazione pratica e lo sviluppo di progetti sul biogas in Ungheria. L´evento è rivolto a persone e istituzioni che si occupano della produzione e dell´uso di biogas, ovvero l´industria automobilistica, banche, progettisti e sviluppatori, il settore agricolo e forestale, fornitori, autorità e amministrazioni municipali, fornitori locali di utilità e energia, investitori e ricercatori. La conferenza si svolgerà in inglese e in rumeno. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www. Enreg-expo. Com/ . |
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TELERISCALDAMENTO RHO-PERO, ACCORDO DA 10 MLN BUSCEMI: DALLA REGIONE 3 MILIONI DI EURO PER IMPIANTI PULITI |
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Milano, 2 marzo 2009 - E´ stato firmato 27 febbraio nella sede della Regione Lombardia l´Aqst (Accordo quadro sviluppo territoriale) per la realizzazione della rete di teleriscaldamento nei Comuni di Rho e Pero (Milano). Il progetto che coinvolgerà in modo minore anche i Comuni di Cornaredo e Settimo Milanese, avrà un costo complessivo di 10 milioni, 3 dei quali messi a disposizione, a fondo perduto, dalla Regione Lombardia. Dei tre milioni regionali, 900. 000 euro andranno all´amministrazione di Rho e 2. 100. 000 a quella di Pero. Il Comune di Pero avrà una rete di circa 10 chilometri mentre quella della frazione di Mazzo di Rho sarà di 4,5 chilometri. Il documento è stato firmato dall´assessore regionale alle Reti, Servizi di pubblica utilità e Sviluppo sostenibile, Massimo Buscemi, dai sindaci dei Comuni interessati e dall´assessore all´Ambiente ed Energia della Provincia di Milano, Bruna Brembilla. La Provincia farà da garante nelle procedure. "L´accordo - ha spiegato l´assessore Buscemi - riguarda la realizzazione di un impianto di teleriscaldamento nei Comuni di Pero e Rho, in particolare della frazione Mazzo, dove verranno realizzati impianti a basso impatto ambientale che entreranno gradualmente a regime e saranno completati entro il 2011". Soddisfazione per l´accordo raggiunto è stata espressa anche dall´assessore provinciale Brembilla che ha ricordato "l´impegno dei Comuni per affrontare una situazione particolarmente impegnativa come questa che va oltre i confini amministrativi poiché coinvolge una più ampia realtà territoriale". . |
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PAGANETTO: “INTERVENTI PER L’EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI EDIFICI PUBBLICI CONTRO LA CRISI ECONOMICA” |
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Roma, 2 marzo 2009 - Il Presidente Enea, prof. Luigi Paganetto, in apertura dell’incontro del 26 febbraio su : “Crisi economica e intervento pubblico: il caso degli investimenti in efficienza energetica” ha dichiarato: “Il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici è uno degli interventi utili a rilanciare l’economia e l’occupazione, attraverso la creazione di una vera e propria filiera, basata sulle nuove tecnologie e sull’utilizzo delle fonti rinnovabili”. “Enea, nel suo ruolo di Agenzia per l’Efficienza Energetica – ha continuato Paganetto – intende offrire alla Pubblica Amministrazione le competenze e gli strumenti per ridurre i consumi e i costi della bolletta energetica e, allo stesso tempo, incoraggiare un nuovo modo di concepire il patrimonio edilizio dello Stato, restituendo slancio alle imprese che operano nel settore delle costruzioni”. “Per raggiungere questo obiettivo – conclude Paganetto – occorre rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato, tra ricerca e industria, dando vita a partnership strategiche che operino nel medio e nel lungo periodo”. . |
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PIANO NAZIONALE DI INTERVENTI PER LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEL PATRIMONIO EDILIZIO PUBBLICO LO STUDIO INDIVIDUA NEI SETTORI SCOLASTICO E DIREZIONALE UNA PRIMA OCCASIONE PER REALIZZARE INTERVENTI TECNOLOGICI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEL PATRIMONIO EDILIZIO PUBBLICO DI CUI VENGONO VALUTATI COSTI ED EFFETTI ECONOMICI. |
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Roma, 2 marzo 2009 - Lo studio Enea, a partire da un parco edilizio stimato di 43. 200 scuole e 13. 580 uffici, ha selezionato un campione di riferimento pari a circa 15. 000 unità (35% del totale censito) sulla base di indicatori di consumo energetico I dati del patrimonio pubblico presi come base per lo studio sono quelli elaborati dal Cresme relativi alla consistenza del parco immobiliare dell’edilizia scolastica e degli uffici direzionali della Pubblica Amministrazione, e alla sua distribuzione sul territorio nazionale. A partire da questi dati è stato selezionato, per ogni destinazione d’uso (scuole e uffici), un set di 6 diversi edifici tipo, differenziati per localizzazione climatica (Nord, Centro, Sud) e per età (Ante 373/76 e Post 373/76). Lo studio ha stimato consumi attuali e relativa “bolletta energetica” del campione selezionato: 15 milioni di Mwh termici/anno e 6 milioni di Mwh elettrici/anno per un costo di 1,8 Miliardi di €/anno Il consumo complessivo attuale (cioè quello “tendenziale”, stimabile in mancanza di interventi) per la climatizzazione, l’illuminazione e per la produzione di acqua calda sanitaria del parco edilizio considerato è stato calcolato per ogni tipologia moltiplicando i consumi per la corrispondente consistenza numerica; il relativo costo in bolletta è stato calcolato con riferimento alle tariffe attuali. Per gli interventi di riqualificazione energetica sul campione selezionato si stima una spesa complessiva di 8,2 miliardi di € Gli interventi previsti – che rispondono, dal punto di vista energetico, agli standard prescritti dalla normativa vigente (Dlgs 192/05 e successive modifiche) - sono stati applicati nelle diverse destinazioni d’uso, considerando solo quelli effettivamente applicabili e realizzabili con un impatto contenuto sulla continuità d’uso degli edifici interessati. Gli interventi prevedono il ricorso a materiali, componenti e sistemi realizzati con le tecnologie più avanzate oggi disponibili in grado di realizzare: la coibentazione delle superfici opache e trasparenti dell’involucro edilizio, una produzione efficiente del calore in funzione delle fonti disponibili, il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili attraverso dispositivi sia attivi che passivi, una distribuzione efficiente dei servizi di climatizzazione e illuminazione modulabile in funzione della domanda. Effetti degli interventi sui costi energetici a regime: riduzione del 20% di energia primaria con una riduzione della bolletta energetica di 420 Milioni di €/anno (23% di risparmio). Per ciascuna tipologia edilizia sono stati valutati gli effetti conseguenti in termini di riduzione della domanda e conseguente riduzione dei costi energetici. Complessivamente gli interventi previsti producono risparmi pari al 18% di energia termica e al 23% di energia elettrica (nel complesso una riduzione pari al 20% in termini di Energia Primaria). Il costo complessivo della bolletta energetica passa da 1,79 Miliardi a 1,37 Miliardi di €, con una riduzione annuale di 420 Milioni di € pari al 23% rispetto al tendenziale. Impatto economico complessivo degli interventi. In relazione agli interventi di riqualificazione considerati sono stati individuati i settori produttivi che possono generare spese dirette nella fase di realizzazione degli interventi. Il costo degli interventi è stato attribuito ai diversi settori produttivi e quindi con il ricorso alla matrice di contabilità sociale messa a punto dall’Università di Roma, Tor Vergata, è stata effettuata una stima degli effetti indotti dall’intervento di riqualificazione energetica nella fase di cantiere e a regime. Le simulazioni tengono conto di possibili impieghi alternativi di un importo pari a quello indicato per il Piano. I dati di sintesi riportati si riferiscono a valori medi. A fronte di un investimento di 8,2 miliardi di € si stimano in media i seguenti effetti: produzione attivata per circa 20 miliardi di €, creazione di valore aggiunto pari circa 15 miliardi di €, incremento complessivo del Pil dell’ordine dello 0,6%. L’aspetto finanziario dell’intervento può essere validamente sostenuto attraverso: finanziamento bancario con fondo di garanzia, finanziamento sostenuto da una emissione di “bond efficienza”, finanziamento bancario associato a una emissione di “bond efficienza”. Una volta realizzati gli investimenti, il risparmio energetico, pari a circa 420 Milioni di €/anno, si stima provochi i seguenti effetti: produzione attivata pari a 23 miliardi di € e creazione di valore aggiunto pari a 17 miliardi di €. L’impatto economico complessivo risulta quindi pari a circa 28 miliardi di € Non inclusi nella stima, in quanto di difficile quantificazione, gli ulteriori benefici conseguibili, quali il miglioramento della produttività del lavoro, il miglioramento della qualità ambientale del posto di lavoro, la maggiore sicurezza degli edifici. . |
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L’EDILIZIA DEVE SAPERSI RINNOVARE E PUNTARE SULLE ECOSOSTENIBILITA |
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Verona 26 febbraio 2009 - Il settore dell’edilizia sta attraversando anche nella nostra regione un periodo di difficoltà dovuto soprattutto alla complessa congiuntura economica e finanziaria che il mondo intero sta vivendo. Per vincere le sfide future si deve puntare alla bioedilizia e all’ecosostenibilità. La ricerca e l’innovazione devono mirare pertanto all’energie rinnovabili e al risparmio energetico. Ne è convinto l’assessore all’Economia, Vendemiano Sartor, che ha inaugurato il 26 febbraio alla Fiera di Verona il salone del legno e dell’ediliza. “La Regione del Veneto – ha detto Sartor – è vicina al mondo dell’edilizia. Ha approvato un piano per la casa e ha creato il primo fondo etico italiano. Nel Veneto esiste poi il distretto della bioedilizia che raggruppa moltissime aziende che guardano con ottimismo ai nuovi, moderni strumenti di azione. Insomma, la crisi che stiamo purtroppo vivendo ci renderà più forti e più competitivi nei mercati globali. ” Per l’assessore è fondamentale oggi più di ieri stringere rapporti sinergici tra pubblico e privato e fare rete per mettersi in gioco giorno dopo giorno sul territorio veneto e all’estero. “Bisogna avere fiducia nel domani – ha concluso l’assessore – e porre la qualità al centro del settore dell’edilizia. ” . |
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BLOCCO DEI CANONI DELL´EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA MARCHIGIANA: MANOVRA ANTI CRISI A FAVORE DEI CITTADINI E DELLE FAMIGLIE IN DIFFICOLTA`. |
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Ancona, 2 marzo 2009 - ´Quello approvato oggi e` un provvedimento che si inserisce pienamente all´interno della manovra anti crisi messa a punto dalla Giunta regionale´. Questo il commento del presidente Gian Mario Spacca dopo il parere favorevole, il 26 febbraio mattina, da parte del Consiglio, alla proposta di modifica al regolamento regionale che fissa i criteri per il calcolo dei canoni locativi degli alloggi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata. Il provvedimento stabilisce lo stop agli aumenti degli affitti fino al 1 gennaio 2011. ´L´iter istruttorio che aveva portato all´approvazione del regolamento ´ spiega Spacca ´ era avvenuto quando la crisi non era ancora esplosa. Una crisi di proporzioni gravi che richiede misure straordinarie e che la Regione da parte sua sta predisponendo´. ´Siamo consapevoli ´ ha detto il presidente Spacca ´ che questo provvedimento pesera` per 5,6 milioni di euro sul nostro bilancio ma lo assumiamo per dare maggior respiro e sostegno alle famiglie. In fase di bilancio di previsione 2009, il Consiglio e la Giunta si erano presi insieme l´impegno ad essere flessibili rispetto all´andamento della crisi e quindi a rileggere i provvedimenti adottati per renderli efficaci a fronteggiare la situazione nel migliore dei modi´. Le misure anti crisi ammontano a oltre 22 milioni di euro di cui 10 milioni destinati al fondo di solidarieta` a tutela del lavoro e della coesione sociale, per il sostegno al reddito e al potere di acquisto delle famiglie e dei soggetti deboli. Il canone di locazione degli alloggi Erap sara` calcolato con le modalita` e i criteri stabiliti dalla normativa previgente. Gli aumenti dei canoni gia` corrisposti saranno rimborsati dagli enti gestori in compensazione nelle mensilita` successive all´entrata in vigore del provvedimento. Entro i dodici mesi successivi a questa data sara` trasmessa alla Giunta una relazione sull´esito delle verifiche effettuate, relative alla permanenza dei requisiti previsti dalla legge stessa da parte degli assegnatari degli alloggi. . |
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EBLA-FEDERLAZIO E DPL ROMA FIRMANO ACCORDO SULLA SICUREZZA SUL LAVORO |
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Roma, 2 marzo 2009 - Ebla, Ente Bilaterale Lavoro e Ambiente (Federlazio – Cgil – Cisl - Uil), e la Dpl (Direzione Provinciale del Lavoro) di Roma, hanno firmato una convenzione al fine di promuovere la conoscenza del diritto del lavoro e della prevenzione in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Presenti all’incontro, tra gli altri, il Direttore Generale della Federlazio, Giovanni Quintieri, e il Direttore della Dpl Roma, Marco Esposito. Grazie a questo accordo la Dpl di Roma metterà a disposizione di Ebla il personale docente tecnico, medico e amministrativo legale, per l’effettuazione di corsi di formazione rivolti a lavoratori, datori di lavoro, dirigenti, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, addetti alle emergenze e al primo soccorso, responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, direttori dei lavori, addetti ai lavori in quota, e per ogni altra esigenza formativa prevista in materia. Nel contempo Ebla metterà a disposizione i propri locali e le proprie attrezzature per l’effettuazione dei corsi. La durata della convenzione è di due anni e potrà essere successivamente rinnovata. La scopo che Ebla e Dpl Roma si prefiggono è quello di diffondere quelle conoscenze indispensabili in materia di sicurezza, che possano contribuire ad abbattere, o almeno ridurre quanto più possibile, il numero di incidenti che spesso si verificano nei luoghi di lavoro. Da una recente statistica effettuata da Dpl Roma, relativa al periodo luglio/dicembre 2008, risulta infatti che il lavoro nero, spesso causa di incidenti sul lavoro per conseguente mancata applicazione delle regole sulla sicurezza, è ancora diffuso in alcune realtà e deve quindi essere combattuto con ogni mezzo. Su un totale di oltre 3. 100 aziende ispezionate a Roma e provincia, 825 sono risultate irregolari. Su 15. 600 lavoratori occupati, 1280 sono risultati irregolari, di cui 380 totalmente in nero (77 extracomunitari e 28 clandestini). Sono state commissionate un totale di 5. 713. 690 sanzioni, di cui 4. 338. 520 amministrative e 1. 375. 172 penali, che hanno consentito un recupero contributivo pari a oltre 2 milioni di euro. . |
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