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LUNEDI
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Notiziario Marketpress di
Lunedì 18 Ottobre 2010 |
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EFFICIENZA ENERGETICA,"PREMIATE" 10.000 IMPRESE CONTRIBUTI REGIONALI PER 76 MLN CON UN INDOTTO DI 294 MLN FORMIGONI E GIBELLI: FACCIAMO LEVA SU INNOVAZIONE E RICERCA |
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Milano, 15 ottobre 2010 - Sono quasi 10.000 (per la precisione 9.908) le imprese di tutti i settori che hanno aderito al bando "Innovazione ed efficienza energetica", voluto da Regione Lombardia, che si è chiuso nello scorso mese di settembre. I contributi prenotati dalle aziende ammontano complessivamente a 76,7 milioni di euro, in grado di comportare investimenti indotti per 294 milioni. Le finalità del bando erano rivolte all´acquisto di macchinari, attrezzature e apparecchi nuovi tecnologicamente avanzati per la riduzione dei consumi, la promozione di più elevati standard di efficienza energetica e la concretizzazione di effetti riduttivi dell´impatto dell´attività produttiva sull´ambiente. Il bando prevedeva la partecipazione esclusivamente delle micro e piccole imprese con almeno un dipendente; tra gli obblighi dei beneficiari l´impegno a non ridurre il numero degli occupati per almeno 12 mesi dopo la presentazione della domanda. "La distribuzione di questi fondi - commentano il presidente Roberto Formigoni e il vicepresidente Andrea Gibelli - rappresenta un segno concreto dell´attenzione che Regione Lombardia ha per lo sviluppo e la crescita delle imprese lombarde. Le chiavi per superare definitivamente la crisi sono infatti l´innovazione tecnologica, la ricerca e anche lo sviluppo di una economia compatibile con l´ambiente. Crediamo molto nel risparmio energetico e nell´introduzione, a tutti i livelli, di macchinari e produzioni eco-compatibili. Per questo abbiamo lanciato l´ambizioso ´Piano per una Lombardia sostenibile´, dalla cui realizzazione ci aspettiamo la creazione di 40.000 nuovi posti di lavoro entro il 2015". Il contributo medio è di circa 8.000 euro. Il bando ha coinvolto imprese di tutti i settori: tra quelli maggiormente rappresentati il manifatturiero (con 3.868 domande), il commercio (con 1.739 domande) e l´agricoltura (con 1.379 domande). Questa la suddivisione per province delle domande inoltrate: Bergamo 1.459 ; Brescia 1.856 ; Como 809 ; Cremona 634; Lecco 522 ; Lodi 248 ; Mantova 576; Milano 1.814 ; Monza e Brianza 180; Pavia 474; Sondrio 651; Varese 685 ; Totale 9.908 . |
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ENERGIA, POVERTÀ, SVILUPPO |
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Milano, 18 ottobre 2010 - La Fast approfondisce da sempre la questione energetica dalle più diverse angolature. Il convegno di mercoledì 20 ottobre mattina affronta l’argomento analizzando gli enormi squilibri che esistono sulla terra e che ancora lasciano 1,7 miliardi di persone senza elettricità. Ma forse le cose cominciano a cambiare e alcuni progetti delle istituzioni internazionali e di grandi società lasciano ben sperare per il futuro. L’evento è a partecipazione gratuita; per ragioni organizzative è raccomandata l’iscrizione. Sebbene costituita da poco tempo, Netpoleis è subito operativa e avvia la sua attività istituzionale organizzando la campagna Ricerca e innovazione per gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, che si concretizza con la settimana di eventi dal 18 al 23 ottobre 2010 sotto il patrocinio dell’Unesco. La Fast partecipa all’articolato programma con la manifestazione dedicata a Energia, povertà e sviluppo e ospitando il 22 ottobre l’incontro dell’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia. Per l’evento di mercoledì 20 ottobre, dopo la relazione introduttiva del coordinatore Alessandro Clerici sulla situazione energetica mondiale e sugli evidenti squilibri tra le varie aree, seguono contributi di qualificati rappresentanti di enti internazionali, università e imprese con comprovata competenza sul tema. Si vuole evidenziare lo stretto legame tra energia e condizioni socioeconomiche, povertà e sviluppo e quindi quantificare gli indispensabili investimenti energetici per poter sviluppare un’economia locale in grado di sradicare la povertà e favorire il graduale miglioramento degli standard di vita. Programma: 9.00 Registrazione dei partecipanti; 9.45 Saluto ai partecipanti e introduzione ai lavori; Roberto Negrini, presidente Fast; 10.00 Disuguaglianze e opportunità nello scenario energetico mondiale; Alessandro Clerici, presidente onorario Fast; 10.20 Contributi di: . Emanuela Colombo, delegata del Rettore alla Cooperazione per lo sviluppo Politecnico di Milano: Energia e sviluppo: favorire l’accesso all’energia per ridurre la povertà; . Renato De Filippo, responsabile Climate Change Eni: Progetti per lo sviluppo di un grande gruppo energetico; . Samuele Furfari, assistente Direttore generale aggiunto, Direzione Energia, Commissione europea: La politica energetica dell’Unione: impatti positivi sullo sviluppo; . Elena Nekhaev, Director World Energy Council Programmes Committee, London Central Office (intervento in inglese); . Anders H. Nordstrom, Abb Group Sustainability Advisor: Access to Electricity-a key to social and economic development (intervento in inglese); 12.20 Testimonianza . Costanza Boggiano Pico, coordinatrice progetto: Spes di Aper, Servizio promozione energia solidale per illuminare il futuro dei paesi in via di sviluppo; 12.30 Interventi dal pubblico; 13.15 Chiusura dei lavori. Milano, Fast, mercoledì 20 ottobre ore 9.15-13.15 Sede: Fast, p.Le R. Morandi, 2 – 20121 Milano Tel. 02.77790300 www.Fast.mi.it/ Netpoleis è il network di organismi, istituzioni, associazioni e società civile finalizzato non solo a promuovere la ricerca e l’innovazione scientifica, il trasferimento tecnologico, la crescita; ma pure a coordinare iniziative volte ad avviare e diffondere azioni di salvaguardia e sviluppo delle comunità e dell’ambiente. La Federazione approfondisce e fa conoscere i grandi temi socioeconomici e culturali ritenuti cruciali per il futuro, definiti dalle istituzioni sovranazionali quali l’Onu, l’Unesco e l’Unione europea. Intende così sensibilizzare e coinvolgere i decisori e l’opinione pubblica, favorendone la partecipazione motivata e responsabile su strategie condivise. Sono importanti e qualificanti i principali soci che finora partecipano a Netpoleis. Per le università ci sono: Iulm e la Sapienza. Le fondazioni sono rappresentate da: Fondazione Pistorio, Fondazione Iulm. Aderiscono come federazione: la Fast, Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche; la Federazione dei collegi dei periti industriali e dei periti industriali laureati della Lombardia. Per le istituzioni si ricorda: l’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia. I centri di ricerca sono: il Cirps, Centro interuniversitario di ricerca e sviluppo sostenibile; il Centro per la scienza applicata e protezione dell’ambiente e del patrimonio culturale Università La Sapienza. Ci sono inoltre: l’Associazione Nova Multimedia, Sogesca, Studio Base2, Retechlife Onlus, Media Expo, Media 2000, Osservatorio Tutti Media, Studio Bellini. Il programma della settimana: Giornata inaugurale 18 ottobre mattina, Palazzo della Ragione, Bergamo; Alimentazione e sostenibilità: strategie e comunicazione per un consumo sostenibile; 19 ottobre, Milano, Università Iulm; Energia, povertà e sviluppo 20 ottobre mattina, Milano, Fast; Ict: risposte concrete ai bisogni di un mondo globale 21 ottobre, Torino, auditorium Tilab; Energia e cambiamenti climatici: innovazione tecnologica a aiuto ai paesi in via di sviluppo 21 ottobre, Roma, Università La Sapienza; Scuola e sostenibilità in Lombardia: esperienze e possibili modelli per il terzo millennio 22 ottobre, Milano, a cura dell’Usr Lombardia, c/o Fast; Il ruolo della tecnologia nello sviluppo del Sud: energia, Ict e microelettronica Microelettronica, Ict e digital divide: quale ruolo nello sviluppo del sud e formazione integrata 22 e 23 ottobre, Acireale, Itis Ferraris. Www.netpoleis.it/ |
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ENERGIA FVG: LA REGIONE FARÀ LA SUA PARTE FINO IN FONDO |
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Trieste, 18 ottobre 2010 - Rigassificatore nel golfo di Trieste, miglioramento delle reti di distribuzione interne, elettrodotti transfrontalieri con Austria e Slovenia, sì al nucleare e partecipazione del Sistema-italia al raddoppio della centrale slovena di Krsko. Sull´energia si gioca il futuro del Friuli Venezia Giulia, ed è perciò una partita sulla quale la Regione intende "andare avanti, fare la sua parte fino in fondo". Lo ha ribadito il presidente Renzo Tondo che, il 15 ottobre , è intervenuto nella sede della Confindustria di Trieste al convegno "Energia e sviluppo economico", presenti fra gli altri il presidente dell´Autorità per l´energia elettrica e il gas, Alessandro Ortis, e il vicepresidente nazionale degli industriali Antonio Costato. Senza le "merchant line" transfrontaliere e senza il potenziamento della rete di distribuzione interna regionale il sistema "rischia in pochi anni il collasso", con pesanti conseguenze non solo per le imprese ma anche per le famiglie, ha rilevato il presidente della Regione. "È molto facile - ha detto Tondo - difendere l´esistente, per paura di perdere i voti. Alla fine però si resta fermi, i voti si perdono lo stesso e si perdono anche le opportunità di sviluppo". Tondo ha ribadito la sua posizione favorevole sul rigassificatore a Trieste, su cui - ha assicurato - il Governo si appresta a dare il "via libera". E ha ribadito l´importanza, per il Sistema-italia, di cogliere l´opportunità del raddoppio della centrale di Krsko, su cui ha avuto modo di parlare con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e con il ministro degli Affari esteri Franco Frattini, trovando appoggio e consenso. Partecipare al raddoppio consentirebbe anche di essere coinvolti, ha osservato Tondo, nella messa in sicurezza dell´impianto. Il presidente ha voluto anche commentare la recente decisione del Consiglio comunale di Trieste che, nell´esprimere un parere consultivo, si è pronunciato a maggioranza contro il progetto della nuova centrale termoelettrica progettata dal gruppo Lucchini, che dovrebbe sostituire la produzione siderurgica dell´attuale Ferriera di Servola. "Trieste - ha osservato Tondo - è una città che tende a chiudersi, che si mostra a volte incapace di aprirsi a nuovi orizzonti, che resta isolata anche dal resto della regione. E invece Trieste ha bisogno di qualcuno che pensi in grande, anche a costo di perdere le elezioni pur di vincere la partita dello sviluppo". "Anche su questo progetto e sul rigassificatore - ha assicurato il presidente - la Regione andrà avanti, e mi auguro che le istituzioni locali facciano la loro parte, mi auguro che prevalga la linea del sindaco Roberto Dipiazza, che la città non perda queste occasioni di sviluppo". |
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MONTENEGRO: 52,5 MILIONI PER MICROCENTRALI IDROELETTRICHE |
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Podgorica, 18 ottobre 2010 - Il ministro dell´Economia del Montenegro Branko Vujovic ha annunciato che il valore complessivo del progetto per la costruzione di cinque nuove microcentrali idroelettriche, che sorgeranno su altrettanti corsi d´acqua nel Paese, ammonterà a 52,5 milioni di euro. In base alla dichiarazione del ministro, il progetto di investimento sarà di grande valore per i comuni coinvolti invitando gli stessi a lavorare in fretta per la consegna della documentazione di progetto, scrive l´Ice. Il Governo ha determinato come termine di presentazione della documentazione tecnica un anno mentre ritiene che gli investimenti previsti verranno realizzati entro due anni. Il bando di pre-qualificazione per la costruzione delle centrali idroelettriche è stato pubblicato il 15 settembre dell´anno scorso. Per i corsi d´acqua Tusina e Komaraca al primo posto si trova l´azienda Kroling. Il Consorzio delle aziende montenegrine Elektrotehna-radius è il primo classificato per Murinska Rijeka e Trpacka Rijeka, mentre il Consorzio mHidrocg è arrivato al primo posto per la località di Savnicka Vrbnica. Il Montenegro al momento possiede sette piccole centrali idroelettriche con una capacità di potenza pari a 8,92 Mw e riesce a produrre circa 21,4 gigawattora di elettricità all´anno. Il paese soffre delle frequenti mancanze di corrente elettrica e per soddisfare i propri bisogni energetici è costretto ad importare la corrente dall´estero. Quasi due terzi della capacità elettrica sono prodotti dalle due centrali idriche di Perucica e Piva, mentre un terzo viene generato dal singolo impianto termo-elettrico di Plevlja. |
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BOSNIA, RESERVOIR CAPITAL PER PROGETTI IDROELETTRICI
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Sarajevo, 18 ottobre 2010 - La compagnia Reservoir Capital ha annunciato di aver presentato al Governo bosniaco la richiesta di realizzare tre progetti idroelettrici sul fiume Cehotina, con una capacità complessiva di 17,75 Mw e una produzione stimata di 88 gigawatt-ora l´anno. Il fiume Cehotina scorre dal Montenegro per confluire nel fiume Drina, nella città bosniaca di Foca, dove hanno sede gli uffici della Reservoir. La compagnia ha presentato la richiesta per un concessione trentennale che copre il tratto di 26 chilometri che scorre nella Republika Srpska (una delle due entità che compongono la Bosnia-erzegovina), che ha una portata media che va dai 20 metri cubi al secondo nei pressi del confine col Montenegro a 23 metri cubi al secondo alla confluenza col Drina. La capacità energetica naturale complessiva in questa sezione del fiume è di circa 25 Megawatt. Encos Energy, la società di consulenza di Reservoir, ha progettato tre dighe in località Luke, Falovici e Godijeno, che dovrebbero produrre rispettivamente 25, 45 e 18 gigawatt ora. Reservoir è impegnata nello sviluppo di un progetto da 58,4 Mw in località Brodarevo, in Serbia: la compagnia detiene quattro licenze esplorative geotermiche in Serbia e ha presentato la richiesta per la realizzazione di un nuovo progetto da 32 Mw presso Vrutci. |
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BRESCIA: MENO CONSUMI IN CASA? SI PUÒ |
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Brescia, 15 ottobre 2010 - Un tavolo di confronto allargato a tutti i soggetti interessati, per dimostrare che anche nel pubblico si possono realizzare case a risparmio energetico. E´ il "Forum dell´Edilizia" che si è svolto il 14 ottobre presso la Sede territoriale regionale di Brescia, cui ha partecipato l´assessore alla Casa Domenico Zambetti. "Se il centro delle politiche pubbliche deve essere l´attenzione ai bisogni del cittadino - ha esordito Zambetti - sarebbe imperdonabile non capire quali siano le nuove sensibilità emergenti. E il rispetto dell´ambiente è una di loro". Ed è esattamente questa la logica che sta alla base del Piano Clima approvato lo scorso febbraio dalla Giunta regionale. Un provvedimento che rappresenta il contributo della Lombardia al perseguimento degli obiettivi europei "20-20-20", vale a dire migliorare l´efficienza energetica complessiva del 20% entro il 2020, attraverso molteplici linee di lavoro: rendimento energetico nell´edilizia, etichettatura energetica degli edifici, progettazione ecocompatibile, la cogenerazione e promozione di buone pratiche. Nella stessa direzione vanno anche i bandi recentemente presentati dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e dall´assessore all´Ambiente Marcello Raimondi, per rendere sempre più efficienti, e quindi meno costose per le tasche dei cittadini, le caldaie lombarde. Un piano da 22,5 milioni di euro, che cambierà il volto dei sistemi di riscaldamento attualmente diffusi. Particolarmente ambizioso, in questa direzione, l´obiettivo di rendere obbligatoria, dal 2011, l´installazione di strumenti per la termoregolazione e la contabilizzazione di tutti gli impianti termici centralizzati nella zona critica A1 (210 comuni nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Pavia e Varese e 4,7 milioni di abitanti). Brescia, al momento, sta facendo la parte del leone, essendo la provincia lombarda più teleriscaldata. "Il sistema Lombardia - ha sottolineato Zambetti - deve rispondere, com´è abituato a fare, in maniera coordinata con l´apporto di tutti i soggetti: le istituzioni, con indirizzi e politiche attente nella definizione dei bandi di finanziamento, del sostegno economico e finanziario, nella predisposizione di regolamenti e con i nuovi Piani di Governo del Territorio da parte dei Comuni; gli operatori, pubblici e privati, nella realizzazione degli interventi di riqualificazione e di nuova realizzazione; i professionisti, cui sono richieste una competenza e una qualificazione sempre più specializzate; il sistema delle imprese, che deve rendere disponibile la componentistica necessaria". "Da parte nostra - ha aggiunto Zambetti -, con il Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile e un finanziamento di 53 milioni di euro, abbiamo previsto l´obbligo di garantire una maggiorazione del 30% del rendimento energetico degli alloggi, da realizzare o recuperare, rispetto agli obblighi della normativa nazionale". "Tutto ciò - ha concluso l´assessore - sarebbe vano se venisse meno un fattore fondamentale, vale a dire l´educazione. I cittadini, prima ancora delle istituzioni, delle imprese, di ogni attore della società, sono chiamati ad adottare un comportamento virtuoso e responsabile per il rispetto dell´ambiente. Possiamo costruire tutti i pannelli fotovoltaici del mondo, ma se poi manca il fattore E, se poi manca quell´atteggiamento personale dettato dalla consapevolezza che ogni cambiamento nasce innanzitutto da se stessi, non arriviamo a nulla di concreto". |
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L’ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI DELLA CALABRIA PINO GENTILE INTERVIENE SULL’EDILIZIA SOCIALE
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Reggio Calabria, 18 ottobre 2010 - Relativamente alle dichiarazioni fatte da alcuni esponenti politici e non, pubblicati nei giorni scorsi, l´Assessore regionale ai Lavori Pubblici Pino Gentile, il 14 ottobre, ha così commentato: “La vergognosa gazzarra inscenata, ormai con cadenza quotidiana, da una ristretta lobby di esponenti politici dell’ex maggioranza, imprenditori edili e cooperative, a riguardo della vicenda della L. 36/08, più nota come il bando per l’edilizia sociale, ha, ormai, raggiunto limiti insopportabili, che denotano un clima ed una deriva nei quali non si riesce più ad individuare il confine che deve separare la politica dagli affari. Comprendiamo – ha detto Gentile - l’ansia e la pervicacia con la quale si tenta di porre in essere ogni azione finalizzata esclusivamente ad impedire di assumere decisioni che metterebbero in discussione l’intera architettura del procedimento che ha accompagnato la vicenda. Ritenevamo, al momento dell’insediamento del nuovo Governo Regionale, che fosse non solo un diritto, ma, soprattutto, un dovere, verificare i più importanti provvedimenti assunti nell’ultimo anno, al fine di riscontrare non solo la coerenza tra le finalità e le azioni intraprese, ma soprattutto la correttezza giuridico-amministrativa degli atti. Purtroppo, e lo affermiamo con sincero rammarico, non tutti i provvedimenti esaminati potevano vantare quei requisiti di rigore, liceità e trasparenza che dovrebbero, sempre, accompagnare i procedimenti amministrativi. Nel caso della Legge n. 36/08 che, strumentalmente viene confusa con la recente disposizione normativa definita” Piano Casa”, la vicenda, poi, ha assunto degli aspetti, addirittura, sconcertanti. Per essi, la nuova maggioranza di centrodestra si sta facendo carico di richiamare il rispetto e la coerenza con le finalità della Legge. Quest’ultima, é bene evidenziarlo, prevede contributi per l’acquisto della prima casa e per la realizzazione di alloggi a canone sostenibile, destinati alle famiglie meno abbienti, alle giovani coppie, pensionati a basso reddito, immigrati, ecc. Un’ ingente quantità di risorse, pari a circa 140 Meuro, sarebbero concentrate nelle mani di pochissimi operatori economici, riconducibili a 5-6 imprese edili e 3-4 cooperative, alcune delle quali riuscirebbero ad intercettare contributi per quasi 20 Meuro, determinando una fortissima sperequazione, sia sotto il profilo territoriale che tra i partecipati al bando. Senza contare la presenza di imprese, presenti in posizione utile in graduatoria, le quali, oltre ad avere attestato il possesso dei requisiti Soa, hanno anche effettuato l’avvalimento per altri operatori partecipanti allo stesso bando. Con risultati facilmente immaginabili. Alcuni imprenditori o rappresentanti di Cooperative esternano, quotidianamente, nella difesa di propri interessi ma, purtroppo, nelle vesti di esponenti delle proprie organizzazioni di categoria, con grave pregiudizio per la credibilità della rappresentanze medesime. Sono gli stessi esponenti che fin dall’approvazione della Legge, alla stesura e pubblicazione del bando, ai lavori della commissione esaminatrice ed ai decreti finali di approvazione delle graduatorie, hanno presidiato, con fermezza militaresca, i tavoli intorno ai quali venivano assunte le decisioni a riguardo. Noi non li abbiamo consultati e non intendiamo farlo, perché riteniamo che chi ha contribuito, in modo determinante, ad un esito così distorto e difforme rispetto alle esigenze ed alle aspettative dei territori, non può oggi rivendicare il diritto di rappresentare le proprie categorie di appartenenza. Nella gestione dei procedimenti della L. 36 sono state riscontrate gravi anomalie, sia nella formulazione degli atti propedeutici che nella estensione e gestione delle graduatorie. E´ solo per senso di responsabilità che non sono state intraprese azioni che avrebbero potuto portare al blocco dei finanziamenti per l’housing sociale. La Legge 241 prevede la facoltà, per le pubbliche amministrazioni, di procedere all’annullamento di un provvedimento amministrativo qualora sussistano evidenti ragioni di pubblico interesse e quando queste siano prevalenti rispetto a quelle dei destinatari e dei controinteressati. Il Bando di concorso per la realizzazione degli alloggi di edilizia sociale, ai sensi della L. 36/08, appare fortemente viziato sia nella sua formulazione che nelle conseguente gestione, avendo fatto venir meno i presupposti fondamentali della legge di riferimento. Le forzature e le mistificazioni non possono rappresentare l’utile presupposto per intavolare confronti seri e scevri da interessi personali. Se si afferma che l’interesse sia di cento imprese e, addirittura, di un indotto di moltissimi lavoratori, si nasconde la verità facendo prevalere le menzogne e la sterile propaganda. Per di più, quando la graduatoria rappresenta solo un presupposto, poiché per avere l’effettivo finanziamento occorre una preventiva verifica tecnica ed amministrativa, da parte della Regione, cosa che non è avvenuta. Inoltre, vale la pena evidenziare che, per espressa previsione del bando, l’inizio dei lavori è subordinato all´emissione del decreto del finanziamento. Non ci faremo intimidire ed irretire da chi, nel disperato tentativo di tutelare interessi particolari e personali, vuole impedire l’affermazione di un principio di giustizia ed onestà.” |
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GIUNTA DEL LAZIO: 2 MLN DI EURO PER RIQUALIFICARE IMMOBILI CONFISCATI
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Roma, 18 ottobre 2010 - Due milioni di euro per la ristrutturazione e riqualificazione degli immobili confiscati alla criminalità. Il provvedimento approvato dalla Giunta regionale del Lazio, riunita da Renata Polverini, intende favorire la promozione dell’uso sociale dei beni presenti nel territorio e assegnati in via definitiva agli Enti titolati. “L’obiettivo – dichiara l’assessore alla Sicurezza ed Enti locali, Giuseppe Cangemi – è riaffermare la legalità e i valori dei convivenza civile e di impegno socialmente utile degli immobili”. Potranno chiedere i contributi i Comuni che possono amministrare direttamente il bene, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti, nel rispetto dei requisiti previsti dal provvedimento. |
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UMBRIA: “GARE”, ISTITUITO ELENCO INGEGNERI E ARCHITETTI |
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Perugia, 16 ottobre 2010 - La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore ai lavori pubblici Stefano Vinti, ha approvato la istituzione dell’Elenco regionale degli ingegneri e architetti che potranno concorrere alla assegnazione, con procedura negoziata, degli incarichi per la progettazione delle opere pubbliche di importo inferiore a 100mila euro. La Giunta ha contestualmente deciso le modalità di gestione dell’Elenco e determinato i requisiti che regoleranno l’iscrizione ad esso dei professionisti. La decisione della Giunta, assunta nell’ambito ed in esecuzione della legge n. 3 del 21 gennaio 2010, è finalizzata a semplificare le procedure, consentendo in tal modo un più rapido impiego degli investimenti e, nel contempo, a garantire il massimo di imparzialità e “trasparenza” nella gestione delle gare e nell’assegnazione degli incarichi. Il testo deliberativo approvato dalla Giunta è stato messo a punto da un gruppo di lavoro composto da funzionari, tecnici e rappresentanti della Regione, di Comuni, Province e degli ordini e collegi professionali. La delibera regionale costituisce una innovazione rispetto alla norma nazionale, la quale si limita a prevedere, per l’individuazione dei soggetti da mettere in gara, esclusivamente il ricorso ad indagini di mercato. I servizi per i quali i professionisti possono richiedere l’iscrizione nell’Elenco sono suddivisi per fasce d’importo: una prima fascia per servizi di valore stimato inferiore a 20.000,00 euro, una seconda fascia per servizi di importo stimato compreso tra 20.000,00 euro e inferiore a 100.000,00 euro. Per l’iscrizione in Elenco nella seconda fascia sono previsti, oltre ai requisiti di ordine generale richiesti dalla normativa statale, anche requisiti specifici minimi indicati in un documento allegato alla deliberazione. L’elenco ha durata quinquennale. “La istituzione dell’Elenco – ha detto Vinti - si muove nell’ottica del supporto ai piccoli Comuni. Essi infatti potranno utilizzare l’Elenco regionale, risparmiandosi così le defatiganti procedure di ricerca e qualificazione dei professionisti da includere nelle gare”. |
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LECCO,CONSEGNATI ALLOGGI CON PANNELLI SOLARI NEGLI APPARTAMENTI PER RISPARMIARE ENERGIA INTERVENTO FINANZIATO DALLA REGIONE CON OLTRE 1,1 MILIONI |
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Lecco, 18 ottobre 2010 - Diciassette nuovi alloggi che saranno affittati a canone agevolato sono stati consegnati il 15 ottobre a Lecco, nel rione Maggianico, dagli assessori regionali alla Casa, Domenico Zambetti, e alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale, Giulio Boscagli. Le due palazzine di proprietà comunale, in via Paisiello, 10 - 14, sono state ristrutturate da Aler Lecco e offrono abitazioni caratterizzate da nuove soluzioni, finalizzate al risparmio energetico e alla sicurezza, grazie al sistema di riscaldamento con pannelli solari e alla dotazione di cucine con forni a induzione. L´intervento di ristrutturazione era inserito nell´Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale per la Casa nel Comune di Lecco, promosso da Regione Lombardia nel gennaio 2008 e finanziato con 1.103.806 euro, a fronte di un costo complessivo dell´intervento di 1.410.380 euro. Alla cerimonia, nel corso della quale sono state consegnate le chiavi degli appartamenti agli inquilini, erano presenti anche il presidente della Provincia e il sindaco di Lecco, Daniele Nava e Virginio Brivio, il presidente e il vice presidente di Aler Lecco, Antonio Piazza e Giuseppe Canali. "Questo intervento - ha commentato l´assessore Zambetti - è anche testimonianza dell´importante ruolo svolto dalle sedi territoriali della Regione Lombardia per il recupero di aree degradate, che vengono restituite ai cittadini in una veste migliore dal punto di vista estetico, delle dotazioni tecnologiche e di una maggiore sicurezza". "Casa popolare - ha aggiunto Zambetti - non significa un´abitazione inferiore a quelle in edilizia convenzionata e di edilizia libera: questi alloggi hanno un´indiscutibile dignità e si inseriscono perfettamente nel quartiere. Nonostante la crisi economica lo sforzo di Regione Lombardia e delle istituzioni deve essere quello di dare risposte ai cittadini, intercettando il cambiamento dei bisogni, soprattutto per le abitazioni". "Ecco perché - ha proseguito - la prossima settimana, insieme all´assessore Boscagli, presenteremo in Giunta una delibera di indirizzo per le Aler, che tenga conto di queste nuove emergenze, in particolar modo per offrire soluzioni abitative agli studenti e alle famiglie monoparentali". A Maggianico la suddivisione degli spazi e la differente ampiezza degli alloggi delle due palazzine di via Paisiello consentono di dare risposte concrete ai bisogni di ciascuna famiglia: 6 alloggi si sviluppano per oltre 50 mq, altri 8 sono di 68 mq, 3 sono di 37 mq. L´assessore Boscagli, sottolineando la particolare commozione mista a gioia nelle persone che ricevono le chiavi del loro nuovo appartamento, ha ricordato che "Sono molte le famiglie che ritornano a Maggianico, in quella stessa via, dopo aver trascorso alcuni anni lontani dal quartiere d´origine. Una parte del territorio lecchese che mantiene intatta la sua forte identità, quasi distinta da chi abita nel capoluogo". "La casa - ha concluso l´assessore regionale alla Famiglia - resta uno dei temi cruciali del welfare. Le istituzioni hanno quindi un ruolo decisivo e strategico nell´offrire un sostegno concreto soprattutto alle famiglie più giovani che hanno difficoltà a trovare un´abitazione". |
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EDILIZIA LIGURE IN CRISI, ASSESSORE BOITANO: METTERE IN CAMPO TUTTE LE RISORSE A SOSTEGNO DELL’OCCUPAZIONE E DEL PATRIMONIO ABITATIVO “DA RIVEDERE ANCHE LE NORMATIVE PER IL COMPARTO” |
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Genova 18 ottobre 2010 “La Regione Liguria condivide le preoccupazioni del settore edilizio che anche in Liguria è in forte sofferenza, con l’occupazione a rischio per molti lavoratori a causa della crisi economica, ma anche di normative che credo, nel rispetto delle competenze, vadano riviste. E nel contempo occorre mettere in campo in tempi brevi tutte le risorse disponibili per far crescere e migliorare la qualità abitativa dei liguri e mantenere, ricostituire e rivitalizzare il patrimonio edilizio esistente”. Lo ha affermato, il 14 ottobre l’assessore alle Politiche Abitative, Edilizia e Lavori Pubblici Giovanni Boitano, a margine della presentazione della vendita delle aree dell’ex caserma Piave di Albenga per la quale, la Regione Liguria, nel giro di poche settimane definirà tutte le procedure legate alla destinazione urbanistica |
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CINISELLO: ESEMPIO DI NUOVA EDILIZIA |
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Cinisello B./Mi, 18 ottobre 2010 - Riflettere su cosa significa affrontare oggi il tema dell´abitare partendo dall´esperienza maturata da Cinisello Balsamo, Bergamo, Torino e Vicenza. Questo il tema al centro del convegno "Le città dell´abitare contemporaneo: verso una rete" cui ha partecipato il 16 ottobre l´assessore regionale alla Casa, Domenico Zambetti. "Cercare di rispondere a questo interrogativo - ha detto Zambetti - significa programmare oggi la città, quindi lo spazio e il tempo della comunità di domani, ma quella comunità è già presente qui e ora. Alla classe politica e di governo spetta l´onere, ma soprattutto l´onore di immaginare ciò che avverrà". "Cinisello - ha aggiunto - importante città dell´hinterland milanese, attualmente caratterizzata da processi di riconversione produttiva e insediativa, ha subito un´evoluzione importante passando dal modello di sviluppo fordista a polo fondato sull´attività terziaria. Un cambiamento che modifica radicalmente la faccia di una città, perché mutano le esigenze della comunità che vi abita. Di questo bisogna tener conto nel riprogettare tutto l´assetto urbano". Le politiche dell´abitare si devono quindi attivare per individuare strumenti, azioni e risorse per fare fronte al fabbisogno abitativo, con riferimento sia alle situazioni critiche e di disagio estremo sia alla normale aspirazione delle famiglie di disporre di una casa adeguata alle proprie esigenze. Zambetti ha quindi ricordato come nella provincia di Milano i valori medi di mercato degli alloggi superano di almeno 1000 euro/mq i valori delle altre province, mentre nelle zone centrali sono più che doppi. In particolare l´offerta di abitazioni in affitto è decisamente insufficiente, soprattutto a canoni di locazione contenuti. Si osserva infatti che 950.000 famiglie lombarde vivono in affitto e di queste almeno un terzo ha redditi bassi o medio bassi. "Questi - ha sottolineato Zambetti - non sono sic et simpliciter dei dati, ma degli indicatori inequivocabili della realtà. La questione non si chiude tuttavia solo nell´area dell´affitto sociale, ma diventa sempre più ampia anche la domanda di affitto moderato". Ecco dunque i 600 milioni che Regione Lombardia ha stanziato dal 2000 al 2009 per il Fondo sostegno affitti e gli oltre 250 per l´acquisto della prima casa. "Tra le diverse esperienze, condotte o in corso - ha aggiunto l´assessore - meritano un cenno i Contratti di Quartiere, che, proprio in Cinisello Balsamo, trovano casi di sperimentazione e realizzazione di interesse a livello nazionale. Sono programmi sperimentali di riqualificazione ´condivisa´ con cui si cerca di dare una risposta a una forte richiesta di recupero - anche sociale - di importanti zone delle città, in cui è forte il degrado". Cinisello Balsamo con il progetto "Oltre Sant´eusebio" (11,3 milioni di euro) ha promosso azioni sulla partecipazione, la sicurezza, la mobilità e i servizi. "Negli anni - ha concluso Zambetti - abbiamo realizzato dei veri laboratori di quartieri nuovi. Ciò ha consentito di andare oltre il mero intervento edilizio, la casa e i quartieri non sono blocchi di cemento, ma l´anima propulsiva delle nostre città". |
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AREA EX ROMAGNOLI, IL CONSIGLIO DI STATO DÀ RAGIONE ALLA REGIONE MOLISE |
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Campobasso, 18 ottobre 2010 - Il Consiglio di Stato, con propria Ordinanza, ha riconfermato la decisione, già assunta in sede di sospensiva, circa il buon operato della Regione Molise per quanto riguarda i "principi di buona amministrazione e correttezza politica" che hanno sotteso l´assunzione degli atti necessari alla realizzazione della Sede regionale nell´area dell´ex stadio Romagnoli di Campobasso. Il Consiglio di Stato ha "ribaltato" la precedente sentenza del Tar Molise sull´argomento che, nel merito, aveva censurato l´operato della Regione Molise per quanto riguardava la scelta dell´area e le conseguenti procedure necessarie alla realizzazione sede dell´Ente. "Quest´ ultimo provvedimento del Consiglio di Stato - ha commentato il Presidente della Regione Michele Iorio - conferma un orientamento dello stesso Organo, già espresso con una precedente ordinanza, e sancisce, con estrema chiarezza, che l´operato del nostro Governo è perfettamente in linea con i principi della buona amministrazione e con una conseguente coerenza programmatica e progettuale. Eravamo certi delle nostre ragioni. Ragioni che il Consiglio di Stato ha fatto proprie. Abbiamo sicuramente perso del tempo prezioso per la realizzazione di un´opera strategica per la nostra Regione. Ad ogni modo, accelereremo le procedure per arrivare, nel più breve tempo possibile, alla concretizzazione di un´opera di rilevanza primaria, sia la città di Campobasso, che dell´intero Molise". |
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TRENTO: GARANZIE DEI CONFIDI ALLE IMPRESE: NUOVO METODO DI CALCOLO DELL’AGEVOLAZIONE ATTENUATO L´IMPATTO DELLE GARANZIE RICHIESTE PER LA COMPATIBILITÀ CON LE NORMATIVE UE |
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Trento, 18 ottobre 2010 - La crisi finanziaria e bancaria, che ha contagiato l’economia reale, è ancora lungi dall’essere superata, per cui si rende necessario promuovere l’accesso ai finanziamenti e ridurre l’attuale restrizione creditizia. Considerato che le garanzie sui prestiti costituiscono una soluzione appropriata e mirata per facilitare l’accesso delle imprese ai finanziamenti, su proposta degli assessori competenti Alessandro Olivi, Tiziano Mellarini e Franco Panizza, la Giunta provinciale ha deliberato di applicare un nuovo metodo di calcolo dell’entità dell’agevolazione nelle garanzie a favore delle imprese, connesse ad interventi della Provincia autonoma di Trento. Tale metodo, predisposto dal Ministero dello Sviluppo economico, è stato autorizzato dalla Commissione europea l’estate scorsa. Considerevoli i benefici per le imprese. La nuova metodologia attenua l´impatto delle garanzie ai fini della compatibilità degli aiuti con le normative europee, ampliando quindi le possibilità per le imprese di accedere al credito tramite gli enti di garanzia. Fino ad oggi, alle garanzie rilasciate alle imprese dai confidi trentini, veniva riconosciuto un beneficio commisurato nel 13% dell’importo garantito, ai sensi della disciplina comunitaria cosiddetta “aiuti de minimis”. Ne conseguiva che a fronte di una garanzia pari ad 1 milione di euro venivano impegnati aiuti de minimis per 130.000 euro. La nuova metodologia è più complessa, in quanto distingue le tipologie di prestiti sottesi alla garanzia tra operazioni di finanza d’impresa (es.: ristrutturazione finanziaria) e investimenti. I primi sono ancora trattati in regime de minimis, i secondi in regime piccole e medie imprese con soglie agevolative rispettivamente del 20% e 10%. Aspetto innovativo fondamentale è stato imperniare il metodo di calcolo dell’aiuto sul differenziale tra il costo teorico di mercato, che risulta dall’utilizzo di valori indicati annualmente dal Ministero dello Sviluppo Economico, e quello effettivamente sostenuto dall’impresa per l’ottenimento della garanzia. Nel caso di cui sopra, di una garanzia di 1 milione di euro a fronte di un mutuo motivato da una ristrutturazione finanziaria di 2 milioni di euro della durata di 10 anni, l’aiuto risulta pari ad euro 37.225,15. Ne deriva un minore impiego di de minimis per euro 92.774,85, a disposizione dell’impresa per altre provvidenze pubbliche. Il metodo di calcolo in parola è applicabile: sia alle garanzie a prima richiesta che a quelle sussidiarie, per importi garantiti non superiori a 2,5 milioni di euro per ciascuna impresa, per una copertura massima della garanzia non superiore all’80% di ciascun finanziamento sottostante, esclusivamente alle imprese che non versano in situazione di difficoltà economico-finanziaria. Si procederà all’applicazione di tale metodo di calcolo alle garanzie concesse dalla data di pubblicazione della deliberazione in questione sul Bollettino Ufficiale della Regione Trentino – Alto Adige. |
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IMPRESE, GIBELLI: BATTERE CONCORRENZA SLEALE L´ASSESSORE A GALLARATE IN VISITA A RICAMIFICIO TECNOLOGICO REGIONE INVITI GOVERNO IN SEDE UE AD APPLICARE PROTEZIONISMO |
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Milano, 16 ottobre 2010 - "Stare sempre vicini alle imprese comunicando, nelle forme che Regione Lombardia si è data, tutte le misure che servono per stare comunque davanti, almeno di un po´, agli altri; quindi, innovando continuamente per battere la concorrenza sleale". E´ quanto detto dal vice presidente di Regione Lombardia e assessore all´Industria e Artigianato Andrea Gibelli, nel corso del terzo appuntamento dell´Assessorato Itinerante, che il 14 ottobre ha fatto tappa a Gallarate (Va) al Ricamificio Gamla. Visitando la piccola azienda, Gibelli è tornato a parlare delle azioni che il governo nazionale deve compiere in sede europea per garantire le imprese italiane. "Ci deve essere - ha detto il vice presidente - una politica regionale che inviti il Governo centrale, in sede europea, ad adottare misure protezionistiche, soprattutto contro chi continua a fare una politica sleale sui nostri mercati". "Purtroppo - ha continuato Gibelli - la concorrenza sleale è il maggior competitor nei confronti dei nostri imprenditori, soprattutto manifatturieri. La Regione Lombardia ha, però, creato il sistema del ´Made in Lombardy´, cioè un insieme di garanzie che premiano la qualità dei nostri prodotti rispetto a chi copia e poi vende le tue idee a poco prezzo". Il proprietario dell´azienda Stefano Maffioletti ha mostrato a Gibelli la produzione di ricami attraverso l´utilizzo della modernissima tecnica del laser. "Ho incontrato un imprenditore - ha concluso il vice presidente - che ha accettato la sfida della competizione globale, cercando di battere la concorrenza con una forte innovazione". |
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EURALLUMINA, CAPPELLACCI: "RIUNIONE AL MISE IL 9 NOVEMBRE" |
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Cagliari, 18 Ottobre 2010 - Si riunirà il 9 novembre al Mise il tavolo per la vertenza Eurallumina. Ad annunciarlo è il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, che nella giornata del 13 ottobre , dopo le riunioni con le Regioni Autonome per la salvaguardia della specialità, ha tenuto una serie di colloqui al Ministero dello Sviluppo Economico. Durante il vertice è stata trattata anche la vertenza della Vyinls, rispetto alla quale Cappellacci esprime un "cauto ottimismo". "Il futuro di Eurallumina - ha aggiunto il presidente - rappresenta l´avvenire di tante famiglie e di un settore strategico non solo per l´isola, ma per l’intero paese. Per questo merita massima attenzione da parte del Governo nazionale". |
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A. MERLONI: PRIMA RIUNIONE DEL COMITATO TECNICO ´ GIANNINI: ´LA PRIORITA` E` DIFENDERE IL LAVORO E IL REDDITO DEI TERRITORI INTERESSATI´..
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Ancona, 18 ottobre 2010 - Si e` svolta il 13 ottobre nella sede del Ministero dello sviluppo economico, la prima riunione del Comitato tecnico istituito nell´ambito dell´accordo di programma sottoscritto il 19 marzo scorso per la reindustrializzazione delle aree colpite dalla crisi della Merloni. ´Nella riunione ´ spiega l´assessore alle attivita` produttive Sara Giannini ´ sono stati definite le modalita` per il monitoraggio delle attivita` sul territorio volte al rilancio economico attraverso la diversificazione e lo sviluppo dei sistemi produttivi. Ma quello che ci fa ben sperare sono le notizie raccolte in sede ministeriale. Ci risulta che il bando internazionale per l´acquisto degli asset restanti dell´Antonio Merloni (ex Ardo Gaifana e Fabriano) ha suscitato importanti manifestazioni di interesse sia dalla Cina che da Dubai. Come Regione non abbassiamo la guardia e continuiamo a vigilare: il nostro prioritario obiettivo e` la salvaguardia del lavoro e del reddito di tutto il territorio compreso nella crisi della A.merloni´. |
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TARGETTI SANKEY, L´ASSESSORE SIMONCINI INCONTRA L´AZIENDA «CHIEDIAMO ALL´AZIENDA IMPEGNI PER LA RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI» |
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Firenze, 18 ottobre 2010 - L´assessore alle attività produttive, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini ha incontrato il 14 ottobre i vertici della Targetti Sankey, nel corso di un incontro al quale hanno partecipato anche l´assessore al lavoro della Provincia di Arezzo Carla Borghesi e il sindaco del Comune di Bibbiena Daniele Bernardini. Come già preannunciato nel corso dell´incontro avuto alcuni giorni fa con le organizzazioni sindacali, l´assessore Simoncini ha rinnovato all´azienda la richiesta di recedere dalla decisione di chiusura dello stabilimento di Soci, che impiega circa 20 persone. L´azienda ha fatto presente che le motivazioni che hanno portato alla decisione permangono, sottolineando che tale decisione non è legata alla capacità dei lavoratori ma all´esigenza di riorganizzazione del gruppo, connessa a problemi di ordine finanziario. A fronte di questa affermazione, l´assessore Simoncini ha ch iesto all´azienda una ulteriore riflessione e un impegno per un serio progetto per la ricollocazione lavorativa degli addetti e per un futuro produttivo dell´area dello stabilimento. Di fronte a queste richieste, i rappresentanti dell´azienda hanno manifestato disponibilità ad operare in tal senso anche attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali e di aver già fatto i primi passi in tale direzione. L´assessore ha concluso facendo presente che, a fronte di un progetto serio di ricollocazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici, la Regione e le istituzioni potrebbero mettere a disposizione strumenti e interventi per garantire il permanere di una significativa presenza industriale nell´area di Soci e del Casentino. |
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BOLOGNA, L´ASSESSORE REGIONALE MUZZARELLI INCONTRA PRESIDENTE DUCATI BORGO PANIGALE |
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(Bologna), 18 ottobre 2010 – «Ducati è e rimarrà patrimonio di Bologna e dell’Emilia-romagna». Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, al termine dell’incontro con il Presidente Ducati, Gabriele Del Torchio, avvenuto il 15 ottobre presso la sede della casa motociclistica a Borgo Panigale. «Ho chiesto l’incontro con urgenza per sincerarmi del futuro dei lavoratori e dello stabilimento bolognese. Ducati è e rimane un patrimonio di Bologna e dell’Emilia Romagna. – ha affermato l’assessore Gian Carlo Muzzarelli - Lo stabilimento, quindi, resterà a Bologna, e sarà rafforzata la collaborazione con la Regione e il Polo Universitario, ed i Centri di Ricerca per realizzare prodotti competitivi, di altissima qualità e tecnologicamente all’avanguardia». Nell’incontro è stato confermato che il Piano Ducati per i prossimi anni è incentrato sull’innovazione di prodotto, sul miglioramento della qualità e dell’efficienza dei processi produttivi. Il Piano stesso non contempla nessuna delocalizzazione delle attività attualmente realizzate all’interno dello stabilimento di Borgo Panigale. Ducati guarda con interesse le potenzialità di incrementare le vendite nei mercati del Far East, oggi protetti da elevati dazi doganali sui prodotti importati. La realizzazione di stazioni di assemblaggio in quest’area consentirà di rafforzare la dimensione complessiva dell’azienda e la sua solidità, a beneficio anche del territorio bolognese e dell’economia nazionale. «Stiamo lavorando e ci adopereremo – ha detto Gabriele Del Torchio, Presidente Ducati, al termine dell’incontro - per realizzare il prima possibile il piano di espansione, incluso la nuova sede produttiva a Borgo Panigale, secondo l’accordo di programma firmato a fine aprile 2009 da Regione, Comune e Provincia di Bologna, Ducati Motor Holding Spa e il Consorzio Cooperative Costruzioni. Eventuali iniziative all’estero saranno l’avamposto per la conquista dei nuovi mercati dell’estremo oriente. La presenza il prossimo anno di Valentino Rossi, il cui arrivo in Ducati è stato reso possibile dall’importante contributo degli sponsor di Ducati Corse, oltre a rafforzare i valori di sportività, sarà la migliore strategia di marketing internazionale e costituirà una grande valorizzazione del marchio Ducati, da cui trarranno vantaggio anche i lavoratori». |
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TRENTO: DA FORNACE NUOVE IDEE PER RILANCIARE IL MERCATO DEL PORFIDO |
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Trento, 18 ottobre 2010 - Marchio di qualità per l’intera filiera del porfido, consorzio unico per la commercializzazione, marketing mirato sui mercati tedesco ed austriaco, ma anche singolari innovazioni quali il confezionamento con modalità simili alla ceramica e progettazione di una nuova macchina per il taglio e la lavorazione del blocchetto. Sono alcune delle proposte presentate ieri a Fornace nell’ambito dell’incontro “Porfido e pietra trentina: nuove idee per affrontare il mercato” organizzato da Trentino Sviluppo in collaborazione con il Distretto del porfido e delle pietre trentine. All´incontro anche l´assessore all´industria Alessandro Olivi: "La vicenda di Lona Lases è stata un colpo molto duro alla credibilità del sistema, ora serve un patto nuovo che si basi sui principi di aggregazione e innovazione". «Qui c’è un vero e proprio giacimento di cultura del lavoro, di manualità, di fatica - ha affermato Olivi - che però oggi rischia di chiudersi in sé stesso, di perseguire una via d’uscita dalla crisi che esaspera elementi di divisione interna. La vicenda recente che ha caratterizzato il dibattito di Lona Lases è stata un colpo molto duro alla credibilità del sistema. Serve perciò un patto nuovo che si basi sui principi di aggregazione e innovazione. Non solo innovazione di prodotto, però, perché è soprattutto sul fronte dell’organizzazione che dobbiamo pensare a nuovi strumenti, in grado di stimolare modi nuovi per lavorare, produrre, trasformare, assicurando un futuro ai giovani che hanno il diritto di poter continuare a lavorare in questo settore, depositario di una storia e di un patrimonio di conoscenze unici nel panorama economico trentino». Molti gli stimoli forniti fornendo agli oltre 150 tra operatori del settore ed amministratori pubblici che hanno partecipato all´incontro. Ecco, nel dettaglio, quanto emerso. I cantieri Kaizen - Realizzati in cava, hanno coinvolto una decina di imprese con l’obiettivo di analizzare, “sezionandole” una ad una, le diverse fasi di estrazione e lavorazione al fine di ottimizzare i processi produttivi, distinguendo le attività che rappresentano un valore per il cliente dai “muda”, le attività inutili. I risultati emersi hanno evidenziato la necessità di trovare delle soluzioni per migliorare la resa della cava (solo il 30% di quanto oggi si estrae diventa prodotto, mentre il 70% va in inerti), valorizzare gli inerti, separare il lavoro in cava dalle successive fasi di lavorazione, da svolgersi preferibilmente in apposite aree apprestate, favorire l’aggregazione tra imprese e sviluppare la costituzione di consorzi tra chi fa lavorazioni simili. Innovare per crescere - Trentino Sviluppo, con il supporto di un partner specializzato, ha realizzato un’analisi per la definizione di strategie e azioni operative sul piano dell’innovazione (organizzativa, commerciale e tecnologica) per la valorizzazione del porfido e delle pietre trentine e per il rilancio delle aziende del settore. Obiettivi: valorizzare il porfido come prodotto di alta qualità, esaltare il capitale di conoscenza delle imprese, incrementare l’export e rilanciare le imprese sul mercato internazionale, recuperare competitività attraverso l’innovazione di processo. In questo senso le indicazioni emerse sono molto concrete. Per quanto riguarda la caratterizzazione del prodotto serve una chiara e percepibile segmentazione in funzione delle caratteristiche chimico-fisiche del materiale; in questo può aiutare un “Certificato di qualità” rilasciato dall’Università o altri enti pubblici di ricerca, ma anche la costituzione di un Istituto sperimentale per il Distretto del porfido e delle pietre trentine e l’individuazione di un marchio di qualità per l’intera filiera. Per quanto riguarda l’incremento dell’export, serve un’azione mirata su paesi target quali Austria e Germania, due mercati da recuperare e valorizzare grazie al rapporto privilegiato e alla vicinanza geografica. Ma anche una valorizzazione delle sinergie tra gli enti locali e le strutture dell’Ice (Istituto nazionale per il commercio estero) che possono garantire supporto operativo e relazionale, così come utile sarebbe una maggiore connessione con le associazioni europee di progettisti ed i grandi studi di architettura. Un recupero di competitività è perseguibile attraverso il contenimento dei costi di produzione, grazie ad esempio allo sviluppo di una nuova macchina per il taglio e la lavorazione del blocchetto, ma anche riducendo il gap di costo rispetto a prodotti alternativi, come ceramica e granito, e avvicinandosi a mercati a margine elevato come ad esempio quello delle superfici per interno. Questo comporta però delle necessarie innovazioni di prodotto, con spessori diversi rispetto a quelli attuali e la sperimentazione di particolari lavorazioni. Il Consorzio per la commercializzazione - Per spezzare l’equazione fatturati in calo uguale inasprimento della concorrenza interna di prezzo, un passo fondamentale è la creazione di un Consorzio tra produttori locali. Un’entità sovra-aziendale in grado anche di migliorare le strategie di commercializzazione del porfido trentino. Al Consorzio farebbero capo una struttura commerciale unica, la predisposizione di apposite strategie di presso, la gestione del marchio, una partecipazione unitaria e coordinata alle fiere, la regia sui progetti di innovazione. Lo studio commissionato da Trentino Sviluppo stima che la commercializzazione attraverso un consorzio consentirebbe una riduzione del 10% dei costi di gestione di una struttura commerciale propria di ogni singola azienda, permetterebbe di avere maggiore controllo e influenza sul prezzo di mercato, di attuare strategie condivise di definizione del prezzo, oltre a mettere le aziende consorziate nelle condizioni di poter soddisfare grosse commesse e gestire in modo più efficace un’attività di recupero crediti in casi di insolvenza. Hub dell’innovazione - Condotto nel giugno scorso, è una sessione creativa nella quale persone con profili professionali eterogenei interagiscono, attraverso l’utilizzo di una metodologia di lavoro sperimentale, per creare idee nuove su tematiche specifiche. «Abbiamo analizzato le 253 idee emerse in quella sede – ha spiegato Alessandro Garofalo, consigliere delegato di Trentino Sviluppo ed ideatore del singolare metodo di brainstorming – distinguendole in diverse categorie in funzione del livello di fattibilità. Tra le azioni con priorità assoluta ed elevata fattibilità troviamo ad esempio la proposta di dare al porfido un’immagine di qualità anche attraverso il confezionamento che potrebbe avvenire mediante l’imballaggi in casse, come avviene per la ceramica. Altre idee rientrano in quella che abbiamo chiamato “vetrina di prodotto”, cioè le iniziative volte a rafforzare la notorietà sul mercato del prodotto porfido: si va dall’opportunità di promuovere il porfido assieme ad altri materiali naturali trentini, quali ad esempio il legno, alla possibilità di legare alcuni prodotti a nomi importanti di designer, fino a siglare una convenzione con la Provincia di Trento per l’utilizzo nelle strade e negli edifici pubblici di pietra esclusivamente locale». Tra le azioni “con priorità assoluta ed elevata fattibilità” emerse dall’Hub dell’Innovazione c’è anche la realizzazione di un unico portale web, un marchio unico per i prodotti in pietra trentina, studiare un apposito sistema di tracciabilità, uno standard di qualità unico e un sistema di certificazione in grado di garantire l’autenticità del porfido e della durabilità della posa. |
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