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Notiziario Marketpress di Mercoledì 23 Febbraio 2011
LATTE : SERVE UNA NUOVA PROSPETTIVA  
 
 Milano - La filiera del latte e del lattiero caseario al centro dell´attenzione della Regione Lombardia nella giornata di ieri. In mattinata, presenti l´assessore all´Agricoltura della Regione Lombardia Giulio De Capitani e il presidente della commissione Viii del Consiglio regionale Carlo Saffioti, l´auditorium Gaber ha ospitato un convegno sulle nuove sfide del mercato del latte cui, nel pomeriggio, ha fatto seguito il Tavolo di filiera. "Il tema del latte - ha ricordato De Capitani - ha per lo più diviso il mondo agricolo in opposti schieramenti tra produttori, trasformatori e distributori. Oggi abbiamo voluto avvicinare questi mondi, consapevoli che produrre latte è un ´mestiere´ sempre più complicato, che deve necessariamente fare i conti con fattori e soggetti molto distanti tra loro". Sullo sfondo della mattinata il "pacchetto latte" in via di definizione da parte dell´Unione europea insieme alla Pac (Politica agricola comune) 2014-2020. "Proprio questo pacchetto - ha detto l´assessore - deve spingere il comparto a un cambio di registro e di prospettiva. Occorre cercare percorsi unitari, sfruttando strumenti indiretti quali le organizzazioni di produttori e i distretti agricoli. Solo l´aggregazione può rendere più competitive le nostre imprese sui mercati". L´assessore ha poi ricordato l´impegno di Regione Lombardia a favore degli agricoltori e degli allevatori lombardi: semplificazione, revisione del Programma di sviluppo rurale, accreditamento dei distretti ma anche l´anticipo della Pac. "Nel 2010 - ha spiegato l´assessore - abbiamo garantito liquidità a 35.000 imprese per quasi 280 milioni di euro. Anche nel 2011 anticiperemo alle aziende circa 200 milioni di euro". "Come assessorato - ha aggiunto De Capitani - siamo pronti a fare la nostra parte anche per la definizione del prezzo del latte. Ciascuno di noi e ciascuno per il proprio ruolo deve però investire su un progetto più ampio, che certamente comprenda anche il prezzo, ma come risultato di un percorso più articolato".  
   
   
AGRICOLTURA: CAPPELLACCI E PRATO LANCIANO COORDINAMENTO REGIONI UE  
 
 "Sardegna regione capofila in Europa per sostenere la nuova Politica agricola comune voluta dal commissario Ue Ciolos e che vede per la prima volta l´agricoltura come bene pubblico. È una svolta storica sulla quale lavoreremo per convocare nell´Isola tutte le Regioni d´Europa, dove l’agricoltura è prima di tutto salvaguardia della ruralità e del ruolo sociale, con l’obiettivo di creare un coordinamento per avere più forza a sostegno di una politica comune". È la proposta lanciata dal dall’assessore dell’Agricoltura Andrea Prato, intervenuto a Ozieri (Ss) a un convegno sulla nuova Pac 2014-2020 organizzato dall´associazione "I Pratici" e da Agriexport, moderato dal direttore de Il Tempo Mario Sechi. All´iniziativa hanno preso parte l’assessore degli Enti locali Nicola Rassu, parlamentari sardi e consiglieri regionali, presidenti di cooperative lattiero-casearie ma soprattutto tanti allevatori e agricoltori di tutta la Sardegna. La proposta dell’assessore è stata concordata con il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, anche perché quanto discusso oggi in Sardegna anticipa ciò che domani a Roma sarà al centro del Forum nazionale sulla Pac. “La nuova politica agricola - ha detto Prato - farà bene non solo alla Sardegna ma a tutte quelle realtà penalizzate negli ultimi 40 anni ma che da sempre producono, oltre al cibo, valori intangibili di inestimabile valore come la tutela ambientale e sociale". Per la prima volta nella storia agricola dell’Unione europea le poche Regioni ricche e iperproduttive dovranno deporre lo scettro in favore delle aree più deboli ma più produttive in termini di beni pubblici. Tutto questo, come ha illustrato il docente dell’Università di Perugia Angelo Frascarelli, intervenuto al convegno e tra i massimi esperti in Italia sulle politiche in agricoltura, si tradurrebbe in un più 81 per cento rispetto agli aiuti finanziari precedenti (equivalenti a più 190 milioni circa all’anno) per la nostra Isola. “Per questo – ha proseguito Prato – vogliamo appoggiare la proposta di Ciolos, dando vita a un coordinamento a sostegno della nuova Pac condiviso da diverse regioni italiane ed europee con modalità produttive, vocazione alla multifunzionalità e cultura rurale simili alla nostra". La proposta del rumeno Ciolos premierebbe, oltre alla Sardegna, Trentino Alto Adige, Abruzzo, Toscana, Basilicata, Corsica, zone appartenenti al Massiccio centrale francese, Austria, Grecia, Spagna, Pirenei, Carpazi da sempre impegnate nella tutela dell’ambiente e della biodiversità, nel mantenimento della vitalità delle zone rurali, negli incentivi alle ecoenergie, nella valorizzazione delle risorse locali e delle zootecnie estensive come ad esempio quelle dei pascoli ovini. A parlare dell’efficacia del nuovo modello basato sulla Sau sono i numeri. Ad essere incentivate fino ad oggi infatti sono state esclusivamente le grandi regioni produttrici di cereali, ad agricoltura industriale (tabacco, pomodoro, barbabietola, oleaginose) o a zootecnia intensiva, come Lombardia, Calabria, Veneto e Puglia. Oggi queste Regioni rischiano di perdere fino alla metà dei pagamenti diretti registrati negli scorsi anni. Premiate per la produzione di beni pubblici invece sarebbero tutte le altre regioni. In particolare, secondo Nomisma, oltre alla Sardegna (che percepirà un +81% rispetto agli aiuti precedenti), Abruzzo (+62%), Toscana (+54%), Sicilia (+48%), Basilicata (+32%), Trentino Alto Adige (+28%). Nella top 5 del plafond destinato ai finanziamenti diretti (secondo una stima dell’Università degli Studi di Perugia), in base alla superficie agricola coltivabile Sardegna (+ 190mln circa all’anno), Trentino Alto Adige (+115 mln) e Toscana (oltre 100 milioni in più), seguiti da Abruzzo (+80 milioni) e Basilicata (+60 mln). Sempre secondo la ricerca di Frascarelli, tra le Regioni più penalizzate ci sarebbero Lombardia (circa -230 mln di euro), Puglia (-210 mln), Calabria (- 125 mln) e Veneto (-140 mln) con il Piemonte e Campania in leggero deficit. “La Sardegna che produce beni pubblici in quantità superiore a tutte le altre aree agricole italiane - concludono Cappellacci e Prato - da sempre è stata penalizzata dalle precedenti Pac. Oggi si riprende ciò che negli ultimi 40 anni le è stato negato. Ma questa non è una battaglia solo sarda: vogliamo fondare un movimento europeo per garantire la competitività di tutte quelle zone agricole da sempre svantaggiate rispetto alle altre".  
   
   
AGRICOLTURA IN SICILIA: ANDAMENTO CENSIMENTO  
 
Palermo - Sono 219.532 le aziende agricole censite ad oggi su un totale di 268.291, pari al oltre l´85% del totale. Questo e´ il dato sintetico emerso dalla conferenza stampa di oggi svoltasi a Villa Malfitano sull´andamento del 6° censimento agricolo in corso anche in Sicilia, che e´ partito il 7 dicembre ed avra´ termine il 28 febbraio. "La risposta che abbiamo avuto dal mondo agricolo - ha detto l´assessore per le risorse agricole Elio D´antrassi - e´ significativa, ma occorre portare a compimento il lavoro fin qui svolto. Per questo motivo rivolgo un appello alle aziende agricole che ancora non l´abbiano fatto, perche´ facciano pervenire i propri dati censuari". "Si tratta - ha commentato D´antrassi - di una iniziativa significativa per il territorio siciliano che ha come scopo la individuazione dei bisogni e delle esigenze delle realta´ agricole da parte della Regione Siciliana. I dati che verranno elaborati saranno utili anche in vista dell´entrata in vigore della normativa ´Pac 2014-2020´ poiche´ in tal modo la Regione potra´ operare le scelte piu´ adeguate nei confronti dell´agricoltura siciliana in stretto raccordo con gli uffici di Bruxelles". Il rilevamento statistico presenta una novita´ rispetto al passato: si tratta, infatti, del primo censimento effettuato online. I conduttori delle aziende hanno scelto se accedere al questionario direttamente sul web o se attendere la visita di uno dei 180 rilevatori delle 65 Sezioni Operative di Assistenza Tecnica dell´Assessorato per le risorse agricole. L´indagine, condotta con scadenza decennale, serve per offrire dati di qualita´ per l´analisi e la valutazione delle politiche di intervento comunitarie, nazionali e regionali in materia di agricoltura e di sviluppo rurale. La politica agricola comunitaria (Pac) ha, infatti, bisogno di conoscere lo stato della nostra agricoltura e i dati del censimento sono necessari per canalizzare nella maniera dovuta le risorse disponibili. L´assessore regionale per l´Economia, Gaetano Armao, ha precisato, nel corso della conferenza stampa, come da un lato, nel contesto positivo del saldo di natalita´ di nuove imprese in Sicilia, purtroppo il settore dell´agricoltura veda una continua diminuzione di imprese (dati Unioncamere), a fronte, tuttavia, di un processo di consolidamento della base produttiva agricola. "Il credito d´imposta per gli investimenti - ha detto Arma - applicabile alla trasformazione agroalimentare, costituisce in tal senso una grande opportunita´ per rafforzare questo processo. Senza la tempestiva approvazione della legge sulla semplificazione della pubblica amministrazione rischiamo di depotenziare l´incentivo". Nel sottolineare le straordinarie potenzialita´ dello strumento di incentivazione per l´economia agricola siciliana, ha precisato: "Nonostante manchi meno di un mese dal click day per il credito d´imposta e sia pronta la piattaforma informatica con l´Agenzia delle entrate, senza la tempestiva approvazione della legge sulla semplificazione della pubblica amministrazione rischiamo di depotenziare questo l´incentivo". "Il credito d´imposta - ha proseguito Armao - e´ una procedura a burocrazia zero, ma i progetti imprenditoriali, per essere realizzati, dovranno inevitabilmente ottenere permessi, autorizzazioni, concessioni, licenze che in Sicilia sono ancora regolati da una normativa del 1991. Sia per le imprese siciliane che per quelle che investono in Sicilia, il peso dei vincoli burocratici e dei ritardi delle procedure e´ ancora troppo alto". "Per questi motivi - ha aggiunto - siamo impegnati per la migliore riuscita di questa opportunita´ necessaria per agganciare la ripresa. Ma e´ ormai improrogabile l´approvazione della legge sulla semplificazione della p.A. Pronta per l´approvazione all´Ars e che, ancora, non vede inspiegabilmente la luce". L´assessore Armao ha illustrato poi un dato significativo: nei quasi 400 comuni siciliani ci sono operativi solo 30 sportelli unici per le imprese, vanificando cosi´ ogni sforzo per agevolare l´attrazione degli investimenti e la nascita di nuove imprese. "Condivido - ha concluso - l´appello di tutte le categorie produttive al Parlamento regionale, perche´ siamo gia´ fuori tempo massimo. E´ necessario si faccia in fretta ad approvare la riforma dell´amministrazione regionale, altrimenti il rischio e´ che si disincentivino gli investimenti, con buona pace del credito d´imposta. Senza una P.a. Efficiente non solo non riusciremo ad attrarre investimenti, ma renderemo difficile la vita delle imprese esistenti"  
   
   
PAC: IL CONTRIBUTO DELLE REGIONI AL FORUM MINISTERO RISORSE AGRICOLE  
 
 “Senza il sostegno economico erogato dalla Pac molte aziende agricole sono destinate al declino e alla chiusura, poiché non in grado di sostenere in un mercato globalizzato la concorrenza di produttori dei Paesi terzi”. Lo ha dichiarato ieri il coordinatore della Commissione Politiche agricole nazionale, l’assessore della Regione Puglia Dario Stefàno, al “Forum sul Futuro della Pac” organizzato dal Mipaaf oggi a Roma per discutere del documento che porterà la posizione italiana all’interno del dibattito fra gli Stati membri per la nuova Politica agricola comunitaria post 2013. Un documento che ha accolto quanto già contenuto nella posizione assunta dal Sistema delle Regioni in occasione della seduta della Conferenza delle Regioni e Province Autonome del 28 ottobre 2010, e della Comunicazione della Commissione sul “Futuro della Pac”, presentata il 18 novembre scorso. “Si condivide – ha spiegato nel suo intervento Stefàno – il principio ribadito anche dal Ministero di sostenere un budget perlomeno pari a quello dell’attuale programmazione, ma crediamo sia necessario rafforzare le motivazioni, integrando il testo ministeriale con le considerazioni riportate nel documento elaborato dalle Regioni”. E, dunque, ribadire che l’agricoltura europea sta attraversando un momento di profonda trasformazione, da imputarsi a tanti fattori, i principali dei quali sono sicuramente: 1) l’ampliamento dei mercati, a livello globale, sicché si assiste all’ingresso, nello stesso, di nuovi e potenti concorrenti oltre ad una rilevante quantità di nuovi consumatori, il tutto in assenza di adeguate regole, tali da consentire il funzionamento di un mercato globale articolato su realtà produttive profondamente diverse tra loro; 2) la comparsa di nuove forme, spesso inedite, di concentrazione oligopolistiche, nel campo della trasformazione industriale e della commercializzazione; 3) il periodico verificarsi di crisi di mercato, da imputare a squilibri, asimmetrie informative, presenza di esternalità, che finiscono, tra l’altro, per determinare la volatilità dei prezzi dei prodotti agricoli; 4) l’assenza di un governo della sicurezza alimentare globale; 5) la possibilità offerta dalle nuove tecnologie che, integrando neuroscienze, nanotecnologie, genetica e Tci, offrono la possibilità di produrre su vasta scala una varietà, praticamente infinita, di prodotti alimentari personalizzati e adatti alle più svariate e disparate esigenze del consumatore; 6) le sfide alle quali l’agricoltura è chiamata a far fronte, principalmente l’ambiente e il cambiamento climatico. “Bene l’articolazione della Pac in due pilastri – ha poi aggiunto Stefàno - ma dovrebbero essere evitate le sovrapposizioni che finora hanno inciso negativamente nella applicazione delle misure. Occorre una strategia comune a tutti i fondi, puntualizzando e integrando gli obiettivi di ciascuno, per migliorare le sinergie e ridurre gli attuali problemi di demarcazione”. Altro capitolo importante, quello sulla redistribuzione degli aiuti diretti: “Come sottolinea il documento del Mipaaf – spiega Stefàno - il parametro superficie non può assolutamente essere accettato dall’Italia, considerando che attualmente il nostro Paese, pur realizzando il 12,5% della produzione agricola lorda vendibile ed il 17% del valore aggiunto dell’Unione, riceve soltanto il 10% della spesa agricola comunitaria, risultando quindi sensibilmente sotto remunerata rispetto alla consistenza dell’agricoltura nazionale. In aggiunta va considerato che il contributo italiano al bilancio comunitario ammonta al 13,5%, con un conseguente saldo negativo, per il capitolo agricolo, del 3,5%. Una chiave di ripartizione equilibrata ed oggettiva dovrebbe prendere in considerazione anche altri fattori quali valore aggiunto, occupazione ed il valore della produzione lorda vendibile. In merito ai pagamenti diretti, l’assessore Stefàno ha poi ribadito la proposta del Sistema delle Regioni e Province Autonome: “che i pagamenti diretti siano modulati attraverso la definizione di criteri territoriali, produttivi ed organizzativi, fatto salvo il principio di equità.” “Le recenti crisi che hanno investito tutti i settori agricoli europei – ha poi aggiunto il coordinatore Stefàno - hanno dimostrato che una politica comunitaria basata su misure di mercato poco flessibili non è più in grado di gestire situazioni di estrema volatilità dei prezzi e della domanda. E’ necessario introdurre, quindi, degli strumenti che siano in grado di prevenire e gestire le crisi ed implementare una normativa di regolazione dei mercati più flessibile e diretta ad integrare il reddito dei produttori in presenza di situazioni di crisi di mercato”. “Il sistema delle Regioni - ha concluso Stefàno - evidenzia criticità in ordine alla posizione assunta dal Mipaaf circa il ruolo positivo che potrebbero avere alcuni interventi di sostegno accoppiati, ai fini di una corretta gestione del mercato. Il riferimento all’attuale esperienza dell’art. 68, seppure migliorato, con la previsione di nuove misure che consentano agli Stati membri di decidere l’erogazione di aiuti accoppiati in via temporanea a favore di settori che attraversano fasi di crisi, appare una suggerimento non del tutto condivisibile” .  
   
   
LAMPEDUSA: CONTRIBUTO STRAORDINARIO REGIONE SICILIA A CATEGORIA PESCATORI  
 
 Palermo - "Concedere un contributo straordinario di 400 mila euro ai pescatori di Lampedusa, la categoria che sta pagando duramente i disagi causati dalla crisi provocata dalle emergenze in seguito al continuo arrivo di immigrati provenienti dai paesi del Nord Africa". E´ questo il contenuto della proposta che l´assessore regionale alle Attivita´ Produttive, Marco Venturi, sottoporra´ con urgenza all´attenzione del Governo della Regione, nel corso della prossima riunione di giunta. Il contributo verra´ erogato al Comune di Lampedusa che provvedera´ poi a girarlo ai richiedenti. L´assessore ha concordato il provvedimento in seguito ad un incontro, svoltosi ieri mattina presso l´assessorato regionale alle Attivita´ Produttive, con il sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis ed alcuni componenti della giunta comunale, i funzionari dell´assessorato, ed una delegazione dei pescatori lampedusani.  
   
   
PESCA: GIUNTA ABRUZZESE APPROVA CALENDARIO ITTICO IL 27 SI APRE LA STAGIONE  
 
 Pescara - La Giunta regionale ha approvato il calendario ittico regionale per l´anno 2011. La proposta di calendario, avanzata dall´assessore alle Politiche agricole e alla Pesca, Mauro Febbo, era stata licenziata anche dal Tavolo azzurro, nel corso di un incontro presso la Direzione Politiche agricole. Nella Regione Abruzzo, nelle acque di categoria A, la pesca inizierà il 27 febbraio per terminare il 2 ottobre. Una delle novità più importanti è l´introduzione di altre specie tra quelle non pescabili, nel rispetto delle Legge regionale comunitaria n. 59/2010. Anche quest´anno si è tenuto conto dei tratti fluviali compresi nei siti di bonifica di interesse nazionale e regionale e per i quali è consentita la cattura del pesce che però deve essere rimesso immediatamente in libertà (zone "No kill"). "Si tratta di un atto dovuto e tanto atteso dai sempre più numerosi appassionati - sottolinea l´assessore Febbo ? che da un lato conferma la nostra attenzione nei confronti della loro attività ma dall? altro dimostra ancora l´impegno di questa amministrazione per la tutela del patrimonio naturalistico, in questo caso delle acque interne. Si tratta di un bene prezioso che tutti noi, amministratori e cittadini, dobbiamo custodire gelosamente e proteggere. Volevo sottolineare - conclude Mauro Febbo - anche la crescita culturale di tutto il settore che ha mostrato grande buonsenso e rispetto di temi così sensibili".  
   
   
PROSCIUTTO TOSCANO DOP INARRESTABILE: + 30 % NEL 2010 CRESCE LA PRODUZIONE, CRESCE LA QUALITÀ  
 
Firenze - Il Consorzio del Prosciutto Toscano Dop comunica che la produzione del 2010 è cresciuta del 30% rispetto al 2009, superando per la prima volta le 3.200 tonnellate (oltre 300.000 cosce), con un valore al consumo di oltre 54 milioni di euro. Sul fronte del preconfezionato nel 2010 sono state prodotte oltre 2.100.000 vaschette confermando una buona tenuta del prodotto affettato e preconfezionato. Cresce la conoscenza e l’apprezzamento per il Prosciutto Toscano Dop in Italia e all’estero, che ormai si sta consolidando come importante realtà tra le produzioni di qualità tutelate. “Esprimo soddisfazione per l’importante crescita del prodotto, non solo nei numeri ma anche nella qualità afferma Fabio Viani, Presidente del Consorzio Prosciutto Toscano. Il Prosciutto Toscano ha un gusto unico e inconfondibile; l’impegno costante dei nostri produttori e del Consorzio nel migliorarsi continuamente, pur rispettando le tradizioni produttive, inizia a dare grandi soddisfazioni”. Anche dall’export arrivano segnali positivi anche se rimane una quota marginale della produzione totale. “Stiamo intensificando la nostra attività per esportare sempre di più il nostro prodotto. Siamo molto apprezzati in Germania, che rimane il nostro primo mercato, Francia e Inghilterra. Il nostro obiettivo è sicuramente il mercato Extra Ue. Abbiamo già avuto visite positive a Hong Kong nel giugno dell’anno scorso” – ha concluso Viani Il Toscano, insomma, piace sempre di più e dal Consorzio arriva un messaggio chiaro: scoprite il vero Prosciutto Toscano, con i suoi di aromi, con i suoi profumi, scoprite la sincerità di una terra ricca di tradizioni che trovano espressione in questo prodotto unico. Diffidate dalle imitazioni, solo il Dop è l’unico, vero Prosciutto Toscano.  
   
   
FUTURO PAC: PER ASSOSEMENTI, INNOVAZIONE E TRACCIABILITA’ SONO LEGATE AL SEME CERTIFICATO  
 
“Se non apparisse irriverente, per sottolineare la funzione che il seme svolge sarebbe sufficiente riprendere la notizia di qualche giorno fa sul Malawi, dove grazie anche all’impiego di semente di qualità la produzione agricola di quel paese in pochi anni è aumentata considerevolmente, tanto da renderlo autosufficiente. Qualora ce ne fossimo dimenticati – afferma Paolo Marchesini, presidente dell’Associazione Italiana Sementi (Assosementi), all’atto della presentazione della posizione dell’Associazione sulla riforma della Pac – è necessario ricordare che anche per la nostra agricoltura la semente di qualità e la corretta scelta varietale continuano a restare elementi di fondo e quindi non possono venire trascurati dal dibattito in corso sul futuro della Pac”. “Difesa della produttività e quindi del reddito degli agricoltori, ambiente e cambiamenti climatici, tracciabilità ed innovazione: dietro questi obiettivi della futura Pac non si possono non vedere le garanzie ed i benefici assicurati dalle sementi certificate e di qualità, in particolare per un paese come l’Italia che sta cercando di esaltare la qualità dei propri prodotti, il legame con il territorio e la loro origine”, aggiunge il presidente di Assosementi. “Se queste scelte sono corrette, allora sono altresì necessarie decisioni coerenti a favore dell’utilizzo e dello sviluppo delle sementi certificate”. “Sono almeno tre” – sottolinea Marchesini - “i punti per i quali l’Associazione Italiana Sementi intende battersi nell’ambito del dibattito sul futuro della Pac: considerare il grano duro una coltura strategica per il paese e per l’equilibrio socio-economico delle aree centro meridionali, attribuendogli un aiuto specifico accoppiato e legato all’impiego di sementi certificata; prevedere il vincolo delle sementi certificate negli accordi e nei contratti di filiera che andassero a beneficiare di aiuti; infine, per favorire la ricerca varietale e quindi l’innovazione assicurata dalle aziende sementiere, rendere obbligatoria la dichiarazione delle varietà coltivate per permettere il recupero dei diritti di proprietà intellettuale sulle varietà tutelate”.  
   
   
SUCCESSO DI ´TIPICAMENTE FRIULANO´ A RIMINI  
 
Ha suscitato interesse anche a Rimini la presenza dell´Ersa con il marchio ´Tipicamente Friulano´. L´agenzia regionale per lo sviluppo rurale ha infatti partecipato a ´´Sapore Tasting Experience Gusti, Riti e Tendenze 24 ore fuori casa´´. Si tratta del salone che lo scorso fine settimana ha concentrato nel quartiere espositivo riminese sei eventi fieristici specializzati di altrettanti settori della alimentazione e del gusto, con lo scopo di presentare a tutto campo l´agroalimentare e le bevande dello scrigno dei sapori dell´area mediterranea europea a una clientela strettamente professionale, e attraverso un approccio nuovo. Ciò al fine di orientare i visitatori, tutti operatori dell´agroalimentare e dei comparti collegati, a guardare verso il cibo e le bevande ben ´´oltre le solite visioni´´. Il Friuli Venezia Giulia si è presentato attraverso ´Tipicamente Friulano´ con numerose degustazioni, proposte di prodotti tipici e dei vini di pregio e tramite ulteriori elementi di richiamo derivanti dalle peculiarità della nostra terra e dall´attività dei protagonisti dell´enogastronomia. Tra questi, le iniziative del maestro di cucina Germano Pontoni, della direzione nazionale della Federazione Italiana Cuochi, che ha presentato un´anteprima delle pietanze dedicate al centenario della morte dello scrittore e gastronomo Pellegrino Artusi, autore dell´opera ´´La Scienza in cucina e l´Arte di mangiar bene´´ che è considerata un caposaldo della cucina italiana e del servire a tavola. Mentre Bertilla Prevedel, responsabile nazionale delle Lady chef, ha illustrato l´esperienza maturata lo scorso anno al Cro di Aviano nell´ambito del progetto ´´Saperi e sapori in corsia´´, la cucina genuina e locale che asseconda la terapia. Tra le numerose peculiarità del Friuli Venezia Giulia proposte a Rimini, anche una birra realizzata a Forni di Sopra dal birrificio artigianale Foglie d´Erba, che ha ottenuto il primo premio assegnato a livello nazionale dall´Unione birrai, al quale ha partecipato una novantina di microbirrifici, nella categoria ´´Birre luppolate di ispirazione angloamericana´´.  
   
   
POMODORO, CIA EMILIA ROMAGNA: “BENE LA COESIONE DELLE ORGANIZZAZIONI DEI PRODUTTORI MA C’È ANCORA DA FARE SUL PREZZO. I RITARDI DI EFFICIENZA DI UNA PARTE DELL’INDUSTRIA DI TRASFORMAZIONE DEL POMODORO  
 
 Bologna - “Rileviamo carenze nell’ efficienza di alcune imprese del settore del pomodoro, che devono necessariamente essere recuperati da qui alla prossima campagna”. E’ il commento di Antonio Dosi, presidente Cia Emilia Romagna, a seguito dell’accordo sul rinnovo del contratto interprofessionale del pomodoro da industria per la campagna 2011, concluso con l’incremento formale del prezzo che passa da 70 a 88 euro a tonnellata “a fronte però della scomparsa dell’aiuto accoppiato”, osserva ancora Dosi. La Cia Emilia Romagna esprime da una parte apprezzamento per la coesione delle Op - Organizzazioni dei Produttori del pomodoro nel corso della trattativa che ha portato al miglior risultato possibile in queste condizioni negoziali, dall’altra sottolinea il disappunto per un risultato che – aggiunge Dosi- “ha determinato quotazioni al di sotto dei costi di produzione del pomodoro e che riteniamo improponibile per le prossime occasioni”. I ritardi di efficienza di una parte dell’industria di trasformazione del pomodoro hanno condizionato la trattativa “ma non possono continuare a gravare sui bilanci dei produttori”. Questo modello di lavoro coeso, unitario – conclude la nota della Cia - deve accompagnare la discussione sulla riforma della Pac dopo il 2013 idonea a sostenere il comparto nella competizione internazionale”.  
   
   
LA RIVINCITA DELLA FRUTTA … …DA OGGI IN VERSIONE ‘PRET A PORTER’!  
 
[N.a!] è un modo nuovo – pratico e Naturale - per gustare la frutta in ogni momento della giorNata. Senza additivi, coloranti, conservanti né zuccheri aggiunti. La soluzione ideale e moderNa per uno snack che regala dolcezza e vitalità, senza pesare sulla linea. Tutto questo è…100% [N.a!] [N.a!] significa ‘Nature Addicts’ ed il suo messaggio è dunque chiaro: potrebbe creare un’irresistibile attrazione e una sana dipendenza per la natura e le cose genuine! Non a caso l’unico ingrediente di questo innovativo snack è la frutta che - grazie a un esclusivo processo produttivo – è stata trasformata in golosi e dolcissimi dadini di fragole, pesche, lamponi e ribes nero, senza bisogno di aggiungere nient’altro. Cento per cento sola frutta, dunque: zero additivi, coloranti, conservanti né tanto meno zuccheri aggiunti. Nel pieno rispetto delle attuali raccomandazioni nutrizionali che spingono a ritrovare il gusto della naturalità e dei cibi sani, abbandonando la pessima abitudine di ricorrere a fuori-pasto ipercalorici, ricchi di glucosio e grassi aggiunti. “Il fenomeno degli spuntini “insidiosi” è sotto la lente della scienza ormai da qualche anno: secondo autorevoli ricercatori, tra cui quelli dell´Università di Oxford, bisognerebbe stare alla larga dagli snack dolci o salati caratterizzati da una consistenza grassa e ‘pastosa’ poiché potrebbero creare una sorta di dipendenza” - spiega Samantha Biale, nutrizionista e prima diet coach italiana – “Gli studi dimostrano infatti che il loro particolare mix di aromi e consistenze attiverebbe la stessa regione cerebrale sensibile a esperienze piacevoli come carezze, profumi o persino la vincita di denaro. Il cervello li recepisce quindi come un´esperienza multisensoriale da ripetere, creando persino una forma di astinenza che porta inevitabilmente a ricercarli, spianando la strada per un sovrappeso difficile da gestire”. Lo spuntino perfetto per linea e benessere: frutta e fibre naturali La frutta è da sempre considerata lo spuntino ideale per il suo apporto controllato di calorie e zuccheri semplici, e la ricchezza di fibre e vitamine, ma spesso non viene presa in considerazione perché, ad esclusione della classica mela, è decisamente poco pratica da portare con sé. [N.a!] è una soluzione ideale perché in una pratica busta da 30 grammi racchiude ben 250 grammi di frutta, sottoforma di pratici e golosi dadini. Perfetti quando serve una “ricarica” di energia, leggera e naturale, in 4 varianti golose: lamponi, ribes nero, pesca e fragola. “Una bustina di [N.a!] fornisce circa 100 calorie costituite esclusivamente dagli zuccheri naturali della frutta, tra cui spiccano quelli della mela che arricchisce il prodotto di preziose fibre come la pectina, importanti per favorire il senso di sazietà e il buon funzionamento intestinale” conclude Samantha Biale. I nuovi dadini di frutta sono disponibili in praticissime confezioni tascabili, richiudibili con zip, nei migliori bar, tabacchi e i punti vendita della Società Autogrill nonché presso la grande distribuzione organizzata (Auchan, Iper “la Grande I”, Panorama, nei supermercati Pam e nei punti vendita Coop) con un prezzo consigliato al pubblico a partire da 1,80  
   
   
A MILANO È TEMPO DI “FOOD IS FASHION”!  
 
Torna tra le passerelle della Milano più trendy Food Is Fashion, l’evento che “svela” l’elisir di lunga vita, promuovendo un’alimentazione sana ed equilibrata, attraverso la distribuzione di una selezione di alimenti italiani di alta qualità proprio in prossimità delle sfilate. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Milano Food Week, l’Assessorato alle Attività Produttive, Moda ed Eventi del Comune di Milano e Assem (Associazione Servizi Moda). Perché la moda è bellezza, e il cibo è il legame che li unisce. Dal 21 febbraio al 1 marzo 2011, tutti gli operatori del settore tra cui modelle, giornalisti e buyer riceveranno l’ormai celebre kit di Food Is Fashion, la pratica borsa pret-à-porter composta da alcuni prodotti chiave del Food&beverage mediterraneo, selezionati per la loro qualità ed eccellenza nutrizionale. I kit conterranno il cioccolato fondente Nero Perugina; Nuvelle, il nuovo prodotto senza grassi firmato Bauli, una bottiglia di acqua Lauretana, tre confezioni (nei gusti: deciso, classico, con cereali) di Grok, lo snack croccante di Grana Padano cotto al forno, una confezione di mini crackers Panfibre Vitavigor e una confettura biologica Rigoni di Asiago. Le borse saranno consegnate a mano in prossimità delle passerelle e dei casting, e non solo. Anche quest’anno il camper di Food Is Fashion attraverserà la città in un virtuoso tour che ha l’ambizioso obiettivo di distribuire oltre 5mila borse in 10 giornate di lavoro. “Milano è considerata capitale della moda, del gusto, nonché palcoscenico e vetrina del Made in Italy nel mondo”, commenta l’assessore Giovanni Terzi. “Parte da questi presupposti il sostegno dell’amministrazione a questa iniziativa, che pone l’attenzione sull’importanza di una dieta equilibrata in un momento dell’anno, quello della Settimana della Moda, in cui troppo spesso si confonde il concetto di bellezza, stile ed eleganza con quello di eccessiva magrezza”. Tra gli appuntamenti del 2011, è inoltre da non perdere la cena ufficiale di Food Is Fashion. Si terrà giovedì 24 febbraio alle 21.00, presso l´Una Hotel Tocqueville e sarà a tema: "La Nutraceutica - curarsi col cibo". Provare per credere! La presenza di prodotti Bio nelle borse e la realizzazione della cena ufficiale di Food Is Fashion, sono frutto della collaborazione con Saporbio (www.Saporbio.com) il progetto di comunicazione integrata, nato con l’intento di divulgare presso il pubblico la qualità e la bontà del biologico italiano. Le iniziative non si fermano qui perché Food Is Fashion ha avuto un tale successo da diventare un vero e proprio format, esportabile in tutte le capitali mondiali del fashion. La prima tappa di questo programma internazionale è a New York dal 5 al 15 settembre, in occasione della presentazione delle collezioni primavera-estate 2012. Un’opportunità unica per promuovere l’italianità all’estero, presentando e abbinando due grandi eccellenze del nostro Paese, la moda e il cibo. “Food is Fashion nasce nella città del fashion e dell´Expo dedicato all’alimentazione”, commenta Federico Gordini, Presidente di Milano Food Week, “E dopo il grande successo dell’iniziativa di Settembre, Food is Fashion continua nel percorso di unione di queste due eccellenze per diffondere la cultura del mangiare sano. I prodotti inseriti nella bag di Food is Fashion sono, infatti, tutti italiani e di altissima qualità. Si tratta di uno straordinario esempio di armonia e di equilibrio nutrizionale, che rende unico il cibo di casa nostra e che, come la moda, rappresenta il nostro Paese nel mondo. Proprio per questo la data milanese di Febbraio non sarà che l’inizio di un percorso che porterà il progetto a sbarcare a New York nel prossimo settembre, in occasione della New York Fashion Week Spring Summer 2012 e a raggiungere le principali capitali della moda nel corso del 2012, con l’obiettivo di divenire un contenuto costante delle più importanti Settimane della Moda”. Il benessere e la bellezza si conquistano anche a tavola e anche quest’anno con Food Is Fashion mangiare sano è di moda! www.Foodisfashion.it  
   
   
AL REGINA HOTEL BAGLIONI UN 2011 ALL’INSEGNA DELLE SPECIALITA’ ITALIANE  
 
Lo storico albergo romano di Via Veneto protagonista di una serie di eventi dedicati ai piaceri della tavola L’identità e la ricchezza gastronomica italiana declinate sulle splendide tavole del Brunello Lounge & Restaurant: il Regina Hotel Baglioni di Roma propone un’immersione progressiva nei sapori tipici del nostro paese, protagonisti, a marzo, di una serie di appuntamenti da non perdere, realizzati grazie alla collaborazione del celebre “Don Alfonso 1890” e della manifestazione “Girogustando”. 4 & 5 Marzo 2011: Chef Alfonso Iaccarino – Ristorante Don Alfonso Per gli appassionati dell’eccellenza in cucina il primo speciale incontro è fissato per le giornate del 4 e 5 marzo 2011, un fine settimana interamente dedicato ai sapori mediterranei: ospite al Regina Hotel Baglioni di Via Veneto, infatti, il grande Chef a capo del Don Alfonso 1890, Alfonso Iaccarino. Ingredienti e materie prime tutte italiane, frutto delle terre appartenenti all’azienda agricola di famiglia, stupiranno i commensali, grazie alle spettacolari preparazioni dello Chef, attento ai sapori naturali e al rispetto della tradizione culinaria nostrana. Per l’occasione, Alfonso Iaccarino cucinerà tra i fornelli dell’esclusivo Brunello Lounge & Restaurant, prezioso gioiello della ristorazione romana. 30 Marzo 2011: Siena Girogustando al Brunello Lounge & Restaurant Il secondo imperdibile appuntamento al Regina Hotel Baglioni sarà invece realizzato grazie alla collaborazione con “Siena Girogustando”, il 30 marzo prossimo. Pianificata dalla Confesercenti di Siena con il contributo della Camera di Commercio e il patrocinio di Comune e Provincia, la manifestazione rende ogni anno protagoniste le inimitabili prelibatezze toscane, proposte al pubblico in maniera originale. Negli spazi del Brunello Lounge & Restaurant, dalle 18.30 in poi, l’evento sarà scandito da diversi laboratori dedicati alla presentazione dei prodotti, cui seguiranno degustazioni delle pietanze firmate Terre di Siena, accompagnate da un piacevole sottofondo musicale. Infine, una meravigliosa cena realizzata a più mani da Chef toscani e locali chiuderà questa giornata dedicata all’esperienza del gusto. “Il Regina Hotel Baglioni, portavoce dell’eccellenza italiana in cucina e nell’ospitalità” dichiara Marco Milocco, Direttore Generale dell’albergo “sarà punto di riferimento fondamentale per quanti vorranno partecipare, nel corso dell’anno, ad eventi enogastronomici di grandissimo livello”. Il Regina Hotel Baglioni, storico albergo di via Veneto, costruito nel 1904 in puro stile liberty e intitolato alla Regina Margherita di Savoia, è una raffinata combinazione di accoglienza e grande stile italiano, sapientemente esaltato dall’importante ristrutturazione ultimata nei primi mesi del 2009. Le 103 lussuose camere ed eleganti suite, l’esclusiva Spa, il Brunello Lounge & Restaurant con la sua cucina raffinata, la Sala Belvedere, che consente eventi e riunioni con una vista spettacolare sulla città, sono sapientemente incorniciati dalla cura del dettaglio e dalla personalizzazione del servizio, che rendono il Regina Baglioni uno dei migliori alberghi di lusso a Roma. Www.baglionihotels.com  
   
   
PER SAPERNE DI PIÙ SU MCDONALD’S SULLA QUALITÀ E L’ORIGINE DEGLI INGREDIENTI UTILIZZATI NEI RISTORANTI, SUI FORNITORI, SUGLI IMPEGNI AMBIENTALI  
 
Inaugura il nuovo portale persapernedipiu.Info di Mcdonald’s, online dal 2009 da oggi si presenta agli utenti completamente rinnovato e arricchito di nuovi contenuti e di approfondimenti. Tantissime informazioni con la possibilità di effettuare tour virtuali dei fornitori e delle cucine per far scoprire come avviene la preparazione dei panini, delle patatine, delle insalate. Tre le maggiori novità nel portale: -> Fatti un’opinione: la homepage mensilmente ospita le opinioni diverse degli esperti sugli argomenti che si tratteranno o che gli stessi utenti suggeriranno (nutrizione, consumi, lavoro, ambiente). Si parte con “Ingredienti stranieri o ingredienti italiani?” e le risposte di Giuseppe Politi, Presidente della Confederazione italiana Agricoltori e di Mauro Rosati, Segretario Generale di Qualivita. Accanto ai diversi punti di vista degli esperti è sempre pubblicato anche quello di Mcdonald’s . -> La nutrizionista risponde: Elisabetta Bernardi, nutrizionista, risponderà in diretta, grazie ad una chat dedicata, alle domande degli utenti. Il primo appuntamento è previsto per il 1 marzo. -> Sezione Ambiente e sezione Lavoro, attualmente ancora “work in progress”, vedranno la luce rispettivamente ad aprile 2011, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, e a dicembre 2011. “Abbiamo voluto mettere a disposizione, in modo più approfondito e ancora più accessibile, investendo ulteriormente tempo e risorse, le informazioni che riguardano l’azienda – dichiara Marco Ferrero, direttore marketing e comunicazione di Mcdonald’s Italia – Consideriamo il nostro portale un laboratorio aperto agli utenti e a quanti sono interessati al nostro lavoro. Al momento sono previsti strumenti di condivisione delle informazioni nei principali social network. Vorremmo naturalmente farne sempre più anche uno strumento di aggregazione e trasformarlo in una piazza virtuale di incontro in cui dialogare direttamente con le persone che potranno così contribuire con i loro contenuti a costruire le informazioni e la conoscenza di Mcdonald’s, anche con temi che stanno loro a cuore”. Sul portale sarà possibile iscriversi anche al progetto nazionale Open Doors, che prenderà il via il prossimo 15 marzo 2011, Giornata Europea dei Diritti del Consumatore, e che prevede, per chi desidererà farlo, una visita all’interno delle cucine dei ristoranti, mostrandone il “dietro le quinte”, il lavoro nelle cucine e le procedure per la sicurezza e la qualità dei pasti, coinvolgendo il ristorante e i suoi fornitori in un progetto comune di dialogo con i propri clienti o quanti ne vorranno sapere di più. Il portale sarà comunicato anche attraverso una campagna pubblicitaria di affissioni dedicata alla qualità Mcdonald’s che sarà ospitata in 15 grandi città italiane. Mcdonald’s continua così a parlare di qualità e dell’attenzione che dedica alla scelta degli ingredienti, un impegno che porta avanti da sempre e che intende sempre più rafforzare. Il nuovo portale è realizzato da Agency.com e si avvale del supporto di un comitato di redazione composto dai manager dell’azienda e dai rappresentati delle agenzie di comunicazione partner di Mcdonald’s Italia. In Italia da 25 anni, Mcdonald’s ha realizzato nel 2010 un giro d´affari consolidato pari a 904 milioni di euro (+8,4% rispetto al 2009). Con 411 ristoranti presenti su tutto il territorio, Mcdonald´s impiega oltre 14.500 dipendenti. Nella scelta dei propri fornitori, Mcdonald’s conferma la tendenza ad essere un marchio “locale”, privilegiando il territorio e l’imprenditoria nazionale. Mcdonald’s ha ottenuto quest’anno per la quarta volta il riconoscimento di Best Workplace 2011: l’indagine che Great Place to Work Institute Italia effettua annualmente per rilevare le migliori realtà lavorative in Italia. Mcdonald’s è stata l’unica nell’ambito della ristorazione a posizionarsi tra le prime 35 aziende in classifica  
   
   
LE COLLINE TERAMANE “AREA A MAGGIOR VOCAZIONE VITIVINICOLA D’ABRUZZO” IL CONSORZIO DI TUTELA MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE DOCG HA PRESENTATO A MILANO, I RISULTATI DI UNO STUDIO DI RICERCATORI DELL’UNIVERSITÀ DI TERAMO  
 
Quella delle Colline Teramane è l’area a maggiore vocazione vitivinicola d’Abruzzo. È quanto emerge dal progetto di ricerca denominato “Agroscopeampelos“ condotto, negli ultimi tre anni, da alcuni ricercatori della facoltà di viticoltura e enologia dell’Università di Teramo, guidati dal professor Michele Pisante. Attraverso un complesso e approfondito studio di zonazione, i ricercatori hanno evidenziato le potenzialità di questa storica sottozona che dal 2003, sola in tutta la regione, ha ottenuto il riconoscimento prestigioso della Denominazione di Origine Controllata e Garantita per il Montepulciano d’Abruzzo (le Docg in Italia sono solo 55, più 3 in attesa di essere confermate nel 2011). Sovrapponendo, poi, i risultati della zonazione alla mappa delle aziende agricole sparse sul territorio, hanno notato come la sapienza antica abbia portato, nel tempo, gli agricoltori della provincia di Teramo a collocare i vigneti proprio nelle aree più favorevoli A Milano, presso la sede della Camera di Commercio Svizzera (via Palestro, 2), il Consorzio di Tutela del Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane, in collaborazione con l’Università di Teramo, la Camera di Commercio di Teramo e la Fondazione Tercas e con il patrocinio della Provincia di Teramo, ha presentato i risultati di questa ricerca alla stampa nazionale. «Il nostro obiettivo», ha dichiarato il presidente del Consorzio Alessandro Nicodemi, «è quello di creare nella testa delle persone uno spazio per l’Abruzzo. In questo spazio un posto di rilievo è destinato alle nostre Colline Teramane, con i suoi vini d’eccellenza e le sue ricchezze gastronomiche e storico-artistiche. Per questo abbiamo fortemente cercato la sinergia con chi muove nella stessa direzione». Della stessa opinione il prof. Mario Nuzzo presidente della Fondazione Tercas, che ha ribadito il continuo impegno della Cassa di Risparmio nella valorizzazione del territorio. «Sarà l’occasione per far parlare le Colline Teramane attraverso le sue eccellenze», ha aggiunto Giustino Di Carlantonio, presidente della Camera di Commercio, che ha promosso recentemente un progetto di riscoperta di alcuni prodotti della gastronomia teramana di altissima qualità. «Obiettivo dell’Università», ha aggiunto, infine, il prof. Michele Pisante, «è quello di fornire a chi opera sul nostro territorio strumenti adeguati per sostenere le sfide attuali. Sfide che potranno essere vinte solo puntando all’eccellenza nella qualità e prestando ascolto alle esigenze della modernità.» Obiettivo dichiarato da tutti è quello di portare i professionisti della comunicazione e opinion maker nel territorio, attraverso press tour finalizzati alla conoscenza del territorio delle Colline Teramane, senza dimenticare la montagna. Accanto ai vini con la fascetta rosa, saranno messe in degustazione altre ricchezze gastronomiche, dai formaggi e salumi della montagna, al miele e l’olio delle colline, passando per la ventricina, la cioccolata, i dolci tradizionali  
   
   
CARPENE´, 150 ANNI E “MILLE” MOTIVI DI ORGOGLIO ITALIANO  
 
Tra i garibaldini partiti da Quarto per unire l´Italia, anche Antonio Carpené, che ha vissuto da protagonista l´evento storico più importante del nostro paese Etile Carpenè, quarta generazione della storica casa spumantistica, racconterà in un talk show a Montalcino la storia del Prosecco e le imprese epiche del capostipite, in anteprima anche la puntata speciale de “La storia siamo noi” dedicata ai 150 dell´Unità d´Italia del vino Centocinquant´anni di Italia unita sotto il segno di Antonio Carpenè. Colui che nel 1868 sarebbe diventato il fondatore della più antica azienda spumantistica di Conegliano è tra i protagonisti che nel lontano 1860-61 ha lottato con indomito spirito di combattente per unire il paese sotto un´unica bandiera a fianco dell´Eroe dei Due Mondi, Giuseppe Garibaldi e gli oltre mille compagni di viaggio che con lui partirono da Quarto il 5 maggio 1860. “Uomo dotato di gagliardi sentimenti, fiero carattere, forte ed alto intelletto, generosa e gentile bontà” sono le parole che nel 1902 vengono riportate nel discorso di commiato dell´allora sindaco di Conegliano per rendere l´estremo saluto al grande personaggio che aveva contribuito a far conoscere la città e la sua storica vocazione enologica anche al di fuori dei confini territoriali, grazie alle sue inesauribili conoscenze in fatto di enologia e spumantistica. Cittadino esemplare, per Conegliano e per l´Italia intera che grazie anche a lui si avviava a unirsi sotto un unico simbolo, quel tricolore che ancora oggi ci accomuna. Antonio Carpenè tra gli uomini simbolo della storia d´Italia dunque, così come la sua azienda Carpené Malvolti, che dal 1868 rappresenta nel mondo un simbolo della spumantistica di alta qualita´. Di questo, della storia del vino italiano e di quanto la figura di Antonio Carpenè sia stata importante nell´evoluzione del Prosecco degli ultimi due secoli, parlerà Etile Carpenè - quarta generazione dell´azienda – nel talk show condotto da Daniele Cernilli, organizzato al Teatro degli Astrusi di Montalcino per venerdì 18 febbraio dalle 10 alle 13, su iniziativa del Consorzio di Tutela del Brunello di Montalcino in occasione della manifestazione “Benvenuto Brunello”, al quale interverranno anche altri nomi illustri dell´enologia italiana come Gancia, Ricasoli e altri storici produttori di Brunello di Montalcino. “Nel tempo sono inevitabilmente cambiati non solo i consumi, ma anche i costumi di chi beve Prosecco – commenta Etile Carpenè, Presidente della storica casa spumantistica di Conegliano – e si è assistito col passare degli anni a una piccola rivoluzione. Anzitutto si sono evolute le tecniche di spumantizzazione, anche in funzione di quello che vuole essere il risultato finale ovvero un prodotto di eccellenza come lo stesso Prosecco che oggi si produce essenzialmente con il metodo Charmat, il quale prevede la presa di spuma in autoclave anziché in bottiglia. E´ cambiato anche l´approccio al vino spumante – continua Etile Carpenè – da semplice prodotto per festeggiare occasioni speciali a vino della socialità, grazie all´introduzione del rito dell´happy hour e della diffusione della mentalità di sorseggiare Prosecco non solo in orari definiti nell´arco della giornata ma a tutte le ore e a tutto pasto. Una evoluzione, infine, si è registrata anche nella scelta del bicchiere per degustarlo al meglio: se prima si tendeva a utilizzare la coppa per tutti gli spumanti, oggi la si usa solo per i vini aromatici e si valutano molto più attentamente le proprietà organolettiche del Prosecco, che necessita di un bicchiere più allungato e più stretto come la flûte per conservare meglio aromi e perlage”. Le bollicine di Carpenè Malvolti saranno praticamente le “guest stars” dell´intera giornata, dal talk show che anticipa l´apertura ufficiale delle degustazioni di Brunello, in programma nel pomeriggio, fino alla proiezione alle ore 19 in anteprima assoluta, ancora al Teatro degli Astrusi, di una puntata della trasmissione Rai “La storia siamo noi” condotta da Giovanni Minoli, in cui Carpenè Malvolti racconterà la storia del Prosecco con la voce del Presidente della storica azienda spumantistica, Etile Carpenè  
   
   
4 STELLE PER IL NOBILE MONTEPULCIANO 2010 FIRMATO DALLE GIOVANI LEVE IL 2010 FA SEGNARE IL “SOLD OUT” NELLE CANTINE DEL NOBILE DOVE L’AVVICENDAMENTO GENERAZIONALE È IN MOVIMENTO: GIOVANI E “AUTOCTONE” SONO LE CANTINE DI MONTEPULCIANO SECONDO UN’INDAGINE PRESENTATA DURANTE L’ANTEPRIMA  
 
. Carletti (Presidente Consorzio): «Un Nobile “classico” che parte dal territorio» Le stelle. 2010: un’annata d’eccellenza per Montepulciano marchiata 4 stelle (il massimo è rappresento da 5). Con questo il giudizio la commissione tecnica incaricata di valutare i campioni prelevati dalle botti in cui il vino Nobile sta maturando ha “promosso” la più recente vendemmia. La proclamazione è avvenuta questa mattina, giovedì 17 febbraio, davanti agli oltre 150 giornalisti provenienti da tutto il mondo per conoscere le nuove annate in commercio (il Nobile 2008 e le Riserve 2007). «Ancora un giudizio significativo e importante per un vino Nobile che definirei di gusto “classico” – ha affermato il Presidente del Consorzio del Vino Nobile, Federico Carletti – rappresentativo delle massime espressioni del Sangiovese e della nostra terra, elemento che conferma lo sforzo e l’unione dei produttori nei confronti di un prodotto di qualità e fortemente identitario quale il Nobile». Profumi e consistenza, secondo il giudizio dei tecnici che hanno analizzato i campioni dell’ultima vendemmia, che con l’affinamento come previsto da disciplinare che consentono di parlare di una nuova annata importante per il Vino Nobile. Il ritorno in Fortezza. Vera novità dell’Anteprima è il ritorno in Fortezza, edificio che storicamente l’ha ospitata ma a cui, negli ultimi 3 anni, si era reso necessario preferire il cosiddetto “Palanobile” ovvero la tensostruttura installata in Piazza Grande. In appena un anno i lavori di ristrutturazione di una parte dell’edificio si sono conclusi e così è stato possibile riportare il programma nella Fortezza. I lavori sono il frutto del forte impegno congiunto di Consorzio dei produttori e Amministrazione Comunale a riprova del buon funzionamento del “Sistema Montepulciano”. Anzi il Sindaco Andrea Rossi ha preannunciato l’ormai probabile avvio di una seconda tranche di intervento che dovrebbe consentire di trasferire nello storico edificio anche gli uffici del Consorzio e l’Enoteca, facendo così della Fortezza un autentico punto di riferimento della voce più importante dell’economia del territorio. Il mercato. Il vino a Montepulciano muove una forza lavoro importante considerando che sono circa 1200 gli addetti del settore (di cui il 60% tra i 20 e 40 anni). Oltre a questi vanno considerati gli stagionali e l’indotto generato dal vino (una stima parla del 70% dell’economia mossa dal settore vitivinicolo). Il valore patrimoniale dei vigneti (1500 ettari quelli iscritti agli albi di Docg e Doc) è stimato intorno ai 200 milioni di euro mentre il valore della produzione (circa 70mila ettolitri tra Nobile e Rosso per anno) si aggira sui 60milioni di euro all’anno. Delle 70 aziende associate al Consorzio il 56% fattura tra 500mila e 1milione di euro. Il mercato del Vino Nobile di Montepulciano ha visto un 2010 positivo: a partire da un dato su tutti che riguarda l’assenza pressoché totale di giacenze in cantina di Nobile e Rosso. Non solo un vero e proprio “sold out”, ma anche un incremento dell’immissione nel mercato di bottiglie rispetto al 2009 (circa 200mila tra Nobile e Rosso), con oltre 8 milioni di bottiglie per il Nobile e 2,7 milioni per il Rosso. Per quanto riguarda il mercato del Vino Nobile si conferma la tendenza all’esportazione con il 59% di prodotto mentre il restante 41% è stato destinato al mercato nazionale con in testa Toscana (circa il 60 per cento) e Nord Italia (il 17%), ma significativo è anche il dato della vendita diretta in azienda (11%). L’export del Nobile si è rivolto come al solito soprattutto verso mercati storici come la Germania (37 per cento) e la Svizzera (19%) seguiti dal Regno Unito (11 per cento). Si sono riconfermati in forte crescita anche i mercati Usa (14%) e quello asiatico (oltre l’8%). Il ricambio generazionale in cantina. Se da un lato, come dicono recenti indagini, il vino di qualità è oggi sempre più apprezzato dai giovani (circa 9 milioni di italiani, collocati tra i 30 e i 40 anni di età, starebbero sempre di più indirizzandosi ad un consumo consapevole del vino), dall’altro sono sempre di più i giovani che lo producono. Il Consorzio del Vino Nobile ha incaricato una società di ricerca, la Rce Consulting, di capire in che misura, a Montepulciano, si stia verificando il ricambio generazionale nelle aziende vitivinicole. In sintesi, da questo studio risulta che oltre il 50% delle imprese intervistate (un campione che ha riguardato circa la metà delle aziende vitivinicole poliziane) ha ad oggi superato con successo la seconda generazione. Il 70% delle aziende ha già affrontato l’argomento ricambio e l’87% di queste pensa all’avvicendamento familiare. E’ il caso di dire “tradizione e innovazione” visto che il 63% delle imprese associate al Consorzio vanta una storia ultratrentennale e il 31% tra i 10 e i 30 anni di attività. Il 50% di queste aziende occupa la famiglia o parte di essa e il 67% ha dichiarato di riunirsi periodicamente per parlare del futuro dell’azienda. Anche chi non ha la possibilità di avvicendare a giovani l’azienda ritiene (il 70%) che pur affidandola a un manager esterno non vorrebbe perdere la titolarità di questa. Il successo della manifestazione. Anche per quest’anno l’Anteprima si riconferma l’evento di maggior respiro organizzato dal Consorzio del Vino Nobile sul territorio di produzione. Tante le iniziative che hanno fatto da sfondo a questa edizione. Tra queste la presentazione in anteprima della mostra “Il Grifo. Il fumetto è arte” che, per la prima volta, apre le porte del ricchissimo archivio della rivista “Il Grifo”, pubblicata a Montepulciano dal 1991 al 1995 dagli Editori del Grifo e diretta da Vincenzo Mollica. In rassegna, tra l’altro, le tavole che portano firme di straordinario prestigio come quelle di Federico Fellini, Guido Crepax, Milo Manara e Hugo Pratt. Una mostra della pittrice toscana Elisabetta Rogai: numerose opere dipinte per la prima volta dalla pittrice su tela utilizzando vino al posto dei colori tradizionali. A fare da sfondo alle degustazioni anche immagini della vendemmia a Montepulciano tratte dalle fotografie scattate dai partecipanti al concorso “Nettare Divino” promosso dal Consorzio del Vino Nobile con la collaborazione del Photoclub Poliziano e della Strada del Vino Nobile di Montepulciano  
   
   
CAPITALI RUSSI E GRANDE ATTORE FRANCESE PER PROMUOVERE BARBARESCO NEL MONDO  
 
Il 10 febbraio a San Pietroburgo, in Russia, è stato inaugurato “Barbaresco”, un nuovo ristorante di cucina di qualità con vini e prodotti delle Langhe e delle regioni italiane. Testimonial d’eccezione Gerard Depardieu. Presenti l’assessore regionale al Turismo del Piemonte, Alberto Cirio, e il sindaco di Barbaresco, Alberto Bianco. Un piccolo paese, un grande vino, un nuovo ristorante. E’ Barbaresco, un comune di appena 600 abitanti nel cuore delle Langhe che dà il nome a uno dei principali rossi del Piemonte. Ma dal 10 febbraio “Barbaresco” è anche un ristorante di cucina piemontese e italiana di qualità nel centro di San Pietroburgo, in Russia. Il nuovo locale propone specialità regionali della cucina tradizionale o rivisitata, sotto la mano esperta dello chef Carmelo Carnevale, 35 anni, di cui 10 a Londra dove ha lavorato all’Harris Bar. L’inaugurazione del ristorante Barbaresco ha avuto un testimonial d’eccezione, l’attore francese e produttore di vino Gerard Depardieu, grande amante dell’Italia e adesso promotore delle specialità agroalimentari ed enoturistiche del nostro Paese nel mondo. Insieme a Depardieu un gruppo di produttori di Barbaresco, accompagnati dall’assessore regionale al Turismo, Alberto Cirio; dal sindaco del comune di Barbaresco, Alberto Bianco; dal direttore dell’Ente del turismo Alba Bra Langhe e Roero, Mauro Carbone; e da Pietro Giovannini, vice presidente dell’Enoteca Regionale del Barbaresco. All’inaugurazione del locale erano presenti anche i produttori Alberto di Gresy, proprietario della cantina Martinenga; Roberto Minuto di Cascina Luisin e Italo Stupino dell’azienda Castello di Neive. Il ristorante Barbaresco è stato aperto da un gruppo di investitori russi della Global Point, con interessi nel marketing, nella comunicazione e nel “fuoricasa”, già titolare di altri importanti locali a San Pietroburgo e Mosca. L’idea di un ristorante di cucina italiana di qualità dedicato al piccolo Comune del Piemonte è maturata dopo una serie di visite nelle Langhe, alla scoperta del territorio e delle sue eccellenze enogastronomiche. La cucina propone specialità tipiche del Piemonte, vini di Barbaresco, della regione e di altre importanti aree vinicole italiane. Il concept del ristorante ripropone negli arredi l’atmosfera di un accogliente locale dall’ambiente rustico ma elegante, in legno scuro, con tante foto di Barbaresco e delle sue colline e alcuni cartelli e insegne stradali che indicano la direzione del paese. “Un gruppo di investitori russi apre un ristorante di alta cucina italiana e un testimonial francese conosciuto in tutto il mondo, l’attore e vitivinicoltore Gerard Depardieu, viene a promuoverlo: questa è una chiara testimonianza del primato dell’enogastronomia piemontese e italiana nel mondo”, ha commentato l’assessore regionale al Turismo del Piemonte, Alberto Cirio. “Per il comune di Barbaresco e per le nostre cantine è un grande motivo di orgoglio sapere che in un mercato importante e in crescita come la Russia c’è adesso un ristorante che promuove le bellezze paesaggistiche e la qualità dei prodotti del territorio – ha aggiunto il sindaco Alberto Bianco -. Non per forza un ristorante deve avere il nome di Roma o Venezia, ma anche quello di un piccolo paese dell’Italia rurale, come il nostro, che rappresenta una comunità di 600 persone su una collina delle Langhe, nel cuore del Piemonte”. La serata d´inaugurazione del ristorante è stata supportata dall´Enoteca Regionale del Barbaresco, l´ente incaricato della promozione e della divulgazione del Barbaresco Docg in Italia e nel mondo. Erano presenti in degustazione libera i vini di 11 cantine del territorio  
   
   
ORO E ARGENTO PER LE BOLLICINE BARONE PIZZINI SCELTI FRA 555 FINALISTI AL CONCORSO INTERNAZIONALE DEL VINO BIOLOGICO DEL BIOFACH 2011 DI NORIMBERGA  
 
Due riconoscimenti internazionali di grande prestigio per il vino italiano: Barone Pizzini, nel giorno di apertura del Biofach 2011, il più importante salone mondiale dedicato ai prodotti a certificazione biologica, si è aggiudicata la medaglia d´oro e d´argento rispettivamente con il Satèn Franciacorta Docg e il Brut Franciacorta Docg, al Concorso Internazionale del vino biologico Mundusvini Biofach. Due premi che acquistano un valore ancora maggiore se si considera la crescente importanza dell´intero comparto biologico a livello mondiale, che vede l´Italia tra i protagonisti del trend. Secondo la ricerca commissionata da Federbio a Ismea/nielsen relativa ai dati di vendita di prodotti biologici certificati, infatti, è stato registrato un incremento della spesa domestica in prodotti biologici nei primi dieci mesi dell´anno del 12,1% sul pari periodo del 2009, rafforzando il trend positivo degli ultimi due anni (+ 6,9% nel 2009, +5,2% nel 2008). “Il segnale proveniente dal mercato- afferma Silvano Brescianini, direttore generale di Barone Pizzini - indica la crescente attenzione da parte dei consumatori alla qualità dei prodotti certificati. Da parte nostra abbiamo scelto di investire sulla viticoltura biologica dalla fine degli anni ´90 con l´obiettivo di garantire qualità e tipicità dei nostri vini. I premi riconosciuti da diversi anni alle nostre bollicine sono, quindi, un valore aggiunto che ci motiva a continuare a seguire con impegno e rigore la nostra filosofia produttiva, salvaguardando e valorizzando la ricchezza del terroir.” La ventiduesima edizione del Biofach, in programma a Norimberga dal 16 al 19 febbraio, ha aperto i battenti con numeri di grande spessore: 2.522 espositori internazionali per un totale di oltre 40.000 visitatori previsti. Con il patrocinio dell´Ifoam (Federazione Mondiale dei movimenti dell´agricoltura biologica), la manifestazione garantisce la massima qualità dei prodotti esposti grazie ai severi criteri validi per l´ammissione. Le 555 etichette provenienti dai migliori produttori biologici internazionali sono state valutate da una giuria composta da 42 esperti di vino di fama internazionale, appartenenti al mondo dell´enologia e della viticoltura, al pari di sommelier e giornalisti del settore. Le degustazioni sono state eseguite seguendo scrupolosamente il regolamento dell´Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (Oiv), nonché le direttive delle associazioni enologiche nazionali e internazionali