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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 04 Aprile 2013
CAMBIAMENTI CLIMATICI: LA COMMISSIONE EUROPEA AVVIA UNA SECONDA CHIAMATA DEL PROGRAMMA DI INVESTIMENTI PER INNOVATIVE TECNOLOGIE A BASSE EMISSIONI  
 
Bruxelles, 4 aprile 2013 - La Commissione europea lancia ieri il secondo invito a presentare proposte nell´ambito del programma Ner300. Questo programma di finanziamento importante promuove la dimostrazione commerciale di cattura sicura per l´ambiente e lo stoccaggio geologico del carbonio (Ccs) e innovative per le energie rinnovabili (Res) tecnologie. Si tratta di uno strumento fondamentale per combattere il cambiamento climatico e stimolare la crescita verde e posti di lavoro nel settore dell´energia. Azione per il clima Commissario Connie Hedegaard ha dichiarato: ´Con il lancio di oggi, l´Ue continua il suo forte sostegno per le imprese europee che si stanno sviluppando le tecnologie necessarie per affrontare il cambiamento climatico. La risposta schiacciante al primo bando ha dimostrato che le imprese dell´Unione europea hanno il know-how e l´ambizione di guidare il basso tenore di carbonio di transizione. Questo secondo turno offre a tutti i Ccs e di tecnologie innovative energie rinnovabili una nuova possibilità di richiedere un finanziamento, compresi quelli che non sono stati assegnati finanziamenti nel turno precedente. Speriamo di avere una vasta gamma di progetti operativi entro il 2018 basse emissioni di carbonio. ´ Gli Stati membri dispongono di tre mesi per raccogliere le proposte di finanziamento da società interessate, e li trasmette alla Banca europea per gli investimenti.  
   
   
FOTOVOLTAICO, DAZI SUI PANNELLI DALLA CINA: NO ALL’INCERTEZZA NORMATIVA E NO ALLA RETROATTIVITÀ  
 
Milano 4 aprile 2013 – L’industria italiana del fotovoltaico rappresentata da Gifi, Assosolare e Aper, da sempre è a favore del libero mercato e delle regole che garantiscono la concorrenza leale tra i diversi Paesi produttori di tecnologie, nel pieno rispetto delle norme sul commercio internazionale. Il Regolamento Ue n. 182/2013 mira a tale obbiettivo ed ha l’intenzione condivisibile di proteggere la produzione europea. Tuttavia i dazi - proprio ora che gli incentivi si stanno esaurendo - allontanerebbero il settore da quella grid parity che per la maggior parte degli operatori appare ormai a portata di mano. Preoccupano, inoltre, i tempi e i modi di applicazione: la Commissione potrebbe infatti decidere a giugno di riscuotere tali dazi dagli importatori in maniera retroattiva sui pannelli registrati da inizio marzo. Inoltre, il loro ammontare definitivo, se saranno ritenuti necessari, sarà fissato solo alla conclusione dell’indagine prevista per dicembre. Riteniamo quindi che qualsiasi decisione debba avere effetto solamente a partire da quella data. Tali incertezze applicative hanno già avuto come effetto quello di bloccare i finanziamenti di molti progetti con conseguenze molto pesanti per gli operatori. Infatti tale provvedimento ha già messo in difficoltà numerosi imprenditori, che si trovano quotidianamente a combattere contro continue modifiche normative e regolatorie, in un settore già in grossa difficoltà. Non va dimenticato poi come la filiera del fotovoltaico sia rappresentata da tanti anelli: dai produttori di energia agli installatori, dai fornitori di altre componenti agli studi di progettazione. Con l’incertezza attualmente introdotta, il mercato europeo del fotovoltaico potrebbe altresì subire una contrazione dell’occupazione, stimata in oltre 200 mila addetti, e una perdita del valore aggiunto lungo la catena del valore del Fv e del relativo indotto nell´economia della Ue. L’intenzione di proteggere la produzione europea mette in difficoltà molti imprenditori nazionali del fotovoltaico e, alla fine dell’indagine, il risultato potrà generare alla molteplicità delle aziende danni che risultano ben superiori ai benefici acquisiti da una parte minoritaria di esse.  
   
   
DIRITTO CASA ANZIANI: SPESO SOLTANTO IL VENTI PER CENTO DELLE RISORSE. UMBRIA: OCCORRE RIPENSARE FORME E MODALITÀ DEGLI INTERVENTI  
 
Perugia, 4 aprile 2013 - “Per i prossimi anni ci sarà bisogno di ripensare, nelle forme e nelle modalità, gli interventi per garantire il diritto alla casa degli anziani autosufficienti”, ha affermato l’assessore regionale alle politiche abitative, Stefano Vinti, presentando il rapporto delle attività svolte dalla regione dell’Umbria dal 2006 al 2010. “Ciò, secondo l’assessore, da una parte a causa dell’azzeramento dei trasferimenti delle risorse nazionali per gli interventi di Edilizia Residenziale pubblica e dall’altra per le difficoltà registrate nella spesa dei fondi a disposizione per l’adeguamento dell’abitazione ove risiedono e di cui sono proprietari, comproprietari o usufruttuari, al fine di abbattere le barriere architettoniche, migliorare le condizioni di sicurezza degli impianti e degli ambienti domestici, nonché ristrutturare internamente gli alloggi per consentire la presenza stabile di persone o famiglie che assistono l’anziano”. La legge regionale n. 23/2003, all’art.11, prevede infatti la possibilità di concedere contributi a favore di “anziani ultrasessantacinquenni autosufficienti” per l’adeguamento dell’abitazione, ma soltanto il 20 per cento dei fondi destinati sono stati poi effettivamente utilizzati per questi scopi tanto che la Regione, già nel 2008, decise di indirizzare una parte delle risorse disponibili per la costruzione di nuovi alloggi da destinare alla locazione a canone concordato sempre a favore degli anziani. “In sostanza però, ha sottolineato l’assessore, dei 5 milioni e mezzo di euro disponibili, poco più di un milione e centomila euro sono stati utilizzati dai singoli privati ed un altro milione e mezzo è stato destinato alla realizzazione di nuovi alloggi. Lo scarso utilizzo in primo luogo è stato causato dalla carenza di domanda in sede di assegnazione e successivamente dalla mancata esecuzione dell’intervento da parte del “privato anziano” assegnatario del finanziamento. Emerge insomma, in modo palese, lo scarso interesse da parte dei “cittadini” per questa categoria d’intervento che può essere imputato alla scarsa “appetibilità” dell’offerta, per i vincoli successivamente imposti, ma anche alla mancanza di risorse private ed alla difficoltà di accedere al credito presso le banche per il cofinanziamento visto che il contributo regionale copre al massimo il 50% della spesa effettivamente sostenuta”. “I risultati conseguiti per tale categoria d’intervento, ha continuato l’assessore Vinti, non hanno raggiunto quelli sperati in sede di programmazione ed è per questo motivo che, in sede di elaborazione del Piano triennale 2008/10, stante la persistente e diffusa esigenza di soluzioni abitative per anziani autosufficienti, la Regione ha ritenuto opportuno intervenire con la realizzazione di apposite strutture da destinare agli anziani in locazione permanente, piuttosto che incentivare, visti i risultati del passato, l’iniziativa privata con il recupero di alloggi in proprietà. Nell’ambito del Piano 2008/2009 sono stati finanziati due interventi per la realizzazione di alloggi da destinare alla locazione a canone concordato a favore di “anziani autosufficienti”, realizzati a Perugina ed a Forgiano, ed il recupero della struttura per anziani autosufficienti (circa 20 mini alloggi) ad Orvieto. Queste strutture, che sono in corso di realizzazione, non sono di tipo tradizionale, ma prevedono, oltre all’alloggio, anche spazi comuni di aggregazione che possano in qualche modo favorire la “socializzazione/integrazione” non solo tra i residenti della struttura ma anche con “il mondo esterno”. E’ chiaro insomma, a giudizio dell’assessore, che la Regione Umbria nell’ambito della sua programmazione non è rimasta indifferente alla problematica alloggiativa degli “anziani autosufficienti” investendo significative risorse, pari a circa € 2.685.000,00, che hanno consentito di costruire o recuperare 160 alloggi che sono, in gran parte, già a disposizione degli “anziani autosufficienti” over 65. Ma, con altrettanta chiarezza, occorre ora ribadire che l’azzeramento dei trasferimenti alle regioni delle risorse, per gli interventi di Edilizia Residenziale pubblica, da parte del governo nazionale, mette in seria discussione il proseguimento di questi interventi, almeno nelle forme e con le modalità del precedente ciclo di programmazione. Quello che è certo, ha concluso Vinti, è che la Giunta Regionale non si rassegna al declino del settore e metterà in campo tutte le risorse per soddisfare il diritto alla casa degli anziani autosufficienti”.  
   
   
PIANO CASA IN VENETO: HA MIGLIORATO LA QUALITA’ EDILIZIA  
 
Venezia, 4 aprile 2013 - “I dati attestano il ‘successo’ sin qui conseguito su scala regionale dal Piano Casa del Veneto”. A farlo rilevare è il vicepresidente e assessore regionale al territorio Marino Zorzato nella presentazione contenuta in un opuscolo informativo, curato dagli uffici della Direzione Urbanistica della Regione. Si tratta di uno strumento sintetico che, sottoforma di newsletter, intende aggiornare sull’applicazione del Piano Casa e dare risposte alle domande più frequenti. “Gli scenari macroeconomici non sono certo incoraggianti – sottolinea Zorzato - e i tempi per una ripartenza dell’economia, non saranno rapidi. E’ d’obbligo quindi chiedersi cosa fare: stabilizzare definitivamente il Piano Casa, semplificare ulteriormente le procedure limando i costi e i tempi di attesa per cittadini e imprese, attuare una serie di misure volte a mettere in comunicazione le principali categorie produttive, attraverso interventi che possano rendersi attrattivi con benefiche ricadute in termini occupazionali e di investimenti. E’ inoltre necessario ripensare l’urbanistica del Veneto per il prossimo futuro puntando a rigenerazione urbana, edilizia sostenibile, riqualificazione energetica degli immobili in un’ottica di sviluppo sostenibile per la città”. “Su tali prospettive e in questo scenario – conclude Zorzato - il Piano Casa del Veneto, ha dato valide risposte. In un mercato edilizio saturo, con un grande stock di immobili invenduti, che stanno progressivamente perdendo valore, la legge regionale ha fornito gli strumenti legislativi che, incentivando e premiando la riqualificazione energetica degli edifici e il ricorso a fonti di energie rinnovabili, ha portato ad un miglioramento della qualità edilizia ed architettonica degli edifici, primo tassello per un più generale miglioramento della qualità della vita”. L’opuscolo è consultabile sul sito della Regione nella sezione Ambiente e Territorio.  
   
   
PMI: DA MISE 41 MLN PER SUPPORTARE VALORIZZAZIONE BREVETTI AL VIA LINEA CAPITALE DI RISCHIO DEL FONDO NAZIONALE PER INNOVAZIONE  
 
Roma, 4 aprile 2013 - Diventa operativa la linea “capitale di rischio” del Fondo Nazionale per l’Innovazione (Fni), strumento creato dal ministero dello Sviluppo economico per agevolare il finanziamento di progetti innovativi basati sulla valorizzazione industriale dei titoli di proprietà industriale (brevetti, disegni e modelli). Per investire nel capitale di Pmi che realizzano programmi di investimento finalizzati alla valorizzazione economica dei brevetti è stato costituito un apposito fondo mobiliare chiuso, Ipgest, di 40,9 milioni di euro (di cui 20 pubblici). La tranche di investimento per ciascuna Pmi può arrivare fino a 1,5 milioni di euro nell’arco di dodici mesi. Con questa linea, che si affianca a quella dei finanziamenti agevolati, si completa l’offerta del ministero dello Sviluppo economico per agevolare l’accesso al capitale di credito da parte delle Pmi italiane che intendono valorizzare il proprio patrimonio immateriale.  
   
   
SALERNO - “IOOCCUPO”, CONTRIBUTI A IMPRESE CHE OSPITANO TIROCINI  
 
Salerno, 4 aprile 2013 - Intertrade, in collaborazione con la Provincia di Salerno (soggetto capofila) e i partner Fondazione Carisal di Salerno e Istituto “A. Genovesi” di Nocera Inferiore, invita ad aderire all’iniziativa “Iooccupo” finalizzata alla formazione on the job e alla messa in rete con il mondo imprenditoriale di 40 cittadini immigrati, provenienti da Paesi Terzi, che risiedono e lavorano regolarmente in Campania, soprattutto nella zona dell’Agro-nocerino-sarnese. L’avviso è rivolto a 20 imprese attive e operanti nei settori edilizia e trasformazione di prodotti agro-alimentari, disposte ad ospitare in tirocinio formativo, a titolo gratuito e per un periodo massimo di 40 giorni, uno o più un tirocinanti stranieri con le caratteristiche sopra descritte. Il tirocinio formativo non comporta obbligo di assunzione e alle imprese ospitanti sarà riconosciuto un rimborso omnicomprensivo di 1.000,00 euro. Le imprese interessate devono trasmettere al numero di fax 0892786811 il coupon di manifestazione di interesse, entro il 19 aprile 2013.  
   
   
11ª CONFERENZA INTERNAZIONALE SUGLI EFFETTI DI SUPERFICIE E LA MECCANICA DEL CONTATTO  
 
Siena, 4 aprile 2013 - Dal 5 al 7 giugno 2013 si svolgerà a Siena, in Italia, l´11ª conferenza internazionale sugli effetti di superficie e la meccanica del contatto (Contact and Surface 2013). Gli ingegneri di meccanica del contatto si occupano dello stress e delle deformazioni che si possono verificare quando le superfici di due corpi solidi sono messe a contatto. I problemi del contatto sono in generale molto complicati da modellare in modo numerico e teorico poiché la superficie è solitamente la parte più importante di qualsiasi componente ingegneristico. I componenti strutturali si rompono a causa di usura, corrosione, fatica ad alto numero di cicli, ecc. Essi subiscono e scaturiscono dalle condizioni di superficie. Di conseguenza, è necessario un approccio adeguato per modificare gli strati superficiali del metallo in contatto, al fine di fornire prestazioni migliori. Tuttavia, in molti casi è la combinazione di più effetti, ad esempio di usura e corrosione, a causare il danno. Questo rende il campo dell´ingegneria delle superfici ancora più complesso e impegnativo. La conferenza rappresenterà un forum per scienziati e ingegneri per scambiarsi nuove idee riguardanti i concetti fondamentali e applicati dell´ingegneria delle superfici e del contatto. L´attenzione sarà concentrata sull´interazione tra fisica applicata, scienza dei materiali e metodi computazionali. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Wessex.ac.uk/13-conferences/contact-and-surface-2013.html  
   
   
SISMA/EMILIA: SUL DOCUMENTO DEL ´TAVOLO DI CRISI MODENESE´  
 
Bologna, 4 aprile 2013 – «Prendo atto che anche il sistema economico-sociale modenese ha fatto proprie e rilanciato le principali istanze sulla ricostruzione che la settimana scorsa sono state condivise dal ‘Tavolo regionale per la crescita intelligente sostenibile ed inclusiva’. La ricostruzione poggia su tre principi, che sono la condizione per ricostruire bene e in tempi ragionevoli: legalità, trasparenza ed equità. A questi principi dobbiamo tutti attenerci, lavorando insieme a facendo intanto ciascuno la propria parte». Lo ha sottolineato l´assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli commentando quanto emerso durante la presentazione di un documento del ´Tavolo di crisi modenese´ che raccoglie le associazioni di categoria Cna, Lapam, Confartigianato, Fam, Confcommercio, Confesercenti, Apmi, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri e l´Alleanza coop italiane. Cinque sono le questioni principali, che la Regione con ha già sottoposto al Governo e per le quali chiede decisioni tempestive. «La prima – ha aggiunto Muzzarelli - è la richiesta della proroga dello stato di emergenza almeno sino a fine anno. La seconda è ottenere dal Governo l’applicazione delle leggi già approvate: il credito d’imposta per gli investimenti e le assunzioni, e gli ammortizzatori sociali anche per i lavoratori autonomi. E poi far respirare il sistema, evitando che il credit crunch strozzi le imprese e spenga sul nascere la ricostruzione. Occorre garantire liquidità alle imprese colpite dal sisma con il prestito senza interessi per il pagamento di tributi, contributi e premi attraverso la Cassa Depositi e Prestiti. Gli studi di settore per il 2012 vanno sospesi. Infine, dopo aver consentito lo spostamento a settembre dell’approvazione dei bilanci delle società di capitali, deve seguire una norma per spalmare le perdite 2012 su 5 annualità». Infine, l’assessore Muzzarelli ha poi affrontato il tema della burocrazia: «Sulle procedure per i contributi siamo già intervenuti con cambiamenti importanti e condivisi con le imprese, i professionisti e gli enti locali. Naturalmente c’è sempre spazio per migliorare, ma ora sarebbe bene concentrarsi anche sul lavoro di presentazione delle domande. Un impegno che vale per tutti: i nostri uffici, i professionisti e naturalmente anche le associazioni che assistono le imprese. Per quanto ci riguarda, la Regione è già da settimane sul territorio per incontrare tutti coloro che hanno dei problemi e per risolverli sul campo».  
   
   
PAVIA - PRESENTAZIONE PROGETTO START 2013  
 
Pavia, 4 aprile 2013 - Venerdì 5 aprile presso la sala consigliare della Camera di Commercio sarà presentato il progetto Start 2013. A partire dalle ore 9.15 e fino alle 11.15 verrà illustrata la parte del bando per l´imprenditoria giovanile che mette a disposizione servizi gratuiti di formazione, assistenza per giovani, persone disoccupate, in cassa integrazione, in mobilità, residenti o domiciliate in Lombardia, che intendono avviare una nuova impresa o diventare lavoratore autonomo. A partire dalle 11.30 e fino 13.00 verrà invece presentata alle imprese la seconda misura del bando che supporta le piccole e medie imprese lombarde operanti nei settori tessile/design di moda, green economy o nell’ambito della digitalizzazione o in qualunque settore purché siano iscritte al Registro delle Imprese da meno di 4 anni, per occupare o stabilizzare giovani under 35 con azioni di aiuto economico (voucher) e azioni di formazione per nuovi occupati. Iscrizione obbligatoria on line sul sito http://www.start.lombardia.it/   Il prossimo incontro di presentazione si terrà il 16 aprile. Info: Punto Nuova Impresa 0382393271 - 393235 - e-mailpaviasviluppo@pv.Camcom.it  
   
   
REGIONE LOMBARDIA: 5 M€. PER I PROGETTI DI WELFARE AZIENDALE A DISPOSIZIONE DELLE IMPRESE CONSULENZA STRATEGICA E IL PORTALE MYWELFARE.  
 
Milano, 4 Aprile 2013 I programmi di Welfare Aziendale sono sempre più all’ordine del giorno nelle Imprese più responsabili e family friendly. Anche le Amministrazioni pubbliche più virtuose partecipano alla diffusione e allo sviluppo delle buone pratiche dedicate alla conciliazione vita-lavoro ed al people care attraverso finanziamenti e bandi che intendono premiare i progetti più all’avanguardia. Tra questi assume rilievo il Bando della Regione Lombardia (aperto sino al 30 settembre 2013) che mette sul tavolo 5 M€ dedicati alle “Misure a sostegno del welfare aziendale ed interaziendale e della conciliazione famiglia-lavoro”. Welfare Company, prima ed unica Azienda a capitale interamente italiano, specializzata nell’allestimento di servizi a supporto dei programmi di Welfare Aziendale, affianca le Aziende che intendono partecipare al Bando promosso da Regione Lombardia con una serie di strumenti innovativi, anche web-based, in grado di allineare i progetti alle più innovative ed efficaci formule gestionali per il Welfare Aziendale (Welfare 2.0). Tra gli obiettivi che i Progetti potranno perseguire segnaliamo: conciliazione famiglia-lavoro (esigenze di cura ed istruzione dei figli e/o di accudimento di familiari disabili e/o non autosufficienti); supporto economico ai Lavoratori (anche tramite convenzioni per l’acquisto di beni/servizi e il sostegno della “quarta settimana”); flessibilità aziendale (orari/permessi/flessibilità contrattuale); benessere del lavoratore e della sua famiglia (servizi di consiergerie e time saving); iniziative per agevolare il rientro dei Dipendenti dalla maternità o dopo lunghi periodi di assenza per malattia. Http://www.welfarecompany.it/  
   
   
VARESE - LET´S GO!, PER SVILUPPARE OPPORTUNITÀ SUI MERCATI ESTERI  
 
Varese, 4 aprile 2013 - Al riscontro positivo dello scorso anno, fa seguito una nuova edizione del progetto “Lombardy Export Trade” (Let’s Go!). Anche per il 2013 si cercano allora imprese dinamiche, con uno spirito innovativo e con la voglia di mettersi in gioco sui mercati esteri. Quelle con queste caratteristiche che vorranno candidarsi a ricevere un supporto specialistico gratuito potranno presentare domanda entro venerdì 19 aprile. Sono questi i termini di una nuova iniziativa della Camera di Commercio di Varese per favorire l’ulteriore sviluppo internazionale di un sistema economico locale che già vede una quota importante del proprio fatturato generato in terra straniera: i dati al 31 dicembre indicano che lo scorso anno le aziende locali hanno venduto prodotti e servizi per oltre 9miliardi e 917milioni di euro su un Pil totale pari a 27miliardi. Numeri significativi, che però in una situazione stagnante dei consumi interni devono essere accresciuti in misura ancora maggiore. Da qui la seconda edizione del progetto che offrirà a 25 micro, piccole e medie imprese manifatturiere della provincia l’opportunità d’avviarsi a un percorso d’internazionalizzazione di grande rilievo e interesse. La condizione, oltre alla volontà di crescere sui mercati esteri, è che non abbiamo ancora generato dalle esportazioni una quota di fatturato superiore al 5%. Anche nel corso del 2013 alle imprese partecipanti, in una prima fase, verrà garantito un check-up per metterne in luce il posizionamento rispetto alle tematiche chiave dell’export. E quindi verranno analizzate le risorse umane, ma anche quelle tecniche, produttive e finanziarie come pure le capacità di marketing. Si definiranno così le potenzialità in relazione a un percorso d’internazionalizzazione. A otto imprese, fra quelle che supereranno la prima fase, verrà poi offerto un piano di sviluppo delle azioni necessarie per operare con successo sul mercato globale: individuazione dei prodotti più idonei con la scelta dei canali d’accesso ai nuovi mercati, analisi del listino prezzi per l’estero e attività di comunicazione. Tutto questo grazie all’affiancamento, direttamente in azienda, di esperti di marketing internazionale ed export management (export temporary manager) che trasferiranno le metodologie più opportune per superare le criticità collegate all’approccio con i Paesi oltreconfine. Una vera e propria assistenza specialistica, insomma, per un periodo che andrà da giugno a ottobre di quest’anno. Per partecipare occorre compilare la scheda di adesione, disponibile sotto la voce “Progetti” nel sito http://www.varesexport.it/  gestito dalla Cdc, e trasmetterla via e-mail entro venerdì 19 aprile. Per info Servizio Internazionalizzazione: tel. 0332295313; e-mail: internazionalizzazione@va.Camcom.it  Aggiornamenti sulle iniziative del Servizio Internazionalizzazione possono essere seguiti su Twitter all’#varesexport.  
   
   
MILANO - ACCIAIO, CONVEGNO IL 5 APRILE A FIERAMILANOCITY  
 
Milano, 4 aprile 2013 - Sono 641 le imprese attive in Lombardia nel settore dell’acciaio, il 40,6% del totale nazionale (1.578 sedi di impresa). Milano è la provincia leader con 202 imprese presenti sul territorio (31,5% del totale lombardo, 12,8% del totale italiano), seguita da Brescia con 105 imprese (16,4%) e Lecco (90 imprese, 14%). Le aziende più diffuse in Lombardia risultano essere quelle adibite alla fabbricazione di tubi e relativi accessori (173 imprese, il 27% del totale del settore) seguite da quelle siderurgiche generiche (158 imprese, 24,6%) e da quelle per la trafilatura a freddo (103, 16,1%) ma è nei settori della stiratura a freddo di barre e della trafilatura a freddo che la Lombardia pesa di più sul totale nazionale del comparto (rispettivamente 70,4% e 59,2%). Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati registro imprese al quarto trimestre 2012 e 2011. E di acciaio, si parlerà venerdì 5 aprile, a Fieramilanocity nel corso del convegno “Costruzioni in acciaio – normativa e marcatura Ce dei prodotti. Cosa cambia con il nuovo regolamento Ue n.305/2011 (Cpr) e la Norma Uni En 1090 nell’evoluzione delle Ntc”, organizzato da Fondazione Promozione Acciaio in collaborazione con Innovhub Stazioni Sperimentali per l’Industria, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano.  
   
   
IMPRESE SOCIALI, IL 5 APRILE CONVEGNO A VILLA UMBRA  
 
Perugia, 4 aprile 2013 - "Imprese sociali: possibile motore della crescita per l´Umbria e per l´Unione Europea", è il titolo del convegno in programma venerdì 5 aprile, a partire dalle ore 9.30 alla Scuola umbra di amministrazione pubblica di Villa Umbra a Perugia. All´iniziativa, che rappresenterà l´occasione per avviare una discussione e un confronto sulle politiche e le iniziative europee dedicate all´impresa sociale e all´innovazione sociale, interverranno esperti e rappresentanti delle istituzioni. Ad aprire i lavori, dopo il saluto dell´amministratore unico di Villa Umbra, Alberto Naticchioni, sarà la vicepresidente della Regione Umbria, con delega al Welfare, Carla Casciari. A seguire interverranno Luca Fazzi, dell´Università di Trento, il consigliere di gabinetto del vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, Massimo Baldinato, Antonio Picciotti dell´Agenzia Umbria Ricerche, il direttore regionale, Lucio Caporizzi, il coordinatore dell´Area welfare e conoscenza della Regione Umbria, Annalisa Doria. A partire dalle 14,30 è prevista una tavola rotonda sul tema "Welfare, impresa sociale e sviluppo locale", alla quale interverranno il vicepresidente (Europa) della International Co-operative Alliance (Ica), Felice Scalvini, il professore di Economia e Gestione delle Imprese dell´Università di Perugia, Luca Ferrucci, il responsabile della cooperazione sociale Arcs - Lega Coop Umbria, Andrea Bernardoni, il presidente Federsolidarietà - Confcooperative Umbria, Carlo Di Somma, il presidente Anci Wladimiro Boccali, il vicepresidente della Camera dei deputati, Marina Sereni. L´incontro sarà moderato da Giorgio Giorgetti, ordinario di Organizzazione Aziendale all´Università di Genova.