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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 03 Dicembre 2013 |
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SPAZIO: ASSICURARE I RITORNI SULL´INVESTIMENTO PER L´ISS |
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Bruxelles, 3 dicembre 2013 - Da quando è salito a bordo il primo team di astronauti, nel 2000, la Stazione spaziale internazionale (International Space Station - Iis) è costata alla comunità internazionale oltre 7 milioni di euro. Anche se è stata generate una significativa mole di dati, assicurare il ritorno sull´investimento richiede la memorizzazione, la divulgazione e lo sfruttamento di queste nuove conoscenze. La maggior parte delle persone vede l´Iss come l´esempio più splendente e costoso della collaborazione spaziale tra la nazioni post guerra fredda. Quello che si conosce meno però è la quantità di preziosi dati scientifici che viene raccolta grazie a questa impresa comune. Oltre 400 esperimenti scientifici in campi come la biologia, la fisiologia umana, le scienze fisiche e dei materiali e le scienze della Terra e dello spazio sono stati condotti sulla Iss negli ultimi dieci anni. Iniziato a luglio 2012, il progetto Circe ha lo scopo di costruire e sviluppare un´infrastruttura elettronica internazionale in grado di sostenere e promuovere lo sfruttamento dei dati scientifici generati dalla Iss e da altre importanti missioni spaziali. La posta è alta e gli ostacoli da superare sono tanti: può essere difficile coordinare un gran numero di partner e attualmente mancano regolamenti e linee guida per la divulgazione e lo sfruttamento dei dati. Luigi Carotenuto, direttore tecnico di Circe, spiega come il progetto sta contribuendo a un piano di infrastruttura elettronica e alla definizione di linee guida per futuri programmi di ricerca. Quali sono i principali obiettivi del progetto Circe? Circe è un´azione di coordinazione promossa da Telespazio e dalle agenzie spaziali tedesca e francese (Dlr e Cnes rispettivamente). È co-finanziata dalla Commissione europea nell´ambito del 7º Pq e ha due obiettivi principali. Il primo comporta la delineazione di un piano per istituire un´infrastruttura elettronica europea in grado di assicurare la conservazione a lungo termine e lo sfruttamento dei dati scientifici prodotti a bordo dell´Iss. In secondo luogo, vogliamo promuovere la collaborazione con i partner internazionali dell´Iss per realizzare una visione comune di infrastruttura elettronica di dati. Perché era così importante dare vita a questo progetto? I dati spaziali sono un´importante risorsa scientifica. Non solo hanno bisogno di una quantità enorme di risorse - cosa che ne rende quasi impossibile la ripetizione - ma sono anche sottoposti a rigorose revisioni, il che assicura un contenuto scientifico unico. Riguardano inoltre un ampio spettro di campi scientifici, dalle scienze della vita e dei materiali alla fisica. L´uso di dati spaziali dovrebbe essere massimizzato perché contribuisce allo sviluppo di conoscenze e applicazioni che costituiscono un beneficio diretto per i cittadini. L´iss è il laboratorio più complesso e più potente per la ricerca nello spazio, ma la conservazione dei dati a lungo termine non è assicurata. La conservazione e l´accumulo dei dati costituirebbe la base per la ricerca successiva e lo sviluppo di conoscenze. Ottenerli richiede però un´infrastruttura elettronica di dati in grado di supportare la conservazione sistematica dei dati provenienti dall´Iss e da altre piattaforme spaziali e che gli utenti possano trovare, accedere e usare questi dati. Circe è la continuazione del progetto Ulisse2, che era stato promosso dai centri europei di operazioni scientifiche sull´Iss ed era co-finanziato dalla Commissione europea. Essendo la prima iniziativa di questo tipo, Ulisse ha esaminato questioni importanti della conservazione dei dati per l´Iss, identificando possibili soluzioni e strumenti. Ha anche implementato un dimostratore che fornisce i più importanti servizi per l´accesso e l´uso dei dati integrando una serie di risorse distribuite. Il dimostratore ha mostrato la fattibilità e l´utilità di un´infrastruttura elettronica per interoperare con i depositi distribuiti Iss conformemente ai relativi vincoli legali. L´esperienza di Ulisse indica anche che istituire un´infrastruttura di dati operativa richiederebbe una stretta collaborazione tra le principali parti interessate dell´Iss e Circe intende occuparsi di questa esigenza. Cosa c´è di nuovo nel modo in cui Circe si occupa della collaborazione riguardante l´Iss? Per la prima volta stiamo promuovendo una nuova visione di ricerca basata su una condivisione intensificata di dati spaziali per promuovere il loro ulteriore uso. La Commissione europea, le agenzie spaziali, le aziende e gli esperti di Tic e varie comunità scientifiche si sono riunite in questo progetto, il che è essenziale per la realizzazione di un´infrastruttura elettronica di dati anche se questo non è mai stato tentato prima. Circe assicura il costante coinvolgimento di tutte le parti necessarie e la promozione di queste iniziative coordinate. Quali difficoltà avete incontrato e come le avete superate? Una visione comune per l´utilizzo dei dati dell´Iss e i possibili vantaggi di un approccio collaborativi non è ancora consolidata. Questo si riflette, per esempio, nella diversità di politiche per la divulgazione dei dati usate da diversi partecipanti. Il progetto Circe ha raccolto i vari punti di vista sulla questione e, tramite i suoi workshop internazionali, sta stimolando la discussione con tutte le parti coinvolte nella ricerca dell´Iss, proponendo possibili soluzioni e iniziative future per la loro implementazione. Quali sono i risultati concreti della ricerca finora? Il progetto ha già ottenuto risultati tecnici e ha intrapreso importanti iniziative di coordinazione. Dal punto di vista tecnico, abbiamo esaminato le comunità di utenti e le loro esigenze in termini di utilizzo dei dati, definito i servizi che un´infrastruttura elettronica di dati dovrebbe offrire e identificato un nuovo modello di dati. In termini di iniziative di coordinazione, abbiamo preparato un position paper, che è stato firmato da tutti i centri scientifici operativi d´Europa, il quale mette in evidenza l´importanza di conservare i dati dell´Iss prima della Conferenza ministeriale dell´Esa tenutasi a novembre 2012. A febbraio 2013 si è tenuto un primo workshop presso la Commissione europea a Bruxelles, che ha riunito rappresentanti di varie agenzie spaziali (Esa, Asi, Cnes, Dlr, Csa e Roscosmos), la comunità scientifica impegnata nella ricerca dell´Iss ed esperti di tecnologie dell´informazione. I partecipanti hanno identificato requisiti e questioni chiave, tra cui l´esigenza di armonizzare le politiche riguardanti i dati, coinvolgere la comunità di utenti attraverso un riconoscimento adeguato dei meriti scientifici e permettere agli utenti di trovare e recuperare dati spaziali. Quali sono i risultati principali che vi aspettate da questo progetto? Il progetto identificherà i principali passi programmatici e le soluzioni tecniche. Stilerà un programma di implementazione e identificherà le possibili opportunità di finanziamento per lo sviluppo di un´infrastruttura elettronica di dati per l´Iss. Inoltre, Circe contribuirà alla cooperazione internazionale tra i partner dell´Iss per migliorare la divulgazione e l´uso dei dati scientifici spaziali. Quali sono le prossime fasi del progetto? Il progetto sta attualmente preparando il secondo workshop internazionale sull´uso dei dati dell´Iss, che si terrà il 26 e 27 novembre a Bruxelles, presso l´Osservatorio reale del Belgio. Dopo la conclusione di Circe, abbiamo in programma di approfondire la rappresentazione delle conoscenze nel campo della sperimentazione dell´Iss con il fine di migliorare i modelli di dati. Sulla base di questo, continueremo a cercare opportunità di sviluppare un´infrastruttura elettronica per lo sfruttamento dei dati scientifici dell´Iss. Per maggiori informazioni, visitare: Circe http://www.Circe-space.eu/ Scheda informativa del progetto http://cordis.Europa.eu/projects/rcn/104205_it.html |
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LA COMMISSIONE EUROPEA SI OPPONE AL PROGETTO DELL´AUTORITÀ DI REGOLAMENTAZIONE FINLANDESE PER QUANTO RIGUARDA LE TARIFFE DI TERMINAZIONE FISSO NON COMPETITIVA |
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Bruxelles, 3 dicembre 2013 - La Commissione europea ha ordinato la regolamentazione delle telecomunicazioni finlandese (Ficora) per ritirare il suo progetto di pianificazione per deregolamentare i mercati all´ingrosso per la terminazione delle chiamate vocali sulla Finlandia fisso. Prezzo attuale di chiamata fisso cessazione regolamentata in Finlandia, che ammonta a 2,42 cent / min, è la più alta in Europa. La tariffa media è infatti 0,11 cent / min in tutti gli altri Stati membri dell´Ue seguendo l´approccio raccomandato dalla Commissione europea (cfr. Ip/09/710 e Memo/09/222 ). La Commissione ha contestato la proposta della Ficora non regolamentare le tariffe che gli operatori addebitano altri operatori finlandesi per instradare le chiamate agli abbonati sulle loro reti fisse. I mercati della terminazione delle chiamate dal monopoli sono solo operatore in grado di assicurare la cessazione di una chiamata per i suoi abbonati. Dato che sono passati i tassi di terminazione delle chiamate fisso, in ultima analisi, il prezzo delle comunicazioni pagati dai consumatori, non di regolamentare tali tassi sui mercati non competitivi comporterebbe nel commercio all´ingrosso e al dettaglio troppo elevata. Nella sua decisione di veto adottata oggi, la Commissione europea ritiene che Ficora non ha fornito prove sufficienti a sostenere la tesi che il mercato rilevante è effettivamente concorrenziale e di regolamentazione è quindi la prova più giustificata. Ficora dovrebbe dimostrare che non era redditizio per gli operatori che forniscono la terminazione di chiamata, di aumentare i tassi di terminazione delle chiamate fisso, per esempio, se l´aumento incoraggiato i consumatori di sostituire la loro sottoscrizione fissato da un abbonamento di telefonia mobile. La Commissione ritiene pertanto che Ficora non ha fornito un´analisi approfondita delle condizioni concorrenziali del mercato. In assenza di prove, la Commissione ritiene che il progetto di misura Ficora non è compatibile con i principi e gli obiettivi della normativa Ue in materia di telecomunicazioni, in base al quale gli Stati membri dovrebbero promuovere la concorrenza e gli interessi dei consumatori nell´Ue e lo sviluppo del mercato unico. L´organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (Berec) condivide pienamente il parere della Commissione in questa materia. Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea, ha detto questo: "Non posso accettare che un mercato in cui ogni operatore ha il monopolio e le tariffe di terminazione delle chiamate fisse sono fino a 60 volte superiori a quelli degli altri Stati membri a fare di più soggetti a regolamentazione. Fissare i prezzi a livelli eccessivi è costi ingiustificati per gli operatori ei consumatori in Finlandia come nei paesi in cui sono regolate le tariffe di terminazione delle chiamate fisso. Questo tipo di approccio è un rischio per il mercato unico delle telecomunicazioni. |
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INSIEL: PROPOSTA DELLA GIUNTA FVG PER STIPENDI DIPENDENTI |
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Trieste, 3 dicembre 2013 - La Giunta regionale è pronta a proporre uno specifico emendamento alla Legge di Stabilità in discussione al Parlamento per risolvere il delicato problema delle retribuzioni dei dipendenti Insiel. Nell´odierna riunione dell´Esecutivo regionale, il 29 novembre a Trieste, la Giunta si è infatti impegnata - su proposta dell´assessore alla Funzione pubblica Paolo Panontin - a proporre all´attenzione di Camera e Senato il testo di un emendamento con il quale alle società partecipate possano essere garantiti ed applicati i contratti nazionali e quelli integrativi di secondo livello. |
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NUOVO ASSETTO SOCIETARIO PER SIA, |
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Milano, 3 dicembre 2013 - “Da oggi per Sia inizia una nuova fase che, in continuità con quanto fatto finora, apre nuove possibilità di crescita a livello nazionale e internazionale” - ha dichiarato Massimo Arrighetti, Amministratore Delegato Sia, commentando l’operazione di acquisizione del 59,3% della società da parte di Fsi, F2i e Orizzonte – “Questo nuovo assetto azionario ci permetterà di vivere da protagonisti la trasformazione che interesserà l’industria europea dei pagamenti sotto la spinta della Sepa e della crescente competizione. Sul fronte nazionale continuerà il nostro impegno per lo sviluppo della moneta elettronica e per la realizzazione dell’Agenda Digitale con la nostra infrastruttura e le nostre competenze”. |
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AMMINISTRAZIONE DIGITALE E BUROCRAZIA “POSITIVA”, IL 3 DICEMBRE IN REGIONE EMILIA ROMAGNA LA MOSTRA-CONVEGNO “BURÒ” |
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Bologna, 3 dicembre 2013 - Il sistema di accesso ai dati anagrafici della popolazione residente (Ana Cn-er). La piattaforma dei pagamenti, che permette di effettuare transazioni online (Payer). Ancora, lo strumento che “fa dialogare” le applicazioni che erogano i servizi documentali con le applicazioni verticaliche li utilizzano(Doc/er). Sono alcune delle soluzioni e dei servizi che verranno “messi in vetrina” in occasione dell’edizione 2013 di“Burò - Esempi di burocrazia positiva”, la mostra-convegno in programma martedì3 dicembre nelle sale della Terza Torre (viale della Fiera 12, dalle 9.15 alle 17). L’obiettivo di Burò è rendere noti benefici e caratteristiche dei principali servizi innovativi disponibili ai possibili destinatari del sistema regionale. Quest’anno, in particolare, il cuore dell’evento è il dispiegamento del Mad, il Modello di Amministrazione Digitale(“fare ed essere amministrazione digitale in Emilia-romagna”). Al convegno di apertura (9.15-12.30) interverranno Alfredo Peri, assessore regionale alle Reti di infrastrutture materiali e immateriali, Lorenzo Broccoli, direttore generale all’organizzazione, personale, sistemi informativi e telematica della Regione, Gianluca Mazzini, direttore generale Lepida Spa, e la vicepresidente della giunta Simonetta Saliera. Alle postazioni (Spazio espositivo, dalle 12.30 fino alla chiusura) verranno fatte dimostrazioni sui sistemi Ana Cn-er, Tapper, Payer, Doc/er e Floweb, Aci, Dossier, Database Topografico Regionale, Polo Archivistico dell’Emilia-romagna – Parer, Servizi demografici online, erogati da Lepida Spa, Regione e Polo Archivistico Regionale. La dimostrazione dei servizi/sistemi verrà fatta da un ente che li ha già in uso: oltre alla funzionalità illustrerà il percorso di adozione. Saranno inoltre allestiti info point su Data Center, Cn-er e Qualificazione dei Back Office. Accanto al momento espositivo e al tradizionale convegno di apertura, Burò offre la possibilità di partecipare a workshop di approfondimento su alcuni degli assi portanti del Modello di Amministrazione Digitale,sia a livello di soluzioni proposte (in particolare piattaforme e anagrafi) che di processi e metodi di lavoro a supporto. Il Modello di Amministrazione Digitale regionale nasce dall’esperienza della Community Network Emilia-romagna (Cn-er). Comuni, forme associate (in primis le Unioni), Province e la Regione - con direzioni, servizi e agenzie regionali - sono gli attori che realizzano il modello, il cui punto di forza consiste nel fatto che molti dei suoi servizi sono già realizzati e in esercizio nelle amministrazioni. Il Mad è uno strumento che punta a contribuire alla semplificazione e alla “decertificazione”, snellendo la relazione tra cittadini/imprese e pubblica amministrazione e, all’interno della stessa Pa, favorendo la buona organizzazione e la circolazione delle informazioni. Parole chiave delle relazioni alla base del Mad sono interconnessione, interoperabilità e dematerializzazione. Per realizzarle sono state messe a punto una serie di linee guida, ovvero criteri e regole comuni che dovranno essere condivise e rispettate dai sistemi, e una serie di strumenti operativi. La graduale adozione del modello da parte delle diverse amministrazioni pubbliche del territorio regionale è a carattere incrementale: all’aumentare dell’adozione delle regole, vengono individuate e aggiunte nuove anagrafi, resi disponibili nuovi servizi al cittadino e nuove modalità di fruizione quali web, mobile e sempre nuovi strumenti di cooperazione. |
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POLITECNICO DI MILANO: STRAORDINARIA RISORSA |
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Milano, 3 dicembre 2013 - "Dalla crisi uscirà più velocemente chi saprà far crescere la competitività e attrattività del territorio lombardo, investendo in ricerca e innovazione. È l´innovazione, infatti, il vero motore della crescita e lo strumento imprescindibile di competitività fra i Paesi". Lo ha detto l´assessore alle attività produttive, Ricerca e Innovazione della Regione Lombardia Mario Melazzini, intervenendo, su delega del presidente Roberto Maroni, alla cerimonia di inaugurazione dell´anno accademico 2013-14 del Politecnico di Milano. Nella stessa occasione si sono chiuse inoltre le celebrazioni per i 150 anni dell´ateneo. Governance Partecipata E Internazionalizzazione - Secondo Melazzini, sono due i principi che accomunano Regione Lombardia e Politecnico. Il primo è il metodo della "governance partecipata": "un coinvolgimento responsabile di tutti gli attori del mondo dell´impresa, della ricerca, delle istituzioni e della società civile. Solo questa compartecipazione responsabile, infatti, ci permetterà di disegnare soluzioni sostenibili in un contesto di risorse scarse, per dare risposte credibili ai bisogni delle imprese e a quelli della società nel suo complesso". Il secondo è l´internazionalizzazione: "l´elemento determinante nello sviluppo dei sistemi territoriali è la capacità di stringere alleanze internazionali, di mettersi in rete con altri sistemi, di attivare confronti e realizzare collaborazioni virtuose". Sistema Universitario - "In un periodo di grave scarsità di risorse economiche la Lombardia, grazie alle sue università - ha sottolineato l´assessore - può vantare una straordinaria ricchezza, un prezioso tesoro di conoscenze da custodire, un inestimabile patrimonio di capitale umano da valorizzare. La ricchezza del nostro sistema universitario non può che essere letta all´interno della storica vocazione della Lombardia all´innovazione. Da sempre, perciò, Regione Lombardia pone il tema della ricerca e dell´innovazione tecnologica in cima all´agenda delle proprie politiche". Giovani E Maestri - "Scommettere sui giovani - ha aggiunto l´assessore - e sui loro talenti è una delle vie maestre per uscire dalla crisi economica che stiamo attraversando. Ad ogni recessione, infatti, è il singolo a tentare la risalita". Allo stesso tempo "ci vogliono maestri, che sappiano indicare ai giovani nuove strade, e assecondare il loro impulso a spingersi oltre, a tentare il nuovo, a scommettere su sé stessi, che è la condizione per un vero cambiamento". Risorsa Al Servizio Del Territorio - Melazzini ha infine espresso il suo "riconoscimento per una istituzione che, da 150 anni, rappresenta una straordinaria risorsa per la città, per la Lombardia e per l´Italia". "Il Politecnico infatti - ha concluso Melazzini - ha saputo costruire, una cultura che lega scienza, tecnologia e arte, in cui nasce e si consolida quel rapporto ricerca-innovazione che ha fatto grande l´industria milanese e lombarda, e da cui scaturiscono i grandi maestri dell´architettura e del design industriale italiano. Un ingegno, dunque, che si è messo al servizio della città, una scienza che contribuisce al bene comune e che è riconosciuta in tutto il mondo. Sono certo, infine, che questo servizio continuerà in maniera sempre più proficua anche in futuro con Regione Lombardia al suo fianco". |
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LAZIO, BORSE DI STUDIO: VIA I BENEFICI A CHI LI HA OTTENUTI INGIUSTAMENTE |
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Roma, 3 dicembre 2013 - Dai controlli effettuati dalla Regione, insieme alla Guardia di Finanza emergono irregolarità in quasi il 62% delle dichiarazioni. Controlli più severi per l’assegnazione delle borse di studio all’università. La Regione, insieme alla Guardia di Finanza ha infatti scoperto 340 casi di irregolarità nel 2013 dalla sui 546 controlli effettuati sulle autocertificazioni degli studenti iscritti ai tre atenei capitolini. Una percentuale di false dichiarazioni che sfiora il 62%. Degli esempi? Una studentessa dichiarava un reddito familiare di 19mila euro ma suo padre era proprietario di una Ferrari e di diverse case di valore. Un’altra si è dimenticata di dichiarare redditi per oltre 70mila euro. In questo modo accedevano alle borse di studio, sottraendole a chi ne aveva davvero diritto. La Regione provvederà subito, insieme a Laziodisu, a togliere le borse di studio e gli altri benefici a chi ha dichiarato il falso: le somme percepite illegalmente dovranno essere restituite e si prevedono anche segnalazioni giudiziarie. "Grazie a questa collaborazione straordinaria tra Regione, Guardia di Finanza e i tre Atenei di Roma, che ha visto l’attivazione di controlli sulla situazione reddituale di coloro che hanno fatto domanda per accedere alle opportunità offerte dal diritto allo studio - ha detto il presidente Nicola Zingaretti - sono venute fuori molte posizioni illegali. Siamo contenti di poter dimostrare che grazie alla collaborazione tra diverse strutture statali abbiamo rafforzato il rapporto con i cittadini”. La Regione è in prima linea per garantire il diritto allo studio. A giugno c’erano ancora studenti che aspettavano il pagamento delle borse di studio del 2009: abbiamo iniziato a pagare proprio da chi aspettava da più tempo, fino ad oggi abbiamo già investito 20 milioni di euro. |
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MUSICA NUOVA IN AULA (E FUORI): REGIONE TOSCANA SOSTIENE ABREU (E RE.MU.TO.) |
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Firenze, 3 dicembre 2013 - "Musica come educazione alla vita". Stella Targetti prende a prestito una battuta di Daniel Barenboim, direttore d´orchestra, per unire due delibere approvate nell´ultima Giunta Regionale con l´obiettivo di favorire la diffusione della pratica musicale nelle scuole. "Una pratica straordinariamente potente - commenta l´assessore toscana all´Istruzione - per sviluppare molte competenze di base che la scuola dovrebbe aiutare ad acquisire, fra cui la capacità di fare e di fare insieme". Due delibere per sostenere una "rete" fra scuole che puntano sull´educazione con la musica e un "sistema" che porta in Toscana le orchestre ispirate al modello del venezuelano Antonio Abreu. La Regione ha dunque deciso di sostenere e finanziare, per l´anno scolastico 2013/14, la diffusione di Re.mu.to. ("Rete Musica Toscana"): una rete di 140 scuole che in questi anni ha lavorato per fornire collegamento a chi ha voluto mettere al centro della propria offerta formativa proprio la musica. Attraverso attività di formazione degli insegnanti e rassegne musicali, questa rete ha finora coinvolto 5.600 ragazzi e 190 insegnanti svolgendo un ruolo importante anche in relazione al dibattito aperto attorno al "curricolo verticale di musica" (in pratica cosa dovrebbero saper fare, in questa disciplina, gli studenti in relazione ai vari anni e livello scolastici). Una riflessione - commenta Stella Targetti - resa necessaria dalle novità dell´ordinamento scolastico italiano che hanno visto nascere le scuole medie a indirizzo musicale, i licei musicali e riformato il ruolo degli Istituto Superiori di Studi Musicali ("Novità non accompagnate da un necessario lavoro di confronto e monitoraggio"). Il sostegno a Re.mu.to. (capofila l´Istituto Comprensivo "Poliziano" di Firenze) si concretizza in corsi di formazione per docenti, proposte sul curricolo verticale dalle scuole dell´infanzia fino ai Licei musicali, sostegno a un sito web (www.Retemusicatoscana.it) per divulgare i risultati. Prevista anche una specifica stagione musicale primaverile con le orchestre scolastiche e una rassegna corale aperta ai cori formati nelle singole scuole. Per questo Regione Toscana ha stanziato 100 mila euro. Altri 30 mila sono indirizzati, con la seconda delibera, a sostenere un master per "operatore musicale di orchestre infantili e giovanili". La Regione mette a disposizione queste risorse per finanziare 15 vouchers formativi riservati ad altrettanti giovani musicisti che vogliano acquisire competenze nell´ambito della didattica musicale per costituire, e gestire, orchestre giovanile e infantili ispirate all´esperienza di José Antonio Abreu portata in Italia da Claudio Abbado. Ciò in collaborazione con l´Università di Firenze, la Scuola di Musica di Fiesole e il Comitato fra le orchestre e i cori giovanili/infantili. "Un contributo importante - spiega Stella Targetti - per promuovere l´insegnamento della pratica musicale d´insieme come strumento per l´inclusione e il contrasto al disagio sociale". I partecipanti al master effettueranno il tirocinio nel contesto di un laboratorio già costituito a Firenze, nel quartiere delle Piagge. Qui, nella scuola primaria Duca D´aosta, è già nata una orchestra che, fra strumenti ad arco e a fiato, accoglie circa 50 bambini offrendo gratuitamente una istruzione musicale di alta qualità. Il "sistema" italiano di queste particolari orchestre è nato tre anni fa: sono già circa 8.500 i bambini e i ragazzi italiani, dai 4 ai 16 anni, che partecipano alla crescita di un progetto sociale con 44 nuclei in 14 Regioni (oltre alla Toscana, Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-romagna, Friuli, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Veneto). Oltre 300 mila i giovani orchestrali coinvolti nel sistema venezuelano di Antonio Abreu: molti vivono in condizioni di disagio economico, fisico e sociale. "La musica - sottolinea Stella Targetti - è uno strumento efficace anche per l´integrazione culturale e sociale". |
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SALONE DELL’ORIENTAMENTO; LA CALABRIA SARÀ LA PRIMA REGIONE CHE DARÀ ATTUAZIONE ALLE “YOUTH GUARANTEE”, IL PROGRAMMA EUROPEO PER IL CONTRASTO ALLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE |
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Catanzaro, 3 dicembre 2013 - Seconda giornata di lavori , il 29 novembre, dell’ottava edizione del salone dell’orientamento svoltosi fino al 30 a Reggio Calabria presso palazzo Campanella. Per la Regione Calabria ha relazionato al seminario “Youth Guarantee - Liberare lo spirito imprenditoriale dei giovani”, il Dirigente generale del Dipartimento lavoro Bruno Calvetta. “Sarà proprio la Calabria la prima Regione che darà attuazione alle “Youth Guarantee”, il programma europeo per il contrasto alla disoccupazione giovanile - ha sottolineato Calvetta”. “Abbiamo già anticipato abbondantemente i tempi per offrire ai giovani calabresi tutte le opportunità possibili, vista la situazione di crisi nel Paese, che in Calabria diventa ancora più severa. Presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, infatti, è stata istituita una struttura di missione che dovrà definire le linee-guida per l’attuazione della Garanzia e i criteri per l’utilizzo delle risorse economiche, promuovere la stipula di convenzioni e accordi con istituzioni pubbliche, enti e associazioni privati per implementare le diverse azioni. Entro il 31 dicembre verrà definito il piano nazionale e a partire da quella data le Regioni avranno 60 giorni di tempo per predisporre i propri piani attuativi. Incalzata dall’urgenza di dare una risposta ai giovani calabresi, la Regione ha già completato in largo anticipo il proprio piano attuativo, cosicché in partnership con “Italia Lavoro”, la Calabria sarà la prima Regione a partire con le “Youth Guarantee”. L’assessore alla cultura ed istruzione Mario Caligiuri aprirà domani mattina i lavori dell’ultima giornata del salone dell’orientamento. Interverrà al seminario “la formazione tecnica superiore per lo sviluppo della Regione: professionalità verso l’alto". |
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OTTO MILIONI E OTTOCENTOMILA EURO CONTRO IL RISCHIO SISMICO. UMBRIA, FONDI PREZIOSI PER COMBATTERE I TERREMOTI |
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Perugia, 3 dicembre 2013 - La Giunta regionale, su proposta dell’assessore regionale Stefano Vinti, ha approvato il programma degli interventi di prevenzione del rischio sismico in Umbria, autorizzando così la spesa di circa 8 milioni e ottocentomila euro in attuazione dell’Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile del 20 febbraio 2013. Il programma, realizzato dal Servizio Geologico e Sismico Regionale, attiva 4 differenti azioni di prevenzione sismica che comprendono indagini di microzonazione sismica ed analisi della ‘condizione limite per l’emergenza’, interventi strutturali su edifici pubblici strategici o rilevanti e interventi strutturali su edifici privati anche adibiti ad attività produttive. Le attività di indagini di microzonazione sismica ed analisi della condizione limite per l’emergenza degli insediamenti urbani sono rivolte sia alla mitigazione del rischio sismico che al miglioramento della programmazione e della gestione delle attività di emergenza nella fase immediatamente successiva al terremoto per evitare l’interruzione delle funzioni essenziali di protezione civile in caso di emergenza. Saranno investiti complessivamente 925.000 euro, dei quali 200.000 quale cofinanziamento regionale visto che la Giunta ha inteso sollevare i comuni dall’onere finanziario. Saranno svolte in 42 comuni dell’Umbria: Allerona, Alviano, Amelia, Attigliano, Avigliano Umbro, Bettona, Calvi dell´Umbria, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione del Lago, Città della Pieve, Collazzone, Corciano, Costacciaro, Deruta, Fabro, Fratta Todina, Giove, Gualdo Cattaneo, Guardea, Lisciano Niccone, Lugnano in Teverina, Magione, Massa Martana, Monte Castello Vibio, Montegabbione, Monteleone d´Orvieto, Narni, Otricoli, Paciano, Panicale, Parrano, Passignano sul Trasimeno, Piegaro, Porano, San Venanzo, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Stroncone, Todi, Torgiano, Tuoro sul Trasimeno. Gli interventi strutturali di miglioramento sismico sugli edifici pubblici strategici e rilevanti, inclusi gli edifici scolastici strategici, prevede un investimento di 4.827.669 su 8 specifici edifici (l’ospedale a Castiglion del Lago, il municipio ad Umbertide e 6 scuole a Città di Castello), che erano già stati individuati nel 2012, ma non finanziati per carenza di fondi. Anche per gli edifici privati si finanzieranno 77 interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento sismico già individuati ma non finanziati per carenza di fondi nell’annualità precedente ai proprietari degli edifici privati, per una somma pari a 2.469.218 euro, in 8 comuni umbri: Citerna (2), Città di Castello (15), Gubbio (47), Lisciano Niccone (2), Montone (4), Pietralunga (1), San Giustino (2), Umbertide (4). Per gli interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento sismico degli edifici privati adibiti ad attività produttive industriali o artigianali saranno investiti 637.306,70 euro. Tale azione sarà possibile per i Comuni nei quali la classificazione sismica è stata sfavorevolmente variata a partire dal 2003 e precisamente in 23 comuni: Allerona, Alviano, Amelia, Attigliano, Avigliano Umbro, Baschi, Città della Pieve, Fabro, Ficulle, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Narni, Orvieto, Otricoli, Parrano, Penna in Teverina, Porano e Todi. In questi comuni saranno pubblicati specifici bandi a partire dal prossimo 16 dicembre. “La Regione, ha affermato l’assessore Vinti, ha messo in campo mezzi notevoli, offrendo alle amministrazioni comunali supporti logistici, personale tecnico specializzato ed addirittura il cofinanziamento necessario e ciò permetterà a tutti i comuni umbri di poter disporre degli studi di microzonazione sismica e dell’analisi della condizione limite per l’emergenza. Contemporaneamente, prima regione in Italia, ha strutturato il programma come un vero e proprio manuale d’uso nel quale i comuni e i soggetti privati troveranno risposte ai quesiti e ai problemi che si incontrano in materie tanto delicate. Allo stesso tempo, per un efficiente monitoraggio finanziario di contributi statali e un efficace controllo degli interventi finanziati ai soggetti privati, la Regione ha esteso le verifiche, che saranno eseguite delle province competenti, su tutti i progetti (sia per gli interventi locali quanto per i miglioramenti sismici)”. |
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TOSCANA: ALLUVIONI DI OTTOBRE 2013, MUTUI SOSPESI 8 MESI PER IMPRESE E FAMIGLIE DANNEGGIATE. STANZIATI DAL GOVERNO 16,5 MILIONI |
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Firenze, 3 dicembre 2013 - Saranno sospesi per 8 mesi i mutui di imprese e famiglie residenti o aventi sede legale/operativa nei comuni toscani che hanno subito danni a causa delle alluvioni del mese di ottobre 2013, nei giorni 20-21 e 24 ottobre. Per gli interventi di somma urgenza attuati in seguito a tali eventi alluvionali il Governo stanzia 16,5 milioni. Sono i due punti principali dell´ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale del 26 novembre, illustrati nel pomeriggio di oggi presso la sede della Regione Toscana in Piazza Duomo nell´incontro di carattere tecnico che si è svolto con i rappresentanti degli enti locali colpiti dalle alluvioni di ottobre. Per quanto riguarda la sospensione dei mutui, in base a quanto si legge nel testo dell´ordinanza, chi paga un mutuo ha diritto di richiedere agli istituti di credito e bancari la sospensione per otto mesi delle rate, optando tra la sospensione dell´intera rata e quella della sola quota capitale. Entro 30 giorni dall´entrata in vigore dell´ordinanza, gli istituti di credito e bancari dovranno informare i detentori di mutui - almeno presso le filiali ed i propri siti internet - della possibilità di chiedere la sospensione delle rate, indicando costi e tempi di rimborso dei pagamenti sospesi, nonché il termine, non inferiore a 30 giorni, per esercitare la facoltà di sospensione. Nel caso di mancanza della comunicazione da parte delle banche nei termini e con i contenuti prescritti, verranno sospese fino al 30 aprile 2014 le rate in scadenza entro quella data. Per quanto riguarda le risorse statali, la Regione ha informato i rappresentanti degli enti locali che è già aperto il conto a contabilità speciale, che era stato richiesto subito dopo l´emanazione dell´ordinanza, e che, qualora il trasferimento dovesse tardare, sarà valutata la possibilità, come già in altre occasioni, di anticipare tali risorse a valere sul bilancio regionale. Nel corso della riunione è stato fatto presente anche che è in corso di approvazione in Consiglio la proposta di legge della Giunta per il "contributo straordinario di solidarietà" alle famiglie alluvionate, con un tetto massimo di 5.000 euro a nucleo familiare purché con Isee inferiore ai 36.000 euro. Le risorse del contributo sociale saranno assegnate dalla Regione ai Comuni in misura proporzionale alle segnalazioni danni presentate dalle famiglie. |
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DISSESTO IDROGEOLOGICO; L’AQUILA CITTADINI A RISCHIO |
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L´aquila, 3 dicembre 2013 - Il problema della sicurezza degli occupanti dei manufatti abitativi realizzati secondo quanto contenuto nella delibera del Comune dell´Aquila n. 58 del 2009, viene riproposto in questi giorni dall´assessore alla Protezione Civile Gianfranco Giuliante. Secondo quanto riferito a Regione Flash dall´assessore regionale, in tutto il cratere esistono circa 4000 "casette" di cui 2000 nel solo territorio del Comune dell´Aquila e, di queste ultime, ben 134 realizzate in zone classificate P4 (ad alto rischio idrogeologico). "Il problema si ripropone oggi nelle sue dimensioni più gravi, se si considera il ripetersi di distastrosi dissesti idrogeologici ed esondazioni di fiumi e torrenti, che in questi ultimi anni stanno interessando l´intero territorio nazionale". "Il Comune dell´Aquila, sin dal 2009, è al corrente dell´esistenza di questa situazione che riguarda oltre 2000 nuclei familiari che occupano altrettanti manufatti provvisori alcuni dei quali costruiti in aree a forte pericolo di esondazione". "A tutt´oggi non è stato adottato, da parte del Sindaco dell´Aquila, alcun provvedimento di sgombero o di demolizione di queste casette a rischio, se si eccettuano solo 20 ordinanze di demolizione per altrettanti fabbricati in conseguenza di violazioni accertate dalla Polizia Municipale". "Ritengo, così come previsto nel Testo Unico degli Enti Locali, che il Sindaco, in quanto responsabile della Protezione Civile a livello comunale, sia tenuto ad adottare provvedimenti utili a garantire la massima sicurezza dei cittadini, in mancanza dei quali potrebbero determinarsi responsabilità personali, così come le cronache ci riferiscono stia accadendo in questi giorni ad Olbia, laddove, dopo il verificarsi del disastro, è stato aperto un fascicolo da parte della procura competente per individuare le eventuali responsabilità". "Su un totale di oltre 2000 manufatti provvisori, intervenire solamente su 20 di questi, mi sembra una sceneggiata che non risolve il problema". Insomma, secondo il responsabile regionale di Protezione Civile, non c´è più tempo da perdere: il Sindaco dell´Aquila e l´amministrazione comunale sono al corrente di questa situazione e sarebbe necessario che si provveda al più presto ad emanare provvedimenti atti a garantire la sicurezza dei cittadini". Infine Giuliante rinnova una proposta già fatta precedentemente: "per quei manufatti a rischio edificati in zone soggette a vincoli ambienteali, si potrebbe ipotizzare l´assegnazione da parte del Comune di un´area ´calmierata´ dove potrebbero essere spostati tali fabbricati". |
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SUBSIDENZA IN POLESINE: ANTICIPATO IL RIFINANZIAMENTO DEL CAPITOLO DI SPESA |
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Venezia, 3 dicembre 2013 - L’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte ha già chiesto che venga rifinanziato almeno con un milione di euro, in occasione dell’assestamento di bilancio, il capitolo di spesa relativo alle opere per contrastare il fenomeno della subsidenza nel territorio della provincia di Rovigo. Nel frattempo, porterà all’approvazione della Giunta regionale un provvedimento con il quale questa somma sarà comunque anticipata con i fondi ancora a disposizione dell’assessorato, per poter procedere quanto prima alla programmazione degli interventi da realizzare a cura dei Consorzi di bonifica. E’ quanto ha assicurato l’assessore Conte incontrando, insieme al consigliere regionale Cristiano Corazzari, i sindaci dei comuni di Ariano Polesine, Corbola, Taglio di Po, Rosolina, Porto Tolle e Portoviro. La rassicurazione viene dopo l’impegno che lo stesso Conte aveva già preso due settimane fa nei confronti dei Consorzi di bonifica che in più occasioni, tramite il presidente dell’Unione delle Bonifiche del Veneto Giuseppe Romano, avevano manifestato l’esigenza che questo specifico capitolo, azzerato nell’anno corrente a causa dei tagli imposti a livello nazionale, sia rimpinguato. Tra gli interventi per la manutenzione, la gestione e la vigilanza delle opere di bonifica, delle opere idrauliche e di quelle relative ai corsi d´acqua naturali che fanno parte del sistema di bonifica e di irrigazione, curati dai Consorzi, ci sono infatti anche quelli per la subsidenza del territorio polesano, conseguenza delle attività di estrazione dal sottosuolo. Conte si è già attivato nei confronti del collega al bilancio per venire incontro a questa specifica esigenza e ora ha annunciato ai sindaci, che sostenevano la richiesta di rifinanziamento, la prossima presentazione di un provvedimento che anticiperà l’importo destinandolo alla difesa del territorio polesano dal rischio di abbassamento. |
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ACQUA, APPROVATI IN LOMBARDIA INTERVENTI PER 38 MILIONI DI EURO |
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Milano, 3 dicembre 2013 - "La Giunta regionale della Lombardia ha approvato interventi nel campo della gestione delle risorse idriche, per un totale di oltre 38 milioni di euro. Si tratta di opere essenziali per migliorare la qualità delle acque lombarde e, in buona parte, anche per evitare le procedure di infrazione comunitaria pendenti sulla Lombardia". Così l´assessore all´Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi, a commento della delibera di programmazione degli interventi nell´ambito dell´Accordo di Programma Quadro ´Tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche´. 58 Nuovi Interventi - "Verranno realizzati - illustra Terzi - 58 nuovi interventi: 35 sono relativi al settore del collettamento e depurazione (26 dei quali volti ad annullare le procedura di infrazione comunitaria), mentre 23 riguardano l´approvvigionamento di acqua potabile e sono volti al potenziamento delle reti, all´ammodernamento degli impianti di potabilizzazione e all´eliminazione dell´arsenico e dei nitrati". Le Risorse - "Oltre 22 milioni di euro provengono dalle casse di Regione Lombardia - spiega l´assessore - e sono stati recuperati grazie a risparmi su altri progetti e alla riprogrammazione di altri interventi. Il resto, che ammonta a quasi 16 milioni, è rappresentato dalla quota di cofinanziamento messa a disposizione dalle Autorità d´Ambito". Rischio Multe Ue - "Si tratta - precisa la titolare regionale dell´Ambiente - di interventi necessari per fornire ai Lombardi un´acqua migliore per usi domestici e per contribuire a ridurre l´impatto ambientale delle acque reflue su fiumi e laghi". Stiamo facendo fronte a ritardi accumulatisi negli anni scorsi - aggiunge l´assessore -, a causa dei quali rischiamo di dover pagare multe salate all´Unione europea. Nei giorni scorsi, incontrando a Bruxelles i referenti della Commissione mi sono presa l´impegno di portare avanti il più velocemente possibile i progetti di miglioramento della qualità delle acque lombarde, che sono sotto stretta osservazione". I Progetti - Fra i progetti più consistenti, si segnalano: ampliamento dell´impianto di depurazione di Flero (Brescia): 1.515.000 euro; collettore fognario di Sergnano-pianengo (Cremona): 1.758.536 euro; adeguamento impianto di depurazione di Lodi: 4.298.000 euro; costruzione fognature e collegamento al collettore intercomunale; 2° lotto a Borghetto Lodigiano (Lodi): 2.123.990 euro; realizzazione di un impianto di trattamento a Cavacurta (Lodi): 2.050.000 euro; realizzazione del nuovo depuratore di Gonzaga (Mantova): 2.300.000 euro; realizzazione rete idrica nel centro abitato - 1° lotto e completamento acquedotto di Pegognaga (Mantova): 2.000.000 euro; rifacimento collettore fognario terminale e collettamento scarichi non trattati di Gambolò (Pavia): 1.200.000 euro; realizzazione collettore fognario di Castione Andevenno (Sondrio): 1.800.000 euro; -Comune di Aprica - Lavori di separazione acque bianche nei Comuni di Tirano, Villa di Tirano, Bianzone e Teglio (Sondrio): 1.362.813,92 euro. |
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ACQUA: CONDIVISIONE OBIETTIVI PER MIGLIORE GESTION ALL´AQUILA LA CONSULTAZIONE CON I PORTATORI D´INTERESSE |
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L´aquila, 3 dicembre 2013 - "Nel quadro della normativa nazionale e comunitaria e nella politica della tutela delle acque, occorre intervenire in modo strutturale ed efficace attraverso una consultazione che definisca meglio la situazione e consenta una condivisione di obiettivi e criteri di gestione". L´ obiettivo oggi è informare tutti i portatori di interesse sulle attività che si stanno conducendo, attraverso il coordinamento dell´Autorità di Bacini del Tevere, per l´aggiornamento del Piano di Gestione del Distretto dell´Appennino Centrale". L´assessore ai Lavori pubblici e Servizio idrico integrato, Angelo Di Paolo, ha commentato così, il 29 novembre, all´Aquila, l´iniziativa di una giornata di consultazione pubblica sulle problematiche legate alla gestione delle acque cui sono stati chiamati a partecipare, tra gli altri, rappresentanti delle Province, della Forestale, dei Parchi e delle associazioni ambientaliste e il segretario dell´Autorità di Bacino Nazionale del fiume Tevere, Giorgio Cesari. "La salvaguardia e la tutela delle risorse idriche, in linea con le previsioni della normativa comunitaria - ha proseguito l´assessore Di Paolo - è uno dei temi centrali delle attuali politiche nazionali e regionali. La politica dell´Unione Europea in materia di acque è molto stringente. L´abruzzo fa parte di due distretti idrografici: il Distretto Idrografico dell´Appennino Centrale e il Distretto Idrografico dell´Appennino Meridionale". La Direttiva 2000/60 ha stabilito l´obiettivo di raggiungere un "buono stato di qualità delle acque" entro il 2015. In materia, lo strumento di pianificazione di competenza regionale è il Piano di Tutela delle Acque. Il Pta, adottato dalla Giunta ad agosto 2010 è stato sottoposto a consultazione pubblica e poi modificato e approvato dalla Giunta con Dgr 492 dell´8 luglio 2013. Attualmente è all´esame del Consiglio Regionale per l´approvazione finale. La Direttiva 2000/60 individua però un altro strumento di pianificazione che è il Piano di Gestione dei distretti idrografici che deve essere aggiornato entro il 2015. Il rischio concreto è di non raggiungere l´obiettivo di qualità "buono" entro due anni. Assume quindi estrema rilevanza l´attuazione dei programmi di misure individuati nel Pta regionale. "Per migliorare la qualità delle acque - ha concluso l´assessore - non bastano i provvedimenti amministrativi ma bisogna fare investimenti per la realizzazione delle infrastrutture previste (depuratori, reti fognarie..), l´adeguamento di quelle esistenti e, più in generale, la prevenzione e la tutela dei uno dei beni più importanti nel prossimo futuro". |
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DIFESA IDROGEOLOGICA: UNA PRIORITÀ ASSOLUTA. NEL BELLUNESE INVESTITI OLTRE 20 MILIONI E MEZZO PER 132 INTERVENTI |
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Venezia, 3 dicembre 2013 - “La sicurezza idrogeologica è una priorità e lo deve essere nei fatti, negli impegni e nella contabilità. Richiede risorse e continuità dalle quali non si può derogare”. Lo ha ribadito l’assessore alla tutela del suolo del Veneto Maurizio Conte, riferendosi alle problematiche emerse nel bellunese relativamente ai fondi dei canoni idrici e al loro utilizzo. “Belluno ha una sua specificità, formalizzata anche nello Statuto e che si è già tradotta nell’affidamento della riscossione dei canoni idrici all’Amministrazione provinciale, che dovrebbe versare metà importo alla Regione e utilizzare l’altra metà per la difesa idrogeologica, transitando in piena autonomia attraverso le Comunità Montane. Mi rendo conto – ha aggiunto Conte – che in questa fase che ha contorni incerti per le Province, e ancora di più nel Bellunese commissariato da anni, possano anche esserci dei problemi rispetto ad una contabilità che in Italia è già di per sé complicata, ma, in considerazione delle destinazione di questi fondi, non ci dovrebbero essere incertezze. Se serve, io mi metto a disposizione anche se non è materia che investa direttamente la Regione”. “Faccio presente, peraltro, che sul versante del “dare e avere” tra Regione e provincia di Belluno, quest’ultima avanzava da noi alla fine dello scorso anno circa 2,4 milioni e adesso siamo noi ad avanzare da essa oltre 4 milioni. Al di là di questo fatto contabile, tuttavia, voglio ricordare che nel territorio bellunese investiamo mediamente ogni anno circa 3 milioni di euro, mentre dalla Grande Alluvione del 2010 – ha concluso l’assessore – abbiamo messo nel piatto oltre 20 milioni e mezzo per realizzare 132 interventi in una trentina di Comuni bellunesi”. |
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MALTEMPO: CHIODI TRASFERISCE 20 MLN A PROVINCIA TERAMO SI TRATTA DEGLI INDENNIZZI PER LE ALLUVIONI DEL MARZO 2011 |
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L´aquila, 3 dicembre 2013 - Arrivano nelle casse della provincia di Teramo circa 20 milioni di euro stanziati per i danni delle alluvioni del marzo 2011. L´annuncio arriva dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, dopo che la direzione Affari della presidenza della Giunta regionale ha emanato l´ordinanza con la quale trasferisce la somma di 20 milioni di euro al Commissario delegato per l´emergenza. Cosi come stabilito dl protocollo d´intesa dello scorso primo ottobre firmato tra la Provincia di Teramo e la Regione Abruzzo, i 20 milioni di euro stanziati sono stati girati nella disponibilità della Provincia stessa. Il reperimento dei fondi è stato fatto, come tiene a precisare il presidente Chiodi, "senza alcun incremento delle tasse regionali delle accise sulla benzina, come hanno fatto invece altre regioni che si sono trovate nelle stesse nostre condizioni. In particolare - spiega Chiodi - si tratta di una rimodulazione dei fondi Docup 2000-2006 non spesi da parte della Regione Abruzzo e recuperati. Parte di questi fondi abbiamo deciso destinarli alle zone del teramano che il primo, 2 e 3 marzo 2011 hanno subito danni ingenti per le alluvioni. Per fare questo abbiamo avviato un confronto con il Governo che di fatto, per il tramite del ministero dello Sviluppo economico e del Cipe, ci ha dato il via libera all´utilizzo di questi fondi. Il fatto che in un periodo relativamente breve abbiamo in cassa i circa 20 milioni previsti, significa anche che abbiamo lavorato bene, dimostrando serietà e competenza nell´indicare celermente i danni subiti e l´avvio delle procedure ad essi connessi". Come prevede l´accordo, 12 milioni dei 20 stanziati verranno destinati alla sistemazione delle strade provinciali. |
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