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VENERDI

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Notiziario Marketpress di Venerdì 21 Luglio 2006
TURISMO: PAOLINI, IN ABRUZZO CONVENTION TOUR OPERATOR STATES, RISULTATO RAGGIUNTO GRAZIE A LAVORO COMUNE CON APTR  
 
L´Abruzzo ospiterà la settima edizione dell´Italy Symposium nella primavera del 2007. Lo hanno annunciato l´assessore al Turismo, Enrico Paolini, e il vicepresidente dell´Aptr, Enzo Giammarino, nel corso della conferenza stampa con i rappresentanti dei tour operator americani. L´Italy Symposium è l´appuntamento classico per il mercato turistico americano e in particolare per la promozione della destinazione Italia. L´evento è gestito dall´Italian travel promotion council (Itpc), organismo che racchiude 23 tour operator americani con una dislocazione territoriale di oltre 5000 agenzie di viaggio che gestiscono il 75% del flusso turistico dagli Usa all´Italia. "I numeri di questa grande organizzazione –ha detto l´assessore Paolini– stanno a testimoniare il peso politico e organizzativo dell´Itpc e l´annuncio di oggi è una grande occasione che attende l´Abruzzo". I rappresentanti dell´Itpc, Mauro Galli (presidente), Rosario Mariani e Mario Scalzi (direttivo), Riccardo Strano (delegato Enit Nord America) e Vincent Scarza (produttore televisivo), hanno visitato per tre giorni l´Abruzzo, valutando la capacità ricettiva e turistica del territorio in vista proprio del Symposium 2007. In termini numerici, la prossima primavera, per una settimana, arriveranno in Abruzzo oltre 300 fra agenti, operatori e esperti del mercato turistico americano in Italia con l´obiettivo di verificare le potenzialità turistiche del territorio per poi collocare il prodotto sul mercato Usa. "Abbiamo portato avanti una grande operazione verità –ha spiegato ancora Paolini– perché abbiamo sottoposto ai rappresentanti dell´Itpc il prodotto Abruzzo senza alcuna falsificazione, nella sua genuinità. Ed è stato questo il punto di forza che poi ha spinto i vertici dell´organismo a scegliere l´Abruzzo per il prossimo Symposium. Per l´Abruzzo è un grande evento, che non può sfuggire all´attenzione degli addetti ai lavori, ma anche di tutti i soggetti produttivi della regione". Sulla stessa frequenza d´onda il vicepresidente dell´Aptr, Enzo Giammarino. "Si tratta di una verifica importante per la promozione del territorio e per il lavoro di concerto che questa azienda sta portando avanti con la Regione Abruzzo. E i risultati si vedono, perché sentiamo sempre più forte la fiducia degli operatori nei nostri confronti". .  
   
   
ALTO ADIGE / VINISSIMA NEL PARCO A VALDAORA/PLAN DE CORONES, DAL 31 LUGLIO AL 1 AGOSTO 2006, E, FINO AD OTTOBRE, DIVERTENTI CORSI DI CUCINA  
 
Due giorni alla riscoperta del prezioso tesoro di bacco: il vino. A Valdaora, ai piedi del Plan de Corones, sarà infatti, possibile degustare più di 100 vini selezionati provenienti da una trentina di cantine delle diverse aree vinicole dell’Alto Adige. Naturalmente, la degustazione sarà accompagnata da specialità culinarie locali sulle note della musica locale. E, per imparare i segreti della cucina altoatesina, a Valdora fino al mese di ottobre è possibile partecipare a divertenti corsi di cucina per dilettarsi nella preparazione di piatti tipici come “Spinatspatzlan”, “Weinsuppe”, Schlutza”, “Knödel”, “Apfelstrudel” e “Strauben”. Per informazioni: tel. 0474. 496277. Www. Suedtirol. Info . . .  
   
   
ASSOLOMBARDA: MILANO HA TUTTE LE CARTE IN REGOLA PER ESSERE UNA CITTA’ TURISTICA MA È INDISPENSABILE VALORIZZARE TUTTE LE RISORSE ARTISTICHE, CULTURALI E ARCHITETTONICHE DELLA CITTÀ, INSIEME A QUELLE RICREATIVE COME MUSICA, SPORT E SHOPPING  
 
Richiamare l’attenzione sul turismo a Milano come settore chiave per lo sviluppo e per la creazione di nuove opportunità imprenditoriali. Questo l’obiettivo del convegno “Fare sistema nel turismo a Milano: dalle idee alla realizzazione” promosso dal Gruppo Terziario Turistico di Assolombarda, di cui fanno parte quasi tutti gli alberghi di lusso di Milano, oltre il 65% di quelli a 4 stelle e numerose agenzie di viaggio e tour operator (in totale 137 aziende con circa 7 mila dipendenti). “E’ giunto il momento di accrescere significativamente la capacità di Milano di attrarre turisti da tutto il mondo –afferma Giorgio De Pascale, Presidente del Gruppo Terziario Turistico di Assolombarda–, Milano, infatti, ha tutte le carte in regola per essere una città turistica, visitabile e fruibile tutti i giorni dell’anno. Ma per il turismo, come per qualunque altro settore, avere la disponibilità di un prodotto non è sufficiente per venderlo. Senza una promozione coordinata, senza una qualità del servizio adeguata, senza una vera imprenditorialità, senza idee innovative, senza il coraggio di assumere iniziative forti che vedano protagonisti tutti gli attori del comparto turistico, Milano rischia di perdere posizioni nei confronti dei competitor europei e mondiali. Operare in modo strategico –aggiunge De Pascale–, nasce dalla ferma convinzione che a favore del turismo e per il turismo in una grande città come Milano implica il rifiuto dell’improvvisazione e la necessità di sostenere, insieme a tutte le forze interessate allo sviluppo dell´economia turistica milanese una sfida per creare un nuovo sistema nel turismo a Milano. ” “Dobbiamo lavorare tutti insieme –spiega Roberto Polli, Direttore Generale di Assolombarda– per valorizzare le eccellenze milanesi, come il sistema museale, gli eventi artistici, i comparti della moda, del design, dell’editoria, della comunicazione; per fare in modo che la permanenza a Milano sia piacevole e confortevole sotto tutti i punti di vista: delle strutture ricettive, dei trasporti locali, della mobilità, e, più in generale, dei servizi per l’utilizzo della città”. Nell’ottica dello sviluppo dell’iniziativa privata per la crescita del turismo a livello locale, Assolombarda e le sue imprese intendono giocare un ruolo da protagoniste, partendo dal presupposto che il turismo non è un settore a sé stante, ma è una componente integrante dell’immagine di Milano e un elemento essenziale del sistema produttivo del territorio. “In questa ottica, il Gruppo Terziario turistico sta già lavorando da tempo su due progetti attraverso commissioni specifiche –aggiunge Giorgio De Pascale–, il primo riguarda la creazione di pacchetti turistici per proporre Milano sotto una veste diversa, offrendone un’immagine di città da visitare, da scoprire, da godersi durante una vacanza o un weekend. Un progetto che sarà possibile portare a compimento solo con il coinvolgimento diretto degli operatori del settore: alberghi, tour operator, agenzie di viaggio; degli altri attori che contribuiscono all’incoming, come ad esempio Fiera e sistema museale; e, naturalmente, degli enti e delle Amministrazioni preposte alla promozione di Milano, cioè Comune, Provincia, Regione, Camera di Commercio. Il secondo progetto riguarda invece il rilancio della zona della Stazione Centrale con l’obiettivo di proporre e predisporre iniziative per permettere agli abitanti del quartiere di riappropriarsi degli spazi comuni, delle strade, delle piazze, ridando così vita a una zona della nostra città non solo ricca di storia locale, ma che rappresenta di fatto il ‘biglietto da visita’ per tutti i turisti e i visitatori che scelgono il treno come mezzo di trasporto per raggiungere Milano. Ma le idee non finiscono qui –conclude De Pascale–, sempre in una logica di sistema e di coordinamento, da tempo si parla di creare ‘itinerari leonardeschi’ che, incanalando in un percorso ideale i Navigli, la Darsena, il Cenacolo di Santa Maria delle Grazie, il Castello Sforzesco e il Museo della Scienza e della tecnologia, uniscano arte, paesaggio, cultura e coinvolgano il sistema di trasporto pubblico locale e il sistema museale”. Al convegno “Fare sistema nel turismo a Milano: dalle idee alla realizzazione” tenutosi presso la sede degli imprenditori milanesi sono intervenuti, oltre a Giorgio De Pascale, Presidente Gruppo Terziario Turistico di Assolombarda, e a Roberto Polli, Direttore Generale Assolombarda, Guido Martinotti, Professore di Sociologia Urbana all’Università degli Studi Milano Bicocca, Ezio Marra, Professore di Sociologia delle Comunità Locali all’Università della Calabria, Magda Antonioli, Professoressa di Economia Politica e Direttrice del Master in Economia del Turismo all’Università Bocconi Milano e Nicolò Costa, Professore di Sociologia del Turismo all’Università “Tor Vergata” di Roma e all’Università degli Studi Milano Bicocca. .  
   
   
LOMBARDIA / ‘TRIGOLTOUR’, ALLA SCOPERTA DEL MINCIO DAL LAGO DI GARDA AL PO  
 
L’Associazione Strada dei Vini e Sapori Mantovani ha organizzato per l´estate 2006 la manifestazione denominata “Trigoltour”, un itinerario alla scoperta del territorio. Il percorso prevede tratti in bicicletta da alternare alla navigazione sui laghi alla scoperta dei tesori nascosti del mantovano. Il prossimo appuntamento è fissato per domenica 3 settembre 2006 con l’itinerario Volta Mantovana, Rivalta sul Mincio, Grazie, Mantova (km. 35). Percorso facile, con partenza da Volta Mantovana, visita al palazzo Gonzaga e agli splendidi giardini all’italiana. Dopo una sosta in una cantina di produzione di vino Garda colli mantovani si prosegue attraversando il Parco del Mincio fino a Rivalta sul Mincio per la visita al Museo dei mestieri del fiume. Si prosegue poi per Grazie e visita al santuario legato alla leggenda del coccodrillo. Trasferimento a Mantova navigando nel cuore della Riserva per ammirare i fior di loto e i trigoli (le castagne d’acqua). Per gli appassionati il percorso può essere effettuato in canoa fino a Mantova. Visita al centro storico della città di Mantova. Il rientro è previsto in pullman fino a Volta mantovana. Costo di partecipazione: 35 euro a persona; 22 euro per i ragazzi fino a 12 anni. La quota non comprende il noleggio della bicicletta. La quota comprende assicurazione, guida per tutto il tragitto, ingresso ai monumenti dove previsto, le visite guidate dove previste, le degustazioni e il paniere della Rasdora per gli adulti o di Cappuccetto per i bambini per il pranzo a base di prodotti tipici, la navigazione dove prevista. Gadget, magliette e impermeabile in caso di pioggia. Www. Mantovastradaviniesapori. It . .  
   
   
TRENTINO / DRODESERA E LA "METAMORFOSI". DAL 21 AL 30 LUGLIO LA CENTRALE DI FIES OSPITA IL FESTIVAL DI TEATRO E DANZA D’AVANGUARDIA. TRA LE NEW ENTRY LA DANZATRICE ÓMARSDóTTIR E IL TEATRO DI GARCÌA  
 
Anche quest’anno la centrale idroelettrica di Fies farà da scenario a «Drodesera», uno dei più prestigiosi festival italiani di teatro e danza d’avanguardia. Dal 21 al 30 luglio, ricco il calendario di spettacoli e video art, alcuni in prima nazionale: filo conduttore della rassegna è la metamorfosi dell’adolescenza, quel momento inquieto della vita dove tutto prende e cambia forma. Fa il suo esordio al Festival la danzatrice islandese Erna Ómarsdóttir, che propone molte opere: “Offæt”, un originale spettacolo di ballo e musica, “IBM 1401 – A User’s manual”, un lavoro sui temi della metamorfosi tecnologica e del progresso, e “The mysteries of love”, un ibrido di horror, bellezza, pathos e ironia in un progetto che assembla testi e film connessi all’universo adolescenziale femminile. Da non perdere l’ultimo spettacolo di Fanny & Alexander dal titolo “Heliogabalus”: tre giovani attori indossano a turno i panni di Eliogabo, danzatore, sacerdote del Sole, fanciullo e imperatore al tempo stesso. A «Drodesera» troviamo anche l’originale opera di Virgilio Sieni “Corpi d’oro”, con la collaborazione di cinque signore “over 65” originarie di Dro. I Motus proporranno invece «Rumore Rosa», uno scorcio sull’universo femminile, e «Piccoli Episodi di Fascismo Quotidiano», le abitudini dell’agire quotidiano alimentate da ideologie totalitarie. Per la prima volta la Centrale di Fies ospiterà nelle sue sale anche il lavoro di Rodrigo Garcìa, che si presenta con la compagnia teatrale “La Carniciera Teatro” e presenta «La historia de Ronald el payaso de macdonalds». L’autore argentino propone una riflessione che parte dagli hamburger della nota multinazionale americana e arriva al ricordo dei crimini commessi dalla dittatura argentina degli anni Settanta. Ad accompagnare nello spazio e nel tempo virtuali della rassegna il pubblico sarà la galleria multimediale del festival www. B-fies. It. Per informazioni: 0464. 504700. Www. Drodesera. It .  
   
   
LOMBARDIA / IL VINO DELLE COLLINE MORENICHE. FRESCO, BRIOSO SE BIANCO FRIZZANTE O FERMO PER ALLIETARE LE NOTTI D´ESTATE  
 
I vini Garda Colli Mantovani Doc vanno degustati in abbinamento a preparazioni abbastanza strutturate, come antipasti di salumi saporiti, pastasciutte al ragù, arrosti poco conditi, carni bianche in umido, pollame cotto con intingoli. Per il Garda Colli Mantovani Rosso se ne consiglia il consumo entro due, tre anni dalla vendemmia, servendolo a una temperatura non superiore ai 16°C in calici adatti a vini rossi giovani. Sotto la Doc Garda Colli Mantovani rientrano tipologie di vino diverse, per ognuna delle quali è studiato un differente processo produttivo. In linea generale, quello dei rossi prevede che le uve vengano pigiate e poi messe a fermentare e a macerare assieme alla vinaccia. Con la successiva svinatura, si separa la vinaccia dal mosto, e dopo l’invecchiamento e l’affinamento, il vino viene stabilizzato e imbottigliato. Il metodo di produzione del bianco, invece, è un processo molto più delicato, dato che il vino bianco è facilmente soggetto ad alterazioni microbiche e a fermentazioni anomale. In questo caso è dunque molto importante che la fermentazione avvenga lontano dalle bucce, che potrebbero compromettere il colore del vino. GARDA COLLI MANTOVANI DOC RUBINO – E’ a base di uve Rondinella, Merlot e Cabernet. Il suo colore è rosso rubino tendente al cerasuolo con l’invecchiamento. Al naso è vinoso, delicato e gradevole. Al gusto risulta asciutto, armonico, leggermente amarognolo. La sua gradazione alcolica è di 12°. E’ ottimo con primi piatti tradizionali come i tortelli di zucca, ma accompagna egregiamente piatti a base di carni bianche e, se invecchiato, gli arrosti. GARDA COLLI MANTOVANI DOC CHIARETTO – E’ un vino rosato ottenuto da uve Rondinella, Merlot, Cabernet e Sangiovese. Ha un profumo delicato e gradevole; il suo sapore è asciutto, armonico, leggermente amarognolo. La sua gradazione alcolica è di 11,5°. Si accosta perfettamente agli antipasti, ai primi piatti leggeri, e ai secondi a base di pesce di lago. GARDA COLLI MANTOVANI DOC BIANCO – Nella produzione di questo vino vengono utilizzati i seguenti vitigni: Garganega (massimo 35%), Trebbiano Toscano e/o Trebbiano di Soave (massimo 35%), Chardonnay (massimo 15%), Sauvignon e/o Riesling renano e/o Riesling italico (massimo 15%). Presenta un colore giallo paglierino, un profumo delicato e caratteristico e un sapore asciutto, sapido, armonico. La sua gradazione alcolica minima è di 10,5°. E’ un vino da bere giovane. Si serve con pietanze delicate come antipasti, primi e secondi di pesce. Tradizionalmente accompagna la torta di rane. GARDA COLLI MANTOVANI DOC MERLOT – E’ ottenuto da uve Merlot. Ha un colore rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento. Il suo profumo è vinoso, intenso e caratteristico, che diventa più delicato, etereo, gradevole con la maturazione. Ha un sapore armonico, asciutto, di corpo, giustamente tannico, sapido. Presenta una gradazione alcolica minima di 11,5°. Se viene invecchiato per due anni e raggiunge una gradazione minima di 12° è qualificato come Riserva. E’ adatto ai secondi di carne e ai formaggi. GARDA COLLI MANTOVANI DOC CABERNET – Alla produzione di questo vino concorrono Cabernet Sauvignon (85%) e Cabernet Franc (15%). Presenta un colore rosso rubino, quasi granato se invecchiato. Ha un profumo caratteristico, gradevole, intenso e vinoso; il suo sapore è armonico, asciutto, caratteristico, di corpo, giustamente tannico, lievemente erbaceo. Ha una gradazione alcolica minima di 11,5°. Viene qualificato Riserva con una gradazione minima di 12° ed un invecchiamento di due anni. è il compagno ideale di secondi di carne e piatti di selvaggina. GARDA COLLI MANTOVANI DOC CHARDONNAY – E’ un vino a base di Chardonnay (85%) e altri vitigni a bacca bianca della zona, non aromatici (massimo 15%). E’ giallo paglierino; presenta un profumo caratteristico, fine, lievemente fruttato e ha un sapore asciutto, fine, talvolta morbido. La sua gradazione alcolica minima è di 11°. Si sposa perfettamente con piatti a base di pesce e verdura. GARDA COLLI MANTOVANI DOC SAUVIGNON – E’ un vino composto da uve Sauvignon (85%) e provenienti da altri vitigni a bacca bianca della zona, non aromatici (massimo 15%). Il suo colore è giallo dorato chiaro; ha un profumo delicato, tendente all’aromatico e presenta un sapore asciutto, di corpo, vellutato. La sua gradazione alcolica minima è di 11°. Si abbina perfettamente ai tortelli di zucca e ai piatti a base di pesce e verdura. GARDA DOC PINOT BIANCO – E’ a base di Pinot bianco; possono concorrere nella sua produzione altri vigniti a bacca bianca della zona, non aromatici (massimo 15%). Il suo colore è giallo paglierino. Ha un profumo caratteristico e delicato. Presenta un sapore armonico, morbido e pieno. La sua gradazione alcolica minima è di 11°. Accompagna bene i piatti a base di pesce. GARDA DOC PINOT GRIGIO – Concorrono alla sua produzione Pinot Grigio (85%) e altri vitigni a bacca bianca della zona, non aromatici (massimo 15%). E’ giallo paglierino, talvolta ramato. Il suo profumo è caratteristico e intenso. Ha un sapore armonico, morbido e vellutato. Ha una gradazione alcolica minima di 11°. è ottimo con piatti a base di pesce. GARDA DOC CHARDONNAY – E’ un vino bianco a base di uve Chardonnay, dal colore giallo paglierino chiaro. Ha un caratteristico profumo molto gradevole e al gusto risulta armonico, fresco e sapido. Per essere apprezzato appieno è da bere giovane. La sua gradazione alcolica è di 10,5°. Va servito con gli antipasti e le pietanze delicate e i piatti a base di pesce. GARDA DOC CABERNET – E’ a base di Cabernet Sauvignon e di Cabernet Franc. Il suo colore è rosso rubino più o meno intenso. Presenta un profumo vinoso e gradevole e ha un profumo armonico. La sua gradazione alcolica complessiva è di 11°. Accompagna perfettamente piatti a base di carne come brasati e arrosti ma anche selvaggina. Può essere servito anche con i formaggi. GARDA CABERNET DOC SAUVIGNON – Come il precedente, si ottiene da uve Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. E’ di colore rosso rubino, ha un profumo gradevole, caratteristico, leggermente erbaceo. Ha un gusto armonico. La sua gradazione alcolica è di 11°. Tradizionalmente accompagna secondi a base di carne: arrosti, brasati e anche selvaggina. Può essere gustato anche con i formaggi. GARDA DOC MERLOT – Viene prodotto con sole uve Merlot. Ha un colore rosso rubino e un caratteristico profumo vinoso. Il suo gusto è pieno, gradevole e armonico. La gradazione alcolica complessiva è di 11°. E’ ottimo accostato a piatti a base di cacciagione. (Informazioni tratte dalla pubblicazione della regione Lombardia: "Atlante dei Vini di Lombardia"). Www. Mantovastradaviniesapori. It .  
   
   
TRENTINO / MUSICA RINASCIMENTALE A SMARANO. DAL 24 LUGLIO AL 4 AGOSTO ENTRANO NEL VIVO I CORSI E I CONCERTI ORGANIZZATI DALL’ACCADEMIA INTERNAZIONALE DI IMPROVVISAZIONE ALL’ORGANO E AL CLAVICORDO  
 
Il piccolo paese di Smarano, in Val di Non, dal 24 luglio al 4 agosto si trasforma in un centro culturale di respiro internazionale per appassionati di musica classica, grazie all’attività dall’Accademia internazionale di improvvisazione all’organo e al clavicordo. Per due settimane studenti e musicisti affermati provenienti dall’Italia e dall’estero, sotto la direzione del maestro Edoardo Bellotti, partecipano a corsi, seminari e concerti, ma anche ad incontri sulle tecniche di costruzione di strumenti a tastiera come organo, clavicembalo e pianoforte. Quest’anno i temi conduttori di corsi e concerti sono la Coralfantasia e la Libera Fantasia, generi musicali tardorinascimentali. Per questa ragione il festival prende il via a Roma nella Basilica di S. Giovanni in Laterano e in S. Barbara, rispettivamente il 24 e 25 luglio. È un modo di rendere omaggio ad un grande maestro della musica d’organo italiana, Girolamo Frescobaldi, vissuto a lungo nella capitale. Gli altri appuntamenti concertistici si svolgono a Smarano nella sala delle Scuole, a Sanzeno nella Basilica S. S Martiri e a Trento nelle chiese di Cristo Re e S. Lorenzo. Il pubblico può assistere gratuitamente a tutti i momenti dell’attività accademica, ma soprattutto ai concerti. Per gli appassionati di musica classica è, dunque, l’occasione per ascoltare organisti del calibro di Joel Speerstra, Pamela Ruiter-Feenstra, Massimiliano Guido, Christoph Bossert, Jean Claude Zhender, Hans Davidsson, Bill Porter e Jürgen Essl. All’interno delle proposte musicali sono contemplati anche seminari e incontri, con docenti italiani e stranieri, per approfondire tecniche e competenze sia generali sia specifiche legate a strumenti come il clavicordo, il liuto o il violino. Il corso è indirizzato a studenti che hanno conseguito almeno il diploma di conservatorio. Per informazioni: 340. 5738358. Www. Eccher. It .  
   
   
TRENTINO / TESERO E LE SUE “CORTE”. DAL 29 LUGLIO AL 5 AGOSTO IL BORGO DELLA VAL DI FIEMME OSPITA L’EVENTO CHE METTE IN MOSTRA GLI ANGOLI PIÙ CARATTERISTICI DEL PAESE  
 
‘Le Corte de Tezìer’ ci conduce a compiere un tuffo nel passato con uno dei più conosciuti appuntamenti estivi della Val di Fiemme. Teatro della manifestazione è il centro storico di Tesero, che con le sue ‘Corte’, ovvero gli angoli più caratteristici del paese, come i cortili, gli androni, i portici e le strettoie, mantiene ancora le sembianze di un tempo. Quest’anno il calendario prevede sette serate di festa, dal 29 luglio al 5 agosto, che spaziano fra folklore, musica, tradizione e divertimento. Ad inaugurare l’evento, sabato 29 luglio, sarà la cena all’aperto a base di piatti tipici trentini, polenta e lucaniche, accompagnata dal sottofondo musicale del complesso Dolomix. La musica caratterizza anche le altre serate: lunedì 31 luglio c’è il concerto del Coro Slavaz, martedì 1 agosto in piazza Scario quello del Coro le 1000 Note, giovedì 3 agosto quello del Coro Genzianella. Da non perdere la serata a tema «Gh’era ‘na olta», in programma mercoledì 2 agosto, con la visita guidata al centro storico del paese e la rievocazione degli antichi mestieri. Momento clou dell’intera manifestazione saranno le due serate conclusive: il 4 agosto alle 20. 30 è prevista la gara di corsa in notturna, aperta a tutti con partenza e arrivo in piazza Nuova, nel cuore del paese, seguendo un tracciato che si snoda da una corte all’altra per un chilometro. Sabato 5, invece, gran finale con l’iniziativa ‘. A stròz par le corte’, passeggiata con degustazioni, rievocazioni di antichi mestieri, danze, canti e musiche di un tempo. I paesani fanno rinascere dodici ‘Corte’, rievocando scene passate di vita quotidiana. Tra i mestieri che vengono proposti quello del falegname, del calzolaio, del fabbro, della battitore dei cereali, delle lavandaie e molti altri ancora. Il tutto condito da tanta musica e dalla possibilità di assaggiare le pietanze e i dolci tipici negli stand gastronomici posti in ogni angolo del paese. Per informazioni: 0462. 241115. Www. Valdifiemme. Info .  
   
   
VERONA, CITTÀ PATRIMONIO DELL’UMANITÀ E LA SUA SPLENDIDA ARENA CON ANTEPRIMA OPERA  
 
L’estate veronese ripropone Anteprima Opera: 45 appuntamenti eleganti, ma anche piacevoli e di facile comprensione, dedicati all’Arena, ai grandi vini e ai sapori veronesi. Verona è una città dove storia ed arte si intrecciano in un continuo ed affascinante connubio, da lasciare stupiti per quanti importanti segni sono ancor oggi visibili per ognuna delle epoche storiche che ha attraversato: gli insediamenti romani, l´epoca dei liberi comuni, il tempo della signoria degli Scaligeri, le dominazioni veneziana ed asburgica. Attraversando il centro storico, lungo le sponde dell´Adige, ad ogni passo corrisponde una visuale su un´importante opera d´arte antica anche di millenni. Una visita ideale inizia dalla centrale Piazza Bra, dominata dalla mole dell´Arena, anfiteatro romano del I sec. D. C. , che sui suoi spalti accoglie tuttora gli oltre ventiduemila spettatori della prestigiosa stagione lirica e di altri spettacoli. La Piazza è inoltre circondata dai bei Palazzo Barbieri e della Gran Guardia. Sul passeggio del "Liston" e sulla elegante Via Mazzini si svolge la rituale passeggiata dei veronesi. Al termine della via sorge uno dei simboli dell´architettura cittadina, la Casa di Giulietta, protagonista della nota opera di Shakespeare. Poco distante, sul luogo dell´antico foro romano, si apre Piazza delle Erbe, oggi sede del mercato cittadino, circondata da palazzi e torri di varie epoche e segnata dalla presenza della fontana di Madonna Verona. Passando sotto l´arco della Costa si entra in Piazza dei Signori, luogo che rimanda soprattutto alle memorie scaligere, con gli imponenti Palazzo della Famiglia e quello del Capitano e le bellissime Arche Scaligere, tombe monumentali di Cangrande e dei suoi familiari. La caratteristica via Sottoriva porta ad affacciarsi sull´Adige proprio dove svetta maestosa la basilica di Santa Anastasia, ricca di opere medievali e rinascimentali. Al di là del fiume si scorge il Teatro Romano appena oltre il Ponte Pietra, e proseguendo lungo l´argine si arriva al Duomo, che nell´armonioso interno gotico conserva una inestimabile pala del Tiziano. L´ampia ansa del fiume che racchiude il nucleo storico cittadino termina sulle singolari arcate del ponte merlato di Castelvecchio, altra opera scaligera del sec. XIV, il cui mastio ospita le importanti collezioni del museo. Continuando lungo il fiume l´itinerario di visita si conclude alla Basilica di San Zeno, una delle più belle ed importanti chiese romaniche italiane. Autentici capolavori, come il portale di formelle in bronzo e il trittico del Mantegna sull´altare maggiore, testimoniano degnamente un periodo storico ed artistico particolarmente fiorente per la città. Arena di Verona. La Stagione Lirica 2006 all´Arena di Verona inaugurata lo scorso 24 giugno con un nuovo allestimento di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e di Pagliacci di Ruggero Leoncavallo curato da Gilbert Deflo per la regia, con le scene di William Orlandi, prosegue con Aida, Carmen, Tosca (in un nuovo allestimento di Hugo de Ana) e Madama Butterfly. La partecipazione di artisti di fama internazionale come Franco Zeffirelli, Hugo de Ana, Daniel Oren, Lü Jia, Viekoslav Sutej, Fiorenza Cedolins, Luciana D´Intino, Daniela Dessì, Josè Cura, Marcelo Alvarez, Vincenzo La Scola riuscirà a rendere indimenticabile ogni serata in Arena. Per il calendario delle serate delle stagioni 2006 e 2007 consultare il sito www. Arena. It Anteprima opera . Per rispondere alle richieste di un Viaggiatore sempre più attento ai contenuti, desideroso di fare esperienze nuove e arricchenti, generalmente poco informato sulle reali possibilità offerte da Verona e dal suo territorio, l’estate veronese ripropone ANTEPRIMA OPERA: 45 appuntamenti eleganti, ma anche piacevoli e di facile comprensione, dedicati all’Arena, ai grandi vini e ai sapori veronesi. Ideata e realizzata da Soluzioni Omnia Media in stretta sinergia con lo storico Due Torri Hotel Baglioni e con la collaborazione artistica della Fondazione Arena di Verona, ANTEPRIMA OPERA valorizza le peculiarità del Festival Areniano e della ricchezza enogastronomica scaligera, offrendo una piacevole chiave di lettura all’opera lirica e un incontro a 360° con una “veronesità” fatta di grande musica, grandi vini, sapori tipici, belle location e persone che amano il proprio lavoro. Il cuore dell’evento è rappresentato dal momento musicale, durante il quale Artisti della Fondazione Arena di Verona presentano al pianoforte l’opera in programma la sera stessa, guidando gli ospiti all’ascolto e narrando gli aspetti anche minori, ma sempre importanti, della trama, della musica e della vita del compositore. L’intento è accompagnare i partecipanti alla scoperta dell’unicità rappresentata dallo spettacolo areniano, unitamente alla scoperta dell’anima del melodramma quale incontro di musica, poesia e passione. Questa prima parte, in grado di far apprezzare fino in fondo l’opera presa in esame e rendere così più piacevole l’appuntamento con lo spettacolo areniano, è seguita dalla presentazione e degustazione di un vino DOC veronese abbinato all’opera esaminata, accompagnato dall’Olio extravergine, Formaggio Monte e altri sapori locali. Il programma si completa, per chi lo desidera, con un ricco Buffet Gala Dinner nel salone della meravigliosa location. Il tutto in tempo utile per assistere alla rappresentazione serale nello storico anfiteatro romano. La storica e vivace città di Verona è circondata da comprensori sensazionali: la Lessinia dei Cimbri e delle profonde e verdi vallate adatte agli sport invernali, Soave e le sue dolci colline ricoperte di vigneti, la Valpolicella con le sue ville e i suoi eccezionali vini rossi, la Pianura Veronese delle tradizioni rurali e dei castelli, i 50 chilometri della Riviera degli Olivi, che costeggiano il lago di Garda. Partiamo alla scoperta di questa fantastica terra! Lessinia La Lessinia è situata nella parte settentrionale della provincia di Verona, ed è costituitala un esteso altipiano. Nel 1990 è stato inoltre istituito il Parco Naturale Regionale della Lessinia, a tutela dell’inestimabile patrimonio naturalistico delle sue vallate e delle sue cime. La ricca storia della Lessinia non si ferma al suo patrimonio geologico, preistorico ed etnografico, ma continua come cultura ed economia nelle sue attività tradizionali come l’alpeggio e la lavorazione della pietra. Soave Sulle ultime propaggini dei Monti Lessini, nella parte orientale della provincia di Verona, i terreni tufacei delle valli d’Alpone, del Tramigna, dell’Illasi e di Mezzane, hanno costituito nel corso dei secoli un habitat ideale per la coltivazione dell’uva garganega e la produzione di un delizioso vino bianco, il Soave. Il territorio attorno al paese di Soave è quindi da sempre la terra dei vini bianchi, con i suoi castelli, chiese, campanili e ricche ville patrizie che emergono appena dal mare dei vigneti, a testimonianza di un territorio ricco di storia, tradizione e fortemente collegato al suo principale prodotto. Pianura veronese. Nel pieno della Pianura Padana, la provincia veronese si estende a sud della città in un vastissimo panorama dominato dalle colture di cereali e riso, interrotto solamente dal corso solenne dell’Adige e di altri affluenti del Po. Terra di tradizioni rurali secolari, la cosiddetta “Bassa” veronese ha quel fascino discreto e melanconico che richiama il rapporto tra uomo e terra, il ciclo delle stagioni e i colori sgargianti dell’autunno offuscati dalle prime nebbie. La Pianura è ricca di pievi, ville, castelli e oasi naturalistiche. Valpolicella. In un Lembo della provincia veronese, compreso tra il Lago di Garda e i monti Lessini, si apre la Valpolicella, terra di storia, cultura, buona gastronomia e gli ottimi vini rossi: Valpolicella, Recioto e Amarone. Una destinazione non solo per il turismo del vino, ma un paesaggio fatto di dolci coline, di piccoli centri ricchi di storia e di tradizioni, di ville venete, di meraviglie naturali e archeologiche e testimonianze preistoriche. Lago di garda. Lungo la sponda veronese del lago di Garda il paesaggio è dolce, ritmato da ameni villaggi che hanno mantenuto tipicità e colore, e dominato dalla vite e dall’olivo. Meta privilegiata dagli amanti dei bagni nelle acque azzurre del lago, la riviera offre molte altre attrattive storiche e naturali. Da non perdere il panorama mozzafiato su tutto il lago godibile dal Monte Baldo, facilmente raggiungibile grazie alla nuova funivia. Per informazioni su itinerari visitate il sito www. Veronaitaly. It Weekend a verona e provincia. Una proposta di soggiorno “alternativa” che mira ad esaltare l’ampia offerta di agriturismo e bed & breakfast presente nel veronese abbinandola alla possibilità di approfondire la conoscenza del territorio. 20 strutture extralberghiere aderenti al Consorzio che si propongono per i fine settimana con tariffe agevolate, abbinate ad un trattamento particolare (come omaggi di prodotti enogastronomici ed ingressi gratuiti o scontati in luoghi di particolare interesse) riservate a chi prenoterà facendo specifico riferimento all’iniziativa. Il pacchetto “Weekend a Verona e provincia” è valido per un anno, sino a fine maggio 2007; coloro che desidereranno usufruirne, potranno prenotare direttamente alla struttura da loro prescelta. Per maggiori informazioni si può consultare il sito www. Veronaitaly. It .  
   
   
RICHARD-GINORI E IL MUSEO DI DOCCIA  
 
Un museo d’importanza mondiale. La consapevolezza e la sensibilità culturale di Richard-Ginori sono rafforzate dalla presenza, sullo stesso terreno della manifattura a Sesto Fiorentino, del Museo di Doccia, custode dell’eredità di una storia dettagliata sin dalle origini e di un considerevole patrimonio artistico. Secondo per importanza in Europa per la porcellana e primo al mondo per numero di preziosi pezzi Ginori, il Museo è continuo oggetto di visite da parte di gruppi di studio, estimatori e artisti, numerosi provenienti dall’estero. Nel percorso museale, i primi manufatti, trasformati attraverso gli anni in pezzi d’arte unici, si uniscono a capolavori storici, in grado di documentare epoche e mode, preferenze e abitudini di mecenati, regnanti, casate, dall’epoca medicea attraverso il regno dei Lorena, dal periodo napoleonico fino ai nostri tempi. L’edificio che lo ospita, adiacente allo stabilimento, è stato appositamente progettato da Pier Niccolò Berardi per fungere da essenziale contenitore di tanti decori e inaugurato nel 1965, qualche anno dopo l’insediamento della manifattura da Doccia a Sesto Fiorentino. L’unicità delle antiche forme. E’ difficile tenere conto, nella cronologia di questa azienda, di tutte le invenzioni artistiche e delle forniture storiche catalogate negli archivi del Museo di Doccia. I capolavori più rappresentativi sono affidati a famosi musei internazionali come Palazzo Pitti a Firenze, il Victoria & Albert Museum e il British Museum di Londra, il Metropolitan Museum di New York, il Museo dell’Ermitage a San Pietroburgo. Spesso i pezzi rari della collezione del Museo Richard Ginori, dal Settecento glorioso al più recente razionalismo decorativo, vengono ceduti in prestito a curatori internazionali per allestire esposizioni. Conservati soprattutto negli Archivi del Museo, ma anche nei reparti creativi della produzione, gli oggetti del passato sono spesso prototipi per le attuali riproduzioni. Vassoi e vasellame, teiere e terrine, zuppiere e marescialle, bassorilievi e tête-à-tête, urne e trofei, bacinelle e brocche, lampadari a braccia, sedute da giardino, figure per abbellire gli ambienti. Non mancano esemplari dal risvolto tecnico e curioso, con finalità più funzionali, come stufe in maiolica, alambicchi, accessori per chimica e farmacia, strumenti per la fotografia e persino per l’uso elettrotecnico. La summa dell’abilità artistica della manifattura di Doccia si condensa nelle minuscole figure in porcellana e biscuit: gruppi, statuine singole, piccoli animali, rarità da collezionare, in sostituzione delle più antiche sculture. Molto pregiati e di valore, questi oggetti hanno un vasto pubblico di estimatori e sono frutto di esperienze produttive di varie epoche che hanno arricchito di talento le maestranze. Il percorso per aree tematiche Le sezioni della collezione permanente, in ordine cronologico, sono dedicate all’illuminato fondatore Carlo Ginori, funzionario del Granducato di Toscana, alla ricca collezione da lui voluta di Modelli e Cere delle botteghe Granducali, alle elaborate riproduzioni in porcellana di sculture della statuaria classica, ai primi piatti e decori per la tavola del tardo settecento (Galli Rossi, Roselline, Frutte Sparse), all’era dell’innovazione delle forme (con le prime fornaci all’italiana) e all’introduzione dello stile neoclassico, alla trasformazione, nell’ottocento, dell’opificio artigianale in impianto industriale (nasce la Richard-Ginori), all’era Gio Ponti e alla sua ricerca della perfezione formale, alla successiva rivisitazione attraverso il design industriale di tecniche e principi funzionali contemporanei, fino al capitolo dedicato ai committenti famosi. Il rinnovamento e i grandi designers. Il geniale architetto Gio Ponti fu direttore artistico di Richard-Ginori tra il 1923 e il 1930. Il suo programma di rinnovamento integrale di forme e decori, di grafica e loghi ha lasciato una traccia significativa. Il linguaggio di Ponti è un’originale interpretazione dell’Art Déco. Nell’Archivio del Museo di Doccia sono conservati il suo carteggio e i disegni autografi. Alcuni pezzi famosi vengono continuamente chiesti in prestito dai più autorevoli musei del mondo. Ma anche in tempi più recenti, negli anni Novanta, Richard-Ginori ha inseguito il rinnovamento degli stili e ha commissionato a nove talenti del design italiano, scelti nell’ambito milanese, altrettanti progetti. Tutti in bianco assoluto, improntati all’essenzialità moderna e alla revisione del percorso estetico del passato i meravigliosi prototipi di Achille Castiglioni, Enzo Mari, Aldo Rossi, Angelo Mangiarotti sono visibili al Museo Doccia, mentre altri sono stati messi in produzione, come il servizio di Sergio Asti (la forma Nuvola) e la proposta di Albini-Helg-Piva (Odissea in vitreous china). Un filone di pulizia di forme e moduli già precedentemente esplorato con successo da Giovanni Gariboldi, successore di Ponti. Suo il servizio Ulpia, presentato in Triennale nel 1954 e gli ancora attualissimi impilabili pezzi del servizio Colonna (premio Compasso d’Oro nel 1954). Un’ottica minimalista ripresa anche da Gino Campana, direttore della manifattura fino al 1974, con il set di ispirazione “cinese” Song e quindi, a circa trent’anni di distanza, dal progetto di Giugiaro Design per il servizio Funè. Visite, iniziative, corsi. Curatrice del Museo è Oliva Rucellai, storica dell’arte, esperta di ceramica europea dal XVIII al XX secolo. Al Museo di Doccia si ricollega anche l’iniziativa di alto valore artistico e molto apprezzata di organizzare i corsi di pittura su porcellana, che si ripetono più volte nell’anno e la cui durata di quattro giorni prevede una full immersion; le lezioni vengono tenute direttamente nei laboratori dai Maestri del reparto Pittoria della manifattura Richard-Ginori. Il programma prevede l’insegnamento secondo il metodo più antico e tradizionale della tecnica della decorazione a terzo fuoco e dello spolvero, oltre a nozioni sull’utilizzo del colore con pennelli squadrati e a corpo e punta. Il museo organizza anche un calendario di conferenze che si tengono presso la sede e a volte realizza piccole mostre itineranti dei pezzi più significativi. E’ possibile effettuare visite guidate al museo e allo stabilimento su prenotazione. In mostra nel mondo. Tra i capolavori Ginori attualmente in mostra nel mondo si segnala l’esposizione Il Modo Italiano in svolgimento al Montreal Museum of Fine Arts (Canada) fino al 27 agosto 2006. L’esposizione si sposterà quindi al Royal Ontario Museum (7 ottobre 2006 – 25 febbraio 2007) e al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto (3 marzo – giugno 2007). Per contattare direttamente il Museo Richard-Ginori della Manifattura di Doccia scrivere a museo@richardginori1735. Com. ; per informazioni consultare il sito www. Museodidoccia. It. .  
   
   
AD APRICALE PER LA MOSTRA DI GIANLUIGI BRANCACCIO  
 
Abbinare una vista ad uno splendido paesino dell’entroterra della Liguria di Ponente e la visita ad una bellissima mostra di un artista di fama. L’occasione ci viene offerta dalla antologica di Gianluigi Brancaccio organizzata dalla Fondazione Mazzotta e in corso nelle sale espositive del castello della Lucertola di Apricale fino al 13 agosto. Un castello simbolo della bellezza di Apricale, nominato uno dei “borghi più belli d’Italia. Borgo tipicamente medioevale, sorge all’interno di Ventimiglia, nella Valle del Merdanzo, in una posizione panoramica veramente eccezionale. Fu per anni dominio dei conti di Ventimiglia che, alla fine del XIII secolo la cedettero ai Doria. Dopo varie vicissitudini il castello passato in mani private fu dotato di un arioso giardino pensile ricco di vegetazione mediterranea che ospita i visitatori delle mostre estemporanee accolte nei saloni del castello. Il restauro recente infatti ha recuperato gli ambienti sotterranei, i signorili ambienti affacciati sul giardino pensile e il grandioso salone del piano superiore. Qui si svolge appunto fino al 13 agosto la mostra “Gianluigi Brancaccio. Dipinti e incisioni” a cura di Luciano Caramel. Cinquanta opere realizzate dal 1952 a oggi costituiscono la prima grande esposizione antologica dell’artista ligure voluta dalla Provincia di Imperia, dal Comune di Apricale e dalla Pro loco. Il catalogo edito da Mazzotta contiene il saggio del curatore Luciano Caramel che ci racconta il suo singolare “rapporto-non rapporto” con Brancaccio che risale addirittura all’immediato dopoguerra. Completano il volume i contributi critici di Rossana Bossaglia e di Germano Beringheli e una lettera di André Verdet. Brancaccio inizia a dipingere nel secondo dopoguerra prendendo le distanze – come molti artisti in quegli anni - dal gruppo dei novecentisti italiani che si erano proposti, attorno agli anni trenta, il recupero della tradizione. Dipinge mettendo l’accento su quella vita delle forme estesa, oltre il Fronte Nuovo delle Arti, a una sorta di figurazione il cui impianto formale e cromatico risentiva echi post cubisti. Esperienze fondamentali per la sua pittura furono i primi anni di apprendistato a Como e la conoscenza dell’ambiente artistico cittadino, ma anche l’incontro alcuni anni più tardi a Capri di Carrà, Prampolini, Gentilini e Saetti. Infine importanti furono i viaggi a Parigi e in Olanda, dove ebbe modo di conoscere il gruppo COBRA. Recentemente il percorso artistico di Brancaccio è stato coinvolto dal segno, dalla sua connotazione incisoria in rapporto al disegno e all’azione di uno strumento adatto a segnare, graffiandola o intagliandola, un’altra superficie, più dura del tessuto teso, quasi sempre metallica. Il fortissimo senso del colore si unisce alla corposità del segno e al piacere sensuale delle forme rivelando una intensa personalità. Per informazioni: tel. 339. 2286572; 010. 5472460 (lunedì-venerdì); www. Mazzotta. It La visita alla mostra di Brancaccio si completa con una visita al paese aggrappato al suo sperone di roccia, pieno di simpatici gatti e di sognanti murales nei carrugi. Centro focale è la piazza ai piedi del Castello, una vasta area dalla forma irregolare quadrangolare in leggera discesa, su cui convergono sei strade e si affacciano i principali edifici pubblici e religiosi, con mutevoli giochi di luce durante il giorno. Mentre in via Garibaldi si vede ancora "la casa del boia", su un lato della piazza si nota il palazzo del municipio dalla facciata ornata da sei affreschi che raffigurano le tappe più significative della storia del paese. Così si distendono i Murales in tutto il paese: numerosi dipinti a sfondo agreste che impreziosiscono le facciate delle case in pietra. Per soggiornare da Apricale – Ottima per soggiornare ad Apricale la Locanda dei Carugi, membro del nuovo Consorzio Mete di Liguria che raccoglie alcuni agriturismi e B&B di charme, arredato con grande raffinatezza e vista sulla valle. Locanda dei Carugi, via Roma 1, Apricale, www. Locandadeicarugi. It .  
   
   
CLUP GUIDE: LIBERTA IN VIAGGIO. NUOVISSIMA E INTRIGANTE “PORTOGALLO” DI MARCO MORETTI  
 
Luce dell’Alentejo e malinconia dell’Atlantico, architettura d’avanguardia e sapore di baccalà, processioni religiose nei campi e notti spregiudicate a Lisbona. Compagni di viaggio – insieme a fado, vento, azulejos e vino – d’un Portogallo da vivere, da ripensare. Questi i termini intriganti della nuovissima guida Clup pubblicata da Marco Moretti, socio GIST. Nella guida sono presenti i Contributi di Álvaro Siza Vieira e un’intervista ad Antonio Tabucchi. Amsterdam, Berlino, Brasile, Croazia, Irlanda, Libia, Londra, New York, Parigi, Portogallo, Praga, Sicilia, Svezia, Toscana, Yucatan & Chiapas: sono ormai quindici i nuovi titoli delle Clup Guide pubblicate da un anno a questa parte dall’Istituto Geografico De Agostini, completamente rinnovate nello stile, nella grafica e nei contenuti. Ideate nel 1979 dallo staff della Cooperativa Universitaria del Politecnico di Milano (CLUP) come uno spazio aperto di espressione e di sperimentazione, le Clup Guide hanno proposto da subito un modello completamente diverso rispetto alle tradizionali guide turistiche, rivolgendosi a viaggiatori indipendenti, desiderosi di costruire giorno dopo giorno il proprio viaggio, consapevolmente e a misura della propria sensibilità e del proprio desiderio. Gli oltre 80 titoli prodotti in 25 anni hanno sempre tentato un incontro diverso tra manualistica e approfondimento culturale, prestando uguale attenzione ai contenuti generali di taglio geografico, storico-politico e socio-culturale e alle informazioni pratiche e di servizio, con l’obiettivo di porsi come strumento pratico e di conoscenza. Molto apprezzate dal pubblico e dalla stampa specializzata oltre che dagli operatori turistici per il loro stile unico e originale, le Clup Guide sono sempre state considerate le guide più prestigiose e approfondite nel mercato italiano, lontane dagli stereotipi e dai ritratti da cartolina. Il Guinness italiano In questa collana sono uscite le prime guide al mondo su alcuni Paesi dei quali mai nessuno aveva parlato prima dal punto di vista turistico: nel 1988 Tibet, nel 1992 Albania, nel 1994 Eritrea (dopo l’indipendenza), nel 1998 Libia (ancora in tempi di sanzioni economiche). Ed ancora, tra i primati nel mercato italiano: Bolivia (1980), Indonesia (1981), Nicaragua, Costa Rica e Panama (1983), Cuba (1985), Zimbabwe, Zambia e Bostwana (1992), Mongolia (1993), Repubbliche Baltiche (1994), Slovenia (1994), Namibia (1994, dopo il ritiro del Sudafrica), Uruguay (1995), Etiopia e Colombia (1996), Vietnam, Laos e Cambogia (1998). Guide d’autore Non è possibile separare la descrizione dei luoghi dagli occhi che li hanno osservati. Non è possibile e non lo abbiamo fatto. Le Clup sono infatti guide d’autore, testate sul campo, costruite intorno intorno a testi originali, scritti per i viaggiatori italiani da autori italiani, non necessariamente specialisti di editoria turistica, ma legati alle diverse mete da vincoli professionali o culturali profondi e continuativi: ricercatori e docenti universitari, professionisti, studiosi, intellettuali, architetti, giornalisti, musicisti, fotografi. Agli autori è sempre stata concessa la più ampia libertà di giudizio ed è stata richiesta la maggior indipendenza possibile nell’esprimerla. Così, pur all’interno della struttura guidistica, ciascuno ha potuto scegliere un proprio specifico approccio nelle descrizioni e nei suggerimenti, favorendo la massima interazione con i lettori. Libertà in viaggio. Le Clup si riconfermano come punto di riferimento e come compagno ideale – esperto, sincero, serio quando serve, simpatico quasi sempre, creativo, colto, attento – per tutti i viaggiatori, che amano l’avventura in senso lato e si spostano per vivere sempre nuove emozioni, alla riscoperta di quella libertà che solo un certo modo di viaggiare sa regalare e nel rispetto delle tematiche ecologiche e ambientali del moderno turismo responsabile. Sono guide complete e affidabili, piacevoli da leggere, sempre originali, uniche per qualità, attualità, vivacità, ricchezza di spunti. Guide che portano a scoprire la realtà che vive sui palcoscenici, sugli schermi, nei quadri, nei locali, negli edifici, nei libri. Perché non si parla solo di monumenti e musei, ma anche di cinema, teatro, musica, architettura, food cioè di come si vive e si pensa la vita lontano da noi. La struttura L’articolazione in quattro sezioni – Vedere, Conoscere, Scoprire, Vivere – riflette l’attenzione della nuova edizione a mantenere una struttura chiara, semplice e rigorosa, pur nella flessibilità dovuta alle differenze che caratterizzano le singole mete turistiche. Particolarmente approfondita l’introduzione storica, geografica e culturale, dove non mancano riferimenti al cinema, alla scienza, al teatro, all’architettura, alla musica, alle tradizioni locali, all’enogastronomia con l’obiettivo di aprire al lettore una più ampia finestra sulla meta del suo viaggio. Tutti gli spunti per conoscere in modo originale l’arte, le tradizioni, il costume, le atmosfere di Paesi, regioni e città. Storie per capire, itinerari per scoprire e informazioni per andare a colpo sicuro. Particolarmente ampio e curato l’apparato di informazioni utili, che sono l’elemento di maggiore novità rispetto alle tradizionali guide: indicazioni per la visita di luoghi e di monumenti, indirizzi e consigli utili, dagli hotel agli acquisti, per vivere un viaggio in libertà. E inoltre: piante dettagliate che accompagnano gli itinerari nei quartieri e nelle città e un atlante stradale a colori. La nuova grafica: al tradizionale layout grafico, totalmente in nero, si sostituisce nella nuova edizione a brossura fresata con angoli stondati, un impaginato mosso a due colori che differenzia le parti descrittive da quelle informative, abbondante uso di box e inserto full color. Anche il nuovo formato, di 113x192 mm, risulta essere ottimale per maneggevolezza e leggibilità. In apertura di volume, una galleria fotografica a colori diventa essa stessa informazione e suggerimento per il lettore, illustrando visivamente le fascinazioni della destinazione che si accinge a visitare, i luoghi, le esperienze e le emozioni da non perdere. All’interno, disegni architettonici, spaccati, illustrazioni, foto a due colori, vignette e tabelle che sintetizzano temi di specifico interesse. I titoli pubblicati: AMSTERDAM, di Claudio Canal. Nelle botteghe e nei caffè di Amsterdam, nei suoi musei o lungo i canali, girando in barca o in bicicletta, sempre e in ogni caso si percepisce il clima allegro e la grande libertà di una città dove non c’è posto per chi va troppo di fretta e non sa godersi la vita. BERLINO, di Alessandra Bartali e Tania Masi. Una città viva, in continua trasformazione. Una città che era una, poi è diventata due o meglio due metà, che fingevano ciascuna di essere un mondo a sé e infine è ridiventata una: percorsi, consigli e informazioni per visitarle tutte e quattro. L’unica guida in cui puoi capire attraverso un test scientifico se sei più Ossi o Wessi…. BRASILE, di Beppe Ceccato I miti sono inamovibili: le spiagge di Rio de Janeiro, l’accoglienza della gente, l’infinito dell’Amazzonia, la musica, il ballo e il calcio. Ma accanto al Brasile degli stereotipi ne vive un altro, raccontato in questa guida attraverso storie e nuove tendenze. CROAZIA, di Vanessa Tonini Una nazione ruvida che si scioglie nelle spiagge della Dalmazia e si sfrangia nelle isole dell’Adriatico. Tra i colori dell’estate mediterranea e le tracce della Repubblica di Venezia si scoprono tutte le suggestioni di una cultura così vicina e insieme così lontana. IRLANDA, di Alessandro Gandolfi. Joyce, Bono Vox e la birra: in loro compagnia si attraversa un’Irlanda accogliente, lontana dal tempo e vicina al mito, incrollabilmente verde. Con tutta la sua ordinata iconografia, dai pub di Dublino, alla musica, ai paesaggi limpidi dell’Atlantico. LIBIA, di Andrea Semplici e Daniela Scapin. Incontro fra Mediterraneo e Sahara, fra le antiche città romane e la geografia del Grande Vuoto, la Libia è la modernità di Tripoli e la lontananza delle oasi, i silenzi dei touareg, i vicoli delle medine. Come catturare a occhi aperti la “strana normalità” di questo Paese. LONDRA, di Carla Diamanti. Luogo di tendenze, di evoluzione, di rinnovamento e, insieme, di tradizione: Londra è una bandiera del possibile. Ciò che altrove sembra stridente, qui diventa naturale, armonico e si moltiplica in tutti i modi concepiti dall’immaginazione. NEW YORK, di Laura Magni. La città per definizione: mobile, seducente, inafferrabile. Colta attraverso un profondo rapporto d’amore che ne indaga la storia da araba fenice, le vertiginose architetture, le luci teatrali, le scenografie che si srotolano nelle strade insieme a un ammaliante sottofondo di jazz. Con la più originale e completa rassegna di ristoranti newyorkesi, compreso uno dove si cena al buio senza sapere chi ti sta a fianco e quali piatti ti verranno serviti e dove i camerieri si muovono con occhiali all’infrarosso. PARIGI, di Matteo Merzagora e Sylvie Coyaud. Forse è la metropoli più sognata al mondo, dalla punta della Tour Eiffel all’ultimo dei bistrot, attraverso il cinema, la letteratura, la pittura, a moda. Questa Parigi, sfaccettata e multietnica, è raccontata da un’autrice francese che vive in Italia. PORTOGALLO, di Marco Moretti. Luce dell’Alentejo e malinconia dell’Atlantico, architettura d’avanguardia e sapore di baccalà, processioni religiose nei campi e notti spregiudicate a Lisbona. Compagni di viaggio – insieme a fado, vento, azulejos e vino – d’un Portogallo da vivere, da ripensare. PRAGA, di Alessandro Ruggera Gli stati di Praga sono tre: solido, liquido e gassoso. Il primo è una fila di figure gotiche, barocche, liberty. Il secondo sono sciami di esistenze che, bisbigliando del passato, cianciano di futuro. Lo stato liquido è il più insolente: volgarmente è chiamato “birra”. SICILIA, di Francesca Colosi Una terra dove il luogo comune si accanisce. Alla Sicilia capita spesso, nelle guide turistiche quasi sempre. Ma non in queste pagine, scritte per muoversi in quel lembo di Mediterraneo che comincia a Cariddi e finisce con l’ultimo itinerario di una guida appassionata. SVEZIA, di Valerio Griffa. Stoccolma e tutto il resto, fino alle terre dei lapponi e ai ghiacci dell’estremo Nord, con le sue notti magiche e i suoi giorni lunghi come stagioni. Paesaggi e città della Svezia che che ci si aspetta, e di quella che vive al di là di tutti gli stereotipi. TOSCANA, di Alessandra Bartali e Tania Masi. Dietro la cartolina di colline e borghi medievali si nasconde la Toscana intrigante, popolata di personaggi singolari e irriverenti. Qui si trovano percorsi e consigli per conoscerla con tutti e cinque i sensi e arrivare a cogliere il suo non-senso. YUCATÁN E CHIAPAS, di Gianni Morelli e Andrea Salvadori. La ricerca delle radici culturali, tra i templi maya e le foreste del Messico meridionale. Le spiagge affacciate sul mar dei Caraibi. L’altopiano velato di nebbia. I colori indigeni, le architetture coloniali, i granchi, le amache, il guacamole, il sole accecante del Tropico. .  
   
   
“LA VECIA FEROVIA DELA VAL DE FIEMME”: LA MOUNTAIN BIKE A MISURA DI AMATORE. GARA IL 6 AGOSTO CON PARTENZA DA ORA (BZ)  
 
Si è già messa in moto e sta “sbuffando” la locomotiva della “Vecia Ferovia dela Val de Fiemme” che domenica 6 agosto guiderà il lungo convoglio di biker, i quali affronteranno i 35 chilometri che dividono Ora da Molina di Fiemme ripercorrendo lo storico tragitto del trenino dismesso negli anni ‘60 ma che tutt’oggi è nella mente di molti. La “Vecia Ferovia dela Val de Fiemme” non è una gara “piatta” come si potrebbe immaginare, visto che sfrutta la vecchia massicciata della linea ferroviaria, ma propone un percorso in continua e dolce salita con qualche breve “strappo” e, nel finale, una discesa che fa la differenza tra i più arditi. È una gara che, pur non essendo inserita volutamente in alcun circuito, ha avuto un continuo crescendo di adesioni e lo scorso anno ha portato al traguardo ben 868 concorrenti. Il segreto del successo è semplice ed è focalizzato in un’organizzazione di stampo volontaristico, ma con grande competenza e professionalità, un percorso adatto davvero a tutti e che consente anche ai meno allenati di raggiungere il traguardo e che si snoda al fresco tra boschi e prati, un arrivo collocato in mezzo ad una pineta dove si organizza un gran bel party a fine gara, infine c’è la possibilità di trascorrere in Val di Fiemme una settimana ad hoc per chi approfitta della proposta lanciata dalla locale APT, la “settimana verde della mtb” che si chiude con un’escursione esplorativa sul percorso di gara in compagnia dell’ex campione del mondo Maurizio Fondriest. Ma veniamo alla gara vera e propria di domenica 6 agosto, proposta dalla Polisportiva Molina in collaborazione con il Südtirol Marathon Club di Egna; la partenza, e non poteva essere diversamente, sarà data dalla stazione di Ora, poi la gara si concluderà a Molina di Fiemme dopo 35 chilometri. A dare il via alle 9,30 (con paletta e fischietto) sarà come sempre il conduttore che guidò l’ultimo convoglio negli anni ‘60. Aperta a tesserati e non tesserati, la “Vecia Ferovia” dopo aver raggiunto Egna attraverso la pista ciclabile, inizierà a salire verso Pinzano e Montagna, transitando attraverso le vecchie gallerie e salendo lungo i viadotti che si espongono a terrazza sulla Val d’Adige, raggiungendo quindi Doladizza, Pausa, Fontanefredde e San Lugano dove è posto il Gran Premio della Montagna. La gara punterà poi diritto sulla Val di Fiemme verso Aguai, Castello, Molina, per poi “chiudere” nella splendida pineta di Piazzol con un ultima salitella tutta nel bosco, gioia per gli spettatori e “tormento” per i meno allenati. Ma la “Vecia Ferovia dela Val de Fiemme” è soprattutto una festa della mountain bike, dove campioni di oggi e di ieri si sfidano con gli amatori “veri”, ai quali basta portare la propria bicicletta sotto lo striscione d’arrivo. L’edizione 2005 è stata vinta da Marzio Deho e da Alexandra Hober in una gara che registrò quasi mille iscritti, e quest’anno le adesioni potrebbero addirittura superare, in proiezione, tale numero. Fra i tanti concorrenti in lizza per l’edizione 2006 si notano già dei nomi importanti come quelli di Marzio Deho, Johann Pallhuber e la messicana Daniela Campuzano, tanto per citarne alcuni. Le iscrizioni chiuderanno i battenti sabato 5 agosto alle ore 12, ma nella mattinata di sabato vengono accettate unicamente se effettuate presso la sede della Polisportiva di Molina di Fiemme. Www. Laveciaferovia. It .