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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 10 Marzo 2009
RIFORMA DELLA PAC: A CONCLUSIONE DEL PROCESSO DI RISTRUTTURAZIONE, LA COMMISSIONE EUROPEA SI COMPIACE DEL SUCCESSO DELLA RIFORMA ZUCCHERO  
 
 Il piano 2006-2009 di ristrutturazione dell’industria europea dello zucchero ha avuto come risultato la rinuncia a 5,8 milioni di tonnellate di quota, sfiorando l’obiettivo iniziale dei 6 milioni di tonnellate. Alla fine di questo processo quadriennale – elemento centrale della riforma dello zucchero del 2006 –, la quota di zucchero e isoglucosio dell’Ue è scesa a 14 milioni di tonnellate (di cui 13,3 milioni di tonnellate per lo zucchero). La produzione saccarifera dell’Ue si è concentrata in 18 Stati membri (dai 23 di prima della riforma) caratterizzati da condizioni agronomiche favorevoli, sette dei quali, con le rese più elevate, totalizzano quasi il 70% della produzione complessiva. I prezzi interni mostrano una tendenza al ribasso, in sintonia con l’obiettivo della riforma di rendere sostenibile e competitivo il settore europeo dello zucchero. “Sono lieta di poter affermare che la riforma dello zucchero è stata un successo”, ha dichiarato la commissaria per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Mariann Fischer Boel. “Era uno dei cavalli di battaglia del mio attuale mandato e mi fa piacere vedere che siamo arrivati così vicino al nostro ambizioso traguardo. Il settore saccarifero aveva urgente bisogno di una riforma. Una produzione più sostenibile e prezzi più competitivi renderanno più promettente il futuro dei produttori europei”. Contesto della riforma Nel febbraio 2006, i ministri dell’agricoltura dell’Ue hanno formalmente adottato una riforma radicale del settore dello zucchero, destinata ad allineare con il resto della Pac riformata un assetto rimasto pressoché immutato da quasi quarant’anni. Gli elementi essenziali del pacchetto di riforma consistevano in un taglio del 36% del prezzo minimo garantito dello zucchero (da 631,9 Eur/t nel 2006/2007 a 404,4 Eur/t nel 2009/2010), compensazioni per i bieticoltori e un fondo di ristrutturazione finanziato dai produttori di zucchero, inteso a incoraggiare gli zuccherifici meno competitivi a cessare l’attività. Il 13 febbraio di quest’anno, nel contesto della crisi economica e finanziaria, la Commissione ha deciso di autorizzare gli Stati membri ad anticipare al giugno 2009 il pagamento del 100% dell’aiuto alla ristrutturazione per il 2008/2009. Diversi Stati membri hanno già annunciato che si avvarranno di questa possibilità per allentare la tensione finanziaria accusata dalle imprese zuccheriere. Per ora niente ritiro preventivo Nel marzo e nell’ottobre dell’anno scorso, la Commissione ha constatato che il mercato europeo dello zucchero poggiava su fondamenta sufficientemente salde e che non occorreva imporre un ritiro obbligatorio di zucchero durante la campagna di commercializzazione 2008/2009. Da una prima analisi della prossima campagna (2009/2010), la commissaria Fischer Boel ha tratto la conclusione che il ritiro preventivo non sarà necessario neanche in quel periodo. Questo giudizio, basato su stime del tutto provvisorie, specialmente per le importazioni, sarà riesaminato in ottobre sulla base di stime aggiornate della produzione di barbabietole e di zucchero e delle importazioni. La situazione verrà riesaminata ancora una volta nel febbraio 2010 per determinare se sia necessario procedere a un ritiro preventivo nella campagna di commercializzazione 2010/2011 o ad un “taglio finale”, cioè un’ulteriore riduzione della quota. Allegato 1: Quantitativi ritirati dal mercato in virtù del piano di ristrutturazione 2006-2009. Allegato 2: Quote di produzione nazionali nel 2009/2010. [ Tabelle disponibili in Pdf o Word Processed ] Annexe 2 Quotas Nationaux Et Régionaux à partir de la campagne de commercialisation 2009/2010 (en tonnes)
États membres ou régions Sucre Isoglucose Sirop d’inuline
Belgique 676 235,0 114 580,2 0
Bulgarie 0 89 198,0
République tchèque 372 459,3
Danemark 372 383,0
Allemagne 2 898 255,7 56 638,2
Irlande 0
Grèce 158 702,0 0
Espagne 498 480,2 53 810,2
France (métropole) 2 956 786,7 0
Départements français d´outre-mer 480 244,5
Italie 508 379,0 32 492,5
Lettonie 0
Lituanie 90 252,0
Hongrie 105 420,0 220 265,8
Pays-bas 804 888,0 0 0
Autriche 351 027,4
Pologne 1 405 608,1 42 861,4
Portugal (continental) 0 12 500,0
Région autonome des Açores 9 953,0
Roumanie 104 688,8 0
Slovénie 0
Slovaquie 112 319,5 68 094,5
Finlande 80 999,0 0
Suède 293 186,0
Royaume-uni 1 056 474,0 0
Total 13 336 741,2 690 440,8 0
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AGRICOLTURA, COZZOLINO INCONTRA A BRUXELLES I VERTICI DELLA COMMISSIONE: VIA LIBERA AGLI AIUTI SULLA FILIERA BUFALINA E MAGGIORE COPERTURA ALLE AZIENDE PER GLI INVESTIMENTI SUL PSR  
 
L´assessore regionale all´Agricoltura e alle Attività Produttive della Campania Andrea Cozzolino ha incontrato il 5 marzo a Bruxelles i vertici della Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea per rappresentare le difficoltà del comparto agricolo campano in conseguenza della crisi economica. Nel corso dell´incontro sono state in particolare modo affrontate, da parte dell´assessore Cozzolino, le questioni relative alle strategie di sostegno e rilancio della filiera bufalina e i provvedimenti tesi ad accelerare la spesa da investimenti prevista dal Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013. I vertici della Direzione Generale Agricoltura di Bruxelles hanno dato il via libera al regime di aiuti a favore degli allevatori bufalini dell´area casertana interessati alle operazioni previste dal Piano di eradicazione della brucellosi, annunciando, per le prossime settimane, ulteriori stanziamenti al Commissariato Straordinario di Governo impegnato nell´attuazione del Piano. La Commissione Europea ha approvato anche il piano di aiuti di stato a favore delle aziende bufaline sottoposte nel corso del 2008 ai controlli comunitari a seguito dell´allarme diossina. Su richiesta dell´assessore Cozzolino, gli uffici della Commissione hanno poi preso l´impegno ad ampliare dal 20% al 50% la percentuale di anticipo del contributo pubblico sulle misure di finanziamento previste dal Psr. È stata inoltre garantita l´estensione ad un maggior numero di territori rurali degli interventi di tutela e riqualificazione previsti dalle specifiche misure attuative del Psr. "Il nostro obiettivo è accelerare quanto più è possibile la spesa dei fondi strutturali, in modo da liberare risorse per tante aziende agricole che in questo momento di contrazione dell´economia non ce la fanno a sostenere gli investimenti con i ritmi e le condizioni degli anni passati", dichiara l´assessore Cozzolino. "Da questo punto di vista, è molto importante che la Commissione approvi i nostri piani di intervento a favore di tutta la filiera bufalina. Si tratta di un settore di eccellenza che dobbiamo sostenere e rilanciare". "Adesso è necessario che il Governo nazionale e la Commissione europea intervengano anche sul problema, che abbiamo segnalato, della mancata copertura dell´Iva per le richieste di investimento programmate dai Comuni sul Psr. Reintrodurre la copertura dell´Iva, così come previsto anche dalla vecchia programmazione, sarebbe un incentivo importante agli investimenti, alla riqualificazione del territorio e allo sviluppo per tanti piccoli comuni delle aree rurali", conclude Cozzolino. .  
   
   
CRESCONO FATTURATI ED EFFICIENZA DELLE IMPRESE DELL’ORTOFRUTTA ITALIANA UNA INDAGINE DEL CSO (CENTRO SERVIZI ORTOFRUTTICOLI) CONFERMA L’ANDAMENTO ANTICICLICO DEL SETTORE AGRICOLO CHE NONOSTANTE LA CRISI È ANCORA IN CRESCITA.  
 
Presentati il 9 Marzo daI Cso Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara, i risultati di uno studio realizzato da Centuria Rit sull’analisi della competitività delle imprese dell’ortofrutta italiana, francese e spagnola. L’analisi mette a confronto gli andamenti finanziari di 125 aziende cooperative e private di cui 35 operanti in Spagna e in Francia . I risultati sono stati inoltre confrontati con lo stesso studio realizzato nel 2002. Una serie di dati molto interessanti che fotografano una situazione delle imprese ortofrutticole italiane in sostanziale miglioramento Il settore ortofrutticolo continua ad avere segni positivi con un lento ma costante recupero dell’efficienza. I dati positivi vengono confermati anche dall’analisi delle tipologie di aziende messe a confronto. Le cooperative ad esempio pur risultando meno efficienti sul piano finanziario evidenziano una maggiore strutturazione e patrimonializzazione mostrando una maggiore solidità e un minor rischio finanziario rispetto alle imprese private. “E’ evidente dichiara Paolo Bruni – presidente di Cso che l’agricoltura conferma nei momenti di crisi il suo ruolo di compensazione e stabilità. Le imprese , dopo le grandi crisi della prima metà del 2000 hanno creato aggregazioni importanti e si sono strutturate per essere sempre più competitive nel mondo”. La competitività del sistema Italia è confermata anche dai dati positivi dell’export ortofrutticolo che fino a novembre 2008, registra, secondo dati Cso, un + 13% in valore rispetto al 2007. “ Il dato di crescita in valore delle nostre esportazioni – conferma Renzo Piraccini – Consigliere Delegato di Cso – evidenzia come l’offerta italiana negli ultimi anni si sia qualificata in termini di posizionamento di prezzo rispetto ai competitori europei. Un segnale che conferma l’importanza dell’internazionalizzazione dei mercati per le aziende italiane soprattutto verso nuovi mercati oggi non ancora presidiati, parlo per esempio della Russia con cui stiamo attivando scambi importanti. ” L’italia ha esportato fino a novembre 2008 ben 3. 277. 762 tonnellate di ortofrutta , pari ad un valore di 3. 145. 068 miliardi di euro. Solo per gli agrumi ad esempio si registra un incremento in valore dell’export 2008/2007 del + 53%. Sul fronte dei consumi altro elemento chiave per la competitività del comparto ortofrutticolo la situazione si è stabilizzata. Dopo il calo che ha caratterizzato il periodo 2000-2005 siamo di fronte ad un recupero in particolare per clementine, meloni, albicocche, fragole e pesche e nettarine, mentre continua il trend negativo per mele e pere. Le famiglie italiane rispetto all’anno 2000 hanno ridotto gli acquisti di oltre 1,3 milioni di tonnellate corrispondenti ad una superficie coltivata ad ortofrutta pari a circa 45. 000 ettari. L’incremento dei consumi dichiara Luciano Trentini – direttore Cso è uno degli obiettivi da perseguire con impegno nei prossimi anni sia perché come è noto, il consumo di frutta è un toccasana per la salute, sia perché ci pone al riparo dai rischi di deprezzamento del prodotto in caso di sovrapproduzione. In conclusione l’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna –Tiberio Rabboni evidenzia l’impegno della regione Emilia Romagna per arginare la crisi in atto attraverso una azione importante di finanziamento dell’innovazione in campo di ricerca e sperimentazione. ” La buona tenuta delle nostre aziende – dichiara Rabboni- conferma che la scelta a sostegno del rinnovamento in agricoltura è una scelta vincente. ” .  
   
   
QUOTE LATTE, FERRAZZI: BENE RINUNCIA A CONTENZIOSI IN SENATO UNA VITTORIA DELLA POSIZIONE SOSTENUTA DALLA REGIONE LOMBARDIA  
 
Milano - "Quello compiuto oggi in Senato è un passo da accogliere con soddisfazione. L´emendamento che impone la rinuncia al contenzioso come condizione per accedere ai benefici della nuova regolamentazione in materia di quote latte conferma che la posizione della Regione Lombardia, schierata da sempre con il territorio e i suoi produttori, è stata fin dall´inizio la più adeguata". Luca Daniel Ferrazzi, assessore all´Agricoltura della Regione Lombardia, commenta così il 5 marzo l´avvenuta conversione in Senato del Decreto Legge in materia di quote latte. "Finalmente - ricorda Ferrazzi - si riconoscono le ragioni di tutti quei produttori, la maggioranza, che hanno sempre lavorato nel rispetto delle regole, a costo di sacrifici economici e lavorativi enormi. Un passaggio, questo, che aveva visto Regione Lombardia raccogliere e dar voce a una posizione unanime del mondo produttivo lombardo e che è stata condivisa da tutte le Regioni italiane". "A questo punto - conclude Ferrazzi - ci auguriamo che l´ultimo tratto di questo percorso, quello del passaggio alla Camera, possa portare ulteriori miglioramenti al Decreto, sancendo finalmente la fine di questa partita e permettendo a tutti di concentrarsi sulle importanti sfide che attendono il settore lattiero caseario". . .  
   
   
SOSTENERE ANCHE LA MECCANIZZAZIONE AGRICOLA  
 
Venezia - “Condividiamo la preoccupazione di Unacoma che, nel corso della Convention “Sostenere la meccanizzazione: i tempi, le risorse, gli strumenti”, ha denunciato il mancato inserimento delle macchine agricole nel Decreto Legge n. 5 del 10 febbraio 2009”. Lo ha affermato il Vicepresidente della Giunta regionale Franco Manzato sottolineando la necessità che “il Governo intervenga, perché sostenere la meccanizzazione agricola significa credere nel settore primario, un settore fondamentale per l’economia veneta, dando così all’imprenditoria rurale gli strumenti necessari per competere a livello internazionale. Si tratta di una questione di salvaguardia di settore, ma soprattutto di sicurezza. Non è concepibile, infatti, che l’età media delle macchine agricole attualmente in uso sia superiore ai vent’anni. Il Governo non può trascurare questa richiesta di aiuto perché qui in gioco non c’è soltanto il futuro di una singola categoria, ma l’intero sistema agroindustriale veneto e nazionale”. .  
   
   
PIEMONTE: RICHIESTA DI CONVOCAZIONE TAVOLO SUL PREZZO DEL LATTE  
 
E’ pervenuta alla Regione Piemonte la richiesta di convocare un incontro per riprendere la trattativa sulla determinazione del prezzo del latte alla stalla. Raccogliendo tale sollecitazione, l’Assessore all’Agricoltura Mino Taricco ha inviato una lettera alle rappresentanze agricola e industriale, ribadendo l’invito già rivolto alle parti a fine gennaio - dopo aver accertato l’impossibilità di trovare, in quel momento, una comune linea di convergenza - di attuare uno sforzo responsabile per valutare ogni possibile margine di trattativa. “Manifesto la più completa disponibilità ad attuare ogni possibile azione di raccordo e mediazione che possa assecondare un risultato favorevole – precisa Taricco - per non lasciare il settore lattiero-caseario allo sbando e dare un importante segnale di fiducia, doppiamente importante nell’attuale critico contesto economico. Ho pertanto richiesto alle parti la disponibilità a riprendere la trattativa e attendo a breve un loro riscontro. ” . .  
   
   
LA TECNOLOGIA RFID PER IL FOOD & BEVERAGE WORKSHOP GRATUITO ALL – UNIVERSITÀ DI ROMA “LA SAPIENZA”  
 
 Si terrà a Roma il prossimo 31 marzo il workshop gratuito dedicato all’introduzione e allo sviluppo delle tecnologie Rfid nel settore alimentare. Organizzato dalla rivista “Alimenti&bevande” e dal C. A. T. T. I. D. Dell’università di Roma “Sapienza”, l’evento si svolgerà presso l’aula convegni del laboratorio, in viale dell’Università, 36 (livello -1). Le etichette a radiofrequenza, già da alcuni anni, sono entrate a pieno titolo nel settore alimentare. Le ragioni di una così rapida diffusione sono dovute soprattutto alla recenti normative, alla crescente necessità di tutelare il consumatore, certificare la qualità degli alimenti e rendere più efficiente la gestione del processo produttivo. Sulla base di una serie di sperimentazioni condotte dal laboratorio Rfid del C. A. T. T. I. D. È emerso come la tecnologia Rfid sia uno strumento estremamente affidabile per la tracciabilità sia in ambito agroalimentare che in ambito zootecnico. All’incontro parteciperanno Federalimentare (Avv. Dario Dongo), lo Studio Legale “Corte&andreis” (Avv. Gianclaudio Andreis), ricercatori del C. A. T. T. I. D. E docenti dell’Università di Roma “La Sapienza”, che esamineranno la normativa che regola il “mondo” della tracciabilità e alcune soluzioni Rfid studiate per il settore alimentare. Il workshop è rivolto a aziende agricole, industrie alimentari e delle bevande, grande distribuzione organizzata, consulenti, ricercatori e aziende fornitrici di soluzioni Rfid. La partecipazione è gratuita, ed possibile registrarsi compilando la “Scheda di Registrazione” al seguente indirizzo:http://www. Insic. It/eventi/workshopfb/iscrizione. Asp .  
   
   
APPROVAZIONE DECRETO QUOTE AL SENATO, TARICCO: BENE IL REINSERIMENTO DELLA RINUNCIA AI CONTENZIOSI. RESTANO INSUFFICIENTI LE RISORSE PER IL SETTORE.  
 
In attesa di conoscere nel dettaglio il testo della norma approvata il 5 marzo dal Senato – conversione in legge del decreto 4/09 sulle quote latte – l’Assessore all’Agricoltura Mino Taricco intende “rimarcare due cose, in attesa di capire in quale misura le questioni su cui avevamo sollecitato attenzione siano state accolte: innanzitutto rimangono assolutamente esigue e insufficienti le cifre stanziate per l’intervento sul settore lattiero-caseario e soprattutto per la ristrutturazione finanziaria di coloro che negli anni hanno rispettato le normative sulle quote. In secondo luogo vogliamo sottolineare quanto avevamo con forza più volte ribadito: la necessità della rinuncia ai contenziosi per accedere alla rateizzazione delle multe non solo non era in contrasto con le normative nazionale e comunitaria, come alcuni avevano affermato, ma è stata addirittura reinserita su specifica richiesta della Commissione Bilancio. Allo stato dell’arte- conclude l’Assessore - talune “timidezze” crediamo dovrebbero, nell’interesse dei produttori, essere riviste. ” .  
   
   
AGRICOLTURA, INVESTIMENTO DI 12 MEURO NEL METAPONTINO  
 
 Ammonta a circa 12 milioni di euro l’investimento che la cooperativa Arpor del gruppo Orogel metterà in campo per il prossimo biennio per potenziare lo stabilimento di Policoro. Lo hanno annunciato, stamani, il presidente di Orogel Fresco, Giuseppe Maldini, Maurizio Tortolone, presidente della Arpor, e la presidente di Confcooperative Basilicata, Vilma Mazzocco, nel corso di un incontro con il presidente della Regione, Vito De Filippo, l’assessore regionale all’Agricoltura, Vincenzo Viti, e l’assessore regionale alle Attività produttive, Gennaro Straziuso. Nata 25 anni fa, la Arpor di Cesena è costituita da circa 100 soci, fra cui anche diversi pugliesi e lucani. “Nello stabilimento lucano – ha detto Tortolone – nell’ultimo biennio abbiamo già effettuato un investimento di circa 5 milioni di euro per la produzione di semilavorato nel settore del surgelato. Con queste risorse abbiamo rafforzato la capacità produttiva del sito lucano assicurando lavoro a tempo indeterminato a 15 dipendenti e l’occupazione di 150 lavoratori stagionali. Inoltre, fra un paio di settimane, sempre nello stabilimento di Policoro, verrà avviata la linea, per la produzione di spinaci, più moderna d’Europa”. “Abbiamo deciso di puntare molto sulla nostra presenza in Basilicata – ha aggiunto Maldini – perché abbiamo trovato una produzione agricola di qualità e un sistema cooperativo pronto ad accogliere le sfide del mercato”. “In un momento di grave crisi economica in generale e, in particolare, nel settore agricolo, riteniamo che questo – ha detto Mazzocco – sia un investimento strategico non solo per la Arpor e la Orogel, ma anche e soprattutto per le imprese locali che a questo stabilimento possono conferire il loro prodotto fresco attraverso una programmazione concertata delle coltivazioni”. Fra gli obiettivi del nuovo investimento di 12 milioni di euro c’è anche quello di arrivare al completamento dell’intero ciclo di produzione nello stabilimento lucano con un consistente aumento delle giornate di lavoro. L’assessore all’agricoltura, Vincenzo Viti, ha annunciato che “il Dipartimento si sta adoperando per mettere a disposizione della Orogel, come di altre iniziative imprenditoriali del genere, i residui finanziari della precedente programmazione comunitaria, anche attraverso l’istituzione di un tavolo interdipartimentale con il dipartimento regionale alle Attività produttive”. “La Regione Basilicata – ha detto il presidente De Filippo – certamente farà la sua parte nel raccogliere le opportunità che arrivano dal mondo imprenditoriale e dal mondo della cooperazione perché producano il massimo degli effetti positivi. Il nostro territorio, con particolare riferimento al Metapontino, ha grandi capacità produttive e una buona qualità dei suoi prodotti. Quello che è ancora debole riguarda l’ultimo tassello della filiera, vale a dire il loro posizionamento sui mercati nazionali ed internazionali. Crediamo che l’inserimento delle nostre imprese in una rete commerciale così solida e con un marchio così importante non potrà non rappresentare un importante segnale di risposta alle attese degli agricoltori lucani, in un momento di crisi internazionale così delicato e così complesso come quello che stiamo vivendo. Certamente – ha concluso De Filippo – individueremo gli strumenti migliori per accompagnare gli investimenti dei privati e rendere ancora più efficaci i loro progetti”. .  
   
   
AGRICOLTURA: COSTITUZIONE ASSOCIAZIONE CONSORZI BONIFICA  
 
Trieste - E´ stato approvato, il 5 marzo, dalla Giunta regionale lo statuto dell´Associazione dei Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia. Il provvedimento, proposto dall´assessore regionale alle Risorse Agricole, Naturali e Forestali, Claudio Violino, secondo la legge regionale numero 28 del 29 ottobre del 2002 consentirà al presidente della Regione di approvare lo statuto dell´associazione che raggrupperà tutti i Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia, e rappresenterà di fatto la costituzione di tale sodalizio. La delibera dell´Esecutivo fa seguito alla nota sottoscritta dai rappresentanti dei consorzi di Bonifica della Regione, Consorzio di bonifica Bassa friulana, Consorzio di bonifica Cellina Meduna, Consorzio di bonifica Ledra Tagliamento, Consorzio di bonifica Pianura isontina, con la quale è stata comunicata l´adozione della bozza di statuto della costituenda Associazione dei Consorzi di bonifica della Regione Friuli Venezia Giulia. L´associazione dei Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia sarà una struttura stabile, di diritto pubblico, per la gestione in via esclusiva dei servizi in comune tra gli stessi Consorzi. Tra gli obiettivi essa che si pone, vi sono: la razionalizzazione delle attività dei Consorzi con la soppressione di quelle analoghe; la proposta, il sostegno e la realizzazione di iniziative di interesse delle bonifiche, delle irrigazioni, dei miglioramenti fondiari e delle opere ambientali; la rappresentanza dei Consorzi presso gli enti pubblici; la loro tutela e assistenza nel conseguimento delle attività istituzionali. L´associazione si propone anche di favorire l´attività legislativa e amministrativa dello Stato, della Regione e degli enti pubblici relativamente alla bonifica e ai relativi consorzi, e di collaborare con l´Amministrazione regionale alla formazione di programmi di intervento sul territorio. Nonchè di promuovere studi, convegni e corsi di specializzazione pertinenti ai problemi della bonifica, della tutela del territorio, delle sue peculiarità ambientali, nonché nel settore di risanamento delle acque. .  
   
   
VERBANO CUSIO OSSOLA - LAGO MAGGIORE CASALINGHI IN RUSSIA  
 
Il giorno 27 gennaio 2009 si è costituita l´Associazione Temporanea di Scopo (Ats) "Lago Maggiore Casalinghi" per creare e rafforzare i rapporti di collaborazione diretti alla crescita e allo sviluppo del distretto dei casalinghi. L´ats vede coinvolta Fedora, Azienda Speciale della Camera di commercio del Verbano Cusio Ossola nel ruolo di capofila, 16 imprese del settore del casalingo, tre associazioni di categoria. L’iniziativa è inoltre sostenuta dall’Amministrazione Provinciale. L´ats Lago Maggiore Casalinghi ha partecipato ad un bando della Regione Piemonte sulla legge 34/2004, per l´ottenimento di contributi a sostegno dell´internazionalizzazione e dell´innovazione del distretto dei casalinghi. Nell´ambito del progetto presentato alla Regione, l´Ats ha in programma di sviluppare azioni di espolorazione del mercato russo. Per questo Fedora ha affidato incarico a Centro Estero per l´Internazionalizzazione del Piemonte per quanto riguarda l´attività di realizzazione di una ricerca di mercato relativamente alla Russia con riferimento ai prodotti del distretto del casalingo del Verbano Cusio Ossola. La ricerca è stata presentata alle aziende dell´Ats il giorno 25 febbraio 2009 presso la sede di Fedora. La ricerca ha messo in luce che nonostante la crescita economica della Russia sia rallentata negli ultimi mesi rispetto a quanto registrato negli ultimi anni, a causa della crisi dei mercati internazionali, il mercato russo offre alcune opportunità. Sono state evidenziate le criticità del mercato rappresentate soprattutto da un ridotto numero di importatori relativamente a tutte le tipologie di prodotto e in particolare dei beni di consumo. È stato precisato che la fascia di mercato interessante per i nostri produttori è quella di alta qualità, in quanto la fascia bassa è sottoposta ad un fortissima concorrenza delle produzioni cinesi, e la fascia media ha un peso irrilevante. Dalla ricerca è emerso che la strategia migliore per avere un approccio sul mercato russo è quello di riuscire ad ottenere contatti direttamente con gli importatori. A tal fine tramite gli esperti del Ceipiemonte si intende realizzare un roadshow che tocchi le città di Mosca e San Pietroburgo nel prossimo autunno,. Inoltre nell´imminente primavera si terranno dei seminari di informazione/formazione propedeutici al roadshow, in tema di normativa doganale e di certificazione obbligatoria per le esportazioni verso la Russia, e sarà realizzato materiale promozionale ad hoc in lingua russa. . .  
   
   
MANIFESTAZIONE A CUNEO SUL DECRETO LATTE  
 
Impossibilitato a partecipare personalmente a causa di impegni istituzionali, l’Assessore all’Agricoltura Mino Taricco ha scritto un messaggio a organizzatori e partecipanti alla manifestazione di ieri mattina a Cuneo, mirata a ottenere una conclusione dell’iter legislativo del decreto quote latte equa nei confronti di coloro che in questi anni hanno rispettato le regole. Il decreto (n. 4/09), già approvato dal Senato giovedì 5 marzo, è previsto questa settimana in discussione alla Commissione Agricoltura della Camera per la definitiva conversione in legge. “Ho sempre sostenuto – afferma Taricco - e continuo a credere e ad impegnarmi per la necessità di arrivare a una soluzione che ci permetta di chiudere, una volta per tutte, la vicenda tutta italiana di una legge che esiste e che non viene compiutamente applicata. Con grave danno per tutto il settore e in particolare per coloro che, avendone rispettate le regole, ne sopportano i costi senza vedersene riconosciuti i vantaggi. Ho già avuto occasione di dire che questo decreto legge è partito nel peggiore dei modi possibili. Alcune migliorie sono state apportate al Senato ma molta strada rimane da percorrere sia per quanto concerne i limiti alle assegnazioni di quote, le condizioni per le assegnazioni stesse, che per le risorse che dovranno accompagnare la ristrutturazione del settore. Posso garantire di perseverare nell’impegno della Regione su questo fronte. E’ quanto mai necessario in questo momento mantenere desta l’attenzione per costruire una soluzione semplice, trasparente ed equilibrata. L’assessore ha dunque rivolto il proprio augurio e sostegno ai partecipanti “per poter tutti insieme contribuire a scelte che portino ad un vero rilancio del settore. ” .  
   
   
CASEI GEROLA. ZUCCHERO, FERRAZZI: L´ACCORDO FUNZIONA  
 
Milano - "Un incontro utile e positivo, che sigla un accordo importante nel segno della continuità delle azioni per la riconversione industriale dello stabilimento saccarifero di Casei Gerola". Luca Daniel Ferrazzi, assessore all´Agricoltura della Regione Lombardia, commenta così l´incontro del 6 marzo avvenuto presso gli uffici dell´assessorato all´Agricoltura di Regione Lombardia tra i funzionari regionali, le rappresentanze del Ministero alle Politiche Agricole, Finbieticola Casei Gerola (subentrata ad Italiazuccheri), delle tre organizzazioni professionali agricole di Pavia (Confagricoltura, Coldiretti, Cia), delle organizzazioni sindacali Cgil e Cisl della Provincia di Pavia e dei Comuni di Zinasco e Casei Gerola, per fare il punto della situazione sull´accordo di riconversione produttiva dello stabilimento saccarifero di Casei Gerola, e sul relativo accordo di filiera che hanno siglato nell´agosto 2007 sotto il coordinamento istituzionale di Regione Lombardia. "Stiamo procedendo con attenzione e cautela - prosegue Ferrazzi - in questo percorso dal quale dipende la sostenibilità di molte famiglie e l´economia di un intero bacino agricolo, con l´obiettivo di arrivare quanto prima ad un progetto esecutivo che tenga conto in modo equilibrato dei legittimi interessi di tutte le parti in campo". I termini dell´accordo sottoscritto oggi prevedono, tra le altre cose, che la costituenda filiera agricola necessaria per alimentare l´impianto venga regolata da un´apposita intesa che definirà prezzi di cessione, modalità di conferimento e quanto utile al suo buon funzionamento. Inoltre è prevista per i lavoratori dello stabilimento l´alternanza tra la cassa integrazione e un periodo di lavoro in attività connesse alla sperimentazione agricola; verranno avviati anche corsi di riqualificazione professionale da parte della Provincia di Pavia. Finbieticola Casei Gerola entro 90 giorni dalla sottoscrizione dell´intesa presenterà alla Regione il progetto definitivo che sarà poi valutato da parte degli enti competenti. "La sperimentazione già in corso da parte della Regione - aggiunge Ferrazzi - andrà di pari passo con il protocollo sperimentale che le parti individueranno, come pure le risorse economiche derivanti dalla Ocm zucchero (Organizzazione Comune di Mercato) che, ad oggi, risultano oltre 6 milioni di euro già impegnate a vantaggio degli investimenti nelle aziende agricole. Le ulteriori disponibilità finanziarie ancora da utilizzare, sommate a quelle che potrebbero derivare, potranno essere messe a disposizione del territorio in fase di riconversione". "Dopo questo passo avanti concertato e condiviso da tutti i soggetti coinvolti - conclude Ferrazzi - Regione Lombardia continuerà a farà la sua parte garantendo la serietà delle azioni proposte ed il rispetto della tempistica, per arrivare nei termini previsti ad una definizione concreta ed attuabile del progetto". .  
   
   
MONTAGNA: LA REGIONE PIEMONTE ATTIVA I CANTIERI FORESTALI INVERNALI PER INCREMENTARE IL SOSTEGNO ALLA FILIERA BOSCO-LEGNO-ENERGIA  
 
Sono stati attivati a partire dal mese di febbraio undici cantieri forestali invernali, programmati dall’Assessorato regionale alla Montagna. Lo scopo di questi cantieri è di incrementare i lavori a sostegno della filiera bosco-legno-energia e dare attuazione a quanto concordato con le organizzazioni sindacali, con il nuovo contratto integrativo regionale per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria, siglato il 31 luglio 2008. Un aspetto importante di quell´accordo era infatti l´aumento del numero di stabilizzazioni degli operai forestali (80 complessivamente nei 4 anni di vigenza del contratto, di cui venti già stabilizzati a fine 2008), per impiegarli continuativamente in cantieri invernali e promuovere l’utilizzo della risorsa legno quale fonte energetica rinnovabile. In particolare, per i lavori di Zubiena (Bi) e Omegna (Vb) si è intervenuti in aree normalmente percorse da incendi ed il legname è stato destinato alle centrali a biomasse gestite rispettivamente dal Comune di Zubiena e dalla Comunità montana Cusio Mottarone. Nelle prossime settimane partiranno anche i cantieri programmati nelle Province di Alessandria, Torino e Cuneo, che nel corso dell’inverno sono state particolarmente colpite dalle precipitazioni nevose. .  
   
   
AGRICOLTURA: LA VIA, “CRESCE SUCCESSO DI IMPRESE FEMMINILI”  
 
Palermo - “La donna è foriera dei valori necessari per affrontare le sfide al cambiamento imposte da una visione sempre più globale dell’economia. Negli ultimi anni, numerosi sono gli esempi mirabili di imprese agricole condotte da donne che hanno saputo declinare un semplice processo produttivo in un’opera da divulgare per educare le giovani generazioni, ottenendo un prodotto dall’appeal rinnovato e incisivo nelle scelte del consumatore. Un risultato che è senza dubbio frutto non solo della creatività, prerogativa prevalentemente femminile, ma anche dell’approccio, maggiormente carico di sensibilità, verso la gestione e la risoluzione delle problematiche aziendali e di mercato”. Lo affermato, il 5 marzo l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via, intervenendo alla presentazione alla stampa del volume “L’altra metà della Terra”, la guida dell’agricoltura siciliana al femminile, edita dall’Associazione Turismo Verde Sicilia, nata per iniziativa della Cia (Confederazione italiana agricoltori) siciliana per promuovere, sostenere le aziende agrituristiche e quelle che si dedicano alla produzione e vendita diretta dei prodotti tipici e tradizionali. “La guida - ha concluso La Via - oltre che una lode alle donne per l’impegno fruttuoso profuso per l’agricoltura è anche un invito per tutti a mutuare l’espressione utilizzata da Dumas padre «cherchez la femme», ossia cercare nelle donne la causa di un successo che in Sicilia -come ovunque, del resto - è certamente destinato a crescere”. .  
   
   
CONVEGNO ANNUALE SU DRUPACEE E PICCOLI FRUTTI A TERLANO  
 
Bolzano - Coltivazione e promozione di piccoli frutti sono al centro dell´edizione 2009 del tradizionale convegno su drupacee e piccoli frutti, promosso venerdì 13 marzo a Terlano dal Servizio consulenza per i contadini di montagna della Provincia. Per discutere del trend nella coltivazione di drupacee e piccoli frutti e per aggiornare i coltivatori sulle novità nel settore, fitofarmaci compresi, la Provincia promuove un convegno annuale dedicato alla produzione di ciliegia, albicocca e lampone. Quest´anno l´appuntamento è fissato per venerdì 13 marzo, dalle ore 8. 30, nella Sala Raiffeisen di Terlano, aperto dall´assessore provinciale Hans Berger. In calendario una serie di interessanti relazioni di esperti, che spaziano dagli impianti alla produzione di qualità. I lavori si concludono alle 12. Il covegno è un´iniziativa congiunta di Servizio consulenza per i contadini di montagna nella Ripartizione provinciale formazione professionale agricola, forestale e di economia domestica. .  
   
   
BASILICATA: GLI IMPEGNI DEL GOVERNO IN AGRICOLTURA  
 
“Il Senato approvando definitivamente l’emendamento al testo di legge sulle materie agricole, fortemente voluto dal presidente della commissione Bilancio, Antonio Azzollini, e sottoscritto anche dai senatori lucani, che prevede la proroga delle agevolazioni previdenziali nel settore agricolo per gli imprenditori operanti nel Mezzogiorno e nelle aree svantaggiate fino al prossimo mese di dicembre, ha dato concretezza agli impegni assunti dal governo per quel che concerne il settore primario”. Lo hanno dichiarato, Il 6 Marzo, i parlamentari lucani del Pdl Guido Viceconte, Cosimo Latronico, Vincenzo Taddei ed Egidio Digilio. “Il provvedimento, che non è immaginazione, ma pura realtà, permette agli agricoltori meridionali di godere sino a fine anno degli sgravi contributivi decisi due anni fa ma mai trasformati in provvedimento definitivo. Si tratta di un’esigenza manifestata dalle aziende del comparto primario per alleviare i costi del lavoro in un momento particolarmente difficile per il nostro sistema economico. Pur consapevoli che i problemi del mondo agricolo sono ancora tanti, siamo certi che l´intervento di proroga e´ tuttavia un segnale di attenzione verso un settore, qual è quello agricolo, trainante per l’economia italiana e fiore all´occhiello del made in Italy”. .  
   
   
APERTE LE ISCRIZIONI PER LA PARTECIPAZIONE DELLE AZIENDE CALABRESI ALLA MANIFESTAZIONE “GUSTO DI CALABRIA” CHE SI SVOLGERÀ IN TOSCANA  
 
Le aziende calabresi hanno gratuitamente a disposizione tutti gli spazi ed alcuni servizi per esporre e vendere i prodotti agroalimentari, artigianali e della moda nella manifestazione “Gusto di Calabria” in Toscana, dal 25 aprile al 3 maggio. “Dopo il successo della prima edizione - ha sottolineato l’assessore alle attività produttive della Regione Calabria Francesco Sulla - quest’anno abbiamo messo a disposizione un numero maggiore di spazi espositivi ed approfondito le relazioni con le Associazioni dei calabresi che vivono in Toscana, creando anche un programma di incontri culturali e sul tema della lotta al racket. Così, stiamo sviluppando il ‘Protocollo di collaborazione’ tra le due Regioni, rafforzando i legami sia istituzionali che produttivi. A breve, infine, partiranno altri progetti comuni in vari settori delle attività produttive: dall’internazionalizzazione all’innovazione, dall’aggiornamento normativo al sostegno alle piccole e medie imprese”. La mostra è promossa dal dipartimento delle Attività Produttive della Regione per rafforzare la penetrazione dei prodotti tipici e di qualità in un mercato di livello medio-alto come quello toscano. La domanda di iscrizione scadrà il 20 marzo prossimo. Imprese e cooperative che intendono partecipare dovranno iscriversi tramite le Camere di Commercio oppure l’Unioncamere regionale, utilizzando anche il sito internet www. Unioncamere-calabria. It (modulo della domanda e regolamento sono scaricabili) oppure inviare il materiale al fax 0968-53491 (sempre intestato ad Unioncamere Calabria). L’evento “Gusto di Calabria” è articolato presso le strutture della grande distribuzione commerciale della Toscana e presso la mostra internazionale dell’Artigianato di Firenze. L’iniziativa è patrocinata da Regione Toscana, Comune di Firenze e Provincia di Siena. .  
   
   
ADEGUAMENTO DIRETTIVA NITRATI LA REGIONE PIEMONTE ATTENDE RISPOSTE DAL MINISTERO  
 
In relazione alla richiesta avanzata dal mondo agricolo di adeguamento della direttiva nitrati, l’Assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco condivide le preoccupazioni espresse e la necessità che alcuni vincoli possano essere ridefiniti, alleviando gli oneri e i vincoli che ricadono sulle singole aziende, dopo che le aziende stesse si sono uniformate alla normativa e la procedura di infrazione comunitaria è stata superata. Tale adeguamento, che interessa l’intera pianura padana, deve essere oggetto di rinegoziazione, in sede europea, delle modalità di recepimento della Direttiva nitrati. “Siamo in attesa di informazioni in merito da parte del Ministero delle Politiche Agricole – afferma Taricco – che si è impegnato ad avviare il negoziato in sede comunitaria. Anche noi siamo convinti della necessità di una revisione delle norme e stimoleremo il Ministero e il Ministro in questa direzione. ” .  
   
   
ÌSOMMINISTRAZIONE DI BEVANDE E ALIMENTI, COSA CAMBIA IN VENETO  
 
E´ entrata in vigore la nuova legge regionale “per il rilascio delle autorizzazioni per l´esercizio delle attività di somministrazione di bevande e alimenti”. I Comuni veneti dovranno rispettare alcuni criteri di programmazione; stop dunque ai cosiddetti “bar selvaggi”. E stamattina si è svolto un convegno nell´auditorium “Assunta” di Rubano (Pd), a cura di Anciveneto, per illustrare le novità ai tecnici dei Comuni della provincia di Padova; gli stessi hanno manifestato di non conoscere a fondo le modifiche portate dalla legge regionale (la 29 del 2007) che per molti aspetti rimane ancora inapplicata. “La Regione, d´accordo con i municipi, ha deciso di non permettere la liberalizzazione selvaggia dei punti di ristoro – sottolinea Dario Menara, Direttore Anciveneto -; la rete commerciale verrà programmata sulla base di linee guida ben definite. In tal senso, dopo l´approvazione della legge Bersani era necessario un momento di riflessione. A breve verrà organizzato un incontro rivolto a tutti i Comuni turistici del Veneto al fine di assicurare adeguati strumenti di programmazione; ed è prevista anche una collaborazione con l´Associazione Regionale delle Pro Loco per formare i responsabili”. Sulla questione interviene anche Vendemiano Sartor, assessore regionale al Commercio: “Il Veneto si conferma all’avanguardia in materia di commercio introducendo tre criteri fondamentali come l’accessibilità, l’economicità e la sostenibilità. La Regione, con il provvedimento approvato in sede di Giunta regionale, ha stanziato per l’iniziativa di formazione ed informazione ai dipendenti comunali circa 60 mila euro”. Anciveneto e Regione Veneto avevano sottoscritto lo scorso 17 novembre un accordo innovativo per fare formazione ed informazione a tutti gli enti locali sui nuovi criteri per il rilascio delle autorizzazioni per somministrare alimenti e bevande. .  
   
   
PANE: VECCHIATO (FIPPA), PANE A 1 EURO AL KG? UN PRODOTTO NON ARTIGIANALE DI CUI NON SI CONOSCE LA PROVENIENZA  
 
“Ferrero dimentica di informare i cittadini che il pane distribuito a un euro al chilo deriva da una produzione industriale di cui non si conosce neanche la provenienza e di certo non è pane artigiano fresco”. Così il presidente della Federazione Italiana Panificatori (Fippa), a proposito delle dichiarazioni rilasciate ieri anche al Tg1, dal segretario del Prc, Paolo Ferrero nel corso campagna per distribuire il pane a 1 euro al chilo. “Ferrero – ha aggiunto Vecchiato - dimentica di informare gli italiani che è comodo distribuire il pane alla popolazione senza pagare le dovute imposte, i collaboratori e le spese per un locale dove vendere a norma di legge, come fanno i 25mila fornai artigiani”. Secondo il presidente della Fippa, “distribuire pane a 1 euro vuol dire creare un inaccettabile cartello al ribasso. Ferrero dimentica anche che il mondo della panificazione artigianale dà lavoro a quasi 400 mila persone. Non è sicuramente con la distruzione mediatica di una categoria che queste famiglie vengono aiutate a mantenere il proprio posto di lavoro”. Infine, conclude Vecchiato: “E’ ora di finirla di usare il pane fresco come strumento elettorale, approfittando del suo basso costo per costruire una campagna demagogica dai ritorni mediatici enormi, se paragonati all’investimento fatto. Le elezioni europee si avvicinano e il pane diventa protagonista della solita commedia delle falsità. Mi auguro che questi non siano i politici che devono rappresentare gli italiani in sede europea”. .  
   
   
SI AVVICINA LA XVIIESIMA EDIZIONE IN UMBRIA DAL 23 AL 28 MARZO I MIGLIORI OLI EXTRAVERGINE AI NASTRI DI PARTENZA DELL’ERCOLE OLIVARIO  
 
Un incremento del 20% nelle iscrizioni. Il meglio della produzione olivicola made in Italy per un’edizione che si preannuncia straordinaria. 250 milioni di piante di ulivi, sparsi su 1. 200. 000 mila ettari, a costellare il paesaggio della nostra penisola. Oltre 350 diverse cultivar e testimoniare un patrimonio che non ha eguali nel mondo. Oltre un milione di persone impegnate nell’intera filiera produttiva. Sono questi i numeri dell’olio extravergine italiano, autentico patrimonio culturale e sociale, fondamentale risorsa economica. E il meglio della produzione nostrana sarà protagonista della Xviiesima edizione dell’Ercole Olivario. Ben 313 (167 extravergine e 146 Dop) le etichette in gara in quello che viene considerato il più importante concorso del settore in Italia. Con un incremento del 20% rispetto al 2008 e con la presenza degli extravergine di ben 17 regioni italiane. Un grande successo che certo soddisfa il Sistema delle Camere di Commercio, i Ministeri dell’Agricoltura e dello Sviluppo Economico che, con l’appoggio delle Regioni, figurano tra gli enti organizzatori dell’Ercole. “In effetti la crescita delle partecipazioni e dell’attenzione riguardo alla manifestazione è assai lusinghiera. Merito di un’annata eccezionale – conferma Alviero Moretti, Presidente del Comitato di Coordinamento del Concorso - ma anche della credibilità di un concorso che ormai da anni si pone come un fondamentale punto di riferimento per tutti coloro che operano nel settore. Ci piace sottolineare la presenza di tutte le regioni a vocazione olivicola e, in particolare, evidenziare un nuovo ingresso importante come l’Emilia Romagna”. Ai giurati spetterà quindi l’arduo compito di scegliere tra una selezione di oli di altissimo livello. L’ultima raccolta, in effetti, si presenta a cinque stelle. Sia in termini squisitamente produttivi (dopo due annate in tono minore, nel 2008/09 si è arrivati a sfiorare le 600 mila tonnellate con un incremento del 15% rispetto alla precedente) che per quanto concerne il dato qualitativo. Sfida aperta quindi alla Sicilia che, nella passata edizione, ha fatto la parte del leone aggiudicandosi diversi premi del concorso. “Per questo 2009 crediamo di poter dire che tutte le regioni sembrano attrezzate per recitare un ruolo di primissimo piano – puntualizza Alviero Moretti – Ci aspettiamo quindi una finale che veda in lizza prodotti di grandissimo valore”. Finale che avrà come teatro le splendide campagne e i suggestivi borghi dell’Umbria. Qui, tra il 23 e il 28 marzo, si svolgerà la fase conclusiva del Concorso. Fondamentale sarà il lavoro dei giurati, con un panel completamente rinnovato rispetto alla scorsa edizione. Saranno loro a determinare i vincitori delle diverse categorie in concorso: fruttato leggero, fruttato medio e fruttato intenso. Per ognuna delle categorie sono previste due distinte graduatorie, una per gli oli extravergine e una per quelli a Denominazione di Origine Protetta. A questi premi vanno aggiunti quello dell’Amphora Olearia che va al prodotto con la migliore confezione e la menzione speciale destinata al miglior olio biologico. .  
   
   
AL MOSNEL PROTAGONISTI DELLE RICETTE IL PANE E LE ACQUE MINERALI CON LE LORO PROPRIETÀ.  
 
Alla cantina di Franciacorta una maniera originale per esorcizzare il difficile momento economico… senza rinunciare a piatti golosi e alle grandi bollicine! Il Mosnel, una delle storiche cantine di Franciacorta, da vita a una serata dal tema “Pane e acqua”, uno dei tanti affascinanti eventi golosi che mensilmente animano la cantina dei fratelli Giulio e Lucia Barzanò. Una serata dove il protagonista delle ricette servite sarà in particolare un ingrediente, il pane, e l’occasione per conoscere un po’ meglio le acque minerali e le loro proprietà. Dopo la classica visita alle storiche cantine de Il Mosnel, il Sommelier Davide Bonassi introdurrà le acque minerali, le loro caratteristiche salienti, le diversità, gli abbinamenti con il cibo e soprattutto insegnerà a leggere le etichette (queste sconosciute!) di una bottiglia di acqua. Largo poi a una cena dove il pane è protagonista: per iniziare Zuppa di Pan Cotto con i funghi porcini. Si prosegue poi con in rinomato piatto tipico del lago d’Iseo, la Tinca ripiena con polenta. E dulcis in fundo la Torta di pane. In abbinamento 3 diversi tipi di acqua, ma soprattutto i grandi vini del Mosnel, perché ci sarà anche la crisi, ma a certi piaceri non si può proprio rinunciare! Gli ospiti potranno quindi degustare il Franciacorta Brut s. A. E il Franciacorta Pas Dosé. .  
   
   
LATTE DI SOIA ALPRO DI EUROFOOD: OTTIMO SAPORE E GUSTO DELICATO  
 
Oggi abbiamo un alleato di valore per la nostra bellezza, un prezioso complice per il nostro fascino. Il latte di soia Alpro che vi conquisterà al primo sorso. Questa bevanda è un drink facile da assaporare in ogni momento della giornata. A casa, al lavoro, prima di fare sport o prima di uscire per lo shopping. Vi sorprenderà per l’ottimo sapore e il gusto delicato. Conosciamo bene le infinite proprietà della soia. Tiene sotto controllo i valori del colesterolo, apporta vitamina A e fosforo, è ricca di sali minerali, calcio, ferro, ha proprietà emulsionanti… l’elenco delle proprietà della soia è lungo e ricco di sorprese. Alpro è un marchio della società Vandemoortele, azienda belga leader nella produzione di alimenti a base di soia. Il massimo impegno per garantire ai consumatori prodotti non modificati geneticamente. Latte di soia Alpro. Alpro è garantito da Eurofood, il marchio leader in Italia che importa e distribuisce solo le migliori specialità alimentari da tutto il mondo. Alpro: una linea di prodotti 100% vegetali La linea dei prodotti Alpro è estremamente ricca e perfettamente adatta ad una dieta sana e varia. Alpro Soia Drink è il latte che consente di godere appieno dei benefici di questo “legume miracoloso”. A base di acqua e di farina di semi di soia, Alpro Soia Drink, nei formati da 1 litro e da 500 ml, è arricchito con calcio per conferire un’ulteriore valore a questa bevanda. Grazie anche allo zucchero di canna poi, il risultato è un latte dal sapore ottimo e dal gusto delicato che sorprenderà grandi e piccoli. .  
   
   
DA UNA RICETTA SEGRETA E IMMUTATA NEL TEMPO, MARTINI RINNOVA LA SUA FRESCHEZZA  
 
Martini, sinonimo di stile, glamour e gioia di vivere, é un prodotto ricco di oltre 140 di storia, che si svela come il drink più bello del mondo. Ma perché riscoprire Martini? Perché è l’icona celebre da sempre, della quale si crede di sapere tutto, che si lascia riscoprire mostrando profondamente se stessa. Andando oltre al così noto marchio, il ball and bar logo, e guardando dentro la bottiglia con occhi diversi, possiamo trovare la bellezza di un prodotto naturale, che custodisce un artigianalità unica, e che vanta espressioni meravigliose, amate in tutto il mondo. Martini nasce da una ricetta segreta e immutata nel tempo, risalente al 1863 e da allora gelosamente custodita, nelle carte dei suoi creatori nei tempi più lontani, e tuttora racchiusa nel caveau di una banca di Ginevra. Martini nasce dall’incontro di personalità straordinarie, Alessandro Martini e Luigi Rossi, e ancora adesso la passione e l’esperienza di persone eccezionali contribuiscono a rappresentare il lavoro di una vita passata a catturare e a mescolare specie botaniche naturali, per ottenere un prodotto unico nel suo genere, di massima qualità, creato con tempo, cura e dedizione. Martini è bello perché si ispira alla natura, perché è apprezzato dalle celebrità di oggi nei luoghi più incantevoli, e perché l’armonia dei suoi drink è magnifica. Martini nato in Italia affascina il mondo, ieri come oggi. I giardini del mondo forniscono le erbe, i fiori, i frutti, i legni, le radici e le spezie che compongono Martini, prodotto artigianalmente dall’unione di più di quarantadue ingredienti, tra cui vino e specie botaniche, tutte con la loro storia da raccontare, per la provenienza dai luoghi più remoti del mondo, per la tecnica di raccolta, o per i profumi che le contraddistinguono. Tra le erbe, l’artemisia usata per il suo carattere amaro fin dai tempi dei romani e ancora coltivata vicino a Pessione di Chieri (To) il cuore produttivo dell’azienda, e il dittamo di Creta, che secondo gli antichi aveva proprietà magiche ispirando passione e amore verso il benamato. Tra i fiori, che con la loro delicata bellezza generano aromi leggeri e accattivanti, la rosa gallica attualmente raccolta in Marocco, nota per il suo sapore fresco e delicato, già coltivata dai romani come simbolo di piacere e di risate, la camomilla francese e le violette italiane, che vengono delicatamente raccolte a mano. Tra i frutti, che regalano raffinati olii essenziali, l’arancia amara della Tunisia, i limoni spagnoli dal carattere dolce, ed i lamponi, di cui ci si rifornisce solo dai produttori europei che possono garantirne freschezza e qualità. Tra i legni, due rarità caraibiche: quello di quassia, che cresce nelle foreste collinose della Giamaica, la corteccia di cascarilla, raccolta esclusivamente alle Bahamas, lavata e lasciata riposare nelle acque dell’oceano per assorbirne la salinità, per poi essere asciugata al sole. Tra le radici, il giglio fiorentino, il più raffinato degli iris, occorrono tre anni per farlo maturare e seccare prima che l’olio essenziale raggiunga il suo carattere ideale, e le radici di genziana, coltivate e tagliate a mano in alta quota nel Puy de Dôme, sul Massiccio Centrale Francese. Tra le spezie, la cannella di Ceylon, Sri Lanka, e i chiodi di garofano del Madagascar. Solo Martini è così, con più di quaranta specie botaniche e solo ingredienti naturali provenienti da tutte le parti del mondo, un prodotto che combina l’eccellente maestria del botanico e dell’enologo, per dare vita al drink più bello del mondo. La naturalità è un aspetto intrigante, ma Martini non dimentica certo di essere un’icona di stile e di gioia di vivere, sempre nell’immaginario collettivo. E con la sua capacità di mixare passato, presente e futuro, entra ancora oggi nei sogni delle persone, con tante storie da raccontare, come un icona contemporanea, capace di parlare una lingua moderna, che ne afferma la sua desiderabilità. Negli anni, la raffinatezza ed il gusto di Martini hanno conquistato molti lover e celebrità, nel mondo della moda, del cinema, e delle arti, che assaporano il loro Martini preferito nei bar più eleganti del mondo, da Milano a New York, perché Martini nato in Italia affascina il mondo. La bellezza di Martini è un insieme di naturalezza, di artigianalità, di persone, di luoghi ma soprattutto di drink. Martini vanta quattro espressioni meravigliose: il Rosso, ricco complesso e profumato, il Bianco, delicato morbido ed armonioso, il Rosato, speziato, raffinato ed elegante, e l’Extra Dry, piccante, fresco e leggero. Ogni momento ha il suo Martini, da riscoprire in tanti cocktail, in tre diversi bicchieri. La coppa Martini, sensuale, per chi desidera uno stile raffinato, il tumbler basso, sincero, per chi va all’essenza delle cose, ed il tumbler alto da long drink, estroverso, per chi rivolto al futuro ama condividere le proprie emozioni con gli altri. Cocktail freschi, leggeri, versatili e dal basso contenuto alcolico, come il Martini Fizz, con soda a piacere e tanto ghiaccio, o il tuo Martini preferito con frutta e succhi freschi. .  
   
   
DAL 29 APRILE AL 2 MAGGIO VINISTRIA 2009: IL VINO RAPPRESENTA UN IMPORTANTE PATRIMONIO TUTTO DA DEGUSTARE.  
 
Per chi vive in Istria, la vite rappresenta un forte segno di appartenenza territoriale. L’istria, maggior penisola nel mare Adriatico, si pone in direzione del sole, che ha un’influenza sulla produzione vinicola della regione. La qualità del vino è completata dalla particolarità del territorio, dal rossore della terra nelle prossimità del mare e dal suo color bianco nel suo entroterra. La complessiva superficie dei vigneti è di 6. 151 ettari: la parte occidentale (Buie, Parenzo, Rovigno, Pola) copre 5. 839 ettari, quella centrale (Pinguente, Pisino) possiede 209 ettari e mentre quella orientale (Albona) 103 ettari. Dal 29 Aprile al 2 Maggio 2009 si svolge la 16 edizione della mostra internazionale dei vini “Vinistra” a Poreč, una piccola cittadina situata sulla costa occidentale dell’Istria. La mostra è organizzata dall’omonima associazione di viticoltori e produttori di vino e da parecchi anni ospita anche i produttori della vicina Slovenia e della regione Friuli-venezia Giulia. In questa edizione si terra per la prima volta il concorso internazionale “Il mondo delle Malvasie” (dal 15 al 18 Aprile 2009), che nasce dall’esperienza che gli organizzatori e gli addetti ai lavori locali hanno maturato nel corso delle edizioni passate. L’evento ha un carattere internazionale: sono stati infatti invitati a partecipare al concorso produttori provenienti da diversi paesi (Spagna, Portogallo, Grecia, Francia, Slovenia, Usa). La malvasia istriana è da oltre cento anni il vino più famoso ed il più pregiato della penisola istriana, grazie al processo tecnologico della sua lavorazione e della cura nella sua lavorazione. Il colore può variare dal giallo paglierino al giallo dorato. L´odore che emana inizialmente s´associa al fiore d’acacia, mentre la sua composizione la rende parzialmente molto alcolica (da 11,5 a 13,5 vol. %), di aromaticità raffinata e dal sapore fresco. La malvasia si sposa al meglio con la grande varietà dei cibi marini. Un’alternativa alla malvasia istriana è il terrano. Questo vino, assieme al refosco, è considerato uno più vecchi e dal sapore tipicamente istriano. Il terrano è riconoscibile per il suo color rosso, rubino, particolarmente intenso. Secondo un detto popolare “il suo colore è come quello del sangue della lepre e va giù come il latte”. Si distingue per l´odore fruttato e per il suo sapore inconfondibile. Il terrano si abbina in modo eccellente ai cibi calorici, ai gulas nostrani, i sughi e la selvaggina. Molti intenditori del vino istriano mettono ai primi posti il moscato istriano, o meglio ancora il moscato di Momiano, soprattutto per la sua doratura e l´intensa fragranza di garofani selvatici e per lo straordinario aroma. Secco e dolce, grandioso accompagnatore di dolciumi vari, nonché di qualsiasi altra pietanza raffinata. Al moscato vengono inoltre attribuite delle proprietà afrodisiache. Alcuni vinai istriani rappresentano il connubio perfetto tra tradizione e innovazione: grazie alla loro dedizione per i vini trdizionali come la malvasia, il moscato ed il terrano, i loro prodotti sono tipici e autentici, mentre il loro spirito di rinnovamento trasforma le loro produzioni in vini importanti degni di essere assaporati in tutto il mondo. Tra i produttori di vino istriani, Markezic Marino, famoso vinaio e ristoratore, è riuscito a trasformare il piccolo villaggio nei pressi di Momiano, nell´estremo nord dell´Istria, in un centro enogastronomico rilevante per tutta la Croazia. Noto soprattutto per le sua prelibate specialità a base di tartufo, Marino ha saputo arricchire la sua vasta offerta di cibi con vini di alta qualità, prodotti sotto il nome di Kabola. Ha recentemente ricevuto un importante riconoscimento: la medaglia d´oro avuta per il moscato di Momiano, in occasione della rassegna regionale Vinistra del 2004. Assieme alla malvasia, si deve ricordare il suo raffinato pinot grigio. Altro esempio brillante è Moreno Coronica, giovane produttore istriano che ha seguito le orme della sua famiglia. La sua ampia ed attrezzata cantina è ricca di tecnologia alla massima avanguardia. La sua malvasia, soprattutto la Gran Malvasia stagionata in barrique, è considerata da molti la quintessenza dei vini bianchi istriani. Coronica ha delle grandi ambizioni anche quando si parla del terrano: il suo Gran Teran da barrique rimane uno dei più interessanti vini rossi istriani. .