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VENERDI
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Notiziario Marketpress di
Venerdì 11 Giugno 2010 |
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AOSTA (MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE): RINASCIMENTO PRIVATO - ASPETTI INCONSUETI DEL COLLEZIONISMO DEGLI ESTE DA DOSSO DOSSI A BRUEGHEL |
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Il titolo della mostra si rifà a quello del celebre romanzo storico con cui Maria Bellonci vinse lo Strega nel 1986. Non a caso: questa esposizione, curata da Mario Scalini e Nicoletta Giordani, fa rivivere il gusto per gli oggetti rari e privati che permeò la Corte e la Dinastia dei Principi d´Este tra Ferrara e Modena, prima tra tutti Isabella d´Este, che del volume della Bellonci è la protagonista raccontando di sé e delle Corti di Mantova e di Ferrara. Per "Rinascimento Privato. Aspetti inconsueti del collezionismo degli Este da Dosso Dossi a Brueghel" giungerà ad Aosta una sequenza di rarità dall´Antichità romana fino al pieno Rinascimento, a al pubblico aspetti inediti di una delle più antiche raccolte principesche europee, quella di Casa d´Este, appunto. Ricchezza varietà che, nel caso della dinastia fondata da Leonello, colui che alla metà del Quattrocento fece di Ferrara - capitale del suo Ducato - uno dei principali centri della cultura umanistica, non furono solo testimonianza di potenza economica ma segno di precisi interessi e passioni culturali. Tutte le opere arriveranno dalla Galleria Museo e Medagliere Estense di Modena. E´ in quella città, infatti, che gli Este condussero la Corte dopo che la prima loro capitale, Ferrara, rientrò sotto la giurisdizione diretta del Papato. Il catalogo richiama in sintesi quanto si è conservato attraverso quattro secoli di vendite e dispersioni, mentre l´esposizione rievoca per il visitatore l´atmosfera di uno studiolo, ambiente riservato alla delizia del principe. L´amore per l´Antico che contraddistinse l´umanesimo di Leonello d´Este, la magnificenza di Borso, le passioni antiquarie di Alfonso I e dei cardinali Ippolito I e Ippolito Ii è esemplificato in mostra dal rilievo marmoreo con scena bacchica, dall´enigmatico bassorilievo con lo Zodiaco che racchiude, come un fregio, il divino Phanes generato dall´uovo cosmico, quale simbolo dell´eterno ciclo di morte e rinascita... Mentre un sofisticato busto tardo rinascimentale impreziosito da marmi mischi mostra uno straordinario Antinoo/hermes assimilato ad un imperatore. Le ricche raccolte numismatiche sono ben rappresentate dal nucleo di 116 monete d´oro: rari esemplari dal mondo punico fino al Medioevo bizantino, passando attraverso la monetazione più raffinata prodotta dalla Grecia propria, dalle città greche coloniali della Sicilia e della Magna Grecia, fino alle emissioni d´oro di Cesare, di Augusto e dei più celebrati imperatori che resero Roma immortale. E ancora, oltre 500 gemme finora mai presentate al pubblico, rievocano in mostra un nucleo centrale delle Antichità estensi. In mostra vengono esaltate le materie prime delle gemme: le varietà di calcedonio, i lapislazzuli, le molteplici corniole, le ametiste, l´eliotropio ed in particolare i granati nelle rare forme del piropo e dell´almandino che riconducono alle vie commerciali che fornirono rocce e minerali resi preziosi dalla loro provenienza esotica, tra cui Cipro e l´Anatolia fino all´Afghanistan e all´isola di Sri Lanka. Un altro aspetto che riguarda le gemme sono le proprietà terapeutiche e addirittura magiche che gli antichi attribuivano alle pietre e alle immagini. Personificazioni, divinità, simboli e magiche raffigurazioni accomunano le gemme ad altre opere di arte suntuaria, come alla pittura e alla scultura, alle quali vengono accostate in mostra opere significative delle collezioni estensi. L´uso delle gemme, oggetto non solo di collezionismo, ma anche di scambio tra principi, è ben esemplificato in mostra dal Ritratto di dama come Verginità di Giovanni Cariani, che presenta la donna adorna di questi preziosi ornamenti. Nel percorso di mostra una trentina di altre opere: affreschi di Lelio Orsi, dipinti da Dosso a Brueghel appunto, bronzi di piccolo formato, di Jacopo Alari Bonacolsi detto ´Antico´, Giambologna, Tacca, trionfi da tavola, una preziosa zuccheriera in lapislazzuli, testimoniano come le raffigurazioni e i simboli propri dell´Antichità confluiscano stupendamente nella cultura rinascimentale di cui si appropria il variegato gusto collezionistico di casa d´Este. Rinascimento Privato. Aspetti inconsueti del collezionismo degli Este, da Dosso Dossi a Brueghel. Aosta, Museo Archeologico Regionale (Piazza Roncas, 12) dal 12 giugno al primo novembre 2010. Orari: tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 19.00. Biglietti: intero euro 5,00; ridotto euro 3.50. Catalogo Silvana Editoriale Informazioni e prenotazioni: Assessorato Istruzione e Cultura, Servizio attività espositive Museo Archeologico Regionale - Tel. 0165275902 - www.Regione.vda.it |
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MILANO (FONDAZIONE LUCIANA MATALON, FORO BUONAPARTE 67): CHIKA MOCHIDA - I MIEI FIORI - A CURA DI NELLO TAIETTI – FINO AL 26 GIUGNO 2010 |
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Martedì 8 giugno, ore 18.30, a Milano, presso il Museo Fondazione Luciana Matalon è stata inaugurata I Miei Fiori, mostra personale della pittrice giapponese Chika Mochida. L’artista opera sullo spostamento progressivo della sensibilità, mediante gli strumenti di una pittura che esteriorizza il suo stile mentale e le vibrazioni che nascono durante l’esecuzione delle opere. Nelle parole di Nello Taietti, curatore della mostra, “il risultato è la fusione di visioni di vita, ricordi, sogni e rimandi in cui le sensazioni trovano un’estroversione metafisica e spaziale, fino a risolversi in una sorta d’architettura della vita, secondo uno schema fatto di sensibilità e d’idee”. Concretezza e rarefazione si alternano e scandiscono l’ambiente, la storia e la cultura dell’artista; la presenza di zone compatte di colore rimanda silenziosamente a stati pregni ma evanescenti ed a condizioni mentali colte nella loro assolutezza. L’architettura dei dipinti regge il peso dell’immagine, con un’interiorità che fa perno su un’intensità sensibile del circostante. L’artista è posta nella condizione di una necessaria solitudine di uno stato ingovernabile di ragionevolezza del progetto pittorico. Le immagini rappresentate sembrano nascondersi fino ai limiti di una pura espressione scenografica, per poi meglio rappresentare e partecipare agli interiori tumulti dell’artista. Le opere diventano così paesaggio metafisico acquistando la dimensione dell’emozione e dello stato d’animo, di una condizione interna felicemente racchiusa e controllata. I colori sono condizioni non soltanto esterne ma indici di un’interiorità tesa ad esprimere un desiderio d’ordine e di pace. Con la sua pittura Chika Mochida ci porta a conoscere con profonda dolcezza, ma anche tormento artistico, i percorsi e le molte direzioni del suo esprimersi e della sua memoria. Il suo linguaggio e i luoghi di recupero culturale non sono circoscritti al solo territorio d’appartenenza ma universali. La nuova arte attinge nei depositi di una riserva inesauribile e continua, dove astratto e figurativo, avanguardia e tradizione, vivono all’incrocio di molti incontri. Chika Mochida vive e lavora a Salerno. Nasce a Fujinomiya, Giappone, nel 1969, dove consegue il Master in Arte con specializzazione in pittura ad olio all’Università dell’Arte Musashino di Tokyo. Vanta numerose esposizioni personali e collettive in Italia e all’estero e classificazioni importanti quali il premio “Biennale Arte Contemporanea Leonardo Da Vinci” vinto nel 1999. Le sue opere sono in varie collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero. Ingresso libero |
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MILANO (FONDAZIONI MARCONI): ADRIANO ALTAMIRA - FOTOGRAFIE 1971-2010 |
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Dopo la mostra del 2008 dedicata al progetto Giudizio sul Giudizio, Adriano Altamira torna ad esporre alla Fondazione Marconi fino al 23 luglio 2010 una selezione di opere che ripercorre la sua attività fotografica. Da tempo l’artista pensava di raccogliere una sorta di campionatura eccellente dei vari periodi della sua produzione fotografica, fino a qualche tempo fa rappresentata solamente dalla cartella Area di Coincidenza, edita nel 1975 dalla Nuovi Strumenti di Piero Cavellini e dedicata al periodo più noto del suo lavoro. A questa prima raccolta si affiancano ora altri tre portfoli: La femme visible, che contiene 5 tavole del suo lavoro anteriore ad Area di Coincidenza, una serie di nudi del 1971, mai più esposta dopo il 1972; Piccola apocalisse, una sorta di “riassunto” in 5 tavole del lavoro omonimo costituito da 165 immagini in sequenza, che fu esposto nel 1999, edito da Méliène; a questi due lavori, si aggiunge Visti per caso, edito dalla Nuovi Strumenti di Brescia: un portfolio di 5 immagini rappresentative del lavoro degli ultimi dieci anni, dedicato al caso. Ogni portfolio è tirato in dieci esemplari. In questi quattro decenni vediamo l’autore spostarsi dalle “foto- sculture” de La femme visible, che esprimono una sorta di tattilismo visivo, già toccato dal concettualismo ma ancora carico di una sensualità non priva di humor; al discorso prettamente analitico di Area di Coincidenza. In seguito, dopo la metà degli anni ’80, Adriano Altamira inizia ad usare lo strumento fotografico in un modo completamente diverso: le nuove immagini illustrano casi fortuiti, scoperte di aspetti inconsueti di oggetti di tutti i giorni che, combinati fra loro, creano una realtà altra, come dimostrano anche alcuni reperti e oggetti unici presenti in mostra, che completano idealmente il quadro di queste ricerche. Adriano Altamira (1947) esordisce ufficialmente nel 1972 con la sua ricerca Area di Coincidenza, che occupa quasi tutti gli anni ‘70. In seguito dedicherà tutti gli anni ’80 e i primi ’90 ad una ricerca sui suoi sogni (Ice Dreams), che realizza in tre dimensioni dopo averli descritti e disegnati in una sorta di archivio, che comprende oggi più di 6000 sogni. Ha al suo attivo 45 mostre personali in Italia e all’estero, di cui quattro fra lo Studio e la Fondazione Marconi, a partire dal 1979. E’ presente con una sala personale al progetto speciale della Biennale di Venezia Cronografie, nel 1980. Nello stesso anno partecipa alla mostra Nuova immagine alla Triennale di Milano. Nel 1992 presenta una piccola antologica del suo lavoro fotografico al Musée de la Photographie di Charleroi. Nel 2005 viene invitato alla Xiv Quadriennale di Roma con un trittico della Serie Giudizio sul Giudizio, poi esposta alla Fondazione Marconi. Adriano Altamira è autore di vari libri, fra cui il recente La vera storia della Fotografia Concettuale; inoltre ha collaborato, fin da giovanissimo, a varie testate giornalistiche, fra cui Il Giornale e il Corriere della sera, e a numerosissime riviste d’arte fra cui Nac, Flash Art, Le Arti, Studio G7, Tema Celeste, Fmr. Info: Fondazione Marconi Arte Moderna e Contemporanea - Via Tadino, 15, 20124 Milano - Tel. 02 29 41 92 32 - fax 02 29 41 72 78 - info@fondazionemarconi.Org - www.Fondazionemarconi.org |
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PADOVA: ESTATE NEL SEGNO DEI CARRARESI |
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La città di Giotto e del Petrarca riparte dai Carraresi per riappropriarsi dello statuto di “Città d’Arte”. Il cimiero di Francesco I da Carrara, Signore di Padova dal 1350 al 1388 con il simbolo del Carro, emblema della Signoria, immortalato dal Giorgione nella Tempesta. È questo il nuovo brand, scelto dall’Assessore alla cultura del Comune di Padova Andrea Colasio per rilanciare Padova come città d’arte. Padova – afferma Colasio - è stata una delle grandi capitali culturali del ‘300 e di quest’epoca, caratterizzata dalla Signoria Carrarese, conserva ancora l’anima profonda. Un’anima da riscoprire e rivalorizzare per ritrovare su di essa la propria memoria, identità e vocazione.” Importante il lascito artistico di quel secolo con i capolavori di Giotto, del Guariento (a lui il prossimo anno sarà dedicata una mostra), di Giusto de’ Menabuoi, di Altichiero, di Jacopo da Verona, degli affreschi della Loggia Carrarese, della grande enciclopedia astrologica per immagini del Salone grazie a una temperie culturale che vedeva presenti artisti e letterati tra i quali Francesco Petrarca. Mettere in relazione questo immenso patrimonio storico con i linguaggi della contemporaneità è quanto si propone, con un nuovo format, “Padova Estate Carrarese” il programma di eventi culturali della prossima stagione estiva del Comune di Padova. Oltre 250 eventi, che coinvolgono un intero tessuto urbano, per collegare il Trecento al terzo millennio. Un “cartellone” che non si ferma alla città di Padova ma si estende sull’ampio territorio, ancor oggi ricco di testimonianze, sul quale i Carraresi avevano costruito un autentico “Stato regionale”. Su questo scenario si dipana un ricco calendario di mostre, concerti, cinema, incontri, teatro, danza, poesia che chiama a raccolta i grandi nomi dello spettacolo internazionale e il meglio, per niente provinciale, della cultura e dello spettacolo padovano. Rassegne cinematografiche in Arena Romana e sui Bastioni, teatro e concerti ai Giardini dello Zukermann, Notturni d’Arte e grandi eventi musicali con Ligabue e icone del pop come Dylan e i Jethro Tull, per finire con i Solisti Veneti del Maestro Scimone e l’Orchestra di Padova e del Veneto. E ancora le serate jazz, il tango con artisti internazionali nel cuore del centro storico di Padova, le attività teatrali e musicali ai Bastioni e alle Porte. Padova carrarese. Il Trecento padovano tra storia e arte è il tema dell’edizione 2010 dei Notturni d’arte, una collaudata e fortunata iniziativa che impegna le serate estive in visite guidate ai maggiori capolavori della città, una proposta quasi sempre overbooking. Programmati quest’anno 26 appuntamenti, dal 30 luglio al 4 settembre in partenza dai Musei civici agli Eremitani per toccare tutti i principali luoghi cittadini del ‘300. Dal Portello a Ponte Tadi, dalla Basilica del Santo a Piazza Duomo con gli affreschi del Battistero, dall’Orto botanico ai Palazzi civili a quelli religiosi. Ma fuori città i Notturni d’arte delineano un autentico percorso trecentesco. Fanno tappa al Castello di Monselice, a Due Carrare, a Piove di Sacco e alle mura medievali di Cittadella, al Castello di San Martino della Vanezza a Cervarese Santa Croce, alla Casa del Petrarca ad Arquà, al Castello di Valbona di Lozzo Atestino a Este per finire con una serata di degustazioni con il menù dei Carraresi. Incontri ed eventi per i Musei agli Eremitani – che conservano tra le tante opere le Gerarchie Angeliche, capolavoro del Guariento e il Crocefisso di Giotto – tra questi Il Perìpatos, incontri passeggiata sulla storia di Padova antica presso il Chiostro Albini dei Musei Civici agli Eremitani: il 3 giugno, “Padova e l’Adriatico preromano”, il 10 giugno “La leggenda di Antenore” e il 24 giugno, “Cleonimo e l’orgoglio patavino”. Un palinsesto unico che getta un ponte tra identità e contemporaneità. Per i turisti è inoltre disponibile Padovacard - Padova Carrarese Eventi (www.Padovacard.it), la tessera per visitare in modo nuovo, economico e facile i luoghi più significativi della città e della provincia di Padova e partecipare agli eventi dell’estate Carrarese. Infine l’estate Carrarese lascerà un segno permanente per ricordare ai padovani i luoghi più significativi della propria storia e accompagnare i turisti lungo un percorso più ragionato. Si tratta di un itinerario carrarese realizzato con 80 pannelli Mirabilia che illustrano i luoghi più significativi della storia padovana. Dalla Reggia al Battistero, dal Palazzo della Ragione alla Cappella degli Scrovegni, dall’Arena al Castello ritrovato. Considerata l´importanza della iniziativa, in collaborazione con il Comune, durante tutto il periodo di "Padova Estate Carrarese", il Consorzio di Promozione Turistica di Padova ha organizzato una serie di offerte promozionali di servizi turistici che prevedono soggiorni a tariffa agevolata, escursioni e visite guidate, per favorire una maggiore conoscenza del territorio e delle sue risorse artistiche e naturalistiche. Informazioni e prenotazioni al link www.Welcomepadova.it Info: Comune di Padova: e-mail: infocultura@comune.Padova.it - sito web: http://padovacultura.Padovanet.it, Turismo Padova terme Euganee: Tel. 049 8767911 - e-mail: info@turismopadova.It - sito web: www.Turismopadova.it, Consorzio di Promozione Turistica di Padova: Tel. 049.8767916 - info@padovaincoming.It - www.Padovaincoming.it. |
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VICENZA (GALLERIE DI PALAZZO LEONI MONTANARI): LA PIETRA E IL LEONE - SAN PIETRO E SAN MARCO NELL´ORIENTE CRISTIANO - ICONE DALLA COLLEZIONE INTESA SANPAOLO - 5 GIUGNO / 10 OTTOBRE 2010 |
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Una preziosa mostra dossier, su un tema particolarmente intrigante, per invitare alla scoperta di quella che è la più importante collezione di icone russe in occidente, ed una delle più importanti al di fuori della Russia. Il tutto in un Palazzo, il Leoni Montanari di Vicenza, dal 1999 sede museale di Intesa Sanpaolo, che di per sé meriterebbe una visita sia per la qualità architettonica dell´edificio, capolavoro del barocco europeo, sia per le collezioni d´arte che, icone a parte, offre al pubblico. A proporre il tutto è Intesa Sanpaolo nell´ambito dei propri Progetti per la Cultura. La mostra dossier (dodici preziose tavole) è quella riservata alle icone che hanno per soggetti i santi Pietro e Marco, personaggi che nell´iconografia dell´Oriente cristiano sono rarissimi, al contrario di quanto avviene nella Cristianità occidentale. Nel mondo ortodosso, Pietro e Marco, anche quando raramente vengono raffigurati, lo fanno da comparse o da comprimari. Assenze, o carenze, riconducibili alla storia della Chiesa d´Oriente, al suo distacco dalla Chiesa di Roma di cui il primo, Pietro, fu il fondatore e il secondo, Marco, il discepolo e l´interprete privilegiato del primo. Ben diverso, naturalmente, è il "peso" di queste due figure in tutto l´Occidente cristiano e, per quanto riguarda in particolare Marco, nelle due sponde dell´Adriatico, il mare veneziano. Anche se nelle tradizioni figurative bizantina e russa i due personaggi figurano come presenze molto discrete, la loro immagine compare in posizione di rilievo in un gran numero di composizioni a tema sia narrativo che iconico e allegorico. Se san Marco è frequentemente raffigurato sulle porte regali delle iconostasi assieme agli altri evangelisti e più occasionalmente nelle icone dell´ordine della Deesis, una funzione di primo piano gli è attribuita in soggetti di più denso contenuto teologico come la Madre di Dio del roveto ardente o I frutti della Passione di Cristo. Pietro è una presenza imprescindibile in tutta una serie di raffigurazioni di eventi evangelici e svolge un ruolo preminente, in particolare, nella scena della Trasfigurazione, in cui compare come spettatore privilegiato della rivelazione della divinità di Cristo, nella Lavanda dei piedi, dove occupa generalmente il centro della composizione, e nella rappresentazione di Pietro al Sepolcro vuoto, in cui il principe degli apostoli è esaltato come primo testimone della Resurrezione, nonché nell´Apparizione sul lago di Tiberiade, dove svolge il ruolo di principale destinatario dell´evento sovrannaturale. Le rarissime tavole esposte in questa mostra-dossier, che è curata da Michele Bacci, provengono dal quel tesoro rappresentato dalla Collezione di icone che Intesa Sanpaolo custodisce nel Palazzo Leoni Montanari. Qui, in un allestimento di grande suggestione, sono abitualmente esposte circa 130 delle quasi 500 icone patrimonio della raccolta. Da notare come non poche siano pezzi unici al mondo, molte di grandi dimensioni, impreziosite da rize in argento, capolavori dell´oreficeria russa. La raccolta conservata e in parte esposta a Palazzo Leoni Montanari è il frutto di acquisizioni iniziate a metà degli anni ´90 dal Banco Ambrosiano Veneto, poi confluito in Banca Intesa, oggi Intesa Sanpaolo, partendo dall´acquisizione di una collezione privata italiana, successivamente incrementata ricorrendo alle aste internazionali. L´intera collezione è stata posta sotto la tutela di un comitato scientifico, composto da Engelina S. Smirnova, John Lindsay Opie, Eva Haustein-bartsch e coordinato da Carlo Pirovano, che ha avviato la catalogazione e lo studio dell´intero corpus. Un´ampia selezione della raccolta è stata presentata al pubblico nel 1996 con la mostra L´immagine dello spirito, allestita a Venezia alla Fondazione Giorgio Cini e riproposta due anni più tardi alla Monnaie di Parigi. Si tratta di opere che coprono un arco cronologico amplissimo, dal Duecento sino al Novecento, cosa che consente di comprendere gli sviluppi e gli esiti di un discorso figurativo millenario. Le differenti "anime" dell´arte russa delle icone sono qui rappresentate attraverso la grande varietà delle scuole regionali. Grazie ad un allestimento di grande suggestione, queste tavole ritrovano e rivivono la loro aura sacra, il loro essere oggetto di fede prima e più che pur meravigliose opere d´arte. Visitando la collezione si avverte come queste immagini, che per secoli sono state oggetto di devozione in monasteri e chiese di tutte le Russie, continuino ad essere presenze vive. E tutto intorno a questo sancta sanctorum dell´arte russa, vi è la magnifica, ovattata eleganza di Palazzo Leoni Montanari, molto più che un "museo". Insieme alle icone e alla mostra temporanea dedicata ai santi Pietro e Marco, le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari propongono un´altra preziosa collezione di Intesa Sanpaolo, quella di pittura veneta del ´700 con la celeberrima serie di dipinti di Longhi, Canaletto e Guardi. Nel Deposito del Palazzo sono conservate le icone non esposte al pubblico, e la raccolta Intesa Sanpaolo di ceramiche attiche e magnogreche. I due nuclei di opere sono visitabili su richiesta. Il tutto con la cifra dell´accoglienza, del garbo, della cura per il visitatore che è nella tradizione di questa istituzione, un "salotto buono" della grande cultura internazionale, una "casa" dove i fiori freschi non mancano mai, così come il sorriso di chi vi accoglie. Un salotto nel quale chiunque può essere, se vuole, gradito ospite. Informazioni: www.Palazzomontanari.com |
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MILANO (VILLA CLERICI, GALLERIA D’ARTE SACRA DEI CONTEMPORANEI VIA TERRUGGIA, 14): PINO PEDANO. ORIZZONTE 1975 – 2010 A CURA DI GIOVANNI GAZZANEO - 11 GIUGNO / 23 OTTOBRE 2010 |
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Trentacinque anni dopo il suo esordio, Pino Pedano fa il punto del suo percorso artistico con una grande mostra nelle prestigiose sale di Villa Clerici. Le opere dello scultore che meglio di chiunque altro ha saputo cogliere la vitalità del legno, la sua storia e la sua memoria rendendolo materia d’opera d’arte, dialogano con gli ambienti settecenteschi e le opere della Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei. Dopo l’anteprima in occasione della Giornata di Primavera del Fai, a cui hanno partecipato oltre tremila persone, giovedì 10 giugno alle ore 18.00, s’inaugura negli ambienti del piano nobile della settecentesca villa di Niguarda la retrospettiva di Pino Pedano “Orizzonte”. Quarantacinque opere, di cui dieci realizzate per l’occasione, ricostruiscono il percorso creativo dal 1975 a oggi dell’ “artista del legno interiore”, come l’ha definito Tommaso Trini. Presenti nella mostra, curata da Giovanni Gazzaneo, le ormai classiche sfere, i totem, le madri. Ma anche l’imponente “Porta del Paradiso”, realizzata da Pedano per la personale del 2008 alla Chiesa Rossa in dialogo con i neon di Dan Flavin. Tra gli inediti i totem “Passio”, “Trinitas” e il dittico in pioppo “Orizzonte”, che dà il nome alla mostra. In bilico tra alta ebanisteria e scultura, arte e raffinatissimo artigianato, Pedano lavora il legno a partire dal suo interno, sezionato e ricomposto alla ricerca di un’armonia perfetta di forme, ritmi, colori. Una “scultura ecologica”: per le sue opere non è mai stato abbattuto un albero ma utilizzati solo materiali di recupero. Una “scultura interiore”: porta in superficie l’anima del legno, “perché – racconta l’artista – la sua vita non muore nonostante tagli, manipolazioni, trattamenti industriali”. “Pino Pedano – scrive il teologo Pierangelo Sequeri nel testo in catalogo, che contiene scritti tra gli altri di Antonia Arslan, Pierluigi Lia, Gabriel Mandel, Inge Feltrinelli – si rivolge con gratitudine e rispetto al racconto del legno. Più che scolpirlo, se ne lascia colpire. Lo asseconda, con animo vergine (ma non ignaro: l’uomo conosce il doloroso passaggio dalla tragica imminenza del congedo alla grazia inattesa di una “vita nuova”). Pedano ha la pazienza del vero ascoltatore, la tenacia senza tempo del contemplativo autentico. È così che si merita le rivelazioni dell’anima del legno, che incantano anche noi. Entriamo così, anche noi, nel “giardino segreto”, in cui l’albero-legno offre i suggestivi incanti della sua seconda vita. L’ingrandimento dei dettagli mostra qui un continuum variegato, che si rinnova incessantemente e sconfina – letteralmente – all’infinito. Non è scultura in legno, questa. Qui è proprio il legno che scolpisce te, semplicemente rivelandosi”. La mostra, patrocinata dalla Regione Lombardia, è promossa da Crocevia – Fondazione Alfredo e Teresita Paglione e realizzata in collaborazione con “Luoghi dell’Infinito”, mensile di arte e cultura di “Avvenire”. Info: info@villaclerici.It - www.Pinopedano.it - tel. 02.6470066 |
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MILANO (FONDAZIONE MARCONI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA): ADRIANO ALTAMIRA - FOTOGRAFIE 1971-2010 - 11 GIUGNO / 23 LUGLIO 2010 |
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Dopo la mostra del 2008 dedicata al progetto Giudizio sul Giudizio, Adriano Altamira torna ad esporre alla Fondazione Marconi una selezione di opere che ripercorre la sua attività fotografica. Da tempo l’artista pensava di raccogliere una sorta di campionatura eccellente dei vari periodi della sua produzione fotografica, fino a qualche tempo fa rappresentata solamente dalla cartella Area di Coincidenza, edita nel 1975 dalla Nuovi Strumenti di Piero Cavellini e dedicata al periodo più noto del suo lavoro. A questa prima raccolta si affiancano ora altri tre portfoli: La femme visible, che contiene 5 tavole del suo lavoro anteriore ad Area di Coincidenza, una serie di nudi del 1971, mai più esposta dopo il 1972; Piccola apocalisse, una sorta di “riassunto” in 5 tavole del lavoro omonimo costituito da 165 immagini in sequenza, che fu esposto nel 1999, edito da Méliène; a questi due lavori, si aggiunge Visti per caso, edito dalla Nuovi Strumenti di Brescia: un portfolio di 5 immagini rappresentative del lavoro degli ultimi dieci anni, dedicato al caso. Ogni portfolio è tirato in dieci esemplari. In questi quattro decenni vediamo l’autore spostarsi dalle “foto- sculture” de La femme visible, che esprimono una sorta di tattilismo visivo, già toccato dal concettualismo ma ancora carico di una sensualità non priva di humor; al discorso prettamente analitico di Area di Coincidenza. In seguito, dopo la metà degli anni ’80, Adriano Altamira inizia ad usare lo strumento fotografico in un modo completamente diverso: le nuove immagini illustrano casi fortuiti, scoperte di aspetti inconsueti di oggetti di tutti i giorni che, combinati fra loro, creano una realtà altra, come dimostrano anche alcuni reperti e oggetti unici presenti in mostra, che completano idealmente il quadro di queste ricerche. Adriano Altamira (1947) esordisce ufficialmente nel 1972 con la sua ricerca Area di Coincidenza, che occupa quasi tutti gli anni ‘70. In seguito dedicherà tutti gli anni ’80 e i primi ’90 ad una ricerca sui suoi sogni (Ice Dreams), che realizza in tre dimensioni dopo averli descritti e disegnati in una sorta di archivio, che comprende oggi più di 6000 sogni. Ha al suo attivo 45 mostre personali in Italia e all’estero, di cui quattro fra lo Studio e la Fondazione Marconi, a partire dal 1979. E’ presente con una sala personale al progetto speciale della Biennale di Venezia Cronografie, nel 1980. Nello stesso anno partecipa alla mostra Nuova immagine alla Triennale di Milano. Nel 1992 presenta una piccola antologica del suo lavoro fotografico al Musée de la Photographie di Charleroi. Nel 2005 viene invitato alla Xiv Quadriennale di Roma con un trittico della Serie Giudizio sul Giudizio, poi esposta alla Fondazione Marconi. Adriano Altamira è autore di vari libri, fra cui il recente La vera storia della Fotografia Concettuale; inoltre ha collaborato, fin da giovanissimo, a varie testate giornalistiche, fra cui Il Giornale e il Corriere della sera, e a numerosissime riviste d’arte fra cui Nac, Flash Art, Le Arti, Studio G7, Tema Celeste, Fmr. Info: Fondazione Marconi Arte Moderna e Contemporanea - Via Tadino, 15, 20124 Milano - Tel. 02 29 41 92 32 - fax 02 29 41 72 78 - info@fondazionemarconi.Org |
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CASTELLO DI DUINO: PRESTIGIOSA MOSTRA DI STRUMENTI MUSICALI STORICI |
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Un magico intreccio tra paesaggi mozzafiato, bellezze naturali, storia, leggende, arte e cultura. E’ quanto propone con l’arrivo dell’estate il Castello di Duino, che si erge su uno sperone roccioso a picco sul mare con una impareggiabile visione sul Golfo di Trieste, è tutt’ora abitato dai Principi della Torre e Tasso (Thurn und Taxis). Quest’anno la riapertura al pubblico del Castello (tutti i giorni tranne il martedì) offre ai visitatori che giungono a Duino-aurisina da tutto il mondo per ammirare la splendida “perla” del Golfo di Trieste che affonda le sue radici nell’epoca celtica, romana e medioevale, due importanti novità: la prestigiosa “mostra Orpheon di strumenti musicali storici al servizio di una tradizione vivente” della collezione del professor José Vazquez dell’Università di Musica di Vienna e l’accesso, per la prima volta dopo 25 anni, ai ruderi del Castello Vecchio, una fortificazione eretta a ridosso della scogliera nel Xi secolo e legata alla leggenda della “dama bianca”. Il comune di Duino-aurisina appare oggi come un grappolo di case nascoste nel verde a soli 500 metri dall’uscita dell’autostrada, a 20 chilometri da Trieste, a 15 chilometri dall’aeroporto di Ronchi dei Legionari e a meno di un’ora di macchina dall’aeroporto internazionale di Venezia. Un angolo di raffinata eleganza per un romantico soggiorno lontano dai disagi ma vicino alla comodità di una grande città, al centro di un’area strategica che comprende le principali città e capitali della nuova Europa. Ricchissimo di storia che si intreccia con leggende popolari, legato in modo indissolubile con il passato del territorio circostante, testimone di gloriosi eventi storici e di visite di personaggi illustri, il Castello di Duino (www.Castellodiduino.it ) possiede un fascino romantico senza eguali. Del Castello – che fra il 1911 e il 1912 ospitò il poeta Rainer Maria Rilke che proprio qui si ispirò per scrivere i versi delle sue “Elegie Duinesi” - sono visitabili più di 18 sale ricche di testimonianze che raccontano la lunga storia dei principi della Torre e Tasso, arredate con mobili d’epoca e impreziosite da opere d’arte d’inestimabile valore. Una nota particolare meritano il magnifico parco del Castello nel quale, dopo le bizzarrie e le inclemenze del tempo dei mesi scorsi, tornano a risplendere come per incanto le fioriture stagionali e il bunker costruito durante la seconda guerra mondiale nella roccia, a 18 metri di profondità, che, grazie a pazienti e delicati lavori di recupero e di restauro conservativo, è stato trasformato in un suggestivo mini-museo con cimeli d´epoca. Il Castello di Duino è visitabile fino a settembre tutti i giorni tranne il martedì dalle ore 9,30 alle 17,30 e nel mese di ottobre dalle 9,30 alle 16. Il biglietto intero costa 7 Euro ma sono previsti sconti per gruppi, bambini e over 65. Su prenotazione si possono organizzare visite guidate in diverse lingue L’accesso ai ruderi del Castello Vecchio per motivi di sicurezza avviene per gruppi, su prenotazione e in orari prestabiliti al prezzo individuale di 3 Euro. Il biglietto si riduce a 2 Euro se si visitano entrambi i castelli |
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ESCURSIONI PER TUTTI I GUSTI NEI PARCHI |
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Dall´11 al 13 giugno - escursione tematica al Parco Nazionale d´Abruzzo, Lazio e Molise (Abruzzo, Lazio, Molise) Trekking Dei Giganti Alla scoperta degli alberi monumentali del Parco. Nella regione che può vantare quasi la metà del proprio territorio soggetto a parco o riserva naturalistica, si trovano oltre settanta alberi monumentali, pietre miliari di una storia pluricentenaria. In due giornate avremo modo di visitare i boschi più affascinanti del Parco e con un po´ di fortuna scorgere i suoi abitanti. Info e prenotazioni: Wildlife Adventures - Piazza Vittorio Veneto, 17 - 67032 Pescasseroli (Aq) - Tel. (+39) 0863.910068 Fax (+39) 0863.911507 Mobile (+39) 339.8395335 - Internet www.Wildlifeadventures.it - E-mail info@wildlifeadventures.It - Skype wildlifeadventures Altre info sul Parco Nazionale d´Abruzzo, Lazio e Molise http://www.Parks.it/parco.nazionale.abruzzo Il 12 giugno - notturna al Parco Nazionale Appennino Tosco-emiliano (Toscana, Emilia-romagna) L´ululato Sotto Il Monte Navert Nel silenzio della notte oscura e misteriosa l´ululato del predatore più affascinante dell´Appennino si farà sentire grazie al richiamo fatto dai tecnici del Progetto Life Ex-tra del Parco Nazionale Tosco-emiliano... Al termine delle emissioni ci si potrà fermare a mangiare alla trattoria "Da Severo", dove ancora fumano i piatti d´un tempo rispettando e tramandando di generazione in generazione le ricette del nostro territorio. Ritrovo alle ore 17.30 presso la trattoria Da Severo Loc. Casarola (Comune Monchio delle Corti - Pr). Percorso: da stabilire a giudizio dei tecnici del Parco Nazionale Tosco-emiliano. Difficoltà: adatta dai 12 anni in su. Costo a persona: escursione Euro 10,00, cena in trattoria Euro 20,00. Per motivi organizzativi obbligatoria è la prenotazione almeno 48 ore prima dell´escursione telefonando alla Guida Ambientale Escursionistica Monica Valenti: cell. 3488224846. Altre info sul Parco Nazionale Appennino Tosco-emiliano http://www.Parks.it/parco.nazionale.app.tosco.emil Il 12 giugno - sport al Parco del Monte Cucco (Umbria) Trekking Nel Parco Nell´ambito dell´iniziativa "Gran Fondo Monte Cucco", due escursioni. Escursione nella Valle di San Pietro. Ritrovo alle ore 9.00 presso l´Info Point di Costacciaro (Pg). Difficoltà: medio-bassa (E). Quota di adesione: Euro 9,00 a persona con un minimo di 10 partecipanti. Escursione estremamente suggestiva, sia per la spettacolare fioritura, che per la presenza del torrente Rio Freddo che con numerose piccole cascate, disegna la bellissima Valle di San Pietro, dominata dal versante Est del massiccio del Monte Cucco. Da Monte Cucco a Costacciaro lungo il sentiero del Beato, che fa parte del percorso di gara. Ritrovo alle ore 15.00 presso l´Info Point di Costacciaro (Pg). Difficoltà: medio-bassa (E). Quota di adesione: Euro 9,00 a persona con un minimo di 10 partecipanti. Per vivere, in parte, le emozioni dei bikers durante la gara. Lo sguardo si perde in ampi scenari: in fondo la valle del Chiascio con campi coltivati, dove spicca Costacciaro con la sua struttura medievale, dalla parte opposta la valle di Pantanella con i suoi verdi prati contornati dal profilo del Monte Le Gronde e del Col d´Orlando, mentre a destra si staglia il massiccio calcareo del Monte Cucco. Per entrambe le escursioni, prenotazione obbligatoria entro venerdì 11 giugno contattando l´Info Point Costacciaro: Via Valentini, 31 - Tel. 075.9171046, oppure 3293815580 - info@discovermontecucco.It Altre info sul Parco Monte Cucco http://www.Parks.it/parco.monte.cucco Il 12 giugno - escursione e merenda al Parco Fluviale Gesso e Stura (Piemonte) Gesso - Stura, La Terra Tra I Due Fiumi A tu per tu con un pezzo di roccia. Escursione sul greto del Gesso a vivere la storia del territorio cuneese e delle sue rocce. Merenda all´area attrezzata del Parco. Ritrovo alle ore 14.30. Partecipazione gratuita, iscrizione obbligatoria. Per qualsiasi informazione e per l´iscrizione alle attività che la prevedano, contattare la segreteria del Parco Fluviale al numero 0171/444501, dal lunedì al venerdì in orario d´ufficio escluso il venerdì pomeriggio, o scrivere all´indirizzo e-mail parcofluviale@comune.Cuneo.it Altre info sul Parco Fluviale Gesso e Stura http://www.Parks.it/parco.gesso.stura Il 12 giugno - escursione naturalistica al Parco Regionale Riviera di Ulisse (Lazio) Aromi E Profumi Della Macchia Mediterranea Escursione naturalistica all´interno del Parco di Monte Orlando, alla ricerca di piante officinali ed endemiche. Saranno rilasciate alcune ricette casalinghe sugli usi antichi e moderni delle piante. Quota di partecipazione: 5.00 Euro. A cura dell´Ass. Sport. Dilett. Equitrek La Selva (E-mail: info@equitreklaselva.Com - www.Equitreklaselva.com). Appuntamento al Parcheggio di Monte Orlando, Gaeta alle ore 9.00. Grado di difficoltà del percorso: bassa. Lunghezza in km del percorso: 3 km circa. Abbigliamento/attrezzatura particolari: comodo, scarpe da ginnastica, cappello con visiera, zainetto, borraccia, eventuale macchina fotografica. L´attività è adeguata all´inserimento nel calendario di visite guidate con partenza in pullman da Roma "Parco Anch´io". - Orario di partenza da Roma (piazzale Nervi eur): ore 7.30. - Orario di fine attività (per rientro a Roma): ore 17.00. - Pullman da 25 posti. Informazioni e prenotazioni: Tara 347/8890384. Altre info sul Parco Riviera di Ulisse http://www.Parks.it/parco.riviera.ulisse Il 13 giugno - fiori e colori al Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate (Lombardia) Sfarfallando Un fantastico mondo di fiori e colori... Le farfalle! Un esperto ci guiderà alla scoperta delle varie specie e delle loro abitudini. Presso il Centro Didattico Scientifico di Tradate (Sentiero Natura e Osservatorio Astronomico), dalle 14.30 alle 18.00. La partecipazione è gratuita e non richiede alcuna prenotazione. Per maggiori informazioni e chiusure straordinarie www.Informaparco.parcopineta.org Altre info sulla Pineta di Appiano Gentile http://www.Parks.it/parco.pineta.appiano.gentile Il 13 giugno - un tuffo nel passato al Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell´Abbadessa (Emilia-romagna) Visita Guidata Speleologica Alla Grotta Del Farneto La Grotta del Farneto, ricca di storia, un tuffo nel passato, adatta a tutti per la semplicità del percorso. Ritrovo presso il Centro Parco "Casa Fantini" Via Jussi, 171 Farneto San Lazzaro di Savena alle ore 9.30 e 11.00. Costi: Euro 10 per i maggiorenni, Euro 5 per i minorenni e over 65. Per informazioni: Parco Gessi, Via Jussi 171 - 40068 Farneto - San Lazzaro di Savena (Bo) - Tel. 051/6254811 - www.Parcogessibolognesi.it Altre info sul Parco dei Gessi Bolognesi http://www.Parks.it/parco.gessi.bolognesi Il 13 giugno - alla scoperta del Parco di Veio (Lazio) In Bicicletta Lungo La Valle Del Cr�mera Escursione in bicicletta lungo la valle del fiume Crèmera, toccando le località Monte Madonna, Terre di Bettona, Le Spinareta, Santa Cornelia, Monte Aguzzo, Terre di Ronca, La Bandita. Appuntamento alle ore 9.00 a Formello, via Formellese nord km 10,200, Largo del Castagneto. Lunghezza in km e durata: 28 km - durata 3 ore e mezza. Grado di difficoltà: medio. Abbigliamento: bicicletta, abbigliamento da cicloturismo, casco, borraccia, possibilità di noleggiare la bicicletta e l´attrezzatura, su prenotazione. Prenotazione obbligatoria: 800727822 - 06/9042774. Altre info sul Parco di Veio http://www.Parks.it/parco.veio Il 13 giugno - arrampicata al Parco dell´Alpe Veglia e dell´Alpe Devero (Piemonte) Devero Block Terzo raduno di arrampicata Boulder all´Alpe Devero per un week end all´insegna del gioco e del confronto non competitivo. Premi ad estrazione. Guida Alpina Francesco Vaudo e Associazione Albergatori Devero e Crampiolo. Info: 349/0552938 - info@allmountain.It - www.Deveroblock.it e www.Alpedevero.it Altre info sull´Alpe Veglia e Devero http://www.Parks.it/parco.alpe.veglia.devero Il 13 giugno - maratona al Parco Naturale Regionale dell´Antola (Liguria) Rigangoca 11ma edizione della maratona dell´Antola. La marcia prende il via dal Righi con partenza alle ore 4.30 (Marcia) e 7.30 (Trial). Il percorso prevede il passaggio sui crinali del Monte Antola per ridiscendere fino a Caprile con una lunghezza di 42 km circa. La marcia è inserita nel calendario delle manifestazioni podistiche regionali 2010. Per info e iscrizioni: C.a.i. Sampierdarena (010/466709) o F.i.e. Comitato Regionale Ligure (010/414194 o fielig@tin.It ). Altre info sul Parco dell´Antola http://www.Parks.it/parco.antola |
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RIMINI (CASTEL SISMONDO): CONFRONTO A DIECI - PITTORI E POETI IN VISIONI CONTEMPORANEE - 9 LUGLIO - 8 AGOSTO 2010 |
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"Confronto a 10" è una proposta unica in Italia, voluta dall´Associazione Città d´Arte di Rimini per "conto del lavorìo continuo, vasto, e vario tra artisti e poeti". Alberto Agazzani, Davide Rondoni e Beatrice Buscaroli per l´evento che Rimini propone dal 9 luglio all´8 agosto 2010 a Castel Sismondo, non si sono infatti limitati a mettere a confronto opere "qualsiasi" di pittori e poeti. Hanno selezionato dieci artisti e altrettanti poeti di generazioni diverse, alcuni scommesse, altri già acclarati, e li hanno chiamati a esporre il loro lavoro davanti a un grande quadro del passato, un capolavoro del Guercino, stimolandoli a un confronto diretto e incrociato. Incontri, affinità, scelte, visioni personali e condivise danno vita allo "strano serraglio raffinatissimo" (Rondoni) che sarà questa mostra. E da questa scelta è scaturito un ideale laboratorio, una fucina d´idee che dalla parola scritta e declamata ha portato al segno sulla tela, all´immagine quasi sindonica (Agazzani) di significati e visioni e, viceversa, ha trasformato in verbo la visione contemplativa fissata sulla tela. Ne è nato così un percorso corale a 20 voci; un percorso di parole, suoni ed immagini che nella sua vastità e varietà intende rappresentare un autentico viaggio iniziatico nella contemplazione attraverso visioni pittoriche rese estatiche dalla potenza della parola; quella stessa visione estatica perfettamente significata dal capolavoro del Guercino, "La visione di San Girolamo" proveniente dalla Confraternita di San Girolamo a Rimini, scelto come fulcro dell´intero percorso, unione ideale nel tempo tra il verbo incarnato dal padre e dottore della Chiesa, l´estasi indotta dalla sua anacoretica e silenziosa meditazione e la visione contemplativa, trionfante di colore e visionarietà, del pittore centese. Protagonisti, con e intorno a Guercino, di questo "strano serraglio raffinatissimo" sono: Sonia Alvarez e Isabella Leardini; Andrea Martinelli e Antonio Riccardi: Davide Frisoni e Daniele Mencarelli, Omar Galliani e Iole Toini, Piero Guccione e Roberto Mussapi, Giovanni Manfredini e Davide Rondoni, Mauro Moscatelli e Giancarlo Lauretano, Vladimir Pajevic e Giancarlo Pontiggia, Massimo Pulini e Davide Brullo, Alberto Sughi e Sergio Zavoli. Che non si tratti di un puro, banale accostamento lo conferma Davide Rondoni: "basta fare un sommario elenco, per quanto impreciso, slabbrato, imperfettissimo di poeti nostri vicini nel tempo appena trascorso: Testori, Luzi, Bigongiari, Scialoja, Parronchi... Ecco bastano questi nomi, a cui si aggiungerebbero altri, affollandosi, per comprendere quanto sia stato forte, continuo, vasto il confronto, a volte di più, il corpo a corpo e l´impasto, tra poesia e pittura o altri genere di arti figurative e plastiche. Anche oggi, diramandosi nei mille modi del confronto e nelle mille sorprese degli incontri, il lavoro dei poeti e quello di pittori e artisti prosegue toccandosi, chiarendosi, eccitandosi e compiendosi". "Come nell´antica utopia delle arti sorelle, pittura e poesia ritornano a gareggiare - afferma Beatrice Buscaroli - scambiandosi ruoli e modi. Un dialogo serrato, convincente, che passa attraverso la trama di rapporti visibili, invisibili, evidenti, taciuti. Nascono da uno scambio diretto tra i pittori e i poeti di questa iniziativa che ha riscosso interesse in tutto il Paese oppure si trovano, per così dire, già stabiliti". "Confronto a Dieci" nasce dalla edizione Riminese di "Sismondi - Miti d´arte e di poesia contemporanee" svoltasi nel 2009 ed incentrata sulla mostra "Contemplazioni". "Quella mostra - ricorda Agazzani - poneva fortemente l´accento sul piano dell´arte contemporanea, ospitando nella città malatestiana oltre cento artisti del nostro oggi e significando così un´ampia panoramica di ciò che rappresenta l´eccellenza in fatto di pittura contemporanea. La mostra nasceva da un´idea critica molto lucida, che nella Bellezza, intesa come supremo sistema di valori e non solo come mero fatto estetico, e nella "Tradizione del Nuovo" identificava le specificità più autentiche dell´Arte italiana dalle sue origini fino ai giorni nostri. Da lì la selezione di artisti e di opere che non rappresentassero solo l´armonia estetica e il rigore formale fini a se stessi, ma che in un qualche modo significassero il trionfo dell´espressività, e quindi della Poesia, su qualunque altro pseudo valore indotto da una modernità collassata e traboccante di cinismo. Il progetto comprendeva che in quell´occasione avvenisse l´incontro di un illustre "manipolo di fratelli" poeti, raccolti da Davide Rondoni, per tentare di associare alla contemplazione visiva anche quella indotta dalla parola/significato/suono, in un confronto che è sfociato nella manifestazione di quest´anno e nella quale, doverosamente, la scena sarà dominata dalla Parola". Letta da un poeta, oltre che critico letterario com´è Davide Rondoni: "Confronto a Dieci" è "una colonna vertebrale, una collezione, una corona un po´ pazza e savissima per questa Italia senza più corona, e che a volte sembra ferita e con le ossa spezzate". Confronto A Dieci. Pittori e poeti in visioni contemporanee, Rimini, Castel Sismondo, dal 9 luglio all´8 agosto 2010. Orario: 18-23; lunedì chiuso. Ingresso libero. Progetto promosso dalla Associazione Culturale Città d´Arte di Rimini in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. A cura di Alberto Agazzani e Davide Rondoni e Beatrice Buscaroli. Segreteria organizzativa: Anonima Talenti, Cesare Bernardi. Info: Associazione Culturale Città d´Arte, Tel. +39 339 3237273 | +39 329 4068660 info@sismondi.Eu , www.Accda.info - www.Sismondi.eu info@studioesseci.Net |
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PARMA: I QUADRI DI LUIGI PASTORI IN MOSTRA |
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Domani alle 10.30 a Palazzo Giordani l’anteprima per la stampa dell’esposizione del pittore parmigiano. Ha avuto critiche lusinghiere e attestazioni di stima da parte di critici come Dino Villani, pittori come Franco Gentilini e Corrado Cagli, scrittori come Alfonso Gatto, poeti come Alda Merini. Ora alcune delle sue opere potranno essere ammirate anche da parmigiani e parmensi: sarà infatti aperta fino al 10 luglio a Palazzo Giordani (viale Martiri della Libertà, 15) la mostra antologica del pittore parmigiano Luigi Pastori dal titolo “Il seme della vita”. L’esposizione rientra nella rassegna “Arte a Palazzo Giordani”, promossa dalla Provincia e curata da Stefania Provinciali. La mostra è stata presentata inaugurato giovedì 10 giugno con l’assessore provinciale alla Cultura, Giuseppe Romanini, la curatrice della mostra, Manuela Bartolotti, e la curatrice della rassegna “Arte a Palazzo Giordani”, Stefania Provinciali |
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CAPOLAVORI IN MOSTRA A VIAREGGIO: LA COLLEZIONE OJETTI DA FATTORI A CASORATI MA ANCHE GLI EDIFICI LIBERTY, LA GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA E QUEST’ESTATE LA MOSTRA SU GALILEO CHINI. USUFRUENDO DEL PACCHETTO DELL’HOTEL PLAZA E DE RUSSIE |
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Apre il 26 giugno al Centro Matteucci per l’Arte Moderna di Viareggio una mostra imperdibile per gli amanti della cultura italiana: la raccolta d’arte del celebre giornalista e critico Ugo Ojetti focalizzata sull’Ottocento e il primo Novecento, con particolare attenzione ai Macchiaioli. Sono esposti i pezzi più preziosi e rappresentativi della collezione, da Fattori a Borrani, da Signorini a Pellizza da Volpedo, da Ghiglia a Felice Castrati, insieme a sculture di Libero Andreotti e Marino Marini. La mostra chiude il 12 settembre. Un week end a Viareggio per visitare la mostra è un’ottima occasione per ammirare gli splendidi edifici stile liberty sul lungomare, come lo Châlet Martini, il Caffè Ristorante Margherita e il bagno Balena, con i loro affascinanti apparati decorativi. Da non perdere anche la Galleria d’arte moderna e contemporanea di Viareggio, con oltre 3000 opere di circa 750 artisti del Xx secolo, che privilegia autori ed opere legate a questa terra. Proprio la Galleria ha in programma quest’estate una mostra su Galileo Chini, uno dei protagonisti più importanti e significativi del passaggio fra Ottocento e Novecento in Italia, celebre soprattutto per gli affreschi e le decorazioni su terracotta, autore di prestigiose decorazioni a Montecatini, Pistoia, Firenze, Arezzo, Salsomaggiore, Viareggio e al palazzo imperiale di Bangkok. L’ideale per il soggiorno è l’Hotel Plaza e de Russie, primo albergo di Viareggio, situato in posizione privilegiata sul lungomare, proprio di fronte ai locali storici e alle eleganti boutique della passeggiata. Completamente restaurato e rinnovato, l’edificio conserva l’eleganza originaria di inizio secolo, con ampi e lussuosi saloni impreziositi da marmi pregiati, mobili d’epoca e lampadari di Murano. Il ristorante “La Terrazza”, situato sul roof dell’albergo con vista panoramica dal Mar Tirreno alle Alpi Apuane, propone la cucina di alto livello dello chef Alessandro Collavoli, attenta alla tradizione marinara della zona. L’hotel è convenzionato con uno stabilimento balneare che si trova a pochissima distanza. Prezzo della camera doppia a partire da 220 euro inclusivi di prima colazione a buffet e due biglietti di ingresso alla mostra. Hotel Plaza e de Russie, Piazza d’Azeglio 1, 55049 Viareggio www.Plazaederussie.com |
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PERUGIA (LE GALLERIE DEI GEROSOLIMITANI – INGRESSO VIA DELLA SPOSA,1B): L’URLO DEL SILENZIO - LA NATURA MORTA CONTEMPORANEA TRA L´ITALIA E I PAESI BASSI – CURATORE ROB SMEETS - 11 GIUGNO / 19 SETTEMBRE 2010 |
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Con la mostra “L’urlo del silenzio”, in programma dall’ 11 giugno al 19 settembre 2010 presso Le Gallerie dei Gerosolimitani a Perugia, Rob Smeets torna a rendere omaggio alla rappresentazione pittorica della natura morta o Still life attraverso le opere di dieci fra i maggiori pittori moderni, cinque italiani e cinque olandesi. In questa nuova raffinata “incursione” nell’arte contemporanea vengono presentate oltre 40 opere, tutte olio su tela oppure su tavola, che affrontano il tema della natura morta, assoluta protagonista: oggetti quotidiani, atmosfere domestiche come metafore dell´esistenza. Soggetti, temi e tecniche tradizionali che indagano un orizzonte familiare in cui gli oggetti rappresentati assumono valenze simboliche e richiamano, quando non citano apertamente, i maestri e i capolavori del passato. Una rassegna che ripropone di questi ultimi gli elementi essenziali quale il senso di rigore, la sobrietà, la precisione e la trasparenza, interpretati da un nuovo vissuto contemporaneo, capace di trasmettere la magia del silenzio, premessa necessaria per comprendere il messaggio allegorico delle opere. Una perizia tecnica che sfiora il virtuosismo, una scrupolosa osservazione del dato reale per una pittura che rimane sospesa, atemporale, ma che denota un altissimo lavoro di ricerca, rielaborazione e studio accurato delle proporzioni e simmetrie. Gli autori proposti, Agostino Arrivabene, Maurizio Bottoni, Gianluca Corona, Henk Helmantel, Mark Lijftogt, Volkert Olij, Roberto Rampinelli, Jaap Roose, Giorgio Salmoiraghi ed Eric De Vree rappresentano indubbiamente, in tutte le loro sfaccettature, il vertice dell’arte pittorica contemporanea della natura morta. Ci si trova di fronte a un gioco di contrapposizione fra due scuole di pensiero, anche se tutti i pittori presentati, pur con ben distinte personalità, appartengono alla tendenza del «Nuovo Realismo», più nota e diffusa in Nord Europa, meno affermata nel nostro Paese. A loro è stato affidato il compito di leggere e interpretare il tradizionale repertorio di oggetti comune al mondo della natura morta: frutta, fiori recisi, conchiglie, vanitas vanitatum con teschio, carcasse di animali, e poi ancora vino, pani, brocche. Sempre riuscendo a conciliare la contemporaneità con il senso di rigore, con la minuziosità rappresentativa, la precisione e la trasparenza tipici dei maestri del passato, a ricrearne le magie. Fra gli olandesi si può così ammirare il virtuosismo del maestro Henk Helmantel capace di trattare la luce in maniera unica, il delicato realismo del belga di Anversa Eric De Vree in cui è notevole la tecnica del chiaro-scuro che applica meravigliosamente nel suo Nicchia con prugne, e ancora Mark Lijftogt, Jaap Roose con le sue Cipolle rosse; sino ad arrivare alle brocche di Volkert Olij. Nella sezione dedicata ai pittori italiani invece sono esposti i teschi di Agostino Arrivabene, la narrazione eccellente di Giorgio Salmoiraghi, lo stile caravaggesco di Gianluca Corona, la minuziosità di particolari di Roberto Rampinelli sino alla precisione esasperata e alla freschezza espositiva del milanese Maurizio Bottoni. Il nuovo spazio espositivo Le Gallerie dei Gerosolimitani è composto dall’ingresso posteriore delle Gallerie, con ampia terrazza esterna che si apre su Via della Sposa e sulla facciata medioevale della chiesa di San Luca costruita a metà del Xii secolo. Dal 1460 al 1471 Francesco della Rovere, Cardinale titolare di San Pietro in Vincola, successivamente Papa Sisto Iv, ebbe l’arcipriorato proprio della Chiesa di San Luca, che fu per quattro secoli Collegiata dei Canonici Regolari del San Sepolcro, con annessa la loro residenza e l’oratorio dopo il loro distaccamento da Gerusalemme. L’ingresso anteriore delle Gallerie si trova invece su Via San Francesco, nella parte dell’oratorio della Casa della Commenda ristrutturata nel 1484 da Cataneo dei Traversagni, come si legge sul fregio dell’architrave del portone d’entrata, incastonato nella facciata dalle bellissime finestre quadripartite quattrocentesche in travertino. Nel 1560 il complesso fu affidato ai Cavalieri del Sovrano Militare Ordine di Malta. Info@legalleriedeigerosolimitani.org www.Legalleriedeigerosolimitani.org |
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POGGIBONSI (ROCCA DI STAGGIA SENESE). XIV FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLE OMBRE - 12/19 GIUGNO |
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‘L’ombra del vivere’ è il tema del Festival delle Ombre 2010. Sette spettacoli teatrali con compagnie italiane ed internazionali che si concentrano sul tema della morte. In programma anche eventi per bambini, proiezioni e due conferenze a tema con Travaglio, Natoli e Prete. Teatro per grandi e piccini, giovani compagnie e successi internazionali, proiezioni, un seminario di “pizzica salentina” e due conferenze con ospiti illustri. “L´ombra del vivere” è il titolo sotto cui si apre il cartellone della quattordicesima edizione del Festival Internazionale delle Ombre di Staggia Senese, che offrirà una settimana densa di appuntamenti che si svolgeranno dal 12 al 19 giugno nelle suggestiva cornice della Rocca di Staggia Senese a Poggibonsi (Siena), organizzato dal Comune di Poggibonsi in collaborazione con le associazioni Stacciaburatta e Amici di Staggia Senese. L´obiettivo è di parlare del tema complesso della morte con i linguaggi del teatro, della poesia, delle immagini affidandosi alla parola di filosofi e letterati. “Abbiamo scelto il meglio delle produzioni internazionali e nazionali per poter parlare di un tema così complesso in modo dettagliato ed originale – dice Marcella Fragapane direttore artistico del Festival - . Non possiamo che essere soddisfatti per essere arrivati al traguardo dei quattordici anni e, pur tra le tante difficoltà che le produzioni culturali stanno attraversando in questi anni, siamo certi di aver proposto un bel programma, grazie soprattutto al lavoro instancabile dei tanti volontari e delle amministrazioni che ci sostengono”. Sul palco all´aperto costruito dentro l´antica Rocca di Staggia Senese saranno allestiti sette spettacoli teatrali per adulti messi in scena da grandi compagnie italiane e straniere. Inaugurazione sabato 12 giugno alle 21,45 con Antigone della compagnia Patricia Zanco. I giorni successivi vedranno alternarsi sul palco Walter Broggini (in “Solo”, il 13 giugno), Joan Baixas (dalla Spagna, in “Tierra prenada”, il 15 giugno) che sarà anticipato alle 21,15 da un´esibizione di Pizzica con Serena D´amato, il Teatro Zaches (“Il fascino dell’idiozia”, il 17 giugno), Muta Imago( “(a+b)³”, il 18 giungo), il Teatre dell´Ombrelle francese (“Le prince tigre”, il 19 giungo). Evento speciale del festival sarà la videoproiezione di “Tadeusz Kantor – La classe morte” messo in scena la prima volta a Cracovia nel 1975. Il pomeriggio del 15 giugno, dalle 16,30 sarà invece protagonista la “Pizzica”, alla danza salentina infatti dedicato un seminario tenuto da Serena D´amato, per iscrizioni è possibile chiamare il numero 348/2450579. Non mancheranno poi gli spettacoli per bambini con il teatro Giocovita in “Pepe e stella” che sarà allesitto al teatro Politeama di Poggibonsi. Il programma propone poi due conferenze, Marco Travaglio sarà infatti alla Rocca di Staggia il 16 giugno alle 21,15 con “Italia 2010: Cronache di una morte civile”, in collaborazione con l´associazione Libertà e Giustizia. Salvatore Natoli e Antonio Prete saranno invece i protagonisti di una conferenza dal titolo “La natura ama nascondersi”, in programma per giovedì 17 giugno alle 21. Il Festival Internazionale del Teatro delle Ombre è realizzato dal Comune di Poggibonsi in collaborazione con le associazioni Stacciaburatta e Amici di Staggia, il patrocinio di Regione Toscana e Provincia di Siena e con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Programma della Xiv edizione Festival Internazionale Del Teatro Delle Ombre Rocca di Staggia Senese 12-19 giugno 2010 Poggibonsi (Siena) Sabato 12 Giugno ore 21.45 Antigone Compagnia Patricia Zanco (Vicenza) Domenica 13 Giugno ore 21.45 Solo Compagnia Walter Broggini (Varese) Martedì 15 Giugno Teatro Politeama di Poggibonsi ore 10.15 Pepe’ E Stella Teatro Giocovita (Piacenza) (Matinè per i bambini delle scuole dell’ infanzia) Martedì 15 Giugno ore 21.15 Pizzica pizzica Serena D’amato ore 21.45 Tierra Preñada Joan Baixas (Barcellona – Spagna) Mercoledì 16 Giugno ore 21.15 Italia 2010: Cronache Di Una Morte Civile Dialogo con Marco Travaglio Giovedì 17 Giugno ore 21 La Natura Ama Nascondersi Conferenza di Salvatore Natoli e Antonio Prete ore 22.30 Il Fascino Dell’idiozia Zaches Teatro (Firenze) Venerdì 18 Giugno 21 Video-evento: Tadeusz Kantor . La Classe Morta ore 22.30 (a+b)³ Compagnia Muta Imago (Roma) Sabato 19 Giugno ore 21.45 Le Prince Tigre Teatre de l’Ombrelle (Parigi – Francia) Informazioni: www.Festivalombre.it |
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BORGO SAN GIUSTO (EMPOLI – LOC. MONTERAPPOLI): BIENNALE DI ARTE CONTEMPORANEA - GIARDINI INFORMALI - I EDIZIONE - INSTALLAZIONI PERMANENTI DI: STEFANO BRESCHI, MONICA CECCHI, ANDREA NICITA, SARAH BAKER - DAL 5 GIUGNO 2010 |
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Un gruppo di artisti emergenti, un ritaglio di verde sulle colline empolesi, un orto di simboli per contenere e raccontare una variegata realtà frutticola e floreale, infine un Resort di lusso come fondale ad un affascinante luogo en plein air. Tutto questo è Giardini Informali, rassegna di arte contemporanea che, con cadenza biennale e a partire dal 5 giugno 2010, si propone di presentare al pubblico un nuovo spazio dinamico, un’esperienza visiva e sensoriale dove la creatività e il verde si fondono per dare vita ad una versione non convenzionale di arte ambientale. Sede permanente della Biennale, promossa da Borgo San Giusto in collaborazione con Present Contemporary Art – la Società che dal 2004 opera come ponte culturale tra la Cina e l’Italia –, e con il fondamentale supporto della Banca di Credito Cooperativo di Cambiano, delle Assicurazioni Generali e della Fattoria Bini, è il garden del complesso edilizio Borgo San Giusto, recentemente riportato in auge dalla famiglia Bini Moriani, proprietaria storica degli oltre duecento ettari di terreno su cui sorge la struttura turistica e la Villa padronale Il Terraio. Stefano Breschi, Monica Cecchi, Andrea Nicita, Sarah Baker, sono gli autori scelti dalla Present in accordo con la direzione artistica del Borgo San Giusto, per scrivere un manifesto di arte contemporanea in cui simili operazioni rappresentino la risposta, oltre che al sentito bisogno di allargare il confronto artistico, soprattutto alla necessità di recuperare un’autentica tradizione di salvaguardia paesaggistica. Ed è qui che sta la non convenzionalità dell’offerta culturale, nell’aver scelto l’arte prima ancora che come caratterizzazione di un luogo o come strada per sintonizzare la natura con l’elemento artificiale, quale punto di partenza per un rispetto dell’ambiente in cui viviamo. Salvare l’arte per salvare il territorio. Solo dopo aver risposto a questa necessità verranno soddisfatti gli altri molteplici significati della land art. Lo scenario allora si dilaterà, si plasmerà sulle forme che in esso si innestano finendo così per comunicare prospettive sempre diverse, per suggerire percezioni, emozioni che riconciliano il visitatore con il verde circostante. L’ambiente non prenderà piede sull’opera ma si combinerà con essa in un rapporto osmotico e di reciproco consiglio. Da sottolineare la natura dell’iniziativa che si riconduce - sulla scia delle varie realtà in Toscana legate ai nomi di Spoerri, Metzler, Fuchs o di encomiabili imprenditori come i Gori in località Celle - alla volontà di un privato. Anche in questo caso, infatti, complici il garden antistante il Borgo e l’infilata scenografica di querce e faggi sul limite dello sterrato che conduce alla Villa cinquecentesca, le titolari del Terraio s.R.l., Elena e Francesca Bini Moriani, hanno maturato negli ultimi anni l’idea di avviare un dialogo con il territorio che non fosse limitato alla sola produzione vitivinicola. “Con <Giardini Informali> ci siamo ritrovate ad essere al contempo promotrici e spettatrici di un evento che era nel cassetto da molto tempo” esordisce Elena Bini Moriani. “Siamo giunte a questo traguardo con l’entusiasmo di chi non solo realizza un vecchio sogno, quello di valorizzare un patrimonio privato attraverso iniziative culturali, eventi che coinvolgano il pubblico e stimolino un’ulteriore riflessione sull’importanza della qualità dell’ambiente, ma anche con la convinzione che perfino un timido tentativo di aprirsi al confronto, quale quello che proponiamo oggi, possa legarsi alle tante proposte del Comune di Empoli sul versante della tutela ambientale e di quello culturale. Vorremmo considerarci parte di una rete di soggetti pubblici e privati attivi sia in campo turistico che artistico, che lavorano insieme per promuovere la tipicità del proprio territorio”. L’arte, dunque, diviene il linguaggio nonché la carta d’identità di un luogo. Gli artisti coinvolti sono stati chiamati a disegnare, ciascuno secondo il proprio estro e il proprio punto di vista, il profilo del territorio come fosse un ambiente da rimodellare e al quale assimilarsi. Così le quattro opere seminate nel parco – L’equilibrista di Andrea Nicita, Vuoti di memoria di Monica Cecchi, Humanitas di Stefano Breschi e La Farfalla di Sarah Baker - rappresentano la continua evoluzione della natura che si presta a differenti teorizzazioni, conosce ulteriori canoni estetici, diviene insomma un testo sul quale ogni autore può scrivere nel rispetto degli elementi che la connotano ab origine quali luce, clima, tipologia di vegetazione, morfologia. Il risultato è un monumento corale formato da paesaggio e sculture site specific, una dimensione privata e al contempo pubblica che trova per l’occasione l’introduzione di un critico d’arte molto conosciuto e apprezzato sia in Italia che all’estero, Maurizio Vanni. Già curatore di numerose mostre, di eventi culturali di livello internazionale, nonché neo Direttore del Lu.c.c.a. Center of Contemporary Art, Vanni presenterà gli artisti e il progetto che li accomuna e del quale ha scritto anche nella prefazione del catalogo Giardini Informali edito da Borgo San Giusto. L’itinerario d’arte en plein air parte con un’urgenza: rafforzare il ruolo di catalizzatore culturale che riveste Empoli, sull’esempio delle città d’arte e di tutti quei luoghi che in Toscana si promuovono sotto questa insegna. Lo conferma l’Assessore comunale alla Cultura Eleonora Caponi. “L’evento - spiega - giunge in un momento di grande sensibilità per temi che riguardano l’ambiente in termini di qualità, identità”. “L’arte è un albero sempre verde, è la garanzia che attraverso questa si possa sensibilizzare a questioni di uguale importanza. Educare culturalmente significa non solo portare il cittadino dalla parte delle istituzioni ma anche metterlo in contatto con il territorio su cui vive. La famiglia Bini, conosciutissima e radicata qui da generazioni, ha creato qualcosa di importante che può servire quale punto di aggregazione artistica e di supporto per ogni altra futura iniziativa privata che vada nella medesima direzione”. “Il progetto – conclude l’Assessore – risponde alla volontà dell’Amministrazione comunale di mettere in rete tutte le realtà che promuovono azioni culturali a livello territoriale affinché si avvii un processo di rilancio della città che parta dal contributo degli stessi empolesi”. Nel 2012, Giardini Informali si arricchirà delle creazioni di altri artisti emergenti come anche di autori affermati nel panorama dell’arte contemporanea. Proprio in questi giorni la direzione di Borgo San Giusto sta formando in via definitiva il Comitato cui spetterà il compito di individuare di volta in volta una rosa di artisti che si siano distinti particolarmente per il proprio impegno nella land art. L’orto C’è un altro luogo annesso al borgo ispirato agli innumerevoli volti della natura. E’ l’orto matematico disegnato e realizzato da Simone Mainardi, responsabile, tra le altre, della ristrutturazione del complesso edilizio e della sua nuova destinazione turistica. Ideato quasi per gioco, l’orto è cresciuto gradualmente sulle carte progettuali fino ad andare ad occupare nella realtà una fetta di terra riservata in origine al parcheggio per gli ospiti della struttura. Nasce così, a fronte della spontanea trama floreale e vegetale della zona, uno spazio dove i frutti della terra vengono regimentati e ordinati secondo un preciso disegno. L’orto matematico, così denominato perché ritagliato in aiuole che hanno la forma dei segni aritmetici, non vuole essere parte integrata al parco circostante. Anzi. Proprio per rispondere alla varietà della partitura verdeggiante, questa area di transito pedonale tra il ghiaietto all’entrata del Borgo e il garden sede della Biennale, vuole avere vita autonoma, possedere un proprio respiro. Qui sono state seminate piantine delle più varie: carciofi violetti di Toscana, fragole, diversi tipi di pomodoro (rio grande nano, cuore di bue, alto piramide, tondo), cavolo nero, verza e cappuccio, cipolle, broccoli e lattughini. Un serbatoio di forme e colori come manifestazione dell’esuberanza della natura. La stagione è perfetta per veder crescere le fragole sotto un casco di foglioline dal profilo seghettato e di fiori bianchi ricchi di stami e pistilli, per osservare i progressi della piccola carciofaia, come anche di tutti i tipi di pomodoro interrati. I turisti si trovano così a seminare pensieri e passi ora nella direzione del più, ora nella direzione del meno, scoprendo che vi sono infiniti itinerari e prospettive ancora da scoprire. Non è questione di grandezza, pare suggerire questa originale architettura del paesaggio, quanto della capacità di immaginare e documentare in ogni angolo che la natura mette a disposizione. Un esempio di giardinaggio dove è anche possibile sostare: una panchina sistemata sulla guida pedonale permette agli avventori di stimolare il proprio spirito di osservazione. Né si può dimenticare la funzione sociale dell’orto. Se infatti l’arte protagonista negli spazi contigui è cibo per l’anima, le sementi coltivate divengono il suggerimento per uno stile di vita naturale, in armonia con l’ambiente circostante. Il giardino che si offre alla vista appena usciti di qui è un tripudio di corbezzoli, ginestre odorose, giaggioli, glicini, rose canine e melograno. Nel furore cromatico si distinguono anche svariate piante officinali quali il rosmarino, salvia, menta, maggiorana, lavanda, origano, timo, e tutte vanno a infrascarsi sotto l’ombra dei lecci e dei cipressi che corrono intorno alla tenuta. Più a valle si scorgono olivi e viburni mentre inconfondibile sale il profumo di melo, pero e dell’albero di limoni. Sullo stesso humus attecchiscono infine il Sorbo degli uccellatori o Sorbus aucuparia, l’ornamentale e violaceo Albero di Giuda e i salici piangenti. Borgo San Giusto: Tra Storia, Natura E Arte Ad un passo da Empoli, su un poggio raggiungibile dall’antica via Salaiola - un tempo “via del sale” ove transitavano i carichi di salgemma che da Volterra arrivavano agli scali fluviali empolesi -, si fa spazio tra viti, ulivi e boschetti un complesso edilizio formato da tre unità abitative. Nell’antichità esse formavano la fattoria annessa alla Villa Il Terraio, appartenuta fino al 1800 alla famiglia fiorentina dei Cerchi e divenuta in seguito di proprietà dei Bini che ancora vi risiedono. Dopo un intervento di recupero durato circa due anni sotto la direzione di Simone Mainardi, Borgo San Giusto (www.Borgosangiusto.it) recupera la personalità architettonica originaria, legata in particolar modo alle attività rurali della zona. Utilizzato fino al 2008 come cantina per i vini prodotti dalla Fattoria Bini (www.Fattoriabini.it) e come residenza per i mezzadri, il complesso conosce una nuova destinazione d’uso che va a soddisfare l’esigenza di valorizzazione e conservazione del paesaggio in cui è immerso. La struttura, è oggi un Resort dotato di 8 camere, 2 mini appartamenti, di una locanda, infine di un piccolo ristoro adibito alla vendita dei prodotti tipici della zona. Lo scopo è quello di offrire un soggiorno ritemprante a contatto con la natura, nuovi itinerari immersi in un panorama suggestivo di verde ordinato e scompigliato al contempo. Il fascino antico di questa campagna ha suggerito l’intero restyling: sulle facciate, ad esempio, si sono ben interpretati i colori accesi della Toscana. Sul primo edificio, alla base del quale si trova l’Osteria Donna Riccarda, l’intonaco è cremisi, mentre sul secondo una tinta color crema si combina con il lilla del fabbricato sul retro. Gli arredi interni sposano il rigore geometrico e la semplicità del rustico con un concept più moderno ma assolutamente intonato al contesto. Le camere, dove tradizionali travi a vista fanno da pendant a lavabi di raffinato design, sono intitolate a personaggi illustri del territorio empolese, vezzo che all’occorrenza può divenire consiglio per un approfondimento sulle tante risorse, umane e naturali, che caratterizzano la zona. C’è la stanza Ferruccio Busoni (musicista), quella Jacopo Chimenti (detto anche Jacopo da Empoli), Andrea Corsali (navigatore del’400, scopritore della Nuova Guinea), Fanfulla Lari (celebre violinista del primo Novecento), la camera in onore dello scrittore Renato Fucini, del pittore Sineo Gemignani, del musicista Gaetano Fabiani, infine quella dedicata a Jacopo Carrucci detto il Pontormo che molto lavorò alla corte dei Medici. Virgilio Carmignani e Ippolito Neri hanno invece ispirato i mini appartamenti del Borgo San Giusto, entrambi dotati di tutti gli elementi del comfort, ivi comprese maxi vasche idromassaggio. Anche il vitto conserva tutto il sapore della tradizione del territorio. Nell’osteria Donna Riccarda (www.Donnariccardaosteria.it) che si trova nel primo blocco a piano terra, si possono gustare pietanze tipiche come gli gnudi di ricotta e la scantucciata di pollo cucinata in una salsa mediterranea ottenuta con i prodotti dell’orto. Dai trentadue ettari di vitigni e dai venticinque ettari di ulivi di proprietà arrivano sulla tavola anche i vini autoctoni come la Riserva Il Terraio, l’Igt Il Gheppio, il Vinsanto 65 Lune e l’olio Dop. Biennale d’arte contemporanea Giardini Informali – Installazioni permanenti Apertura al pubblico con ingresso gratuito – Dal 5 Giugno 2010 Lunedì: h 15-19,30 Dal Martedì al Venerdì: h 9-13/15-19 Sabato e Domenica: h 10-19 Borgo San Giusto - Via Salaiola, 151 Empoli , loc. Monterappoli Tel. 0571/530087 – Fax 0571/530800 e-mail: giardiniinformali@borgosangiusto.It - www.Borgosangiusto.it |
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ROMA (MUSEO NAZIONALE DEL PALAZZO DI VENEZIA):LA FORMA DEL RINASCIMENTO DONATELLO, ANDREA BREGNO, MICHELANGELO E LA SCULTURA A ROMA NEL QUATTROCENTO - 16 GIUGNO / 5 SETTEMBRE 2010 |
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La mostra, organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, diretta da Rossella Vodret, dal Comitato Nazionale Andrea Bregno e con la collaborazione della Fabbrica di San Pietro, curata da Claudio Crescentini e Claudio Strinati, è un evento unico nel suo genere, incentrato sulla scultura del Rinascimento a Roma, uno dei momenti artistici ancora poco frequentati dal grande pubblico e indagato mediante l’attività di tre grandi artisti del periodo: Donatello, Andrea Bregno, Michelangelo. Promossa da un Comitato Scientifico del quale fanno parte i massimi studiosi italiani ed internazionali del settore (scheda in allegato), la mostra si pone come fondamentale momento di studio dei tre protagonisti della scultura del Quattrocento, colti in quel particolare periodo di rinnovamento culturale, individuato nella Roma dei Papi umanisti, vissuto alla luce della memoria dei Maestri antichi, con la prospettiva di creare una nuova forma della scultura, quella appunto del Rinascimento. Fra le altre opere presentate, di speciale interesse l’esposizione di due sculture di grande impatto visivo di Donatello, la Formella con angeli musicanti, gesso preparatorio dell’opera finale in bronzo realizzata per l’altare di Sant’antonio per l’omonima Basilica di Padova, e la spettacolare Protome equina realizzata dall’artista come modello del monumento equestre che avrebbe dovuto realizzare per Alfonso d’Aragona, Re di Napoli. Per la prima volta in maniera unitaria è anche esposto il nucleo delle sculture provenienti dalla Fabbrica di San Pietro della Città del Vaticano e facente parte del Monumento funebre di Paolo Ii Barbo, opera di Mino da Fiesole e Giovanni Dalmata. Culmine della mostra un prezioso altorilievo in marmo di Michelangelo mai esposto in precedenza, Eolo o Vento marino, già parte della decorazione scultorea della chiesa di Santa Maria Maddalena a Capranica Prenestina (Rm), operazione architettonica attribuita allo stesso artista e commissione dei Porcari-capranica, famiglia fortemente legata a Michelangelo mediante altre committenze artistiche, a partire dal più famoso Cristo risorto di Santa Maria sopra Minerva in Roma |
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SCAVI DI POMPEI, VIA DELL’ABBONDANZA: DOMUS DI GIULIO POLIBIO E CANTIERE-EVENTO DEI CASTI AMANTI |
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Si fa più ricca l’offerta turistica per l’estate nell’area archeologica di Pompei. A Pompei aprono stabilmente al pubblico la domus di Giulio Polibio, la prima con visita ‘multisensoriale’, e il cantiere-evento dei Casti Amanti, dove è possibile assistere in diretta al lavoro degli archeologi e dei restauratori. Dopo i restauri e il successo delle aperture straordinarie per la Xii Settimana della cultura, le due splendide domus su via dell’Abbondanza saranno fruibili tutti giorni, con la formula del percorso didattico, prenotazione obbligatoria e biglietto aggiuntivo (5 € per ciascuna visita; 7€ per la visita cumulata di entrambe le domus). Le visite, per gruppi di 25 persone, della durata di circa un’ora ciascuna, partiranno dalle 10 fino alle 18 (anche in lingua inglese, francese, spagnolo). “In queste iniziative – dichiara Marcello Fiori, Commissario Delegato per l’emergenza all’area archeologica di Napoli e Pompei - abbiamo voluto unire al grande lavoro e rigore scientifico dell’indagine archeologica anche il desiderio di conoscenza troppo spesso inevaso dei visitatori” Ad accogliere i visitatori nella domus di Giulio Polibio è proprio l’ologramma del padrone di casa un ricco liberto, il cui aspetto è ricostruito sulla scorta di studi scientifici. E’ lo stesso Polibio con la sua voce ad accompagnare i visitatori negli ambienti più importanti della sua residenza, fino all’ultima stanza dove si rifugiarono al momento dell’eruzione i suoi familiari e dove è stata ritrovata la giovane donna incinta, che tornerà a vivere anche lei in forma di ologramma. In circa un’ora sarà possibile conoscere l’architettura, le decorazioni pittoriche, le suppellettili ricostruite, le piante e gli uccelli del giardino e soprattutto gli abitanti della casa, la loro vita quotidiana, i rumori e i silenzi, la loro quotidianità e gli affetti fino alla tragedia dell’eruzione. In sottofondo si potrà ascoltare un’installazione sonora, l’Opera Regio Ix, progetto del prof. Claudio Rodolfo Salerno – Presidente dell’Istituto per la Diffusione delle Scienze Naturali. Lungo il percorso di visita, tante altre sorprese come il video in 3d che mostra il restauro digitale di decine di affreschi, la ricostruzione virtuale di tutta l´abitazione, l’animazione dell’eruzione e del suo impatto sulla casa in una visualizzazione tridimensionale che accompagna lo spettatore alla scoperta degli ambienti della casa, ricostruita fin nei minimi particolari. La visita al cantiere-evento dei Casti Amanti riserva invece l’emozione di vivere la scoperta archeologica in diretta, grazie alla presenza di archeologi e restauratori al lavoro. Attraverso un sistema di passerelle sospese, è possibile osservare dall’alto, perfettamente conservati, il forno della panetteria, le due stalle con scheletri di animali, un giardino fedelmente ricostruito e meravigliosi affreschi e mosaici. Una serie di tecnologie multimediali riproducono la ricostruzione virtuale della funzione dei vari ambienti. I lavori archeologici saranno visibili anche da via dell’Abbondanza attraverso dei pannelli trasparenti. Dopo anni di abbandono, il cantiere è stato infatti totalmente messo in sicurezza e dotato di una copertura che ne assicura la tutela, la conservazione e la valorizzazione. Prenotazione obbligatoria: call center: 199104114 - dall’estero e cellulari +390639967850 (dal lunedì al venerdì ore 9.00 -18.00 -sabato ore 9.00- 14.00) On- line: http://www.ticketone.it/ – http://www.pompeiisites.org/ |
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PESCARA: DAL 14 GIUGNO TORNANO I LABORATORI CREATIVI ESTIVI AL MUSEO VILLA URANIA |
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Anche quest´estate la Fondazione Raffaele Paparella Treccia-devlet propone laboratori creativi per bambini dai 5 ai 13 anni presso il Museo Villa Urania di via Piave a Pescara. Sotto lo slogan "Imparare divertendosi: se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco" quattro tipologie di laboratori sensibilizzeranno all´arte bambini e ragazzi attraverso il gioco, la manipolazione e la decorazione artistica. I laboratori si terranno dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 a partire dal 14 giugno e per tutto il mese di luglio, saranno differenziati settimanalmente e saranno condotti da Angela Buglione e Virna Caranci. Nel primo laboratorio, “Intorno alla pittura”, i bambini si cimenteranno con la decorazione su tavola e altri stili pittorici. Il laboratorio si terrà dal 14 al 18 di giugno per tornare dal 12 al 16 luglio. Dal 21 al 25 giugno e poi dal 19 al 23 luglio seguirà “Argilla animata”, in cui verrà data concretezza all’immaginazione e verranno costruiti con l’argilla i personaggi di una favola. Dal 28 giugno al 3 luglio e poi dal 26 al 30 luglio si svolgerà “Mosaicando”, che permetterà ai piccoli artisti di realizzare due mosaici con diverse tecniche di composizione. Dal 5 al 9 luglio, infine, sarà la volta di “Riuso e trasformo”, un laboratorio di fantasia in cui verrà utilizzato materiale di recupero per piccole opere d’arte. Per informazioni e prenotazioni occorre chiamare lo 085/4223426 dal martedì alla domenica tra le 11 e le 13 o tra le 17 alle 20. Il costo dell’intera attività settimanale è di 60 euro. |
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NUORO (MAN): ED TEMPLETON - IL CIMITERO DELLA RAGIONE
29 LUGLIO / 3 OTTOBRE 2010 |
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È uno tsunami di immagini quello destinato ad invadere il Man di Nuoro a partire dal 29 luglio: una folla di centinaia e centinaia di immagini e figure di Ed Templeton, l´Andy Warhol o forse meglio il Basquiat dell´America di oggi. In Il Cimitero della Ragione, questo il titolo della mostra, foto, disegni, acrilici, sculture, video, clips, interventi sonori raccontano le storie, le emozioni e le frequentazioni degli ultimi quindici anni del vitale e dinamico Templeton. Quindici anni in cui l´artista, oggi poco più che trentenne, è stato interprete direttamente coinvolto, e non solo spettatore, dell´America delle periferie, violenta e insieme tenera, luoghi non luogo, senza misure o mezze misure. Sono spaccati su adolescenti in cerca di identità. Band che vivono la noia ruotando su una pista da skateboard, il sangue delle loro cadute, le tribù della notte, le droghe e gli incontri intimi bruciati nelle piccole stanze di hotel. L´artista entra in profondità, vive i mondi, non si limita a registrarli con lo sguardo di un entomologo. La leggerezza è semmai nell´espressione, quasi riproposizioni di fanzines illustrate o meglio di adolescenziali e caotici diari di vita. Ed Templeton nasce come skateboarder, sport che continua a praticare. Ed è proprio la pratica sportiva che gli consente di avvicinare alla pari i più giovani, registrandone crisi e ricerche, sogni, desideri, paure. Quello che travasa nelle sue immagini è un universo che ben conosce per averlo vissuto sulla propria pelle. Racconta di ricerche di sesso e di sessi, di angosce, aggressività, gioie e problemi in esistenze di passaggio. Senza giudicare, offrendo semmai opportunità e chiavi di comprensione a chi abbia voglia di capire senza preventivamente escludere. Per lui si è richiamata l´etichetta della "street art", un´arte di strada, fatta di un insieme disordinato e straordinariamente vivo e attuale di linguaggi. Templeton esprime una continua contaminazione di foto e immagini dipinte, di interventi grafici e di scrittura: murales, tags, graffiti, pubblicità, ma anche musica, in un affastellamento di codici visivi e comportamentali. La mostra racconta la storia di un skateur professionista, di un fotografo, di un designer, di un pittore, di un ragazzo di strada uscito dal tunnel, di un rigoroso vegano, di un pubblicitario di successo, di un creatore di moda (negli States, le sue scarpe sono simbolo di libertà creativa). Una storia che, se anche conduce alle sue vicende, supera però la dimensione autobiografica per mettere a nudo, con coraggio, i fenomeni sociali. Difficile classificare l´opera di Ed Templeton (1972), cresciuto in una periferia di Los Angeles, adolescente diviso tra skateboarding e punk, entrambe vie di fuga e strumento di salvezza. Lo sport gli dà il successo e a 21 anni fonda la "Toy Machine Bloodsucking Skateboard Company", società leader di un territorio di confine, di una cultura urbana fuori norma. La passione per la pittura esplode alla scoperta di Schiele, Balthus e David Hockey. E di pari passo, la passione per la fotografia. All´inizio è una fotocamera analogica, che gli permette di creare personalmente le immagini. Così come continua ad essere allo stesso tempo sportivo e artista, mito e eterno ragazzo di strada, Templeton non vuole scegliere, non vuole limitarsi ad sola disciplina nelle sue espressioni artistiche. Fotografia, pittura, scultura ai suoi occhi sono eguali e complementari. Sulle sue opere egli usa annotare impressioni, aneddoti, stati d´animo, ad unire anche la scrittura ed il racconto. Le immagini in mostra dipanano, tutte insieme, vicende personali e storie complesse di gruppi, un Cimitero della Ragione vissuto e raccontato con crudezza ma senza insistenza. Con realistica poesia. La mostra è un progetto in collaborazione con lo Smak di Ghent, a cura di Thomas Caron. Catalogo edito dallo Smak con testi di Thomas Caron, Jean-françois Chevrier, Carlo Mccormick, Arty Nelson and Philippe Van Cauteren. Info: Man - Via Satta 27, 08100, Nuoro – tel +390784252110 - info@museoman.It - L´ingresso al museo è gratuito così come il servizio di visita guidata dal martedì al sabato dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:30 alle 19:30 |
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L’ECOTURISMO IN MALESIA: NATURA, MARE E AVVENTURA |
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La Malesia con la sua diversità rappresenta un vero paradiso per gli amanti dell’avventura e della natura. Milano, 4 giugno 2010 – Il recente sviluppo culturale del paese nell´ambito di una modernizzazione intelligente, sempre attenta a custodire l´immenso patrimonio naturale, fa della Malesia una delle principali destinazioni per l´ecoturismo. La Malesia è, infatti, un paradiso incontaminato per gli amanti della natura e dell’avventura e abbonda di attività eco-turistiche: scalate di rocce, escursioni a piedi attraverso la giungla, emozionanti traversate in rafting tra fiumi schiumosi, immersioni in acque cristalline, parapendio in cieli variopinti, …, ce n’è per tutti i gusti. Più della metà del territorio della Malesia è, infatti, ricoperto da foreste pluviali tropicali che ospitano animali e piante esotiche, rare e protette. Nella zona del Monte Kinabalu si trovano specie di flora e fauna uniche nel loro genere, incredibile formazione geologica delle grotte Mulu e, non da ultimo, il Taman Negara, la foresta pluviale più vecchia nel mondo che ha più di 130 milioni d’anni. La Malesia è, quindi, uno dei più ricchi ecosistemi esistenti al mondo che offre una serie di opportunità per gli amanti dell´avventura e della natura, al di là delle solite visite turistiche. Ideale per chi cerca avventura e natura La Malesia offre molteplici esperienze per soddisfare la sete degli amanti dell’avventura e della natura. Le attività sono varie e eccitanti, rivolte sia ai gruppi che ai turisti singoli, i giovani e le famiglie, i principianti così come i professionisti. Con le sue vedute spettacolari, paesaggi ondulati e antiche foreste pluviali, la Malesia offre possibilità illimitate agli amanti del trekking. Gli immensi e incontaminati parchi nazionali del paese e le riserve naturali sono il luogo ideale per riscoprire la natura e i suoi segreti. Dalle tranquille foreste pluviali di diptero carpe del Taman Negara, alle aree di conservazione della Danum Valley, fino alle foreste fluviali del Kinabatangan, la Malesia offre agli amanti della natura alcuni degli ambienti meglio preservati d’Asia con la loro ricchezza di attività ed esperienze. La scalata delle montagne rappresenta un modo impareggiabile per scoprire la diversità e la peculiarità del territorio naturale della Malesia, che va dalla fitta foresta tropicale nei bassipiani alla vegetazione montana delle località più elevate. La traversata dei fiumi e le cascate zampillanti lungo il tragitto completano l’avventura. Solo nella Malesia Peninsulare vivono oltre 600 specie di uccelli e qui si trova il principale parco nazionale di tutta la Malesia, il Taman Negara. Quella dei parchi nazionali è un´esperienza incredibile che può durare dai tre giorni in poi per visitare questi habitat tropicali, fuori dal mondo. Gli altri due parchi nazionali della Malesia Peninsulare sono Kenong Rimba e Endau Rompin. Dei tre stati malesi in cui si estende il Taman Negara, quello di Pahang è uno dei più affascinanti e vari dal punto di vista naturalistico. Vuole la leggenda che le profondità di uno dei laghi del Tasik Chini siano abitate da un enorme serpente di mare, il Naga Seri Gumum. La popolazione aborigena dei Jakun, che abita in questo splendido tratto di foresta, nutre nei suoi confronti tutto il rispetto e la considerazione che si ha per una divinità. Credenze a parte, lo spettacolo dei dodici laghi che si gettano uno nell´altro è magnifico. Ancora più suggestivo quando l´acqua è ricoperta da migliaia di fiori di loto bianchi e rosa. Per gli amanti del mare, la Malesia offre, dietro lo spessore culturale di una terra ricchissima, anche nuove realtà che ben si sposano con il territorio, come ad esempio quella degli eco-resort sulle isole coralline del Borneo Malese. La parte insulare della Malesia risulta essere la cornice ideale per gli amanti del mare e dell’ecoturismo, con luoghi ancora incontaminati e lontani dal turismo di massa. Tra questi, Gaya Island, ad esempio, un’isola di formazione corallina al largo delle coste del Borneo a soli 25 minuti di barca da Kota Kinabalu - la capitale del Sabah. Da qui è possibile ammirare all’orizzonte sulla terra ferma il Monte Kinabalu con i suoi 4 mila metri (il più alto del Sudest asiatico) che dà il nome all’omonimo parco naturale che si estende per 754 chilometri quadrati, con una storia che risale a circa un milione di anni fa e dichiarato patrimonio dell’Unesco nel 2000. Raggiungibile con un volo interno dall’aeroporto di Kuala Lumpur in poco più di 2 ore, l’isola ospita due eco-resort, il Bunga Raya e il Gayana, punte di diamante dell’ecoturismo nel Borneo. Il Gayana Eco resort accoglie gli ospiti in 44 eleganti ville sull’acqua in stile malese, ma questo è solo l’inizio. Il resort è impegnato nella tutela del prezioso patrimonio marino grazie al Marine Ecology Research Centre, una struttura dedicata al ripopolamento delle specie in via di estinzione, come le vongole Giant e al ripristino della barriera corallina naturale. Prende il nome dal fiore dell’ibisco il Bunga Raya Island Resort, gioiello romantico e di lusso che offre 47 ville in legno immerse nel verde della tipica foresta secolare della Malesia. Il resort si affaccia su una spiaggia di sabbia bianca dove potersi rilassare al sole o praticare numerose attività tra cui diving, snorkeling, kayak o scegliere un’escursione a piedi nella foresta circostante immergendosi nella natura più incontaminata. Si trova a soli 10 minuti dal centro della capitale Kota Kinabalu un altro luogo per vacanze tropicali sostenibili: Shangri La’s Tanjung Aru Resort and Spa, anch’esso affacciato su una spiaggia bianca privata con vista sulle isole coralline. In questo rifugio sport e relax davvero si incontrano grazie alla Spa che si basa sulla tradizionale filosofia asiatica e che si sviluppa su 5 isole private. Esiste poi una piccola isoletta grande meno di un chilometro quadrato, a soli 40 minuti di barca da Semporna, sulla costa orientale del Sabah. Tanto piccola quanto preziosa per gli amanti di mare e immersioni. Si chiama Mataking Island e lo scenario che offre è fatto di pesci e coralli, mentre in superficie regala 20 lodge esclusivi in stile malese in una cornice incontaminata, aperta al turismo da pochissimi anni. The Reef Dive Resort offre finissime spiagge bianche e la possibilità di immergersi in una natura esotica a tu per tu con le tartarughe che numerose popolano le sue acque. Ultima novità in ambito di ecoturismo è il Cherating Beach, il primo Resort Eco Natura di Club Med. Situato sulla costa della Malesia, il villaggio a 4 Tridenti di Cherating Beach è una vera e propria riserva naturale. Il resort offre numerose attività a contatto con la natura, dai percorsi scoperta agli speciali trattamenti di bellezza presso la lussuosa Spa in collaborazione con Mandara. Al Villaggio di Cherating Beach è stata assegnata la certificazione ‘Green Globe´ di bronzo, il premio a livello mondiale conferito, nel settore del turismo, ai migliori standard di qualità nel rispetto dello sviluppo sostenibile. Informazioni e link utili: Tourism Malaysia - www.Tourism.gov.my - www.Turismomalesia.it |
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IN VACANZA TUTTI INSIEME: NELL’ALTA FORESTA NERA, VISITANDO FRIBURGO E DIVERTENDOSI ALL’EUROPA-PARK |
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Un’estate tutti insieme fra i favolosi paesaggi dell’Alta Foresta Nera, coniugando il divertimento dei più piccoli con le esigenze degli adulti. Nella deliziosa Friburgo gli ospiti - oltre a visitare il magnifico Duomo e il centro storico - approfitteranno degli appuntamenti gastronomici e culturali, particolarmente vivaci nella bella stagione; nelle immediate vicinanze l’Europa-park - il parco divertimenti più grande di tutta la Germania - attende grandi e bambini per momenti di giochi e festa in famiglia, anche per festeggiare il suo 35° anniversario; tutt’intorno, infine, la natura incontaminata dell’Alta Foresta Nera invita a passeggiate, sport, svago e tanto relax Gli Appuntamenti Estivi A Friburgo In Bresgovia Quando si visita l’Alta Foresta Nera non si può non visitare Friburgo, famosa per il suo Duomo e i caratteristici "Bächle", i piccoli canali che scorrono nel centro, ma anche per essere città universitaria, enologica, "green city", dove si vive bene e che gode del maggior numero di ore di sole in Germania. Non c´è quindi da meravigliarsi se nella metropoli della Bresgovia l´estate è ricchissima di appuntamenti di vario genere - naturalmente tutti open-air. Durante la Festa del Vino (Freiburger Weinfest; 01-06/07) la piazza della Cattedrale si veste a festa e celebra il famoso vino del Baden: cantine sociali e aziende vinicole invitano a partecipare ad una grande kermesse enogastronomica, dove gli ospiti hanno la possibilità di assaggiare oltre 400 vini e spumanti che rappresentano l´intera gamma enologica e l´eccellenza delle uve del Baden. Ristoranti rinomati di Friburgo e della regione propongono vere prelibatezze della cucina locale e internazionale, abbinandole al vino che meglio le accompagna e valorizza. L´offerta gastronomica spazia dalla schiacciata con le cipolle tipica della regione a piatti raffinati per veri intenditori. Per gli amanti della musica, lo Zelt-musik-festival (08-25/07) propone dal rock al pop, dal jazz al blues, passando anche per la musica classica, in uno degli eventi culturali di maggior richiamo di Friburgo. Per tre settimane, la tendopoli allestita nel verde appena fuori città presenta un´offerta insuperabile, arricchita da spettacoli di danza e di varietà. Il centro storico di Friburgo è costellato da incantevoli cortili dove, in occasione della Festa dei cortili (Fest der Innenhöfe & Museumsnächte; 23- 24.07) si tengono concerti di musica classica, folclore e world music con artisti tedeschi e internazionali, dando vita ad una straordinaria atmosfera da concerto che pervade tutto il centro. Parallelamente si svolgono le Notti bianche dei Musei (Museumsnächte), che creano un´interessante contrapposizione al programma musicale: tutti i musei cittadini restano aperti fino a notte inoltrata permettendo ai visitatori di vedere le collezioni e di ammirarle da una prospettiva inconsueta. Un’atmosfera suggestiva pervade la città anche per la Festa delle Luci (Schloßbergfest; 29/07-01/08), quando, al calar del buio, il viale del passeggio lungo due chilometri e mezzo che si estende dal parco cittadino fino allo Schlossberg, la collina del castello, viene illuminato a festa. Al calar del buio, più di 10.000 fiaccole colorate vengono accese, trasformando lo Schlossberg in un paesaggio da fiaba. Come per tutte le feste che si rispettano, non mancano un programma musicale e proposte gastronomiche incredibilmente varie. Dal 2 al 4 settembre, infine, nella città vecchia è di scena l’arte, con l’appuntamento Arte nella Vecchia Città Alta (Kunst in der Oberen Altstadt): nell’area compresa tra la porta degli Svevi (Schwabentor) e la cattedrale, circa 170 artisti presentano le proprie opere lungo le strade e nelle piazze consentendo ai visitatori di partecipare al processo artistico, inscenando una meravigliosa galleria all´aperto dove trovare oggetti d’arte e di artigianato artistico. All’europa-park L’estate È Tutta Da Vivere Party coinvolgenti, divertimento spumeggiante & grandi festeggiamenti per l’anniversario. L’estate si prospetta molto “calda” nel parco divertimenti più grande della Germania! Sotto il sole che risplende nel cielo azzurro, ben oltre 100 attrazioni e spettacoli attraggono le famiglie al completo proponendo giornate spumeggianti, a cui si sommano le serate “infuocate” da party coinvolgenti e la strepitosa settimana di festeggiamenti in occasione del 35° anniversario dell’Europa-park offrendo divertimento e intrattenimento in abbondanza e per tutti i gusti. Novità dell’estate 2010: per il divertimento rinfrescante degli ospiti più giovani c’è la nuova area giochi acquatici “Lítill Island – Hansgrohe Kinderwasserwelt” mentre nell’“Europa-park Historama” tutto ruota intorno allo sviluppo del parco divertimenti più grande della Germania. Novità nell’estate 2010 Nella nuova aera giochi acquatici realizzata nel quartiere islandese tutto ruota intorno a un piacevole refrigerio. Nel “Lítill Island – Hansgrohe Kinderwasserwelt” i piccoli “pesciolini” possono dare fondo alle proprie energie tra gli scivoli, le pompe e le apposite strutture per arrampicarsi. Quest’area acquatica sorta grazie alla collaborazione con Hansgrohe Ag di Schiltach/foresta Nera, l’azienda di fama internazionale specializzata nella produzione di rubinetteria e sistemi doccia, si estende su una superficie di 700 m2 proponendo anche una caverna per esploratori, nella quale i giovani ospiti possono scoprire in modo giocoso e divertente tantissime informazioni su una risorsa naturale molto preziosa: l’acqua. Tutti coloro che invece sono curiosi di conoscere di più sulla nascita del più grande parco divertimenti tedesco non rinunceranno certo a visitare l’“Europa-park Historama”, che aprirà le sue porte puntualmente il 12 luglio in occasione del 35° anniversario dell’Europa-park. Dopo un giro attraverso il settore museale della nuova attrazione, dove i visitatori scopriranno tutto ciò che c’è da sapere sullo sviluppo del parco, i suoi ospiti più illustri e molto altro ancora, il teatro rotante completamente ristrutturato vi invita a fare un viaggio virtuale attraverso la storia dell’Europa-park. Grazie al supporto della tecnologia multimediale più avanzata, vengono proposte complessivamente sei scene che forniscono le informazioni più interessanti sulla nascita e la crescita del parco divertimenti più grande della Germania e sull’evoluzione da costruttore storico di giostre a progettista e realizzatore di montagne russe altamente tecnologiche. Quest’estate il nuovo spettacolo allestito nel quartiere portoghese “I tuffatori estremi alla ricerca del tesoro” riserva forti emozioni! A orari predefiniti, sette temerari atleti di differenti nazionalità si tuffano dalla vertiginosa altezza di 25 metri in una vasca piena d’acqua profonda 2,70 metri. I loro tuffi tradizionali di testa, tuffi sincronizzati o stile torcia umana regaleranno agli spettatori uno spettacolo che li terrà con il fiato sospeso e farà correre brividi lungo la schiena. Happy Birthday Europa-park Conto alla rovescia fino al 12 luglio, quando l’Europa-park festeggerà il suo 35° anniversario! In occasione di questa importante ricorrenza, dal 12 al 18 luglio sono in programma numerose iniziative: musica degli anni Settanta, una meravigliosa parata di compleanno e gli happy-hour nei bar degli hotel sono solo la punta dell’iceberg di questa settimana di festeggiamenti. Informazione importante per i trentacinquenni: tutti coloro che sono nati nel 1975, dal 12 al 18 luglio possono entrare gratuitamente nel parco! Il 31 luglio appuntamento per la grande festa di compleanno, che significa montagne russe e festeggiamenti fino a mezzanotte! Durante la stagione 2010, in occasione del 35° anniversario del parco sono programmati più di 300 eventi e iniziative speciali. Dall’11 giugno all’11 luglio i tifosi di calcio sono attesi nel miglio dei tifosi dell’Europa-park: qui infatti, in un’atmosfera da stadio, durante il giorno verranno trasmesse tutte le partite sul grande schermo Led. Tantissime feste a tema anche in estate condurranno gli ospiti in Italia (23 e 24 luglio) e in Spagna (6 – 8 agosto). Cocktail alla frutta e le ultimissime party-hit attendono i visitatori al Pirates’ Beachparty (14, 21, 28 agosto e 4 settembre) mentre i buongustai resteranno pienamente soddisfatti delle settimane sudafricane (31.07 – 15.08). Dal 2 luglio al 10 settembre, ogni venerdì sera l’atmosfera si fa davvero rilassata in occasione dell’After Park Lounge nel quartiere islandese. Sport, Natura E Cultura Nell’alta Foresta Nera Nel cuore del parco naturale della Foresta Nera meridionale, in prossimità dei confini con la Svizzera e la Francia e soltanto a 30 chilometri ad est di Friburgo, l´Alta Foresta Nera si presenta come uno dei paesaggi più belli e più incontaminati della Germania, fatto di grandi abeti, boschi, valli e prati verdi intervallati dal blu intenso dei laghi di montagna. L’alta Foresta Nera vanta anche una serie di primati: qui si trovano infatti il Feldberg, la vetta più alta della Foresta Nera, lo Schluchsee, il lago più grande, mentre il Titisee è il lago naturale più esteso e l’Hochfirstschanz il trampolino naturale per il salto con gli sci più grande del mondo. Come meta escursionistica l’Alta Foresta Nera è difficile da superare. Prediletta da oltre un secolo dagli amanti della natura da ogni angolo del mondo, nel corso degli anni la regione ha visto il fiorire di oltre 900 chilometri di sentieri che collegano i punti panoramici più suggestivi e le attrazioni più belle della regione. Per i ciclisti poco allenati la proposta più in voga quest’anno è la e-bike, la bicicletta elettrica: Grazie alla e-bike le differenze nelle prestazioni svaniscono, le salite non fanno più paura, le distanze si accorciano e il divertimento aumenta in modo esponenziale. I dislivelli si superano senza fatica e il tour si trasforma in puro piacere godendo appieno del magnifico paesaggio e del lato più invitante dell´andare in bici. Partire alla scoperta della Foresta Nera significa non solo scoprire panorami naturali di rara e incontaminata bellezza, ma entrare a contatto con le tradizioni ancora vive della regione. Percorrendo i sentieri attraverso suggestive e romantiche vallate, si incontrano antiche fattorie dai tetti spioventi e storiche cittadine con case a graticcio. Un paesaggio idilliaco e variegato, quello della Foresta Nera, culla del “Bollenhut”, il tradizionale copricapo dai grandi pompon di lana, portato dalle ragazze del luogo. E proprio alla Schwarzwaldmädel (la ragazza della Foresta Nera) è dedicato l’allestimento scenico dell’operetta omonima, che si terrà il 14 e il 15 agosto presso lo Hochfirstschanze in località Titisee-neustadt, il trampolino naturale per il salto con gli sci più grande del mondo, con oltre 250 partecipanti e solisti in una cornice mozzafiato. Musicisti di fama internazionale, un coro e un’orchestra di alto livello, scenari di grande effetto e costumi sontuosi creano una cornice che rende assolutamente indimenticabile questa rappresentazione in una serata di mezza estate. Il pacchetto Schwarzwaldmädel propone due pernottamenti in un albergo tre stelle con colazione e biglietto d´ingresso per lo spettacolo "Schwarzwaldmädel" a 144 Euro a persona (per prenotazioni e informazioni: Hochschwarzwald Tourismus, www.Hochschwarzwald.de , tel +49 (0)7652 1206 0) Informazioni Su Europa-park Nella stagione estiva 2010 l’Europa-park è aperto dal 27 marzo al 7 novembre, tutti i giorni dalle ore 9 alle 18 (orario prolungato in alta stagione). Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Internet all’indirizzo www.Europapark.de oppure contattando il call-center al numero 0049 (0)185 / 77 66 88 (14 cent/min da rete fissa tedesca - per conoscere il costo effettivo della chiamata dall’Italia o dai telefoni cellulari si consiglia di contattare il proprio gestore) Informazioni Su Friburgo Per ulteriori informazioni sulla città di Friburgo e la sua offerta turistica consultare il sito www.Freiburg.de, disponibile anche in lingua italiana. Tourist Information – Tel 0049 761 3881880, email: touristik@fwtm.Freiburg.de Informazioni Sull’alta Foresta Nera Per ulteriori informazioni sull’Alta Foresta Nera e la sua offerta turistica consultare il sito www.Hochschwarzwald.de , disponibile anche in lingua italiana. Hochschwarzwald Tourismus Gmbh)– Tel 0049 0 7652 12060, email: info@hochschwarzwald.De |
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RIVELLINO LDV LOCARNO - OMAGGIO AL POETA RUSSO ANDREI VOZNESENSKI - 12 GIUGNO 2010, DALLE ORE 19.00 ALLE 24.00 |
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In occasione degli eventi organizzati dal Laboratorio artistico del Centro multimediale Il Rivellino Ldv Art Gallery in collaborazione con le Elr Edizioni Le Ricerche, è in programma un omaggio al poeta russo Andrei Voznesenski, con letture di poesie in russo; esposizioni di libri sulla letteratura russa, in particolare di Boris Pasternak con le prime edizioni del Dottor Zivago in molte lingue, e dei rarissimi originali di Samizdat (Scritti clandestini) esposti per la prima volta in Svizzera. Performance di poesia e musica Il lupo della steppa Luca Barbieri – Registri vocali; Luca Congedo – Percussioni; Cesare De Vita – Solidi platonici. Proiezione del docu-film Artisti al Rivellino Luca Congedo, Incir Bülent, Anthony Chretien, Chairo Di Michele Lamassa Presentazione del libro Diventare il Presente. Testimonianze a dialogo: Hermann Hesse, Raimon Panikkar e noi Con Patrizia Gioia e Giuseppe Curonici Atti del convegno “Omaggio a Hermann Hesse”, Milano, Iv Edizione. Con testi di Patrizia Gioia, Arrigo Chieregatti, Maria Franca Frola, Shantena Augusto Sabbadini, Carla Stroppa, Daniele Spero, Gianni Vacchelli, Diana Mancini, Giuseppe Curonici, Maria Soresina, Andrea B. Del Guercio, Alessandra Longoni, e un messaggio del Presidente del Parlamento Europeo Hans-gert Pottering. Con la riproduzione di una serie di “Libri d’artista” eseguiti dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Allegato al libro in omaggio il Dvd del Convegno prodotto da Fondazione Arbor. Coedizione Elr, Losone/edizioni Severgnini, Cernusco sul Naviglio. Incontri con Massimo Diana e Gianni Vacchelli Raccogliete i frammenti: per una cultura dell’armonia A cura di Patrizia Gioia Un momento di incontro e di confronto con il pensiero dei “nuovi profeti”, esseri umani che vedono in anticipo, che sanno nutrire la speranza cogliendo nel presente i germi invisibili del nuovo e da essa animati e sorretti, si impegnano a farli crescere. Essi non stanno ai margini, ma si buttano nel fiume del proprio tempo per nuotare controcorrente, così da non essere trascinati dalla vita. Raffaele Scolari Religiosità nei territori del presente Religione è detto quel complesso di credenze e atti di culto che esprime il rapporto dell’uomo con il sacro e il divino. Tale rapporto e tali atti hanno sempre un’implicazione territoriale, nel senso che hanno luogo nello spazio, marcandolo e segnandolo. La realtà spaziale in cui viviamo reca ancora moltissime impronte della religiosità di epoche anche lontanissime. Ma com’è la situazione oggi, quali segni del rapporto con il sacro e con il divino si producono ai nostri tempi, nei territori mutevoli del presente, nei luoghi di transito e di consumo? Sulla scorta di alcuni esempi, o meglio di alcune “emergenze”, si tenterà di capire quelle metamorfosi territoriali che per certi aspetti sono riconducibili al fenomeno religioso. Biografie dei partecipanti all’incontro: Massimo Diana, filosofo, è autore di diversi saggi sulla necessità di un incontro fecondo tra religione, psicologia del profondo e filosofia, nella convinzione che solo nel crocevia tra questi saperi e linguaggi è possibile aiutare efficacemente l’uomo nel suo costruirsi in umanità. Il suo ultimo lavoro è Figure dell´amore. Percorsi di umanizzazione I, Moretti & Vitali, Bergamo 2010, primo volume di una Trilogia dedicata alle grandi sfide del vivere: imparare ad amare e prepararsi a morire. Gianni Vacchelli, professore di letteratura Italiana nel liceo classico di Magenta, collabora con contributi e ricerche in vari atenei italiani. Membro della Cdr “Culture religioni diritti non violenza”, studia la Bibbia e Dante in prospettiva simbolica e interculturale al crocevia delle tradizioni spirituali d’Oriente e d’Occidente. Il suo ultimo recentissimo libro è Per un’alleanza delle religioni. La Bibbia tra Panikkar e la radice ebraica, Servitium, Milano-bergamo 2010. Giuseppe Curonici, laurea in Filosofia teoretica all’Università Cattolica di Milano. Insegnante. Si occupa regolarmente di critica d’arte. Direttore della Biblioteca cantonale di Lugano e Archivio Prezzolini fino al 1999. Sin dall’inizio ha collaborato con il Museo Hermann Hesse di Montagnola, in particolare gestendo con Ambrogio Pellegrini (Presidente dell’Associazione Amici del Museo) le “Letture domenicali al Museo”. Questi incontri, grazie alle iniziative del fondatore Jean Olaniszyn, hanno avuto ospiti importanti, si cita fra i molti: Evgeny Evtuschenko (giunto per la prima volta in Svizzera grazie alla collaborazione di Rossella Bezzecchi), il quale ha partecipato anche a Poestatelugano 1998. Pubblicazioni principali: L’interruzione del Parsifal dopo il primo atto (2002), Premio Bagutta opera Prima, con postfazione di Cesare Segre; Nellisola distante (2004); La maschera di Edipo Re, poesie (2006), Premio per l’opera edita dell’Istituo Italiano di Cultura di Napoli (2008). Patrizia Gioia, artista, ha creato per la pubblicità immagini che sono diventate parte dell’ immaginario collettivo. Nel 2000 apre a Milano Spaziostudio, luogo di incontro e di confronto, ideando e organizzando mostre, convegni, giornate di lavoro e studio, scrivendo in ambito artistico poetico e culturale. Si occupa dei temi legati alla inter-in-dipendenza, al simbolismo religioso, all’incontro tra mondi e culture. Dal 2002 organizza il Convegno internazionale Hermann Hesse a Milano. Sin dall’inizio (1997) ha collaborato con il Museo Hermann Hesse di Montagnola, in particolare con il fondatore Jean Olaniszyn e con Heiner Hesse, con i quali ha progettato anche la preziosa penna “Hermann Hesse” prodotta dalla prestigiosa Omas. Nel 2008 ha pubblicato il libro Il mio incontro con Hermann Hesse, con una introduzione di Giuseppe Curonici. Raffaele Scolari, ha studiato in Germania, a Colonia, dove ha risieduto dal 1975 al 1985. Docente nel Settore della formazione professionale, insegna tedesco, filosofia e antropologia del turismo. Si è occupato e ha scritto di temi riguardanti il paesaggio, la pianificazione territoriale e la questione ambientale. Nel 2007, ha pubblicato la raccolta di saggi Paesaggi senza spettatori. Territori e luoghi del presente. Nel 2009 è stato designato come membro del comitato scientifico del Crab (Centro di Ricerca dell’Accademia Belle Arti di Brera per i Visual Culture Studies). Fino al 15 giugno 2010 sono esposti al Rivellino Ldv Art Gallery: La magia dei luoghi – Le case dei poeti: Aleksandr Kitaev, Il Palazzo di Hermann Hesse. Casa Camuzzi a Montagnola nelle immagini di un fotografo di San Pietroburgo. A cura di Jean Olaniszyn e Arminio Sciolli. La Casa Camuzzi e i suoi illustri ospiti: Documenti sulla Casa Camuzzi (costruita dall’architetto Agostino Camuzzi, attivo a San Pietroburgo dal 1828 al 1854) e sul vissuto di alcuni suoi illustri ospiti: Hermann Hesse, Gunter Böhmer, Aleksandr Benois, con documenti provenienti dall’Archivio Ivan Bianchi, dall’Archivio Associazione Amici del Museo Hermann Hesse di Montagnola, dalla Biblioteca del fondatore del Museo Hermann Hesse di Montagnola e dagli archivi letterari di Marbach e Berna, oltre ad un allestimento di manifesti dedicati a Hermann Hesse e al Museo a lui dedicato nella Torre Camuzzi a Montagnola. Isa Hesse Rabinowitch (1917-2003): Una sezione dedicata alla fotografa, illustratrice, pioniera del cinema svizzero, figlia dell’artista Gregor Rabinovitch, seconda moglie di Heiner Hesse, secondogenito di Hermann Hesse. Documenti originali, libri (fra i quali due rare prime edizioni di Siddharta), libri con dediche, provenienti dalla sua biblioteca di Küsnacht*, venduti dagli eredi dopo la morte di Isa Hesse e acquisiti da Arminio Sciolli presso librai di Zurigo e Lipsia. *È esposta solo una piccola parte della biblioteca di Isa Hesse dato che la maggior parte dei libri è stata donata da Arminio Sciolli al Museo Hermann Hesse di Montagnola. Esposizioni: Allestimenti con opere degli artisti Stephan Spicher, Pascal Murer, Incir Bülent con Anthony Chretien, Michele Lamassa, Lorenzo Salvadori, e una serie di progetti dell’architetto Dario Salvadori per la meridiana in Piazza Grande a Locarno ideata da Armando Good. Info: Il Rivellino Ldv, Via al Castello 1, Ch-6600 Locarno, Tel. +41 0 79 6324378, mail: artgallery@ilrivellino.Ch , www.Ilrivellino.ch |
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LIVIGNO: RIAPRE LO SWATCH MOTTOLINO BIKEPARK |
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Al via la stagione estiva in uno dei più celebri bikepark d’Europa. Se ne va la neve e sulle montagne tornano a sfrecciare i bikers. Sabato 12 giugno grande riapertura a Livigno dello Swatch Mottolino Bikepark, una struttura ormai celebre, che sta cambiando anche da noi il modo di intendere la mountain bike. Non più massacranti salite, ma, grazie all’uso degli impianti, discese all’adrenalina, dove non resta che abbandonarsi al piacere dei salti, dei passaggi emozionanti, delle acrobazie. Il fenomeno bikepark sta trasformando il mondo delle due ruote, con trend di crescita che sono già allo studio degli esperti. Allo stato nascente in Italia, il fenomeno ha conosciuto una vera e propria impennata all’estero, registrando incrementi del numero degli appassionati fino a dieci-quindici volte nel giro di pochi anni. Le piste del bikepark di Livigno si presentano alla ripresa estiva in perfette condizioni e completamente libere dalla neve grazie al lavoro massacrante dei ragazzi della Madness Freeride School e degli operai della Mottolino che da settimane lavorano per la sistemazione delle piste. Anche tutti i servizi presenti nel bikepark sono pronti all’appuntamento con gli sportivi: noleggio Kona (dove è possibile trovare tutta l’attrezzatura necessaria), scuola di freeride Madness, per migliorare le proprie performances e approcciarsi a questo nuova disciplina in compagnia di veri professionisti, rifugio M’eating Point (con bar, paninoteca, self service e terrazze all’esterno). I cancelli dello Swatch Mottolino Bikepark si apriranno per una memorabile quinta stagione sabato 12 giugno alle ore 9 e per il fine settimana 12-13 giugno l’orario sarà 9-17.30. Mentre durante la settimana si girerà fino alle 17. Per festeggiare la riapertura del bikepark è stato lanciato un week-end promozionale: se il sabato acquisti il bikepass giornaliero, allo stesso prezzo otterrai il bikepass per girare due giorni (22 € per i 2 giorni). È stato anche predisposto un pacchetto all inclusive giornaliero adatto per chi si avvicina al freeride: 77 € per gli adulti e 64 € ridotto. E per rilassarsi dopo le discese, c’è il pacchetto Livigno Sport & Relax, per accompagnare i momenti emozionanti del bikepark a una pausa rilassante nel centro benessere integrato più grande d’Europa, Aqua Granda. Una proposta che farà felici mogli e fidanzate. Il pacchetto include l´accesso al bikepark Mottolino (bikepass giornaliero, noleggio Mtb e protezioni, accompagnamento) e l´entrata alla nuova piscina di Livigno Aqua Granda (ingresso exclusive, massaggio relax, noleggio accappatoio e tisana relax). Tutto al prezzo promozionale di 99,00 €. Livigno vi aspetta anche quest’anno con il suo leggendario bikepark per un’estate all’insegna dello sport, del divertimento, delle emozioni e del benessere. Per informazioni: Mottolino S.p.a., via Bondi 473/A, 23030 Livigno (Sondrio), tel. +39 0342 970025, www.Mottolino.com , info@mottolino.Com |
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