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Notiziario Marketpress di Mercoledì 19 Giugno 2013
GENOMICA AVANZATA PER L´ALLEVAMENTO, LA SALUTE E IL BENESSERE DEL BESTIAME  
 
L´europa ospita gran parte delle principali organizzazioni al mondo che si occupano di allevamento di animali. Le ricerche condotte dal progetto Quantomics, finanziato dall´Ue, stanno aiutando questi allevatori a rimanere competitivi nei mercati di tutto il mondo. "Il perfezionamento degli animali mediante l´allevamento selettivo è un processo continuo che fornisce miglioramenti permanenti e cumulativi nella produttività del bestiame", spiega Chris Warkup, direttore del Biosciences Knowledge Transfer Network (Ktn), uno dei partner del progetto. "Ad esempio - dice - oggi otteniamo una quantità circa doppia di carne magra da una tonnellata di foraggio per maiali rispetto agli anni 60 del secolo scorso. Questi miglioramenti nell´efficienza biologica si traducono inoltre in una minore impronta ambientale per unità di cibo prodotta. Negli ultimi 20 anni il potenziale di riscaldamento globale per uovo o per chilogrammo di pollo è stato ridotto di oltre il 20 percento, più di un punto percentuale all´anno in un processo che prosegue". Il Biosciences Ktn, che fa parte dell´Istituto Roslin dell´Università di Edimburgo, sta coordinando il progetto Quantomics ("From Sequence to Consequence - Tools for the exploitation of livestock genomes"). Questo progetto da 8,14 milioni di euro coinvolge 17 importanti gruppi di ricerca e aziende ed è cofinanziato dal Settimo programma quadro della Commissione europea. Il suo obiettivo è stato quello di fornire un cambio di passo nella disponibilità di tecnologie e strumenti all´avanguardia per lo sfruttamento economico dei genomi del bestiame. Storicamente, l´allevamento del bestiame era relativamente semplice poiché si concentrava su caratteristiche facilmente misurabili, come la produzione di latte delle mucche o la velocità di crescita di maiali e polli. Al giorno d´oggi, tutto è molto più complesso poiché gli allevatori tengono conto di obiettivi molto più equilibrati e sostenibili, che comprendono caratteristiche legate a salute e benessere. Alcune di questa caratteristiche sono difficili o impossibili da misurare in un animale giovane, quando si devono effettuare le decisioni per la selezione, ed è proprio per queste caratteristiche che gli strumenti di genetica molecolare del tipo sviluppato da Quantomics risultano molto preziosi. "Il fatto insolito riguardante il consorzio Quantomics è che esso non comprende tutti i soliti sospetti", dice Warkup. "Abbiamo volutamente ingaggiato i migliori gruppi europei in specifici aspetti della genomica umana o animale, anche se in precedenza non avevano mai lavorato sulla genomica del bestiame. Lavorare con un simile grande gruppo di scienziati è stato un vero piacere". E i risultati sono stati notevoli. Quantomics ha fornito nuove informazioni biologiche di base sui genomi di bovini e polli, compreso il sequenziamento dell´intero genoma di quasi 20 tori. Informazioni particolarmente interessanti su sezioni ripetute del genoma, chiamate variazioni del numero di copie, sono state generate, ma Warkup dice: "Dobbiamo ancora determinare quanto queste siano rilevanti per la variazione delle caratteristiche di salute e produttività del bestiame". Il progetto ha inoltre fornito nuovi strumenti di analisi bioinformatica e visualizzazione, oltre a nuovi strumenti di genetica molecolare e analisi quantitativa che vengono già usati dagli allevatori di bestiame. Il progetto ha applicato questi nuovi strumenti alle caratteristiche di importanti malattie nelle mucche da latte e nei polli da carne. Secondo il team, i risultati sono ancora in fase di analisi e convalida. I partner di Quantomics ritengono che il vero beneficio a lungo termine per i cittadini Ue sarà rappresentato da miglioramenti nella sostenibilità economica, ambientale e sociale di carne, latte e uova. Applicando conoscenze di sequenziamento del Dna per migliorare l´allevamento, il progetto sta anche contribuendo a un migliore benessere degli animali e ad alimenti più sicuri e di alta qualità provenienti da fattorie europee più sostenibili. Per maggiori informazioni, visitare: Quantomics http://www.Quantomics.eu/ The Roslin Institute http://www.Roslin.ed.ac.uk/about-roslin/    
   
   
PUGLIA FIRMA CONVENZIONE CON EX AGENSUD SU INFRASTRUTTURE IRRIGUE  
 
Potenziare la disponibilità idrica, migliorare le condizioni fisiche delle infrastrutture per la fornitura irrigua su tutto il territorio regionale, ampliare e razionalizzare la rete di distribuzione degli impianti di affinamento delle acque, promuovere il corretto riuso dell’acqua con conseguente risparmio idrico, ma soprattutto avviare una nuova stagione di interventi strutturali su un comparto, quello agricolo, che ha bisogno di una riprogrammazione complessiva del suo orizzonte futuro. Parte da questi presupposti il protocollo d’intesa firmato ieri mattina a Bari dall’Assessore alle Risorse Agroalimentari, Fabrizio Nardoni e il Commissario per le attività ex Agensud del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Roberto Iodice. L’intesa di fatto costituisce l’atto formale di una collaborazione tra i due enti tesa all’assistenza e alla programmazione e realizzazione di infrastrutture irrigue anche in virtù dei programmi di intervento già approvati dal Cipe proprio in favore delle aree meridionali. Nel caso specifico in Puglia il Piano Irriguo Nazionale ha previsto sei interventi in favore dei consorzi di bonifica regionali, per un totale di oltre 22milioni di euro. Ma le risorse che l’Assessorato regionale mette a disposizione vanno oltre: con 46 milioni rivenienti dalle economie conseguite e circa 1milione e 900mila euro da utilizzare per finanziare la progettazione. “Su questo terreno abbiamo il dovere di recuperare tempo ed economia – spiega l’Assessore regionale Fabrizio Nardoni – nella consapevolezza che per la programmazione e la realizzazioni di tali interventi, tra opere irrigue e impianti idroelettrici, si richiede un’adeguata gestione tecnico-amministrativa nonché un coordinamento tra le strutture regionali e statali, al fine di utilizzare al meglio le disponibilità finanziarie e dare anche certezza e celerità nei tempi di realizzazione”. “Abbiamo ragionato con la ratio degli interventi risolutori – dice Nardoni – privilegiando la buona programmazione, la giusta progettazione e indagando esattamente sul ciclo dell’acqua. Un ciclo che va chiuso e rispettato garantendo lotta agli sprechi e agli abusi, ma anche sostenendo la giusta battaglia di accesso a questa risorsa da parte di agricoltori e allevatori. La convenzione con il Ministero nasce dunque da un terreno che parte dalla conoscenza approfondita su tutto il territorio regionale degli impianti irrigui realizzati e per questo più incisiva rispetto ai programmi da realizzare”. “Partiamo da una mappa di interventi da sviluppare a breve, medio e lungo termine – spiega ancora l’Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, Fabrizio Nardoni – e da una assistenza tecnico-progettuale e amministrativa anche per la stesura dei bandi che tende a sbloccare e rendere immediatamente cantierabili le iniziative in campo irriguo e idroelettrico già presentate dai Consorzi di bonifica pugliesi. Abbiamo le risorse e un valido strumento di assistenza per utilizzare al meglio le prossime risorse 2014-2020 e quelle rivenienti dalle rendicontazioni”.  
   
   
PESCA, GIUNTA BASILICATA APPROVA PROGETTO PER PROMUOVERE IL SETTORE  
 
Un programma articolato per la promozione del settore ittico e della pesca di Basilicata. Approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Nicola Benedetto un apposito progetto, realizzato nell’ambito del Fondo europeo per la pesca (Fep) 2007-2013, che prevede una serie di iniziative finalizzate all’ attuazione di una politica di qualità, di valorizzazione e di promozione nonché di sviluppo di nuovi mercati per i prodotti della pesca e dell’acquacoltura. Le azioni previste per il raggiungimento degli obiettivi prefissati sono l’organizzazione di eventi promozionali nei comuni rivieraschi e lacustri, la partecipazione a manifestazioni specifiche sulla pesca ed l’acquacoltura come seminari, esposizioni o stand in cui illustrare la tradizione marinara lucana sul mar Ionio e sul mar Tirreno, iniziative di animazione e promozione delle filiere ittiche e delle filiere corte, iniziative di formazione per pescatori e tecnici per favorire lo scambio di idee, gare di pesca, materiale documentale sulla tradizione della pesca, concorsi fotografici, enogastronomici e ludico-ricreazionali come l’allestimento di un gioco destinato e distribuito gratuitamente nelle scuole per promuovere il consumo di pesce, un portale internet dedicato che conterrà tutte le attività in essere, un repertorio regionale dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura che completerà la collana dei repertori regionali già realizzata per vino, olio, formaggi, salumi e miele e campagne formative/informative. Nei comuni lucani che affacciano sul mare o località lacustri e nei due capoluoghi di provincia Matera e Potenza saranno organizzati eventi promozionali come sagre e momenti degustativi con il coinvolgimento dei pescatori professionali e cuochi professionisti. Le iniziative, saranno organizzate secondo un format comune ed un unico calendario studiato e pubblicizzato per poter intercettare i maggiori flussi turistici in Basilicata. In occasione di tali iniziative, si farà leva non solo sull’assaggio di piatti tipici della cucina marinara locale, ma anche sull’approfondimento di argomenti correlati, quali i legami tra il consumo di pesce locale e le implicazioni per la salute o sugli abbinamenti vincenti tra il pescato locale e l’insieme dei prodotti tipici lucani. La gestione delle singole iniziative verrà affidata alle proloco riconosciute presenti sul territorio o in mancanza a soggetti promotori aventi requisiti di specifica competenza nel settore. Tra le azioni, sull’esempio dei farmer’s market agricoli, si pensa di sperimentare interventi di vendita diretta. Le risorse stanziate per la realizzazione dell’intero progetto ammontano a 420 mila euro. “Non solo far conoscere il pescato dei nostri mari attraverso la degustazione di piatti ma organizzare un fitto calendario di iniziative per promuovere il binomio prodotto-territorio – ha spiegato l’assessore Benedetto. I turisti che sceglieranno le nostre spiagge potranno fruire anche delle serate a tema organizzate dalle pro loco a cui è delegato il compito di gestire gli eventi nei comuni”. Benedetto ha evidenziato altresì “l’esigenza di utilizzare il Programma Regionale del Fep, che è lo strumento finanziario dell’Unione europea per il settore, in modo da dare risposte alle esigenze dei pescatori e contribuire a raggiungere l’obiettivo centrale di rafforzare l’attività di settore come filiera. I progetti cofinanziati dal Fep devono contribuire a stabilire un equilibrio tra le risorse e la capacità di pesca, a proteggere e valorizzare l’ambiente e le risorse naturali, a sostenere la competitività e la redditività economica del settore, a migliorare la qualità della vita nelle zone di attività di pesca e a promuovere la parità tra uomini e donne che lavorano nel settore. Per realizzare questi obiettivi, all’Italia sono stati assegnati 424,2 milioni di euro di cui 318,2 milioni di euro alle regioni in obiettivo convergenza e 106 milioni di euro alle Regioni fuori obiettivo convergenza per il periodo 2007/2013. La dotazione finanziaria assegnata alla Regione Basilicata è pari a 6,226 milioni di euro sulla quale, la Regione ha previsto, come strategia regionale, l’attivazione di misure per l’adeguamento della flotta da pesca comunitaria, per l’acquacoltura, pesca nelle acque interne, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, oltre che per piccoli porti da pesca, sviluppo di nuovi mercati e campagne pubblicitarie e progetti pilota”.  
   
   
VESPA CINESE DEL CASTAGNO, A SASSO MARCONI IL PUNTO SULLA LOTTA BIOLOGICA AL PARASSITA. NEL 2013 RADDOPPIATI I LANCI: BEN 155 SU TUTTO IL TERRITORIO REGIONALE. UN´ ULTERIORE TAPPA VERSO IL CONTENIMENTO DEL PERICOLOSO INSETTO  
 
Bologna - Continua, si rafforza e comincia a dare risultati concreti l’impegno della Regione Emilia-romagna contro la vespa cinese del castagno. Nel mese di maggio sono stati realizzati su tutto il territorio regionale 155 lanci di Torymus, il parassitoide che si nutre delle larve dell’insetto, oltre il doppio di quelli compiuti nel 2012. Ma non solo: una parte dei Torymus utilizzati provengono direttamente da castagneti nei quali è in corso dal 2010 la lotta biologica, segno dunque che l’antagonista della vespa cinese si sta ambientando e ha cominciato a riprodursi. Un dato questo che è confermato dalle rilevazioni che vengono periodicamente compiute dal Servizio fitosanitario della Regione. Considerando l’esperienza del Piemonte, la prima regione colpita nel 2002 dal pericoloso insetto, affinché si ristabilisca una situazione di equilibrio tra Vespa Cinese e Torymus occorrono in media 6-7 anni. Il punto è stato fatto oggi a Sasso Marconi in provincia di Bologna nel corso di un incontro promosso dalla Regione, al quale hanno partecipato tecnici e ricercatori del Servizio fitosanitario della Regione, dei Consorzi Fitosanitari Provinciali, dell’Università di Modena e Reggio, del Centro Agricoltura Ambiente “Giorgio Nicoli”, oltre ai rappresentanti dei Consorzi e delle Associazioni dei castanicoltori. “La lotta biologica alla vespa cinese in Emilia-romagna - ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - ha realizzato quest´anno un´ulteriore tappa verso il contenimento del pericoloso insetto che colpisce i castagneti. Il prossimo anno effettueremo un´ulteriore importante campagna di lanci, soprattutto nelle aree dove il processo riproduttivo biologico dell´antagonista non procede speditamente, con particolare attenzione ai castagneti da frutta e a quelli di valore storico-monumentale. A settembre ospiteremo in Regione il quarto convegno europeo del castagno. Sarà l´occasione per confrontare la nostra esperienza con quella delle altre realtà europee impegnate come noi nella lotta alla vespa cinese e per chiedere un maggiore sostegno all’Europa e ai Governi nazionali”. Come negli anni passati, anche nel 2013 i lanci sono stati compiuti nelle aree a più forte vocazione castanicola e prevalentemente lungo i crinali, perché questo facilita la diffusione del Torymus: 71 sono stati quelli realizzati nel bolognese; 3 in provincia di Piacenza; 12 in provincia di Parma; 11 in provincia di Reggio Emilia; 14 nel modenese; 19 nel ravennate; 14 in provincia di Forlì-cesena; 8 in provincia di Rimini e 3 nella Repubblica di San Marino. Dei 155 lanci, 70 sono stati realizzati utilizzando il Torymus sinensis prodotto nella biofabbrica-castagneto di Carpineti (Re) gestita dal Servizio fitosanitario regionale; 28 grazie al contributo del Ministero delle politiche agricole che ha varato un progetto nazionale di lotta alla vespa cinese del castagno e 57 dai Gal “Appenino bolognese” e “L’altra Romagna” con risorse del Piano regionale di sviluppo rurale, oltre che dei Consorzi Castanicoltori e della Provincia di Ravenna. Da quest’anno partecipa all’allevamento del parassitoide anche il laboratorio di Entomologia del Centro Agricoltura Ambiente “Giorgio Nicoli”, che gestirà una seconda biofabbrica di Torymus sinensis in provincia di Bologna. Non va poi dimenticato l’impegno privato che si affianca a quello pubblico. Centinaia di lanci infatti sono stati compiuti direttamente dai Consorzi di castanicoltori, come è il caso di quelli di Castel del Rio e di Casola Valsenio. Perchè la lotta biologica - I trattamenti chimici non servono contro la vespa cinese del castagno, oltre ad essere pericolosi da un punto di vista ambientale. La lotta biologica invece funziona, ma richiede tempi più lunghi. A differenza di altri “insetti utili” utilizzati in agricoltura, il Torymus infatti non può infatti essere allevato in laboratorio, ma è necessario che trovi direttamente nei castagneti le condizioni favorevoli per sopravvivere e riprodursi nelle galle, ingrossamenti della foglia di 5-20 mm di diametro, al cui interno ci sono le larve della vespa cinese. Nel 2010 – anno di avvio della lotta biologica alla vespa cinese del castagno - i lanci di Torymus nei boschi dell’Emilia-romagna sono stati 4; nel 2011 12; mentre nel 2012 si è passati a 62 lanci. Il tutto con una spesa a tutt’oggi di quasi 95 mila euro, di cui 40 mila dal bilancio della Regione, 40 mila dal Ministero delle politiche agricole e circa 15 mila euro messi a disposizione dall’Asse 4 del Piano di Sviluppo Rurale attraverso i progetti dei Gruppi di Azione Locale  
   
   
IRRIGAZIONE ED AGRICOLTURA: INVESTIMENTI ED AZIONI PER RISPARMIARE 200 MILIONI DI METRI CUBI E PORTARE L´ACQUA DOVE SCARSEGGIA. DUE BANDI PER LA ROTTAMAZIONE DEI VECCHI IMPIANTI E PER LA REALIZZAZIONE DI PICCOLI INVASI AZIENDALI. A BOLOGNA UN CONVEGNO CON IL SOTTOSEGRETARIO MARTINA PER ILLUSTRARE LE NOVITÀ IN ARRIVO  
 
Bologna - Sei milioni di euro per finanziare la “rottamazione” degli impianti irrigui aziendali più obsoleti e promuovere l’acquisto di attrezzature ad alta efficienza e oltre 7 milioni e 700 mila euro per la realizzazione di “laghetti” interaziendali per la raccolta di acqua da destinare all’irrigazione. Sono solo due delle iniziative avviate dalla Regione per garantire all’agricoltura un adeguato approvvigionamento idrico a fronte del cambiamento climatico in atto, caratterizzato da un innalzamento delle temperature, piogge forti ma irregolari e spesso distruttive. Il bando per acquistare impianti irrigui più efficienti uscirà entro l’estate mentre quello per la realizzazione di invasi è già stato pubblicato e scade l’1 luglio. Il punto sugli interventi in programma è stato fatto oggi a Bologna in occasione dell’incontro “Irrigazione in Emilia-romagna” promosso dall’Assessorato regionale all’agricoltura e concluso dal sottosegretario Maurizio Martina. “Stiamo lavorando per ridurre i consumi, recuperare le perdite, introdurre coltivazioni meno idroesigenti e contemporaneamente portare l´acqua dove scarseggia - ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - sono in corso investimenti ed azioni che in pochi anni porteranno ad un recupero di oltre 200 milioni di metri cubi di acqua, l’equivalente di alcuni gradi invasi, ma con un rapporto costi-benefici decisamente più vantaggioso. Nello stesso tempo 23.000 ettari verranno irrigati in Romagna con l´acqua del Canale Emiliano-romagnolo. Per la collina sono previsti invasi irrigui interaziendali cofinanziati per il 70% dal Programma di sviluppo rurale. Sono poi programmati invasi irrigui nelle cave esaurite per oltre 21 milioni di metri cubi e derivazioni irrigue dagli invasi idroelettrici montani.” Uno dei punti di maggiore criticità è costituto dalla inadeguata diffusione di un’irrigazione strutturale. Proprio per migliorare, rendere più efficiente e soprattutto estendere la rete irrigua, in particolare in Romagna, la Regione in collaborazione con i Consorzi di bonifica ha avviato un piano di interventi importante che può contare complessivamente sui 200 milioni di euro dei due Piani irrigui nazionali. Una prima tranche di 18 interventi per circa 124 milioni di euro è in corso di completamento mentre altri 14 per ulteriori 76 milioni di euro verranno appaltati entro la fine di quest’anno. Un ulteriore intervento nel riminese è stato reso possibile grazie ad economie per circa 12 milioni di euro. Invasi interaziendali e riuso delle cave - Sul fronte dello stoccaggio delle riserve idriche la Regione si sta muovendo principalmente in due direzioni: il finanziamento attraverso il Programma di sviluppo rurale di invasi interaziendali e un piano per il riuso delle cave estrattive. Nel primo caso la Regione ha pubblicato un bando in scadenza l’1 luglio che stanzia a favore delle aziende agricole 7 milioni e 700 mila euro per la realizzazione di invasi interaziendali. Le domande vanno presentate al Servizio regionale aiuti alle imprese, gli investimenti potranno avere una dimensione finanziaria tra 100 mila e 1 milione di euro e il contributo potrà coprire fino al 70% della spesa. Questo provvedimento segue altri due avvisi pubblici che hanno già permesso di sostenere con circa 6,5 milioni di euro la realizzazione di 7 invasi irrigui e 5 interventi di derivazione dal Canale Emiliano Romagnalo da parte di consorzi di scopo. Quanto alle cave, la Regione ha messo a punto un programma che a regime permetterà di avere a disposizione un volume di oltre 21 milioni di metri cubi d’acqua. Gli interventi previsti riguardano in particolare i fiumi Trebbia nel piacentino, Taro in provincia di Parma, Enza in provincia di Reggio Emilia. In programma anche l’ampliamento dell’invaso realizzato nel Reno nel comune di Sasso Marconi in provincia di Bologna. Anche dai bacini montani può arrivare acqua per l’agricoltura. E’ già definito in particolare l’accordo con la Regione Liguria per aumentare il rilascio in territorio piacentino dall’invaso di Brugneto nel bacino del Trebbia, mentre per quanto riguarda il fiume Reno è allo studio la possibilità di aumentare la disponibilità irrigua dal bacino di Suviana nel bolognese. Icolt e Irrinet i due servizi per irrigare senza sprechi - Si chiama iColt ed è il nuovo servizio messo a punto da Arpa a disposizione di tutti i Consorzi di bonifica per avere una stima stagionale del fabbisogno irriguo e prevedere le eventuali situazioni di crisi. Basato su immagini satellitari che fotografano le diverse colture esistenti e sui dati meteo a tre mesi, il modello fornisce una stima delle potenziali esigenze irrigue sia a livello consortile che regionale entro la prima metà di giugno. Icolt si affianca a Irrinet, un servizio gratuito rivolto invece ai singoli agricoltori che permette di irrigare solo e quando è veramente necessario, evitando sprechi d’acqua, a parità di rese produttive. Irrinet opera su un arco di tre giorni e permette di ricevere per e-mail o sms i consigli di irrigazione in base all’andamento meteorologico, alle caratteristiche dei terreni e ai principali parametri colturali. Il servizio permette un risparmio d’acqua medio intorno al 20% pari a circa 40-50 milioni di metri cubi ed è oggi utilizzato da circa 12 mila aziende agricole, per una superficie irrigata di circa 50 mila ettari.  
   
   
BANDO OCM VINO: UN MILIONE E QUATTROCENTOMILA EURO PER LA PROMOZIONE NEI MERCATI EXTRA UNIONE EUROPEA. PRIORITÀ E CONTRIBUTO MAGGIORE PER AZIONI UNITARIE CHE PROMUOVONO L’UMBRIA  
 
Perugia - Consorzi di tutela, e loro associazioni e federazioni (a condizione che rappresentino almeno il 3% della produzione regionale calcolata sulla base delle dichiarazioni di produzione degli ultimi tre anni); produttori di vino che abbiano ottenuto i prodotti da promuovere dalla trasformazione dei prodotti a monte del vino, propri o acquistati; associazioni, anche temporanee, di impresa e di scopo; soggetti pubblici con comprovata esperienza nel settore del vino e della promozione dei prodotti agricoli a condizione che promuovano i progetti nell´ambito delle associazioni e partecipino alla loro redazione ma non contribuisca con propri apporti finanziari: sono questi i soggetti che potranno partecipare al bando emanato dall´assessorato alle politiche agricole della regione finalizzato alla promozione del vino umbro nel paesi extra unione europea. I progetti potranno essere presentati fino al prossimo 28 giugno e la regione ha disposto per questo un finanziamento di oltre un milione e quattrocentomila euro per la misura Promozione del vino nei mercati dei Paesi terzi per la campagna 2013/2014. "Abbiamo previsto - ha affermato l´assessore regionale alle politiche agricole Fernanda Cecchini - che, dopo aver finanziato i progetti pluriennali approvati in precedenti campagne promozionali ed ancora da completare, daremo priorità ed un finanziamento maggiore a quei progetti in linea con il progetto speciale vino che la Regione Umbria ha elaborato attraverso l´Istituto Nazionale di Economia Agraria (Inea). Si tratta di uno studio di approfondimento specifico nel settore vitivinicolo umbro che ha coinvolto tutti i protagonisti del settore vitivinicolo umbro. In tale ambito, ha proseguito l´assessore, è emersa l´esigenza di una maggiore riconoscibilità dei vini umbri sui mercati internazionali e la necessità che i singoli produttori uniscano le proprie energie e possibilità finanziarie promuovendo il vino umbro nel suo insieme. E proprio per valorizzare questo tipo di progetti, la Giunta regionale ha ritenuto opportuno aumentare il contributo fino all´80% della spesa preventivata, integrando la differenza tra l´aiuto comunitario previsto (max 50%) con un finanziamento coperto dal bilancio regionale". "All´interno dei progetti - ha concluso l´assessore Cecchini - potranno essere previste azioni di promozione e pubblicità, che mettano in rilievo i vantaggi dei prodotti di qualità, la sicurezza alimentare ed il rispetto dell´ambiente". In particolare saranno ammissibili pubblicità e azioni di comunicazione; azioni di pubbliche relazioni; produzione di materiale informativo; annunci di prodotto, Pos, house organ; degustazione e presentazione del prodotto, materiali da banco e da esposizione; partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale; campagne di informazione e promozione, in particolare, sulle denominazioni d´origine e sulle indicazioni geografiche, da attuarsi presso i punti vendita (grande distribuzione, ristorazione dei Paesi terzi, "horeca" cioè settore alberghiero/ristorazione e così via). Rientrano in questa categoria anche le degustazioni guidate, wine tasting, gala dinner; la promozione sui punti di vendita della grande distribuzione e degli specializzati; Expertise consulenza di marketing. Saranno ammessi interventi anche in altri strumenti di comunicazione quali la creazione siti internet, nella lingua ufficiale del Paese destinatario delle azioni, o in lingua inglese, in cui vengono descritte le qualità del prodotto e la zona di provenienza dello stesso; realizzazione di opuscoli, pieghevoli o altro materiale informativo; incontri sul territorio nazionale con operatori e/o giornalisti dei Paesi terzi da svolgersi anche presso le imprese partecipanti ai progetti ("incoming"). Il testo integrale del bando è reperibile all´indirizzo web: http://www.Agricoltura.regione.umbria.it/mediacenter/fe/categoriamedia.aspx?idc=112&explicit=si  
   
   
S.PELLEGRINO COOKING CUP: LO CHEF STATUNITENSE PAUL QUI SI AGGIUDICA IL PREMIO YOUNG CHEF OF THE YEAR MENTRE L’IMBARCAZIONE RAFFICA CONQUISTA IL PRIMO POSTO IN CLASSIFICA COMBINATA (VELA&CUCINA)  
 
Una bella giornata di sole ma con quasi assenza di vento, che si è materializzato lieve solo alle 13.45, ha accompagnato la 13° edizione della S.pellegrino Cooking Cup in programma sabato 15 giugno a Venezia e organizzata in collaborazione con lo storico yacht club Compagnia della Vela. Cinquanta le imbarcazioni in mare, ognuna con un cuoco più o meno professionista a bordo, come vuole la tradizione di questa speciale regata che combina l´abilità velica a quella culinaria. Gli scafi più grandi hanno dettato il passo a inizio regata ma è stata la seconda parte del percorso, dall’isola di Poveglia fino all’arrivo a S.servolo, a determinare la classifica finale. La classifica "solo vela" è stata dominata da Mister X3 di Andrea Cavagnis. La classifica combinata (vela + cucina) ha premiato quest’anno Raffica con lo chef Enrico Pianegonda chef del ristorante La Corte di Cornedo Vicentino, già primo in classifica nel 2011. L’ospite più festeggiato, che si è aggiudicato l’Acqua Panna &S.pellegrino Young Chef of the Year Award, riconoscimento riservato al giovane talento emergente, è stato Paul Qui chef statunitense di origini filippine che esalta la purezza dei sapori tanto da avere impressionato la giuria in due momenti distinti del fine settimana veneziano. Alla vigilia della competizione, Qui ha preparato il Crudo di sgombro con dashi di pomodoro mentre in gara ha presentato il Chawan Mushi. Paul Qui e la barca rappresentante gli Stati Uniti hanno così sbaragliato 9 equipaggi e altrettanti chef professionisti stranieri in arrivo da Australia, Austria, Belgio, Cina, Israele, Paesi Bassi, Russia, Emirati Arabi Uniti e Italia protagonisti della Inside the Cooking, gara nella gara, creata da S.pellegrino per valorizzare il miglior giovane chef internazionale. Ognuno dei 5 piatti creati sulle diverse imbarcazioni è stato votato da un’autorevole giuria secondo quattro criteri: presentazione, difficoltà di esecuzione, gusto e corretto abbinamento con l’acqua e il vino. Secondo posto al russo Vladimir Mukhin con una preparazione realizzata con materie prime biologiche. Terzo il cinese Ren Jie Liu, andato alla ricerca di un delicato equilibrio tra Occidente e Oriente nel vecchio continente. Come spesso accade, la giuria popolare formata da appassionati e ospiti della cena di gala ha apprezzato più di qualsiasi altro un’esecuzione esclusa dal podio della giuria tecnica. Il massimo dei voti è andato infatti al Filetto di branzino in crema di aglio e gnocchi di mais dell’israeliano Haviv Moshe. Quanto all’Italia, Giuseppe Iannotti, giovane patron del Kresios di Telese Terme in provincia di Benevento, venerdì sera ha cucinato il Baccalà con fragole e mojito mentre sabato, in cambusa, si è concentrato sui Ravioli ripieni di canocchie di mare su salsa all’aglio con battuto al coltello di pomodoro fresco, coniglio affumicato e timo serpillo, una pasta ripiena che il campano ha battezzato usando il cuore visto che l’ha chiamata Da casa mia al mare . S.pellegrino e Acqua Panna, brand internazionali simbolo dell’italian style nel mondo, attraverso iniziative come la Cooking Cup intendono affermare il loro impegno nella valorizzazione della cultura della buona tavola grazie al coinvolgimento di giovani chef in arrivo da tutto il mondo. Alla regata hanno preso ancora una volta parte numerosi ospiti internazionali fra cui tanti giornalisti in arrivo da tutti i paesi stranieri rappresentati in gara. Una meravigliosa occasione per sperimentare la magia di Venezia e il piacere della convivialità da un punto di vista decisamente singolare  
   
   
SIPO PRESENTA LE INSALATE BIOLOGICHE CON IL NUOVO BRAND SI BIONDA  
 
L’azienda riminese Sipo - che opera nel settore agroalimentare fin dagli anni ’50 valorizzando i prodotti agricoli italiani - lancia la linea di insalate biologiche per i mercati esteri con il nuovo brand Si Bionda. Con oltre 15 anni di esperienza nel comparto biologico, Sipo lancia la linea di insalate biologiche Si Bionda, il nuovo brand che si fonda sull´etica e sul rispetto della natura di chi lavora e di chi consuma il prodotto. A formare la nuova gamma sono circa 20 referenze suddivise in due linee di prodotto: insalate lavate e pronte all´uso di Iv gamma in busta antifog e baby leaf in vassoio flow pack per esposizione fuori frigo senza data di scadenza. Le insalate sono inoltre disponibili in formati da 80 gr a 150 gr. Per assecondare le esigenze di consumo dei diversi nuclei familiari. "Siamo convinti che i prodotti biologici - ha sottolineato Massimiliano Ceccarini, Development Manager di Sipo - debbano essere disponibili per un pubblico di consumatori sempre più ampio, indipendentemente da dove vivano, dal punto vendita in cui acquistano e dal prodotto che stanno cercando. Da qui la nostra scelta di entrare sul mercato esteri con un pack internazionale innovativo e di forte impatto a scaffale che pone l´attenzione sul made in Italy". La progettazione del naming e del nuovo brand nasce da uno studio dell’agenzia Go.it di Rimini che ha individuato nel gioco di parole Bio-onda da un lato la naturalezza e la genuinità dei prodotti da agricoltura biologica (Bio) e dall’altro la loro sempre più ampia diffusione (Onda). Anche in questo caso, come per gli altri brand dell’azienda, le iniziali Si di Sipo diventano un’ulteriore affermazione di garanzia e qualità La nuova linea completa l´offerta di verdure di I e di Iv gamma Sapori del mio Orto e sarà commercializzata nelle strutture della grande distribuzione estera. La società ha avviato infatti un processo di internazionalizzazione per valorizzare i prodotti italiani in aree con un elevato potere di acquisto e una forte richiesta di prodotti agricoli di importazione di qualità, in particolar modo i Paesi Nord-europei e dell’area Baltica. L’obiettivo è infatti quello di presentarsi sul mercato internazionale come specialista di prodotto, soprattutto per categorie merceologiche di nicchia  
   
   
ALAIN DUCASSE INCONTRA L’ALLEANZA TRA CUOCHI E PRESÌDI SLOW FOOD DELLA TOSCANA  
 
A Tenuta La Badiola, una giornata all’insegna del cibo “buono, pulito e giusto” secondo il motto di Carlo Petrini. Un appuntamento che intende dare valore alla cultura del territorio e all’importanza di creare un rapporto equilibrato tra i luoghi del piacere enogastronomico e la tutela ambientale. Domenica 30 Giugno 2013 Ore 17.00 – 23.00 Il Mercato | Ore 21.00 La Cena Dell’alleanza Domenica 30 giugno 2013, Tenuta La Badiola, storica proprietà appartenuta a Leopoldo Ii di Toscana e oggi in capo alla famiglia Moretti, propone un grande mercato dedicato all’incontro tra Alain Ducasse, che qui ha il suo primo e unico ristorante italiano, e la cultura del cibo toscano rappresentata dai Presìdi Slow Food e dai prodotti dei Mercati della Terra. In collaborazione con il Movimento fondato da Carlo Petrini e partendo dai valori di tutela ambientale che hanno ispirato la nascita di questo luogo, Alain Ducasse e Carmen Moretti de Rosa, presidente della Tenuta, accoglieranno un grande mercato all’aperto che proporrà i sapori dei Presìdi Slow Food e delle Comunità del Cibo della Toscana, le Associazioni che si impegnano a rispettare disciplinari di produzione rigorosi e rispettosi dell’identità culturale del territorio e del suo delicato ecosistema. Il Mercato prevede anche una sezione dedicata ai “Cibi di strada” con le ricette della tradizione, tra cui trippa e lampredotto. Si aggiungono due Laboratori del Gusto a cura di Slow Food, uno sul “pesce dimenticato” proveniente dal mare toscano e un altro, per i più piccoli, su gelato, sorbetti e granite, mentre i cultori del vino potranno degustare e acquistare le selezioni della Banca del Vino di Pollenzo (Brà), nata per custodire la memoria storica del vino italiano. L’evento, che intende diventare un appuntamento annuale, prevede anche una grande Cena dell’Alleanza con un menu tutto dedicato ai Presìdi toscani preparata a più mani dallo chef della Trattoria Toscana di Tenuta La Badiola, Omar Agostini, e dai ristoratori dell’Alleanza, gli chef toscani che hanno stretto un patto con i produttori dei Presìdi Slow Food impegnandosi ad utilizzare e valorizzare tali prodotti nella propria cucina. La speciale giornata di Tenuta La Badiola sostiene l’iniziativa di Slow Food “Mille orti in Africa”, un ambizioso progetto che intende creare 1.000 orti nelle comunità africane di Terra Madre, nelle scuole, nei villaggi e nelle periferie delle città. Ambasciatore speciale dei “Mille orti in Africa”, Alain Ducasse consegnerà a Slow Food i fondi raccolti. Aveva detto “Jamais en Italie” Alain Ducasse. Per timore di confrontarsi con una tradizione di cucina millenaria e per rispetto della bravura delle mamme italiane che “in cucina non hanno rivali”. Eppure il progetto di Tenuta La Badiola lo ha convinto a tentare l’impresa e oggi, a distanza di nove anni dall’apertura dell’hotel L’andana e della moderna Trattoria Toscana, il desiderio è quello di affondare sempre più le radici nella cultura materiale di questa terra per celebrarne il gusto tutelando biodiversità, ambiente e lavoro. “Nel mio mestiere – racconta Alain Ducasse che al Plaza Athenée di Parigi realizza ogni anno un Mercato di stagione – le materie prime e i loro sapori sono di primaria importanza. Senza la passione e l’impegno dei nostri fornitori non saremmo certo in grado di dare il meglio ai nostri clienti. L’idea del mercato nasce dall’intento di condividere con molti altri questa nostra convinzione e di rendere omaggio a uomini e a donne speciali che attraverso il loro lavoro riservano grande rispetto per la natura e per l’uomo”. Così il Mercato di Parigi ha trovato il suo corrispettivo italiano attraverso la collaborazione di Carmen Moretti de Rosa con i progetti di Tutela messi in campo da Slow Food e Terra Madre. “Sono felice di questo incontro – commenta Carmen Moretti de Rosa – perché so che Alain Ducasse nutre un grande rispetto per la Toscana e per il Movimento di Carlo Petrini. Entrambi siamo consapevoli che solo attraverso la conoscenza del territorio e dei suoi uomini è possibile raggiungere traguardi che soddisfano il gusto dei nostri clienti e, insieme ad esso, il piacere di vivere e operare in un contesto di massimo equilibrio tra uomo e natura”. Il Mercato di Tenuta La Badiola | Domenica 30 giugno dalle ore 17.00 alle 23.00 La Cena Dell’alleanza della Trattoria Toscana | Domenica 30 giugno ore 21.00 Programma Domenica 30 Giugno Ore 17.00 – 23.00 Il Mercato Di Tenuta La Badiola | Ingresso Libero Mercato con i Presìdi Slow Food della Toscana e la Comunità del cibo della Maremma Presìdi Toscani Slow Food Agnello di Zeri | Biroldo della Garfagnana | Bottarga di Orbetello | Fagiolo rosso di Lucca | Mallegato| Marocca di Casola | Palamita del Mare di Toscana | Pane di Patate della Garfagnana | Prosciutto Bazzone | Razza Maremmana | Sfratto del Goym | Testarolo Pontremolese Progetti Locali e Comunità del cibo Comunità del Cibo Energie Rinnovabili | Panificio Montomoli | Birrificio de Neri | Comunità del Cibo di Monteregio | Suino Macchiaiolo dell’Amiata | Comunità del Cibo e degli antichi mestieri dell’Uccellina – Casa della Biodiversità | Comunità del Cibo dell’olio extravergine di Batignano | Caseificio Il Fiorino, Roccalbegna | Comunità di Territorio dell’Isola del Giglio e Giannutri, Isole Slow I Cibi Di Strada cucinati dai Ristoranti Toscani dell’Alleanza ricette tradizionali della cucina Toscana La Banca Del Vino Di Pollenzo selezione di grandi vini italiani in degustazione Ore 18.00 Laboratorio Del Gusto a cura di Slow Food: Il Pesce Povero Degustazione di specie dimenticate che stanno conquistando i palati dei gourmet. Sgombro, zerro, palamita, sugarello stanno entrando nelle abitudini alimentari dei consumatori ma sui banchi del mercato questo pesce, detto povero, fa fatica ad arrivare. In questo laboratorio, accompagnati da uno chef e da un pescatore, imparerete a conoscere e apprezzare questi pesci che vivono in abbondanza nel Mediterraneo. In abbinamento i vini della cantina Tenuta La Badiola Casa Dell’acquagiusta | Su Prenotazione| 20 euro - 16 euro soci Slow Food Ore 18.00 Laboratorio Del Gusto per Bambini (fino ai 12 anni) a cura di Slow Food: Gelati, Sorbetti E Granite, Che Bontà! Gelati artigianali, sorbetti di frutta, granite: ecco le delizie per i più giovani che, in estate, difficilmente rinunciano a queste prelibatezze. In questo laboratorio imparerete a conoscere il gelato artigianale di qualità partendo dalla materia prima: frutta di stagione per i sorbetti e vaniglia per la crema. Per chiudere, una granita rinfrescante e qualche segreto per imparare a prepararla. Casa Dell’acquagiusta | Su Prenotazione | Ingresso Libero Ore 21.00 Cena Dell’alleanza Della Trattoria Toscana Con Alain Ducasse Su Prenotazione| 65,00 euro Gran Buffet preparato dagli chef dell´Alleanza Tra I Cuochi E I Presìdi Slow Food Toscani Il Menu Dello Chef Omar Agostini, Trattoria Toscana Tartara di Palamita del mare di Toscana, melone e arance Crema di Mortadella di Prato, ravioli di ricotta di Pienza e pistacchi Risotto di Maremma, seppie e bottarga di Orbetello Cosciotto d’Agnello di Zeri alle erbe, fagioli di Sorana e Pancetta Tarese Fragole e finocchi con la sua infusione I vini di Tenuta La Badiola: Acquagiusta bianco, rosato e rosso Informazioni E Prenotazioni Tenuta La Badiola, Località Badiola, Castiglione della Pescaia (Gr) mercato@tenutalabadiola.It ph. + 39 0564 94 48 00  
   
   
INALPI LANCIA IL BURRO CHIARIFICATO  
 
Per soddisfare le esigenze di chi ama cucinare utilizzando prodotti di alto livello, Inalpi lancia il Burro Chiarificato. Inalpi lo prepara con la cura e l’attenzione alle materie prime che la contraddistinguono, partendo dalla panna di latte fresco ricavata per centrifugazione dal suo latte di raccolta nell’area Piemontese. Il burro così ottenuto è un prodotto di qualità che esalta i grassi nobili contenuti nel latte fresco. Per le sue eccellenti proprietà, il Burro Chiarificato è uno degli ingredienti privilegiati dai grandi chef, che lo utilizzano per le loro migliori ricette preferendolo spesso al burro e all’olio. Il Burro Chiarificato Inalpi mantiene infatti il sapore e la bontà della materia prima con cui è prodotto, donando alle ricette un gusto esclusivo particolarmente apprezzato da chi ama i sapori ricercati. Il Burro Chiarificato Inalpi è quindi il condimento ideale per le fritture nonché per diversi tipi di cottura ad alte temperature  
   
   
CREDI DI ESSERE UN VERO ESPERTO DI STREET FOOD? CHEF RUBIO TI SFIDA NELLA CREAZIONE DEL PANINO PIÙ UNTO CON LA APP DI UNTI E BISUNTI  
 
Partecipa al Contest e vinci premi per veri stomaci forti: hai tempo fino al 23 giugno Chef Rubio lancia una sfida a tutti i fan di Dmax. Chiudete gli occhi e pensate ad un panino... Se vi sono venute in mente insalata, pomodori e cetrioli, vergonatevi! Su www.Dmax.it e sulla fanpage Facebook www.Facebook.it/dmaxitalia (oltre 300.000 fans) è possibile creare il panino più unto grazie alla App di Unti E Bisunti, lo show italiano sullo street food con Chef Rubio in onda dal 23 giugno, ogni domenica alle 22:05 e alle 22.30 su Dmax (Canale 52 digitale terrestre e Canale 28 di Tivùsat). Servono poche semplici operazioni per creare il proprio panino, scegliendo un ingrediente per ciascuna delle 5 categorie: Pane (filoncino, focaccia, panino tondo, piadina, pane di altamura), Salumi (salamella, pancetta, lardo, porchetta, soppressata piccante), Formaggi (fontina, gorgonzola, taleggio, emmenthal, caciocavallo), Verdure (cipolla, rucola, peperoni grigliati, melanzane sott’olio, carciofini), Salse (senape, Salsa tartara, Salsa all’aglio, Salsa tonnata, Salsa barbeque). Una volta selezionati gli ingredienti, verrà visualizzato il grado di bisuntezza del panino, che verrà condiviso sulla timeline di Facebook. Preparato il panino bisunto, si avrà accesso al contest di Unti E Bisunti, che permette, fino al 23 giugno, di vincere premi per veri stomaci forti: 5 utenti verranno premiati con una scorta da 6 mesi di Birra Peroni e 10 con una scorta da 2 mesi. Gli ingredienti più utilizzati nei panini degli utenti della community, comporranno in tempo reale, sulla homepage della App, il panino di Dmax che realizzerà Chef Rubio. Oltre al contest, nella App sarà possibile vedere video, promo e altri contenuti extra dedicati allo chef più irriverente della tv. Divertitevi e dimostrate a Chef Rubio quanto può essere unto il vostro panino! Sito Ufficiale: www.Dmax.it – Twitter: @dmaxitalia – Facebook: www.Facebook.it/dmaxitalia  
   
   
IN UN’ATMOSFERA DEDICATA AI PROFUMI PROVENIENTI DALLA MAGICA INDIA, GOCOPPOLA TERRAGGIO HA PRESENTATO IL NUOVO LIQUORE MAHI ROSÈ.  
 
Mahi Rosè è il primo liquore che unisce i sapori Italiani e le fragranze della magica India. E’ un liquore a base di essenze di Rosa proveniente direttamente da Bangalore, citta dell’ India dove i fiori assumono un valore spirituale importante determinandone la necessità delle coltivazioni. Con i fiori, le loro essenze ed i loro profumi naturali il popolo dell’India accompagna i momenti principali della loro esistenza come nascita, morte, malattie ecc attribuendone proprietà benefiche e terapeutiche. Durante la serata è stato presentato il libro “La magnifica felicità imperfetta” di Lucia Vastano per Salani Ed. La storia di Rakesh, un bambino indiano come tanti che vive per strada e che si guadagna da vivere, (meglio che rubare per lui..)lanciando escrementi sulle scarpe dei turisti per conto di un lustrascarpe. Ma lui ha un piano diverso perché sa leggere e scrivere, e si riscatta dalla miseria con l’aiuto di un amico guru che gli fa da guida. Tel 02 72002080 coppolaterraggio2@gmail.Com  
   
   
OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA POESIA: UN’ECCELLENZA DELLE ECCELLENZE TOSCANE MARTEDÌ 21 MAGGIO, AL THE HUB HOTEL DI MILANO, È STATO PRESENTATO POESIA, OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA AD INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA (IGP).  
 
L’olio è una nuova miscela di oli extravergine d’oliva pregiati creato da Terre dell’Etruria, la più importante Cooperativa agricola della Toscana. Terre dell’Etruria, situata nel comune di Castagneto Carducci, è una cooperativa agricola nata dall’unione di produttori del comparto agroalimentare toscano. La cooperativa è stata costituita con l’obiettivo di lavorare nel rispetto dei criteri di qualità e tipicità. Oggi Terre dell’Etruria raccoglie circa 3000 agricoltori delle provincie di Livorno, Pisa e Grosseto. La cooperativa svolge attività di raccolta a mano o con soli agevolatori, stoccaggio, frangitura nei frantoi aziendali (Vignole Riotorto, Donoratico e Riparbella) con estrazione a freddo, commercializzazione, e fornisce assistenza tecnica e mezzi per la conduzione dei terreni. L’olio Poesia è stato ottenuto dalla frangitura delle migliori varietà di olive provenienti dai terreni dei soci produttori della provincia di Livorno, Pisa e Grosseto, la terra che, un tempo, fu l’antica Etruria, Due le versioni di questo olio. Poesia 1 – Cultivar Frantoio e Moraiolo – fruttato medio, sentore leggero di mandorla, sentore forte di cardo e carciofo – adatto come accompagnamento a prodotti dal sapore più deciso come carni, zuppe e pinzinomi – formati: 25 e 50 cl. Poesia 2 – Cultivar Leccino e Pendolino – fruttato, leggermente amaro e piccante, note di erbe aromatiche (menta, basilico) di cicoria, lattuga, carciofo e mandorla – adatto come accompagnamento a prodotti dal sapore delicato: Ideale per insalate e pinzimonio. Ottimo per il pesce, verdure lessate e bolliti di carne – Formati: 25 e 50 cl. Ogni bottiglia di Olio Extravergine di Oliva Toscano Igp è progressivamente numerata per risalire immediatamente al produttore  
   
   
PASSERINI: LA TRADIZIONE DIVENTA MODERNITA’ NUOVO LOOK, ARTE E NUOVE PROPOSTE AL PASSO COI TEMPI PER LA STORICA CAFFETTERIA DI VIA SPADARI  
 
Un tempo caffè in pieno stile parigino, dopo quasi un secolo di vita si rifà il look. La Caffetteria Passerini cambia i suoi colori e le sue abitudini, ma non rinuncia all’esclusività dei prodotti e all’eleganza che la contraddistingue. Un gusto più minimal e moderno, all’apparenza funzionale e veloce. Pavimento in marmo rosato, tavolini con tovaglie verde pistacchio, banconi di cristallo e acciaio per ospitare torte e pasticcini, cibi salati a mezzogiorno per concedere una pausa gustosa per i business man della vicina Piazza Affari, cocktail internazionali per l’aperitivo. Un locale che si evolve seguendo il dinamismo dei tempi e le esigenze della clientela che a seconda degli orari e dei giorni cambia. Durante la settimana è meta di uomini d’affari che nel centro di Milano vivono le loro attività, nel week end sono i milanesi a riappropriarsene per una cioccolata calda d’inverno o un gelato artigianale in estate. Dalla colazione al pre dinner, la Caffetteria Passerini è un punto di riferimento. Passerini E La Via Del Gusto Dal 1919 Passerini (un tempo chiamato anche Caffè Victor Hugo, per la vicinanza alla via omonima) si trova in via Spadari, la più gustosa della città: riparata dal caos di piazza Duomo e di via Torino, la ‘Via del Gusto’ in soli 150 metri ospita al numero 4 la Pescheria Spadari (la più storica di Milano, attiva dal 1933); al numero 6 da qualche anno si è stabilito Ladurée, maison francese che dal 1862 produce i macarons; poi Ottimomassimo, bar gourmet specializzato nei panini d´autore; infine Noberasco, azienda di Albenga che dal 1908 produce frutta disidratata. Senza dimenticare Peck, il tempio della gastronomia. Proprio in mezzo a queste eccellenze del gusto, la Caffetteria Passerini propone pasticceria di alta qualità, gelati artigianali e menù raffinati. Food & Beverage Tra le proposte del new deal, a colazione la Caffetteria Passerini propone brioche fresche sia dolci che salate, panini al latte, muffin, macedonie di frutta, yogurt fresco e plumcake. Tutti i caffè (tradizionale, orzo, ginsegn, decaffeinato) e i cappuccini sono marchiati Illy. Per il mezzogiorno risotto alla milanese, rost beaf, insalate… ogni giorno oltre ai tradizionali panini nel menu si trovano due proposte di primi e secondi (a scelta caldo o freddo): uno sguardo alla tradizione meneghina e uno alle esigenze di un lunch veloce ma di qualità, da consumare al tavolo oppure appoggiati agli alti banconi che costeggiano le vetrate lungo via Spadari (prezzo medio di un lunch: 15 euro). Per l’aperitivo la Caffetteria Passerini ha scelto di non proporre la formula dell’happy hour ma di servire cocktail alcolici o analcolici (6/8 euro), calici di prestigioso champagne (Taittinger classico o rosè; Lanson rosè o classico; P. Louis Martin classico a 13 euro) oppure di prosecco (Ferrari brut, Bellavista Gran Cuvée, Valdo a 8 euro). Dalla cucina escono raffinate tartine e ostriche freschissime. Per una merenda golosa o per un dopo cena ecco la pasticceria secca (alle mandorle o nocciole) o fresca (direttamente dalla Pasticceria Biasetto da Padova, campione del mondo di pasticceria nel 1997) con pasticcini alla frutta, bignè (crema, pistacchio, zabaione), marrons glacés, macarons, cannoli siciliani e molto altro. Tra le torte spiccano la celebre Setteveli di Luigi Biasetto (con cui nel 1997 ha vinto la Coppa del Mondo di Pasticceria), la tradizionale millefoglie, la sacher, la tarte au citron meringuée (con meringa al limone), la melina (con mele fresche), la linzer (dolce di origine austriaca), le torte gelato e i semifreddi (anche in monoporzione). Per i gelati freschi la scelta è tra 25 gusti della tradizione. L’arte In Caffetteria: Andy Warhol La Caffetteria Passerini si propone da oggi come uno spazio espositivo. Un regalo ai propri clienti che tra un caffè e un cocktail potranno essere circondati da opere d’arte. Dal 13 giugno per alcune settimane saranno esposte cinque cover di Lp originali disegnate e firmate da Andy Warhol, provenienti da Ef Arte Collection (Milano, Corso Magenta 31). A seguire altri protagonisti della scena artistica mondiale. Nella parete in fondo al locale, sotto la luce di appositi faretti trovano oggi spazio: Sticky Fingers 1971 - The Rolling Stones Made in Italy 1981 - Loredana Bertè Emotional Tattoo 1983 - The Rolling Stones Milano – Madrid 1983 - Miguel Bosé Menlove Ave 1986 - John Lennon La Curiosita’: Milano E Il Caffe’ Costava cinque centesimi la tazza. Era la bevanda degli operai, dei garzoni, dei facchini che cominciavano o terminavano il turno di lavoro. Un´abitudine, quasi un rito, per fermarsi un istante, per scambiare quattro chiacchiere, per far sembrare meno dure le giornate. È l´ inizio del secolo nuovo a Milano. E per quelli che non si potevano permettere il lusso di una sosta in uno dei tanti locali del centro, il Caffè dei Servi, il Caffè del Duomo, il Belvedere, il Cova o il Caffè Campari, a far salotto e a sorseggiare un caffè vero continuava e prosperava la tradizione ottocentesca del «caffè del genoeucc» (letteralmente caffè del ginocchio). Una delle imprese più singolari e pittoresche dell´ epoca. Si trattava di un banchetto, di una sorta di trespolo sulle ruote, di un bar dei poveri, gestito da un ambulante che di primo mattino, soprattutto in piazza Duomo, in estate come in inverno, serviva la bevanda calda che, in realtà, non era neppure un vero caffè, ma una brodaglia con ben poche pretese. Una bevanda di acqua filtrata attraverso i fondi recuperati dai bar dei signori della Galleria. Si chiamava così perché gli avventori che consumavano in piedi oppure seduti su un gradino erano costretti ad appoggiare la tazzina sul ginocchio per riuscire a mescolare lo zucchero. E nel linguaggio comune della Milano del Novecento un caffè non proprio buonissimo veniva subito marchiato: «È come il caffè del genoeucc». Cose dell´ altro secolo. Però ora ci vorrebbe davvero una pausa caffè. Seduti al bar. Tratto dall’Archivio Storico del Corriere della Sera Caffetteria Passerini Milano, via Spadari angolo via Cantù Dal lunedì alla domenica, dalle 7 alle 20 Colazioni, lunch, aperitivi Caffetteria, gelateria artigianale, torte, paste dolci e salate 70 coperti (sala principale e soppalco) Tel . 02 869 36 14  
   
   
IL LATO ETICO E SOSTENIBILE DEL VINO INCONTRA LA RICERCA SCIENTIFICA E DIVENTA UNA CASE-STUDY INTERNAZIONALE  
 
L’azienda vitivinicola Cielo e Terra - Gruppo Cantine Colli Berici, guidata da un approccio produttivo etico ed ecosostenibile e sostenitrice del Progetto Blu, è stata selezionata dall’Università Ouest Nanterre La Défense di Parigi per prendere parte ad una ricerca sulle scelte e le motivazioni di acquisto del vino legate ai temi eco-solidali. Impegno sociale ed ecosostenibilità sono alcuni dei valori fondanti su cui poggia la filosofia produttiva dell’azienda vitivinicola Cielo e Terra - Gruppo Cantine Colli Berici, che da sempre si impegna a produrre vini nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente. Proprio in virtù di questo approccio, l’Università Ouest Nanterre La Défense di Parigi, in collaborazione con il Centro de Investigaciόn y Tecnologia Agroalimentaria di Aragona Spagna ha scelto l’azienda veneta come case-study. L’obiettivo della ricerca, che avverrà sotto la guida di un team di ricercatori internazionali, è quello di analizzare il comportamenti di acquisto dei consumatori dei vini a marchio Cielo e Terra interessati dall’iniziativa eco-solidale Progetto Blu. L’azienda Cielo e Terra - Gruppo Cantine Colli Berici da anni ha intrapreso la strada verso il raggiungimento di obiettivi etici ed ecosostenibili sostenendo il Progetto Blu, un’iniziativa che si avvale dell’affidabile partnership di Engim Internazionale, organizzazione non governativa che opera in un’ottica di sviluppo delle popolazioni più povere. Il progetto ha portato finora alla costruzione di 25 pozzi d’acqua in Sierra Leone che diventeranno 31 entro la fine del 2013, grazie ai quali 15.000 persone potranno beneficiare di 31 milioni di litri d’acqua potabile garantendo una maggiore qualità della vita volta a debellare la mortalità soprattutto infantile causata dall’utilizzo di acqua non potabile nell’alimentazione e nell’igiene di quelle zone. I pozzi sono ubicati in zone strategiche per facilitare l’approvvigionamento di acqua potabile della popolazione in un’area di intervento che coinvolge alcuni villaggi che si trovano a un centinaio di km dalla capitale Freetown. Il packaging ecosostenibile che l’azienda vicentina Cielo e Terra – Gruppo Cantine Colli Berici utilizza nelle linee Freschello e Famiglia Cielo è costituito da bottiglie in vetro light che garantiscono comunque resistenza e compattezza e che interessa più del 60% della produzione totale; tale scelta ha permesso una notevole riduzione delle emissioni di Co2. “La confezione rappresenta un punto di contatto fondamentale tra prodotto e consumatori - afferma Pierpaolo Cielo, Direttore Marketing ed Export della cantina - spesso è il packaging a catturare l’attenzione, fino a stimolarne l’acquisto. Oltre che graficamente impattante, il nostro packaging mette in primo piano in etichetta il nostro impegno nel sostenere il Progetto Blu dalla forte valenza etica e dal forte valore sociale. Un’ottica aziendale la nostra all’insegna della responsabilità sociale e ambientale per sensibilizzare e guidare i consumatori verso un’idea di vino eco-friendly, dove il vino diventa espressione di una gamma di valori”. “Il consumo consapevole guidato da valori etici è una tendenza in continua crescita negli ultimi anni” - afferma Kamel Ben Youssef, docente di marketing all’Università Ouest Nanterre La Défense di Parigi che coordina la ricerca assieme a Tiziana de Magistris, del Centro de Investigación y Tecnología Agroalimentaria de Aragón (Cita) - “Con questa ricerca ci poniamo l’obiettivo di misurare i comportamenti d’acquisto nel punto vendita, per capire in modo più approfondito “come e se” l’esperienza al momento della scelta conferma la tendenza d’acquisto verso un prodotto ad alto valore etico. La percezione che il cliente ha del prodotto quando lo vede nello scaffale e deve scegliere di metterlo nel proprio carrello in che modo è determinata dal packaging, dalle informazioni riportate, dalla conoscenza pregressa, dalla fiducia nella marca? Questo è il nostro campo di indagine”. I risultati della ricerca saranno pubblicati nella rivista francese Recherche et Applications en Marketing e successivamente presentati all’evento Newstrend Marketing di gennaio 2014 all’Università Cà Foscari di Venezia. Www.cieloeterravini.com  
   
   
IL SOAVE IN 3D, QUANDO VINCE IL TERROIR LE OLTRE 5000 SCHEDE ANALIZZATE E I 50.000 GIUDIZI RACCOLTI NEL CORSO DELL’EVENTO COSTITUISCONO UN PATRIMONIO DI INFORMAZIONI CHE SARANNO UTILIZZATE PER ANALIZZARE LO STATO DI SALUTE DELLA DENOMINAZIONE  
 
Oltre 250 giornalisti ed operatori di settore, di cui il 30% dall’estero, si sono confrontati con il nuovo metodo di valutazione del vino proposto dal Consorzio del Soave in occasione dell’ultima edizione di Vulcania, il forum internazionale dei vini bianchi da suolo vulcanico. 100 Soave top in degustazione divisi nelle tre tipologie, Doc, Classico e Superiore sono stati sottoposti al giudizio dei commissari che li hanno valutati in termini di Origine, Stile e Valore. Le oltre 5000 le schede compilate, per quasi 50.000 giudizi, costituiscono un patrimonio di informazioni utilissimo per certificare di anno in anno la qualità della stagione vendemmiale e dare indicazioni al Consorzio ed ai produttori. Un metodo testato anche in comparazione con quelli tradizionali in numerose occasioni e presentato ufficialmente nell’ultimo Vinitaly. Un approccio alla degustazione innovativo che per la prima volta non va a premiare gli “eccessi” in termini di colore, profumo e sapore ma va a misurare il legame del vino con il suo territorio premiando identità e tipicità. Terroir, vitigno, metodo e piacere sono infatti solo alcuni dei parametri che per la prima volta vengono inseriti in una scheda di valutazione per un approccio magari non semplice all’inizio, ma sicuramente più intrigante e curioso sia per gli operatori più esperti che per il consumatore che si avvicina al mondo del Soave. Che vino è, come è fatto, quanto mi piace? Sono queste le prime tre domande che chiunque si fa quando ha un calice di vino in mano. La scheda in 3D accompagna il degustatore in questo naturale ed originale processo di conoscenza dove non è la struttura o l’evidenza dei profumi a vincere ma l’interpretazione che ogni azienda dà del proprio terroir. I risultati La fotografia del Soave 2012 che l’analisi di questa mole di dati delinea è positiva. Pur caratterizzata da un andamento stagionale non sempre ottimale con periodi siccitosi, lunghi e caratterizzati da temperature estive sopra la media, la stagione vegetativa 2012 ci consegna un Soave sicuramente più pronto e rotondo ma che non rinuncia a freschezza e profumi. L giudizi generali dei commissari per il 74% si concentrano su valutazioni che oscillano tra gli 8 e i 10 undicesimi. La categoria dei consumatori si è espressa complessivamente con una media di 8.26 mentre i produttori hanno valutato i loro vini 8.28. Più alto il giudizio invece dei giornalisti che sfiora la media, molto elevata, di 8.60. La valutazione delle vecchie annate vede premiata la stagione 2011 con una media di 8.62 contro gli 8.44 della stagione 2010. Per quanto riguarda il parametro dell’origine declinato sulla scheda in identità, vitigno e legame con il territorio, il giudizio è molto positivo arrivando a sfiorare l’8.50 grazie alla valutazione molto alta dei giornalisti (8,63) mentre più critici sono stati i produttori (8.42) e i consumatori (8,18). Lo stile, che è la valutazione sul lavoro fatto in cantina e che si esprime in pulizia, tecnica e metodo produttivo, arriva mediamente a 8,50, con una punta di 8.67 per i giornalisti mentre i produttori e consumatori si fermano a 8.32. Valori leggermente più bassi per le valutazioni legate alla piacevolezza del vino nei parametri che premiano equilibrio ed eleganza, con una media che arriva a 8.31. Ottimo giudizio dei giornalisti invece con una valutazione di 8.42. Ulteriori importanti indicazioni arrivano dall’analisi dei punteggi espressi dalle 3 commissioni separate. Il giudizio molto positivo sul Soave Doc 2012, che viene valutato dalla commissione con una media che supera l’8.50, indica che la produzione del Soave Doc ha sofferto meno dell’anomalo andamento stagionale consegnandoci vini ben fatti e molto equilibrati. Per quanto riguarda il Soave Classico abbiamo giudizi più diversificati ed è l’area che più ha sofferto la siccità e qualche vino ha evidenziato questa situazione. La media rimane comunque molto alta: 8.30, con punte di 9.20, dove ad essere premiato meglio è comunque anche qui il parametro dell’origine. La terza commissione ha analizzato soprattutto le vecchie annate: molto più chiaro e diversificato il giudizio, con media record per il Soave Classico 2011 di 8.65 e meno in evidenza il 2010 che supera di poco i 7 punti. Si conferma quindi che il Soave si esprime al meglio nel medio periodo arrivando alla sua massima espressione con 1-2 anni di affinamento in bottiglia. Un lavoro che al di là delle indicazioni dettagliate che ogni produttore riceverà, analizzando i giudizi espressi per ogni suo vino, consente al Sistema Soave una approfondita analisi sullo stato di salute della denominazione in un momento molto positivo dal punto di vista commerciale. Gli imbottigliamenti nel 2012 sono cresciuti del 5% sul 2011 ed i prezzi sia del vino che delle uve hanno raggiunto valori record. Www.ilsoave.com