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GLI
EURODEPUTATI ADOTTANO MISURE VOLTE A FAVORIRE L'INTRODUZIONE DEL BREVETTO
COMUNITARIO
Bruxelles, 25 febbraio 2002 - Il 20 febbraio, la commissione giuridica del
Parlamento europeo ha affrontato i tre settori che più d'ogni altro hanno
ostacolato il cammino verso la creazione di un brevetto comunitario. Le
proposte riguardanti il ruolo degli uffici nazionali dei brevetti, il
sistema giudiziario in vigore e il regime linguistico dei brevetti sono
state tutte adottate dalla commissione nell'ambito degli emendamenti alla
proposta di regolamento relativo all'introduzione del brevetto comunitario.
Secondo la relazione adottata dalla commissione e preparata
dall'eurodeputata spagnola Ana Palacio Vallersundi, gli uffici nazionali dei
brevetti dovrebbero mantenere un ruolo significativo. In particolare, ciò
dovrebbe verificarsi nei settori della consulenza alle richieste di rilascio
di brevetti e della trasmissione di tali richieste all'Ufficio europeo dei
brevetti (Ueb). Il personale e le infrastrutture degli uffici nazionali
costituiscono un bene prezioso, tuttavia sarà necessario stabilire e
controllare i criteri di armonizzazione, al fine di garantire la qualità e
l'uniformità nell'ambito del brevetto comunitario. Il controllo della
qualità che vigila su tale procedura sarà posto sotto l'autorità della
Commissione europea, in collaborazione con l'Ueb. Per quanto riguarda
l'organizzazione giuridica, la commissione ha convenuto che il procedimento
giudiziario relativo alle istanze di primo grado debba essere decentrato,
garantendo ad un tempo la vicinanza agli utenti e la piena valorizzazione
delle risorse esistenti. Infine, per ciò che concerne l'ordinamento
linguistico, l'emendamento invita ad applicare la regolamentazione
attualmente in vigore, approvata nel 1993 per disciplinare l'adozione di un
marchio comunitario. Questa normativa stabilisce che le richieste vadano
presentate in una delle lingue ufficiali dell'Unione europea, specificandone
una seconda scelta fra inglese, francese, tedesco, spagnolo o italiano. Tale
seconda lingua deve essere adottata per qualunque procedura di opposizione
al rilascio di brevetti o riguardante la scadenza o l'invalidazione di
questi ultimi. Nell'ambito di un'azione distinta, la Commissione europea ha
presentato il 20 febbraio una proposta di direttiva che tutelerà i brevetti
per le invenzioni realizzate con l'ausilio del computer. Secondo il
commissario europeo per il Mercato interno, Frits Bolkestein, la proposta
non presuppone alcun cambiamento riguardo a ciò che può essere o meno
brevettato, bensì rappresenta un punto di rottura nei confronti
dell'approccio statunitense teso a rilasciare brevetti esclusivamente per i
software.
BILANCIO
2001 DI UNICREDIT FACTORING UTILE NETTO 3,5 MIL EURO (+ 71% RISPETTO AL
2000)
Milano, 25 febbraio 2002 - Il Consiglio di Amministrazione di UniCredit
Factoring ha approvato il Bilancio al 31 dicembre 2001 che è caratterizzato
da una forte crescita dell'attività commerciale e della redditività, in un
contesto di attenzione alla qualità dell'attivo. Nell'esercizio 2001 e'
stato realizzato un turnover pari a 3.750 milioni di euro (+ 43% sull'anno
precedente e migliore performance percentuale rispetto ai principali
concorrenti), con netto miglioramento della quote di mercato fra le società
di emanazione bancaria (da 3,8% a 5%). Grazie alla crescita del margine
d'intermediazione (+21%) e delle commissioni nette (+32%) e con costi
operativi sotto controllo (+7%), il margine di gestione ha evidenziato una
crescita del 48%, attestandosi a 7,4 mil. di euro. L'utile netto, pari a 3,5
mil di euro, continua la sua crescita esponenziale (+71%) rispetto al
trascorso esercizio, nonostante il maggior carico fiscale (+66% ). Il Roe
pari all'11,2% e il Roca al 13% confermano ulteriormente il positivo trend
della società. UniCredit Factoring ha inoltre sviluppato una forte
capacita' di governo e di presidio dei rischi di credito accompagnando
qualitativamente la crescita commerciale e l'incremento dei volumi gestiti:
l'incidenza delle sofferenze lorde/nette sull'attivo a rischio risulta pari
rispettivamente allo 0,6% e allo 0,2%, con generazione di nuove sofferenze
nell'anno pari allo 0,29% del rischio globale. UniCredit Factoring,
avvalendosi di un nuovo modello di servizio e nuovi prodotti per le imprese,
è già impegnata a realizzare il piano industriale che prevede crescite
analoghe al passato sia in termini commerciali che reddituali.
UNICREDITO:
RENDICONTO 2001 DEL FONDO IMMOBILIARE UNO
Milano, 25 febbraio 2002 - Il Consiglio di Amministrazione della società
UniCredit Fondi Sgrpa ha approvato oggi il Rendiconto Annuale del Fondo
Unicredito Immobiliare Uno. Alla data del 28 dicembre 2001 il portafoglio
del Fondo è composto dai seguenti assets immobiliari: Complesso
polifunzionale Via Boncompagni, 71h (Roma); Complesso direzionale Via PO 28,
32 - Via Tevere 1a (Roma), Complesso produttivo alta tecnologia a Stezzano (Bg);
Residenze per anziani a Milano, Rezzato (Bs) e Volpiano (To). Il valore
patrimoniale degli immobili, secondo la perizia dell'esperto indipendente al
30 giugno 2001 assomma a € 233.680.000 a fronte di un costo di acquisto
maggiorato degli oneri connessi all'acquisizione di € 220.934.702. Il
patrimonio complessivo netto del Fondo è di € 423.059.451: pertanto la
percentuale investita in immobili è pari al 55,23% del patrimonio. Il
valore unitario contabile della quota al 28 dicembre 2001 è di €
2.644,122. Viene resa nota la variazione rispetto al dicembre 2000 del
valore contabile della quota da € 2.557,602 a € 2.644,122 . Inoltre il
Fondo UniCredito Immobiliare Uno ha costituito in data 20/12/01 una società
immobiliare denominata Stremmata S.p.A. con un capitale sociale pari a €
21.432.962 interamente versato. La Stremmata S.p.A. ha acquistato in data
27/12/01 da Il Sole 24 Ore un contratto di leasing costruendo,
precedentemente ceduto da Banca Intesa BCI a Locat, al fine della
costruzione di un complesso immobiliare in Via Monterosa a Milano. Tale
importo non è ricompreso all'interno dell'ammontare del patrimonio
immobiliare sopra riportato in quanto figura nel rendiconto tra le
partecipazioni di controllo. Il Cda di Unicredit Fondi ha deliberato di
distribuire ai partecipanti per l'esercizio 2001, nel corso del mese di
marzo 2002, un provento pari a 62 € per quota a fronte dello stacco della
cedola n°2. Roma, 22 febbraio 2002
COMITATO
EURO: SUL SITO LA DELIBERA SULLA PROROGA DEL CAMBIO DELLE LIRE
Roma, 25 febraio 2002 - Il Ministero dell'Economia e delle Finanze comunica
che è disponibile sul sito www.tesoro.it la Delibera del Comitato Euro
sulla proroga al 30 giugno 2002 del cambio gratuito delle lire presso gli
sportelli bancari e postali. Nel documento il Comitato accoglie con favore
la disponibilità evidenziata in tal senso dal sistema bancario e dalle
Poste Italiane S.p.A. L'apprezzamento è motivato dal fatto che tale
disponibilità eviterà disagi ai cittadini che altrimenti dopo il 28
febbraio, ove in possesso di lire, si sarebbero dovuti recare esclusivamente
presso le filiali provinciali della Banca d'Italia, dove la conversione può
essere fatta per altri 10 anni. Nella delibera il Comitato sottolinea altresì
che la proroga da un lato non incide sulla tempistica stabilita per la
conclusione del passaggio definitivo all'euro, dall'altro si allinea sia
all'orientamento già espresso dal Comitato stesso nel gennaio 2001 sia a
quanto già deciso in altri Paesi di eurolandia.
EMISSIONE
DI TITOLI DI STATO
Roma, 25 febbraio 2002 - L'ammontare delle tranches dei Cct e dei Btp che
verranno offerti da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze nelle
relative aste: - Certificati di Credito del Tesoro"settennali "1?
.1.2002/1°.7.2009 sesta tranche:3.500 milioni di euro Buoni del Tesoro
Poliennali "triennali" 1°.3.2002/1°.3.2005 prima tranche: 3.500
milioni di euro "decennali" 1? .8.2001/1? .2.2012 nona tranche:
2.500 milioni di euro.
BANCA
PROFILO: AUMENTO DI CAPITALE A PAGAMENTO A SERVIZIO DI UN PIANO DI STOCK
OPTION RISERVATO A DIPENDENTI FRA LE PROPOSTE APPROVATE DAL CDA CHE SARANNO
SOTTOPOSTE ALL'ASSEMBLEA DEI SOCI
Milano, 25 febbraio 2002 - Nell'ambito della politica aziendale avviata da
Banca Profilo negli ultimi anni, che privilegia e favorisce la
partecipazione diretta del management e del personale al progetto ed ai
risultati economici della società, è stata approvata dal Consiglio di
Amministrazione di Banca Profilo, riunitosi oggi, una proposta di aumento a
pagamento del capitale sociale per massimi Euro 5.200.000. L'aumento prevede
l'emissione, anche in più tranches, di massime n. 10.000.000 nuove azioni
ordinarie del valore nominale di euro 0,52 ciascuna, senza sovrapprezzo e
con esclusione del diritto di opzione dei soci ai sensi dell'art. 2441,
comma 8, cod. civ., e dell'art.134, 2° e 3° comma del D.lgs. 58/99, da
riservare in sottoscrizione a dipendenti della banca e delle società
controllate, alle condizioni previste dal relativo piano di stock option. Il
CdA, ha inoltre convocato la prossima Assemblea ordinaria e straordinaria
stabilendone l'ordine del giorno e ha conferito delega al Presidente del
Consiglio di Amministrazione per l'esperimento delle formalità di
convocazione con riguardo alla fissazione della data, del luogo e dell'ora
di svolgimento dell'Assemblea in I° e II° convocazione. Tra le materie
sottoposte all'Assemblea, oltre all'aumento di capitale, figura
l'approvazione del bilancio d'esercizio chiuso al 31/12/2001.
CASSA
SAN GIACOMO APPROVATO IL PROGETTO DI BILANCIO 2001 UN ANNO DI SIGNIFICATIVA
CRESCITA: UTILE NETTO A € 1.076.000, DIVIDENDO DI € 0,25
Milano, 25 febbraio 2002 - Il Consiglio di Amministrazione della Cassa San
Giacomo nella seduta del 21 febbraio ha approvato il progetto di bilancio
della Banca per l'esercizio 2001. L'andamento economico del trascorso
esercizio risulta per la Cassa calatina tra quelli di significativa
crescita: con l'utile netto a € 1.076.000 contro ai € 66.000 del 2000 e
la distribuzione ai soci di un dividendo di 0,25 €. Analizzando i
principali aggregati di Bilancio si profila il positivo andamento dei dati
patrimoniali: la raccolta diretta pari a 184,8 milioni di euro è aumentata
del 15,8% (159,6 milioni di euro al 31/12/2000). Con la raccolta indiretta
stabile la raccolta globale cresce ancora del 10,5% fissandosi a 254,1
milioni di euro (230,0 milioni di euro al 31/12/2000). Positiva anche la
crescita degli impieghi, che passano da 95,8 milioni di euro del 2000 ai
115,1 milioni di euro del 31/12/2001, registrando una crescita del 20,1%.
L'indice di rischiosità scende dall'11,4% del 2000 al 9,5% del 31/12/2001.
Il conto economico registra una crescita del 6,2% del margine di interesse
che si fissa a 7,8 milioni di euro, il margine di intermediazione passa da
10,8 a 11,9 milioni di euro (+10,8%); i costi operativi fanno registrare un
saldo di 10,0 milioni di euro (+8,2%), gli accantonamenti e le rettifiche di
valore un saldo di 94,3 mila euro (-80,8%) che, con un apporto di componenti
straordinarie per 289 mila euro, fissano l'utile lordo, prima delle imposte
(299 mila euro), a 1.375 mila euro. Con una crescita rispetto al precedente
esercizio di 1.010 mila euro, l'utile netto (66 mila euro 31/12/2000)
registra un saldo di 1.076 mila euro. L'Assemblea della Banca, convocata per
il prossimo 6 aprile, sarà chiamata a deliberare sull'approvazione del
bilancio e la proposta di destinazione dell'utile che prevede un dividendo
di 0,25 €, nonchè sul rinnovo delle cariche sociali.
BANCA
POPOLARE SANTA VENERA APPROVATO IL PROGETTO DI BILANCIO 2001 IN CRESCITA LA
RACCOLTA (+ 8%) E GLI IMPIEGHI (+11,3%) IL DIVIDENDO AI SOCI SALE A 2,80 €
(+ 8,4%)
Acireale, 25 febbraio 2002. Il Consiglio di Amministrazione della Banca
Popolare Santa Venera, nella seduta odierna, ha approvato il progetto di
bilancio della Banca per l'esercizio chiusosi il 31/12/2001. L'impegno
dell'azienda per il trascorso esercizio può essere sintetizzato nella
ulteriore crescita del risultato netto di gestione (+3,9%) e del dividendo
(+8,4%). In merito ai principali aggregati di Bilancio si manifesta una
crescita generalizzata dei dati patrimoniali: la raccolta diretta pari a
802,5 milioni di euro evidenzia un aumento su base annua di 47,5 milioni di
euro con un incremento del 6,3% sul dicembre 2000. La raccolta indiretta è
aumentata, raggiungendo un ammontare di 549,4 milioni di euro rispetto ai
496,5 milioni dello precedente esercizio con una crescita del 10,6%, e
fissando la raccolta globale a 1.351,9 milioni di euro (1.251,5 milioni nel
2000) con un incremento dell 8,0%. Positivo anche l'andamento degli
impieghi, pari a 528 milioni di euro, a fronte dei 474,3 del 2000, che
registra una crescita del 11,3%. Il tasso di rischiosità espresso dal
rapporto tra sofferenze nette e impieghi passa, con una significativa
riduzione, all' 8,5% rispetto al 9,1% del precedente esercizio. Nonostante
la discesa dei tassi d'interesse, accentuatasi nella seconda metà
dell'anno, il margine d'interesse si è mantenuto pressoché stabile (-0,2%
da 32,3 a 32,2 milioni di euro). Il margine di intermediazione registra un
saldo in lieve flessione (-1,0% da 51,8 a 51,3 milioni di euro), dovuto in
gran parte alla diminuzione dei ricavi da commissioni raccolta ordini,
conseguenza della nota evoluzione negativa dei mercati. Con costi di
gestione per 42,2 milioni di euro (+6,9% rispetto al 31/12/2000),
accantonamenti e rettifiche di valore per 558 mila euro (-84,33% rispetto al
31/12/2000), a riprova della migliorata qualità del rischio di credito, e
componenti straordinarie per 443 mila euro (- 68,7% rispetto al 31/12/2000),
l'utile lordo si attesta a 6,5 milioni di euro (-20,3 rispetto al
31/12/2000). Detratte le imposte sui redditi e gli accantonamenti si produce
un utile netto di 2,7 milioni euro, con un incremento rispetto a quello
realizzato nell'esercizio precedente del 4,0%. L'Assemblea della Banca,
convocata per il prossimo 5 aprile, sarà chiamata a deliberare
sull'approvazione del bilancio e sulla proposta di destinazione dell'utile,
che prevede un dividendo di € 2,80 per azione.
INFRASTRUTTURE
PER LE IMPRESE VIRTUALI
Vilamoura, 25 febbraio 2002 - Dal 1° al 3 maggio 2002 si terrà a Vilamoura
(Portogallo) una conferenza sulle infrastrutture per le imprese virtuali
denominata "Pro-Ve'02", finanziata in parte dal progetto "Thinkcreative"
nell'ambito del programma IST del quinto programma quadro. La conferenza
offrirà ai delegati l'opportunità di discutere gli ultimi sviluppi in
termini di organizzazioni virtuali dinamiche, nuovi ecosistemi in campo
economico, modelli di riferimento, creazione di modelli e raggruppamenti (cluster).
Si occuperà inoltre di integrazione e condivisione delle informazioni,
comunità virtuali, mobilità ed imprese virtuali, PMI ed ingegneria di
imprese virtuali, infrastrutture a basso costo per imprese virtuali. Il
progetto "Thinkcreative" intende fornire consulenza a livello
europeo nel settore delle organizzazioni intelligenti ed emergenti per
l'economia fondata sulla conoscenza e sulle competenze. L'obiettivo generale
è quello di individuare e caratterizzare le forme organizzative emergenti,
le infrastrutture necessarie, i modelli e gli strumenti applicativi, nonché
le future esigenze socio-organizzative. Infolink: http://www.uninova.pt/~prove
NIELSEN//NETRATINGS
E COMMSTRATEGY ANNUNCIANO LA PRIMA USCITA DI DIGITAL FINANCE, LO STUDIO
CONGIUNTO SUL MONDO DELLA FINANZA ONLINE
Milano, 25 febbraio 2002 - Nielsen//NetRatings, societa' leader nella
misurazione del traffico Internet mondiale e CommStrategy, societa' di
consulenza strategica nel settore dei nuovi media, hanno siglato un accordo
per offrire le loro competenze congiunte al settore finanziario per il quale
Internet rappresenta un medium indispensabile per lo sviluppo di strategie
multicanale. Digital Finance nasce dall'interazione di due metodologie di
ricerca complementari: il panel di rilevazione Nielsen//NetRatings relativo
al traffico Internet (che monitora gli accessi al Web sia da casa sia da
ufficio) e l'analisi di scenario di CommStrategy (che consente una mappatura
costante della domanda e dell'offerta nei servizi finanziari). Secondo i
dati rilasciati, cresce l'utilizzo qualificato dei servizi finanziari online
mentre molti istituti bancari non riescono a soddisfare la sempre maggiore
domanda di multicanalita' della clientela. Aumenta il numero degli italiani
che utilizzano i servizi finanziari su Internet, anche se con differenze
fondamentali tra e-banking e trading online. Gli italiani che in gennaio
hanno avuto accesso alle pagine protette (https) dei servizi informativi e
dispositivi di e-banking costituiscono all'incirca il 12% degli utenti
internet generando oltre 52 milioni di pagine. L'analisi congiunta dei panel
(casa/ufficio) evidenzia un utilizzo dei servizi finanziari online
prevalentemente concentrato nelle ore in cui gli sportelli sono chiusi.
Diverso invece il trend relativo al trading online: il numero di nuovi
utenti cresce lentamente mentre piu' sensibile e' l'incremento dell'utilizzo
del servizio da parte degli utenti unici. Il dato medio nasconde tuttavia
una crescente polarizzazione: da un lato pochi heavy trader che si rivolgono
a servizi specializzati in Italia e all'estero, dall'altro la grande massa
degli investitori individuali che effettuano poche operazioni di
compravendita titoli sul TOL della propria banca. Si delinea inoltre una
chiara tendenza alla multibancarizzazione, fenomeno sempre piu' visibile
anche online, dove si registra infatti un certo grado di sovrapposizione di
traffico effettuato dai fruitori di servizi di e-banking e chi fa trading o
gestisce conti di deposito online. In generale, internet ha trasformato gli
atteggiamenti e i comportamenti dei risparmiatori italiani che dimostrano,
anche tra chi non utilizza servizi finanziari online, una crescente
propensione a servirsi di internet tanto come fonte di informazione sui temi
del risparmio e della finanza quanto come strumento per orientarsi nella
scelta dei prodotti e degli istituti con cui entrare in relazione. Da
ottobre 2001 a gennaio 2002 gli accessi ai siti di informazione finanziaria
sono aumentati del 15%. Oggi sono visitati infatti da piu' di 1 milione e
300 mila persone, il 10% dei navigatori italiani. Per quanto riguarda il
settore dell'informazione finanziaria Il Sole 24 Ore rimane leader in
termini di visitatori unici (oltre 910 mila a gennaio), anche se i siti
editoriali sono comunque esposti ad un fenomeno di sostituzione tra fonti.
E' infatti cresciuta la fruizione di contenuti che banche e sim offrono
direttamente sul proprio sito. ''Siamo in grado di fornire una visione
strategica dell'impatto che l'online ha nelle dinamiche di banking e trading
e delle potenzialita' di sviluppo che questo canale puo' mettere a
disposizione per l'evoluzione dei servizi finanziari'' commenta Salvatore
Ippolito, Direttore Generale di Nielsen//NetRatings per il Sud Europa.
''L'integrazione tra i dati relativi al comportamento online e quelli
relativi all'evoluzione del mercato dei servizi finanziari rappresenta uno
strumento importante per definire le strategie multicanale e valutare la
sostenibilita' delle iniziative online delle istituzioni finanziarie
italiane'' commenta Paolo Barbesino, Partner di CommStrategy.
WINTERTHUR
SPERIMENTA LA "SCATOLA NERA" SUI VEICOLI IN FUTURO POSSIBILI
RIDUZIONI DELLE TARIFFE RC AUTO
Milano, 25 febbraio 2002 - Winterthur Assicurazioni è la prima compagnia di
assicurazioni in Italia a sperimentare sugli autoveicoli la "scatola
nera", un dispositivo analogo a quello installato sugli aerei che
permette di registrare direzione, velocità, accelerazione, frenata, uso
delle luci etc. La "scatola nera", prodotta dalla società Kinzle,
ha più o meno le dimensioni di un pacchetto di sigarette e viene installata
all'interno del veicoli. Perfettamente sigillata, è dotata di sensori che
acquisiscono impulsi, li memorizzano e possono poi essere scaricati e letti
con un apposito software. In caso di incidente la registrazione dei dati è
più accurata dando quindi la possibilità di ricostruirne con certezza la
dinamica. In Italia Winterthur ha installato per ora la "scatola
nera" su circa 300 veicoli appartenenti a flotte aziendali e intende
monitorare la frequenza sinistri di tali mezzi nel corso dei prossimi mesi
per verificare se e in che misura sia possibile applicare tariffe
differenziate agli assicurati che in futuro volessero installare il
dispositivo sulla loro vettura. Recenti analoghe sperimentazioni realizzate
con le autovetture della polizia municipale di Berlino e Rotterdam, condotte
con la collaborazione del dipartimento di Accident Reasearch del Gruppo
Winterthur, hanno permesso di verificare che le autovetture equipaggiate con
la "scatola nera" sono coinvolte in minor misura negli incidenti
stradali (a Berlino è stata osservata una riduzione della frequenza
sinistri di circa il 20% in un anno). Ciò soprattutto per l'"effetto
deterrente" determinato dalla presenza a bordo della "scatola
nera" che induce i guidatori ad essere più prudenti. Una minore
frequenza degli incidenti si traduce in un risparmio nei costi di
liquidazione dei sinistri e questo, potenzialmente, potrebbe dar luogo ad
una riduzione delle tariffe di responsabilità civile. Collegata a sistemi
elettronici di rilevamento dei dati (per esempio le ore di circolazione
dell'auto in un mese) la "scatola nera" potrebbe permettere in
futuro (e Winterthur sta lavorando anche in questa direzione) di arrivare a
creare tariffe a tempo, quindi basate sull'uso effettivo dell'autoveicolo.
La scatola nera ha un costo attuale di 250 € ai quali vanno aggiunti 150
€ per l'installazione e la manutenzione. La fase sperimentale del progetto
di Winterthur Assicurazioni durerà per tutto il 2002 e parte del 2003. Se
si concluderà positivamente, è ipotizzabile che si possa giungere alla
commercializzazione su larga scala della "scatola nera" nel
2004.
ISVAP:
NUOVE DISPOSIZIONI SULLE POLIZZE VITA UNIT LINKED
Milano, 25 febbraio 2002 - L'Isvap ha emanato, in data 21 febbraio u.s., la
circolare 474/D con la quale detta nuove disposizioni sulle polizze vita
unit linked, forme di risparmio con prestazioni collegate a quote di fondi
interni assicurativi o a quote di Oicr esterni. Unitamente alle disposizioni
di cui alla circolare 451/D del 24 luglio 2001 relativa alle polizze vita
index linked, risulta così completata la revisione della normativa
secondaria sulle polizze assicurative con rischio a carico dell'assicurato.
Le disposizioni impartite rendono più ampia, chiara e trasparente
l'informativa precontrattuale e le stesse condizioni di polizza. L'adozione
di schemi tipo, con riferimento sia ai regolamenti dei fondi interni cui è
collegata la prestazione, sia alle note informative ed ai rendiconti annuali
di detti fondi, consentirà un'effettiva comparabilità dei prodotti offerti
sul mercato, stimolando la competizione tra soggetti sul versante
dell'abbattimento dei costi e sul rapporto di rischio/rendimento dei
prodotti, favorendo lo sviluppo dell'efficienza nel settore, senza tuttavia
pregiudicarne la stabilità. La previsione di un più approfondito giudizio
delle società di revisione e le analitiche regole sugli investimenti e
sulle connesse modalità di gestione incideranno poi sulla qualità del
servizio offerto e, probabilmente, sulle prestazioni finali di polizza. La
circolare prevede principalmente quanto segue: la distinzione delle polizze
in due categorie, previdenziali e non previdenziali, in funzione delle
diverse esigenze cui sono indirizzate; il regolamento del fondo interno, che
costituisce parte integrante della polizza assicurativa, deve contenere
almeno: la previsione degli obiettivi di investimento, le caratteristiche ed
i criteri di scelta degli strumenti finanziari, con una chiara indicazione
dei profili di rischio a carico del contraente, tutte le spese e le
commissioni imputate al fondo, comprese quelle applicate dalla Società di
gestione del risparmio, qualora nel fondo assicurativo siano inserite quote
di Oicr esterni; la nota informativa, con una specifica sezione di
avvertenze per il contraente sugli aspetti di rilievo del contratto, mira a
dare una immediata percezione delle prestazioni fornite e degli effettivi
profili di rischio sulla base della volatilità attesa (misura delle
possibili oscillazioni di valore del capitale investito). Inoltre, il
contraente deve essere informato in merito alla presenza o meno di garanzie
rilasciate dalla compagnia ed all'eventualità che l'ammontare delle
prestazioni sia inferiore ai premi versati. Dovranno altresì essere
analiticamente esplicitati i costi del contratto, le spese, dirette ed
indirette, gravanti sul fondo interno ed i proventi eventualmente
riconosciuti dal gestore del fondo esterno ed attribuiti al fondo interno;
regole sulla gestione degli investimenti, sia di tipo qualitativo che
quantitativo, con l'introduzione di un livello minimo di rischio di credito
su tutte le tipologie di attività e la previsione di adeguate procedure di
controllo interno nel caso in cui la gestione sia affidata a soggetti terzi.
La circolare entrerà in vigore il trentesimo giorno successivo alla sua
emanazione. Il testo della circolare è disponibile sul sito www.isvap.it
TCI
E COMITATO ITALIANO 2002 AIM PRESENTANO IL PRIMO RAPPORTO REGIONALE SUL
TURISMO DELLA MONTAGNA IN ITALIA ALTO ADIGE, TRENTINO E VALLE D'AOSTA SUL
PODIO
Milano, 25 febbraio 2002. Turismo montano questo sconosciuto: nonostante con
8,5 mld euro contribuisca per quasi il 12% al fatturato turistico
complessivo del nostro Paese, il turismo montano non era mai stato
sottoposto a un'analisi rigorosa che andasse al di là delle statistiche
ufficiali sulle presenze alberghiere, né si era mai studiato in modo
rigoroso il movimento turistico nella montagna alpina e appenninica
delimitandone precisamente l'ambito geografico. Questa lacuna è stata
colmata, in occasione dell'Anno internazionale delle Montagne proclamato da
Fao e Onu, grazie al "Rapporto sul turismo montano" elaborato dal
Tci per conto del Comitato Italiano per il 2002 Anno Internazionale delle
Montagne.
"TURISMO
E MONTAGNA: UN'ANALISI REGIONALE" SINTESI DEL RAPPORTO A CURA DI
TOURING CLUB ITALIANO E COMITATO ITALIANO 2002 ANNO INTERNAZIONALE DELLE
MONTAGNE
Milano, 25 febbraio 2002 - Nel 1999 sono state registrate ufficialmente in
Italia 308 milioni di presenze turistiche, delle quali 218 milioni in
esercizi alberghieri e il resto in quelli complementari (campeggi, villaggi,
ostelli, ecc.). Le località marine hanno attirato 106 milioni di presenze
(pari al 34%), confermando una leadership consolidata mentre quelle montane,
con 38,3 milioni di presenze, hanno inciso per il 12,4%. In realtà questi
dati sottovalutano fortemente l'effettivo movimento registrato in Piemonte,
in Liguria e nelle regioni dell'Italia centro-meridionale, sia per la
mancanza di una definizione univoca di "località montana" sia
perché gran parte delle presenze si registrano in strutture informali che
sfuggono a ogni rilevamento (seconde case, affitti non registrati). Nelle
statistiche ufficiali Istat alcune stazioni montane sono classificate tra i
centri termali e moltissime altre, non godendo del riconoscimento di
"località di interesse turistico", sono relegate nel mare magnum
delle "altre località". Dunque la ricerca ha inteso in primo
luogo delimitare la montagna alpina e appenninica e quindi studiarne il
relativo movimento turistico. In base alla delimitazione adottata, le Alpi
hanno una superficie di 46.900 kmq e una popolazione di 3.770.000 abitanti,
gli Appennini - comprese le Isole - rispettivamente di 77.200 kmq e di
4.650.000 abitanti. Si è quindi valutato il movimento turistico delle
località propriamente "montane" e quello delle località lacuali,
termali e delle città d'arte "in quota" (Malcesine, Merano, ecc.)
Il terzo passo è stato infine quello, molto problematico, di recuperare i
dati disaggregati a livello comunale o quanto meno per gruppi di comuni
fisicamente omogenei: i dati ufficiali su ricettività e presenze negli
appartamenti sono infatti solo la punta di un iceberg. Per fornire
un'immagine più realistica del turismo montano italiano, è stata quindi
effettuata un'indagine capillare su ricettività e presenze alberghiere ed
extra-alberghiere ufficiali per singoli comuni e APT o enti assimilati,
provvedendo anche a stimare ricettività e presenze generate dal comparto
ricettivo sommerso, legato alle seconde case e agli appartamenti in affitto.
Si è così potuto rilevare che: nella montagna alpina, a fronte di 350.000
letti alberghieri, se ne contano 3.000.000 negli esercizi extra-alberghieri,
in gran parte costituiti da seconde case e appartamenti in affitto; in
quella appenninica - Isole comprese - rispettivamente 80.000 e 2.300.000. Le
reali presenze extra-alberghiere nelle Alpi risultano essere oltre 120
milioni, a fronte di circa 38 milioni di presenze alberghiere. Negli
Appennini - comprese le Isole - sono invece circa 85 milioni, contro meno di
6 milioni di presenze alberghiere. Dunque, l'enorme sproporzione esistente
fra Alpi e Appennini in fatto di ricettività e presenze alberghiere si
attenua alquanto nel comparto extra-alberghiero, per la massiccia presenza
di seconde case in regioni come l'Emilia-Romagna, l'Abruzzo, la Toscana e il
Lazio. Nel complesso delle strutture ricettive - formali e informali - le
località montane registrano comunque oltre 250 milioni di presenze, a
testimonianza del fatto che la montagna costituisce in realtà un elemento
di attrazione turistica forte, certo inferiore al mare ma largamente
superiore alle città d'arte, che dispongono di una ricettività
extra-alberghiera limitata. In quasi tutte le regioni la maggior parte delle
presenze si registra nel semestre estivo, mentre nelle grandi stazioni
prevale quasi sempre quello invernale ed è in genere più consistente
l'incidenza dei turisti stranieri. Da questa regola si discostano la Valle
d'Aosta/Vallée d'Aoste e le sub-regioni montane della Valtellina e del
Bellunese, in cui per la ridotta superficie territoriale aumenta il peso
delle grandi stazioni, tutte a forte componente invernale. Dai dati sui
flussi reali il fatturato diretto attuale del turismo montano è stimabile
in circa 8,5 miliardi di euro (3,1 per il turismo montano estivo e 5,4 per
quello invernale), pari all'11,8% del fatturato turistico complessivo (circa
72 miliardi di euro). I problemi del turismo montano possono essere
sintetizzati in tre punti: la concorrenza di altre mete (montane e non);
l'aumento della temperatura media combinato con la ricorrente scarsità di
neve; un appannamento di "immagine" nella stagione estiva. A
livello regionale, i risultati di sintesi della ricerca possono essere
riassunti con una certa efficacia da un indice di turisticità montano (Itm)
calcolato sulla base di cinque indicatori: ricettività alberghiera;
ricettività extra-alberghiera; rapporto tra presenze alberghiere e
superficie regionale montana; rapporto tra presenze e popolazione regionale;
portata oraria degli impianti di risalita.
Indice di turisticità montana delle regioni italiane
REGIONI
|
ITM
|
Alto Adige/Südtirol
|
2,33
|
Trentino
|
1,59
|
Valle d'Aosta/Vallée d’Aoste
|
0,87
|
Lombardia
|
0,74
|
Veneto
|
0,43
|
Piemonte
|
0,22
|
Emilia-Romagna
|
-0,04
|
Abruzzo
|
-0,08
|
Friuli
|
-0,21
|
Lazio
|
-0,26
|
Toscana
|
-0,28
|
Liguria
|
-0,34
|
Marche
|
-0,39
|
Calabria
|
-0,51
|
Sicilia
|
-0,54
|
Molise
|
-0,55
|
Umbria
|
-0,55
|
Campania
|
-0,56
|
Basilicata
|
-0,57
|
Puglia
|
-0,63
|
Sardegna
|
-0,63
|
La
tabella fornisce dunque una conferma scientifica del ruolo fondamentale che
nel turismo montano esercitano il Trentino e soprattutto l'Alto Adige/Südtirol.
Terza forza del turismo montano - pur a notevole distanza dal Trentino - è
la Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, che supera di misura la Lombardia. A
questa seguono a distanza il Veneto, polarizzato su poche località-chiave
delle Dolomiti, e quindi il Piemonte, il cui esteso territorio montano
presenta notevoli margini di sviluppo. Emilia-Romagna e Abruzzo si
configurano come le realtà di gran lunga più importanti degli Appennini.
Nella fascia intermedia - e non potrebbe essere altrimenti - si collocano
regioni come Friuli, Toscana, Lazio e Marche, ove il turismo montano
presenta margini di espansione, nonché la Liguria. Tra le regioni del Sud e
delle Isole, quelle con maggiori potenzialità di sviluppo, oltre alla
Calabria, sembrano la Sicilia (Etna soprattutto, e Madonìe) e la
Basilicata. I punteggi più bassi - come era largamente atteso - si
registrano in Sardegna e Puglia. Vediamo dunque di riassumere i punti sui
quali crediamo opportuno si debba intervenire, pur a differenti livelli
(normativo, gestionale, di prodotto), per garantire un futuro sostenibile
dal punto di vista ambientale e socioeconomico ai territori montani
interessati dal (e al) turismo: Proseguire il lavoro avviato in Italia per
una classificazione nuova dei territori montani, in accordo con l'Unione
europea che ha in corso un'analoga iniziativa. Questa è la premessa
indispensabile per una nuova "legge sulla montagna" in Italia e
per una politica europea in favore della montagna stessa nel quadro
soprattutto della nuova Politica di Coesione. Definire, nelle politiche
nazionali, europee e regionali, misure di sostegno per il turismo montano,
immaginando anche regole differenziate rispetto alle rigidità della
politica di concorrenza, che tenga conto appunto delle particolarità del
comparto turistico. Centrale risulta il ruolo del sistema degli impianti a
fune e dei sistemi di impianti di risalita, auspicando che per
l'imprenditoria siano previste nelle regioni a statuto ordinario condizioni
analoghe a quelle previste dalle autonomie speciali e un maggior
coinvolgimento nel sistema di finanziamento degli operatori economici
locali; Costruire un'immagine positiva, giovane e attiva, del turismo
montano estivo, lavorando sui prodotti e promuovendo quindi escursionismo,
attività sportive leggere (piscine all'aperto eventualmente riscaldate,
bob/slittino su strutture artificiali, pattinaggio su ghiaccio al coperto),
spettacoli all'aperto e animazione che favoriscano la conoscenza tra i
turisti, specialmente quelli giovani. Valorizzare la qualità del paesaggio
e l'immagine delle stazioni montane attraverso interventi di
riqualificazione urbanistica delle località più compromesse, la
manutenzione dei sentieri (segnaletica, tempi di percorrenza, quadri di
orientamento, posti-tappa, ecc.), la sistematica rimozione dei rifiuti dai
boschi e dai pendii attraversati dalle piste da sci. Incentivare il recupero
dell'agricoltura di montagna e promuoverne l'integrazione con il turismo,
per quanto riguarda sia la ricettività (agriturismo), sia la fornitura di
prodotti genuini al turista e ad alberghi e ristoratori locali. Rendere
d'inverno le stazioni appetibili anche a chi non scia, sia con strutture
sportive diversificate di qualità (es. stadi del ghiaccio e piscine
coperte), sia con la sistemazione di percorsi pedonali innevati e battuti,
attrezzati con panchine, eventualmente percorribili anche con slitte a
cavalli. Incrementare l'offerta di ricettività, favorendo lo sviluppo di
piccole e medie aziende a conduzione familiare, sia alberghiere, sia
extra-alberghiere low price (bed & breakfast, ostelli e case per ferie
"multiuso" sul tipo degli "alloggi collettivi" svizzeri,
appartamenti in affitto per brevi periodi, ecc.), sufficientemente duttili
da adattarsi alla variegata e variabile domanda dei turisti, anche se
limitata al solo week-end. Promuovere il prodotto montagna in modo
coordinato e sinergico fra i soggetti interessati e competenti,
istituzionali e privati, magari in una logica di marchi o di
macrodestinazioni (es. Nord-Ovest, Nord-Est, Appennini settentrionali,
Appennini centro-meridionali) o anche di "vendita" delle Alpi in
una crescente logica transfrontaliera. Questo anche attraverso strutture
informative dedicate, localizzate nei principali centri urbani nazionali e
nelle capitali nord-europee vicine ai grandi bacini di domanda. Promuovere
con offerte speciali e pacchetti integrati a tema (scuole di cucina, corsi
di vario genere) la frequentazione della montagna nella stagione solitamente
meno desiderata (ottobre e novembre), anche limitatamente ai fine settimana
e come valvola di sfogo dal crescente inquinamento delle nostre città e
delle fasce costiere sempre più urbanizzate. Migliorare la rete di uffici
turistici locali, anche con il coordinamento dei siti web già esistenti, in
grado di fornire sul posto o attraverso Internet informazioni dettagliate
sui vari aspetti del territorio e della cultura locale, sulla percorribilità
di strade e mulattiere, sulle condizioni meteorologiche e di distribuire
pubblicazioni di qualità, carte topografiche e dei sentieri.
Tab.1 - Una stima del fatturato diretto del turismo montano in Italia.
|
Fonte:
Centro Studi Touring
Tab.2
- Dati regionali sul turismo montano: i risultati della ricerca
|
Kmq1
|
%2
|
Pop3
|
%2
|
Pl
alb4
|
%2
|
Pr.alb5
|
%2
|
Pr.ex.alb.6
|
Imp.7
|
P/h8
|
Val
d’Aosta
|
3264
|
100,0
|
119.993
|
100,0
|
22.902
|
100,0
|
2.414.906
|
100,0
|
8.475.000
|
182
|
177.886
|
Piemonte
|
12.997
|
51,2
|
869.304
|
20,3
|
25.752
|
38,7
|
1.185.000
|
23,8
|
35.510.000
|
336
|
275.612
|
Liguria
|
3300
|
60,9
|
165.770
|
10,2
|
4.252
|
5,5
|
185.000
|
1,5
|
8.378.000
|
5
|
3.300
|
Lombardia
|
6610
|
27,7
|
1.070.493
|
11,9
|
26.000
|
17,4
|
2.900.000
|
15,5
|
32.500.000
|
298
|
290.022
|
Pr.
Bolzano
|
7400
|
100,0
|
459.687
|
100,0
|
145.196
|
100,0
|
18.558.601
|
100,0
|
6.700.000
|
392
|
444.345
|
Pr.
Trento
|
6207
|
100,0
|
469.887
|
100,0
|
94.355
|
100,0
|
10.165.974
|
100,0
|
16.981.480
|
267
|
312.674
|
Veneto
|
6341
|
34,5
|
621.250
|
13,8
|
26.762
|
14,7
|
2.770.000
|
10,7
|
16.909.000
|
321
|
263.520
|
Friuli
|
3832
|
48,8
|
133.746
|
11,3
|
7.040
|
19,8
|
623.934
|
16,9
|
4.500.000
|
70
|
58.704
|
Emilia
|
6647
|
30,0
|
241.665
|
6,1
|
16.979
|
6,5
|
960.000
|
3,4
|
16.000.000
|
78
|
69.860
|
Toscana
|
7871
|
34,2
|
473.792
|
13,0
|
13.835
|
8,8
|
700.000
|
3,3
|
11.680.000
|
64
|
44.117
|
Umbria
|
4205
|
49,7
|
282.243
|
33,9
|
3.575
|
14,9
|
360.000
|
14,4
|
2.235.000
|
3
|
1.700
|
Marche
|
3886
|
40,1
|
172.396
|
11,8
|
4.448
|
7,6
|
320.000
|
5,5
|
4.350.000
|
40
|
25.444
|
Lazio
|
4404
|
25,6
|
281.794
|
5,4
|
5.095
|
4,1
|
335.000
|
1,8
|
10.320.000
|
45
|
32.025
|
Abruzzo
|
7329
|
67,9
|
407.071
|
31,9
|
14.000
|
30,3
|
1.507.359
|
35,6
|
14.000.000
|
104
|
97.000
|
Molise
|
2878
|
64,8
|
202.061
|
61,4
|
1.890
|
37,2
|
120.000
|
32,0
|
2.200.000
|
9
|
6.717
|
Campania
|
5567
|
40,9
|
414.824
|
7,2
|
3.330
|
3,8
|
180.000
|
1,3
|
3.500.000
|
6
|
3.638
|
Puglia
|
1482
|
7,7
|
85.428
|
2,1
|
205
|
0,4
|
11.000
|
0,3
|
810.000
|
0
|
0
|
Basilicata
|
6321
|
63,3
|
363.900
|
59,9
|
4.505
|
40,6
|
280.000
|
41,5
|
2.450.000
|
12
|
8.345
|
Calabria
|
6496
|
43,1
|
576.589
|
27,9
|
3.950
|
6,3
|
220.000
|
5,1
|
5.500.000
|
15
|
11.000
|
Sicilia
|
11.304
|
44,0
|
839.572
|
16,5
|
3.100
|
4,1
|
170.000
|
1,6
|
7.500.000
|
7
|
3.200
|
Sardegna
|
5765
|
23,9
|
170.491
|
10,3
|
2.660
|
3,6
|
140.000
|
2,2
|
600.000
|
1
|
700
|
ITALIA
|
124.106
|
41,2
|
8.42
1.956
|
14,6
|
429.831
|
23,8
|
44.106.774
|
20,2
|
208.098.480
|
2.256
|
2.101.189
|
Superficie
(solo la parte montana); 2Percentuale rispetto al totale regionale;
3Popolazione (solo la parte montana, 1998); 4Letti alberghieri (solo la
parte montana); 5Presenze alberghiere (solo la parte montana, 1999-2000);
6Presenze extra-alberghiere (solo la parte montana, stima); 7Numero degli
impianti di risalita (1999-2000); 8Portata oraria degli impianti di
risalita.
BRITISH
AIRWAYS UTILIZZERÀ IL DATA WAREHOUSE TERADATA PER SUPPORTARE LA STRATEGIA
WEB E GESTIRE INGENTI VOLUMI DI DATI IN COSTANTE CRESCITA
Milano, 25 febbraio 2002 - British Airways ha scelto Teradata per
consolidare tutti I suoi dati, sia quelli commerciali che quelli relativi ai
propri clienti su un unico enterprise data warehouse. Grazie alle soluzioni
Teradata, la compagnia aerea potrà disporre di un'unica fonte di dati, in
grado di aiutarla a supportare le attività decisionali che impattano sul
business, attraverso una completa conoscenza delle interazioni con i propri
clienti, legate all'acquisto e alla fornitura di servizi. British Airways ha
deciso di adottare la piattaforma Teradata, spinta dalla necessità di avere
una visione univoca di tutte le transazioni effettuate dai propri clienti.
L'azienda ha infatti valutato che questa soluzione porterà notevoli
vantaggi migliorando il servizio clienti, incrementando i ricavi, riducendo
i costi e contribuendo ad un veloce ritorno dell'investimento. British
Airways sarà così in grado di ideare e realizzare iniziative di marketing
di maggiore impatto. In precedenza, la compagnia aerea gestiva separatamente
i dati commerciali e le informazioni relative ai propri clienti su numerosi
e distinti database, forniti da Teradata, Oracle e Ibm. L'elevata scalabilità
del data warehouse Teradata è stata un fattore determinante nella scelta
compiuta da British Airways, che cercava una soluzione in grado di trattare
l'elevato volume di dati, in continua e costante crescita, che ogni anno
aumenta del 50%. "Per offrire ai nostri clienti i servizi e i prodotti
che desiderano - ha dichiarato Rob Thorne, Responsabile del Customer
Information di British Airways commentando la scelta di Teradata - è
fondamentale disporre di una visione unica e uniforme delle loro transazioni
e di ciascun prodotto che hanno acquistato. Questa esigenza ci ha spinto a
scegliere un unico enterprise data warehouse che ben si integra con il
nostro progetto 'Ocean Wave', che ci ha permesso di consolidare I dati dei
clienti in un unico record. La tecnologia Teradata è strategica per il
nostro lavoro poiché dispone della scalabilità necessaria per gestire I
crescenti volumi di dati richiesti dalla nostra vision del business".
In base all'accordo, il team dei professional services Teradata supporterà
British Airways nella fase di implementazione del data warehouse. La sua
consolidata esperienza aiuterà la compagnia aerea a massimizzare l'utilizzo
di Teradata. La piattaforma Teradata viene già utilizzata da sei compagnie
aeree leader nel mondo, come Qantas e American Airlines - partner di British
Airways nella alleanza oneworld. Ncr Teradata ha ottenuto un riconoscimento
dall'Institute of Transport Management (Itm) per l'eccezionale contributo
fornito agli standard IT nel settore Travel and Transportation. "La
decisione di British Airways di consolidare tutte le informazioni dei propri
clienti su un'unica piattaforma di data warehouse - ha aggiunto Dan
Harrington, Vicepresident Teradata per il Nord Europa - aiuterà la
compagnia aerea a sostenere la crescita del business. La scalabilità e le
prestazioni senza precedenti della piattaforma Teradata, unite alla
consolidata reputazione dell'azienda nel settore transportation, sono state
un fattore chiave nella scelta operata da British Airways che aveva la
necessità di supportare la propria vision di business per i prossimi dieci
anni". Recentemente Teradata ha annunciato il programma Data Mart
Consolidation, sviluppato per dimostrare la convenienza e il risparmio
derivante dal consolidamento dei data mart aziendali in un unico Enterprise
Data Warehouse . Nel programma Data Mart Consolidation sono stati inclusi
anche servizi di valutazione e strumenti di migrazione, training per il
cliente e modelli di impatto aziendale (Business Impact Model) che
consentono di calcolare il rendimento dell'investimento (Roi).
DOMENICO
BOSATELLI. VICE-PRESIDENTE ANIE, È STATO ELETTO PRESIDENTE DI PROSIEL -
ASSOCIAZIONE CHE SI PREFIGGE DI PROMUOVERE LA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI
ELETTRICI INSTALLATI NEL NOSTRO PAESE.
Milano, 25 febbraio 2002 - Oltre alla nomina del presidente il Consiglio
Direttivo di Prosiel è quindi formato da: Cav. Lav. Domenico Bosatelli -
Presidente; Ing. Alberto Perego - Vicepresidente (Direttore Progetto
Contatore Elettronico Enel); Ing. Ugo Tramutoli (Incaricato per la sicurezza
e i'ass. tecnica di Enel Distribuzione); Dott. Roberto Taranto (Direttore
Generale Anie); Ing. Giorgio Scanavacca (Presidente Imq); Dott. Bruno Pavesi
(Presidente Intel); Ing. Antonio Alberici (Direttore Generale Cei); Dott.
Luigi D'Alò (Direttore Generale Fngdme); Dott. Vincenzo Dona (Presidente
Unc) L'adesione dei vertici di questi prestigiosi Enti a Prosiel testimonia
la volontà di dare vita ad un organismo autorevole, finalizzato a
promuovere e coordinare lo sviluppo e la sicurezza degli impianti elettrici,
elettronici e telematici, con l'adozione delle nuove tecnologie e il
conseguimento dei risparmio energetico. Il Consiglio Direttivo ha quindi
individuato gli obiettivi e le strategie, definendo una serie di attività
prioritarie da realizzare: i rapporti istituzionali per l'ampliamento della
base associativa di Prosiel, con il coinvolgimento di altri Enti
rappresentanti tutte le categorie professionali della filiera e con í
Misten, affinché siano sensibili agli interessi dei comparto; le proposte
di aggiornamento delle leggi vigenti (L. 46190) e l'introduzione di
agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni impiantisfiche, richiedendo Ie
modalità per la certificazione degli impianti, l'identificazione dei
criteri di verifica -- in funzione dell'adozione delle nuove tecnologie
domotiche - e le eventuali sanzioni per gli impianti che non risultassero a
norma; l'analisi delle esigenze economiche e di marketing, con l'obiettivo
di Creare dei collegamenti nell'ambito della catena dei valore, finalizzati
a conseguire economie di scala e maggiore efficienza nel processo logistico;
oltre alle guide già in corso, integrazione della comunicazíone delle
molte attività che verranno coordinate da Prosiel, definendo gli strumenti
da adottare - quali le pubblicazioni, i convegni e i mezzi multimediali -
che si integrano con la forfnaz1one ed# traíkffig degli operatori dei
settore, volti a valorizzarne la professionalità. Per ognuna di queste
attività il Consiglio Direttivo ha quindi costituito un Cornítato composto
da specialisti, che hanno l'incarico di definire un piano di interventi
oggetto di uno studio di fattibilità.
FRANCESCO
NAVA NOMINATO MANAGING DIRECTOR EMEA DI GEAC SMARTENTERPRISE SOLUTION
Cernusco s/n, 25 febbraio ¹02 Francesco Nava, Amministratore Delegato di
Geac Italia, è stato nominato Managing Director Emea di Geac
SmartEnterprise Solution (Ses), la divisione di Geac Enterprise Solution che
comprende i prodotti SmartStream, Expert e Millennium. La divisione
comprende circa 600 clienti in Uk, Italia, Francia, Benelux, Spagna,
Portogallo, Svezia, Norvegia, Emirati Arabi e Sud Africa. ³Sono davvero
orgoglioso di aver ricevuto questo incarico. E¹ sicuramente una sfida, che
ho deciso di affrontare sapendo di poter contare sull¹aiuto di colleghi
preparati con i quali lavoro da anni. Ogni paese ha le sue particolarità di
mercato, e quindi sarà strategico tenerne conto pur facendo leva sulle
sinergie consentite da un notevole numero di clienti ² ha dichiarato
Francesco Nava. Francesco Nava è alla guida di Geac Italia dal 1998. Nato a
Brunico nel 1953, vive a Milano, si è laureato in ingegneria elettronica
presso il Politecnico di Milano e svolge attività nel campo informatico dal
1978. Ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità nella conduzione di
progetti e nella gestione di servizi presso importanti aziende italiane.
Opera dell¹ambito dei prodotti SmartEnterprise Solution dal 1985.
FISCO:
CONFAGRICOLTURA SODDISFATTA PER CREDITO DI IMPOSTA PER I NUOVI INVESTIMENTI
Milano, 25 febbraio 2002 - La Confagricoltura esprime soddisfazione per
l'avvio delle procedure di attuazione della normativa sul credito d'imposta
per i nuovi investimenti. E' un risultato sollecitato dall'Organizzazione
degli imprenditori agricoli a cui ha corrisposto l'impegno dei ministri
dell'Economia e delle Politiche agricole per l'applicazione, anche al
settore primario, delle disposizioni per gli incentivi agli investimenti.
Per la concreta applicazione delle misure, Confagricoltura confida ora in un
sollecito parere positivo sulle misure da parte degli organismi
comunitari.
OLTRE
4000 VISITATORI PER IL SUCCESSO DI ORIENTAFINANZA AFFOLLATISSIMI I CONVEGNI
Milano, 25 febbraio 2002 - Con un bilancio di 4027 visitatori si è conclusa
oggi a RiminiFiera OrientaFinanza 2002, seconda edizione del Salone dei
servizi finanziari per i risparmiatori e le piccole e medie imprese. "OrientaFinanza
è sicuramente l'evento più importante del settore", ha ricordato del
resto il viceministro delle finanze Giuseppe Vegas, intervenendo
all'inaugurazione, "Una manifestazione coraggiosa che si propone di
presentare agli investitori i prodotti finanziari più innovativi e
convenienti". A dispetto della crisi che da molti mesi penalizza
l'economia mondiale e i mercati finanziari, la manifestazione ha come evento
di riferimento nazion ale per le specifiche tematiche trattata, registrando
un successo evidente in particolare con gli affollatissimi convegni
organizzati in collaborazione con il Sole 24 Ore e con la Regione Emilia
Romagna Gli oltre 40 espositori (istituti di credito, banche d'affari,
compagnie di assicurazione, Sim) sono peraltro tra quelli che hanno retto
meglio all'impatto della crisi proprio in virtù della qualità dei
rispettivi prodotti e dell'innovazione dell'offerta. La partecipazione è
stata comunque leggermente inferiore rispetto ai 50 espositori del 2001, un
dato ampiamente previsto dalle congiunture sopra ricordate. La straordinaria
affluenza ai convegni ha dimostrato in ogni caso, al di là di ogni
possibile dubbio, l'interesse degli operatori e del grande pubblico.
Rilevanti, per inciso, lae presenze provenienti dalle regioni del sud.
Previdenza integrativa, legge Tremonti bis, trading on line, rapporti tra
investitori e società, borsa, mercato immobiliare, sostegno alle imprese.
Ecco i temi che più hanno calamitato l'attenzione dei risparmiatori e degli
imprenditori. Orientafinanza ha dedicato al mercato immobiliare, da alcuni
anni tornato assai attivo, un'ampia e qualificata convegnistica alla quale
hanno dato contributi decisivi Fimaa (la Federazione degli agenti
immobiliari) e l'istituto di ricerche economiche Nomisma. Di grande
interesse lo stesso convegno curato dalla Regione Emilia Romagna sulle
poltiche di sostegno allo sviluppo delle piccole e medie imprese. Tra i
protagonisti, l'assessore alle attività produttive Duccio Campagnoli che ha
annunciato, tra l'altro, l'operatività dell'accordo con i tre Confidi
regionali che mette a dispozione delle imprese 21 miliardi in tre anni come
incentivi all'export e alle partnership internazionali.
EMILIA
ROMAGNA, PRONTI 21 MILIARDI PER LE PMI OPERATIVO L'ACCORDO REGIONE-CONFIDI
Milano, 25 febbraio 2002 - Sostegno finanziario alle piccole e medie imprese
che vogliono esportare e a quelle che intendono internazionalizzarsi. Si
perfezionerà a marzo l'accordo tra Regione Emilia Romagna e Confidi, il
consorzio regionale che opera a favore delle Pmi. Il budget stanziato per
l'operazione è di 4,5 milioni di euro (9,5 miliardi di lire) destinato nel
triennio a salire a 10,5 milioni di euro (21 miliardi di lire). Nella
giornata conclusiva di Orientafinanza, ne hanno dato notizia oggi a
RiminiFiera l'assessore alle attività produttive della Regione Emilia
Romagna, Duccio Campagnoli, e Glauco Cavassini, consigliere delegato di
Artigiancredit, il consorzio regionale Fidi per l'artigianato e le Pmi
promosso da Cna e Confartigianato. "Si tratta di uno dei provvedimenti
del nostro programma triennale di sostegno agli investimenti delle piccole e
medie imprese", ha spiegato Campagnoli, "La sua novità strategica
sta nel fatto di aver stretto un rapporto tra Regione e Confidi che ha come
obiettivo una politica industriale condivisa". "Tre", ha
aggiunto Cavassini, "gli interventi previsti dal programma. Due sono già
attivi e riguardano gli incentivi alle imprese nascenti e il consolidamento
delle esposizioni finanziarie da breve a medio termine. Il terzo, ovvero il
sostegno all'internazionalizzazione, ha subito ritardi per problemi
burocratici, ma sarà avviato alla fine di marzo". Le imprese
esportatrici che hanno bisogno di garanzie sui crediti, ha aggiunto
Cavassini, potranno ricevere una copertura finanziaria pari al 60-70% del
fabbisogno. Interverrà per il 50% la Sace (società pubblica che assicura
crediti all'export). Al resto, 10 o 20%, ci penserà Confidi. Previsti anche
finanziamenti per le Pmi decise ad aprire filiali o ad accendere partnership
in Paesi extracomunitarii. Il procedimento è identico: il 50% sarà erogato
da Simest (società pubblica per il sostegno degli investimenti all'estero),
il 10 o 20% da Confidi. "Ci auguriamo ottimi risultati", ha
commentato Cavassini, "Il passato ci incoraggia: nel 2001 abbiamo
fornito garanzie per 4.560 milioni di euro, circa 900 miliardi di lire che
corrispondono a un volume di investimenti pari a 2200 miliardi. Abbiamo
ricevuto circa 12 mila richieste da artigiani e piccoli e medi
imprenditori".
PER
VENDERE LE CASE UN SUPERNETWORK ITALIANO IL PRESIDENTE DEGLI AGENTI
IMMOBILIARI ANNUNCIA IL PROGETTO. PAROLA D'ORDINE: NO ALLA CONCORRENZA, SÌ
ALLA COLLABORAZIONE
Milano, 25 febbraio 2002 - Un network nazionale di agenzie immobiliari che
invece di farsi la guerra si passano i clienti e si dividono i guadagni. E'
il progetto al quale sta lavorando Alberto Pizzirani, presidente della Fimaa,
la Federazione italiana degli agenti immobiliari. Ne ha dato notizia oggi lo
stesso Pizzirani nel corso del convegno organizzato dalla Fimaa nel quadro
di OrientaFinanza 2002, la rassegna dei servizi finanziari e delle
tecnologie per l'investitore privato in programma a RiminiFiera fino a
domani. Qual è l'obiettivo del progetto? "L'obiettivo è quello di
assicurare al settore un futuro, creando un sistema moderno in linea con
quanto già accade negli Stati Uniti e nei Paesi europei più avanzati. Un
sistema in cui la concorrenza sia sostituita da forme di cooperazione. Non
potremo che ricavarne vantaggi". Ma il mercato italiano è assai
diverso da quello americano. "Certo. Basti pensare che in Italia, l'80%
delle famiglie vive in una casa di proprietà. Dunque il nostro cliente-tipo
non ha fretta di comprare, perché non desidera un semplice tetto, bensì va
in cerca della qualità. Se l'agenzia non ha la possibilità di
accontentarlo, può comunque indirizzarlo a un collega del network.
L'importante è non mandarlo via deluso". Il network è solo un'idea o
ha già basi per potersi sviluppare? "Al momento ne esistono piccoli
nuclei potenziali nelle città maggiori (Milano, Roma, Torino, Bologna). Ma
siamo ancora a livelli marginali, manca una mentalità adeguata. Al
contrario, si stanno muovendo le multinazionali del settore: la Remax, come
noto, opera con questo sistema in tutto il mondo e sta ora cercando di
mettere piede anche in Italia. Il rischio, se non ci spicciamo, è che
faccia man bassa del mercato.". In attesa del network, gli affari vanno
bene. Un anno gli investimenti immobiliari hanno fatto boom. E nel 2002?
"Direi che stanno andando addirittura meglio. A ottobre non ci avrei
giurato. Eravamo tutti molto in ansia per l'arrivo dell'euro. Oggi posso
affermare con certezza che il mercato sta procedendo molto bene".
Merito di che cosa? "Sembra strano, ma è proprio merito dell'euro.
Contrariamente alle attese, l'impatto psicologico è stato positivo e
spiazzante. Al punto che la gente ha l'impressione di spendere meno. Ne'
bisogna dimenticare che la Borsa continua a dare magre soddisfazioni. Ecco
quindi che si torna a rifugiarsi nel vecchio mattone. Una tendenza
internazionale".
SETTE
MILA MILIARDI NEL SALVADANAIO DEI RAGAZZI ITALIANI LO ANNUNCIA UNA RICERCA
NETS SUI RISPARMI DEI GIOVANISSIMI
Milano, 25 febbraio 2002 - I ragazzi italiani hanno nel salvadanaio almeno 7
mila miliardi di lire, pari a 3,6 miliardi di €. Lo ha accertato una
ricerca condotta dalla NetS di Bologna su un campione 1.000 giovani e
giovanissimi compresi nella fascia di età tra gli 8 e i 19 anni,
rappresentativi di un universo di oltre 7 milioni di individui. Presentata
oggi a OrientaFinanza, il Salone dei servizi finanziari in corso a
RiminiFiera fino a domani, la ricerca è stata effettuata nell'arco di tre
mesi (novembre 2001 - gennaio 2002) con il metodo del contatto diretto
rispettando le proiezioni demografiche Istat relative alla popolazione
compresa tra gli 8 e i 19 anni: il 33% nella fascia tra gli 8 e 11 anni
(pari a 2.287.815 individui); il 32% fra 12 e 15 anni (2.282.037), il 35%
fino a 19 anni (2.455.992). Per le prime due fasce di età sono state
intervistate le famiglie (in totale 650), per la terza direttamente i
ragazzi. "Siamo di fronte a una popolazione di risparmiatori che gli
istituti finanziari trascurano", commenta Giorgio Savorani, direttore
di NetS, "Due le conseguenze: 1) il mondo della finanza perde
l'occasione di promuoversi presso un bacino enorme di clienti potenziali; 2)
i nostri ragazzi non imparano a gestire al meglio il proprio danaro, che non
è solo qualcosa da spendere". Il questionario per l'inchiesta è stato
suddiviso in cinque scaglioni: nessun risparmio, da 1 € a 250, da 251 €
a 500, da 501 € a 2500, oltre 2500 €. Nel calcolo è stato poi
considerato il valore mediano della fascia di appartenenza. Per quella oltre
i 2500 € è stato invece conteggiato il valore minimo. La maggioranza del
campione (42%) si posiziona nello scaglione compreso tra 1 e 250 € per un
risparmio stimato di 369 milioni di €. Poco meno della metà dei ragazzi
italiani può cioè contare su un piccolo capitale di circa mezzo milione di
lire. Nello scaglione tra 251 e 500 € si raccoglie invece il 31% del
campione, pari a 817 milioni di €. Per quanto meno rappresentativi in
termini di popolazione, gli scaglioni successivi raccolgono la parte più
importante del risparmio: 13% tra 501 e 2.500 € (pari a 1,37 miliardi di
€); 6% oltre i 2.500 € (pari a 1,05 miliardi di €). Anche tra giovani
e giovanissimi la piramide della ricchezza ha evidentemente una base molto
larga. Ciò è ancora più evidente considerando che l'8% degli intervistati
(pari a un universo di 562 mila soggetti) dichiara di avere il salvadanaio
completamente vuoto.
VERSO
UNA RISTORAZIONE DI ALTA QUALITÀ
Milano, 25 febbraio 2002 - La ristorazione costituisce uno dei punti di
forza dell'attività agrituristica, momento strategico di valorizzazione dei
prodotti dell'azienda e del territorio, occasione di incontro cordiale e
rilassante degli ospiti con i "padroni di casa", richiesto
(trattamento di mezza pensione) dal 85% di coloro che frequentano le aziende
agrituristiche. Non sempre le leggi regionali che disciplinano l'agriturismo
sono capaci di guidare questa attività nella giusta direzione; non sempre
l'autonomia creativa dell'imprenditore interpreta questa opportunità nel
modo più coerente con le aspettative degli ospiti. Le parole d'ordine che
Agriturist lancia in questo campo sono sostanzialmente tre: territorio,
stagionalità, tradizione. Territorio, perché l'agriturismo è soprattutto
offerta dei prodotti dell'agricoltura locale, dell'azienda ospitante
innanzitutto, e delle aziende agricole della zona, in modo di far conoscere
ciò che la grande distribuzione e la grande ristorazione "mixano"
in una offerta standardizzata di grande quantità. Stagionalità, perché il
menu dell'agriturismo non deve essere elenco acritico di piatti senza epoca
e senza storia. Tutta la cultura gastronomica contadina è segnata dai
momenti dell'agricoltura, dalle epoche di raccolta, dal distribuirsi nel
tempo di alcune lavorazioni alimentari in funzione dei periodi di minore
impegno agricolo. La tavola dell'agriturismo deve essere capace di
fotografare tutto questo, restituendo agli ospiti la conoscenza dei periodi
in cui è disponibile il prodotto migliore (e a minor prezzo), e in cui si
coglie il piacere di ritrovare ciò che non si consuma dall'anno precedente.
Tradizione, non solo per la scelta di ricette tipiche della zona e appunto
legate alla cultura contadina, ma anche per la utilizzazione, nella
preparazione dei piatti, di "materie prime" tradizionali. Si
tratta in sostanza di eseguire le ricette adottando le varietà vegetali e
animali tipiche della zona, che in passato sono state abbandonate per
privilegiare obiettivi produttivistici e che oggi ritrovano valorizzazione
nel quadro di una ristorazione di alta qualità. Questi elementi di
caratterizzazione della ristorazione agrituristica si ritrovano tutti nel
disciplinare Agriturist per il riconoscimento dei Ristori Agrituristici
Conviali (R.A.C.), insieme ad un richiamo forte al contenimento dei posti
tavola (non più di 50), alla indicazione nel menu della provenienza dei
prodotti, ad una spiegazione sintetica (meglio se fatta personalmente dal
"padrone di casa") delle peculiarità di ogni ricetta,
all'allestimento tradizionale della sala di ristorazione. Una risposta
concreta anche alle polemiche che di tanto in tanto la ristorazione
convenzionale rivolge al mondo dell'agriturismo.
LO
SVILUPPO DEI MERCATO DEI SURGELATI E DELL'HOME SHOPPING: LA LEADERSHIP DI
BOFROST ITALIA
Milano, 25 febbraio 2002 - Bofrost e la sua filosofia commerciale vengono
creati in Germania nel 1966 dall'attuale Pres, dente della soc i età. E il
marchio bofrost nasce appunto dall' accostamento tra le iniziali dei suo
cognome e il vocabolo tedesco "frost", che significa gelo. Il
Gruppo bofrost inizia la sua attività nella regione della Bassa Renania
nella seconda metà dei mitici anni '60. La distribuzione porta a porta
riguarda Inizialmente il caffè e I gelati, solo successivamente viene
ampliata anche al surgelati. Oggi bofrost detiene il 64% dei mercato dei
surgelati in Germania. Una formula così vincente non poteva però fermarsi
solo nel Paese d'origine. Dopo la Germania, nel corso degli anni, il
surgelato a domicilio raccoglie consensi e successo anche negli altri Paesi
europei. bofrost è presente anche in Austria, Belgio, Lussemburgo, Olanda,
Spagna e Svizzera. Il Gruppo conta su un fatturato complessivo di quasi 930
milioni di euro e si avvale di circa 8.000 collaboratori. In Italia bofrost
arriva grazie all'intuito commerciale di una famiglia di imprenditori
friulana. Cominciata la loro attività nel mercato dei gelati proprio in
Germania, il successo li consacra interlocutori indispensabili della bofrost
Europa per penetrare Il mercato italiano e per sviluppare il progetto, uno
dopo l'altro, anche in Grecia, Siovenia, Croazia, anticipando le tendenze
sociali e le aspettative dei consumatori. il mercato italiano dimostra
infatti negli ultimi 15 anni un progresso davvero consistente nel settore
dei surgelati, arrivando a triplicarne i consumi. Anche il 2000 registra una
buona performance rispetto all'anno precedente, con un trend più che
positivo per i consumi dei prodotti già preparati e ricettati (verdure
elaborate) e dei primi piatti (già pronti e porzionabili). I nuovi stili di
vita richiedono nuovi approcci ai consumi, nel segno della praticità, della
velocità e della semplificazione: la tendenza in atto consiste nel passare
al concetto di "Iprodotto-i ngred lente" a quello di "prodottosoluzione".
La chiave di lettura dei successo dei surgelati èquind' l'alto contenuto di
servizio abbinata alla elevata qualità globale raggiunta dalle offerte, e
non solo per la maggiore diffusione dei congelatori domestici: il
miglioramento dei gusto, la diminuzione dei tempo di rinvenimento, la
porzionabilità e la dosabilità delle specialità gastronomiche surgelate
Incontrano i favori dei consumatore moderno, attento alle componenti di
tradizione e genuinità, ma al tempo stesso aperto all'innovazione e alla
differenziazione. Parallelamente allo sviluppo dei mercato dei surgelati,
negli ultimi anni si afferma la forte crescita dei settore delle vendite
door to door: è nel rapporto diretto e personale tra venditore e cliente,
basato sulla conoscenza, sulla fiducia e sul contatto costante, il vero
punto di forza dei settore ed il fattore trainante dei suo recente sviluppo.
Così, nelle vendite door to door, il settore alimentare ha segnato l'anno
scorso un incremento importante rispetto all'anno precedente, anche grazie
al surgelati. Per raggiungere e consolidare simili risultati, lo sviluppo in
Italia dell'Azienda è stato graduale ma impetuoso. Nel 1987 bofrost contava
su 27 dipendenti, 2 filiali e 15 automezzi: queste le forze messe in campo
per raggiungere il primo fatturato di 1 miliardo di lire. Oggi i dipendenti
sono oltre 1.900, le Filiali sono 60, Il parco automezzi ha raggiunto quota
1.200 veicoli e le famiglie servite da bofrost sono ben 1.200.000. Il
territorio che fruisce dei servizio a domicilio bofrost comprende anche le
grandi città, dove la clientela è sempre più impegnata nei quotidiani
problemi di spostamento e di parcheggio, quindi con poco tempo da dedicare
agli acquisti. Sono così cresciuti in maniera esponenziale i clienti che
scelgono le famose specialità bofrost, dal famosi gelati, golosa merenda e
dessert d'eccezione, alle sfiziose pizze, piene di sapore e fragranza, dalle
verdure di tutte le stagioni, già preparate per essere scongelate e
assaporate, ai primi piatti, in comode ricette subito pronte e in confezioni
porzionabili, dal pesce, delicato e raffinato, già lavato, pulito e
deliscato, alle varietà di carni selezionate rosse e bianche, e, per finire
in bellezza, la soffice e deliziosa pasticceria bofrost. Tutti prodotti di
elevata qualità, consegnati direttamente a casa senza alcuna fatica e
perdite di tempo per Il cliente. Questo è possibile grazie
all'organizzazione bofrost e alla dinamicità e flessibilità dell'azienda.
Per mantenere la fiducia e la preferenza della propria clientela, l'Azienda
punta da sempre sulla maniacale ricerca della qualità, una qualità di
gusto e di sostanza, e sull'ulteriore incremento della professionalità
delle risorse umane, nonchè sull'ottimizzazione dei servizio. Sono questi i
punti di forza che bofrost intende sviluppare per affrontare con successo i
nuovi anni, per i quali è previsto un raddoppio dei consumi di alimenti
surgelati.
SMI
(SISTEMA MODA ITALIA) : NEL NUOVO LICEO TECNOLOGICO SERVE L'INDIRIZZO
TESSILE
Milano, 25 febbraio, 2002 - La scuola italiana va riformata: lo richiede la
classe imprenditoriale, auspicando una scuola che prepari meglio al mondo
del lavoro. Nell'ottica di questo rinnovamento Sistema Moda Italia evidenzia
la necessità che il nuovo Liceo Tecnologico, previsto dalla riforma Moratti,
annoveri la presenza di un indirizzo tessile/area moda, che si sommi a
quelli già esistenti. Servirebbe a predisporre figure professionali che
uniscano ad approfondite competenze tecniche una solida preparazione di
base, che comprenda elementi di cultura umanistica. La riforma prevede
invece un indirizzo tessile solo all'interno della scuola professionale. Il
primo settore produttivo del nostro Paese nel mondo richiede un
riconoscimento di questo genere. Il tessile-abbigliamento raggruppa infatti
81.450 aziende con 695mila occupati e un fatturato export di 27 miliardi di
euro all'anno. Il valore aggiunto del comparto è a 22 miliardi di euro,
pari al 10% del totale Italia. E la crescita è costante, così come la
ricerca di personale qualificato. Da tempo Smi ha intrapreso, su
suggerimento degli imprenditori, un'azione di sensibilizzazione degli
studenti delle scuole medie inferiori alla scelta degli attuali istituti
tecnico-industriali tessili. Il settore necessita di persone in possesso di
un know how e di una preparazione ad alto livello, qualificata e
culturalmente aperta. Da non trascurare anche la funzione di orientamento
che una scelta simile può costituire per l'istruzione universitaria di area
tessile-moda, una realtà già molto forte in distretti tessili come Como,
Bergamo, Biella e Prato. "Le nostre aziende hanno necessità di
professionalità a vari livelli, e in modo complementare -dice il presidente
della Commissione Formazione di Sistema Moda Italia, Vittorio Donati. -
Accanto a professionalità di natura tecnico-operativa, che derivano da una
formazione professionale, servono professionalità più complesse, dotate di
una base culturale generale più elevata, idonea a costituire i quadri
direttivi nelle aree del prodotto, della tecnologia, dell'organizzazione e
del marketing. Queste figure devono avere una connotazione scolastica di
base di livello medio-superiore, e in molti casi anche universitario o
parauniversitario". Secondo Vittorio Giulini, presidente di Sistema
Moda Italia, "dobbiamo avere bacini di formazione differenziati, perché
le esigenze delle aziende sono sempre più articolate e molti ruoli sono
sempre più complessi. Insomma, una formazione di tipo professionale
coprirebbe uno zoccolo di base di fabbisogni, ma non esaurirebbe la globalità
delle aspettative presso l'area del middle management".
VOLA
IL FATTURATO DI CESARE RAGAZZI L'AZIENDA BOLOGNESE, PRONTA A TRASFORMARSI IN
SPA, APPRODA ORA ANCHE IN SPAGNA E IN FRANCIA
Bologna, 25 febbraio 2002 - La Cesare Ragazzi Company sta compiendo il
percorso che la porterà a trasformarsi in Spa tra fine marzo e maggio 2002.
La decisione è determinata dal costante e progressivo aumento del volume
d'affari: per il 2002 è infatti previsto un fatturato di 46 milioni di euro
(+21% rispetto all'anno precedente). La crescita dell'azienda si può
tranquillamente definire esponenziale (equivalente ad un incremento del 215%
in 9 anni) ed è in linea, peraltro, con la sempre maggiore importanza, nei
consumi degli italiani, della voce "servizi di bellezza" (con 22
milioni di euro costituiscono il 3,5% del totale dei consumi). A ciò si
aggiunga che secondo autorevoli fonti (quali il Colipa, associazione europea
delle imprese del settore), il mercato è caratterizzato da una sempre più
massiccia presenza maschile. Alla crescita della Cesare Ragazzi Company in
termini economici e alla sua capillare presenza sul territorio italiano (nel
2002 verranno inaugurati cinque nuovi centri nella penisola), si accompagna
una continua espansione all'estero. Oltre ai 51 centri in Italia, ai 2
centri già affermati in Svizzera, nonché ai 4 punti di assistenza negli Usa,
la Cesare Ragazzi Company approderà presto in Spagna, a Palma di Maiorca e
a Barcellona. Di prossima apertura anche due centri in prestigiose sedi
europee, quali Montecarlo e Nizza.
INFLAZIONE:
PREOCCUPANTI I DATI ISTAT ALROCONSUMO: LA METÀ DEGLI ESERCIZI HA AUMENTATO
I LISTINI
Milano, 25 febbraio 2002 - Altroconsumo, associazione indipendente di
consumatori, ritiene negativi e preoccupanti i nuovi dati sull'aumento dei
prezzi resi noti dall'Istat. La variazione mensile, pari a + 0,5% (quasi
doppia rispetto al + 0,3% del febbraio dello scorso anno), sommata allo 0,5%
già registrato in gennaio, fa sì che il passaggio all'euro in soli 2 mesi
sia già costato un 1% d'inflazione. La variazione annua, pari a + 2,6%, è
più alta del + 2,4% registrato nel mese di gennaio. La tendenza all'aumento
dei prezzi è dunque netta. Le rilevazioni effettuate in 5 città e 156
esercizi commerciali dall'Osservatorio Euro di Altroconsumo (novembre
2001-gennaio 2002) fanno emergere dati ancora più preoccupanti. Il 47% dei
punti vendita ha ritoccato i propri listini al rialzo e solo il 13% è
invece intervenuta al ribasso. La media totale delle variazioni dei listini,
per l'insieme dei settori considerati, è pari al 2,1%. Tra i supermercati
ben il 40% dei punti vendita ha fatto registrare un aumento dei listini
superiore allo 0,4%. Il settore che ha fatto segnalare i maggiori aumenti è
quello dei parcheggi: +2,3% che si somma agli aumenti già segnalati di
autostrade, mezzi di trasporto pubblico e a quelli in arrivo dei treni.
Forti aumenti anche nelle attività di servizio: parrucchieri +2,1% e
lavanderie + 4%. Tra le lavanderie il 48% ha alzato i prezzi, contro il 70%
(!) dei parrucchieri. Per quanto riguarda il tempo libero, i cinema fanno
segnare un aumento del biglietto pari al 1,6%, raggiungendo picchi in alcune
sale di quasi il 10%. Ben il 30% delle sale ha aumentato i propri prezzi.
Per quanto riguarda i pubblici esercizi, Altroconsumo registra nei bar caffè
un rialzo medio dei listini che raggiunge il 2,0%, con aumenti nel 48% degli
esercizi. In conclusione, Altroconsumo ritiene che l'impegno alla stabilità
dei prezzi sia stato rispettato solo a metà. Il timore forte è che chi non
ha ancora modificato i prezzi finora lo possa fare in questi mesi producendo
quindi un ulteriore gradino nell'inflazione. Infatti Altroconsumo denuncia
che chi ha aumentato i prezzi l'ha fatto in misura molto elevata:
considerando solo i negozi che hanno modificato i loro prezzi, l'aumento
nell'insieme dei settori è stato dell'4,8%, con punte di 8,7% nelle
lavanderie, 6% nei cinema, 5,2% nei parcheggi, 4,4% nei bar. Per i dati
completi sugli aumenti dei prezzi per settore, si può consultare il sito www.altroconsumo.it
alla sezione "Osservatorio Euro".
TELEFONO,
MA QUANTO MI COSTI! CONTRATTI DI TELEFONIA: REDATTO IL PARERE DELLA CAMERA
DI COMMERCIO DI MILANO CON IL CONTRIBUTO DELL'AUTORITÀ GARANT
Milano, 25 febbraio 2002 - Fisso o mobile? Comunque sia, il contratto
telefonico va rivisto. Per il consumatore non c'è via di scampo: ci sono
ben 15 clausole inique nei contratti. E cambiando il gestore la situazione
non migliora. Ma oggi le compagnie telefoniche si dovranno adeguare. E
realizzare contratti più chiari e con caratteri più leggibili. Dovrà
essere indicato come foro competente quello in cui l'utente ha la propria
residenza. Bisognerà tutelare chi paga attraverso il conto corrente: deve
avere "potere di contrordine". La data ultima per i reclami verrà
calcolata dal giorno di ricezione della fattura e non di spedizione. Stop
alla clausola "tariffe di volta in volta in vigore". Per il
diritto di modificare tariffe e condizioni del contratto ci dovrà essere
maggiore chiarezza. Le rilevazioni del contatore potranno essere portate
come prova dal consumatore. Emerge dal parere redatto dalla Commissione
tecnica della Camera di Commercio, che dal giugno 2000 è impegnata
nell'analisi e nello studio dei contratti delle società di telefonia, fissa
e mobile, negoziati sul territorio milanese. Un lavoro portato avanti con il
contributo tecnico dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. La
Commissione tecnica ha interpellato i gestori operanti nella provincia di
Milano. Sono stati presi in considerazione solo i contratti base di
telefonia fissa e mobile; esclusi dall'analisi gli aspetti legati alle
tariffe, ai servizi internet e tutti i servizi accessori. "Dal 1999 la
Commissione tecnica - ha dichiarato Pier Andrea Chevallard, Segretario
Generale della Camera di Commercio di Milano - si occupa di valutare
l'eventuale presenza di clausole inique nei contratti relativi a servizi
necessari per la maggioranza dei consumatori. Esempi dei lavori svolti da
questa Commissione sono gli studi e le analisi dei contratti per
l'erogazione del gas, dell'energia elettrica e per le multiproprietà. Un
importante compito della Camera di commercio è proprio la regolazione del
mercato, per garantire la correttezza delle regole a vantaggio di imprese e
consumatori". Implicazioni per i gestori: Il parere è stato comunicato
ai gestori, che potranno quindi adeguare i contratti, modificando le
clausole ritenute vessatorie. Ma il mancato adeguamento ai nuovi parametri
previsti, potrebbe tradursi in azioni inibitorie da parte della Camera di
commercio. Le clausole vessatorie nei contratti telefonici: 1. In sede di
formazione del contratto il consumatore dovrebbe essere considerato come
soggetto destinatario di un'offerta al pubblico in base alla quale il
contratto si conclude nel momento dell'accettazione da parte dell'utente ma
la cui efficacia potrebbe essere differita al compimento del controllo, da
parte del gestore, della solvibilità del cliente. 2. Per quanto riguarda il
modulo di addebito in conto corrente il sistema di pagamento automatico
della fattura da parte della banca dovrebbe essere strutturato in modo da
tutelare maggiormente il "potere di contrordine" dell'utente. 3.
In merito all'obbligo di prestare cauzione la Commissione, pur non
giudicando vessatorie le clausole che dispongono la non corresponsione degli
interessi sui depositi cauzionali, riterrebbe opportuno che i gestori
ritrasferissero ai consumatori il beneficio finanziario netto ricavato
dall'aggregazione dei depositi cauzionali. 4. La Commissione raccomanda una
maggiore specificità per quanto riguarda il diritto di modifica delle
condizioni di contratto, delle tariffe e delle caratteristiche tecniche del
servizio. 5. In caso di contestazione della fattura l'utente dovrebbe dover
pagare non tutto l'importo della fattura ma solo le somme la cui debenza sia
incontestabile o molto probabile. 6. Il termine per il reclamo dovrebbe
decorrere dal giorno di ricezione della fattura e non dalla data di
emissione della stessa. 7. Sono vessatorie le clausole che dichiarino
applicabili al contratto le "tariffe di volta in volta in vigore";
non sono invece vessatorie le clausole di roaming internazionale che si
limitino ad assicurare all'utente l'accesso alle informazioni sui costi di
roaming di cui in quel momento il gestore risponda in ragione delle
convenzioni da lui stipulate. 8. Sono vessatorie le clausole in merito
all'efficacia probatoria delle rilevazioni del contatore poiché limitano la
facoltà del consumatore di opporre eccezioni o di allegare prove. 9. Il
gestore deve prevedere un termine di durata minima del contratto e
comunicarlo al consumatore. 10. Responsabilità del gestore: sono vessatorie
le clausole che stabiliscono l'ammontare dell'indennizzo senza fare salva la
risarcibilità del danno ulteriore. Sarebbe opportuno mantenere la
limitazione forfettaria del danno risarcibile facendo però salva la
possibilità di provare il maggior danno. 11. Responsabilità del
consumatore: è vessatoria la clausola che addossa al consumatore il rischio
dell'utilizzo abusivo dei servizi da parte di terzi non autorizzati; non
risulta essere, invece, vessatoria la clausola che addossa al consumatore il
rischio dell'uso dei servizi da parte di terzi non autorizzati
"mediante la carta Sim" o "effettuato dagli apparecchi in uso
al cliente". 12. Il gestore non potrà cedere il contratto in mancanza
di una garanzia della tutela dei diritti del consumatore. 13. E' vessatoria
la clausola che non considera quale foro competente quello in cui il
consumatore ha la propria residenza. 14. In caso di morosità dell'utente la
sospensione del servizio dovrà essere limitata all'utenza in mora. 15. Le
condizioni contrattuali dovranno essere redatte in modo chiaro e stampate in
caratteri leggibili.
CDA
RAI: PRIMI COMMENTI CAUTI MA FAVOREVOLI DEGLI UTENTI
Roma, 25 febbraio 2002 - Finalmente anche coloro che mantengono la Rai con
il canone e pagano lo stipendio sia ai consiglieri di amministrazione che ai
direttori di rete e conduttori televisivi hanno espresso la propria opinione
sulle recenti nomine del cda. A parlare per tutti è il segretario dell'
Associazione Utenti radiotelevisivi e Presidente del Codacons avv. Carlo
Rienzi, rappresentante della Cncu (Consulta consumatori ed utenti presso il
Ministero delle attività produttive) nel tavolo di confronto permanente Rai
consumatori voluto dal contratto di servizio. "Giudichiamoli dai fatti
e , per il momento, lasciamoli lavorare...alla RAI c'è da fare tanto per
aumentare la competitività con le reti private ma vendendo prodotti di
qualità e non deficienti, e poi c'è il grave problema del potere assoluto
di alcuni conduttori che usano le trasmissioni di servizio per propri fini
politici o privati". "Noi terremo il polso della situazione
quotidianamente con l'Osservatorio sulla qualità dei programmi Tv che
riceve oltre 700 telefonate al mese". Ecco cosa piace al Codacons del
nuovo cda: Rappresenta una lottizzazione politica evidente ma
"delicata", nel senso che non esiste in esso una maggioranza
precostituita anche grazie ad alcune figure più indipendenti dai due
schieramenti. Ha subito dichiarato di voler perseguire obiettivi di qualità
nel servizio pubblico (obiettivi che ovviamente non devono favorire la
concorrenza di Mediaset almeno fin tanto che non nasca un terzo polo). Ha in
animo di limitare la Tv deficiente e volgare basata solo su tette e culi
(che, dal sondaggio Codacons sul proprio sito, non sembrano poi così
indispensabili alla maggioranza dei telespettatori) Ecco cosa non piace al
Codacons del nuovo cda: Le dichiarazioni per cui a loro non interessano i
giudizi dei politici sul cda stesso (segno di pericolosa arroganza visto che
le loro nomine sono proprio il risultato degli accordi tra i politici) La
mancanza di qualsiasi accenno nei primi interventi ai bisogni degli utenti,
e ad essi come necessari interlocutori di qualsiasi riforma della Rai. La
mancanza di interventi sul problema della parità di accesso e di pluralismo
nelle trasmissioni di servizio e di informazione. In questo senso il primo
esposto sul loro tavolo sarà proprio un dossier sulla discriminazione
vietata da parte di alcuni conduttori boss della Tv di Stato. Da ultimo
l'Associazione invita il neo presidente in pectore Baldassarre , che ha
assistito come avvocato la banche dinanzi alla Corte Costituzionale per la
vicenda degli interessi usurari, a valutare attentamente l'incompatibilità,
prevista dall'art. 3 del Rdl 1578/33, tra la professione di avvocato (specie
se impegnato contro i cittadini e consumatori, che con il canone sono i veri
azionisti della Rai) e quella di amministratore di un concessionario di
servizio pubblico soggetto a vigilanza dello Stato. Si è tenuto intanto a
Catania un incontro tra il Codacons (rappresentato da Francesco Tanasi) e il
Segretario della Commissione di Vigilanza Rai Pippo Gianni. L'associazione
ha proposto un ruolo attivo degli utenti nelle scelte effettuate dalla rete
di Stato, e la proposta ha trovato il favore del Commissario Gianni.
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