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25 FEBBRAIO 2002

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GLI EURODEPUTATI ADOTTANO MISURE VOLTE A FAVORIRE L'INTRODUZIONE DEL BREVETTO COMUNITARIO
Bruxelles, 25 febbraio 2002 - Il 20 febbraio, la commissione giuridica del Parlamento europeo ha affrontato i tre settori che più d'ogni altro hanno ostacolato il cammino verso la creazione di un brevetto comunitario. Le proposte riguardanti il ruolo degli uffici nazionali dei brevetti, il sistema giudiziario in vigore e il regime linguistico dei brevetti sono state tutte adottate dalla commissione nell'ambito degli emendamenti alla proposta di regolamento relativo all'introduzione del brevetto comunitario. Secondo la relazione adottata dalla commissione e preparata dall'eurodeputata spagnola Ana Palacio Vallersundi, gli uffici nazionali dei brevetti dovrebbero mantenere un ruolo significativo. In particolare, ciò dovrebbe verificarsi nei settori della consulenza alle richieste di rilascio di brevetti e della trasmissione di tali richieste all'Ufficio europeo dei brevetti (Ueb). Il personale e le infrastrutture degli uffici nazionali costituiscono un bene prezioso, tuttavia sarà necessario stabilire e controllare i criteri di armonizzazione, al fine di garantire la qualità e l'uniformità nell'ambito del brevetto comunitario. Il controllo della qualità che vigila su tale procedura sarà posto sotto l'autorità della Commissione europea, in collaborazione con l'Ueb. Per quanto riguarda l'organizzazione giuridica, la commissione ha convenuto che il procedimento giudiziario relativo alle istanze di primo grado debba essere decentrato, garantendo ad un tempo la vicinanza agli utenti e la piena valorizzazione delle risorse esistenti. Infine, per ciò che concerne l'ordinamento linguistico, l'emendamento invita ad applicare la regolamentazione attualmente in vigore, approvata nel 1993 per disciplinare l'adozione di un marchio comunitario. Questa normativa stabilisce che le richieste vadano presentate in una delle lingue ufficiali dell'Unione europea, specificandone una seconda scelta fra inglese, francese, tedesco, spagnolo o italiano. Tale seconda lingua deve essere adottata per qualunque procedura di opposizione al rilascio di brevetti o riguardante la scadenza o l'invalidazione di questi ultimi. Nell'ambito di un'azione distinta, la Commissione europea ha presentato il 20 febbraio una proposta di direttiva che tutelerà i brevetti per le invenzioni realizzate con l'ausilio del computer. Secondo il commissario europeo per il Mercato interno, Frits Bolkestein, la proposta non presuppone alcun cambiamento riguardo a ciò che può essere o meno brevettato, bensì rappresenta un punto di rottura nei confronti dell'approccio statunitense teso a rilasciare brevetti esclusivamente per i software. 

BILANCIO 2001 DI UNICREDIT FACTORING UTILE NETTO 3,5 MIL EURO (+ 71% RISPETTO AL 2000)
Milano, 25 febbraio 2002 - Il Consiglio di Amministrazione di UniCredit Factoring ha approvato il Bilancio al 31 dicembre 2001 che è caratterizzato da una forte crescita dell'attività commerciale e della redditività, in un contesto di attenzione alla qualità dell'attivo. Nell'esercizio 2001 e' stato realizzato un turnover pari a 3.750 milioni di euro (+ 43% sull'anno precedente e migliore performance percentuale rispetto ai principali concorrenti), con netto miglioramento della quote di mercato fra le società di emanazione bancaria (da 3,8% a 5%). Grazie alla crescita del margine d'intermediazione (+21%) e delle commissioni nette (+32%) e con costi operativi sotto controllo (+7%), il margine di gestione ha evidenziato una crescita del 48%, attestandosi a 7,4 mil. di euro. L'utile netto, pari a 3,5 mil di euro, continua la sua crescita esponenziale (+71%) rispetto al trascorso esercizio, nonostante il maggior carico fiscale (+66% ). Il Roe pari all'11,2% e il Roca al 13% confermano ulteriormente il positivo trend della società. UniCredit Factoring ha inoltre sviluppato una forte capacita' di governo e di presidio dei rischi di credito accompagnando qualitativamente la crescita commerciale e l'incremento dei volumi gestiti: l'incidenza delle sofferenze lorde/nette sull'attivo a rischio risulta pari rispettivamente allo 0,6% e allo 0,2%, con generazione di nuove sofferenze nell'anno pari allo 0,29% del rischio globale. UniCredit Factoring, avvalendosi di un nuovo modello di servizio e nuovi prodotti per le imprese, è già impegnata a realizzare il piano industriale che prevede crescite analoghe al passato sia in termini commerciali che reddituali. 

UNICREDITO: RENDICONTO 2001 DEL FONDO IMMOBILIARE UNO
Milano, 25 febbraio 2002 - Il Consiglio di Amministrazione della società UniCredit Fondi Sgrpa ha approvato oggi il Rendiconto Annuale del Fondo Unicredito Immobiliare Uno. Alla data del 28 dicembre 2001 il portafoglio del Fondo è composto dai seguenti assets immobiliari: Complesso polifunzionale Via Boncompagni, 71h (Roma); Complesso direzionale Via PO 28, 32 - Via Tevere 1a (Roma), Complesso produttivo alta tecnologia a Stezzano (Bg); Residenze per anziani a Milano, Rezzato (Bs) e Volpiano (To). Il valore patrimoniale degli immobili, secondo la perizia dell'esperto indipendente al 30 giugno 2001 assomma a € 233.680.000 a fronte di un costo di acquisto maggiorato degli oneri connessi all'acquisizione di € 220.934.702. Il patrimonio complessivo netto del Fondo è di € 423.059.451: pertanto la percentuale investita in immobili è pari al 55,23% del patrimonio. Il valore unitario contabile della quota al 28 dicembre 2001 è di € 2.644,122. Viene resa nota la variazione rispetto al dicembre 2000 del valore contabile della quota da € 2.557,602 a € 2.644,122 . Inoltre il Fondo UniCredito Immobiliare Uno ha costituito in data 20/12/01 una società immobiliare denominata Stremmata S.p.A. con un capitale sociale pari a € 21.432.962 interamente versato. La Stremmata S.p.A. ha acquistato in data 27/12/01 da Il Sole 24 Ore un contratto di leasing costruendo, precedentemente ceduto da Banca Intesa BCI a Locat, al fine della costruzione di un complesso immobiliare in Via Monterosa a Milano. Tale importo non è ricompreso all'interno dell'ammontare del patrimonio immobiliare sopra riportato in quanto figura nel rendiconto tra le partecipazioni di controllo. Il Cda di Unicredit Fondi ha deliberato di distribuire ai partecipanti per l'esercizio 2001, nel corso del mese di marzo 2002, un provento pari a 62 € per quota a fronte dello stacco della cedola n°2. Roma, 22 febbraio 2002 

COMITATO EURO: SUL SITO LA DELIBERA SULLA PROROGA DEL CAMBIO DELLE LIRE
Roma, 25 febraio 2002 - Il Ministero dell'Economia e delle Finanze comunica che è disponibile sul sito www.tesoro.it la Delibera del Comitato Euro sulla proroga al 30 giugno 2002 del cambio gratuito delle lire presso gli sportelli bancari e postali. Nel documento il Comitato accoglie con favore la disponibilità evidenziata in tal senso dal sistema bancario e dalle Poste Italiane S.p.A. L'apprezzamento è motivato dal fatto che tale disponibilità eviterà disagi ai cittadini che altrimenti dopo il 28 febbraio, ove in possesso di lire, si sarebbero dovuti recare esclusivamente presso le filiali provinciali della Banca d'Italia, dove la conversione può essere fatta per altri 10 anni. Nella delibera il Comitato sottolinea altresì che la proroga da un lato non incide sulla tempistica stabilita per la conclusione del passaggio definitivo all'euro, dall'altro si allinea sia all'orientamento già espresso dal Comitato stesso nel gennaio 2001 sia a quanto già deciso in altri Paesi di eurolandia. 

EMISSIONE DI TITOLI DI STATO
Roma, 25 febbraio 2002 - L'ammontare delle tranches dei Cct e dei Btp che verranno offerti da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze nelle relative aste: - Certificati di Credito del Tesoro"settennali "1? .1.2002/1°.7.2009 sesta tranche:3.500 milioni di euro Buoni del Tesoro Poliennali "triennali" 1°.3.2002/1°.3.2005 prima tranche: 3.500 milioni di euro "decennali" 1? .8.2001/1? .2.2012 nona tranche: 2.500 milioni di euro. 

BANCA PROFILO: AUMENTO DI CAPITALE A PAGAMENTO A SERVIZIO DI UN PIANO DI STOCK OPTION RISERVATO A DIPENDENTI FRA LE PROPOSTE APPROVATE DAL CDA CHE SARANNO SOTTOPOSTE ALL'ASSEMBLEA DEI SOCI
Milano, 25 febbraio 2002 - Nell'ambito della politica aziendale avviata da Banca Profilo negli ultimi anni, che privilegia e favorisce la partecipazione diretta del management e del personale al progetto ed ai risultati economici della società, è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione di Banca Profilo, riunitosi oggi, una proposta di aumento a pagamento del capitale sociale per massimi Euro 5.200.000. L'aumento prevede l'emissione, anche in più tranches, di massime n. 10.000.000 nuove azioni ordinarie del valore nominale di euro 0,52 ciascuna, senza sovrapprezzo e con esclusione del diritto di opzione dei soci ai sensi dell'art. 2441, comma 8, cod. civ., e dell'art.134, 2° e 3° comma del D.lgs. 58/99, da riservare in sottoscrizione a dipendenti della banca e delle società controllate, alle condizioni previste dal relativo piano di stock option. Il CdA, ha inoltre convocato la prossima Assemblea ordinaria e straordinaria stabilendone l'ordine del giorno e ha conferito delega al Presidente del Consiglio di Amministrazione per l'esperimento delle formalità di convocazione con riguardo alla fissazione della data, del luogo e dell'ora di svolgimento dell'Assemblea in I° e II° convocazione. Tra le materie sottoposte all'Assemblea, oltre all'aumento di capitale, figura l'approvazione del bilancio d'esercizio chiuso al 31/12/2001.

 CASSA SAN GIACOMO APPROVATO IL PROGETTO DI BILANCIO 2001 UN ANNO DI SIGNIFICATIVA CRESCITA: UTILE NETTO A € 1.076.000, DIVIDENDO DI € 0,25
Milano, 25 febbraio 2002 - Il Consiglio di Amministrazione della Cassa San Giacomo nella seduta del 21 febbraio ha approvato il progetto di bilancio della Banca per l'esercizio 2001. L'andamento economico del trascorso esercizio risulta per la Cassa calatina tra quelli di significativa crescita: con l'utile netto a € 1.076.000 contro ai € 66.000 del 2000 e la distribuzione ai soci di un dividendo di 0,25 €. Analizzando i principali aggregati di Bilancio si profila il positivo andamento dei dati patrimoniali: la raccolta diretta pari a 184,8 milioni di euro è aumentata del 15,8% (159,6 milioni di euro al 31/12/2000). Con la raccolta indiretta stabile la raccolta globale cresce ancora del 10,5% fissandosi a 254,1 milioni di euro (230,0 milioni di euro al 31/12/2000). Positiva anche la crescita degli impieghi, che passano da 95,8 milioni di euro del 2000 ai 115,1 milioni di euro del 31/12/2001, registrando una crescita del 20,1%. L'indice di rischiosità scende dall'11,4% del 2000 al 9,5% del 31/12/2001. Il conto economico registra una crescita del 6,2% del margine di interesse che si fissa a 7,8 milioni di euro, il margine di intermediazione passa da 10,8 a 11,9 milioni di euro (+10,8%); i costi operativi fanno registrare un saldo di 10,0 milioni di euro (+8,2%), gli accantonamenti e le rettifiche di valore un saldo di 94,3 mila euro (-80,8%) che, con un apporto di componenti straordinarie per 289 mila euro, fissano l'utile lordo, prima delle imposte (299 mila euro), a 1.375 mila euro. Con una crescita rispetto al precedente esercizio di 1.010 mila euro, l'utile netto (66 mila euro 31/12/2000) registra un saldo di 1.076 mila euro. L'Assemblea della Banca, convocata per il prossimo 6 aprile, sarà chiamata a deliberare sull'approvazione del bilancio e la proposta di destinazione dell'utile che prevede un dividendo di 0,25 €, nonchè sul rinnovo delle cariche sociali. 

BANCA POPOLARE SANTA VENERA APPROVATO IL PROGETTO DI BILANCIO 2001 IN CRESCITA LA RACCOLTA (+ 8%) E GLI IMPIEGHI (+11,3%) IL DIVIDENDO AI SOCI SALE A 2,80 € (+ 8,4%) 
Acireale, 25 febbraio 2002. Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare Santa Venera, nella seduta odierna, ha approvato il progetto di bilancio della Banca per l'esercizio chiusosi il 31/12/2001. L'impegno dell'azienda per il trascorso esercizio può essere sintetizzato nella ulteriore crescita del risultato netto di gestione (+3,9%) e del dividendo (+8,4%). In merito ai principali aggregati di Bilancio si manifesta una crescita generalizzata dei dati patrimoniali: la raccolta diretta pari a 802,5 milioni di euro evidenzia un aumento su base annua di 47,5 milioni di euro con un incremento del 6,3% sul dicembre 2000. La raccolta indiretta è aumentata, raggiungendo un ammontare di 549,4 milioni di euro rispetto ai 496,5 milioni dello precedente esercizio con una crescita del 10,6%, e fissando la raccolta globale a 1.351,9 milioni di euro (1.251,5 milioni nel 2000) con un incremento dell 8,0%. Positivo anche l'andamento degli impieghi, pari a 528 milioni di euro, a fronte dei 474,3 del 2000, che registra una crescita del 11,3%. Il tasso di rischiosità espresso dal rapporto tra sofferenze nette e impieghi passa, con una significativa riduzione, all' 8,5% rispetto al 9,1% del precedente esercizio. Nonostante la discesa dei tassi d'interesse, accentuatasi nella seconda metà dell'anno, il margine d'interesse si è mantenuto pressoché stabile (-0,2% da 32,3 a 32,2 milioni di euro). Il margine di intermediazione registra un saldo in lieve flessione (-1,0% da 51,8 a 51,3 milioni di euro), dovuto in gran parte alla diminuzione dei ricavi da commissioni raccolta ordini, conseguenza della nota evoluzione negativa dei mercati. Con costi di gestione per 42,2 milioni di euro (+6,9% rispetto al 31/12/2000), accantonamenti e rettifiche di valore per 558 mila euro (-84,33% rispetto al 31/12/2000), a riprova della migliorata qualità del rischio di credito, e componenti straordinarie per 443 mila euro (- 68,7% rispetto al 31/12/2000), l'utile lordo si attesta a 6,5 milioni di euro (-20,3 rispetto al 31/12/2000). Detratte le imposte sui redditi e gli accantonamenti si produce un utile netto di 2,7 milioni euro, con un incremento rispetto a quello realizzato nell'esercizio precedente del 4,0%. L'Assemblea della Banca, convocata per il prossimo 5 aprile, sarà chiamata a deliberare sull'approvazione del bilancio e sulla proposta di destinazione dell'utile, che prevede un dividendo di € 2,80 per azione. 

INFRASTRUTTURE PER LE IMPRESE VIRTUALI
Vilamoura, 25 febbraio 2002 - Dal 1° al 3 maggio 2002 si terrà a Vilamoura (Portogallo) una conferenza sulle infrastrutture per le imprese virtuali denominata "Pro-Ve'02", finanziata in parte dal progetto "Thinkcreative" nell'ambito del programma IST del quinto programma quadro. La conferenza offrirà ai delegati l'opportunità di discutere gli ultimi sviluppi in termini di organizzazioni virtuali dinamiche, nuovi ecosistemi in campo economico, modelli di riferimento, creazione di modelli e raggruppamenti (cluster). Si occuperà inoltre di integrazione e condivisione delle informazioni, comunità virtuali, mobilità ed imprese virtuali, PMI ed ingegneria di imprese virtuali, infrastrutture a basso costo per imprese virtuali. Il progetto "Thinkcreative" intende fornire consulenza a livello europeo nel settore delle organizzazioni intelligenti ed emergenti per l'economia fondata sulla conoscenza e sulle competenze. L'obiettivo generale è quello di individuare e caratterizzare le forme organizzative emergenti, le infrastrutture necessarie, i modelli e gli strumenti applicativi, nonché le future esigenze socio-organizzative. Infolink:
http://www.uninova.pt/~prove

NIELSEN//NETRATINGS E COMMSTRATEGY ANNUNCIANO LA PRIMA USCITA DI DIGITAL FINANCE, LO STUDIO CONGIUNTO SUL MONDO DELLA FINANZA ONLINE
Milano, 25 febbraio 2002 - Nielsen//NetRatings, societa' leader nella misurazione del traffico Internet mondiale e CommStrategy, societa' di consulenza strategica nel settore dei nuovi media, hanno siglato un accordo per offrire le loro competenze congiunte al settore finanziario per il quale Internet rappresenta un medium indispensabile per lo sviluppo di strategie multicanale. Digital Finance nasce dall'interazione di due metodologie di ricerca complementari: il panel di rilevazione Nielsen//NetRatings relativo al traffico Internet (che monitora gli accessi al Web sia da casa sia da ufficio) e l'analisi di scenario di CommStrategy (che consente una mappatura costante della domanda e dell'offerta nei servizi finanziari). Secondo i dati rilasciati, cresce l'utilizzo qualificato dei servizi finanziari online mentre molti istituti bancari non riescono a soddisfare la sempre maggiore domanda di multicanalita' della clientela. Aumenta il numero degli italiani che utilizzano i servizi finanziari su Internet, anche se con differenze fondamentali tra e-banking e trading online. Gli italiani che in gennaio hanno avuto accesso alle pagine protette (https) dei servizi informativi e dispositivi di e-banking costituiscono all'incirca il 12% degli utenti internet generando oltre 52 milioni di pagine. L'analisi congiunta dei panel (casa/ufficio) evidenzia un utilizzo dei servizi finanziari online prevalentemente concentrato nelle ore in cui gli sportelli sono chiusi. Diverso invece il trend relativo al trading online: il numero di nuovi utenti cresce lentamente mentre piu' sensibile e' l'incremento dell'utilizzo del servizio da parte degli utenti unici. Il dato medio nasconde tuttavia una crescente polarizzazione: da un lato pochi heavy trader che si rivolgono a servizi specializzati in Italia e all'estero, dall'altro la grande massa degli investitori individuali che effettuano poche operazioni di compravendita titoli sul TOL della propria banca. Si delinea inoltre una chiara tendenza alla multibancarizzazione, fenomeno sempre piu' visibile anche online, dove si registra infatti un certo grado di sovrapposizione di traffico effettuato dai fruitori di servizi di e-banking e chi fa trading o gestisce conti di deposito online. In generale, internet ha trasformato gli atteggiamenti e i comportamenti dei risparmiatori italiani che dimostrano, anche tra chi non utilizza servizi finanziari online, una crescente propensione a servirsi di internet tanto come fonte di informazione sui temi del risparmio e della finanza quanto come strumento per orientarsi nella scelta dei prodotti e degli istituti con cui entrare in relazione. Da ottobre 2001 a gennaio 2002 gli accessi ai siti di informazione finanziaria sono aumentati del 15%. Oggi sono visitati infatti da piu' di 1 milione e 300 mila persone, il 10% dei navigatori italiani. Per quanto riguarda il settore dell'informazione finanziaria Il Sole 24 Ore rimane leader in termini di visitatori unici (oltre 910 mila a gennaio), anche se i siti editoriali sono comunque esposti ad un fenomeno di sostituzione tra fonti. E' infatti cresciuta la fruizione di contenuti che banche e sim offrono direttamente sul proprio sito. ''Siamo in grado di fornire una visione strategica dell'impatto che l'online ha nelle dinamiche di banking e trading e delle potenzialita' di sviluppo che questo canale puo' mettere a disposizione per l'evoluzione dei servizi finanziari'' commenta Salvatore Ippolito, Direttore Generale di Nielsen//NetRatings per il Sud Europa. ''L'integrazione tra i dati relativi al comportamento online e quelli relativi all'evoluzione del mercato dei servizi finanziari rappresenta uno strumento importante per definire le strategie multicanale e valutare la sostenibilita' delle iniziative online delle istituzioni finanziarie italiane'' commenta Paolo Barbesino, Partner di CommStrategy. 

WINTERTHUR SPERIMENTA LA "SCATOLA NERA" SUI VEICOLI IN FUTURO POSSIBILI RIDUZIONI DELLE TARIFFE RC AUTO
Milano, 25 febbraio 2002 - Winterthur Assicurazioni è la prima compagnia di assicurazioni in Italia a sperimentare sugli autoveicoli la "scatola nera", un dispositivo analogo a quello installato sugli aerei che permette di registrare direzione, velocità, accelerazione, frenata, uso delle luci etc. La "scatola nera", prodotta dalla società Kinzle, ha più o meno le dimensioni di un pacchetto di sigarette e viene installata all'interno del veicoli. Perfettamente sigillata, è dotata di sensori che acquisiscono impulsi, li memorizzano e possono poi essere scaricati e letti con un apposito software. In caso di incidente la registrazione dei dati è più accurata dando quindi la possibilità di ricostruirne con certezza la dinamica. In Italia Winterthur ha installato per ora la "scatola nera" su circa 300 veicoli appartenenti a flotte aziendali e intende monitorare la frequenza sinistri di tali mezzi nel corso dei prossimi mesi per verificare se e in che misura sia possibile applicare tariffe differenziate agli assicurati che in futuro volessero installare il dispositivo sulla loro vettura. Recenti analoghe sperimentazioni realizzate con le autovetture della polizia municipale di Berlino e Rotterdam, condotte con la collaborazione del dipartimento di Accident Reasearch del Gruppo Winterthur, hanno permesso di verificare che le autovetture equipaggiate con la "scatola nera" sono coinvolte in minor misura negli incidenti stradali (a Berlino è stata osservata una riduzione della frequenza sinistri di circa il 20% in un anno). Ciò soprattutto per l'"effetto deterrente" determinato dalla presenza a bordo della "scatola nera" che induce i guidatori ad essere più prudenti. Una minore frequenza degli incidenti si traduce in un risparmio nei costi di liquidazione dei sinistri e questo, potenzialmente, potrebbe dar luogo ad una riduzione delle tariffe di responsabilità civile. Collegata a sistemi elettronici di rilevamento dei dati (per esempio le ore di circolazione dell'auto in un mese) la "scatola nera" potrebbe permettere in futuro (e Winterthur sta lavorando anche in questa direzione) di arrivare a creare tariffe a tempo, quindi basate sull'uso effettivo dell'autoveicolo. La scatola nera ha un costo attuale di 250 € ai quali vanno aggiunti 150 € per l'installazione e la manutenzione. La fase sperimentale del progetto di Winterthur Assicurazioni durerà per tutto il 2002 e parte del 2003. Se si concluderà positivamente, è ipotizzabile che si possa giungere alla commercializzazione su larga scala della "scatola nera" nel 2004. 

ISVAP: NUOVE DISPOSIZIONI SULLE POLIZZE VITA UNIT LINKED
Milano, 25 febbraio 2002 - L'Isvap ha emanato, in data 21 febbraio u.s., la circolare 474/D con la quale detta nuove disposizioni sulle polizze vita unit linked, forme di risparmio con prestazioni collegate a quote di fondi interni assicurativi o a quote di Oicr esterni. Unitamente alle disposizioni di cui alla circolare 451/D del 24 luglio 2001 relativa alle polizze vita index linked, risulta così completata la revisione della normativa secondaria sulle polizze assicurative con rischio a carico dell'assicurato. Le disposizioni impartite rendono più ampia, chiara e trasparente l'informativa precontrattuale e le stesse condizioni di polizza. L'adozione di schemi tipo, con riferimento sia ai regolamenti dei fondi interni cui è collegata la prestazione, sia alle note informative ed ai rendiconti annuali di detti fondi, consentirà un'effettiva comparabilità dei prodotti offerti sul mercato, stimolando la competizione tra soggetti sul versante dell'abbattimento dei costi e sul rapporto di rischio/rendimento dei prodotti, favorendo lo sviluppo dell'efficienza nel settore, senza tuttavia pregiudicarne la stabilità. La previsione di un più approfondito giudizio delle società di revisione e le analitiche regole sugli investimenti e sulle connesse modalità di gestione incideranno poi sulla qualità del servizio offerto e, probabilmente, sulle prestazioni finali di polizza. La circolare prevede principalmente quanto segue: la distinzione delle polizze in due categorie, previdenziali e non previdenziali, in funzione delle diverse esigenze cui sono indirizzate; il regolamento del fondo interno, che costituisce parte integrante della polizza assicurativa, deve contenere almeno: la previsione degli obiettivi di investimento, le caratteristiche ed i criteri di scelta degli strumenti finanziari, con una chiara indicazione dei profili di rischio a carico del contraente, tutte le spese e le commissioni imputate al fondo, comprese quelle applicate dalla Società di gestione del risparmio, qualora nel fondo assicurativo siano inserite quote di Oicr esterni; la nota informativa, con una specifica sezione di avvertenze per il contraente sugli aspetti di rilievo del contratto, mira a dare una immediata percezione delle prestazioni fornite e degli effettivi profili di rischio sulla base della volatilità attesa (misura delle possibili oscillazioni di valore del capitale investito). Inoltre, il contraente deve essere informato in merito alla presenza o meno di garanzie rilasciate dalla compagnia ed all'eventualità che l'ammontare delle prestazioni sia inferiore ai premi versati. Dovranno altresì essere analiticamente esplicitati i costi del contratto, le spese, dirette ed indirette, gravanti sul fondo interno ed i proventi eventualmente riconosciuti dal gestore del fondo esterno ed attribuiti al fondo interno; regole sulla gestione degli investimenti, sia di tipo qualitativo che quantitativo, con l'introduzione di un livello minimo di rischio di credito su tutte le tipologie di attività e la previsione di adeguate procedure di controllo interno nel caso in cui la gestione sia affidata a soggetti terzi. La circolare entrerà in vigore il trentesimo giorno successivo alla sua emanazione. Il testo della circolare è disponibile sul sito
www.isvap.it

TCI E COMITATO ITALIANO 2002 AIM PRESENTANO IL PRIMO RAPPORTO REGIONALE SUL TURISMO DELLA MONTAGNA IN ITALIA ALTO ADIGE, TRENTINO E VALLE D'AOSTA SUL PODIO
Milano, 25 febbraio 2002. Turismo montano questo sconosciuto: nonostante con 8,5 mld euro contribuisca per quasi il 12% al fatturato turistico complessivo del nostro Paese, il turismo montano non era mai stato sottoposto a un'analisi rigorosa che andasse al di là delle statistiche ufficiali sulle presenze alberghiere, né si era mai studiato in modo rigoroso il movimento turistico nella montagna alpina e appenninica delimitandone precisamente l'ambito geografico. Questa lacuna è stata colmata, in occasione dell'Anno internazionale delle Montagne proclamato da Fao e Onu, grazie al "Rapporto sul turismo montano" elaborato dal Tci per conto del Comitato Italiano per il 2002 Anno Internazionale delle Montagne. 

"TURISMO E MONTAGNA: UN'ANALISI REGIONALE" SINTESI DEL RAPPORTO A CURA DI TOURING CLUB ITALIANO E COMITATO ITALIANO 2002 ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
Milano, 25 febbraio 2002 - Nel 1999 sono state registrate ufficialmente in Italia 308 milioni di presenze turistiche, delle quali 218 milioni in esercizi alberghieri e il resto in quelli complementari (campeggi, villaggi, ostelli, ecc.). Le località marine hanno attirato 106 milioni di presenze (pari al 34%), confermando una leadership consolidata mentre quelle montane, con 38,3 milioni di presenze, hanno inciso per il 12,4%. In realtà questi dati sottovalutano fortemente l'effettivo movimento registrato in Piemonte, in Liguria e nelle regioni dell'Italia centro-meridionale, sia per la mancanza di una definizione univoca di "località montana" sia perché gran parte delle presenze si registrano in strutture informali che sfuggono a ogni rilevamento (seconde case, affitti non registrati). Nelle statistiche ufficiali Istat alcune stazioni montane sono classificate tra i centri termali e moltissime altre, non godendo del riconoscimento di "località di interesse turistico", sono relegate nel mare magnum delle "altre località". Dunque la ricerca ha inteso in primo luogo delimitare la montagna alpina e appenninica e quindi studiarne il relativo movimento turistico. In base alla delimitazione adottata, le Alpi hanno una superficie di 46.900 kmq e una popolazione di 3.770.000 abitanti, gli Appennini - comprese le Isole - rispettivamente di 77.200 kmq e di 4.650.000 abitanti. Si è quindi valutato il movimento turistico delle località propriamente "montane" e quello delle località lacuali, termali e delle città d'arte "in quota" (Malcesine, Merano, ecc.) Il terzo passo è stato infine quello, molto problematico, di recuperare i dati disaggregati a livello comunale o quanto meno per gruppi di comuni fisicamente omogenei: i dati ufficiali su ricettività e presenze negli appartamenti sono infatti solo la punta di un iceberg. Per fornire un'immagine più realistica del turismo montano italiano, è stata quindi effettuata un'indagine capillare su ricettività e presenze alberghiere ed extra-alberghiere ufficiali per singoli comuni e APT o enti assimilati, provvedendo anche a stimare ricettività e presenze generate dal comparto ricettivo sommerso, legato alle seconde case e agli appartamenti in affitto. Si è così potuto rilevare che: nella montagna alpina, a fronte di 350.000 letti alberghieri, se ne contano 3.000.000 negli esercizi extra-alberghieri, in gran parte costituiti da seconde case e appartamenti in affitto; in quella appenninica - Isole comprese - rispettivamente 80.000 e 2.300.000. Le reali presenze extra-alberghiere nelle Alpi risultano essere oltre 120 milioni, a fronte di circa 38 milioni di presenze alberghiere. Negli Appennini - comprese le Isole - sono invece circa 85 milioni, contro meno di 6 milioni di presenze alberghiere. Dunque, l'enorme sproporzione esistente fra Alpi e Appennini in fatto di ricettività e presenze alberghiere si attenua alquanto nel comparto extra-alberghiero, per la massiccia presenza di seconde case in regioni come l'Emilia-Romagna, l'Abruzzo, la Toscana e il Lazio. Nel complesso delle strutture ricettive - formali e informali - le località montane registrano comunque oltre 250 milioni di presenze, a testimonianza del fatto che la montagna costituisce in realtà un elemento di attrazione turistica forte, certo inferiore al mare ma largamente superiore alle città d'arte, che dispongono di una ricettività extra-alberghiera limitata. In quasi tutte le regioni la maggior parte delle presenze si registra nel semestre estivo, mentre nelle grandi stazioni prevale quasi sempre quello invernale ed è in genere più consistente l'incidenza dei turisti stranieri. Da questa regola si discostano la Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e le sub-regioni montane della Valtellina e del Bellunese, in cui per la ridotta superficie territoriale aumenta il peso delle grandi stazioni, tutte a forte componente invernale. Dai dati sui flussi reali il fatturato diretto attuale del turismo montano è stimabile in circa 8,5 miliardi di euro (3,1 per il turismo montano estivo e 5,4 per quello invernale), pari all'11,8% del fatturato turistico complessivo (circa 72 miliardi di euro). I problemi del turismo montano possono essere sintetizzati in tre punti: la concorrenza di altre mete (montane e non); l'aumento della temperatura media combinato con la ricorrente scarsità di neve; un appannamento di "immagine" nella stagione estiva. A livello regionale, i risultati di sintesi della ricerca possono essere riassunti con una certa efficacia da un indice di turisticità montano (Itm) calcolato sulla base di cinque indicatori: ricettività alberghiera; ricettività extra-alberghiera; rapporto tra presenze alberghiere e superficie regionale montana; rapporto tra presenze e popolazione regionale; portata oraria degli impianti di risalita. 
Indice di turisticità montana delle regioni italiane 

REGIONI

ITM

Alto Adige/Südtirol

2,33

Trentino

1,59

Valle d'Aosta/Vallée d’Aoste

0,87

Lombardia

0,74

Veneto

0,43

Piemonte

0,22

Emilia-Romagna

-0,04

Abruzzo

-0,08

Friuli

-0,21

Lazio

-0,26

Toscana

-0,28

Liguria

-0,34

Marche

-0,39

Calabria

-0,51

Sicilia

-0,54

Molise

-0,55

Umbria

-0,55

Campania

-0,56

Basilicata

-0,57

Puglia

-0,63

Sardegna

-0,63

La tabella fornisce dunque una conferma scientifica del ruolo fondamentale che nel turismo montano esercitano il Trentino e soprattutto l'Alto Adige/Südtirol. Terza forza del turismo montano - pur a notevole distanza dal Trentino - è la Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, che supera di misura la Lombardia. A questa seguono a distanza il Veneto, polarizzato su poche località-chiave delle Dolomiti, e quindi il Piemonte, il cui esteso territorio montano presenta notevoli margini di sviluppo. Emilia-Romagna e Abruzzo si configurano come le realtà di gran lunga più importanti degli Appennini. Nella fascia intermedia - e non potrebbe essere altrimenti - si collocano regioni come Friuli, Toscana, Lazio e Marche, ove il turismo montano presenta margini di espansione, nonché la Liguria. Tra le regioni del Sud e delle Isole, quelle con maggiori potenzialità di sviluppo, oltre alla Calabria, sembrano la Sicilia (Etna soprattutto, e Madonìe) e la Basilicata. I punteggi più bassi - come era largamente atteso - si registrano in Sardegna e Puglia. Vediamo dunque di riassumere i punti sui quali crediamo opportuno si debba intervenire, pur a differenti livelli (normativo, gestionale, di prodotto), per garantire un futuro sostenibile dal punto di vista ambientale e socioeconomico ai territori montani interessati dal (e al) turismo: Proseguire il lavoro avviato in Italia per una classificazione nuova dei territori montani, in accordo con l'Unione europea che ha in corso un'analoga iniziativa. Questa è la premessa indispensabile per una nuova "legge sulla montagna" in Italia e per una politica europea in favore della montagna stessa nel quadro soprattutto della nuova Politica di Coesione. Definire, nelle politiche nazionali, europee e regionali, misure di sostegno per il turismo montano, immaginando anche regole differenziate rispetto alle rigidità della politica di concorrenza, che tenga conto appunto delle particolarità del comparto turistico. Centrale risulta il ruolo del sistema degli impianti a fune e dei sistemi di impianti di risalita, auspicando che per l'imprenditoria siano previste nelle regioni a statuto ordinario condizioni analoghe a quelle previste dalle autonomie speciali e un maggior coinvolgimento nel sistema di finanziamento degli operatori economici locali; Costruire un'immagine positiva, giovane e attiva, del turismo montano estivo, lavorando sui prodotti e promuovendo quindi escursionismo, attività sportive leggere (piscine all'aperto eventualmente riscaldate, bob/slittino su strutture artificiali, pattinaggio su ghiaccio al coperto), spettacoli all'aperto e animazione che favoriscano la conoscenza tra i turisti, specialmente quelli giovani. Valorizzare la qualità del paesaggio e l'immagine delle stazioni montane attraverso interventi di riqualificazione urbanistica delle località più compromesse, la manutenzione dei sentieri (segnaletica, tempi di percorrenza, quadri di orientamento, posti-tappa, ecc.), la sistematica rimozione dei rifiuti dai boschi e dai pendii attraversati dalle piste da sci. Incentivare il recupero dell'agricoltura di montagna e promuoverne l'integrazione con il turismo, per quanto riguarda sia la ricettività (agriturismo), sia la fornitura di prodotti genuini al turista e ad alberghi e ristoratori locali. Rendere d'inverno le stazioni appetibili anche a chi non scia, sia con strutture sportive diversificate di qualità (es. stadi del ghiaccio e piscine coperte), sia con la sistemazione di percorsi pedonali innevati e battuti, attrezzati con panchine, eventualmente percorribili anche con slitte a cavalli. Incrementare l'offerta di ricettività, favorendo lo sviluppo di piccole e medie aziende a conduzione familiare, sia alberghiere, sia extra-alberghiere low price (bed & breakfast, ostelli e case per ferie "multiuso" sul tipo degli "alloggi collettivi" svizzeri, appartamenti in affitto per brevi periodi, ecc.), sufficientemente duttili da adattarsi alla variegata e variabile domanda dei turisti, anche se limitata al solo week-end. Promuovere il prodotto montagna in modo coordinato e sinergico fra i soggetti interessati e competenti, istituzionali e privati, magari in una logica di marchi o di macrodestinazioni (es. Nord-Ovest, Nord-Est, Appennini settentrionali, Appennini centro-meridionali) o anche di "vendita" delle Alpi in una crescente logica transfrontaliera. Questo anche attraverso strutture informative dedicate, localizzate nei principali centri urbani nazionali e nelle capitali nord-europee vicine ai grandi bacini di domanda. Promuovere con offerte speciali e pacchetti integrati a tema (scuole di cucina, corsi di vario genere) la frequentazione della montagna nella stagione solitamente meno desiderata (ottobre e novembre), anche limitatamente ai fine settimana e come valvola di sfogo dal crescente inquinamento delle nostre città e delle fasce costiere sempre più urbanizzate. Migliorare la rete di uffici turistici locali, anche con il coordinamento dei siti web già esistenti, in grado di fornire sul posto o attraverso Internet informazioni dettagliate sui vari aspetti del territorio e della cultura locale, sulla percorribilità di strade e mulattiere, sulle condizioni meteorologiche e di distribuire pubblicazioni di qualità, carte topografiche e dei sentieri. 
Tab.1 - Una stima del fatturato diretto del turismo montano in Italia. 

Fonte: Centro Studi Touring 

Tab.2 - Dati regionali sul turismo montano: i risultati della ricerca 

 

Kmq1

%2

Pop3

%2

Pl alb4

%2

Pr.alb5

%2

Pr.ex.alb.6

Imp.7

P/h8

Val d’Aosta

3264

100,0

119.993

100,0

22.902

100,0

2.414.906

100,0

8.475.000

182

177.886

Piemonte

12.997

51,2

869.304

20,3

25.752

38,7

1.185.000

23,8

35.510.000

336

275.612

Liguria

3300

60,9

165.770

10,2

4.252

5,5

185.000

1,5

8.378.000

5

3.300

Lombardia

6610

27,7

1.070.493

11,9

26.000

17,4

2.900.000

15,5

32.500.000

298

290.022

Pr. Bolzano

7400

100,0

459.687

100,0

145.196

100,0

18.558.601

100,0

6.700.000

392

444.345

Pr. Trento

6207

100,0

469.887

100,0

94.355

100,0

10.165.974

100,0

16.981.480

267

312.674

Veneto

6341

34,5

621.250

13,8

26.762

14,7

2.770.000

10,7

16.909.000

321

263.520

Friuli

3832

48,8

133.746

11,3

7.040

19,8

623.934

16,9

4.500.000

70

58.704

Emilia

6647

30,0

241.665

6,1

16.979

6,5

960.000

3,4

16.000.000

78

69.860

Toscana

7871

34,2

473.792

13,0

13.835

8,8

700.000

3,3

11.680.000

64

44.117

Umbria

4205

49,7

282.243

33,9

3.575

14,9

360.000

14,4

2.235.000

3

1.700

Marche

3886

40,1

172.396

11,8

4.448

7,6

320.000

5,5

4.350.000

40

25.444

Lazio

4404

25,6

281.794

5,4

5.095

4,1

335.000

1,8

10.320.000

45

32.025

Abruzzo

7329

67,9

407.071

31,9

14.000

30,3

1.507.359

35,6

14.000.000

104

97.000

Molise

2878

64,8

202.061

61,4

1.890

37,2

120.000

32,0

2.200.000

9

6.717

Campania

5567

40,9

414.824

7,2

3.330

3,8

180.000

1,3

3.500.000

6

3.638

Puglia

1482

7,7

85.428

2,1

205

0,4

11.000

0,3

810.000

0

0

Basilicata

6321

63,3

363.900

59,9

4.505

40,6

280.000

41,5

2.450.000

12

8.345

Calabria

6496

43,1

576.589

27,9

3.950

6,3

220.000

5,1

5.500.000

15

11.000

Sicilia

11.304

44,0

839.572

16,5

3.100

4,1

170.000

1,6

7.500.000

7

3.200

Sardegna

5765

23,9

170.491

10,3

2.660

3,6

140.000

2,2

600.000

1

700

ITALIA

124.106

41,2

8.42 1.956

14,6

429.831

23,8

44.106.774

20,2

208.098.480

2.256

2.101.189

Superficie (solo la parte montana); 2Percentuale rispetto al totale regionale; 3Popolazione (solo la parte montana, 1998); 4Letti alberghieri (solo la parte montana); 5Presenze alberghiere (solo la parte montana, 1999-2000); 6Presenze extra-alberghiere (solo la parte montana, stima); 7Numero degli impianti di risalita (1999-2000); 8Portata oraria degli impianti di risalita.

BRITISH AIRWAYS UTILIZZERÀ IL DATA WAREHOUSE TERADATA PER SUPPORTARE LA STRATEGIA WEB E GESTIRE INGENTI VOLUMI DI DATI IN COSTANTE CRESCITA
Milano, 25 febbraio 2002 - British Airways ha scelto Teradata per consolidare tutti I suoi dati, sia quelli commerciali che quelli relativi ai propri clienti su un unico enterprise data warehouse. Grazie alle soluzioni Teradata, la compagnia aerea potrà disporre di un'unica fonte di dati, in grado di aiutarla a supportare le attività decisionali che impattano sul business, attraverso una completa conoscenza delle interazioni con i propri clienti, legate all'acquisto e alla fornitura di servizi. British Airways ha deciso di adottare la piattaforma Teradata, spinta dalla necessità di avere una visione univoca di tutte le transazioni effettuate dai propri clienti. L'azienda ha infatti valutato che questa soluzione porterà notevoli vantaggi migliorando il servizio clienti, incrementando i ricavi, riducendo i costi e contribuendo ad un veloce ritorno dell'investimento. British Airways sarà così in grado di ideare e realizzare iniziative di marketing di maggiore impatto. In precedenza, la compagnia aerea gestiva separatamente i dati commerciali e le informazioni relative ai propri clienti su numerosi e distinti database, forniti da Teradata, Oracle e Ibm. L'elevata scalabilità del data warehouse Teradata è stata un fattore determinante nella scelta compiuta da British Airways, che cercava una soluzione in grado di trattare l'elevato volume di dati, in continua e costante crescita, che ogni anno aumenta del 50%. "Per offrire ai nostri clienti i servizi e i prodotti che desiderano - ha dichiarato Rob Thorne, Responsabile del Customer Information di British Airways commentando la scelta di Teradata - è fondamentale disporre di una visione unica e uniforme delle loro transazioni e di ciascun prodotto che hanno acquistato. Questa esigenza ci ha spinto a scegliere un unico enterprise data warehouse che ben si integra con il nostro progetto 'Ocean Wave', che ci ha permesso di consolidare I dati dei clienti in un unico record. La tecnologia Teradata è strategica per il nostro lavoro poiché dispone della scalabilità necessaria per gestire I crescenti volumi di dati richiesti dalla nostra vision del business". In base all'accordo, il team dei professional services Teradata supporterà British Airways nella fase di implementazione del data warehouse. La sua consolidata esperienza aiuterà la compagnia aerea a massimizzare l'utilizzo di Teradata. La piattaforma Teradata viene già utilizzata da sei compagnie aeree leader nel mondo, come Qantas e American Airlines - partner di British Airways nella alleanza oneworld. Ncr Teradata ha ottenuto un riconoscimento dall'Institute of Transport Management (Itm) per l'eccezionale contributo fornito agli standard IT nel settore Travel and Transportation. "La decisione di British Airways di consolidare tutte le informazioni dei propri clienti su un'unica piattaforma di data warehouse - ha aggiunto Dan Harrington, Vicepresident Teradata per il Nord Europa - aiuterà la compagnia aerea a sostenere la crescita del business. La scalabilità e le prestazioni senza precedenti della piattaforma Teradata, unite alla consolidata reputazione dell'azienda nel settore transportation, sono state un fattore chiave nella scelta operata da British Airways che aveva la necessità di supportare la propria vision di business per i prossimi dieci anni". Recentemente Teradata ha annunciato il programma Data Mart Consolidation, sviluppato per dimostrare la convenienza e il risparmio derivante dal consolidamento dei data mart aziendali in un unico Enterprise Data Warehouse . Nel programma Data Mart Consolidation sono stati inclusi anche servizi di valutazione e strumenti di migrazione, training per il cliente e modelli di impatto aziendale (Business Impact Model) che consentono di calcolare il rendimento dell'investimento (Roi). 

DOMENICO BOSATELLI. VICE-PRESIDENTE ANIE, È STATO ELETTO PRESIDENTE DI PROSIEL - ASSOCIAZIONE CHE SI PREFIGGE DI PROMUOVERE LA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI ELETTRICI INSTALLATI NEL NOSTRO PAESE.
Milano, 25 febbraio 2002 - Oltre alla nomina del presidente il Consiglio Direttivo di Prosiel è quindi formato da: Cav. Lav. Domenico Bosatelli - Presidente; Ing. Alberto Perego - Vicepresidente (Direttore Progetto Contatore Elettronico Enel); Ing. Ugo Tramutoli (Incaricato per la sicurezza e i'ass. tecnica di Enel Distribuzione); Dott. Roberto Taranto (Direttore Generale Anie); Ing. Giorgio Scanavacca (Presidente Imq); Dott. Bruno Pavesi (Presidente Intel); Ing. Antonio Alberici (Direttore Generale Cei); Dott. Luigi D'Alò (Direttore Generale Fngdme); Dott. Vincenzo Dona (Presidente Unc) L'adesione dei vertici di questi prestigiosi Enti a Prosiel testimonia la volontà di dare vita ad un organismo autorevole, finalizzato a promuovere e coordinare lo sviluppo e la sicurezza degli impianti elettrici, elettronici e telematici, con l'adozione delle nuove tecnologie e il conseguimento dei risparmio energetico. Il Consiglio Direttivo ha quindi individuato gli obiettivi e le strategie, definendo una serie di attività prioritarie da realizzare: i rapporti istituzionali per l'ampliamento della base associativa di Prosiel, con il coinvolgimento di altri Enti rappresentanti tutte le categorie professionali della filiera e con í Misten, affinché siano sensibili agli interessi dei comparto; le proposte di aggiornamento delle leggi vigenti (L. 46190) e l'introduzione di agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni impiantisfiche, richiedendo Ie modalità per la certificazione degli impianti, l'identificazione dei criteri di verifica -- in funzione dell'adozione delle nuove tecnologie domotiche - e le eventuali sanzioni per gli impianti che non risultassero a norma; l'analisi delle esigenze economiche e di marketing, con l'obiettivo di Creare dei collegamenti nell'ambito della catena dei valore, finalizzati a conseguire economie di scala e maggiore efficienza nel processo logistico; oltre alle guide già in corso, integrazione della comunicazíone delle molte attività che verranno coordinate da Prosiel, definendo gli strumenti da adottare - quali le pubblicazioni, i convegni e i mezzi multimediali - che si integrano con la forfnaz1one ed# traíkffig degli operatori dei settore, volti a valorizzarne la professionalità. Per ognuna di queste attività il Consiglio Direttivo ha quindi costituito un Cornítato composto da specialisti, che hanno l'incarico di definire un piano di interventi oggetto di uno studio di fattibilità. 

FRANCESCO NAVA NOMINATO MANAGING DIRECTOR EMEA DI GEAC SMARTENTERPRISE SOLUTION
Cernusco s/n, 25 febbraio ¹02 Francesco Nava, Amministratore Delegato di Geac Italia, è stato nominato Managing Director Emea di Geac SmartEnterprise Solution (Ses), la divisione di Geac Enterprise Solution che comprende i prodotti SmartStream, Expert e Millennium. La divisione comprende circa 600 clienti in Uk, Italia, Francia, Benelux, Spagna, Portogallo, Svezia, Norvegia, Emirati Arabi e Sud Africa. ³Sono davvero orgoglioso di aver ricevuto questo incarico. E¹ sicuramente una sfida, che ho deciso di affrontare sapendo di poter contare sull¹aiuto di colleghi preparati con i quali lavoro da anni. Ogni paese ha le sue particolarità di mercato, e quindi sarà strategico tenerne conto pur facendo leva sulle sinergie consentite da un notevole numero di clienti ² ha dichiarato Francesco Nava. Francesco Nava è alla guida di Geac Italia dal 1998. Nato a Brunico nel 1953, vive a Milano, si è laureato in ingegneria elettronica presso il Politecnico di Milano e svolge attività nel campo informatico dal 1978. Ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità nella conduzione di progetti e nella gestione di servizi presso importanti aziende italiane. Opera dell¹ambito dei prodotti SmartEnterprise Solution dal 1985. 

FISCO: CONFAGRICOLTURA SODDISFATTA PER CREDITO DI IMPOSTA PER I NUOVI INVESTIMENTI
Milano, 25 febbraio 2002 - La Confagricoltura esprime soddisfazione per l'avvio delle procedure di attuazione della normativa sul credito d'imposta per i nuovi investimenti. E' un risultato sollecitato dall'Organizzazione degli imprenditori agricoli a cui ha corrisposto l'impegno dei ministri dell'Economia e delle Politiche agricole per l'applicazione, anche al settore primario, delle disposizioni per gli incentivi agli investimenti. Per la concreta applicazione delle misure, Confagricoltura confida ora in un sollecito parere positivo sulle misure da parte degli organismi comunitari. 

OLTRE 4000 VISITATORI PER IL SUCCESSO DI ORIENTAFINANZA AFFOLLATISSIMI I CONVEGNI
Milano, 25 febbraio 2002 - Con un bilancio di 4027 visitatori si è conclusa oggi a RiminiFiera OrientaFinanza 2002, seconda edizione del Salone dei servizi finanziari per i risparmiatori e le piccole e medie imprese. "OrientaFinanza è sicuramente l'evento più importante del settore", ha ricordato del resto il viceministro delle finanze Giuseppe Vegas, intervenendo all'inaugurazione, "Una manifestazione coraggiosa che si propone di presentare agli investitori i prodotti finanziari più innovativi e convenienti". A dispetto della crisi che da molti mesi penalizza l'economia mondiale e i mercati finanziari, la manifestazione ha come evento di riferimento nazion ale per le specifiche tematiche trattata, registrando un successo evidente in particolare con gli affollatissimi convegni organizzati in collaborazione con il Sole 24 Ore e con la Regione Emilia Romagna Gli oltre 40 espositori (istituti di credito, banche d'affari, compagnie di assicurazione, Sim) sono peraltro tra quelli che hanno retto meglio all'impatto della crisi proprio in virtù della qualità dei rispettivi prodotti e dell'innovazione dell'offerta. La partecipazione è stata comunque leggermente inferiore rispetto ai 50 espositori del 2001, un dato ampiamente previsto dalle congiunture sopra ricordate. La straordinaria affluenza ai convegni ha dimostrato in ogni caso, al di là di ogni possibile dubbio, l'interesse degli operatori e del grande pubblico. Rilevanti, per inciso, lae presenze provenienti dalle regioni del sud. Previdenza integrativa, legge Tremonti bis, trading on line, rapporti tra investitori e società, borsa, mercato immobiliare, sostegno alle imprese. Ecco i temi che più hanno calamitato l'attenzione dei risparmiatori e degli imprenditori. Orientafinanza ha dedicato al mercato immobiliare, da alcuni anni tornato assai attivo, un'ampia e qualificata convegnistica alla quale hanno dato contributi decisivi Fimaa (la Federazione degli agenti immobiliari) e l'istituto di ricerche economiche Nomisma. Di grande interesse lo stesso convegno curato dalla Regione Emilia Romagna sulle poltiche di sostegno allo sviluppo delle piccole e medie imprese. Tra i protagonisti, l'assessore alle attività produttive Duccio Campagnoli che ha annunciato, tra l'altro, l'operatività dell'accordo con i tre Confidi regionali che mette a dispozione delle imprese 21 miliardi in tre anni come incentivi all'export e alle partnership internazionali. 

EMILIA ROMAGNA, PRONTI 21 MILIARDI PER LE PMI OPERATIVO L'ACCORDO REGIONE-CONFIDI
Milano, 25 febbraio 2002 - Sostegno finanziario alle piccole e medie imprese che vogliono esportare e a quelle che intendono internazionalizzarsi. Si perfezionerà a marzo l'accordo tra Regione Emilia Romagna e Confidi, il consorzio regionale che opera a favore delle Pmi. Il budget stanziato per l'operazione è di 4,5 milioni di euro (9,5 miliardi di lire) destinato nel triennio a salire a 10,5 milioni di euro (21 miliardi di lire). Nella giornata conclusiva di Orientafinanza, ne hanno dato notizia oggi a RiminiFiera l'assessore alle attività produttive della Regione Emilia Romagna, Duccio Campagnoli, e Glauco Cavassini, consigliere delegato di Artigiancredit, il consorzio regionale Fidi per l'artigianato e le Pmi promosso da Cna e Confartigianato. "Si tratta di uno dei provvedimenti del nostro programma triennale di sostegno agli investimenti delle piccole e medie imprese", ha spiegato Campagnoli, "La sua novità strategica sta nel fatto di aver stretto un rapporto tra Regione e Confidi che ha come obiettivo una politica industriale condivisa". "Tre", ha aggiunto Cavassini, "gli interventi previsti dal programma. Due sono già attivi e riguardano gli incentivi alle imprese nascenti e il consolidamento delle esposizioni finanziarie da breve a medio termine. Il terzo, ovvero il sostegno all'internazionalizzazione, ha subito ritardi per problemi burocratici, ma sarà avviato alla fine di marzo". Le imprese esportatrici che hanno bisogno di garanzie sui crediti, ha aggiunto Cavassini, potranno ricevere una copertura finanziaria pari al 60-70% del fabbisogno. Interverrà per il 50% la Sace (società pubblica che assicura crediti all'export). Al resto, 10 o 20%, ci penserà Confidi. Previsti anche finanziamenti per le Pmi decise ad aprire filiali o ad accendere partnership in Paesi extracomunitarii. Il procedimento è identico: il 50% sarà erogato da Simest (società pubblica per il sostegno degli investimenti all'estero), il 10 o 20% da Confidi. "Ci auguriamo ottimi risultati", ha commentato Cavassini, "Il passato ci incoraggia: nel 2001 abbiamo fornito garanzie per 4.560 milioni di euro, circa 900 miliardi di lire che corrispondono a un volume di investimenti pari a 2200 miliardi. Abbiamo ricevuto circa 12 mila richieste da artigiani e piccoli e medi imprenditori". 

PER VENDERE LE CASE UN SUPERNETWORK ITALIANO IL PRESIDENTE DEGLI AGENTI IMMOBILIARI ANNUNCIA IL PROGETTO. PAROLA D'ORDINE: NO ALLA CONCORRENZA, SÌ ALLA COLLABORAZIONE
Milano, 25 febbraio 2002 - Un network nazionale di agenzie immobiliari che invece di farsi la guerra si passano i clienti e si dividono i guadagni. E' il progetto al quale sta lavorando Alberto Pizzirani, presidente della Fimaa, la Federazione italiana degli agenti immobiliari. Ne ha dato notizia oggi lo stesso Pizzirani nel corso del convegno organizzato dalla Fimaa nel quadro di OrientaFinanza 2002, la rassegna dei servizi finanziari e delle tecnologie per l'investitore privato in programma a RiminiFiera fino a domani. Qual è l'obiettivo del progetto? "L'obiettivo è quello di assicurare al settore un futuro, creando un sistema moderno in linea con quanto già accade negli Stati Uniti e nei Paesi europei più avanzati. Un sistema in cui la concorrenza sia sostituita da forme di cooperazione. Non potremo che ricavarne vantaggi". Ma il mercato italiano è assai diverso da quello americano. "Certo. Basti pensare che in Italia, l'80% delle famiglie vive in una casa di proprietà. Dunque il nostro cliente-tipo non ha fretta di comprare, perché non desidera un semplice tetto, bensì va in cerca della qualità. Se l'agenzia non ha la possibilità di accontentarlo, può comunque indirizzarlo a un collega del network. L'importante è non mandarlo via deluso". Il network è solo un'idea o ha già basi per potersi sviluppare? "Al momento ne esistono piccoli nuclei potenziali nelle città maggiori (Milano, Roma, Torino, Bologna). Ma siamo ancora a livelli marginali, manca una mentalità adeguata. Al contrario, si stanno muovendo le multinazionali del settore: la Remax, come noto, opera con questo sistema in tutto il mondo e sta ora cercando di mettere piede anche in Italia. Il rischio, se non ci spicciamo, è che faccia man bassa del mercato.". In attesa del network, gli affari vanno bene. Un anno gli investimenti immobiliari hanno fatto boom. E nel 2002? "Direi che stanno andando addirittura meglio. A ottobre non ci avrei giurato. Eravamo tutti molto in ansia per l'arrivo dell'euro. Oggi posso affermare con certezza che il mercato sta procedendo molto bene". Merito di che cosa? "Sembra strano, ma è proprio merito dell'euro. Contrariamente alle attese, l'impatto psicologico è stato positivo e spiazzante. Al punto che la gente ha l'impressione di spendere meno. Ne' bisogna dimenticare che la Borsa continua a dare magre soddisfazioni. Ecco quindi che si torna a rifugiarsi nel vecchio mattone. Una tendenza internazionale". 

SETTE MILA MILIARDI NEL SALVADANAIO DEI RAGAZZI ITALIANI LO ANNUNCIA UNA RICERCA NETS SUI RISPARMI DEI GIOVANISSIMI
Milano, 25 febbraio 2002 - I ragazzi italiani hanno nel salvadanaio almeno 7 mila miliardi di lire, pari a 3,6 miliardi di €. Lo ha accertato una ricerca condotta dalla NetS di Bologna su un campione 1.000 giovani e giovanissimi compresi nella fascia di età tra gli 8 e i 19 anni, rappresentativi di un universo di oltre 7 milioni di individui. Presentata oggi a OrientaFinanza, il Salone dei servizi finanziari in corso a RiminiFiera fino a domani, la ricerca è stata effettuata nell'arco di tre mesi (novembre 2001 - gennaio 2002) con il metodo del contatto diretto rispettando le proiezioni demografiche Istat relative alla popolazione compresa tra gli 8 e i 19 anni: il 33% nella fascia tra gli 8 e 11 anni (pari a 2.287.815 individui); il 32% fra 12 e 15 anni (2.282.037), il 35% fino a 19 anni (2.455.992). Per le prime due fasce di età sono state intervistate le famiglie (in totale 650), per la terza direttamente i ragazzi. "Siamo di fronte a una popolazione di risparmiatori che gli istituti finanziari trascurano", commenta Giorgio Savorani, direttore di NetS, "Due le conseguenze: 1) il mondo della finanza perde l'occasione di promuoversi presso un bacino enorme di clienti potenziali; 2) i nostri ragazzi non imparano a gestire al meglio il proprio danaro, che non è solo qualcosa da spendere". Il questionario per l'inchiesta è stato suddiviso in cinque scaglioni: nessun risparmio, da 1 € a 250, da 251 € a 500, da 501 € a 2500, oltre 2500 €. Nel calcolo è stato poi considerato il valore mediano della fascia di appartenenza. Per quella oltre i 2500 € è stato invece conteggiato il valore minimo. La maggioranza del campione (42%) si posiziona nello scaglione compreso tra 1 e 250 € per un risparmio stimato di 369 milioni di €. Poco meno della metà dei ragazzi italiani può cioè contare su un piccolo capitale di circa mezzo milione di lire. Nello scaglione tra 251 e 500 € si raccoglie invece il 31% del campione, pari a 817 milioni di €. Per quanto meno rappresentativi in termini di popolazione, gli scaglioni successivi raccolgono la parte più importante del risparmio: 13% tra 501 e 2.500 € (pari a 1,37 miliardi di €); 6% oltre i 2.500 € (pari a 1,05 miliardi di €). Anche tra giovani e giovanissimi la piramide della ricchezza ha evidentemente una base molto larga. Ciò è ancora più evidente considerando che l'8% degli intervistati (pari a un universo di 562 mila soggetti) dichiara di avere il salvadanaio completamente vuoto. 

VERSO UNA RISTORAZIONE DI ALTA QUALITÀ 
Milano, 25 febbraio 2002 - La ristorazione costituisce uno dei punti di forza dell'attività agrituristica, momento strategico di valorizzazione dei prodotti dell'azienda e del territorio, occasione di incontro cordiale e rilassante degli ospiti con i "padroni di casa", richiesto (trattamento di mezza pensione) dal 85% di coloro che frequentano le aziende agrituristiche. Non sempre le leggi regionali che disciplinano l'agriturismo sono capaci di guidare questa attività nella giusta direzione; non sempre l'autonomia creativa dell'imprenditore interpreta questa opportunità nel modo più coerente con le aspettative degli ospiti. Le parole d'ordine che Agriturist lancia in questo campo sono sostanzialmente tre: territorio, stagionalità, tradizione. Territorio, perché l'agriturismo è soprattutto offerta dei prodotti dell'agricoltura locale, dell'azienda ospitante innanzitutto, e delle aziende agricole della zona, in modo di far conoscere ciò che la grande distribuzione e la grande ristorazione "mixano" in una offerta standardizzata di grande quantità. Stagionalità, perché il menu dell'agriturismo non deve essere elenco acritico di piatti senza epoca e senza storia. Tutta la cultura gastronomica contadina è segnata dai momenti dell'agricoltura, dalle epoche di raccolta, dal distribuirsi nel tempo di alcune lavorazioni alimentari in funzione dei periodi di minore impegno agricolo. La tavola dell'agriturismo deve essere capace di fotografare tutto questo, restituendo agli ospiti la conoscenza dei periodi in cui è disponibile il prodotto migliore (e a minor prezzo), e in cui si coglie il piacere di ritrovare ciò che non si consuma dall'anno precedente. Tradizione, non solo per la scelta di ricette tipiche della zona e appunto legate alla cultura contadina, ma anche per la utilizzazione, nella preparazione dei piatti, di "materie prime" tradizionali. Si tratta in sostanza di eseguire le ricette adottando le varietà vegetali e animali tipiche della zona, che in passato sono state abbandonate per privilegiare obiettivi produttivistici e che oggi ritrovano valorizzazione nel quadro di una ristorazione di alta qualità. Questi elementi di caratterizzazione della ristorazione agrituristica si ritrovano tutti nel disciplinare Agriturist per il riconoscimento dei Ristori Agrituristici Conviali (R.A.C.), insieme ad un richiamo forte al contenimento dei posti tavola (non più di 50), alla indicazione nel menu della provenienza dei prodotti, ad una spiegazione sintetica (meglio se fatta personalmente dal "padrone di casa") delle peculiarità di ogni ricetta, all'allestimento tradizionale della sala di ristorazione. Una risposta concreta anche alle polemiche che di tanto in tanto la ristorazione convenzionale rivolge al mondo dell'agriturismo. 

LO SVILUPPO DEI MERCATO DEI SURGELATI E DELL'HOME SHOPPING: LA LEADERSHIP DI BOFROST ITALIA
Milano, 25 febbraio 2002 - Bofrost e la sua filosofia commerciale vengono creati in Germania nel 1966 dall'attuale Pres, dente della soc i età. E il marchio bofrost nasce appunto dall' accostamento tra le iniziali dei suo cognome e il vocabolo tedesco "frost", che significa gelo. Il Gruppo bofrost inizia la sua attività nella regione della Bassa Renania nella seconda metà dei mitici anni '60. La distribuzione porta a porta riguarda Inizialmente il caffè e I gelati, solo successivamente viene ampliata anche al surgelati. Oggi bofrost detiene il 64% dei mercato dei surgelati in Germania. Una formula così vincente non poteva però fermarsi solo nel Paese d'origine. Dopo la Germania, nel corso degli anni, il surgelato a domicilio raccoglie consensi e successo anche negli altri Paesi europei. bofrost è presente anche in Austria, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Spagna e Svizzera. Il Gruppo conta su un fatturato complessivo di quasi 930 milioni di euro e si avvale di circa 8.000 collaboratori. In Italia bofrost arriva grazie all'intuito commerciale di una famiglia di imprenditori friulana. Cominciata la loro attività nel mercato dei gelati proprio in Germania, il successo li consacra interlocutori indispensabili della bofrost Europa per penetrare Il mercato italiano e per sviluppare il progetto, uno dopo l'altro, anche in Grecia, Siovenia, Croazia, anticipando le tendenze sociali e le aspettative dei consumatori. il mercato italiano dimostra infatti negli ultimi 15 anni un progresso davvero consistente nel settore dei surgelati, arrivando a triplicarne i consumi. Anche il 2000 registra una buona performance rispetto all'anno precedente, con un trend più che positivo per i consumi dei prodotti già preparati e ricettati (verdure elaborate) e dei primi piatti (già pronti e porzionabili). I nuovi stili di vita richiedono nuovi approcci ai consumi, nel segno della praticità, della velocità e della semplificazione: la tendenza in atto consiste nel passare al concetto di "Iprodotto-i ngred lente" a quello di "prodottosoluzione". La chiave di lettura dei successo dei surgelati èquind' l'alto contenuto di servizio abbinata alla elevata qualità globale raggiunta dalle offerte, e non solo per la maggiore diffusione dei congelatori domestici: il miglioramento dei gusto, la diminuzione dei tempo di rinvenimento, la porzionabilità e la dosabilità delle specialità gastronomiche surgelate Incontrano i favori dei consumatore moderno, attento alle componenti di tradizione e genuinità, ma al tempo stesso aperto all'innovazione e alla differenziazione. Parallelamente allo sviluppo dei mercato dei surgelati, negli ultimi anni si afferma la forte crescita dei settore delle vendite door to door: è nel rapporto diretto e personale tra venditore e cliente, basato sulla conoscenza, sulla fiducia e sul contatto costante, il vero punto di forza dei settore ed il fattore trainante dei suo recente sviluppo. Così, nelle vendite door to door, il settore alimentare ha segnato l'anno scorso un incremento importante rispetto all'anno precedente, anche grazie al surgelati. Per raggiungere e consolidare simili risultati, lo sviluppo in Italia dell'Azienda è stato graduale ma impetuoso. Nel 1987 bofrost contava su 27 dipendenti, 2 filiali e 15 automezzi: queste le forze messe in campo per raggiungere il primo fatturato di 1 miliardo di lire. Oggi i dipendenti sono oltre 1.900, le Filiali sono 60, Il parco automezzi ha raggiunto quota 1.200 veicoli e le famiglie servite da bofrost sono ben 1.200.000. Il territorio che fruisce dei servizio a domicilio bofrost comprende anche le grandi città, dove la clientela è sempre più impegnata nei quotidiani problemi di spostamento e di parcheggio, quindi con poco tempo da dedicare agli acquisti. Sono così cresciuti in maniera esponenziale i clienti che scelgono le famose specialità bofrost, dal famosi gelati, golosa merenda e dessert d'eccezione, alle sfiziose pizze, piene di sapore e fragranza, dalle verdure di tutte le stagioni, già preparate per essere scongelate e assaporate, ai primi piatti, in comode ricette subito pronte e in confezioni porzionabili, dal pesce, delicato e raffinato, già lavato, pulito e deliscato, alle varietà di carni selezionate rosse e bianche, e, per finire in bellezza, la soffice e deliziosa pasticceria bofrost. Tutti prodotti di elevata qualità, consegnati direttamente a casa senza alcuna fatica e perdite di tempo per Il cliente. Questo è possibile grazie all'organizzazione bofrost e alla dinamicità e flessibilità dell'azienda. Per mantenere la fiducia e la preferenza della propria clientela, l'Azienda punta da sempre sulla maniacale ricerca della qualità, una qualità di gusto e di sostanza, e sull'ulteriore incremento della professionalità delle risorse umane, nonchè sull'ottimizzazione dei servizio. Sono questi i punti di forza che bofrost intende sviluppare per affrontare con successo i nuovi anni, per i quali è previsto un raddoppio dei consumi di alimenti surgelati. 

SMI (SISTEMA MODA ITALIA) : NEL NUOVO LICEO TECNOLOGICO SERVE L'INDIRIZZO TESSILE
Milano, 25 febbraio, 2002 - La scuola italiana va riformata: lo richiede la classe imprenditoriale, auspicando una scuola che prepari meglio al mondo del lavoro. Nell'ottica di questo rinnovamento Sistema Moda Italia evidenzia la necessità che il nuovo Liceo Tecnologico, previsto dalla riforma Moratti, annoveri la presenza di un indirizzo tessile/area moda, che si sommi a quelli già esistenti. Servirebbe a predisporre figure professionali che uniscano ad approfondite competenze tecniche una solida preparazione di base, che comprenda elementi di cultura umanistica. La riforma prevede invece un indirizzo tessile solo all'interno della scuola professionale. Il primo settore produttivo del nostro Paese nel mondo richiede un riconoscimento di questo genere. Il tessile-abbigliamento raggruppa infatti 81.450 aziende con 695mila occupati e un fatturato export di 27 miliardi di euro all'anno. Il valore aggiunto del comparto è a 22 miliardi di euro, pari al 10% del totale Italia. E la crescita è costante, così come la ricerca di personale qualificato. Da tempo Smi ha intrapreso, su suggerimento degli imprenditori, un'azione di sensibilizzazione degli studenti delle scuole medie inferiori alla scelta degli attuali istituti tecnico-industriali tessili. Il settore necessita di persone in possesso di un know how e di una preparazione ad alto livello, qualificata e culturalmente aperta. Da non trascurare anche la funzione di orientamento che una scelta simile può costituire per l'istruzione universitaria di area tessile-moda, una realtà già molto forte in distretti tessili come Como, Bergamo, Biella e Prato. "Le nostre aziende hanno necessità di professionalità a vari livelli, e in modo complementare -dice il presidente della Commissione Formazione di Sistema Moda Italia, Vittorio Donati. - Accanto a professionalità di natura tecnico-operativa, che derivano da una formazione professionale, servono professionalità più complesse, dotate di una base culturale generale più elevata, idonea a costituire i quadri direttivi nelle aree del prodotto, della tecnologia, dell'organizzazione e del marketing. Queste figure devono avere una connotazione scolastica di base di livello medio-superiore, e in molti casi anche universitario o parauniversitario". Secondo Vittorio Giulini, presidente di Sistema Moda Italia, "dobbiamo avere bacini di formazione differenziati, perché le esigenze delle aziende sono sempre più articolate e molti ruoli sono sempre più complessi. Insomma, una formazione di tipo professionale coprirebbe uno zoccolo di base di fabbisogni, ma non esaurirebbe la globalità delle aspettative presso l'area del middle management". 

VOLA IL FATTURATO DI CESARE RAGAZZI L'AZIENDA BOLOGNESE, PRONTA A TRASFORMARSI IN SPA, APPRODA ORA ANCHE IN SPAGNA E IN FRANCIA
Bologna, 25 febbraio 2002 - La Cesare Ragazzi Company sta compiendo il percorso che la porterà a trasformarsi in Spa tra fine marzo e maggio 2002. La decisione è determinata dal costante e progressivo aumento del volume d'affari: per il 2002 è infatti previsto un fatturato di 46 milioni di euro (+21% rispetto all'anno precedente). La crescita dell'azienda si può tranquillamente definire esponenziale (equivalente ad un incremento del 215% in 9 anni) ed è in linea, peraltro, con la sempre maggiore importanza, nei consumi degli italiani, della voce "servizi di bellezza" (con 22 milioni di euro costituiscono il 3,5% del totale dei consumi). A ciò si aggiunga che secondo autorevoli fonti (quali il Colipa, associazione europea delle imprese del settore), il mercato è caratterizzato da una sempre più massiccia presenza maschile. Alla crescita della Cesare Ragazzi Company in termini economici e alla sua capillare presenza sul territorio italiano (nel 2002 verranno inaugurati cinque nuovi centri nella penisola), si accompagna una continua espansione all'estero. Oltre ai 51 centri in Italia, ai 2 centri già affermati in Svizzera, nonché ai 4 punti di assistenza negli Usa, la Cesare Ragazzi Company approderà presto in Spagna, a Palma di Maiorca e a Barcellona. Di prossima apertura anche due centri in prestigiose sedi europee, quali Montecarlo e Nizza. 

INFLAZIONE: PREOCCUPANTI I DATI ISTAT ALROCONSUMO: LA METÀ DEGLI ESERCIZI HA AUMENTATO I LISTINI
Milano, 25 febbraio 2002 - Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, ritiene negativi e preoccupanti i nuovi dati sull'aumento dei prezzi resi noti dall'Istat. La variazione mensile, pari a + 0,5% (quasi doppia rispetto al + 0,3% del febbraio dello scorso anno), sommata allo 0,5% già registrato in gennaio, fa sì che il passaggio all'euro in soli 2 mesi sia già costato un 1% d'inflazione. La variazione annua, pari a + 2,6%, è più alta del + 2,4% registrato nel mese di gennaio. La tendenza all'aumento dei prezzi è dunque netta. Le rilevazioni effettuate in 5 città e 156 esercizi commerciali dall'Osservatorio Euro di Altroconsumo (novembre 2001-gennaio 2002) fanno emergere dati ancora più preoccupanti. Il 47% dei punti vendita ha ritoccato i propri listini al rialzo e solo il 13% è invece intervenuta al ribasso. La media totale delle variazioni dei listini, per l'insieme dei settori considerati, è pari al 2,1%. Tra i supermercati ben il 40% dei punti vendita ha fatto registrare un aumento dei listini superiore allo 0,4%. Il settore che ha fatto segnalare i maggiori aumenti è quello dei parcheggi: +2,3% che si somma agli aumenti già segnalati di autostrade, mezzi di trasporto pubblico e a quelli in arrivo dei treni. Forti aumenti anche nelle attività di servizio: parrucchieri +2,1% e lavanderie + 4%. Tra le lavanderie il 48% ha alzato i prezzi, contro il 70% (!) dei parrucchieri. Per quanto riguarda il tempo libero, i cinema fanno segnare un aumento del biglietto pari al 1,6%, raggiungendo picchi in alcune sale di quasi il 10%. Ben il 30% delle sale ha aumentato i propri prezzi. Per quanto riguarda i pubblici esercizi, Altroconsumo registra nei bar caffè un rialzo medio dei listini che raggiunge il 2,0%, con aumenti nel 48% degli esercizi. In conclusione, Altroconsumo ritiene che l'impegno alla stabilità dei prezzi sia stato rispettato solo a metà. Il timore forte è che chi non ha ancora modificato i prezzi finora lo possa fare in questi mesi producendo quindi un ulteriore gradino nell'inflazione. Infatti Altroconsumo denuncia che chi ha aumentato i prezzi l'ha fatto in misura molto elevata: considerando solo i negozi che hanno modificato i loro prezzi, l'aumento nell'insieme dei settori è stato dell'4,8%, con punte di 8,7% nelle lavanderie, 6% nei cinema, 5,2% nei parcheggi, 4,4% nei bar. Per i dati completi sugli aumenti dei prezzi per settore, si può consultare il sito www.altroconsumo.it  alla sezione "Osservatorio Euro".

TELEFONO, MA QUANTO MI COSTI! CONTRATTI DI TELEFONIA: REDATTO IL PARERE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI MILANO CON IL CONTRIBUTO DELL'AUTORITÀ GARANT
 Milano, 25 febbraio 2002 - Fisso o mobile? Comunque sia, il contratto telefonico va rivisto. Per il consumatore non c'è via di scampo: ci sono ben 15 clausole inique nei contratti. E cambiando il gestore la situazione non migliora. Ma oggi le compagnie telefoniche si dovranno adeguare. E realizzare contratti più chiari e con caratteri più leggibili. Dovrà essere indicato come foro competente quello in cui l'utente ha la propria residenza. Bisognerà tutelare chi paga attraverso il conto corrente: deve avere "potere di contrordine". La data ultima per i reclami verrà calcolata dal giorno di ricezione della fattura e non di spedizione. Stop alla clausola "tariffe di volta in volta in vigore". Per il diritto di modificare tariffe e condizioni del contratto ci dovrà essere maggiore chiarezza. Le rilevazioni del contatore potranno essere portate come prova dal consumatore. Emerge dal parere redatto dalla Commissione tecnica della Camera di Commercio, che dal giugno 2000 è impegnata nell'analisi e nello studio dei contratti delle società di telefonia, fissa e mobile, negoziati sul territorio milanese. Un lavoro portato avanti con il contributo tecnico dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. La Commissione tecnica ha interpellato i gestori operanti nella provincia di Milano. Sono stati presi in considerazione solo i contratti base di telefonia fissa e mobile; esclusi dall'analisi gli aspetti legati alle tariffe, ai servizi internet e tutti i servizi accessori. "Dal 1999 la Commissione tecnica - ha dichiarato Pier Andrea Chevallard, Segretario Generale della Camera di Commercio di Milano - si occupa di valutare l'eventuale presenza di clausole inique nei contratti relativi a servizi necessari per la maggioranza dei consumatori. Esempi dei lavori svolti da questa Commissione sono gli studi e le analisi dei contratti per l'erogazione del gas, dell'energia elettrica e per le multiproprietà. Un importante compito della Camera di commercio è proprio la regolazione del mercato, per garantire la correttezza delle regole a vantaggio di imprese e consumatori". Implicazioni per i gestori: Il parere è stato comunicato ai gestori, che potranno quindi adeguare i contratti, modificando le clausole ritenute vessatorie. Ma il mancato adeguamento ai nuovi parametri previsti, potrebbe tradursi in azioni inibitorie da parte della Camera di commercio. Le clausole vessatorie nei contratti telefonici: 1. In sede di formazione del contratto il consumatore dovrebbe essere considerato come soggetto destinatario di un'offerta al pubblico in base alla quale il contratto si conclude nel momento dell'accettazione da parte dell'utente ma la cui efficacia potrebbe essere differita al compimento del controllo, da parte del gestore, della solvibilità del cliente. 2. Per quanto riguarda il modulo di addebito in conto corrente il sistema di pagamento automatico della fattura da parte della banca dovrebbe essere strutturato in modo da tutelare maggiormente il "potere di contrordine" dell'utente. 3. In merito all'obbligo di prestare cauzione la Commissione, pur non giudicando vessatorie le clausole che dispongono la non corresponsione degli interessi sui depositi cauzionali, riterrebbe opportuno che i gestori ritrasferissero ai consumatori il beneficio finanziario netto ricavato dall'aggregazione dei depositi cauzionali. 4. La Commissione raccomanda una maggiore specificità per quanto riguarda il diritto di modifica delle condizioni di contratto, delle tariffe e delle caratteristiche tecniche del servizio. 5. In caso di contestazione della fattura l'utente dovrebbe dover pagare non tutto l'importo della fattura ma solo le somme la cui debenza sia incontestabile o molto probabile. 6. Il termine per il reclamo dovrebbe decorrere dal giorno di ricezione della fattura e non dalla data di emissione della stessa. 7. Sono vessatorie le clausole che dichiarino applicabili al contratto le "tariffe di volta in volta in vigore"; non sono invece vessatorie le clausole di roaming internazionale che si limitino ad assicurare all'utente l'accesso alle informazioni sui costi di roaming di cui in quel momento il gestore risponda in ragione delle convenzioni da lui stipulate. 8. Sono vessatorie le clausole in merito all'efficacia probatoria delle rilevazioni del contatore poiché limitano la facoltà del consumatore di opporre eccezioni o di allegare prove. 9. Il gestore deve prevedere un termine di durata minima del contratto e comunicarlo al consumatore. 10. Responsabilità del gestore: sono vessatorie le clausole che stabiliscono l'ammontare dell'indennizzo senza fare salva la risarcibilità del danno ulteriore. Sarebbe opportuno mantenere la limitazione forfettaria del danno risarcibile facendo però salva la possibilità di provare il maggior danno. 11. Responsabilità del consumatore: è vessatoria la clausola che addossa al consumatore il rischio dell'utilizzo abusivo dei servizi da parte di terzi non autorizzati; non risulta essere, invece, vessatoria la clausola che addossa al consumatore il rischio dell'uso dei servizi da parte di terzi non autorizzati "mediante la carta Sim" o "effettuato dagli apparecchi in uso al cliente". 12. Il gestore non potrà cedere il contratto in mancanza di una garanzia della tutela dei diritti del consumatore. 13. E' vessatoria la clausola che non considera quale foro competente quello in cui il consumatore ha la propria residenza. 14. In caso di morosità dell'utente la sospensione del servizio dovrà essere limitata all'utenza in mora. 15. Le condizioni contrattuali dovranno essere redatte in modo chiaro e stampate in caratteri leggibili. 

CDA RAI: PRIMI COMMENTI CAUTI MA FAVOREVOLI DEGLI UTENTI
Roma, 25 febbraio 2002 - Finalmente anche coloro che mantengono la Rai con il canone e pagano lo stipendio sia ai consiglieri di amministrazione che ai direttori di rete e conduttori televisivi hanno espresso la propria opinione sulle recenti nomine del cda. A parlare per tutti è il segretario dell' Associazione Utenti radiotelevisivi e Presidente del Codacons avv. Carlo Rienzi, rappresentante della Cncu (Consulta consumatori ed utenti presso il Ministero delle attività produttive) nel tavolo di confronto permanente Rai consumatori voluto dal contratto di servizio. "Giudichiamoli dai fatti e , per il momento, lasciamoli lavorare...alla RAI c'è da fare tanto per aumentare la competitività con le reti private ma vendendo prodotti di qualità e non deficienti, e poi c'è il grave problema del potere assoluto di alcuni conduttori che usano le trasmissioni di servizio per propri fini politici o privati". "Noi terremo il polso della situazione quotidianamente con l'Osservatorio sulla qualità dei programmi Tv che riceve oltre 700 telefonate al mese". Ecco cosa piace al Codacons del nuovo cda: Rappresenta una lottizzazione politica evidente ma "delicata", nel senso che non esiste in esso una maggioranza precostituita anche grazie ad alcune figure più indipendenti dai due schieramenti. Ha subito dichiarato di voler perseguire obiettivi di qualità nel servizio pubblico (obiettivi che ovviamente non devono favorire la concorrenza di Mediaset almeno fin tanto che non nasca un terzo polo). Ha in animo di limitare la Tv deficiente e volgare basata solo su tette e culi (che, dal sondaggio Codacons sul proprio sito, non sembrano poi così indispensabili alla maggioranza dei telespettatori) Ecco cosa non piace al Codacons del nuovo cda: Le dichiarazioni per cui a loro non interessano i giudizi dei politici sul cda stesso (segno di pericolosa arroganza visto che le loro nomine sono proprio il risultato degli accordi tra i politici) La mancanza di qualsiasi accenno nei primi interventi ai bisogni degli utenti, e ad essi come necessari interlocutori di qualsiasi riforma della Rai. La mancanza di interventi sul problema della parità di accesso e di pluralismo nelle trasmissioni di servizio e di informazione. In questo senso il primo esposto sul loro tavolo sarà proprio un dossier sulla discriminazione vietata da parte di alcuni conduttori boss della Tv di Stato. Da ultimo l'Associazione invita il neo presidente in pectore Baldassarre , che ha assistito come avvocato la banche dinanzi alla Corte Costituzionale per la vicenda degli interessi usurari, a valutare attentamente l'incompatibilità, prevista dall'art. 3 del Rdl 1578/33, tra la professione di avvocato (specie se impegnato contro i cittadini e consumatori, che con il canone sono i veri azionisti della Rai) e quella di amministratore di un concessionario di servizio pubblico soggetto a vigilanza dello Stato. Si è tenuto intanto a Catania un incontro tra il Codacons (rappresentato da Francesco Tanasi) e il Segretario della Commissione di Vigilanza Rai Pippo Gianni. L'associazione ha proposto un ruolo attivo degli utenti nelle scelte effettuate dalla rete di Stato, e la proposta ha trovato il favore del Commissario Gianni. 

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