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Notiziario Marketpress di Mercoledì 08 Novembre 2006
MIGRAINE DAY 8 - ALBA 18 NOVEMBRE 2006 – L’ITALIA IN PRIMA LINEA CONTRO IL MAL DI TESTA  
 
 Milano, 8 novembre 2006 - Diretto dal professor Lorenzo Pinessi, Ordinario di Neurologia – vice Presidente della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (Sisc), Direttore Clinica Neurologica Ii e Centro Cefalee, Università di Torino - Ospedale Le Molinette, giunto alla ottava edizione Migraine Day 8 è una giornata di studio che riunisce a confronto i maggiori esperti internazionali - l’Italia in prima linea contro il mal di testa - l’emicrania - con importanti scoperte su cause e associazioni - nuove prospettive di cure : botulino di tipo A e topiramato per la profilassi e innovativi triptani (rizatriptan) ad azione rapida per la terapia di attacco. Uno studio ,in pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica americana Headache, svolto dal gruppo di ricerca coordinato dal professor Lorenzo Pinessi del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino ha dimostrato per la prima volta al mondo che l’emicrania - riguarda circa 7 - 8 milioni di italiani (le donne più colpite - 5 a 1 rispetto agli uomini) - non è più solo un sintomo ma è una vera e propria malattia associata ad un’ alterazione di precise strutture cerebrali, coinvolte nella regolazione del dolore. “Sotto accusa , spiega il professor Pinessi”, i lobi frontali” e temporali ,particolari aree cerebrali che fanno parte della cosiddetta “pain matrix” il complesso circuito cerebrale predisposto al controllo del dolore, analizzati con un’innovativa tecnica di risonanza magnetica cerebrale (rmn), che si avvale di una particolare analisi morfometrica (voxel-based morphometry – vbm) in grado di evidenziare anche modeste alterazioni della sostanza grigia o bianca cerebrale non percepibili ad occhio nudo con una risonanza magnetica tradizionale . Individuata anche un’altra particolare area del cervello - la corteccia cingolata anteriore - deputata alla modulazione della componente affettiva del dolore che potrebbe spiegare la frequenza degli attacchi emicranici e la frequente associazione tra emicrania cronica e depressione. Utilizzando la stessa metodica, sarà inoltre possibile valutare la presenza di eventuali differenze tra emicrania con aura ed emicrania senza aura e, soprattutto, di verificare l’efficacia dei vari trattamenti farmacologici di profilassi. Sino ad oggi si riteneva che l’emicrania, causata da una disfunzione neurovascolare cronica cerebrale generalmente transitoria che può cronicizzarsi (circa il 20% dei pazienti emicranici presenta nel corso della vita una cronicizzazione della malattia con cefalea subcontinua - cefalea cronica quotidiana- ) e caratterizzata dalla comparsa di crisi cefalalgiche violente - se non trattate anche di lunga durata da 3 - 4 ore fino a 3 giorni - accompagnate da nausea, vomito e vertigini fosse solo una manifestazione di ipersensibilità del cervello a stimoli endogeni od esogeni e che la malattia, anche nelle forme croniche, non fosse associata ad alterazioni strutturali . Gli emicranici venivano infatti considerati pazienti disfunzionali e cioè senza una precisa patologia definita. La ricerca , svolta dal nostro gruppo del dipartimento di Neuroscienze dell’università di Torino dimostra invece che negli emicranici sono presenti e visibili associazioni definite di determinate strutture cerebrali coinvolte nella regolazione del dolore. I risultati di questo studio aprono quindi importanti prospettive di ricerca e di terapie in particolare sui trattamenti farmacologici di prevenzione ”. Un’ altra recente ricerca clinica svolta dallo stesso gruppo torinese ha inoltre dimostrato , destando l’interesse dell’autorevole Nature Clinical Practice ,una stretta relazione tra emicrania e obesità. Ha scoperto infatti che nei pazienti emicranici è presente un’alterazione del metabolismo del glucosio, legata a un’insulinoresistenza e cioè a una diminuita attività insulinica. Questa condizione è responsabile del non utilizzo adeguato da parte dell’organismo delle sostanze energetiche assunte con l’alimentazione e favorisce il loro deposito sotto forma di grassi portando così al sovrappeso e all’obesità L’emicrania fa ingrassare circa il 20- 30% di coloro che ne sono colpiti . Nel nostro Paese sono obesi o in sovrappeso dai 3 ai 5 milioni di emicranici tra questi anche coloro che hanno registrato un incremento del peso dovuto ai farmaci utilizzati nella profilassi dell’emicrania come i beta-bloccanti e i calcioantagonisti”. “Nell’emicrania con obesità” evidenzia Pinessi, “ vi è una stretta relazione biunivoca in pratica l’una favorisce l’altra. L’aumento del peso corporeo aumenta la gravità e la durata degli attacchi emicranici che rischiano di diventare cronici mentre l’emicrania stessa è causa di obesità. Una dieta adeguata e una moderata e regolare attività fisica, possono ridurre in maniera significativa lo stato di insulinoresistenza, migliorando tutti i parametri metabolici e quindi anche l’eccesso di peso e riducendo l’intensità e la gravità degli attacchi di cefalea. Stiamo infine valutando l’efficacia di alcuni farmaci ipoglicemizzanti orali che migliorano la sensibilità all’insulina per controllare meglio sia la resistenza all’insulina che l’emicrania stessa”. Nuove prospettive di cure : botulino di tipo A e topiramato per la profilassi - agiscono sulla prevenzione riducendo la frequenza e la gravita degli attacchi emicranici e di conseguenza anche il dannoso ricorso agli analgesici e innovativi triptani (rizatriptan) ad azione rapida per la terapia di attacco. ” Botulino “l’efficacia della tossina botulinica di tipo A nella profilassi dell’emicrania e della cefalea cronica quotidiana” dice Pinessi , “ è stata ampiamente dimostrata da due recenti studi americani durati 11 mesi che hanno coinvolto oltre 350 pazienti L’impiego della neurotossina iniettata a livello dei muscoli intorno agli occhi, della fronte o delle mascelle e in certi casi del collo e delle spalle consente di allentare la morsa tipica della cefalea in quei pazienti con un’importante componente muscolo-tensiva. “Il topiramato, un farmaco anticonvulsivante usato nel trattamento dell’epilessia, agisce invece come regolatore dell’eccitabilità dei neuroni sul sistema nervoso. I risultati di tre ampi studi, su oltre 1700 pazienti riportano esiti molto positivi: riduzione degli attacchi mensili del 50% nel 46,3% di casi”. Il mal di testa ma il suo termine medico corretto è cefalea, comprende disturbi diversi: emicrania, cefalea tensiva e cefalea a grappolo che costituiscono le cefalee primarie e le cefalee secondarie conseguenti ad altri fattori traumi, sinusiti e altre patologie. Riconosciuto dall’ Oms , l’Organizzazione Mondiale della Sanità , come una delle più importanti cause di disabilità, in Italia non è affrontato in modo adeguato. Il Ssn lo include infatti nei livelli minimi di assistenza (Lea) come patologia minore. Altissimo quindi il rischio non solo di non risolvere il problema socio sanitario, ma di incrementare il ‘fai da te” che si traduce in un abuso di farmaci da banco rischiando di cronicizzare il disturbo invece di affrontarlo alla radice. “In realtà le cefalee”, ricorda Pinessi, “per essere risolte necessitano di medici esperti, centri specializzati per la diagnosi e la terapia e a volte anche il ricovero - attualmente considerato improprio o inadeguato per la sanità pubblica . In Italia si spendono circa 600 euro per paziente/anno, (visite mediche, ricoveri, spesa farmacologica) per un totale di oltre 3 milioni di euro, spesa a cui concorrono circa 250 mila giornate lavorative perse a causa del disturbo. .  
   
   
LA TOSSINA BOTULINICA NEL TRATTAMENTO DELLE CEFALEE  
 
Milano, 8 novembre 2006 - Non serve solo per spianare le rughe, ma anche per curare il mal di testa. “Sono sempre più numerosi” spiega il professor Pinessi, “ gli studi che dimostrano l’efficacia della tossina botulinica di tipo A per combattere varie forme di cefalea, nel trattamento acuto ma anche in quello preventivo. La tossina, prodotta dal batterio anaerobico Gram-positivo Clostridium botulinum, è una potente neurotossina che agisce a livello delle giunzioni neuromuscolari bloccando il rilascio del neurotrasmettitore acetilcolina e provocando così un blocco della contrazione muscolare. È una questione di dose se iniettato in un muscolo in piccole quantità, infatti inibisce temporaneamente la trasmissione neuromuscolare, determinando un rilassamento della muscolatura interessata, di entità variabile a seconda della quantità di tossina iniettata. Si è così pensato di sfruttarne le proprietà miorilassanti a scopo terapeutico e già nel 1979 l’Fda americana ne ha autorizzato l’uso in ambito clinico per la cura dello strabismo. Nel 1989 è stata poi approvata per il trattamento del blefarospasmo (un disturbo del movimento che provoca una contrazione frequente e involontaria dei muscoli palpebrali) e da circa 10 anni viene ormai impiegata come farmaco di prima scelta nella terapia di diversi disordini del movimento, tra cui le varie forme di distonia e l’emispasmo facciale. Negli ultimi tempi, oltre alla sua ben nota applicazione in campo cosmetico come prodotto antirughe, è apparsa sempre più evidente la sua utilità anche nella cura di altre malattie e, in particolare, nel trattamento del mal di testa. L’idea di utilizzare la tossina botulinica purificata e stabilizzata nella terapia delle cefalee è nata dall’osservazione che alcuni pazienti con movimenti involontari e distonie del volto (blefarospasmo ed emispasmo facciale), affetti anche da emicrania o cefalea tensiva concomitanti, riferivano una diminuzione sia dell´intensità del dolore, sia della frequenza delle crisi in seguito a iniezioni di tossina botulinica al volto. Sono così iniziati diversi studi volti a valutare l´efficacia delle infiltrazioni di botulino nei muscoli pericranici in pazienti affetti da cefalea tensiva ed emicrania. L´iperattività di questa muscolatura, infatti, è attualmente considerata la causa principale della cefalea tensiva, cronica e non, e un fattore in grado di aggravare la sintomatologia dolorosa nell´emicrania. “Se iniettata a livello dei muscoli intorno agli occhi, di quelli della fronte o delle mascelle e, nei casi in cui il mal di testa sia diffuso a tutto il cranio, anche dei muscoli delle spalle e del collo – prosegue il neurologo torinese -, la tossina consente, bloccando la trasmissione nervosa, di ridurre la contrazione di questa muscolatura e di allentare così il tipico cerchio alla testa in quei pazienti affetti da cefalee croniche ed episodiche con una forte componente muscolo-tensiva”. Il nuovo rimedio è privo di effetti collaterali significativi e permette, oltretutto, di ridurre drasticamente l´uso di analgesici. La cura ha bisogno di un po´ di rodaggio prima di dare risultati positivi e i primi benefici compaiono dopo un paio di sedute. Per essere efficace, inoltre, il trattamento va ripetuto ogni 5-6 mesi per almeno due anni. Nella maggior parte degli studi effettuati fino ad ora, il botulino si è dimostrato un farmaco valido, sia nel trattamento dell’attacco acuto sia come intervento di profilassi, per ridurre il dolore provocato dalla cefalea e la frequenza degli attacchi. Ulteriori e ultime conferme sull’utilità del botulino sono arrivate anche dall’ultimo congresso della European Federation of Neurological Societies, che si è svolto ad Atene in settembre dove sono stati presentati i risultati di due studi americani che hanno testato l’effetto della tossina botulinica di tipo A nella profilassi della cefalea cronica quotidiana,valutandone sicurezza ed efficacia. Gli studi hanno coinvolto più di 350 pazienti, seguiti in vari centri statunitensi per un periodo di 11 mesi. I pazienti trattati con la tossina hanno presentato un miglioramento significativo di tutti i parametri esaminati in confronto al placebo, riportando effetti collaterali molto modesti. In particolare, la terapia col botulino si è dimostrata in grado di ridurre la frequenza e l’intensità delle crisi cefalalgiche in tutti i pazienti studiati e di permettere un minor consumo di analgesici in quelli che ricorrevano all’uso di questi farmaci per il trattamento degli attacchi acuti. Il trattamento con la tossina botulinica rappresenta, quindi, una nuova e promettente opzione terapeutica nel campo delle cefalee, attualmente protagonista di molti studi clinici internazionali finalizzati a comprendere meglio i suoi effetti nelle diverse forme della malattia e il suo ruolo come agente terapeutico. Occorre comunque tenere presente che nel nostro Paese, il farmaco non è ancora registrato per questa indicazione e che la terapia col botulino può essere praticata esclusivamente nei Centri Neurologici specializzati, dove siano disponibili attrezzature adeguate per lo stoccaggio e lo smaltimento del prodotto e dove sia presente un´équipe di medici esperti nella somministrazione di questo farmaco e nel monitoraggio dei vantaggi e degli eventuali effetti collaterali dei pazienti a cui viene iniettato. Al momento attuale, inoltre, la terapia è totalmente a carico del paziente anche se in base all’efficacia dimostrata entro brevi tempi sarà possibile ottenere la rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale”. .  
   
   
IL TOPIRAMATO NELLA PROFILASSI DELL’EMICRANIA  
 
Milano, 8 novembre 2006 - Tra le novità farmacologiche c’è anche il topiramato, approvato in origine come farmaco antiepilettico e recentemente anche per la profilassi dell’emicrania. La molecola, infatti, si è dimostrata efficace nel ridurre frequenza e gravità degli attacchi emicranici. “Il topiramato” ,dice Pinessi , “inizialmente impiegato come anticonvulsivante nel trattamento dell’epilessia, agisce sul sistema nervoso centrale come stabilizzatore dell’attività elettrica della membrana della cellula nervosa. Questo farmaco è particolarmente indicato nelle cosiddette patologie critiche, quali appunto l’epilessia, per la quale è nato, ma anche l’emicrania, caratterizzate da periodiche crisi. Anche nel caso dell’emicrania, infatti, il cervello del paziente risulta particolarmente eccitabile e può andare facilmente incontro a crisi che si manifestano con dolore pulsante e unilaterale, di intensità moderata o severa, associato a sintomi come nausea, vomito, fotofobia e fotofobia. Un farmaco come il topiramato, che agisce come regolatore dell’eccitabilità dei neuroni, può dunque essere utile nella prevenzione delle crisi epilettiche ma anche di quelle emicraniche, che presentano per molti versi caratteristiche simili le une alle altre . I risultati di tre ampi studi, svolti su oltre 1700 pazienti hanno verificato l’efficacia e la tollerabilità di un trattamento a lungo termine con il farmaco, fornendo risultati molto positivi. Si è infatti dimostrato che la cura è in grado di ridurre del 50% il numero di attacchi mensili nel 46,3% di casi ed è efficace già nel primo mese di terapia. Utilizzato nelle forme più tenaci di emicrania, quelle caratterizzate da almeno 3-4 attacchi al mese e resistenti ai prodotti tradizionali (betabloccanti o calcioantagonisti), o nei pazienti con crisi gravi o particolarmente debilitanti, il topiramato agisce non tanto attenuando i sintomi (ruolo che spetta agli antidolorifici specifici, come i triptani) quanto riducendo in modo significativo la frequenza degli attacchi emicranici, che risultano inoltre più brevi e meno intensi. La conseguenza è un minor ricorso ai farmaci analgesici, a tutto vantaggio della qualità della vita”. Il topiramato, tra l’altro, ha dimostrato di essere attivo anche nei pazienti che soffrono di emicrania con aura, una forma che spesso non risponde al trattamento con gli altri farmaci di profilassi già noti. La terapia deve essere seguita per un periodo di almeno tre mesi, ma la sua durata può variare in modo significativo da caso a caso, a seconda della tipologia del paziente. In ogni caso, gli studi hanno evidenziato una buona tollerabilità della molecola, i cui effetti collaterali, generalmente lievi, consistono principalmente in leggere parestesie, cioè temporanee perdite di sensibilità, soprattutto agli arti, e astenia. Un altro effetto collaterale del topiramato, non sempre sgradito, è invece quello di provocare una leggera perdita di peso (dell’ordine del 2-3 % del peso corporeo totale), contrariamente a quanto avviene con gli altri farmaci comunemente usati per la profilassi dell’emicrania. La strategia terapeutica di prevenzione farmacologica di questo disturbo a base di antiepilettici a dosaggio ad hoc, da assumere ciclicamente tutti i giorni, anche in associazione con medicinali specifici sintomatici come triptani o analgesici ad azione mirata, vede concordi tutti gli esperti dei Centri Cefalee. Il topiramato, in particolare, è già stato registrato per la prevenzione dell’emicrania in 41 paesi e recentemente anche in ’Italia. ” Tutti i farmaci che riducono gli attacchi - “Il topiramato”, ricorda infine il professor Pinessi , “è solo l’ultimo ritrovato che si aggiunge ad una lunga lista di farmaci “preventivi” dell’emicrania. E’ il risultato della ricerca scientifica che punta a ridurre il numero degli attacchi. Un obbiettivo con grandi aspettative e benefici come la diminuzione dei giorni di sofferenza e quindi degli effetti nocivi degli analgesici, consumati in gran quantità dagli emicranici. In assenza di una conoscenza precisa dei meccanismi biochimici che causano l’emicrania, raggiungere l’obbiettivo non e facile, tuttavia in questi anni sono stati messi a punto numerosi farmaci, già presenti sul mercato con altre indicazioni. Alcuni antipertensivi come i betabloccanti , psicofarmaci, antidepressivi, hanno dimostrato di ridurre da due a quattro crisi dolorose su una media di sei-otto crisi mensili in una percentuale rilevante di emicranici. A questi si aggiungono ora gli antiepilettici, categoria a cui appartiene l’ultimo arrivato nei farmaci per prevenire l’emicrania, il topiramato. E’ importante che i pazienti sappiano che la ricerca ha messo a disposizione un ampio panorama di farmaci con cui ridurre il numero di crisi medio mensile. Tra questi lo specialista può ora scegliere quello più efficace per il paziente e con il minor numero di effetti collaterali”. .  
   
   
LA TERAPIA D’ATTACCO DELL’EMICRANIA  
 
Milano, 8 novembre 2006 - Secondo lo studio Prompt (Patient Reaction and Opinion to Migraine Pain and Treatment – Reazione ed opinione del paziente sul dolore emicranico e sulle terapie) svolto in sei Paesi Europei su 1500 pazienti di cui 250 in Italia anche se la richiesta principale dei pazienti è quella di un farmaco rapido ed efficace, gli emicranici italiani, rispetto a quelli europei, rimandando il ricorso farmacologico specifico a oltre un ora e mezzo della crisi . ”Per attaccare e risolvere l’emicrania”, ricorda Pinessi bisogna invece intervenire tempestivamente -entro circa un’ora - come hanno evidenziato recenti ricerche”. Per la terapia dell’attacco emicranico sono disponibili numerosi farmaci specifici e non specifici, alcuni utilizzati da tempo, altri di recente acquisizione. “I farmaci per l’attacco”, spiega il professore torinese “sono distinti nei seguenti gruppi: triptani; Fans ed analgesici; derivati dell’ergot; antiemetici. I triptani. La terapia dell’attacco emicranico è stata rivoluzionata dall’introduzione in commercio negli anni ‘90 dei triplani ,agonisti serotoninergici che rappresentano una terapia specifica per l’attacco emicranico, agendo selettivamente solo su alcuni sottotipi recettoriali della serotonina particolarmente presenti a livello cerebrale, sui vasi implicati nella crisi emicranica e svolgono la propria azione sia a livello neuronale che vascolare cerebrale . Indicati per il trattamento di crisi emicraniche di intensità moderata e grave sono efficaci non solo sul dolore ma anche sui sintomi vegetativi che accompagnano l’attacco (nausea, vomito, ipersensibilità a luci e suoni) Tra i diversi triptani oggi in commercio il rizatriptan ha dimostrato una particolare rapidà di azione ed efficacia che si traducono in una rapida scomparsa e/o sollievo dal dolore . Gli analgesici e i Fans sono indicati per il trattamento di crisi di intensità lieve o moderata (grado 1 o 2) o quando sia controindicato l’uso dei triptani o infine quando questi si siano rivelati inefficaci. Per alcuni farmaci di questa classe è possibile l’automedicazione e l’utilizzo di farmaci da banco, ma è sempre necessario che sia stata formulata, in precedenza, una corretta diagnosi da parte del medico. I derivati dell’ergot sono indicati per il trattamento di attacchi invalidanti che non rispondono ad altri farmaci sintomatici ed a bassa frequenza (1-2 attacchi al mese), per il potenziale rischio di abuso. Vanno pressoché costantemente associati con gli antiemetici, in quanto gli ergot-derivatipossono accentuare nausea e vomito. Gli antiemetici sono indicati come adiuvanti della terapia sintomatica dell’attacco, quando siano prevalenti i sintomi associati nausea e vomito”. Diagnosi Delle Cefalee - “La prima cosa da fare” afferma il professor Pinessi ” è quella di accertare che si tratti realmente di cefalea primaria, e che il dolore non sia conseguente a una patologia organica (cefalea secondaria). La storia clinica (anamnesi), porta già a una precisa formulazione diagnostica. In più un corretto esame neurologico per valutare tutte le funzioni neurologiche (dal fondo dell’occhio ai riflessi, alle prove di coordinazione dei movimenti…), e l’esame obbiettivo medico generale serviranno a confermare la diagnosi. In pratica, l’esistenza di una cefalea primaria si evidenzia attraverso l’esame clinico, dalle parole del paziente che descrive le sue crisi. Si ricorre invece a precise indagini strumentali (Tac, Risonanza Magnetica) quando esiste il dubbio che la cefalea possa nascondere patologie provenienti da altri organi. Oppure per accertare che non vi siano lesioni vascolari ischemiche anche minime, a volte presenti negli emicranici di lunga data. Si può ricorre alla risonanza magnetica più angio-Rm (visualizzazione dei vasi endocranici) per escludere eventuali malformazioni vasali, vascolari o aneurismi”. Cefalea Ed Emicrania: Qualche Richiamo Agli Aspetti Essenziali Classificazione generale - Le cefalee vengono distinte in primarie e sono essenzialmente tre: l´emicrania, la cefalea tensiva e la cefalea a grappolo e secondarie quando sono conseguenti ad altri fattori : traumi , sinusiti. “L´emicrania” spiega il professor Pinessi , “è la forma più frequente di cefalea primaria, riguarda circa 7- 8 milioni di italiani con una netta prevalenza per il sesso femminile con un rapporto di 5 a 1 rispetto agli uomini . Si tratta di una disfunzione neurovascolare cronica cerebrale (di norma di tipo ereditario), caratterizzata da attacchi di cefalea violenta e pulsante che in genere interessano soltanto un solo lato della testa - se non trattati possono durare da 3-4 ore a 3 giorni - a volte preceduti da fotofobia, lacune visive, associati a nausea-vomito. Nelle donne in particolare le variazioni ormonali del ciclo mestruale, della menopausa o in seguito all´uso di contraccettivi orali rivestono ruolo determinante nel 60% delle emicranie femminili. Nei malati predisposti , numerosi sono i fattori scatenanti gli attacchi emicranici: stress, variazioni dell’umore, cibi o bevande, variazioni climatiche, attività fisica violenta, luci ed odori. Si distinguono due tipi di emicrania: l´emicrania con aura e l´emicrania senza aura. Quest’ultima rappresenta la forma più frequente - 80% degli attacchi emicranici. L´emicrania con aura si differenzia in quanto l´attacco è preceduto e accompagnato da un corteo di sintomi di tipo neurologico, focali, transitori e reversibili, denominato per l’appunto “aura”. L´aura insorge gradualmente e precede di 10-30 minuti l’attacco vero e proprio. Può essere sensitiva - formicolii, intorpidimento, visione di lampi, percezione di fischi acuti, vertigini- o motoria - intorpidimento, difficoltà nell’organizzazione di movimenti, visione sdoppiata, difficoltà a trovare e pronunciare le parole ”. Cefalea tensiva, è la più diffusa, caratterizzata da un dolore “a casco”, è scatenata dalla contrazione dei muscoli del collo e delle spalle, con una maggiore intensità nella regione occipitale. La forma episodica si manifesta con attacchi ricorrenti, della durata variabile da mezz’ora a una settimana, per meno di 15 giorni al mese, mentre in quella cronica il dolore è invece presente per sei mesi all´anno. La cefalea tensiva è più frequente nelle donne e nelle persone che assumono posture scorrette o sono particolarmente esposte a fattori stressanti (per esempio studenti ) ansia e tensione emotiva spesso possono associarsi alle crisi. La cefalea a grappolo è la forma meno diffusa: - per ogni donna sofferente ci sono 3 - 4 uomini- con un picco di incidenza fra i venti e i trenta anni. E’ contraddistinta da crisi con dolore molto forte, trafittivo, in genere monolaterale localizzate intorno all´occhio e allo zigomo che si susseguono l´una all´altra (“a grappolo”) a brevi intervalli di tempo e si raggruppano in determinati periodi del giorno e dell´anno (per esempio in primavera e autunno). Durante il grappolo si passa da un minimo di una crisi ogni due giorni, a un massimo di otto nelle ventiquattro ore della durata media di un’ora. Può manifestarsi in forma episodica, da sette giorni ad alcuni mesi, con intervalli di remissione superiori a due settimane e in forma cronica, quando gli attacchi si presentano ogni giorno per più di un anno consecutivamente. I costi dell’emicrania Secondo recenti stime in Europa il costo dell’emicrania è di circa 27 milioni di euro l’anno ed è legato al calo di produttività , perdita di giornate di lavoro , in media da 1,9 a 3,2 In Italia si spendono circa 600 euro per paziente/anno, (visite mediche, pronto soccorso, ricoveri, spesa farmacologica) per un totale di oltre 3 milioni di euro, spesa a cui concorrono 250 mila giornate lavorative perse a causa del disturbo. .  
   
   
DIAGNOSI E VACCINI PER IL CANCRO ALL’UTERO  
 
Torino, 8 novembre 2006 - Giovedì 9 e venerdì 10 Novembre 2006, si svolgerà a presso la sede della Fondazione di Biotecnologie, Villa Gualino, dalle ore 8,30 in poi, iI Convegno Europeo sulle nuove strategie diagnostiche e vaccinali del cancro alla cervice uterina, dal titolo “Hpv and Cancer”, organizzato dal Prof. Santo Landolfo, Virologo della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Torino, e dalla Prof. Ssa Marisa Gariglio, Virologa della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università del Piemonte Orientale. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 3500 nuovi casi di cancro della cervice uterina, che con 1800 decessi l’anno rappresenta, dopo il cancro della mammella, la seconda causa di morte per tumore nelle donne. Attualmente è possibile seguire l’infezione dalle sue fasi iniziali con un semplice esame di routine quale il Pap test. Tuttavia, l’elevata percentuale di falsi positivi pone dei limiti all’impiego di questo test per identificare con certezza le infezioni da Hpv. Si rende quindi necessario introdurre nella pratica diagnostica il test a Dna che permette di identificare con precisione infezioni da Hpv in modo da poter intervenire più precocemente, limitando enormemente l’aggressività chirurgica. Nei due giorni del convegno si parlerà quindi della diagnostica e della prevenzione delle infezioni da Hpv. In particolare, relativamente al primo tema, verranno presentate dal Dott. Guglielmo Ronco del Centro per la Prevenzione Oncologica della Regione Piemonte i risultati di un recente studio eseguito su 33. 364 donne, di età compresa tra i 35 ed i 60 anni, che indica come la ricerca della presenza di Dna di Hpv presenti una sensibilità notevolmente superiore al Pap test ed apra quindi interessanti prospettive nella diagnosi precoce di infezioni da Hpv. Le informazioni dettagliate sul convegno sono disponibili sul sito www. Hpvturin. Org .  
   
   
OSTEOPOROSI, 20 MILA EURO AL MIGLIOR PROGETTO DI RICERCA  
 
Firenze, 8 novembre 2006 - Il premio consiste in 20 mila euro, è il primo della serie, ed è destinato al miglior progetto di ricerca in materia di prevenzione e diagnosi dell’osteoporosi nel periodo successivo alla menopausa. I vincitori saranno proclamati nel corso del Vi Congresso nazionale che l’associazione scientifica Siommms (Società Italiana dell’Osteporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro) ha in programma a Pisa dal 22 al 25 novembre. L’iniziativa nasce appunto dalla collaborazione tra Siommms (www. Siommms. It) e I. F. B. Stroder (Istituto Farmaco Biologico Stroder), azienda farmaceutica con sede a Firenze. Obiettivo: approfondire la conoscenza di una delle malattie dello scheletro più diffuse tra le donne (premio. Stroder-siommms@it. Netgrs. Com). “L’osteoporosi”, spiega l’endocrinologa Maria Luisa Brandi, presidente di Siommms, oltre che docente di Endocrinologia all’Università di Firenze, “rappresenta uno dei maggiori problemi sanitari delle società occidentali. Nelle donne si manifesta soprattutto dopo la menopausa e colpisce in prevalenza la parte più interna dell’osso determinando fratture importanti”. Malattia del metabolismo, definita ‘epidemia silenziosa’ per l’assenza di sintomi, l’osteoporosi è un autentico flagello certificato dalle statistiche. Nel mondo ne soffrono 200 milioni di donne: tra i 60 e i 70 anni ben il 30% e dopo gli 80 addirittura il 70%. Ci si ammala però anche a età inferiori. Si stima infatti che dopo i 45 anni una donna su tre venga colpita e sono molto numerosi i casi di fratture invalidanti (in Europa una ogni 30 secondi). Nel 2050, con il progressivo invecchiamento della popolazione, il bilancio sarà ancora più pesante. Un fenomeno così vasto e profondo comporta ovviamente costi sempre meno sostenibili per le strutture sanitarie specializzate nel trattamento dell’osteoporosi. Nel 2001 l’Unione Europea ha speso in proposito quasi 5 miliardi di euro, con un aumento del 33% rispetto al triennio precedente. “In una simile situazione”, continua Maria Luisa Brandi, “diventa strategico il ruolo della ricerca. Sull’osteoporosi e sulle altre malattie letali anche in Europa si stanno già investendo somme considerevoli, pari al 10% della spesa pubblica ospedaliera, ma il gap con gli Stati Uniti è ancora vistoso e si tratta quindi di fare di più. Ecco perché, come società scientifica, abbiamo volentieri collaborato alla proposta della I. F. B. Stroder di istituire un premio importante per la ricerca nell’osteoporosi“ La I. F. B. Stroder è da anni impegnata nel cardiovascolare, che solo di recente è entrata nel settore osteoporosi grazie al lancio di una nuova molecola, il Ranelato di Stronzio, la cui caratteristica peculiare è di possedere un’azione doppia sul metabolismo osseo: riduce la distruzione di osso e allo stesso tempo stimola la formazione di nuovo osso, ridimensionando così il rischio delle temute fratture vertebrali e del femore. Il regolamento del premio prevede una valutazione dei progetti anche per il grado di fattibilità. Sono vietati i conflitti d’interesse, ossia non sono stati ammessi assistenti, collaboratori o parenti dei membri della giuria. Giuria di cui fanno parte i massimi esperti italiani: il reumatologo Silvano Adami (Verona), il gerontologo Gaetano Crepaldi (Padova), l’internista Ranuccio Nuti (Siena), il reumatologo Sergio Ortolani (Milano), e la stessa Maria Luisa Brandi. Il premio sarà consegnato in due tranches: la prima appunto in occasione del Vi° Congresso Siommms di Pisa; la seconda a conclusione del progetto di ricerca. .  
   
   
CELL THERAPEUTICS, INC. (CTI) SOSPENDE TEMPORANEAMENTE L’ARRUOLAMENTO NELLO STUDIO CLINICO PIONEER SUL TUMORE DEL POLMONE;LE ATTUALI PAZIENTI CONTINUERANNO AD ESSERE TRATTATE.  
 
Seattle e Bresso, 8 Novembre 2006 - Cell Therapeutics Inc. Ha reso noto il 3 novembre che l’arruolamento delle pazienti nello studio clinico Pioneer sul tumore al polmone è stato temporaneamente sospeso in attesa dei dati di follow up delle pazienti arruolate più di recente. Dopo verifica con la Società e con lo Steering Committee dello studio, il Data Safety Monitoring Board (Dsmb) ha raccomandato, con l’accordo di Cti , di sospendere l’arruolamento relativo allo studio per consentire di completare la valutazione delle differenze nelle morti durante i primi cicli osservate tra i bracci di trattamento dello studio. Anche se la maggioranza delle morti sono da attribuire alla progressione della malattia, dati più completi si rendono necessari per analizzare tale differenza. Inoltre in accordo alla raccomandazione dell’Dsmb, tutte le pazienti attualmente nello studio continueranno ad essere trattate secondo il protocollo. Inoltre, come pianificato successivamente al meeting di maggio con la Us Food and Drug Administration e seguendone le raccomandazioni, la Società ha rianalizzato i dati demografici e quelli relativi al livello degli estrogeni delle pazienti raccolti nello studio Pioneer e pianificato di modificare lo studio attuale sospendendo nel frattempo l’arruolamento. Lo studio sarà modificato focalizzando l’ endpoint primario di efficacia sulla sopravvivenza nelle donne con livelli di estrogeni normali; il sottogruppo di pazienti che ha dimostrato il maggiore beneficio in termini di sopravvivenza negli studi Stellar. “A seguito del nostro incontro con Fda abbiamo deciso di utilizzare l’arruolamento iniziale di questo studio per verificare se la proporzione di pazienti con normali livelli di estrogeni corrisponda a quanto atteso, basandoci sulla nostra esperienza negli studi Stellar” ha affermato James A. Bianco, M. D. , Presidente e Ceo di Cti. “Poiché solo la metà circa delle pazienti arruolate nello studio Pioneer ha livelli normali di estrogeni rispetto ai due terzi circa delle pazienti per le quali i dati sugli estrogeni erano disponibili nei nostri precedenti studi Stellar, abbiamo ritenuto prudente modificare il protocollo per focalizzare l’analisi dell’endpoint primario sul sottogruppo delle pazienti nelle quali abbiamo notato la maggiore differenza di sopravvivenza negli studi Stellar- le pazienti con normali livelli di estrogeni” Lo studio clinico Pioneer è iniziato lo scorso dicembre 2005 utilizzando come fattore di stratificazione pazienti in età pre-menopausa. In base alla risposta dell’Fda, Cti seguirà il suggerimento dell’Agenzia di emendare il protocollo considerando il livello di estrogeni come fattore di stratificazione e come obiettivo di efficacia primaria dello studio. La Società si aspetta di sottomettere un emendamento all’Fda tramite uno Special Protocol Assesment Request non appena possibile. La Società anticipa che la variazione al protocollo ritarderà l’analisi interim dello studio clinico Pioneer di almeno sei mesi. .  
   
   
SCHIZOFRENIA E DEPRESSIONE: PARLARNE PER NON GHETTIZZARE A RIMINI SPECIALISTI A CONFRONTO PER FARE IL PUNTO SULLA GESTIONE CLINICA E TERAPEUTICA DI DUE IMPORTANTI PATOLOGIE PSICHICHE  
 
 Rimini, 8 novembre 2006 – Si stima che nel riminese quasi 1. 500 individui soffrano di schizofrenia (in Emilia Romagna sono circa 21. 000). Questa importante patologia della mente e la depressione nel paziente schizofrenico saranno al centro dell’incontro organizzato dal Dipartimento di salute mentale di Rimini in collaborazione con Pfizer Italia che avrà luogo giovedì 9 novembre presso l’Hotel Holiday Inn di Rimini in viale Vespucci, 16. In Italia la schizofrenia colpisce circa 600mila persone. Secondo uno studio condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’incidenza di questa malattia, cioè il numero di casi che si verificano ogni anno, oscilla tra i 7 ed i 14 ogni 100 mila abitanti, in età compresa tra i 15 ed i 54 anni. Si tratta di un disturbo del sistema nervoso altamente disabilitante che attacca tutti gli aspetti della vita psichica dell’individuo. Gravi sono i disturbi cognitivi ed emotivi, caratterizzati da deliri ed allucinazioni tali da rendere chi ne soffre incapace di riconoscere cosa sia reale o solo immaginario. Sono colpiti da questa malattia sia uomini che donne con la differenza che nei primi la patologia si manifesta in età più precoce, tra i 15 ed i 25 anni, mentre le donne manifestano i primi sintomi tra i 25 ed i 35 anni. “La personalità si modifica e con essa anche i pensieri, gli affetti ed il senso della propria individualità. - afferma il dottor Riccardo Sabatelli, Responsabile del Centro di Salute Mentale di Rimini – Siamo dinnanzi ad una grave perturbazione del rapporto con se stesso e con il mondo circostante. La sintomatologia porta il malato ad avere difficoltà ad integrarsi in una normale situazione socio-affettiva. I sintomi portano in moltissimi casi all’isolamento del malato, proprio come nel caso della depressione che molto spesso si tace e si nasconde per pudore o vergogna del giudizio degli altri” La depressione appartiene alla categoria dei disturbi dell’umore e si deve considerare una malattia a lunga durata, che tende, cioè, a ripresentarsi con frequenti ricadute e ricorrenze. Nel mondo si contano milioni di depressi. Le statistiche più recenti dicono che il 5% della popolazione soffre di depressione, con una prevalenza delle donne – dal 4,5 al 9,3% - rispetto agli uomini – dal 2,3 al 3,2% -. In generale, comunque, si ritiene che il 10% della popolazione abbia la possibilità di incorrere in almeno un episodio depressivo nel corso della propria vita. L’esordio della malattia può avvenire a tutte le età, ma l’adolescenza e la prima giovinezza sono i periodi a maggior rischio, soprattutto per le donne. Gli uomini, invece, rischiano maggiormente di cadere in depressione dai 35 ai 44 anni di età. “Ci si sente soli, con un gran vuoto che non si riesce a colmare e ciò che è peggio, ci si sente molto spesso anche in colpa. ” continua il dottor Sabatelli “Si ha l’impressione che non ci sia niente da fare e quindi il paziente, a torto, si rassegna. Vincere la depressione, oggi ancor di più, si può. Basta riconoscerla e curarla per tempo come qualsiasi altra patologia, senza alcuna vergogna, paura o pregiudizio. In molti ce l’hanno già fatta. Nomi importanti come Sandra Mondani e Woody Allen dimostrano che la si può sconfiggere continuando ad essere apprezzati dagli altri”. Anche per la schizofrenia si è assistito negli ultimi anni a notevoli miglioramenti sia per la disponibilità di nuovi farmaci molto efficaci e selettivi, sia per l’ampliamento delle conoscenza dei disturbi del pensiero che per le esperienze ormai numerose di riabilitazione psicosociale. “Si sta lavorando molto per combattere queste diffuse patologie della psiche – conclude il dottor Sabatelli – L’incontro di giovedì vuole essere un ulteriore confronto ed arricchimento per la cura di depressione e schizofrenia” .  
   
   
COM-PA 2006, ECCO LA TV DELL’OSPEDALE MEYER DI FIRENZE  
 
Bologna, 8 novembre 2006 - Gli orari e i servizi dell´ospedale, video sulla struttura, previsioni del tempo e news dal mondo. Sono i contenuti di Meyer Tv, il nuovo canale di comunicazione dell´Ospedale pediatrico Meyer di Firenze realizzato da Officine Digitali in collaborazione con la fondazione dell´Ospedale e presentato a Com-pa, il Salone Europeo della Comunicazione Pubblica dei Servizi al Cittadino e alle Imprese, in corso a Bologna. Si tratta di un nuovo strumento di comunicazione dell´Ospedale Pediatrico che consentirà a tutti gli utenti nelle sale di attesa dell´Ospedale di essere aggiornati sulle ultime novità. Attraverso il video sarà possibile conoscere tutta la struttura sanitaria, il personale, i servizi attivati, le iniziative in programma. E ancora, le date da ricordare, variazioni degli orari di visita o aperture straordinarie. La Fondazione dell´Ospedale nasce come strumento operativo sinergico all´Azienda Ospedaliera Meyer per le attività legate al Nuovo Meyer di Villa Ognissanti e per fornire supporto nell´attività di raccolta fondi. Integrata con le scelte programmatiche dell´Ospedale, la Fondazione rappresenta un aiuto e un sostegno per la realizzazione di tutte quelle azioni che danno "valore aggiunto" all´attività del Meyer. .  
   
   
CURARE O NON CURARE: È QUESTO IL PROBLEMA?  
 
Busto Arsizio, 8 novembre 2006 - Per il ciclo di incontri intitolato Dimmi la verità Quid est veritas? l’Associazione Medicina e Persona in collaborazione con Fondazione San Giacomo propone “Curare o non curare: è questo il problema?” L’appuntamento è previsto per venerdì 10 novembre, alle ore 21:15 nell’Auditorium della Fondazione San Giacomo - piazza Xxv Aprile, 1 Busto Arsizio (Va). Interverranno il dott. Antonio Foletti, responsabile del reparto di Anestesia dell´Ospedale svizzero di Losanna, dove il suicidio assistito è legale, e il dott. G. Battista Guazzetti che da anni si occupa di pazienti in stato vegetativo prolungato presso il Centro Don Orione di Bergamo. Modera la serata il prof. Roberto Colombo, docente di Neurobiologia e Genetica presso l´Università Cattolica di Milano. L’evento non vedrà degli “opinionisti” sul tavolo dei relatori, ma persone impegnate quotidianamente nel confronto drammatico sul tema dell’eutanasia. Dopo il primo appuntamento - avvenuto ad ottobre con la lettura da parte del prof. Franco Silanos del discorso del Santo Padre all’Università di Regensburg - il percorso Dimmi la verità Quid est veritas? proseguirà nei prossimi mesi affrontando diversi temi, allo scopo di “fare giustizia” di luoghi comuni fatti passare come “verità”. Il ciclo di incontri Dimmi la verità Quid est veritas? è un tentativo proposto al pubblico più eterogeneo di non trascurare i fatti di immediata attualità, per capire e giudicare insieme al pubblico, alle persone, di che si tratta. Si rammenta che l’ingresso al ciclo di incontri Dimmi la verità Quid est veritas? è gratuito. Medicina e Persona è nata nel 1999 come libera Associazione fra Operatori Sanitari, l’unica in Italia che raggruppa tutte le categorie di operatori nel mondo sanitario, dai medici agli infermieri. L´associazione nasce in un momento di radicali cambiamenti e trasformazioni in ambito sanitario. Essa intende svolgere un ruolo costruttivo rispetto alla realtà del lavoro e vuol essere uno strumento per la valorizzazione delle intuizioni, delle intelligenze e delle capacità umane e professionali esistenti. La professione sanitaria è la risposta personale, libera e responsabile, al bisogno della persona malata ed, in quanto tale, dipendente dalla qualificazione, dalla dedizione e dall´impegno di chi la esercita. Solo un io può reggere il significato del proprio lavoro: la persona è la risorsa centrale di ogni attività umana; origine, strumento e fine di ogni gesto compiutamente umano. Www. Fondazionesangiacomo. It . .  
   
   
TRAMONTO O TRASFIGURAZIONE DEL CRISTIANESIMO? LAICITÀ UN CONVEGNO INTERNAZIONALE SUL TEMA DELLA LAICITÀ TRA ATTUALITÀ, RIFLESSIONE TEOLOGICO-FILOSOFICA E POLITICO-SOCIALE  
 
Falconara, 8 novembre 2006 - Da giovedì 23 a sabato 25 novembre, la rivista “Filosofia e Teologia” e l’Associazione Italiana per gli Studi di Filosofia e Teologia, in collaborazione con Centro Universitario di Cultura e Pratica Filosofica “Falconara Filosofia”, promuovono il Convegno internazionale Laicità, terzo appuntamento del ciclo di convegni itineranti “Tramonto o trasfigurazione del cristianesimo?”. Il Convegno si situa sullo sfondo della più ampia tematica che da un quinquennio ispira i lavori della rivista “Filosofia e Teologia” circa il senso e il destino del cristianesimo nell’odierno contesto culturale occidentale, un contesto segnato dalla secolarizzazione, dall’accentuarsi dello spirito critico e libertario dell´illuminismo e post-modernismo, dall’affermazione del nichilismo, della globalizzazione, del multiculturalismo… Il tema della laicità s’inserisce in tale orizzonte problematico con una nota di forte attualità e una netta valenza teoretica, non solo teologico-filosofica ma anche politica e sociale. I relatori – Francesco Traniello, Barbara Henry, Valerio Onida, Barbara Randazzo, Sàndor Fazakas, Giuseppe Ruggieri e Biagio De Giovanni – si confronteranno da posizioni diverse su quattro questioni chiave: laicità del cristiano (questione teologica); laicità del laico (questione filosofico-illuministica); laicità dello Stato e religione civile (questione politica moderna e post-moderna); nozione moderna di laicità (questione storica). Www. Filosofiaeteologia. It refema@comune. Falconara-marittima. An. It .  
   
   
I PIU’ IMPORTANTI PENSATORI ITALIANI IN IRPINIA PER “IL BORGO DEI FILOSOFI” VENERDÌ 10 NOVEMBRE CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL’EVENTO  
 
 Avellino, 8 novembre 2006 - L’etica del buon vivere tra condizione umana e ambiente: “Il Borgo dei Filosofi”, originale iniziativa promossa dalla Comunità Montana Terminio Cervialto che vedrà la presenza in Irpinia dei maggiori pensatori italiani, si prepara alla sua prima edizione. Venerdì 10 novembre, alle ore 10, presso Palazzo Caracciolo, ad Avellino, ci sarà la conferenza stampa di presentazione della manifestazione in programma dal 15 al 19 novembre nei comuni di Luogosano, Sant’angelo all’Esca, Castelvetere sul Calore, Montella, Taurasi e Nusco, nata in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e con il patrocinio della Regione Campania, Provincia di Avellino, Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Salerno, Centro Servizi Amministrativi, Sfi – Società Filosofica Italiana, Comune di Luogosano, Comune di Sant’angelo all’Esca, Comune di Castelvetere sul Calore, Comune di Montella, Comune di Taurasi, Comune di Nusco. .  
   
   
TOKYO:MISSIONE SPECIALE PER LA FIERA DI VICENZA DAL 31 OTTOBRE AL 2 NOVEMBRE “PREVIEW 2007-ITALIAN JEWELLERY COLLECTION”  
 
Vicenza, 8 novembre 2006 - Dal 31 ottobre al 2 novembre si è tenuta a Tokyo la manifestazione “Preview 2007 – Italian Jewellery Collection”, un evento congiunto di Fiera di Vicenza, Centro Affari di Arezzo e Associazione Orafa Valenzana realizzato da Vicenzafiera International, il braccio operativo per la promozione all’estero di Fiera Vicenza e co-finanziato dal Ministero delle Attività Produttive. L’iniziativa, ha potuto contare anche sulla collaborazione dell’Istituto per il Commercio con l’Estero. Nella Galaxy Room del prestigioso Westin Tokyo Hotel, “Preview 2007 – Italian Jewellery Collection” ha proposto una importante anteprima delle nuove collezioni di 38 aziende orafo-gioielliere provenienti dai principali poli produttivi italiani (Vicenza, Valenza, Arezzo, Torre del Greco, Milano e Firenze). Come ricordato dal Segretario Generale della Fiera di Vicenza Corrado Facco durante la conferenza stampa di presentazione “La scelta del Giappone quale sede per “Preview 2007-Italian Jewellery Collection” è stata unanime e convinta, sia per l’importante apprezzamento che da sempre questo Paese dimostra per la nostra cultura, i nostri prodotti di lusso e per l’Italian lifestyle nel suo complesso, sia per i margini di sviluppo delle esportazioni di oreficeria e gioielleria italiana verso il Giappone. ” “Preview 2007 – Italian Jewellery Collection” - ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Vicenzafiera International Andrea Turcato - ha garantito una visibilità finalmente adeguata alla percezione – allineata sull’alta gamma - che il mercato giapponese ha del made in Italy orafo, cosa che purtroppo spesso non succede negli appuntamenti fieristici giapponesi dedicati al settore. ” “Tanto il Presidente dell’Ice Umberto Vattani, quanto tutti i partecipanti all’iniziativa hanno espresso pieno apprezzamento sia per l’organizzazione sia per il riscontro commerciale (858 operatori professionali nei due giorni e mezzo di manifestazione) che per il ritorno sui media (60 giornalisti accreditati alla conferenza stampa e 250 tra buyers, autorità e top spenders presenti alla serata di gala il giorno dell’inaugurazione). E la miglior riprova del successo dell’operazione è stata la richiesta unanime di riproporla con lo stesso format anche per il 2007. ” “A questo va aggiunto – riprende Facco – l’effetto-amplificazione che ha avuto sull’evento la presentazione, in prima assoluta per il Giappone, della collezione Gold Expressions 2006 realizzata da World Gold Council in collaborazione con Fiera di Vicenza per sottolineare il ruolo-guida della gioielleria italiana nel mondo. ” Dopo aver raddoppiato il numero delle aziende italiane presenti nel padiglione italiano all’Istanbul Jewelry show lo scorso marzo ed aver vinto il premio come “best in show” con il Vicenzaoro Pavilion, al Jck Show di Las Vegas lo scorso giugno, Vicenzafiera International chiude in bellezza un 2006 che l’ha vista inesausta promoter della gioielleria vicentina ed italiana nel mondo. Ma Vfi non è solo al servizio del comparto dei preziosi. “Stiamo intensificando - spiega Turcato - l’attività di supporto e di promozione a settori quali l’automazione industriale ed il packaging. Lo scorso settembre abbiamo coordinato con successo la presenza di 12 aziende italiane allo Ied Automation 2006 di Mumbai con il “Padiglione Italiano dell´Automazione Industriale. Dal 31 gennaio al 2 febbraio 2007 saremo con 12 aziende del distretto vicentino del packaging all’Upakovka di Mosca, con l’automazione industriale, dall’8 all’11 marzo al Win di Istanbul ed in luglio, di nuovo con l’imballaggio made in Vicenza, al Propack di Shanghai. ” .  
   
   
FIERACAVALLI, IL MONDO IN SELLA  
 
 Verona, 8 novembre 2006. Più di 600 espositori commerciali, di cui 150 esteri da 25 paesi, su una superficie complessiva di 400mila metri quadrati, quasi 2. 500 cavalli di tutte le razze, oltre 140mila visitatori attesi. Fieracavalli, in programma a Veronafiere dal 9 al 12 novembre, si presenta più in forma che mai, ricca di spettacoli, sport e solidarietà, di appuntamenti da non perdere e di iniziative in grado di coinvolgere grandi e piccoli. La manifestazione, leader a livello internazionale, è stata presentata ieri mattina nel quartiere fieristico veronese, nel corso di un incontro a cui hanno partecipato il presidente e il direttore generale di Veronafiere Luigi Castelletti e Giovanni Mantovani, il brand manager di Fieracavalli Maurizio Rosellini e Mario Luraschi, lo stunt performer più conosciuto del mondo, protagonista con i suoi cavalli del Gala d’Oro, dedicato quest’anno ai «magici cavalli del cinema». Proprio un animale di Luraschi, che ha al suo attivo oltre 400 film, ha salutato ospiti e giornalisti, ai quali sono state illustrate le caratteristiche della rassegna, organizzata in collaborazione con l’Unire (Unione nazionale incremento razze equine), l’Aia (Associazione italiana allevatori) e la Fise (Federazione italiana sport equestri). Il calendario è in grado di soddisfare tutti i gusti grazie all’unica prova italiana di Coppa del Mondo di Salto ad Ostacoli (Fei World Cup), per la sesta volta a Verona, ai campionati morfologici di razza del Cavallo Arabo e di Pura Razza Spagnola, a Italialleva, la mostra delle razze equine nazionali realizzata dall’Aia, al Salone del turismo, a quello delle attrezzature, al Western Show, al Gala d’Oro, suggestivo giro del mondo a cavallo che coinvolge ogni anno migliaia di spettatori (padiglione 5). Tra le novità della 108ª, come hanno sottolineato Castelletti, ci sono il Salone dell’Eccellenza (padiglione 8), con una selezione dei più prestigiosi «brand», italiani e internazionali, di moda e accessori, i quali condividono con l’universo equestre inconfondibili valori legati allo stile, alla qualità, alla tradizione e all’amore per la natura, la serata di gala e l’asta di beneficenza di venerdì 10 novembre, dalle 20, organizzata in collaborazione con la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, e il Salone del Bambino, che ritorna più vivace che mai con i laboratori creativi e il Gala Junior (domenica 12 novembre alle 18, padiglione 5), caratterizzato da uno spettacolo unico la mondo: il concerto del coro dello Zecchino d’Oro, dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma e la sua orchestra, composta da bambini dagli 8 ai 12 anni, e il coro di «Mani musicanti», formato da bimbi sordi e udenti, che interpreta le canzoni dell´Antoniano nella Lingua dei segni italiana (Lis). .  
   
   
FIERACAVALLI – ZAIA: IN VENETO LE AZIENDE AGRITURISTICHE INTERESSATE ALLE ATTIVITÀ EQUESTRI  
 
 Venezia, 8 novembre 2006 - “Fieracavalli è un primato veneto e italiano: è una rassegna dai connotati economici, ma è soprattutto il richiamo alla storia stessa della nostra civiltà e al millenario rapporto con il cavallo, al quale l’uomo deve buona parte dello sviluppo passato”. Lo sottolinea il vicepresidente della Giunta regionale del Veneto Luca Zaia, che, giovedì 9 novembre, alle ore 11,30 sarà a fieracavalli, manifestazione annuale la più antica del patrimonio fieristico di Verona, giunta alla 108ª edizione. “Oggi il cavallo ha perso il ruolo fondamentale che ha avuto in passato e che ha riguardato pressochè la totalità delle attività umane – afferma Zaia – ma sta tornando da protagonista nel nostro territorio, a supporto di nuove attività economiche, anche come aiuto nella soluzione di non pochi problemi dei diversamente abili e come compagno di stili di vita legati all’ambiente. Basti pensare alle aziende agrituristiche che negli anni si sono dotate di maneggi o svolgono le più diverse attività equestri offrendo ai propri ospiti la possibilità di visitare il territorio in sella ad un cavallo o comodamente trasportati su un calesse, solo per fare qualche esempio. A Treviso, di queste aziende ce ne sono 15, a Belluno e Vicenza 14, 13 a Verona, 8 a Rovigo e 3 a Padova e Venezia. Il 6,43% degli agriturismi veneti ha deciso di restituire al cavallo il suo ruolo privilegiato nel rapporto con l’uomo, ma rivisitandolo e adattandolo alle nuove esigenze. Questo non può far altro che bene a una regione come la nostra, con un’industria del turismo che fa 12 miliardi di euro di fatturato, avviata, quest’anno, a superare i 60 milioni di presenze”. “Fieracavalli oggi – continua Zaia – ha dei meriti aggiuntivi rispetto al passato, quando il cavallo era merce di scambio, perché evidenzia queste novità e le straordinarie possibilità di evoluzione di un segmento che ha importanti significati anche per le nuove generazioni e per la diversificazione di un’economia rurale non più solamente orientata alle produzione di alimenti primari”. “Fieracavalli è senza dubbio la maggiore rassegna mondiale della realtà dell’allevamento equino nel mondo occidentale e di tutto ciò che ruota attorno a questo segmento, catalizzando l’attenzione di appassionati dai cinque continenti su quanto anche noi come Veneto, regione ospitante, sappiamo presentare. Non si tratta solo di dare lustro e futuro al settore equestre – conclude Zaia – ma anche di proporre con esso ciò che il Veneto può offrire di innovativo, esaltando il legame con le tradizioni di ospitalità e con le produzioni tipiche locali”. .  
   
   
INAUGURATA LA MOSTRA DI ARTURO MARTINI  
 
Milano, 8 novembre 2006 - Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, è intervenuto ieri, al Museo della Permanente, all´inaugurazione della mostra dedicata ad Arturo Martini. "A sessant´anni dalla sua scomparsa (avvenuta a Milano nel 1947) - ha detto Formigoni - abbiamo voluto promuovere una mostra dedicata ai vertici di bellezza espressiva raggiunti da Martini. Lo abbiamo fatto nella consapevolezza che anche la politica debba perseguire, per il bene dei cittadini, l´ideale di bellezza, stimolando ogni singolo cittadino a coltivare l´arte e a ritrovarne la ricchezza interiore e il suo slancio vitale e ideale". Erano più di 25 anni che in Italia non si organizzava una grande esposizione dedicata ad Arturo Martini, milanese d´adozione e uno dei principali scultori del Novecento. Di profonda cultura cristiana, "dal suo Veneto Martini cercò a Milano e a Roma - ha ricordato Formigoni - l´orizzonte vasto di città in sintonia con l´infinito che batteva nel suo cuore e vibrava nelle sue mani. Ci sembrava giusto, dunque, che fosse proprio il capoluogo lombardo a essere la prima tappa di un lungo viaggio che congiunge idealmente - nel nome di Martini e della sua grande arte - il capoluogo lombardo a Roma". La mostra rappresenta un´occasione unica per riscoprire gli angoli del capoluogo che siamo soliti frequentare e che sono costellati da alcuni capolavori di Martini frutto di un´illuminata committenza pubblica. Formigoni ha citato il Palazzo di Giustizia con l´immenso altorilievo, l´Arengario con i grandi altorilievi in marmo di Carrara con episodi della storia della città, il Cimitero Monumentale con il Sogno e l´Ospedale di Niguarda con il Gruppo degli Sforza. La mostra su Martini rappresenta il frutto maturo della collaborazione avviata da Regione Lombardia con la Fondazione Stelline che ha già visto la realizzazione del progetto "Lac Lombardia per l´Arte Contemporanea" (con pubblicazione del volume Musei di arte contemporanea in Lombardia), l´allestimento di diverse mostre (come In viaggio con Fontana, Ponti, Boetti dedicata alla collezione d´arte di Lisa Ponti, figlia di Gio), la realizzazione di cicli di conferenze e la partecipazione a Miart (la Fiera internazionale d´arte moderna e contemporanea di Milano). .  
   
   
GIORGIO SOMMER – EDMONDO BEHLES VIAGGIO IN ITALIA 1855/1865  
 
Milano, 8 novembre 2006 - Sono passati ormai due secoli dall’Italia del Grand Tour. Oggi si tratta di un paese radicalmente diverso. Un tempo il sole smussava i contorni del paesaggio e gli alberi proiettavano lunghe ombre all’orizzonte. Le città rivelavano il loro lontano passato e antiche rovine ospitavano remote memorie. Una storia durata migliaia di anni aveva disseminato le sue tracce in molti luoghi. Così, nobili e ricchi borghesi Europei abbandonavano le loro terre per lunghi periodi in cerca di storia, di arte, di istruzione. Viaggiavano a lungo alla ricerca di ciò che non avevano. E tutti si fermavano in Italia. Dove trovavano il sole, il mare, la luce, l’amore. L’arte antica. Tutti avevano bisogno di qualche ricordo con cui tornare in patria. Piccoli dipinti, disegni, fotografie. Nel 1839 era ufficialmente nata la fotografia e da lì a poco un precoce professionismo, costituitosi grazie alle nuove lastre al collodio che permettevano tempi di esposizione relativamente brevi. Molti viaggiatori del Grand Tour, dunque, raccoglievano nei propri album le immagini più celebri e affascinanti dei luoghi che avevano visitato. Il meraviglioso golfo di Napoli con il Vesuvio in lontananza, il Tempio di Nettuno a Paestum, Sorrento, il Camposanto a Pisa, la Certosa di Pavia entravano immancabilmente a far parte di un immaginario collettivo ed emotivo. Di chi l’Italia l’aveva già vista e di chi ancora doveva cominciare il viaggio. A seguito dei viaggiatori e delle loro esigenze un folto gruppo di fotografi professionisti si trasferisce nelle città d’arte italiane aprendo nuove attività commerciali. E’, tra questi, il caso del noto fotografo Giorgio Sommer, arrivato in Italia da Francoforte nel 1857. Negli stessi anni apre una società con il tedesco Edmondo Behles e l’uno a Napoli, l’altro a Roma forniscono a chiunque lo desideri incantevoli ricordi visivi da conservare e custodire. Per ricordare. In mostra due differenti nuclei di immagini (uno primitivo - della seconda metà degli anni Cinquanta dell’Ottocento e l’altro dei primi anni Sessanta) raccontano i tempi e i luoghi dimenticati di un’Italia che non esiste più. Venticinque delicate albumine (e carte salate) rivelano una dopo l’altra panorami assolati, maestosi monumenti, vedute di genere e scorci romantici. Si osservano, lentamente. E si ripensa alla storia, alla nostra storia. Giorgio Sommer (Francoforte 1834 - Napoli 1914). Inizia la sua attività di fotografo in Svizzera dove esegue una documentazione fotografica dei rilievi montuosi per la Confederazione Elvetica. Nel 1857 si trasferisce a Napoli dove rimane per tutta la vita. Ha lavorato come fotografo in tutta Italia, in Austria, in Svizzera e a Malta. Nel 1867 sciglie la sua società commerciale con Edmondo Behles e continua a lavorare in proprio. Nepente Art Gallery La mostra sarà visibile dal 9 novembre al 23 dicembre 2006 .  
   
   
L´ASSESSORATO ALLE PARI OPPORTUNITÀ DEL COMUNE DI MONFALCONE ORGANIZZA "STARDUST: COSE PREZIOSE AL FEMMINILE”  
 
Monfalcone (Go) 8 novembre 2006 - Dal 10 al 21 novembre, presso la Galleria Comunale d´Arte Contemporanea, il comune organizza "Stardust: cose preziose al femminile". Una mostra che mira a valorizzare le linee della produzione del gioiello contemporaneo in ambito femminile, promuovendo il lavoro di dieci artiste provenienti da Friuli Venezia Giulia, Veneto e Slovenia. La mostra fa parte di un progetto di più ampio respiro - avviato nell’ultimo anno dal Comune di Monfalcone con il co-finanziamento della Commissione Regionale alle Pari Opportunità - che intende promuovere i legami tra il mondo dell´arte ed il lavoro femminile, creando opportunità di lavoro ed integrazione, e valorizzando la professionalità delle donne nel contesto culturale ed economico del territorio locale. Una serie di eventi artistici non fini a se stessi, ma proiettati alla creazione di proposte e nuovi strumenti operativi che individuino nella creatività femminile delle chiavi di successo. In rappresentanza della provincia di Gorizia vi saranno Laura Gallo da Monfalcone e Silvia Salnitro da Grado. Ines Paola Fontana, Gina Morandini, Silvia Rossi dal resto del Friuli Venezia Giulia. Lucia Davanzo, Stefania Lucchetta, Barbara Uderzo dal Veneto. Nataša Grandovec e Anda Klancic dalla Slovenia. Dieci donne che ci presenteranno le ultime tendenze di un settore poco conosciuto come quello del gioiello contemporaneo, sfiorando un arco territoriale dove culture e ricchezze diverse si mescolano e si uniscono, dando vita a differenti modi espressivi, capaci di trasformare il significato di gioiello in un´opera d´arte tutta al femminile. Oro, argento, pietre, ma anche plastiche e cibo saranno i materiali utilizzati per le “microsculture” presenti nella mostra. Oggetti di design e di oreficeria, assemblati con grande perizia e capacità tecnica, a volte lontani dall´ossequio alla tradizione, dove la preziosità non risulta legata al valore commerciale del materiale utilizzato, ma al processo creativo intrapreso dall´artista. Pezzi unici che ora accarezzano i materiali tradizionali, ora fanno l´occhiolino all´alta tecnologia ed a nuovi elementi che non hanno diffusione nel campo della gioielleria. Linguaggi a volte provocatori, a volte ironici o saturi di rimandi simbolici sul ruolo del corpo come mediatore di messaggi, guideranno il visitatore alla scoperta di un rinnovato modo di interpretare il gioiello, non più solo come oggetto prezioso, ma come strumento chiave nel complesso rapporto che si instaura tra ornamento, corpo e persona. Partner di pregio dell’evento sarà l´Associazione del Gioiello Contemporaneo (www. Agc-it. Org), un´organizzazione con sede a Trieste, attiva su tutto il territorio nazionale, con lo scopo di promuovere anche all’estero, le idee che ispirano il mondo del gioiello contemporaneo. Durante l´inaugurazione, una performance culinaria, consentirà al pubblico di familiarizzare con le tematiche della mostra attraverso un´incursione degustativa, olfattiva e tattile nel delizioso mondo dei "gioielli da assaporare" di Carlotta Navarra e Diego Pregarz. La mostra sarà inoltre arricchita da numerosi appuntamenti collaterali, tra cui una conferenza sui “100 anni di storia di gioielli e costume” a cura di Maurizio Stagni (A. G. C. ). In concomitanza con Stardust, nelle altre sale espositive della Galleria d´Arte Contemporanea, verrà inaugurata anche la personale dell’artista Dacia Manto. Galleria Comunale d´Arte Contemporanea, Piazza Cavour Monfalcone (Go) Tel 0481 494 369. Inaugurazione: 10 novembre h. 19. 00 .  
   
   
GOLF - LET: ANNA ROSSI ALLO STAGE 1 DELLA QUALIFYING SCHOOL EMMANUELE LATTANZI E DIANA LUNA VINCONO IL CAMPIONATI REGIONALE LAZIO  
 
Milano, 8 novembre 2006 - La dilettante Anna Rossi tenta la via del Ladies European Tour partecipando allo Stage 1 della Qualifying School (8-11 novembre) che inizia sul percorso del Golf Club Le Fonti a Castel San Pietro Terme (Bo). In campo altre due italiane, la proette Eva Nardi e l’altra amateur Anna Daffan, nel contesto di 94 giocatrici in rappresentanza di 27 nazioni. Il torneo si disputa sulla distanza di 72 buche. Dopo il terzo giro verrà effettuato il taglio che lascerà in gara le prime 65 classificate e le pari merito al 65 posto, mentre alla conclusione della gara le prime 43 e le pari merito al 43° posto saranno ammesse alla finale della Qualifying School che si disputerà dal 22 al 25 novembre al La Cala North Course di Mijas nella Costa del Sol spagnola. A Emmanuele Lattanzi E A Diana Luna Il Campionato Regionale Lazio - Emmanuele Lattanzi e Diana Luna hanno vinto la prima edizione del Campionato Professionisti Comitato Regionale Lazio che si è svolta sul percorso del Golf Club Le Querce a Sutri (Vt). Nel torneo maschile il trentunenne pro di Anagni, cresciuto golfisticamente al Gc Fiuggi, ha lasciato a ben sette colpi Carlo Basciu (75 74). Al terzo posto con 150 Stefano Bonardi, al quarto con 151 Gianfranco Pecora e al quinto con 152 Gianluca Pietrobono e Daniele Bellacci. Nel campionato femminile Diana Luna (150 - 74 76) ha preceduto Giorgia Baiocchi (162 - 82 80), Eugenia Barone (167) e Giulia Montagnani (172). .  
   
   
VELA/VERBANO: A LUINO LA SECONDA GIORNATA DEL CAMPIONATO INVERNALE METEOR  
 
Luino, 8 novembre 2006 – In una fredda e soleggiata giornata autunale si è svolta a Luino, con l’organizzazione dall’Associazione Velica Alto Verbano la seconda giornata del Campionato Invernale Meteor. Puntuale alle ore 9. 30 della scorsa domenica mattina la flotta di una ventina di imbarcazioni si è presentata sulla linea di partenza, ma il vento di tramontana si distendeva solo in tarda mattinata. A quel punto il Comitato di Regata, presieduto da Gianluigi Arioli, iniziava le operazioni inerenti alla prima regata del giorno: il programma poi continuava nel primo pomeriggio con altre due prove con vento di inverna sempre sui 6/7 nodi di intensità. Anche nel secondo appuntamento di questa manifestazione, che si disputa per il sesto anno, il principale protagonista risultava essere Nisun, l’imbarcazione di Oscar Orsenigo (Avav) timonata da Enrico Negri che metteva a segno un secondo e due primi di manche mantenendosi così ben saldo al comando della classifica generale. Vincitore della prova d’apertura della giornata era il milanese Stefano Galli con Nirvana (Fv Riva) che così dopo le prime otto prove disputate (la classifica ha già previsto lo scarto dei due peggiori risultati) si trova al posto d’onore. Terzo equipaggio in classifica generale è un altro team portacolori Avav, Marimos di Giorgio Semolini. Così gli altri equipaggi in rappresentanza del circolo velico luinese: 6° Qui Quo Qua (Giovanni Martorana); 9° baba Jaga 2 (Luca Ciancetti); 12° Scirè M (Piero Pellicini); 17° Arca la barca (Davide Zibetti). Il 6° Campionato Invernale Meteor continua il 19 novembre con la terza giornata. I risultati completi sono visibili sul sito: www. Avav. It .