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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 02 Aprile 2013 |
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UNA NUOVA APPARECCHIATURA PER LA RADIOTERAPIA GUIDATA DALLE IMMAGINI L’IGRT È FRONTIERA NEL TRATTAMENTO RADIOTERAPICO DELLE NEOPLASIE PER COLPIRE CON SEMPRE PIÙ PRECISIONE IL TUMORE |
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Trento, 2 aprile 2013 - L’igrt
(Radioterapia Guidata dalla Immagini) è la nuova frontiera nel trattamento
radioterapico delle neoplasie, e permette di colpire con sempre più precisione
il tumore. Ieri, all´ospedale Santa Chiara di Trento, la presentazione della
apparecchiatura, presenti i vertici della struttura, il direttore generale
dell´Azienda sanitaria Luciano Flor e l´assessore alla salute e politiche
sociali Ugo Rossi.
“Questa apparecchiatura ci permette di vedere e seguire il tumore
aumentando la precisione della cura”, queste sono state le parole di Luigi
Tomio, direttore dell’U.o. Di Radioterapia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento
alla presentazione della nuova apparecchiatura per la Radioterapia Guidata
dalle Immagini, Igrt. "Con questa macchina - ha proseguito Tomio - abbiamo
la possibilità di agire con molta precisione evitando effetti collaterali ed
essere il più possibile incisivi”. Anche per il direttore del dipartimento di
oncologia medica e direttore dell’U.o. Di oncologia dell’Ospedale del capoluogo
Enzo Galligioni: “Questa macchina è molto importante in una logica di
integrazione a tutto favore della cura del tumore e naturalmente a tutti i
pazienti trentini che possiamo trattare con professionalità e appropriatezza”.
“Abbiamo strumenti sempre più raffinati e precisi - ha commentato
Luciano Flor, direttore generale dell’Apss - e la cura contro il cancro non si
ferma, anzi la nostra dotazione anche in molti altri settori come la medicina e
la chirurgia sta raggiungendo punti molto elevati. Vogliamo continuare ad
offrire il meglio ai nostri malati, anche in vista del Nuovo ospedale del
Trentino”.
“Un ringraziamento doveroso e sentito a tutte le persone che lavorano
con queste nuove tecnologie perché come sempre la differenza la fanno i
professionisti - è intervenuto l’assessore alla salute Ugo Rossi -. Nonostante
i momenti difficili, in tema di salute noi vogliamo guardare al futuro per un
Trentino che sia sempre all’avanguardia e di riferimento anche per delle realtà
extraprovinciali, sappiamo che la sfida non è semplice, ma siamo fortemente
impegnati a continuare in una logica di qualità e di miglioramento per i nostri
cittadini, non dimenticando il lavoro importante anche dei fisici sanitari che
sono coinvolti in un processo di garanzia con continui controlli e supporto
all’attività”. (sch)
La radioterapia
La radioterapia è una componente indispensabile per la cura del cancro,
utilizzata almeno nel 50 % degli ammalati. A causa dell’invecchiamento della
popolazione e delle nuove indicazioni si stima che il fabbisogno possa crescere
, nei prossimi anni, anche del 20-25%. Non è invasiva, non richiede anestesia o
medicamenti particolari e si esegue in tempi brevi anche se protratti nel
tempo: per questo è indicata anche per pazienti non operabili o che non possono
effettuare chemioterapia. Impiegata da sola (radioterapia esclusiva) o in
associazione altre modalità terapeutiche (chirurgia e/o chemioterapia) può
avere intento curativo o palliativo. Spesso è una alternativa valida
all’intervento chirurgico.
Fino alla fine degli anni ‘70 risultava difficile delimitare
chiaramente il tumore dai tessuti sani circostanti e la radioterapia comportava
l’irradiazione del tumore e dei tessuti sani limitrofi con ampio margine fino
alla più alta dose tollerabile dal paziente, in pratica con dosi non sempre
sufficienti a guarire il tumore.
Grazie all’introduzione della Tac negli anni ‘80, vi è stata una
importante evoluzione nella pianificazione del trattamento radioterapico che
comporta la delimitazione dei tessuti bersaglio da irradiare e di quelli sani
da salvaguardare sulle scansioni Tac. La possibilità di localizzare e vedere in
tre dimensioni l’anatomia del paziente garantisce che la forma dei fasci di
radiazione sia più fedele rispetto alla “vera” forma del tumore (radioterapia
conformazionale) permettendo non solo di far arrivare una maggior dose
terapeutica alla massa tumorale ma anche un maggior risparmio delle strutture
sane ad essa contigue.
Un ulteriore sviluppo nella tecnologia di erogazione della dose, la
Radioterapia a Intensità Modulata (Imrt) - introdotta nel nostro reparto a
partire dal settembre 2005 - ha aggiunto la possibilità di variare l’intensità
della dose all’interno dell’area bersaglio, consentendo una migliore conformazione
oltre a un più ampio range di distribuzione di dose, specie in vicinanza di
strutture critiche. La pianificazione Imrt permette di migliorare ulteriormente
il rapporto rischio/beneficio tra il controllo del tumore e gli effetti
collaterali indesiderati.
La possibilità di erogare dosi radianti alte ed efficaci, risparmiando
gli organi critici adiacenti, ha aumentato però la necessità di localizzare in
modo più preciso il volume bersaglio non solo nella fase di pianificazione ma
anche immediatamente prima e/o durante l’irradiazione. Alcuni tumori e organi a
loro adiacenti, infatti, mostrano un considerevole grado di “movimento” e le
masse tumorali tendono a subire variazioni durante il corso del trattamento
radioterapico (tra una seduta e l’altra o anche nella stessa seduta, per es.
Con i movimenti del respiro). La tecnologia Igrt rappresenta quindi una svolta
importante. I dispositivi designati a tale scopo (ad esempio la tomoterapia e
gli acceleratori con Tc Cone-beam) consentono di delineare il tumore, di
apportare, prima e durante il trattamento, una correzione per eventuali errori
di posizionamento del paziente e/o per l’erogazione del fascio radiante in modo
da riprodurre al millimetro il progetto.
La moderna radioterapia guidata dalle immagini offre quindi vantaggi
concreti:
miglioramento della precisione di irraggiamento nella sede tumorale;
riduzione del rischio di irraggiamento indesiderato nei tessuti vicini;
conseguente minor incidenza degli abituali effetti collaterali legati
alla radioterapia tradizionale;
possibilità di utilizzare dosi radiante più elevate, con maggior
efficacia terapeutica;
possibilità di ridurre il numero delle sedute di trattamento, con
grande beneficio per il paziente in termini di disagi, costi e qualità di vita.
Elekta Synergy è un acceleratore lineare per radioterapia
conformazionale a intensità modulata integrato con un sistema di registrazione
delle immagini ad alta qualità. Il sistema Elekta Synergy permette di registrare
direttamente all’apparecchio radiante una Tac volumetrica prima di ogni seduta
e confrontarla con la Tac di progettazione per un perfetto riposizionamento del
paziente giungendo così ad irradiare il vero “bersaglio” di ogni giorno. Il
sistema di registrazione di immagini Xvi impiegato da Elekta Synergy consente
di valutare, all’inizio di ogni seduta terapeutica, forma, posizione e volume
della massa da trattare con notevole accuratezza. Le impostazioni
dell’apparecchio (angolazione, traiettorie, intensità) possono esser pertanto
corrette a ogni applicazione per ottenere un irraggiamento ottimale del
paziente in quel preciso momento.
Elekta Synergy inoltre possiede una modulazione dell’intensità in archi
singoli o multipli con rotazione della testata dell’acceleratore attorno al
paziente durante l’erogazione della radiazione consentendo un velocità molto
superiore alla Imrt convenzionale.
Con l’Igrt dosi più elevate di radiazioni possono essere “focalizzate”
ed erogate direttamente al tumore e alle cellule cancerose migliorando
significativamente il controllo del tumore. Ad es. Nei tumori del polmone allo
stadio I è possibile eradicare la neoplasia anche quando la chirurgia, per
motivi di inoperabilità, non è praticabile.
Con la “guida” Tac quotidiana è possibile anche “vedere” la posizione
delle strutture normali e ridurre significativamente il tasso di complicanze ai
tessuti normali. Per es. Nel tumore della prostata l’irraggiamento può esser
focalizzato in modo da ridurre al minimo le complicanze al retto e alla vescica
o il rischio di impotenza.
Alcuni dati:
Il finanziamento complessivo è stato di 5.000.000,00 Euro
Gli acceleratori sono 2, entrambi con la possibilità di eseguire
trattamenti guidati dall’immagine (Igrt) di tipo avanzato in 3 D (consente al
medico di vedere il bersaglio tumorale e i tessuti normali, e i loro movimenti
fra e durante le differenti sedute, e trattamenti di radioterapia a intensità
modulata con tecnica volumetrica (Vmat).
Uno dei 2 inoltre è dotato di un sistema di conformazione del fascio
(Agility) ad alta risoluzione. Si tratta di un “banco” di 160 lamelle
motorizzate e controllate elettronicamente che permette di modulare campi di
trattamento di qualsiasi forma in modo molto accurato e preciso anche per
piccoli bersagli in prossimità di zone critiche
Attualmente sono trattati circa 20 pazienti al giorno su uno dei 2
acceleratori. Il secondo entrerà in funzione il prossimo mese.
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PRIMA CONFERENZA INTERNAZIONALE SULL´URINOMICA (URINOMICS 2013) |
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Caparica, 2 aprile 2013 - Dal 9 all´11 settembre 2013
si terrà a Caparica, in Portogallo, la prima conferenza internazionale
sull´urinomica (Urinomics 2013).
Per secoli i medici hanno cercato di usare l´urina per la valutazione non
invasiva delle malattie. La sua analisi contribuisce alla diagnosi e alla
classificazione delle malattie, in quanto può essere agevolmente raccolta in
grandi quantità. Ciononostante, tutti gli indici di proteoma urinario
attualmente generati hanno limiti per quanto riguarda l´accuratezza e la
sicurezza dell´identificazione.
Il proteoma urinario è stato studiato con la maggior parte delle tecnologie
proteomiche, ma il profilo delle proteine e dei peptidi urinari basato sulla
spettrometria di massa è emerso come la soluzione più adatta per le applicazioni
cliniche. La proteomica è lo studio dell´espressione proteica in un tessuto o
fluido biologico. Nonostante i progressi fatti nella scoperta del biomarcatore
urinario, il contributo della proteomica urinaria alla comprensione della
patofisiologia della malattia sulla base dell´analisi del proteoma urinario è
ancora modesto, principalmente a causa dei problemi associati
all´identificazione della sequenza dei biomarcatori.
Questo evento costituirà un´opportunità per i partecipanti per scambiarsi idee
sulle ultime tendenze di ricerca in questo campo.
Per ulteriori informazioni, visitare:
http://www.Urinomics2013.com/
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"CONFERENZA FINALE DEL PROGETTO REPLACES DELL´UE" |
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Parigi, 2 aprile
2013 - Il 15 e 16 aprile 2013 si terrà a
Parigi, in Francia, la "Conferenza finale del progetto Replaces dell´Ue
(Restorative Plasticity at Corticostriatal Excitatory Synapses)".
Il progetto Replaces, finanziato nell´ambito del Settimo
programma quadro della Commissione europea, si concentra sull´identificazione
dei meccanismi molecolari e biologici che sono alla base della plasticità e
riparazione nella malattia di Parkinson. La conferenza rivelerà i risultati
delle attività del progetto a un pubblico composto da scienziati e, soprattutto,
da pazienti e le loro associazioni rappresentative.
La conferenza ospiterà un dibattito sulle prospettive
della ricerca sulla malattia di Parkinson e le sfide correlate. La malattia di
Parkinson è una delle più comuni malattie neurodegenerative croniche e
progressive che colpisce attualmente 1,2 milioni di persone in
Europa.
Per ulteriori informazioni, visitare:
http://www.Cricm.upmc.fr/index.php?option=com_content&view=article&id=561&itemid=509&lang=fr |
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18ª CONFERENZA ANNUALE CYBERPSYCHOLOGY E CYBERTHERAPY (CYBER18), |
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Bruxelles,
2 aprile 2013 - Dal 30 giugno al 2
luglio 2013 si svolgerà a Bruxelles, in Belgio, la 18ª conferenza annuale
Cyberpsychology e Cybertherapy (Cyber18).
La
tecnologia è fondamentale per il miglioramento della sanità. Nuovi trattamenti
e tecnologie possono migliorare la salute degli individui e ridurre allo stesso
tempo l´onere finanziario per la società. Alla fine, la sanità è diventata più
semplice e le campagne per la promozione della salute hanno aumentato la
consapevolezza dei cittadini dell´Ue. Grazie alle nuove tecnologie, possiamo
ora monitorare il nostro stato di salute e cercare un aiuto precoce per molte
malattie.
Nel
corso degli ultimi anni la formazione, la terapia, la riabilitazione e
l´istruzione si sono avvalse di tecnologie avanzate volte a ottenere una
migliore qualità e disponibilità dell´assistenza sanitaria in tutto il mondo.
La conferenza riunirà ricercatori, medici specialisti, finanziatori e
responsabili delle politiche per scambiare punti di vista sul modo in cui
queste nuove tecnologie stanno cambiando la società.
Per
ulteriori informazioni, visitare:
http://www.Interactivemediainstitute.com/cyber18/
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STAMINALI. ZAIA SU STUDIO AVVIATO DA MINISTERO SANITA’: “CONTIAMO SIANO INSERITE LE NUMEROSE STRUTTURE VENETE GIA’ IN GRADO DI SPERIMENTARE; STOP AI VIAGGI DELLA SPERANZA” |
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Venezia, 2 aprile 2013 - “Ci
auguriamo che nella fase di studio sulle staminali che oggi il Ministro della
Salute, Balduzzi, ha di fatto avviato, siano inserite le numerose strutture
sanitarie che in Veneto sono già in grado di sperimentare ed eventualmente
erogare tali trattamenti”. Lo affermava il 28 marzo Luca Zaia, Governatore del
Veneto in relazione alla notizia dell’avvio da parte del Ministero della Sanità
dello studio per il regolamento sulle staminali.
“Credo che lo meriti l’eccellenza (anche nel campo delle ricerca
applicata) del nostro sistema sanitario regionale – prosegue Zaia - ma
soprattutto lo meritino quegli assistiti che sono costretti ad assurdi e
incomprensibili viaggi della speranza. Ogni terapia, anche a livello
sperimentale, ritengo non possa essere negata una volta che se ne sia determinata
la sua non nocività”.
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REGISTRO TUMORI. ACCREDITATE LECCE E TARANTO. VENDOLA: "ABBIAMO VINTO UNA SFIDA" |
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Bari,
2 aprile 2013 - Sono state accreditate ufficialmente a
livello nazionale le sezioni di Lecce e Taranto del Registro Tumori Puglia.
A
darne notizia, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, l’Assessore
alla Sanità e al Welfare Elena Gentile e il Direttore Generale di Arpa Puglia,
Presidente del Comitato Tecnico-scientifico del Registro, Giorgio Assennato.
“I
riconoscimenti ottenuti a livello nazionale - ha commentato Vendola -
confermano le scelte e gli investimenti di questo Governo che ha creduto nella
necessità di dotarsi di strumenti di elevata qualità per rispondere, al meglio,
ai bisogni di salute espressi da ciascun territorio della nostra regione.
Abbiamo vinto una sfida – ha aggiunto Vendola – lavorando con determinazione e
rigore ad un processo di costruzione di evidenze scientifiche, per sua natura,
lungo e complesso e non curandoci dei numerosi attacchi che abbiamo ricevuto in
questi anni. Con i risultati ottenuti stiamo mettendo a disposizione, non solo
delle strutture di governo, ma dell’intera comunità un patrimonio di conoscenze
che ci permette di definire con piena consapevolezza le priorità e le strategie
di intervento e garantire compiutamente la tutela della salute”.
Per
l’Assessore Gentile “si tratta di un risultato storico per la nostra regione
che allinea il Registro Tumori Puglia al migliore standard qualitativo
nazionale e che consente di delineare al meglio le linee di governo e di
intervento nella fase di complessiva riorganizzazione del sistema, puntando in
particolare al potenziamento della prevenzione e della presa in carico delle
persone malate”.
La
Gentile ha poi ringraziato “i direttori dei registri accreditati e di quelli in
via di completamento, tutti gli operatori del centro di coordinamento e delle
Asl che, con il loro impegno e la loro competenza, hanno contribuito a cogliere
questo fondamentale obiettivo”.
Soddisfatto
anche il Presidente del Registro Tumori Puglia Giorgio Assennato che ha
aggiunto: “i risultati prodotti dai registri di Taranto e di Lecce entreranno a
far parte della Banca Dati Nazionale e, a seguito di tale certificazione della
elevata qualità e della completezza dei dati, potranno partecipare a programmi
di analisi congiunta relativi alle malattie tumorali nel nostro Paese e nella
nostra regione”.
L’accreditamento
delle prime due sezioni del Registro Tumori Puglia è avvenuto nel corso della
Xvii riunione annuale dell’Associazione Italiana dei Registri Tumori che si è
svolta qualche giorno fa a Bolzano. All’accreditamento possono accedere solo i
registri che abbiano completato i dati di incidenza delle malattie neoplastiche
per tre anni consecutivi, obiettivo che il Registro Tumori Puglia conta di
raggiungere per l’anno prossimo anche per le altre sezioni provinciali.
Il
percorso di accreditamento ha visto la Commissione di Valutazione sottoporre ad
un lungo esame i registri leccese e tarantino, guidati il primo dalla dr.Ssa Anna
Melcarne (responsabile della Uo Registro Tumori della Asl di Lecce) con il dr.
Fabrizio Quarta (direttore della Uo di Statistica ed Epidemiologia della Asl di
Lecce) e il secondo dal dr. Sante Minerba (direttore della Uo di Statistica ed
Epidemiologia della Asl di Taranto).
Note
su Registro Tumori Puglia -
Il
Registro Tumori Puglia, unico in Italia a garantire la registrazione
nell’intero territorio regionale per una popolazione di oltre 4 milioni di
abitanti, è stato istituito con Delibera di Giunta Regionale
nel
2008, ribadita con la Legge Regionale n. 16 del 2011, prevedendo un centro di
coordinamento presso l’Irccs Oncologico e sezioni provinciali in ciascuna delle
Asl. L’avvio delle attività ha avuto tempi diversi nelle province pugliesi: la prima
delle sezioni Rt Puglia a partire, su specifica indicazione dell’Assessorato
alle Politiche della Salute, è stata la Asl di Taranto, seguita dalle Asl Bt e
Brindisi. All’inizio del 2012 la registrazione dei tumori è stata avviata anche
nelle Asl Foggia e Bari, completando la copertura regionale dell’attività, per
il periodo 2006-2008, in linea con gli altri registi tumori italiani. Nella Asl
di Lecce il registro era nato nel 2006 con un finanziamento della Provincia ed
è attualmente parte della rete del Registro Tumori Puglia. Al termine del 2012
è stato prodotto il primo rapporto di attività che presenta i dati di incidenza
delle prime quattro province e lo stato di avanzamento dei territori barese e
foggiano.
La
delegazione pugliese, che ha visto premiato il poster con cui ha presentato al
congresso i risultati finora ottenuti, è anche riuscita ad esprimere un proprio
rappresentante all’interno del Consiglio Direttivo dell’Associazione, il dr.
Vincenzo Coviello, direttore della Uo di Statistica ed Epidemiologia della Asl
Bat e responsabile del registro provinciale.
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NUOVO OSPEDALE DI PISTOIA, PRESENTATO STAMATTINA IL PIANO DI ORGANIZZAZIONE DEL TRASFERIMENTO E DELLE ATTIVITA SI CONFERMA ENTRO LUGLIO 2013 L’INIZIO DELL’ATTIVITÀ. ALLESTITA UNA TASK FORCE |
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Pistoia,
2 aprile 2013 - Nel corso di una visita con gli organi di
informazione al nuovo complesso ospedaliero di Pistoia, il 27 marzo il
direttore generale Roberto Abati e i direttori amministrativo e sanitario,
rispettivamente Luca Cei e Lucia Turco, hanno annunciato che si conferma entro
luglio 2013 l’inizio dell’attività all’interno del Nuovo Ospedale. Tale data
sarà però preceduta dall’allestimento della nuova struttura con
apparecchiature, arredi, strumenti e collegamenti informatici e dalla
progressiva apertura di tutta una serie di servizi (ambulatori, laboratorio
analisi, farmacia ospedaliera, radiologia, ecc…) essenziali per accogliere gli
ammalati. E’ prevista anche la messa in funzione della Palazzina dei Servizi
(collegata all’ospedale da un corridoio interrato) che svolge operazioni più
propriamente tecnologiche e di supporto.
200
operatori già al lavoro. Se il tempo di consegna, da parte del concessionario,
previsto per il 2 maggio, verrà rispettato le tappe successive saranno scandite
dai collaudi, dall’ottenimento delle varie autorizzazioni e certificazioni
previste dalle normative vigenti (antincendio, agibilità, ecc…) e
dall’istallazione dell’ingente patrimonio tecnologico e informatico di ultima
generazione a supporto dell’attività sanitaria.
Per
far funzionare al meglio la complessa macchina del trasferimento è stato
definito uno specifico asset aziendale, con compiti e responsabilità precise:
sono stati creati dei Gruppi (Comitato Guida, Gruppo di progetto, Gruppo di
lavoro, …) per un totale di oltre 200 operatori dall’inizio del 2012 stanno
analizzando, pianificando e organizzando, nei minimi dettagli, tutte le fasi
del trasferimento e approntando il nuovo modello organizzativo. I Gruppi
rimarranno operativi anche durante la fase di attuazione del trasferimento.
Allestita
una vera e propria task force. Sulla base di un benchmarking con strutture
italiane che hanno già affrontato tale esperienza, la direzione ha nominato
anche un Project manager identificato nel direttore sanitario ospedaliero,
dottor Roberto Biagini, che è coadiuvato dal punto di vista operativo dal
dottor Giacomo Corsini che è il coordinatore di tutto il Gruppo di Progetto.
Il
cronoprogramma del trasferimento è già pronto: dal mese di maggio l’Azienda
inizierà a preparare le nuove aree ospedaliere e tra la fine di giugno e metà
luglio saranno necessariamente modificate le attività presenti nel vecchio
Presidio: alcune verranno ridotte; altre temporaneamente sospese e altre
addirittura sdoppiate fra il vecchio ed il nuovo ospedale in modo da garantire
la sicurezza e la continuità assistenziale ai pazienti. In pratica è stata
allestita una vera e propria task force alla quale sono stati anche affidati i
compiti di analizzare, valutare e monitorare tutti i rischi al fine di
garantire la sicurezza dei pazienti e di tutti i professionisti e di rispettare
i tempi pre-definiti dal cronoprogramma.
In
rete con gli altri ospedali e il territorio. Tutte le strutture aziendali, sia
ospedaliere che territoriali, saranno coinvolte nel progetto di trasferimento:
la presenza del presidio Ospedaliero di Pescia e dello Stabilimento Ospedaliero
di
San
Marcello permetterà di vicariare alcune funzioni sanitarie che saranno
provvisoriamente interrotte nell’Ospedale di Pistoia. Durante la fase esecutiva
del trasloco il 118 provvederà a dirottare gli accessi al Pronto Soccorso verso
gli ospedali limitrofi, utilizzando il criterio della vicinanza e della
gravità.
Un
nuovo modello organizzativo. Numerosi altri professionisti, dall’inizio del
2012, sono invece impegnati nei 18 Gruppi di lavoro multiprofessionali,
rappresentativi di tutti gli ambiti operativi (medici, infermieri,
fisioterapisti, tecnico sanitari, informatici, ingegneri, amministrativi, …)
per “ri-progettare” nel Nuovo Ospedale i percorsi assistenziali, diagnostici e
terapeutici, previsti dall’intensità di cura; le degenze saranno differenziate
per aree omogenee e per livelli di intensità di cura (area delle terapie
intensive e subintensive, area chirurgica, area medica, ecc…) con un approccio
nei confronti del paziente che sarà multi specialistico e multi professionale.
In
queste settimane è stato attivato un ulteriore percorso di confronto per
condividere, area per area, con tutti i professionisti l’importante cambiamento
organizzativo. Il confronto proseguirà anche con tutte le strutture con
l’intento di coinvolgere e far partecipare tutti gli operatori dell’Azienda
Usl3 a momenti comunicativi che possano contribuire a migliorare ulteriormente
quanto fino ad ora progettato.
E’
operativa da oltre un anno un’ apposita sezione Intranet aziendale, contenente
documenti utili (documenti prodotti dai gruppi di lavoro, delibere, capitolati
tecnici, ecc…) per eventuali approfondimenti, consultazioni e integrazioni.
Oltre
600 operatori hanno già visitato il cantiere del Nuovo ospedale nel corso degli
ultimi mesi.
La
formazione. E’ stato anche predisposto un “piano informativo e formativo” per
il personale (oltre mille tra medici, infermieri, ostetriche, operatori socio
sanitari, tecnici, fisioterapisti, amministrativi) al fine di far conoscere i
nuovi ambienti e di poter svolgere le attività con qualità e nella massima
sicurezza.
Gli
eventi formativi, già programmati, si svolgeranno all’interno del Nuovo
Ospedale non appena sarà disponibile, cioè a partire dal mese di maggio, in
modo da consentire agli operatori di iniziare a svolgere in modo pratico ogni
attività. Per tutti gli operatori coinvolti saranno mesi particolarmente
impegnativi ma importanti per una ulteriore crescita professionale proiettata
verso una diversa organizzazione e svolta in una struttura ospedaliera
completamente nuova.
In
particolare nell’ambito della specifica formazione rivolta agli operatori
interessati sarà anche distribuito del materiale informativo riguardante la
sicurezza e il funzionamento della nuova struttura comprese le innovazioni di
servizio che saranno introdotte (ad esempio utilizzo della posta pneumatica).
Nella
conoscenza diretta e nell’attivazione del Nuovo ospedale di Pistoia sono
coinvolti gli enti locali, le organizzazioni sindacali e di rappresentanza, le
associazioni di volontariato e di tutela (già impegnate in un’attività di
accoglienza e orientamento rivolta agli utenti) e gli ordini professionali.
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AMBULATORIO CLANDESTINO SCOPERTO DA GDF PADOVA: ZAIA, “COMPLIMENTI ALLE FIAMME GIALLE. ERA SOTTERRANEA CLINICA DEGLI ORRORI ” |
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Venezia, 2 aprile 2013 - “Complimenti
alla Guardia di Finanza di Padova. Quella sequestrata il 27 marzo era una vera
e propria clinica degli orrori, dove albergavano la peggior clandestinità,
l’illegalità totale ed un pericolosissimo abusivismo sanitario foriero di
gravissimi rischi per la salute degli esseri umani di cui si occupava”.
Con queste parole il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia si
congratula con le Fiamme Gialle padovane per l’operazione che ha portato al
sequestro di un ambulatorio clandestino gestito da una coppia di cinesi dove
venivano praticati aborti ed altre pratiche mediche invasive.
“Nei confronti di questi fenomeni – aggiunge Zaia – la tolleranza zero
è l’unico metro da applicare ed è necessario non abbassare mai la guardia,
perché il Veneto è terra di integrazione ed accoglienza per qualsiasi straniero
che vi risieda nella legalità e con un serio progetto di vita, ma con
altrettanta convinzione chiede di combattere quotidianamente ogni forma di
illegalità. Nel caso di oggi il successo della Guardia di Finanza – conclude
Zaia – è particolarmente significativo perché è riuscito ad entrare in un mondo
sotterraneo molto difficile da scoprire e da combattere”.
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CHIRURGIA DELL’OBESITÀ: DOPO L’INTERVENTO UN PAZIENTE SU 4 INIZIA A SVOLGERE ATTIVITA’ FISICA |
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Roma, 2 aprile 2013 – Il 26,6% degli obesi italiani dopo un’operazione
di chirurgia bariatrica inizia a svolgere regolarmente attività fisica. E’
quanto ha evidenziato un sondaggio svolto dell´associazione Insieme Amici Obesi
su 250 persone. “In Italia ogni anno sono eseguiti oltre 7000 interventi di
chirurgia bariatrica – afferma Marcello Lucchese, Direttore della chirurgia
bariatrica e metabolica del Policlinico Careggi di Firenze e Presidente della
Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle malattie metaboliche (Sicob)
–. Chi si sottopone a operazioni per ridurre il grave eccesso di peso può
tornare a vita normale e svolgere attività quotidiane come fare un po’ di moto
o sport”. Nel nostro Paese oltre il 40% della popolazione, circa 23 milioni di
persone, conduce una vita troppo sedentaria, ed è propria l’inattività una
delle principali cause dell’obesità, soprattutto tra i giovanissimi.
“L’attività fisica è uno strumento che può sconfiggere malattie
croniche legate a stili di vita sbagliati come diabete, cancro, patologie
cardiovascolari ed obesità - prosegue Lucchese -. Dopo un’operazione
bariatrica, per rimanere in forma all’inizio è sufficiente camminare per 30
minuti al giorno, salire le scale a piedi, andare a scuola o a lavoro in
bicicletta anziché in automobile. Per chi vuole fare sport invece è preferibile
praticare attività aerobica in modo graduale e commisurato alla propria forma
fisica. Un allenamento sproporzionato può esporre a gravi rischi l’intero
organismo”. “Chi ha subito un intervento bariatrico - sottolinea il Presidente
Sicob -, nella fase post-operatoria deve essere sottoposto a controlli
periodici da parte di un’equipe medica composta da chirurgo, medico internista,
dietologo, cardiologo e psicologo. Un ex-obeso che ha deciso di allenarsi in
modo serio deve quindi assolutamente comunicare questa sua scelta a tutti gli
specialisti che lo seguono in questa fase delicata della sua vita”.
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SANITÀ IN ABRUZZO: PRIMO CONFRONTO ISTITUZIONALE TRA FRATTURA, BASSO E ROSATO |
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Campobasso, 2 aprile 2013 - Il Presidente della Regione Molise, Paolo
di Laura Frattura, Commissario alla Sanità, ha ricevutoil 27 marzo , nella sede
di Via Genova, il Commissario ad acta per l´attuazione del Piano di rientro,
Filippo Basso, e il Subcommissario, Nicola Rosato.
Si è trattato del primo incontro istituzionale, durante il quale è
stato delineato un piano di lavoro che la Struttura commissariale e la Regione
intendono portare avanti assieme in uno spirito di collaborazione e
condivisione.
In questo contesto, è stato, pertanto, avviato un approfondimento delle
tematiche più importanti contenute nel Piano sanitario regionale che i
Commissari Basso e Rosato hanno adottato con decreto n.8 lo scorso 20 marzo e
che adesso dovrà essere convalidato dai Ministeri affiancanti per
l´approvazione definitiva.
Tutto ciò al fine di procedere a una attenta valutazione di temi
specifici, oggi affrontati in linea di principio e a livello di indirizzo.
Sempre durante l´incontro, sono state gettate le basi preparatorie per
la riunione del Tavolo Massicci, convocata a Roma per il prossimo 17 aprile.
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IMPEGNO DEL PIEMONTE PER GLI ANZIANI ED I NON AUTOSUFFICIENTI |
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Torino, 2 aprile 2013 - Il
vicepresidente e assessore alla Sanità e alle Politiche sociali e per la
famiglia, Ugo Cavallera, è intervenuto il 27 marzo in Consiglio regionale alla
seduta straordinaria dedicata al tema dei fondi regionali a sostegno della
residenzialità e della domiciliarità degli anziani e dei non autosufficienti
sostenendo che “l’integrazione tra sanità e servizi sociali è un dato di fatto
ormai acquisito, così come la necessità di mantenere alta l’attenzione sul
fronte socio-assistenziale: l’impegno della Giunta è rivolto a trovare le
risorse necessarie per garantire il livello di servizi e di assistenza che
caratterizza da tempo il Piemonte”.
“Abbiamo ascoltato dai consiglieri dei vari gruppi - ha proseguito
Cavallera - l’esposizione delle esigenze: il bilancio di previsione è
l’occasione giusta per individuare le soluzioni adeguate e la sostenibilità per
una situazione di difficoltà finanziaria che riguarda non solo l’intero
comparto socio-assistenziale, ma tutto il Piemonte. Possiamo affermare che il
bilancio 2012 della sanità è in ordine: sono note le criticità riferite alle
precedenti gestioni, sulle quali, con l’assessore Pichetto lavoriamo per
trovare una soluzione utile in tempi rapidi”.
Per quanto riguarda le corpose liste d’attesa per l’inserimento in Rsa,
i dati del monitoraggio regionale mostrano una sostanziale tenuta dei posti
letto convenzionati mentre le graduatorie per l’inserimento presentano tra 2011
e 2012 una leggera ma costante diminuzione. Questi risultati, in un momento
particolarmente difficile per il servizio sanitario della regione, sono
particolarmente significativi, perché frutto della politica di budget della
Regione, che ha mantenuto costante in questi tre anni i volumi di spesa
sanitaria destinati al settore dell’assistenza sanitaria, pari a 285 milioni di
euro.
Anche sul fronte dei ritardi di pagamento tra la fine del mese di
febbraio e il mese di marzo si sono visti interventi straordinari di cassa
regionale per 100 milioni di euro, finalizzati a ridurre il ritardo nei
pagamenti delle Asl verso i soggetti pubblici e privati, che erogano servizi
alla persona, e a garantire la sostenibilità del sistema.
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8,5 MLN. EURO PER SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI COMUNI FVG |
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Trieste,
2 aprile 2013 - Risorse pari ad 8,5 milioni di euro per
permettere
ai Comuni del Friuli Venezia Giulia di finanziare
servizi
sociali necessari sul territorio.
Su
proposta del vicepresidente della Regione la Giunta ha infatti
approvato
oggi la quota finalizzata del Fondo sociale regionale
che
verrà trasferito ai Comuni per esigenze sociosanitarie,
socioeducative
e socioassistenziali.
Si
tratta di un fondo strategico per i Comuni del Friuli Venezia
Giulia
che si trovano a dover finanziare azioni dirette a favore
dei
propri cittadini; le risorse servono a dare la possibilità
alle
Amministrazioni locali di agire in maniera mirata, sulla
base
delle particolari richieste che ogni territorio esprime.
Degli
8,5 milioni di euro, una quota pari ad 1 milione di euro è
riservata
a coprire i costi di accoglimento in struttura, di
minori
stranieri non accompagnati: in molti casi infatti i
sindaci
del Friuli Venezia Giulia si trovano a gestire bambini e
ragazzi
immigrati, avendone la diretta responsabilità, e
gestendone
la patria potestà: i fondi permetteranno di non pesare
sul
bilancio comunale e di garantire a questi giovani educazione
e
integrazione in strutture pubbliche.
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TORINO: I COSTI DELLO SCREENING SULLA POPOLAZIONE NON GRAVINO SULLA BOLLETTA DEGLI UTENTI SAITTA SCRIVE A TRM ALLA VIGILIA DELL’AVVIO DEL TERMOVALORIZZATORE |
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Torino, 2 aprile 2013 - La Provincia di Torino vuole assicurare la tutela della salute pubblica agli abitanti
dei Comuni interessati all’entrata in funzione del termovalorizzatore e chiede
a Trm di coprire la spesa per il piano di controlli sanitari sul campione di
abitanti attraverso gli utili della società e “non con aggravi sulla tariffa di
smaltimento in capo agli utenti”.
Lo ha fatto il presidente Antonio Saitta scrivendo, insieme
all’assessore all’ambiente Roberto Ronco, una lettera al presidente di Trm
Bruno Torresin, all’amministratore delegato Viero e al direttore Tripodi in
vista dell’avvio dell’attività a regime dell’impianto del Gerbido.
“La Provincia di Torino – ricorda Saitta – ha già istituito un Comitato
scientifico che presidia le attività di pianificazione e validazione dei
controlli sanitari epidemiologici su un campione di residenti e non residenti
nell’area. Il piano di monitoraggio della salute pubblica, previsto in minima
parte già nelle attività di valutazione impatto ambientale in capo alla
Provincia di Torino, si è poi esteso su nostra proposta grazie alla
condivisione con il Comitato locale di controllo”.
Palazzo Cisterna chiede a Trm di non gravare sulla tariffa degliutenti,
ma nel frattempo fa la sua parte; “pur nella congiuntura di grandissima
difficoltà per gli Enti locali a causa dei tagli nazionali imposti dalla
cosiddetta spending review – dice Saitta – abbiamo deciso di contribuire ai
costi del monitoraggio sanitario sulla popolazione impegnando 200mila euro sui
nostri capitoli di bilancio 2013”.
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FVG: ACCORDO CON INAIL PER TUTELA INFORTUNATI SUL LAVORO |
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Trieste, 2 aprile 2013 - Un Protocollo d´intesa per migliorare
l´assistenza e la riabilitazione a favore degli infortunati sul
lavoro è stato firmato 27 marzo a Trieste tra la Regione Friuli
Venezia Giulia e l´Inail (Istituto nazionale per l´assicurazione
contro gli infortuni sul lavoro). A sottoscrivere l´accordo, il
secondo raggiunto con una Regione dopo quello dell´Emilia-
Romagna, sono stati il presidente Renzo Tondo e il presidente
nazionale dell´Inail Massimo De Felice.
Con il Protocollo, si riconosce all´Istituto la possibilità di
erogare, in proprie strutture accreditate o in strutture
convenzionate con il Servizio sanitario regionale (Ssr), le cure
ambulatoriali e le cure riabilitative ai lavoratori infortunati o
affetti da malattie professionali. Sono previste anche forme di
collaborazione nel campo della ricerca e della formazione.
L´accordo, secondo l´Amministrazione regionale, riconferma
l´autonomia del Friuli Venezia Giulia, individuando un percorso
di semplificazione e di riduzione dei tempi di accesso alle
prestazioni attraverso un migliore utilizzo delle strutture del
Ssr, migliorando in questo modo i servizi a favore dei cittadini.
Sarà anche possibile fermare il ricorso a cure termali fuori
regione, valorizzando anzi le strutture che operano in Friuli
Venezia Giulia.
Come ha sottolineato il presidente De Felice, questi Protocolli
nascono nell´ambito di un accordo quadro Stato-regioni siglato
nel febbraio del 2012, con l´obiettivo di rafforzare la tutela
degli assicurati dell´Inail lungo tutto il percorso di cura,
riabilitazione e reinserimento sociale e lavorativo. In questo
senso, l´Istituto considera strategica la collaborazione con i Ssr.
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ABRUZZO: ECCO LA RETE PER LE CURE TUMORALI AL VIA LA CAMPAGNA INFORMATIVA PER I CITTADINI |
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Pescara, 27 marzo 2013 - I tumori sono la seconda causa di morte. Per
limitare i rischi di neoplasie sono fondamentali la prevenzione e la diagnosi
precoce. L´unione europea ha emanato, da alcuni anni, il Codice europeo contro
il cancro: regole semplici per prevenire la malattia. Con la quarta campagna
informativa sulle malattie oncologiche "Chi si cura di te non ti lascia
solo", la Regione Abruzzo, attraverso le proprie Asl, presenta la rete
oncologica alla quale si accede attraverso il medico di fiducia. Il percorso
clinico accoglie i pazienti e attiva il gruppo interdisciplinare di cure. I
percorsi diagnostici terapeutici sono dedicati a ciascuna patologia tumorale di
uno specifico organo, e affidati ad una equipe di medici dedicati. Eseguita la
diagnosi, l´equipe decide congiuntamente, sulla base delle linee guida
internazionali e delle scoperte scientifiche più recenti, quale terapia sarà
più utile e adatta al paziente. Dopo aver eseguito la terapia, il paziente
verrà inserito nella fase del follow-up, in cui periodicamente verrà
controllato e rivalutato. Le oncologie mediche sono costituite da reparti, day
hospital, servizio ambulatoriale. Ogni Asl abruzzese ha messo a punto una serie
di screening oncologici. Coloro che sono sottoposti a screening vengono
invitati con una lettera ad effetturae gli esami. Si tratta di screening alla
cervice uterina, al colon retto, alla mammella. In Abruzzo sono stati
realizzati due hospice(Lanciano e Pescara). Si tratta di strutture sanitarie e
residenziali di cure palliative per malati terminali; luoghi di accoglienza e
di ricovero temporaneo, nei quali il paziente viene accompagnato nelle ultime
fasi della sua vita, con un appropriato sostegno medico, psicologico, e
spirituale. La campagna informativa sulle malattie oncologiche si snoderà
attraverso una serie di azioni: manifesti, brochure, spot televisivi, spazi sui
quotidiani, siti web, social network, news letter e oasi informative. Il
commissario ad acta, Gianni Chiodi: "Con questa iniziativa, che segue
altre sulle principali e più diffuse malattie, intendiamo sensibilizzare i
cittadini sulle possibilità di prevenzione e di cura delle più importanti
patologie". "Con ciò informiamo anche sulle strutture e sui servizi
sanitari abruzzesi che offrono tutti cure all´altezza, professionisti preparati
e tecnologie moderne. Il nostro impegno per garantire prestazioni di maggior
qualità - ha proseguito Chiodi- passa anche da una costante comunicazione
istituzionale che mette gli utenti nelle condizioni di saper scegliere e gli
operatori sanitari in un continuo confronto, sempre utile a migliorare la
qualità dei servizi per i nostri cittadini".
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MOSTRA: “SONG OF MYSELF” DAVID ADAMO, SOPHIE BUENO-BOUTELLIER, GIANNI CARAVAGGIO, JASON MARTIN, GIANNI PIACENTINO, DAN SHAW-TOWN ROMA: 28 MARZO SABATO 11 MAGGIO 2013. |
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Roma, 2 aprile 2013 - Song of
myself è il nome del poema che dà il titolo a una mostra concepita per
valorizzare il concetto di ripetizione nella creazione artistica. Una
regolarità che dà luogo a un principio, a un
segno che ci permette di identificare, nella pletora di produzioni, lo
stile di un artista.
Quella che Jean-étienne Dominique Esquirol definì monomania altro non
è, artisticamente parlando,
che lo zelo estremo e l’interesse ossessivo per un soggetto, un colore,
un’idea. Paul Cézanne, per
esempio, dedicò una vita intera all’intima raffigurazione del paesaggio
dominato dal Mont Saint-
Victoire nella costante, testarda ricerca di perfezione, permanenza,
soddisfazione personale.
Qualche decennio dopo, Piet Mondrian rifiutò categoricamente di ritrarre
la natura nel suo essere
mutevole e instabile contrapponendo a essa il motivo razionalista di
linee e colori che sarebbe
diventato eterno, indistinguibile. Monomania, dunque, come mezzo di
auto-promozione e
formazione della propria identità. Nell’adottare un sistema di segni
definiti e di un linguaggio ben
riconoscibile, si cela il desiderio di validità e il bisogno di trovare
autorità nella produzione artistica.
Nell’adottare un sistema di segni definiti e di un linguaggio ben
riconoscibile, si cela il desiderio di
validità e il bisogno di trovare autorità nella produzione artistica.
Il tema della ricerca dell’identità attraverso la ripetizione
ossessiva, monomaniacale, talvolta
sofferente del gesto introduce il concetto di rituale come forma di conoscenza
interiore, la cui
funzione, qui intesa a livello sociale e antropologico, è quella di
confermare il valore e il contenuto
del processo artistico. Motivati dalla passione/ossessione per
un’azione o un concetto, gli artisti
presentati esplorano attraverso i mezzi della pittura e della scultura,
la nozione di reiterazione del
gesto nel tempo e la relativa importanza nell’affermazione
dell’identità visiva dell’artista.
Erede dell’action painting, Jason Martin (1970, Jersey, Uk) concretizza
l’idée fixe nella realizzazione
di dipinti monocromi su un fondo in alluminio, dove l´atto fisico della
pittura stessa diviene il
soggetto dell’opera. All’azione, David Adamo (1979, Rochester, Usa)
contrappone la dimensione
teatrale del processo scultoreo, cifra stilistica dei suoi interventi.
Dimensione processuale e forma in
divenire sono i punti fissi e distintivi del lavoro di Gianni
Caravaggio (1968, Rocca S.giovanni,
Italia), che indaga le potenzialità evocative dell’immagine – sia essa
scultorea o un disegno –
definendola come un ‘seme’, un elemento generativo. Monomania come zelo
estremo è ciò che
caratterizza il lavoro di Gianni Piacentino (1945, Coazze, Italia) a
metà strada tra Arte Povera e
Minimalismo. Fedele a un’idea di dinamismo e velocità di stampo futurista,
i suoi progetti –
aeroplani, motociclette, monocicli e automobili – mostrano
un’attenzione maniacale ai dettagli e
un’elevata tecnica artigianale. Più concentrato su un’estetica di
background, Dan Shaw-town
(1983, Huddersfield, Uk) espande il proprio interesse, mostrando nei
suoi ultimi lavori da un lato il
processo manuale di creazione di un’opera; dall’altro la sua valenza
esaustiva come punto di sosta
finale. Sophie Bueno-boutellier (1974, Tolosa, Francia) rielabora in
chiave moderna le teorie del
movimento spazialista. L’artista utilizza la tela per creare
costruzioni tridimensionali in cui il rituale
del gesto contribuisce alla definizione della formalizzazione
dell’opera d’arte nonché
all’acquisizione di un elemento caratterizzante tipico di ciò che è
duraturo nel tempo.
Roma, galleria: unosunove.
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