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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 02 Aprile 2013
UNA NUOVA APPARECCHIATURA PER LA RADIOTERAPIA GUIDATA DALLE IMMAGINI L’IGRT È FRONTIERA NEL TRATTAMENTO RADIOTERAPICO DELLE NEOPLASIE PER COLPIRE CON SEMPRE PIÙ PRECISIONE IL TUMORE  
 
Trento, 2 aprile  2013 - L’igrt (Radioterapia Guidata dalla Immagini) è la nuova frontiera nel trattamento radioterapico delle neoplasie, e permette di colpire con sempre più precisione il tumore. Ieri, all´ospedale Santa Chiara di Trento, la presentazione della apparecchiatura, presenti i vertici della struttura, il direttore generale dell´Azienda sanitaria Luciano Flor e l´assessore alla salute e politiche sociali Ugo Rossi. “Questa apparecchiatura ci permette di vedere e seguire il tumore aumentando la precisione della cura”, queste sono state le parole di Luigi Tomio, direttore dell’U.o. Di Radioterapia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento alla presentazione della nuova apparecchiatura per la Radioterapia Guidata dalle Immagini, Igrt. "Con questa macchina - ha proseguito Tomio - abbiamo la possibilità di agire con molta precisione evitando effetti collaterali ed essere il più possibile incisivi”. Anche per il direttore del dipartimento di oncologia medica e direttore dell’U.o. Di oncologia dell’Ospedale del capoluogo Enzo Galligioni: “Questa macchina è molto importante in una logica di integrazione a tutto favore della cura del tumore e naturalmente a tutti i pazienti trentini che possiamo trattare con professionalità e appropriatezza”. “Abbiamo strumenti sempre più raffinati e precisi - ha commentato Luciano Flor, direttore generale dell’Apss - e la cura contro il cancro non si ferma, anzi la nostra dotazione anche in molti altri settori come la medicina e la chirurgia sta raggiungendo punti molto elevati. Vogliamo continuare ad offrire il meglio ai nostri malati, anche in vista del Nuovo ospedale del Trentino”. “Un ringraziamento doveroso e sentito a tutte le persone che lavorano con queste nuove tecnologie perché come sempre la differenza la fanno i professionisti - è intervenuto l’assessore alla salute Ugo Rossi -. Nonostante i momenti difficili, in tema di salute noi vogliamo guardare al futuro per un Trentino che sia sempre all’avanguardia e di riferimento anche per delle realtà extraprovinciali, sappiamo che la sfida non è semplice, ma siamo fortemente impegnati a continuare in una logica di qualità e di miglioramento per i nostri cittadini, non dimenticando il lavoro importante anche dei fisici sanitari che sono coinvolti in un processo di garanzia con continui controlli e supporto all’attività”. (sch) La radioterapia La radioterapia è una componente indispensabile per la cura del cancro, utilizzata almeno nel 50 % degli ammalati. A causa dell’invecchiamento della popolazione e delle nuove indicazioni si stima che il fabbisogno possa crescere , nei prossimi anni, anche del 20-25%. Non è invasiva, non richiede anestesia o medicamenti particolari e si esegue in tempi brevi anche se protratti nel tempo: per questo è indicata anche per pazienti non operabili o che non possono effettuare chemioterapia. Impiegata da sola (radioterapia esclusiva) o in associazione altre modalità terapeutiche (chirurgia e/o chemioterapia) può avere intento curativo o palliativo. Spesso è una alternativa valida all’intervento chirurgico. Fino alla fine degli anni ‘70 risultava difficile delimitare chiaramente il tumore dai tessuti sani circostanti e la radioterapia comportava l’irradiazione del tumore e dei tessuti sani limitrofi con ampio margine fino alla più alta dose tollerabile dal paziente, in pratica con dosi non sempre sufficienti a guarire il tumore. Grazie all’introduzione della Tac negli anni ‘80, vi è stata una importante evoluzione nella pianificazione del trattamento radioterapico che comporta la delimitazione dei tessuti bersaglio da irradiare e di quelli sani da salvaguardare sulle scansioni Tac. La possibilità di localizzare e vedere in tre dimensioni l’anatomia del paziente garantisce che la forma dei fasci di radiazione sia più fedele rispetto alla “vera” forma del tumore (radioterapia conformazionale) permettendo non solo di far arrivare una maggior dose terapeutica alla massa tumorale ma anche un maggior risparmio delle strutture sane ad essa contigue. Un ulteriore sviluppo nella tecnologia di erogazione della dose, la Radioterapia a Intensità Modulata (Imrt) - introdotta nel nostro reparto a partire dal settembre 2005 - ha aggiunto la possibilità di variare l’intensità della dose all’interno dell’area bersaglio, consentendo una migliore conformazione oltre a un più ampio range di distribuzione di dose, specie in vicinanza di strutture critiche. La pianificazione Imrt permette di migliorare ulteriormente il rapporto rischio/beneficio tra il controllo del tumore e gli effetti collaterali indesiderati. La possibilità di erogare dosi radianti alte ed efficaci, risparmiando gli organi critici adiacenti, ha aumentato però la necessità di localizzare in modo più preciso il volume bersaglio non solo nella fase di pianificazione ma anche immediatamente prima e/o durante l’irradiazione. Alcuni tumori e organi a loro adiacenti, infatti, mostrano un considerevole grado di “movimento” e le masse tumorali tendono a subire variazioni durante il corso del trattamento radioterapico (tra una seduta e l’altra o anche nella stessa seduta, per es. Con i movimenti del respiro). La tecnologia Igrt rappresenta quindi una svolta importante. I dispositivi designati a tale scopo (ad esempio la tomoterapia e gli acceleratori con Tc Cone-beam) consentono di delineare il tumore, di apportare, prima e durante il trattamento, una correzione per eventuali errori di posizionamento del paziente e/o per l’erogazione del fascio radiante in modo da riprodurre al millimetro il progetto. La moderna radioterapia guidata dalle immagini offre quindi vantaggi concreti: miglioramento della precisione di irraggiamento nella sede tumorale; riduzione del rischio di irraggiamento indesiderato nei tessuti vicini; conseguente minor incidenza degli abituali effetti collaterali legati alla radioterapia tradizionale; possibilità di utilizzare dosi radiante più elevate, con maggior efficacia terapeutica; possibilità di ridurre il numero delle sedute di trattamento, con grande beneficio per il paziente in termini di disagi, costi e qualità di vita. Elekta Synergy è un acceleratore lineare per radioterapia conformazionale a intensità modulata integrato con un sistema di registrazione delle immagini ad alta qualità. Il sistema Elekta Synergy permette di registrare direttamente all’apparecchio radiante una Tac volumetrica prima di ogni seduta e confrontarla con la Tac di progettazione per un perfetto riposizionamento del paziente giungendo così ad irradiare il vero “bersaglio” di ogni giorno. Il sistema di registrazione di immagini Xvi impiegato da Elekta Synergy consente di valutare, all’inizio di ogni seduta terapeutica, forma, posizione e volume della massa da trattare con notevole accuratezza. Le impostazioni dell’apparecchio (angolazione, traiettorie, intensità) possono esser pertanto corrette a ogni applicazione per ottenere un irraggiamento ottimale del paziente in quel preciso momento. Elekta Synergy inoltre possiede una modulazione dell’intensità in archi singoli o multipli con rotazione della testata dell’acceleratore attorno al paziente durante l’erogazione della radiazione consentendo un velocità molto superiore alla Imrt convenzionale. Con l’Igrt dosi più elevate di radiazioni possono essere “focalizzate” ed erogate direttamente al tumore e alle cellule cancerose migliorando significativamente il controllo del tumore. Ad es. Nei tumori del polmone allo stadio I è possibile eradicare la neoplasia anche quando la chirurgia, per motivi di inoperabilità, non è praticabile. Con la “guida” Tac quotidiana è possibile anche “vedere” la posizione delle strutture normali e ridurre significativamente il tasso di complicanze ai tessuti normali. Per es. Nel tumore della prostata l’irraggiamento può esser focalizzato in modo da ridurre al minimo le complicanze al retto e alla vescica o il rischio di impotenza. Alcuni dati: Il finanziamento complessivo è stato di 5.000.000,00 Euro Gli acceleratori sono 2, entrambi con la possibilità di eseguire trattamenti guidati dall’immagine (Igrt) di tipo avanzato in 3 D (consente al medico di vedere il bersaglio tumorale e i tessuti normali, e i loro movimenti fra e durante le differenti sedute, e trattamenti di radioterapia a intensità modulata con tecnica volumetrica (Vmat). Uno dei 2 inoltre è dotato di un sistema di conformazione del fascio (Agility) ad alta risoluzione. Si tratta di un “banco” di 160 lamelle motorizzate e controllate elettronicamente che permette di modulare campi di trattamento di qualsiasi forma in modo molto accurato e preciso anche per piccoli bersagli in prossimità di zone critiche Attualmente sono trattati circa 20 pazienti al giorno su uno dei 2 acceleratori. Il secondo entrerà in funzione il prossimo mese.  
   
   
PRIMA CONFERENZA INTERNAZIONALE SULL´URINOMICA (URINOMICS 2013)  
 
Caparica, 2 aprile 2013 - Dal 9 all´11 settembre 2013 si terrà a Caparica, in Portogallo, la prima conferenza internazionale sull´urinomica (Urinomics 2013). Per secoli i medici hanno cercato di usare l´urina per la valutazione non invasiva delle malattie. La sua analisi contribuisce alla diagnosi e alla classificazione delle malattie, in quanto può essere agevolmente raccolta in grandi quantità. Ciononostante, tutti gli indici di proteoma urinario attualmente generati hanno limiti per quanto riguarda l´accuratezza e la sicurezza dell´identificazione. Il proteoma urinario è stato studiato con la maggior parte delle tecnologie proteomiche, ma il profilo delle proteine e dei peptidi urinari basato sulla spettrometria di massa è emerso come la soluzione più adatta per le applicazioni cliniche. La proteomica è lo studio dell´espressione proteica in un tessuto o fluido biologico. Nonostante i progressi fatti nella scoperta del biomarcatore urinario, il contributo della proteomica urinaria alla comprensione della patofisiologia della malattia sulla base dell´analisi del proteoma urinario è ancora modesto, principalmente a causa dei problemi associati all´identificazione della sequenza dei biomarcatori. Questo evento costituirà un´opportunità per i partecipanti per scambiarsi idee sulle ultime tendenze di ricerca in questo campo. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Urinomics2013.com/  
   
   
"CONFERENZA FINALE DEL PROGETTO REPLACES DELL´UE"  
 
Parigi, 2 aprile 2013 - Il 15 e 16 aprile 2013 si terrà a Parigi, in Francia, la "Conferenza finale del progetto Replaces dell´Ue (Restorative Plasticity at Corticostriatal Excitatory Synapses)". Il progetto Replaces, finanziato nell´ambito del Settimo programma quadro della Commissione europea, si concentra sull´identificazione dei meccanismi molecolari e biologici che sono alla base della plasticità e riparazione nella malattia di Parkinson. La conferenza rivelerà i risultati delle attività del progetto a un pubblico composto da scienziati e, soprattutto, da pazienti e le loro associazioni rappresentative. La conferenza ospiterà un dibattito sulle prospettive della ricerca sulla malattia di Parkinson e le sfide correlate. La malattia di Parkinson è una delle più comuni malattie neurodegenerative croniche e progressive che colpisce attualmente 1,2 milioni di persone in Europa. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Cricm.upmc.fr/index.php?option=com_content&view=article&id=561&itemid=509&lang=fr    
   
   
18ª CONFERENZA ANNUALE CYBERPSYCHOLOGY E CYBERTHERAPY (CYBER18),  
 
Bruxelles, 2 aprile 2013 - Dal 30 giugno al 2 luglio 2013 si svolgerà a Bruxelles, in Belgio, la 18ª conferenza annuale Cyberpsychology e Cybertherapy (Cyber18). La tecnologia è fondamentale per il miglioramento della sanità. Nuovi trattamenti e tecnologie possono migliorare la salute degli individui e ridurre allo stesso tempo l´onere finanziario per la società. Alla fine, la sanità è diventata più semplice e le campagne per la promozione della salute hanno aumentato la consapevolezza dei cittadini dell´Ue. Grazie alle nuove tecnologie, possiamo ora monitorare il nostro stato di salute e cercare un aiuto precoce per molte malattie. Nel corso degli ultimi anni la formazione, la terapia, la riabilitazione e l´istruzione si sono avvalse di tecnologie avanzate volte a ottenere una migliore qualità e disponibilità dell´assistenza sanitaria in tutto il mondo. La conferenza riunirà ricercatori, medici specialisti, finanziatori e responsabili delle politiche per scambiare punti di vista sul modo in cui queste nuove tecnologie stanno cambiando la società. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Interactivemediainstitute.com/cyber18/  
   
   
STAMINALI. ZAIA SU STUDIO AVVIATO DA MINISTERO SANITA’: “CONTIAMO SIANO INSERITE LE NUMEROSE STRUTTURE VENETE GIA’ IN GRADO DI SPERIMENTARE; STOP AI VIAGGI DELLA SPERANZA”  
 
Venezia, 2 aprile 2013 - “Ci auguriamo che nella fase di studio sulle staminali che oggi il Ministro della Salute, Balduzzi, ha di fatto avviato, siano inserite le numerose strutture sanitarie che in Veneto sono già in grado di sperimentare ed eventualmente erogare tali trattamenti”. Lo affermava il 28 marzo Luca Zaia, Governatore del Veneto in relazione alla notizia dell’avvio da parte del Ministero della Sanità dello studio per il regolamento sulle staminali. “Credo che lo meriti l’eccellenza (anche nel campo delle ricerca applicata) del nostro sistema sanitario regionale – prosegue Zaia - ma soprattutto lo meritino quegli assistiti che sono costretti ad assurdi e incomprensibili viaggi della speranza. Ogni terapia, anche a livello sperimentale, ritengo non possa essere negata una volta che se ne sia determinata la sua non nocività”.  
   
   
REGISTRO TUMORI. ACCREDITATE LECCE E TARANTO. VENDOLA: "ABBIAMO VINTO UNA SFIDA"  
 
Bari, 2 aprile 2013 - Sono state accreditate ufficialmente a livello nazionale le sezioni di Lecce e Taranto del Registro Tumori Puglia. A darne notizia, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, l’Assessore alla Sanità e al Welfare Elena Gentile e il Direttore Generale di Arpa Puglia, Presidente del Comitato Tecnico-scientifico del Registro, Giorgio Assennato. “I riconoscimenti ottenuti a livello nazionale - ha commentato Vendola - confermano le scelte e gli investimenti di questo Governo che ha creduto nella necessità di dotarsi di strumenti di elevata qualità per rispondere, al meglio, ai bisogni di salute espressi da ciascun territorio della nostra regione. Abbiamo vinto una sfida – ha aggiunto Vendola – lavorando con determinazione e rigore ad un processo di costruzione di evidenze scientifiche, per sua natura, lungo e complesso e non curandoci dei numerosi attacchi che abbiamo ricevuto in questi anni. Con i risultati ottenuti stiamo mettendo a disposizione, non solo delle strutture di governo, ma dell’intera comunità un patrimonio di conoscenze che ci permette di definire con piena consapevolezza le priorità e le strategie di intervento e garantire compiutamente la tutela della salute”. Per l’Assessore Gentile “si tratta di un risultato storico per la nostra regione che allinea il Registro Tumori Puglia al migliore standard qualitativo nazionale e che consente di delineare al meglio le linee di governo e di intervento nella fase di complessiva riorganizzazione del sistema, puntando in particolare al potenziamento della prevenzione e della presa in carico delle persone malate”. La Gentile ha poi ringraziato “i direttori dei registri accreditati e di quelli in via di completamento, tutti gli operatori del centro di coordinamento e delle Asl che, con il loro impegno e la loro competenza, hanno contribuito a cogliere questo fondamentale obiettivo”. Soddisfatto anche il Presidente del Registro Tumori Puglia Giorgio Assennato che ha aggiunto: “i risultati prodotti dai registri di Taranto e di Lecce entreranno a far parte della Banca Dati Nazionale e, a seguito di tale certificazione della elevata qualità e della completezza dei dati, potranno partecipare a programmi di analisi congiunta relativi alle malattie tumorali nel nostro Paese e nella nostra regione”. L’accreditamento delle prime due sezioni del Registro Tumori Puglia è avvenuto nel corso della Xvii riunione annuale dell’Associazione Italiana dei Registri Tumori che si è svolta qualche giorno fa a Bolzano. All’accreditamento possono accedere solo i registri che abbiano completato i dati di incidenza delle malattie neoplastiche per tre anni consecutivi, obiettivo che il Registro Tumori Puglia conta di raggiungere per l’anno prossimo anche per le altre sezioni provinciali. Il percorso di accreditamento ha visto la Commissione di Valutazione sottoporre ad un lungo esame i registri leccese e tarantino, guidati il primo dalla dr.Ssa Anna Melcarne (responsabile della Uo Registro Tumori della Asl di Lecce) con il dr. Fabrizio Quarta (direttore della Uo di Statistica ed Epidemiologia della Asl di Lecce) e il secondo dal dr. Sante Minerba (direttore della Uo di Statistica ed Epidemiologia della Asl di Taranto). Note su Registro Tumori Puglia - Il Registro Tumori Puglia, unico in Italia a garantire la registrazione nell’intero territorio regionale per una popolazione di oltre 4 milioni di abitanti, è stato istituito con Delibera di Giunta Regionale nel 2008, ribadita con la Legge Regionale n. 16 del 2011, prevedendo un centro di coordinamento presso l’Irccs Oncologico e sezioni provinciali in ciascuna delle Asl. L’avvio delle attività ha avuto tempi diversi nelle province pugliesi: la prima delle sezioni Rt Puglia a partire, su specifica indicazione dell’Assessorato alle Politiche della Salute, è stata la Asl di Taranto, seguita dalle Asl Bt e Brindisi. All’inizio del 2012 la registrazione dei tumori è stata avviata anche nelle Asl Foggia e Bari, completando la copertura regionale dell’attività, per il periodo 2006-2008, in linea con gli altri registi tumori italiani. Nella Asl di Lecce il registro era nato nel 2006 con un finanziamento della Provincia ed è attualmente parte della rete del Registro Tumori Puglia. Al termine del 2012 è stato prodotto il primo rapporto di attività che presenta i dati di incidenza delle prime quattro province e lo stato di avanzamento dei territori barese e foggiano. La delegazione pugliese, che ha visto premiato il poster con cui ha presentato al congresso i risultati finora ottenuti, è anche riuscita ad esprimere un proprio rappresentante all’interno del Consiglio Direttivo dell’Associazione, il dr. Vincenzo Coviello, direttore della Uo di Statistica ed Epidemiologia della Asl Bat e responsabile del registro provinciale.  
   
   
NUOVO OSPEDALE DI PISTOIA, PRESENTATO STAMATTINA IL PIANO DI ORGANIZZAZIONE DEL TRASFERIMENTO E DELLE ATTIVITA SI CONFERMA ENTRO LUGLIO 2013 L’INIZIO DELL’ATTIVITÀ. ALLESTITA UNA TASK FORCE  
 
Pistoia, 2 aprile 2013 - Nel corso di una visita con gli organi di informazione al nuovo complesso ospedaliero di Pistoia, il 27 marzo il direttore generale Roberto Abati e i direttori amministrativo e sanitario, rispettivamente Luca Cei e Lucia Turco, hanno annunciato che si conferma entro luglio 2013 l’inizio dell’attività all’interno del Nuovo Ospedale. Tale data sarà però preceduta dall’allestimento della nuova struttura con apparecchiature, arredi, strumenti e collegamenti informatici e dalla progressiva apertura di tutta una serie di servizi (ambulatori, laboratorio analisi, farmacia ospedaliera, radiologia, ecc…) essenziali per accogliere gli ammalati. E’ prevista anche la messa in funzione della Palazzina dei Servizi (collegata all’ospedale da un corridoio interrato) che svolge operazioni più propriamente tecnologiche e di supporto. 200 operatori già al lavoro. Se il tempo di consegna, da parte del concessionario, previsto per il 2 maggio, verrà rispettato le tappe successive saranno scandite dai collaudi, dall’ottenimento delle varie autorizzazioni e certificazioni previste dalle normative vigenti (antincendio, agibilità, ecc…) e dall’istallazione dell’ingente patrimonio tecnologico e informatico di ultima generazione a supporto dell’attività sanitaria. Per far funzionare al meglio la complessa macchina del trasferimento è stato definito uno specifico asset aziendale, con compiti e responsabilità precise: sono stati creati dei Gruppi (Comitato Guida, Gruppo di progetto, Gruppo di lavoro, …) per un totale di oltre 200 operatori dall’inizio del 2012 stanno analizzando, pianificando e organizzando, nei minimi dettagli, tutte le fasi del trasferimento e approntando il nuovo modello organizzativo. I Gruppi rimarranno operativi anche durante la fase di attuazione del trasferimento. Allestita una vera e propria task force. Sulla base di un benchmarking con strutture italiane che hanno già affrontato tale esperienza, la direzione ha nominato anche un Project manager identificato nel direttore sanitario ospedaliero, dottor Roberto Biagini, che è coadiuvato dal punto di vista operativo dal dottor Giacomo Corsini che è il coordinatore di tutto il Gruppo di Progetto. Il cronoprogramma del trasferimento è già pronto: dal mese di maggio l’Azienda inizierà a preparare le nuove aree ospedaliere e tra la fine di giugno e metà luglio saranno necessariamente modificate le attività presenti nel vecchio Presidio: alcune verranno ridotte; altre temporaneamente sospese e altre addirittura sdoppiate fra il vecchio ed il nuovo ospedale in modo da garantire la sicurezza e la continuità assistenziale ai pazienti. In pratica è stata allestita una vera e propria task force alla quale sono stati anche affidati i compiti di analizzare, valutare e monitorare tutti i rischi al fine di garantire la sicurezza dei pazienti e di tutti i professionisti e di rispettare i tempi pre-definiti dal cronoprogramma. In rete con gli altri ospedali e il territorio. Tutte le strutture aziendali, sia ospedaliere che territoriali, saranno coinvolte nel progetto di trasferimento: la presenza del presidio Ospedaliero di Pescia e dello Stabilimento Ospedaliero di San Marcello permetterà di vicariare alcune funzioni sanitarie che saranno provvisoriamente interrotte nell’Ospedale di Pistoia. Durante la fase esecutiva del trasloco il 118 provvederà a dirottare gli accessi al Pronto Soccorso verso gli ospedali limitrofi, utilizzando il criterio della vicinanza e della gravità. Un nuovo modello organizzativo. Numerosi altri professionisti, dall’inizio del 2012, sono invece impegnati nei 18 Gruppi di lavoro multiprofessionali, rappresentativi di tutti gli ambiti operativi (medici, infermieri, fisioterapisti, tecnico sanitari, informatici, ingegneri, amministrativi, …) per “ri-progettare” nel Nuovo Ospedale i percorsi assistenziali, diagnostici e terapeutici, previsti dall’intensità di cura; le degenze saranno differenziate per aree omogenee e per livelli di intensità di cura (area delle terapie intensive e subintensive, area chirurgica, area medica, ecc…) con un approccio nei confronti del paziente che sarà multi specialistico e multi professionale. In queste settimane è stato attivato un ulteriore percorso di confronto per condividere, area per area, con tutti i professionisti l’importante cambiamento organizzativo. Il confronto proseguirà anche con tutte le strutture con l’intento di coinvolgere e far partecipare tutti gli operatori dell’Azienda Usl3 a momenti comunicativi che possano contribuire a migliorare ulteriormente quanto fino ad ora progettato. E’ operativa da oltre un anno un’ apposita sezione Intranet aziendale, contenente documenti utili (documenti prodotti dai gruppi di lavoro, delibere, capitolati tecnici, ecc…) per eventuali approfondimenti, consultazioni e integrazioni. Oltre 600 operatori hanno già visitato il cantiere del Nuovo ospedale nel corso degli ultimi mesi. La formazione. E’ stato anche predisposto un “piano informativo e formativo” per il personale (oltre mille tra medici, infermieri, ostetriche, operatori socio sanitari, tecnici, fisioterapisti, amministrativi) al fine di far conoscere i nuovi ambienti e di poter svolgere le attività con qualità e nella massima sicurezza. Gli eventi formativi, già programmati, si svolgeranno all’interno del Nuovo Ospedale non appena sarà disponibile, cioè a partire dal mese di maggio, in modo da consentire agli operatori di iniziare a svolgere in modo pratico ogni attività. Per tutti gli operatori coinvolti saranno mesi particolarmente impegnativi ma importanti per una ulteriore crescita professionale proiettata verso una diversa organizzazione e svolta in una struttura ospedaliera completamente nuova. In particolare nell’ambito della specifica formazione rivolta agli operatori interessati sarà anche distribuito del materiale informativo riguardante la sicurezza e il funzionamento della nuova struttura comprese le innovazioni di servizio che saranno introdotte (ad esempio utilizzo della posta pneumatica). Nella conoscenza diretta e nell’attivazione del Nuovo ospedale di Pistoia sono coinvolti gli enti locali, le organizzazioni sindacali e di rappresentanza, le associazioni di volontariato e di tutela (già impegnate in un’attività di accoglienza e orientamento rivolta agli utenti) e gli ordini professionali.  
   
   
AMBULATORIO CLANDESTINO SCOPERTO DA GDF PADOVA: ZAIA, “COMPLIMENTI ALLE FIAMME GIALLE. ERA SOTTERRANEA CLINICA DEGLI ORRORI ”  
 
Venezia, 2 aprile 2013 - “Complimenti alla Guardia di Finanza di Padova. Quella sequestrata il 27 marzo era una vera e propria clinica degli orrori, dove albergavano la peggior clandestinità, l’illegalità totale ed un pericolosissimo abusivismo sanitario foriero di gravissimi rischi per la salute degli esseri umani di cui si occupava”. Con queste parole il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia si congratula con le Fiamme Gialle padovane per l’operazione che ha portato al sequestro di un ambulatorio clandestino gestito da una coppia di cinesi dove venivano praticati aborti ed altre pratiche mediche invasive. “Nei confronti di questi fenomeni – aggiunge Zaia – la tolleranza zero è l’unico metro da applicare ed è necessario non abbassare mai la guardia, perché il Veneto è terra di integrazione ed accoglienza per qualsiasi straniero che vi risieda nella legalità e con un serio progetto di vita, ma con altrettanta convinzione chiede di combattere quotidianamente ogni forma di illegalità. Nel caso di oggi il successo della Guardia di Finanza – conclude Zaia – è particolarmente significativo perché è riuscito ad entrare in un mondo sotterraneo molto difficile da scoprire e da combattere”.  
   
   
CHIRURGIA DELL’OBESITÀ: DOPO L’INTERVENTO UN PAZIENTE SU 4 INIZIA A SVOLGERE ATTIVITA’ FISICA  
 
Roma, 2 aprile 2013 – Il 26,6% degli obesi italiani dopo un’operazione di chirurgia bariatrica inizia a svolgere regolarmente attività fisica. E’ quanto ha evidenziato un sondaggio svolto dell´associazione Insieme Amici Obesi su 250 persone. “In Italia ogni anno sono eseguiti oltre 7000 interventi di chirurgia bariatrica – afferma Marcello Lucchese, Direttore della chirurgia bariatrica e metabolica del Policlinico Careggi di Firenze e Presidente della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle malattie metaboliche (Sicob) –. Chi si sottopone a operazioni per ridurre il grave eccesso di peso può tornare a vita normale e svolgere attività quotidiane come fare un po’ di moto o sport”. Nel nostro Paese oltre il 40% della popolazione, circa 23 milioni di persone, conduce una vita troppo sedentaria, ed è propria l’inattività una delle principali cause dell’obesità, soprattutto tra i giovanissimi. “L’attività fisica è uno strumento che può sconfiggere malattie croniche legate a stili di vita sbagliati come diabete, cancro, patologie cardiovascolari ed obesità - prosegue Lucchese -. Dopo un’operazione bariatrica, per rimanere in forma all’inizio è sufficiente camminare per 30 minuti al giorno, salire le scale a piedi, andare a scuola o a lavoro in bicicletta anziché in automobile. Per chi vuole fare sport invece è preferibile praticare attività aerobica in modo graduale e commisurato alla propria forma fisica. Un allenamento sproporzionato può esporre a gravi rischi l’intero organismo”. “Chi ha subito un intervento bariatrico - sottolinea il Presidente Sicob -, nella fase post-operatoria deve essere sottoposto a controlli periodici da parte di un’equipe medica composta da chirurgo, medico internista, dietologo, cardiologo e psicologo. Un ex-obeso che ha deciso di allenarsi in modo serio deve quindi assolutamente comunicare questa sua scelta a tutti gli specialisti che lo seguono in questa fase delicata della sua vita”.  
   
   
SANITÀ IN ABRUZZO: PRIMO CONFRONTO ISTITUZIONALE TRA FRATTURA, BASSO E ROSATO  
 
Campobasso, 2 aprile 2013 - Il Presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, Commissario alla Sanità, ha ricevutoil 27 marzo , nella sede di Via Genova, il Commissario ad acta per l´attuazione del Piano di rientro, Filippo Basso, e il Subcommissario, Nicola Rosato. Si è trattato del primo incontro istituzionale, durante il quale è stato delineato un piano di lavoro che la Struttura commissariale e la Regione intendono portare avanti assieme in uno spirito di collaborazione e condivisione. In questo contesto, è stato, pertanto, avviato un approfondimento delle tematiche più importanti contenute nel Piano sanitario regionale che i Commissari Basso e Rosato hanno adottato con decreto n.8 lo scorso 20 marzo e che adesso dovrà essere convalidato dai Ministeri affiancanti per l´approvazione definitiva. Tutto ciò al fine di procedere a una attenta valutazione di temi specifici, oggi affrontati in linea di principio e a livello di indirizzo. Sempre durante l´incontro, sono state gettate le basi preparatorie per la riunione del Tavolo Massicci, convocata a Roma per il prossimo 17 aprile.  
   
   
IMPEGNO DEL PIEMONTE PER GLI ANZIANI ED I NON AUTOSUFFICIENTI  
 
Torino, 2 aprile 2013 - Il vicepresidente e assessore alla Sanità e alle Politiche sociali e per la famiglia, Ugo Cavallera, è intervenuto il 27 marzo in Consiglio regionale alla seduta straordinaria dedicata al tema dei fondi regionali a sostegno della residenzialità e della domiciliarità degli anziani e dei non autosufficienti sostenendo che “l’integrazione tra sanità e servizi sociali è un dato di fatto ormai acquisito, così come la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fronte socio-assistenziale: l’impegno della Giunta è rivolto a trovare le risorse necessarie per garantire il livello di servizi e di assistenza che caratterizza da tempo il Piemonte”. “Abbiamo ascoltato dai consiglieri dei vari gruppi - ha proseguito Cavallera - l’esposizione delle esigenze: il bilancio di previsione è l’occasione giusta per individuare le soluzioni adeguate e la sostenibilità per una situazione di difficoltà finanziaria che riguarda non solo l’intero comparto socio-assistenziale, ma tutto il Piemonte. Possiamo affermare che il bilancio 2012 della sanità è in ordine: sono note le criticità riferite alle precedenti gestioni, sulle quali, con l’assessore Pichetto lavoriamo per trovare una soluzione utile in tempi rapidi”. Per quanto riguarda le corpose liste d’attesa per l’inserimento in Rsa, i dati del monitoraggio regionale mostrano una sostanziale tenuta dei posti letto convenzionati mentre le graduatorie per l’inserimento presentano tra 2011 e 2012 una leggera ma costante diminuzione. Questi risultati, in un momento particolarmente difficile per il servizio sanitario della regione, sono particolarmente significativi, perché frutto della politica di budget della Regione, che ha mantenuto costante in questi tre anni i volumi di spesa sanitaria destinati al settore dell’assistenza sanitaria, pari a 285 milioni di euro. Anche sul fronte dei ritardi di pagamento tra la fine del mese di febbraio e il mese di marzo si sono visti interventi straordinari di cassa regionale per 100 milioni di euro, finalizzati a ridurre il ritardo nei pagamenti delle Asl verso i soggetti pubblici e privati, che erogano servizi alla persona, e a garantire la sostenibilità del sistema.  
   
   
8,5 MLN. EURO PER SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI COMUNI FVG  
 
Trieste, 2 aprile 2013 - Risorse pari ad 8,5 milioni di euro per permettere ai Comuni del Friuli Venezia Giulia di finanziare servizi sociali necessari sul territorio. Su proposta del vicepresidente della Regione la Giunta ha infatti approvato oggi la quota finalizzata del Fondo sociale regionale che verrà trasferito ai Comuni per esigenze sociosanitarie, socioeducative e socioassistenziali. Si tratta di un fondo strategico per i Comuni del Friuli Venezia Giulia che si trovano a dover finanziare azioni dirette a favore dei propri cittadini; le risorse servono a dare la possibilità alle Amministrazioni locali di agire in maniera mirata, sulla base delle particolari richieste che ogni territorio esprime. Degli 8,5 milioni di euro, una quota pari ad 1 milione di euro è riservata a coprire i costi di accoglimento in struttura, di minori stranieri non accompagnati: in molti casi infatti i sindaci del Friuli Venezia Giulia si trovano a gestire bambini e ragazzi immigrati, avendone la diretta responsabilità, e gestendone la patria potestà: i fondi permetteranno di non pesare sul bilancio comunale e di garantire a questi giovani educazione e integrazione in strutture pubbliche.  
   
   
TORINO: I COSTI DELLO SCREENING SULLA POPOLAZIONE NON GRAVINO SULLA BOLLETTA DEGLI UTENTI SAITTA SCRIVE A TRM ALLA VIGILIA DELL’AVVIO DEL TERMOVALORIZZATORE  
 
Torino, 2 aprile 2013 - La Provincia di Torino vuole assicurare la tutela della salute pubblica agli abitanti dei Comuni interessati all’entrata in funzione del termovalorizzatore e chiede a Trm di coprire la spesa per il piano di controlli sanitari sul campione di abitanti attraverso gli utili della società e “non con aggravi sulla tariffa di smaltimento in capo agli utenti”. Lo ha fatto il presidente Antonio Saitta scrivendo, insieme all’assessore all’ambiente Roberto Ronco, una lettera al presidente di Trm Bruno Torresin, all’amministratore delegato Viero e al direttore Tripodi in vista dell’avvio dell’attività a regime dell’impianto del Gerbido. “La Provincia di Torino – ricorda Saitta – ha già istituito un Comitato scientifico che presidia le attività di pianificazione e validazione dei controlli sanitari epidemiologici su un campione di residenti e non residenti nell’area. Il piano di monitoraggio della salute pubblica, previsto in minima parte già nelle attività di valutazione impatto ambientale in capo alla Provincia di Torino, si è poi esteso su nostra proposta grazie alla condivisione con il Comitato locale di controllo”. Palazzo Cisterna chiede a Trm di non gravare sulla tariffa degliutenti, ma nel frattempo fa la sua parte; “pur nella congiuntura di grandissima difficoltà per gli Enti locali a causa dei tagli nazionali imposti dalla cosiddetta spending review – dice Saitta – abbiamo deciso di contribuire ai costi del monitoraggio sanitario sulla popolazione impegnando 200mila euro sui nostri capitoli di bilancio 2013”.  
   
   
FVG: ACCORDO CON INAIL PER TUTELA INFORTUNATI SUL LAVORO  
 
Trieste, 2 aprile 2013 - Un Protocollo d´intesa per migliorare l´assistenza e la riabilitazione a favore degli infortunati sul lavoro è stato firmato 27 marzo a Trieste tra la Regione Friuli Venezia Giulia e l´Inail (Istituto nazionale per l´assicurazione contro gli infortuni sul lavoro). A sottoscrivere l´accordo, il secondo raggiunto con una Regione dopo quello dell´Emilia- Romagna, sono stati il presidente Renzo Tondo e il presidente nazionale dell´Inail Massimo De Felice. Con il Protocollo, si riconosce all´Istituto la possibilità di erogare, in proprie strutture accreditate o in strutture convenzionate con il Servizio sanitario regionale (Ssr), le cure ambulatoriali e le cure riabilitative ai lavoratori infortunati o affetti da malattie professionali. Sono previste anche forme di collaborazione nel campo della ricerca e della formazione. L´accordo, secondo l´Amministrazione regionale, riconferma l´autonomia del Friuli Venezia Giulia, individuando un percorso di semplificazione e di riduzione dei tempi di accesso alle prestazioni attraverso un migliore utilizzo delle strutture del Ssr, migliorando in questo modo i servizi a favore dei cittadini. Sarà anche possibile fermare il ricorso a cure termali fuori regione, valorizzando anzi le strutture che operano in Friuli Venezia Giulia. Come ha sottolineato il presidente De Felice, questi Protocolli nascono nell´ambito di un accordo quadro Stato-regioni siglato nel febbraio del 2012, con l´obiettivo di rafforzare la tutela degli assicurati dell´Inail lungo tutto il percorso di cura, riabilitazione e reinserimento sociale e lavorativo. In questo senso, l´Istituto considera strategica la collaborazione con i Ssr.  
   
   
ABRUZZO: ECCO LA RETE PER LE CURE TUMORALI AL VIA LA CAMPAGNA INFORMATIVA PER I CITTADINI  
 
Pescara, 27 marzo 2013 - I tumori sono la seconda causa di morte. Per limitare i rischi di neoplasie sono fondamentali la prevenzione e la diagnosi precoce. L´unione europea ha emanato, da alcuni anni, il Codice europeo contro il cancro: regole semplici per prevenire la malattia. Con la quarta campagna informativa sulle malattie oncologiche "Chi si cura di te non ti lascia solo", la Regione Abruzzo, attraverso le proprie Asl, presenta la rete oncologica alla quale si accede attraverso il medico di fiducia. Il percorso clinico accoglie i pazienti e attiva il gruppo interdisciplinare di cure. I percorsi diagnostici terapeutici sono dedicati a ciascuna patologia tumorale di uno specifico organo, e affidati ad una equipe di medici dedicati. Eseguita la diagnosi, l´equipe decide congiuntamente, sulla base delle linee guida internazionali e delle scoperte scientifiche più recenti, quale terapia sarà più utile e adatta al paziente. Dopo aver eseguito la terapia, il paziente verrà inserito nella fase del follow-up, in cui periodicamente verrà controllato e rivalutato. Le oncologie mediche sono costituite da reparti, day hospital, servizio ambulatoriale. Ogni Asl abruzzese ha messo a punto una serie di screening oncologici. Coloro che sono sottoposti a screening vengono invitati con una lettera ad effetturae gli esami. Si tratta di screening alla cervice uterina, al colon retto, alla mammella. In Abruzzo sono stati realizzati due hospice(Lanciano e Pescara). Si tratta di strutture sanitarie e residenziali di cure palliative per malati terminali; luoghi di accoglienza e di ricovero temporaneo, nei quali il paziente viene accompagnato nelle ultime fasi della sua vita, con un appropriato sostegno medico, psicologico, e spirituale. La campagna informativa sulle malattie oncologiche si snoderà attraverso una serie di azioni: manifesti, brochure, spot televisivi, spazi sui quotidiani, siti web, social network, news letter e oasi informative. Il commissario ad acta, Gianni Chiodi: "Con questa iniziativa, che segue altre sulle principali e più diffuse malattie, intendiamo sensibilizzare i cittadini sulle possibilità di prevenzione e di cura delle più importanti patologie". "Con ciò informiamo anche sulle strutture e sui servizi sanitari abruzzesi che offrono tutti cure all´altezza, professionisti preparati e tecnologie moderne. Il nostro impegno per garantire prestazioni di maggior qualità - ha proseguito Chiodi- passa anche da una costante comunicazione istituzionale che mette gli utenti nelle condizioni di saper scegliere e gli operatori sanitari in un continuo confronto, sempre utile a migliorare la qualità dei servizi per i nostri cittadini".  
   
   
MOSTRA: “SONG OF MYSELF” DAVID ADAMO, SOPHIE BUENO-BOUTELLIER, GIANNI CARAVAGGIO, JASON MARTIN, GIANNI PIACENTINO, DAN SHAW-TOWN ROMA: 28 MARZO SABATO 11 MAGGIO 2013.  
 
Roma, 2 aprile 2013 - Song of myself è il nome del poema che dà il titolo a una mostra concepita per valorizzare il concetto di ripetizione nella creazione artistica. Una regolarità che dà luogo a un principio, a un segno che ci permette di identificare, nella pletora di produzioni, lo stile di un artista. Quella che Jean-étienne Dominique Esquirol definì monomania altro non è, artisticamente parlando, che lo zelo estremo e l’interesse ossessivo per un soggetto, un colore, un’idea. Paul Cézanne, per esempio, dedicò una vita intera all’intima raffigurazione del paesaggio dominato dal Mont Saint- Victoire nella costante, testarda ricerca di perfezione, permanenza, soddisfazione personale. Qualche decennio dopo, Piet Mondrian rifiutò categoricamente di ritrarre la natura nel suo essere mutevole e instabile contrapponendo a essa il motivo razionalista di linee e colori che sarebbe diventato eterno, indistinguibile. Monomania, dunque, come mezzo di auto-promozione e formazione della propria identità. Nell’adottare un sistema di segni definiti e di un linguaggio ben riconoscibile, si cela il desiderio di validità e il bisogno di trovare autorità nella produzione artistica. Nell’adottare un sistema di segni definiti e di un linguaggio ben riconoscibile, si cela il desiderio di validità e il bisogno di trovare autorità nella produzione artistica. Il tema della ricerca dell’identità attraverso la ripetizione ossessiva, monomaniacale, talvolta sofferente del gesto introduce il concetto di rituale come forma di conoscenza interiore, la cui funzione, qui intesa a livello sociale e antropologico, è quella di confermare il valore e il contenuto del processo artistico. Motivati dalla passione/ossessione per un’azione o un concetto, gli artisti presentati esplorano attraverso i mezzi della pittura e della scultura, la nozione di reiterazione del gesto nel tempo e la relativa importanza nell’affermazione dell’identità visiva dell’artista. Erede dell’action painting, Jason Martin (1970, Jersey, Uk) concretizza l’idée fixe nella realizzazione di dipinti monocromi su un fondo in alluminio, dove l´atto fisico della pittura stessa diviene il soggetto dell’opera. All’azione, David Adamo (1979, Rochester, Usa) contrappone la dimensione teatrale del processo scultoreo, cifra stilistica dei suoi interventi. Dimensione processuale e forma in divenire sono i punti fissi e distintivi del lavoro di Gianni Caravaggio (1968, Rocca S.giovanni, Italia), che indaga le potenzialità evocative dell’immagine – sia essa scultorea o un disegno – definendola come un ‘seme’, un elemento generativo. Monomania come zelo estremo è ciò che caratterizza il lavoro di Gianni Piacentino (1945, Coazze, Italia) a metà strada tra Arte Povera e Minimalismo. Fedele a un’idea di dinamismo e velocità di stampo futurista, i suoi progetti – aeroplani, motociclette, monocicli e automobili – mostrano un’attenzione maniacale ai dettagli e un’elevata tecnica artigianale. Più concentrato su un’estetica di background, Dan Shaw-town (1983, Huddersfield, Uk) espande il proprio interesse, mostrando nei suoi ultimi lavori da un lato il processo manuale di creazione di un’opera; dall’altro la sua valenza esaustiva come punto di sosta finale. Sophie Bueno-boutellier (1974, Tolosa, Francia) rielabora in chiave moderna le teorie del movimento spazialista. L’artista utilizza la tela per creare costruzioni tridimensionali in cui il rituale del gesto contribuisce alla definizione della formalizzazione dell’opera d’arte nonché all’acquisizione di un elemento caratterizzante tipico di ciò che è duraturo nel tempo. Roma, galleria: unosunove.