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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 19 Marzo 2008 |
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Politica |
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DICHIARAZIONE DELLA PRESIDENZA A NOME DELL´UE SULLA SITUAZIONE IN TIBET |
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Bruxelles, 19 marzo 2008 - L´ue è profondamente preoccupata per le notizie ricorrenti di disordini in Tibet ed esprime profonda simpatia e le sue condoglianze alle famiglie delle vittime. L´ue sta cercando di ottenere urgentemente ulteriori chiarimenti sulla situazione dal governo cinese. L´ue esorta tutte le parti in causa alla moderazione. Chiede alle autorità cinesi di astenersi dall´uso della forza nei confronti di coloro che sono coinvolti nei disordini e rivolge un appello ai dimostranti affinché rinuncino alla violenza. L´ue sottolinea l´importanza che essa annette al diritto alla libertà di espressione e alla protesta pacifica. Esorta le autorità cinesi a rispondere alle dimostrazioni secondo i principi democratici riconosciuti a livello internazionale. L´ue sostiene fermamente la riconciliazione pacifica tra le autorità cinesi e il Dalai Lama e i suoi rappresentanti. L´ue esorta il governo cinese ad affrontare le preoccupazioni dei tibetani riguardo alle questioni dei diritti umani. L´ue incoraggia entrambe le parti ad avviare un dialogo sostanziale e costruttivo a fine di giungere ad una soluzione sostenibile, accettabile per tutti, che rispetti pienamente la cultura, la religione e l´identità tibetane. . |
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CONSIGLIO EUROPEO - BRUXELLES 13-14 MARZO 2008 |
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Bruxelles, 19 marzo 2008 - Si è svolto a Bruxelles il 13 e 14 marzo 2008, sotto la presidenza della Slovenia, il Consiglio europeo, interamente dedicato alle questioni di economia. I temi in agenda: 1) il secondo ciclo della rinnovata strategia di Lisbona (2008-2010); 2) il cambiamento climatico e l´energia; 3) la stabilità dei mercati finanziari. Secondo le conclusioni della presidenza slovena "la crescita economica nell´Unione europea ha raggiunto il 2,9% nel 2007, ma quest´anno sarà probabilmente più bassa. Negli ultimi due anni sono stati creati 6,5 milioni di posti di lavoro. Dal 2005 i disavanzi pubblici si sono più che dimezzati e il debito pubblico è sceso sotto il 60%. Ma le prospettive economiche mondiali si sono recentemente deteriorate in seguito al rallentamento dell´attività economica negli Usa e all´aumento dei prezzi del petrolio e delle materie prime. La volatilità eccessiva e le oscillazioni disordinate dei tassi di cambio danneggiano la crescita economica. Preoccupano i movimenti eccessivi dei tassi di cambio. È essenziale per l´Unione sostenere gli sforzi di riforma attraverso la piena attuazione dei programmi nazionali di riforma e degli orientamenti integrati per la crescita e l´occupazione. Le politiche economiche e finanziarie, strettamente coordinate, devono essere orientate a garantire la stabilità macroeconomica, cogliendo le opportunità della globalizzazione e affrontando le sfide a più lungo termine, fra cui l´invecchiamento della popolazione, il cambiamento climatico e l´energia. Per assicurare una maggiore stabilità dei mercati finanziari occorrono iniziative volte a rafforzarne la trasparenza e il funzionamento e a migliorare il quadro di vigilanza e normativo a livello nazionale, di Ue e mondiale. I recenti significativi aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari e dell´energia hanno accentuato le pressioni inflazionistiche. Conclusioni della presidenza – Bruxelles, 13 e 14 marzo 2008 Consiglio Dell´unione Europea Bruxelles, 14 marzo 2008 - La riunione del Consiglio europeo è stata preceduta da una presentazione del sig. Hans-gert Pöttering, Presidente del Parlamento europeo, seguita da uno scambio di opinioni. 1. I fondamentali economici dell´Unione europea rimangono sani: dal 2005 i disavanzi pubblici si sono più che dimezzati e il debito pubblico è anch´esso sceso al di sotto del 60%. La crescita economica ha raggiunto il 2,9% nel 2007, ma sarà probabilmente più bassa quest´anno. Negli ultimi due anni sono stati creati 6,5 milioni di posti di lavoro. Sebbene abbiano svolto un ruolo fattori congiunturali, questi sviluppi sono stati agevolati dalle riforme strutturali intraprese negli ultimi anni nel quadro della strategia di Lisbona e dagli effetti positivi dell´euro e del mercato unico. 2. Tuttavia le prospettive economiche mondiali si sono recentemente deteriorate in seguito ad un rallentamento dell´attività economica negli Stati Uniti, all´aumento dei prezzi del petrolio e delle materie prime, e alla turbolenza in corso nei mercati finanziari. La volatilità eccessiva e le oscillazioni disordinate dei tassi di cambio non giovano alla crescita economica. Nell´attuale situazione preoccupano i movimenti eccessivi dei tassi di cambio. È per questo che è tanto più essenziale per l´Unione non cadere nell´autocompiacimento e sostenere gli sforzi di riforma attraverso la piena attuazione dei programmi nazionali di riforma e degli orientamenti integrati per la crescita e l´occupazione. Occorre proseguire gli sforzi per completare e rafforzare il mercato interno. Le politiche economiche e finanziarie, strettamente coordinate, devono essere orientate a garantire la stabilità macroeconomica, cogliendo le opportunità della globalizzazione e affrontando le sfide a più lungo termine, fra cui l´invecchiamento della popolazione, il cambiamento climatico e l´energia. Per assicurare una maggiore stabilità dei mercati finanziari occorrono inoltre iniziative volte a rafforzarne la trasparenza e il funzionamento e a migliorare ulteriormente il quadro di vigilanza e normativo a livello nazionale, di Ue e mondiale. 3. Il Consiglio europeo rileva che i recenti significativi aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari e dell´energia hanno accentuato le pressioni inflazionistiche. Al riguardo il Consiglio europeo ricorda l´esigenza di evitare politiche distorsive che impediscano la realizzazione dei necessari adeguamenti da parte degli operatori economici. Invita il Consiglio ad individuare le cause dell´andamento dei prezzi delle materie prime e dei prodotti alimentari e a perseguire politiche nazionali e a livello di Ue che eliminino eventuali restrizioni dell´offerta. Avvio Del Nuovo Ciclo Della Strategia Di Lisbona Rinnovata Per La Crescita E L´occupazione (2008-2010) - 4. In seguito alla relazione strategica della Commissione e alla luce dei lavori svolti nelle pertinenti formazioni del Consiglio, il Consiglio europeo avvia il secondo ciclo triennale della strategia: − confermando che gli attuali orientamenti integrati (indirizzi di massima per le politiche economiche e orientamenti in materia di occupazione) rimangono validi e dovrebbero essere utilizzati per il 2008-2010. Il Consiglio (Ecofin e Epsco) è invitato ad adottare formalmente gli orientamenti integrati conformemente al trattato; − approvando le raccomandazioni per paese relative alle politiche economiche e dell´occupazione degli Stati membri e la zona euro, elaborate dal Consiglio sulla base delle proposte della Commissione. Il Consiglio è invitato ad adottarle formalmente. Gli Stati membri dovrebbero indicare, nei relativi programmi nazionali di riforma e nei successivi rapporti annuali sullo stato di attuazione, iniziative particolareggiate e concrete riguardanti le rispettive risposte politiche agli orientamenti integrati, alle raccomandazioni e ai punti da sorvegliare per i singoli paesi. La Commissione è invitata a proseguire la collaborazione con gli Stati membri per sviluppare ulteriormente una metodologia chiara e trasparente di monitoraggio e valutazione delle riforme di Lisbona; − tenendo conto delle priorità individuate dal Consiglio e delle iniziative concrete riportate qui di seguito, invitando la Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio, nelle rispettive sfere di competenza, a proseguire i lavori sui 10 obiettivi del programma comunitario di Lisbona che prevede un programma di riforma strategico per la parte spettante alla Comunità della strategia di Lisbona rinnovata; i progressi dovrebbero essere valutati annualmente. 5. Il nuovo ciclo sarà imperniato sull´attuazione. Pertanto, il Consiglio europeo: − riconferma i quattro settori prioritari approvati nella riunione della primavera del 2006 quali pietra angolare della strategia di Lisbona rinnovata ed esorta nel contempo a sfruttare maggiormente le sinergie tra tali settori; − invita la Commissione e gli Stati membri, nel contesto della sorveglianza multilaterale, ad intensificare lo scambio di migliori pratiche, in particolare avvalendosi pienamente degli attuali metodi di coordinamento aperto; particolare importanza riveste un coordinamento efficiente all´interno della zona euro; − invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare il coinvolgimento delle pertinenti parti interessate nel processo di Lisbona; − riconosce il ruolo del livello locale e regionale nel creare crescita e occupazione; una maggiore "appropriazione" del programma per la crescita e l´occupazione a tutti i livelli di governo porterà ad una definizione delle politiche più coerente ed effettiva; − sottolinea che anche la coesione economica, sociale e territoriale contribuisce alla realizzazione degli obiettivi della strategia di Lisbona rinnovata, e accoglie con favore i progressi compiuti nell´orientamento dei fondi di coesione verso i programmi nazionali di riforma e l´attuazione degli orientamenti integrati. Ora che la fase di programmazione si è conclusa, il Consiglio europeo esorta gli Stati membri a garantire che le spese rispecchino gli impegni relativi ai fondi riservati; − mette in rilievo l´importanza della stabilità macroeconomica nell´affrontare le sfide a più lungo termine. Il quadro finanziario dell´Ue, definito nel Patto di stabilità e crescita riveduto, offre gli strumenti adeguati al riguardo. Il miglioramento della situazione complessiva di bilancio nell´Ue lascia i necessari margini di manovra per consentire agli stabilizzatori automatici di agire, se dovessero palesarsi rischi di evoluzione negativa. I paesi che hanno raggiunto l´obiettivo a medio termine dovrebbero mantenere la loro posizione strutturale e tutti i paesi che ancora non l´hanno raggiunto dovrebbero accelerare il ritmo della riduzione del disavanzo e del debito, in linea con i pareri del Consiglio sui programmi di stabilità e di convergenza, destinando a questo obiettivo possibili entrate superiori a quelle preventivate. Si dovrebbe migliorare la qualità delle finanze pubbliche aumentando l´efficienza e l´efficacia della spesa e delle entrate pubbliche, anche mediante sforzi costanti di lotta alla frode fiscale transnazionale, ammodernando la pubblica amministrazione e favorendo misure di finanza pubblica che promuovano la produttività, l´occupazione e l´innovazione; − riconferma l´importanza della dimensione sociale dell´Ue quale parte integrante della strategia di Lisbona e, in particolare, sottolinea l´esigenza di integrare ulteriormente le politiche economica, occupazionale e sociale; − approva le iniziative concrete riportate qui di seguito. A questo proposito, il Consiglio europeo accoglie i messaggi chiave trasmessi dal Consiglio nelle sue formazioni "Ecofin", "Competitività", "Occupazione e politica sociale", "Ambiente", "Istruzione e gioventù", nonché le conclusioni del Consiglio sul riesame del mercato unico. 6. Il Consiglio europeo sottolinea inoltre la necessità, dopo il 2010, di un continuo impegno a livello dell´Ue a favore delle riforme strutturali, dello sviluppo sostenibile e della coesione sociale al fine di consolidare i progressi conseguiti nell´ambito della strategia di Lisbona rinnovata per la crescita e l´occupazione. Il Consiglio europeo invita pertanto la Commissione, il Consiglio e i coordinatori nazionali per la strategia di Lisbona ad avviare la riflessione sul futuro della strategia di Lisbona per il dopo 2010. Investire nella conoscenza e nell´innovazione 7. Un fattore fondamentale per la crescita futura è il pieno sviluppo del potenziale d´innovazione e di creatività dei cittadini europei basato sulla cultura europea e l´eccellenza in campo scientifico. Le iniziative congiunte intraprese dal rilancio della strategia di Lisbona nel 2005 hanno portato al conseguimento di risultati significativi nei settori della ricerca, della conoscenza e dell´innovazione. L´attuazione dell´ampia strategia dell´innovazione è essenziale per realizzare le ambizioni dell´Ue al riguardo. Tutte le priorità della strategia devono essere portate avanti rapidamente. Nel contempo, sono necessari ulteriori sforzi, incluso nel settore privato, per potenziare e rendere più efficaci gli investimenti nella ricerca, nella creatività, nell´innovazione e nell´istruzione superiore e conseguire l´obiettivo del 3% degli investimenti nel settore ricerca e sviluppo. Il Consiglio europeo evidenzia qui di seguito le azioni in merito alle quali si esortano gli Stati membri e la Comunità a progredire rapidamente: • gli Stati membri sono invitati a indicare nei loro programmi nazionali di riforma il modo in cui saranno conseguiti progressi nel raggiungimento degli obiettivi nazionali di investimento in materia di ricerca e sviluppo e il modo in cui le loro strategie di ricerca e sviluppo contribuiranno alla realizzazione e ad una migliore governance dello spazio europeo della ricerca; • è necessario ed urgente attuare o promuovere ulteriormente progetti chiave, quali Galileo, l´Istituto europeo di innovazione e tecnologia (Iet), il Consiglio europeo della ricerca, il meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi, le iniziative tecnologiche congiunte; dovrebbero essere adottate al più presto decisioni relative alle iniziative basate sull´articolo 169 e ad altre iniziative di ricerca; • è necessario potenziare sensibilmente l´infrastruttura scientifica in rete e l´impiego di Internet ad alta velocità. Gli Stati membri dovrebbero mirare a rendere Internet ad alta velocità accessibile a tutte le scuole entro il 2010 e a fissare obiettivi nazionali ambiziosi per l´accesso delle famiglie, nel quadro dei rispettivi programmi nazionali di riforma; • è necessario promuovere un mercato europeo dei capitali di rischio per le imprese più innovative; al riguardo il Fondo europeo per gli investimenti è chiamato a svolgere un ruolo centrale nel finanziamento delle Pmi innovative; • occorre coordinare meglio gli sforzi volti a migliorare le condizioni quadro dell´innovazione, incluso attraverso il rafforzamento dei collegamenti tra scienza e industria e poli di innovazione di livello mondiale e lo sviluppo di poli e reti regionali; • particolare attenzione dovrebbe essere rivolta ad ulteriori iniziative per la programmazione congiunta della ricerca, a strategie di cooperazione internazionale nel settore S&t reciprocamente complementari e al rafforzamento delle infrastrutture di ricerca di interesse paneuropeo; • si dovrebbe consentire alle università di sviluppare partenariati con il mondo imprenditoriale in modo da poter beneficiare di finanziamenti complementari privati. 8. Per diventare un´economia veramente moderna e competitiva e prendendo le mosse dai lavori svolti sul futuro della scienza e della tecnologia e sulla modernizzazione delle università, gli Stati membri e l´Ue devono rimuovere le barriere alla libera circolazione delle conoscenze, creando una "quinta libertà" fondata su quanto segue: • il potenziamento della mobilità transfrontaliera dei ricercatori, come pure di studenti, scienziati e docenti universitari, • un mercato del lavoro più aperto e competitivo per i ricercatori europei, che offra migliori strutture di carriera, trasparenza e condizioni favorevoli alla famiglia, • l´ulteriore attuazione delle riforme dell´istruzione superiore, • l´agevolazione e la promozione dell´uso ottimale della proprietà intellettuale originata in organismi di ricerca pubblici al fine di potenziare il trasferimento delle conoscenze all´industria, in particolare attraverso una "Carta sulla Pi" da adottare entro la fine dell´anno, • la promozione dell´accesso aperto alla conoscenza e dell´innovazione aperta, • la promozione dell´eccellenza scientifica, • il lancio di una nuova generazione di infrastrutture di ricerca di livello mondiale, • la promozione del reciproco riconoscimento delle qualifiche. Liberare il potenziale delle imprese, in particolare le Pmi 9. Le decisioni adottate dal rinnovo della strategia di Lisbona hanno cominciato a migliorare le condizioni per gli operatori del mercato. È diventato più facile creare un´impresa in quanto tutti gli Stati membri hanno istituito sportelli unici o meccanismi analoghi che agevolano la registrazione e riducono le formalità amministrative. Il Consiglio europeo si compiace dei progressi realizzati nel 2007 riguardo al miglioramento della regolamentazione e ritiene che siano necessari ulteriori sforzi per apportare miglioramenti decisivi alla competitività delle imprese dell´Ue, in particolare delle Pmi. Il miglioramento della regolamentazione dovrebbe essere considerato altamente prioritario da ogni formazione del Consiglio nelle proprie attività normative. Per assicurare che l´iniziativa sul miglioramento della regolamentazione apporti autentici e notevoli benefici economici: • si dovrebbero intensificare gli sforzi volti a ridurre del 25%, entro il 2012, gli oneri amministrativi derivanti dalla normativa Ue, in linea con le conclusioni del Consiglio europeo del marzo 2007; si accoglie con favore la nomina di un gruppo consultivo di soggetti interessati indipendenti nell´ambito del programma d´azione; i progressi realizzati saranno valutati nella riunione di primavera del 2009 alla luce della valutazione strategica del miglioramento della regolamentazione che sarà effettuata dalla Commissione; • si dovrebbero adottare celermente le proposte legislative rapide ancora in sospeso e individuarne di nuove e inoltre la Commissione dovrebbe continuare a presentare proposte di riduzione degli oneri amministrativi su base permanente; dovrebbe essere proseguita l´attuazione del programma modulato in materia di semplificazione; • si dovrebbe fare di più per sviluppare la capacità delle istituzioni dell´Ue in materia di valutazione di impatto, in linea con il pertinente messaggio chiave del Consiglio "Competitività". 10. Il mercato unico rimane un motore essenziale per aumentare il tenore di vita dei cittadini europei e la competitività dell´Europa nell´economia globalizzata. Per migliorare ulteriormente il funzionamento del mercato unico e consentire così alle imprese, specie le Pmi, e ai consumatori di sfruttarne appieno il potenziale è necessario portare avanti, come priorità immediate, le seguenti misure e azioni: • assicurare annualmente un seguito effettivo al riesame del mercato unico realizzato dalla Commissione, con particolare attenzione alle azioni necessarie per rilanciare la crescita e l´occupazione eliminando gli ostacoli rimanenti alle quattro libertà del trattato ivi compreso, ove opportuno, attraverso l´armonizzazione e il reciproco riconoscimento. In tale contesto, andrebbero monitorati gli sviluppi del mercato al fine di orientare prioritariamente le azioni verso i mercati in cui esistono reali e significativi ostacoli al loro funzionamento e alla concorrenza. Occorre inoltre prestare la dovuta attenzione alla dimensione sociale e ai servizi di interesse generale; • potenziare gli sforzi per rafforzare la concorrenza nel settore delle imprese erogatrici di servizi di rete (energia, comunicazioni elettroniche) e adottare adeguati quadri normativi; al riguardo devono essere proseguiti e sveltiti i lavori sulle interconnessioni; • assicurare un recepimento e un´attuazione completi, coerenti e tempestivi della direttiva sui servizi, che costituisce un passo importante verso la creazione di un vero mercato unico dei servizi. Al riguardo è fondamentale migliorare il funzionamento del "mercato unico elettronico" introducendo soluzioni interoperabili transfrontaliere per la firma e l´autenticazione elettroniche. 11. Le piccole e medie imprese (Pmi) sono la spina dorsale dell´economia europea e possiedono il potenziale per contribuire in modo significativo alla creazione di maggior crescita e occupazione nell´Unione europea. Per rafforzare la politica dell´Unione con riguardo alle Pmi e consentire a queste ultime di operare in modo più efficace nel mercato unico, rivestono un interesse immediato le seguenti azioni: • rapido esame da parte del Consiglio dell´imminente iniziativa per una normativa sulle piccole imprese che stabilisce un approccio integrato nell´intero ciclo di vita delle Pmi in linea con i principi "legiferare meglio" e "innanzitutto pensare piccolo" e volto a rafforzare ulteriormente la crescita e la competitività delle Pmi; • introduzione, ove giustificato e previo esame analitico dell´acquis comunitario, di esenzioni per le Pmi dai requisiti amministrativi della legislazione dell´Ue; • rafforzamento del sostegno a favore delle Pmi innovative che effettuano attività di ricerca ad alto potenziale di crescita, ad esempio mediante un nuovo statuto di società privata europea; • ulteriore agevolazione dell´accesso ai finanziamenti anche attraverso gli strumenti finanziari dell´Ue esistenti; • agevolazione di una maggiore partecipazione delle Pmi innovative ai poli e negli appalti pubblici. 12. L´apertura dei mercati e un sano clima internazionale favoriscono la crescita e l´occupazione e dovrebbero risultare reciprocamente vantaggiosi. L´ue dovrebbe pertanto proseguire gli sforzi per dare forma alla globalizzazione rafforzando la dimensione esterna della strategia di Lisbona rinnovata. Il Consiglio europeo si compiace dell´intenzione della Commissione di presentare ogni anno una relazione sull´accesso ai mercati, individuando i paesi e i settori in cui permangono ostacoli significativi e ritiene che l´Ue debba continuare a prodigarsi per: • promuovere il libero scambio e l´apertura come strumenti per promuovere la crescita, l´occupazione e lo sviluppo per sé e per i suoi partner commerciali e continuare ad assumere un ruolo guida in questo campo; • migliorare il sistema commerciale multilaterale, continuando in particolare ad adoperarsi per raggiungere un accordo ambizioso, equilibrato e globale nell´ambito dei negoziati di Doha per lo sviluppo; • concludere ambiziosi accordi bilaterali con importanti partner commerciali ed accelerare ulteriormente gli sforzi per l´integrazione con i paesi limitrofi ed i paesi candidati attraverso lo sviluppo di uno spazio economico comune; • garantirsi un accesso affidabile all´energia e alle materie prime strategiche; • rafforzare le relazioni economiche esistenti e sviluppare partenariati strategici reciprocamente vantaggiosi con le potenze economiche emergenti in un contesto di concorrenza leale; • promuovere la cooperazione normativa, la convergenza e l’equivalenza delle norme, nell´interesse reciproco dell´Ue e dei suoi partner, e migliorare l´efficacia del sistema di applicazione dei diritti di proprietà intellettuale contro la falsificazione. Investire nelle persone e modernizzare i mercati del lavoro 13. L´elemento "istruzione" del triangolo della conoscenza "ricerca - innovazione - istruzione" dovrebbe essere rafforzato. Impartire un´istruzione di elevata qualità e investire di più e con maggiore efficacia nel capitale umano e nella creatività lungo tutto il corso della vita sono condizioni essenziali per il successo dell´Europa in un mondo globalizzato. Ciò può favorire e facilitare il passaggio verso una "economia basata sulla conoscenza", creare posti di lavoro migliori e più numerosi e contribuire a posizioni di bilancio solide. È anche un modo efficace per combattere l´ineguaglianza e la povertà e può contribuire a ridurre la disoccupazione giovanile. 14. Il Consiglio europeo attende con interesse la proposta della Commissione relativa ad una Agenda sociale rinnovata che dovrebbe svolgere un ruolo capitale nel rafforzare la dimensione sociale della strategia di Lisbona tenendo conto delle nuove realtà sociali e lavorative dell´Europa e contemplando inoltre i problemi relativi ai giovani, all´istruzione, ai flussi migratori e alla situazione demografica nonché il dialogo interculturale. Pertanto la lotta alla povertà e all´esclusione sociale, la promozione dell´inclusione attiva e l´aumento delle opportunità occupazionali per le persone più lontane dal mercato del lavoro rivestono notevole importanza. A tal fine si dovrebbe far ricorso a tutti gli opportuni meccanismi e strumenti disponibili a livello comunitario. Considerato l´aumento della carenza di personale qualificato in alcuni settori, il Consiglio europeo invita la Commissione a presentare una valutazione esauriente dei futuri bisogni europei per quanto riguarda le competenze fino al 2020, che tenga conto delle ripercussioni dei cambiamenti tecnologici e dell´invecchiamento della popolazione e a proporre iniziative per anticipare le esigenze future. La migrazione economica può svolgere un ruolo nel soddisfare i bisogni del mercato del lavoro e può contribuire a ridurre la carenza di personale qualificato. Il Consiglio europeo ritiene pertanto che l´impatto occupazionale e sociale della migrazione di cittadini di paesi terzi debba essere esaminato nel contesto delle proposte della Commissione relative ad una politica comune in materia di migrazione. 15. Il Consiglio europeo esorta gli Stati membri a intraprendere azioni concrete al fine di: • ridurre sostanzialmente il numero dei giovani che sono incapaci di leggere correntemente e il numero dei giovani che abbandonano prematuramente la scuola, e migliorare i livelli di istruzione degli allievi appartenenti a famiglie migranti o a categorie svantaggiate; • fare in modo che un maggior numero di adulti, in particolare i lavoratori poco qualificati e più anziani, partecipino ad attività di istruzione e formazione e facilitare ulteriormente la mobilità geografica e occupazionale; • promuovere una maggiore partecipazione complessiva della forza lavoro e combattere la segmentazione per garantire l´inclusione sociale attiva; • migliorare la coerenza e il coordinamento delle politiche economiche, sociali e occupazionali per rafforzare la coesione sociale. 16. La "flessicurezza" rappresenta l´equilibrio tra la flessibilità e la sicurezza sul mercato del lavoro e aiuta sia i lavoratori sia i datori di lavoro a cogliere le opportunità offerte dalla globalizzazione. In linea con le raccomandazioni delle parti sociali europee dell´ottobre 2007 e riconoscendo che non esiste un unico modello di flessicurezza, il Consiglio europeo invita gli Stati membri ad attuare i principi comuni concordati di flessicurezza delineando nei loro programmi nazionali di riforma per il 2008 le modalità nazionali di attuazione di tali principi. La flessibilità e la sicurezza si rafforzano reciprocamente lungo tutto l´arco della vita. In tale contesto, la solidarietà tra le generazioni dovrebbe essere presa in considerazione nelle quattro componenti della flessicurezza. È necessario prestare un´attenzione costante all´occupazione giovanile, e in particolare al passaggio dallo studio al mondo del lavoro nell´ambito dell´attuazione del patto europeo per la gioventù. Occorrerebbe altresì prestare attenzione all´occupazione delle persone con disabilità. La disponibilità e l´accessibilità economica dei servizi di custodia dei bambini di qualità dovrebbero essere aumentate, in linea con gli obiettivi nazionali e comunitari. Occorrerebbe profondere sforzi volti a conciliare la vita professionale con la vita privata e familiare per le donne e gli uomini, ridurre sostanzialmente i differenziali retributivi di genere e ad attuare il patto europeo per la parità di genere. Anche l´Alleanza europea per la famiglia può contribuire al raggiungimento di tali obiettivi. Cambiamenti Climatici E Energia 17. L´anno scorso l´Ue ha assunto impegni fermi ed ambiziosi nell´ambito della politica in materia di clima e di energia; oggi, nel 2008, la sfida consiste nel mantenere tali impegni. A dicembre dello scorso anno, la conferenza di Bali sui cambiamenti climatici ha segnato una tappa fondamentale e ha avviato a livello internazionale un processo negoziale inclusivo figurante in extenso nella tabella di marcia di Bali. L´ue è determinata a mantenere un ruolo di leader a livello internazionale in materia di cambiamenti climatici e di energia e conservare lo slancio dei negoziati sulla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e sul relativo protocollo di Kyoto, in particolare nella prossima conferenza delle parti a Poznaÿ. L´obiettivo è raggiungere un accordo ambizioso, globale e completo post-2012 sui cambiamenti climatici a Copenaghen nel 2009 coerente con l´obiettivo dei 2ºC dell´Ue. Conseguendo tutti gli obiettivi fissati dal Consiglio europeo di primavera 2007, l´Ue fornirà un notevole contributo al raggiungimento di questo traguardo. Una sfida centrale consisterà nell´assicurare che tale transizione verso un´economia a bassa emissione di carbonio sicura e sostenibile sia gestita in modo compatibile con lo sviluppo sostenibile, la competitività, la sicurezza dell´approvvigionamento, la sufficienza alimentare, finanze pubbliche sane e sostenibili e la coesione economica e sociale dell´Ue. L´ue propone di contribuire a un impegno accelerato e concertato ad alto livello a sostegno della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e del piano d´azione di Bali, per sviluppare un´architettura coerente e conseguente per un accordo post-2012 che assicuri un aumento graduale dei flussi di finanziamento e investimento per la mitigazione e l´adattamento. Tenendo conto del fatto che l´energia e il clima sono parte integrante della strategia di Lisbona, essi contribuiranno positivamente anche all´obiettivo di aumentare la crescita e l´occupazione. 18. L´ambizioso pacchetto di proposte presentato dalla Commissione per attuare le conclusioni del Consiglio europeo di primavera 2007 fornisce un buon punto di partenza ed una buona base di accordo. Il Consiglio europeo invita la Commissione a continuare a sostenere gli sforzi degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra mediante politiche e misure comunitarie globali e ambiziose. Discussioni complete in seno al Consiglio, in stretta collaborazione con il Parlamento europeo, dovrebbero condurre ad un accordo su tali proposte in forma di pacchetto coerente prima della fine del 2008 e consentirne pertanto l´adozione nel corso dell´attuale legislatura, al più tardi all´inizio del 2009. Nel far ciò, il Consiglio dovrebbe tenere presente l´importanza di mantenere l´equilibrio generale dell´intero pacchetto e dovrebbe incentrare i suoi lavori sui principi di trasparenza, efficienza economica in termini di costi, equità e solidarietà nella ripartizione degli sforzi tra gli Stati membri. Dovrebbe inoltre tener conto dei differenti punti di partenza, circostanze e potenziali degli Stati membri nonché dei differenti risultati da essi conseguiti e rispettare l´esigenza di una crescita economica sostenibile in tutta la Comunità cui contribuiscono tutti i settori. Anche nello sviluppare strumenti di mercato per raggiungere obiettivi energetici e climatici si dovrebbe seguire un metodo efficiente in termini di costi e flessibile, in modo da evitare costi eccessivi per gli Stati membri. Per passare all´obiettivo più ambizioso di una riduzione del 30% nel quadro di un accordo globale e completo è necessario operare, in maniera esplicita, equilibrata, trasparente ed equa, tenendo conto dei lavori nell´ambito del primo periodo di impegno del protocollo di Kyoto. 19. Il Consiglio europeo riconosce che in un contesto globale di mercati competitivi, il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio costituisce una preoccupazione in taluni settori, quali le industrie ad alta intensità energetica, particolarmente esposti alla concorrenza internazionale, che occorre analizzare e affrontare urgentemente nella nuova direttiva "sistema di scambio" in modo che si possano prendere misure appropriate in caso di fallimento dei negoziati internazionali. Un accordo internazionale resta il modo migliore di affrontare la questione. 20. Il Consiglio europeo sottolinea che il sistema Ue di scambio delle quote di emissione forma parte essenziale di una politica integrata in materia di clima e di energia e riconosce l´importanza di un unico limite massimo a livello di Ue per tale sistema e di una traiettoria di riduzione delle emissioni. La direttiva riveduta dovrebbe migliorare il rapporto costi/efficacia della necessaria riduzione delle emissioni, consentire di collegare il sistema Ue di scambio delle quote di emissione ad altri sistemi di scambio delle emissioni obbligatori che impongono un limite massimo alle emissioni assolute, nonché rafforzare l´uso dei meccanismi di flessibilità risultanti da progetti attuati in paesi terzi. Il Consiglio europeo sottolinea inoltre la necessità di flessibilità nel conseguimento degli obiettivi nazionali che non rientrano nel sistema Ue di scambio delle quote di emissione e in materia di energie rinnovabili in linea con il piano d´azione adottato dal Consiglio europeo nel marzo 2007 e rileva l´importanza di regimi nazionali di sostegno efficaci per le energie rinnovabili e di un meccanismo di flessibilità efficace fondato sulle garanzie di origine, come proposto dalla Commissione e sottolinea la necessità che la politica in materia di energia della Comunità e degli Stati membri aumenti l´efficienza energetica e la sicurezza degli approvvigionamenti, quali elementi fondamentali per realizzare la politica integrata dell´Ue in materia di clima e di energia ed uno sviluppo economico sostenibile. 21 Il Consiglio europeo ricorda che l´obiettivo di proporre un quadro normativo per la cattura e lo stoccaggio di Co2 (Ccs) è assicurare che questa nuova tecnologia venga utilizzata in modo sicuro sotto il profilo ambientale, da dimostrarsi attraverso progetti, come convenuto nella primavera del 2007. 22. Nel realizzare l´obiettivo ambizioso dell´uso di biocarburanti è essenziale elaborare e rispettare criteri di sostenibilità efficaci per assicurare la reperibilità sul mercato dei biocarburanti di seconda generazione, che in futuro potranno essere presi in considerazione anche per l´uso di altre forme di biomassa per la produzione di energia, in linea con le conclusioni del Consiglio europeo di primavera 2007. 23. È necessario sviluppare maggiori sinergie tra la politica sui cambiamenti climatici e quella sulla biodiversità quale mezzo per conseguire benefici comuni, in particolare potenziando attività e misure che si rafforzano reciprocamente riguardo alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all´adattamento alla produzione e al consumo di biocarburanti nonché al commercio degli stessi. Il Consiglio europeo incoraggia gli Stati membri e la Commissione ad accrescere gli sforzi volti ad arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 e oltre. La nona Conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica (Cbd), che si terrà nel maggio 2008 a Bonn, e il completamento della rete Natura 2000 sono passi essenziali per raggiungere tale obiettivo. 24. Un mercato interno dell´energia pienamente funzionante e interconnesso è una condizione essenziale per un approvvigionamento energetico sicuro, sostenibile e competitivo in Europa. Il Consiglio europeo esorta pertanto il Consiglio a mettere a profitto i recenti progressi compiuti in relazione al terzo pacchetto di misure per il mercato interno del gas e dell´energia elettrica al fine di raggiungere un accordo politico entro giugno 2008, tenendo pienamente conto delle conclusioni del Consiglio europeo di primavera 2007. Invita la Commissione a tener conto della situazione e delle esigenze dei mercati energetici piccoli o isolati nell´ulteriore sviluppo di queste politiche. 25. Il Consiglio europeo ricorda l´importanza che annette al rafforzamento della sicurezza energetica dell´Ue e dei suoi Stati membri. Mentre gli interventi in materia di cambiamenti climatici ed energia, il mercato interno dell´energia e le nuove tecnologie contribuiscono tutti a questo obiettivo, è altresì necessario portare avanti con determinazione i lavori relativi all´ulteriore sviluppo della dimensione esterna della Politica energetica per l´Europa 2007-2009. Il Consiglio europeo si compiace dei progressi in materia riportati nella relazione sullo stato di avanzamento dei lavori presentata al Consiglio (doc. 6778/08) e procederà ad una più completa valutazione dei progressi di attuazione e degli ulteriori interventi necessari alla luce della prossima analisi strategica della politica energetica che sarà presentata nel novembre 2008 e approvata dal Consiglio europeo di primavera 2009 e che servirà di base per il nuovo piano d´azione in materia di energia per il periodo dal 2010 in poi, destinato ad essere adottato dal Consiglio europeo di primavera 2010. L´analisi strategica della politica energetica sarà incentrata in particolare sulla sicurezza dell´approvvigionamento, inclusi i dispositivi di interconnessione, e sulla politica energetica esterna. Il Consiglio europeo attribuisce particolare importanza al fatto che l´Ue e i suoi Stati membri si esprimano con una sola voce sulle questioni relative all´energia nei confronti di terzi. 26. Il Consiglio europeo accoglie con favore la relazione congiunta dell´Alto Rappresentante e della Commissione concernente l´impatto dei cambiamenti climatici sulla sicurezza internazionale. Sottolinea l´importanza di tale questione e invita il Consiglio ad esaminare il documento e a presentare raccomandazioni per appropriate misure di follow-up, in particolare sulle modalità per intensificare la cooperazione con regioni e paesi terzi in materia di impatto dei cambiamenti climatici sulla sicurezza internazionale al più tardi entro dicembre 2008. 27. La transizione verso un´economia a bassa emissione di carbonio sicura e sostenibile avrà un impatto su numerose politiche e sulla vita economica e quotidiana dei cittadini. Occorre altresì attuare politiche coerenti che sfruttino le sinergie in materia di energia e cambiamenti climatici negli altri tre settori prioritari della strategia di Lisbona nonché nell´ambito di altre politiche dell´Ue, in particolare: • sviluppare politiche coerenti in materia di ricerca e sviluppo e d´innovazione a livello europeo e nazionale; • liberare il potenziale economico delle eco-industrie ed elaborare una politica industriale sostenibile e sviluppare mercati guida sostenibili e competitivi a livello mondiale, pur tenendo conto dell´impatto sulla competitività delle misure in materia di energia e cambiamenti climatici; • promuovere un sistema di trasporti sostenibile che permetta agli Stati membri, nel quadro delle politiche dell´Ue, di adottare le misure necessarie per lottare efficacemente contro i cambiamenti climatici; • prendere in considerazione una revisione della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici per renderla più conforme con gli obiettivi dell´Ue in materia di energia e di cambiamenti climatici; • migliorare l´efficienza energetica e delle risorse in tutti i settori; • informare il consumatore sull´uso efficiente dell´energia per far fronte alle ripercussioni sociali e cogliere le possibilità offerte dal settore dell´energia e dei cambiamenti climatici. Il Consiglio europeo invita inoltre la Commissione, nel presentare le sue proposte legislative sulle aliquote Iva attese per l´estate del 2008, e in collaborazione con gli Stati membri, a esaminare in quali settori gli strumenti economici, fra cui le aliquote Iva, possano contribuire ad aumentare il ricorso a materiali che consentono di risparmiare energia e a prodotti efficienti sul piano energetico. 28. Il Consiglio europeo sottolinea la necessità di significativi investimenti in ricerca e sviluppo e dell´utilizzo di nuove tecnologie energetiche, come recentemente indicato nel piano strategico europeo per le tecnologie energetiche presentato dalla Commissione. 29. Il Consiglio europeo riconosce che il trattamento dei temi dell´energia e dei cambiamenti climatici è anche una questione di formazione di valori e di cambiamento del comportamento dei cittadini. Esorta pertanto i governi nazionali e le istituzioni europee a dare l´esempio compiendo significativi progressi nell´assicurare una riduzione del consumo energetico dei loro edifici e parchi auto. Stabilità Dei Mercati Finanziari 30. Il Consiglio europeo approva la relazione interinale del Consiglio Ecofin sulla stabilità dei mercati finanziari. Sebbene la situazione del sistema finanziario internazionale resti incerta, in seguito alle turbolenze verificatesi sono già stati messi in atto alcuni aggiustamenti sui mercati finanziari a partire dall´autunno scorso, in quanto la Banca centrale europea, le autorità nazionali e dell´Ue nonché le istituzioni finanziarie hanno preso iniziative per stabilizzare la situazione. 31. È di fondamentale importanza un´informazione rapida e completa sull´esposizione ad attivi in difficoltà e a veicoli fuori bilancio (off-balance sheet vehicles) e/o sulle perdite delle banche e di altri istituti finanziari. Sono necessari miglioramenti riguardo al quadro prudenziale e alla gestione del rischio dei singoli istituti, in un contesto di continua innovazione finanziaria che ha evidenziato le nuove sfide per la prevenzione delle crisi e la vigilanza finanziaria a livello nazionale, europeo e mondiale. 32. In risposta alle turbolenze, il Consiglio europeo conviene che, sebbene la responsabilità primaria incomba al settore privato, le autorità nell´Ue si tengono pronte a prendere, all´occorrenza, misure di regolamentazione e di vigilanza. L´azione politica andrebbe incentrata su quattro settori: − aumento della trasparenza in particolare sull´esposizione a prodotti strutturati e a veicoli fuori bilancio per investitori, mercati e autorità di regolamentazione; − miglioramento delle norme di valutazione, in particolare per gli attivi illiquidi; − rafforzamento del quadro prudenziale e della gestione dei rischi nel settore finanziario, procedendo ad un riesame di alcuni settori della direttiva sui requisiti patrimoniali e al miglioramento della gestione del rischio di liquidità. Il Consiglio incoraggia la Commissione ad avviare consultazioni e ad avanzare la sua proposta entro settembre 2008 e sottolinea l´importanza di compiere ogni sforzo per giungere a un accordo tra il Consiglio, il Parlamento europeo e la Commissione entro aprile 2009 sulle necessarie modifiche normative; − miglioramento del funzionamento del mercato e della struttura d´incentivo, incluso il ruolo delle agenzie di rating, su cui l´Ue è disposta ad esaminare forme di regolamentazione alternative qualora gli operatori del mercato non affrontino rapidamente tali questioni. 33. Le attuali turbolenze hanno evidenziato la necessità di rafforzare ulteriormente il quadro di stabilità finanziaria grazie ad una vigilanza prudenziale rafforzata e a migliori strumenti di gestione delle crisi finanziarie. Il Consiglio europeo invita il Consiglio Ecofin a dare rapida e completa attuazione al programma di lavoro approvato nell´autunno 2007; ciò comprende ulteriori progressi nella primavera 2008 in materia di: vigilanza finanziaria: tra le questioni principali al riguardo figurano i miglioramenti e la convergenza delle norme e standard fondamentali in materia di vigilanza; la convergenza delle informazioni in materia finanziaria e di regolamentazione ai fini della vigilanza dei gruppi transfrontalieri; una precisazione della relazione tra autorità d´origine e ospitanti, che rifletta in modo appropriato le rispettive competenze e responsabilità, compreso lo scambio equilibrato di informazioni; il ruolo dei collegi di autorità di vigilanza e il miglioramento del funzionamento dei comitati di vigilanza e l´esame dell´eventuale inclusione di una dimensione Ue nei mandati delle autorità di vigilanza nazionali per favorire la convergenza e la cooperazione; gestione delle situazioni di crisi finanziaria transfrontaliera: gli strumenti e le procedure dovrebbero essere migliorati e, come primo passo, si prevede la firma, nella primavera 2008, di un nuovo protocollo d´intesa sulla cooperazione transfrontaliera tra le autorità competenti. Sulla base di ulteriori lavori entro il primo semestre del 2008, il Consiglio dovrebbe inoltre analizzare il funzionamento dei sistemi di garanzia dei depositi. 34. Inoltre, bisognerebbe potenziare i sistemi di allarme preventivo a livello di Ue e a livello internazionale, anche rafforzando il ruolo dell´Fmi nella sorveglianza sulla stabilità macrofinanziaria. Sulle questioni relative alla stabilità dei mercati finanziari l´Ue dovrebbe collaborare strettamente con i partner internazionali nelle sedi pertinenti. 35. Il Consiglio europeo invita il Consiglio a continuare a considerare altamente prioritarie tali questioni nei prossimi mesi, procedendo nell´aprile 2008 ad una valutazione globale dei progressi compiuti, e a seguire da vicino la situazione in modo da reagire rapidamente ad eventuali sviluppi negativi. Il Consiglio europeo tornerà a discuterne, se del caso, e comunque al più tardi nell´autunno 2008. 36. Il Consiglio europeo si compiace della comunicazione della Commissione sui fondi sovrani. L´unione europea è impegnata a garantire un ambiente globale favorevole agli investimenti basato sulla libera circolazione di capitali e sull´efficace funzionamento dei mercati dei capitali mondiali. I fondi sovrani hanno finora svolto un ruolo utilissimo come fornitori di capitali e liquidità con prospettive di investimento a lungo termine. Tuttavia, l´emergere di nuovi protagonisti caratterizzati da una trasparenza limitata quanto alla strategia e agli obiettivi di investimento ha suscitato preoccupazioni riguardo a potenziali pratiche non commerciali. La linea di demarcazione tra fondi sovrani e altre entità non è sempre netta. Il Consiglio europeo conviene sulla necessità di un approccio europeo comune, tenendo conto delle prerogative nazionali, in linea con i cinque principi proposti dalla Commissione ovvero: impegno a favore di un clima favorevole agli investimenti; sostegno ai lavori in corso nell´ambito dell´Fmi e dell´Ocse; utilizzo degli strumenti nazionali e dell´Ue se necessario; rispetto degli obblighi imposti dal trattato Ce e degli impegni internazionali; proporzionalità e trasparenza. Il Consiglio europeo sostiene l´obiettivo di concordare a livello internazionale un codice di condotta volontario per i fondi sovrani e di definire principi per i paesi destinatari a livello internazionale. L´ue dovrebbe mirare a fornire un apporto coordinato a tale dibattito in corso; si invita la Commissione e il Consiglio a proseguire i lavori in tal senso. Il Consiglio europeo ha approvato il principio di un´Unione per il Mediterraneo che comprenderà gli Stati membri dell´Ue e gli Stati costieri mediterranei non appartenenti all´Ue. Ha invitato la Commissione a presentare al Consiglio le proposte necessarie per definire le modalità di quello che si chiamerà "Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo", in vista del vertice che si terrà a Parigi il 13 luglio 2008. . |
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OFFERTA SULLA CARRIERA E LA MOBILITÀ DEI RICERCATORI. |
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Bruxelles, 19 marzo 2008 - La Direzione Generale per la Ricerca della Commissione europea ha pubblicato un bando per offerte sullo studio dei modelli di mobilità e dei percorsi di carriera dei ricercatori Ue. L´offerta comprende la raccolta e la produzione di indicatori sulla mobilità dei ricercatori. Per ulteriori informazioni: Commissione europea , Direzione Generale per la Ricerca, Att. Ne: Emmanuel Boudard, B-1049 Bruxelles , Fax: +32 2 296 42 87 . |
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PROGRAMMA OPERATIVO FSE, 160 MILIONI DI EURO PER IL PERIODO 2007-2013 |
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Bolzano, 19 marzo 2008 - Obiettivo 2, competitività regionale e occupazione. Questo il nome del nuovo programma operativo 2007-2013 del Fondo sociale europeo che metterà a disposizione dei progetti locali una somma che si aggira attorno ai 160 milioni di euro. "Dobbiamo investire sull´innovazione - ha detto il presidente Durnwalder - e sulla qualità dell´occupazione". Le novità e le procedure per accedere ai finanziamenti del Fse sono state illustrate a tutti gli interessati nell´incontro pubblico tenutosi il 18 marzo a Bolzano a Palazzo Widmann. Rispetto al precedente periodo (2000-2006), l´Alto Adige dovrà fare i conti con una ridotta disponibilità economica. "Abbiamo un reddito pro-capite che supera di circa il 30% il valore medio a livello europeo - ha spiegato Durnwalder - e un tasso di disoccupazione bassissimo che si aggira attorno al 2,5%. Non potevamo certo pretendere di avere a disposizione somme straordinarie. Rispetto al programma precedente abbiamo "perso" circa 40 milioni di euro, ma siamo comunque riusciti a mantenere un monte-finanziamenti importante grazie alle peculiarità del territorio altoatesino, zona di confine, di montagna e caratterizzata dalla presenza di tre gruppi linguistici". Saranno dunque 160 i milioni di euro che verranno messi a disposizione dei progetti presentati da enti, associazioni e imprese altoatesine del settore economico, sociale e della formazione. Dopo il primo bando di circa 21 milioni di euro, risalente a circa 6 mesi fa, la giunta provinciale ha già approvato l´impegno di spesa per i bandi successivi: a marzo verranno messi a disposizione 15,5 milioni di euro, ad aprile altri 6 milioni. Il 38% dei contributi pubblici, pari a circa 60 milioni di euro, provengono dall´Unione Europea, i restanti 100 milioni sono suddivisi tra Stato (80 miloni) e Provincia (20 milioni). Nel periodo 2000-2006, in Alto Adige, hanno partecipato ai 1. 700 progetti finanziati dal Fondo sociale europeo circa 87mila persone. "Per questo nuovo programma - ha concluso Durnwalder - è necessario puntare sull´innovazione, investendo nella qualità e nella sicurezza dell´occupazione. L´alto Adige si è sempre contraddistinto, a livello europeo, per essere riuscito ad impegnare tutte le risorse a disposizione, traducendole in progetti concreti ed efficaci". . |
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AUSTRIA, BILANCIO POSITIVO PER IL COMMERCIO ESTERO |
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Vienna, 19 marzo 2008 - Nel 2007 il bilancio austriaco per il commercio estero ha registrato valori positivi: dopo un 2006 sfavorevole (-459 milioni di euro), il bilancio dello scambio commerciale 2007 mostra un attivo di 396 milioni di euro. Lo rileva l´Ice. Come risulta dagli ultimi dati pubblicati dall´istituto Statistik Austria, nel periodo tra gennaio e dicembre 2007 l´import è cresciuto del 9,2 per cento, arrivando ad un valore di 113,80 miliardi di euro, e l´export è aumentato del 10,1 per cento raggiungendo i 114,19 miliardi di euro. . |
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UNGHERIA, AUMENTA LA DISOCCUPAZIONE |
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Budapest, 19 marzo 2008 - L´ufficio centrale di Statistica ungherese ha annunciato che nel periodo novembre-gennaio il tasso di disoccupazione è stato dell´8,1 per cento rispetto al 7,7 dei tre mesi precedenti, raggiungendo il livello più alto degli ultimi dieci anni. In base ai dati rilasciati dal Servizio dell´Impiego pubblico, l´Ice afferma che a gennaio il numero di disoccupati è salito di 29. 000 unità, totalizzando 468. 000 persone. . |
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RAPPORTO CONCLUSIVO DEL GOVERNO PRODI |
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Roma, 19 marzo 2008 - Il Rapporto conclusivo dell´attività del Governo Prodi illustra i principali provvedimenti approvati dal Governo e dal Parlamento nel corso della legislatura appena conclusa. Nonostante la breve durata, la legislatura ha visto l´approvazione in Consiglio dei Ministri di 177 disegni di legge e di 42 decreti legge, di cui, rispettivamente, 69 e 41 approvati in via definitiva dalle Camere. L´attività normativa del Governo ha toccato tutti gli ambiti di quel programma sul quale l´Esecutivo ottenne il consenso dei cittadini e la fiducia delle Camere. La prima ampia area si riferisce alle "garanzie istituzionali e diritti civili": comprende sia gli interventi di carattere istituzionale e di riforma dell´ordinamento giudiziario, sia quelli riguardanti la sicurezza interna ed esterna del Paese. La seconda grande area riguarda lo "Sviluppo sostenibile". La sostenibilità di lungo periodo significa dare un significato concreto alla tutela dell´ambiente, ma anche condividere e sostenere un´opera di risanamento finanziario più rispettosa del futuro e delle giovani generazioni. Questo, in fondo, è il motivo per il quale è importante che gli obiettivi di risanamento siano stati centrati e che le spese pubbliche siano state riportate su un sentiero di maggiore sostenibilità finanziaria. Il Rapporto prosegue con i provvedimenti assunti in campo sociale. Le misure spaziano dagli interventi in campo previdenziale a quelli di natura assistenziale, dalla costruzione di maggiori tutele per i lavoratori precari al contrasto al lavoro irregolare. Da ultimo, il Rapporto si occupa della collocazione internazionale del nostro Paese e del suo ruolo nella costruzione della grande "casa" europea. Gli obblighi internazionali, dalla missione in Afghanistan a quella in Libano vengono qui richiamati, assieme al ruolo giocato dal Paese su temi quali la moratoria sulla pena di morte. La struttura - sulla base della quale vengono esposti i vari provvedimenti - è basata su un "riordino" del programma di Governo: l´"Albero del programma", elaborato e presentato dal Dipartimento per il programma di Governo a fine 2006. Quella articolazione per obiettivi consente oggi di osservare da vicino quanto, e in che modo, il programma originario del Governo sia stato oggetto di attuazione. . |
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ALITALIA: MEF FORMALIZZA AD AIR FRANCE-KLM ADESIONE A OFFERTA, LETTERA A BREVE SUL SITO |
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Roma, 19 marzo 2008 - Il Ministero dell´Economia e delle Finanze, informa che il Ministro dell´Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa-schioppa, ha inviato ad Alitalia e ad Air France - Klm una lettera contenente l´impegno ad aderire alle previste offerte pubbliche di scambio (per le azioni) e di acquisto (per le obbligazioni) da parte di Air France - Klm per la totalità dei titoli detenuti dal Ministero stesso. Nella lettera viene inoltre specificato che gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino un´offerta pubblica concorrente migliorativa e il Ministero accetti tale offerta. La lettera verrà pubblicata a breve sul sito del Ministero www. Mef. Gov. It (nella sezione ‘Ultimi documenti´). Tale scelta assume rilievo anche per assicurare il rispetto del principio di trasparenza e non discriminazione in relazione a eventuali offerte pubbliche migliorative . |
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GRUPPO CREDITO VALTELLINESE APPROVATI I RISULTATI CONSOLIDATI 2007: DIVIDENDO A 0,34 EURO, PER UN TOTALE DI 54,6 MILIONI DI EURO |
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Sondrio, 19 marzo 2008 – Nell’anno del centenario di fondazione della Banca, avvenuta il 12 luglio 1908, il Consiglio di Amministrazione del Credito Valtellinese, presieduto da Giovanni De Censi, ha oggi approvato il Bilancio della Capogruppo Credito Valtellinese S. C. E i risultati consolidati al 31 dicembre 2007, che saranno presentati alla comunità finanziaria e alla stampa dal Direttore Generale Miro Fiordi il 19 marzo. I risultati conseguiti evidenziano una crescita significativa delle masse intermediate e apprezzabili progressi degli indicatori di redditività, sostenuti dal progressivo e armonico sviluppo dell’attività operativa di tutte le banche del Gruppo, in linea con gli obiettivi del Piano Strategico 2007-2010. L’utile netto consolidato si attesta a 85,8 milioni di euro, in crescita del 25% su base annua. La positiva dinamica è ascrivibile alla crescita significativa dei proventi operativi netti, che segnano un incremento del 14,3%, cui si contrappone una progressione più contenuta degli oneri operativi, che complessivamente aumentano del 5,3%, pur in presenza di maggiori investimenti a supporto dei programmi di espansione realizzati. Alla crescita dei proventi operativi netti contribuisce in misura significativa l’evoluzione del margine di interesse, che si attesta a 446 milioni di euro contro 347,4 milioni, con un incremento del 28,4% su base annua, sostenuto dalla crescita costante delle masse intermediate, in uno con l’ampliamento del differenziale fra i tassi attivi e passivi. L’aggregato concorre alla determinazione dei proventi operativi complessivi in misura pari al 66% circa, rispetto al 58% dello scorso esercizio, mentre le commissioni nette vi contribuiscono per il 28% circa rispetto al 32% nel 2006. I ricavi netti da commissioni, che assommano a 192,7 milioni di euro in rapporto a 190,2 milioni del precedente esercizio, registrano una crescita dell’1,3%, in linea con le previsioni e l’andamento del sistema bancario, principalmente in relazione alla flessione dei ricavi relativi al risparmio gestito, anche in conseguenza della debolezza dei mercati finanziari soprattutto nell’ultima parte dell’anno. Concorrono altresì alla determinazione dei proventi complessivi, il risultato netto dell’attività di negoziazione, per 11 milioni di euro nonché dividendi e utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto, per 15 milioni di euro. Complessivamente, i proventi operativi raggiungono 678,1 milioni di euro, con una crescita del 14,3% rispetto a 593,5 milioni dell’anno precedente. Gli oneri operativi assommano a 397,3 milioni di euro a fronte di 377,4 milioni dello scorso esercizio con un aumento contenuto nel 5,3%, grazie ad una politica di attento controllo dei costi nonostante maggiori oneri riconducibili alla significativa espansione della rete territoriale (21 filiali aperte nel 2007). Nel dettaglio, le componenti di costo evidenziano incrementi del 5,9% per le spese del personale, che si attestano a 236 milioni, e del 6,8% per le altre spese amministrative, pari a 131,7 milioni. Gli indici di efficienza sono in sensibile miglioramento: il “cost/income”, rapporto tra oneri e proventi operativi, si attesta a 58,6% rispetto a 63,6% del 2006. Il risultato netto della gestione operativa si attesta a 281 milioni di euro, con un incremento del 30% su base annua rispetto a 216 milioni. Le rettifiche di valore per deterioramento crediti e gli accantonamenti ai fondi per rischi e oneri, complessivamente determinati in 81,6 milioni di euro, con un aumento del 22,3% rispetto al 2006, attestano l’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte a 198,4 milioni di euro, che si rapportano a 150 milioni, evidenziando un aumento del 32,2% su base annua. Gli oneri fiscali del periodo, stimati in 96 milioni di euro rispetto a 70 milioni del 2006 (+37,6%), comprendono anche l’effetto di carattere straordinario conseguente alla modifica delle aliquote Ires e Irap, introdotta della Legge Finanziaria 2008, che determina maggiori oneri per 6,8 milioni di euro. Gli utili di pertinenza di terzi sono pari a 16,3 milioni rispetto a 12,5 milioni (+30,6%) e determinano un utile netto di pertinenza del Gruppo a 85,8 milioni di euro. In crescita significativa le principali grandezze patrimoniali: al 31 dicembre 2007, la raccolta globale assomma a 25. 846 milioni di euro con un incremento del 5,7% a fronte di 24. 445 milioni dell’anno precedente. Maggiormente accentuata la dinamica della raccolta diretta, che si attesta a 13. 709 milioni di euro, con un aumento del 13,5%, mentre la raccolta indiretta, con una consistenza di 12. 137 milioni di euro, segna un arretramento pari all’1,9% che riflette le scelte di allocazione del risparmio della clientela improntate ad una maggiore cautela e orientate su prodotti ad elevata liquidità. Analogamente, anche la componente “gestita” segna una flessione, pari al 2,9%, e si attesta a 5. 870 milioni di euro. Sostenuta la crescita dei crediti verso clientela, che complessivamente raggiungono 13. 754 milioni di euro, con un incremento del 20,2%. Il rapporto tra i crediti non performing – complessivamente pari a 399 milioni, al netto delle rettifiche di valore – e il totale dei crediti verso la clientela si attesta a 2,9% (3,4% nel 2006). In dettaglio, i crediti in sofferenza assommano a 187 milioni di euro, con un’incidenza sul portafoglio crediti pari a 1,4% (1,6% nel 2006), mentre gli altri crediti dubbi sono pari a 213 milioni di euro, con un’incidenza dell’1,5% sul totale crediti (1,8% nel 2006). Nel corso dell’esercizio 2007 la rete territoriale del Gruppo Credito Valtellinese si è ulteriormente rafforzata con l’apertura di 21 nuove agenzie, secondo gli obiettivi programmati nel Piano Strategico. Al 31 dicembre 2007 la rete territoriale è costituita da 389 filiali, alla medesima data il Gruppo annovera 3. 492 collaboratori. I Fatti Di Rilievo Dopo La Chiusura Dell’esercizio In data 21 febbraio 2008 è stato formalizzato il contratto di acquisizione di 35 sportelli Intesa Sanpaolo, per un corrispettivo provvisoriamente determinato in 395 milioni di euro sulla base delle masse di raccolta totale (diretta ed indiretta) stimata al 31 dicembre 2007. L’importo definitivo del corrispettivo verrà determinato sulla base dell’ammontare effettivo delle masse di raccolta totale alla data di cessione degli sportelli. Si è conclusa lo scorso 7 marzo, relativamente all´esercizio dei diritti di opzione, l´operazione di aumento a pagamento del capitale sociale del Credito Artigiano, deliberata dall’Assemblea straordinaria del 20 dicembre 2007. Alla data odierna, il Credito Valtellinese ha già sottoscritto l’aumento di capitale per la propria quota, con un esborso di circa 196 milioni di euro. In relazione all’impegno assunto di integrale sottoscrizione dell’aumento di capitale anche relativamente alle azioni rimaste inoptate al termine dell’Offerta in Borsa ai sensi dell’art. 2441, terzo comma, cod. Civ. , che si concluderà il 20 marzo p. V. , l’esborso definitivo a carico del Credito Valtellinese potrà determinarsi fino ad un massimo di circa 228 milioni di euro. Successivamente alla chiusura dell’esercizio 2007 non si è verificato alcun fatto di rilievo tale da incidere significativamente sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Banca, né sulla rappresentazione della medesima. La Prevedibile Evoluzione Della Gestione Il contesto congiunturale prefigura segnali di sempre maggiore incertezza relativamente alla situazione economica e all’andamento dei mercati finanziari. Pur in tale contesto, il Consiglio di Amministrazione ritiene ragionevole che i risultati del Gruppo dell’esercizio possano evidenziare un ulteriore progresso, sia per quanto concerne gli aggregati patrimoniali che per la dinamica dei principali indicatori reddituali, in linea con gli obiettivi del Piano strategico 2007-2010. Il Bilancio Individuale Della Capogruppo Credito Valtellinese S. C. Il Consiglio di Amministrazione ha altresì approvato il progetto di bilancio individuale al 31. 12. 2007 della Capogruppo Credito Valtellinese S. C. , che chiude con un utile netto di 63,6 milioni di euro, in crescita del 32,2% a/a, e conferma una significativa ulteriore evoluzione della gestione. Relativamente ai principali indicatori reddituali, il margine di interesse si attesta a 157,8 milioni di euro con un aumento superiore al 30% su base annua, i proventi operativi complessivamente raggiungono 246,9 milioni di euro in progresso del 18,7%. Gli oneri operativi assommano a 121,1 milioni di euro ed evidenziano un aumento contenuto nel 3,3% su base annua. Il risultato netto della gestione operativa conseguentemente si attesta a 125,8 milioni di euro, in miglioramento del 38,5%, mentre l’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte sfiora 96 milioni di euro con un progresso superiore al 40% su base annua. Al 31 dicembre 2007, la raccolta globale assomma a 10. 357 milioni di euro a fronte di 9. 480 milioni dell’anno precedente con un aumento del 9,3%. La raccolta diretta è in crescita del 14% e si attesta a 5. 471 milioni di euro. Positiva anche la dinamica della raccolta indiretta che segna un incremento del 4,4% e raggiunge 4. 886 milioni di euro. Per converso, la componente “gestita”, pari a 2. 079 milioni, registra un arretramento del 4,5%. I crediti verso clientela, che complessivamente raggiungono 5. 460 milioni di euro, evidenziano una progressione del 16,5%. Assemblea Dei Soci Del Credito Valtellinese All’assemblea dei Soci, il Consiglio di Amministrazione proporrà l’attribuzione alle n. 160. 588. 764 azioni costituenti il capitale sociale – dopo l’aumento sottoscritto in corso d’anno – di un dividendo unitario di 0,34 euro, corrispondente ad un monte dividendi di 54,6 milioni di euro in aumento del 50% rispetto a 36,4 milioni dello scorso anno. Il dividendo sarà posto in pagamento il 2 maggio 2008, con stacco cedola il 28 aprile 2008. La medesima Assemblea sarà altresì chiamata a deliberare in merito alla proposta di rinnovo, ai sensi dell´art. 12 dello Statuto sociale, dell’autorizzazione al Consiglio di Amministrazione ad effettuare operazioni di acquisto e vendita di azioni proprie, in conformità alla vigente normativa di legge, al fine di favorire la circolazione del titolo nell’ambito di una normale attività di intermediazione. All’ordine del giorno della medesima Assemblea anche la nomina di Amministratori a seguito della cooptazione in corso d’esercizio del Consigliere Aldo Fumagalli Romario. Relazione Sul Governo Societario Tenuto conto delle previsioni contenute nel Codice di Autodisciplina emanato da Borsa Italiana S. P. A. Nel marzo 2006 e sulla base del format fornito da Borsa Italiana medesima nel febbraio 2008, il Consiglio di Amministrazione ha altresì approvato la Relazione sul Governo Societario relativa all’esercizio 2007 redatta ai sensi dell’art. 124 bis del D. Lgs. 58 del 24 febbraio 1998, dell’art. 89 bis del Regolamento Consob n. 11971/99, nonché delle vigenti Istruzioni al Regolamento dei Mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana S. P. A. Detta relazione sarà messa a disposizione dei Soci unitamente alla restante documentazione per la prossima Assemblea. . |
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BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA: LA BANCA D´ITALIA AUTORIZZA L´ACQUISIZIONE DI BANCA ANTONVENETA |
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Siena, 19 marzo 2008 - La Banca d´Italia ha rilasciato il 17 marz<o a Banca Monte dei Paschi di Siena l´autorizzazione all´acquisizione di Banca Antonveneta. . |
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GRUPPO MEDIOLANUM RISULTATI 2007 MASSE AMMINISTRATE: EURO 34,6 MILIARDI, +4% UTILE NETTO: EURO 212 MILIONI, -5% |
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Basiglio - Milano 3 City, 19 marzo 2008 - Il Consiglio di Amministrazione di Mediolanum S. P. A. , riunitosi oggi a Basiglio (Mi), ha approvato il progetto di bilancio d’esercizio e di bilancio consolidato del Gruppo Mediolanum al 31 dicembre 2007. Il Consiglio ha deliberato di proporre all’Assemblea dei Soci un dividendo per azione relativo all’utile del 2007 di Euro 0,20 per azione, in linea con l’anno precedente. Considerando l’acconto sui dividendi già distribuito a novembre 2007 di Euro 0,085 per azione, il Consiglio proporrà all’Assemblea una distribuzione a saldo di Euro 0,115 per azione, pagabile a partire dal 22 maggio 2008 (stacco cedola 19 maggio 2008). L’assemblea degli Azionisti convocata per l´approvazione del bilancio si terrà il giorno 22 aprile 2008 alle ore 14:30 in prima convocazione e, occorrendo, il giorno 23 aprile 2007 in seconda convocazione stessa ora, in Basiglio Milano Tre, Palazzo Meucci. In relazione ai Risultati Consolidati Del Gruppo: L’utile Netto è stato di Euro 212,2 milioni, in flessione del 5% rispetto al risultato dell’anno precedente. L’utile ante imposte è stato pari a Euro 276 milioni, con una flessione del 3%. Va osservato che nel 2007, a causa dell’andamento dei mercati borsistici e valutari, la generazione di commissioni di performance è stata inferiore del 26% rispetto all’anno precedente: al netto delle commissioni di performance, l’Utile ante imposte è cresciuto del 6% rispetto al 31 dicembre 2006, in particolare grazie a un buon andamento del quarto trimestre. Le Masse amministrate si sono incrementate del 4% rispetto al 31 dicembre 2006, attestandosi su Euro 34. 598 milioni. Le raccolte hanno registrato un rialzo rispetto all’anno precedente. In particolare, la Raccolta Lorda, pari a Euro 9. 649 milioni, è aumentata del 19%, mentre la Raccolta Netta, positiva per Euro 2. 500 milioni, è cresciuta del 2%. Con riferimento al Mercato Domestico (che limitatamente all’Utile Netto e alle Masse include Banca Esperia per la quota di pertinenza pari al 48,5%), sono stati registrati i seguenti risultati: L’utile Netto è stato pari a Euro 209 milioni, con un calo del 6% rispetto all’anno precedente dovuto alle medesime ragioni che hanno influito sul risultato del Gruppo. Le Masse amministrate si sono incrementate del 5% rispetto al 31 dicembre 2006, attestandosi su Euro 31. 890 milioni. Inoltre, escludendo Banca Esperia: I Premi Lordi Vita sono ammontati complessivamente a Euro 3. 389 milioni, +5% rispetto al 2006. La Nuova Produzione Vita è aumentata del 6% (Euro 2. 187 milioni), in controtendenza rispetto al mercato che ha fatto registrare una flessione del 7%. In particolare, i Premi Pluriennali sono cresciuti del 7% a Euro 233 milioni, e i Premi Unici del 6% a Euro 1. 955 milioni. La Raccolta Lorda dell’Asset Management è stata pari a Euro 3. 103 milioni, con un incremento del 21% rispetto all’anno precedente. La Raccolta Netta complessiva è stata positiva per Euro 1. 689 milioni, registrando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente. Al 31 dicembre 2007, l’organico della Rete di vendita di Banca Mediolanum ha raggiunto quota 6. 382 Family Banker. La crescita è stata particolarmente significativa nel numero di Promotori Finanziari: 5. 040, +26% rispetto al 31 dicembre 2006. Il totale dei Clienti al 31 dicembre 2007 era di 1. 061. 000, di cui 894. 000 primi intestatari, 54. 000 in più rispetto alla fine del 2006. I C/c al 31 dicembre 2007 si sono attestati su un totale di 533. 700, con un incremento di 67. 700 conti rispetto al 31 dicembre 2006, +15%. Per quanto riguarda Banca Esperia, vanno segnalati in particolare: Un Utile Netto di Euro 28,6 milioni (Euro 13,9 milioni di pertinenza del Gruppo Mediolanum), in crescita del 76%. Masse amministrate in crescita del 32% rispetto al 31 dicembre 2006, attestatesi su Euro 9. 318 milioni (Euro 4. 519 milioni quota Mediolanum). Con riferimento ai Mercati Esteri: Il Risultato Economico è aumentato da Euro 0,7 milioni dell’anno precedente a Euro 3,1 milioni. Il contributo delle attività in Spagna attraverso Fibanc Mediolanum è stato pari a Euro 7,1 milioni, con un incremento del 5% rispetto all’anno 2006. Con riferimento all’Embedded Value, elaborato da Tillinghast Towers Perrin e relativo a tutte le attività del mercato domestico (esclusa Banca Esperia) e al mercato spagnolo esclusa l’attività bancaria, i dati al 31 dicembre 2007 hanno fatto registrare una crescita a Euro 3. 164 milioni. In particolare il Valore della Nuova Produzione, pari a Euro 389 milioni ed in crescita del 42% rispetto all’anno precedente, costituisce un record storico. Al fine di fornire una più completa informativa dei risultati economici al 31 dicembre 2007, si allega il Reporting per linea di business (segment reporting) che espone i dati economici dell’esercizio secondo uno schema che rispecchia il sistema direzionale del Gruppo Mediolanum. Tale schema riclassificato non è oggetto di verifica da parte della società di revisione e quest’ultima, incaricata di certificare il bilancio di esercizio ed il bilancio consolidato al 31 dicembre 2007, non ha ancora completato il proprio esame. Il Consiglio ha inoltre approvato il secondo Bilancio Sociale del Gruppo Mediolanum. Questo strumento, che dallo scorso anno accompagna il bilancio civilistico e consolidato, presenta dati e informazioni relativi agli aspetti intangibili delle attività svolte e dei loro riflessi sul piano etico, sociale, ambientale e della sicurezza, con l’obiettivo di offrire una visione più ampia e approfondita del lavoro, dell’impegno e dei valori propri del Gruppo. L’intento è altresì quello di evidenziare il contributo di Mediolanum ad uno sviluppo sostenibile, attraverso comportamenti concreti adottati nelle relazioni con i principali interlocutori, interni ed esterni. Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Mediolanum S. P. A. , nella persona del Sig. Luigi Del Fabbro, dichiara ai sensi del comma 2 dell’art. 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili. Si comunica inoltre che il Consiglio di Amministrazione di Mediolanum S. P. A. – nelle riunioni del 4 e 18 marzo 2008 - ha espresso i seguenti orientamenti in merito all’applicazione di alcuni criteri del Codice di autodisciplina delle società quotate alla nomina degli organi sociali. - Limite al cumulo di incarichi che possa essere considerato compatibile con un efficace svolgimento dell’incarico di Amministratore I) un amministratore esecutivo non dovrebbe ricoprire: i) la carica di consigliere esecutivo in un’altra società quotata, italiana o estera, ovvero in una società finanziaria, bancaria o assicurativa; ii) la carica di consigliere non esecutivo o sindaco (o di membro di altro organo di controllo) in più di cinque delle predette società; Ii) un amministratore non esecutivo, oltre alla carica ricoperta nella Società, non dovrebbe ricoprire: i) la carica di consigliere esecutivo in più di tre delle predette società e la carica di consigliere non esecutivo o di sindaco (o di membro di altro organo di controllo) in più di cinque delle medesime società; oppure ii) la carica di consigliere non esecutivo o di sindaco (o di membro di altro organo di controllo) in più di otto delle predette società. Le eventuali cariche plurime ricoperte nell’ambito di un medesimo Gruppo di società – e quindi legate tra loro dall’avere in comune l’azionista o gli azionisti di riferimento e/o sottoposte a comune controllo – devono intendersi come unico incarico. Il Consiglio di Amministrazione si riserva la facoltà di effettuare una differente valutazione della quale sarà data debita disclosure nell’ambito della relazione annuale sul governo societario. - Applicazione ai membri del Collegio Sindacale dei criteri di Indipendenza previsti per gli Amministratori E’ stato ritenuto opportuno applicare integralmente anche ai componenti del Collegio Sindacale – a partire dalla prossima scadenza dell’organo in questione - i criteri di indipendenza stabiliti per gli Amministratori dal Codice di Autodisciplina della società quotate all’art. 3. . |
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APULIA PRONTOPRESTITO BILANCIO D’ESERCIZIO E CONSOLIDATO 2007: CRESCITA DEI VOLUMI: FINANZIAMENTI IN ESSERE AL 31 DICEMBRE 2007 PARI A 1.074,7 MILIONI DI EURO (+53,47%) |
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San Severo (Fg), 19 marzo 2008 - Il Consiglio di Amministrazione di Apulia prontoprestito S. P. A. - società del Gruppo bancario bancApulia specializzata nei finanziamenti a lavoratori dipendenti attraverso cessioni del quinto dello stipendio - ha approvato in data odierna il progetto di bilancio 2007, che verrà sottoposto all’Assemblea degli Azionisti programmata per il prossimo 28 aprile, in prima convocazione, e per il 29 aprile in seconda convocazione. L’esercizio 2007 si chiude con un utile netto di 6,3 milioni di Euro (rispetto ai 7,3 milioni di Euro del 2006), mentre i ricavi totali sono stati pari a 43,3 milioni di Euro (+ 75,17% rispetto ai 24,7 milioni di Euro di fine 2006). In linea con la strategia della Società per l’esercizio 2007 di privilegiare l’espansione dei volumi, i risultati reddituali dell’esercizio non riflettono l’incremento registrato nella consistenza dei finanziamenti e nell’erogato complessivo. Il risultato è stato altresì condizionato dal rialzo dei tassi di interesse a breve che si è verificato, in particolare nel secondo semestre 2007, a causa dai noti eventi internazionali (mutui subprime americani e crisi di liquidità) e solo parzialmente riassorbito nei contratti. Il margine di interesse, nell’esercizio in esame, ha raggiunto 11,9 milioni di Euro (12,8 milioni di Euro nel 2006), mentre il margine di intermediazione è risultato pari a 12,7 milioni di Euro (13,3 milioni di Euro nel 2006). La consistenza dei finanziamenti in essere al 31 dicembre 2007 è stata pari a 1. 074,7 milioni di Euro, con un incremento di oltre il 53% rispetto ai 700,3 milioni di Euro di fine 2006, di cui il 70% realizzati attraverso contratti di cessione del quinto, il 28% attraverso delegazioni di pagamento ed il 2% attraverso il nuovo business dei prestiti personali. I finanziamenti ai lavoratori dipendenti riguardano in particolare le regioni del Nord e del Centro, ognuna con una quota del 20%, e del Sud con il 60%, mentre la ripartizione per tipologia di datore di lavoro è la seguente: statali, pubblici e municipalizzati con una quota complessiva del 64%, privati 36%. Tali volumi sono originati da circa 64. 000 contratti in essere a fine dicembre (42. 000 contratti a fine 2006), che confermano Apulia prontoprestito il secondo operatore italiano nel settore delle cessioni del quinto. Secondo i dati Assofin di dicembre 2007, la quota di mercato di Apulia prontoprestito è salita al 14,8% rispetto all’11,0% di fine 2006 (7,5% a fine 2005). Il nuovo business dei prestiti personali ai privati avviato a giugno 2007, con il marchio Apulia ventiquattro e distribuito attraverso le reti bancApulia, ha registrato, al 31 dicembre 2007, una consistenza di oltre 14 milioni di Euro a fronte di circa 1. 200 contratti in essere. Nel corso dell’intero 2007 l’ammontare dell’erogato si è attestato a 580,7 milioni di Euro, in aumento del 38,36% rispetto ai 419,7 milioni di Euro del 2006. Il capitale sociale al 31 dicembre 2007 ammonta a 236 milioni di Euro interamente versati. A fronte di tali risultati, il Consiglio di Amministrazione ha proposto la distribuzione agli azionisti di un dividendo lordo di 0,02523 Euro per azione, pari ad un pay out del 95% dell’utile che verrà messo in pagamento in data 8 maggio 2008 (con stacco cedola il 5 maggio 2008). In data odierna, il Consiglio di Amministrazione ha approvato anche il bilancio consolidato 2007, resosi necessario al fine di consolidare la società veicolo Apulia Finance n. 5 Cessioni Srl, costituita ai sensi della legge 130/99 e attiva nella operazione di cartolarizzazione. In merito, si evidenzia come i dati del bilancio consolidato non si discostino in maniera significativa dai valori individuali. Inoltre, il Consiglio di Amministrazione di Apulia prontoprestito ha approvato la relazione sulla corporate governance 2007, che, ai sensi dell’art. 89 bis, comma 5, del Regolamento Emittenti verrà pubblicata sul sito internet della Società (www. Apuliaprontoprestito. It) e sul sito di Borsa Italiana. Proseguono, infine, le attività riguardanti l’operazione di cartolarizzazione dei crediti di tipo “revolving”, sino ad un massimo di 500 milioni di Euro, la cui conclusione, ritardata a causa del sostanziale fermo del mercato mondiale delle cartolarizzazioni, è prevista nell’ultimo trimestre del 2008. La Società, in data 9 luglio 2007, è stata sottoposta ad accertamenti ispettivi da parte dell’Organo di Vigilanza che ha concluso le attività di verifica il 30 agosto 2007. Per ulteriori dettagli si rimanda alla relazione di bilancio che sarà pubblicata anche sul sito internet della Società (www. Apuliaprontoprestito. It) entro i termini di legge. In linea con quanto comunicato lo scorso 23 gennaio 2008, il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale di Apulia prontoprestito hanno rassegnato oggi le dimissioni dal proprio mandato, garantendo comunque la continuità operativa fino all’Assemblea degli Azionisti, convocata per il prossimo 28 aprile (in prima convocazione) e per il 29 aprile (in seconda convocazione), che sarà chiamata sia ad approvare il bilancio d’esercizio 2007 sia a nominare il nuovo Consiglio di Amministrazione ed il nuovo Collegio Sindacale per gli esercizi 2008-2009- 2010. La nomina degli Amministratori e dei Sindaci sarà effettuata sulla base di liste presentate, entro 15 giorni dalla data della prima convocazione dell’Assemblea, dagli azionisti che, da soli o insieme ad altri, a questa data siano complessivamente titolari di almeno il 2% del capitale sociale, nel rispetto delle norme di legge in materia. Evoluzione prevedibile della gestione La gestione complessiva di Apulia prontoprestito, nei primi mesi del 2008, presenta una contrazione sia nei volumi dei finanziamenti erogati che nel numero dei contratti. Ciò è in linea con la nuova strategia della Società, adottata nel piano strategico 2008-2011 comunicato lo scorso 8 novembre in occasione dell’approvazione dei dati al 30 settembre 2007, che prevede di diversificare le forme di impiego a supporto della propria crescita puntando al nuovo business dei prestiti personali e privilegiando quindi la redditività piuttosto che la crescita dei volumi. Nei primi mesi di gennaio e febbraio 2008, l’ammontare dei finanziamenti erogati dalla Società è stato pari a 66 milioni di Euro, rispetto a 82 milioni di Euro del corrispondente periodo 2007. Apulia prontoprestito, società con sede a San Severo (Fg) e uffici a Roma, appartiene al gruppo bancario bancApulia ed è quotata al mercato Expandi di Borsa Italiana da dicembre 2005. Controllata da bancApulia S. P. A. (70,46%) e partecipata da Hdi Assicurazioni (10,60%) e con un flottante pari al 18,94%, è la prima società pugliese quotata in Borsa ed una delle principali società in Italia attive nel settore dei finanziamenti a lavoratori dipendenti. Requisiti ai sensi dell’art. 2A. 2. 1, comma 5, del Regolamento dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana: - il risultato netto al 31. 12. 2007 è positivo (utile netto) e non inferiore a [1] 100. 000; - si conferma che, alla data odierna, la società è in possesso di tutti i requisiti necessari per la permanenza nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del Tub. Si dichiara, ai sensi del comma 2 dell’art. 154 bis del D. Lgs. 58/98, che l’informativa contabile contenuta nella presente comunicazione corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili della Società. . |
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CATTOLICA ASSICURAZIONI ENTRA IN CONFINDUSTRIA VERONA
CONVERGENZA TRA MONDO DELLE IMPRESE E DELLA FINANZA
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Verona, 19 marzo 2008 - Cattolica Assicurazioni entra in Confindustria Verona. L’accordo testimonia una forte sinergia tra imprese che oggi si ritrovano in una casa comune per lavorare insieme su valori condivisi a favore dello sviluppo del territorio. L’accordo siglato a Verona tra Gian Luca Rana, presidente di Confindustria Verona, e Paolo Bedoni, presidente di Cattolica Assicurazioni, anticipa l’esigenza di semplificare e rafforzare i legami tra il sistema di rappresentanza delle imprese industriali e i soggetti appartenenti al mondo delle assicurazioni e delle banche. Una tendenza di cui anche la federazione tra l’Abi e l’Ania è un segnale: modernizzare il sistema per ridurre la frammentazione degli interessi. “Fare squadra per lo sviluppo del territorio non deve essere solo uno slogan ma un impegno concreto a tutti i livelli, condiviso da quanti abbiano a cuore gli interessi generali, la cultura d’impresa e la competitività del sistema economico – spiega Gian Luca Rana, presidente di Confindustria Verona, salutando con viva soddisfazione l’ingresso di Cattolica Assicurazioni nella compagine di Piazza Cittadella –. Offrire una rappresentanza forte e univoca ai settori produttivi è tra le nostre responsabilità e i nostri obiettivi prioritari. Da oggi lo potremo fare con maggiore intensità, grazie alla presenza di una tra le principali compagnie assicurative d’Italia. Siamo consapevoli che un sistema imprenditoriale e finanziario moderno ed efficace è il presupposto indispensabile per lo sviluppo sostenibile della società veronese e italiana, e condividere un indirizzo di lavoro, sia pure in una pluralità di interessi, ci aiuterà a dare più forza ed efficacia alle nostre istanze. Ciascun soggetto economico opera in forma integrata con gli altri, e nessuno può vincere da solo la sfida della competizione”. “Si tratta di una scelta importante e innovativa che amplia e arricchisce il quadro di riferimento imprenditoriale in cui si colloca Cattolica Assicurazioni - ha dichiarato Paolo Bedoni, presidente di Cattolica Assicurazioni -. Abbiamo deciso di aderire a Confindustria Verona ritenendo che siano maturi i tempi per un impegno comune verso una ricomposizione degli interessi imprenditoriali e finanziari intorno a progettualità condivise che valorizzino, in primo luogo, la forza e l’originalità dei modelli di sviluppo locali in un mercato sempre più aperto e competitivo. La frammentazione degli interessi è stata finora un elemento frenante dei processi di crescita e di espansione di un’economia, come quella veronese, che ha potenzialità che sono ancora, in larga parte, inespresse. Il senso della nostra adesione a Confindustria Verona è in questo impegno e nel più generale intento di dare un contributo al rafforzamento dei legami tra il sistema di rappresentanza delle imprese industriali e quello del mondo assicurativo e bancario”. L’ingresso di Cattolica nella base associativa del sistema Confindustria è un evento salutato con molto favore a livello nazionale. “Benvenuti! Confindustria è la casa delle imprese, cioè di tutte quelle organizzazioni che producono beni o erogano servizi e credono nei valori del mercato, quello senza aggettivi – rileva Marino Vago, vicepresidente di Confindustria per l’Organizzazione e il marketing –. Le assicurazioni sono da tempo partner delle nostre imprese, e con i loro comportamenti contribuiscono a renderle competitive. Confindustria Verona, continuando nel suo impegno verso l’apertura a tutte le imprese, segna un punto importante stabilendo un collegamento organizzativo con un’importante compagnia come Cattolica, concretizzando a livello locale i rapporti che noi abbiamo con Ania. Siamo certi che questo importante passo sarà utile non solo per il contesto veronese, già connotato per la capacità di attrarre e per la qualità della vita, ma più in generale avrà un’influenza positiva sulle 258 associazioni del sistema Confindustria, segno concreto del fatto che solo superando anacronistici steccati ci può essere sviluppo e soddisfazione per tutti”. “La rappresentanza delle imprese deve proporsi sempre più lo sviluppo del Paese, che è condizione essenziale anche per il raggiungimento degli obiettivi di ciascuna impresa – sottolinea Luigi Abete, presidente dell’Unione degli industriali e delle imprese di Roma –. Per massimizzare questo obiettivo, la rappresentanza delle imprese deve essere unitaria al fine di rendere più efficace l’interrelazione con le istituzioni, indipendentemente dai legittimi interessi di lobby di ciascuna categoria di impresa o di ciascuna parte politica. In questa direzione l’associazione degli Industriali di Roma ha aperto da tempo alle imprese finanziarie e assicurative, che nel mondo globalizzato sono soggetti importanti del processo di sviluppo. Pertanto condivido pienamente l’iniziativa dei colleghi di Verona”. . |
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COMMERCIO ESTERO: ASSOCAMERESTERO, FORTE RECUPERO DELLE QUOTE DI MERCATO ITALIANE IN EUROPA NEGLI ULTIMI DUE ANNI. UN INCREMENTO CHE VALE CIRCA 16 MILIARDI, IL 40% IN PIU´ RISPETTO TOTALE ESPORTATO NEL 2007 IN RUSSIA (9,6 MILIARDI) |
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Roma, 19 marzo 2008 - Prosegue l’andamento positivo delle esportazioni italiane, che negli ultimi due anni hanno guadagnato importanti quote di mercato con i principali partner europei, passando dall’8,3% del 2005 all’8,8% del 2007 in Francia, dall’8,6% al 9% in Spagna, dal 4,2% al 4,4% nel Regno Unito e dal 5,7% al 5,9% in Germania. “Per dare un’idea delle buone performance esportative dell’Italia – sottolinea Gaetano Fausto Esposito, direttore generale di Assocamerestero – basti pensare che la somma degli incrementi fatti registrare in due anni dalle nostre esportazioni verso questi Paesi, pari a circa 16 miliardi di euro, supera in buona misura i 15,2 miliardi ricavati dal totale delle vendite in Russia, Repubblica ceca e Repubblica slovacca”. “Questi risultati – prosegue Esposito – sono senza dubbio incoraggianti, anche se resta da vedere cosa succederà a seguito del rallentamento ormai riconosciuto dell’economia internazionale, i cui effetti appaiono già nei dati congiunturali appena pubblicati”. Sebbene l’inizio anno confermi il trend di crescita tanto per le esportazioni complessive (+12% rispetto a gennaio 2007) che per l’export verso i Paesi europei (+8%), i dati di gennaio mostrano segnali di riduzione degli scambi internazionali: le vendite verso l’Europa crescevano nel gennaio 2007 ad un tasso del 19,4% mentre la variazione totale nello stesso periodo era del 15%. Per quanto riguarda i settori, a guidare l’export italiano nel mondo nel mese di gennaio 2008 è la meccanica (+16,6%), che raggiunge i 3,2 miliardi di euro, seguita dai mezzi di trasporto, il cui incremento delle vendite (+12%) porta ad un inversione del saldo, che ad inizio 2008 passa da un deficit di 814 milioni di euro nel gennaio 2007 ad un avanzo di 838 milioni di euro. . |
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BIALETTI INDUSTRIE S.P.A. HA APPROVATO I RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 DICEMBRE 2007. RISULTATI IN CRESCITA: FATTURATO +5,9%; EBITDA +10,9%; EBIT +12,9%; UTILE +65,3% UGO FORNER NOMINATO NUOVO AMMINISTRATORE DELEGATO |
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Coccaglio, 19 marzo 2008 - Il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S. P. A. (Milano, Mta: Bia), si è riunito il 18 marzo sotto la presidenza di Francesco Ranzoni ed ha approvato i risultati al 31 dicembre 2007. Ugo Forner (Gruppo Pirelli) è stato chiamato a sostituire Alberto Piantoni nel ruolo di Amministratore Delegato. “I risultati del 2007 - ha commentato Francesco Ranzoni, Presidente del Consiglio di Amministrazione - evidenziano un incremento del fatturato del 5,9% e incrementi a doppia cifra della redditività operativa, pur in un contesto economico poco favorevole. Sono sicuro che il nuovo Amministratore Delegato saprà, con la sua esperienza e competenza, dare un contributo importante al percorso di crescita del Gruppo. Ringrazio Alberto Piantoni per l’eccellente lavoro svolto in tutti questi anni e gli auguro grandi successi nelle nuove sfide che lo attendono”. “Dopo vent’anni in questo Gruppo - ha commentato Alberto Piantoni - e dopo aver preso parte a progetti importanti che sono culminati nella quotazione di Bialetti Industrie, ho deciso di cogliere una nuova sfida. Rimango comunque legato a quest’azienda, che tanto mi ha dato, mantenendo la carica di Consigliere. Consegno un Gruppo consolidato e forte di un portafoglio di marchi che sarà in grado di esprimere grandi risultati in futuro”. Dati economico finanziari consolidati I ricavi netti consolidati al 31 dicembre 2007, pari a 220,72 milioni di euro, risultano in crescita del 5,9% rispetto al medesimo periodo del 2006 (208,41 milioni di euro) ripartiti tra il settore Houseware, caffettiere e strumenti da cottura (85,8%) e Ped, Piccoli Elettrodomestici (14,2%). Sul fatturato del periodo ha inciso lo sfavorevole effetto cambio tra dollaro ed euro: a cambi costanti i ricavi del 2007 sarebbero stati maggiori di circa 2,5 milioni di euro. Il segmento “Ped” (piccoli elettrodomestici) ha conseguito un ottimo risultato passando da 18,5 milioni di euro nel 2006 a 31,3 milioni di euro nell’esercizio 2007, grazie al lancio di nuovi prodotti e alla penetrazione in nuovi mercati. Il segmento “houseware”, che comprende l’insieme di strumenti da cottura e caffettiere (non elettriche), ha rilevato una leggera flessione dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2006. Nel complesso, i ricavi realizzati all’estero sono stati pari al 40,4% del totale, di cui il 22,7% realizzati in Europa (esclusa l’Italia), il 12,9% in Nord America e il 4,8% nel resto del mondo. Gli indicatori di redditività evidenziano: - Risultato Operativo Lordo consolidato (Ebitda) pari a 26,79 milioni di euro, con una significativa crescita del 10,9% rispetto all’esercizio 2006 (24,16 milioni di euro); - Risultato Operativo consolidato (Ebit) pari a 16,13 milioni di euro, con una forte crescita del 12,9% rispetto allo stesso periodo del 2006 (14,29 milioni di euro). - Utile Netto consolidato pari a 4,1 milioni di euro in crescita del 65,3% rispetto allo stesso periodo del 2006 (2,48 milioni di euro). L’indebitamento finanziario netto del Gruppo al 31 dicembre 2007 è stato pari a 85,11 milioni di euro, rispetto ai 92,53 milioni di euro al 31 dicembre 2006 ed ai 77,14 milioni di euro del 30 settembre 2007. Nel corso del 2007 il Gruppo ha effettuato investimenti per 15,19 milioni di euro rispetto ai 12,2 milioni di euro dell’esercizio 2006. L’anno 2007 è stato contraddistinto per il Gruppo Bialetti Industrie dall’avvio di importanti progetti che rientrano nel piano di sviluppo triennale 2007-2009 volti a realizzare: - il rafforzamento del posizionamento nella fascia alta di mercato, con prodotti di alta qualità e l’apertura di punti vendita monomarca; - l’incremento della capacità, della specializzazione e dell’efficienza produttiva mediante investimenti in ricerca e sviluppo; - l’internazionalizzazione volta a sviluppare i mercati locali esteri e a fornire capacità competitiva attraverso l’esportazione del modello di produzione della società. Passando ad analizzare le singole azioni intraprese si segnalano il lancio della nuova Collezione Bialetti, della caffettiera “cuor di moka”, della caffettiera “moka sound”, il rilancio e sviluppo dei prodotti a marchio Girmi e il lancio della nuova linea “calore&colore” di Aeternum. Nel secondo semestre è stata siglata una joint venture in India per la produzione e commercializzazione di strumenti da cottura e accessori in alluminio e acciaio e costituita una società commerciale a Hong Kong. La quotazione delle azioni Bialetti Industrie sull’Mta di Borsa Italiana, l’avvio del progetto Retail e l’acquisizione della società Rff Store S. R. L. Hanno completato un anno ricco di progetti di sviluppo. Risultato della capogruppo Il Consiglio di Amministrazione ha altresì approvato i risultati di bilancio d’esercizio 2007 della capogruppo Bialetti Industrie S. P. A. , che evidenziano: ricavi per euro 159,82 milioni (euro 161,77 milioni nell’esercizio 2006); utile netto per euro 3,76 milioni (euro 0,1 milioni nell’esercizio 2006); patrimonio netto di euro 54,78 milioni (euro 16,6 milioni nell’esercizio 2006); posizione finanziaria netta di euro 59,61 milioni (euro 76,12 milioni nell’esercizio 2006). Evoluzione prevedibile della gestione Le iniziative intraprese dal gruppo stanno ponendo le basi affinché anche il 2008 rifletta risultati in crescita. Pur operando in un contesto economico difficile caratterizzato da un rallentamento dei consumi, i dati relativi al primo trimestre 2008 stanno evidenziando un mantenimento della posizione competitiva del Gruppo e buone prospettive di sviluppo. Nomina del nuovo Amministratore Delegato e altre delibere Alberto Piantoni ha rimesso in data odierna, con effetto dall’1 aprile 2008, le proprie deleghe di Amministratore Delegato di Bialetti Industrie S. P. A. , conservando la carica di Consigliere. Il medesimo ha altresì rassegnato le dimissioni, sempre a far data dall’1 aprile 2008, da tutte le altre cariche ricoperte in società del Gruppo Bialetti. Il Consigliere Piantoni, che non possiede alcuna partecipazione azionaria in Bialetti Industrie S. P. A. , ha comunicato di voler cogliere nuove opportunità professionali. Il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale, ringraziando il Consigliere Piantoni per la ventennale attività prestata, hanno espresso allo stesso i migliori auguri per la nuova sfida professionale. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre preso atto delle dimissioni presentate dal Consigliere Enrico Colombo, ed ha cooptato Ugo Forner quale nuovo amministratore (con efficacia a far data dal 16 aprile 2008), conferendogli altresì, sempre da tale data, la carica di Amministratore Delegato. Nato a Bressanone nel 1957, Ugo Forner ha rivestito la carica di Senior Vice President Businness Unit Truck & Agro nel gruppo Pirelli. Dal 1996 ha ricoperto la carica di Direttore della Regione Nord-est e successivamente quella di Direttore Commerciale Italia del gruppo Coca Cola. Dal 1989 ha assunto la carica di Direttore delle Operazioni nonchè Pianificazione del Business nella Consociata Italiana Dolma del Gruppo Americano Mars dove ha anche ricoperto il ruolo di Direttore Vendite e Trade Marketing. Nel 1984 entra a far parte del Gruppo Arena. Il curriculum vitae sarà disponibile nel sito internet. Ugo Forner non detiene alla data odierna alcuna partecipazione azionaria in Bialetti Industrie. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre valutato l’indipendenza dei propri membri ed ha preso atto che il consigliere Vito Varvaro ha comunicato di aver perso i requisiti di indipendenza, decadendo conseguentemente dalla carica ai sensi dell’articolo 147 ter, comma 4 del D. Lgs. 58/98. Il Consiglio di Amministrazione prendendo atto che i Consiglieri Angelo Menegatti e Livio Barnabò hanno confermato i requisiti di indipendenza, ha provveduto a cooptare il Consigliere Varvaro alla carica di amministratore, che resterà in carica sino alla prossima assemblea. Il Consiglio ha esaminato e approvato la relazione annuale sul sistema di corporate governance e sull’adesione al Codice di Autodisciplina delle società quotate relativa all’esercizio 2007. Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di sottoporre all’Assemblea la proposta per l’acquisto e successiva disposizione sul mercato (in un periodo massimo di 18 mesi dalla delibera assembleare) di massime n. 7. 500. 000 azioni ordinarie proprie (pari al 10% del capitale sociale). Parte di tali azioni saranno destinate anche al servizio di un piano di stock option in favore del nuovo Amministratore Delegato, i cui termini saranno riportati nel documento informativo che sarà redatto e reso pubblico ai sensi dell’art. 84-bis Regolamento Emittenti emanato da Consob con la delibera n. 11971/99 e successive modificazioni (il “Regolamento Emittenti”). L’acquisto di azioni proprie persegue, nell’interesse della Società e in ogni caso nel rispetto della normativa applicabile e della parità di trattamento degli Azionisti, i seguenti obiettivi: - intervenire direttamente o tramite intermediari, per contenere movimenti anomali delle quotazioni e per regolarizzare l’andamento delle negoziazioni e dei corsi, a fronte di fenomeni distorsivi legati a un eccesso di volatilità o una scarsa liquidità degli scambi; - utilizzare le azioni proprie al servizio di eventuali piani di incentivazione azionaria riservati agli amministratori e/o ai dipendenti e/o ai collaboratori della Società o di società facenti parte del Gruppo Bialetti. Gli acquisti e le alienazioni delle azioni proprie dovranno essere realizzati, nel rispetto delle modalità operative di cui all’Art. 144-bis, comma 1, lett. A), b), c) e d) del Regolamento Emittenti, ad un prezzo non superiore del 15% e non inferiore del 15% rispetto al prezzo di riferimento registrato dal titolo nella seduta di Borsa precedente ogni singola operazione. Detti parametri vengono ritenuti adeguati per individuare l’intervallo di valori entro il quale l’acquisto e l’alienazione è di interesse per la Società. Agli attuali prezzi di borsa, l’esborso massimo potenziale è pari a circa 11 milioni di euro. Allo stato attuale Bialetti Industrie S. P. A. , anche per il tramite di società controllate, non possiede azioni proprie. Il Consiglio di Amministrazione ha convocato l’assemblea ordinaria degli azionisti per il giorno 21 aprile 2008 ed occorrendo, per il giorno 22 aprile 2008 in seconda convocazione, e proporrà agli Azionisti di destinare l’utile di esercizio di Bialetti Industrie S. P. A. Pari a euro 3,76 milioni a riserva legale per euro 0,18 milioni e a riserva straordinaria per euro 3,58 milioni. . |
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LOMBARDIA/ISRAELE.OMAGGIO DI FORMIGONI AL LUOGO DELLA MEMORIA INCONTRO CON IL RABBINO CAPO DEI "NOSTRI FRATELLI MAGGIORI" |
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Gerusalemme, 19 marzo 2008 - L´omaggio a Yad Vashem, il luogo più importante ed emozionante della memoria ebraica, e l´incontro con il rabbino capo Yona Mezgher, massima autorità religiosa di Israele, hanno concluso ieri i quattro giorni della missione lombarda in Israele e Palestina. La missione, guidata dal presidente Roberto Formigoni, che era accompagnato dall´assessore alla Sanità, Luciano Bresciani e dai sottosegretari Claudio Morpurgo, Robi Ronza e Adriano De Maio, ha avuto un rilievo politico importante negli incontri con i vertici dell´autorità palestinese e dello stato israeliano, che hanno dato un ulteriore impulso alla collaborazione in campo economico, sociale e culturale e portato alla sottoscrizione di un importante accordo campo sanitario tra il ministero dello stato di Israele e la Regione Lombardia. A Yad Vashem il presidente Formigoni ha deposto una corona di fiori, ha ravvivato la fiamma perenne nella tenda della rimembranza e visitato poi anche il memoriale dei bambini. "Ogni uomo - ha sottolineato Formigoni - e in particolare ogni uomo europeo ha il dovere di questa memoria. La storia del popolo ebraico è parte di ognuno di noi. Dimenticare sarebbe come dimenticare parte di noi stessi". Formigoni ha poi aggiunto altre riflessioni immediatamente dopo la visita a questo luogo: "Esso mostra anche l´orrore dell´abisso in cui l´uomo può precipitare se dimentica se stesso e diventa preda dell´istinto omicida fino a voler annientare un altro uomo e anzi un intero popolo". "Vediamo rinascere - ha proseguito - nuove forme di antisemitismo, come dimostrano recenti ricerche dell´Unione europea. Non possiamo indulgere a falsi ottimismi. La nostra visita vuole anche riconfermare solennemente la volontà di opporci in modo assoluto a ogni antisemitismo e a ogni razzismo, per affermare il valore irriducibile della persona umana". L´impegno di Regione Lombardia nei confronti dei "fratelli ebrei" ha sviluppato numerose iniziative nei 13 anni di governo Formigoni. Il presidente ha ricordato il binario 21, dalla stazione centrale di Milano, realizzato con le altre istituzioni e la collaborazione con il Cedec (centro documentazione ebraica a Milano). A questo proposito verrà realizzata una ricerca sull´ebraismo lombardo e sui rapporti degli ebrei con "i giusti lombardi" (non ebrei che si sono prodigati fino all´eroismo per la salvezza degli ebrei). La ricerca darà come esito un volume e un archivio che sarà messo a disposizione sia del centro ebraico di Milano sia dello Yad Vashem. All´incontro con il rabbino capo Yona Mezgher, Formigoni e gli altri membri della delegazione lombarda si sono presentati "quasi come in un pellegrinaggio in Israele con la volontà di rappresentare tutti e 9 i milioni di concittadini lombardi". Perché di fatto "voi siete - ha detto Formigoni - i nostri fratelli maggiori". Il presidente ha anche ricordato i rapporti molto positivi che esistono con gli ebrei in Lombardia e la volontà di continuare a sostenere il dialogo interculturale e interreligioso "assolutamente importante per la comprensione tra i popoli". Il rabbino capo ha avuto parole di apprezzamento per i progetti di collaborazione della Regione Lombardia con Israele e ha confidato di pregare "tutti i giorni per i nostri nemici perché Dio dia loro la saggezza di capire che la pace è un bene anche per loro". La missione lombarda ha infine fatto una breve visita ai rappresentanti della comunità di ebrei italiani presenti in Israele; si tratta di 11. 000 persone, molto attive nel far conoscere la cultura italiana e nell´azione educativa. Hanno, tra l´altro, una scuola che riceve spesso visite di scolaresche musulmane ed è quindi un fattore positivo di integrazione. Soddisfazione è stata espressa da Formigoni al termine della missione per il "livello degli incontri avuti sia in Israele sia in Palestina, per il forte interesse alla relazione con l´Italia e la Lombardia, pur in una situazione evidentemente irta di difficoltà. Tuttavia ho colto in entrambe le parti una volontà più forte rispetto a anni fa di procedere sulla via della pace. Una via che può conoscere anche improvvise cadute e passi indietro, sulla quale occorre procedere senza mai diminuire l´impegno". . |
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DELEGAZIONE CINESE IN VENETO |
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Venezia, 19 marzo 2008 - Una delegazione del Dipartimento affari esteri della municipalità di Pechino è stata ricevuta ieri a Palazzo Balbi dall’assessore regionale Oscar De Bona. Della delegazione facevano parte il direttore del Centro relazioni internazionali Jai Shi Cheng; la dirigente dell’area Promozione Turismo Nie Ting e anche alcuni giornalisti turistici televisivi di Beijing Tv. Li accompagnava Bruno Savona della Fondazione Italia-cina. Tra i temi dell’incontro, la situazione economica del Veneto, le possibilità di investimenti stranieri e in particolare le relazioni con la Cina, in vista di un incremento dei flussi turistici. De Bona ha ricordato che il Veneto è la seconda regione italiana per valore delle esportazioni e apertura internazionale (nel 2006 44 miliardi di euro di export e 37 miliardi di importazioni), con 460 mila aziende. Sono 463 le imprese venete con partecipazioni di multinazionali straniere e negli ultimi cinque anni il trend di questa presenza (per due terzi di area Ue) è stato pari a +20%, rispetto ad una media italiana del 12%. Il Veneto anche nel 2007 si è confermato prima regione turistica d’Italia con oltre 61 milioni di presenze (+7% rispetto all’anno precedente), risultato a cui contribuisce l’operatività di un appuntamento promozionale come “Buy Veneto”. De Bona ha fatto presente che la Regione ha sottoscritto da tempo intese di collaborazione con le province cinesi dell’Hebei e dello Jiangsu e con la Municipalità di Qingdao. Per dare ulteriore impulso ai rapporti, dal 2006 il Veneto aderisce anche alla Fondazione Italia-cina. La delegazione cinese ha evidenziato che gli scambi tra Italia e Cina sono in forte aumento e che Venezia rappresenta un polo di attrazione turistica per i cinesi, il cui flusso verso l’Italia è destinato a crescere. . |
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PROVINCE NORD OVEST, ULTIMO CONFRONTO SU STATUTO GIOVEDÌ 20 MARZO SI RIUNISCE A PIACENZA IL COMITATO DIRETTIVO |
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Piacenza, 19 marzo 2008 - Alle 15,30 di giovedì 20 marzo si riunisce nella sala Consiglio della Provincia (corso Garibaldi, 50, a Piacenza), sotto la presidenza di turno di Antonio Saitta e di Gianluigi Boiardi quale Presidente ospitante, il Comitato direttivo della Fondazione delle Province del Nord Ovest (che coinvolge, come è noto, anche la nostra Provincia), per un ultimo confronto sulla proposta di Statuto della Fondazione, statuto che da tempo il Comitato sta definendo. I membri di tale Comitato Direttivo sono i Presidenti delle seguenti Province: Piacenza, Como, Alessandria, Milano, Vercelli, Genova, La Spezia, Torino e Cremona. La bozza di statuto che uscirà dall´incontro dovrà passare, nei prossimi mesi, al vaglio di tutte le Province coinvolte, per essere da loro approvata. Solo dopo questa approvazione la Fondazione delle Province del Nord Ovest potrà dirsi ufficialmente costituita. L´incontro di giovedì è a porte chiuse. Saranno ammessi solo fotografi e operatori televisivi, per alcune immagini. Informazioni su quanto emerso saranno fornite ai giornalisti al termine dell´incontro (ore 17 circa), dagli amministratori presenti, in una conferenza stampa che si terrà nella stessa sala Consiglio o in una delle due sale retrostanti. . |
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NORD OVEST: LA SCUOLA E IL RUOLO DELLE PROVINCE SE NE PARLA GIOVEDÌ 20 MARZO IN CATTOLICA |
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Piacenza, 19 marzo 2008 - L´istruzione e la Formazione nel Nord Ovest e il ruolo delle Province: sono i temi del convegno che si tiene giovedì 20 marzo, dalle 9,30, nella sala “Piana” dell´Università Cattolica, su iniziativa delle Province di Piacenza e Torino e del Comitato per la Fondazione delle Province del Nord Ovest, organismo che raccoglie le Amministrazioni provinciali dell´area più industrializzata del Paese, Piacenza compresa, e che lavora da circa due anni per dar vita alla citata Fondazione. Istruzione e formazione professionale sono settori chiave della nostra comunità: settori nei quali le Province intervengono già oggi in modo significativo e nei quali svolgeranno un ruolo ancor più importante in futuro, se verrà data piena attuazione alla parte di Costituzione che li riguarda. Si tratta, tuttavia, di settori che nelle regioni del Nord Ovest vengono gestiti secondo criteri non omogenei. L´incontro di giovedì vuole proprio offrirsi come occasione per verificare la possibilità di un coordinamento, tra le Province, anche su questo tema specifico, oltre che sui tanti nei quali le Amministrazioni provinciali del Nord Ovest, tramite il Comitato di cui si è detto, da tempo collaborano. Aprirà l´incontro, alle 10, il presidente della nostra Provincia Gianluigi Boiardi. Interverrà a seguire Anna Maria Poggi, preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell´Università di Torino, che presenterà una sua ricerca. Alle 11, tavola rotonda sulla domanda di istruzione e formazione delle persone e delle imprese e sulla programmazione integrata con Cristina Balboni, della nostra Regione, Fiorella Farinelli, del Ministero della Pubblica Istruzione, e Attilio Bondone, di Confap. I lavori proseguiranno, alle 12, con la comunicazione di Pietro Natale, coordinatore dell´area Servizi alle imprese, Politiche del Lavoro e Siistema formativo della Provincia, e con gli interventi, dalle 12,15, dei rappresentanti delle Province aderenti al Comitato per la Fondazione (Ludovico Alberi, della Provincia di Torino, Roberto Dasso, della Provincia di Genova, e Luciano Schiavone, della Provincia di Milano). Alle 13 le conclusioni, tirate da Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino e del Comitato per la Fondazione delle Province del Nord Ovest. . |
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SARDEGNA: NASCE L´UNIONE DEI COMUNI DEL LOGUDORO |
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Cagliari, 19 Marzo 2008 - Via libera dalla Regione all´Unione dei Comuni del Logudoro. Lo ha anticipato l´assessore regionale degli Enti Locali, Gian Valerio Sanna, nel corso di un incontro promosso dal comune di Ozieri, al quale hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni di Ittireddu, Mores, Tula e Ardara. Soltanto cinque delle otto amministrazioni comunali che formavano la Comunità montana del Monte Acuto si ritroveranno, almeno per ora, nel nuovo Ente al quale saranno assegnati i beni e il personale della disciolta Comunità montana. Leonardo Ladu, sindaco di Ozieri, ha ricordato che le difficoltà sulla nascita della nuova Unione erano legate soprattutto alle modifiche degli assetti delle nuove Province. Ha poi sottolineato l´importanza strategica di unificare l´intero territorio: all´appello mancano due centri importanti come Pattada e Nughedu San Nicolò. "Anche la Regione - ha sottolineato l´assessore Sanna - auspica che si possa ricompattare il territorio del Logudoro e rinnova l´invito ai due Comuni, che non si sono presentati all´incontro di Ozieri. Senza la certezza di queste due comunità, c´è il rischio di penalizzare l´Unione. Credo che sia arrivato il momento di far decollare questa nuova Unione. Pattada e Nughedu San Nicolò potrebbero farne parte anche successivamente. A fine mese la Giunta regionale chiuderà questa partita e delibererà anche l´assegnazione dei beni e del personale. Attualmente sono state istituite 23 Unioni dei Comuni, a loro saranno trasferiti i fondi regionali e nazionali. Sono complessivamente oltre 12 milioni di euro, che dovranno essere investiti per economizzare e migliorare i servizi sul territorio". Così come hanno già fatto diverse Unioni, si stanno promuovendo in tutta la Sardegna nuove iniziative a carattere intercomunale. Si va dalla realizzazione e la gestione di strutture sportive ed industriali, alla creazione di comandi della polizia municipale. Sullo slittamento dei tempi individuati dalla legge 12, l´assessore Sanna ha ribadito che questi mesi sono stati utili e indispensabili. "Il tempo trascorso non è andato perso inutilmente, ma è servito ad approfondire le problematiche e chiarire le complessità delle norme - ha sottolineato Sanna -. Le riforme hanno sempre necessità di tempi lunghi, ma entro il 2008 vorremmo avere il quadro completo delle Unioni, anche per poter definire le risorse. Ipotizzo un unico fondo, come quello degli Enti locali, che rappresenta una delle grandi riforme della Regione. Quello è stato l´avvio del vero federalismo e del rispetto dell´autonomia. Con il Fondo unico si avrà la certezza di predisporre una programmazione anche per il futuro". . |
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BIELLA: VISITA DELEGAZIONE MOLISANA |
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Biella, 19 marzo 2008 - Il prossimo 26 marzo alle ore 16. 00 c/o Città Studi è in programma un workshop di marketing territoriale concernente la proposta di avviare un gemellaggio sullo sviluppo tra Biella e il Molise, destinato auspicabilmente a creare possibili sinergie territoriali tra le due aree. Si tratta di un progetto promosso dalla Regione Molise, finanziato con risorse comunitarie (Misura 4. 3 – Por Molise 2000/2006) e realizzato da Ati - Associazione Temporanea d´Impresa - composta da un raggruppamento di soggetti espressione del sistema regionale molisano e nazionale delle Camere di Commercio, dell´Associazionismo imprenditoriale e della Programmazione negoziata. L’iniziativa realizzata in collaborazione con Unioncamere Molise intende coinvolgere la Cciaa di Biella in un’azione di approfondimento e di rafforzamento delle relazioni tra le diverse realtà territoriali italiane. Il programma prevede l’apertura dei lavori con i saluti istituzionali del Presidente della Camera di Commercio di Biella. A seguire gli interventi di: Lorenzo Ortis - Direttore Generale Assessorato Attività Produttive Regione Molise; Paolo Di Laura Frattura - Presidente Ur Molise; Antonio Del Torto - Presidente Consorzio Industriale di Termoli; Massimo Pillarella - Patto del Matese; Lorella Palladino Segretario Cciaa Campobasso e Unioncamere Molise; Ing. Nano - Guala Closures; Dott. Bianchini – Simprocon. Da parte biellese sono previsti interventi di Città Studi per illustrare le attività di ricerca, formazione e innovazione offerte da questa struttura; Tessile e Salute per far conoscere le potenzialità del laboratorio Latt, che potrebbe proporsi come un valido strumento di supporto scientifico alle attività di ricerca e innovazione avviate dalla Regione Molise. Al termine dell’incontro è prevista una degustazione di prodotti tipici molisani. . |
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AMBIENTE DI LAVORO: CONFERENZA SPREW |
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Bruxelles, 19 marzo 2008 - Una conferenza per presentare i risultati di Sprew, un progetto dell´Ue per indagare il rapporto tra le persone e l´ambiente di lavoro, si svolgerà il 16 maggio a Bruxelles, Belgio. La conferenza discuterà la rilevanza sociale della ricerca del progetto e le implicazioni politiche dei suoi risultati. Per ulteriori informazioni: http://www. Ftu-namur. Org/sprew/index. Html . |
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CAMPOBASSO: NUOVA MODALITÀ DI RICHIESTA DEL CERTIFICATO ANTIMAFIA |
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Campobasso, 19 marzo 2008 - Per la richiesta e il ritiro di un certificato al Registro delle Imprese con dicitura antimafia è necessario, in assenza del titolare o di uno degli amministratori, presentare allo sportello una delega con firma autenticata da un pubblico ufficiale. A chiarirlo è il Ministero dello Sviluppo Economico (Nota del 15 febbraio 2008, Prot. 0001317) richiamando l´attenzione sul fatto che la delega è un atto con il quale un soggetto conferisce ad un´altra persona la capacità di agire in sua vece. Pertanto non rientra tra le dichiarazioni da presentare ad una P. A. In forma semplificata (firma semplice con allegata la fotocopia di un documento di riconoscimento, eventualmente trasmesse con mezzi telematici che garantiscono l’autenticità del richiedente ), conservando la forma prevista dall’art. 3, comma 2, del Dpr 252/98. In virtù di questo pronunciamento il Registro Imprese della Camera di Commercio di Campobasso si è adeguato alla nuova procedura già dal 10 marzo 2008. Nuova modalità di richiesta del certificato antimafia: · Per ottenere un certificato con dicitura antimafia, il richiedente deve presentare l´apposito modulo di richiesta allo sportello camerale. · La richiesta deve essere presentata personalmente dal titolare o da uno dei soggetti controllati dal sistema a seconda della forma giuridica della società (ad esempio uno degli amministratori in caso di società di capitali o uno dei soci in caso di società in nome collettivo), apponendo la propria firma semplice sul modulo ed allegando copia del proprio documento di identità. · Nel caso in cui la richiesta venga presentata da persona delegata, al modulo di domanda, sottoscritto con firma semplice, deve essere allegato l´atto di delega (del titolare o di uno dei soggetti controllati) con firma autenticata da un pubblico ufficiale. · E´ possibile presentare una delega permanente (fino a revoca o a tempo indeterminato), valida anche per le richieste future. In questo caso tale delega va conservata a cura dell’Ufficio Per ogni ulteriore informazione: Ufficio del Registro delle Imprese, tel. 08744711; mail: registro. Imprese@cb. Camcom. It . . |
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UMBRIA: COMMERCIO INTERNAZIONALE, PRESENTATO RAPPORTO |
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Perugia, 19 marzo 2008 – L’umbria mantiene la propria quota di export nel mercato internazionale nonostante i problemi di competitività del mercato nazionale. Lo evidenzia il terzo rapporto sul posizionamento dell’Umbria nel commercio internazionale nel periodo 1995 – 2006, elaborato dall’Area della programmazione della Regione Umbria e presentato stamani a Perugia durante un seminario. Erano presenti il coordinatore dell’Area della Programmazione della Regione Umbria, Lucio Caporizzi, il direttore regionale per lo Sviluppo economico e attività produttive, istruzione, formazione e lavoro della Regione Umbria, Ciro Becchetti, Mirella Castrichini e Carlo Cipiciani dell’Area della Programmazione regionale, il docente di “Corporate Governance e strategie d’impresa” dell’Università degli Studi di Perugia, Luca Ferrucci. “L’incidenza dell’Umbria sull’export nazionale non evidenzia tra il 1995 e il 2006 sensibili cambiamenti, attestandosi intorno all’1 per cento – ha detto Lucio Caporizzi – In pratica la quota umbra nell’export da anni non subisce variazioni, è trainata prevalentemente dal mercato mondiale e si caratterizza per la presenza di piccole e medie imprese. A proposito – ha aggiunto - lo studio serve ad evidenziare meglio il fenomeno delle esportazioni in un periodo abbastanza lungo attraverso l’analisi dei mercati di riferimento, la composizione settoriale e la scomposizione tra le due province”. “Le esportazioni regionali - hanno evidenziato Mirella Castrichini e Carlo Cipiciani, illustrando i dati – sono passate da 1. 826 milioni di euro nel 1995 a 3. 214 nel 2006, quindi il profilo delle esportazioni regionali nel periodo 1995-2006 non si discosta molto da quello dell’Italia, pur restando al di sotto di quest’ultimo fino al 2003. Il periodo successivo (2004-2006) registra un incremento delle esportazioni italiane ed umbre, ma l’aumento di quelle regionali è più forte”. Il rapporto evidenzia che il mercato principale per l’Umbria resta la Germania: nel 2006 ha accolto il 13 per cento dell’export regionale, anche se si evidenzia una riduzione della sua incidenza (20,7 per cento nel 1996) sul totale delle esportazioni umbre. Altri Paesi, come Stati Uniti, Francia e Regno Unito, pur continuando ad esercitare un peso non trascurabile, tra il 1996 e il 2006 vedono diminuire la loro quota sull’export regionale. La Francia passa dal 10,6 per cento all’8,8 per cento. Di rilievo la situazione del Messico che mentre nel 1996 rappresentava l’1,3 per cento delle esportazioni umbre, nel 2006, con oltre il 10 per cento, è diventato il secondo mercato di sbocco regionale, nel settore dei metalli. Anche alcuni Paesi emergenti (Cina, Romania, Russia e Turchia) hanno aumentato la loro incidenza nel periodo in esame. Tra il 2003 e il 2006 aumentano maggiormente le esportazioni rivolte verso Messico, Taiwan, Cina e Romania, mentre, in media, qualche perdita coinvolge Turchia e Regno Unito. Dei 3. 214 milioni di euro di beni esportati dall’Umbria nel 2006, il 38 per cento è rappresentato dalla metallurgia e dalla fabbricazione di prodotti in metallo. Segue con il 16,6 per cento, il settore delle macchine e apparecchi meccanici, mentre al terzo e al quarto posto si trovano, rispettivamente, le industrie tessili e dell’abbigliamento (10,3 per cento) e quelle dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (7,4 per cento). Tra i settori citati la crescita media annua 2004-2006 è particolarmente elevata per la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (20,8 per cento), mentre è pari al 10,8 per cento e al 9,0 per cento, rispettivamente, per il settore delle macchine e apparecchi meccanici e per quello degli alimentari, bevande e tabacco. Le industrie tessili e dell’abbigliamento, al contrario, presentano tra il 2004 e il 2006 una flessione media annua dell’1,6 per cento. Nello stesso periodo, tra i comparti che rivestono un peso non trascurabile, ci sono i settori del cuoio e delle pelli e della gomma e delle materie plastiche con un incremento medio annuo superiore al 10 per cento. Tra il 1995 e il 2006 le industrie tessili e dell’abbigliamento vedono ridursi la propria incidenza sull’export complessivo di oltre 6 punti percentuali e analogamente la quota relativa alla fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi scende dal 5,9 per cento al 2,4 per cento. Al contrario la composizione delle esportazioni umbre sembra orientarsi maggiormente verso il settore della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo la cui quota si espande di circa 9 punti percentuali. Come è già stato sottolineato nell’analisi per Paesi, nel complesso l’incidenza dell’export regionale sulla domanda mondiale non presenta variazioni tra il 1995 e il 2005. A livello settoriale, analizzando il peso sulla domanda mondiale dell’export umbro, il cambiamento di maggiore entità riguarda la fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi che passa dall’1,8 per cento allo 0,8 per cento, se si considera, sempre tra il 1995 e il 2005, la variazione media annua delle esportazioni umbre e quella della domanda mondiale, si nota un differenza negativa di quasi 2 punti percentuali. Settori trainanti dell’export umbro si confermano la siderurgia e metallurgia (38 per cento nel 2006), le macchine e apparecchi meccanici (16,6 per cento) e il tessile abbigliamento (10,3 per cento). I primi due, a differenza del terzo, tendono ad aumentare nel tempo il loro peso percentuale, conseguentemente l’Umbria presenta una spiccata specializzazione in questi tre settori (in aumento per i primi due), nonché nel settore della lavorazione dei minerali non metalliferi. E’ evidente quindi, la forte dipendenza dell’export regionale dal settore della siderurgia e metallurgia. Dall’approfondimento provinciale emerge una dinamica abbastanza analoga al dato regionale per la provincia di Perugia che si presenta fortemente specializzata verso Germania, Francia e Stati Uniti. Nell’ultimo triennio si registra un aumento notevole dell’export verso la Romania e soprattutto verso la Russia. La provincia di Perugia è votata in particolare al settore “macchine e apparecchi meccanici”, “tessile abbigliamento” e “prodotti alimentari”. Per la provincia di Terni emerge un andamento dell’export fortemente influenzato dall’altissimo grado di specializzazione nel settore della siderurgia. Tale dato influenza anche le variazioni per mercato di destinazione, come dimostra l’esplosione dell’export ternano verso il Messico facendone il primo mercato di sbocco dell’export della provincia e influenzandone anche la performance complessiva. Il Rapporto analizza anche i tre mercati di sbocco dell’export umbro, Germania, Cina e Russia: dal focus “Umbria e Germania”, che rappresenta il primo mercato di sbocco per le esportazioni umbre, emerge una possibile interpretazione del ridimensionamento degli scambi commerciali. In primo luogo la domanda tedesca, in alcuni settori, appare caratterizzata negli ultimi anni dalla crescente rilevanza di paesi di recente industrializzazione (Cina e Turchia, ad esempio) e di alcune economie in transizione (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria), che esercitano una forte concorrenza su paesi come l’Italia, caratterizzati da una persistente specializzazione produttiva nei settori tradizionali ed alta intensità di lavoro. Tuttavia in alcuni settori, quale ad esempio quello dei mezzi di trasporto, l’Umbria sembra cogliere il ritmo di crescita sostenuto della domanda mondiale proveniente dalla Germania, mentre in altri quali ad esempio la chimica e ancor di più il tessile e abbigliamento, negli anni più recenti l’export umbro si riduca in modo più intenso di quanto non avvenga per altre destinazioni. “Umbria e Russia”, Paese il cui grado di apertura sta progressivamente aumentando, emerge il forte incremento delle esportazioni umbre di tessile e abbigliamento dirette nel paese, nonché una incidenza relativamente elevata delle esportazioni regionali sulle importazioni russe nel comparto dei mobili. Questo conferma la capacità di attrazione dei prodotti a marchio italiano sui consumatori russi. Peraltro in questo caso l’export umbro è molto esposto alla concorrenza di paesi emergenti, anche a causa dell’inadeguata protezione e tutela di marchi e proprietà intellettuali in Russia, che facilita l’ingresso in quel paese di merce contraffatta. “Umbria e Cina”, dal focus emerge che l’incidenza dell’export umbro tra il 1995 e 2005 aumenta lievemente al contrario di quello che accade per l’Italia nel complesso, anche se tale fenomeno è fortemente influenzato dal settore dei metalli. Per ora la Cina rappresenta più una risorsa potenziale su cui investire che una fonte di preoccupazione. Il rapporto include anche il focus “L’umbria e il commercio internazionale al netto del settore metallurgico” (che rappresenta oltre il 30 per cento sul totale delle esportazioni umbre), dal quale emerge la notevole riduzione dell’export in Paesi come il Messico, la Cina, Taiwan e Turchia. Il primato dei mercati di sbocco, sempre al netto dei metalli, resta alla Germania. “Nel settore delle esportazioni – ha detto il direttore regionale, Ciro Becchetti – le politiche regionali devono integrarsi e rafforzare quelle nazionali che richiedono notevoli investimenti di risorse, Il ruolo della politica regionale quindi, non deve limitarsi al sostegno alle imprese ma deve prevedere una grande attenzione alle politiche di contesto sviluppando collaborazioni a livello centrale e con i protagonisti del sistema. Per quanto riguarda il sostegno alle imprese è indispensabile costruire dei percorsi che prevedano non solo incentivi economici, ma scambio e divulgazione di conoscenze e informazioni”. . |
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ARTIGIANATO ABRUZZESE: ECCO LE NOVITA´ DELLA BOZZA DI RIFORMA |
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Pescara, 19 marzo 2008 - - "E´ stata una giornata positiva di lavoro, le associazioni di categoria hanno manifestato una condivisione sui princìpi della bozza di proposta della legge di riforma dell´artigianato e per il prosieguo della concertazione confido nella collaborazione delle associazioni". E´ stato questo il commento dell´assessore alle Attività produttive a conclusione dell´incontro convocato ieri nella sede della Regione per avviare l´esame della bozza di proposta di legge di riforma dell´artigianato. "Con questa bozza abbiamo segnato una tappa importante nel nostro percorso, con un lavoro durato un anno, per venire incontro alle esigenze di modernizzazione del settore dell´artigianato" ha sottolineato l´assessore. All´incontro ha partecipato anche il presidente della Iv commissione del Consiglio regionale precisando che "il testo proposto sarà capace di favorire la modernizzazione del settore dell´artigianato e di segnare uno scatto in avanti per l´intero sistema Abruzzo". Poi l´assessore ha aggiunto che "il significato sostanziale della bozza proposta si racchiude tutto nel primo articolo, riguardante le finalità e l´oggetto della riforma, laddove la Regione riconosce all´artigianato un ruolo di primaria importanza ai fini della tutela, dello sviluppo, della valorizzazione economica e sociale del territorio e del sostegno dell´occupazione". L´assessore ha concluso annunciando che "da qui ad un anno sarà fatta una verifica puntuale della legge, per introdurre eventuali correttivi e per controllarne la valenza e l´efficacia". Il testo della bozza della proposta di legge di riforma dell´artigianato si compone di cinquantanove articoli divisi in cinque parti: finalità e funzioni della Regione e degli Enti locali; interventi per l´occupazione giovanile e la formazione professionale dell´artigianato, per la trasmissione e la creazione d´impresa ed interventi diretti, iniziative per la valorizzazione e commercializzazione dei prodotti e dei servizi dell´artigianato abruzzese; interventi economici ed incentivi a sostegno delle imprese artigiane e delle loro forme associative; interventi economici in favore dei Comuni e delle Comunità montane ed altri soggetti aventi titolo per il completamento delle opere di urbanizzazione primaria ed altre infrastrutture nelle aree artigianali al fine di favorire insediamenti artigianali; tutela e valorizzazione dell´artigianato artistico e tradizionale. Le finalità fondamentali del testo si sostanziano in cinque obiettivi: la valorizzazione del sistema della rappresentanza, la valorizzazione della concertazione, la riduzione del numero delle leggi e la semplificazione delle procedure, la riduzione degli organismi e il contenimento dei costi, una legislazione atta a facilitare processi di aggregazione per rappresentare con più forza e competitività il sistema delle imprese abruzzesi. Le principali novità introdotte dal testo della bozza riguardano gli incentivi alle fusioni dei consorzi fidi con abolizione della distinzione tra cooperative artigiane di garanzia e consorzi fidi e l´abolizione degli statuti e delle convenzioni tipo con istituti bancari; l´inserimento di regolamenti attuativi; le modifiche alle norme su botteghe-scuola e formazione professionale; l´inserimento dello start-up d´impresa con ruolo di affiancamento delle associazioni di categoria; la qualifica di maestro artigiano e dei consorzi di tutela per valorizzare e promuovere l´artigianato artistico; la verifica dell´applicazione della legge ad un anno dall´entrata in vigore. Entro il prossimo 7 aprile le associazioni di categoria formuleranno osservazioni scritte alla bozza presentata stamane e successivamente l´assessore alle Attività produttive convocherà di nuovo il tavolo di concertazione. . |
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ROMA: OSSERVATORIO MENSILE FEBBRAIO 2008 |
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Roma, 19 marzo 2008 - Bilancio decisamente positivo per il Ppp quello del mese di Febbraio rispetto ad un anno fa. Secondo il periodico rapporto mensile curato dall’Osservatorio Nazionale del Partenariato Pubblico Privato, promosso dall’Unità Tecnica Finanza di Progetto del Cipe - Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell´Economia e delle Finanze, Unioncamere e Camera di Commercio di Roma, e realizzato e gestito da Aet - Ambiente e Territorio, Azienda Speciale della Cciaa di Roma in collaborazione con Cresme, le 88 iniziative per la realizzazione di interventi con finanziamento pubblico-privato censite nell’intero territorio nazionale, per un volume d’affari di oltre 620 milioni, hanno registrato rispetto a Febbraio 2007 un +22% per numero e un +33% sul piano del valore. Questo risultato è stato determinato soprattutto dalla fase espansiva delle gare di concessione di costruzione e gestione, sia di iniziativa privata che pubblica, che crescono del 41% per numero e del 200,8% per investimento (da 195 milioni a 587) a fronte di un bilancio del tutto negativo delle selezioni di proposte, che rispetto ad un anno fa perdono 8 iniziative e 238 milioni. Le concessioni di servizi crescono di numero (+85%) ma perdono investimenti (-64%). Rispetto al mese di Gennaio 2008 cala il numero delle iniziative (-31,3%) e cresce l’importo, del 10,6%. Con riferimento alla cifra d’affari delle gare di Ppp, al netto quindi degli avvisi di selezione di proposte, il relativo peso sul mercato complessivo delle gare per opere pubbliche registrato dall’Osservatorio Cresme–edilbox si è attestato a quota 21%, pari a 6 punti percentuali in più rispetto a Gennaio-febbraio 2007 (15%). Complessivamente positiva la chiusura del primo bimestre del 2008: con 216 interventi e un investimento che sfiora 1,2 miliardi, il bilancio è di 63 interventi (+41%) e 245 milioni (+26%) in più rispetto al periodo Gennaio-febbraio 2007. Ovviamente il bilancio economico sarebbe stato negativo al netto della maxi gara del mese (-17%). Nel secondo mese dell’anno in corso i Comuni hanno avviato 68 iniziative, il 77% del totale, per 163 milioni di valore, pari al 26% del mercato potenziale del Ppp. La maggiore concentrazione di iniziative si registra nel Mezzogiorno, con 53 progetti per 515 milioni di valore contro 35 per 106 milioni del Centro-nord. Dalla fotografia del mercato del Ppp per fasce di importo dei progetti si rileva come il 56% delle iniziative del mese di importo noto fanno riferimento a progetti di importo inferiore a 1 milione di euro. Rispetto ad un anno fa si osserva un ridimensionamento dei progetti di importo superiore a 5 milioni, passati da 15 a 11 (-27%), a fronte di una fase espansiva di quelli di minore dimensione, che risultano più che raddoppiati (da 30 unità a 61). Di Promozione Pubblica O Private, Piccole E Grandi Le Concessioni Di Costruzione Vanno Nel mese di Febbraio le gare di concessione di costruzione e gestione su proposta del promotore sono state 12 per un investimento complessivo di 91,4 milioni. Rispetto ad un anno fa il bilancio è complessivamente positivo. Il numero di gare è cresciuto di un terzo (3 unità) mentre l’investimento risulta quasi triplicato (+ 59 milioni). Nell’intero periodo i progetti che hanno superato la prima selezione salgono a quota 27, per un volume d’affari complessivo di 143 milioni. Rispetto allo stesso bimestre del 2007 il numero risulta incrementato di 3 unità (+12,5%) a fronte di un investimento più che dimezzato (159 milioni in meno, -52,5%). Nel primo bimestre 2008 i Comuni raggiungono quota 24 gare per un investimento complessivo di 123 milioni, mentre gli altri enti locali si attestano a quota 3 gare per 20 milioni di investimento. Tra le amministrazioni comunali il maggiore investimento spetta al Comune di Salsomaggiore Terme (Pr) che ha mandato in gara la proposta del promotore My Hotel Srl di Monza in Ati con My Hotel partecipazioni Srl di Parma e My Hotel Sarl di Nizza, relativa alla progettazione, all’esecuzione dei lavori di riqualificazione e alla gestione delle attività “ricettive-termali” da svolgersi nell’immobile comunale denominato Istituto Termale Tommasini. Ii valore complessivo dell’intervento indicato nel bando di gara ammonta a 25 milioni di euro. Per quanto riguarda le concessioni di costruzione e gestione su proposta della stazione appaltante i dati dell’ultimo mese indicano un trend positivo generalizzato sia rispetto a Febbraio 2007 che allo scorso mese di Gennaio, con tassi di crescita superiori al 10% per numero ed espansivi per investimento. In particolare sul boom economico ha avuto un ruolo di primo piano la maxi gara da 400 milioni di euro per la realizzazione dell’impianto di termodistruzione di Salerno. Al netto di tale opera il bilancio sarebbe stato comunque positivo rispetto ad un anno fa (+12%), ma non rispetto al mese di gennaio 2008 (-74%). Nei primi due mesi del 2008 si è fatto ricorso a questa particolare formula di concessione per l’affidamento di 42 progetti ed un valore di 666 milioni, riferiti a 30 interventi di importo noto. Rispetto allo stesso periodo del 2007 si rileva lo stesso numero di progetti a fronte di un investimento lievitato da 196 milioni a 666 (469 milioni in più, +239%). I Comuni promuovono 12 iniziative per 20 milioni di investimento, le altre committenze si dividono le restanti 10 iniziative per 435 milioni di investimento. Ed è la gara di concessione di costruzione e gestione di iniziativa pubblica del valore di 400 milioni di euro promossa dal Commissario Delegato per la localizzazione, progettazione e realizzazione dell’impianto di termodistruzione della provincia di Salerno a risultare determinante per il brillante bilancio economico del mese. . |
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LA VARESE DEL VOLO PROTAGONISTA AD “AEROSPACE” |
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Varese, 19 marzo 2008 - L’industria aeronautica varesina produce quasi il 30% dell’export italiano di questo settore ad alto tasso d’innovazione e sviluppo tecnologico. Nel corso dei primi nove mesi del 2007 (ultimi dati disponibili ndr. ) l’incremento delle vendite all’estero è stato, poi, del 21% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. La “provincia con le ali”, insomma, guarda con prospettive interessanti al futuro e – assumendo più di 700 persone all’anno nelle sue 100 aziende del volo – è pronta a vincere le sfide della globalizzazione. Quello che si delinea come un vero e proprio Distretto Aeronautico Varesino, con le imprese che operano nella produzione di elicotteri e aerei come nella subfornitura, sarà protagonista alla prima edizione di “Aerospace”: la manifestazione, tra le più importanti a livello internazionale per l’incontro tra domanda e offerta, vedrà la presenza di operatori provenienti da tutto il mondo il 19 e 20 marzo a Torino, negli spazi del Lingotto. Il nostro territorio e le sue imprese potranno cogliere le occasioni date dalla presenza ad “Aerospace” grazie a uno stand istituzionale promosso dalla Camera di Commercio nell’ambito dell’Osservatorio Provinciale per l’Internazionalizzazione. In questo contesto, 15 aziende varesine avranno l’occasione di incontrare i più grandi produttori del settore e avviare contatti business to business con il meglio della committenza mondiale. Nel pomeriggio di mercoledì 19 marzo, inoltre, un workshop organizzato dalla Camera di Commercio presenterà la Varese del Volo: il presidente Bruno Amoroso introdurrà i lavori e Paola Margnini dell’Ufficio Studi dell’Unione Industriali illustrà nel dettaglio le caratteristiche di un settore che rappresenta una delle punte di diamante del nostro sistema economico. . |
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LA GIUNTA CAMPANA STANZIA 30 MLN DI EURO PER IL RECUPERO E LA VALORIZZAZIONE DELLA CITTÀ DI CAVA DEI TIRRENI |
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Napoli, 19 marzo 2008 - E´ stato firmato il 15 marzo a palazzo Santa Lucia un protocollo d´intesa per il recupero e la valorizzazione della città di Cava dei Tirreni. L´intesa è stata sottoscritta dal presidente della Regione Campania, dal presidente della Provincia di Salerno e dal sindaco di Cava. Con questo atto, che stanzia 30 mln di euro di fondi strutturali, si dà il via libera alla realizzazione del piano integrato urbano per la riqualificazione di Cava dei Tirreni. In particolare il programma prevede: il restauro e la riqualificazione del patrimonio storico e culturale della città di Cava dei Tirreni; il sostegno al programma strategico di sviluppo locale "Millennio" elaborato dal Comune di Cava, il cui evento culminante sarà la celebrazione nel 2011 del millenario della costruzione dell´abbazia benedettina; il potenziamento dell´attrattività turistica; la creazione di innovative strutture di ricezione per rispondere alle esigenze di un turismo qualificato; lo sviluppo e riqualificazione del commercio tradizionale, delle produzioni tipiche; il rafforzamento del tessuto imprenditoriale cittadino con particolare riferimento alle imprese ad alto contenuto tecnologico. L´obiettivo di fondo del programma è il rafforzamento e l´identificazione di Cava come "Città della qualità e della cultura". Il protocollo prevede inoltre risorse premiali aggiuntive che saranno a disposizione del Comune in caso di raggiungimento di importanti "obiettivi di civiltà" come: il 35% della raccolta differenziata, la lotta contro l´abusivismo, l´incremento dei servizi sociali con particolare riferimento agli asili nido ed a quelli per anziani, l´utilizzo di sistemi di trasporto ecologico. "Questo importante accordo - ha dichiarato il presidente della Giunta regionale - è il risultato della scelta strategica della Regione, volta ad imprimere una svolta nello sviluppo dei centri medi della Campania, dando loro una nuova centralità e concentrando, nell´ambito della programmazione dei fondi europei 2007/2013, risorse importanti verso le 20 città campane con popolazione superiore ai 50 mila abitanti. Lo sviluppo e il rafforzamento del tessuto civile e produttivo delle città medio-grandi è una priorità su cui si sta concentrando il lavoro della nuova Giunta" ha concluso il presidente. Il protocollo firmato è il terzo, dopo Napoli e Castellammare di Stabia. . |
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CONGIUNTURA PIEMONTESE: LA PRODUZIONE INDUSTRIALE DEL IV TRIMESTRE 2007 CRESCE DI 1,6 PUNTI PERCENTUALE LA FILIERA AUTOVEICOLARE, L’ALIMENTARE E LA MECCANICA TRA GLI ATTORI PRINCIPALI DEL CONSOLIDAMENTO DELLA CRESCITA |
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Torino, 19 marzo 2008 - A partire dal dato positivo di fine 2005, che ha interrotto la serie negativa di diciotto trimestri consecutivi, la produzione industriale piemontese continua a crescere. Il dato del Iv trimestre 2007 rappresenta, infatti, il nono risultato positivo consecutivo. Nel periodo ottobre-dicembre 2007, la variazione tendenziale grezza (ossia confrontata sullo stesso trimestre dell’anno precedente) è stata di +1,6 punti percentuale, risultato opposto alla dinamica complessiva nazionale (-1,6%). L’incremento produttivo registrato nel Iv trimestre dell’anno segue quelli dei trimestri precedenti, che si sono attestati rispettivamente al +3,9%, +3,2% e +1,7%. Complessivamente, la crescita media annuale ha raggiunto il +2,6%. Accompagnano il dato sulla produzione industriale i buoni risultati ottenuti dagli altri indicatori: crescono sia gli ordinativi interni che quelli da oltreconfine, e si incrementa il fatturato delle imprese. Questi sono alcuni dei risultati emersi dalla 145ª “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” realizzata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli uffici studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata condotta nel mese di gennaio 2008 con riferimento ai dati del periodo ottobre-dicembre 2007, e ha coinvolto 1. 042 imprese industriali piemontesi, per un numero complessivo di 92. 116 addetti e un valore pari a 44 miliardi di euro di fatturato. “Per il nono trimestre consecutivo la produzione industriale piemontese è in crescita. Un andamento in linea con quello registrato nel trimestre precedente, ma rallentato rispetto all’inizio del 2007: complessivamente, tuttavia, l’anno si chiude con un aumento medio del +2,6%. L’ottimismo degli imprenditori sulle previsioni a breve termine appare smorzato rispetto ai trimestri precedenti, anche a causa dell’incertezza che si respira sui mercati internazionali, ma un ulteriore segnale positivo è fornito dalle prospettive di crescita associate alla domanda estera per l’inizio del 2008” commenta Renato Viale, presidente di Unioncamere Piemonte. Piemonte. Il Iv trimestre 2007 in sintesi Produzione industriale grezza +1,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente Ordinativi interni +6,4% rispetto al trimestre precedente (luglio-settembre 07) Ordinativi esteri +6,4% rispetto al trimestre precedente (luglio-settembre 07) Fatturato +6,0% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente Grado di utilizzo degli impianti 75% Nel Iv trimestre 2007, la produzione industriale ha manifestato trend espansivi per la maggior parte dei comparti produttivi. A trainare la performance positiva del tessuto manifatturiero regionale è, ancora una volta, la filiera autoveicolare, con una crescita tendenziale della produzione pari a +5,8 punti percentuale. Si registrano trend espansivi anche per altri due comparti di specializzazione dell’economia locale, la meccanica e l’alimentare, che realizzano variazioni rispettivamente pari a +1,5% e +1,7%. Superiori alla media regionale anche gli incrementi produttivi dei comparti di carta, stampa, editoria (+3,9%) e chimica, gomma e plastica (+3,4%), mentre si segnala una nuova contrazione per la filiera tessile (-3,6%) e per l’elettricità-elettronica (-4,2%). La crescita produttiva del tessuto manifatturiero piemontese trae origine da dinamiche contrastanti nelle singole realtà provinciali. Cuneo si conferma la provincia con lo sviluppo maggiore, con una variazione tendenziale grezza della produzione del +7,4%, seguita da Alessandria e Torino, che mettono a segno rispettivamente sviluppi produttivi del +3,1% e del +1,6%. Asti realizza un incremento che, per quanto al di sotto della media regionale, ha segno positivo (+0,7%). Si registrano flessioni per i comparti manifatturieri delle province di Novara (-3,4%) e Biella (-3,9%), e lievi contrazioni della produzione industriale nel Verbano Cusio Ossola (-0,6%) e a Vercelli (-0,9%). L’indice Della Produzione Industriale A partire dal 2006, Unioncamere Piemonte, in conformità con la metodologia adottata dall’Istat, calcola un numero indice della produzione industriale piemontese con base anno 2000=100 al quale viene applicata una correzione per giorni lavorativi e un procedimento standard di destagionalizzazione (con il software Tramo-seats). Nel Iv trimestre 2007, l’indice grezzo della produzione industriale con base anno 2000=100 è stato pari a 95,2 con un incremento, come già evidenziato in precedenza, dell’ 1,6% rispetto al Iv trimestre del 2006. L’indice della produzione corretto per giorni lavorativi (95,8) ha registrato, invece, un aumento dell’1,2% (i giorni lavorativi sono stati 63 contro i 61 del 2006), mentre l’indice destagionalizzato è stato pari a 92,4, con una lieve variazione del +0,4% rispetto al Iii trimestre del 2007. Le Prospettive Future Il buono stato di salute del comparto manifatturiero locale non riesce a contrastare gli effetti della forte incertezza sui mercati internazionali (conseguenza del momento difficile vissuto dall’economia americana) sulla fiducia degli imprenditori per il prossimo futuro. I timori di una recessione dell’economia statunitense avanzati da numerosi economisti, unitamente ad una domanda interna debole e ad una ridotta percezione del proprio potere di acquisto, inducono gli imprenditori piemontesi ad essere più cauti che in passato relativamente alle previsioni congiunturali per il periodo gennaio-giugno 2008. Per il 27% degli intervistati la produzione industriale crescerà ancora, quota analoga a coloro che ne prospettano una flessione, per un saldo di opinione nullo. Le previsioni pessimistiche prevalgono su quelle ottimistiche relativamente agli ordinativi interni, mentre sul fronte della domanda estera si respira una clima di maggior fiducia, con un saldo di opinione pari a 6 punti percentuale. Le attese per il mercato del lavoro restano, invece, orientate alla cautela: il 72% degli intervistati ha espresso, infatti, previsioni di stazionarietà per il breve periodo. Relativamente ai prezzi di vendita, il 32% del campione ne prospetta una crescita, mentre il 9% ipotizza una futura flessione: il saldo di opinione si attesta così al 23%, in crescita rispetto al trimestre precedente.
Previsioni Per Il Semestre Gennaio-giugno 2008 |
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Aumento |
Stazionarietà |
Diminuzione |
Saldo |
Produzione |
27% |
46% |
27% |
0% |
Occupazione |
14% |
72% |
14% |
0% |
Ordinativi Interni |
24% |
48% |
28% |
-4% |
Ordinativi Esteri |
27% |
52% |
21% |
6% |
Prezzi Di Vendita |
32% |
59% |
9% |
23% | Fonte: Unioncamere Piemonte, 145ª Indagine congiunturale sull´industria manifatturiera piemontese Sintesi Annuale 2007 Il 2007 ha rappresentato l’anno del consolidamento della ripresa dell’industria manifatturiera piemontese, dopo alcuni anni di congiuntura economica negativa. Dopo i brillanti risultati realizzati nei primi due trimestri dell’anno, rispettivamente pari al +3,9% e +3,2%, la crescita ha rallentato al +1,7% e +1,6% rispettivamente nel Iii e Iv trimestre dell’anno. Complessivamente, la crescita media del 2007 si è attestata sui 2,6 punti percentuale. Tra i settori che hanno trainato il comparto manifatturiero locale, i mezzi di trasporto (autovetture e componenti autoveicolari) ocupano indubbiamente il primo posto. Nel corso del 2007, la filiera autoveicolare ha confermato il superamento delle difficoltà passate, registrando variazioni positive della produzione industriale in tutti i periodi considerati, e chiudendo l’anno con un’espansione produttiva del +6,4%. Superiori all’incremento medio regionale anche le performance di chimica, gomma e plastica (+4%), dei metalli e prodotti in metallo (+3,3%) e della meccanica (+3,2%). Positiva, anche se al di sotto della crescita media complessiva, la dinamica del comparto alimentare (+0,9%), che ha scontato la contrazione produttiva verificatasi nel Ii trimestre dell’anno. Permangono invece evidenti difficoltà per il settore tessile che, dopo la parentesi stazionaria di inizio anno, ha vissuto contrazioni produttive nei trimestri successivi, registrando un decremento medio annuo del –2,3%. Chiude negativamente il 2007 anche l’elettronica (-1,7%), che sconta le battute d’arresto subìtenei due trimestri conclusivi dell’anno. La crescita produttiva media annua trae origine dai buoni risultati registrati in quasi tutte le province, con le sole eccezioni di Biella e Novara, che hanno vissuto contrazioni delle rispettive basi imprenditoriali rispettivamente del -1,9% e -1,1%. Cuneo registra lo sviluppo maggiore (+5%), seguito da Torino (+3,2%) e Alessandria (+3,1%); Vercelli (+2,6%) realizza una crescita in linea con la media regionale, mentre le province di Asti e del Verbano Cusio Ossola segnano espansioni annuali rispettivamente dell’1,7% e dell’1,5%. . |
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LODI, IMMIGRATI: 850 SONO IMPRESE INDIVIDUALI |
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Lodi, 19 marzo 2008 - Al 31 dicembre 2007 dello scorso anno sono risultate complessivamente in attività 851 imprese individuali tenute da persone nate al di fuori dei confini dell’Unione Europea, a fronte delle 882 che risultavano operanti alla fine del 2006. E’ quanto, in sintesi, risulta dalla tradizionale indagine condotta a fine anno dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Lodi. Ampliando lo sguardo alle altre forme giuridiche (società di capitale, società di persone, cooperative ecc. ) il bilancio demografico delle imprese conferma, in termini di stock, la diminuzione delle presenze extracomunitarie coinvolte a vario titolo (titolari, soci, amministratori e con altri incarichi), nel tessuto economico provinciale, con una flessione delle figure legali del 2,2 per cento dello stock totale (da 1. 331 a 1. 302 unità) Il saldo negativo di 31 ditte individuali e di 28 unità delle presenze totali, potrebbe essere letto come segno di una qualche difficoltà presente nell’imprenditoria immigrata. In realtà i dati di stock - delle ditte individuali e delle presenze totali – sono stati influenzati dall’entrata nell’area comunitaria di alcuni Paesi precedentemente rilevati come extra-U. E. (Romania, Bulgaria, Estonia, Polonia, ecc. ), per cui al primo gennaio del 2008 ad una perdita di unità individuali e di presenze extra-Ue è da contrapporre l’aumento delle ditte individuali (da 81 a 295) e delle presenze totali di cittadini non italiani nelle imprese di classifica comunitaria (da 185 a 485) nel tessuto provinciale. L’ampliamento dell’area comunitaria con il conseguente passaggio da un’area (extra-Ue) a un’altra (Europa comunitaria) ha interessato in particolare le micro-imprese con titolari della Romania, che nell’anno del “passaggio” hanno messo a segno una ulteriore espansione numerica da 149 a 223 ditte individuali. Si può pertanto dire che anche nel 2007 l’impresa individuale si è confermata un’importante corsia per l’integrazione nella realtà provinciale di centinaia di immigrati extracomunitari e comunitari. Nella classifica delle provenienze il paese più rappresentato sul territorio lodigiano oltre alla Romania è l’Egitto (178 i titolari di nazionalità egiziana che hanno iscritto il proprio nome nel Registro della Camera di Commercio) Dietro seguono i nati in Albania (140 titolari) e in Marocco (108 titolari). I primi tre paesi di provenienza extra-Ue raggiungono il 4,2 per cento delle 9. 975 imprese individuali operanti sull’interno territorio a fine 2007. Complessivamente, i titolari di imprese individuali nati in paesi extra-Ue costituiscono l’8,5 per cento del totale delle imprese individuali operanti nella nostra provincia. Considerando l’insieme dei titolari extracomunitari (851) e dei titolari comunitari (295) i cittadini con nazionalità estera titolari di imprese individuali rappresentano l’11,7 per cento di tutte le ditte individuali attive. Come si è detto, l’ingresso nell’area comunitaria di alcuni Paesi ha reso difficile il confronto dei dati anche per quanto concerne i settori d’attività economica. In particolare, la voce “costruzioni” presenta una perdita dello stock pari all’8 per cento. Ad essa fa riscontro però una crescita di imprese edili registrate tra i paesi comunitari. Il “travaso” è da attribuire quasi esclusivamente a cittadini della Romania. La tenuta complessiva del dato di stock delle costruzioni, dimostra che il settore resta per un gran numero di immigrati, la strada che permette ad essi di trasformare un rapporto di dipendenza in una forma di lavoro autonomo. Statisticamente la sezione costruzioni contempla lavori generali di edilizia eseguiti per proprio conto, per conto terzi e in subappalto. In tali attività è concentrato il 55 per cento dei titolari extra-Ue attivi nel lodigiano, mentre nelle diverse componenti del ramo commercio (dettaglio, ingrosso, ambulante, ausiliari e riparazione beni ) la presenza di extracomunitari non supera il 20 per cento, seguita dalle attività manifatturiere col 7,5 per cento e i servizi alle imprese ( trasporti, magazzinaggio, facchinaggio, pulizie ecc) con il 5,5 per cento. Il confronto con l’annuo precedente conferma nella sostanza sia la dinamica sia la struttura assunta dalla presenza degli imprenditori immigrati nel tessuto locale delle piccole e piccolissime imprese. Il volano dell’allargamento della base imprenditoria è sempre costituito dall’accoppiata costruzioni-commercio, che insieme determina il 75 per cento delle imprese individuali con titolare immigrato. . . . |
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INDUSTRIA MANIFATTURIERA NOVARESE |
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Novara, 19 maarzo 2008 - L’indagine congiunturale della Camera di Commercio di Novara, che coinvolge trimestralmente un campione significativo di imprese manifatturiere provinciali, segnala una chiusura d’anno in ribasso per l’industria novarese: -3,4% è il calo tendenziale della produzione registrato nel quarto trimestre del 2007, dato che accentua i risultati negativi delle precedenti rilevazioni, annullando la crescita delineata nel primo trimestre dell’anno. Positiva appare, invece, la performance registrata rispetto al trimestre precedente, con un incremento del +3,5%. “Dopo un inizio d’anno incoraggiante, l’industria novarese ha manifestato crescenti difficoltà” – è il commento del presidente dell’Ente camerale Gianfredo Comazzi – “con ripercussioni anche sul fronte degli investimenti, in lieve calo rispetto all’anno precedente. Lo scenario in cui si trovano ad operare le imprese si rivela, d’altra parte, caratterizzato da numerosi elementi di incertezza, che favoriscono un orientamento improntato alla cautela, orientamento influenzato altresì dal rincaro del credito e dalla contrazione dei consumi. Tali elementi di criticità non devono, tuttavia, far sottovalutare la crescita degli ordinativi, che può preludere ad una ripresa della produzione industriale, se adeguatamente sostenuta. A questo proposito sono stati stanziati 140mila euro nel bilancio camerale per l’anno in corso allo scopo di migliorare le condizioni di accesso al credito delle imprese, incentivando il finanziamento di investimenti”. I dati che emergono dall’analisi settoriale risultano perfettamente allineati all’andamento generale del comparto manifatturiero: tutti i settori evidenziano variazioni positive, pur di ordine diverso, rispetto al Iii trimestre 2007, caratterizzato, peraltro, da un minor numero di giorni lavorativi a causa del fermo estivo di numerosi stabilimenti, ma segnano il passo nel confronto su base annua, con l’unica eccezione dell’alimentare. Il sistema moda, in particolare, esprime un decremento produttivo pari al -0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche se registra un ottimo recupero congiunturale (+13,2%). Un andamento analogo si riscontra in riferimento al chimico-gomma, che manifesta una flessione moderata (-0,5%) rispetto al Iv trimestre 2006, con una crescita significativa nel confronto con il trimestre precedente (+9,4%). Ad essere in difficoltà è soprattutto il metalmeccanico, che vede calare il proprio output del -5,2% su base annua, mantenendo una situazione di sostanziale stabilità nel confronto con il Iii trimestre 2007, mentre i risultati conseguiti dalle rubinetterie negli stessi periodi di riferimento corrispondono rispettivamente a -3,8% e a +3,1%. Andando a considerare le classi dimensionali si osserva come le maggiori criticità provengano prevalentemente dalle grandi imprese (con 250 addetti e oltre), interessate da una variazione tendenziale negativa considerevole (-12,3%) mentre l’andamento delle aziende di piccole (+0,2%) e medie (-0,6%) dimensioni appare improntato alla stabilità. Il grado di utilizzo della capacità produttiva è sceso, in media, al 74,2%, leggermente al di sotto, quindi, del 75,3% realizzato nel Iv trimestre del 2006, andando a collocarsi su valori superiori a quelli dell’anno precedente soltanto nel metalmeccanico (76,3% contro 75%). Segnali confortanti provengono dall’andamento dei nuovi ordinativi: l’indagine evidenzia, infatti, una crescita congiunturale del +3,6% delle commesse interne e un aumento ancora maggiore, pari al +4,7%, di quelle estere. Il confronto su base annua rivela un andamento sostanzialmente stabile degli ordinativi interni e una flessione di quelli esteri (rispettivamente +3,9% e +8,5% nel 2006). Sul fronte interno, rispetto al trimestre precedente, si rilevano incrementi della domanda moderati, ma largamente positivi (+5,1% per il metalmeccanico e +4,8% per il chimico-gomma), ad esclusione del comparto alimentare e di quello tessile, caratterizzati da una lieve flessione. Gli ordinativi provenienti dall’estero rappresentano un fattore particolarmente strategico per il sistema moda, le cui imprese segnalano un aumento del +10%, oltre a rivestire un ruolo significativo per il chimico-gomma (+7,6%), mentre i rimanenti settori si mantengono su livelli di crescita più contenuta, con la sola eccezione dell’alimentare (-3%). Le aziende del tessile-abbigliamento, inoltre, realizzano con l’estero il 40,5% del proprio fatturato, percentuale che supera il 70% nel settore metalmeccanico, con le rubinetterie a quota 73%. Le prospettive a sei mesi fanno emergere una prevalenza di posizioni pessimistiche, con la sola eccezione della domanda estera e dei prezzi di vendita. Nel primo caso, infatti, si riscontra un sostanziale equilibrio tra coloro che prevedono aumenti e coloro che prospettano cali; nel secondo, invece, gli ottimisti superano i pessimisti di quasi il 28%. Le previsioni degli imprenditori presentano un’intonazione particolarmente negativa in merito alla domanda interna (-25,6%) e alla produzione (-17,5%), mantenendosi sfavorevoli anche per quanto riguarda l’occupazione (saldo ottimisti-pessimisti pari al -5,7%). Le imprese del settore chimico e della gomma plastica sono le sole a mostrarsi fiduciose rispetto a tutti gli indicatori considerati, mentre quelle del metalmeccanico manifestano ottimismo rispetto all’andamento futuro della domanda estera (+16,6%, percentuale che supera il 21% nel comparto rubinetteria e valvolame), nonché dei prezzi di vendita. Unitamente al questionario congiunturale è stato sottoposto alle imprese industriali novaresi un sondaggio monografico che, in questo trimestre, aveva come obiettivo una valutazione sugli investimenti effettuati dalle imprese. Alla domanda “l’azienda ha effettuato investimenti nel 2007?” l’80,9% del campione ha risposto in maniera affermativa. In termini di importi, il 18,5% delle aziende ha investito meno di 25mila euro, quasi il 28% tra 25 e 100mila euro, il 10,5% tra 100 e 250mila, circa il 10% tra 250 e 500mila ed, infine, il 14,1% delle aziende ha investito oltre 500mila euro. A compiere investimenti più contenuti (inferiori ai 100mila euro) sono state soprattutto le imprese del sistema moda (quasi un quarto delle quali ha dichiarato di non aver fatto alcun investimento), seguite da quelle del settore metalmeccanico, mentre oltre l’80% delle imprese chimiche e circa un terzo di quelle alimentari hanno effettuato investimenti superiori a 250mila euro nel corso del 2007. Gli investimenti sono stati dedicati prevalentemente a macchinari ed attrezzature (84,9%), elaboratori e sistemi elettronici (37,2%), impianti fissi (26,8%) e ricerca e sviluppo (22%). Oltre il 60% del campione ha inoltre dichiarato di aver avuto come finalità prevalente degli investimenti effettuati la sostituzione di impianti e attrezzature obsolete, mentre il miglioramento dell’efficienza e della flessibilità dei processi produttivi è stato indicato nella misura del 37,6%. Seguono obiettivi quali l’aumento della capacità produttiva (28,8%), il miglioramento qualitativo dei prodotti (24,8%), il miglioramento della gestione aziendale (21,7%), l’introduzione di nuovi prodotti (21,1%) e, in via residuale, il risparmio energetico (4%). Per quanto riguarda le priorità previste per il 2008, le aziende hanno confermato, come obiettivo principale, la volontà di sostituire impianti ed attrezzature obsolete (51,7%), mentre al secondo posto per importanza è stato indicato l’aumento della capacità produttiva (46,7%), esigenza particolarmente avvertita dalle aziende chimiche. Gli strumenti di finanziamento utilizzati sono stati quasi esclusivamente l’autofinanziamento (45,3%) e il credito bancario (30,7%): le aziende hanno infatti scelto solo in via residuale strumenti quali il credito agevolato, il credito superiore ai 180 giorni da parte del fornitore e gli aumenti di capitale. Focalizzando l’analisi sulla rubinetteria e valvolame, dall’indagine emerge una forte propensione all’investimento tra gli imprenditori (92% del totale), che orientano le proprie risorse verso sistemi elettronici e R&s in misura decisamente superiore alla media provinciale (rispettivamente 71% e 33,5% contro 37,2% e 22%). Le spese sostenute nel corso del 2007 appaiono, inoltre, finalizzate prevalentemente all’introduzione di nuovi prodotti (45,3%), al miglioramento della gestione aziendale (43,4% a fronte del 21,7% medio), nonché alla sostituzione di impianti obsoleti e al miglioramento qualitativo dei prodotti (42% contro 24,8%). A partire dalla prima rilevazione del 2006, l’Unioncamere Piemonte effettua elaborazioni specifiche sui dati congiunturali, uniformandosi alla metodologia adottata dall’Istat, con l’obiettivo di rendere possibile un confronto tra dati nazionali, regionali e provinciali. In particolare, viene calcolato un numero indice della produzione industriale regionale e provinciale con base 2000=100, al quale sono applicati una correzione per giorni lavorativi e un procedimento standard di destagionalizzazione. Nel quarto trimestre 2007, l’indice della produzione industriale della provincia di Novara con base anno 2000=100 è risultato pari a 97,3, con un decremento, come già evidenziato in precedenza, del -3,4% rispetto allo stesso periodo del 2006, che scende a -4,5% andando a correggere l’indice di produzione per giorni lavorativi (63 contro i 61 del 2006). L’indice della produzione destagionalizzato è stato invece pari a 90,2, con un decremento del -0,3% rispetto al trimestre precedente, a fronte del dato di oltre 2 puniti percentuale superiore registrato a livello regionale (92,4). Conferme della fase di difficoltà che sta attraversando l’industria locale provengono anche dal fronte delle esportazioni: nel 2007, infatti, l’export della provincia di Novara ha raggiunto, a valori correnti, i 4. 069 milioni di euro, con un modesto incremento del +1,1% su base annua, saggio che si colloca al di sotto sia della media italiana (8%) che del risultato piemontese (5,9%). Novara scende dunque al penultimo posto nella graduatoria decrescente dell’export regionale per tasso d’incremento, evidenziando un risultato che si rivela superiore soltanto a quello registrato da Biella (-3,2%). L’analisi merceologica degli interscambi commerciali vede prevalere, in linea con gli anni passati, le esportazioni di macchine e apparecchi meccanici, che costituiscono il 34,8% dell’export provinciale totale. Nel confronto con il 2006, la macro-voce delle macchine e apparecchi meccanici ha conosciuto un modesto incremento (+2,5%), superato dalla crescita delle esportazioni di macchine finalizzate alla “produzione di energia meccanica” (+5,5%) – nella cui definizione risultano compresi la rubinetteria e il valvolame – giunte a costituire il 76% dell’intero comparto. Nel corso del 2007 il settore costituito da “macchine per la produzione di energia meccanica” ha fatturato all’estero quasi 1. 075 milioni di euro, il 71,7% dei quali sono stati realizzati nell’Unione Europea. I principali acquirenti europei sono stati Francia (180,9 milioni di euro, il 23,4% dell’export verso l’Ue), Germania (16,2%), Regno Unito (14,7%), Spagna (10,7%) e Grecia (7,2%). Al di fuori dell’Unione Europea, si registrano risultati divergenti: gli Stati Uniti, in particolare, Paese che assorbe il 30,4% delle esportazioni extraeuropee, evidenziano un calo pari al -12,9%. In crescita appare, invece, il flusso di esportazioni destinate alla Svizzera, a cui vanno il 6,4% delle macchine per la produzione di energia meccanica vendute al di fuori dell’Europa, nonché quello rivolto ad Australia e Nuova Zelanda (6,2%). Un approfondimento particolare va dedicato alle relazioni con la Cina che, pur pesando poco meno del 3% sulle esportazioni extraeuropee – sempre in merito alle macchine finalizzate alla “produzione di energia meccanica” – costituiscono ben l’86% delle importazioni provenienti dall’esterno dell’Ue (e il 22% di quelle totali del comparto), con una crescita del +10,6% nel confronto con il 2006, superiore, dunque, alla media generale provinciale (+3,9%). . |
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INDAGINE CONGIUNTURALE UNIONCAMERE TOSCANA |
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Firenze, 19 marzo 2008 - I dati dell’indagine sul sistema manifatturiero regionale, curata da Unioncamere Toscana e Confindustria Toscana, evidenziano - per l’ultima parte del 2007 - un ulteriore abbassamento del tono congiunturale che si manifesta nelle imprese di tutte le classi dimensionali e soprattutto in quelle dei settori tradizionali della regione. Nel Iv trimestre 2007, in particolare, la crescita della produzione frena verso quota +0,8% (era +1,2% alla fine del terzo); con la stessa rapidità rallentano la dinamica del fatturato (+0,7% contro +2,8%) e quella degli ordinativi interni (+0,9% contro +1,4%), mentre riprende momentaneamente fiato la domanda estera (ordinativi esteri da +0,5% a +1,3%). Ad una dinamica occupazionale in crescita (+2,1% nel Iv 2007, +1,8% in media d’anno) si associa, nel corso del 2007 (dati Inps), un monte ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni in flessione dell’11,2% sebbene la componente straordinaria risulti in aumento (+9,6%). L’incerto percorso di crescita registrato nell’ultimo trimestre dell’anno si traduce anche in una revisione verso il basso delle aspettative per i primi tre mesi del 2008: il saldo “ottimisti-pessimisti”, relativo alle aspettative congiunturali sulla produzione, tocca i +11 punti percentuali dopo il +13 per i primi tre mesi del 2007. La perdita di slancio del ciclo congiunturale si manifesta anche attraverso un ulteriore rallentamento del grado di utilizzo degli impianti che, con il 74,9% del trimestre ottobre-dicembre, si posiziona al di sotto della soglia media del 2007 (75,8%). Il bilancio complessivo dell’anno conserva il segno positivo in tutti gli indicatori chiave (in particolare per gli investimenti), ma si avvicina rapidamente l’esaurimento del ciclo espansivo iniziato a fine 2005. Più che nel confronto delle medie annue 2007 su 2006, questo emerge nella scansione trimestrale della produzione: +2,9% al I° trimestre 2007, +3,7% al Ii° e, rispettivamente, +1,2% e +0,8% nei due successivi. Lo stesso ripiegamento emerge nei dati del fatturato che scendono dagli iniziali + 3,7/% e + 4,6% al + 0,7 del Iv° trimestre. Fatturato, ordinativi e prezzi Anche il fatturato (+0,7%) e gli ordinativi interni (+0,9%) segnano, nel Iv trimestre, un ulteriore rallentamento, ancorché in media d’anno la crescita sia stata non trascurabile (+2,9% e +1,8%). Recuperano - nell’ultimo scorcio del 2007, rispetto a quanto avvenuto nel Iii trimestre - gli ordinativi esteri (+1,3%). La media d’anno di questo indicatore (+1,7%) si allinea con quello della domanda interna (+1,8%). Gli effetti dei forti rincari delle materie prime si trasmettono ai listini delle imprese manifatturiere: +3,6% tendenziale nel Iv 2007. La correlazione con la spinta delle quotazioni sui mercati internazionali delle materie prime affiora nelle dinamiche dei prezzi in diversi comparti: +9,3% per l’alimentare, +6,8% la meccanica, +4,6% per i prodotti non metalliferi e +3,7% per l’elettronica e mezzi di trasporto. Pressati dalla competizione si mantengono invece poco dinamici i listini del pelli-cuoio-calzature (+1,5%) e del tessile-abbigliamento (+2,2%). La dimensione d’impresa Pur in rallentamento, le imprese di grandi dimensioni (250 e più addetti) registrano nel Iv trimestre le performance migliori: +2,8% la produzione (+7,8% nella media d’anno). In questo gruppo si conferma il ruolo trainante degli ordini interni (che crescono del +10,3% nel trimestre e del +7,0% su base annua) mentre per il secondo trimestre consecutivo arretrano quelli esteri (-0,7% nel trimestre, media d’anno del +0,8%). Crescono ancora, anche se ad un passo più lento rispetto alla prima metà del 2007, le medie aziende (50-249 addetti) mettendo a segno un +1,9% per la produzione tendenziale nel Iv trimestre che, nella media d’anno, raggiunge il +2,7%. Per le medie imprese, tuttavia, si registra nel trimestre una leggera flessione degli ordinativi sia esteri (-0,5%) che interni (-0,4%). La media annuale di questi indicatori evidenzia variazioni simili, intorno al 2%, per entrambe le categorie di domanda. Si conferma la stagnazione per le imprese di minori dimensioni (10-49 addetti) con solo un +0,1% in termini di produzione (+0,7% in media d’anno). Non bene per questa categoria gli ordinativi interni, stagnanti sia nel trimestre (-0,5%) che nell’anno (+0,6%). I settori Scendendo a livello settoriale, si evidenziano dinamiche produttive alquanto differenziate che confermano le forti difficoltà dei settori tradizionali della Toscana. Arretra in maniera piuttosto decisa la produzione dei settori afferenti al Sistema Moda: il tessile-abbigliamento (-3,3% tendenziale nel Iv 2007, -1,5% nella media 2007); il pelli-cuoio-calzature (-1,7% nel Iv 2007 anche se la media 2007 è +1,5%). Non bene neppure gli alimentari (-0,8%, anche se la media del 2007 è +2,3%). Tutto sommato stabili, nel trimestre, le manifatture varie (principalmente cartotecnica, raffinazione e oreficeria), il legno-mobili ed i prodotti non metalliferi (rispettivamente +1,2%, +0,5%, e invariato), mentre la media d’anno, pur non esaltante, permane positiva (+1,5%, +0,8% e +1,3% rispettivamente). Deboli segni di rallentamento anche per la meccanica (+1,1% nel Iv trimestre), sebbene la crescita annuale media del settore rimanga sostenuta (+5,6%). Continuano a fare da traino per l’intero sistema manifatturiero le dinamiche di elettronica e mezzi di trasporto (+8,8% trimestrale, +7,7% annuale); chimica-farmaceutica-gomma-plastica (+4,3%, +3,1% annuale); lavorazione dei metalli (+2,9%, +2,2% annuale). La spesa per investimenti Di particolare importanza la crescita per il quarto anno consecutivo della spesa per investimenti: +5,5% rispetto al 2006. Contribuiscono al risultato complessivo sia le piccole (+3,2%) che le medie imprese (+3,3%), sebbene il contributo principale provenga dalle grandi (+19,5%). Decisamente sopra la media le crescita degli investimenti nel comparto della lavorazione dei metalli, della chimica-famaceutica-gomma-plastica, del legno-mobili, dell’elettronica e mezzi di trasporto. Previsioni per il I trimestre 2008 Le aspettative per i primi tre mesi del 2008 riflettono le incertezze di fine anno: se da un lato cresce il numero degli imprenditori “ottimisti” (il 27% prevede ancora un aumento della produzione rispetto al trimestre precedente, contro il 22% nel corrispondente periodo del 2006), dall’altro avanzano con più decisione i “pessimisti” (17% contro 9%). La differenza tra i due gruppi continua a favorire scenari positivi sebbene, a livello di produzione dei singoli settori, il saldo “ottimisti – pessimisti” si contragga in quasi tutti i comparti, con le sole eccezioni di chimica, farmaceutica, gomma e plastica ed elettronica e mezzi di trasporto. Il punto di vista di Pierfrancesco Pacini – Presidente di Unioncamere Toscana “Se la produzione manifatturiera Toscana nell’ultimo scorcio del 2007 conferma il rallentamento del trimestre precedente, le nostre imprese non sono rimaste ferme: hanno investito e continuano a vendere sui mercati internazionali. La spesa per investimenti dopo il +6,3% del 2006 ha infatti continuato a crescere nel corso del 2007 mettendo a segno un incoraggiante +5,5%. La forte selezione imposta dalla concorrenza internazionale ha inoltre portato una quota di produttori a migliorare in efficienza e qualità, agevolandoli nel proporsi sui mercati internazionali anche in presenza di un euro oggettivamente molto forte. Difficilmente, infatti, si spiegherebbe una crescita dell’export toscano del +6,9% nel corso 2007 con un euro a questi livelli. Tuttavia non bisogna ignorare il rischio costituito dal rallentamento della domanda atteso nel 2008, un rallentamento che potrà incidere sull’attività delle imprese”. . |
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COMMERCIO, NUOVA LEGGE PER MERCATI SU AREE PUBBLICHE LOMBADE |
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Milano, 19 marzo 2008 - Lotta all´abusivismo, sicurezza e qualità per i consumatori, qualificazione professionale per gli operatori e possibilità di gestione diretta dei servizi nei mercati da parte degli operatori. Sono questi i punti di forza della nuova normativa regionale per i mercati ambulanti. Il Consiglio regionale ha approvato ieri la proposta di legge che regola l´attività degli operatori commerciali che svolgono le loro attività nell´ambito dei mercati al dettaglio su aree pubbliche o che esercitano in forma itinerante. "Si tratta di una legge altamente innovativa - ha dichiarato l´assessore regionale al Commercio, Fiere e Mercati, Franco Nicoli Cristiani - che fornisce nuovi e più efficaci strumenti agli operatori e ai Comuni nel contrastare l´abusivismo, nel sostenere la trasparenza e la qualità dei mercati, nel favorire una maggiore efficacia nella gestione dei servizi connessi alle aree mercatali e alle fiere". Il provvedimento approvato dal Consiglio aggiorna la legge 15 del 2000, introducendo elementi tesi a qualificare ancor più queste forme di commercio, oggi particolarmente apprezzate dai consumatori. Il commercio su aree pubbliche è anche in termini occupazionali ed imprenditoriali, una realtà importante, che conta in Lombardia a fine 2007, secondo i dati rilevati dall´Osservatorio del Commercio, circa 18mila imprese per il commercio su aree pubbliche (di cui 12. 000 a posteggio fisso e 6. 500 a posteggio ambulante). Si tratta di dati, relativi in particolare alle imprese itineranti, in continuo incremento, con un cospicuo insieme di occupati, tra imprenditori, coadiutori e dipendenti. L´attività viene svolta, secondo i dati raccolti dalla Regione Lombardia presso i Comuni rispetto all´annualità 2007, su 1. 416 mercati con 62. 443 posteggi in 992 comuni. Scheda - Obiettivi E Le Novità Della Legge - In un´ottica di semplificazione e di maggiore certezza dei diritti dell´imprenditore è previsto un rinnovo automatico dell´autorizzazione sui posteggi, (previa verifica del possesso dei requisiti di abilitazione), per favorire gli investimenti e l´attività dell´impresa; contestualmente viene prevista la revoca dell´autorizzazione nel caso delL´inutilizzo reiterato dei posteggi durante le fiere. La nuova legge punta, quindi, a un efficace contrasto all´abusivismo commerciale, particolarmente significativo soprattutto nei mercati delle aree più densamente urbanizzate, mentre vengono disincentivate le iniziative che possano danneggiare il settore e comportare effetti distorsivi della concorrenza: per esempio, attraverso l´obbligo per l´operatore di dotarsi di una carta di esercizio nominativa che riporti tutti i dati identificativi e i titoli autorizzatori necessari per lo svolgimento dell´attività, per facilitare i controlli da parte del personale preposto. - Il provvedimento punta, inoltre, a incrementare la professionalità degli operatori, in particolare di quelli di recente ingresso sul mercato, attraverso l´introduzione di un meccanismo che introduce, facoltativamente, anche per il settore non alimentare, la possibilità di considerare come premialità nell´assegnazione dei posteggi la frequenza a corsi e attività di formazione specifiche. - Tra le innovazioni organizzative e gestionali è prevista la facoltà, per i Comuni, di destinare ulteriori posteggi ai cosiddetti "battitori", cioè a quegli operatori che danno dimostrazioni pratiche sulle caratteristiche e sulle prestazioni delle proprie merci, secondo richieste espresse da questa categoria professionale. - Infine viene data ai Comuni la possibilità, in collaborazione con la Regione, di qualificare e valorizzare i mercati di valenza storica o di particolare pregio (culturale, urbanistico, merceologico, sociale e architettonico); quest´ultimo obiettivo sarà reso possibile attraverso l´approvazione di un apposito provvedimento adottato dalla Giunta, previo parere della commissione consigliare competente. . |
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AGGIORNAMENTO EVENTI FAST |
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Milano, 19 marzo 2008 - Segnaliamo che il seminario “Le tecnologie dell’idrogeno alla prova dei primi mercati” organizzato con la collaborazione di H2it è spostato da venerdì 28 marzo a lunedì 7 aprile ore 14. Parte mercoledì 26 marzo la 4a edizione del corso “Certificazione energetica degli edifici” per l’accreditamento di soggetti certificatori della regione Lombardia; ancora pochi posti disponibili! Il 14 aprile comincia la 3a edizione del corso con voucher formativo della regione Lombardia “Efficienza energetica degli edifici”. Scade il 31 marzo la possibilità di beneficiare della quota ridotta per iscriversi alla 23a edizione del corso “Impianti biologici di depurazione” del 12-16 maggio. Il 30 aprile è il termine per iscriversi con quota ridotta ai due seminari: “Risparmio energetico, audit e bioclimatica” del 26-27-28 maggio e 4-5 giugno; “ Il rischio della legionellosi. Misure di controllo e prevenzione”, Terme di Bormio, 11-12-13 giugno. Le principali fiere e/o mostre-convegni internazionali con il patrocinio e/o la partecipazione della Fast sono: Solarexpo, dal 15 al 17 maggio a Verona; Bias, dal 27 al 30 maggio a Milano; Macforpack, il 5 e 6 giugno a Bologna; Wcc 2008, dal 7 al 10 settembre a Milano; Crea, dal 21 al 23 ottobre a Verona; 22nd Ipma, dal 9 all’11 novembre a Roma. Per insegnanti e studenti Scade il 1 aprile il “2° concorso europeo di fotografie scientifiche”. Si svolge l’11 aprile ‘Questa è scienza’, il convegno gratuito della Fondazione Cariplo. E’ l’energia solare il tema della “4a giornata europea della scienza per i giovani” del 24 aprile in tutta Europa. Infine preghiamo di mettere in agenda (il programma è in preparazione) le date del 21 e 22 aprile per visitare la rassegna e partecipare alla premiazione dei progetti finalisti dell’iniziativa ‘I giovani e le scienze’, selezione nazionale per il 20° concorso dell’Ue dei giovani scienziati e per altri eventi internazionali. Tutte le iniziative Fast con gli aggiornamenti sono sul sito http://www. Fast. Mi. It. . |
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KASSLATTER MUR SULLA FESTA DEL PAPÀ |
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Bolzano, 19 marzo 2008 - Come conciliare lavoro e famiglia, la questione investe sempre più da vicino anche gli uomini e rappresenta quindi uno dei grandi compiti sociopolitici del futuro: è quanto afferma l´assessora provinciale alla Famiglia Sabina Kasslatter Mur in occasione della Festa del papà, che ricorre domani (19 marzo). "Esiste una nuova generazione di padri attivi, che oltre al lavoro e a garantire le entrate finanziarie alla famiglia si impegna anche a trovare più tempo da trascorrere con i figli", sottolinea Kasslatter Mur. Diventa quindi importante che il desiderio di occupazione e quello di tempo libero per la famiglia non si escludano a vicenda. "Secondo uno studio Astat il 60% degli uomini vorrebbe avere più tempo per la famiglia, un risultato significativo che merita il nostro sostegno", aggiunge l´assessora. In tal senso la Giunta provinciale in questa legislatura ha varato un pacchetto di misure che facilitano i genitori nel conciliare il lavoro con le esigenze della famiglia, tra cui il servizio di consulenza gratuito istituito alla Camera di commercio. In occasione del 19 marzo Kasslatter Mur ricorda inoltre che il congedo parentale dopo la nascita di un figlio può essere utilizzato anche dal padre e non solo dalla mamma. "È uno strumento prezioso per calarsi nella nuova situazione di genitori e per costruire un rapporto ancora più intenso. È un fase ricca di insegnamenti e molto più duratura di molti corsi di management", conclude l´assessora provinciale. . |
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PARI OPPORTUNITÀ, "VITE IN CENERE" AL TRIANON |
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Napoli, 19 marzo 2008 - Gli studenti dell´istituto ´E. Corbino´ di Contursi Terme, in provincia di Salerno, hanno messo in scenail 17 marzo , al teatro Trianon Viviani di Napoli, la rappresentazione del dramma "Vite in cenere". Lo spettacolo, promosso dall´assessorato alle Pari Opportunità della Regione Campania, è dedicato alla memoria di tutte le donne che hanno perso la vita sui posti di lavoro. Al termine della manifestazione si è svolto un incontro con i ragazzi presenti in sala, cui ha preso parte l´assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità della Regione Campania. "Le donne - ha detto l´assessore - purtroppo sono ancora un soggetto debole della società. E´ bene che nei prossimi due anni si apra, anche con il contributo dei docenti, una grande stagione di discussione sul tema dei diritti e della legalità. Bisogna creare una rete sociale di cittadini che conoscano i propri diritti e sappiano rispettare e farsi rispettare". L´assessore ha anche dato la disponibilità a rendere itinerante lo spettacolo nelle scuole della Campania. . |
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CORSO DI “TATA FAMILIARE”: LE ISCRIZIONI APRONO IL 19 MARZO |
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Aosta, 19 marzo 2008 – L’assessorato della Sanità, Salute e Politiche sociali informa che sono aperte le iscrizioni al corso di “Tata Familiare”. Le persone interessate possono presentare la domanda di candidatura alla selezione presso gli uffici del Servizio anziani e prima infanzia dell’Assessorato della Sanità, Salute e Politiche sociali, in località Grande Charrière 40, a Saint-christophe, a partire da dopodomani mercoledì 19 marzo e fino a mercoledì 2 aprile prossimo, orario 9-12, dal lunedì al venerdì. Il bando relativo al corso è disponibile sul sito: http://www. Regione. Vda. It/servsociali oppure presso gli uffici sopraccitati. Per ulteriori informazioni contattare i seguenti numeri: 016552. 7152-7012-7009. . |
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RISPARMIO ENERGETICO: PRESENTATI RISULTATI PROGETTO SU EDIFICI PUBBLICI DEI SEI MAGGIORI COMUNI UMBRI |
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Perugia, 19 marzo 2008 – È “sicuramente poco efficiente” dal punto di vista energetico lo stato attuale degli edifici pubblici dei sei principali Comuni umbri (Perugia, Terni, Foligno, Spoleto, Città di Castello, Orvieto). Un risultato che “non stupisce, visto che si tratta di edifici storici o costruiti in tempi in cui non si riteneva prioritario l’aspetto energetico e non esistevano, come previsto ora dalla normativa che ha introdotto la certificazione ambientale per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni, parametri prestazionali da valutare e rispettare”. Sono, in sintesi, le conclusioni alle quali è giunto il progetto “Regione Umbria e sue municipalità per l’efficienza e il risparmio energetico in pubblici edifici”, che il 17 marzo sono state presentate ed analizzate nel corso di un convegno a Perugia, al quale hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni coinvolte e i tecnici dell’Agenzia per l’energia e l’ambiente della Provincia di Perugia, coordinatore esecutivo del progetto, e dell’Agenzia provinciale per lo sviluppo dell’energia e la salvaguardia dell’ambiente di Terni. Il progetto è stato promosso nel 2006 dalla Regione Umbria, assistita dalle due Agenzie provinciali per l’Ambiente, e cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente, con l’obiettivo di ottimizzare l’utilizzo delle fonti energetiche disponibili e contenere la dispersione energetica negli edifici pubblici. Un progetto pilota che ha valso alla Regione il diploma di partner della campagna “Energia sostenibile in Europa”, nell’ambito della cooperazione tra Commissione Europea e ministero dell’Ambiente. Sono state tre, è stato ricordato, le fasi in cui si è articolato. La prima fase è consistita in un censimento del patrimonio di proprietà pubblica, allo scopo di valutarne le condizioni e individuarne pregi e difetti relativamente ai consumi energetici. Lo studio ha interessato circa 500 edifici (350 nei quattro Comuni in provincia di Perugia e 135 tra Terni e Orvieto), incentrandosi su asili nido, scuole materne, elementari e medie (complessivamente il 60 per cento degli immobili censiti), palestre scolastiche, impianti sportivi, Cva, uffici comunali, biblioteche, musei e mostre. Le informazioni sono state raccolte in una banca dati, una per provincia, in modo da fornire a Comuni e Regione uno strumento di valutazione del patrimonio edilizio e un’analisi conoscitiva dei consumi elettrici e termici. Di pari passo con il censimento, sui 500 edifici sono state effettuate valutazioni sul risparmio attuabile. Sono stati anche individuati interventi di recupero, includendo l’analisi su costi e benefici, su un 15 per cento delle strutture individuate valutando le diverse categorie di utilizzo, le situazioni più urgenti e gravose dal punto di vista energetico e il più alto potenziale di risparmio energetico. La terza fase dell’azione di risparmio sul patrimonio pubblico ha portato ad elaborare progetti preliminari per dieci edifici, volti a ottenere un contenimento della bolletta energetica e una riduzione dei gas serra emessi in atmosfera, aumentando contemporaneamente il comfort termico, acustico e visivo negli edifici. “È una prima risposta – ha sottolineato Cesare Migliozzi, presidente dell’Agenzia per l’energia e l’ambiente della Provincia di Perugia - all’esigenza di contribuire all’efficienza e al risparmio energetico, in adesione alla campagna ‘Energia sostenibile in Europa’ lanciata dalla Commissione Europea, le cui finalità si possono sintetizzare con lo slogan ‘fare di più con meno’. D’intesa con la Regione, in collaborazione tra le due Agenzie provinciali per l’Ambiente, sono state individuati interventi possibili per ognuna delle sei municipalità coinvolte. Un esempio da estendere anche agli altri Comuni umbri – ha concluso – per la salvaguardia dell’ambiente e la riduzione dei consumi di energia”. “Questo progetto – ha sottolineato il rappresentante dell’assessorato regionale all’Energia – testimonia la volontà delle istituzioni umbre di collaborare e impegnarsi su un tema di estrema rilevanza quale quello dell’efficienza e del risparmio energetico. È la strada giusta per intervenire, resa possibile da un quadro normativo nuovo, sia nazionale che regionale. La legge Finanziaria, innanzitutto, ha introdotto strumenti efficaci per la riqualificazione energetica. All’efficienza energetica e allo sviluppo delle fonti rinnovabili – ha aggiunto – la Regione Umbria, nella nuova programmazione dei fondi comunitari, ha destinato uno degli assi del Programma Operativo Regionale 2007/2013, con risorse per circa 60 milioni di euro nel settennio. Si sta inoltre lavorando all’adeguamento del Piano energetico regionale, alla luce delle indicazioni contenute nella Finanziaria. Strumenti e risorse da utilizzare in tutti i territori per affrontare i problemi della regione e contribuire all’obiettivo del risparmio energetico e dello sviluppo delle fonti rinnovabili”. “Il progetto della Regione Umbria – ha detto Antonio Lumicisi, coordinatore della campagna italiana ‘Energia sostenibile in Europa’ – rappresenta un esempio concreto di come operare per la sostenibilità ambientale. Ci sono le condizioni per farlo – ha aggiunto – ed è uno degli obiettivi che devono prefissarsi tutti i Comuni, indicato dal ‘Patto dei sindaci’ appena lanciato dalla Commissione Europea e che ora partirà anche a livello nazionale. Regioni, Comuni, Agenzie per l’energia sono chiamati a elaborare un piano d’azione per raggiungere in tutte le città, entro il 2020, le quote del ’20-20-20’, ossia la riduzione del 20 per cento delle emissioni di Co2 , il 20 per cento nell’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica e l’aumento del 20% dell’efficienza energetica”. Del ruolo chiave delle istituzioni ha parlato il presidente dell’Anci (Associazione nazionale dei Comuni) Umbria. “Nella nostra regione – ha detto – è d’obbligo individuare interventi per l’ottimizzazione energetica del patrimonio esistente, in gran parte edifici storici. È indispensabile che siano coinvolte anche le piccole municipalità e occorre uno sforzo affinché il recupero dei beni comuni, tra cui appunto l’energia, sia inserito in un quadro di programmazione nazionale”. L’importanza di estendere questo progetto sperimentale a tutti i 92 Comuni umbri è stata condivisa dal rappresentante dell’assessorato regionale all’Ambiente. “È necessario uno sforzo straordinario da parte di tutti – ha detto per conseguire gli obiettivi fissati a livello europeo, il cui raggiungimento rappresenta non più un’opzione, ma un obbligo per le Regioni, chiamate ad assumersene direttamente la responsabilità. Sono a disposizione incentivi consistenti per incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili – ha proseguito – e sussistono le condizioni per colmare i ritardi esistenti a livello nazionale rispetto ad altri Paesi. La Regione Umbria sta lavorando a un disegno di legge sulla ‘sostenibilità ambientale degli interventi urbanistici ed edilizi’, vincolante per gli edifici pubblici, compreso il patrimonio delle Agenzie di edilizia residenziale. Un ulteriore contributo – ha concluso - per un tema centrale quale quello della riduzione dei consumi energetici e della salvaguardia ambientale”. . |
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CASA, SCOTTI: NESSUN RISCHIO SFRATTO PER FAMIGLIE CONSIGLIO APPROVA COLLEGATO ORDINAMENTALE A LARGA MAGGIORANZA NOVITA´ PER ASSEGNAZIONI ALLOGGI, ABUSIVI E AUMENTO DEI CANONI |
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Milano, 19 marzo 2008 - Nessun rischio di sfratto per le famiglie che vivono a Milano in alloggi di edilizia residenziale pubblica che hanno un reddito Isee superiore a 28. 000 euro o che hanno un patrimonio mobiliare e immobiliare superiore ai limiti del regolamento (a causa ad esempio della liquidazione o del possesso di modeste proprietà immobiliari). Lo ha confermato oggi l´assessore regionale alla Casa e Opere Pubbliche, Mario Scotti, in sede di approvazione del collegato ordinamentale da parte del Consiglio regionale lombardo. "Il pericolo di sfratto - ha spiegato Scotti - a dire il vero non c´è mai stato, infatti abbiamo sempre detto che chi entra nell´area della decadenza avrà un contratto biennale rinnovabile e una maggiorazione del canone". "Con la modifica di oggi - ha aggiunto - prevediamo che tutti gli Enti proprietari (Aler e Comuni) avranno un periodo di due anni per valutare la reale situazione di queste famiglie". Resta ovviamente inalterata la decisione già presa per gli inquilini considerati decadenti per cause riconducibili alla condotta come ad esempio la cessione dell´alloggio, l´uso illecito dell´immobile o danni arrecati all´immobile. Questi sono dichiarati immediatamente decaduti e dovranno lasciare subito l´alloggio. Si tratta dunque di un provvedimento importante e che prevede altre novità non di poco conto. Anzitutto, i nuclei che appartengono all´area dell´accesso (reddito Isee da 9. 001 a 14. 000 euro) e che hanno un aumento del canone pari o superiore a 100 euro al mese e quelli che appartengono all´area della decadenza (Isee da 14. 001 a 28. 000 euro) e che hanno invece un aumento pari o superiore a 150 euro, potranno diluirlo non in tre anni, come prevede fino ad oggi la legge, ma in un periodo superiore deciso dai gestori. Ancora, il testo approvato conferma il divieto di presentare domanda per alloggi di edilizia residenziale pubblica per coloro che hanno occupato abusivamente negli ultimi 5 anni. Novità importanti anche per quanto riguarda l´assegnazione degli alloggi liberi. Se infatti i Comuni non saranno in grado di assegnare entro 30 giorni gli alloggi liberi, lo potranno fare le Aler per quanto riguarda il patrimonio di loro proprietà. Se invece la proprietà è del Comune, sarà la Regione a nominare un commissario per assegnare gli appartamenti vuoti. Da ultimo, il testo approvato dal Consiglio regionale a larga maggioranza prevede la possibilità per Comuni e Aler, all´interno di programmi approvati dalla Regione, di riservare quote consistenti di alloggi per categorie speciali quali ad esempio giovani coppie, anziani e forze dell´ordine così da realizzare quel mix sociale che è sinonimo di riqualificazione abitativa. "Un testo fondamentale - ha concluso Scotti - quello approvato dall´aula che introduce modalità nuove per assicurare certezza e semplificazione nelle procedure relative all´assegnazione e gestione degli alloggi". . |
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NUOVE LINEE GUIDA PER LA COSTRUZIONE DELLE CASE DI RIPOSO |
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Bolzano, 19 marzo 2008 - Le nuove linee guida per la costruzione e gli interventi di ampliamento e ristrutturazione delle case di riposo: questo l´argomento al centro dell´incontro svoltosi oggi (martedì 18 marzo) presso l´Assessorato ai lavori pubblici. "Puntiamo a creare strutture più a misura di anziano e più adeguate al lavoro degli assistenti", ha commentato Florian Mussner. Grazie alle nuove linee guida, che ad aprile dovranno passare al vaglio del comitato tecnico provinciale e del Consorzio dei comuni, prima di essere definitivamente portate in giunta, le case di riposo per anziani dovranno rispondere a nuovi requisiti. Al centro viene messa la cura del paziente, che dovrà trovare un ambiente il più possibile simile a quello della propria casa. "Rimane però fondamentale - ha spiegato l´assessore ai lavori pubblici Florian Mussner - fare in modo che infermieri e assistenti possano contare su strutture moderne e tecnologicamente avanzate. Il tutto senza tralasciare l´aspetto economico, e cercando dunque le soluzioni migliori anche dall punto di vista del budget: per fare ciò sono previste numerose visite presso strutture all´avanguardia presenti sia sul territorio italiano che all´estero". Le linee guida si pongono come strumento utile soprattutto per costruttori e progettisti, visto che stabiliscono tutti i paletti da seguire per quanto riguarda programmazione, standard di qualità, nonchè parametri di grandezza e di prezzo. "Il nostro obiettivo è quello di creare strutture che si avvicinino il più possibile alle esigenze sia degli anziani che dei loro assistenti. Contiamo che la giunta provinciale si pronunci già entro il mese di luglio sul provvedimento, che potrebbe quindi entrare in vigore in autunno". . |
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