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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 11 Novembre 2009 |
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Politica |
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IL PARLAMENTO EUROPEO CELEBRA I VENTI ANNI DELLA CADUTA DELLA CORTINA DI FERRO |
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Bruxelles, 11 novembre 2009 - Václav Havel assisterà alla seduta solenne del Parlamento europeo per celebrare con i deputati il 20° anniversario del cambiamento democratico in Europa centrale e orientale. Anche 89 giovani, nati nel novembre 1989, l´anno della caduta del muro di Berlino, verranno a Bruxelles per festeggiare l´anniversario di una nuova Europa che è anche la loro. Il 9 novembre 1989 è caduto il muro della vergogna che divideva l´Europa. Il Parlamento europeo celebrerà questo evento, divenuto simbolo dell´unificazione e della libertà, senza dimenticare una lunga serie di episodi tragici avvenuti non solo in Germania, ma anche in Cecoslovacchia, in Ungheria, in Romania o nei paesi baltici, che hanno cambiato i connotati dell´Europa. Il Presidente Buzek, al riguardo, ha affermato: "L´europa ha avuto bisogno di decenni per riprendersi dalla seconda guerra mondiale. E´ stata divisa per quasi 50 anni. A Ovest, i paesi si sono trovati dalla stessa parte, costruendo un futuro comune, nonostante avessero vissuto la guerra in maniera diversa". Ha anche aggiunto: "In una certa maniera, io rappresento i Paesi che stavano dall´altra parte. Questo è quello che provo, questa è una delle ragioni per cui sono stato votato e quello che sento dire dagli altri. Ma rappresento anche l´intera Unione europea, e questo significa che siamo tutti uguali e ugualmente responsabili per l´Ue. Sono cosciente dell´enorme responsabilità che ho su di me. Scriveremo assieme la storia dell´Europa". Mercoledì 11 novembre, Václav Havel, ex Presidente cecoslovacco, e Jerzy Buzek, già Primo ministro polacco, entrambi attori importanti dei cambiamenti democratici di venti anni fa, parteciperanno a una seduta solenne del Parlamento europeo, a Bruxelles. Questa cerimonia sarà preceduta da un dibattito tra il Presidente e 89 giovani, nati nel novembre 1989, provenienti dai 27 Stati membri dell´Ue. Il tema della discussione sarà: "Cosa significa per me l´Europa?". Il Presidente inaugurerà inoltre una mostra fotografica sugli eventi storici di quel periodo di cambiamento in Europa. Programma delle celebrazioni: 10:00 - 11:30 : "Cosa significa per me l´Europa?". Dibattito tra i Presidenti e i vicepresidenti del Parlamento europeo con 89 giovani nati nel novembre 1989 provenienti da tutta l´Ue (A5g-3 // Sala s´ascolto A5g-2). 14:30 : Inaugurazione della mostra fotografica: "1989-2009: Europa, tutta e libera" da parte del Presidente Buzek, in presenza dell´ex Presidente cecoslovacco Václav Havel (Passerella Karamanlis). 15:00 - 16:00 : Seduta solenne in Aula Introduzione del Presidente Buzek; Proiezione di un breve filmato sugli eventi dell´epoca (prodotto dal servizio audiovisivo del Pe); Discorso di Václav Havel; Ringraziamenti del Presidente Buzek; Inno europeo. . |
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UE: IL GOVERNO AFGANO DEVE RECUPERARE LA FIDUCIA DEI CITTADINI |
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Bruxelles, 11 novembre 2009 - "La gente non ha nessuna fiducia nel governo", racconta Thijs Berman, il deputato a capo della delegazione parlamentare che avrebbe dovuto osservare il secondo turno delle elezioni presidenziali in Afghanistan. Di ritorno dalla missione, nelle sue parole si coglie un misto di preoccupazione e amarezza. "La principale sfida per il governo sarà recuperare la fiducia dei cittadini" - spiega Thijs Berman, il socialdemocratico olandese che guida la delegazione del Parlamento per le relazioni con l´Afghanistan. "Anni e anni di promesse non mantenute, di corruzione, e poi le elezioni platealmente truccate, non aiutano. La gente sente che è la comunità internazionale a comandare sul Paese, e che il governo è corrotto. Non si sentono rispettati". Berman è appena tornato dalla missione che avrebbe dovuto osservare il secondo turno delle elezioni presidenziali, che non ha avuto luogo a causa della rinuncia del candidato Abdullah Abdullah. Il rivale di Hamid Karzai, infatti, ha ritenuto inutile andare alle urne perché comunque il voto non sarebbe avvenuto correttamente. "Non servono più militari, ma un governo credibile" "Solo un governo credibile può ridare stabilità al Paese e assumersi le responsabilità che per ora sono in mano agli stranieri. La comunità internazionale è stata ipocrita, ha chiuso gli occhi sulla corruzione e sulla droga. Tutto è stato accettato in nome della lotta al terrorismo. Ma il terrorismo non si combatte con gli eserciti, e non servono più truppe in Afghanistan. Serve un governo credibile. Un governo corrotto non fa che alimentare la resistenza violenta. " Il deputato spera di rafforzare i legami fra il Parlamento europeo e quello afgano. La delegazione tornerà nel Paese in aprile del 2010. "Concentriamoci sulle priorità" Anche il presidente Buzek è intervenuto a seguito della ri-elezione di Karzai, apprezzando l´intenzione di costruire un governo inclusivo: "è necessario riflettere le diversità politiche e regionali del Paese e consolidare la riconciliazione". L´ue, secondo Buzek, dovrebbe concentrare i suoi sforzi sui punti essenziali, come la costituzione d´istituzioni efficaci e affidabili, il rispetto dei diritti umani e la lotta alla droga e alla corruzione. . . . |
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VUK JEREMIć: "LA SERBIA SARÀ UN´ANCORA DI STABILITÀ PER L´EUROPA" |
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Bruxelles, 11 novembre 2009 - "Speriamo di introdurre la nostra richiesta formale di adesione all´Ue entro la fine dell´anno", annuncia in questa intervista esclusiva il ministro degli Esteri serbo Vuk Jeremić, che ha visitato il Parlamento il 5 novembre. Tenere i negoziati d´adesione all´Ue e la questione Kosovo separate, e offrire un futuro europeo alle future generazioni di serbi: queste le priorità del Paese più grande Paese dei Balcani. Ministro, quando pensa che la Serbia potrà entrare nell´Ue? Molto difficile da predire, ma credo fra 5-7 anni. Siamo in una fase in cui l´accesso dei Balcani diventa imminente, ma allo stesso tempo serve il consenso di tutti gli Stati membri Ue, per cui mi sembra un tempo realistico. Quello che è certo, è che la Serbia deve fare quello che può per entrare il prima possibile. Quando presenterete ufficialmente la candidatura? Abbiamo intenzione di farlo entro la fine dell´anno. Il nostro dibattito interno si è concluso. Le elezioni presidenziali e parlamentari dell´anno scorso hanno rappresentato una sorta di referendum sull´Europa, e abbiamo ottenuto due volte un ´Si´. L´opinione pubblica serba non è sempre stata favorevole all´Ue. A che punto siamo ora? Fra la fine dell´anno scorso e l´inizio di quest´anno il favore all´adesione all´Ue ha raggiunto il suo picco, circa l´85%. Ora siamo sul 70%. La gente ha cambiato idea sull´Ue, da quando molti Paesi europei hanno riconosciuto l´indipendenza del Kosovo? E´ certamente una cosa che non aiuta, che non è positiva. Ma siamo riusciti a separare la questione Kosovo nei nostri rapporti con i Paesi Ue. Stiamo mantenendo una stretta distinzione fra il processo di integrazione nell´Ue e la discussione sul futuro statuto del Kosovo. Questa è la linea ufficiale della Serbia e anche dell´Ue, ed è molto importante continuare così. Che contributo può dare la Serbia all´Ue? Il più grande contributo è la pace e la stabilità nella regione. E poi l´apporto culturale, la nostra storia, la nostra eredità e il nostro patrimonio contribuiranno all´unità nella diversità europea. E´ molto difficile immaginarsi un´Europa stabile e prospera con un buco nero in mezzo. Sono ottimista, credo che tutti i Balcani occidentali entreranno a far parte dell´Ue nei prossimi dieci anni. Quando pensa la Serbia come membro dell´Ue, la immagina più come un´ancora di stabilità nella regione o come un ponte con la Russia? La Serbia è certamente un´ancora di pace e stabilità nei Balcani, quando si guarda la cartina della regione è chiaro dove bisogna buttare l´ancora. Ma anche la relazione con la Russia è importante, è un fatto che risale a secoli fa. Abbiamo lo stesso alfabeto, la stessa eredità culturale. Siamo stati alleati nei conflitti mondiali, e oggi la Russia ci appoggia nel nostro sforzo di difendere la sovranità e il territorio serbo. La Russia sostiene anche il nostro desiderio di adesione all´Ue. E´ e rimarrà per sempre amica della Serbia. E credo che quando entreremo nell´Ue, potremo contribuire al dialogo fra Europa e Russia. Mancano solo poche settimane, e i cittadini serbi potranno entrare nell´Ue senza visto. Che vantaggi porterà l´apertura delle frontiere? Sarà un gran sollievo. Quando facevamo parte della ex-Yougoslavia, non esisteva alcuna restrizione, potevamo viaggiare liberi in tutte le direzioni. Quindi ora questa decisione è una liberazione, per la gente vuole dire "siamo di nuovo normali". Ed è importante soprattutto per i giovani. Loro sono cresciuti in un´atmosfera di isolamento e non hanno mai visto l´Europa. Ora diciamo loro che essere membri dell´Ue è una cosa magnifica, ma sono loro che devono viaggiare, conoscere, e farsi un´idea. Oggi ha incontrato il presidente Jerzy Buzek. Che cosa può fare il Parlamento per aiutare la Serbia a entrare nell´Ue? Il Parlamento avrà un ruolo sempre più importante con il Trattato di Lisbona. Vogliamo lavorare fianco a fianco con voi, ci aspettano molte cose interessanti! . |
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L’INFLUENZA DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA SULLE LINGUE SLAVE TENDENZE NEL SETTORE DELLA TRADUZIONE E DELLA COMUNICAZIONE MULTILINGUE” – CONFERENZA IL 2 DICEMBRE 2009 A BRATISLAVA |
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Bruxelles, 11 novembre 2009 - Il 2 dicembre 2009 avrà luogo a Bratislava una conferenza internazionale sulle lingue slave organizzata dalla Direzione Generale Traduzione della Commissione europea (Dgt) e dalla Rappresentanza della Commissione europea in Slovacchia. La conferenza, intitolata “L’influenza dell’integrazione europea sulle lingue slave. Tendenze nel settore della traduzione e della comunicazione multilingue”, esaminerà quale influsso il gergo dell’Ue abbia sulle lingue slave e si soffermerà sugli sviluppi nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic). Tra i relatori vi saranno eminenti professori universitari e specialisti del settore linguistico provenienti da Bulgaria, Repubblica ceca, Polonia, Slovacchia e Slovenia, nonché esponenti della Commissione europea. La conferenza sarà aperta da Karl-johan Lönnroth, direttore generale della traduzione alla Commissione europea. La sessione del mattino, dedicata al tema “Le lingue slave e l’Unione europea”, analizzerà, tra l’altro, l’arricchimento dei sistemi lessicali delle lingue slave riconducibile al processo d’integrazione europea, le trappole che gli interpreti ed i traduttori devono affrontare a causa dei numerosi falsi amici tra le lingue slave, nonché l’evoluzione del cosiddetto “euroceco”. La sessione pomeridiana, dedicata al tema “Le lingue slave e le Tic”, si soffermerà sulle recenti ricerche nel settore della traduzione automatica per le lingue europee, sulle risorse digitali in un contesto multilingue e sulle Tic nell’istruzione universitaria. La conferenza sarà chiusa da Filip Majcen, direttore per i servizi linguistici trasversali presso la Dgt. Per maggiori informazioni rivolgersi alla Rappresentanza della Commissione europea in Slovacchia scrivendo all’indirizzo Dgt-bratislava@ec. Europa. Eu . |
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LA DISCRIMINAZIONE NON CALA IN EUROPA IL 16% DEI CITTADINI EUROPEI SOSTIENE DI ESSERNE VITTIMA |
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Bruxelles, 11 novembre 2009 - Secondo un nuovo sondaggio d’opinione pubblicato il 90 novembre dalla Commissione europea, 1 persona su 6 in Europa dichiara di essere stata vittima di discriminazioni durante l’anno scorso. Il 64% dei cittadini europei è inoltre preoccupato perché la recessione contribuirà a maggiori discriminazioni dovute all’età sul mercato del lavoro. Questi recenti risultati dell’Eurobarometro precedono il vertice europeo di quest’anno sull’uguaglianza (Stoccolma, 16 - 17 novembre p. V. ). “La discriminazione è un problema in tutta Europa; il modo in cui la gente lo percepisce è sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno" ha detto Vladimír Špidla, commissario per le pari opportunità. “Un aspetto preoccupante è la percezione che, a causa della recessione, la discriminazione dovuta all’età stia aumentando. ” E ha aggiunto: “Questi risultati dimostrano che nonostante innegabili progressi, c’è ancora parecchio da fare nel campo dell’educazione ai diritti sulla parità di trattamento, soprattutto a livello nazionale, e affinché parità non sia solo una parola vuota, ma una realtà”. La discriminazione come esperienza personale da parte dei dichiaranti non è sostanzialmente cambiata: anche nell’indagine effettuata l’anno scorso, l’età era la ragione più diffusa (6% dei dichiaranti). Complessivamente, nel 2009 il 16% dei cittadini europei riferisce di aver subito discriminazioni (di razza, religione, età, disabilità od orientamento sessuale): si tratta dello stesso livello del 2008. Si assiste però a un forte aumento della discriminazione percepita in base all’età e alla disabilità. Il 58% dei cittadini europei ritiene che nel proprio paese la discriminazione in base all’età sia molto estesa (rispetto al 42% nel 2008); il 53% denuncia la discriminazione dovuta a disabilità (rispetto al 45% nel 2008). Emerge anche una chiara correlazione con l’attuale situazione economica: il 64% degli interrogati prevede che la recessione dia luogo sul mercato di lavoro a una più pronunciata discriminazione a cause dell’età. Ciò è forse un riflesso dell’aumento della disoccupazione giovanile in molti paesi della Ue, in seguito alla recessione, oltre che della crescente consapevolezza di queste forme di discriminazione. In genere, 1 cittadino europeo su 3 si dichiara consapevole dei propri diritti se divenisse vittima di discriminazioni o molestie. Ma tale proporzione nasconde forti differenze tra i vari paesi. La consapevolezza è aumentata, dopo l’ultima indagine del 2008 nel Regno Unito (+8 punti), in Francia (+7), in Irlanda e Svezia (ciascuna, +6) ma è diminuita in Polonia (-12) e in Portogallo (-11). Accrescere la consapevolezza del pubblico è un processo a lunga scadenza che richiede sforzi comuni a livello europeo e nazionale anche da parte di attori importanti come gli organismi nazionali preposti alla parità. La Commissione europea si è impegnata in questo campo lanciando la campagna di informazione paneuropea “Per la diversità - Contro le discriminazioni”, finanziando, in seno al programma Progress, progetti nazionali di sensibilizzazione e, prima ancora, con il “2007: Anno europeo delle pari opportunità”. Rispetto alla necessità di denunciare casi di discriminazione, la maggior parte dei cittadini contatterebbe innanzitutto la polizia (55%), mentre il 35% contatterebbe il competente organismo a favore della parità e il 27% un sindacato. La fiducia nei diversi organismi che trattano questioni legate alle discriminazioni varia fortemente da un paese all’altro. È incoraggiante constatare che i dati ottenuti attraverso l’indagine faccia intravedere i meccanismi sociali capaci di risolvere la discriminazione. Dalla relazione emerge che l’attività sociale, l’istruzione e la sensibilizzazione contribuiscono a una più ampia accettazione delle diversità. Anche attività e politiche che affrontino questa problematica contribuiranno senza dubbio a limitare ulteriormente la discriminazione e a promuovere la diversità. Contesto Il 16-17 novembre 2009, la Presidenza svedese della Ue e la Commissione europea organizzano a Stoccolma il terzo vertice europeo a favore della parità (3rd Eu Equality Summit). Questa manifestazione che si tiene annualmente vuole che le questioni legate alla discriminazione e alla diversità assumano l’importanza che meritano nell’agenda degli impegni della Ue e dei governi nazionali, e che le conoscenze e le esperienze siano condivise al fine di sviluppare modi efficaci per neutralizzare ogni forma di discriminazione. Questo è la terza di una serie di indagini dell’Eurobarometro specialmente dedicate alla discriminazione in Europa e mira a sondare il modo in cui sono mutate la percezione e le opinioni negli ultimi anni. Quest’ultima indagine è stata effettuata tra il 29 maggio e il 15 giugno 2009, su un campione di 26 756 persone, intervistato in 30 paesi europei (27 Stati membri della Ue e i tre paesi candidati). Questa volta, sono state aggiunte nuove domande sull’impatto della recessione e sul livello percepito della discriminazione. L’indagine inoltre ha anche riguardato, per la prima volta, i 3 paesi candidati: Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia e Turchia. Le indagini precedenti erano state effettuate nel 2006 e nel 2008. . . |
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BOSNIA INCENTIVA RAPPORTI ECONOMICI CON LA RUSSIA |
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Trieste, 11 novembre 2009 - Il ministro degli Esteri della Bosnia-erzegovina, Sven Alkalaj, ha dichiarato che il Paese è pronto a cooperare con la Russia e ha invitato Mosca a sviluppare i rapporti economici con Sarajevo, afferma Ria Novosti. Nel corso di una visita ufficiale del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov a Sarajevo, il ministro bosniaco ha affermato che i due Paesi hanno relazioni stabili e buone, ma mancano contatti ad alto livello nella sfera economica. Sven Alkalaj ha affermato che finora sono stati firmati sette accordi in diversi ambiti e altri sette sono in preparazione, tra cui un accordo sulle comunicazioni relative ai trasporti aerei. . |
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LOMBARDIA: FORMIGONI E BOSCAGLI PER IL QUOZIENTE FAMILIARE E´ DIVENTATO IL CRITERIO GUIDA DELLE POLITICHE REGIONALI MA ORA E´ NECESSARIO CHE SI AFFERMI CHE A LIVELLO NAZIONALE |
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Milano, 11 novembre 2009 - Il quoziente familiare si è affermato come criterio guida delle politiche famigliari di Regione Lombardia per una più equa ripartizione dei tributi. Un obiettivo che il Governo regionale intende perseguire anche attraverso un dialogo costante con gli enti locali e i sindacati. E´ quanto è emerso ieri durante il convegno "Uno nessuno, Centomila. Figli: quale futuro?", organizzato dal Sindacato delle famiglie e dall´assessorato alla Famiglia e Solidarietà Sociale della Regione, al quale sono intervenuti il presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e l´assessore alla Famiglia Giulio Boscagli. "Da tempo - ha spiegato il presidente Formigoni - Regione Lombardia ha scelto, per l´erogazione dei propri servizi come ad esempio il buono scuola, di utilizzare un indice di misurazione del reddito che tenga conto delle caratteristiche della famiglia, cercando di premiare il più possibile la numerosità della stessa. Siamo la prima Regione italiana che attribuisce un significato importante alla presenza dei figli all´interno del nucleo famigliare anche per quanto riguarda il sostegno da attribuire alle famiglie titolari di contratto di affitto a libero mercato. Tale approccio è stato successivamente esteso ad altre misure di intervento, come il Fondo sostegno affitti e il sostegno ai mutui per l´acquisto delle prima casa". "Il federalismo fiscale - ha proseguito il presidente Formigoni - può essere una grande opportunità per sviluppare ulteriormente politiche più attente a favore della famiglia e per introdurre forme più decise di riconoscimento dei carichi familiari. Oggi una Regione, anche se volesse praticare una propria politica fiscale a favore della famiglia, non può prevedere detrazioni o deduzioni sulla propria addizionale Irpef: si arriva così all´assurda situazione per cui un single viene a pagare la stessa addizionale regionale di un padre di famiglia con diversi figli a carico". L´assessore Boscagli, ha ricordato che per Regione Lombardia sostenere la natalità vuol dire sostenere la famiglia: "Dieci anni fa Regione Lombardia ha dato vita alla legge Famiglia (23/99) che ha permesso il sorgere di oltre 600 associazioni famigliari, per rispondere alle esigenze più disparate: dal micronido all´assistenza agli anziani. Inoltre abbiamo realizzato un bando specifico per la tutela della maternità con uno stanziamento di 7 milioni di euro e un altro per la realizzazioni di nidi, che farà aumentare di 2. 000 gli oltre 52. 000 posti già presenti in Lombardia". "Per fronteggiare la situazione di crisi attuale - ha aggiunto Boscagli - abbiamo previsto l´introduzione del quoziente familiare nell´erogazione di alcuni servizi, quali il voucher conciliativo di 250 euro mensili, aggiunto alla dote lavoro per i cassintegrati". Il voucher consente la fruizione di servizi per la cura familiare (servizi prima infanzia, accompagnamento a scuola, dopo scuola/supporto allo studio). "Resta però - ha concluso l´assessore Boscagli - la necessità di introdurre a livello nazionale il quoziente famigliare: solamente intervenendo sulla leva fiscale si potrà aiutare veramente la famiglia in modo radicale". . |
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I CITTADINI SCELGONO IL MIGLIOR PROGETTO DI PARTECIPAZIONE TOSCANO DAL 12 AL 14 NOVEMBRE UN CONVEGNO INTERNAZIONALE A MONTAIONE ELETTI E ISTITUZIONI: LUKENSMEYER E BERNIER SPIEGHERANNO COME SI PARTECIPA NEGLI USA |
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Firenze, 11 novembre 2009 - Saranno venticinque cittadini di tutta la regione, estratti a sorte, a decidere quale sarà il miglior progetto partecipativo finanziato dalla Regione e promosso da scuole, Comuni, Province, Comunità montane, da un anno e mezzo a questa parte in Toscana, prima Regione nel 2007 ad approvare una legge per aiutare e sostenere la partecipazione dei cittadini alle decisioni delle istituzioni. Il premio, che sarà conteso tra i venti progetti in gara, è una delle iniziative de “Le giornate di Montaione”, convegno e seminario di tre giorni, promosso dalla Regione, che animerà il Comune fiorentino dal 12 al 14 novembre. «Abbiamo scelto una giuria di cittadini, che è uno strumento della democrazia deliberativa messo a punto negli Stati Uniti una trentina di anni fa – spiega l´assessore alle riforma istituzionali, Agostino Fragai –, e non una giu ria di esperti, per dimostrare sul campo come semplici cittadini, adeguatamente informati, preparati ed accompagnati possano esprimere un parere altrettanto esperto, basato su un´esperienza di tipo diffuso e sulle propria esperienza di vita, che è poi la premessa della stessa legge toscana sulla partecipazione». Il premio sarà consegnato sabato 14 novembre alle 12. Il Comune di Firenze parteciperà al premio con due progetti, due progetti anche per Arezzo e Forte dei Marmi. Ne presenteranno invece uno a testa Agliana, Bagno a Ripoli, Civitella Val di Chiana, la Comunità montana del Casentino, Grosseto, Cecina, Livorno, Montespertoli, Pistoia, Prato, Quarrata, Uzzano, Massa e Figline Valdarno. Venti progetti partecipativi che hanno a che fare con urbanistica e piano regolatore, recupero di quartieri degradati o ville non più utilizzate, ma anche i bilanci degli enti locali o gli studenti, promossi a volte dalle stesse scuole. Sempre la mattina del 14 novembre sarà premiato inoltre il miglior progetto partecipativo internazionale: per questa prima edizione è stato scelto un progetto del governo federale argentino sulle baraccapoli. Ma saranno davvero tanti gli esperti e studiosi da tutto il mondo che a Montaione, per tre giorni, racconteranno la loro esperienza di partecipazione. Un tema che appare sempre più come uno snodo fondamentale di fronte al quale non solo si interrogano e lavorano le amministrazioni e la società civile ma che coinvolge anche i soggetti economici, se è vero che la stessa Confindustria, in un suo documento del settembre scorso, ha individuato nella partecipazione – è ha indicato espressamente i casi della Regione Toscana e del Comune di Genova – un motore efficace per accelerare la realizzazione delle opere pubbliche. «Partecipare per decidere prima e meglio – sottolinea l´assessore Fragai -, partecipazione come a ntidoto alla crisi e al distacco dalla politica ma anche per favorire la trasparenza». Così a Montaione, il Comune che con il borgo di Castelfalfi primo in Italia ha sperimentato su un progetto urbanistico di governo del territorio il ´dibattito pubblico´ alla francese ed ha anticipato la stessa legge toscana sulla partecipazione, ci saranno il 12 novembre Carolyn J. Lukensmeyer e Roger Bernier, per raccontare l´esperienza negli Stati Uniti di Americaspeaks – un´organizzazione indipendente fondata nel 1995 che si propone di rafforzare la democrazia americana attraverso un più forte coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale pubblico - o cosa può insegnare il coinvolgimento dei cittadini stessi nelle politiche sanitarie di un´agenzia federale. Lo stesso giorno ci sarà spazio anche per i bilanci partecipativi nelle scuole della regione francese di Poitou-charentes. Il 13 novembre si parlerà invece, t ra i vari temi, del dibattito pubblico promosso a Genova per la realizzazione della gronda autostradale, dei bilanci partecipativi delle giurie di cittadini nate negli Stati Uniti sei lustri fa ma diffuse anche in Australia, e dei world cafè, gruppi di ascolto condiviso. . |
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FVG: TEST ANTIDROGA PER I CONSIGLIERI REGIONALI |
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Trieste, 11 novembre 2009 - "Un politico eletto dai cittadini a maggior ragione deve essere una persona al di sopra di ogni sospetto. Sottoporsi ai test anti droga, oltre a essere un dovere morale, dovrebbe essere regolamentato e reso obbligatorio". Ad affermarlo è il consigliere regionale del Pdl Roberto Novelli, che è stato il primo componente dell´Assemblea legislativa del Friuli Venezia Giulia a sottoporsi a Udine ai test anti droga (analisi urine e del capello). "Anche se non obbligatorio mi auguro - ha commentato Novelli - che presto altri colleghi del Consiglio regionale si sottopongano ai test perché non deve esserci il minimo sospetto da parte dei cittadini nei confronti dei propri eletti che quotidianamente gestiscono la cosa pubblica". "Sottoporsi al test, oltre a essere un dovere morale e di trasparenza, rappresenta un chiaro e forte segnale di lotta contro l´utilizzo di droghe. L´utilizzo, anche a fini personali, di droghe, anche leggere, vuol dire contribuire ad alimentare questo mercato che è contiguo alla criminalità organizzata. Ciò deve essere condannato di per sé e a maggior ragione se si ha la responsabilità di governare un territorio". "Sono convinto - precisa Novelli - che il test debba essere reso obbligatorio per tutti i politici. La fiducia nelle istituzioni deve essere totale. In questa direzione sarebbe opportuno che il Consiglio regionale del Fvg adottasse un regolamento in tal senso, dando così il buon esempio e garantendo ulteriormente i propri cittadini. Chi è stato eletto deve operare con pieno senso di responsabilità e lucidità". Anche il gruppo consiliare regionale dell´Udc ha depositato una mozione con la quale invita tutti i consiglieri regionali a sottoporsi al test antidroga. "Le tossicodipendenze costituiscono un grave problema sociale - affermano Edoardo Sasco, Maurizio Salvador, Giorgio Venier-romano e Alessandro Tesolat - che anche nella nostra regione colpisce sempre più le giovani generazioni. Una questione che necessita un´ampia mobilitazione anche di tipo educativo e culturale per prevenire e contenere il fenomeno. "In quest´ottica - secondo l´Udc - sarebbe opportuno che anche gli amministratori locali si sottoponessero agli appositi test dando un forte segnale per contrastare questa piaga sociale. Questa prova, inoltre, garantirebbe ai cittadini una maggiore trasparenza sul comportamento degli eletti". Da qui l´invito ai pubblici amministratori del Friuli Venezia Giulia, e in particolare ai consiglieri regionali, a sottoporsi al test antidroga (urine e capello), e ad attivarsi nelle forme e nei modi ritenuti più opportuni per promuovere e sostenere una incisiva campagna contro il consumo delle droghe. . |
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NASCE L´ANAGRAFE PUBBLICA DEGLI ELETTI |
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Roma, 11 novembre 2009 - La Provincia di Roma adotta l´anagrafe pubblica degli eletti, con cui a breve saranno disponibili on-line diverse informazioni sull´Amministrazione e sui consiglieri. La decisione, contenuta in una mozione proposta dal movimento dei Radicali italiani e approvata la scorsa settimana dal Consiglio provinciale, è stata presentata dal presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, dal presidente del Consiglio provinciale, Giuseppina Maturani, dal segretario nazionale dei Radicali italiani, Antonella Casu e da Massimiliano Iervolino, membro della direzione nazionale dei Radicali italiani. Il provvedimento impegna il presidente della Provincia, entro il 31 marzo del 2010, a rendere pubblici, oltre ai dati anagrafici, le cariche elettive ed istituzionali ricoperte a partire dal 1993 dal presidente e dai membri della Giunta. E anche l´indennità e i rimborsi percepiti a qualsiasi titolo dalla Provincia, la dichiarazione dei redditi e la situazione patrimoniale relative all´ anno precedente l´assunzione dell´incarico e agli anni in cui l´incarico è ricoperto, la dichiarazione da parte del presidente delle spese sostenute per la campagna elettorale e di eventuali contributi ricevuti e le spese per missioni istituzionali. Per quanto riguarda i consiglieri provinciali saranno resi noti anche l´importo per missioni istituzionali, gli atti presentati e il relativo iter e le presenze ai lavori del Consiglio. Sul portale della Provincia di Roma, inoltre, saranno pubblicate informazioni in merito al Piano esecutivo di gestione, l´elenco delle ditte ammesse alle procedure di gara semplificate, l´elenco degli immobili e la loro destinazione d´uso e altri atti quali interrogazioni, interpellanze, mozioni e ordini del giorno. ´´L´approvazione da parte del Consiglio provinciale della mozione che impegna la Giunta a istituire l’anagrafe - ha spiegato Maturani - dimostra la nostra volontà di rendere questo atto immediatamente esecutivo´´. . |
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BOLZANO, SOGLIA DEGLI APPALTI: PER IL VICEPRESIDENTE BERGER POSITIVA DISCUSSIONE AL SENATO |
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Bolzano, 11 novembre 2009 - Il vicepresidente della Provincia Hans Berger aveva portato la questione al tavolo della Conferenza delle Regioni, ora si muove anche il Senato: "È positivo che un possibile innalzamento della soglia degli appalti venga tematizzata anche al Senato, in quanto una simile misura rappresenta un passo importante per la nostra economia", sottolinea Berger. Come noto, la Giunta provinciale ha dovuto adeguare i propri criteri di assegnazione degli appalti alla normativa statale e di conseguenza ha abbassato la soglia prevista per il bando di gara formale. "La nostra proposta prevedeva una soglia minima per l´appalto pari a un milione di euro, come avviene in Germania o Austria", ricorda Berger. Invece la regolamentazione statale prevede una soglia abbassata a 500mila €, limite al quale la Provincia ha dovuto adeguarsi. Ora Berger accoglie con favore il fatto che il Senato e il Governo, a seguito di una interrogazione della senatrice Helga Thaler Außerhofer, siano chiamati ad occuparsi della questione. "Avevo sollevato il problema nella Conferenza delle Regioni - conclude Berger - e questo ulteriore passo amplia la discussione su un eventuale innalzamento della soglia minima, che potrebbe favorire, nei limit del possibile, il ricorso ad aziende locali e il rafforzamento dell´economia sul territorio. " . . |
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APPALTI, SIGLATO ACCORDO TRA REGIONE EMILIA ROMAGNA E PRESIDENZA CONSIGLIO DEI MINISTRI PER MONITORAGGIO INVESTIMENTI PUBBLICI. |
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Bologna, 11 novembre 2009 – «La collaborazione tra Regione e la Presidenza del Consiglio dei ministri per il monitoraggio degli appalti, conferma che la sinergia tra istituzioni è fondamentale, in un settore così sensibile, per assicurare legalità, concorrenza, maggior tutela e sicurezza del lavoro ed anche qualificazione della pubblica amministrazione e delle imprese». Lo ha sottolineato l’assessore alla Programmazione e sviluppo territoriale Gian Carlo Muzzarelli chiudendo i lavori del convegno ´Gli appalti in Emilia-romagna e il monitoriaggio degli investimenti pubblici´ svoltosi oggi a Bologna. Durante i lavori è stato anche siglato un Protocollo d’intesa tra la Regione Emilia-romagna e il Dipartimento della programmazione e coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri. L’accordo prevede la collaborazione alla progettazione e realizzazione di un sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici. Il sistema – che riguarda in particolare gli appalti di lavori pubblici, ma anche gli investimenti relativi a incentivi alle imprese, formazione e ricerca, poggerà su avanzate tecnologie informatiche – comporterà l’implementazione delle modalità di utilizzo del codice unico di progetto per il collegamento anche con il sistema informativo sulle operazioni do riscossione e pagamento degli enti pubblici. «Minor burocrazia – ha aggiunto l’assessore Muzzarelli - nella gestione degli investimenti pubblici e la gestione di gran parte delle procedure d’appalto attraverso la rete informatica potranno contribuire ad una più efficace azione della pubblica amministrazione ed anche consentire alle imprese, soprattutto in questo momento di crisi, di operare con maggior rapidità». Il sistema di monitoraggio consentirà di elaborare dati per settori di attività e per aree territoriali¸ ampliando l’efficienza e l’efficacia della spesa pubblica e garantendo un grado più alto di controllo. Per i lavori pubblici significa che le oltre 1100 stazioni appaltanti potranno avere un codice unico di progetto direttamente dal sistema informativo dell’Osservatorio dei contratti pubblici. . |
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VALLE D’AOSTA: IL GOVERNO HA INCONTRATO IL CELVA PER IL BILANCIO DI PREVISIONE 2010 - 2012 |
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Aosta, 11 novembre 2009 - Una delegazione del Governo regionale, composta dal Presidente Augusto Rollandin, dall’Assessore del bilancio, finanze e programmazione e da alcuni funzionari regionali, ha incontrato, nel pomeriggio di ieri, martedì 10 novembre, i sindaci riuniti nell’Assemblea del Consiglio Permanente degli Enti Locali, per presentare le linee generali del Bilancio di previsione della Regione Autonoma Valle d´Aosta 2010 – 2012. L’assessore Lavoyer ha introdotto i lavori sottolineando la snellezza del documento contabile, impostato su una rinnovata chiarezza e impostato per aree omogenee. «Le risorse messe in campo con questo bilancio – ha dichiarato Lavoyer - risentono dei vincoli posti dal patto di stabilità e anche quest’anno iscriveremo un avanzo di amministrazione ipotizzato in 160 milioni di euro. Il bilancio è solido, lo certifica l’esame di Rating presentato recentemente, e si caratterizza per una serie di provvedimenti tesi a contrastare la crisi economica. In questo senso, desidero rilevare la sinergia positiva che si è creata con i Comuni della Valle d’Aosta e sulla quale ci auguriamo di poter contare per gli interventi futuri. » Il Presidente della Regione Augusto Rollandin ha portato all’attenzione dell’Assemblea la questione dell’indebitamento, per il quale è stato posto un limite massimo. «In merito al patto di stabilità, preso atto che la Regione sta mediando con lo Stato e tra i Comuni stessi, gli investimenti indirizzati agli enti locali non subiranno per il 2010 particolari variazioni. Gli interventi significativi riguarderanno, con appositi capitoli, azioni sulle micro comunità per l’aspetto manutentivo, sulla sicurezza, tema di forte attualità, con sostegno a progetti di videosorveglianza, e su altri aspetti strategici. In particolare, cito il Piano casa, la cui delibera attuativa è in fase di completamento, e che ci auguriamo possa costituire un volano importante per il settore dell’edilizia. » Rispondendo poi ad una domanda sulle zone franche di montagna, il Presidente Rollandin ha aggiunto: «Stiamo lavorando a questa prospettiva, visto che non potevamo essere inseriti nel discorso delle zone franche urbane. Questo progetto non rientra più nello scenario di zona franca delineato dall’articolo 14 dello Statuto speciale, ma si definisce come l’individuazione di aree economicamente svantaggiate che potranno usufruire di regimi di defiscalizzazione per le imprese che decideranno di investire in quel territorio. » . |
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LOIERO AL X SUMMIT DEI NOBEL PER LA PACE PROPONE IL “MODELLO CALABRIA” PER ABBATTERE I MURI DELL’INTOLLERANZA |
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Reggio Calabria, 11 novembre 2009 - Il “modello Calabria” per l’accoglienza e contro l’intolleranza, trova attenzione al “X Summit dei Nobel per la Pace” sul tema “Abbattere i muri per costruire un mondo senza violenza” (con quattro declinazioni, disarmo, discriminazioni, povertà e omertà) che si è aperto ieri mattina a Berlino al “Municipio Rosso”, più noto come “Rotes Rathaus”. Ne ha parlato, con intensa passione, il presidente della Regione Agazio Loiero che ha raccontato le esperienze dell’accoglienza come opportunità di sviluppo, dell’integrazione dei rifugiati a Riace, a Caulonia e Stigliano, della comunità dei curdi a Badolato, del senso di ospitalità rintracciabile in ogni paese della Calabria che è stata a lungo terra d’emigrazione, dell’apprezzamento che la Regione ha ricevuto per la sua legge sull’accoglienza, indicata dal Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati come esempio da seguire per una normativa nazionale. “Voglio raccontare l’esperienza della mia Calabria – ha detto Loiero davanti ai Premi Nobel per la Pace e uomini delle istituzioni provenienti da tutto il mondo – una regione troppo spesso dipinta come fanalino di coda, capace invece di dare segnali di modernità e discontinuità rispetto al resto del Paese”. Tra i segnali positivi Loiero ha spiegato come sia esaltante l’esperienza di accoglienza che è stata fatta in questi anni durante i quali le coste calabresi sono state interessate da flussi migratori provenienti dall’Africa e dall’Asia. “La Calabria – ha ricordato Loiero - è situata nel sud più estremo dell’Europa ed è, per tale motivo, terra di approdo di tanti uomini e donne che fuggono da guerre e miseria e da noi cercano protezione: i rifugiati. Noi stiamo sperimentando l’accoglienza non solo come dovere etico e giuridico, imposto dalla nostra Costituzione, ma anche come opportunità per lo sviluppo locale. Stiamo sperimentando l’integrazione “dolce”, non forzata, ma calibrata sulle esigenze del territorio, come alternativa al binomio immigrazione-illegalità, immigrazione-respingimento. Una scelta in controtendenza in questa Italia che si chiude, che alza nuovi muri”. Loiero è intervenuto dopo i saluti del sindaco di Berlino Klaus Wowereit, del Presidente del Summit dei Nobel per la pace Mikhail Gorbachev, di Walter Veltroni, co-presidente del Summit, di José Manuel Barroso presidente della Commissione Europea. Loiero, si è soffermato sul “modello Calabria” per abbattere i muri dell’intolleranza. “Perché abbatterli? Perché abbiamo il dovere – ha spiegato Loiero – di difendere il valore essenziale della dignità umana, perché ciascuno di noi può trovarsi dall’altra parte, perché non farlo vuol dire restare indietro: il mondo è già insieme, sono le politiche che vanno in senso contrario”. Questa “piccola storia di una regione marginale”, una regione che per vari motivi - storici geografici, culturali - ha scelto di considerare l’immigrato come una risorsa e non come un costo sociale, ha strappato un applauso scrosciante dei presenti nel grande salone del Municipio Rosso di Berlino. “Io spero – ha concluso il presidente Loiero – che il modello Calabria possa essere esportato anche altrove, che possa diventare “contagioso”. Quello che mi fa davvero onore è che qui in Germania si sono accorti delle potenzialità di questo modello. Se n’è accorto il grande regista Wim Wenders che ha scelto di raccontare al mondo la nostra storia. Lo scorso settembre ‘il maestro’ è venuto in Calabria a girare un corto sull’accoglienza, dal titolo ‘Il volo’, interamente in 3D, che uscirà prima di Natale nelle sale di tutto il mondo. La regione Calabria è diventata coproduttrice del film”. E infine Loiero ha annunciato che in un’altra sessione del Summit, domani, sarà presente lo stesso Wenders, il quale racconterà proprio del film, dei rifugiati, dei paesi d’accoglienza e della Calabria. . |
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LAVORO FVG: AIUTI A IMPRESE CHE ASSUMONO DIRIGENTI DISOCCUPATI |
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Trieste, 11 novembre 2009 - Anche i dirigenti subiscono le conseguenze della crisi e le imprese che li assumono qualora siano disoccupati possono usufruire di agevolazioni che prevedono, per un totale di 12 mesi, la riduzione del 50 per cento dei contributi dovuti agli enti pubblici di previdenza. Il regolamento che definisce i criteri e le modalità per l´ammissione a tali agevolazioni, previste sia dalla legge 266/97 sugli interventi urgenti per l´economia che dalla L. R. 18/05 sull´occupazione, la tutela e la qualità del lavoro, è stato approvato dalla Commissione regionale del Friuli Venezia Giulia per il lavoro riunitasi ieri pomeriggio a Trieste. "Le agevolazioni riguardano le quote a carico sia del dirigente che del datore di lavoro ed il beneficio si attua mediante il conguaglio con i contributi che le imprese che assumono versano mensilmente all´Inps e annualmente all´Inail" spiega l´assessore al Lavoro, Università e Ricerca Alessia Rosolen, commentando con soddisfazione l´approvazione del regolamento e ricordando che, comunque, l´agevolazione contributiva non può superare, per ciascun dirigente assunto, il tetto massimo di 20 mila euro. Delle agevolazioni possono beneficiare imprese con meno di 250 dipendenti (praticamente tutte quelle presenti sul territorio regionale) consorzi di imprese, imprese che assumono dirigenti privi di occupazione per cause riconducibili ad una situazione di grave difficoltà occupazionale e piccole imprese. Per quanto concerne quest´ultime, vengono favorite quelle costituite da lavoratori disoccupati o a rischio di disoccupazione a seguito di una grave situazione di difficoltà occupazionale dichiarata, quelle che assumono il loro primo dirigente, quelle che beneficiano di altri incentivi di sostegno alle politiche attive del lavoro, quelle dislocate in aree territoriale a forte specializzazione lavorativa ed infine le imprese che forniscono servizi a più aziende. . |
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COOPERAZIONE: GIUNA REGIONALE UMBRIA PREADOTTA DDL PER PROMOZIONE E SVILUPPO |
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Perugia, 11 novembre 2009 - Una proposta di legge per la promozione e lo sviluppo della impresa cooperativa, modificativa della legge attualmente in vigore, risalente all’agosto ’97, è stata preadottata dalla Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Mario Giovannetti. La norma accentua il carattere di “legge quadro” che sottolinea innanzitutto, è detto nella relazione al testo, la dimensione “di impresa” della cooperativa. Il punto sulla consistenza e il ruolo delle imprese cooperative in Umbria era stato fatto nella Conferenza regionale del giugno 2008. Quelle funzionanti sono 1156. Esse danno lavoro a quasi 20mila addetti e realizzano circa 500 milioni di euro l’anno di valore aggiunto. La nuova legge si muove nell’ottica dei mutamenti intervenuti e, si legge ancora nella relazione, coglie la duplice esigenza delle imprese di “stare sul mercato” senza disperdere i propri caratteri mutualisti e solidaristici di fondo. Questi due ultimi principi sono espressamente riconosciuti dalla legge, insieme a quello della intergenerazionalità del capitale umano ed economico. Le misure pratiche di sostegno alla impresa cooperativa extra agricola troveranno spazio nella legge per le politiche industriali, la n. 25/2008. Nel nuovo testo sono rafforzate le competenze e semplificate le procedure della Consulta regionale. I componenti scenderanno da sei a tre, mentre l’organismo avrà maggiori possibilità di proposta e per azioni positive per l’occupazione delle donne e dei disabili. E’ istituzionalizzata la Conferenza regionale sulla cooperazione che dovrà svolgersi almeno una volta ogni cinque anni. Studi e ricerche sull’universo cooperativo saranno oggetto di contributo della Regione. Sarà favorita, in questo ambito, la collaborazione tra Aur, Camere di Commercio e Centrali Cooperative. La promozione delle coop sui mercati esteri sarà parte integrante dei programmi regionali per la internazionalizzazione delle imprese, nell’ambito del più generale processo di inserimento delle misure per la cooperazione nei programmi a sostegno dell’industria. Le nuove concezioni e modalità di rapporto con la cooperazione sono già state avviate dalla Giunta regionale. Nell’ambito del programma annuale della legge 25/2008, è infatti prevista la revisione dei criteri di gestione del Foncooper, il fondo di rotazione per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, divenuto di totale proprietà regionale. Rigidi limiti di accesso ne hanno ridotto, negli ultimi due anni, l’operatività. Ora dovrebbero essere ridotte le soglie per gli incentivi e i limiti massimi di investimento. . |
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MORTI SUL LAVORO, VENETO: “APPROVATO ANCHE PER 2009 FONDO SOLIDARIETA’ 500 MILA € PER FAMIGLIE LAVORATORI/ICI; UNICA ESPERIENZA A LIVELLO NAZIONALE” |
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Venezia, 11 novembre 2009 - “Un aiuto tangibile alle famiglie dei lavoratori morti sui luoghi di lavoro in Veneto (secondo l’ultimo rapporto ufficiale Inail, sono stati 116 nel 2007) e un forte richiamo all’applicazione e al rispetto delle norme di sicurezza previste dalla legislazione italiana. E’ l’unica esperienza a livello nazionale e ancora una volta proviene dal Veneto”. Lo afferma l’Assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi in relazione alla deliberazione approvata ieri dalla giunta veneta che ha deliberato per il 2009 un fondo di 500 mila euro a favore dei familiari di lavoratrici e lavoratori deceduti a causa d’ incidenti nei luoghi di lavoro. Il provvedimento è previsto dall’ articolo n. 23 della legge regionale n. 1 del 27 febbraio 2008 e dalla successiva deliberazione n. 2412 del 2008 che ha stabilito i criteri e le modalità di assegnazione ed erogazione di tale sostegno. L’atto approvato oggi riguarda gli eventi mortali avvenuti dall’1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2009; i familiari possono accedere al Fondo di solidarietà presentando domanda all’Osservatorio Regionale Nuove Generazioni e Famiglia, dell’Azienda Ulss n. 3 di Bassano del Grappa, entro il 30 aprile 2010. “Il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro - spiega l’Assessore - è sempre, purtroppo, alla ribalta”. I dati dell’Inail evidenziano che vi sono state 1280 morti per infortunio nel 2005, 1341 nel 2006, 1170 nel 2007. A livello regionale, il Rapporto Annuale Regionale 2007 dell’istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro, mette in luce che, in quell’anno, gli infortuni complessivi in Veneto sono diminuiti, seppur lievemente, rispetto all´anno precedente, passando da 113. 438 a 109. 915, con un decremento del 3,1%. Sono invece rimasti inalterati i casi mortali passati dai 117 del 2006, ai 116 del 2007. “Con quest’ intervento di solidarietà e attenzione concreta – prosegue Valdegamberi – assicuriamo una prima forma di sostegno alle famiglie colpite da tali improvvisi e drammatici eventi, che spesso si trovano a fronteggiare, oltre al dolore privato e al disorientamento sociale, anche una situazione di emergenza economica. Il sociale, a differenza di quanto si può pensare - ha affermato l’assessore regionale - centra molto con il tema della Sicurezza sul lavoro. Infatti, quando si presenta un infortunio che può portare ad invalidità permanenti o temporanee o anche la morte la prima a farne le spese è la famiglia ma anche le istituzioni che devono fornire un supporto sociale adeguato di prima risposta perché con l’incidente sul lavoro viene spesso a mancare il reddito basilare per la famiglia con la destabilizzazione conseguente di tutto il nucleo familiare. La prevenzione ha quindi un peso notevole perché, in mancanza di questa, è la rete dei servizi socio-sanitari a dover affrontare i problemi. ”. Per l’anno 2008 sono pervenute 65 domande: 13 risultavano non sono state ammissibili sulla base dei criteri previsti nella Dgr 2412/08, mentre le rimanti 42 hanno potuto fruire del sostegno economico. Si ricorda che il provvedimento prevede che siano destinatari del Fondo di solidarietà in via prioritaria il coniuge e i figli, residenti nella regione Veneto, della lavoratrice e/o del lavoratore deceduti in conseguenza a infortunio sul lavoro e residenti nella regione del Veneto al momento della morte, con reddito Isee fino a 50 mila euro. In assenza di questi destinatari, la domanda può essere presentata anche dal genitore, dal fratello o dalla sorella se conviventi e a carico della lavoratrice e/o del lavoratore deceduto nel momento della morte. Nel caso in cui il destinatario sia minore di età o interdetto, la domanda va presentata in nome e per suo conto dalla persona che ne esercita la potestà o la tutela. Al nucleo familiare, individuato secondo i criteri indicati dal presente provvedimento, è destinato un contributo una tantum ammontante a € 5. 000 che sarà incrementato di € 1. 000 per ogni figlio minorenne, o di età compresa fra i 18 e i 25 anni se studente, o di età superiore ai 18 anni se certificato disabile a partire da una percentuale minima del 75%, in su. L’istruttoria delle domande, i relativi adempimenti e la liquidazione dei contributi saranno a cura dell’Osservatorio Regionale Nuove Generazioni e Famiglia, affidato all’Azienda Ulss n. 3 di Bassano del Grappa; la quale provvederà ad inoltrare semestralmente rendicontazione dell’attività sostenuta e degli importi erogati. In caso di superamento della disponibilità finanziaria assegnata, le domande non soddisfatte, saranno inserite in una graduatoria, formulata attribuendo la priorità nel finanziamento dell’anno successivo. . |
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PIACENZA E GENOVA, VOGLIA DI COLLABORARE |
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Piacenza, 11 novembre 2009 - Le Province di Piacenza e Genova lavoreranno in sinergia, in tutti i settori possibili, per tutelare al meglio gli interessi delle rispettive comunità. E´ quanto sostanzialmente hanno convenuto oggi Massimo Trespidi e Alessandro Repetto, Presidenti delle due Province, all´incontro che hanno avuto il 6 novembre nella sala Giunta dell´Ente di corso Garibaldi, a Piacenza. Un incontro che nelle prossime settimane sarà seguito da una consultazione tra le due Giunte, a Genova, e che ha chiuso le consultazioni avviate da Massimo Trespidi, già all´indomani del suo insediamento, con i suoi omologhi delle Province limitrofe (Cremona, Lodi, Parma e Pavia), per trovare spazi di collaborazione ed iniziare un lavoro comune. Incontri concreti e costruttivi, come del resto è stato quello del 6 novembre, nel quale. Alessandro Repetto ha, in buona sostanza, sollecitato la opportunità di una collaborazione tra le due Province su due livelli: uno, di ampio respiro, all´interno delle Province del Nord Ovest, per proporre al grande appuntamento di Expò 2015, che avrà per tema il cibo e l´alimentazione, un progetto unico, che sappia raccogliere e contemperare le eccellenze, straordinarie, di questo ampio distretto territoriale; uno più diretto, legato a problemi che interessano più strettamente le due comunità, riassumibile in una pianificazione coordinata ed unitaria relativa a viabilità, turismo e logistica, settore nel quale, da sempre Piacenza, svolge un ruolo trainante a livello nazionale e che potrebbe aprire al porto di Genova ampi spazi di sviluppo, con vantaggi reciproci per le due economie e le due comunità. Massimo Trespidi ha, soprattutto, ancora una volta ribadito l´importanza che la Provincia di Piacenza attribuisce a Expò 2015, ed ha sottolineato il suo impegno a sviluppare il ruolo di punto di raccordo che la nostra provincia svolge da sempre, non solo tra Emilia e Lombardia, ma anche tra Liguria e Milano. “Condividiamo la necessità di un coordinamento con Genova per migliorare le comunicazioni stradali tra le due realtà – ha detto il Presidente Trespidi -, così come condividiamo la necessità di una collaborazione a livello turistico, specie per consentire a comuni piacentini di fruire delle opportunità che gli impianti sciistici di S. Stefano d´Aveto possono loro offerte. C´è anche molto interesse, da parte nostra, a sviluppare rapporti con il porto di Genova, in modo da valorizzare il ruolo chiave che la la nostra provincia gioca nel settore dei trasporti: in questo senso Piacenza si propone come “retroporto” di Genova per le merci”. Massimo Trespidi ha toccato anche il tema della comune area appenninica. “La difesa della nostra montagna – ha sottolineato - è un tema al quale siamo molto sensibili: abbiamo istituito una delega specifica in merito proprio perché vogliamo coordinare gli interventi nei confronti di questa fascia di territorio. Verso la Montagna c´è oggi una ripresa di attenzione, credo sia fondamentale che Piacenza e Genova realizzano iniziative comuni per sostenerla”. . |
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PROVINCIA MATERA USERÀ PROCEDURA GARA SEMPLIFICATA |
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Matera, 11 novembre 2009 - Il presidente della Provincia di Matera, Franco Stella, e l’assessore alle Reti e Infrastrutture strategiche, Giovanni Rondinone, hanno incontrato le associazioni imprenditoriali e le imprese per illustrare le occasioni di lavoro che nei prossimi mesi l´ente metterà a gara, oltre 50 milioni di euro, e la decisione di utilizzare tutti gli strumenti normativi, anche i più innovativi, per rendere più trasparenti, oggettive e snelle le procedure di selezione dei contraenti. “La Provincia di Matera utilizzerà la procedura ristretta semplificata per affidare appalti – ha dichiarato l’assessore Giovanni Rondinone - che riguardano l’esecuzione di lavori pubblici di importi inferiori a 1 milione di Euro. Il riferimento normativo di questa procedura, il decreto legislativo n. 263 del 2006, prevede che l’amministrazione pubblica, dopo un bando, proceda alla redazione di un elenco di soggetti da invitare”. I soggetti economici che intendono iscriversi nell’elenco (imprese, ditte individuali, società di persone o di capitali, anche temporaneamente associate e consorzi) sono di due tipi: quelli che posseggono i requisiti per eseguire lavori di importo pari o inferiore a 150 mila euro e quelle che possono eseguire lavori per un importo superiore a 150 mila euro. Tutti dovranno inoltrare domanda entro le ore 13. 00 del 15 dicembre 2009. Il 23 dicembre 2009 alle ore 9. 30 si procederà poi al sorteggio per stabilire l’ordine di iscrizione delle imprese. L’ente potrà così invitare, a presentare una offerta, almeno venti concorrenti individuati tra le imprese inserite nell’apposito elenco, valido per tutto l’anno 2010, stilato dalla Provincia e qualificate in relazione all’oggetto dell’appalto da affidare. “L’amministrazione provinciale – ha concluso il presidente Stella – prosegue il suo impegno a sostegno di una politica più vicina alle esigenze del mondo imprenditoriale. Con la procedura ristretta semplificata, infatti, miglioriamo la qualità e la trasparenza del rapporto con le imprese”. . |
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CICAS: DECISI IN ABRUZZO INTERVENTI PER 33 MILIONI DI EURO |
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Pescara, 11 novembre 2009 - Presieduto dall´Assessore al Lavoro, Paolo Gatti, il Cicas (Comitato d´Intervento per crisi aziendali e di settore) ha deliberato, ieri, nella sede della Giunta a Pescara, e all´unanimità, interventi per 33 milioni di euro in favore dei lavoratori abruzzesi. In particolare: 12 milioni sono stati destinati alla proroga per 13 settimane, fino al 31 gennaio 2010, della cassa integrazione in deroga per i 7. 500 lavoratori trattati nell´area del cratere e per i 1. 200 lavoratori nelle altre province abruzzesi. Proprio questo basso dato sui lavoratori fuori dal cratere ha spinto l´assessore Gatti a suggerire di intervenire con 10 milioni di euro a favore dei licenziati che non hanno goduto di cassa in deroga e che saranno trattati con 13 settimane di mobilita´ alla scadenza del loro periodo di disoccupazione. Infine, sono stati previsti interventi per 11 milioni di euro a favore di lavoratori non sottoposti finora a nessun trattamento. "Destiniamo 33 milioni di euro per assicurare ancora pace sociale e garanzie economiche per molte famiglie abruzzesi - ha commentato l´assessore Gatti - che stanno affrontando la crisi. Abbiamo verificato alcune distonie fra l´utilizzo degli ammortizzatori e la realtà di L´aquila e le altre province. Per questo motivo abbiamo scelto di intervenire - ha spiegato - a tutela anche dei licenziati che non hanno goduto della cassa in deroga. Le risorse per il 2009 per affrontare la crisi sono state sostanziose - ha concluso l´assessore Gatti - e in grado di garantire una vera politica di welfare che le parti sociali hanno pienamente condiviso attraverso lo strumento del Cicas". . |
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ROMA: DISPONIBILI 63 TIROCINI RETRIBUITI IN AZIENDE DEL TERRITORIO |
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Roma, 11 novembre 2009 - La Provincia di Roma conferma la grande attenzione per i temi occupazionali e la ricerca di strumenti concreti di politiche attive per fronteggiare la crisi in atto. Nell’ambito degli orientamenti del Piano Esecutivo Triennale (Pet) 2008 – 2010, è stato infatti pubblicato un bando per l’assegnazione di 63 tirocini retribuiti in aziende della Provincia di Roma, destinato a tutti coloro che sono disoccupati o occupati in maniera precaria, in possesso di diploma di scuola media e di età compresa fra i 20 e i 40 anni, con priorità alla fascia di età compresa fra i 25 e i 35 anni. A tal proposito l’Assessore al Lavoro e Formazione della Provincia di Roma, Massimiliano Smeriglio ha dichiarato: “È necessario investire sulla qualità dei servizi, l’integrazione dei sistemi, la qualità del lavoro. Cercare di far dialogare domanda e offerta, provare a far incontrare nel concreto le necessità dell’una e dell’altra parte: è l’unico modo, crediamo, per intraprendere un percorso virtuoso di reale aumento occupazionale”. “La Work experience, ha proseguito, consente infatti di mettere in pratica le conoscenze acquisite negli studi e favorisce l’ingresso nel mondo del lavoro attraverso un periodo di presenza in azienda”. I soggetti interessati possono effettuare la richiesta di inserimento nell´elenco dei soggetti disponibili allo svolgimento di tirocini formativi/work experience fino al 16 novembre, sia attraverso il servizio on line sul sito www. Provincialavoro. Roma. It sia attraverso il servizio di preselezione dei Centri per L’impiego della provincia di Roma (presso la sede del Centro per l’impiego del proprio territorio). L’applicativo "autocandidature on line" permette la visualizzazione e la modifica dei dati anagrafici registrati presso il Centro per l’Impiego di competenza direttamente dal proprio pc. In questo modo il cittadino può controllare e aggiornare la sua posizione autonomamente senza recarsi al Centro per l´Impiego. La presentazione della candidatura consentirà di partecipare alla selezione dei nominativi da inviare alle aziende che abbiano richiesto un profilo professionale corrispondente a quello posseduto dall’interessato. Per informazioni più dettagliate, per consultare il bando integrale e accedere alla procedura di autocandidatura on line visitare il sito: http://www. Provincialavoro. Roma. It . |
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ISCHIA, BASSOLINO: "DA REGIONE CAMPANIA 1 MILIONE PER PRIMI INTERVENTI. RICHIESTO STATO DI CALAMITÀ" |
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Ischia, 11 novembre 2009 - "La giunta regionale, in seduta straordinaria, ha deliberato la richiesta per lo stato di calamità naturale per il comune di Casamicciola. Inoltre ha stanziato un primo finanziamento di 1 milione di euro per gli interventi di emergenza e di messa in sicurezza del territorio interessato dalla frana. Siamo intervenuti subito con la nostra struttura di protezione civile e stiamo lavorando in stretto rapporto con quella nazionale. Nelle prossime ore, definiremo d’intesa col governo gli ulteriori e necessari provvedimenti da adottare". . |
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GENOVA: AL VIA OGGI LA CONVENTION NAZIONALE DEL GRUPPO CGM TRA I TEMI LA SANITÀ "LEGGERA" AL SERVIZIO DELLE FAMIGLIE |
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Genova, 11 Novembre 2009 - Cooperare cambia, nuovi scenari nuovo Welfare. Questo il titolo della 10ª convention del Gruppo cooperativo Cgm in programma da, mercoledì 11 a venerdì 13 novembre ai Magazzini del Cotone di Genova. Tre giorni per approfondire i temi dell´impresa sociale e per lanciare le nuove iniziative del Gruppo, che, con un valore della produzione di circa 1 miliardo di euro, 35 mila addetti, 80 consorzi territoriali e mille cooperative costituisce il più importante Consorzio di cooperative sociali operante in Italia nel settore del Welfare. Quattro temi, 150 relatori. Lavoro, immigrazione, fragilità, famiglia. Questi i quattro temi al centro dei lavori. Saranno 150 i relatori, esponenti del mondo della cooperazione, ma anche dell´impresa, dell´Università, della politica, delle banche. Previsti, tra gli altri, gli interventi di Maurizio Sacconi, ministro al Lavoro e alle politiche sociali; del Cardinale Angelo Bagnasco Arcivescovo Metropolita di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiana; di Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo; di Stefano Zamagni, presidente dell´Agenzia per le Onlus; di Luigi Marino, presidente di Confcooperative a cui Cgm è associato. Ad aprire i lavori, al mattino dell´11 novembre, il presidente del Gruppo cooperativo Cgm . Alle quattro sedute plenarie, faranno seguito nel pomeriggio del 12 novembre nove seminari di approfondimento su aspetti particolari del mondo della cooperazione sociale. Nasce una nuova società: Welfare Italia Servizi. La Convention di Genova sarà anche l´occasione per presentare Welfare Italia servizi, la nuova società del gruppo Cgm dedicata ai servizi di sanità leggera. Venti gli ambulatori polispecialistici a marchio Wi che saranno aperti nei prossimi 12 mesi su tutto il territorio nazionale, per offrire alle famiglie assistenza di alta qualità. I centri di Welfare Italia saranno autentici "consultori della cura" e del counseling familiare: non si tratterà soltanto di approntare i mezzi per la guarigione, ma di condividere il cammino di cura, facendosi carico dei bisogni manifesti e latenti di chi si rivolge al medico. Cura e ascolto, dunque. Con un´attenzione alle tariffe, che dovrebbero garantire un risparmio netto per chi paga nell´ordine del 30%. Di Welfare Italia sono azionisti,tra gli altri, anche Intesasanpaolo e Banco Popolare. E, il 13 novembre, saranno proprio Corrado Passera, Ceo e Amministratore Delegato di Intesasanpaolo, e Carlo Fratta Pasini, Presidente del Consiglio di Sorveglianza del Banco Popolare, a chiarire le ragioni che hanno spinto i due istituti di credito a investire nel mercato della cura e nel marchio Welfare Italia, nel corso di una tavola rotonda moderata dal direttore del Sole 24 Ore Gianni Riotta. Eventi collaterali. Non solo economia e politiche del welfare alla Convention di Genova. Quattro giovani talenti dell´arte italiana - Matteo Negri, Adriana Albertini, Mauro Maffezzoni e Alessandro La Motta - hanno deciso di raccontare attraverso le loro opere i quattro temi chiave della convention. La mostra, dal titolo Coopera d´arte, sarà accompagnata da una serie di 25 videoreportage realizzati nel corso degli ultimi 12 mesi tra le realtà più significative della rete di Cgm. La Convention di Genova segna anche l´avvio della partnership tra Cgm e la Fondazione Arezzo Wave Italia, che dal 2002 promuove e supporta la creatività giovanile del nostro Paese. Il primo evento di questa collaborazione è una serata musicale di eccezione in programma il 12 novembre: gli Avion Travel presenteranno in anteprima alcuni brani del nuovo cd in uscita entro la fine dell´anno. La convention si aprirà domani, mercoledì 11, alle 10, ai Magazzini del Cotone con il saluto del presidente della regione Liguria Claudio Burlando, il sindaco di Genova Marta Vincenzi, il presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto, il presidente dell´Autorità Portuale Luigi Merlo, i presidenti di Confcooperative e di Federsolidarietà Liguria Stefano Marastoni e Valerio Balzini. . |
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ANZIANI: LA PROGETTUALITA´ DELLE MARCHE PROTAGONISTA AD UN CONVEGNO NAZIONALE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI. |
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Ancona, 11 novembre 2009 - ´L´impegno della Regione Marche per l´Agenzia dell´invecchiamento´ e` il titolo dell´intervento del presidente Gian Mario Spacca che aprira` i lavori del convegno sul ´Rapporto Nazionale 2009 sulle condizioni e il pensiero degli Anziani ´ Una societa` diversa´ che si terra` oggi pomeriggio alle 16. 30 a Roma nella Sala delle Conferenza della Camera dei Deputati. Come piu` volte sottolineato dallo stesso Spacca, gli anziani sono una priorita` nell´azione di governo della giunta regionale. Con la costituzione dell´Agenzia per la terza eta` inoltre, le Marche giocano la carta della longevita` attiva e si propongono come punto di riferimento del settore a livello nazionale. . |
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LE IMPRESE DELLE DONNE, UNA RICERCA DELLA REGIONE UN´INDAGINE SPECIFICA SU PROBLEMI E OPPORTUNITÀ IN TOSCANA IN VISTA DELLA CONFERENZA REGIONALE DI GIOVEDÌ 12 SULLE PARI OPPORTUNITÀ |
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Firenze, 11 novembre 2009 - È sempre più rilevante il ruolo delle imprenditrici in toscana, anche dal punto di vista del contributo in termini di creatività e innovazione, ma anche loro devono fare i conti con tutti i problemi delle altre donne lavoratrici relative alla conciliazione dei tempi e ai carichi di lavoro familiare. Questo quanto emerge con chiarezza da “Donne innovatrici: impresa, lavoro e famiglia”, prima ampia ricerca della Regione Toscana sul tema dell´impresa e del lavoro al femminile. Coordinata dal settore statistica della Regione e realizzata su due ampi campioni (3 mila donne imprenditrici e 3 mila donne in età25-44 anni), i risultati sono stati presentati questa mattina dal vicepresidente Federico Gelli, che tra le sue deleghe ha anche quella alla parità di genere: «Un´indagine – sottolinea Gelli – con cui abbiamo voluto fa r emergere quanto finora è stato abbastanza in ombra e cioè che le donne, nonostante per loro fare impresa sia assai piùdifficile che per gli uomini, rappresentano spesso la parte più innovativa dell´imprenditoria toscana, quella da cui ci possono aspettare ancora di più novità e buone idee per andare oltre la crisi. E tuttavia questo loro ruolo deve ancora misurarsi con i vecchi problemi di tutte le donne nel mondo del lavoro e per di più affrontare anche problemi francamente sorprendenti, come la percezione di una maggiore difficoltàdi accesso al credito rispetto all´impresa guidata da uomini. Tutto questo – conclude Gelli – ci servirà come una preziosa base di conoscenza per definire le future politiche regionali per la cittadinanza di genere». La ricerca sarà anche oggetto del confronto giovedìprossimo, 12 novembre, giorno degli stati generali sulle pari opportunità . Questi alcuni dei dati piùsignificativi. Quali imprese. Ben il 40,8% delle imprese in cui figurano donne imprenditrici o comunque titolari di cariche sociali si concentrano nei servizi (contro il 34,9% del commercio e il 21,5% del manifatturiero). Di esse un significativo 6,6% riguardo aziende specializzate nell´Ict, cioè nelle nuove tecnologie della comunicazione. Come sono nate le imprese. Nel 46,5% per cento dei casi le imprenditrici si occupano di aziende familiari preesistenti, ma le risposte indicano anche una forte propensione a tentare strade nuove. Il 18,4%, infatti, ha costituito un´azienda per “desiderio di mettersi in proprio”, il 7,1% perché “conosce bene il settore”, solo lo 0,2% perché “invogliata da aiuti e agevolazioni”. Le difficoltà di fare impresa. Ben il 54,6 ha dichiarato di non aver avut o difficoltà in fase di avvio, ma questa percentuale crolla al 32,1% quando ci si riferisce alle “difficoltà attuali”. Al contrario, quando ci si riferisce a problemi di reperimento di finanziamenti, di crisi economica, di costi amministrativi diretti la percentuale sale dal 21,9% della fase di avvio al 51,6% delle “difficoltà attuali”. Anche la “concorrenza sul mercato” cresce dal 6,5 al 15,9%. Impresa e innovazione. Il 26% delle intervistate hanno realizzato miglioramenti e innovazioni negli ultimi 2 anni (di esse il 45% ha introdotto innovazioni del prodotto). Tra quante hanno fatto questo ben il 59% ha aumentato il suo fatturato. L´80% di chi non ha realizzato innovazione negli ultimi 2 anni ha visto invece il suo fatturato diminuire. Interventi a sostegno. Il problema avvertito con più forza dall´imprenditoria femminile è quello dell´accesso al c redito. Facilitazioni e opportunità in questo senso sono richieste dal 58,2% delle intervistate, contro il 45,7% che richiede corsi di formazione per sviluppare imprenditorialità e il 34,2 che chiede consulenza e orientamento per l´avvio di impresa. Più difficile per le donne. Il 57,7% delle intervistate ha la percezione di maggiori ostacoli per le donne imprenditrici rispetto ai colleghi uomini. Al di là dei problemi di conciliazione del lavoro con le esigenze della famiglia e dei figli (il 65,5% dichiara di dover pensare da sola all´organizzazione della casa, il 49,2 alla cura dei figli) ci sono ostacoli che investono direttamente l´impegno professionale. In particolare, il 39,2% registra una minore fiducia da parte dei fornitori e dei clienti, il 20% ritiene che le banche siano più restie a concedere prestiti e finanziamenti, il 18,1 registra una maggiore difficoltà a coinvolgere soci. Opportunità meno conosciute. Imprenditrici, ma anche lavoratrici autonome o che comunque hanno pensato di avviare attività sono comunque ancora poco informate sulle opportunità esistenti. Il 62,4% non conosce i sostegni finanziari di Fiditoscana, il 71,8 non conosce i progetti di formazione per imprenditrici. Molto meglio va per altre iniziative regionali: il 69,8% delle donne tra i 25 e i 44 anni ha sentito parlare di “Mai più sola”, la campagna informativa contro la violenza sulle donne. Per migliorare il lavoro delle donne. Per molte imprenditrici esiste il problema della conciliazione dei tempi e il 40,7% ritiene importante un orario flessibile in entrata o in uscita o comunque avere a disposizione diversi tempi della città (il 22,5% richiede orari scolastici conciliabili con il lavoro). Molto forte l´esigenza di avere servizi per la prima infanzia (31%), ancor a più forte quella di avere servizi per i propri figli (compreso asili e scuole) vicino al posto di lavoro (lo richiedono il 42,7%), cosa a cui andrebbe aggiunto un 9,2% che richiede “tempi rapidi per raggiungere il posto di lavoro” e un 7,7 che auspicherebbe di poter lavorare a casa o nel centro di telelavoro più vicino a casa. Sono percentuali che in alcuni casi cambiano in maniera significativa quando ci si riferisce più generalmente alle donne di età 25-44. Sale infatti al 47,2% l´esigenza di orario flessibile, diminuisce l´esigenza di aver servizi vicini al posto di lavoro (38,8%) e di telelavoro (4%), ma cresce notevolmente il bisogno di servizi per la prima infanzia accessibili economicamente (15,3%). Il lavoro difficile. Una domanda specifica è stata rivolta a tutte le donne tra i 25 e i 44 anni in cerca di lavoro negli ultimi 6 mesi. La difficoltàpiù grave incontrata & egrave; stata la precarietà dell´offerta (31%), seguono gli orari inadeguati (19,5), le mansioni troppo qualificate (14,5%), l´etàavanzata (9,5). . |
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ADOZIONI IN RETE: INAUGURAZIONE DEL NUOVO SERVIZIO DI INFORMAZIONE E CONSULENZA SULL´ADOZIONE |
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Aosta, 11 novembre 2009 - L’assessorato Sanità, Salute e Politiche sociali informa che giovedì 12 novembre 2009, alle ore 13 verrà inaugurato, a Torino presso la sede dell’Arai – Regione Piemonte (in via Cernaia 2), lo sportello informativo Adozioni in rete, il nuovo servizio gratuito di informazione e consulenza sull’adozione promosso dalla Regione Piemonte, realizzato dall’Agenzia Regione per le Adozioni Internazionali (Arai-piemonte) e rivolto a tutti i cittadini interessati a questo tema (coppie aspiranti all’adozione nazionale e internazionali, famiglie adottive, educatori scolastici) di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Il servizio sarà presentato nell’ambito di una Conferenza stampa, a cui parteciperà l’Assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Albert Lanièce. Saranno inoltre presenti il Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, l’Assessore regionale al Welfare e Lavoro, Teresa Angela Migliasso, il direttore dell’Arai-regione Piemonte, Anna Maria Colella e il Presidente del Tribunale per i Minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta, Fulvio Villa. «Lo sportello informativo che giovedì verrà inaugurato – sottolinea l’Assessore Lanièce – aggiunge un prezioso servizio a quelli già resi dall’Agenzia Regionale per le Adozioni Internazionali all’utenza valdostana che desidera ricevere informazioni sul percorso adottivo. Tale servizio è aperto anche a tutti i soggetti che, a diverso titolo, nella nostra regionale possono entrare in contatto con il mondo dell’adozione, come ad esempio gli educatori, la scuola, gli enti, le istituzioni scolastiche preposte all’accoglienza di minori. Ad un anno dalla firma della convenzione tra la Regione Valle d’Aosta e l’Arai-regione Piemonte – aggiunge l’Assessore – l’Amministrazione regionale è soddisfatta per il servizio che è stato messo a disposizione a favore delle coppie valdostane intenzionate ad intraprendere un’adozione internazionale. » . |
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