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LUNEDI

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Notiziario Marketpress di Lunedì 18 Ottobre 2010
RICERCATORI SVILUPPANO METODO PER LA PRODUZIONE DI IMMAGINI DETTAGLIATE DI STRUTTURE OSSEE FRAGILI  
 
Bruxelles, 18 ottobre 2010 - Scienziati che lavorano in Germania e Svizzera hanno sviluppato un nuovo metodo di nano-tomografia che usa i raggi X per permettere ai medici di produrre dettagliate immagini tridimensionali (3D) di strutture ossee fragili. Questo metodo potrebbe portare allo sviluppo di migliori approcci terapeutici per affrontare la fragilità ossea causata dall´osteoporosi, una delle malattie più comuni tra gli anziani. Il nuovo metodo è stato recentemente presentato sulla rivista Nature. I ricercatori della Technische Universitaet Muenchen (Tum) in Germania, del Paul Scherrer Institute in Svizzera e dell´Istituto federale svizzero di tecnologia (Eth-zurigo) hanno detto che attualmente l´osteoporosi è diagnosticata quasi esclusivamente scoprendo una generale riduzione nella densità ossea. Questo nuovo metodo fornirà molte più informazioni circa la struttura locale associata e i cambiamenti della densità ossea. Finora i dottori sono stati ostacolati dall´impossibilità di guardare in dettaglio i cambiamenti nella densità ossea. Il professor Franz Pfeiffer della Tum ha detto che tutto questo sta per cambiare. "Con il nostro metodo di nano-Ct [tomografia computerizzata] appena sviluppato è ora possibile visualizzare la struttura ossea e i cambiamenti di densità ad alta risoluzione e in 3D," ha spiegato il professor Pfeiffer, che ha guidato la ricerca. Questo ci "permetterà di compiere ricerche sui cambiamenti strutturali connessi all´osteoporosi su scala nanoscopica e quindi sviluppare migliori approcci terapeutici". Il team del professor Pfeiffer ha usato la Ct a raggi X per sviluppare il suo metodo. Gli scanner Ct sono usati ogni giorno negli ospedali e nelle pratiche mediche per lo screening diagnostico del corpo umano; il corpo viene colpito dai raggi X mentre un rilevatore registra da varie angolazioni la quantità di radiazioni assorbita. "In linea di principio non è nulla di più che raccogliere molteplici immagini a raggi X da varie direzioni," hanno detto gli autori. "Un certo numero di queste immagini è quindi usato per generare immagini digitali 3D dell´interno del corpo utilizzando l´elaborazione digitale." Il nuovo metodo misura sia la totale intensità del fascio assorbita dall´oggetto sotto esame a ciascuna angolazione, sia le parti del fascio di raggi X che vengono deflesse in varie direzioni o che subiscono una "diffrazione". Viene generato un modello di diffrazione per ogni punto nel campione e ciò fornisce ulteriori informazioni sulla precisa nanostruttura poiché, secondo i ricercatori, i raggi X sono particolarmente sensibili anche ai più piccoli cambiamenti strutturali. "Poiché dobbiamo scattare ed elaborare così tante singole immagini con estrema precisione, era particolarmente importante durante la realizzazione del metodo usare raggi X ad alta brillantezza e rivelatori di pixel veloci e a bassa rumorosità," ha detto Oliver Bunk, responsabile dell´organizzazione dell´esperimento presso l´impianto del sincrotrone Psi in Svizzera. I modelli di diffrazione sono stati quindi elaborati utilizzando un algoritmo sviluppato dal team, ha affermato il ricercatore della Tum Martin Dierolf. "Abbiamo sviluppato un algoritmo di ricostruzione dell´immagine che genera un´immagine 3D ad alta risoluzione del campione usando oltre 100.000 modelli di diffrazione," ha aggiunto. "Questo algoritmo tiene in considerazione non solo il classico assorbimento dei raggi X, ma anche lo sfasamento dei raggi X, che è significativamente più sensibile." Roger Wepf, direttore del centro di microscopia elettronica all´Eth di Zurigo (Emez), ha riconosciuto che mentre "la nuova procedura nano-Ct non raggiunge la risoluzione spaziale attualmente disponibile nei microscopi elettronici", "essa può, grazie all´elevata penetrazione dei raggi X, generare immagini tomografiche 3D di campioni ossei". Ha affermato, "La nuova procedura nano-Ct si distingue anche per la sua capacità di misurare la densità ossea con elevata precisione, che è particolarmente importante nella ricerca riguardante le ossa." I ricercatori fanno notare che il metodo aprirà le porte a studi più precisi sulla prima fase dell´osteoporosi e alla valutazione degli esiti terapeutici delle varie cure negli studi clinici. Per maggiori informazioni, visitare: Technische Universitaet Muenchen (Tum): http://portal.Mytum.de/welcome/  Paul Scherrer Institute: http://www.Psi.ch/  Istituto svizzero federale di tecnologia (Eth-zurich): http://www.Ethz.ch/index  Nature: http://www.Nature.com/    
   
   
MONZA, ESEGUITO TRAPIANTO BILATERALE DELLE MANI SI TRATTA DI UNO DEI PRIMI INTERVENTI DEL GENERE AL MONDO FORMIGONI E BRESCIANI: E´ LA CONFERMA DELLA NOSTRA ECCELLENZA  
 
 Milano, 18 ottobre 2010 - E´ stato eseguito martedì scorso all´ospedale San Gerardo di Monza il trapianto bilaterale delle mani ad una signora di 52 anni, che aveva subito l´amputazione di mani e piedi nel 2007. L´intervento è stato eseguito dal primario chirurgo plastico e della mano, dottor Del Bene, ed è durato 6 ore. Si tratta di uno dei primi interventi di questo genere a livello mondiale. Ne danno notizia il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni e l´assessore alla Sanità, Luciano Bresciani. "Si tratta di un nuovo, grande successo per la sanità lombarda - commenta Formigoni - che si conferma una volta di più come punto di assoluta eccellenza a livello internazionale. Rivolgo le più vive congratulazioni al chirurgo che ha eseguito l´intervento, alla sua equipe e all´intero ospedale San Gerardo". "La forza del nostro sistema - aggiunge l´assessore Bresciani - è la rete degli ospedali e delle strutture, alla quale concorrono i singoli nodi di eccellenza con le proprie caratteristiche. Un contributo fondamentale viene dato dalla preparazione e dalla passione dei nostri professionisti che sono tra i migliori. Quanto avvenuto al San Gerardo è la conferma di questo". La paziente è in buone condizioni generali anche se sono necessari ancora 7 giorni per poter sciogliere la prognosi per la certezza della buona rivascolarizzazione delle mani. L´espianto è stato eseguito presso l´ospedale di Cremona. La donatrice è una donna di 58 anni.  
   
   
MILANO, PRESENTATO UN PROGETTO "CURARSI PER CULTURA". LANDI: "UN´INIZIATIVA PILOTA PER UNA VERA INTEGRAZIONE SOCIALE"  
 
Milano, 18 ottobre 2010 - E´ stato presentato il 14 ottobre il progetto “Curarsi per cultura”, un´iniziativa pilota ideata dall´Assessorato alla Salute in collaborazione con Accademia Isa (Interreligious Studies Accademy) e Co.re.is (la Comunità Religiosa Islamica Italiana) per favorire l’integrazione sociale degli immigrati partendo da un ambito particolarmente delicato: quello sanitario. Si tratta di corsi, la cui supervisione scientifica è affidata al dottor Mauro Buscaglia, direttore del dipartimento materno-infantile dell’ospedale San Carlo, per dotare medici e infermieri di adeguati strumenti culturali in modo da relazionarsi, scevri da pregiudizi e luoghi comuni, con delicatezza, chiarezza e competenza ai pazienti musulmani. I corsi, finanziati dalla Fondazione Cariplo, della durata di 20 ore mensili, inizieranno il 2 dicembre e si potrarranno per sei mesi. Per fare in modo che possa parteciparvi il personale sanitario di più ospedali saranno replicati per tre anni. Tenuti da professionisti italiani di religione islamica (psicologi e docenti universitari), si svolgeranno nell’aula magna dell’ospedale San Carlo, alla Fondazione Cariplo e nella sede dell’Accademia Isa. "Con questa iniziativa -spiega l´assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna - intendiamo promuovere una concreta e responsabile integrazione degli immigrati sul versante della salute con particolare riguardo a prevenzione, educazione sanitaria e malattie infettive. La società multiculturale è ormai da tempo una realtà di fatto ed è sempre più frequente l’interesse da parte di servizi pubblici e privati a trovare soluzioni più efficaci per affrontare le nuove esigenze emergenti. Milano, in linea con le più importanti città europee e mondiali, riconosce nella garanzia e nella tutela della salute dei suoi cittadini gli elementi fondanti della convivenza sociale e democratica, e se ne fa promotrice con un ruolo di leadership e di eccellenza. L’obiettivo del corso ´Curarsi per Cultura´ - aggiunge Landi - è quello di creare un´occasione di confronto e di dialogo con tutte le realtà cittadine del settore - istituzioni e aziende ospedaliere - con l’intento di fornire nozioni culturali a supporto degli operatori sanitari e sociali che trattano con immigrati di religioni islamica. Popolazione questa che, in costante aumento, consta di almeno 365.639 persone. I musulmani, esclusi gli italiani, censiti dal Rapporto sull’immigrazione della Caritas, a Milano sono così suddivisi: 98.091 marocchini, 90.096 albanesi, 52.778 egiziani, 37.041 tunisini, 28.780 algerini, 26.165 senegalesi, 24.117 pakistani e 8.571 serbi. Una certa ´fragilità´ intrinseca e una scarsa cultura della salute e della prevenzione di alcune popolazioni straniere hanno portato a una recrudescenza di patologie ormai debellate o del tutto marginali nella popolazione milanese”. “Le patologie che colpiscono gli immigrati - continua l’assessore - possono essere divise in 3 gruppi: · quelle che l’immigrato porta con sé dal paese d’origine: malattie infettive (es. Tubercolosi e salmonellosi), parassitosi, lesioni di vario tipo subite nel paese d’origine (es. Traumi malcurati, mutilazioni rituali); · quelle da disagio o degrado: patologie acquisite in Italia in conseguenza di condizioni di vita precarie (es. Infezioni cutanee da scarsa igiene personale, stati di malnutrizione); · e quelle comuni alla popolazione italiana che assumono particolare gravità in condizioni di vita precarie (es. Infezioni delle vie aeree superiori). Le patologie più diffuse sono: diabete, ne soffrono 3 immigrati su 10; Hiv, ne colpisce 5 ogni 25; epatite, affetti 3 su 20. Per quanto riguarda la Tbc esistono dati suddivisi per Paesi di provenienza: Algeria 3su 55, Marocco 51 su 73, Pakistan 5 su 297, Palestina 2 su 33, Somalia 4 su 286, Tunisia 5 su 28, Turchia 1 su 100". "La crescita costante di immigrati in Italia e in particolar modo in Lombardia e nella città di Milano - prosegue Landi - così come la particolare presenza di rappresentanze riconosciute e qualificate delle religioni numericamente minoritarie, pone al centro dell’interesse cittadino e regionale lo sviluppo di buone pratiche volte a una migliore compartecipazione alla vita pubblica tra cittadini autoctoni, nuovi cittadini e ospiti temporanei del nostro Paese, nel rispetto delle diversità culturali, delle esigenze religiose e dell’ordinamento giuridico nazionale e locale". "L’assessorato alla Salute è attivamente impegnato nella promozione della cultura della salute con particolare attenzione alla salute della donna, all’educazione alimentare e alle relazioni interculturali, nella ferma convinzione che il primo passo verso l’integrazione siano le condizioni di buona salute, ritenendo quest’ultima come principale fattore di virtuosa e propositiva partecipazione sociale nella comunità di residenza o dimora". "Il Comune di Milano, facendo propria la definizione di salute data dall’Oms, ritiene pertanto utile e opportuno, nell’interesse cittadino, promuovere iniziative volte alla creazione di un benessere relazionale e di una partecipazione positiva dei singoli e delle comunità, che contribuiscano alla coesione sociale e a una convivenza sicura". "Questa iniziativa è estremamente importante - conclude Mauro Buscaglia, direttore del dipartimento materno-infantile dell´azienda ospedaliera San Carlo -. Dotare gli operatori sanitari di nozioni culturali per trattare con l´utenza immigrata è un mezzo d´integrazione e di dialogo interetnico rilevante".  
   
   
DA “TAVOLO VERDE” RICHIESTE A SOSTEGNO FILIERA OLIO UMBRO  
 
 La Regione Umbria verificherà a livello ministeriale e comunitario le possibilità di modifica dell’attuale Disciplinare di produzione dell’olio extravergine di oliva Dop Umbria, in particolare per quanto riguarda la molitura e la differenziazione delle zone. E’ quanto emerso nel corso della riunione del Tavolo Verde, promosso e presieduto dall’assessore regionale all’Agricoltura Fernanda Cecchini, di cui fanno parte i rappresentanti delle organizzazioni agricole. “Il Tavolo – ha ricordato l’assessore Cecchini aprendo l’incontro che si è tenuto in Regione – è lo strumento di partecipazione che ci consente di mettere a fuoco gli indirizzi e le strategie da perseguire per la tutela e lo sviluppo dell’agricoltura umbra attraverso l’analisi delle esigenze prioritarie dei diversi comparti. E’ infatti evidente la necessità di riorientare le misure del Psr, a cominciare da quelle per olio, vino e zootecnia, così da renderle rispondenti ai bisogni dei diversi comparti e filiere, soprattutto in previsione dei nuovi bandi di aiuto che dovranno essere emanati”. Per quanto riguarda l’olio, dal Tavolo è stata evidenziata l’opportunità di sostenere il comparto con misure del Piano di sviluppo rurale che concretamente rispondano, da qui al 2013, alle richieste del settore, a salvaguardia della qualità e tipicità della produzione umbra. In particolare è stata sottolineata l’esigenza di lavorare a bandi di filiera che favoriscano nuovi impianti di uliveti idonei alla meccanizzazione e azioni più efficaci per la promozione e la commercializzazione del prodotto. Allo stesso modo – è stato detto – occorre individuare misure che salvino dallo smantellamento alcuni tipi di ulivo che costituiscono elementi di pregio del paesaggistico umbro. Ciò anche in accordo con la “filosofia” della Politica agricola comunitaria che vede l’agricoltura non solo come fattore economico, ma come attività produttrice di beni pubblici, come appunto il verde e quindi il paesaggio. Il Tavolo – ha concluso Cecchini - tornerà a riunirsi nelle prossime settimane per continuare il lavoro comune, di istituzioni e organizzazioni di settore, che dovrà portare l’Umbria a presentarsi con un documento unitario ai Tavoli nazionali che elaborano le proposte da sottoporre alla Commissione europea per la nuova Pac e che consentirà di affrontare, in modo condiviso, le questioni legate allo snellimento e al riordino delle funzioni agricole sul territorio umbro”.  
   
   
SANITA’ IN VENETO. ZAIA IN CONSIGLIO: “PROSEGUIAMO CON APPROCCIO MANAGERIALE”  
 
Venezia, 18 ottobre 2010 - “Il nostro approccio alla grande partita della sanità è quello manageriale. Come nel privato, c’è stato un cambio di consegne e con questo si è avviata tutta una serie di verifiche per dare alla macchina nuovo slancio ed intervenire su quello che eventualmente non funziona. Le indicazioni ci arriveranno dal libro bianco che stiamo realizzando con molti tecnici al lavoro, che sarà una sorta di portolano, utile al governo di questa Regione e ai rappresentanti dei cittadini nel Consiglio”. Lo ha detto il presidente della Regione Luca Zaia, intervenendo nel dibattito in Consiglio regionale convocato sui temi della sanità. “Ricordiamoci – ha aggiunto Zaia - che stiamo parlando di bilanci d’esercizio perfettamente in linea e approvati da ogni livello di controllo; e di un’altra partita, che è tra l’holding regione e le controllate Ullss, che riguarda gli ammortamenti e che non incide per nulla sui servizi offerti ai nostri cittadini”. “Facendo il tagliando a questa macchina – ha aggiunto – le Ullss che eventualmente hanno investito più di ciò che potevano dovranno concordare con noi e avviare congrui piani di rientro, ma deve essere chiaro a tutti che tale questione non riguarda le valutazioni del tavolo di monitoraggio del Ministero delle Finanze e quindi il bilancio d’esercizio annuale, ma esclusivamente noi e le aziende”. “Oggi abbiamo da giocare due partite – ha detto Zaia: quella del riparto con la grande innovazione dell’avvio di una prima applicazione dei costi standard, e quella del nuovo piano socio sanitario regionale, al cui interno ci sarà anche quel programma di razionalizzazione delle strutture sanitarie che consideriamo irrinunciabile per intervenire sull’efficienza e l’appropriatezza della rete e della spesa”. Zaia ha concluso ricordando ai detrattori della sanità veneta che “qui eroghiamo anche ogni anno oltre 250 milioni di prestazioni extra Lea, cioè non previste a livello nazionale, ma offerte ai nostri cittadini per precisa scelta di civiltà della Regione”.  
   
   
SANITA’ IN VENETO: NESSUN FALLIMENTO ALLE PORTE NE’ DIMINUZIONE DI SERVIZI. TRA POCO IL LIBRO BIANCO, POI LE DECISIONI E LE AZIONI  
 
 Venezia, 18 ottobre 2010 - “Nessun fallimento della sanità veneta è alle porte. Anzi, i servizi sanitari ai cittadini non saranno messi in alcuna difficoltà da qui in avanti”. Con queste parole è iniziato l’intervento dell’assessore regionale alla sanità Luca Coletto in consiglio regionale nel corso della seduta straordinaria convocata il 14 ottobre su richiesta delle opposizioni. Ricordando che anche nell’ultimo anno monitorato la Regione è stata dichiarata adempiente rispetto all’equilibrio economico dagli organismi nazionali competenti, Coletto ha sottolineato che “la normativa europea per la valutazione dei conti di contabilità nazionale (Sec) prevede l’esclusione degli oneri relativi agli ammortamenti iscritti a bilancio per gli investimenti sostenuti alla Ullss. L’analisi dei disavanzi va quindi fatta tenendo conto delle modalità di calcolo secondo i criteri dettati dal tavolo di monitoraggio del Ministero della finanze, e non mediante la semplice analisi civilistica del bilancio”. Sugli oneri relativi alle spese d’investimento, Coletto ha ribadito che “in questo primo periodo di mandato è stata disposta una ricognizione contabile sulla parte di investimenti non coperta dagli oneri per ammortamenti, che sarà definita in tempi brevi e farà parte del libro bianco sulla realtà attuale che presenteremo”. Coletto ha tenuto a precisare che la situazione relativa agli oneri per investimenti “non può definirsi default del sistema finanziario della sanità”. “Essa – ha aggiunto – evidenzia piuttosto l’esigenza di recuperare alla stretta supervisione regionale il sistema degli investimenti e le modalità di copertura”. Coletto ha poi affrontato il tema degli interventi sulla gestione. “La situazione – ha detto – impone la ricerca di una soluzione per la copertura di questi oneri in modo da ridurre la tensione finanziaria delle Ullss e consentire di ricondurre a livello normale i tempi di pagamento dei fornitori”. “In primo luogo – ha annunciato Coletto – è in corso una rilevazione analitica della situazione degli investimenti attuati con la finanza di progetto, con i leasing immobiliari e con i services sanitari: Intendiamo anche dare indicazione di congelare, sino al compimento di tale analisi, gli interventi attuati con questi strumenti laddove risultino sprovvisti di specifica ed autonoma copertura finanziaria”. “Parimenti – ha aggiunto l’assessore – va effettuato un intervento per ridurre la costosità del sistema gestionale complessivo e per questo, già nel riparto del fondo sanitario regionale 2010 di imminente approvazione, si è avviato un processo di revisione legato alla verifica dell’effettiva maggiore costosità nell’erogazione dei servizi”. Verrà quindi operato un graduale abbandono del criterio della spesa storica con il passaggio ai costi standard; sarà ridotta la forbice tra le quote pro capite assegnate alle diverse aziende; verranno coinvolti i dg nel programma di riduzione dell’attuale costosità con l’individuazione di costi obbiettivo basati sulle migliori performances regionali; sarà fatta una profonda riflessione sull’attuale organizzazione della rete ospedaliera fissata dalla delibera 3223 del 2002; verrà posta particolare attenzione al sistema dell’urgenza emergenza su tutto il territorio, il tutto collegato al compimento di un’integrazione a rete fra fra gli ospedali e fra questi ed il territorio. “Un secondo ambito di lavoro – ha concluso Coletto – riguarda il nuovo piano socio sanitario regionale, per il quale lavoreremo in costante contatto con i rappresentanti del territorio, perché nessuna decisione verrà calata dall’alto. In quest’ambito intendiamo procedere ad un’analisi aggiornata e complessiva della situazione organizzativa delle Ullss per valutare se siano necessari interventi per dare un assetto più organico e rispondere ancor meglio alle esigenze dei cittadini”.  
   
   
SALUTE FVG: KOSIC A CONSEGNA APPARECCHIATURA NEONATALE  
 
Udine, 14 ottobre 2010 - Ha voluto rimarcare il fondamento della politica sanitaria del Friuli Venezia Giulia, imperniata sulla centralità dell´essere umano, l´assessore regionale a Salute, Integrazione sociosanitaria e Politiche sociali Vladimir Kosic, nel portare il saluto dell´Amministrazione regionale e del presidente Renzo Tondo, alla cerimonia di consegna dell´apparecchiatura Olympic Cool - Cap (Burke&burke9),destinata ad assistere i neonati asfittici per ridurre il rischio del manifestarsi della tetraparesi spastica nel primo periodo post natale. La consegna è avvenuta nel reparto di Patologia neonatale della Clinica Ospedaliero Universitaria di Udine. L´olympic Cool - Cap è stata donata dal Lions Club Udine Host, presieduto da Paolo Esente, e dalla Banca di Credito Cooperativo di Udine, con la collaborazione dell´Associazione onlus ´Udinese per la vita´, presieduta da Andrea Bonfini. Si tratta di una sorta di incubatrice, che ha il compito di evitare che l´elevata temperatura corporea che colpisce in questi casi i neonati danneggi il cervello. L´atto di beneficenza, concretizzatosi con il dono dell´apparecchiatura, è stato preso ad esempio da Kosic per ricordare le scelte della Regione nel settore socio sanitario. Maturate con trasparenza e anche con il forte impegno della Commissione Sanità, presieduta da Giorgio Venier Romano pure presente all´incontro. Kosic ha preso lo spunto da una riunione che aveva seguito in precedenza, sempre a Udine, nel palazzo della Provincia, per l´insediamento del Comitato gestione Centro gravissimi, per ribadire l´attenzione della Regione anche per la neonatalità. Il Centro gravissimi è nato dall´esigenza di assicurare le cure appropriate ai malati più sfortunati, e supporto alle loro famiglie. Si tratta di uno strumento istituito da questa Giunta regionale assieme a uno specifico Fondo destinato a garantire le risorse necessarie. Il primo anno di operatività del Fondo gravissimi, come ha annunciato l´assessore regionale, ha consentito all´Amministrazione di verificare che al momento nel Friuli Venezia Giulia esistono 163 casi di persone in stato vegetativo. Tale cifra non tiene però conto dei bimbi da zero a due anni, precedentemente esclusi dall´accesso al Fondo stesso. Le indagini svolte dal Sistema sanitario regionale hanno evidenziato la presenza nella nostra regione di una settantina di casi di bimbi allo stato vegetativo. Ciò ha indotto la stessa Amministrazione a prevedere l´estensione dell´operatività del Fondo gravissimi anche ai bimbi da zero a due anni. Kosic, nel concludere, dopo essersi soffermato sui valori della ricerca e dell´innovazione, che anche nel settore della sanità debbono essere sostenuti per assicurare il progresso e le migliori condizioni non solo di salute, ma anche a chi soffre per le malattie, ha auspicato che le strutture ospedaliere del Friuli Venezia Giulia e tutte le figure professionali della sanità possano collaborare per una sanità regionale sempre migliore, in grado di riconquistare quelle posizioni di eccellenza attraverso le quali si è distinta in passato.  
   
   
IN TOSCANA PASSI AVANTI PER LA CURA DELLA TALASSEMIA  
 
Firenze, 18 ottobre 2010 - Un passo avanti fondamentale per la cura della talassemia è stato fatto alla Fondazione Monasterio di Pisa, Istituto ospedaliero e di ricerca della Regione Toscana e del Cnr. L´istituto ha messo a punto un metodo per la conoscenza dell´accumulo di ferro nel cuore, fondamentale per la terapia della talassemia maior, la forma più grave della cosiddetta anemia mediterranea, malattia ereditaria che in Italia registra circa 7.000 casi. La malattia si manifesta quando entrambi i genitori sono portatori dell´alterazione di un gene dell´emoglobina: comporta l´accelerata distruzione dei globuli rossi e richiede trasfusioni ogni 15-20 giorni fin dalla tenera età; ne consegue un accumulo di ferro nei tessuti, in particolare nel cuore, che se non trattato con farmaci che lo rimuovono (chelanti del ferro) porta allo scompenso di cuore, la più frequente causa di morte in questa malattia. La terapia chelante, che ha aumentato significativamente l´aspettativa di vita di questi pazienti (prima non superiore ai 15 anni) dovrebbe essere guidata dalla conoscenza dell´accumulo di ferro nel cuore, che, in mancanza di indicatori validi, ne costituiva finora l´anello debole, essendo praticamente condotta ´al buio´. Questa lacuna è ora superata grazie alle ricerche condotte nella Fondazione Monasterio dall´unità clinica di Risonanza Magnetica diretta dal dottor Massimo Lombardi, in particolare dalla dottoressa Alessia Pepe, i cui risultati sono stati pubblicati in questi giorni su Hematologica, la rivista internazionale leader del settore. «Sono davvero orgogliosa di questi risultati ottenuti dalla Fondazione Monasterio», dice l´assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia. «Si tratta indubbiamente di un successo internazionale della ricerca toscana in sanità, che si traduce in cure migliori per i pazienti, toscani e del resto d´Italia&raqu o;. «Questo è un esempio evidente dell´integrazione tra attività di ricerca estremamente avanzata e applicazione in sanità a una problematica di grande rilevanza - commenta il professor Luigi Donato, direttore generale della Fondazione Monasterio - E corrisponde esattamente alla vocazione della Fondazione Monasterio, che la Regione ha voluto per integrare la ricerca avanzata con la clinica nella sanitàpubblica». Queste ricerche, e le implicazioni che il gruppo pisano ne ha tratto negli ultimi quattro anni, hanno rivoluzionato questo settore della patologia, grazie ad una operazione condotta in tre stadi: il primo, di ricerca, con lo sviluppo e la validazione di una tecnica originale (oggi brevettata), per la misura del carico di ferro cardiaco mediante risonanza; il secondo, tecnologico, finalizzato ad assicurare l´esportabilità della tecnica con la messa a punto delle caratteristiche della macchina e dei programmi; il terzo, sanitario, con la costituzione della rete Miot (Myocardial Iron Overload in Thalassemia), cui partecipano già oggi 8 centri di risonanza (Pisa, Ferrara, Ancona, Roma, Campobasso, Lamezia, Catania e Palermo), che in collaborazione con oltre 60 centri ematologici nazionali, applicano la tecnologia sviluppata a Pisa, che consente di guidare la terapia chelante sulla base dell´entità effettiva dell´accumulo di ferro nel cuore. La rete Miot negli ultimi 4 anni ha assistito oltre 1.600 pazienti, di cui oltre 600 hanno ripetuto l´esame due o piùvolte. La procedura si è dimostrata così efficace che sembra aver ridotto massicciamente il verificarsi dello scompenso cardiaco. Esemplare, in particolare di questi tempi, il supporto "no-profit" delle industrie interessate (Chiesi Farmaceutici, Bayer Schering e Ge Healthcare), l´egida della Società Italiana Talassemie ed Emoglobinopatie), e il controllo della Fondazione Giambrone per la Thalassemia, ente morale Onlus associazione di pazienti. Il segnale più significativo del successo di Miot è rappresentato dalla pressione alla quale il Laboratorio di Pisa e la rete Miot sono sottoposti, per le pressanti richieste di accesso da parte di tutti gli operatori nazionali e molti internazionali (Cipro, Malta, Tunisia, Grecia, Spagna, Tailandia).  
   
   
RSA BRAMBILLA NAVA DI CIVATE (LC) NEL 2011 COMPLETATO ADEGUAMENTO STRUTTURALE SISTEMA ANZIANI  
 
Civate/lc, 18 ottobre 2010 - "Rispondere alla cronicità è la sfida del millennio. Servono risorse e compartecipazione." Lo ha detto l´assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale, Giulio Boscagli, che il 14 ottobre ha visitato la Residenza sanitaria assistenziale Brambilla Nava di Civate (Lc). Con due piani in superficie che ospitano 40 ospiti in 18 camere doppie e 4 singole, un seminterrato in cui sono allestite cucina, lavanderia, studio fisioterapico, palestra e un locale polivalente (per spettacoli e attività di animazione), la struttura - che si trova nei pressi del lago di Annone Brianza - è circondata da 3.500 mq di giardino. L´assessore Boscagli ha apprezzato la qualità della Rsa che "si inserisce a pieno diritto nel processo di adeguamento strutturale e organizzativo dell´intero sistema per anziani iniziato nel 2001 e che si concluderà a fine 2011 portando a circa 58.000 i posti letto disponibili". "Nello stesso periodo di tempo - ha aggiunto Boscagli - i posti letto ospedalieri sono passati dai circa 50.000 di dieci anni fa ai poco meno 40.000 di oggi, realizzando una razionalizzazione che ha contribuito, nell´ambito della innovativa riforma sanitaria lombarda, a far raggiungere gli attuali livelli di qualità e di efficienza". "L´invecchiamento della popolazione, l´aumento di disabilità e cronicità, il mutamento delle condizioni familiari - ha spiegato Boscagli - esigono che si metta in atto un radicale cambiamento del nostro sistema di welfare soprattutto per quanto riguarda gli interventi per la condizione anziana: occorre reperire nuove risorse da investire in questo e coinvolgere pienamente tutti gli operatori pubblici, privati e no profit in una nuova e ancora più impegnativa sfida".  
   
   
PUGLIA: CONSIGLIO REG.LE LL.PP.:PIÙ DI 6 MILIONI PER L´OSPEDALE DI GALATINA  
 
Bari, 18 ottobre 2010 - Il Consiglio regionale dei lavori pubblici ha approvato il 14 ottobre il progetto definitivo degli interventi necessari per la realizzazione di misure minime di sicurezza con ristrutturazione e adeguamento a norma di prevenzione incendi del Presidio Ospedaliero di Galatina (Le), per un importo complessivo di € 6.341.000,00. Ne dà notizia l’assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati. Le opere previste nel progetto riguardano essenzialmente il collegamento del lotto infettivi mediante la realizzazione di un tunnel; la ristrutturazione del quarto piano blocco A (ex chirurgia) – lungodegenza; la nuova costruzione di un corpo di fabbrica per una superficie coperta di circa mq. 450,00 a piano, distinto in 4 vani con servizi degenza pronto soccorso al piano terra, 4 ambulatori, centro unico di prenotazione e atrio di interconnessione tra i reparti al primo piano, reparto di terapia intensiva post operatoria e annessi servizi al secondo piano; infine il progetto prevede l’adeguamento a norma antincendio relativamente all’intero terzo piano blocco centrale, al blocco A del quarto piano – lungodegenza, al nuovo corpo di fabbrica (denominato A1 degenza pronto soccorso, ticket, prenotazione, ambulatori, terapia intensiva post-operatoria), al secondo piano per i reparti di oculista e sale operatorie, al nuovo tunnel di collegamento reparto infettivi.  
   
   
TRENTO: IL VIA AL PROGETTO PER I DISTRIBUTORI SALUTARI PER SEI MESI LA FASE PILOTA AL CSS DI VIALE VERONA E ALL’OSPEDALE DI BORGO  
 
 Trento, 18 ottobre 2010 - Lo scorso 13 ottobre è partita formalmente la fase pilota del progetto «Distributori automatici di alimenti salutari», che si inserisce nel programma provinciale «Guadagnare salute». Con esso, l’Apss, in collaborazione con l’Assessorato alla salute e alle politiche sociali e al Dipartimento per l’agricoltura della Provincia autonoma di Tento, vuole provare, cominciando da sé stessa, a rendere più facile la scelta a dipendenti e utenti desiderosi di fare una pausa più salutare e più rispettosa dell’ambiente. I distributori salutari sono in funzione negli edifici del Centro per i servizi sanitari di Viale Verona (dove hanno completamente sostituito quelli tradizionali) e all’ospedale di Borgo Valsugana (dove distributori salutari e tradizionali in via sperimentale sono affiancati). Per la scelta dei prodotti da inserire nei distributori salutari sono stati valutati: quantità e qualità degli ingredienti, apporto calorico, contenuto in grassi, zuccheri, sale. A parità di caratteristiche nutrizionali, è stata data priorità al prodotto più rispettoso dell’ambiente e delle persone (biologico, locale, filiera corta, equo e solidale). Per le bevande fredde si è scelto di escludere tutte le bevande con zuccheri aggiunti. La sperimentazione del progetto durerà sei mesi, nel corso dei quali saranno monitorati sia il volume di vendita dei singoli prodotti sia il gradimento da parte di dipendenti e utenti. Va ricordato che una dieta corretta è un valido strumento di prevenzione per molte malattie (malattie cardiache, ictus, tumori, diabete). Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), per esempio, se ogni cittadino dell’Unione europea consumasse 600 grammi di frutta e verdura al giorno, si eviterebbero più di 135 mila morti all’anno per malattie cardiovascolari. Tuttavia, adottare un’alimentazione corretta e una vita più attiva non è solo una questione di scelta personale. Il contesto in cui si vive e si lavora può condizionare questo tipo di scelte. Promuovere stili di vita in grado di contrastare il peso delle malattie croniche e fare in modo che la scelta più salutare e rispettosa dell’ambiente sia anche la scelta più facile è la filosofia che ispira il programma ministeriale «Guadagnare Salute» ( http://www.Epicentro.iss.it/focus/guadagnare_salute/guadagnare_salute.asp ), al quale la Provincia autonoma di Trento e l’Apss hanno aderito. L’apss invita dipendenti e utenti a inviare commenti, suggerimenti, critiche e apprezzamenti per l’iniziativa all’indirizzo e-mail disp@mail.Apss.tn.it  
   
   
GENOVA, SOSTEGNO: AL VIA ANAGRAFE DELLE ASSOCIAZIONI PER CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ  
 
Genova, 18 Ottobre 2010 - Un’anagrafe delle associazioni abilitate alle adozioni a distanza e quindi ad essere mediatrici tra il cittadino e il destinatario finale, cioè i bambini dei vari paesi stranieri in via di sviluppo. È quanto si appresta a realizzare per la Regione Liguria l’assessore regionale alle politiche sociali e alla cooperazione internazionale, Lorena Rambaudi che ha partecipato al convegno sul sostegno a distanza in corso al Teatro della Gioventù di Genova, organizzato dal Forumsad, il forum permanente per il sostegno a distanza che riunisce la varie associazioni presenti a livello italiano. “Come coordinatore nazionale della commissione welfare della conferenza delle regioni – ha detto Rambaudi – mi sono assunta l’impegno di portare il tema della creazione delle anagrafi all’ordine del giorno ai colleghi delle altre regioni per portare avanti un’azione congiunta a livello nazionale e cercare così di regolamentare un settore che ha bisogno di qualche regola”. “Si tratta – ha spiegato l’assessore - di anagrafi regionali perché c’è bisogno di vicinanza tra il cittadino e l’organizzazione che vuole sostenere, pertanto il livello territoriale è sicuramente più consono”. “Linee guida – ha concluso l’assessore alle politiche sociali - per dare modalità comuni ad un settore che ha bisogno di buone pratiche di trasparenza, perché le persone vogliono giustamente sapere dove va a finire il proprio sostegno e quindi la loro donazione con l’obiettivo di aiutare un bambino in un paese straniero ed evitare che emigri a condizioni disperate e fragili, rinforzando la famiglia con un sostegno economico che dura nel tempo e non si esaurisce nella donazione di una volta”  
   
   
“CHI RICERCA, CURA” AL PALAZZO DELLE STELLINE, A MILANO, UNA GIORNATA DEDICATA AI TRAGUARDI E ALLE PROSPETTIVE DELLA RICERCA TELETHON  
 
Milano, 18 ottobre 2010 - La Fondazione Telethon dedica una giornata di incontri aperti al pubblico per presentare i nuovi traguardi e le prospettive future per la cura di 7 rare malattie genetiche. “Chi ricerca, cura”, questo il titolo dell’evento, si svolge lunediÌ 18 ottobre 2010 a Palazzo delle Stelline - Corso Magenta 61, Milano. La giornata prevede due appuntamenti aperti al pubblico: - alle 16.00: “Alleanze internazionali e terapie fruibili: i nuovi traguardi di Telethon”. Intervengono Alberto Fontana (Presidente Nazionale Uildm e membro del Cda Telethon), Luigi Naldini (direttore dell’Istituto Telethon di Milano), Andrea Ballabio (Direttore dell’Istituto Telethon di Napoli) e Davide Gabellini (ricercatore finanziato da Telethon). - alle 18.00 “Verso il quarto settore: dall’incontro tra Stato, aziende e non profit nasce un nuovo modello collaborativo”. Alla tavola rotonda intervengono Luca di Montezemolo (Presidente di Telethon), Ferruccio Fazio (Ministro della Salute), Maurizio Sacconi (Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali), Sergio Dompeì (Presidente di Farmindustria), Francesca Pasinelli (Direttore generale di Telethon), Camillo Ricordi (già membro della Commissione medico scientifica di Telethon e attuale direttore del Diabetes Research Institute di Miami).  
   
   
SANITÀ IN UMBRIA: ASSESSORE RIOMMI RIMETTE INCARICO; PRESIDENTE MARINI SI RISERVA DECISIONE  
 
Perugia, 16 ottobre 2010 – Nella giornata del 15 ottobre l’assessore regionale alla sanità, Vincenzo Riommi, ha rappresentato alla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini la volontà di rimettere il suo incarico di assessore regionale alla sanità, benché non sia stato destinatario di alcuna contestazione da parte di autorità competenti sulle indagini in corso, è sottoposto da alcuni giorni ad una campagna di stampa che tende a delegittimare in un momento particolarmente importante per le decisioni in corso sulla politica sanitaria la sua azione di assessore alla sanità. L’assessore Riommi ha voluto comunicare la sua intenzione al fine di mettere al riparo l’azione del governo regionale e salvaguardare la trasparenza che ha sempre caratterizzato il suo operato. La Presidente apprezzando lo stile e la sensibilità istituzionale dell’assessore Riommi, e riconfermandogli la sua fiducia e quella dei colleghi della Giunta regionale, lo ha invitato a valutare attentamente tale decisione, riconoscendogli ancora una volta quella correttezza politica, attenzione e rispetto per le istituzioni e per i cittadini, cosa non comune in questi tempi difficili dell’impegno politico ed istituzionale nel nostro Paese. L’umbria in questi anni ha raggiunto obiettivi rilevanti nella organizzazione e gestione del servizio sanitario regionale, dimostrandosi capace di produrre innovazione, qualità e salvaguardia degli equilibri di bilancio, tanto da essere ora pronta ad affrontare le nuove sfide imposte dal federalismo fiscale. Una sanità equa, pubblica basata sul modello universalistico e accessibile a tutti i cittadini. In questi mesi la Giunta regionale sta lavorando alacremente a nuove sfide per potenziare dal punto di vista tecnologico per le nostre strutture sanitarie, per intervenire decisamente sulle liste di attesa, per realizzare il Centro unico di prenotazione e gestire gare unitarie nelle forniture di servizi e tecnologie, al fine di razionalizzare sempre di più la spesa sanitaria. Per questo motivo si nutre preoccupazione per ogni tentativo di interrompere le azioni di riforma intraprese dalla Giunta regionale e dall’assessorato alla sanità e si intende evitare ogni strumentalizzazione, che possa pregiudicare nella sostanza gli obiettivi e le sfide sulla sanità regionale che ci vedono fortemente impegnati, nell’interesse di tutti i cittadini. Al termine dell’incontro la presidente ha reso noto che l’assessore Riommi le ha rimesso comunque l’incarico e si è riservata decisioni in merito.  
   
   
INVALIDITÀ CIVILE, CONVENZIONE TRA REGIONE MOLISE ED INPS  
 
Campobasso, 18 ottobre 2010 - La Giunta regionale, su proposta dell´Assessore alle Politiche sociali, Angiolina Fusco Perrella, ha approvato lo Schema di convenzione tra la Regione Molise e l´Inps, in ottemperanza alle disposizioni della legge 3 agosto 2009, n. 102, che prevede un maggiore coinvolgimento dell´Istituto Nazionale della Previdenza Sociale in tutte le fasi del procedimento di riconoscimento dell´invalidità civile. L´accordo stabilisce che l´Inps, in qualità di soggetto titolare ultimo dell´accertamento sanitario definitivo, proceda all´attività istruttoria amministrativa di concessione, che sarà svolta con proprie procedure informatiche, agevolando il cittadino nella consegna della documentazione, mentre resta invariata la competenza delle Commissioni mediche sanitarie dislocate presso l´Asrem, in merito alla verifica dei requisiti sanitari. "Questa Convenzione - ha commentato l´Assessore regionale Angiolina Fusco Perrella - fa parte di un percorso di semplificazione finalizzato a migliorare la qualità del servizio erogato al cittadino e garantirà agli invalidi civili del nostro territorio una maggiore rapidità nella concessione dei benefici economici, conseguendo anche significativi risparmi di spesa pubblica e realizzando una maggiore efficienza nell´organizzazione complessiva".  
   
   
GRANDI MOSTRE A CASA DEI CARRARESI. DAL 13 NOVEMBRE 2010 AL 13 MARZO 2011, CASA DEI CARRARESI, PRESTIGIOSA SEDE ESPOSITIVA DI TREVISO, CHE VANTA ORMAI UN DECENNIO DI ATTIVITÀ, OSPITA LA MOSTRA CHE AVRÀ COME TITOLO: “IL PITTORE E LA MODELLA. DA CANOVA A PICASSO”  
 
Milano, 18 ottobre 2010 - La mostra, voluta dal presidente di Fondazione Cassamarca, On. Dino De Poli, curata dal prof. Nico Stringa, docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, propone un itinerario, attraverso due secoli -‘800 e ‘900-, su un tema tra i più affascinanti della storia dell’arte. Quello del pittore e la modella è un argomento lanciato dalla pittura Romantica sulla scorta del mito di Raffaello e la Fornarina ed ha avuto poi una fortuna ininterrotta fino alla fine del Novecento, in coincidenza con l’affermarsi del nuovo ruolo della donna come artista. Chi sono queste donne seducenti, affascinanti, misteriose o inquietanti? Quale ruolo hanno svolto e quale spazio hanno occupato nella vita di questri grandi maestri? Molte donne hanno contribuito al processo di creazione artistica nel ruolo di muse e modelle, ma queste donne sono spesso anche mogli, amanti, sorelle, madri, donne con cui l’artista ha un legame affettivo e familiare. I loro volti, i loro corpi, hanno cotrassegnato le loro vite singolarizzando le loro opere. È in questo contesto che la donna dei pittori diventa presenza stabile e multiforme. Tanti e diversi sono allora gli sguardi che i pittori posano su affascinanti modelle, diversi gli approcci e il modo con cui gli artisti trasportano sulla tela e celebrano una realtà così cangiante. Sono questi grandi maestri, eccellenze dell’arte come Vincent Van Gogh, Edvard Munch, Auguste Renoir, Pierre Bonnard, Giorgio Morandi, Antonio Canova, Pablo Picasso, Fortunato Depero, Giorgio de Chirico, Amedeo Modigliani, Felice Casorati, Renato Guttuso, Umberto Boccioni, Giovanni Boldini, Gaetano Previati, René Magritte, Salvador Dalì, Roy Lichtenstein, Andy Warhol, Michelangelo Pistoletto e molti altri, i protagonisti della mostra. Quasi cento opere giungeranno da presatori nazionali ed internazionali, privati e musei (Atkinson Art Gallery di Liverpool, Centre National d’Art et Culture Georges Pompidou di Parigi, Kunstmuseum di Berna, Kunstmuseum di Bergen, Leighton House & Museum di Londra, Musée des Beaux – Arts di Bordeaux, Musée des Beaux – Arts di di La Chaux–de- Fonds, Petit Palais Musée d’Art Moderne di Ginevra, Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid, Russel- Cotes Art Gallery & Museum di Bournemouth, Gnam di Roma, Palazzo Pitti di Firenze, la Pinacoteca di Brera e Galleria d’Arte Moderna di Milano, Museo Civico Revoltella di Trieste, Mart di Rovereto, …) La mostra è un’appassionante percorso che si apre con l’ideale femminile di Canova, si sviluppa con le scene di storia o mitologiche dei romantici, prosegue con il realismo, la carne e la passione, con i maestri impressionisti e le raffinate ed evanescenti donne di Boldini fino al colore, la potenza e forza espressiva di Van Gogh. L’esposizione è un’elegante passerella dove sfilano donne d’eccezione come la giovane fotografa amata da Picasso Dora Markovič o la divina Marilyn immortalata da Warhol; è una galleria di ritratti, autoritratti, degli ambienti di vita degli artisti e quindi degli atelier e classi di pittura. Dipinti accademici lasciano poi spazio a più recenti e rivoluzionarie espressioni artistiche, incantevoli o sconcertanti. Ampio spazio viene dedicato a Picasso, pittore che più di ogni altro ha trattato il tema durante la sua attività. Tutte le donne con cui entra in relazione hanno a che fare con la sua arte, le grandi passioni amorose e il disordine della sua vita sentimentale, sono vissuti che hanno una dinamica simile al suo processo creativo e filo costante nelle sue opere . Ai vari dipinti che illustrano nello specifico “Il pittore e la modella”, si aggiungono una serie di litografie tra le quali il corpus completo delle 13 incisioni realizzate per il “Capolavoro sconosciuto” di Balzac, una vera mostra nella mostra. Un evento straordinario che vede per la prima volta affiancate così tante opere e dialogare tra loro, eccezionali artisti. Www.ilpittoreelamodella.it/    
   
   
A FERRARA, PALAZZO DEI DIAMANTI IL RIVOLUZIONARIO JEAN SIMÉON CHARDIN  
 
Milano, 18 ottobre 2010 - «Ci si serve dei colori, ma si dipinge con il sentimento.» Con queste parole, Jean Siméon Chardin (1699-1779), contrapponendosi alle regole accademiche allora in voga, sintetizzava il suo modo, all’epoca rivoluzionario, di fare arte. A questo grande protagonista del Settecento, uno dei più straordinari pittori di tutti i tempi, Ferrara Arte dedica fino al 30 gennaio 2011 un’importante mostra, la prima mai consacrata all’artista nel nostro paese. L’esposizione è organizzata in collaborazione con il Museo del Prado di Madrid, che la ospiterà dopo il debutto a Ferrara, ed è curata da Pierre Rosenberg, massimo esperto di Chardin, Accademico di Francia e Presidente-direttore onorario del Musée du Louvre. Chardin è stato uno dei più originali artisti del suo tempo. Egli infatti rifiuta, sin da giovanissimo, i percorsi didattici accademici ed è uno dei pochi a non aver mai effettuato il viaggio in Italia. Inoltre, tra tutti i generi pittorici evita proprio quelli che nella Francia del secolo dei lumi sancivano la fortuna degli artisti, e cioè i dipinti di soggetto storico o mitologico. Nonostante ciò, nel 1728 l’Accademia reale di pittura e scultura – alla quale Chardin aveva sottoposto la sua candidatura presentando le proprie prime impressionanti nature morte – riconosce la sua qualità e lo accoglie nei suoi ranghi come pittore specializzato «nella raffigurazione di animali e frutta». La scelta del genere della natura morta, allora considerato minore, non ne vincola il successo e Chardin si impone presto sulla competitiva scena parigina. Nel corso del decennio successivo, egli estende la propria ricerca anche alla figura, con esiti ancora una volta impressionanti. Infatti, ad una pittura dedita a rappresentare la contemporaneità attraverso la descrizione della vita di corte, Chardin oppone un’altra realtà: scene di interni in cui i domestici e i rampolli della borghesia francese sono raffigurati nelle più semplici attività di tutti i giorni. Ogni dettaglio ornamentale è bandito, la pittura diviene poesia del quotidiano, un mezzo per esaltare con sensibilità i gesti delle persone comuni che Chardin trasforma in grandi protagonisti della sua epoca. Nascono così capolavori come Il garzone d’osteria, La governante o Il giovane disegnatore ai quali si affiancano le toccanti raffigurazioni delle attività ludiche dei giovani come le Bolle di sapone, la Bambina che gioca col volano o il Bambino con la trottola. In ciascuna di queste opere, attraverso una tecnica pittorica stupefacente, incentrata sul rapporto tra tono e colore e sulla variazione degli effetti di luce, l’artista riesce a trasmettere all’osservatore l’emozione provata di volta in volta di fronte al soggetto. È con questo spirito che Chardin continuerà a dipingere, anche quando, tornato alla raffigurazione di nature morte, realizza capolavori come il Mazzo di garofani, tuberose e piselli odorosi di Edimburgo, riguardo alla quale Charles Sterling, uno dei più grandi storici dell’arte del secolo scorso, scrisse: «Chardin è con Poussin e Claude Lorrain l’artista francese anteriore al Xix secolo che ha avuto la maggiore influenza sulla pittura moderna. Certe ricerche di Manet e di Cézanne sono inconcepibili senza Chardin. Sarebbe difficile immaginare qualcosa di più “avanzato” nella composizione e nel trattamento pittorico del Vaso di fiori di Edimburgo. Esso sorpassa tutto ciò che dipingeranno in questo genere Delacroix, Millet Courbet, Degas e gli impressionisti. Solo in Cézanne e nel suo seguito si può pensare di trovare tanta forza in tanta semplicità». Il successo della pittura di Chardin è sancito anche dalle reazioni del pubblico alle tele che l’artista espone al Salon a partire dal 1737. Ad accoglierle con entusiasmo fu anche gran parte della critica, ad esempio una celebrità come Denis Diderot, che nel 1763 osanna pubblicamente il realismo delle nature morte del pittore. Chardin è molto apprezzato anche dal re di Francia Luigi Xv, al quale dona la Madre laboriosa e il Benedicite, ricevendo in cambio la stima del sovrano e, nel 1757, il grande privilegio di dimorare e lavorare al Louvre. Verso il 1770 i problemi di salute lo inducono a rallentare l’attività e ad abbandonare progressivamente la pittura ad olio. Tuttavia, senza perdersi d’animo, l’anziano maestro inaugura una nuova stagione della sua arte dando vita, con la delicata tecnica del pastello, a ritratti di straordinaria intensità psicologica. Con queste opere si conclude la lunga carriera di un artista che per tutta la vita aveva concepito la pittura come un mezzo per conoscere la realtà e rappresentarla, e che, evitando i contenuti aneddotici, ha raggiunto un’arte senza tempo che riflette un’armoniosa perfezione tra forma e sentimento. L’aver elevato gli oggetti di uso quotidiano e i gesti delle persone comuni a materia di rappresentazione artistica e la sua straordinaria tecnica pittorica fanno di Chardin uno degli artisti più amati da pittori moderni come Cézanne, Matisse, Morandi e Paolini. Per non dire di Vincent Van Gogh che lo riteneva «grande come Rembrandt». La mostra di Ferrara e Madrid offrirà l’occasione di ripercorrere le tappe salienti del percorso artistico di Chardin attraverso un’ampia selezione di opere provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo tra le quali emerge, per numero e qualità dei dipinti concessi, ben dieci capolavori, l’eccezionale collaborazione con Louvre. Www.palazzodiamanti.it  
   
   
MICHAEL LIN. THE COLOUR IS BRIGHT THE BEAUTY IS GENEROUS AL CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI, PRATO  
 
Milano, 18 ottobre 2010 - Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta The colour is bright the beauty is generous, la prima grande retrospettiva dell’artista taiwanese Michael Lin. La mostra – in corso dal 17 ottobre 2010 al 13 febbraio 2011 - è curata da Marco Bazzini, Direttore artistico del Centro Pecci, e Felix Schöber, in collaborazione con l’Atelier di architetti giapponesi Bow Wow. Le sale del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci ancora una volta diventano luogo di sperimentazione per un nuovo approccio alla fruizione dell’arte contemporanea, quello che ha promosso nel mondo l’artista taiwanese Michael Lin, indiscusso rappresentante della scena artistica a partire dagli anni Novanta. Come anticipa il titolo della mostra, Lin fa della propria arte un dono da condividere generosamente con il visitatore, lo invita a entrare nell’opera, lo promuove a protagonista delle proprie installazioni, lo incanta in un’esperienza che supera il solo atto del guardare. Questo gesto permette all’artista di mettere in scena un gioco complesso tra pubblico e privato, modernità e tradizione al centro dei quali c’è l’appropriazione di elementi di origine anonima e quotidiana tratti dalla popular culture. Michael Lin è celebre per i suoi grandi dipinti a parete e su pavimento ispirati ai motivi floreali dei tessuti taiwanesi e giapponesi con cui ha rinnovato l’idea di spazio espositivo come piattaforma del discorso sociale e come spazio per l’interazione umana. Michael Lin si discosta dal concetto di arte come oggetto da guardare e approda all’estetica come esperienza di spazi al cui centro si trova lo spettatore. Ingrandendo e moltiplicando i motivi decorativi in dimensioni ambientali, Lin va oltre la classica opposizione del modernismo tra bello e sublime, trasformando un oggetto di produzione artigianale e industriale in un’esperienza sublime in cui coinvolgere lo spettatore. Alla mostra di Prato, la prima personale che ripercorre a tappe l’intera sua carriera, Lin ha invitato a collaborare agli allestimenti, secondo un processo a lui abituale, gli architetti giapponesi Atelier Bow-wow che attualmente rappresentano il Giappone alla Biennale dell’Architettura 2010 a Venezia. Con loro, esperti nell’esplorazione della micro-architettura in riferimento alla città e legati all´intimismo e all’estetica specificamente asiatica dello spazio abitativo, ha definito un allestimento che evoca una casa privata costituita da un salotto, un bar, una sala da gioco, altri vari saloni, una biblioteca, una saletta video, un giardino e infine delle stanze da tè. L´atelier Bow-wow ha anche apportato alcune modifiche agli spazi del Centro come il passaggio tra la sala 6 e la 7 dove con profili di porta diagonali hanno drammatizzato il white cube tipico di queste sale. All’inaugurazione e durante la mostra Michael Lin apre la sua casa e, nello spazio del bar, offre agli spettatori un’edizione speciale della Taiwan Beer, per l’occasione prodotta a Prato da Bibere sas, insieme alle sigarette taiwanesi Long Life. All´ingresso è presente un elemento dell´architettura tradizionale cinese: lo schermo-paravento, “Pingfeng” (2010), che impedisce la visione diretta dell´interno e protegge l´intimità della casa. Per questo progetto, Michael Lin ha scelto una combinazione di motivi geometrici provenienti dall´architettura taiwanese a cui ha sovrapposto motivi ispirati alle cineserie europee. La prima stanza si presenta come un salotto dove sono rintracciabili i due elementi all´origine della creatività dell’artista: la messa in discussione delle abitudini culturali verso il museo e il vedere l´opera d´arte. Viene riproposta la sua personale dal titolo “Interior” presso la galleria It Park, dove Lin ha lavorato anche come barista. Lin ha trasferito nella galleria alcuni oggetti della sua casa privata, tappeti e un lettore Cd, e ha invitato i visitatori a sedersi a rilassarsi: “Gentilmente si tolga le scarpe prima di accomodarsi sul tappeto. Scelga liberamente dalla collezione di musica.” Sempre in questa sala le prime appropriazioni di ornamenti tessili trovati nel suo ambiente privato. In occasione della mostra “Complementary” presso la Fondazione Dimensions a Taipei presentò delle tele dipinte con le decorazioni dei suoi cuscini. Ancora nel 1998 a Lin fu chiesto di rappresentare all’estero Taiwan. Sotto il titolo “Imported”, l´artista offrì ai visitatori sigarette e birra importate direttamente dal suo paese di origine. Sia la Taiwan Beer che il tabacco Long Life erano nati come monopolio di Stato durante il periodo del governo giapponese, ma col tempo erano diventati simboli forti dell’identità taiwanese. Questo gesto di ospitalità offrì all´artista l’occasione di giocare con questioni legate alle abitudini culturali e dell´identità nazionale, con le pratiche legate allo spazio museale, con le prassi del viaggiare, con il gesto di offrire un dono. In sala 3 è presente “Complementary”(1998), un mobile-piattaforma in cui invita i visitatori a sedersi e riposarsi. Costruito con alcuni tatami (materassini giapponesi), occupa lo stesso spazio di un stanza da tè giapponese. L´opera è completata dai nove cuscini, le cui immagini sono esposte nella prima sala. Nella Game Room i dipinti tangram (“Untitled” 2008) che sono tessere tratte da un grande murales eseguito nel 2006 presso il Palais de Tokyo come parte della mostra intitolata Notre Histoire. Come un tangram tradizionale, questi elementi possono essere combinati in una varietà infinita di sagome e forme. In occasione di questa mostra, l´artista ha affidato all´Atelier Bow-wow le nuove combinazioni. Nella sala succesiva, Skywell, un grande wall painting che interviene direttamente sull’architettura esistente. Per questa occasione l’artista ha scelto uno dei muri interni che con la sua lunghezza e altezza definisce le dimensioni del museo. Vi ha applicato un motivo tessile usato tradizionalmente per occasioni di festa come i matrimoni, regalando un tocco di sensualità che permea lo spazio. Per instaurare un dialogo con la pittura di murales moderna e con la collezione del Centro, Lin ha chiesto di rendere visibile un murale preesistente di David Tremlett. Spring 2003” (2003), nella sala 6, è stata presentata allo showroom Moroso durante il salone del Mobile di Milano ed è una delle prime collaborazioni dell’artista con una grande azienda. Altra nota collaborazione è stata con Illy Caffè per il quale Lin ha realizzato una edizione speciale dei barattoli in alluminio e una serie di tazzine da caffè dai quali ha tratto anche l’opera pittorica “Untitled” (2008). Il lavoro per Moroso è anche una delle sue opere più politiche e di denuncia sociale. Lin ha creato un pavimento ispirato a un tappeto afgano, i cui motivi ornamentali sono formati da una serie di carri armati, bombe a mano e mitragliatrici, a cui ha contrapposto i divani della collezione Moroso rivestiti con gli sgargianti motivi floreali di Taiwan. L´effetto è quello di un salone dominato da simboli di guerra, che rende visibile l’assuefazione alla violenza e alla guerra sia sui campi di battaglia sia nei nostri salotti. Nella stessa sala la serie “Island Life” (2006) con cui lo spettatore si può confrontare con la vexata quaestio della relazione tra potere politico e cultura. Tutti i quadri ricreano oggetti della casa e della vita privata di Michael Lin: tappeti del Tibet e dello Xinjiang, che mostrano evidenti influssi cinesi, come anche un documento di viaggio rilasciato all´artista – come ad ogni altro cittadino di Taiwan – dalla Repubblica Popolare Cinese in sostituzione del passaporto R.o.c., non riconosciuto da Pechino. Pur giocando con le questioni del dominio e della subalternità politica e culturale, l´artista si limita all´osservazione lasciando all´immaginazione la molteplicità di pratiche relative a questi oggetti. In sala 6 Michael Lin presenta la sua biblioteca privata denominata “Book metropolis” (2010), progettata dagli architetti giapponesi dell´Atelier Bow-wow per la sua casa di Bruxelles. Questa biblioteca, in cui sono presenti i libri della sua collezione, rende visibili alcuni dei riferimenti culturali dell’artista. L´opera è illuminata dall’interno e proietta sul pavimento il contorno frastagliato del profilo urbano da cui gli architetti hanno preso ispirazione. I video di “What a difference a day made”(2008) dominano in sala 7. L’opera destruttura l´idea dell’unico e mette in evidenza la molteplicità degli usi potenziali di un oggetto al di là della sua destinazione originale. L´opera nasce da un archivio di umili oggetti quotidiani trovato in un tradizionale negozio di quartiere a Shanghai, da cui l’artista comprò l´intero stock presentandolo poi alla Galleria d’Arte di Shanghai nel 2008. Questo archivio di oggetti quotidiani, legato a un tempo e a un territorio specifico, è contrapposto a un video che mostra giocolieri che usano quegli stessi oggetti, alla maniera di Charlie Chaplin con il suo bastone. Il salone creato per ospitare la serie “000”(2008-2009), ripropone la questione delle abitudini di abitare lo spazio giocando con vari livelli di illusione che creano un ambiente. L´artista riveste lo spazio museale con carta da parati decorata con fiori di susino e introduce una serie di tele azzurre sulle quali sono presenti motivi floreali lungo i loro bordi. L’azzurro intenso sembra alludere a un’apertura su uno spazio aperto più ampio, una finestra per l’immaginazione, in cui la mancanza di una cornice richiama l´attenzione alla presenza fisica di una tela. Oltre a quest’opera che rappresenta una riflessione sulla pittura, in questa sala è presente la serie fotografica “520” (2008), il resoconto di un giorno cruciale della politica taiwanese, l’insediamento del presidente Ma Yingjiu il 20 maggio del 2008 raccontato silenziosamente attraverso i titoli della stampa cinese a Shanghai. Questo momento di invisibilità – testimone dei particolari rapporti tra la Cina e Taiwan – riporta alle questioni di identità e di rappresentatività di un territorio. Il disegno floreale bianco su sfondo azzurro scelto per il pavimento in sala 9 era stato usato per la prima volta nel 2005 per trasformare un campo da gioco in un’opera d’arte. A Honolulu, le forme dei fiori si mescolavano con le linee bianche del campo da tennis confondendo i confini tra le regole del gioco e la funzione decorativa dei motivi floreali. Nel giardino creato per il Centro Pecci non ci sono regole: il visitatore è invitato a sedersi o a camminare sopra la superficie dipinta facendosi avvolgere e coinvolgere dai colori. L’ultima sala è la Tea Room e gioca con le possibilità offerte dalle porte scorrevoli di un’abitazione giapponese tradizionale. È stata creata nel 2009 per una personale all’Artium di Fukuoka dove Lin invitava il visitatore in un’esperienza personale nel passaggio tra stanza e stanza. In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo edito dal Centro Pecci con contributi critici dei curatori.  
   
   
DANA SCHUTZ AL MART DI ROVERETO DAL 23 OTTOBRE 2010 AL 09 GENNAIO 2011: LE TELE DI UNA GIOVANE ARTISTA AMERICANA  
 
Milano, 18 ottobre 2010 - Progetto in collaborazione con: Dublin, The Douglas Hyde Gallery, Trinity College Dana Schutz, tra le migliori artiste apparse sulla scena internazionale negli ultimi cinque anni, ha scelto la pittura per esprimere la sua personale e visionaria rappresentazione della vita. Interprete di una linea figurativa legata alla migliore tradizione europea, l’artista americana ritrova in un arcaismo figurativo colto e nello stesso tempo di notevole originalità, il filo conduttore di una narrazione intima della storia contemporanea fondata su grandi costruzioni pittoriche, popolate da un immaginario fantastico che coniuga una tensione quasi surreale con una energia espressiva di straordinario vigore compositivo. Dana Schutz sostiene di cercare una pittura che “galleggi dentro e fuori dai generi pittorici. Le nature morte diventano personificate, i ritratti diventano eventi, e i paesaggi diventano architetture”. Dana Schutz (1976), è nata a Detroit e lavora a New York. Si è laureata al Cleveland Institute of Art nel 2000 e ha conseguito un master alla Columbia University nel 2002. Le sue opera sono presenti nei maggiori musei americani ed europei, e in importanti collezioni private. Alcune sue tele sono state acquistate dalla Saatchi Gallery. Ha esposto alla Zach Feuer Gallery di New York, mentre la galleria parigina Emmanuel Perrotin è stata la prima a dedicarle una personale in Europa, intitolata “Self Eaters and the People Who Love Them”. Il Mart nel 2007 ha esposto nell’allestimento della propria collezione permanente la tela monumentale di schutz intitolata"How we would cure the plague", arrivata in deposito al museo dalla collezione Bronzini Vender. Www.mart.trento.it/    
   
   
GIORGIO MORANDI, L´ESSENZA DEL PAESAGGIO. LA MOSTRA È IN CORSO AD ALBA, PRESSO LA FONDAZIONE PIERA, PIETRO E GIOVANNI FERRERO  
 
Milano, 18 ottobre 2010 - Lo scorso 15 ottobre è stata inaugurata la più approfondita esposizione mai dedicata al mondo ad un tema fondamentale nella poetica di Giorgio Morandi, quello del paesaggio. L’appuntamento di livello assoluto è stato realizzato dalla Fondazione Ferrero, la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e la Regione Piemonte. Maria Cristina Bandera, curatrice della mostra, ha selezionato 70 opere di indiscussa qualità, individuate anche a partire dai destinatari cui lo stesso Morandi le aveva riservate, in particolare i suoi interpreti - Cesare Brandi, Cesare Gnudi, Roberto Longhi, Luigi Magnani, Carlo Ludovico Ragghianti, Lamberto Vitali - e i suoi più importanti collezionisti. Per ricreare i fili di committenze famose e di amicizie altrettanto importanti, la rassegna comprende anche una ulteriore selezione di opere appartenute agli artisti contemporanei a Morandi, che per primi ne compresero la grandezza, e di tele ammirate da letterati come Giorgio Bassani, che dedicò a un Paesaggio di Morandi, poi scelto per la copertina delle sue Storie ferraresi, questa poesia: O tu cui lenta abbraccia la collina accaldata, casa persa nel verde, esile volto e bianco, solo tu durerai, muto, eroico pianto, non resterai che tu, e la luce assonnata. L´esposizione prende avvio, nella prima sala, con un primo strepitoso nucleo di 6 opere degli anni dieci, – in particolare “Paesaggio (Nevicata)” datato 1910/1911 - oli rarissimi e mai fino ad oggi riuniti in numero così elevato. I paesaggi sono connotati da esperienze formative, ad iniziare da Cézanne, che sfociano in quelli successivi degli anni venti dove l´esperienza cézanniana si somma ad una sintesi derivata dalla conoscenza di Piero della Francesca, meditato sulla monografia di Roberto Longhi del 1927. A seguire, si trovano quelli degli anni trenta in cui Morandi raggiunge una grandezza autonoma e risultati altissimi. Si passa poi ai numerosi paesaggi, severi e spogliati di naturalismo, degli anni ’40, frutto della permanenza obbligata a Grizzana di Morandi durante la seconda guerra mondiale. Morandi tornò ripetutamente su questo tema, raggiungendo uno dei vertici della sua pittura, anzi, secondo Roberto Longhi il culmine ... Forse il più alto da lui raggiunto. Per ripercorrere l´intero svolgimento dell´attività dell´artista, sono previsti i cortili di via Fondazza degli anni cinquanta e, nuovamente, i paesaggi di Grizzana dei suoi ultimi anni, pervasi da un´inquietudine moderna, caratterizzati da una scarna essenzialità e dal rarefarsi della pittura, quando ormai il confine tra paesaggio e natura morta si fa labile, così da poter prevedere di accostare almeno un´opera di questo genere: la “Natura morta” del 1963. I sessantaquattro quadri olio su tela e i sei acquarelli, che attraversano i cinquanta anni di attività di Morandi nei luoghi dove ha vissuto fino al 1964, costituiscono una raccolta, davvero unica e singolare - come ha spiegato Maria Cristina Bandera, la curatrice della mostra, durante l’anteprima riservata alla stampa - per l’importanza e il pregio delle opere ma soprattutto per l’importanza di vederle accostate tutte insieme. Il progetto espositivo – ha proseguito Maria Cristina Bandera - è studiato per mettere in risalto l´itinerario mentale compiuto da Morandi nell´affrontare un tema che gli è peculiare e per permettere al grande pubblico di conoscere e fare proprie la poesia e la grandezza anche di questo aspetto della sua pittura. Le opere in esposizione sono concesse da prestatori privati e pubblici come i Musei Vaticani, la Rai – Radiotelevisione Italiana, la Camera dei Deputati, la Banca d’Italia, il Museo del Novecento di Milano, la Pinacoteca di Brera, solo per citarne alcuni insieme a tanti collezionisti privati diversi anonimi. Il catalogo a cura di Maria Cristina Bandera (24 Ore Cultura) contiene saggi di Maria Cristina Bandera, Barbara Cinelli, Mina Gregori, Gian Paolo Minardi, Ferzan Ozpetek e Paolo Pejrone. L’architetto Danilo Manassero ha realizzato un allestimento curato con colore di sfondo alle pareti in sinergia con le opere per una mostra comprensibile a tutti dove le didascalie dei singoli quadri sono discretamente scostate dall’opera per non distrarre lo sguardo del visitatore.  
   
   
SPORT: INCONTRO FVG GOVERNATORE CARINZIA DOERFLER  
 
Trieste, 18 ottobre 2010 - Le potenzialità di collaborazione tra Friuli Venezia Giulia e Carinzia nei settori dello sport e del turismo, sono state approfondite in un incontro che l´assessore regionale Elio De Anna, a nome del presidente Renzo Tondo, ha avuto il 14 ottobre a Trieste con il governatore della Carinzia Gerhard Doerfler. Nel corso della riunione, che si è svolta nella sede della Presidenza della Regione, è stata in particolare esaminata la possibilità di creare un circuito transfrontaliero di beach volley che, a partire dall´impianto realizzato a Klagenfurt sul lago Woerthersee, possa consentire alle due Regioni di concorrere con successo all´assegnazione di importanti manifestazioni internazionali, usufruendo anche dei fondi comunitari Interreg Italia-austria. Il beach volley è in grado di attirare - è stato detto - il grande pubblico e le reti televisive internazionali, promuovendo in questo modo l´immagine turistica del territorio soprattutto tra i giovani. Nell´incontro tra l´assessore De Anna e il governatore Doerfler si è anche parlato di turismo congressuale di nicchia, in luoghi esclusivi dal punto di vista ambientale e paesaggistico a cavallo del confine tra Italia e Austria, tra mare e montagna. Lo sviluppo di progetti come questi - hanno concordato De Anna e Doerfler - ha il merito di riempire di contenuti concreti la collaborazione transfrontaliera nel quadro dell´Euroregione.  
   
   
CICLISMO.GIRO LOMBARDIA, VIA DA NUOVA SEDE REGIONE FORMIGONI: ONORATI DI OSPITARE LA CLASSICA DEL CICLISMO  
 
 Milano, 18 ottobre 2010 - Sabato 16 ottobre Ore 10.40, freddo pungente ma niente pioggia rispetto alle previsioni del tempo: il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha dato il via con il gagliardetto rosa a Il Lombardia, una delle 5 classiche monumento del ciclismo mondiale con cui si chiude ufficialmente la stagione 2010. Accanto a lui, sulla linea di partenza a Milano, gli assessori regionali allo Sport, alla Sanità e all´Agricoltura, rispettivamente Monica Rizzi, Luciano Bresciani e Giulio De Capitani. Novità assoluta dell´edizione di quest´anno il ritrovo in via Luigi Galvani, ai piedi di Palazzo Lombardia: nella piazza della nuova sede della Regione è stato allestito il palco dal quale gli atleti hanno firmato il foglio di presenza a partire dalle ore 9.30. Il Saluto Da Palazzo Lombardia - "Ringrazio gli organizzatori de Il Lombardia - ha detto Formigoni prima della partenza ai microfoni con diretta su Radio 105 - per aver scelto Palazzo Lombardia come punto di partenza. Palazzo Lombardia parla di noi e del rapporto tra istituzioni e cittadini: per questo siamo molto contenti che questa classica del ciclismo abbia inizio davanti alla nuova sede, simbolo di bellezza e di trasparenza". Soddisfazione per la partenza dalla nuova sede della Regione anche da parte degli assessori regionali che hanno seguito l´inizio della gara assieme a Formigoni. Le Cifre Della Gara - Numeri significativi quelli della 104esima edizione della classifica delle foglie morte, la competizione dedicata ai campioni in grado di tenere in salita: 25 squadre partecipanti, 260 chilometri di tragitto con le arrampicate del Ghisallo e di Colma di Sormano, diretta tv su Raisport 2 dalle ore 14, arrivo previsto intorno alle 17. In prima fila sulla griglia di partenza il Cervelo Test Team con il neo campione del mondo di ciclismo su strada, il norvegese Thor Hushovd con la maglia 77 soprannominato il vichingo per il fisico possente (1 metro e 83 centimetri). Numero di gara 1 per il vincitore del Lombardia 2009 il belga Philippe Gilbert, maglia 161 per Vincenzo Nibali trionfatore alla Vuelta, maglia numero 141 per Giovanni Visconti campione italiano su strada. I Valori Dello Sport - Alla partenza in via Luigi Galvani sono state distribuite centinaia di borracce, adesivi e volantini per promuovere i valori dello sport. A questo tema è dedicato il convegno "L´etica nel ciclismo" in programma alle ore 12.30 al museo del ciclismo al Ghisallo: relatori gli assessori regionali Rizzi, Bresciani e De Capitani. "Lo sport è salute - dice Bresciani alla partenza de Il Lombardia -, lo sport è stile di vita sano ed è prevenzione: senza muscoli non si può bleffare, ma i muscoli stanno bene se si rispettano questi principi". E proprio grazie a un accordo di programma sottoscritto lo scorso maggio dalla Regione con la direzione scolastica - nota De Capitani - "nelle scuole primarie della Lombardia i nostri ragazzi saranno educati a una corretta alimentazione: tutto ciò potrà servire per permettere ai futuri atleti di difendersi da deviazioni alimentari come il doping".  
   
   
CICLISMO.GIRO LOMBARDIA: PRESENTATO IL "GIRO DELLA SALUTE" CONVEGNO SU ETICA NELLO SPORT  
 
 Magreglio, 18 ottobre 2010 - Il giro della salute delle 12 province lombarde. E´ questa la posposta venuta oggi dall´assessore alla Sanità della Regione Lombardia Luciano Bresciani e dall´assessore all´agricoltura Giulio De Capitani nel corso del convegno "l´etica nel ciclismo", che si è tenuto il 16 ottobre al Museo del ciclismo alla Madonna del Ghisallo, il tempio del ciclismo lombardo e non solo, in occasione del Giro di Lombardia alla presenza, fra gli altri, del presidente della "Fondazione museo Madonna del Ghisallo" Fiorenzo Magni e di Ivan Basso, Maglia Rosa del Giro d´Italia 2006 e 2010. "Il giro della salute - ha spiegato l´assessore Bresciani intervenendo al convegno - è una gara di ciclismo di regolarità corta, sui 30 chilometri aperta a tutti: professionisti, dilettanti e anche persone con problemi di funzionalità. Ho avuto rassicurazioni sulla loro presenza da grandi professionisti tra cui lo stesso Ivan Basso. Dopo avere fatto questi 30 chilometri, si va ad alimentarsi a banchetti con cibi che sono garantiti di produzione territoriale, della filiera corta, i cosiddetti chilometro zero. Qui di cibi sani. Successivamente pensiamo di fare un incontro con esperti che spiegano tecniche sportive per età, tecniche alimentari per età e stili di vita per età. Tre blocchi di argomenti che coinvolgono necessariamente l´assessore allo sport, Monica Rizzi, l´assessore alla sanità e l´assessore all´agricoltura Giulio De Capitani". Proprio sulla necessità del recupero di stili di vita sani e della formazione di sportivi sani anche attraverso un´alimentazione adeguata è intervenuto l´assessore De Capitani: "E´ importante assicurare prodotti che vengono dal territorio e che siano assolutamente sicuri dal punto di vista igienico in funzione di quello che saranno i nuovi atleti. Noi come assessorato, insieme al responsabile scolastico provinciale e ai rappresentanti dei Comuni e delle Province, abbiamo stipulato un accordo di programma proprio per curare l´alimentazione nelle scuole, o meglio per curare di più la sicurezza alimentare a partire dai ragazzi del ciclo scolastico primario. Questo è propedeutico per l´alimentazione nell´età successiva, nel senso che una gioventù ben alimentata si può accostare anche a quelle che sono le pratiche sportive e di vita comune, partendo da una possibilità di alimentazione corretta e positiva".