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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 02 Aprile 2013
PAGAMENTI DIRETTI NELL´AMBITO DELLA PAC NEL 2014, LA COMMISSIONE EUROPEA HA PRESENTATO UNA PROPOSTA DI "DISCIPLINA FINANZIARIA"  
 
Bruxelles - Le stime per i pagamenti diretti e misure di mercato nell´ambito della Politica politica agricola comune (Pac) per il 2014 supera la stima massima per lo stesso anno in cui i capi di Stato e di governo dell´Unione europea uno è sono concessi, la Commissione europea ha presentato una proposta di "disciplina fiscale" per le spese non al di fuori del quadro di bilancio. Questo concetto, nato nel 2003 ma mai attuata fino ad oggi, la Commissione è tenuta alla fine di marzo, una proposta per introdurre una riduzione lineare dei pagamenti diretti nell´ambito della Pac, al fine di rispettare il massimale del primo pilastro Cap fissato per l´anno successivo. La proposta della Commissione, che ha una soglia di esclusione, qualsiasi riduzione della prima tranche di 5 000 Eur di pagamenti diretti agli agricoltori, prevede una riduzione di quasi il 5% (4,98%) per tutti i pagamenti diretta, che corrisponde a una riduzione complessiva di 1 471,4 milioni. La presente proposta si riferisce alle domande di pagamenti diretti introdotti nel 2013, gli agricoltori devono presentare nel maggio 2013, prima di ricevere l´aiuto in questione, di solito nel mese di dicembre dello stesso anno (2014 bilancio). Non si applica alla Bulgaria e alla Romania (e Croazia), il sistema dei pagamenti diretti nell´ambito della Pac è ancora in fase di introduzione in questi paesi. La presente proposta fa seguito ad un accordo tra i capi di Stato o di governo dell´Unione europea uno come un tetto sul bilancio per il 2014 di circa 800 milioni rispetto alle proposte della Commissione, e la creazione di una nuova riserva per le crisi nel mercato (del valore di euro 424,5 milioni), finanziato a titolo della rubrica 2 del quadro finanziario pluriennale (Qfp) - non è una riserva separata sarebbe stato stabilito al di fuori del quadro finanziario pluriennale, come sostenuto dalla Commissione, inizialmente - e sotto la disciplina finanziaria. In base al regolamento, la proposta deve essere adottata dal Parlamento europeo e al Consiglio entro il 30 giugno 2013. In caso contrario, la Commissione ha il potere di fissare il tasso di adeguamento. La Commissione aggiornerà le previsioni per spese di mercato e spese nel quadro dei pagamenti diretti per il 2014 per l´autunno di quest´anno, come al solito, e, se necessario, regolare la velocità di disciplina finanziaria, che dovrebbe essere adottato dal Consiglio il 1 ° dicembre al più tardi.  
   
   
UE: NUOVO DIRETTORE GENERALE DELL´AGRICOLTURA E DELLO SVILUPPO RURALE  
 
Bruxelles - La Commissione ha deciso 27 Marzo di mettere il signor Jerzy Bogdan Plewa Direttore generale dell´Agricoltura e dello sviluppo rurale Direzione generale (Dg Agri). La nomina ha effetto il 16 aprile 2013. Signor Plewa, che ha 58 anni e un cittadino polacco, è attualmente vice direttore generale della Dg Agri, responsabile per lo sviluppo rurale e la politica di sostenibilità. Prima di allora è stato Vice Direttore generale responsabile degli affari internazionali della Dg Agri. Nato a Kraśnik, in Polonia, il sig Plewa laureato presso l´Università di tecnologia di Varsavia nel 1978. Ha finito il suo dottorato nel 1982, e ha lavorato sulla ricerca presso la Facoltà di Scienze della Vita di Varsavia diventare Professore Associato. Ha lavorato anche come membro del Consiglio di Sorveglianza della Banca di economia alimentare, e Consigliere del Presidente della Banca Nazionale di Polonia con la responsabilità per la fattoria del settore analisi. Dal 1995 fino al 1997, era un direttore presso il ministero polacco per l´Agricoltura e lo sviluppo rurale. Dal 1997 fino al luglio 2004, il sig Plewa è stato Sottosegretario di Stato al Ministero polacco dell´Agricoltura e dello sviluppo regionale, dove è stato responsabile per i negoziati sulle questioni agricole con l´Ue, i paesi terzi e le organizzazioni internazionali. Durante questo periodo, il sig Plewa era anche il capo negoziatore per gli affari agricoli della squadra di negoziato l´adesione della Polonia all´Unione europea.  
   
   
SUMMIT AL PARLAMENTO UE SULLA PESCA NEL MEDITERRANEO .  
 
“La prossima Politica comune dovrà sviluppare le industrie della pesca e acquacoltura, oltre a rivolgere una maggiore attenzione alla flotta. In questo senso è necessario mantenere strumenti quali il fermo pesca, le demolizioni e ripristinare gli aiuti alle nuove costruzioni, visto che la flotta nel mediterraneo è mediamente molto vecchia. Senza di questo non c’è futuro, soprattutto per i giovani”. Sara Giannini, assessore regionale alla Pesca, commenta così l’incontro tenuto nei giorni scorsi al Parlamento europeo, dal titolo Sviluppo e gestione delle aree marittime e costiere, per la “crescita blu” del Mediterraneo. All’incontro, oltre ai rappresentanti della Regione Marche, hanno preso parte tutti i partner del progetto Maremed, rappresentanti politici di molte regioni del Mediterraneo (Francia, Spagna, Italia, Grecia, Croazia) membri del Parlamento europeo e a rappresentati della Commissione Ue. “C’è soddisfazione – continua Giannini - per gli orientamenti espressi dal Parlamento Europeo sulle concessioni di pesca trasferibili, in particolare la formula della non obbligatorietà. E’ infatti auspicabile che ciascuno stato membro possa decidere se applicare o meno un sistema di concessioni su scala nazionale. Gestire la pesca su scala locale è fondamentale per il Mediterraneo. Le nostre proposte, sulle quali ci siamo da tempo battuti, sono state approfondite e probabilmente saranno accolte”. Durante la sessione Pesca, che ha visto la partecipazione dell’onorevole Guido Milana, in quanto rappresentante della Commissione Pesca, sono stati discussi punti molto importanti relativi al prossimo Fondo Europeo per gli affari marittimi e la pesca 2014 - 2020. La Regione Marche ha portato all’attenzione delle autorità presenti alcune problematiche tra cui la necessità di mantenere il fermo biologico e di prevedere misure specifiche per l’ammodernamento dei pescherecci sulla base di criteri di sostenibilità e per il finanziamento di nuove imbarcazioni volte a favorire l’occupazione giovanile e il ricambio generazionale. La Regione Marche ha inoltre evidenziato la necessità di basare lo sviluppo locale su strumenti più semplici, flessibili e calibrati sulle specificità locali. Istanze condivise e accolte in maniera positiva dalle autorità presenti e dall’onorevole Milana, che le rilancerà nei lavori della commissione parlamentare competente, affinché siano approvate. Nell’ambito del seminario è stata inoltre sottolineata l’importanza che la strategia comunitaria macro-regionale per il bacino adriatico ionico prenda in considerazione delle specificità tipiche di questo bacino con un’attenzione particolate agli aspetti legati alla pesca e all’acquacoltura, ponendo le basi per la cosiddetta “blue growth” e per un politica marittima integrata.  
   
   
BENE FANNO LE BANCHE CHE CREDONO NEL SISTEMA IMPRENDITORIALE AGRICOLO DEL VENETO  
 
Venezia - “Scommettere sull’agricoltura è un’operazione strategica e intelligente, in quanto il settore primario in Veneto è motore di forte crescita, di sviluppo e innovazione continua”. Commenta così, esprimendo soddisfazione e plauso, l’assessore all’agricoltura della Regione del Veneto, Franco Manzato, la decisione del 29 marzo della Banca della Marca di stanziare 10 milioni di euro in favore del comparto agricolo e agroalimentare. Si tratta di un aiuto concreto, che l’istituto bancario fornisce alle aziende agricole, mettendo a loro disposizione finanziamenti a breve sotto forma di cambiale agraria. “E’ doveroso evidenziare – prosegue Manzato – che le percentuali di insoluto nel comparto agricolo sono quasi inesistenti o comunque di gran lunga inferiori al settore secondario e terziario. Questo è sintomo di salute di un’agricoltura che vede crescere la produzione lorda vendibile di anno in anno e che nel 2012 ha superato i cinque miliardi di euro. Vantiamo centinaia di prodotti tipici e decine di prodotti certificati a denominazione, con perle nel settore vitivinicolo che ha raggiunto oltre il 30 per cento del totale export italiano del comparto”. “Invito pertanto le altre banche a imitare questo caso esemplare – ha concluso l’assessore regionale –, specializzandosi in un settore che propone prospettive incoraggianti, credendo e puntando sulla capacità imprenditoriale dei nostri agricoltori”.  
   
   
PRODOTTI REGIONALI DI QUALITÀ EUREGIO: NECESSARIO UN PATTO FRA TERRITORI E PRODUTTORI-CONSUMATORI-DISTRIBUTORI  
 
Sul tema "Sicurezza e proveneineza regionale" si incentrerà il convegno specialistico sulla commercializzazione dei prodotti regionali in programma il 24 maggio 2023 a Bolzano nell´ambito del Festival del Gusto. Il presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder, il vicepresidente del Tirolo Anton Steixner del Tirolo e Giuseppe Bax direttore dell´Ufficio promozione territoriale della Provincia di Trento ne hanno presentato i contenuti e gli obiettivi oggi, mercoledì 27 marzo 2013, a Palazzo Widmann a Bolzano. In occasione del Festival del Gusto, organizzato dalla Organizzazione Export Alto Adige (Eos) dal 24 al 26 maggio 2013 in piazza Walther a Bolzano, le società di marketing agrarie territoriali del Tirolo, dell´Alto Adige e del Trentino nell´ambito del convegno specialistico "Sicurezza e provenienza regionale - I nuovi valori plus nel mondo del food globale", in programma il 24 maggio, per la prima volta mostreranno e confronteranno le possibili vie comuni per posizionare meglio i prodotti regionali a livello locale, nella grande distribuzione ed in ambito turistico con particolare attenzione allo sviluppo di gruppi particolari di prodotti. In considerazione del continuo aumento della richiesta di rintracciabilità degli alimenti da parte del consumatore, al centro dell´attenzione vi sarà la regionalità, vista come un fattore di vantaggio promozionale nonchè la sicurezza del consumatore nell´ottica di una catena di produzione controllata e di qualità garantita. Il convegno costiuisce una manifestazione di lancio a cui seguiranno altri convegni: nell´autunno 2013 a Trento incentrata sui prodotti lattiero-caseari e nella primavera 2014 ad Innsbruck sulla carne di qualità. Il presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder, ricordando la decisione adottata dalla seduta congiunta delle Assemblee legislative di Tirolo, Alto Adige e Trentino dell´anno 2009 in cui si conveniva l´opportunità di rafforzare commercializzazione di prodotti regionali di qualità puntando la regionalità ed i circuiti regionali, ha sottolineato che è giusto ricordare ai consumatori gli alimenti di elevata qualità prodotti a livello locale e i vantaggi che derivano a tutti: ai produttori, ai consumatori, alla tutela ambientale alla qualità vitale, alla visibilità di un territorio e così anche all´economia locale. Nell´interesse di tutti, pertanto, è opportuno giungere ad un patto solidale fra produttori ed acquirenti, locali ed ospiti nel territorio. La produzione di alimenti di qualità e la commercializzazione nei circuiti regionali ha una ricaduta positiva sull´alimentazione sana, sulla tutela ambientale. Il vice-presidente ed assessore all´Agricoltura del Land Tirol Anton Steixner ha sottolineato l´attualità del tema sostegno dei prodotti regionali ponendo in evidenza l´importanza della collaborazione e dello scambio di best practice perché imparando dai vicini si può giungere ad una crescita più rapida. L´obiettivo perseguito è quello di garantire maggiore visibilità ai prodotti sensibilizzando i consumatori ed in particolare i giovani sulla qualità intrinseca dei prodotti inducendo al loro acquisto e consumo. In tal modo si crea un valore aggiunto nelle regioni. Per Steixner un fattore vincente è il collegamento fra prodotti e fra produttori: commercializzare in maniera congiunta i prodotti di alta qualità è la strada giusta verso un rafforzamento della produttività regionale. A nome dell´assessore all´agricoltura della Provincia di Trento Tiziano Mellarini, era presente Giuseppe Bax, direttore dell´Ufficio promozione territoriale della Provincia di Trento. Come ha sottolineato, la promozione dei prodotti regionali di qualità comporta una serie di effetti positivi, quali la tutela del consumatore, lo sviluppo economico, la valorizzazione di produzioni alimentari di qualità, un contributo per una cultura più sana di alimentazione, un inferiore impatto ambientale e, soprattutto, un incremento del valore del territorio (sia nei confronti dei turisti che dei consumatori) con maggiore attenzione presso i soggetti della distribuzione alimentare e supporto alle strategie di marketing dei produttori locali. Strategici per lo sviluppo del territorio saranno la creazione di una visione e di strategie precise che puntino alla regionalità e alal sicurezza degli alimenti con partnership strette fra territori e fra produttori (anche di settori diversi) consumatori e distributori. Secondo Hansjörg Prast dell‘Organizzazione Export Alto Adige (Eos) gli obiettivi del futuro saranno la commercializzazione ottimale del prodotto regionale, il suo inserimento nella catena della distribuzione alimentare nonché la sensibilizzazione del consumatore. Un obiettivo che perseguono tra l´altro anche le organizzazioni apposite in Tirolo e in Trentino. In questo contesto c´è tanto da poter imparare reciprocamente, scambiandosi knowhow e esperienza e coprendo un ruolo sempre più importante nella presentazione congiunta davanti alle catene commerciali, ai fornitori per il turismo e alla grande distribuzione. Allo stesso modo la sensibilizzazione del consumatore rivestirà un ruolo fondamentale al festival del gusto in maggio a Bolzano sotto lo slogan "La bontà dà spettacolo", nel quale contesto si organizzerà il convegno e i partecipanti potranno usufruire della vetrina di prodotti regionali e delle relative strategie di commercializzazione. La segretaria generale del Gect Birgit Oberkofler ha annucniato l´intenzione di produrre un libro di cucina sulle specialità delle tre realtà regionali dell´Euregio basate sull´impiego dei loro prodotti alimentari di qualità.  
   
   
LETTERA ALL´UE: INDICARE COME È STATO ALLEVATO UN ANIMALE IN ETICHETTA  
 
Andrea Zanoni, eurodeputato Alde e vice presidente dell´Intergruppo Benessere degli Animali al Parlamento europeo, scrive insieme cinque colleghi stranieri al Commissario Ue competente per il Benessere animale per chiedere l´indicazione in etichetta delle carni del metodo di allevamento utilizzato per gli animali. Zanoni: “Solo in questo modo il consumatore finale potrà scegliere di comprare solo quei prodotti ottenuti con metodi di allevamento non intensivi contribuendo in questo modo attivamente a migliorare gli standard di benessere degli animali in tutta Europa”. La lettera, firmata da Andrea Zanoni, Pavel Poc (ceco, socialista), Karin Kadenbach (austriaca, socialista), Anna Rosbach (danese, conservatrice), Kriton Arsenis (greco, socialista) e Kartika Tamara Liotard (olandese, sinistra unita), chiede al Commissario Ue Tonio Borg di introdurre l´indicazione in etichetta delle tecniche di allevamento a partire dai polli e seguendo l´esempio delle uova, per le quali oggi viene si legge sulle etichette "ruspante", "a terra" o "uova da allevamento in gabbie". “Sono convinto che i consumatori debbano essere meglio informati sulle pratiche agricole moderne e sulle loro implicazioni per il benessere degli animali – spiega Zanoni - Se i consumatori non sono consapevoli di come gli animali sono tenuti negli allevamenti non avranno alcun incentivo a cercare prodotti alimentari che siano frutto di un superiore benessere degli animali”. “Se l´etichettatura è volontaria, è probabile che solo i prodotti d´allevamento a standard elevati di benessere degli animali siano etichettati. Ecco che per garantire che anche la carne ricavata da allevamenti intensivi sia dichiarata, allora è necessaria l´etichettatura obbligatoria”, aggiunge l´eurodeputato. “Ci rendiamo conto che l´etichettatura da sola non può portare al cambiamento, ma costituirebbe sicuramente un passo in avanti. Sempre più europei si dimostrano intolleranti nei confronti degli allevamenti intensivi, spesso dei veri e proprio lager dove milioni di animali vengono costretti a vivere fino al loro macello. Per questo i consumatori hanno il sacrosanto diritto di poter scegliere quali prodotti comprare orientando in questo modo l´intera produzione di carni europea verso un modello più sostenibile e civile. Il tutto sempre tenendo in considerazione che la scelta migliore per porre fine a queste sofferenze resta quella dell’alimentazione vegetariana”, conclude Zanoni.  
   
   
AGRICOLTURA: LE NUOVE PROSPETTIVE PER LA ZOOTECNIA UMBRA. IN DIRITTURA D’ARRIVO IL NUOVO PIANO ZOOTECNICO REGIONALE  
 
Perugia - “Una zootecnia, che faccia della trasparenza delle sue pratiche, dell’attenzione ad una sostenibilità ambientale che comprenda il “benessere animale”, della qualità dei prodotti, gli elementi essenziali della sua azione”, è questo l’obiettivo del nuovo Piano regionale zootecnico delineato oggi, mercoledì 27 marzo, dall’assessore alle politiche agricole Fernanda Cecchini alla riunione dell’apposito tavolo regionale. Il documento, alla luce della discussione odierna, sarà oggetto di un ulteriore approfondimento dedicato al tema della compatibilità ambientale da compiere insieme all’assessore regionale all’ambiente Silvano Rometti e poi, nel prossimo mese di aprile, sarà pronto per essere discusso in Consiglio regionale dalla competente commissione. “Una questione di fondo, ha sottolineato l’assessore Cecchini, è la sostenibilità ambientale, che negli ultimi anni, con l’evolversi delle consapevolezze e delle sensibilità sui temi dell’“economia verde”, ha assunto un ruolo centrale. In Umbria non c’è un allarme ambientale per il carico zootecnico. Si tratta però di rendere “ecocompatibili e sostenibili”, attraverso opportune soluzioni tecnologiche e gestionali, alcune situazioni di particolare concentrazione, e di applicare al tempo stesso alle produzioni e ai suoi impatti un adeguato sistema di monitoraggio, in una visione integrata della tutela ambientale (si pensi al Piano della Tutela delle Acque)”. “Tanto più oggi, ha aggiunto l’assessore, in tempi di crisi economico-finanziaria incerti per tutti, che vedono la zootecnia fra i comparti più colpiti dal nuovo corso dei mercati agricoli, assai più esposti che in passato alle fluttuazioni (anche pesanti) dei prezzi. Una situazione di crisi, che sottolinea ancora di più la necessità di dotare gli agricoltori di adeguati strumenti di protezione. In una logica senz’altro diversa dal passato, in linea cioè con l’obiettivo di “liberalizzare” i mercati, ma comunque in grado di “proteggere” agricoltori e territori”. Anche in Umbria, si sono verificati consistenti mutamenti strutturali. Rispetto al 2000, le aziende zootecniche si sono ridotte del 56 per cento, in un quadro di riduzione del complesso delle aziende agricole di circa il 30 per cento (un dato comunque inferiore alla media rilevata in Italia). Sono i dati delle prime analisi del Sesto Censimento Generale dell’Agricoltura. Secondo l’indagine, l’allevamento bovino (praticato da 2 mila 687 aziende, di cui 81 “biologiche”) si conferma, con il suo 54 per cento del totale, il più diffuso. Gli allevamenti suini sono l’87 per cento in meno, solo 14 quelli “biologici”, ma aumenta (segno evidente di una “specializzazione”) il numero medio dei capi per azienda (250). In nettissima contrazione l’allevamento avicolo (-93 per cento), con un calo, rispetto ai capi, del 38 per cento. Ed è in questo scenario che si colloca il nuovo Piano Zootecnico, che la giunta regionale ha costruito avvalendosi anche della consultazione e della partecipazione delle imprese e delle organizzazioni professionali agricole. Il Piano consente di tracciare una diagnosi precisa del comparto: la contrazione dei capi allevati, la drastica riduzione del numero delle imprese è interpretabile come una “professionalizzazione” di tutto il comparto (che ha preferito puntare su una “dimensione media” degli allevamenti economicamente sostenibile), di pari passo con la riduzione delle cosiddette “agricolture residuali”. “Qualità certificata”, secondo quanto prescritto dalle nuove norme comunitarie, ma anche richiesto dagli standards della grande distribuzione; maggiore formazione degli addetti; polifunzionalità ed economie di scala dei servizi connessi con l’allevamento (come la rete di macellazione), in grado di ridurre i costi; “filiere corte”, che possano contare sullo stesso livello di tecnica e di assistenza presente in azienda; valorizzazione mirata dei prodotti regionali: sono queste le indicazioni di marcia che vengono dal Piano zootecnico. “Occorrono sempre più imprese di qualità, ha affermato l’assessore Cecchini, sostenute sia da un sistema normativo adeguato, sia da una organizzazione efficiente, sul piano della logistica e dei servizi, in un quadro che guardi al contesto nazionale ed alle zootecnie limitrofe (come Toscana e Marche). Ed occorre soprattutto una imprenditorialità, che sappia servirsi efficacemente degli strumenti di modernizzazione messi in campo dalle istituzioni pubbliche, dell’innovazione e dei risultati della ricerca scientifica, per farne un decisivo fondamento della propria azione. Qualità e innovazione sono le parole d’ordine del processo di modernizzazione del settore zootecnico in Umbria, che abbia i suoi punti di forza nella compatibilità e tutela ambientale (alle quali possono contribuire anche le recenti normative di sostegno alla produzione di “energie rinnovabili” applicate al settore), negli interventi per il “benessere degli animali” e nelle opportunità offerte dal nuovo Piano di Sviluppo Rurale, in termini di misure e risorse da destinare alla zootecnia”. “L’umbria si trova di fronte al bivio di un futuro non privo di difficoltà per le attività zootecniche, ma che può costituire anche e soprattutto una grande opportunità, ripensando il sistema e dotandolo degli strumenti necessari per far fronte alle sfide della modernità e dello sviluppo. Il Piano Zootecnico regionale, ha concluso l’assessore Cecchini, nasce con l’obiettivo di fornire ai protagonisti, le imprese e gli allevatori, gli strumenti di cui hanno bisogno per sviluppare al meglio idee, capacità e reddito, nella consapevolezza che il loro lavoro, come quello di tutti gli agricoltori, contribuisce all’economia regionale e, soprattutto, alla tutela di quel paesaggio frutto secolare di attività, che hanno fatto “verde” l’Umbria, rendendola inimitabile per le sue campagne, per i suoi prodotti e per i valori etici ed estetici legati alla vita dei campi”.  
   
   
PUBBLICATO DECRETO SU ROTTAMAZIONE IMBARCAZIONI PER PESCA A STRASCICO.VENETO: LEGITTIMO RICONOSCIMENTO PER OPERATORI PENALIZZATI DA NORMATIVE COMUNITARIE  
 
Venezia - E’ stato pubblicato il 27 marzo sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del 27 dicembre scorso del Ministro delle politiche agricole e alimentari sull’attuazione della misura di arresto definitivo, mediante demolizione, delle imbarcazioni da pesca. Da oggi, quindi, i pescatori interessati avranno 60 giorni di tempo per presentare le domande al Compartimento marittimo della Regione Veneto presso il quale l’imbarcazione è iscritta. Il premio di arresto definitivo è destinato ai proprietari delle imbarcazioni di lunghezza pari o inferiori a 15 metri, autorizzati all’esercizio dell´attività di pesca con gli attrezzi ricompresi nel ‘sistema strascico’. La Regione del Veneto ha destinato per tale iniziativa 4 milioni di euro. “Stiamo raccogliendo i frutti del nostro impegno – spiega l’assessore all’agricoltura e alla pesca della Regione del Veneto, Franco Manzato – e vediamo finalmente concretizzata l’azione da noi avviata nel giugno del 2012 con la richiesta al Ministero di predisporre un bando ‘straordinario’ rivolto alle imprese venete che operano a mare con piccole imbarcazioni, finora rimaste escluse da analoghe iniziative dell’autorità centrale che privilegiavano, nell’ambito della programmazione Fep, le imbarcazioni di stazza più elevata”. “Prevediamo la demolizione di circa 35 imbarcazioni – aggiunge Manzato – appartenenti al segmento produttivo maggiormente penalizzato dalle recenti normative comunitarie che impongono il divieto dello strascico entro le tre miglia e l’obbligo di reti a maglia allargata e la rottamazione, quindi, risponde proprio alle pressanti richieste dei pescatori che non possono più esercitare la propria attività come un tempo”.  
   
   
"EUROFOODCHEM XVII", IN TURCHIA  
 
Dal 7 al 10 maggio 2013 si terrà a Istanbul, in Turchia, una conferenza intitolata "Eurofoodchem Xvii". Se la domanda di cibo per il consumo umano è destinata a salire, l´interesse per i prodotti alimentari di qualità e a valore aggiunto aumenterà logaritmicamente, specialmente in vista dei recenti sviluppi nell´Ue. Gli alimenti e le tecnologie di lavorazione degli alimenti hanno una lunga storia e generalmente erano considerati sicuri. Mettere l´accento sulla lavorazione degli alimenti è l´ultima tendenza della ricerca e dello sviluppo alimentare, principalmente a causa dell´aumento della domanda da parte dei consumatori di cibi freschi e poco lavorati. L´attenzione è verso la sicurezza dei consumatori, la nutrizione, la comodità e gli effetti negativi minimi per l´ambiente e le risorse energetiche per tutto il ciclo vitale degli alimenti e delle confezioni degli alimenti. La conferenza riunirà varie parti interessate e ricercatori per discutere le più recenti conoscenze e applicazioni di chimica alimentare e discipline complementari. La conferenza promuoverà la creazione di contatti e la collaborazione tra i partecipanti per far avanzare la conoscenza e identificare le principali tendenze del settore. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Arber.com.tr/eurofoodchemxvii.org/index.php/home  
   
   
AGROALIMENTARE: PROSCIUTTO SAN DANIELE ELEMENTO IDENTITA´ TERRITORIO  
 
San Daniele del Friuli -  La filiera del Prosciutto di San Daniele rappresenta, e dovrà rappresentare anche per il futuro, un valore aggiunto non solo dell´economia agroalimentare e rurale, bensì dell´intero Friuli Venezia Giulia. Secondo l´assessore regionale alle Risorse Rurali, Agroalimentari e Forestali, intervenuto il 28 marzo a conclusione di una tavola rotonda seguita all´assemblea annuale del Consorzio del Prosciutto di San Daniele, il percorso seguito negli ultimi anni dagli imprenditori sandanielesi - che hanno saputo mettere attorno a un tavolo tutti i soggetti interessati, dal comparto zootecnico alle altre componenti significative della filiera - rappresenta un risultato che pone oggi il Friuli Venezia Giulia in una posizione avanzata fra le realtà nelle quali il mondo rurale gioca un ruolo significativo nell´immagine e nella promozione del territorio. Per la città di San Daniele del Friuli, la produzione del prosciutto costituisce, e dovrà costituire, l´elemento qualificante e trainante delle politiche di sviluppo e deve divenire sempre più identitaria della comunità locale. Nel contempo, San Daniele dovrà puntare a coinvolgere nel processo di valorizzazione del territorio anche le aree rurali del bacino del fiume Corno, che rappresentano il naturale riferimento rurale, produttivo e ambientale della filiera del prosciutto. Per quanto attiene all´affermazione di progetti del territorio di ampia scala legati alle produzioni locali, il Friuli Venezia Giulia è forse in ritardo rispetto a Paesi che già da secoli ne hanno fatto una bandiera, come la Francia e la Spagna: proprio questo ritardo, però, consente di valutare tale progetto in termini attuali e moderni e di prospettarne un percorso mirato ed efficace. La tavola rotonda ha visto la partecipazione dei presidenti del Consorzio dei consorzi Doc del Friuli Venezia Giulia e del Consorzio del Prosciutto di San Daniele, il direttore dell´Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia, e il rappresentante del Comune collinare, che hanno indicato l´esigenza di un percorso comune di valorizzazione delle risorse del territorio quale elemento trainante del sistema e dell´economia su vasta scala. Uno dei risultati più significativi raggiunti dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele, assieme alla Regione, in questi anni, è rappresentato dall´impiego del 18 per cento di materia prima (cosce di suini) regionale da parte dei prosciuttifici del San Daniele.  
   
   
TERREMOTO, AL VIA L´EROGAZIONE DI OLTRE 18 MILIONI DI EURO PER L´ACQUISTO O IL RIPRISTINO DI ATTREZZATURE DANNEGGIATE A 246 AZIENDE AGRICOLE E AGROALIMENTARI. IL SECONDO AVVISO DEL BANDO PER LA MISURA 126 SI CHIUDERÀ IL 5 APRILE. A DISPOSIZIONE ANCORA RISORSE PER OLTRE 80 MILIONI DI EURO.  
 
Bologna - La Regione Emilia-romagna ha concesso oltre 18 milioni di euro a 246 aziende agricole e agroalimentari per l’acquisto o il ripristino di macchine, attrezzature e impianti danneggiati dal terremoto. Si tratta delle aziende che hanno presentato regolare domanda entro il 10 gennaio 2013 a chiusura del primo avviso dell’apposito bando del Piano regionale di sviluppo rurale. Le risorse assegnate ammontano a 18 milioni e 300 mila euro a fronte di una spesa ammissibile di circa 24 milioni 317 mila euro. In particolare 200 sono le aziende del territorio modenese cui andranno contributi per circa 14 milioni 483 mila euro, 29 quelle ferraresi che riceveranno circa 2 milioni 60 mila euro, mentre alle 12 imprese della provincia di Bologna e alle 5 della provincia di Reggio Emilia andranno rispettivamente circa 633 mila e 1 milione e 103 mila euro. Per quanto riguarda le tipologie di intervento al primo posto si colloca l’acquisto di ricoveri temporanei ed attrezzature agricole. Tra le voci significative anche l’acquisto delle scalere ed attrezzature per caseificio. Il secondo avviso del bando si chiuderà il 5 aprile, a disposizione ci sono ancora risorse significative pari a oltre 80 milioni di euro e le aziende interessate possono dunque presentare domanda di contributo alle Province competenti per territorio, secondo le modalità fissate da Agrea, utilizzando il Sistema Operativo Pratiche (Sop) e la specifica modulistica disponibile sul sito http://agrea.Regione.emilia-romagna.it/. “Abbiamo accolto le istanze delle prime 246 aziende che hanno presentato domanda per macchine e attrezzature entro il 10 gennaio – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - molte di loro avevano la necessità di iscrivere l’eventuale concessione regionale nei bilanci consuntivi 2012 entro il 31 marzo. Siamo riusciti a rispettare le loro esigenze grazie soprattutto all’impegno dei dirigenti e dei funzionari provinciali e regionali che desidero ringraziare. Il secondo bando vedrà sicuramente una partecipazione assai più numerosa di imprese e proposte. Anche diverse domande presentate entro il 10 gennaio che alla verifica di ammissibilità richiedevano perfezionamenti ed integrazioni verranno ripresentate sul secondo bando. Le 246 imprese che hanno avuto la concessione potranno immediatamente richiedere, previa fidejussione, l’erogazione di un anticipo del 50% sull’importo accordato; mentre il saldo finale avverrà ad interventi collaudati.” Cosa prevede il bando e quali interventi possono essere finanziati - Con la modifica del Piano regionale di sviluppo rurale 2007- 2013, ed in particolare della misura 126 per il “Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali ed introduzione di adeguate misure di prevenzione”, la Regione si è dotata di uno strumento per poter dare celermente risposta alle aziende agricole e agroalimentari danneggiate dal sisma nelle province di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara. Circa 99 milioni di euro le risorse complessivamente a disposizione, grazie ad uno stanziamento straordinario del Ministero dell’Agricoltura e alla solidarietà delle altre Regioni. La misura 126 prevede la concessione di contributi in conto capitale nella misura dell’80% della spesa considerata ammissibile, per finanziare il ripristino di macchinari, attrezzature ed impianti danneggiati dal sisma o il riacquisto di beni nuovi equivalenti a quelli distrutti o comunque non riparabili; il ripristino di miglioramenti fondiari (quali ad es. Pozzi, impianti irrigui, impianti di drenaggio, ecc.) ed infine l’acquisto di ricoveri provvisori - i cosiddetti “hangar” - per ricoverare mezzi, scorte, bestiame nell’attesa del ripristino degli immobili danneggiati. Sono stati invece esclusi da tale misura gli interventi di tipo edilizio, le attrezzature di stalla fisse e gli impianti specifici da installarsi nei ricoveri zootecnici, che rientrano nell’ordinanza regionale per le attività produttive. Tale scelta è stata dettata principalmente dalla necessità di snellire le procedure e consentire che l’istruttoria delle domande e la successiva concessione dei contributi potessero avere luogo in tempi brevi.  
   
   
AGRICOLTURA: RIVIGNANO, PRESENTATE MISURE PSR AGRICOLTURA/AMBIENTE  
 
Trieste - Coniugare tutela ambientale ed economia: si sta facendo, si può fare, ed in futuro - con la nuova Pac, la politica agricola comunitaria, fortemente orientata al "greening" - si dovrà fare sempre di più. Questo il messaggio portato dai responsabili dell´Agricoltura regionale - l´assessore Claudio Violino, il direttore centrale Luca Bulfone, l´autorità di gestione del Psr Serena Cutrano, Marina Bortotto e Gabriele Iacolettig del Servizio Caccia, Risorse ittiche e Biodiversità) - ad un incontro svoltosi il 27 marzo al municipio di Rivignano. Obiettivo della riunione, l´illustrazione ai potenziali beneficiari del bando di recente pubblicazione della misura 213 del Programma Sviluppo Rurale 2007-13 del Friuli Venezia Giulia, che prevede contributi per 1,3 milioni di euro destinati ai proprietari - agricoltori ma non solo - di terreni ricadenti nell´ambito dei Sic (Siti di Interesse comunitario) Risorgive dello Stella, Paludi Selvote e Paludi di Gonars e quindi sottoposti a specifici vincoli che ne limitano l´utilizzo. Si tratta di in totale di 750 ettari (600 dei quali rappresentati dalle risorgive dello Stella, un ambito che interessa i Comuni di Bertiolo, Codroipo, Rivignano e Talmassons) di particolare valenza naturalistica. L´incontro si è aperto con il saluto del sindaco di Rivignano, Mario Anzil, il quale prima di cedere la parola al vice sindaco di Teor, Paolo Dose (i due Comuni, come è noto, dall´1 gennaio 2014 diverranno una realtà unica) ha ricordato la nascita del Parco dello Stella - una risorsa per tutta la collettività compresi gli agricoltori - ed il progetto comunitario Life grazie al quale l´ente pubblico ha acquisito e reimpiantato a bosco terreni nell´ambito del Sic. Prima di lasciare agli esperti l´illustrazione dei contenuti delle misure di aiuto, il direttore Bulfone ne ha inquadrato gli obiettivi strategici, quasi un "ponte" tra la programmazione 2007-2013 e quella futura: limitare i vincoli, dare ristoro per la diminuzione di reddito conseguente a quelli indispensabili, semplificare l´accesso ai contributi, mantenere l´imprenditoria agricola sul territorio. E´ seguita la presentazione delle misure di sostegno, che prevedono un contributo annuo da 265 euro/ettaro (per la creazione di fasce-tampone di rispetto in prossimità dei corsi d´acqua) a 400 euro/ettaro (per il divieto di impianto o reimpianto di pioppi) per un periodo di cinque anni. Gli stanziamenti disponibili sono sufficienti a coprire il triennio 2013-2015; nel frattempo, vedrà la luce il Psr 2014-2020, nell´ambito del quale l´Amministrazione regionale è impegnata a dare continuità alle misure di tutela dell´ambiente, e se possibile a potenziarle.  
   
   
MILANO: «LA TUA PARTE DI BONTÀ», OLTRE MILLE I CHILI DI GRANA E PARMIGIANO ACQUISTATI DAI DIPENDENTI PER SOSTENERE LE AZIENDE COLPITE DEL SISMA DELLO SCORSO MAGGIO  
 
Nell’ambito dell’iniziativa «La tua parte di bontà», il presidente Guido Podestà ha partecipato, nel pomeriggio, alla consegna dei prodotti acquistati dagli oltre 1.800 dipendenti dell’Ente allo scopo di sostenere le 70 aziende casearie del Consorzio «Latterie Virgilio» (province di Mantova e di Modena). Il Cral dell’Amministrazione - che ha replicato una gara di solidarietà capace, nel 2012, di distribuire oltre 1.000 chilogrammi di Grana Padano e Parmigiano reggiano Dop – ha bissato il successo dello scorso anno. La vendita dei prodotti, tra i quali anche bocconcini da 200 grammi e il formaggio grattugiato della solidarietà (confezione da 100 grammi), ha determinato un introito pari a 15.000 euro a beneficio delle imprese messe a dura prova dal terremoto. Una parte del ricavato verrà, invece, devoluto alle comunità coinvolte, che, sempre dall’associazione di Palazzo Isimbardi, hanno già ricevuto un contributo legato alla ricostruzione della scuola materna di Medolla (Modena), pesantemente danneggiata dall’evento tellurico. Nel corso della manifestazione, svoltasi nella Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi, Podestà ha confermato l’impegno della Provincia di Milano. Via Vivaio, oltre ad aver già appoggiato l’iniziativa «Un gettone di solidarietà» per suggerire ad amministratori e eletti di devolvere un gettone di presenza, ha messo in campo le competenze della Protezione civile provinciale. Lo scorso anno, nonostante la concomitanza delle attività legate al «Vi Incontro mondiale delle famiglie», 30 volontari della Protezione civile, coordinati dall’assessore Stefano Bolognini, allestirono, a tempo di record, al centro sportivo comunale di San Giacomo delle Segnate, un’area con 46 tende pneumatiche per 250 persone. «Si tratta di un’iniziativa di cui dobbiamo dar merito ai dipendenti associati al Cral, che, in virtù dello stretto rapporto mantenuto con gli amministratori delle province di Mantova e di Modena, ripetono, quest’anno, ciò che avevano brillantemente proposto nel 2012 – ha dichiarato il presidente Podestà -. La vendita dei prodotti ha riscosso ancora un successo straordinario e s’è rivelata utile per sostenere le aziende situate nelle zone colpite dal sisma. Dunque, solidarietà e, pure in vista di Expo 2015, valorizzazione di alcune delle migliori eccellenze alimentari. In particolare, questo piccolo contributo è teso ad affiancare quelle realtà imprenditoriali che, nonostante il terremoto, invece di chiudere battenti, continuano ad investire e a creare posti di lavoro funzionali al Paese per agganciare la ripresa economica».  
   
   
SOCIAL MARKET, BILANCIO POSITIVO : OLTRE 207MILA KG DI ALIMENTI RECUPERATI NEL 2012: DERRATE ALIMENTARI INVENDUTE MA UTILIZZABILI RIDISTRIBUITE AD ASSOCIAZIONI DI SOLIDARIETÀ. CIRCA 700 LE PERSONE SERVITE.  
 
Parma – Oltre 207mila kg di alimenti recuperati nel 2012, con un incremento di circa 15mila kg rispetto all’anno precedente, circa 700 persone servite. Sono solo alcuni numeri del bilancio 2012 del Social Market, circuito di recupero di generi alimentari invenduti nato nel Parmense nel 2005. Un circuito virtuoso, con importanti ricadute in chiave sociale, ambientale ed economica, tutto basato su un’idea molto semplice: recuperare le derrate alimentari ancora utilizzabili ma che le attività commerciali e le aziende avvierebbero comunque al ciclo dei rifiuti (per la prossimità alla data di scadenza o per difetti di confezionamento), e distribuirle ad associazioni e altre realtà solidaristiche del territorio. Il Progetto Social Market è un’iniziativa della Cooperativa sociale Eumeo, sostenuta dalla Provincia di Parma e dalla Fondazione Cariparma e condivisa dal Comune di Parma. Coinvolge numerosi partner commerciali (soprattutto della grande distribuzione organizzata) e ha come beneficiarie una quindicina di realtà caritative del territorio. Il progetto è gestito dalla Cooperativa sociale Eumeo, che ogni giorno raccoglie le donazioni dai diversi partner commerciali (13 punti vendita sul territorio di Parma) e in un ristretto arco di tempo (sempre entro la giornata stessa) distribuisce i generi alimentari ritirati agli enti benefici che fanno parte del circuito Social Market. Utilizzando il mezzo acquistato con il contributo della Fondazione Cariparma, Eumeo garantisce il tutto attraverso un operatore proprio (assunto), adempiendo così anche alla propria finalità istituzionale che è quella dell’inserimento lavorativo. Assai positivo il bilancio del 2012: sono stati recuperati 207.011 Kg (685 al giorno) contro i 191.500 kg del 2011. Si stima che siano circa 700 le persone del territorio servite, cioè destinatarie dirette dell’azione di solidarietà: sono loro che ogni giorno mangiano gli alimenti che arrivano dal Social Market. “Il Social market rappresenta un pezzo di quella solidarietà diretta e attiva che segna un felice incontro tra istituzioni, mondo del volontariato e della cooperazione sociale e imprese. Questo progetto ha in sé tutto quanto ci si possa aspettare in un momento come questo: solidarietà, incidenza dal punto di vista economico, riduzione dei rifiuti. Tante azioni utili che ci dicono che fare rete porta a risultati importanti”, ha detto nella presentazione di oggi in piazza della Pace l’assessore alle Politiche sociali della Provincia Marcella Saccani. “È un’attività che rappresenta un motivo di vanto per Eumeo e per la comunità. Dal 2005 ad oggi il Social market ha avuto un grande incremento, grazie soprattutto al contributo delle istituzioni e dei due principali donatori: Coop Consumatori Nordest e Conad. Ma voglio ricordare anche le aziende e le tante realtà, che magari con donazioni “spot”, danno una mano al circuito – ha osservato il presidente della Cooperativa Eumeo Tommaso Mazzini -. Un circuito virtuoso con il quale per la nostra cooperativa si colgono due obiettivi importanti: un’attività di aiuto e sostegno alla comunità e l’inserimento al lavoro di una persona, che potrà sembrare anche poco ma per noi è un ottimo risultato”. Le ricadute del social market sono non solo sociali ma anche ambientali, perché recuperando derrate altrimenti destinate al ciclo dei rifiuti di fatto si riducono i rifiuti stessi. Questo ha innescato un meccanismo positivo che ha generato altri benefici: Comune di Parma e Iren hanno infatti concesso dal 2010 uno sconto sulla parte variabile della tariffa rifiuti alle aziende virtuose che attestano una riduzione del quantitativo di rifiuti prodotti. Coop Nordest e Conad Centro nord hanno usufruito di questi sconti grazie alla partecipazione al circuito Social market, e hanno trasformato nel corso del 2012 i minori costi in termini di tassa rifiuti in erogazioni benefiche a sostegno del progetto. “Il momento è molto delicato, anche se in questa città per fortuna ci sono tante risorse. Questo circuito è un esempio positivo, che ha il suo valore aggiunto proprio nel sistema: il “vettore”, cioè la Cooperativa Eumeo, i donatori, le realtà che distribuiscono i beni a chi ne ha bisogno. Il momento è delicato: c’è un bisogno immenso e come istituzioni abbiamo il dovere di pensare un modo per fare di più; ampliare il più possibile il sistema, raccogliere più derrate alimentari e servire più persone. Questo è lo sforzo”, ha osservato l’assessore al Welfare del Comune di Parma Laura Rossi. D’accordo anche Giovanna Buzzoni di Coop Consumatori Nordest: “Per noi questo “laboratorio” del Social market è davvero un vanto, ma anche un obiettivo su cui continuare a lavorare. Per ottenere il bene della comunità la sinergia tra pubblico e privato è importante, con le istituzioni a svolgere un ruolo di coordinamento progettuale: e il Social Market è proprio un modello da questo punto di vista, un esempio di ciò che dovrebbe essere messo in rete in termini di sforzo e di “ricchezza”. Crediamo che si possa fare anche di più, e tutti insieme dobbiamo studiare come”. I partner commerciali del Social Market 13 i partner commerciali di Parma dai quali si ricevono donazioni continuative di prodotti alimentari: Conad Il Parco (viale Piacenza), Conad Cronos (via Venezia), Conad Emilia Est, Conad Parri (via Sidoli), Conad Campus, Conad Visconti (punti vendita via G. Rossa e via Volturno), Ipercoop Centro torri, Negozio Coop Eurotorri, Ipercoop Eurosia, Conad San Pancrazio, Supermercato Coop via Gramsci, Azienda Rizzoli Emanuelli. I beneficiari Nel complesso 15 le realtà associative solidaristiche che ricevono in dono le derrate alimentari del Social Market: coop. Sociale Avalon, coop. Sociale Il ciottolo, coop sociale Oltretorrente, coop. Sociale La bula, Istituto Buon Pastore, Centro aiuto alla vita (via Sidoli, via Telesio), coop. Sociale Insieme, Associazione Pim, coop. Sociale Cabiria, mensa di Padre Lino, Casa della giovane, Mensa Caritas, Associazione San Cristoforo, Parrocchia San Giovanni Battista, Emporio.  
   
   
CAMBIAMENTI CLIMATICI O CONFUSIONE DELL’OROLOGIO BIOLOGICO? IL CASO DELL’ASSIOLO “FUORI STAGIONE” INTERESSA GLI SCIENZIATI  
 
Nelle scorse settimane a Borgaro Torinese un cittadino ha recuperato quello che pensava essere un piccolo Gufo in difficoltà, portandolo al Centro animali non convenzionali della Facolta di Veterinaria dell´Università di Torino, a Grugliasco. Il Centro è convenzionato con la Provincia di Torino, nell´ambito del progetto “Salviamoli Insieme” per il recupero e la riabilitazione della fauna selvatica in difficoltà. I veterinari del Centro di Grugliasco si sono subito resi conto di avere a che fare non con un Gufo, che è una specie stanziale, ma con un Assiolo, che è un piccolo strigiforme migratore, che può effettivamente essere scambiato per uno dei Gufi che vivono tutto l’anno in Piemonte da chi non è esperto di ornitologia. La singolarità del ritrovamento dell’Assiolo deriva dal fatto che l’arrivo alle nostre latitudini di questo uccello migratore avviene più avanti nella stagione primaverile, normalmente a partire dalla seconda quindicina di aprile. L’anticipo di oltre un mese dell’arrivo nel Nord Italia è un fenomeno che sicuramente interesserà gli ornitologi e sulle cui origini si possono solo fare supposizioni, che vanno dal cambiamento climatico in atto al semplice sfasamento dei ritmi biologici dell’esemplare rinvenuto. Quello che è certo è che nel mese di marzo un Assiolo ha ben poco cibo a disposizione alle nostre latitudini, visto che i grossi insetti di cui si nutre non sono ancora presenti in numero sufficiente. Secondo gli esperti, se non fosse stato trovato e recuperato, il volatile avrebbe avuto probabilità di sopravvivenza assai scarse. Grazie al progetto “Salviamoli Insieme”, dopo un periodo di permanenza presso il Centro animali non convenzionali di Grugliasco, l’Assiolo sarà liberato a fine aprile, quando, con la primavera ormai inoltrata, l’ambiente naturale gli metterà a disposizione il cibo di cui necessita.  
   
   
UN’INTESA TRA PROVINCIA E ATC TO1 PER INTERVENTI MIRATI NEL PARCO DEL LAGO DI CANDIA IL CONTENIMENTO DEI CINGHIALI VA DI PARI PASSO CON LA TUTELA DELL’AMBIENTE  
 
La Provincia di Torino e l’Ambito Territoriale di Caccia To1 hanno raggiunto un accordo di collaborazione che prevede una serie di monitoraggi e successivi interventi di contenimento della popolazione di cinghiali nell’area del Parco Naturale del Lago di Candia. Gli scopi che i due Enti intendono perseguire sono due: ridurre i danni inferti dagli ungulati alle colture agricole nelle aree circostanti al parco, salvaguardando però le peculiarità naturalistiche del sito. Per la Provincia l’intesa è stata firmata dall’Assessore all’Agricoltura ed alla Tutela della Fauna e della Flora, Marco Balagna, mentre per l’Atc To1 l’accordo è stato siglato dal Presidente, Danilo Piretto. Il Lago di Candia comprende un’area umida fra le più importanti e conservate della Pianura Padana, in cui sono presenti specie faunistiche e botaniche di grande importanza naturalistica. Il Parco è circondato da aree agricole, prevalentemente coltivate a mais, che, nel periodo della semina e della maturazione attraggono gruppi di cinghiali che possono trovare temporaneo rifugio nel Parco. Gli interventi previsti dall’accordo saranno realizzati congiuntamente dal personale di vigilanza dell’area protetta e dai selecontrollori dell’Atc To1, con tecniche e strumenti a basso impatto naturalistico: gabbie e recinti foraggiati, altane e postazioni mobili notturne con faro, eventuali girate con cani limieri nei periodi lontani dalla nidificazione dell’avifauna. Tutti gli interventi saranno mirati e graduati in funzione delle effettive necessità evidenziate dai monitoraggi ripetuti a cadenza periodica. “Si tratta di una modalità operativa innovativa per le nostre aree protette. – spiega l’Assessore Balagna – Intendiamo contenere la presenza dei cinghiali operando in stretta collaborazione con gli operatori del territorio, per ridurre i danni alle colture agricole circostanti, rispettando nel contempo la biodiversità e le valenze naturalistiche dell’area. Dobbiamo infatti rispettare precise direttive europee e regionali, che prescrivono la conservazione di un sito naturale che ha un grande valore naturalistico e sociale per l’intero territorio provinciale. Per quanto riguarda i siti naturali della Rete Natura 2000, cioè i S.i.c. (Siti di Interesse Comunitario) e le Z.p.s.(zone di Protezione Speciale, come nel caso del Parco del Lago di Candia) sono necessarie particolari cautele, per tutelare le specie protette dalle Direttive dell’Unione Europea”. Gli interventi devono infatti essere essere autorizzati dall’Ente gestore e programmati valutandone l’incidenza, in applicazione della Legge Regionale 19 del 2009 (Testo unico sulla tutela della biodiversità e delle aree protette).  
   
   
L´ASPARAGO BIANCO DI BASSANO DOP FA SCUOLA IN AGRITURISMO L´ASSOCIAZIONE TERRANOSTRA-CAMPAGNA AMICA VICENZA PROPONE UN CORSO DI CUCINA CON AMEDEO SANDRI E UN CALENDARIO DI SERATE IN SEI AGRITURISMI A PARTIRE DAL 5 APRILE  
 
È l´Asparago di Bassano Dop l´attesissimo prodotto di stagione che dominerà i menu di primavera degli agriturismi vicentini di Terranostra-campagna Amica, l´associazione delle aziende agrituristiche aderenti a Coldiretti. Evento speciale della rassegna sarà una serata con lo chef Amedeo Sandri prevista per il martedì 9 aprile, alle ore 19, all´agriturismo El Gran di Villaverla. Sandri, per 15 anni cuoco della rivista La Cucina Italiana e autore di vari libri tra i quali La Cucina Vicentina, trasformerà la cucina dell´agriturismo in un laboratorio nel quale insegnerà a preparare un intero menu a base di Asparagi. Piatti che saranno poi degustati nel corso della serata dagli stessi corsisti. Il costo della serata è di 35 euro con posti limitati e prenotazione obbligatoria al numero 0445 855089. Grazie alla collaborazione del Consorzio di Tutela dell´Asparago Bianco di Bassano Dop, Terranostra ha inoltre preparato un calendario di serate con menu speciali tutti a base di asparagi. Tre gli agriturismi che propongono un ciclo di continuativo di cene: La Casa Rossa di Bassano del Grappa tutte le sere, eccetto la domenica, dal 15 aprile al 15 maggio; La Dolfinella di Rosà tutti i venerdì sera dal 5 aprile al 17 maggio; Rivagranda a Molvena tutti i venerdì dal 12 aprile. E tre gli agriturismi che proporranno una sola serata per celebrare il prelibato turione: Venerdì 19 aprile a El Gran di Villaverla; Sabato 4 maggio al Bella Italia di Pove del Grappa e Giovedi 9 maggio al Pozzetto di Mure di Molvena  
   
   
IL GRUPPO FELTRINELLI ASSUME LA MAGGIORANZA DI ANTICA FOCCACERIA SAN FRANCESCO IL PACCHETTO AZIONARIO DEL GRUPPO PASSA COSÌ DAL 49% AL 95%, MENTRE I FRATELLI VINCENZO E FABIO CONTICELLO MANTENGONO IL RESTANTE 5%  
 
Effe 2005–Gruppo Feltrinelli S.p.a. Assume la maggioranza di Antica Focacceria San Francesco S.p.a, società nata nel 2011 con lo scopo di gestire i ristoranti a insegna Antica Focacceria San Francesco e gli spazi ristorativi all’interno di Librerie Feltrinelli. Il Gruppo Feltrinelli passa quindi dal 49% al 95% del pacchetto azionario, mentre i fratelli Vincenzo e Fabio Conticello mantengono il restante 5%. Entra così nella gestione della nuova società anche lo storico locale palermitano, i cui muri restano di proprietà della famiglia Conticello. Il nuovo assetto non muta i piani della società, che proseguirà sulla via dello sviluppo sia con aperture di ristoranti Antica Focacceria San Francesco in Italia e all’estero, sia con l’apertura di nuovi spazi di ristorazione all’interno di punti vendita Feltrinelli, a partire dai negozi Red, il nuovo formato nato per unire la forza dell’assortimento e le competenze dei librai Feltrinelli a una proposta di ristorazione e food di riconosciuta eccellenza. “Siamo fermamente convinti che questa sia la strada migliore” - dichiara Vincenzo Conticello anche a nome del fratello Fabio - “per poter continuare coerentemente nell’espansione del brand Antica Focacceria. Questi due anni di diretta collaborazione con il Gruppo Feltrinelli sono stati intensi di scambi e anche di approfondita e reciproca conoscenza, grazie a cui siamo riusciti a mettere a punto un modello che salvaguarda la qualità di Antica Focacceria e contemporaneamente segue le necessità di una espansione che, speriamo presto, valichi i confini nazionali. L’obiettivo ambizioso è annoverarci tra i brand di eccellenza del made in Italy” Per il Gruppo Feltrinelli l’operazione rientra nella strategia di diversificazione del proprio business e va a rafforzare la sua posizione all’interno del settore della ristorazione. “Questo ulteriore investimento – sottolinea Carlo Feltrinelli, presidente del Gruppo Feltrinelli – non fa che confermare la nostra scelta: quella di proseguire con convinzione un percorso diverso e complementare al nostro in compagnia di un partner qualificato, sensibile e creativo il cui slancio etico condividiamo e soprattutto sosteniamo. Vincenzo Conticello ci affiancherà nell’espansione di Antica Focacceria all’estero e speriamo presto di veder realizzate le nostre ambizioni comuni”. Nata a Palermo nel 1834, l´Antica Focacceria San Francesco è sempre stata di proprietà della famiglia Conticello che, fin dall’inizio, ha puntato sulla qualità più rigorosa applicata alla gastronomia popolare. Nel 2009, con l´apertura della sede di Milano, ha preso il via un programma di sviluppo dell´insegna concepito già cinque anni prima ma bloccato da un tentativo di estorsione al quale i titolari dell´azienda si erano opposti fermamente, fino a diventare simbolo della lotta per la legalità. L´antica Focacceria San Francesco è presente oggi anche a Roma (Fiumicino aeroporto, Torretta, La Malva, Euroma) e Milano (San Paolo, Castaldi, Piero della Francesca) e, all´interno delle librerie Feltrinelli, a Roma (Colonna e Argentina), Milano (Baires e Piemonte) Bari, Catania, Napoli, Verona , Forlì e Parma. Ulteriori informazioni su www.Afsf.it Il Gruppo Feltrinelli, coordinato e diretto dalla holding Effe 2005 – Gruppo Feltrinelli S.p.a. E guidato da Carlo Feltrinelli, opera su tutta la filiera del libro, dall’editoria, con Giangiacomo Feltrinelli Editore e altre sigle editoriali collegate, alla promozione e distribuzione intermedia, con le aziende del gruppo Pde, al retail con la catena Librerie Feltrinelli – oggi 124 in tutta Italia – e con i siti on-line di informazione www.Feltrinellieditore.it e di e-commerce www.Lafeltrinelli.it, nonché nel settore immobiliare con le società Finaval ed Effe.com. Il Gruppo Feltrinelli occupa attualmente oltre 1.700 persone su tutto il territorio nazionale. Il fatturato aggregato di Gruppo 2011 è stato di circa 480 milioni di Euro.  
   
   
LA GUSTOSA LINEA "STUFFER LIBERI DAL LATTOSIO” SI ARRICCHISCE DI DUE NUOVI YOGURT A BASE DI LATTE INTERO L´AZIENDA STUFFER DI BOLZANO AGGIUNGE DUE NUOVI YOGURT DA 500G A BASE DI LATTE INTERO ALLA GIÀ AMPIA GAMMA DI PRODOTTI “STUFFER LIBERI DAL LATTOSIO": TUTTI AD ALTA DIGERIBILITÀ, CREATI PER RISPONDERE ALLE ESIGENZE DELLE PERSONE INTOLLERANTI AL LATTOSIO, SENZA PERÒ RINUNCIARE AL GUSTO!  
 
Due nuovi yogurt da 500g a base di latte intero, al gusto bianco e fragola, sono gli ultimi nati in casa Stuffer, azienda altoatesina specializzata in prodotti freschi a base di latte e nelle basi pronte fresche. Due referenze che vanno ad aggiungersi alla vasta gamma di prodotti “Stuffer Liberi dal Lattosio” che comprende già yogurt magri 2x125g (alla fragola, alla banana e bianco), yogurt magro da bere alla fragola 200g, latte Uht da 1L, formaggio spalmabile light fresco 100g, dessert light al cacao 150g. Una linea ideata appositamente per gli intolleranti al lattosio e per tutte quelle persone che cercano delizie da gustare serenamente: sono, infatti, tutti prodotti che contengono meno dello 0,1% di lattosio, garantendo così una ancor più elevata digeribilità, sia per gli adulti che per i bambini. Le due nuove referenze di yogurt “Stuffer Liberi dal Lattosio”, le prime della linea a base di latte intero, si presentano in una conveniente confezione da 500g e sono richiudibili mediante un coperchio salva-freschezza che permette di conservarli più a lungo una volta aperti. Disponibili a partire da € 1,69 a confezione. In tutti i prodotti “Stuffer Liberi dal Lattosio” si può trovare la storica passione e la dedizione che da sempre contraddistinguono la famiglia e l´azienda Stuffer di Bolzano, realtà che coniuga mirabilmente tradizione e innovazione culinaria. Www.stuffer.it www.Zerolattosio.com www.Facebook.com/stufferofficial Ufficio Stampa: Serena Comunicazione Srl - Serena Aversano - Tel. 0422.231169 ufficio.Stampa@serenacomunicazione.com  
   
   
ERACLEA E WHITTINGTON, I MARCHI LEADER DELLA CIOCCOLATA E DEL TEA NEL CANALE BAR, AFFRONTANO L’ANNO NUOVO CON DUE SITI WEB COMPLETAMENTE RINNOVATI NELLA VESTE GRAFICA E NELL’ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI, PER UNA NAVIGAZIONE PIÙ AGILE E ACCESSIBILE E UN CONTATTO SEMPRE PIÙ SNELLO E VELOCE CON I CLIENTI.  
 
Da sempre la presenza accanto al Cliente è un must per questi marchi, che fanno della completezza del servizio e della prontezza di risposta un naturale completamento dell’altissima qualità dei prodotti offerti. Il web è ormai uno strumento imprescindibile di contatto e comunicazione con i Clienti. Così, particolare attenzione, è stata posta nel facilitare il contatto attraverso il web. È dunque più semplice contattare l’Azienda, sia in Italia che all’estero, attraverso l’elenco completo dei distributori e della rete vendita. Il nuovo layout enfatizza la qualità dei prodotti, il must fondamentale di Eraclea e Whttington, che rappresentano rispettivamente la cioccolata cremosa all’italiana, quella densa che si degusta al cucchiaio, e la tradizione anglosassone del tea. Le immagini e la grafica mettono dunque al centro il prodotto, evidenziando la bellezza e ricchezza di suggestioni che Eraclea e Whittington propongono attorno ad ogni prodotto: non solo la bellezza delle preparazioni, che anche visivamente sono in grado di trasmettere l’alta qualità, ma anche la ricchezza delle sensazioni stimolate dai materiali di servizio sempre raffinati ed eleganti. Eraclea e Whittington non offrono semplici prodotti, ma vere e proprie esperienze di gusto che invadono i sensi a 360 gradi. Il restyling dei siti web cerca di trasmettere queste stesse sensazioni. Per un viaggio agile e rapido nell’universo dei prodotti Eraclea e Whittington, è stata potenziata la funzione di ricerca all’interno del sito. Eleganza dell’immagine e riconoscibilità dei marchi sono oggi in posizione dominante su ogni pagina. Www.eraclea.it E Www.whittingtontea.com