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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 02 Aprile 2013 |
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PAGAMENTI DIRETTI NELL´AMBITO DELLA PAC NEL 2014, LA COMMISSIONE EUROPEA HA PRESENTATO UNA PROPOSTA DI "DISCIPLINA FINANZIARIA" |
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Bruxelles - Le stime per i pagamenti diretti e misure di mercato
nell´ambito della Politica politica
agricola comune (Pac) per il 2014 supera la stima massima per lo stesso anno in
cui i capi di Stato e di governo dell´Unione europea uno è sono concessi, la
Commissione europea ha presentato una proposta di "disciplina
fiscale" per le spese non al di fuori del quadro di bilancio. Questo
concetto, nato nel 2003 ma mai attuata fino ad oggi, la Commissione è tenuta
alla fine di marzo, una proposta per introdurre una riduzione lineare dei
pagamenti diretti nell´ambito della Pac, al fine di rispettare il massimale del
primo pilastro Cap fissato per l´anno successivo. La proposta della
Commissione, che ha una soglia di esclusione, qualsiasi riduzione della prima
tranche di 5 000 Eur di pagamenti diretti agli agricoltori, prevede una
riduzione di quasi il 5% (4,98%) per tutti i pagamenti diretta, che corrisponde
a una riduzione complessiva di 1 471,4 milioni. La presente proposta si
riferisce alle domande di pagamenti diretti introdotti nel 2013, gli
agricoltori devono presentare nel maggio 2013, prima di ricevere l´aiuto in
questione, di solito nel mese di dicembre dello stesso anno (2014 bilancio).
Non si applica alla Bulgaria e alla Romania (e Croazia), il sistema dei
pagamenti diretti nell´ambito della Pac è ancora in fase di introduzione in
questi paesi. La presente proposta fa seguito ad un accordo tra i capi di Stato
o di governo dell´Unione europea uno come un tetto sul bilancio per il 2014 di
circa 800 milioni rispetto alle proposte della Commissione, e la creazione di
una nuova riserva per le crisi nel mercato (del valore di euro 424,5 milioni),
finanziato a titolo della rubrica 2 del quadro finanziario pluriennale (Qfp) -
non è una riserva separata sarebbe stato stabilito al di fuori del quadro
finanziario pluriennale, come sostenuto dalla Commissione, inizialmente - e
sotto la disciplina finanziaria. In base al regolamento, la proposta deve
essere adottata dal Parlamento europeo e al Consiglio entro il 30 giugno 2013.
In caso contrario, la Commissione ha il potere di fissare il tasso di
adeguamento. La Commissione aggiornerà le previsioni per spese di mercato e
spese nel quadro dei pagamenti diretti per il 2014 per l´autunno di quest´anno,
come al solito, e, se necessario, regolare la velocità di disciplina
finanziaria, che dovrebbe essere adottato dal Consiglio il 1 ° dicembre al più tardi.
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UE: NUOVO DIRETTORE GENERALE DELL´AGRICOLTURA E DELLO SVILUPPO RURALE |
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Bruxelles - La Commissione ha deciso 27 Marzo di mettere il signor Jerzy Bogdan Plewa
Direttore generale dell´Agricoltura e dello sviluppo rurale Direzione generale
(Dg Agri). La nomina ha effetto il 16 aprile 2013. Signor Plewa, che ha 58 anni
e un cittadino polacco, è attualmente vice direttore generale della Dg Agri,
responsabile per lo sviluppo rurale e la politica di sostenibilità. Prima di
allora è stato Vice Direttore generale responsabile degli affari internazionali
della Dg Agri.
Nato a Kraśnik, in Polonia, il sig Plewa laureato presso l´Università
di tecnologia di Varsavia nel 1978. Ha finito il suo dottorato nel 1982, e ha
lavorato sulla ricerca presso la Facoltà di Scienze della Vita di Varsavia
diventare Professore Associato. Ha lavorato anche come membro del Consiglio di
Sorveglianza della Banca di economia alimentare, e Consigliere del Presidente
della Banca Nazionale di Polonia con la responsabilità per la fattoria del
settore analisi. Dal 1995 fino al 1997, era un direttore presso il ministero
polacco per l´Agricoltura e lo sviluppo rurale.
Dal 1997 fino al luglio 2004, il sig Plewa è stato Sottosegretario di
Stato al Ministero polacco dell´Agricoltura e dello sviluppo regionale, dove è
stato responsabile per i negoziati sulle questioni agricole con l´Ue, i paesi
terzi e le organizzazioni internazionali. Durante questo periodo, il sig Plewa
era anche il capo negoziatore per gli affari agricoli della squadra di
negoziato l´adesione della Polonia all´Unione europea.
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SUMMIT AL PARLAMENTO UE SULLA PESCA NEL MEDITERRANEO . |
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“La prossima Politica comune dovrà sviluppare le industrie della pesca
e acquacoltura, oltre a rivolgere una maggiore attenzione alla flotta. In
questo senso è necessario mantenere strumenti quali il fermo pesca, le
demolizioni e ripristinare gli aiuti alle nuove costruzioni, visto che la
flotta nel mediterraneo è mediamente molto vecchia. Senza di questo non c’è
futuro, soprattutto per i giovani”. Sara Giannini, assessore regionale alla
Pesca, commenta così l’incontro tenuto nei giorni scorsi al Parlamento europeo,
dal titolo Sviluppo e gestione delle aree marittime e costiere, per la
“crescita blu” del Mediterraneo. All’incontro, oltre ai rappresentanti della
Regione Marche, hanno preso parte tutti i partner del progetto Maremed,
rappresentanti politici di molte regioni del Mediterraneo (Francia, Spagna,
Italia, Grecia, Croazia) membri del Parlamento europeo e a rappresentati della
Commissione Ue. “C’è soddisfazione – continua Giannini - per gli orientamenti
espressi dal Parlamento Europeo sulle concessioni di pesca trasferibili, in
particolare la formula della non obbligatorietà. E’ infatti auspicabile che
ciascuno stato membro possa decidere se applicare o meno un sistema di
concessioni su scala nazionale. Gestire la pesca su scala locale è fondamentale
per il Mediterraneo. Le nostre proposte, sulle quali ci siamo da tempo battuti,
sono state approfondite e probabilmente saranno accolte”. Durante la sessione
Pesca, che ha visto la partecipazione dell’onorevole Guido Milana, in quanto
rappresentante della Commissione Pesca, sono stati discussi punti molto
importanti relativi al prossimo Fondo Europeo per gli affari marittimi e la
pesca 2014 - 2020. La Regione Marche ha portato all’attenzione delle autorità
presenti alcune problematiche tra cui la necessità di mantenere il fermo
biologico e di prevedere misure specifiche per l’ammodernamento dei pescherecci
sulla base di criteri di sostenibilità e per il finanziamento di nuove
imbarcazioni volte a favorire l’occupazione giovanile e il ricambio
generazionale. La Regione Marche ha inoltre evidenziato la necessità di basare
lo sviluppo locale su strumenti più semplici, flessibili e calibrati sulle
specificità locali. Istanze condivise e accolte in maniera positiva dalle
autorità presenti e dall’onorevole Milana, che le rilancerà nei lavori della
commissione parlamentare competente, affinché siano approvate. Nell’ambito del
seminario è stata inoltre sottolineata l’importanza che la strategia
comunitaria macro-regionale per il bacino adriatico ionico prenda in
considerazione delle specificità tipiche di questo bacino con un’attenzione
particolate agli aspetti legati alla pesca e all’acquacoltura, ponendo le basi
per la cosiddetta “blue growth” e per un politica marittima integrata.
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BENE FANNO LE BANCHE CHE CREDONO NEL SISTEMA IMPRENDITORIALE AGRICOLO DEL VENETO |
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Venezia - “Scommettere sull’agricoltura è un’operazione strategica e
intelligente, in quanto il settore primario in Veneto è motore di forte
crescita, di sviluppo e innovazione continua”. Commenta così, esprimendo
soddisfazione e plauso, l’assessore all’agricoltura della Regione del Veneto,
Franco Manzato, la decisione del 29 marzo della Banca della Marca di stanziare
10 milioni di euro in favore del comparto agricolo e agroalimentare. Si tratta
di un aiuto concreto, che l’istituto bancario fornisce alle aziende agricole,
mettendo a loro disposizione finanziamenti a breve sotto forma di cambiale
agraria.
“E’ doveroso evidenziare – prosegue Manzato – che le percentuali di
insoluto nel comparto agricolo sono quasi inesistenti o comunque di gran lunga
inferiori al settore secondario e terziario. Questo è sintomo di salute di
un’agricoltura che vede crescere la produzione lorda vendibile di anno in anno
e che nel 2012 ha superato i cinque miliardi di euro. Vantiamo centinaia di
prodotti tipici e decine di prodotti certificati a denominazione, con perle nel
settore vitivinicolo che ha raggiunto oltre il 30 per cento del totale export
italiano del comparto”.
“Invito pertanto le altre banche a imitare questo caso esemplare – ha
concluso l’assessore regionale –, specializzandosi in un settore che propone
prospettive incoraggianti, credendo e puntando sulla capacità imprenditoriale
dei nostri agricoltori”.
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PRODOTTI REGIONALI DI QUALITÀ EUREGIO: NECESSARIO UN PATTO FRA TERRITORI E PRODUTTORI-CONSUMATORI-DISTRIBUTORI |
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Sul tema "Sicurezza e proveneineza regionale" si incentrerà
il convegno specialistico sulla commercializzazione dei prodotti regionali in
programma il 24 maggio 2023 a Bolzano nell´ambito del Festival del Gusto. Il presidente
della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder, il vicepresidente del Tirolo Anton
Steixner del Tirolo e Giuseppe Bax direttore dell´Ufficio promozione
territoriale della Provincia di Trento ne hanno presentato i contenuti e gli
obiettivi oggi, mercoledì 27 marzo 2013, a Palazzo Widmann a Bolzano.
In occasione del Festival del Gusto, organizzato dalla Organizzazione
Export Alto Adige (Eos) dal 24 al 26 maggio 2013 in piazza Walther a Bolzano,
le società di marketing agrarie territoriali del Tirolo, dell´Alto Adige e del
Trentino nell´ambito del convegno specialistico "Sicurezza e provenienza
regionale - I nuovi valori plus nel mondo del food globale", in programma
il 24 maggio, per la prima volta mostreranno e confronteranno le possibili vie
comuni per posizionare meglio i prodotti regionali a livello locale, nella
grande distribuzione ed in ambito turistico con particolare attenzione allo
sviluppo di gruppi particolari di prodotti.
In considerazione del continuo aumento della richiesta di rintracciabilità
degli alimenti da parte del consumatore, al centro dell´attenzione vi sarà la
regionalità, vista come un fattore di vantaggio promozionale nonchè la
sicurezza del consumatore nell´ottica di una catena di produzione controllata e
di qualità garantita.
Il convegno costiuisce una manifestazione di lancio a cui seguiranno
altri convegni: nell´autunno 2013 a Trento incentrata sui prodotti
lattiero-caseari e nella primavera 2014 ad Innsbruck sulla carne di
qualità.
Il presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder, ricordando la
decisione adottata dalla seduta congiunta delle Assemblee legislative di
Tirolo, Alto Adige e Trentino dell´anno 2009 in cui si conveniva l´opportunità
di rafforzare commercializzazione di prodotti regionali di qualità puntando la
regionalità ed i circuiti regionali, ha sottolineato che è giusto ricordare ai
consumatori gli alimenti di elevata qualità prodotti a livello locale e i
vantaggi che derivano a tutti: ai produttori, ai consumatori, alla tutela
ambientale alla qualità vitale, alla visibilità di un territorio e così anche
all´economia locale. Nell´interesse di tutti, pertanto, è opportuno giungere ad
un patto solidale fra produttori ed acquirenti, locali ed ospiti nel
territorio. La produzione di alimenti di qualità e la commercializzazione nei
circuiti regionali ha una ricaduta positiva sull´alimentazione sana, sulla
tutela ambientale.
Il vice-presidente ed assessore all´Agricoltura del Land Tirol Anton
Steixner ha sottolineato l´attualità del tema sostegno dei prodotti regionali
ponendo in evidenza l´importanza della collaborazione e dello scambio di best
practice perché imparando dai vicini si può giungere ad una crescita più
rapida. L´obiettivo perseguito è quello di garantire maggiore visibilità ai
prodotti sensibilizzando i consumatori ed in particolare i giovani sulla
qualità intrinseca dei prodotti inducendo al loro acquisto e consumo. In tal
modo si crea un valore aggiunto nelle regioni. Per Steixner un fattore vincente
è il collegamento fra prodotti e fra produttori: commercializzare in maniera
congiunta i prodotti di alta qualità è la strada giusta verso un rafforzamento
della produttività regionale.
A nome dell´assessore all´agricoltura della Provincia di Trento Tiziano
Mellarini, era presente Giuseppe Bax, direttore dell´Ufficio promozione
territoriale della Provincia di Trento. Come ha sottolineato, la promozione dei
prodotti regionali di qualità comporta una serie di effetti positivi, quali la
tutela del consumatore, lo sviluppo economico, la valorizzazione di produzioni
alimentari di qualità, un contributo per una cultura più sana di alimentazione,
un inferiore impatto ambientale e, soprattutto, un incremento del valore del
territorio (sia nei confronti dei turisti che dei consumatori) con maggiore
attenzione presso i soggetti della distribuzione alimentare e supporto alle
strategie di marketing dei produttori locali. Strategici per lo sviluppo del
territorio saranno la creazione di una visione e di strategie precise che
puntino alla regionalità e alal sicurezza degli alimenti con partnership
strette fra territori e fra produttori (anche di settori diversi) consumatori e
distributori.
Secondo Hansjörg Prast dell‘Organizzazione Export Alto Adige (Eos) gli
obiettivi del futuro saranno la commercializzazione ottimale del prodotto
regionale, il suo inserimento nella catena della distribuzione alimentare
nonché la sensibilizzazione del consumatore. Un obiettivo che perseguono tra
l´altro anche le organizzazioni apposite in Tirolo e in Trentino. In questo contesto
c´è tanto da poter imparare reciprocamente, scambiandosi knowhow e esperienza e
coprendo un ruolo sempre più importante nella presentazione congiunta davanti
alle catene commerciali, ai fornitori per il turismo e alla grande
distribuzione. Allo stesso modo la sensibilizzazione del consumatore rivestirà
un ruolo fondamentale al festival del gusto in maggio a Bolzano sotto lo slogan
"La bontà dà spettacolo", nel quale contesto si organizzerà il
convegno e i partecipanti potranno usufruire della vetrina di prodotti
regionali e delle relative strategie di commercializzazione.
La segretaria generale del Gect Birgit Oberkofler ha annucniato
l´intenzione di produrre un libro di cucina sulle specialità delle tre realtà
regionali dell´Euregio basate sull´impiego dei loro prodotti alimentari di
qualità.
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LETTERA ALL´UE: INDICARE COME È STATO ALLEVATO UN ANIMALE IN ETICHETTA |
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Andrea Zanoni, eurodeputato Alde e vice presidente dell´Intergruppo Benessere
degli Animali al Parlamento europeo, scrive insieme cinque colleghi stranieri
al Commissario Ue competente per il Benessere animale per chiedere
l´indicazione in etichetta delle carni del metodo di allevamento utilizzato per
gli animali. Zanoni: “Solo in questo modo il consumatore finale potrà
scegliere di comprare solo quei prodotti ottenuti con metodi di allevamento non
intensivi contribuendo in questo modo attivamente a migliorare gli standard di
benessere degli animali in tutta Europa”.
La lettera, firmata da Andrea Zanoni, Pavel Poc
(ceco, socialista), Karin
Kadenbach (austriaca, socialista), Anna Rosbach (danese, conservatrice), Kriton
Arsenis (greco, socialista) e Kartika Tamara Liotard (olandese, sinistra
unita), chiede al Commissario Ue Tonio Borg di introdurre l´indicazione in
etichetta delle tecniche di allevamento a partire dai polli e seguendo
l´esempio delle uova, per le quali oggi viene si legge sulle etichette
"ruspante", "a terra" o "uova da allevamento in
gabbie".
“Sono convinto che i consumatori debbano essere
meglio informati sulle pratiche agricole moderne e sulle loro implicazioni per
il benessere degli animali – spiega Zanoni - Se i consumatori non sono
consapevoli di come gli animali sono tenuti negli allevamenti non avranno alcun
incentivo a cercare prodotti alimentari che siano frutto di un superiore
benessere degli animali”.
“Se l´etichettatura è volontaria, è probabile
che solo i prodotti d´allevamento a standard elevati di benessere degli animali
siano etichettati. Ecco che per garantire che anche la carne ricavata da
allevamenti intensivi sia dichiarata, allora è necessaria l´etichettatura
obbligatoria”, aggiunge l´eurodeputato.
“Ci rendiamo conto che l´etichettatura da sola
non può portare al cambiamento, ma costituirebbe sicuramente un passo in
avanti. Sempre più europei si dimostrano intolleranti nei confronti degli
allevamenti intensivi, spesso dei veri e proprio lager dove milioni di animali
vengono costretti a vivere fino al loro macello. Per questo i consumatori hanno
il sacrosanto diritto di poter scegliere quali prodotti comprare orientando in
questo modo l´intera produzione di carni europea verso un modello più
sostenibile e civile. Il tutto sempre tenendo in considerazione che la scelta
migliore per porre fine a queste sofferenze resta quella dell’alimentazione
vegetariana”, conclude Zanoni.
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AGRICOLTURA: LE NUOVE PROSPETTIVE PER LA ZOOTECNIA UMBRA. IN DIRITTURA D’ARRIVO IL NUOVO PIANO ZOOTECNICO REGIONALE |
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Perugia - “Una zootecnia, che
faccia della trasparenza delle sue pratiche, dell’attenzione ad una
sostenibilità ambientale che comprenda il “benessere animale”, della qualità
dei prodotti, gli elementi essenziali della sua azione”, è questo l’obiettivo
del nuovo Piano regionale zootecnico delineato oggi, mercoledì 27 marzo,
dall’assessore alle politiche agricole Fernanda Cecchini alla riunione
dell’apposito tavolo regionale. Il documento, alla luce della discussione
odierna, sarà oggetto di un ulteriore approfondimento dedicato al tema della
compatibilità ambientale da compiere insieme all’assessore regionale
all’ambiente Silvano Rometti e poi, nel prossimo mese di aprile, sarà pronto
per essere discusso in Consiglio regionale dalla competente commissione. “Una
questione di fondo, ha sottolineato l’assessore Cecchini, è la sostenibilità
ambientale, che negli ultimi anni, con l’evolversi delle consapevolezze e delle
sensibilità sui temi dell’“economia verde”, ha assunto un ruolo centrale. In
Umbria non c’è un allarme ambientale per il carico zootecnico. Si tratta però
di rendere “ecocompatibili e sostenibili”, attraverso opportune soluzioni
tecnologiche e gestionali, alcune situazioni di particolare concentrazione, e
di applicare al tempo stesso alle produzioni e ai suoi impatti un adeguato
sistema di monitoraggio, in una visione integrata della tutela ambientale (si
pensi al Piano della Tutela delle Acque)”.
“Tanto più oggi, ha aggiunto
l’assessore, in tempi di crisi economico-finanziaria incerti per tutti, che
vedono la zootecnia fra i comparti più colpiti dal nuovo corso dei mercati
agricoli, assai più esposti che in passato alle fluttuazioni (anche pesanti)
dei prezzi. Una situazione di crisi, che sottolinea ancora di più la necessità
di dotare gli agricoltori di adeguati strumenti di protezione. In una logica
senz’altro diversa dal passato, in linea cioè con l’obiettivo di
“liberalizzare” i mercati, ma comunque in grado di “proteggere” agricoltori e
territori”.
Anche in Umbria, si sono
verificati consistenti mutamenti strutturali. Rispetto al 2000, le aziende
zootecniche si sono ridotte del 56 per cento, in un quadro di riduzione del
complesso delle aziende agricole di circa il 30 per cento (un dato comunque
inferiore alla media rilevata in Italia). Sono i dati delle prime analisi del
Sesto Censimento Generale dell’Agricoltura. Secondo l’indagine, l’allevamento
bovino (praticato da 2 mila 687 aziende, di cui 81 “biologiche”) si conferma,
con il suo 54 per cento del totale, il più diffuso. Gli allevamenti suini sono
l’87 per cento in meno, solo 14 quelli “biologici”, ma aumenta (segno evidente
di una “specializzazione”) il numero medio dei capi per azienda (250). In
nettissima contrazione l’allevamento avicolo (-93 per cento), con un calo,
rispetto ai capi, del 38 per cento.
Ed è in questo scenario che si
colloca il nuovo Piano Zootecnico, che la giunta regionale ha costruito
avvalendosi anche della consultazione e della partecipazione delle imprese e
delle organizzazioni professionali agricole. Il Piano consente di tracciare una
diagnosi precisa del comparto: la contrazione dei capi allevati, la drastica
riduzione del numero delle imprese è interpretabile come una
“professionalizzazione” di tutto il comparto (che ha preferito puntare su una
“dimensione media” degli allevamenti economicamente sostenibile), di pari passo
con la riduzione delle cosiddette “agricolture residuali”.
“Qualità certificata”, secondo quanto
prescritto dalle nuove norme comunitarie, ma anche richiesto dagli standards
della grande distribuzione; maggiore formazione degli addetti; polifunzionalità
ed economie di scala dei servizi connessi con l’allevamento (come la rete di
macellazione), in grado di ridurre i costi; “filiere corte”, che possano
contare sullo stesso livello di tecnica e di assistenza presente in azienda;
valorizzazione mirata dei prodotti regionali: sono queste le indicazioni di
marcia che vengono dal Piano zootecnico.
“Occorrono sempre più imprese di
qualità, ha affermato l’assessore Cecchini, sostenute sia da un sistema
normativo adeguato, sia da una organizzazione efficiente, sul piano della
logistica e dei servizi, in un quadro che guardi al contesto nazionale ed alle zootecnie
limitrofe (come Toscana e Marche). Ed occorre soprattutto una
imprenditorialità, che sappia servirsi efficacemente degli strumenti di
modernizzazione messi in campo dalle istituzioni pubbliche, dell’innovazione e
dei risultati della ricerca scientifica, per farne un decisivo fondamento della
propria azione. Qualità e innovazione sono le parole d’ordine del processo di
modernizzazione del settore zootecnico in Umbria, che abbia i suoi punti di
forza nella compatibilità e tutela ambientale (alle quali possono contribuire
anche le recenti normative di sostegno alla produzione di “energie rinnovabili”
applicate al settore), negli interventi per il “benessere degli animali” e
nelle opportunità offerte dal nuovo Piano di Sviluppo Rurale, in termini di misure
e risorse da destinare alla zootecnia”.
“L’umbria si trova di fronte al
bivio di un futuro non privo di difficoltà per le attività zootecniche, ma che
può costituire anche e soprattutto una grande opportunità, ripensando il
sistema e dotandolo degli strumenti necessari per far fronte alle sfide della
modernità e dello sviluppo. Il Piano Zootecnico regionale, ha concluso
l’assessore Cecchini, nasce con l’obiettivo di fornire ai protagonisti, le
imprese e gli allevatori, gli strumenti di cui hanno bisogno per sviluppare al
meglio idee, capacità e reddito, nella consapevolezza che il loro lavoro, come
quello di tutti gli agricoltori, contribuisce all’economia regionale e,
soprattutto, alla tutela di quel paesaggio frutto secolare di attività, che
hanno fatto “verde” l’Umbria, rendendola inimitabile per le sue campagne, per i
suoi prodotti e per i valori etici ed estetici legati alla vita dei campi”.
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PUBBLICATO DECRETO SU ROTTAMAZIONE IMBARCAZIONI PER PESCA A STRASCICO.VENETO: LEGITTIMO RICONOSCIMENTO PER OPERATORI PENALIZZATI DA NORMATIVE COMUNITARIE |
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Venezia - E’ stato pubblicato il 27 marzo sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del 27
dicembre scorso del Ministro delle politiche agricole e alimentari sull’attuazione
della misura di arresto definitivo, mediante demolizione, delle imbarcazioni da
pesca. Da oggi, quindi, i pescatori interessati avranno 60 giorni di tempo per
presentare le domande al Compartimento marittimo della Regione Veneto presso il
quale l’imbarcazione è iscritta. Il premio di arresto definitivo è destinato ai
proprietari delle imbarcazioni di lunghezza pari o inferiori a 15 metri,
autorizzati all’esercizio dell´attività di pesca con gli attrezzi ricompresi nel ‘sistema
strascico’. La Regione del Veneto ha destinato per tale iniziativa 4 milioni di
euro.
“Stiamo raccogliendo i frutti del nostro impegno – spiega l’assessore
all’agricoltura e alla pesca della Regione del Veneto, Franco Manzato – e
vediamo finalmente concretizzata l’azione da noi avviata nel giugno del 2012
con la richiesta al Ministero di predisporre un bando ‘straordinario’ rivolto
alle imprese venete che operano a mare con piccole imbarcazioni, finora rimaste
escluse da analoghe iniziative dell’autorità centrale che privilegiavano,
nell’ambito della programmazione Fep, le imbarcazioni di stazza più elevata”.
“Prevediamo la demolizione di circa 35 imbarcazioni – aggiunge Manzato
– appartenenti al segmento produttivo
maggiormente penalizzato dalle recenti normative comunitarie che impongono il
divieto dello strascico entro le tre miglia e l’obbligo di reti a maglia
allargata e la rottamazione, quindi, risponde proprio alle pressanti richieste
dei pescatori che non possono più esercitare
la propria attività come un tempo”.
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"EUROFOODCHEM XVII", IN TURCHIA |
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Dal 7 al 10 maggio 2013 si terrà a Istanbul, in Turchia, una conferenza
intitolata "Eurofoodchem Xvii".
Se la domanda di cibo per il consumo umano è destinata a salire,
l´interesse per i prodotti alimentari di qualità e a valore aggiunto aumenterà
logaritmicamente, specialmente in vista dei recenti sviluppi nell´Ue. Gli
alimenti e le tecnologie di lavorazione degli alimenti hanno una lunga storia e
generalmente erano considerati sicuri.
Mettere l´accento sulla lavorazione degli alimenti è l´ultima tendenza
della ricerca e dello sviluppo alimentare, principalmente a causa dell´aumento
della domanda da parte dei consumatori di cibi freschi e poco lavorati.
L´attenzione è verso la sicurezza dei consumatori, la nutrizione, la comodità e
gli effetti negativi minimi per l´ambiente e le risorse energetiche per tutto
il ciclo vitale degli alimenti e delle confezioni degli alimenti.
La conferenza riunirà varie parti interessate e ricercatori per
discutere le più recenti conoscenze e applicazioni di chimica alimentare e
discipline complementari. La conferenza promuoverà la creazione di contatti e
la collaborazione tra i partecipanti per far avanzare la conoscenza e
identificare le principali tendenze del settore.
Per ulteriori informazioni, visitare:
http://www.Arber.com.tr/eurofoodchemxvii.org/index.php/home
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AGROALIMENTARE: PROSCIUTTO SAN DANIELE ELEMENTO IDENTITA´ TERRITORIO |
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San Daniele del Friuli - La
filiera del Prosciutto di
San Daniele rappresenta, e dovrà rappresentare anche per il
futuro, un valore aggiunto non solo dell´economia agroalimentare
e rurale, bensì dell´intero Friuli Venezia Giulia.
Secondo l´assessore regionale alle Risorse Rurali, Agroalimentari
e Forestali, intervenuto il 28 marzo a conclusione di una tavola
rotonda
seguita all´assemblea annuale del Consorzio del Prosciutto di San
Daniele, il percorso seguito negli ultimi anni dagli imprenditori
sandanielesi - che hanno saputo mettere attorno a un tavolo tutti
i soggetti interessati, dal comparto zootecnico alle altre
componenti significative della filiera - rappresenta un risultato
che pone oggi il Friuli Venezia Giulia in una posizione avanzata
fra le realtà nelle quali il mondo rurale gioca un ruolo
significativo nell´immagine e nella promozione del territorio.
Per la città di San Daniele del Friuli, la produzione del
prosciutto costituisce, e dovrà costituire, l´elemento
qualificante e trainante delle politiche di sviluppo e deve
divenire sempre più identitaria della comunità locale.
Nel contempo, San Daniele dovrà puntare a coinvolgere nel
processo di valorizzazione del territorio anche le aree rurali
del bacino del fiume Corno, che rappresentano il naturale
riferimento rurale, produttivo e ambientale della filiera del
prosciutto.
Per quanto attiene all´affermazione di progetti del territorio di
ampia scala legati alle produzioni locali, il Friuli Venezia
Giulia è forse in ritardo rispetto a Paesi che già da secoli ne
hanno fatto una bandiera, come la Francia e la Spagna: proprio
questo ritardo, però, consente di valutare tale progetto in
termini attuali e moderni e di prospettarne un percorso mirato ed
efficace.
La tavola rotonda ha visto la partecipazione dei presidenti del
Consorzio dei consorzi Doc del Friuli Venezia Giulia e del
Consorzio del Prosciutto di San Daniele, il direttore
dell´Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia, e il
rappresentante del Comune collinare, che hanno indicato
l´esigenza di un percorso comune di valorizzazione delle risorse
del territorio quale elemento trainante del sistema e
dell´economia su vasta scala.
Uno dei risultati più significativi raggiunti dal Consorzio del
Prosciutto di San Daniele, assieme alla Regione, in questi anni,
è rappresentato dall´impiego del 18 per cento di materia prima
(cosce di suini) regionale da parte dei prosciuttifici del San
Daniele.
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TERREMOTO, AL VIA L´EROGAZIONE DI OLTRE 18 MILIONI DI EURO PER L´ACQUISTO O IL RIPRISTINO DI ATTREZZATURE DANNEGGIATE A 246 AZIENDE AGRICOLE E AGROALIMENTARI. IL SECONDO AVVISO DEL BANDO PER LA MISURA 126 SI CHIUDERÀ IL 5 APRILE. A DISPOSIZIONE ANCORA RISORSE PER OLTRE 80 MILIONI DI EURO. |
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Bologna - La Regione Emilia-romagna ha concesso oltre
18 milioni di euro a 246 aziende agricole
e agroalimentari per l’acquisto o il ripristino di macchine, attrezzature e
impianti danneggiati dal terremoto. Si tratta delle aziende che hanno
presentato regolare domanda entro il 10 gennaio 2013 a chiusura del primo
avviso dell’apposito bando del Piano regionale di sviluppo rurale. Le
risorse assegnate ammontano a 18 milioni
e 300 mila euro a fronte di una spesa ammissibile di circa 24 milioni 317 mila
euro.
In particolare 200 sono le aziende del territorio modenese cui andranno
contributi per circa 14 milioni 483 mila euro, 29 quelle ferraresi che riceveranno circa 2 milioni 60 mila euro, mentre alle 12
imprese della provincia di Bologna e alle 5 della provincia di Reggio Emilia
andranno rispettivamente circa 633 mila e
1 milione e 103 mila euro. Per
quanto riguarda le tipologie di intervento al primo posto si colloca l’acquisto
di ricoveri temporanei ed attrezzature agricole. Tra le voci
significative anche l’acquisto delle scalere ed attrezzature per caseificio.
Il secondo avviso del bando si chiuderà il 5 aprile, a disposizione ci
sono ancora risorse significative pari a oltre 80 milioni di euro e le aziende
interessate possono dunque presentare domanda di contributo alle Province
competenti per territorio, secondo le modalità fissate da Agrea, utilizzando il
Sistema Operativo Pratiche (Sop) e la specifica modulistica disponibile sul
sito http://agrea.Regione.emilia-romagna.it/.
“Abbiamo accolto le istanze delle prime 246 aziende che hanno
presentato domanda per macchine e attrezzature entro il 10 gennaio – spiega
l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - molte di loro avevano
la necessità di iscrivere l’eventuale concessione regionale nei bilanci
consuntivi 2012 entro il 31 marzo. Siamo riusciti a rispettare le loro esigenze
grazie soprattutto all’impegno dei dirigenti e dei funzionari provinciali e
regionali che desidero ringraziare. Il secondo bando vedrà sicuramente una
partecipazione assai più numerosa di imprese e proposte. Anche diverse domande
presentate entro il 10 gennaio che alla verifica di ammissibilità richiedevano
perfezionamenti ed integrazioni verranno ripresentate sul secondo bando. Le 246 imprese che hanno avuto la concessione
potranno immediatamente richiedere, previa fidejussione, l’erogazione di un anticipo
del 50% sull’importo accordato; mentre il saldo finale avverrà ad interventi
collaudati.”
Cosa prevede il bando e quali interventi possono essere finanziati -
Con la modifica del Piano regionale di sviluppo rurale 2007- 2013, ed
in particolare della misura 126 per il “Ripristino del potenziale produttivo
agricolo danneggiato da calamità
naturali ed introduzione di adeguate misure di prevenzione”, la Regione si è
dotata di uno strumento per poter dare celermente risposta alle aziende
agricole e agroalimentari danneggiate dal sisma nelle province di Reggio
Emilia, Modena, Bologna e Ferrara. Circa 99 milioni di euro le risorse
complessivamente a disposizione, grazie ad uno stanziamento straordinario del
Ministero dell’Agricoltura e alla
solidarietà delle altre Regioni.
La misura 126 prevede la concessione di contributi in conto capitale nella misura dell’80% della
spesa considerata ammissibile, per finanziare il ripristino di macchinari,
attrezzature ed impianti danneggiati dal sisma o il riacquisto di beni nuovi
equivalenti a quelli distrutti o comunque non riparabili; il ripristino di
miglioramenti fondiari (quali ad es. Pozzi, impianti irrigui, impianti di
drenaggio, ecc.) ed infine l’acquisto di ricoveri provvisori - i cosiddetti
“hangar” - per ricoverare mezzi, scorte, bestiame nell’attesa del ripristino
degli immobili danneggiati.
Sono stati invece esclusi da tale misura gli interventi di tipo
edilizio, le attrezzature di stalla fisse e gli impianti specifici da
installarsi nei ricoveri zootecnici, che rientrano nell’ordinanza regionale per
le attività produttive. Tale scelta è stata dettata principalmente dalla
necessità di snellire le procedure e consentire che l’istruttoria delle domande e la successiva
concessione dei contributi potessero avere luogo in tempi brevi.
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AGRICOLTURA: RIVIGNANO, PRESENTATE MISURE PSR AGRICOLTURA/AMBIENTE |
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Trieste - Coniugare tutela ambientale ed economia: si
sta facendo, si può fare, ed in futuro - con la nuova Pac, la
politica agricola comunitaria, fortemente orientata al
"greening"
- si dovrà fare sempre di più.
Questo il messaggio portato dai responsabili dell´Agricoltura
regionale - l´assessore Claudio Violino, il direttore centrale
Luca Bulfone, l´autorità di gestione del Psr Serena Cutrano,
Marina Bortotto e Gabriele Iacolettig del Servizio Caccia,
Risorse ittiche e Biodiversità) - ad un incontro svoltosi il 27 marzo al
municipio di Rivignano.
Obiettivo della riunione, l´illustrazione ai potenziali
beneficiari del bando di recente pubblicazione della misura 213
del Programma Sviluppo Rurale 2007-13 del Friuli Venezia Giulia,
che prevede contributi per 1,3 milioni di euro destinati ai
proprietari - agricoltori ma non solo - di terreni ricadenti
nell´ambito dei Sic (Siti di Interesse comunitario) Risorgive
dello Stella, Paludi Selvote e Paludi di Gonars e quindi
sottoposti a specifici vincoli che ne limitano l´utilizzo.
Si tratta di in totale di 750 ettari (600 dei quali rappresentati
dalle risorgive dello Stella, un ambito che interessa i Comuni di
Bertiolo, Codroipo, Rivignano e Talmassons) di particolare
valenza naturalistica.
L´incontro si è aperto con il saluto del sindaco di Rivignano,
Mario Anzil, il quale prima di cedere la parola al vice sindaco
di Teor, Paolo Dose (i due Comuni, come è noto, dall´1 gennaio
2014 diverranno una realtà unica) ha ricordato la nascita del
Parco dello Stella - una risorsa per tutta la collettività
compresi gli agricoltori - ed il progetto comunitario Life grazie
al quale l´ente pubblico ha acquisito e reimpiantato a bosco
terreni nell´ambito del Sic.
Prima di lasciare agli esperti l´illustrazione dei contenuti
delle misure di aiuto, il direttore Bulfone ne ha inquadrato gli
obiettivi strategici, quasi un "ponte" tra la programmazione
2007-2013 e quella futura: limitare i vincoli, dare ristoro per
la diminuzione di reddito conseguente a quelli indispensabili,
semplificare l´accesso ai
contributi, mantenere l´imprenditoria
agricola sul territorio.
E´ seguita la presentazione delle misure di sostegno, che
prevedono un contributo annuo da 265 euro/ettaro (per la
creazione di fasce-tampone di rispetto in prossimità dei corsi
d´acqua) a 400 euro/ettaro (per il divieto di impianto o
reimpianto di pioppi) per un periodo di cinque anni. Gli
stanziamenti disponibili sono sufficienti a coprire il triennio
2013-2015; nel frattempo, vedrà la luce il Psr 2014-2020,
nell´ambito del quale l´Amministrazione regionale è impegnata a
dare continuità alle misure di tutela dell´ambiente, e se
possibile a potenziarle.
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MILANO: «LA TUA PARTE DI BONTÀ», OLTRE MILLE I CHILI DI GRANA E PARMIGIANO ACQUISTATI DAI DIPENDENTI PER SOSTENERE LE AZIENDE COLPITE DEL SISMA DELLO SCORSO MAGGIO |
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Nell’ambito dell’iniziativa «La tua parte di bontà», il presidente
Guido Podestà ha partecipato, nel pomeriggio, alla consegna dei prodotti
acquistati dagli oltre 1.800 dipendenti dell’Ente allo scopo di sostenere le 70
aziende casearie del Consorzio «Latterie Virgilio» (province di Mantova e di
Modena). Il Cral dell’Amministrazione - che ha replicato una gara di
solidarietà capace, nel 2012, di distribuire oltre 1.000 chilogrammi di Grana
Padano e Parmigiano reggiano Dop – ha bissato il successo dello scorso anno. La
vendita dei prodotti, tra i quali anche bocconcini da 200 grammi e il formaggio
grattugiato della solidarietà (confezione da 100 grammi), ha determinato un
introito pari a 15.000 euro a beneficio delle imprese messe a dura prova dal
terremoto. Una parte del ricavato verrà, invece, devoluto alle comunità
coinvolte, che, sempre dall’associazione di Palazzo Isimbardi, hanno già
ricevuto un contributo legato alla ricostruzione della scuola materna di
Medolla (Modena), pesantemente danneggiata dall’evento tellurico. Nel corso della
manifestazione, svoltasi nella Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi, Podestà ha
confermato l’impegno della Provincia di Milano. Via Vivaio, oltre ad aver già
appoggiato l’iniziativa «Un gettone di solidarietà» per suggerire ad
amministratori e eletti di devolvere un gettone di presenza, ha messo in campo
le competenze della Protezione civile provinciale. Lo scorso anno, nonostante
la concomitanza delle attività legate al «Vi Incontro mondiale delle famiglie»,
30 volontari della Protezione civile, coordinati dall’assessore Stefano
Bolognini, allestirono, a tempo di record, al centro sportivo comunale di San
Giacomo delle Segnate, un’area con 46 tende pneumatiche per 250 persone.
«Si tratta di un’iniziativa di cui dobbiamo dar merito ai dipendenti
associati al Cral, che, in virtù dello stretto rapporto mantenuto con gli
amministratori delle province di Mantova e di Modena, ripetono, quest’anno, ciò
che avevano brillantemente proposto nel 2012 – ha dichiarato il presidente
Podestà -. La vendita dei prodotti ha riscosso ancora un successo straordinario
e s’è rivelata utile per sostenere le aziende situate nelle zone colpite dal
sisma. Dunque, solidarietà e, pure in vista di Expo 2015, valorizzazione di
alcune delle migliori eccellenze alimentari. In particolare, questo piccolo
contributo è teso ad affiancare quelle realtà imprenditoriali che, nonostante
il terremoto, invece di chiudere battenti, continuano ad investire e a creare
posti di lavoro funzionali al Paese per agganciare la ripresa economica».
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SOCIAL MARKET, BILANCIO POSITIVO : OLTRE 207MILA KG DI ALIMENTI RECUPERATI NEL 2012: DERRATE ALIMENTARI INVENDUTE MA UTILIZZABILI RIDISTRIBUITE AD ASSOCIAZIONI DI SOLIDARIETÀ. CIRCA 700 LE PERSONE SERVITE.
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Parma – Oltre 207mila kg di alimenti recuperati nel 2012,
con un incremento di circa 15mila kg rispetto all’anno precedente, circa 700
persone servite. Sono solo alcuni numeri del bilancio 2012 del Social Market,
circuito di recupero di generi alimentari invenduti nato nel Parmense nel 2005.
Un circuito virtuoso, con importanti ricadute in chiave sociale, ambientale ed
economica, tutto basato su un’idea molto semplice: recuperare le derrate
alimentari ancora utilizzabili ma che le attività commerciali e le aziende
avvierebbero comunque al ciclo dei rifiuti (per la prossimità alla data di
scadenza o per difetti di confezionamento), e distribuirle ad associazioni e
altre realtà solidaristiche del territorio. Il Progetto Social Market è
un’iniziativa della Cooperativa sociale Eumeo, sostenuta dalla Provincia di
Parma e dalla Fondazione Cariparma e condivisa dal Comune di Parma. Coinvolge
numerosi partner commerciali (soprattutto della grande distribuzione
organizzata) e ha come beneficiarie una quindicina di realtà caritative del
territorio.
Il progetto è gestito dalla Cooperativa sociale Eumeo, che ogni giorno
raccoglie le donazioni dai diversi partner commerciali (13 punti vendita sul
territorio di Parma) e in un ristretto arco di tempo (sempre entro la giornata
stessa) distribuisce i generi alimentari ritirati agli enti benefici che fanno
parte del circuito Social Market. Utilizzando il mezzo acquistato con il
contributo della Fondazione Cariparma, Eumeo garantisce il tutto attraverso un
operatore proprio (assunto), adempiendo così anche alla propria finalità
istituzionale che è quella dell’inserimento lavorativo.
Assai positivo il bilancio del 2012: sono stati recuperati
207.011
Kg (685 al giorno) contro i 191.500 kg del 2011. Si
stima che siano circa 700 le persone del territorio servite, cioè destinatarie
dirette dell’azione di solidarietà: sono loro che ogni giorno mangiano gli
alimenti che arrivano dal Social Market.
“Il Social market rappresenta un pezzo di quella solidarietà diretta e
attiva che segna un felice incontro tra istituzioni, mondo del volontariato e
della cooperazione sociale e imprese. Questo progetto ha in sé tutto quanto ci
si possa aspettare in un momento come questo: solidarietà, incidenza dal punto
di vista economico, riduzione dei rifiuti. Tante azioni utili che ci dicono che
fare rete porta a risultati importanti”, ha detto nella presentazione di
oggi in piazza della Pace l’assessore alle Politiche sociali della Provincia
Marcella Saccani.
“È un’attività che rappresenta un motivo di vanto per Eumeo e per
la comunità.
Dal 2005 ad oggi il Social market ha avuto un grande
incremento, grazie soprattutto al contributo delle istituzioni e dei due
principali donatori: Coop Consumatori Nordest e Conad. Ma voglio ricordare anche
le aziende e le tante realtà, che magari con donazioni “spot”, danno una mano al
circuito – ha osservato il presidente della Cooperativa Eumeo Tommaso
Mazzini -. Un circuito virtuoso con il quale per la nostra cooperativa si
colgono due obiettivi importanti: un’attività di aiuto e sostegno alla comunità
e l’inserimento al lavoro di una persona, che potrà sembrare anche poco ma per
noi è un ottimo risultato”.
Le ricadute del social market sono non solo sociali ma anche ambientali,
perché recuperando derrate altrimenti destinate al ciclo dei rifiuti di fatto si
riducono i rifiuti stessi. Questo ha innescato un meccanismo positivo che ha
generato altri benefici: Comune di Parma e Iren hanno infatti concesso
dal 2010 uno sconto sulla parte variabile della tariffa rifiuti alle
aziende virtuose che attestano una riduzione del quantitativo di rifiuti
prodotti. Coop Nordest e Conad Centro nord hanno usufruito di questi sconti
grazie alla partecipazione al circuito Social market, e hanno trasformato nel
corso del 2012 i minori costi in termini di tassa rifiuti in erogazioni
benefiche a sostegno del progetto.
“Il momento è molto delicato, anche se in questa città per fortuna ci
sono tante risorse. Questo circuito è un esempio positivo, che ha il suo valore
aggiunto proprio nel sistema: il “vettore”, cioè la Cooperativa
Eumeo, i donatori, le realtà che distribuiscono i beni a chi ne
ha bisogno. Il momento è delicato: c’è un bisogno immenso e come istituzioni
abbiamo il dovere di pensare un modo per fare di più; ampliare il più possibile
il sistema, raccogliere più derrate alimentari e servire più persone. Questo è
lo sforzo”, ha osservato l’assessore al Welfare del Comune di Parma Laura
Rossi.
D’accordo anche Giovanna Buzzoni di Coop Consumatori Nordest:
“Per noi questo “laboratorio” del Social market è davvero un vanto, ma anche
un obiettivo su cui continuare a lavorare. Per ottenere il bene della comunità
la sinergia tra pubblico e privato è importante, con le istituzioni a svolgere
un ruolo di coordinamento progettuale: e il Social Market è proprio un modello
da questo punto di vista, un esempio di ciò che dovrebbe essere messo in rete in
termini di sforzo e di “ricchezza”. Crediamo che si possa fare anche di più, e
tutti insieme dobbiamo studiare come”.
I partner commerciali del Social Market
13 i partner commerciali di Parma dai quali si ricevono donazioni
continuative di prodotti alimentari: Conad Il Parco (viale Piacenza), Conad
Cronos (via Venezia), Conad Emilia Est, Conad Parri (via Sidoli), Conad Campus,
Conad Visconti (punti vendita via G. Rossa e via Volturno), Ipercoop Centro
torri, Negozio Coop Eurotorri, Ipercoop Eurosia, Conad San Pancrazio,
Supermercato Coop via Gramsci, Azienda Rizzoli Emanuelli.
I beneficiari
Nel complesso 15 le realtà associative solidaristiche che ricevono in dono
le derrate alimentari del Social Market: coop. Sociale Avalon, coop. Sociale Il
ciottolo, coop sociale Oltretorrente, coop. Sociale La bula, Istituto Buon
Pastore, Centro aiuto alla vita (via Sidoli, via Telesio), coop. Sociale
Insieme, Associazione Pim, coop. Sociale Cabiria, mensa di Padre Lino, Casa
della giovane, Mensa Caritas, Associazione San Cristoforo, Parrocchia San
Giovanni Battista, Emporio. |
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CAMBIAMENTI CLIMATICI O CONFUSIONE DELL’OROLOGIO BIOLOGICO? IL CASO DELL’ASSIOLO “FUORI STAGIONE” INTERESSA GLI SCIENZIATI |
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Nelle
scorse settimane a Borgaro Torinese
un cittadino ha recuperato quello che pensava essere un piccolo Gufo in
difficoltà, portandolo al Centro
animali non convenzionali della Facolta
di Veterinaria dell´Università di
Torino, a Grugliasco. Il Centro è convenzionato con la Provincia di Torino, nell´ambito del progetto “Salviamoli Insieme” per il recupero e la riabilitazione della
fauna selvatica in difficoltà. I veterinari del Centro di Grugliasco
si sono subito resi conto di avere a che fare non con un Gufo, che è una
specie stanziale, ma con un Assiolo,
che è un piccolo strigiforme
migratore, che può effettivamente essere scambiato per uno dei Gufi che
vivono tutto l’anno in Piemonte da chi non è esperto di ornitologia.
La singolarità del ritrovamento dell’Assiolo deriva dal fatto che l’arrivo alle
nostre latitudini di questo uccello migratore avviene più avanti nella stagione
primaverile, normalmente a partire dalla seconda
quindicina di aprile. L’anticipo di oltre un mese dell’arrivo nel Nord
Italia è un fenomeno che sicuramente interesserà gli ornitologi e sulle cui
origini si possono solo fare supposizioni, che vanno dal cambiamento climatico
in atto al semplice sfasamento dei ritmi biologici dell’esemplare rinvenuto. Quello
che è certo è che nel mese di marzo un Assiolo ha ben poco cibo a disposizione
alle nostre latitudini, visto che
i grossi insetti di cui si nutre non sono ancora presenti in numero
sufficiente. Secondo gli esperti, se non fosse stato trovato e recuperato, il
volatile avrebbe avuto probabilità di sopravvivenza assai scarse. Grazie
al progetto “Salviamoli Insieme”,
dopo un periodo di permanenza presso il Centro animali non convenzionali di
Grugliasco, l’Assiolo sarà liberato a fine
aprile, quando, con la primavera ormai inoltrata, l’ambiente naturale gli
metterà a disposizione il cibo di cui necessita.
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UN’INTESA TRA PROVINCIA E ATC TO1 PER INTERVENTI MIRATI NEL PARCO DEL LAGO DI CANDIA IL CONTENIMENTO DEI CINGHIALI VA DI PARI PASSO CON LA TUTELA DELL’AMBIENTE |
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La Provincia di
Torino e l’Ambito Territoriale di
Caccia To1 hanno
raggiunto un accordo di collaborazione che prevede una serie di monitoraggi e
successivi interventi di
contenimento della popolazione di cinghiali nell’area del Parco Naturale del Lago
di Candia. Gli scopi che i due Enti intendono perseguire sono due: ridurre i danni inferti
dagli ungulati alle colture agricole nelle aree circostanti al parco,
salvaguardando però le peculiarità
naturalistiche del sito. Per la Provincia l’intesa è stata firmata
dall’Assessore
all’Agricoltura ed alla Tutela della Fauna e della Flora, Marco
Balagna, mentre per l’Atc To1
l’accordo è stato siglato dal Presidente,
Danilo
Piretto.
Il Lago di
Candia comprende un’area umida
fra le più importanti e conservate della Pianura Padana, in cui sono presenti
specie faunistiche e botaniche di grande importanza naturalistica. Il Parco è
circondato da aree agricole, prevalentemente coltivate a mais, che, nel periodo
della semina e della maturazione attraggono gruppi di cinghiali che possono
trovare temporaneo rifugio nel Parco. Gli interventi previsti dall’accordo
saranno realizzati congiuntamente dal personale di vigilanza
dell’area protetta e dai selecontrollori dell’Atc
To1, con tecniche e strumenti a
basso impatto naturalistico: gabbie e recinti foraggiati, altane e
postazioni mobili notturne con faro, eventuali girate con cani limieri nei
periodi lontani dalla nidificazione dell’avifauna. Tutti gli interventi saranno
mirati e graduati in funzione delle effettive necessità evidenziate dai
monitoraggi ripetuti a cadenza periodica.
“Si
tratta di una modalità operativa innovativa per le nostre aree protette. –
spiega l’Assessore
Balagna – Intendiamo contenere la presenza dei cinghiali operando in
stretta collaborazione con gli operatori del territorio, per ridurre i danni alle colture agricole
circostanti, rispettando nel contempo la biodiversità e le valenze
naturalistiche dell’area. Dobbiamo infatti rispettare precise direttive europee
e regionali, che prescrivono la conservazione di un sito naturale che ha un
grande valore naturalistico e sociale per l’intero territorio provinciale. Per
quanto riguarda i siti naturali della Rete Natura
2000, cioè i S.i.c. (Siti
di Interesse Comunitario) e le Z.p.s.(zone
di Protezione Speciale, come nel caso del Parco del Lago di
Candia) sono necessarie particolari cautele, per tutelare le specie protette dalle
Direttive dell’Unione Europea”. Gli interventi devono infatti essere
essere autorizzati dall’Ente gestore e programmati valutandone l’incidenza, in
applicazione della Legge Regionale 19 del
2009 (Testo unico sulla tutela
della biodiversità e delle aree protette). |
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L´ASPARAGO BIANCO DI BASSANO DOP
FA SCUOLA IN AGRITURISMO
L´ASSOCIAZIONE TERRANOSTRA-CAMPAGNA AMICA VICENZA PROPONE UN CORSO DI CUCINA CON AMEDEO SANDRI E UN CALENDARIO DI SERATE IN SEI AGRITURISMI A PARTIRE DAL 5 APRILE
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È l´Asparago di Bassano Dop l´attesissimo prodotto di stagione che dominerà i menu di primavera degli agriturismi vicentini di Terranostra-campagna Amica, l´associazione delle aziende agrituristiche aderenti a Coldiretti. Evento speciale della rassegna sarà una serata con lo chef Amedeo Sandri prevista per il martedì 9 aprile, alle ore 19, all´agriturismo El Gran di Villaverla. Sandri, per 15 anni cuoco della rivista La Cucina Italiana e autore di vari libri tra i quali La Cucina Vicentina, trasformerà la cucina dell´agriturismo in un laboratorio nel quale insegnerà a preparare un intero menu a base di Asparagi. Piatti che saranno poi degustati nel corso della serata dagli stessi corsisti. Il costo della serata è di 35 euro con posti limitati e prenotazione obbligatoria al numero 0445 855089. Grazie alla collaborazione del Consorzio di Tutela dell´Asparago Bianco di Bassano Dop, Terranostra ha inoltre preparato un calendario di serate con menu speciali tutti a base di asparagi. Tre gli agriturismi che propongono un ciclo di continuativo di cene: La Casa Rossa di Bassano del Grappa tutte le sere, eccetto la domenica, dal 15 aprile al 15 maggio; La Dolfinella di Rosà tutti i venerdì sera dal 5 aprile al 17 maggio; Rivagranda a Molvena tutti i venerdì dal 12 aprile. E tre gli agriturismi che proporranno una sola serata per celebrare il prelibato turione: Venerdì 19 aprile a El Gran di Villaverla; Sabato 4 maggio al Bella Italia di Pove del Grappa e Giovedi 9 maggio al Pozzetto di Mure di Molvena |
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IL GRUPPO FELTRINELLI ASSUME LA MAGGIORANZA DI ANTICA FOCCACERIA SAN FRANCESCO
IL PACCHETTO AZIONARIO DEL GRUPPO PASSA COSÌ DAL 49% AL 95%,
MENTRE I FRATELLI VINCENZO E FABIO CONTICELLO MANTENGONO IL RESTANTE 5%
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Effe 2005–Gruppo Feltrinelli S.p.a. Assume la maggioranza di Antica Focacceria San Francesco S.p.a, società nata nel 2011 con lo scopo di gestire i ristoranti a insegna Antica Focacceria San Francesco e gli spazi ristorativi all’interno di Librerie Feltrinelli. Il Gruppo Feltrinelli passa quindi dal 49% al 95% del pacchetto azionario, mentre i fratelli Vincenzo e Fabio Conticello mantengono il restante 5%. Entra così nella gestione della nuova società anche lo storico locale palermitano, i cui muri restano di proprietà della famiglia Conticello. Il nuovo assetto non muta i piani della società, che proseguirà sulla via dello sviluppo sia con aperture di ristoranti Antica Focacceria San Francesco in Italia e all’estero, sia con l’apertura di nuovi spazi di ristorazione all’interno di punti vendita Feltrinelli, a partire dai negozi Red, il nuovo formato nato per unire la forza dell’assortimento e le competenze dei librai Feltrinelli a una proposta di ristorazione e food di riconosciuta eccellenza. “Siamo fermamente convinti che questa sia la strada migliore” - dichiara Vincenzo Conticello anche a nome del fratello Fabio - “per poter continuare coerentemente nell’espansione del brand Antica Focacceria. Questi due anni di diretta collaborazione con il Gruppo Feltrinelli sono stati intensi di scambi e anche di approfondita e reciproca conoscenza, grazie a cui siamo riusciti a mettere a punto un modello che salvaguarda la qualità di Antica Focacceria e contemporaneamente segue le necessità di una espansione che, speriamo presto, valichi i confini nazionali. L’obiettivo ambizioso è annoverarci tra i brand di eccellenza del made in Italy” Per il Gruppo Feltrinelli l’operazione rientra nella strategia di diversificazione del proprio business e va a rafforzare la sua posizione all’interno del settore della ristorazione. “Questo ulteriore investimento – sottolinea Carlo Feltrinelli, presidente del Gruppo Feltrinelli – non fa che confermare la nostra scelta: quella di proseguire con convinzione un percorso diverso e complementare al nostro in compagnia di un partner qualificato, sensibile e creativo il cui slancio etico condividiamo e soprattutto sosteniamo. Vincenzo Conticello ci affiancherà nell’espansione di Antica Focacceria all’estero e speriamo presto di veder realizzate le nostre ambizioni comuni”. Nata a Palermo nel 1834, l´Antica Focacceria San Francesco è sempre stata di proprietà della famiglia Conticello che, fin dall’inizio, ha puntato sulla qualità più rigorosa applicata alla gastronomia popolare. Nel 2009, con l´apertura della sede di Milano, ha preso il via un programma di sviluppo dell´insegna concepito già cinque anni prima ma bloccato da un tentativo di estorsione al quale i titolari dell´azienda si erano opposti fermamente, fino a diventare simbolo della lotta per la legalità. L´antica Focacceria San Francesco è presente oggi anche a Roma (Fiumicino aeroporto, Torretta, La Malva, Euroma) e Milano (San Paolo, Castaldi, Piero della Francesca) e, all´interno delle librerie Feltrinelli, a Roma (Colonna e Argentina), Milano (Baires e Piemonte) Bari, Catania, Napoli, Verona , Forlì e Parma. Ulteriori informazioni su www.Afsf.it Il Gruppo Feltrinelli, coordinato e diretto dalla holding Effe 2005 – Gruppo Feltrinelli S.p.a. E guidato da Carlo Feltrinelli, opera su tutta la filiera del libro, dall’editoria, con Giangiacomo Feltrinelli Editore e altre sigle editoriali collegate, alla promozione e distribuzione intermedia, con le aziende del gruppo Pde, al retail con la catena Librerie Feltrinelli – oggi 124 in tutta Italia – e con i siti on-line di informazione www.Feltrinellieditore.it e di e-commerce www.Lafeltrinelli.it, nonché nel settore immobiliare con le società Finaval ed Effe.com. Il Gruppo Feltrinelli occupa attualmente oltre 1.700 persone su tutto il territorio nazionale. Il fatturato aggregato di Gruppo 2011 è stato di circa 480 milioni di Euro. |
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LA GUSTOSA LINEA "STUFFER LIBERI DAL LATTOSIO” SI ARRICCHISCE DI DUE NUOVI YOGURT
A BASE DI LATTE INTERO
L´AZIENDA STUFFER DI BOLZANO AGGIUNGE DUE NUOVI YOGURT DA 500G A BASE DI LATTE INTERO ALLA GIÀ
AMPIA GAMMA DI PRODOTTI “STUFFER LIBERI DAL LATTOSIO": TUTTI AD ALTA DIGERIBILITÀ, CREATI PER RISPONDERE
ALLE ESIGENZE DELLE PERSONE INTOLLERANTI AL LATTOSIO, SENZA PERÒ RINUNCIARE AL GUSTO!
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Due nuovi yogurt da 500g a base di latte intero, al gusto bianco e fragola, sono gli ultimi nati in casa Stuffer, azienda altoatesina specializzata in prodotti freschi a base di latte e nelle basi pronte fresche. Due referenze che vanno ad aggiungersi alla vasta gamma di prodotti “Stuffer Liberi dal Lattosio” che comprende già yogurt magri 2x125g (alla fragola, alla banana e bianco), yogurt magro da bere alla fragola 200g, latte Uht da 1L, formaggio spalmabile light fresco 100g, dessert light al cacao 150g. Una linea ideata appositamente per gli intolleranti al lattosio e per tutte quelle persone che cercano delizie da gustare serenamente: sono, infatti, tutti prodotti che contengono meno dello 0,1% di lattosio, garantendo così una ancor più elevata digeribilità, sia per gli adulti che per i bambini. Le due nuove referenze di yogurt “Stuffer Liberi dal Lattosio”, le prime della linea a base di latte intero, si presentano in una conveniente confezione da 500g e sono richiudibili mediante un coperchio salva-freschezza che permette di conservarli più a lungo una volta aperti. Disponibili a partire da € 1,69 a confezione. In tutti i prodotti “Stuffer Liberi dal Lattosio” si può trovare la storica passione e la dedizione che da sempre contraddistinguono la famiglia e l´azienda Stuffer di Bolzano, realtà che coniuga mirabilmente tradizione e innovazione culinaria. Www.stuffer.it www.Zerolattosio.com www.Facebook.com/stufferofficial Ufficio Stampa: Serena Comunicazione Srl - Serena Aversano - Tel. 0422.231169 ufficio.Stampa@serenacomunicazione.com |
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ERACLEA E WHITTINGTON, I MARCHI LEADER DELLA CIOCCOLATA E DEL TEA NEL CANALE BAR, AFFRONTANO L’ANNO NUOVO CON DUE SITI WEB COMPLETAMENTE RINNOVATI NELLA VESTE GRAFICA E NELL’ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI, PER UNA NAVIGAZIONE PIÙ AGILE E ACCESSIBILE E UN CONTATTO SEMPRE PIÙ SNELLO E VELOCE CON I CLIENTI.
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Da sempre la presenza accanto al Cliente è un must per questi marchi, che fanno della completezza del servizio e della prontezza di risposta un naturale completamento dell’altissima qualità dei prodotti offerti. Il web è ormai uno strumento imprescindibile di contatto e comunicazione con i Clienti. Così, particolare attenzione, è stata posta nel facilitare il contatto attraverso il web. È dunque più semplice contattare l’Azienda, sia in Italia che all’estero, attraverso l’elenco completo dei distributori e della rete vendita. Il nuovo layout enfatizza la qualità dei prodotti, il must fondamentale di Eraclea e Whttington, che rappresentano rispettivamente la cioccolata cremosa all’italiana, quella densa che si degusta al cucchiaio, e la tradizione anglosassone del tea. Le immagini e la grafica mettono dunque al centro il prodotto, evidenziando la bellezza e ricchezza di suggestioni che Eraclea e Whittington propongono attorno ad ogni prodotto: non solo la bellezza delle preparazioni, che anche visivamente sono in grado di trasmettere l’alta qualità, ma anche la ricchezza delle sensazioni stimolate dai materiali di servizio sempre raffinati ed eleganti. Eraclea e Whittington non offrono semplici prodotti, ma vere e proprie esperienze di gusto che invadono i sensi a 360 gradi. Il restyling dei siti web cerca di trasmettere queste stesse sensazioni. Per un viaggio agile e rapido nell’universo dei prodotti Eraclea e Whittington, è stata potenziata la funzione di ricerca all’interno del sito. Eleganza dell’immagine e riconoscibilità dei marchi sono oggi in posizione dominante su ogni pagina. Www.eraclea.it E Www.whittingtontea.com |
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