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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 11 Novembre 2008
DEBUTTA IN ITALIA PARTENDO DA TORINO IL 15 NOVEMBRE 2008 LA PRIMA GIORNATA NAZIONALE PER LOTTA AL MAL DI TESTA - CHE COMPRENDE EMICRANIA, CEFALEA TENSIVA E CEFALEA A GRAPPOLO - PROMOSSA DALLA SOCIETA’ ITALIANA PER LO STUDIO DELLE CEFALEE - SISC E DAGLI STESSI PAZIENTI - LEGA ITALIANA CEFALALGICI - LIC.  
 
Torino, 11 novembre 2008 - L’italia all’avanguardia nella lotta al mal di testa - ma il suo termine medico corretto è cefalea, comprende disturbi diversi: emicrania, cefalea tensiva e cefalea a grappolo che costituiscono le cefalee primarie e le cefalee secondarie conseguenti a traumi, sinusiti e altre patologie- e nell’attenzione verso i malati . Per la prima volta in Italia partendo da Torino si celebra la giornata nazionale per lotta al mal di testa che si svolgerà il 15 novembre 2008 , grazie all’impegno della Società Italiana per Lo Studio Delle Cefalee - Sisc e degli stessi pazienti Lega Italiana Cefalalgici - Lic. Il 15 novembre 2008 dalle ore 9 alle ore 18 a Torino in Piazza Castello medici specialisti e neurologi della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (Sisc) diretti dal professor Lorenzo Pinessi, Presidente Sisc , Ordinario di Neurologia ,Direttore Clinica Neurologica Ii e Centro Cefalee, Università di Torino - Ospedale Le Molinette, scendono in piazza per informare, sensibilizzare cittadini, politici, amministratori della Sanità del grave disturbo che riguarda circa 8 - 9 milioni di italiani con una netta prevalenza per il sesso femminile con un rapporto di 5 a 1 rispetto agli uomini. Nei bambini e adolescenti l’incidenza delle cefalee è del 25- 30% ed è legata a concause genetiche . In particolare la Sisc vuole evidenziare la gravità della cefalea cronica quotidiana (chronic daily headache – Cdh) - la forma più grave e invalidante di mal di testa -che si manifesta con attacchi di emicrania quotidiani – spesso complicata dall’abuso di farmaci (medication Overuse Headache - Moh), che affligge circa 3 milioni degli 8 milioni di malati. Il 30% dei pazienti , a causa del dolore, è costretto a rinunciare a un vita di relazione, impegni di lavoro, a dedicarsi alla famiglia. Nel 43 %dei casi la cefalea cronica causa tensioni in famiglia, nel 23% incide negativamente sulla sfera sessuale, nel 60% genera ansia e depressione. La giornata del mal di testa che si svolgerà ogni anno il 15 novembre in tutta la penisola si propone di illustrare con chiarezza i benefici di una diagnosi precoce e accurata e le varie possibilità terapeutiche delle diverse forme di cefalea, di aumentare la conoscenza e la consapevolezza del problema socio- sanitario, di rafforzare le strutture specializzate ,di sensibilizzare i medici di famiglia e gli ospedali. “L’organizzazione Mondiale della Sanità. ”dice il professor Pinessi “lo riconosce come una vera e propria malattia tra le più importanti cause di disabilità e pone l’emicrania ,la forma più diffusa di cefalea primaria al 12° posto tra le più frequenti patologie mondiali che devastano la qualità di vita. Tuttavia nel nostro Paese il mal di testa che costa circa 600 euro per paziente/anno, per un totale di oltre 3 milioni di euro, spesa a cui concorrono i 25 milioni di giornate lavorative perse a causa del disturbo , rimane una malattia nascosta, sottostimata ,sottovalutata e mal curata. Il Servizio Sanitario Nazionale - Ssn non ha ancora affrontato in modo adeguato il problema e lo include nei livelli minimi di assistenza (Lea) come patologia minore - con la conseguenza che la maggior parte dei malati spesso nasconde il problema al medico ricorrendo a un dannoso fai da te . “Malgrado l’elevata incidenza”, precisa il professor Luigi Alberto Pini , Presidente Lic- Direttore Centro Cefalee, Modena , “solo una minoranza - poco più del 15% - ricorre allo specialista, mentre circa il 50% si automedica con analgesici da banco spesso abusandone e rischiando di cronicizzare il disturbo. ” Secondo una recente ricerca svolta da Gfk-eurisko si reca dallo specialista solo dopo che la frequenza e l´intensità degli attacchi diventano intollerabili, e i farmaci auto- prescritti non hanno più effetto - i malati di emicrania cronica quotidiana arrivano ad assumere per anni dalle 7 alle 10 dosi di analgesici al giorno, - il 30% dei ricoveri per emicrania è dovuto all´abuso di analgesici. “In realtà le cefalee”, sottolinea Pinessi, “per essere risolte necessitano di medici esperti, centri specializzati diagnosi corrette , farmaci mirati e a volte anche il ricovero- attualmente considerato improprio o inadeguato per la sanità pubblica). L’emicrania è una malattia neurovascolare cronica con attacchi violenti e pulsanti, a volte preceduti da fotofobia, lacune visive (aura) associati a nausea-vomito . Numerosi i fattori scatenanti: stress, alterazioni dell’umore,ormoni, cibi o bevande, variazioni climatiche, attività fisica violenta, luci e odori. La diagnosi delle cefalee si basa sulla storia clinica (anamnesi), un corretto esame neurologico per valutare tutte le funzioni neurologiche (dal fondo dell’occhio ai riflessi, alle prove di coordinazione dei movimenti ), e l’esame obbiettivo medico generale In pratica, l’esistenza di una cefalea primaria si evidenzia attraverso l’esame clinico, dalle parole del paziente che descrive le sue crisi. Si ricorre invece a precise indagini strumentali (Tac, Risonanza Magnetica angio-Rm) per accertare che non vi siano lesioni vascolari ischemiche anche minime, a volte presenti negli emicranici di lunga data o eventuali malformazioni vasali, vascolari o aneurismi. Le terapie si basano su trattamenti farmacologici per l’attacco e per la prevenzione e su terapie complementari . I farmaci per l’attacco sono : triptani -agonisti serotoninergici specifici per l’emicrania- agiscono a livello cerebrale selettivamente solo su alcuni recettori della serotonina e sui vasi implicati nella crisi emicranica; Fans ed analgesici -vi si ricorre quando i triptani sono controindicati o inefficaci; derivati dell’ergot - indicati per attacchi a bassa frequenza (1-2 al mese) che non rispondono ad altri farmacie e gli antiemetici - adiuvanti della terapia sintomatica (vomito e nausea ) . La terapia preventiva si basa su betabloccanti (antiipertensivi) , psicofarmaci, antidepressivi, a questi si sono ultimamente aggiunti il valpronato e il topiramato - anticonvulsivanti in uso nell’epilessia, agiscono come regolatori dell’eccitabilità dei neuroni sul sistema nervoso riducendo gli attacchi mensili nel 50% dei casi e la tossina botulinica di tipo A - iniettata a livello dei muscoli intorno agli occhi, della fronte, delle mascelle, del collo e delle spalle- agisce sulla componente muscolo-tensiva. Nuovi farmaci- Il futuro del trattamento dell’emicrania sarà nei Cgrp-antagonisti (Calcitonin gene related peptide) - lolcegepant e telcagepant- in fase di sperimentazione e di prossima immissione sul mercato. Farmaci che hanno come bersaglio un neuropetide che viene rilasciato in grandi quantità nel cervello durante gli attacchi di emicrania,aumentando la vasodilatazione cerebrale e meningea e provocando maggior dolore. Naturopatia . Tra gli approcci terapeutici naturopatici - da utilizzarsi come terapia complementare e/o aggiuntiva nei casi di gravità medio-lieve, ricordiamo: fitoterapia (valeriana, melissa, fiori d´arancio, camomilla, lavanda, serpillo, timo, tiglio, angelica e cardo benedetto), oligoterapia (manganese - flac. Per os. 2 volte a settimana a cicli di 2-3 mesi), talora aggiungere fosforo o zolfo o cobalto. La naturopatia tiene, inoltre, in estrema considerazione una alimentazione congrua (in pieno accordo con la medicina tradizionale/scientifica), l´approccio psico-emozionale al paziente e il trattamento delle alterazioni della flora batterica intestinale associato a terapie detossificanti epatiche (carcioco, tarassaco e fumaria)”. Terapie comportamentali - training di rilassamento basato su esercizi fisici isometrici di contrazione e rilassamento di vari gruppi muscolari, allena il paziente a ridurre la tensione muscolare. Il metodo si avvale poi di procedure ausiliarie fisiche (respirazione ecc. ) e psichiche (verbalizzazioni, visualizzazioni mentali ecc. ) che vengono utilizzate per favorire il rilassamento , associato a biofeedback ,Bfb elettromiografico e termal biofeedback, joga insegnano al paziente il controllo della tensione muscolare, favoriscono il rilassamento contrastando l’ansia e lo sviluppo della cefalea e del dolore ad essa associato . “La cefalea cronica quotidiana (chronic daily headache – Cdh)”, evidenzia il professor Pinessi, “si manifesta con attacchi di emicrania (dolore pulsante, unilaterale, disabilitante, associato a nausea e vomito, fastidio alla luce o i rumori), da almeno 6 mesi, per almeno 15 giorni al mese, ma di solito questi pazienti hanno il dolore tutti i giorni. Questa forma può coesistere con la cefalea di tipo tensivo cronico con dolore gravativo-costrittivo diffuso a casco, Spesso la cefalea cronica quotidiana si associa a un abuso di analgesici -Infatti, l’uso quotidiano di analgesici o di farmaci causa una condizione di assuefazione e dipendenza - la sospensione del farmaco origina una cefalea intensa da rimbalzo: un circolo vizioso che porta il malato a continuare e ad aumentare il ricorso agli analgesici creando una condizione di dolore cronico sostenuta proprio dai farmaci definita Cefalea da abuso di farmaci (Moh Medication Overuse Headache). L’abuso di analgesici inibisce infatti il sistema antinocicettivo cerebrale deputato al controllo del dolore e altera inoltre i sistemi serotoninergici cerebrali rendendo inefficaci le terapie di attacco e di profilassi dell’emicrania. In questi gravi casi si ricorre alla “disintossicazione”. Il paziente viene ricoverato per 1 – 2 settimane in ospedale dove viene effettuata l’ astinenza controllata per interrompere il meccanismo di abuso di farmaci sospendendo bruscamente il farmaco di abuso che viene sostituito da terapie a base di soluzione reidratante vitamine, antiossidanti, detossificanti, sostanze antinausea e basse dosi di tranquillanti e farmaci (antidepressivi e neurolettici atipici) che agiscono sulla soglia del dolore e sui sintomi da astinenza, dopo alcuni giorni, la cefalea tende a scomparire. Viene così interrotto il circolo vizioso dell’ assuefazione- dipendenza e si instaura una terapia preventiva che agisce cioè non sui sintomi ma sulle cause alla base della cefalea, da seguire anche dopo la dimissione basata su farmaci in grado di ridurre l´eccitabilità del circuito del dolore (neuromodulatori e antiepilettici come il topiramato), iperattivo nelle persone con cefalea cronica. La cefalea da abuso di farmaci è una delle principali sfide che attualmente affrontano i Centri Cefalee. Il problema principale di questa forma è la prevenzione delle ricadute ,per questo il paziente viene seguito dopo il ricovero con visite periodiche ambulatoriali per lunghi periodi – 1- 2 anni”. Ricovero , test diagnostici e controlli ambulatoriali sono erogati a totale carico e cioè gratis dal Servizio Sanitario Nazionale. “Spesso” , continua il professore dell’ateneo torinese , “vi è una vera e propria condizione di comorbidità, ovvero un’associazione non casuale tra cefalea cronica quotidiana e depressione. Queste forme rispondono positivamente ad alcuni antidepressivi, specie di prima generazione (amitriptilina, nortriptilina, etc), che migliorano il tono dell’umore e producono un effetto analgesico antidolorifico. La loro efficacia sarebbe legata all’azione sui sistemi di serotoninergici deputati al controllo del dolore coinvolti nei meccanismi responsabili dell’insorgenza della cefalea cronica quotidiana”. Cefalea e invalidità civile “Per le forme di cefalee cronico-continuo “, dice il professor Luigi Alberto Pini , Presidente Lega Italiana Cefalalgici (Lic) Direttore Scuola Superiore Sisc, Responsabile Centro Cefalee,università di Modena , “responsabili di disabilità che riducono o impediscono lo svolgimento delle attività lavorative e quotidiane la Regione Lombardia per prima ha provveduto nel 2006 a fornire indicazioni operative per la valutazione delle Cefalee nell’ambito dell’Invalidità Civile che le riconosce con una percentuale che arriva al 46 % ma che non dà diritto a benefici economici e all’esenzione del ticket sui farmaci (previsti per invalidità pari o superiori al 74%) anche se offre vantaggi importanti in ambito lavorativo. Per la Lega Italiana Cefalalgici - Lic “le principali esigenze sanitarie degli italiani affetti dal mal di testa sono :più informazioni e assistenza ,medici e strutture specializzate più rapide e accessibili , un accesso tempestivo a diagnosi e cure appropriate , una maggior preparazione dei medici di famiglia un pronto soccorso che preveda la presenza di un neurologo esperto in cefalee. ” I Centri Cefalee della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (Sisc) diffusi in tutta Italia sono convenzionati con il Ssn e ci si può rivolgere direttamente o con la prescrizione del medico curante. Informazioni prenotazioni visite al sito internet: www. Sisc@sisc. It .  
   
   
APPUNTI DEL PROFESSOR LORENZO PINESSI PRESIDENTE SOCIETA’ ITALIANA PER LO STUDIO DELLE CEFALEE - SISC, DIRETTORE CLINICA NEUROLOGICA II E CENTRO CEFALEE UNIVERSITÀ DI TORINO - OSPEDALE LE MOLINETTE  
 
 Milano, 11 novembre 2008 - Panoramica Su Cefalee Ed Emicrania - E’ tra le malattie più antiche e diffuse tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità la inserisce tra le più importanti cause di disabilità e la pone al 12° posto tra le maggiori cause di disabilità nel mondo. Il mal di testa, ma il suo termine medico corretto è cefalea, si distingue secondo la Classificazione dell’International Headache Society (Ihs) in due forme primaria - emicrania, cefalea tensiva e cefalea a grappolo - e secondaria - conseguente ad altri fattori come ad esempio traumi, sinusiti e altre patologie varie . L´emicrania che si manifesta con un dolore localizzato in una metà del capo è il tipo più frequente di cefalea primaria, riguarda circa 8- 9 milioni di italiani ed è 4- 5 volte più frequente nelle donne rispetto agli uomini. In Italia circa il 30% della popolazione soffre di cefalea grave in qualche periodo della propria vita, il 70% degli uomini e il 90% delle donne accusa il problema almeno una volta l´anno. Malgrado l’elevata incidenza solo il 15% delle persone che ne soffrono ricorrono allo specialista, mentre circa il 50% ricorrono spesso abusandone al fai da te con analgesici da banco senza affrontare il problema alla radice. Si stima che nel nostro Paese si spendano circa 600 euro per paziente/anno, per un totale di oltre 3 milioni di euro, spesa a cui concorrono i 25 milioni di giornate lavorative perse a causa del disturbo. L´emicrania è una malattia neurovascolare cronica con attacchi dolorosi violenti e pulsanti, spesso associata a disfunzioni del sistema nervoso autonomo (nausea, vomito, fotofobia, osmofobia) e, in alcune persone, a disturbi neurologici transitori, definiti come aura emicranica, visivi (visione di luci scintillanti, lampi, macchie nere) e, con minor frequenza, disturbi della sensibilità e del linguaggio. Numerosi i fattori scatenanti: stress, variazioni dell’umore, ormoni, cibi o bevande, sbalzi climatici, attività fisica violenta, luci ed odori. La maggior frequenza nel sesso femminile è probabilmente imputabile a fattori ormonali. La cefalea tensiva (oltre l’80% delle cefalee) è in assoluto la forma di mal di testa più frequente, colpisce maggiormente le donne e le persone che assumono posture scorrette e svolgono attività stressanti. Il dolore “a casco” è il suo segno distintivo, legato alla contrattura dei muscoli del collo e delle spalle, con una maggiore intensità nella regione occipitale. Nei casi acuti la durata degli attacchi può variare da mezz’ora a una settimana, mentre in quella cronica il dolore è invece presente per sei mesi all´anno. La cefalea a grappolo Colpisce prevalentemente il sesso maschile, il rapporto è di 3- 4 uomini rispetto a una donna - in particolare nella fascia tra i 20 e i 30 anni. Le crisi si verificano a brevi intervalli di tempo e prevalentemente in alcuni momenti della giornata e dell´anno (per esempio in primavera e autunno). Durante il grappolo si possono avere da un minimo di una crisi ogni due giorni, a un massimo di otto crisi nelle ventiquattro ore della durata media di un’ora. Sintomo cardine è il dolore, che risulta di particolare intensità, viene descritto come trafittivo e di solito si localizza intorno all´occhio e allo zigomo. Le cefalee secondarie sono invece provocate da altre patologie o condizioni quali traumi, sbalzi pressori, modificazioni ambientali, assunzione di caffé, alcol o di alcuni farmaci. La cefalea colpisce più l’età pediatrica, che non gli anziani dove le crisi tendono ad attenuarsi con l’avanzare dell’età. Prevalenza della cefalea: da 0 a 10 anni 13%; da 11 a 20 anni 43%; da 21 a 30 anni 22%; da 31 a 40 anni 13%; da 41 a 50 anni 6%; da 51 a 60 anni 2%; oltre i 60 anni 1%. Malgrado l’elevata incidenza, solo il 15% delle persone che ne soffrono si rivolge allo specialista, mentre circa il 50% ricorre, spesso abusandone e rischiando di cronicizzare il disturbo, al fai da te con analgesici da banco. La cefalea cronica quotidiana (chronic daily headache – Cdh) - Genericamente, si fa riferimento ai pazienti che soffrono di cefalea da almeno 6 mesi, per almeno 15 giorni al mese, ma di solito questi pazienti hanno il dolore tutti i giorni o quasi tutti i giorni. Il gruppo comprende forme piuttosto eterogenee tra di loro, per quanto riguarda le caratteristiche dei sintomi di accompagnamento e soprattutto l’intensità del dolore. Inoltre, una parte dei pazienti risulta difficilmente classificabile sulla base dei criteri attuali della Società Internazionale delle Cefalee, in quanto hanno delle caratteristiche intermedie rispetto alle due forme più comuni (cefalee di tipo tensivo, emicrania). Generalmente non vengono inclusi in questo capitolo, anche se di per sé sono delle forme croniche, i pazienti con cefalea quotidiana caratterizzata da attacchi di breve durata ripetuti, quali ad es. La cefalea a grappolo cronica. Separate da questo capitolo vanno inoltre tenute le forme cosiddette secondarie, ad es. Pazienti che sviluppino cefalea quotidiana secondaria all’ipertensione arteriosa, e che vedono poi una scomparsa del loro dolore quando è stato instaurato un idoneo trattamento. Si calcola che circa il 3- 4% della popolazione generale soffre di cefalea cronica quotidiana molto spesso associata ad abuso di farmaci (analgesici, triptani, etc. ). Questo tipo di mal di testa, per la sua natura cronica e spesso disabilitante, spinge frequentemente i pazienti a rivolgersi presso i centri specialistici. Influisce sulla richiesta di cure specialistiche, anche il fatto che talora questi tipi di cefalee presentano una risposta al trattamento farmacologico non soddisfacente alle più comuni terapie impiegate per il trattamento delle cefalee primarie (ovvero quelle non secondarie ad una causa identificabile). La cefalea cronica quotidiana può iniziare come cefalea quotidiana sin dall’inizio o più comunemente evolve da una forma ad attacchi, in particolare dall’emicrania. L’esordio avviene generalmente tra la seconda e terza decade di vita, talora più avanti, mentre la cronicizzazione è prevalentemente localizzata nella terza-quarta decade di vita. Le caratteristiche cliniche sono, come detto, estremamente variabili, anche per quanto riguarda l’intensità del dolore. Alcuni di questi pazienti soffrono di cefalea di tipo tensivo cronico caratterizzata da dolore di tipo gravativo-costrittivo, generalmente diffuso a casco, di intensità non elevata, senza sintomi di accompagnamento, se non uno stato, talora, di contrattura o di tensione a livello dei muscoli del collo. Il dolore di grado non elevato consente di solito ai pazienti di proseguire nelle loro attività lavorative, ma incide decisamente sulla qualità di vita rendendo difficoltosa la concentrazione, lo sforzo prolungato. I processi di attenzione e spesso spinge il paziente a modificare le proprie abitudini di vita rinunciando ad attività ricreative e sociali. Una discreta parte di pazienti con cefalea cronica quotidiana soffre di una forma di evoluzione dell’emicrania. Alcuni pazienti conservano le caratteristiche proprie dell’emicrania (dolore pulsante, unilaterale, disabilitante, associato a nausea e vomito, fastidio alla luce o i rumori), con presenza di almeno 15 giorni al mese di dolore rispondente a queste caratteristiche: si parla in questo caso di emicrania cronica. Talora questa forma può coesistere con la cefalea di tipo tensivo cronico che può anche associarsi semplicemente a crisi emicraniche di più bassa frequenza. Cefalea da abuso di farmaci (Moh Medication Overuse Headache), - Spesso questa forma si associa ad una condizione di abuso di analgesici e tale uso improprio di farmaci - spesso auto prescritti che combattono il dolore ma non le cause -si ritiene contribuisca a modificare le caratteristiche cliniche del mal di testa. L’uso quotidiano di analgesici rappresenta una complicanza severa della cefalea cronica quotidiana e costringe non infrequentemente all’ospedalizzazione del paziente. Infatti, l’uso quotidiano di analgesici o, comunque, di farmaco per l’attacco crea non infrequentemente una condizione di assuefazione e dipendenza. Questo significa che il paziente, quando cerca di sospendere l’assunzione di farmaci a cui si è abituato, ha una cefalea intensa da rimbalzo e questo crea un circolo vizioso che porta il paziente ad usare quotidianamente gli analgesici. A prescindere dai possibili effetti tossici dei farmaci assunti in maniera impropria (ricordiamo che gli analgesici nascono per curare il singolo attacco e non per essere assunti tutti i giorni) si crea una condizione di dolore cronico, in parte sostenuta proprio dai farmaci. Infatti, l’uso quotidiano di analgesici o di farmaci causa una condizione di assuefazione e dipendenza - la sospensione del farmaco origina una cefalea intensa da rimbalzo: un circolo vizioso che porta il malato a continuare e ad aumentare il ricorso agli analgesici creando una condizione di dolore cronico sostenuta proprio dai farmaci. L’abuso di analgesici inibisce infatti il sistema antinocicettivo cerebrale deputato al controllo del dolore e altera inoltre i sistemi serotoninergici cerebrali rendendo inefficaci le terapie di attacco e di profilassi dell’emicrania. In questi gravi casi si ricorre alla disintossicazione. Il paziente viene ricoverato in regime di ricovero ordinario od in day hospital, per 1 – 2 settimane dove viene effettuata una forma di astinenza controllata per interrompere il meccanismo di abuso di farmaci sospendendo bruscamente il farmaco di abuso che viene sostituito da terapie a base di soluzione reidratante vitamine, antiossidanti, detossificanti, sostanze antinausea e basse dosi di tranquillanti e farmaci (antidepressivi e neurolettici atipici) che agiscono sulla soglia del dolore e sui sintomi da astinenza, dopo alcuni giorni, la cefalea tende a scomparire. Viene così interrotto il circolo vizioso della assuefazione- dipendenza e si può instaurare una terapia di tipo preventivo mirata a ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi a secondo delle caratteristiche del paziente. La terapia preventiva si basa betabloccanti (antiipertensivi) , psicofarmaci, antidepressivi, a questi si sono ultimamente aggiunti il valpronato e il topiramato - anticonvulsivanti in uso nell’epilessia, agiscono come regolatori dell’eccitabilità dei neuroni sul sistema nervoso riducendo gli attacchi mensili nel 50% dei casi e la tossina botulinica di tipo A - iniettata a livello dei muscoli intorno agli occhi, della fronte, delle mascelle, del collo e delle spalle- agisce sulla componente muscolo-tensiva. Va sottolineato come , in condizione di abuso, il paziente tenda a rispondere poco alle terapie preventive, mentre la risposta si ripristina dopo la disassuefazione. Ricovero , visite ambulatoriali sono erogate a totale carico e cioè gratis dal Servizio sanitario nazionale. Inoltre, si è visto che molti dei pazienti che tendono a sviluppare una condizione di abuso di analgesici, sono stati non trattati con terapie di prevenzione o trattati in modo inappropriato. Questo dovrebbe spingere i pazienti a rivolgersi a centri specialistici quando tendono ad avere attacchi frequenti o poco responsivi alla somministrazione di analgesici o farmaci per l’attacco, ad esempio i triptani. Vi è un ultimo aspetto che va sottolineato e riguarda il fatto che spesso i pazienti con cefalea cronica quotidiana tendono ad avere una condizione di depressione associata. Si è per lungo tempo pensato che questa condizione fosse in parte reattiva alla condizione di dolore cronico, e questo può essere ritenuto verosimile, per lo meno in certi casi. Più recentemente si è visto che spesso vi è una vera e propria condizione di comorbidità, ovvero un’associazione non casuale tra cefalea cronica quotidiana e depressione. E’ interessante sottolineare come queste forme rispondano spesso positivamente all’impiego di alcuni farmaci antidepressivi, specie di prima generazione (ad es. Amitriptilina, nortriptilina, etc), farmaci che agiscono sia migliorando il tono dell’umore, sia avendo un effetto analgesico antidolorifico; questo effetto si esplica spesso a dosaggi più bassi di quelli necessari per l’effetto antidepressivo, e sarebbe legato all’azione sui sistemi di controllo del dolore che contengono la serotonina e che sono coinvolti nei meccanismi responsabili dell’insorgenza della cefalea cronica quotidiana. La Moh (Medication Overuse Headache), acronimo inglese che indica la forma di cefalea cronica con uso eccessivo di farmaci, è una delle principali sfide che oggi si trovano ad affrontare i Centri Cefalee. Il problema principale in questo tipo di mal di testa è rappresentato dalla prevenzione delle ricadute nel periodo successivo alla disintossicazione. Per colmare questo vuoto il paziente viene seguito dopo la disintossicazione mediante visite ambulatoriali per lunghi periodi – 1- 2 anni . Ripercussioni in termini di qualità di vita . Il 30% dei malati, a causa del dolore, è costretto a rinunciare a una vita di relazione, agli impegni di lavoro, a dedicarsi alla famiglia, agli amici e allo svago. Nel 43% dei casi la cefalea cronica provoca tensioni in famiglia, nel 23% ha ripercussioni sulla sfera sessuale, nel 60% dà origine ad ansia e depressione. Diagnosi Delle Cefalee - La prima cosa da fare è quella di accertare che si tratti realmente di cefalea primaria, e che il dolore non sia conseguente a una patologia organica (cefalea secondaria). La storia clinica (anamnesi), porta già a una precisa formulazione diagnostica. In più un corretto esame neurologico per valutare tutte le funzioni neurologiche (dal fondo dell’occhio ai riflessi, alle prove di coordinazione dei movimenti ), e l’esame obbiettivo medico generale serviranno a confermare la diagnosi. In pratica, l’esistenza di una cefalea primaria si evidenzia attraverso l’esame clinico, dalle parole del paziente che descrive le sue crisi. Si ricorre invece a precise indagini strumentali (Tac, Risonanza Magnetica) quando esiste il dubbio che la cefalea possa nascondere patologie provenienti da altri organi. Oppure per accertare che non vi siano lesioni vascolari ischemiche anche minime, a volte presenti negli emicranici di lunga data. Si può ricorre alla risonanza magnetica più angio-Rm (visualizzazione dei vasi endocranici) per escludere eventuali malformazioni vasali, vascolari o aneurismi. Il Trattamento Farmacologico Per la terapia dell’attacco emicranico bisogna intervenire tempestivamente -entro circa un’ora - come hanno evidenziato recenti ricerche sono disponibili numerosi farmaci specifici e non specifici, alcuni utilizzati da tempo, altri di recente acquisizione. Come i nuovi triptani ad assorbimento rapido che agiscono in 20-30 minuti . I farmaci per l’attacco sono distinti nei seguenti gruppi: triptani; Fans ed analgesici; derivati dell’ergot; antiemetici. I triptani. La terapia dell’attacco emicranico è stata rivoluzionata dall’introduzione in commercio negli anni ‘90 dei triptani ,agonisti serotoninergici che rappresentano una terapia specifica per l’attacco emicranico, agendo selettivamente solo su alcuni sottotipi recettoriali della serotonina presenti a livello cerebrale, sui vasi implicati nella crisi emicranica e svolgono la propria azione sia a livello neuronale che vascolare cerebrale . Indicati per il trattamento di crisi emicraniche di intensità moderata e grave sono efficaci non solo sul dolore ma anche sui sintomi vegetativi che accompagnano l’attacco (nausea, vomito, ipersensibilità a luci e suoni) Tra i diversi triptani oggi in commercio alcuni di recente formulazione hanno dimostrato una particolare rapidità di azione ed efficacia che si traduce in una rapida scomparsa e/o sollievo dal dolore . Gli analgesici e i Fans sono indicati per il trattamento di crisi di intensità lieve o moderata (grado 1 o 2) o quando sia controindicato l’uso dei triptani o infine quando questi si siano rivelati inefficaci. Per alcuni farmaci di questa classe è possibile l’automedicazione e l’utilizzo di farmaci da banco, ma è sempre necessario che sia stata formulata, in precedenza, una corretta diagnosi da parte del medico. I derivati dell’ergot sono indicati per il trattamento di attacchi invalidanti che non rispondono ad altri farmaci sintomatici ed a bassa frequenza (1-2 attacchi al mese), per il potenziale rischio di abuso. Vanno pressoché costantemente associati con gli antiemetici, in quanto gli ergot-derivati possono accentuare nausea e vomito. Gli antiemetici sono indicati come adiuvanti della terapia sintomatica dell’attacco, quando sono prevalenti i sintomi associati nausea e vomito”. Naturopatia Tra gli approcci terapeutici naturopatici - da utilizzarsi come terapia complementare e/o aggiuntiva nei casi di gravità medio-lieve, ricordiamo: fitoterapia (valeriana, melissa, fiori d´arancio, camomilla, lavanda, serpillo, timo, tiglio, angelica e cardo benedetto), oligoterapia (manganese - flac. Per os. 2 volte a settimana a cicli di 2-3 mesi), talora aggiungere fosforo o zolfo o cobalto. La naturopatia tiene, inoltre, in estrema considerazione una alimentazione congrua (in pieno accordo con la medicina tradizionale/scientifica), l´approccio psico-emozionale al paziente e il trattamento delle alterazioni della flora batterica intestinale associato a terapie detossificanti epatiche (carcioco, tarassaco e fumaria). Terapie comportamentali. Training di rilassamento basato su esercizi fisici isometrici di contrazione e rilassamento di vari gruppi muscolari, allena il paziente a ridurre la tensione muscolare. Il metodo si avvale poi di procedure ausiliarie fisiche (respirazione ecc. ) e psichiche (verbalizzazioni, visualizzazioni mentali ecc. ) che vengono utilizzate per favorire il rilassamento , associato a biofeedback elettromiografico e termal biofeedback, insegnano al paziente il controllo della tensione muscolare, favoriscono il rilassamento contrastando l’ansia e lo sviluppo della cefalea e del dolore ad essa associato .  
   
   
APPUNTI DEL PROFESSOR LUIGI ALBERTO PINI , PRESIDENTE LEGA ITALIANA CEFALALGICI (LIC) DIRETTORE SCUOLA SUPERIORE SISC, RESPONSABILE CENTRO CEFALEE,UNIVERSITÀ DI MODENA  
 
Milano, 11 novembre 2008 - Cefalee e invalidità civile. La regione Lombardia ha recentemente pubblicato sul Bollettino Ufficiale una proposta di classificazione delle cefalee che potrà essere adottata da Centri riconosciuti dalla regione e la cui certificazione potrà essere presa in considerazione dalle commissioni di invalidità delle varie Usl. La novità della iniziativa risiede nel fatto che per la prima volta una istituzione sanitaria pubblica, per ora unica al mondo, ha riconosciuto la cefalea come una malattia in grado di indurre una invalidità! La circolare regionale in una prima parte ricostruisce le tappe per una diagnosi precisa delle cefalee, ricalcando la classificazione internazionale delle cefalee, e utilizzando questa classificazione definisce tre aspetti importanti, la diagnosi la frequenza delle crisi e la efficacia dei trattamenti effettuati. (Link Regione Lombardia: www. Cefalea. It/circolare Asl Discefalee 112006. Doc). Le tabelle che conseguono da queste valutazioni consentirebbero alle Commissioni la attribuzione di un punteggio che corrisponde ad una valutazione di invalidità, da 0 ad un massimo di 43% . Le certifcazioni dovranno pervenire da Centri Cefalee di rilevanza Nazionale che potranno in via esclusiva produrre questi certificati. Le certificazioni debbono essere riferite ad un periodo di osservazione di almeno un anno, e riportare il grado di invalidità in relazione ai parametri di diagnosi, di gravità e di inefficacia delle terapie o trattamenti effettuati. Lo strumento che guida la valutazione medico legale dell’invalidità è costituito da un’apposita tabella ministeriale che riporta le misure percentuali (la c. D. Percentuale di invalidità) corrispondenti a numerose malattie e minorazioni, tra le quali non sono peraltro previste le cefalee. La circolare regionale è intervenuta a colmare tale lacuna,proponendo una guida di riferimento per la valutazione percentuale delle cefalee primarie delle nevralgie essenziali. Si tratta di una tabella che individua tre classi di gravità crescente, con invalidità compresa: – tra lo 0% e il 15% per le forme meno severe: episodiche, a frequenza di attacchi medio/bassa e con soddisfacente risposta alla terapia;– tra il 16% ed il 30% per le forme di gravità intermedia: episodiche, a frequenza di attacchi medio/alta e con scarsa risposta al trattamento, ovvero forme croniche con risposta parziale alla terapia; – tra il 31% ed il 46% per le forme di maggiore severità: croniche e refrattarie al trattamento. Occorre ricordare che la percentuale minima per essere riconosciuti invalidi civili è pari al 34%. Inoltre bisogna precisare che il punteggio pur massimo del 46% non dà diritto a benefici economici (previsti per invalidità pari o superiori al 74%) od anche solo all’esenzione ticket. Può peraltro rappresentare un vantaggio importante in ambito lavorativo, almeno per coloro che si trovino in stato di disoccupazione. Infatti, la persona riconosciuta invalida in misura superiore al 45% che non lavora ed intende trovare un’occupazione conforme al proprio stato di salute può usufruire degli appositi servizi di sostegno e di collocamento mirato previsti dalla legge n. 68/99, tramite l’iscrizione negli appositi elenchi degli uffici provinciali (le vecchie liste di collocamento obbligatorio). Le stesse percentuali di invalidità non prevedono invece sostanziali agevolazioni per chi sia già occupato. Questo evento ha certamente indotto una attivazione delle Associazioni dei Pazienti e della Sisc per ottenere dalle istituzioni regionali competenti l’ attenzione per la possibile attuazione di provvedimenti simili nelle varie regioni. Per quanto riguarda i pazienti questi dovranno rivolgersi al medico curante che li potrà indirizzare ad eseguire gli accertamenti necessari alla compilazione della domanda. Occorre ricordare che per il momento neppure il Lombardia queste procedura è stata attivata, quindi a tutt’oggi non è possibile fare avviare le pratiche per ottenere la invalidità. Nelle altre regioni italiane la situazione è ancora bloccata Pertanto nonostante l’importanza del documento prodotto dalla Regione Lombardia occorre ricordare che per ora non è possibile avviare le pratiche per il riconoscimento dell’invalidità. .  
   
   
DAI UN CALCIO AL MAL DI TESTA  
 
 Milano, 11 novembre 2008  -  Che mal di testa hai? Cefalea di tipo tensivo - Cefalea a grappolo - Emicrania Cefalea di tipo tensivo Tipo Di Dolore :Gravativo - Durata : Da 30 Minuti A 7 Giorni – Sede : Bilaterale – Intensita’ :Lieve (Moderata)- Sintomi Associati: Lievi E Rari - Attivita’ Fisica Non Peggiora La Cefalea - Disabilita’ :La Cefalea Non Modifica O Limita Parzialmente Le Comuni Attivita’ Cefalea a grappolo Tipo Di Dolore :Trafittivo – Lancinante – Durata: Da 15 A 180 Minutisede :Sempre Unilaterale - Intensita’- Molto Forte Sintomi Associati: Iniezione Congiuntivale, Lacrimazione, Edema Palpebrale, Sudorazione Facciale - Attivita’ Fisica : Durante L’attacco Il Paziente Avverte Il Bisogno Di Muoversi - Disabilita’: La Cefalea Impedisce Ogni Attivita’ Emicrania Tipo Di Dolore :Pulsante- Durata :Da 3 Ore A 4 Giorni- Sede: Uni-bilaterale - Intensita’: Moderata-forte - Sintomi Associati: Nausea, vomito, intolleranza a luce, Rumori, Odori, Vertigini - Attivita’ Fisica: Peggiora Il Dolore. Il Paziente Sta Fermo E Possibilmente Al Buio - Disabilita’:la Cefalea Limita O Impedisce Le Comuni Attivita’. Aura Emicranica: in alcuni casi il mal di testa è preceduto da disturbi visivi (es. , luci tremolanti, macchie, linee a zigzag, macchie scure, perdita della visione). Talvolta si avvertono formicolii o senso di addormentamento ad un braccio o intorno alle labbra. Si possono avere difficoltà di linguaggio. I sintomi dell’aura cessano entro un’ora dalla loro comparsa. Quando il mal di testa può essere un campanello d’allarme? - Se finora non hai mai sofferto di mal di testa e improvvisamente cominci a lamentartene - Se hai mal di testa da tempo e ti accorgi che il dolore è peggiorato o se hai la sensazione di avere il “peggiore attacco di mal di testa di tutta la tua vita” - Se ti accorgi che il tuo vecchio mal di testa sta cambiando - Se noti che la frequenza del mal di testa aumenta sempre di più- Se hai più di 40 anni ed il mal di testa si presenta per la prima volta a questa età - Se ti svegli di notte a causa del mal di testa - Se il tuo mal di testa si manifesta o peggiora dopo tosse, starnuto, flessione del capo o altri sforzi - Se oltre al mal di testa hai anche altri sintomi (ad esempio febbre, dolori muscolari, perdita di peso) - Se oltre al mal di testa ti capita di sentirti o di apparire confuso, se perdi coscienza - Se il tuo mal di testa resiste nonostante tu ti sottoponga e tutti i trattamenti consigliati dal tuo medico. Se sei in una di queste situazioni, rivolgiti al tuo medico che saprà consigliarti sul da farsi Consigli per ottenere migliori risultati dalla cura Scorri la lista dei Fattori Scatenanti se ne individui uno o più che ti provocano mal di testa, prova ad evitarli, se è possibile. Assumi il farmaco sintomatico appena comincia il dolore o l’aura. Se aspetti che l’in­tensità divenga forte sarà più difficile stroncare l’attacco. Se hai mal di testa, cerca di non esporti troppo a stimoli ambientali intensi (luci, suoni, odori, freddo, caldo, vento). Se puoi, oltre ad assumere il farmaco sintomatico, cerca di riposarti un po’, di rilassarti…starai meglio prima!Compila il diario con costanza e precisione: potrai renderti conto del numero di farmaci che assumi e dell’efficacia delle cure. Inoltre potrai fornire dati più sicuri al tuo medico che così si orienterà meglio nel prendere le decisioni che ti riguardano. Quando inizi una terapia preventiva non aspettarti che le crisi di mal di testa scompaia­no completamente subito… può accadere ma purtroppo non è una regola! Non ti scoraggiare se un farmaco non funziona, riferiscilo al tuo medico che ti aiuterà ad affrontare la situazione cambiandone la dose o sostituendolo con un altro. Fattori scatenanti. Fattori Psicologici: Emozioni - Stress - Rilassamento bru­sco dopo lo stress - Ansia, depressione – Fattori Ormonali: Mestruazioni - Ovulazione - “Pillola” – Fattori Alimentari. Alcool- Cibi e bevande contenenti Nitrati: salumi/insaccati o carne pre­trattata (cefalea da hot dog), peperoni conservati. Glutammato: carni e zuppe in scatola, sughi di carne preconfezionati, pata­tine, condimenti per insalate e spezie (cefalea da ristorante cinese). Tiramina: formaggi stagionati, fega­to, patè, yogurt, pane appena sforna­to, banane. Feniletilamina: cioccolata. Altri alimenti: aceto, agrumi, crostacei, pomodori, tè, caffè, bevande a base di cola, aspartame. Fattori Climatici E Ambientali : (vento, caldo o freddo eccessivi, variazioni del tempo, pioggia/umidità, cambiamento di stagione) Altitudine - Esposizione al sole e alla luce intensa - Rumori forti o fastidiosi. Odori forti o pungenti (profumi, detergenti, ecc. )- Fumo di sigaretta. Farmaci : Nitroglicerina - Reserpina - Estrogeni Inibitori delle fosfodiesterasi -“pillole dell’amore”. .  
   
   
CARTA DEI DIRITTI DEL PAZIENTE CEFALALGICO  
 
Milano, 11 novembre 2008 -  Preparata sulla base dei suggerimenti della Task Force dell’Ihs e della piat­taforma per la carta Europea dei diritti del malato, presentata a Bruxelles nel novembre 2002 da Cittadinanzattiva - Active Citizenship Network. Il paziente con cefalea ha il diritto a: • Disporre di strutture sanitarie che si occupano di prevenzione; • Essere ascoltato seriamente e preso in considerazione nel mo­mento in cui riferisce la propria condizione di sofferenza; • Avere libero accesso alle strutture più qualificate utilizzando, nel caso sia necessario, canali di Ps specifico adeguatamente pubblicizzati; • Scegliere liberamente il Curante o la struttura presso la quale desidera sottoporsi ad ogni eventuale trattamento; • Essere visitato con una corretta e pertinente raccolta dell’anamne­si, con un esame fisico completo e con indicazioni diagnostiche, comportamentali e terapeutiche chiare (standard qualitativo); • Avere un’adeguata privacy e confidenzialità nel rispetto di un corretto rapporto Medico-paziente; • Essere informato correttamente sulla diagnosi, sulla natura del disturbo, sulla prognosi e sulle possibilità di trattamento; • Disporre di un trattamento personalizzato, che tenga conto della situazione particolare e della specifica di ogni paziente; • Esprimere il proprio consenso informato prima di essere sotto­posto a qualunque tipo di esame, manovra, procedura o terapia ritenuta necessaria; • Essere sottoposto ad esami e terapie nelle condizioni di massi­ma sicurezza possibile; • Evitare sofferenze e dolore non necessari; • Esigere dalla società e dai medici la conduzione di ricerche nel campo delle cefalee per il miglioramento delle conoscenze e dei trattamenti per il futuro; • Ottenere un adeguato riconoscimento del proprio disturbo sul posto di lavoro, in famiglia ed in qualunque altro ambito socia­le, con valutazione dell’effettivo grado d’invalidità; • Poter esporre senza problemi il proprio dissenso e i propri recla­mi nei confronti di strutture e/o operatori senza che ciò pregiudi­chi la possibilità di essere curato; • Ricevere assicurazioni concrete circa l’intervento di un garante che possa, nel caso, applicare rapide sanzioni nei confronti di chi violi tali diritti. .  
   
   
LEGA ITALIANA CEFALALGICI – ONLUS - LIC - PRESIDENTE PROFESSOR LUIGI ALBERTO PINI  
 
Milano, 11 novembre 2008 - La Lic ha effettuato numerose attività volte a sottolineare il ruolo centrale che il paziente cefalalgico gioca nella dinamica relazione medico-paziente in una patologia nella quale il ruolo dello stress è fondamentale. Per questo stiamo lavorando affinché i pazienti stessi si rendano protagonisti della loro malattia e partecipino attivamente alla terapia. La Lic-onlus è stata fondata nel febbraio del 2000 ponendosi come obiettivo statutario la effettuazione di iniziative a favorire dei pazienti cefalalgici e allo scopo di tutelare i diritti dei malati e favorire le ricerche e le iniziative atte al miglioramento della vita dei pazienti cefalalgici. Dall’anno della fondazione la Lic ha attivato la pubblicazione del giornale Lic-news che è stato regolarmente pubblicato ed è registrato presso il tribunale di Roma con n° 214/1 Ha attivato e mantenuto un sito web che attualmente è in fase di revisione all’indirizzo www. Legaitalianacefalalgici. It Nel 2002 ha svolto, in collaborazione con Bayer la campagna di adesione nazionale. Ha bandito 5 borse di studio per lo sviluppo delle conoscenze applicative alle problematiche di vita dei pazienti cefalalgici. Ha partecipato alla organizzazione dei corsi di Formazione in medicina Sociale delle Cefalee presso il Cnr negli anni 2002-2003-2004. Ha contribuito alla pubblicazione degli atti del Forum 2002 sull’emicrania come supplemento del Journal of Headache and Pain . Ha partecipato alla sessione laica del Congresso Mondiale Ihs svolto a Roma nel 2003. Ha partecipato assieme alle altre associazioni laiche europee al progetto Minerva i cui risultati sono stati presentati a Milano nel Marzo 2004, e i cui risultati sono stati recentemente pubblicati su una rivista internazionale. Ha avviato un sistema organizzativo di regionalizzazione che vede già attive le seguenti sedi regionali. Sicilia, Emilia Romagna, Puglia, Lombardia, Calabria, Lazio. Nell’ultimo anno ha organizzato un congresso Caltanissetta Tavola Rotonda “I pazienti incontrano i Medici” 30 Settembre 2005 Congresso Nazionale Sisc . Pubblicazione sul Journal of Headache and Pain di due pubblicazioni sulla attività e sui risultati raggiunti dai gruppi di autoaiuto e dai gruppi che praticano Yoga Serie di conferenze locali su argomenti correlati alle cefalee. Attivazione di corsi di auto aiuto coordinati da uno psicologo per raccogliere pazienti con cefalee croniche con grave compromissione della qualità della vita. Attraverso la sedi regionali ha attivato una rete di gruppi di autoaiuto tra i pazienti attivi a Modena, Varese, Padova. Attivazione di corsi Yoga specifici per pazienti cefalalgici, con esercizi mirati. Conferenza-dibattito con il responsabile della Regione Emilia Romagna per il problema del riconoscimento dell’Invalidità dei pazienti : proposte di definizione di nuove modalità di valutazione e riconoscimenti accesso (esenzioni ticket, percorsi diagnostici-terapeutici predefiniti ecc) Questo tipo di approccio ci potrà consentire nel futuro di modulare sulle reali esigenze dei pazienti gli interventi terapeutici, migliorando la efficacia degli stessi e riducendone gli effetti indesiderati Lega Italiana Cefalalgici – Onlus Via Valdrighi, 141- 41100 Modena Tel 059 422 4065 – Fax 059 422 4069 pinila@unimore. It http://www. Legaitalianacefalalgici. It/ .  
   
   
SCIENZIATI SVEDESI SCOPRONO UN MECCANISMO DI DIVISIONE CELLULARE IN MICROORGANISMI CHE VIVONO IN AMBIENTI ACIDI  
 
Bruxelles, 11 novembre 2008 - Alcuni scienziati svedesi hanno scoperto un nuovo meccanismo di divisione cellulare in un microrganismo che cresce nell´acido caldo. Le loro scoperte, pubblicate online sulla rivista Pnas, potrebbero fornire preziose informazioni sulla biologia cellulare e l´evoluzione della vita sulla Terra. Al contrario dei meccanismi di divisione cellulare dei batteri e di altre forme di vita, che sono stati studiati a fondo, i componenti di divisione cellulare degli "extremofili" unicellulari chiamati Crenarchaeota (i più diffusi organismi unicellulari in ambiente marino) fino a questo momento non sono stati identificati. Il professor Rolf Bernander e i suoi colleghi dell´Università di Uppsala, in Svezia, hanno identificato i componenti chiave del sistema di divisione cellulare del Sulfolobus acidocaldarius, un organismo unicellulare originariamente identificato in una sorgente termale nel Parco Nazionale di Yellowstone, negli Usa. Il S. Acidocaldarius cresce in condizioni ottimali in acido a 80°C, il che lo rende un soggetto interessante per diversi campi scientifici. Le Crenarchaeota appartengono al campo degli Archaea, la cui storia evolutiva e biochimica è considerata fondamentalmente diversa da ogni altra forma di vita. Comunque, la maggior parte delle Archaea non sono state studiate in laboratorio. Al contrario, gli Eukaryoti (animali, piante, funghi e protisti, le cui cellule hanno un nucleo) sono stati studiati a fondo e il loro processo di divisione cellulare è ben conosciuto. Tale processo prevede la separazione dei cromosomi duplicati attraverso movimenti diretti da microtubuli. Il presente studio descrive le strutture che si formano all´interno delle cellule del S. Acidocaldarius durante l´isolamento e la divisione, e mostra come certi aspetti della regolazione del proprio processo di divisione cellulare ricordino quello osservato negli eukaryoti. Le somiglianze trovate dai ricercatori suggeriscono un´origine evolutiva comune tra queste due forme di vita altrimenti completamente diverse. Gli scienziati hanno dimostrato che un complesso di tre geni, Cdv, fa parte del particolare meccanismo di divisione cellulare del S. Acidocaldarius e che esso si attiva appena prima dell´inizio del processo. I prodotti proteici di questi geni (proteine Cdv) formano una fascia al centro della cellula tra cromosomi appena isolati. Stringono quindi gradualmente la cellula fino a che non si formano due nuove cellule figlie. "È la prima volta da decenni che si scopre un nuovo meccanismo di divisione cellulare, e i prodotti genetici non presentano somiglianze con altre proteine di divisione conosciute", ha detto il professor Bernander. Il meccanismo di divisione cellulare che hanno trovato non assomiglia a meccanismi batterici o eukaryotici; però, due delle proteine Cdv interessate mostrano somiglianze con il "complesso di selezione Escrt-iii" negli eukarioti. Questo complesso di selezione fa parte del meccanismo di selezione delle proteine, necessario per "eventi di gemmazione"; ha un ruolo importante nella formazione di vescicole all´interno della cellula, ed è coinvolto nella riproduzione del virus Hiv-1. Lo studio ha concluso che "L´analogia osservata tra il sistema delle Cdv e il complesso eukaryotico Escrt-iii è convincente e suggerisce un´origine comune per questi sistemi". I risultati apportano nuove conoscenze della biologia cellulare delle Creanarchaeota, e contribuiscono inoltre a migliorare la nostra comprensione dei processi cellulari fondamentali in organismi superiori. Trovare similitudini nella storia evolutiva dei processi di divisione cellulare in tali diversi campi fornisce interessanti informazioni sull´origine della vita in ambienti caldi nei primi stadi della Terra. Secondo il professor Bernander, tali risultati hanno anche implicazioni per la ricerca della vita in ambienti estremi su altri pianeti. Per ulteriori informazioni, visitare: Università di Uppsala http://www. Uu. Se/ Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) http://www. Pnas. Org/ .  
   
   
A CACCIA DI DETTAGLI PER COMPRENDERE L´EVOLUZIONE GENETICA DEL LEONE  
 
 Bruxelles, 11 novembre 2008 - Un team internazionale di ricercatori ha studiato con successo e in modo inedito e particolareggiato la storia dell´evoluzione dei leoni. Le scoperte dei ricercatori, pubblicate online nella rivista Public Library of Science (Plos), rivelano che nei leoni presenti oggi esistono 11 sottoclassi genetiche che non differenziano unicamente le popolazioni africane da quelle asiatiche, ma che distinguono anche diversi fili genetici all´interno della stessa popolazione africana. Tra le sottoclassi, la maggior parte delle quali sono determinate da gruppi geografici, sono presenti sottoclassi individuali in Namibia, nel Kruger National Park (Sud Africa), nel parco Ngorongoro Crater (Tanzania), in Kenya, in Uganda e nel parco Gir Forest, in India, dove si trova l´unica sottoclasse dell´Asia. Inoltre, due gruppi distinti sono presenti in Botswana, mentre altri tre si trovano presso il Serengeti National Park (Tanzania). Le scoperte contraddicono la teoria secondo la quale i leoni africani costituiscono un´unica popolazione derivante da incroci casuali, altrimenti definita popolazione "panmittica". Gli autori dello studio, tra i quali vi sono ricercatori provenienti da Portogallo, Regno Unito, Africa e Stati Uniti concludono che si rendono necessari sforzi maggiori atti a garantire la preservazione delle popolazioni individuali per contrastare gli schemi di conservazione su larga scala. "La comprensione degli aspetti più ampi della storia evolutiva del leone è stata ostacolata dalla mancanza di una campionatura esauriente e di marcatori genetici in grado di fornire le informazioni adeguate", spiegano gli autori. Nello sforzo di sopperire a tale mancanza i ricercatori hanno esaminato la composizione genetica di 357 esemplari provenienti dall´Africa e dall´Asia. Gli scienziati hanno, inoltre, analizzato i modelli e le variazioni dei virus presenti in questi grandi felini. "L´eccezionale ecologia sociale dei leoni e il fatto che gli stessi abbiano subito epidemie infettive ben documentate [�] fornisce un´ottima opportunità per studiare la storia evolutiva del leone attraverso le informazioni genetiche sia degli ospiti che dei virus," si afferma nello studio. "In realtà, la genetica della popolazione dei patogeni trasmessi può fornire un quadro accurato della storia demografica degli ospiti". A questo riguardo, il virus dell´immunodeficienza felina (Fiv), un retrovirus analogo al virus dell´immunodeficienza che interessa gli esseri umani, è stato particolarmente utile perché, come spiegano gli autori, "il virus, sotto il profilo genetico, nei leoni è completamente diverso e rappresenta un marcatore eccezionale per la valutazione dei processi demografici in atto. " Secondo le analisi, la popolazione composta da 50. 000 esemplari che vivono oggi in libertà nell´area dell´Africa subsahariana e in Asia derivano da numerosi habitat dell´Africa orientale e meridionale del pleistocene (era compresa tra circa 324. 000 e 169. 000 anni fa). Queste popolazioni, diverse sotto il profilo genetico, si diffusero nell´Africa centrale e settentrionale e in Asia nel tardo pleistocene (all´incirca 100. 000 anni fa). Durante il passaggio tra l´era pleistocenica e l´era olocenica, tra i 14. 000 e i 7. 000 anni fa, i felini degli habitat siti nelle aree meridionali si diffusero nuovamente nelle aree poste nelle zone settentrionali e orientali, permettendo l´incrocio tra le popolazioni. Tuttavia, conclude lo studio "nonostante la capacità dei leoni di percorrere lunghe distanze, i modelli relativi alla diversità genetiche rilevano una significativa suddivisione della popolazione [. ] e un flusso genetico ridotto che, dinnanzi alle sostanziali differenze [. ] che si trovano nei sei sottotipi di virus polimorfi dell´immunodeficienza felina (Fiv) presenti nei leoni, confuta l´ipotesi secondo la quale i leoni africani appartengano ad un´unica popolazione panmittica. " Per ulteriori informazioni: http://www. Plosgenetics. Org/ .  
   
   
DISPENSER AUTOMATICO DI COMPRESSE PER I MALATI DI PARKINSON  
 
Roma, 11 novembre 2008 - Aumenta il numero di persone coinvolte e diminuisce l’età di esordio della malattia: un malato su 4 ha meno di 50 anni e peggiora la percezione della qualità della vita. Il 75% dei malati gestisce la propria esistenza in relazione alla terapia da seguire, più della metà ha problemi a lavarsi e vestirsi e quasi il 50% ha difficoltà a parlare e a organizzarsi autonomamente. Di queste difficoltà si è parlato oggi nel Convegno in corso a Roma presso l’Istituto superiore di sanità, organizzato dall’Associazione Azione Parkinson con il patrocinio del Consiglio nazionale delle ricerche. “Diversi studi dimostrano che i fattori di maggiore impatto sulla qualità della vita dei pazienti sono costituiti dalla depressione e dalla mancanza di autonomia dovuta alla malattia, e in parte alla terapia quando non riesce a raggiungere un miglioramento stabile, privo di effetti collaterali motori come le discinesie”, spiega Stefano Ruggieri, professore di neurologia alla Sapienza - Università di Roma. Una meta da raggiungere è quindi il miglioramento della qualità della vita usando anche metodologie non farmacologiche. La domotica si interessa del controllo di tutto quello che contiene la propria casa facilitando o prevenendo ogni necessità dei suoi abitanti. Francesca De Pandis, primario dell’Istituto S. Raffaele di Cassino, ha spiegato come “al paziente parkinsoniano oggi la domotica offre una concreta possibilità di migliorare la sua autonomia. Le attuali tecnologie di comunicazione e di tecniche avanzate per lo studio delle abilità motorie, in un progetto multidisciplinare (medici, bioingegneri, informatici, elettronici, terapisti occupazionali) possono tentare di superare tutte le barriere”. Un corretto monitoraggio delle condizioni cliniche, la corretta terapia e l’assistenza programmata e in urgenza a circa 50 pazienti affetti da malattia di Parkinson è quanto prevede il progetto presentato ieri nel corso del Convegno. “Pazienti affetti da Parkinson, soprattutto nelle fasi più avanzate, hanno bisogno di un monitoraggio delle condizioni motorie e cognitivo-comportamentali tali da richiedere frequenti verifiche ambulatoriali o in regime di ricovero”, specifica Francesca De Pandis. Il sistema prevede uno o più server presso il reparto specialistico e telecamere a casa del paziente, il tutto collegato su linea Adsl a mezzo rete web. Il sistema è poi dotato di telesoccorso: l’utente/ paziente dispone di una piccola trasmittente con tre pulsanti diversamente colorati, alimentato solo dalla rete elettrica e alloggiabile in qualsiasi punto della casa. Arriva poi un dispenser automatico di compresse. “Si tratta”, prosegue De Pandis, “di un contenitore con all’interno 7 dispenser, uno per ogni giorno della settimana e tutti con un orario interno preprogrammato. Ogni comparto è associato ad un orario ed è governato da un microcontrollore che gestisce i tempi di apertura, l’accessibilità al prelievo delle compresse e gli avvisi ottici, acustici e vibratili. I dispenser presentano sei comparti, ciascuno in grado di contenere un massimo di quattro compresse con un led che lampeggerà simultaneamente all’avviso acustico e vibratile. Ogni comparto del dispenser sarà controllato da un led e solamente il comparto corrispondente al led lampeggiante, potrà essere aperto per il prelievo delle compresse”. Ma anche l’alimentazione ha un ruolo chiave nella cura e nell’incidenza della malattia. “Anche se i dati non sono univoci”, precisa Carlo Cannella professore di Scienza dell´Alimentazione della Sapienza - Università di Roma, “l’assunzione di antiossidanti con l’alimentazione (in particolare vitamina E) sembra avere un ruolo protettivo nei confronti dell’insorgenza del Mp, forse anche nel consentire di ritardare di alcuni anni il ricorso alla somministrazione di levodopa. Come pure la riduzione calorica si è dimostrata efficace nel rallentare il deterioramento dei neuroni. Alcuni dati epidemiologici confermano, infatti, che individui con uno stile di vita caratterizzato da un’alimentazione parca, sia in termini calorici che di grassi, ed un elevato livello di attività fisica abbia un rischio ridotto di comparsa del Mp”. I dati epidemiologici vedono un’elevata prevalenza del Mp in Europa ed Americhe ed una bassa prevalenza nelle regioni subsahariane e nelle popolazioni rurali cinesi e giapponesi. Ciò suggerisce un ruolo protettivo di modelli alimentari basati su un elevato apporto di prodotti d’origine vegetale e una riduzione dell’apporto di acidi grassi saturi d’origine animale, di colesterolo e dell’introito energetico complessivo. .  
   
   
RADIOLOGI SI RICAVANO UNA NICCHIA NEL MERCATO ONLINE  
 
Bruxelles, 11 novembre 2008 - I mercati online offrono soluzioni per i manifatturieri di prodotti che hanno bisogno di trovare nuovi fornitori. La radiologia potrebbe beneficiare di un tale servizio, visto che molte regioni europee si trovano attualmente ad affrontare una carenza di radiologi, mentre in altre ce ne sono troppi. Per risolvere questo squilibrio, l´Ue appoggia un progetto biennale per la convalida del mercato, R-bay, al fine di creare un mercato online per la ricerca e offerta di servizi sanitari legati all´imaging. Il progetto finanziato con 949. 759 Eur si concluderà nel 2009. R-bay contribuirà fortemente alla creazione di un mercato interno per l´interscambio di servizi sanitari. Ne risulterà che le risorse sanitarie saranno condivisibili a livello paneuropeo. Secondo i partner del progetto, eRadiology può essere usato per risolvere lo squilibrio del numero di radiologi. R-bay potrà estendere eRadiology attraverso lo sviluppo di un mercato online. Nel senso tradizionale, eRadiology usa i collegamenti da punto a punto (anche conosciuti come teleradiologia) per servire fornitori e clienti. È qui che nasce il problema: il numero di fornitori e il livello di esperienza disponibili variano da regione a regione. I partner del progetto dicono che attraverso R-bay il mercato online potrebbe offrire alle regioni un collegamento "da molti a molti", con le caratteristiche di un servizio per conoscere e scambiarsi materie prime nel campo della radiologia. R-bay si propone di sviluppare il primo scambio europeo virtuale e sicuro per la fornitura e il consumo di servizi legati alla radiologia basati sulle leggi di mercato. Il team spiega che, nell´ambito del progetto, otto siti convalideranno i processi legati alle immagini per il mercato e analizzeranno i metodi basati sul modello "paga per clic", questi saranno composti da istituti di ricerca, funzionari e fornitori sanitari, e esperti dello sviluppo dei mercati. Al progetto partecipa anche il fornitore di infrastrutture tecniche Carestream Health. Le loro soluzioni per la gestione della radiologia e delle informazioni stanno guidando le prime piattaforme pilota del progetto, rendendo più semplice la valutazione a distanza delle immagini provenienti da Estonia, Lituania e Paesi Bassi, in ospedali cechi, danesi e finlandesi. "Carestream Health ha un´ampia esperienza nell´integrazione dei sistemi e nelle questioni riguardanti la interoperabilità associata all´implementazione di soluzioni nazionali e regionali," ha affermato Ulf Andersson, direttore marketing, Europe North, Carestream Health. "Come parte del progetto R-bay queste soluzioni aiuteranno, alla fine, a meglio distribuire le risorse in radiologia, per offrire l´opportunità ai pazienti europei di accedere ad un´assistenza sanitaria di qualità attraverso i servizi per l´imaging paneuropei. " Il team di R-bay si augurà che il progetto aiuti a migliorare gli ambienti sanitari in tutta Europa, rendendo la distribuzione di specialisti più omogenea, e anche attraverso la creazione di nuovi modelli e flussi commerciali per i servizi sanitari. R-bay affronterà anche il problema della fuga di cervelli nell´Europa orientale, con il surplus di radiologi reperiti altrove. Infine, secondo i partner, i cittadini europei avranno un accesso paritario alle cure mediche di qualità. Per ulteriori informazioni, visitare: Progetto R-bay http://www. R-bay. Org/modules/tinycontent/?id=1 Portale di informazione Ue : Salute http://ec. Europa. Eu/information_society/tl/qualif/health/index_it. Htm .  
   
   
VERSO "LIBRO VERDE" PER SALUTE E SOCIALE IN FVG  
 
Cernobbio, 11 novembre 2008 - Un "Libro verde" per avviare un dibattito pubblico sul futuro delle politiche sanitarie, socio-sanitarie ed assistenziali in Friuli Venezia Giulia. Lo ha annunciato l´assessore regionale alla Salute e Protezione sociale, Vladimir Kosic, intervenendo a Cernobbio, sul lago di Como, alla terza edizione del Forum "Meridiano sanità", promosso da Ambrosetti-the European House e dedicato quest´anno al tema "Le sfide per la sanità nel prossimo decennio: innovazione, qualità e sostenibilità", nel corso del quale è stato anche proposto un progetto pilota per le cure primarie, da sperimentare nel distretto di San Daniele del Friuli. "La logica pianificatoria e gestionale che sta alla base dell´azione della nuova Giunta regionale - ha spiegato Kosic - ha un valore aggiunto nella scelta del presidente Tondo di ascoltare la comunità, per farne emergere i bisogni e quindi cercare le risposte più opportune proprio attraverso il dialogo con tutte le componenti: amministratori pubblici, operatori, associazioni, cittadini". Da qui la proposta di Kosic per "un confronto aperto, sul modello di quello avviato a livello nazionale dal ministro Sacconi per il welfare". Un confronto che partirà appunto dalla stesura di un Libro verde in cui la Regione illustrerà la propria "vision" sul futuro della sanità e dell´assistenza in Friuli Venezia Giulia, guardando ad una prospettiva di medio-lungo termine e le cui parole d´ordine sono "equità e sostenibilità, sicurezza e qualità". "Tra dicembre e febbraio - ha spiegato Kosic, che davanti ad una platea estremamente qualificata ha illustrato gli attuali obiettivi della "governance" del settore, contenuti negli indirizzi triennali stilati dall´esecutivo - intendiamo raccogliere i suggerimenti che, auspichiamo, ci verranno da tutte le componenti della società, anche in una logica bypartisan, perché in gioco c´è la salute dei cittadini, bene primario che non può essere condizionato da ideologie o logiche preconcette". "Ricerchiamo un patto per la salute, la costruzione di un´alleanza terapeutica per condividere contenuti e responsabilità", ha detto. A marzo, poi, il confronto arriverà ad un suo momento conclusivo, in un convegno regionale dal quale "desideriamo possano emergere le linee di indirizzo del prossimo Piano socio-sanitario regionale, che dovrà far emergere la centralità della persona e del suo diritto alla salute". Un Piano che è comunque destinato a raccogliere anche le proposte illustrate a Cernobbio, e calate sulla realtà di San Daniele del Friuli, per un rafforzamento delle cure primarie e, in questo contesto, della medicina generale. Per Kosic infatti "lo sviluppo delle cure primarie secondo i principi della ´clinical governance´ è strategico in particolare per spostare le attività di cura dal contesto ospedaliero a quello territoriale, più ´economico´ dal punto di vista dei costi generati, ma soprattutto più ´appropriato´ e più ´etico´, in quanto incentrato sul principio che le persone possano esser curate, per quanto possibile, nel loro ambiente di vita abituale". Non basta. "Le cure primarie aprono la strada al miglioramento della continuità assistenziale e alla gestione delle cronicità, situazioni in cui il medico di famiglia può ricoprire il ruolo di regista del sistema, guidando pazienti e familiari nel percorso terapeutico e attivando tutte le diverse componenti". Ed infine "il medico di medicina generale è anche una figura professionale che appare particolarmente idonea a veicolare tra i cittadini/pazienti notizie e conoscenze anche ai fini della prevenzione e della promozione della salute, per indurre all´assunzione di comportamenti virtuosi o alla modifica di abitudini non corrette e potenzialmente dannose". Nel suo intervento Kosic ha anche accennato all´importanza dell´informatizzazione, propedeutica, attraverso lo scambio di informazioni cliniche rilevanti al rafforzamento delle relazioni tra i diversi attori del sistema. .  
   
   
UN MORTO ALL´ORA A CAUSA DELLA DROGA NEL 2008 RELAZIONE ANNUALE SULL´USO DI DROGHE IN EUROPA  
 
 Bruxelles, 11 novembre 2008 - Quest´anno sono morti, a causa dell´uso di droga, tra 7. 000 e 8. 000 europei, l´overdose è stata la causa più comune di decesso tra i giovani. 3. 000 nuovi contagiati da Aids. Il 40% delle persone che si sono bucate, si sono infettate di Epatite C. Questa, la fotografia drammatica dell´Europa che è stata presentata il 5 novembre a Bruxelles dall´osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt) Parlando con gli eurodeputati, membri della commissione europea libertà civili, giustizia e affari interni, il direttore dell´osservatorio, Wolfgang Götz, ha detto che "dalla relazione di quest´anno, sebbene l´uso di droghe sia all´apice storico, sembrerebbe che il consumo di sostanze stupefacenti in Europa si sia stabilizzato. Grandi progressi sono stati fatti nel modo di affrontare il problema da parte degli Stati membri, ma ogni ora, un cittadino europeo muore a causa della droga". Secondo l´eurodeputato italiano, Marco Cappato, "salvare vite umane è una priorità della macchina Europa". Qualche numero: Costi sanitari legati alla droga: 60€ all´anno per cittadino europeo 36% è l´aumento dei casi, tra il 2001 e il 2006, d´infrazione della legge sulla droga, 2/3 dei sequestri di cocaina avvenuti in Europa sono stati compiuti in Portogallo e Spagna. La cannabis è la droga più consumata nel mondo: circa 4 milioni di europei la fumano quotidianamente. Cocaina, un tempo la droga dei ricchi è oggi alla portata di tutti i portafogli: sniffata almeno una volta da circa il 4% dei cittadini adulti europei, 12 milioni. Anfetamine, ecstasy e Lsd: ognuna delle tre pastiglie vengono ingerite da circa 1 milione di persone ogni mese. Oppiacei, il consumo più problematico: tra uno e sei casi ogni mille cittadini. Oppiacei, nessuna luce in fondo al tunnel - Nella maggior parte dei paesi europei, gli oppiacei, e principalmente di eroina, sono la principale sostanza utilizzata (il 60% dei casi) dai soggetti che chiedono aiuto a centri specializzati per la disintossicazione. Secondo le stime più recenti la produzione mondiale di eroina, che attualmente raggiunge quasi le 733 tonnellate, è in continua crescita. "Dobbiamo coinvolgere l´Afghanistan, principale produttore mondiale di oppio", ha dichiarato l´eurodeputato italiano Giusto Catania. La risoluzione del Parlamento Europeo dell´8 luglio 2008 sulla stabilizzazione dell´Afghanistan, aveva chiaramente affermato la "preoccupazione del parlamento sulla continua espansione delle coltivazioni di papavero da oppio e del traffico di oppiacei, causa di serie ripercussioni sulla sicurezza della nazione e degli stati limitrofi". Dalle figure riportate nella relazione annuale dell´Oedt si ha l´impressione che i problemi causati dagli oppiacei sintetici dirottati e da quelli prodotti illegalmente siano sempre più frequenti negli stati membri. Se si aggiunge poi che in Lituania, Estonia, Austria e Romania il 40% delle persone che si buca sono giovani sotto i 25 anni, si capisce che la situazione del consumo di droghe pesanti in Europa non è affatto rosea. Il Made in Europe va forte, ma a che prezzo - I Paesi europei continuano a essere i principali produttori di anfetamine e Mdma, nonostante il concomitante aumento della produzione in altre parti del mondo. Ogni anno, in genere, vengono scoperti tra i 70 e i 90 centri di produzione all´interno dei confini Europei. Nella relazione, inoltre, si segnala un numero crescente di negozi europei online che vendono sia sostanze alternative psicoattive dubbiosamente lecite, che sostanze illegali come Lsd, ecstasy, cannabis e oppiacei. Le sostanze in vendita sono spesso denominate "legal highs" o "herbal highs" (ovvero droghe legali o vegetali), quali la "salvia divinorum" o funghi allucinogeni il cui status giuridico varia da un paese all´altro. Nomi che fanno male Fentanyl (oppiaceo sintetico): più potente e rischiosa dell´eroina. Piperazines: una nuova sostanza psicoattivaBzp: effetto simile a quello delle anfetamine. Mcpp: effetto simile a quello dell´ecstasy (Mdma). Ghb: utilizzato per anestetizzare i pazienti in Francia e Germania, e nel trattamento di disintossicazione da alcool in Austria e Italia. Ketamine: "Anestetizzante per cavalli", oggi giorno soggetto a controllo legale in metà degli stati membri dell´Ue. Nuove mode, nuove droghe emergent - Ogni anno sul mercato vengono commercializzate, rinvenute e sequestrate nuove sostanze psicoattive e nuovi stupefacenti. L´europa si è fornita al riguardo di uno strumento molto rapido di riconoscimento dell´illegalità di queste sostanze: l´osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt) è incaricato di monitorare ed informare il Consiglio e la Commissione Europea che valutano la nuova sostanza ed eventualmente impongono agli Stati Membri, in un anno di tempo, di includerla nelle sostanze da considerare illegali. .  
   
   
AL VIA PRIMA RETE LOCALE CURE PALLIATIVE NELLA ASL 4, INAUGURATO NUOVO HOSPICE PRESSO EX OSPEDALE DI CHIAVARI  
 
Genova, 11 Novembre 2008 - Parte dalla Asl 4 la prima rete locale di cure palliative istituita dalla Regione Liguria in accordo con quanto definito dalla delibera del 16 marzo 2007 e nell´ambito della rete regionale per garantire standard elevati del servizio su tutto il territorio ligure. La presentazione è avvenuta l’ 8 novembre presso la Società economica di Chiavari alla presenza, tra gli altri, del direttore generale della Asl 4, Paolo Cavagnaro, di Massimo Costantini, coordinatore della rete regionale delle cure palliative presso l´Ist e Gabriella Paoli, responsabile per la Regione della rete delle cure palliative. La delibera prevede l´istituzione di cinque reti locali di cure palliative coordinate da una struttura a valenza regionale presso l´Ist di Genova. Le cinque reti locali corrispondono al territorio delle cinque aziende territoriali, e sono costituite da un´aggregazione funzionale ed integrata di servizi distrettuali ed ospedalieri, sanitari e sociali, pubblici e privati, dedicati alle cure palliative, e nel quale opera personale formato e dedicato a quest´attività a tempo pieno. La rete di cure palliative dell´Asl 4 chiavarese è costituita anche dall´ l´hospice appena completato e presentato questa mattina, con 8 posti letto in camere singole, che diventerà operativo da lunedì con personale dedicato a questo lavoro e appositamente formato per un investimento economico di 1. 655. 000 euro di cui 1. 195. 000 provenienti dal bilancio regionale. Oltre alla nuova struttura sono messi in rete i servizi già oggi esistenti, costituiti anche dalle cure domiciliari attraverso le quali, nel primo semestre 2008 sono già stati assistiti circa 300 cittadini. "Le cure palliative - ha spiegato l´assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo - rappresentano un approccio che migliora la qualità della vita dei malati terminali e delle loro famiglie attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza per mezzo di un´identificazione precoce e di un ottimale trattamento del dolore e delle altre problematiche di natura fisica, psicologica e spirituale". Si tratta di un primo passo verso il completamento di una rete regionale di servizi che dovrebbe essere in grado di rispondere alla complessità dei bisogni dei circa 6. 000 pazienti che ogni anno muoiono nella nostra regione di tumore. Per l´organizzazione della rete regionale, la regione ha stanziato 200. 000 euro. "La realizzazione di una rete regionale - ha continuato l´assessore Montaldo - rappresenta un tema di rilievo sociale e civile che tocca la salute e la dignità della persona e che si inserisce nell´ambito dell´attivazione del programma hospice su tutto il territorio regionale". "L´hospice di Chiavari - ha continuato Montaldo - rappresenta la tappa di un percorso che riguarda la costruzione in Liguria della rete di cure palliative per alleviare l´inutile sofferenza dei malati terminali, supportare i pazienti e le famiglie. Dopo Chiavari, da qui a febbraio dell´anno prossimo, saranno aperti altri due hospice quello della Colletta ad Arenzano e a S. Martino dell´Ist; dopo di che seguirà La Spezia , il nuovo hospice di Sarzana e la prossima apertura dell´hospice dell´associazione Gigi Ghirotti ad Albaro". .  
   
   
SANITÀ SICILIANA: L´ASSESSORE RUSSO FIRMERÀ PROTOCOLLO D´INTESA CON LA LILT - LEGA ITALIANA LOTTA CONTRO I TUMORI  
 
Palermo, 11 novembre 2008 - L’assessore regionale alla sanità, Massimo Russo, firmerà nei prossimi giorni un protocollo d’intesa con il coordinamento regionale della Lega italiana lotta contro i tumori (Lilt) per attivare un rapporto di collaborazione stabile. Uno dei principali obiettivi, concordati con la delegazione della Lilt guidata dal commissario regionale Nenè Mangiacavallo, sarà quello di promuovere iniziative di rilevanza sociale per lo sviluppo di attività di prevenzione oncologica primaria e secondaria. I progetti comuni riguarderanno anche l’educazione alla salute, la fornitura di servizi ai malati oncologici e ai loro familiari, la formazione del personale medico e infermieristico e la riabilitazione fisica e sociale del malato oncologico. “Queste iniziative vanno sostenute – spiega Russo – perché rientrano fra quelle tese ad affermare la cultura della salute e della solidarietà nonché il miglioramento della qualità del paziente oncologico e della sua famiglia. Quando parlo di lotta agli sprechi, come nel caso dei vaccini anti papilloma, penso soprattutto a quante risorse possono essere recuperate per assicurare copertura finanziaria a progetti meritevoli che vanno avanti grazie anche all’indispensabile supporto del mondo del volontariato”. L’assessore Russo ha anche assicurato l’inserimento di un componente della Lilt nel proprio staff e uno nella commissione oncologica regionale. .  
   
   
SPESA FARMACEUTICA OSPEDALIERA FUORI CONTROLLO? LA SIFO: IL NOSTRO SISTEMA OFFRE QUALITA’ E RISPARMIO “CONTRIBUIAMO A MANTENERE IL NOSTRO SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE AI PIÙ ELEVATI LIVELLI DI EFFICIENZA INTERNAZIONALE. GLI SPRECHI VANNO CERCATI ALTROVE”  
 
Roma, 11 novembre 2008 - I risultati ottenuti a seguito dell’applicazione dei più recenti provvedimenti in materia di assistenza farmaceutica parlano chiaro. Il sistema di prescrizione e erogazione dei medicinali cosiddetti “H Osp2” (costosi perché innovativi), istituito dal 2005 a seguito dei provvedimenti dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), funziona. Parola di Sifo (Società Italiana Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie) e Sinafo (Sindacato Nazionale Farmacisti del Ssn), in risposta alle critiche da parte dei farmacisti privati che indicavano nel sistema gestito dai farmacisti ospedalieri, quello della distribuzione diretta, uno dei possibili fattori di ‘buco’ nella spesa farmaceutica. “I farmaci H Osp2, che possono essere prescritti solo dal medico specialista ospedaliero, sono dispensati dai farmacisti del Ssn attraverso gli ambulatori degli ospedali o dai Distretti delle Asl direttamente ai malati più critici (malati di cancro, artrite reumatoide, morbo di parkinson, trapiantati, ecc. ) per garantire la continuità dell’assistenza tra l’ospedale e il domicilio del paziente e per facilitare l’accesso alle cure – spiega la dr. Ssa Laura Fabrizio, presidente Sifo - Va detto che tutti i farmaci di questa categoria, distribuiti in tal modo, vengono poi registrati con un rigoroso sistema informatizzato detto ‘File F’, in uso obbligatoriamente presso tutte le strutture farmaceutiche territoriali e ospedaliere delle Aziende Sanitarie e che rappresenta un efficace strumento di monitoraggio e verifica della appropriatezza prescrittiva nonchè della spesa. Cosicché non viene lasciato alcuno spazio all’uso improprio di detti farmaci né, tanto meno, a forme distributive impropriamente definite ‘fuori controllo’. ” Anche farmaci oncologici innovativi di recente registrazione - indiscutibilmente anch’essi molto costosi - che possono essere somministrati in regime di ricovero ospedaliero sono inseriti in “File F”. Per diversi farmaci oncologici, inoltre, vi è l’obbligo di trascrizione in un apposito Registro on line con l’Aifa (detto, appunto, “Registro Aifa”) per assicurare il rispetto delle indicazioni imposte dal Ministero. Cosicché ne viene vincolata la prescrizione per una migliore tutela dei pazienti e per una migliore appropriatezza di utilizzo. “Presso le farmacie ospedaliere sono attivi circa 120 laboratori di galenica clinica altamente specializzati – afferma il dr. Pietro Finocchiaro, segretario della Sifo - dedicati alla preparazione centralizzata di chemioterapici antiblastici iniettabili che permettono di realizzare formulazioni personalizzate per ciascun paziente, in dose unitaria, garantendo nel contempo appropriatezza prescrittiva, riduzione degli sprechi e massima sicurezza per operatori e assistiti”. Ancora non bisogna dimenticare che i Dirigenti Farmacisti del Ssn - in sinergia ed accordo con le varie iniziative regionali di razionalizzazione e contenimento della spesa farmaceutica - hanno dato vita a forme distributive alternative sempre più diffuse (quali la ‘distribuzione diretta’ e la ‘distribuzione in nome e per conto’). Tali nuovi sistemi distributivi, solo apparentemente hanno aumentato la spesa ospedaliera, in quanto, mentre si sono incrementati gli acquisti di farmaci da parte degli Ospedali e delle Asl per consentire proprio queste forma di distribuzione diretta, si è, al contempo, diminuita la spesa farmaceutica convenzionata (quella effettuata tramite le farmacie aperte al pubblico). Questo perché gli Ospedali e le Asl pagano i medicinali a prezzi notevolmente inferiori (grazie a specifiche e rigorose gare d’acquisto e ai Prontuari Terapeutici Regionali elaborati da apposite commissioni multidisciplinari di esperti) garantendo un risparmio certo e dimostrabile per il Ssn e sicurezza per il paziente. Negli Ospedali, inoltre, le terapie, soprattutto se costose e innovative, sono attentamente monitorate attraverso i Piani Terapeutici, le richieste motivate, l’applicazione di Linee Guida e Protocolli Terapeutici. Tutte queste forme di dispensazione nelle strutture farmaceutiche degli ospedali e delle Asl comportano impegni professionali e sforzi organizzativi notevolissimi da parte dei Farmacisti Dirigenti (il cui numero, a livello nazionale, è rimasto praticamente immutato!) che svolgono questa attività aggiuntiva unicamente per scopi professionali, a vantaggio del Ssn e mai per propri interessi commerciali. Inoltre i farmacisti di Sifo e Sinafo condividono pienamente l’affermazione del sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio, secondo il quale, così come del resto prescrive l’attuale normativa, la spesa per l’innovatività debba essere garantita anche attraverso il recupero delle risorse dai generici in quanto i risparmi così effettuati possono essere reinvestiti per acquistare farmaci innovati utilizzati per curare malattie molto gravi o rare. Non è corretto, invece, - sottolineano le due sigle dei farmacisti - parlare di “concorrenza”, in quanto in un moderno sistema sanitario l’assistenza ospedaliera è complementare con l’assistenza territoriale. I farmacisti ospedalieri, pertanto, non fanno “concorrenza” ai farmacisti territoriali, ma sono parte di una rete integrata di assistenza ospedale-territorio, ove è normale e giusto che convivano e si integrino le due forme di assistenza farmaceutica ospedaliera e territoriale. I Farmacisti delle Aziende Sanitarie, pertanto, plaudono a tutte le iniziative legislative in ambito Farmaceutico finalizzate a garantire risparmi e arginare gli sprechi e sono pronti - come di consueto - attraverso il loro operato professionale, a continuare a collaborare con tutti gli attori coinvolti per qualificare sempre più la spesa farmaceutica sotto il profilo sia qualitativo sia quantitativo, unicamente a vantaggio della collettività. .  
   
   
ABRUZZO, SANITA´:MANUALI DI AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO IN RETE DISPONIBILI ANCHE ACCORDI DI STRUTTURE PUBBLICHE E PRIVATE  
 
Pescara, 11 novembre 2008 - Disponibili sul sito www. Asrabruzzo. It e su http://sanitab. Regione. Abruzzo. It, i manuali che specificano i criteri e i requisiti, in materia di autorizzazione e accreditamento istituzionale, che le strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private, operanti sul territorio, devono possedere per erogare prestazioni sanitarie e diventare potenziali erogatrici di prestazioni in nome e per conto del Servizio Saniatario Nazionale. Tutte le strutture comunque, sia quelle già autorizzate che quelle già provvisoriamente accreditate, devono attivare i nuovi percorsi di autorizzazione definitiva e di accreditamento definitivo. Con la Legge regionale 32/2007, anche l´Abruzzo è entrato, infatti, nel novero delle Regioni che si sono dotate di tale strumento, funzionale alla programmazione sanitaria e finalizzato a garantire e promuovere l´eccellenza nell´assistenza. L´autorizzazione è identificata attraverso il livello minimo di complessità strutturale, tecnologica ed organizzativa richiesto ad una precisa "tipologia di strutture" per poter agire sul territorio. L´accreditamento è l´atto con cui la Regione, coerentemente con i vincoli della programmazione regionale e nazionale, garantisce ai cittadini che le strutture a cui liberamente si affidano, possiedano un insieme di ulteriori requisiti (rispetto a quelli necessari per l´autorizzazione) capaci di garantire il migliore livello di qualità possibile delle prestazioni erogate. .  
   
   
MOLISE: FUTURO DELL’ OSPEDALE SANTISSIMO ROSARIO  
 
Campobasso, 11 novembre 2008 - Il Presidente della Regione Michele Iorio ha ricevuto nel pomeriggio di ieri il Sindaco e una rappresentanza dei Consiglieri comunali di Maggioranza e di Minoranza di Venafro. Al Presidente Iorio il Sindaco Nicandro Cotugno e i Consiglieri hanno manifestato la preoccupazione per la chiusura dell´ospedale Santissimo Rosario. "L´ospedale -hanno detto- fa parte della storia di Venafro, noi vogliamo che continui ad esserlo in futuro anche per il ruolo che negli anni è riuscito ad avere di interconnessione con il territorio molisano e quello delle province limitrofe". Il Presidente Iorio comprendendo le legittime preoccupazione dei vertici comunali di Venafro, ha evidenziato come l´Esecutivo stia lavorando per immaginare una razionalizzazione che tenga ferme le attuali presenze territoriali dei nosocomi in Molise. "Per quanto riguarda specificatamente Venafro –ha detto il Presidente- pur lavorando tra le tante prescrizioni che ci vengono dai ministeri competenti e dalla necessità di una medicina adeguata sul territorio, siamo intenzionati a voler mantenere l´ospedale Santissimo Rosario nella sua operatività e di legarlo funzionalmente a quello di Isernia in una logica di un solo Presidio Ospedaliero. La stessa logica che intendiamo adoperare per le strutture ospedaliere di Termoli e di Larino". All´incontro era presente anche il Direttore Generale regionale della Sanità Roberto Fagnano. .  
   
   
“SENZA FIATO… MA NON SOLI”. NEPPURE ALL’ESTERO DIZIONARIO ITALIANO-INGLESE DI TERMINI UTILI AI MALATI DI BPCO  
 
Roma, 11 novembre 2008 - Sono 180 le parole che possono aiutare anche all’estero i malati cronici ai bronchi e ai polmoni (Bpco). È il dizionario Italiano-inglese/inglese Italiano, realizzato dall’Associazione Italiana Pazienti Bpco Onlus, per quanti si recano in altri Paesi e hanno necessità di parlare a un medico o al farmacista. Si passa dai termini più semplici, come ‘Bronchoconstriction’ o ‘antibiotic’ a quelli più tecnici come ‘Chest tightness’ (oppressione toracica) o ‘Breathlessness’ (difficoltà di respiro), e naturalmente alla traduzione di Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) ovvero Chronic obstructive lung disease (Copd). “Abbiamo pensato di offrire uno strumento utile per i nostri malati che vogliono andare all’estero e così è nata l’idea del dizionario – spiega Mariadelaide Franchi, Presidente dell’Associazione Italiana Pazienti Bpco Onlus – Ci sono termini facilmente intuibili e altri più complessi, racchiusi in poche pagine da portar con sé in valigia o nella borsetta, comunque tutti facilmente memorizzabili. È fondamentale che si possa spiegare la condizione di salute nella maniera più corretta, soprattutto in caso di riacutizzazione dei sintomi”. Pazienti ‘Senza Fiato… Ma non soli, dunque, come recita anche lo slogan scelto quest’anno dall’Associazione in occasione della Vii Giornata Mondiale di sensibilizzazione contro la Bpco, che si celebra il 19 novembre, promossa dal Progetto Mondiale ‘Gold’ per la diagnosi, la prevenzione e il trattamento della malattia in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale di Sanità (Oms). Pazienti ai quali regalare il proprio tempo nella giornata di mercoledì 19 novembre con l’iniziativa ‘Non lasciarlo solo. Regalagli un po’ del tuo tempo’: “Una data particolare con l’obiettivo di far compagnia a un familiare o un amico che soffre di Bpco con una telefonata, una passeggiata, anche solo una visita a casa – aggiunge Mariadelaide Franchi – Un gesto concreto di affetto e di vicinanza, semplicemente il piacere di esser presenti. Un atto di amicizia e di affetto, che non costa nulla se non un poco del proprio tempo e che ci auguriamo spinga tante persone a rispondere positivamente all’iniziativa”. Il dizionario è disponibile sul sito dell’Associazione (www. Pazientibpco. It). L’italia ha una spesa annuale per paziente con Bpco di circa 3 mila euro, che può arrivare fino a 7 mila euro l’anno negli stadi più gravi. La Bpco infatti si colloca al quarto posto nel numero complessivo dei ricoveri: i dati disponibili registrano quasi 130. 000 ricoveri ospedalieri per riacutizzazioni, con una degenza media di circa 10 giorni. “I problemi respiratori indotti dalla Bpco – afferma Mariadelaide Franchi – causano limiti significativi in molti campi della normale vita quotidiana. In funzione del livello di gravità, la mancanza di respiro può interferire con i più semplici gesti giornalieri, come vestirsi, lavarsi, parlare e può causare disturbi del sonno e indurre un progressivo stato di invalidità”. In Italia le malattie respiratorie interessano circa il 10-15% della popolazione. In particolare Bronchite cronica e asma bronchiale colpiscono in Italia oltre 4 milioni di persone, pari al 6,4% della popolazione (600 milioni nel mondo) e, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), è la quinta causa di morte tra tutte le patologie, con una prospettiva drammatica: fra poco più di dieci anni salirà al terzo posto. Un malato su due non sa di esserlo e fino al 75% dei pazienti con bronchite cronica non ha mai ricevuto una diagnosi. In Italia la Bpco causa 18 mila decessi l´anno, pari al 47% delle morti per malattie respiratorie. .  
   
   
IL CAFFE’ DELLA MAMMA FA MALE AL FETO! STUDIO DIMOSTRA CHE ANCHE PICCOLE QUANTITÀ DI CAFFEINA POSSONO PROVOCARE UN RALLENTAMENTO DELL’ACCRESCIMENTO DEL FETO  
 
Milano, 11 novembre 2008 – Uno studio condotto su 2600 donne in gravidanza da ricercatori inglesi e pubblicato sull’autorevole rivista British Medical Journal dimostra che anche piccole quantità di caffeina possono provocare un rallentamento dell’accrescimento del feto. Lo studio sottolinea che, indipendentemente dal consumo di alcool e di sigarette, le donne che consumano più di 200 mg di caffeina al giorno (che equivalgono a 2 tazze di caffè tipo americano) partoriscono bambini con un peso corporeo ridotto rispetto ai neonati di donne che consumano meno di 100 mg al giorno. Ancora più significativo il dato per cui ad una riduzione del consumo quotidiano di caffeina corrisponde immediatamente un recupero nel peso del neonato. “Le donne che programmano una gravidanza dovrebbero sforzarsi di cambiare le proprie abitudini e ridurre al minimo o eliminare del tutto la caffeina, prima e soprattutto durante la gravidanza stessa” afferma la Dottoressa Lidia Rota Vender, Presidente di Alt, l’Associazione per la lotta alla Trombosi che dal 1987 è impegnata nella prevenzione delle malattie cardiovascolari da Trombosi e nel finanziamento della ricerca scientifica multidisciplinare in questo campo della medicina. Alt ha avviato, in collaborazione con la Regione Lombardia e con gli ospedali, un progetto sperimentale di sensibilizzazione delle donne in gravidanza affinché siano consapevoli delle modifiche a cui il corpo va incontro, mettano in atto misure serie per cambiare abitudini di vita pericolose e imparino a riconoscere precocemente i sintomi delle malattie da Trombosi: il programma partirà nel gennaio 2009 in alcune città italiane, per essere poi allargato ad altre regioni. “I cambiamenti dell’assetto ormonale legati alla gravidanza – ha proseguito la Dottoressa Lidia Rota Vender – fanno della gestazione un periodo di “confusione” per il sistema della coagulazione, che governa la fluidità del sangue. Il rischio di malattie circolatorie da Trombosi (Trombosi venosa profonda, Trombosi venosa superficiale, Tromboflebiti, Embolia polmonare) risulta quadruplicato, per tutta la gravidanza, e addirittura moltiplicato per 25 volte nel periodo immediatamente successivo al parto: su 1. 000 donne gravide, una andrà incontro a una malattia da Trombosi”. Eppure le malattie da Trombosi possono essere prevenute: modificare i fattori di rischio legati alle abitudini di vita può evitare un evento sempre drammatico, soprattutto in gravidanza. La donna ha il diritto e il dovere di conoscere i sintomi che possono far sospettare una Trombosi e di sapere a chi rivolgersi: è il primo passo per permettere ai medici di sospettarla, diagnosticarla e curarla. .  
   
   
ROBERTO CIACCIO LE SON DES TÉNÈBRES OPERE 1990 2008 PALAZZO FONTANA DI TREVI 14 NOVEMBRE - 14 DICEMBRE 2008  
 
Roma, 11 novembre 2008 - L’istituto Nazionale per la Grafica nella sua sede di Palazzo Fontana di Trevi ospita una esposizione monografica dell’opera di Roberto Ciaccio proveniente dal Kupferstichkabinett dei Musei Statali di Berlino . La mostra è a cura di Remo Bodei, docente alla Ucla University di Los Angeles e direttore scientifico del Festival Internazionale della Filosofia di Modena. L’esposizione presenta un corpus di opere (1990-2008) nate da una straordinaria consonanza spirituale dell´Artista con lo stampatore Giorgio Upiglio cui l’Istituto Nazionale per la Grafica nella primavera del 2007 ha reso omaggio in una mostra dedicata alla storia della sua stamperia milanese. Presenti in mostra le edizioni originali, i monoprints e i monotipi e le grandi lastre di metalli diversi ( rame, zinco, ferro ) che nella loro specificità di materiali, dimensioni, peso e luminosità si impongono come matrici e come opere in se stesse. Accanto alle opere, le partiture musicali originali dei compositori Philip Corner e Daniele Lombardi ed un video che illustra il lavoro dell´Artista nel suo atelier e nella stamperia milanese. Roberto Ciaccio ha sviluppato in circa venti anni di ricerca e sperimentazione a Milano, insieme ad Upiglio, un ampio innovativo percorso attraverso la stampa originale e i suoi strumenti, in una costante riflessione metalinguistica. La varietà e singolarità delle tecniche e la realizzazione di grandi opere/matrici su lastre metalliche messe a punto nella stamperia gli hanno consentito di conseguire un corpus di opere caratterizzate da un pensiero inedito sia nelle valenze operative che nelle possibilità espressive. A Berlino l’opera di Roberto Ciaccio veniva interpretata secondo una prospettiva prevalentemente filosofica, come evidenziato nel convegno Arte-filosofia tenutosi in quella sede. La mostra romana costituisce un momento ulteriore e complementare rispetto alla precedente edizione. L’opera Leçons de Ténèbres/le Son des Ténèbres. Revenants , dedicata a Jaques Derida, viene riletta in chiave musicale. Ad essa si ispirano le partiture per pianoforte di Philip Corner e di Daniele Lombardi che- in prima assoluta- verranno eseguite in occasione delle serate inaugurali della mostra. Anche Antonio Ballista eseguirà nelle stesse serate brani scelti per pianoforte in assonanza con le opere esposte e linguisticamente vicini alla poetica dell’artista. Accanto all’artista e ai musicisti interverranno Bruno Corà, Remo Bodei e Hein-th. Schulze Altcappenberg. . .  
   
   
A LUCCA LA MOSTRA DI POMPEO BATONI PERMETTE DI RECUPERARE LA SUA PALA D’ALTARE SAN GIACOMO CONDOTTO AL MARTIRIO CONSERVATA A CASSIBILE (SIRACUSA)  
 
Lucca,11 novembre 2008 - La grande antologica che Lucca dedicherà a Pompeo Batoni ha permesso di riportare alla luce un’importante opera di quello che si può considerare uno degli assoluti protagonisti dell’arte europea del Settecento. Si tratta del “San Giacomo condotto al martirio”, una pala d’altare di grandi dimensioni - 612 x 399 cm - eseguita nel 1752 per la Chiesa delle Anime del Purgatorio di Messina - demolita dopo il terremoto del 1908 - e finora custodita nella chiesa dei Marchesi di Cassibile (Siracusa). La tela, che giaceva in un pessimo stato di conservazione, è ora oggetto di un attento restauro, grazie all’intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e arricchirà il percorso espositivo della mostra che celebrerà il genio lucchese, in programma, dal 6 dicembre 2008 al 29 marzo 2009, a Palazzo Ducale. Le operazioni di restauro sono condotte da Massimo Bonino con la collaborazione di Elena Salotti e sono dirette da Antonia d´Aniello della Soprintendenza di Lucca e da Carmela Vella della Soprintendenza di Siracusa. “Abbiamo preso la decisione di recuperare questa grande pala – spiega Maria Teresa Filieri, Direttore dei Musei Nazionali di Lucca e della Fondazione Ragghianti, nonché coordinatrice del comitato scientifico - perché a Lucca intendiamo presentare Batoni sotto tutti gli aspetti, anche come pittore di scene sacre; in più, quest’opera è praticamente inedita, essendo conosciuta solo dagli specialisti, in quanto è conservata in una chiesa di proprietà privata”. “San Giacomo condotto al martirio”, che si caratterizza per la propria calibrata articolazione compositiva e per l’eloquente enfasi retorica dei gesti, si presenta come un un’opera esemplare per la conoscenza del Batoni autore di soggetti religiosi negli anni tra il 1745 e il 1755. È possibile infatti riconoscervi tutti gli elementi della sua composita cultura – dal gusto per l’antico alle suggestioni raffaellesche, alle citazioni da Guido Reni e da Annibale Carracci – assimilati e riproposti in chiave classicista. Il pathos solenne che anima le figure, la levigata preziosità delle forme, la stesura luminosa e ricca di trasparenze e la scelta cromatica mantenuta su tonalità calde e dorate, suggeriscono puntuali rimandi e strette analogie con altre grandi pale d’altare da lui eseguite in quel giro di anni, come il Martirio di San Bartolomeo del 1749 e soprattutto la Caduta di Simon Mago (Roma, Santa Maria degli Angeli) completata nel 1755. In particolare il volto di San Giacomo, così accentuatamente di scorcio, è quasi sovrapponibile alla ‘mezza figura’ di San Filippo databile al 1740-43 (Basildon Park, The Ilife Collection). Del dipinto di Cassibile si conoscono alcuni finissimi disegni preparatori (Besançon, Musée des Beaux-arts et d’Archéologie; Cambridge, Massachusetts, The Fogg Art Museum; altri in diverse collezioni private), principalmente per le figure del santo, del carnefice e dell’imperatore. .  
   
   
GOLF – EUROPEAN TOUR: SERGIO GARCIA VINCE L´HSBC CHAMPIONS IN CINA E DIVENTA IL NUMERO 2 MONDIALE  
 
Roma, 11 novembre 2008 - Sergio Garcia ha vinto l’Hsbc Champions, il torneo inaugurale della stagione 2009 dell’European Tour disputato allo Sheshan International Gc, a Shanghai in Cina, e conclusosi di lunedì a causa dei ritardi dovuti al maltempo. Lo spagnolo (274 - 66 68 72 68) ha raggiunto con un birdie sull´ultima buca l´inglese Oliver Wilson (274 - 67 68 69 70), leader dopo tre giri, e lo ha superato con un birdie alla seconda buca di spareggio. Garcia, ventottenne di Castellon, con l´ottavo titolo conseguito nell´European Tour è salito al secondo posto del ranking mondiale con 8,68 punti, superando Phil Mickelson (8,15), ben lontano comunque da Tiger Woods che ha 14,10 punti pur essendo fermo ormai da mesi. Si sono classificati al terzo posto, fuori dallo spareggio per un colpo, lo svedese Peter Hanson (275 - 69 70 70 66) e l´australiano Geoff Ogilvy (70 65 70 70). Al quinto con 277 lo svedese Henrik Stenson, al sesto con 278 il sudafricano Charl Schwartzel e l´australiano Adam Scott. Mai in lotta per il titolo l´irlandese Padraig Harrington, 11° con 281, lo svedese Robert Karlsson, 14° con 283, il colombiano Camilo Villagas, 20° con 285, e il sudafricano Trevor Immelman, 28° con 287. A Garcia sono andanti 650. 383 dollari su un montepremi totale di 3. 839. 751 euro. Al torneo hanno preso parte i vincitori della stagione 2008 di European Tour, Asian Tour, Australasia Tour e Sunhine Tour 2008, alcuni tra i primi 50 giocatori del world ranking e alcuni invitati dalla Federazione Golf cinese. Us Pga Tour: Torna Al Successo Davis Love Iii – Davis Love Iii è tornato al successo dopo due anni imponendosi nel Children’s Miracle Network Classic, ultimo torneo stagionale dell´Us Pga Tour disputato sui percorsi del Magnolia Gc e del Palm Gc a Lake Buena Vista, i due campi del Walt Disney Resort alla periferia di Orlando in Florida. Il quarantaquattrenne di Charlotte (263 - 66 69 64 64) con due giri finali in 64 colpi ha recuperato numerose posizioni e ha conquistato il 20° titolo nel tour superando di un colpo Tommy Gainey (264 - 68 66 66 64). Al terzo posto con 268 Steve Marino e Scott Verplank, che erano in vetta dopo tre turni, al quinto con 269 Joe Durant, al sesto con 270 Troy Matteson, Scott Sterling e Kevin Streelman. Il vincitore ha ricevuto un assegno di 828. 000 dollari sui 4. 600. 000 dollari in palio. La gara era anche la settima e ultima delle Fall Series, che hanno stabilito le posizioni nella parte bassa dell´ordine di merito in cui si lottava per entrare tra i primi 125 e conservare la "carta", mentre era già tutto definito in quella alta. Il fijano Vijay Singh è divenuto per la terza volta il money winner del circuito, dopo i successi nel 2003 e nel 2004, con $ 6. 601. 094 guadagnati in 23 tornei. Al secondo posto Tiger Woods con $ 5. 775. 000 in sei gare, al terzo Phil Mickelson con $ 5. 188. 875 in 21, al quarto l´iberico Sergio Garcia con $ 4. 858. 224 in 19, al quinto Kenny Perry con $ 4. 663. 794 in 26. .