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LUNEDI

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Notiziario Marketpress di Lunedì 07 Ottobre 2013
HERA: DA BEI FINANZIAMENTO DI 300 MILIONI DI EURO  
 
Bologna, 7 ottobre 2013 - La Banca europea per gli investimenti (Bei) e il Gruppo Hera hanno perfezionato a Milano una prima tranche di 200 milioni di un finanziamento complessivo approvato di 300 milioni, finalizzato a sostenere gli investimenti della multiutility italiana quotata alla Borsa di Milano. Nel dettaglio, il prestito della banca dell’Unione europea al Gruppo Hera, di cui fa parte la società Acegasaps, riguarda il programma di sviluppo 2012-2017 in una molteplicità di progetti su reti e impianti localizzati nelle regioni del Nord Est italiano: Emilia-romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il finanziamento rientra nelle politiche di attività tradizionali della Bei, sia per la tipicità industriale sia per le ricadute occupazionali, aspetto cruciale in questa fase per l’intera economia italiana. E’ infatti stimato che nel periodo di realizzazione del piano pluriennale di investimenti di Hera si verificheranno positivi riflessi sull’occupazione dell’indotto. L’operazione consolida la collaborazione della Bei con la multiutility, al cui capitale partecipano 180 comuni del Nord Est d’Italia: negli ultimi anni tra Bei e Hera sono state firmate altre due operazioni (per l’ambiente e il potenziamento della rete) per un totale di 305 milioni di euro.  
   
   
NUOVA EDIZIONE DEL CORSO ASSORINNOVABILI SULLA FISCALITA’ DELLE FER  
 
Milano, 7 ottobre 2013 - Dopo il successo dell’edizione di aprile e data la continua domanda di approfondimenti in materia da parte degli operatori, assoRinnovabili ha deciso di riproporre, giovedì 24 ottobre, il corso di formazione dedicato alla fiscalità delle fonti rinnovabili, che si terrà questa volta presso la sede romana dell’associazione. In un’unica giornata verranno approfondite tutte le principali tematiche fiscali del settore, dagli aspetti contabili legati ai finanziamenti ed al trattamento degli incentivi, alle imposte dirette quali Pex e Robin Hood Tax, sino a temi quali l’Imu, il reddito agrario, le accise e i rapporti con l’Agenzia delle Dogane. I docenti saranno professionisti di Kpmg, Roedl and Partners e Kstudio, esperti in fiscalità delle rinnovabili, che metteranno a disposizione di assoRinnovabili la propria competenza. I contenuti ed il taglio del corso lo rendono uno strumento ideale non solo per i produttori di energia da fonti rinnovabili, che potranno avere un quadro completo di tutti gli strumenti e dei suggerimenti utili per affrontare gli aspetti fiscali legati alla gestione dei propri impianti, ma anche per i professionisti del settore, che avranno l’opportunità di confrontarsi con i docenti sugli aspetti più complessi emergenti da specifici casi studio. Per conoscere il programma dettagliato dell’evento e le modalità di iscrizione (quota scontata per gli associati assoRinnovabili) clicca qui. Data la limitata disponibilità di posti, vi invitiamo ad iscrivervi al più presto, compilando in tutte le sue parti la scheda di registrazione on line.  
   
   
EDISON DARÀ ENERGIA ALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI EDISON SI AGGIUDICA LA FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA PER 7 DEI 10 LOTTI TERRITORIALI MESSI IN GARA DA CONSIP PER UN TOTALE DI 3.300 MILIONI DI KILOWATTORA ALL’ANNO  
 
Milano, 7 ottobre 2013 – Edison, tramite la controllata Edison Energia, si è aggiudicata la gara per la fornitura di energia elettrica per l’anno 2014 alle pubbliche amministrazioni indetta da Consip, la società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze che opera a esclusivo interesse dello Stato nel quadro degli indirizzi strategici e dei compiti a essa assegnati. Dal 1° gennaio 2014 Edison Energia continuerà quindi a fornire energia elettrica a Ministeri, Regioni, Province, Comuni, scuole e caserme delle regioni Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Marche, Puglia, Molise e Sardegna, per un volume complessivo di energia elettrica pari a 3.300 milioni di kilowattora su base annua. La durata della convenzione è di 12 mesi per un valore complessivo della fornitura superiore ai 500 milioni di euro. “Siamo particolarmente soddisfatti del successo conseguito in questa gara pubblica, che vede premiati i nostri sforzi per ridurre i costi dell’energia elettrica dei nostri clienti”, ha dichiarato Alessandro Zunino, Amministratore Delegato di Edison Energia. “La nostra consolidata esperienza e la capacità di servire aziende di ogni dimensione ci permettono di essere molto competitivi su tutto il territorio nazionale”. Le pubbliche amministrazioni potranno rivolgersi al numero di Edison Energia 06/55242144 per ottenere tutte le informazioni sulle offerte a loro riservate.  
   
   
IMPIANTI TERMICI: DOPPIO PRIMATO DELLA REGIONE LOMBARDIA  
 
Milano, 7 ottobre 2013 - Dopo il successo della sperimentazione nei Comuni di Bergamo e Milano e nella Provincia di Bergamo, Regione Lombardia (Assessorato Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile) raccoglie l´adesione al servizio di Portafoglio Digitale del Catasto Unico Regionale Impianti Termici (Curit), sviluppato e gestito da Finlombarda Spa (Direzione Energia) da parte delle Province di Como e Pavia e dei Comuni di Pavia e Vigevano per la stagione termica 2013/2014, relativamente agli interventi di manutenzione degli impianti termici effettuati a partire dal 1 agosto 2013. Lombardia Prima Aver Istituito Catasto Unico Impianti Termici - "Sugli impianti termici - afferma Claudia Maria Terzi, assessore regionale all´Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile - la Lombardia può contare su un doppio primato: da una parte, aver istituito per prima in Italia un catasto unico, dall´altra, aver attivato uno strumento digitale accessibile a cittadini, operatori ed Enti locali, semplificando notevolmente le procedure e, quindi, riducendo tempi e costi". Il Portafoglio Digitale - Il Portafoglio digitale nasce con l´obiettivo di fornire agli operatori (manutentori, installatori e amministratori di condominio) uno strumento semplice e innovativo per il versamento del contributo regionale previsto dalla normativa in corrispondenza delle operazioni periodiche di manutenzione degli impianti termici. I Dati - La nuova operazione di diffusione del Portafoglio Digitale Curit interesserà 970.000 impianti termici (30,5 per cento del parco lombardo); 1.660.000 nuclei familiari (pari a un terzo delle famiglie lombarde); più di 2.700 amministratori di condominio; oltre 5.000 manutentori e installatori; oltre 310.000 transazioni per ogni stagione termica. I ´Numeri´ Degli Enti Locali Aderenti - Di seguito i dati relativi agli Enti locali aderenti al Portafoglio digitale per la stagione termica 2013/2014. Sul territorio della Provincia di Pavia e dei Comuni di Pavia e Vigevano insistono circa 180.000 impianti termici (6 per cento degli impianti presenti in Lombardia) al servizio di circa 250.000 nuclei familiari. Il numero di transazioni previste per stagione termica è di circa 62.000 e vede coinvolti circa 200 amministratori di condominio e 500 manutentori e installatori di impianti termici. Sul territorio della Provincia di Como - a esclusione del Comune di Como - insistono oltre 210.000 impianti termici (6,5 per cento del parco impianti lombardo), che servono poco più di 250.000 nuclei familiari coinvolti, 280 amministratori di condominio e circa 800 manutentori e installatori; il numero di transazioni previste per stagione termica sono circa 63.000. Curit - Esempio unico in Italia nel suo genere, Curit è stato istituito nel 2008 da Regione Lombardia e sviluppato e gestito da Finlombarda Spa con l´obiettivo di rispondere al meglio alle esigenze di quanti sono interessati ad acquisire informazioni sugli impianti di climatizzazione e sulle soluzioni più efficaci per il risparmio energetico. Curit conta, a oggi, circa 11.700 manutentori registrati, coinvolge in totale oltre 16.000 operatori del settore, monitora oltre 3,5 milioni gli impianti termici attivi in Lombardia. Tramite il nuovo portale online da aprile di quest´anno Curit offre: ai cittadini, la possibilità di conoscere gli adempimenti normativi, informarsi sulla gestione della propria caldaia, consultare i dati del proprio impianto termico, cercare un tecnico che sia regolarmente iscritto al Catasto; alle imprese e agli operatori (impiantisti e manutentori), la possibilità di tenersi costantemente informati sugli adempimenti normativi e il parco impianti termici della Lombardia, nonché di accedere all´elenco dei Centri di assistenza impianti termici delle associazioni artigiane del territorio e scaricare manuali e modulistica utili per registrare gli impianti; a tutti, di consultare i dati relativi agli indicatori più significativi del parco impianti per il riscaldamento civile in Lombardia. Riduzione Inquinamento Atmosferico - "Grazie al monitoraggio effettuato tramite il Curit - aggiunge la titolare regionale all´Ambiente - potremo ridurre l´inquinamento atmosferico e migliorare l´efficienza degli impianti termici a vantaggio della salute e del portafoglio degli utenti. Questa è l´ennesima dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, che convertirci a un sistema economico sostenibile, se fatto con intelligenza e con l´impegno di tutti, può portare vantaggi anche alla crescita".  
   
   
UNA SECONDA VITA PER LA CARTA STRACCIA NELL´EDILIZIA  
 
Bruxelles, 7 ottobre 2013 - La cellulosa, l´ingrediente principale della carta, è un isolante molto efficiente e potrebbe offrire al settore dell´edilizia un´alternativa valida e rispettosa dell´ambiente rispetto agli isolanti tradizionali. Tuttavia, finora non c´era un modo semplice per i costruttori di usare la cellulosa. Il progetto Insulatfh ("Enhanced insulation in timber-frame housing using recycled materials"), finanziato dall´Ue, si propone di sviluppare un processo a basso costo per la produzione di massa di pannelli di misura standard coibentati usando fibre di cellulosa ottenute dalla carta straccia. Guidati dalla Cygnum Timber Frame Limited, i ricercatori del progetto hanno preso della carta straccia raccolta localmente e l´hanno trasformata in una polpa isolante. Hanno quindi usato questa polpa assieme a materiali ritardanti di fiamma per riempire dei pannelli di legno. Questi ultimi sono stati poi sigillati ermeticamente e finiti per la consegna ai cantieri. Il sistema innovativo del team garantisce che ogni pannello soddisfi specifiche tecniche precise, mentre una rifinitura robusta elimina il pericolo di danni all´isolamento durante il trasporto o la posa in opera. Del nastro sigillante e delle membrane speciali assicurano che ogni pannello sia a tenuta d´acqua e di aria, una caratteristica spesso difficile da ottenere con i tradizionali telai di legno. I pannelli ottenuti rappresentano per i costruttori un mezzo efficace in termini di costi per ottenere i valori di resistenza termica richiesti per l´isolamento delle pareti, ed eliminano il bisogno di riempire in loco le pareti, un´operazione spesso complicata, con del materiale isolante. Cosa importante, l´attrezzatura necessaria per produrre questi pannelli può essere istallata e la metodologia applicata a qualsiasi fabbrica che produce telai di legno. Poiché la carta straccia viene raccolta localmente e le fibre di cellulosa sono prodotte nella fabbrica stessa, vengono ridotti i costi relativi al trasporto e all´inquinamento associato. Inoltre, vengono eliminati i materiali di imballaggio e viene ridotta anche la quantità di rifiuti destinati alle discariche. Tutto questo rappresenta un´importante riduzione nell´impatto ambientale del ciclo vitale. I partner hanno convalidato il nuovo processo in condizioni di produzione reale. In effetti, una volta completato nel 2012, il progetto aveva già prodotto 1 900 metri lineari o 5 130 metri quadri di pannelli. I pannelli sono stati testati sul campo, approvati e certificati in condizioni climatiche fredde e calde. I partner di Insulatfh affermano che fin dall´inizio il loro obbiettivo era quello di creare un prodotto competitivo. Pertanto, una volta collaudato il sistema, essi hanno iniziato a commercializzarlo come "The Precision System". The Precision System può essere montato in qualsiasi impianto per la produzione di telai di legno e adattato per essere usato con i materiali cartacei di recupero locali. Offre ai produttori di telai di legno la capacità di migliorare il valore dei loro prodotti e la loro sostenibilità ambientale riducendo allo stesso tempo i costi. Il progetto Insulatfh ha ricevuto circa 700 000 euro di finanziamenti dall´Ue nell´ambito del programma Eco-innovazione e comprendeva partner provenienti da Irlanda, Germania e Belgio. Per maggiori informazioni, visitare: Sito web Insulatfh http://www.insulatfh.eu/ Scheda informativa del progetto http://www.Eaci-projects.eu/eco/page/page.jsp?op=project_detail&prid=33 Cygnum Timber Frame Limited http://www.Cygnum.ie/  
   
   
"QSV": SOTTOSCRITTO ACCORDO REGIONE-GEPAFIN A SOSTEGNO DELLE AZIENDE E PER RILANCIO CENTRI STORICI UMBRI  
 
Perugia, 7 ottobre 2013 - Favorire l´accesso alle facilitazioni finanziarie per le attività economiche previste nei "Qsv" (Quadri Strategici di Valorizzazione) e localizzate nei centri storici, che prevedono investimenti per beni materiali funzionali a nuovi insediamenti, ristrutturazioni, ammodernamenti e ampliamenti di attività. E´ quanto prevede l´accordo operativo sottoscritto il 3 ottobre, in Regione, dall´assessore alle Politiche per i centri storici Fabio Paparelli e dal presidente di Gepafin Salvatore Santucci, a margine della riunione della cabina di regia a supporto dei Comuni per la redazione dei "Qsv", strumenti innovativi di cui la Regione si è dotata per la programmazione delle azioni volte a riqualificare e ripopolare i centri storici in Umbria. "Sulla base di quanto stabilito dalla Giunta regionale il 23 settembre scorso - ha detto Paparelli -, che ha autorizzato a tale scopo l´utilizzo di risorse nell´ambito dei "Servizi Finanziari alle Imprese" del Por Fesr 2007/2013, questa nuova misura prevede importi finanziabili fino a 30 mila euro (fascia bassa) da 30 a 50 mila euro (fascia media) oltre 50 mila euro(fascia alta), rimborsabili in 72 mesi, con garanzie sul rischio di insolvenza pari all´80% dell´importo e rilasciate autonomamente o in co-garanzia, da Gepafin e consorzi di categoria, in favore delle banche aderenti alla misura Atiprisma2". "L´iniziativa - sottolinea l´assessore - è stata promossa, condividendo le istanze dell´ Anci Umbria, delle associazioni di categoria, con il duplice obiettivo di potenziare gli strumenti a disposizione delle aziende che investono nell´ambito dei Quadri strategici di valorizzazione, andando così a mitigare le conseguenze della stretta creditizia che condiziona anche in Umbria i piccoli esercenti commerciali ed artigianali, oltre a quello di fare delle aziende coinvolte una massa critica importante tale da essere nelle condizioni di negoziare anche il costo del credito con il sistema bancario. A tal proposito - precisa Paparelli - chiederemo agli istituti bancari di prendere parte alla prossima seduta della Cabina di regia e l´impegno a sottoscrivere il contenuto del protocollo". Secondo il presidente di Gepafin, Salvatore Santucci "la misura individuata, offrendo l´80% di garanzie sul credito erogato, rappresenta uno strumento importante sotto il profilo della riduzione del rischio percepito dalle banche così da facilitare la finanziabilità dei progetti". "I Quadri strategici di valorizzazione, previsti fin dal 2008 - ricorda Paparelli - hanno dato un forte impulso alle strategia di riqualificazione urbana e rivitalizzazione dei centri storci e per i soggetti coinvolti ciò costituirà titolo preferenziale per la partecipazione a tutti i bandi regionali così come stabilito dalla Giunta regionale, su mia indicazione, nel luglio scorso. I Qsv partendo dall´analisi delle cause legate alla perdita di residenti, dalla mancata diversificazione dell´offerta commerciale, dall´inadeguatezza dei servizi alla cittadinanza e ai visitatori, dal sottoutilizzo o dal degrado di parte del tessuto edilizio pubblico e privato sono arrivati a valorizzare concretamente le potenzialità inespresse in termini di ricchezza delle risorse storiche architettoniche ed ambientali, delle posizioni geografiche strategiche, del livello infrastrutturale e dell´offerta culturale e turistica. Il tutto attraverso la creazione di un percorso condiviso dai comuni, singoli o associati, con i cittadini, gli enti di categoria, le associazioni sociali, culturali oltre che con il mondo della scuola, dell´università e con le varie istituzioni locali". "Ciò rappresenta un modello di concertazione concreta e fattiva - ricorda l´assessore - che pone l´Umbria all´avanguardia nel panorama nazionale, come attestato dai riconoscimenti ricevuti con il Premio nazionale di urbanistica assegnato nel 2011 alla stessa regione e, nel 2013, a Confcommercio per il Qsv del Comune di Torgiano", che sarà ritirato a Torino nell´ambito della manifestazione Urbanpromo del 6/8 novembre prossimo dallo stesso assessore Paparelli e dal Sindaco di Torgiano. "Per questo - conclude - siamo impegnati a valorizzare e potenziare queste esperienze, che vedono attualmente coinvolti 60 comuni umbri, con 45 Qsv avviati, di cui 10 intercomunali, con l´obiettivo di progettare insieme il futuro sostenibile della regione mettendo a valore quanto essa ci offre specie nei suoi centri storici".  
   
   
SAVONA - CROLLO DEL MATTONE: COMPRAVENDITE -41% IN 5 ANNI  
 
Savona, 7 ottobre 2013 - Il prezzo della crisi del mattone in provincia di Savona è sintetizzato in alcuni grandi numeri: tra il 2007 e il 2012 il numero delle compravendite immobiliari è diminuito del 41 per cento (33% nel Comune capoluogo), il fatturato delle attività di intermediazione è sceso del 30 per cento e il numero degli addetti si è ridotto del 10 per cento. Numeri registrati da una ricerca commissionata da Assimil (Associazione per lo studio e l’Informazione sui Mercati Immobiliari Locali) e resi noti questa mattina nel corso di un convegno organizzato nella sede della Camera di Commercio di Savona. “Problemi opportuni” era il tema della giornata, “un titolo slogan – ha sottolineato l’architetto Leopoldo Sdino, docente del Politecnico di Milano e consulente scientifico Assimil – da interpretare con la considerazione che i problemi ci sono, ma bisogna operare per trasformarli in opportunità”. Concetto che il presidente della Cassa Edile di Savona, Giorgio Sacchi, nel suo intervento, ha ulteriormente ampliato: “I problemi a volte sono opportuni, eccovene alcuni per darvi l’opportunità di risolverli”. E i problemi delle imprese edili, diretta conseguenza del crollo del mercato immobiliare, non sono meno pesanti: tra il 2007 e il 2012 il fatturato del settore ha registrato una flessione del 40 per cento; le ore annue lavorate dai dipendenti delle imprese di costruzione in provincia di Savona sono scese da 5,9 a 3,7 milioni; gli addetti sono passati da 3.130 a 2.472; il numero delle imprese iscritte alla Cassa Edile si è ridotto da 998 a 628. “E il trend non è migliorato nel 2013 – ha aggiunto Sacchi – perché a fine luglio i lavoratori in forza alle 581 imprese rimaste in attività, compresi quelli in cassa integrazione, erano 2220”. La filiera del mattone mostra segni di sgretolamento, che con ogni probabilità condizioneranno anche il trend del 2014 andando a colpire quello che il presidente della Camera di Commercio di Savona, Luciano Pasquale, ha definito “un settore portante e decisivo per l’economia locale”. “Se vogliamo andare a cercare qualche ragione di ottimismo – ha sottolineato il presidente di Ance Savona, Gianfranco Gaiotti – occorre considerare un arco di tempo più lungo e più lontano dai picchi di attività registrati nel periodo che ha preceduto la grande crisi. Se facciamo uguale a 100 il valore delle case nel 1996, gli studi più aggiornati indicano che l’indicatore si attesterà a 150-180 nel 2017, superando il cumulo dell’inflazione: chi ha comparto casa vent’anni fa ha mantenuto l’investimento al riparo dall’erosione monetaria, ottenendo un sia pur lieve guadagno in termini reali”. Il rapporto Savona di Assimil, presentato dal presidente Lorenzo La Terra e illustrato dall’architetto Sdino, è frutto di una ricerca campionaria che ha coinvolto un panel di oltre 50 agenzie immobiliari della provincia e supportata da dati Istat, Ministero dell’Economia e Agenzia delle Entrate. Il dato cruciale emerso, al di là delle statistiche sulle compravendite, è stato individuato nell’indice Hai (Housing Affordability Index), utilizzato negli Usa per capire dove convenga avviare nuove attività immobiliari e da poco introdotto in Italia, ma limitato alla dimensione regionale. L’indice tiene conto dei prezzi delle case e del reddito degli abitanti, mettendo in fila le regioni in base alla capacità di comprare casa delle famiglie residenti. La Liguria è in fondo alla classifica, scontando livelli di prezzi di gran lunga superiori alla media nazionale. Per la prima volta questo indice è stato elaborato, per Assimil, anche a livello delle province liguri. Emerge che la provincia di Savona ha le quotazioni di prezzo più alte e i redditi più bassi della media regionale, per cui aumentano ancora gli ostacoli per chi vuole comprare casa. Fa eccezione, in questo quadro, il Comune capoluogo, dove gli immobili costano circa il 25% meno che in provincia (“effetto seconde case”) e il reddito per nucleo familiare dichiarato è superiore alla media provinciale (29.678 euro anziché 27.090). Ma, nonostante questa drastica diminuzione, anche a Savona città il mercato immobiliare è fermo. Il problema, in questo caso, è che i savonesi sono in grado di acquistare alloggi da 150 mila euro, ma l’offerta di questa fascia di immobili è scarsa (se non si vuole andare ad acquistare dei “ruderi”). Fino a 200 mila euro c’è ancora domanda, ma gli immobili con prezzi superiori a 200 mila euro rischiano di restare invenduti sul mercato. “A meno che non si rivitalizzi il mercato – ha detto il presidente dell’Unione Industriali di Savona, Elio Guglielmelli -: quindi, prima di tutto, migliorare l’accesso al credito, procedure più snelle, modifica della legge sull’housing sociale che ha fatto dei danni, vincoli ambientali meno penalizzanti, rivisitazione della legge sui sottotetti che ha fatto dei disastri, piani regolatori che favoriscano il recupero dell’esistente”. Chiamato in causa, l’assessore regionale alle Politiche Abitative, Giovanni Boitano, non si è sottratto al confronto: “Sappiamo che ci sono dei problemi e che non tutti si possono trasformare in opportunità. Però stiamo lavorando per fare di più e meglio, in particolare sul nuovo prezziario regionale, sul sistema degli appalti, sulla cedolare secca, sulla prima casa. Un suggerimento ai costruttori. Stiamo assistendo alla migrazione di molte famiglie dalla costa alla fascia interna tra i 5 ed i 15 km dal mare. E’ su questa parte di Liguria che prevediamo possa esserci sviluppo immobiliare, in un giusto rapporto tra prezzo della casa e reddito”.  
   
   
BOLZANO: IN VIGORE LA RIFORMA URBANISTICA: SEMPLIFICAZIONE E TRASPARENZA  
 
Bolzano, 7 ottobre 2013 – E’ entra in vigore sabato 5 ottobre la riforma urbanistica, e l´assessore competente in Giunta provinciale ne sottolinea le linee principali ponendo l´accento su riduzione delle commissioni, rivalutazione dei consigli comunali, semplificazione e snellimento dei procedimenti, maggiore trasparenza degli stessi. Meno commissioni e più piccole, atti resi pubblici e più facilmente accessibili ai cittadini. Ecco alcuni dei passaggi-chiave della riforma urbanistica che entra in vigore, sabato 5 ottobre. "In futuro - commenta l´assessore provinciale allo sviluppo del territorio - un unico organismo si sostituirà alle tre commissioni urbanistica, forestale e tutela del paesaggio previste dall´iter attuale. Ciò significa rendere le procedure più semplici e snelle". Ma non solo, l´assessore, infatti, sottolinea la valorizzazione delle amministrazioni comunali, che con la riforma vedono ampliarsi il proprio potere decisionale a scapito della Provincia soprattutto sulla procedura di relazione dei piani di attuazione. "I passaggi finali in Commissione urbanistica provinciale e in Giunta provinciale vengono aboliti - commenta l´assessore - tutto sarà affidato all´autonomia e alla responsabilità dei Comuni". Con la riforma, inoltre, i procedimenti diventano più trasparenti grazie alla possibilità offerta ai cittadini di avere semplice accesso a tutti gli atti pubblici, mentre viene aggiornato e reso più efficiente lo strumento della convenzione urbanistica. Per contenere la cosiddetta "svendita" del territorio, inoltre, la riforma prevede che se il numero delle seconde case in un Comune cresce a tassi superiori al 10%, tutto o una parte di esse debbano essere assegnate a persone residenti da almeno 5 anni nella località interessata. In conclusione, l´assessore competente in Giunta provinciale sottolinea come la riforma urbanistica fosse un provvedimento necessario per rendere la politica di sviluppo territoriale dell´Alto Adige al passo con i tempi. "Bisogna bilanciare le esigenze dell´economia con quelle dell´ambiente e del paesaggio - spiega - tenendo conto che a causa della conformazione geografica, in Provincia di Bolzano il territorio a disposizione è piuttosto limitato. Con questa legge riteniamo di aver posto le basi per uno sviluppo futuro all´insegna dell´equilibrio e della sostenibilità".  
   
   
LE ATER DEL VENETO ESEMPIO DI UTILIZZO TEMPESTIVO DEI FONDI UE. CIRCA 18 MILIONI INVESTITI PER L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DELL’EDILIZIA ABITATIVA PUBBLICA  
 
Venezia, 7 ottobre 2013 - Con una lettera a Valentino Scomazzon, presidente dell’Arav, l’associazione delle Ater del Veneto, l’assessore regionale al bilancio, ai programmi Fesr e alla cooperazione, Roberto Ciambetti, ha manifestato il suo “più vivo apprezzamento per la capacità di utilizzo ottimale dei fondi comunitari europei, con percentuali di impegno e investimento decisamente invidiabili, a dimostrazione della vostra dedizione nonché delle capacità professionali delle strutture da voi dirette”. “Le Ater – ha sottolineato Ciambetti – sono riuscite a utilizzare circa 18 milioni di euro di fondi cofinanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per il cosiddetto efficientamento energetico dell’edilizia residenziale pubblica, con interventi pianificati tesi a rendere meno dispendiose, in termini di consumo e dispersione di energia, le abitazioni”. “Diciotto milioni di euro – ha aggiunto l’assessore regionale – rappresentano una cifra più che importante stante la crisi e credo che questo sforzo e questa capacità delle Ater vadano riconosciuti non solo per i valori economici messi in campo, per di più nel comparto dei fondi Ue, tematica in cui l’Italia non sempre né ovunque segna ottime performance come quelle che si registrano da noi, quanto per il valore qualitativo dell’operazione, che rimarca l’impegno del Veneto verso l’ecosostenibilità e il risparmio non solo energetico”. “A ben vedere – ha concluso Ciambetti – le Ater stanno affrontando la sfida della green economy con risultati più che interessanti, che lasciano ben sperare e che sono di esempio, se non altro proprio per la capacità di spesa delle risorse comunitarie”.  
   
   
VESTAS, GOVERNO OTTIENE SOSPENSIONE DELLA PROCEDURA DI MOBILITA’ MORATORIA FINO ALL’11 OTTOBRE, GIORNO IN CUI RIPRENDERA’ IL CONFRONTO  
 
Roma, 7 ottobre 2013 – Si è svolto presso il Ministero dello Sviluppo Economico l’incontro sulla crisi Vestas Nacelles Italia al quale hanno partecipato, oltre ad alcuni rappresentanti della multinazionale danese, l’Assessore al lavoro della Regione Puglia Leo Caroli, il sindaco di Taranto Ippazio Stefano, nonché le organizzazioni nazionali e territoriali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil Nel corso dell’incontro, la società ha illustrato le motivazioni alla base della decisione di cessare la propria attività presso il sito produttivo di Taranto. Il Governo e le istituzioni hanno preso atto di quanto riferito nonché della conferma da parte dei rappresentanti di Vestas dell’avvio della procedura di mobilità per la totalità dei 250 dipendenti e hanno espresso forte preoccupazione per le conseguenze produttive e occupazionali che verrebbero a determinarsi in un territorio già fortemente colpito da crisi economica. L’esecutivo, condividendo le richieste avanzate dai sindacati e dalle istituzioni, ha pertanto richiesto formalmente alla società di sospendere la procedura di mobilità e di differire i termini della citata procedura fino alla ripresa del confronto previsto per il prossimo 11 ottobre presso il Mise. Dopo ampia discussione, la richiesta di moratoria avanzata dal governo è stata accolta.  
   
   
PIOMBINO, MISE: INDIVIDUATO PERCORSO CONDIVISO PER REINDUSTRIALIZZAZIONE AREA INCONTRO GOVERNO, ISTITUZIONI LOCALI, AUTORITA’ PORTUALE, COMMISSARIO LUCCHINI  
 
Roma, 7 ottobre 2013 - Un percorso condiviso per definire in tempi brevi gli interventi di infrastrutturazione, riqualificazione e reindustrializzazione dell’area industriale di Piombino. E’ quanto emerso oggi al Ministero dello Sviluppo Economico al termine dell’incontro, coordinato dal Sottosegretario Claudio De Vincenti, con il Presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufà, il Sindaco di Piombino Gianni Anselmi, il Commissario dell’Autorità portuale di Piombino Luciano Guerrieri, i rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministero dell’Ambiente, della Regione Toscana e il Commissario straordinario della Lucchini Piero Nardi. Durante l’incontro è stato esaminato lo stato di avanzamento degli investimenti decisi per la realizzazione di infrastrutture portuali e viarie funzionali alla ripartenza di un territorio particolarmente colpito dalla crisi siderurgica. E’ stato infine deciso di riconvocare il Tavolo entro il prossimo mese per consentire alle parti presenti oggi di elaborare e presentare, con il coordinamento di Invitalia, un documento condiviso che individui i prossimi interventi di rilancio dell’area di Piombino.  
   
   
MILANO - MANCA IL CREDITO AD UN´IMPRESA MILANESE SU CINQUE  
 
Milano, 7 ottobre 2013 - Un´impresa milanese su cinque avrebbe bisogno di credito, il 13% lo ha richiesto negli ultimi tre mesi ma solo l’8% lo ha ottenuto in modo integrale ed una su 50 se l’è visto rifiutato. Una situazione in cui, per gli imprenditori milanesi, per uscire dalla crisi è importante che il governo sostenga le imprese (93%) partendo proprio da una spesa pubblica che agevola di più i finanziamenti (60%). Lo dicono i dati del rapporto “economi” dell’ufficio studi della Cdc di Milano di luglio 2013, realizzato attraverso Ipsos. E di accesso al credito, del ruolo di Confidi e sistema bancario si è parlato oggi in Cdc di Milano in occasione del Convegno “Confidi, quale futuro?”. Ci sono interventi per la capitalizzazione d’impresa, come il bando Agevolacredito 2013 che mette a disposizione, tramite i confidi, 1 milione di euro per prestiti a tasso zero, contributi a fondo perduto e abbattimento del 50% del costo della garanzia, con una particolare attenzione a start up innovative o legate ad incubatori per le quali sono previste agevolazioni ad hoc che consistono nell’abbattimento totale del tasso di interesse e rimborso del 50% del costo della garanzia. Ci sono azioni per il capitale di debito, con la creazione di fondi di garanzia per facilitare l´accesso al credito delle imprese come le sezioni speciali per l’internazionalizzazione del Fondo centrale di garanzia con 18 altre Camere (che hanno messo a disposizione 15,6 milioni) e il Ministero dello Sviluppo Economico o il fondo di garanzia che controgarantisce i confidi a vantaggio delle micro e Pmi, in particolare quelle di nuova costituzione, creato grazie all’accordo siglato con il Fondo Europeo Investimenti e sostenuto con 5 milioni di euro delle Cdc lombarde: ad oggi, a valere dell´iniziativa Fei-federfidi, sono state concesse garanzie solo nell’area milanese per 14 milioni a copertura di 28 milioni di finanziamenti. C’è poi Confiducia, fondo straordinario di co e controgaranzia del sistema Cdc lombarde e Regione Lombardia, da 51 milioni di euro di cui oltre 10 stanziati dalla Cdc di Milano, nato per contrastare la stretta creditizia attivando finanziamenti regionali per circa 1 miliardo di euro (270 milioni sulla provincia di Milano), concedendo garanzie a 13.102 imprese lombarde. “Agevolare e mettere a disposizione delle imprese strumenti veloci e efficaci per poter accedere al credito - ha dichiarato Pier Andrea Chevallard, segretario generale della Cdc di Milano – è necessario per rafforzare la capacità del nostro tessuto imprenditoriale di investire sul proprio sviluppo, soprattutto in un clima di crisi ed incertezza come quello che stiamo attraversando. E proprio sul tema del credito la Cdc di Milano è impegnata anche quest’anno con una serie di iniziative di supporto alle imprese, in particolare alle start-up, ed in un percorso di collaborazione con i Confidi lombardi”.  
   
   
MONZA - IN ITALIA DIMINUISCONO LE CAMBIALI PROTESTATE  
 
Monza, 7 ottobre 2013 - Dopo il boom del 2009 in cui la crisi aveva fatto impennare le cambiali protestate, in Italia si torna a pagare i “pagherò”. Tra gennaio e agosto 2013, sono state circa 640mila le cambiali non andate a buon fine, il 4,2% in meno rispetto allo scorso anno in termini numerici. Il valore complessivo dei “pagherò” non pagati si attesta a 1,1 miliardi di Euro (-1,6% rispetto al 2012, in termini di valore economico). E’ quanto emerge da una elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Repr. Le province più virtuose Imperia è la provincia più virtuosa: il valore delle cambiali protestate in un anno diminuisce di -85,8%. Al secondo posto Isernia (-60,2%) e al terzo posto nella classifica Biella (-48%). Monza e Brianza e Como sono le province lombarde a comparire nella classifica delle 10 più virtuose in Italia (a Monza e Brianza 13,1 milioni il valore delle cambiali protestate, -39,1%). A Milano il valore dei titoli protestati è diminuito del -9,5% (57,9 milioni).Quelle meno Nella classifica delle province in cui il valore delle cambiali non andate a buon fine aumenta, Avellino registra un aumento tra 2012 e 2013 del +354,2%, seguita da Ravenna e Belluno (rispettivamente +251,5% e 155,5%). Così come tornano i “pagherò” non pagati a Ferrara, dove il valore delle cambiali non andate a buon fine è aumentato del 76,3% (per un valore di 4 milioni di Euro), a Udine del 71,1% (5 milioni), a Reggio Emilia del 68,1% (4,2 milioni), ma anche a Roma del 20,3% (111 milioni di euro). Le province lombarde Il valore delle cambiali protestate in un anno in Lombardia diminuisce dell’11,1%. Tra le province virtuose Como, dove le cambiali protestate in circolazione tra gennaio e agosto 2013 diminuiscono del 46,6% in un anno (8,1 milioni di Euro), Monza e Brianza -39,1% (13,1 milioni), Brescia -25,2% (27,7 milioni), Varese -17,1% (8,8 milioni) e Milano -9,5% (57,9 milioni). Emerge da una elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Repr.  
   
   
BUSTA PAGA UNICA EUROPEA, IL VENETO IN COMMISSIONE PER CHIEDERE UNA DIRETTIVA E RENDERLA OBBLIGATORIA  
 
Venezia, 7 ottobre 2013 – La mobilità dei lavoratori all´interno dell´Unione europea è una realtà numericamente ancora modesta, ma in crescita. E la busta paga unica europea, progetto promosso dalle realtà venete di Ancl, Aniv ed Eurosportello del Veneto, può essere uno strumento determinante alla sua agevolazione. Uno strumento da affiancare alle politiche che la Commissione sta adottando per favorire la libera circolazione dei lavoratori fra gli Stati membri. Sono stati tutti concordi in questo i relatori che hanno partecipato venerdì 27 settembre al seminario di studi La busta paga unica europea, una soluzione per: integrare, competere lealmente, semplificare, che si è tenuto al cine-teatro di Mirano. Aperto ai professionisti lavoristi e agli ispettori di vigilanza, ha visto la partecipazione di circa 200 fra consulenti del lavoro, commercialisti, avvocati. Fra i relatori, assenso all´iniziativa e suggerimenti sono arrivati da Caroline Loup, funzionaria della Commissione europea nella direzione generale Giustizia-unità Cittadinanza dell´Ue e libera circolazione, e dall´avv. Valérie Giacobbo-peyronnel, del direttorato Ricerca e Documentazione della Corte di giustizia europea. Ora l´obiettivo dei tre enti promotori è arrivare direttamente in Commissione per spingere l´emanazione di una direttiva per rendere la busta paga unica europea un documento ufficiale e obbligatorio. Anche se, su base volontaristica, chiunque la può adottare da subito. La busta paga, infatti, non ha un formato obbligatorio specifico, in nessun Paese europeo. E nessun Paese europeo è un campione di trasparenza. Quel che si propone, invece, è l´utilizzo di un documento dove vi siano tutti i dati contributivi e previdenziali a carico del lavoratore e del datore di lavoro, le eventuali agevolazioni e dove siano indicati anche i progressivi fiscali e previdenziali. I vantaggi sarebbero immediati: sarà subito chiaro quanto pesa il cuneo fiscale, in una vera e propria operazione di trasparenza, e la presenza dei progressivi renderebbe inutile a fine anno produrre documenti riepilogativi come il Cud ai fini reddituali, oltre ad altre conseguenze dirette alla minor burocrazia. Inoltre, grazie alla codifica numerica dei campi, non ci sarà bisogno di una traduzione per leggerla, cosa importante per la gestione del personale delle aziende con filiali all´estero e, soprattutto, per gli stessi lavoratori che si troveranno ad esercitare la propria opera in più Paesi. Al seminario è stata presentata la bozza di busta paga europea elaborata da Centro Paghe srl in base alle indicazioni di Ancl, Aniv ed Eurosportello, che hanno aperto mesi fa un tavolo tecnico. La necessità di questa innovazione è partita dal Veneto, una regione economicamente e storicamente votata all´internazionalizzazione, grazie alla collaborazione fra le imprese (Eurosportello del Veneto), i professionisti che le assistono (Ancl, sindacato unitario dei consulenti del lavoro) e chi verifica il loro operato (Aniv, associazione degli ispettori di vigilanza). Gian Angelo Bellati, segretario generale Unioncamere Veneto «Per fare integrazione, non basta andare in giro come turisti. Il vero modo è il lavoro e facilitare la mobilità dei cittadini europei ci permette di migliorare: nel Veneto lavorano 250mila persone provenienti da altri Stati membri, dal Veneto sono andati in altri Paesi Ue 250mila lavoratori. Non c´è pericolo di invasione o di furto del lavoro. Il sistema funziona e deve crescere ancora». Alessandro Bonzio, presidente Ancl Veneto «In Veneto si stanno già verificando episodi di concorrenza poco corretta, quando imprese di paesi con fiscalità agevolata o con costi previdenziali più bassi vincono appalti qui. La trasparenza che può portare la busta paga europea potrà far nascere un dibattito serio e costruttivo sul costo del lavoro». Gabriele Squizzato, rappresentante Aniv Veneto «Ci piace immaginare che riusciremo a presentare l´iniziativa al futuro Parlamento europeo e che la busta paga europea entri nell´agenda del semestre di presidenza italiana della seconda metà del 2014. È già successo, in Italia, che nostre speranze ed intuizioni siano diventate norme e soluzioni, perché non ambire ad una soluzione europea per le nostre proposte?». Dati (dalla relazione di C. Loup, fonte: Dg Empl Eu Employment and Social Quarterly April 2013). 13,6 milioni cittadini europei risiedenti in uno Stato membro diverso da quello d´origine. 6,6 milioni cittadini europei che vivono e lavorano in uno Stato membro diverso da quello d´origine. 1,2 milioni lavoratori europei transfrontalieri. 1,2 milioni lavoratori europei distaccati. 940mila cittadini europei che cercano lavoro in uno Stato membro diverso da quello d´origine. I 6,6 milioni di europei che vivono e lavorano in un altro Stato membro rappresentano il 3,1% della popolazione della Ue. Questa cifra di mobilità intra-europea è piuttosto bassa, soprattutto se paragonata alla mobilità interna degli Stati Uniti d´America.  
   
   
BERGAMO - PROGETTO BADEN-WüRTTEMBERG  
 
Bergamo, 7 ottobre 2013 - Entra nel vivo il Progetto Baden-württemberg che fa seguito alla dichiarazione di intenti sottoscritta lo scorso 5 aprile, su iniziativa congiunta della Camera di Commercio di Bergamo, del Comitato Imprese & Territorio e della città di Ludwigsburg, per promuovere una cooperazione bilaterale tra la provincia lombarda e la regione tedesca. Venerdì 4 ottobre, presso la sede della Camera di Commercio, alla presenza di Barbara Garzia Jansen, a cui sono affidati il coordinamento e la supervisione dell’intero progetto, si sono riuniti i coordinatori dei cinque gruppi di lavoro allo scopo costituiti: Pieralberto Cangelli di Confcooperative per il Gruppo Economia, Stefano Cristini di Promoberg per il Gruppo Fiere, Cristiano Arrigoni di Bergamo Sviluppo per il Gruppo Università, Giacomo Salvi di Confesercenti per il Gruppo Servizi e Piergiorgio Violi della Lia per il Gruppo Formazione. Con loro anche il coordinatore generale dei Gruppi di lavoro Stefano Maroni, direttore dell’Associazione Artigiani e di Imprese & Territorio. Con questo primo incontro viene così ufficialmente avviato l’interessante progetto di collaborazione con il Land del Baden-württemberg, una delle più importanti regioni della Germania che, insieme alla Lombardia, rappresenta uno dei cosiddetti “quattro motori dell’Europa”. L’accordo di collaborazione bilaterale, promosso da Camera di Commercio e Imprese & Territorio, è stato sottoscritto da numerose realtà locali. Vi hanno infatti aderito: Università di Bergamo, Confindustria Bergamo, Compagnia delle Opere, Ance, Ente Fiera Promoberg e Bergamo Sviluppo, azienda speciale dell’ente camerale.  
   
   
CONSEGNATO IL PREMIO START CUP VALLE D’AOSTA 2013  
 
Aosta, 7 ottobre 2013 - Si è svolta, giovedì 3 ottobre, a Novara, la cerimonia di premiazione dell’edizione 2013 del concorso Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, iniziativa alla quale la Regione Valle d’Aosta aderisce dal 2011 assegnando il premio Start Cup Valle d’Aosta. Il premio, che ammonta quest’anno a 7mila 500 euro, è stato assegnato dall’Assessore Pierluigi Marquis al progetto Negge, realizzato da un gruppo di lavoro di cui sono Project manager Luca Ferrari e Patrizia Pelosi. Il progetto, che rientra nel settore Ict/social innovation, riguarda la creazione di un ausilio alla guida, in tutte quelle circostanze in cui il conducente si trova a guidare in condizioni critiche con visibilità ridotta, ad esempio a causa della nebbia o di percorrenza su strade scarsamente illuminate. L’elaborazione dei dati permette infatti di avvisare il conducente con segnali audio e video nel caso in cui stia viaggiando troppo a destra o troppo a sinistra della carreggiata. Inoltre, la realizzazione del prototipo vuole rendere economico il kit, per permetterne un’ampia diffusione anche su veicoli datati. La competizione, che ogni anno mette in gara i migliori progetti innovativi di impresa di Piemonte e Valle d’Aosta, è promossa dal Politecnico di Torino, dalle Università di Torino e del Piemonte Orientale, con il sostegno economico del Piemonte e della Regione Autonoma Valle d’Aosta. In Valle d’Aosta, l’iniziativa è sostenuta dall’Assessorato delle attività produttive, energia e politiche del lavoro ed è realizzata nell’ambito del progetto di animazione territoriale di carattere economico finanziato dal Programma operativo Fesr Competitività Regionale 2007/2013. L’attuazione del progetto è affidata a Vallée d’Aoste Structure in qualità di ente gestore delle Pépinière d’Entreprises. “Il concorso, oltre a rappresentare un mezzo di diffusione del principio di innovazione, ha ricadute concrete anche in termini di creazione di impresa e le imprese vincitrici degli anni precedenti, insediatesi nel nostro territorio, ne sono la dimostrazione. – sottolinea l’Assessore Pierluigi Marquis - L’assessorato pone grande attenzione al settore, non solo attraverso la partecipazione a questo concorso, ma soprattutto con incentivi per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese innovative e con aiuti alle piccole e medie imprese per la realizzazione di investimenti innovativi” Giunti alla terza edizione della Start Cup Valle d’Aosta, il bilancio è positivo, non solo per il numero crescente dei business plan presentati ma soprattutto per la qualità dei progetti proposti. L’edizione 2013 ha registrato l’adesione di 18 progetti (business plan), tra questi 7 soggetti referenti hanno manifestato un interesse esclusivo di insediamento presso le Pépinière di Aosta e di Pont-saint-martin. In particolare, gli ambiti di riferimento delle proposte formulate sono stati: industriale, ict, social innovation, elettronica e automazione, servizi innovativi, biomedicale, cleantech, agroalimentare. Il vincitore del premio speciale Valle d’Aosta si insedierà ora in una delle due Pépinière d’Entreprises.  
   
   
PERUGIA - LA RECESSIONE RALLENTA: MANIFATTURIERO IN RISALITA  
 
Perugia, 7 ottobre 2013 - “La recessione non è finita, ma sembra diminuire di intensità. In provincia di Perugia, pur restando in territorio negativo, Produzione e Fatturato del Manifatturiero risalgono rispetto al I trimestre del 2013. Ancora variazioni positive per il Fatturato Estero, anche se con valori leggermente inferiori. “Consumi in calo, ma si attenua la contrazione delle vendite commerciali. Al solito, la Grande Distribuzione limita le perdite rispetto al Dettaglio Alimentare e non Alimentare. E’ evidente, tuttavia, che questi deboli segnali di ripresa dovranno ora confrontarsi con l’aumento dell’Iva che non potrà che appesantire ulteriormente la situazione”. Così Giorgio Mencaroni, presidente della Cdc di Perugia, commenta i risultati dell´Osservatorio Congiunturale sul Manifatturiero ed il commercio per il secondo trimestre dell´anno in corso. Manifatturiero - E’ uno scenario ancora caratterizzato da forti difficoltà, ma in cui cominciano ad emergere alcuni dati meno negativi, se non proprio positivi, che lasciano intravvedere un cambio di prospettiva. E’ questa l’indicazione che si ricava dall’indagine condotta nel mese di giugno 2013, su un campione di 385 imprese manifatturiere provinciale, dall’Osservatorio Congiunturale della Camera di Commercio di Perugia. Nel Ii trimestre 2013 si registrano due tendenze opposte per quanto riguarda Produzione e Fatturato da una parte e Ordinativi dall’altra. Mentre per la Produzione e il Fatturato il dato tendenziale del Ii trimestre mostra un rallentamento della flessione, il dato relativo agli Ordinativi mostra invece un peggioramento, con una variazione tendenziale che passa dal precedente -1,8% al -2,4% del Ii trimestre dell’anno. Nello stesso trimestre, la Produzione manifatturiera provinciale registra un rallentamento della discesa, segnando un - 2% su base annua, a fronte del -2,6% tendenziale del precedente trimestre. Il dato perugino risulta meno critico del dato medio regionale, che registra -4% tendenziale. Il Fatturato delle imprese manifatturiere della provincia, nel Ii trimestre 2013, evidenzia lo stesso andamento, infatti si attesta a -1,4% su base annua a fronte del –3,5% tendenziale del I trimestre dell’anno 2013. Anche in questo caso il dato perugino risulta più incoraggiante di quello dell’Umbria pari a -3%. Ancora variazioni positive per il Fatturato Estero anche se con valori leggermente inferiori rispetto a quanto registrato lo scorso trimestre: la variazione su base annua, infatti, si attesta al +2%, mentre lo scorso trimestre aveva raggiunto il +2,3%. Al contrario la variazione tendenziale degli Ordinativi perugini evidenzia un peggioramento: -2,4%, a fronte del -1,8% registrato nel I trimestre 2013. La performance provinciale è meno negativa di quella regionale -3,8%. Per quanto riguarda invece gli Ordinativi Esteri, pur evidenziando una crescita su base tendenziale, risultano in frenata rispetto al dato del precedente trimestre: la variazione su base annua, infatti, mostra un +2,6%, inferiore rispetto al +4,6% tendenziale del primo trimestre dell’anno. Nel Ii trimestre 2013 risulta in lieve miglioramento la Produzione e il Fatturato dell’Artigianato perugino, dopo le riduzioni, soprattutto del Fatturato, registrate nel I trimestre. In particolare, la Produzione su base annua evidenzia un -2,2% a fronte del -3,1% dello scorso trimestre, il Fatturato segna un -3,4%, rispetto al precedente -5,8%. All’opposto peggiorano gli Ordinativi: la variazione tendenziale nel Ii trimestre si attesta a -4,2%, mostrando un peggioramento rispetto al -2,8% tendenziale del primo trimestre dell’anno. Le Imprese Manifatturiere nel breve periodo non si attendono solidi segnali di ripresa del ciclo economico. Il bilancio complessivo delle previsioni per il Iii trimestre dell’anno è caratterizzato dal marcato pessimismo sia per la Produzione, sia per gli Ordinativi che per il Fatturato. Le imprese che prevedono un incremento della Produzione sono inferiori a quelle che si attendono una diminuzione, il saldo si attesta a -38. Le aspettative relative al Iii trimestre 2013 segnalano anche per il Fatturato un saldo che si attesta ancora in campo negativo (-35). Per gli Ordinativi, il saldo scende a -42, ma prevale l’ottimismo nei confronti dell’export. Sono, infatti, positive le previsioni se si fa riferimento agli Ordinativi Esteri, con un saldo pari a +15. Commercio - Consumi ancora in caduta, ma nel Ii trimestre 2013 si attenua la contrazione delle vendite del Commercio nella provincia di Perugia. Dopo la marcata flessione evidenziata nel I trimestre del 2013 (-6,1% tendenziale), si registra, infatti, un alleggerimento nel calo delle vendite: è –5,2% la variazione percentuale rispetto allo stesso periodo del 2012. Il dato provinciale appare meno negativo del valore regionale, che su base annua si attesta a -6%. Il bilancio in rosso delle vendite provinciali è da ricondurre ai risultati negativi registrati da tutte le Imprese del Commercio al Dettaglio, sia di Prodotti Alimentari che di prodotti non Alimentari, nonché della Grande Distribuzione (Gdo). La crisi delle vendite si allarga e investe anche le grandi catene commerciali, che invece avevano resistito fino allo scorso anno. Il segmento non alimentare, in questo trimestre, appare il più penalizzato dalle decisioni di acquisto dei consumatori, con una variazione tendenziale del -6,4%, meno negativa rispetto al -7,7% dello scorso trimestre. Anche per il segmento alimentare si evidenzia un’attenuazione della flessione, ma meno sensibile di quella dei prodotti non alimentari, visto che la variazione tendenziale si attesta a -5,1%, rispetto al -5,8% dello scorso trimestre. La riduzione delle vendite della Grande Distribuzione non mostra modifiche sostanziali, si passa da una variazione tendenziale del -2,9% registrata nel I trimestre dell’anno, al -2,7% del Ii trimestre. I Prezzi nel Ii trimestre 2013 risultano stabili rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, mentre nel I trimestre avevano evidenziato una flessione tendenziale del 1,3%. Gli Ordinativi ai fornitori rallentano la loro caduta, la variazione tendenziale del Ii trimestre 2013 è pari a -5,4%, ancora decisamente negativa ma in miglioramento rispetto al -7,7% registrato su base annua lo scorso trimestre, e meno critica rispetto al -6,3% tendenziale registrato a livello regionale. Si accentua, invece la flessione, dell’Occupazione. Il numero di lavoratori del Ii trimestre 2013 scende del 2,1%, rispetto all’analogo trimestre del 2012, ampliando la caduta che nel I trimestre si era attestata a -1,1% su base annua. Rimangono negative le previsioni per il prossimo trimestre formulate dalle Imprese commerciali della provincia. Le aziende che si attendono una flessione nelle Vendite nel Iii trimestre del 2013 risultano superiori a quelle che segnalano un aumento. Il saldo, pertanto, è negativo e si attesta a -36, in linea con il -39 del precedente trimestre Non sono previste variazioni dei prezzi per il prossimo trimestre. Il saldo tra le attese di aumento e diminuzione degli Ordini rivolti ai fornitori, riferiti al Iii trimestre 2013, si presenta negativo. Con un valore pari a -45, segna una lieve progressione rispetto al -54 del trimestre precedente.  
   
   
ALCOA, LUNEDÌ 21 OTTOBRE INCONTRO AL MISE  
 
Cagliari, 7 ottobre 2013 - "Come promesso durante l´ultimo incontro coi sindacati, che su Alcoa sollecitavano un’azione decisa della Regione, ho incontrato il sottosegretario De Vincenti ed abbiamo concordato un ulteriore incontro per lunedì 21 ottobre. Nel frattempo, il Ministero sarà impegnato nel fare ulteriori verifiche sullo stato della trattativa per la cessione dello stabilimento.” Lo ha detto l´assessore dell´Industria, Antonello Liori, al termine dell’incontro del 3 ottobre al Mise. "Ho evidenziato al rappresentante del Governo l´importanza strategica della produzione di alluminio per il tessuto economico dell´Isola, in particolare nel Sulcis, gravato da una pesante situazione socioeconomica, ed una forte apprensione per la situazione che vivono i lavoratori e le loro famiglie - ha aggiunto Liori - Servono, in tempi brevi, risposte certe ed il Governo, supportato dalla Regione, deve fare la sua parte, perché Alcoa rappresenta una vertenza nazionale."  
   
   
A TERNI, LIEVE RIPRESA NEL MANIFATTURIERO  
 
Terni, 7 ottobre 2013 - Flebili segnali di ripresa per il sistema manifatturiero della provincia di Terni. La flessione iniziata con la crisi inizia ad invertire la rotta. E parte dall’industria. La variazione della produzione al secondo trimestre dell’anno risulta positiva rispetto al trimestre precedente (+1,6%). La crescita più significativa riguarda il settore delle industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto (+9,4%) seguita dal settore tessile e abbigliamento (+6,9%). Per quanto riguarda invece il commercio, gli indicatori del settore segnano meno sia per l’andamento delle vendite (su base congiunturale e tendenziale) sia per il flusso degli ordinativi. E’ quanto emerge dall’Osservatorio congiunturale dei settori industria e commercio realizzato dalla Camera di Commercio di Terni in collaborazione con Questlab (società specializzata in ricerche e osservatori) relativo al secondo trimestre dell’anno. Timida ripresa del fatturato. Rispetto al primo trimestre dell’anno cresce del 3,1% ma su base tendenziale annua perde l’8,1%. Le migliori performance sono quelle delle industrie chimiche (+16,5%) e del tessile (+10,3%).Incisivo il contributo proveniente dal fatturato realizzato con l’estero che al secondo trimestre dell’anno registra una variazione positiva del 5%. In linea con l’andamento regionale, anche nella provincia di Terni segnali incoraggianti per il futuro (ma a breve termine) arrivano dal settore della moda, alimentare e da quello della chimica dove l’andamento degli ordini cresce sensibilmente rispetto al primo trimestre dell’anno (+11,2% per la moda, +7,1% per l’alimentare e il 6,5% per il comparto chimico). Per quanto riguarda il commercio, gli operatori continuano a soffrire per la persistente stagnazione dei consumi interni. L’indagine congiunturale fotografa un settore ancora in affanno, soprattutto per le imprese del commercio al dettaglio alimentare che lasciano sul terreno una perdita di oltre il 5% (5,3%) del volume d’affari rispetto al trimestre precedente. Il settore è attraversato da una lunga fase di sofferenza come si evidenzia anche dall’andamento delle vendite analizzato su base annua. Rispetto al secondo trimestre di un anno fa, il comparto del food perde l’11,2%, il no food il 9,4%. Ordinativi sempre più giù per il settore no food (-11,2%) e food su base annua (11,1%). Perdite più contenute su base congiunturale (-1,4%). Tiene il sistema imprenditoriale fotografato dal Cruscotto statistico, strumento di analisi periodica dell’andamento anagrafico delle imprese. Il monitoraggio rileva che al 30 giugno 2013 si sono iscritte 369 nuove imprese mentre le cessate risultano 234 (saldo positivo di 135 unità) per un totale di 21.995 imprese registrate. Su base annua la perdita rimane contenuta con 22.043 iscritte al secondo trimestre 2012 (e un saldo ancora positivo tra iscritte e cessate +187).  
   
   
LA TOSCANA AGGANCIA LA RIPRESA DEL MERCATO AMERICANO. NELLA UE BENE SOLO IL REGNO UNITO, SEGNO NEGATIVO PER L´AREA EURO  
 
Firenze, 7 ottobre 2013 - "Pur in un contesto di ulteriore indebolimento nella domanda mondiale, la Toscana continua a crescere sui mercati internazionali. Al netto degli scambi di metalli preziosi, il risultato del secondo trimestre 2013 è ancora positivo (+4,5%), con un incremento nel valore delle esportazioni più deciso rispetto alla media nazionale (+0,7%) e a quello delle principali regioni esportatrici (Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia). Sono le vendite di beni di consumo (non durevoli) a fornire i contributi più consistenti a tale risultato: il recupero della farmaceutica (+43,3%), la continua crescita del settore orafo (+14%), gli ottimi andamenti di agroalimentare (+13,2%), concia e pelletteria (+8,2%), articoli di abbigliamento (+9,9%). Questi i dati emergenti dalla nota di aggiornamento sul commercio estero della Toscana nel Ii trimestre anno 2013, elaborata dall´Ufficio Studi di Unioncamere Toscana, che fotografa una situazione ancora negativa per l´area Euro (-2,3%) e una crescita della domanda estera sempre più concentrata sui mercati extra Europei, con in testa Stati Uniti (+13,7%), Emirati Arabi (+13,1%) e paesi dell´Africa settentrionale (+39,3%). Mercati e aree di sbocco - In crescita (+1,6%) le esportazioni toscane sui mercati europei, anche se la ripresa non coinvolge i paesi dell´Area Euro (-2,3%) ed è poco diffusa tra i paesi Ue-28. Le vendite della Toscana in Francia, Spagna e Germania registrano un andamento negativo nel trimestre su base tendenziale, a causa dell´arretramento dell´industria meccanica e siderurgica, mentre è in decisa ripresa il valore delle vendite nel Regno Unito, con particolare riferimento a sistema moda, cartario e farmaceutica. Tra i paesi europei non Ue netta la crescita degli scambi verso la Federazione Russa (+11,8%) e verso la Svizzera (+3,4%) con particolare riferimento al sistema moda, mentre il peso degli avvenimenti che già nel mese di giugno hanno scosso la Turchia si riflette in una contrazione complessiva dell´export verso il paese (-6,2%). Sono soprattutto i mercati extra-europei (+8% nel trimestre) a sostenere la crescita delle esportazioni della Toscana. Merito della decisa ripresa della domanda per importazioni del continente americano: in recupero gli Stati Uniti (+11,7% grazie a sistema moda, agroalimentare, farmaceutica e lapideo), il Brasile (+18%) e il Messico (+13,6%) sostenuti da meccanica e farmaceutica. In crescita le vendite in Africa (+29,5%), per macchine di impiego generale esportate in Algeria e Libia. Rallenta il Medio Oriente ad eccezione di Quatar (+81,4%) ed Emirati Arabi (+13,1%);.Tra gli altri paesi asiatici si fa meno sostenuta la crescita in Cina (+5,6%) e Giappone (+5,8%), in cui comunque rimangono positive le esportazioni di meccanica, sistema moda, prodotti agroalimentari. Gli andamenti settoriali - L´andamento delle esportazioni regionali nel secondo trimestre 2013 è sostenuto dalla ripresa nelle vendite di prodotti intermedi (+7,8%) e dall´andamento ancora in crescita delle vendite di beni di consumo non durevoli (+6,2%), mentre i beni durevoli (-1,2%) - e soprattutto i beni strumentali (-3,9%) - registrano performance di segno negativo. Tra i prodotti intermedi il buon andamento dei settori lapideo (+10,3% l´estrattivo, +5,1% il prodotto finito) e cartario (+5,1%), compensa la caduta dei tessili (soprattutto tessuti, -7,6%), dei prodotti della chimica (-10%) e della siderurgia (-37,7%). La buona performance dei beni di consumo non durevoli (6,2%) è legata al recupero della farmaceutica (+43,3%), alle ottime performance dell´agroalimentare (+13,2%) e ad una ripresa generalizzata del sistema moda (+8,2% concia e pelletteria, +9,9% articoli di abbigliamento, +5,2% i prodotti finiti dell´industria tessile, +0,7% le calzature). Nonostante la crescita del settore orafo (+14%), la flessione per i beni di consumo durevoli è determinata dai nuovi forti arretramenti dei mezzi di trasporto (in particolare di cicli e motocicli, -5,3%) e da un rallentamento di ottica ed elettronica di consumo. Pesano infine in modo fortemente negativo sulle vendite di beni strumentali gli ulteriori forti cali nelle esportazioni del settore automotive (-25,4%) ed il deciso peggioramento della meccanica strumentale (-15,9%). Le dinamiche territoriali - Il secondo trimestre 2013 si caratterizza per un miglioramento generalizzato negli andamenti territoriali delle esportazioni, con cinque province su dieci in terreno positivo ed una generale attenuazione delle perdite negli altri territori. Una elevata diversificazione merceologica delle esportazioni premia soprattutto Firenze (sistema moda, agroalimentare, elettromedicali ed elettronica) e Lucca (farmaceutica, cartario, elettronica, cui si aggiungono nuove commesse per la cantieristica). Massa Carrara deve la buona performance alle commesse per la meccanica e al buon andamento del lapideo, mentre Arezzo avanza grazie a oreficeria, cuoio-pelletteria ed elettronica e Siena alla farmaceutica. Si attenuano le perdite per le altre province, ad eccezione di Pistoia a causa di una persistente difficoltà nei settori tradizionalmente esportatori (florovivaismo, sistema moda, sistema casa) e Livorno, dove pesa il crollo nelle esportazioni di prodotti della siderurgia.  
   
   
CONSEGNATO IL PREMIO START CUP VALLE D’AOSTA 2013  
 
Aosta, 7 ottobre 2013 - Si è svolta giovedì 3 ottobre, a Novara, la cerimonia di premiazione dell’edizione 2013 del concorso Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, iniziativa alla quale la Regione Valle d’Aosta aderisce dal 2011 assegnando il premio Start Cup Valle d’Aosta. Il premio, che ammonta quest’anno a 7mila 500 euro, è stato assegnato dall’Assessore Pierluigi Marquis al progetto Negge, realizzato da un gruppo di lavoro di cui sono Project manager Luca Ferrari e Patrizia Pelosi. Il progetto, che rientra nel settore Ict/social innovation, riguarda la creazione di un ausilio alla guida, in tutte quelle circostanze in cui il conducente si trova a guidare in condizioni critiche con visibilità ridotta, ad esempio a causa della nebbia o di percorrenza su strade scarsamente illuminate. L’elaborazione dei dati permette infatti di avvisare il conducente con segnali audio e video nel caso in cui stia viaggiando troppo a destra o troppo a sinistra della carreggiata. Inoltre, la realizzazione del prototipo vuole rendere economico il kit, per permetterne un’ampia diffusione anche su veicoli datati. La competizione, che ogni anno mette in gara i migliori progetti innovativi di impresa di Piemonte e Valle d’Aosta, è promossa dal Politecnico di Torino, dalle Università di Torino e del Piemonte Orientale, con il sostegno economico del Piemonte e della Regione Autonoma Valle d’Aosta. In Valle d’Aosta, l’iniziativa è sostenuta dall’Assessorato delle attività produttive, energia e politiche del lavoro ed è realizzata nell’ambito del progetto di animazione territoriale di carattere economico finanziato dal Programma operativo Fesr Competitività Regionale 2007/2013. L’attuazione del progetto è affidata a Vallée d’Aoste Structure in qualità di ente gestore delle Pépinière d’Entreprises. “Il concorso, oltre a rappresentare un mezzo di diffusione del principio di innovazione, ha ricadute concrete anche in termini di creazione di impresa e le imprese vincitrici degli anni precedenti, insediatesi nel nostro territorio, ne sono la dimostrazione. – sottolinea l’Assessore Pierluigi Marquis - L’assessorato pone grande attenzione al settore, non solo attraverso la partecipazione a questo concorso, ma soprattutto con incentivi per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese innovative e con aiuti alle piccole e medie imprese per la realizzazione di investimenti innovativi” Giunti alla terza edizione della Start Cup Valle d’Aosta, il bilancio è positivo, non solo per il numero crescente dei business plan presentati ma soprattutto per la qualità dei progetti proposti. L’edizione 2013 ha registrato l’adesione di 18 progetti (business plan), tra questi 7 soggetti referenti hanno manifestato un interesse esclusivo di insediamento presso le Pépinière di Aosta e di Pont-saint-martin. In particolare, gli ambiti di riferimento delle proposte formulate sono stati: industriale, ict, social innovation, elettronica e automazione, servizi innovativi, biomedicale, cleantech, agroalimentare. Il vincitore del premio speciale Valle d’Aosta si insedierà ora in una delle due Pépinière d’Entreprises.  
   
   
OCCUPAZIONE E ASSUNZIONI IN BASILICATA, I DATI EXCELSIOR  
 
Potenza, 7 ottobre 2013 - In Basilicata l´occupazione è attesa in calo per l´anno in corso, con perdite che dovrebbero attestarsi intorno alle 2.000 unità, tutte riferite a contratti di lavoro dipendente, sia "stabili" che a termine. La flessione negativa attesa per i contratti in somministrazione e per le collaborazioni a progetto, invece, dovrebbe essere compensata dalla crescita (nell´ordine, comunque, di poche decine di unità) delle altre modalità di lavoro indipendente (collaborazioni occasionali, incarichi a professionisti con partita Iva). A livello settoriale, la perdita di "posti di lavoro" è più pronunciata nei servizi, che evidenziano un saldo pari a -1.220 unità, contro le 780 in meno previste nell´industria. In quest´ultimo comparto, il trend negativo risente soprattutto della crisi delle costruzioni, mentre tra i servizi "pesa" la contrazione della domanda di lavoro nelle imprese del commercio. E’ quanto si evince da Excelsior Informa, il bollettino del sistema camerale che analizza il fabbisogno delle aziende, incrocia i dati Unioncamere - Ministero del Lavoro e rivela la mappa dell’incrocio tra domanda e offerta di lavoro sui territori. «La crisi continua a “mordere” – dichiara il presidente di Unioncamere Basilicata, Pasquale Lamorte – e i suoi effetti si manifestano ovviamente sul mercato del lavoro. Il calo del lavoro dipendente è sintomatico rispetto al segnale che gli strumenti a disposizione del sistema camerale ci danno: il lavoro oggi va cercato, creato, inventato, guardando soprattutto ai servizi e alle nuove tecnologie, ai settori green. L’altra indicazione riguarda un dato: nonostante la crisi acuta, il mercato sembra premiare le assunzioni stabili e riduce quelle a termine; significa che le imprese, nel reperire i migliori profili professionali, se li tengono ben stretti e sono pronte a investire su di loro per resistere e ripartire, in attesa di agganciare l’auspicata ripresa». Rispetto allo scorso anno, infatti, si riduce sensibilmente la quota delle assunzioni "a termine" (dal 50 al 41%), a vantaggio soprattutto delle assunzioni "stabili", che passano dal 24 al 31%. I flussi di lavoratori in entrata, in particolare, saranno costituiti da quasi 1.900 assunzioni "stabili" (ossia a tempo indeterminato o con contratto di apprendistato, inteso quest´ultimo come punto di partenza verso un contratto a tempo indeterminato), da oltre 2.500 assunzioni a tempo determinato (o altre modalità a termine, quali i contratti a chiamata) e da circa 1.700 contratti atipici (somministrazione, collaborazioni a progetto).  
   
   
OPPORTUNITA’ PER LE IMPRESE MARCHIGIANE IN GHANA - INCONTRO IN REGIONE.  
 
Ancona, 7 ottobre 2013 - E’ stato presentato il 3 ottobre in Regione il progetto Italian commercial trade centre ad Accra, la capitale del Ghana, dove uno spazio specifico è previsto per l’insediamento di imprese marchigiane. Un’area interamente dedicata alla promozione delle produzioni made in Marche, con la possibilità per le aziende di disporre di sale conferenza, showroom per l’esposizione dei prodotti, spazi per eventi. Scopo dell’iniziativa è quindi favorire le prospettive di business tra aziende marchigiane e ghanesi, promuovere le opportunità di investimento in Ghana, gli scambi culturali ed universitari, organizzare eventi e supportare le aziende marchigiane nella partecipazione a manifestazioni fieristiche in Ghana. All’incontro hanno preso parte il presidente Gian Mario Spacca, Adam Gibrine, operatore economico del settore relazioni commerciali, per i dettagli del progetto, l’architetto Filiberto Andreoli e il manager Guy Bertolozzi. “L’incontro di oggi – ha detto Spacca – rientra nella strategia regionale di internazionalizzazione del sistema Marche e in particolare nella nuova fase che vogliamo aprire. Durante gli anni ‘90 la nostra strategia ha avuto come focus la Russia e la scelta è stata azzeccata, viste le ricadute positive che ha avuto in particolare per il calzaturiero. Durante il primo decennio del duemila ci siamo concentrati invece sulla Cina e anche questa scelta è stata lungimirante, come dimostrano i risultati delle nostre imprese del settore fashion. Ora è la volta dell’Africa, un continente in forte crescita al quale guardiamo quindi con grande interesse. Anche se il mercato italiano ed europeo dovessero riprendere quota, è utile mantenere aperta la porta dei mercati internazionali, per diversificare le occasioni di sviluppo". Sotto il profilo economico, il Ghana e´ considerato dagli osservatori internazionali un paese "virtuoso". Grazie alla sua stabilità politica e alle riforme strutturali adottate nell´ambito di programmi concordati con il Fondo monetario internazionale e di riforme economiche adottate dal governo, che mirano alla riduzione del debito e al rigore di bilancio, il Ghana ha vissuto dal 1992 ad oggi uno sviluppo promettente, scandito da una crescita costante attestatasi attorno all´otto per cento annuo negli ultimi dieci anni. Le relazioni bilaterali tra l´Italia ed il Ghana si basano su di una intensa e fruttuosa collaborazione sia in campo imprenditoriale che in quello della cooperazione allo sviluppo, che di recente si è andata ulteriormente intensificando con il programma a sostegno delle piccole e medie imprese locali. Nel paese è presente una dinamica comunità imprenditoriale italiana, in parte stabilitasi da alcuni decenni e operativa nel settore dell´edilizia, della produzione di cacao, nell´esportazione di legname. I maggiori punti di forza sono le dimensioni del mercato – 26 milioni di abitanti - il basso rischio politico, economico e finanziario, la disponibilità di materie prime. Il maggior punto di debolezza è dato dall’accesso al credito, mentre le maggiori opportunità si registrano, per quanto riguarda gli investimenti, nelle costruzioni, nei flussi turistici e nella metallurgia, mentre in campo commerciale, richiesti sono macchinari, prodotti alimentari e per l’edilizia.  
   
   
SARDEGNA: BANDO MICROCREDITO: DALLA PROSSIMA SETTIMANA L´EROGAZIONE DEI CONTRIBUTI DELLE PRIME 215 DOMANDE AMMESSE AL FINANZIAMENTO  
 
Cagliari, 7 ottobre 2013 - Dalla prossima settimana saranno erogate le risorse del Fondo sociale europeo ai primi 215 imprenditori che hanno superato la fase istruttoria del bando regionale sul microcredito. "L´avviso - ha affermato l´assessore regionale del lavoro, Mariano Contu - che ha messo a disposizione 31,5 milioni di euro per nuove iniziative imprenditoriali o per ulteriori investimenti nell´ambito di imprese già avviate, ha trovato un grande riscontro nel territorio: le domande di finanziamento pervenute agli uffici della Sfirs sono 2.823. Un’iniezione di vitalità per la nostra economia. I beneficiari - ha aggiunto l’esponente dell’esecutivo - potranno disporre dei contributi in tempi rapidi, il fondo, infatti, rappresenta una buona prassi riconosciuta a livello nazionale e comunitario anche per la velocità nell´espletamento dell’istruttoria". Le domande potranno essere presentate entro il 10/10/2013.  
   
   
VISITA IN AREA DELL’AMBASCIATRICE DELLA REPUBBLICA DEL SUD AFRICA PARTICOLARE INTERESSE PER COLLABORAZIONI NEI SETTORI GREEN-TECH, BIOMEDICALE, CANTIERISTICA E AGRICOLTURA.  
 
Trieste, 7 ottobre 2013 - L’ambasciatrice della Repubblica del Sud Africa, Nomatemba Tambo, ha visitato il 3 ottobre Area Science Park nell’ambito di una più ampia serie di incontri. La delegazione sudafricana è stata accolta dal Presidente del parco scientifico, Adriano De Maio, e dal Direttore generale, Enzo Moi. All’incontro hanno partecipato anche Paolo Battilana, Direttore di Confindustria Trieste, Diego Bravar, Amministratore delegato di Tbs Group, multinazionale nata e insediata in Area, Giacomo Sardina, Corporate Director di Fincantieri, Ruggero Mosca, General Manager Product Cost di Wartsila Italia. Queste importanti realtà imprenditoriali hanno presentato i loro principali progetti, tecnologie e attività, di potenziale interesse per un Paese dinamico qual è il Sud Africa. All’ambasciatore è stata presentata l’attività di Area Science Park quale sistema integrato di conoscenza, tecnologie e competenze al servizio del territorio, delle imprese, della valorizzazione dei risultati della ricerca, della nascita di startup. Con una novantina di centri di R&s e aziende high-tech e circa 2.400 addetti, Area si configura come il principale nodo italiano della rete europea di hub dell’innovazione. Le attività di R&s sviluppate nel parco coprono diverse tecnologie e settori e si completano con l’offerta di servizi qualificati e consulenze nell’ambito del trasferimento tecnologico, della gestione dell’innovazione e della formazione avanzata. “Siamo molto interessati all’esperienza di Area Science Park – ha detto Nomatemba Tambo – poiché il Sud Africa stiamo creando distretti tecnologici di imprese in tutte le province ed è molto importante per noi capire quali sono i vostri strumenti organizzativi e gestionali per adottarli, nel caso, sostenendo al meglio la crescita delle imprese. Lo sviluppo delle tecnologie verdi è per noi una priorità e abbiamo creato per questo anche un’università specializzata dalla quale usciranno giovani in grado di sviluppare innovazioni sia in campo energetico che in quello dei sistemi di produzione a basso impatto ambientale. La cantieristica è un settore di nicchia nel nostro Paese, ma anche questo è un comparto con grandi potenzialità di sviluppo per noi interessanti. Così come lo è il settore sanitario: stiamo ammodernando le strutture ospedaliere e le loro dotazioni tecnologiche, cosa che rende particolarmente utile l’affiancamento di specialisti del settore biomediocale per orientare al meglio gli investimenti. In questi settori, insieme a quello agricolo, sarebbe utile verificare la possibilità di collaborare a progetti comuni”.  
   
   
SU AREA ASI GALLIPOLI E FINANZIAMENTI INFRASTRUTTURE  
 
Bari, 7 ottobre 2013 - L’assessore allo Sviluppo Economico, Loredana Capone, ha diffuso la seguente nota sulla questione dell’area industriale di Gallipoli (Le): “Il progetto di infrastrutturazione dell´area Asi di Gallipoli, purtroppo, non era potuto rientrare fra le opere finanziabili con le risorse dell´azione 6.2.2 del Po Fesr destinate al Consorzio Asi di Lecce in quanto le stesse erano specificamente utilizzabili su agglomerati industriali con indice di insediamento almeno pari al 50% e Gallipoli non aveva tale requisito. Tuttavia la Regione ha già avviato un percorso per lo sviluppo infrastrutturale delle aree industriali mediante la sottoscrizione in data 25 luglio 2013 dell´Accordo di Programma Quadro con il quale si destinano 26 milioni di Euro delle risorse rivenienti dalla delibera Cipe n. 92/2012 specificamente al miglioramento delle condizioni insediative nelle aree Asi di tutta la Puglia proprio attraverso la realizzazione di opere infrastrutturali. Nei prossimi giorni è prevista l´apertura di un tavolo di concertazione con i Consorzi Asi pugliesi per l´individuazione degli interventi da finanziare e dovrà, pertanto, essere cura del Consorzio Asi di Lecce proporre quel progetto indicandolo come quello di più urgente realizzazione. Questo darebbe la certezza del finanziamento. I colloqui intercorsi con il consorzio vanno proprio nel senso di valorizzare la posizione strategica dell´Area industriale di Gallipoli”.  
   
   
APPELLO ALLA UE SULL’IMMIGRAZIONE LA CONFESERCENTI REGGINA INTERVIENE SULLA VICENDA LAMPEDUSA  
 
Reggio Calabria, 7 ottobre 2013 - La Confesercenti Calabria esprime il proprio umano cordoglio e la propria condanna per la vicenda di Lampedusa, che ha rappresentato una pagina nerissima della cronaca italiana. Il vertice regionale e provinciale dell’associazione, ha diramato una nota densa di partecipazione per i tragici eventi accaduti nelle scorse ore, che hanno registrato la morte di oltre 100 naufraghi clandestini al largo dell’isola dell’estremo meridione d’Italia: “Tragedie del mare come questa non sono in nessun modo accettabili e non devono più ripetersi, ma sopratutto ci teniamo a sottolineare come la drammatica questione dei migranti, non possa essere considerata e sviscerata solo come un problema interno italiano, cioè come un effetto fisiologico di un posizionamento geografico periferico rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea”. La Confesercenti reclama una maggiore incisività nell’azione di Governo, sinora non abbastanza concreta e fattiva nella risoluzione di un problema che di recente ha investito anche la città dello Stretto. La Confesercenti fa un focus sulla realtà del comprensorio locale: ” Nelle scorse settimane Reggio Calabria ha avuto il metro di quanto sia complesso da gestire e importante nelle proporzioni il problema degli sbarchi clandestini. Dentro l’impianto sportivo dello Scatolone, decine di professionalità encomiabili di vari corpi dello Stato, hanno dato prova di grande dedizione al lavoro e umanità nella gestione di soggetti umanamente e fisicamente allo stremo. Pensare di reinnescare ad ogni situazione emergenziale sempre le stesse dinamiche tampone, senza concepire nuove e funzionali soluzioni stabili, significa esporsi a costi e drammi costanti. Non è una possibilità ammissibile, diciamo basta a questa aberrante situazione”. La Confesercenti spera in un intervento comunitario: “L’europa deve dare presto una risposta solidale sul tema dei migranti. Bisogna innescare un confronto comunitario sull’immigrazione per colmare un vuoto legislativo, così come serve una regolamentazione internazionale condivisa e chiara sui flussi migratori, senza dimenticare le ragioni per cui i profughi lasciano i propri Paesi come le guerre civili, la fame, la carenza d’acqua: come Europa possiamo aiutare le popolazioni colpite da queste calamità, non solo per frenare il flusso dei profughi ma anche e soprattutto per sostenere chi è meno fortunato di noi. La forza dell’Unione si misura anche da questo e affrontare dei costi per la risoluzione oggi, ci solleverebbe da altri maggiori e costanti esborsi in futuro”.