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Notiziario Marketpress di Mercoledì 27 Giugno 2007
Politica
ATTENDENDO IL TRATTATO DI LISBONA  
 
Bruxelles, 27 giugno 2007 - L´accordo raggiunto all´alba del 23 giugno dai capi di Stato e di governo dei ventisette paesi membri dell´Unione europea apre la strada alla convocazione di una Conferenza intergovernativa (Cig) che dovrà tradurre in testi di modifica al Trattato di Nizza l´insieme delle decisioni contenute nel progetto di mandato adottato dal Consiglio europeo. Formalmente, la Cig sarà convocata in occasione del Consiglio Affari generali del 23 luglio, dopo l´approvazione dei pareri (obbligatori ma non vincolanti) del Parlamento europeo e della Commissione europea. Tale approvazione dovrebbe avvenire il 10 luglio a Strasburgo. La Cig dovrebbe poi riunirsi a livello tecnico con i rappresentanti diplomatici degli Stati membri ed a livello politico con i ministri degli esteri. Parteciperanno ai lavori della Cig un rappresentante della Commissione europea e tre rappresentanti del Parlamento europeo mentre la presidenza portoghese si è impegnata ad informare regolarmente i governi dei paesi candidati (Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia e Turchia). La futura presidenza portoghese ha già annunciato che farà ogni sforzo per giungere ad un accordo politico in occasione del Consiglio europeo di Lisbona del 18 e 19 ottobre in modo tale da consentire ai capi di Stato e di governo di adottare il testo definitivo di modifica del Trattato di Nizza alla riunione del Consiglio europeo che si svolgerà a Bruxelles il 13 e 14 dicembre. Il testo così adottato sarà consegnato a giuristi e traduttori che dovranno mettere a punto la versione definitiva per le ratifiche nazionali. Se saranno rispettati i tempi utilizzati in occasione delle precedenti Cig, i ministri degli esteri apporranno la loro firma sul testo definitivo nel febbraio 2008 e da allora inizieranno le procedure nazionali di ratifica che dovrebbero concludersi in tempo utile prima delle elezioni europee del 14 giugno 2009. Nella maggior parte dei casi si tratterà di ratifiche parlamentari, salvo in Irlanda dove il referendum è previsto dalla Costituzione ed in Danimarca dove il referendum è obbligatorio se la ratifica parlamentare avviene con una maggioranza minore dei 5/6 dei membri del Folketing. Il nuovo trattato dovrebbe prendere il nome dalla città di Lisbona, succedendo dunque ai Trattati di Roma (1957), all´Atto Unico (1986), ai Trattati di Maastricht (1991), di Amsterdam (1997) e di Nizza (2000) ed accogliendo circa il 90% delle innovazioni contenute nel Trattato che adotta una Costituzione per l´Europa (2004). Si tratta dunque della sesta Cig nella storia dell´integrazione comunitaria dopo la firma dei Trattati di Roma se non si calcolano i negoziati che hanno portato alla cosiddetta fusione degli esecutivi nel 1967 ed alle modifiche delle disposizioni in materia di bilancio del 1970 e del 1975 che ampliarono soprattutto i poteri del Parlamento europeo. Se non ci saranno sorprese nel negoziato e cioè se i rappresentanti dei governi che hanno frenato durante i lavori del Consiglio europeo non tenteranno di introdurre interpretazioni restrittive del mandato o nuove clausole di opt out, la Cig dovrebbe dunque limitarsi ad innestare nel Trattato di Nizza la maggior parte degli articoli della prima e della quarta parte della Costituzione europea, con un ruolo radicalmente differente da quello esercitato dalle Cig precedenti dove i mandati adottati dai capi di Stato e di governo lasciavano ampi spazi al negoziato diplomatico. Seguendo le proposte presentate dalla presidenza tedesca e suggerite dai governi britannico, ceco, olandese e polacco, "il progetto costituzionale che consisteva nell´abrogazione di tutti i trattati esistenti e nella loro sostituzione con unico testo denominato costituzione" sarà abbandonato mentre il Trattato di Nizza sarà riorganizzato in due distinti trattati (che avranno tuttavia lo stesso valore giuridico): il trattato sull´Unione europea (Tue) ed il Trattato sul funzionamento dell´Unione europea (Tfu). Il testo della presidenza precisa ad abundantiam che il termine "costituzione" non sarà utilizzato, il "ministro degli esteri dell´Unione" sarà denominato Alto rappresentante e che i termini "legge" e "legge quadro" saranno abbandonati. Parimenti, i trattati modificati non conterranno nessun articolo che faccia riferimento ai simboli quali la bandiera, l´inno e il motto. Insieme alla Costituzione è stata dunque abbandonata sia l´idea di una vera semplificazione e di una maggiore leggibilità dei Trattati sia l´idea del presidente Sarkozy di un mini-trattato. Il testo che sarà sottoposto alle ratifiche nazionali conterrà almeno quattrocento articoli fatta esclusione dei numerosi protocolli aggiuntivi e di varie dichiarazioni. In mancanza di un cambiamento sostanziale nel quadro politico europeo o di una nuova crisi dell´Unione, è difficile immaginare che il cammino della costituzionalizzazione dell´Unione possa essere ripreso nel medio periodo. Secondo la presidenza tedesca, l´abbandono della Costituzione è stato giustificato dal fatto che l´opinione pubblica europea avrebbe avuto paura che, attraverso di essa, l´Unione si sarebbe trasformata in un Super-stato europeo. Probabilmente Berlino dispone di strumenti di sondaggio più sofisticati di quelli dell´ Eurobarometro per sondare l´opinione dei cittadini europei, poiché l´ultimo sondaggio effettuato a Bruxelles conferma che una maggioranza significativa di europei è favorevole alla Costituzione europea. Il Trattato di Lisbona dovrebbe dunque contenere, fra le altre innovazioni importanti, l´indicazione di alcuni obiettivi, al cui perseguimento dovrà essere improntata l´azione dell´Unione, come il raggiungimento di un elevato livello di occupazione, il progresso scientifico e tecnologico, la lotta contro l´esclusione sociale e le discriminazioni, la promozione della giustizia, la protezione sociale e la coesione territoriale, il rispetto delle diversità linguistiche e lo sviluppo del patrimonio culturale europeo, l´affermazione e la promozione dei valori e degli interessi dell´Unione anche nei rapporti con il resto del mondo. Fra gli obiettivi dell´Unione e su richiesta francese è stato soppresso il riferimento alla libera concorrenza che è stato tuttavia ripreso in un protocollo aggiuntivo che ne diminuisce l´impatto politico ma ne salvaguarda la forza giuridica. A questo protocollo se ne aggiunge uno sui servizi di interesse economico generale. Non è stato invece proposto né dalla Francia né dall´Italia un protocollo aggiuntivo sull´Eurogruppo, un tema che è stato evocato più volte da Sarkozy e Prodi come il terreno privilegiato di una futura cooperazione rafforzata a 15. La Carta dei diritti fondamentali di Nizza avrà un valore giuridicamente vincolante, ma non sarà inserita integralmente nel testo del nuovo Trattato. Il Regno Unito otterrà di essere escluso dall´applicazione sul suo territorio dei diritti economici e sociali. Il Regno Unito rafforza inoltre il suo isolamento nella cooperazione giudiziaria in materia penale e nella cooperazione di polizia. Il Trattato conterrà le disposizioni sui principi democratici previste dalla Costituzione ed in particolare il diritto di iniziativa legislativa popolare, un diritto che potrà essere tuttavia esercitato dai cittadini solo quando le istituzioni europee avranno adottato una norma di attuazione. A partire dal 2009, l´Unione europea avrà: - un Parlamento composto di un massimo di 750 deputati europei; - una Commissione composta da un numero di commissari inferiore a quello degli Stati membri (ma questo cambiamento potrebbe slittare al 2014); - un presidente del Consiglio europeo (eletto dai capi di Stato e di governo) per una durata di due anni e mezzo rinnovabile una sola volta. Egli non potrà esercitare un mandato nazionale ed assicurerà la rappresentanza dell´Unione per le materie relative alla politica estera e di sicurezza comune fatte salve le attribuzioni dell´Alto rappresentante dell´Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza; - un Alto rappresentante (che sostituisce il ministro degli esteri previsto dalla Costituzione) che potrebbe presiedere il Consiglio "Affari esteri" ed sarà uno dei vicepresidenti della Commissione. Egli sarà coadiuvato da un servizio europeo per l´azione esterna e la cooperazione strutturata permanente nel settore della difesa. Contrariamente alla presidenza del Consiglio europeo ed a quella del Consiglio "Affari esteri", la presidenza delle formazioni "settoriali" del Consiglio continuerà ad essere esercitata secondo un sistema di rotazione paritaria. Come si sa e per ottenere l´accordo della Polonia, il nuovo sistema di voto nel Consiglio a doppia maggioranza sarà applicato di fatto dopo il 1° aprile 2017 soprattutto per consentire l´applicazione del sistema attuale più favorevole alla Polonia. Saranno invece immediatamente estesi, così come previsto dalla Costituzione, i casi in cui il Consiglio voterà a maggioranza (a cui si accompagnerà il potere di codecisione del Parlamento europeo) con alcune rilevanti eccezioni come la politica fiscale, la cultura, una parte della politica sociale, la politica estera e la cooperazione di polizia, le risorse proprie e le modifiche dei trattati. Viene rafforzata la possibilità per i parlamenti nazionali di rallentare ed eventualmente interrompere procedure legislative europee nel caso in cui una maggioranza di essi ritenga che è stato violato il principio di sussidiarietà. Contrariamente alla Costituzione europea, il Consiglio europeo ha deciso di non accettare la semplificazione degli strumenti giuridici dell´Unione respingendo la proposta di ridurli da quindici a sei e l´introduzione della legge europea e della legge quadro. Dovrebbero infine rimanere invariate le disposizioni relative alle procedure di revisione dei trattati con l´introduzione del potere di iniziativa del Parlamento europeo (che l´Assemblea potrebbe già esercitare all´inizio della prossima legislatura), la possibilità di convocare una convenzione incaricata di elaborare delle modifiche ai trattati da sottoporre alla Cig ed il diritto di uno Stato membro di uscire dall´Unione. A partire dal mese di settembre la rubrica del nostro sito "Attendendo la Costituzione europea" sarà sostituita dalla rubrica "Attendendo il Trattato di Lisbona". Pier Virgilio Dastoli .  
   
   
IL "VERTICE DEI VERTICI" IL CONSIGLIO EUROPEO VISTO DAI MASS MEDIA ITALIANI  
 
Bruxelles, 27 giugno 2007 - La lunga riflessione imposta dai fallimenti dei referendum francese e olandese ne aveva fatto un evento di importanza cruciale. In effetti, visti i temi e gli esiti con forte impatto sul futuro di tutti noi, il Consiglio europeo appena conclusosi non poteva non entrare con forza ed effetto nei flussi notiziari per diventare uno dei vertici più commentati nella storia dell´integrazione europea. Proviamo, pertanto, ad azzardare qualche osservazione su come l´argomento dominante del negoziato europeo, ovvero il futuro del processo costituzionale e della riforma istituzionale, è stato trattato dai principali giornali, radio e canali televisivi. In primo luogo si è trattato di un summit atteso da molto tempo e che è stato oggetto di ipotesi e scenari molto prima di avere luogo. Ciò nonostante, il picco di notizie si è verificato nella settimana in cui i leader dei 27 dovevano riunirsi per individuare un comune percorso futuro. Così, nel periodo considerato (18–24 giugno) abbiamo assistito ad un vero e proprio dominio della questione europea (un dato non così consueto per l´Italia), indipendentemente dai connotati e dai risvolti. Dall´analisi di circa 70 articoli, prevalentemente editoriali, e di 150 servizi e trasmissioni radio-televisive, non può sfuggire la presenza di tre fasi distinte dal punto di vista del modo in cui è stata affrontata la questione. La prima fase corrisponde alla vigilia del Consiglio europeo, quando la maggior parte delle pubblicazioni sono state improntate sul cauto ottimismo. Pur riconoscendo la sconfitta della costituzione, sono tanti i riferimenti alla necessità di uno scatto d´orgoglio e coraggio politico. Si annoverano tra questi gli appelli del Presidente emerito Ciampi dalle pagine de Il Messaggero del 20 giugno - "Salviamo i punti chiave della Carta Ue" - e dell´ex presidente della Convenzione Giscard D´estaing, che ammonisce tramite La Stampa del 21 giugno scorso: "Europa, "no" al trattato mutilato". Gli fa eco Sandro Gozi che auspica, nel suo editoriale pubblicato da Europa, di vedere al termine del vertice una "Europa libera dai ricatti". Non sono mancati nemmeno gli appelli diretti al governo italiano affinché esso facesse la sua parte attiva nel modulare il paradigma europeo. Con questo intento, infatti, Titti Di Salvo osserva da il Riformista che "l´Ue non sia solo un grande mercato" e che quindi bisogna "ricominciare a parlare di costituzione". Proprio quest´ultima è la grande presente e al tempo stesso la grande assente. E´ piuttosto diffusa la convinzione che nonostante fosse un obiettivo desiderato, le circostanze abbiano portato a cancellare il concetto dal linguaggio europeo. Questo è il rimpianto che si legge nell´editoriale di Giovanni Sabbatucci su Il Messaggero, in cui si parla di un´Europa "in panne", costretta per necessità a rinunciare alla bandiera e all´inno, i segni della nazionalità. Simboli e metafore che del resto abbondano nei commenti: dal "gioco dell´oca" in cui si riparte azzerando tutto all´aforisma "reculer pour mieux sauter" (letteralmente, "indietreggiare per saltare meglio") dello stesso Sabbatucci. Il linguaggio descrittivo è molto forte e incentrato sulla contrapposizione. Tutti gli articoli non evitano di ricostruire un "campo di battaglia" in riferimento alla situazione complessa delle posizioni di partenza. Il clima della vigilia diventa ancora più chiaro grazie al ricorso a metafore di tipo meteorologico come "tempesta" (L´indipendente) e "fronti perturbati" (Il Sole 24 Ore). A rendere il clima burrascoso sono i governi di Polonia e Regno Unito che più di ogni altro hanno rappresentato una minaccia per l´esito positivo. A tale accezione negativa viene invece contrapposto il "pragmatismo", la "volontà concreta" e la "determinazione" della Presidenza di turno tedesca, personificata dal cancelliere Merkel, l´unica donna in mezzo agli uomini (dai gemelli Kaszynski al premier britannico Blair, dal presidente francese Sarkozy al premier italiano Prodi). La terminologia bellica ha caratterizzato anche la seconda fase che ha accompagnato i lavori stessi del vertice dei capi di Stato e di governo dei 27. D’altronde non poteva essere diversamente, visto che poco prima del gong di inizio il premier polacco Jaroslav Kaszynski ha accennato alla richiesta di compensazione per le vittime subite dal suo popolo durante la Seconda guerra mondiale. Questo ha provocato la reazione preoccupata di alcuni giornali, come si evince da titoli come “Ue divisa, Costituzione a un passo del fallimento” de Il Messaggero, oppure “Vertice Ue: rivolta all’orizzonte contro inglesi, polacchi e cechi” de il Giornale. Infatti, mentre a Bruxelles si consumava la fase più dura e incerta della trattativa, i quotidiani hanno incominciato ad avanzare l’ipotesi di una conclusione negativa, essendo pronti ad attribuirne la responsabilità alle posizioni intransigenti. “Europa, scontro sul trattato. Londra e Varsavia non cedono” intitolava il Corriere della Sera, mentre la Repubblica giudicava: “Londra e Varsavia contro tutti”. Dall’altra parte della barricata vi era la “santa alleanza” di Sarkozy, Zapatero e Prodi (La Stampa). Proprio questo contrattacco del premier italiano sembrava voler rispondere ad alcune accuse mosse da Il Sole 24 Ore, il quale definiva l’Italia “la grande assente dal direttorio europeo”. Romano Prodi è stato anche la star indiscussa nella copertura offerta al Consiglio da parte di radio e Tv. Su un totale di 157 notizie analizzate, egli è stato citato ben 75 volte. Al secondo posto, ma con grande distacco si posiziona il ministro degli Esteri Massimo D’alema con 11 apparizioni. Si fa notare che la presenza di altri personaggi politici italiani è piuttosto scarsa, sia alla vigilia che durante e dopo il vertice. Questo fatto sembra quasi confermare la tesi dell’editorialista de Il Sole 24 Ore Guido Gentili, secondo cui il dibattito interno sulla costituzione europea e sulla posizione con cui andare al grande summit semplicemente non si è verificato. Anziché i politici, ad alimentarlo sono stati docenti universitari ed analisti, noti opinionisti sui mass media. Tra loro Paolo Pombeni, Vittorio Emanuele Parsi e altri, che si sono esibiti soprattutto alla radio. Infatti, è sempre quest’ultima a tenere un primato indiscusso sulla televisione quando si tratta di eventi di portata europea e internazionale. La quota della radio sul totale delle notizie analizzate sfiora i due terzi – 101 su 157. Per quanto riguarda la televisione invece, è sorprendente il fatto che Canale 5 superi le reti Rai con una considerevole quantità di notizie sul Consiglio europeo, considerati anche l’elevato livello di tensione del dibattito ed il valore drammatico della notizia. La terza fase è stata inevitabilmente dominata dall´analisi dei risultati. E’ qui che emerge con maggiore chiarezza la vecchia distinzione tra giornali più e meno europeisti. Mentre da un lato la Repubblica, il Corriere della Sera, La Stampa, Il Messaggero alternano realismo e delusione scandendo “il fallimento è evitato” ma “la nuova Ue nasce tra le polemiche” e “compromesso sul trattato, ma grandi sono le divisioni”, il Giornale commenta con la penna di Gaetano Quagliariello che senza la costituzione “a Bruxelles forse è nata una vera unione”. Il punto più alto è segnato dall’intervista allo stesso premier Prodi che denuncia “un’Europa senza cuore” che ha fatto un passo indietro. Il quadro appare più nitido: date le circostanze, si è riusciti a fare il possibile. Manca però la vera unione di intenti e progetti e quindi sarebbe lecito proseguire a gruppi. .  
   
   
L’UE CELEBRA LA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA TORTURA NEL 2006 REGISTRATI CASI IN 102 PAESI  
 
Bruxelles, 27 giugno 2007 - In occasione della Giornata internazionale contro la tortura del 26 giugno, l’Unione europea sottolinea l’importanza di uno dei principali obiettivi della politica comunitaria dei diritti umani: la prevenzione e l´eliminazione di tutte le forme di tortura e di maltrattamento nell’Ue e nel mondo. Gli orientamenti per una politica dell´Ue nei confronti dei paesi terzi in materia di tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, adottati nel 2001, forniscono il quadro di riferimento generale per l’azione dell’Ue nei confronti dei paesi terzi e in seno alle istanze multilaterali per la tutela dei diritti umani. Gli orientamenti prevedono il ricorso a tutti gli strumenti disponibili nel campo della diplomazia e della cooperazione e il perseguimento di una sistematica politica di sensibilizzazione dei paesi terzi. La prevenzione della tortura e la riabilitazione delle vittime rappresentano una delle principali priorità dei finanziamenti previsti nell’ambito dello Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (Eidhr), che prevede anche lo stanziamento di fondi destinati ai centri di riabilitazione situati all’interno dell’Ue. Negli ultimi cinque anni i progetti volti alla riabilitazione delle vittime e alla prevenzione della tortura hanno ricevuto in media 11,7 milioni di euro l’anno (22,6 milioni nel 2005-2006), cifra che fa dell’Eidhr la principale fonte di finanziamento al mondo per questo tipo di interventi. La responsabilità degli Stati membri dell’Ue Il divieto assoluto di praticare la tortura o trattamenti disumani è sancito dall’articolo 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dall’articolo 3 della Convenzione del Consiglio d’Europa per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, secondo i quali “nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o trattamenti inumani o degradanti”. In base alla direttiva sulle norme minime di accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri, questi ultimi sono tenuti ad assicurare che i sopravvissuti alle torture ricevano le cure necessarie. Sulla base dei risultati di un recente sondaggio condotto su scala europea, il consiglio internazionale per la riabilitazione delle vittime della tortura (Irct) ha concluso che solo una minoranza degli Stati membri rispetta i propri obblighi fornendo sufficiente finanziamento ai centri di riabilitazione nazionale e attraverso gli aiuti allo sviluppo. L’irct ha denunciato, inoltre, l’insufficiente contributo dei paesi membri al fondo volontario delle Nazioni Unite per le vittime della tortura che, dopo l’Eidhr, rappresenta la seconda fonte di finanziamento al mondo per i centri di riabilitazione. Le vittime di tortura nell’Ue A dispetto del divieto contenuto nella Dichiarazione universale dei diritti umani e nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, la pratica della tortura e di altre forme di maltrattamento rimane piuttosto diffusa. Secondo Amnesty International, nel 2006 sono stati registrati casi di tortura e maltrattamenti in 102 paesi. A perpetrare queste pratiche sono soprattutto le forze di sicurezza e di polizia e altre autorità statali. Secondo l’Irct, i sopravvissuti alla tortura nell’Ue sono circa 400. 000, la maggior parte dei quali rifugiati. Solo 16. 000 di loro ricevono un´assistenza medica, psicologica e sociale. Si stima, inoltre, che circa il 20% dei richiedenti asilo nell’Ue è stato soggetto a una qualche forma di violenza o tortura. .  
   
   
"UNO SGUARDO AL PASSATO IMMAGINANDO IL FUTURO" 50 ANNI D´ITALIA ED EUROPA  
 
Milano, 27 giugno 2007 - Nell´ambito delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario della nascita delle Comunità europee, la Rappresentanza a Milano della Commissione europea e l´Ufficio a Milano del Parlamento europeo presentano un´anticipazione della mostra fotografica "Uno sguardo al passato immaginando il futuro - 50 anni d´Italia ed Europa” che rimarrà esposta da giovedì 28 giugno a venerdì 13 luglio presso il chiostro del Palazzo delle Stelline in Corso Magenta, 59. Il Vice-presidente della Commissione europea Franco Frattini inaugurerà la mostra alle ore 16 di giovedì 28. Partendo dalla Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950, che lanciò l´idea politica della necessità dell´integrazione europea, la mostra mette in evidenza i momenti cruciali di un percorso storico che iniziò formalmente con la firma dei Trattati di Roma, istitutivi della Comunità Economica Europea e dell’Euratom nel 1957. Il percorso della mostra si snoda attorno ai tre temi dell’Europa degli Ideali, quella dei Popoli e quella delle Democrazie. "L´europa degli Ideali" ripercorre gli albori del processo, dalla Dichiarazione Schuman ai Trattati firmati in Campidoglio il 25 marzo 1957. In quel breve periodo l´Italia conquistò un ruolo strategico nel disegno comunitario, grazie all´impegno di statisti quali De Gasperi, Spinelli e Martino, in favore di una politica di difesa comune e del principio di iniziativa comunitaria. La mostra racconta quei momenti attraverso i materiali fotografici provenienti dai vari archivi istituzionali e dal Fondo del Corriere della Sera. Il secondo percorso tematico, "L´europa dei Popoli", riguarda il rafforzamento delle politiche comuni europee. Nel 1958 nacque la prima politica comune, la Politica Agricola, mentre nel 1968 ha inizio la storia dell´Europa monetaria, attraverso il Piano Werner, che si compirà, in più fasi, la realizzazione dell´unione economica e monetaria e l’introduzione dell’Euro. Vengono ripercorse tutte le fasi salienti che hanno portato alla nascita dell’Unione europea negli anni Novanta . Infine, "L´europa delle Democrazie" traccia la storia delle istituzioni europee, in particolare quella del Parlamento europeo, che dal 1979 è eletto a suffragio universale e dell’istituzione motrice dell’integrazione, la Commissione europea. Democrazia che nell’Europa recente significa anche modello di riferimento politico per i paesi usciti dall’area di influenza sovietica, che hanno compiuto la loro strada verso la democrazia nel processo di adesione all’Unione europea realizzatosi negli anni più recenti. Assume particolare rilievo, all’interno della mostra, la Convenzione che redasse la proposta di Trattato costituzionale nel 2004. Fu un’esperienza rappresentativa non solo delle istituzioni ma per la prima volta anche della società civile, che aprì una fase storica non ancora chiusa, come dimostrano i recenti avvenimenti legati al futuro istituzionale sul ruolo dell’Unione nei prossimi 50 anni. Un dibattito che apre grandi prospettive ai cittadini europei, che per questa opportunità devono ringraziare soprattutto lo spirito che animava i padri fondatori in Campidoglio, in quel piovoso lunedì del marzo 1957. .  
   
   
I RAPPRESENTANTI DEL „SISTEMA ITALIA” IN UNGHERIA  
 
 Debrecen, 27 giugno 2007 - I rappresentanti del „Sistema Italia” in Ungheria ( l’Ambascita d’Italia in Ungheria, la Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria, l’Istituto nazionale per il Commercio Estero) hanno organizzato una missione congiunta a Debrecen. I partecipanti (il responsabile dell’Ufficio Economico-commerciale dell’Ambasciata d’Italia il dott. Sergio Strozzi, il direttore dell’Ice il dott. Alessio ponz de Leon Pisani, il presidente della Cciu il dott. Alessandro Stricca, il segretario generale della Cciu il dott. Pietro Vacchiano, il vicepresidente della Cciu il dott. Michele Orzan, il presidente del Collegio dei Sindaci Augusto Cocchioni, il rappresentante regionale della Cciu, Jenő Ádám) si sono recati a Debrecen per discutere con i rappresentanti dell’amministrazione locale le possibilità di collaborazione economica tra l’Italia e la regione Hajdù – Bihar. Successivamente i delegati del “Sistema Italia” hanno incontrato gli imprenditori italiani locali. I partecipanti hanno deciso di organizzare un Forum a Debrecen per la fine dell’anno dando così la possibilità agli investitori italiani di incontrare le istituzioni locali di Hajdu Bihar, nell’ambito di un workshop, per stabilire nuove forme di collaborazione principalmente nei settori dei servizi e dell’agricoltura. Il 25 giugno 2007 la delegazione Sportello Europa si è recata ad Eger. Il Consigliere e responsabile dello Sportello Fiere Filippo Farkas,e la responsabile dello Sportello Europa, Anna Raffaelli, hanno incontrato importanti personalità del mondo amministrativo ed universitario locale per presentare il progetto Telmi. Lo scopo del progetto Telmi è quello di realizzare un sistema online ungherese in base al modello Borsa Lavoro Lombardia, coinvolgendo un ampio bacino di utenza e altri sistemi di rete per contribuire allo sviluppo degli strumenti innovativi di informazione dei paesi partner nel job matching, ossia nella gestione delle offerte e richieste di lavoro. Dopo la prima fase di studio e scambio di esperienze si è passati ad una fase nuova, più dinamica del progetto Telmi: in collaborazione con i partner locali sarà realizzato un data base per la gestione delle offerte e richieste i lavoro. .  
   
   
ASTA DI FINE MESE DEI BUONI ORDINARI DEL TESORO  
 
Regolamento 29. 06. 2007 Durata gg. 185
Prezzo medio ponderato 97,917
Ritenuta fiscale 12,5% 0,26038
Arrotondamento 0,00263
Prezzo netto d´aggiudicazione 98,18
Rendimento semplice netto 3,61
Rendimento composto netto 3,64
Nell´ipotesi di applicazioni delle commissioni massime, i prezzi ed i rendimenti risultano
così modificati:
Commissioni massime 0,20
Prezzo netto d´aggiudicazione+commissioni (massime) 98,38
Rendimento semplice (minimo) 3,20
Rendimento composto netto (minimo) 3,23
Fonte Assiom .
 
   
   
POSIZIONE DI UNICREDIT SU CAUSA AZIONISTI DI MINORANZA HVB  
 
 Milano, 27 giugno 2007 - Unicredit è al corrente del comunicato stampa diffuso il 22 giugno da un gruppo di azionisti di minoranza di Hvb in base al quale sarebbe stata depositata una causa per oltre €17 miliardi presso un tribunale di Monaco. Unicredit – non avendo al 26 giugno ricevuto alcuna notifica formale – non è in grado di fornire alcun commento, se non evidenziare che le transazioni menzionate in detto comunicato stampa sono state effettuate dietro corrispettivi congrui e ritenuti tali anche sulla base di opinioni e valutazioni esterne e indipendenti. Si riserva di fare seguito non appena in possesso di ulteriori notizie. .  
   
   
NUOVO BENCHMARK UNICREDIT A 3 ANNI DA UN MILIARDO DI EURO  
 
 Milano, 27 giugno 2007 - Unicredito Italiano ha emesso il 25 giugno sull´Euromercato un prestito obbligazionario senior a tasso variabile con durata 3 anni per un ammontare pari ad un miliardo di euro. Il nuovo titolo, che scadrà il 5 luglio 2010, stabilisce un nuovo benchmark per il mercato sulla curva Unicredit. L´emissione, curata da Bnp Paribas e Unicredit Mib in veste di joint bookrunner è stata collocata presso investitori istituzionali (banche 64%; asset managers 36%) con la seguente ripartizione geografica Uk e Irlanda (30%); Germania (27%); Francia (23%); Benelux (6%); Italia (5%); altre (9%). Il bond ha una cedola pari al tasso Euribor trimestrale aumentato di 5 punti base ed un prezzo di riofferta di 99. 915% (equivalente ad un rendimento all´emissione pari a 3 mesi Euribor + 8 punti base). Il prestito sarà emesso nell´ambito del Programma di Euro Medium Term Notes di Unicredit e verrà quotato presso la Borsa di Lussemburgo. Il rating atteso dell´emissione è di Aa2/a+/a+ di Moody´s, Standard & Poor´s e Fitch rispettivamente, conformemente ai rating dell´emittente. .  
   
   
BPI: CONCLUSIONE DEL PIANO DI ACQUISTO DI AZIONI PROPRIE  
 
 Lodi, 27 giugno 2007 – Bpi re4nde noto che la stipula dell’atto di fusione e la conseguente fissazione del numero definitivo delle azioni da emettere hanno fatto concludere ieri il piano di acquisto di azioni proprie (buyback) deliberato dalle Assemblee dei Soci di Bpvn e Bpi il 10 marzo 2007. Ieri non sono state acquistate sul mercato regolamentato azioni ordinarie né del Banco Popolare di Verona e Novara Soc. Coop. , codice Isin 0003262513, né della Banca Popolare Italiana codice Isin 00000643. L’esecuzione del programma ha portato all’acquisto sul mercato regolamentato di: n. 13. 507. 829 azioni Bpvn, con un investimento complessivo di € 320. 141. 729,87; n. 32. 209. 000 azioni Bpi, con un investimento complessivo di € 380. 110. 716,70, pari ad un investimento complessivo di € 700. 252. 446,57. Si segnala che la Banca Popolare Italiana, alla data del 28 marzo 2007, deteneva n. 4. 632. 445 azioni proprie cosicché, al termine del programma di buyback, la quantità complessiva di azioni proprie in portafoglio della Banca Popolare Italiana è di 36. 841. 445 pari al 5,399% del capitale sociale. Si ricorda altresì che il Banco Popolare di Verona e Novara, alla medesima data, non deteneva alcuna azione propria. Il programma di acquisto si è concretizzato nell’arco di 61 giorni di borsa avendo cura che gli acquisti non turbassero il normale andamento del titolo azionario. Il riacquisto si è concluso oggi anche per rispettare i tempi tecnici necessari per dare l´avvio al nuovo Banco Popolare che nascerà in data 1 luglio 2007. Tutte le azioni Bpvn e Bpi acquistate nell’ambito del suddetto piano, essendo detenute dai due istituti partecipanti alla fusione alla data di efficacia della medesima, verranno annullate senza concambio. Al fine di ottenere, a seguito dell’applicazione del previsto rapporto di concambio, un numero intero di azioni Banco Popolare da assegnare ai soci della Banca Popolare Italiana, in data odierna il Banco Popolare di Verona e Novara ha acquistato sul mercato regolamentato n. 94 azioni Bpi che verranno annullate senza concambio. .  
   
   
LIEVE CEDIMENTO DELL’INDICATORE DEI CONSUMI UBS IN MAGGIO  
 
Zurigo, 27 giugno 2007 - L’indicatore Ubs dei consumi in maggio non è riuscito a confermare il valore record raggiunto in aprile, registrando per la prima volta in sei mesi un lieve cedimento. Con un valore di 2,09 punti rimane tuttavia decisamente al di sopra della sua media pluriennale, segnalando pertanto una solida e costante crescita dei consumi privati in Svizzera. L’indicatore Ubs dei consumi calcolato su base mensile si è attestato a 2,09 punti in maggio, dopo i dati rivisti di aprile (2,38) e di marzo (2,09), superando da 15 mesi il valore medio di lungo periodo di 1,49. L’indicatore Ubs dei consumi viene calcolato sulla base di cinque sottoindicatori: vendite di nuove autovetture, andamento degli affari nel commercio al dettaglio, numero di pernottamenti in albergo da parte di residenti in Svizzera, indice della fiducia dei consumatori nonché fatturati delle carte di credito Ubs realizzati presso i punti vendita nazionali. Il declino di maggio è soprattutto imputabile al lieve raffreddamento degli affari nel commercio al dettaglio. Tale andamento, raffrontato alla media pluriennale, risulta tuttavia ancora soddisfacente. In modo negativo hanno influito anche le nuove immatricolazioni di autovetture, che rispetto all’anno precedente hanno subito una flessione del 2,4%. Per contro, l’indicatore ha beneficiato del numero mensile di pernottamenti in albergo da parte di residenti in Svizzera, nonché dell’elevata fiducia dei consumatori. Nonostante la flessione registrata, l’indicatore Ubs dei consumi continua a indicare uno sviluppo oltremodo vivace dei consumi privati in Svizzera. I pronostici restano promettenti. La ripresa sul mercato del lavoro è tuttora in atto e dovrebbe protrarsi anche nei prossimi mesi. L’aumento dell’occupazione che ne consegue e gli aumenti dei salari reali prevedibili in un tale contesto si ripercuotono in modo positivo sul reddito disponibile delle economie domestiche. Ciò dovrebbe continuare a sostenere le spese per consumi anche nei prossimi mesi. Nel complesso, per l’anno in corso Ubs prevede quindi un incremento dei consumi privati pari al 2,5% in termini reali, dopo l’1,9% registrato lo scorso anno. .  
   
   
NEW DIRECTIONS IN TERM STRUCTURE MODELLING CONCLUSA LA CONFERENZA INTERNAZIONALE ORGANIZZATA DA CATTOLICA ASSICURAZIONI E DAL SAFE CENTER DELL’ UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI VERONA  
 
Verona, 27 giugno 2007 - Nel corso delle due giornate organizzate da Cattolica Assicurazioni e dal Safe Center dell’Università di Verona sono stati presentati e discussi i contributi di affermati docenti universitari e di giovani ricercatori di prestigiose università e istituzioni italiane ed internazionali nell’ambito della ricerca applicata alla modellizzazione della struttura per scadenza dei tassi d’interesse. Nel corso dei lavori svoltisi il 25 e 26 giugno presso la sede di Cattolica Assicurazioni a Verona e aperti dal Dott. Giulio Fezzi Direttore Centrale di Cattolica, sono stati toccati temi scientifici e di grande attualità, quali ad esempio, come osservato dal Prof. Andrea Berardi dell’Università di Verona, l’impatto dei nuovi aspetti regolamentari in ambito previdenziale e assicurativo sul mercato obbligazionario e sulla struttura dei tassi, nonché il fenomeno ampiamente dibattuto a livello mondiale dell’inversione della struttura dei tassi d’interesse verificatosi recentemente sui mercati finanziari. Tra i numerosi contributi presentati alla Conferenza si segnalano quelli del Prof. Darrell Duffie della Stanford University sugli aspetti di microstruttura dei prestiti interbancari Otc statunitensi; del Prof. Stephen Schaefer della London Business School sulle relazioni tra l’inclinazione della curva dei tassi a lungo termine e la loro volatilità; del Prof Oldrich Vasicek di Moody’s - Kmv sulle relazioni fondamentali che legano la dinamica dei tassi e le variabili macroeconomiche e del Prof. Mikhail Chernov della London Business School sull’utilizzo dei prezzi obbligazionari per la previsione della struttura per scadenza dell’inflazione futura. .  
   
   
ALLIANCE BOOTS SOTTO UNA NUOVA PROPRIETÀ “PRIVATA E SOCIALMENTE RESPONSABILE”  
 
Milano, 27 giugno 2007 – Ieri Alliance Boots ha confermato il completamento dell’acquisizione di Alliance Boots da parte di Kkr e Stefano Pessina (Ab Acquisitions Limited) avvenuto con successo. I nuovi proprietari della Compagnia supportano gli obiettivi e i piani già esistenti, elencati qui di seguito: Incrementare la posizione di Alliance Boots a leader globale nei servizi per l’healthcare e la cura della bellezza. Accentuare la posizione di Alliance Boots come marchio di fiducia e istituzione nel retail (vendita al dettaglio, tramite l’omonima catena di farmacie) del Regno Unito Sviluppare e incrementare le attività esistenti di Alliance Boots, sia nel Regno Unito che oltremare. Investire ulteriormente per rispondere ai rapidi cambiamenti strutturali che stanno caratterizzando il mondo della farmacia in Europa e della distribuzione nei Paesi in cui operiamo. Alliance Boots si è impegnata inoltre a mantenere un livello di trasparenza commisurata ad un’organizzazione socialmente responsabile. Pubblicherà e presenterà annualmente una revisione delle performance, fornirà aggiornamenti sui principali sviluppi del business e continuerà a seguire le attività legate alla Responsabilità Sociale d’Impresa (Social and Corporate Responsibility). .  
   
   
DUOMO UNI ONE ASSICURAZIONI: NOMINA DELL’ AMMINISTRATORE DELEGATO  
 
Milano, 27 giugno 2007 - Il Consiglio di Amministrazione di Duomo Uni One Assicurazioni ha deliberato ieri la cooptazione del dott. Giovanni Battista Mazzucchelli, conferendogli anche la carica di Amministratore Delegato. Il dott. Mazzucchelli, che ricopre l’incarico di Direttore Generale della Società Cattolica di Assicurazione dallo scorso mese di maggio, subentra al dott. Ezio Paolo Reggia, che ha rassegnato le dimissioni dalle cariche ricoperte nel Gruppo Cattolica il 12 giugno u. S. . .  
   
   
BREVETTARE ORA COSTA ERA GRATUITO PER IL 2006, ORA REINTRODOTTO IL DIRITTO E PER CHI HA BREVETTATO DA OLTRE CINQUE ANNI BISOGNA REGOLARIZZARSI ENTRO IL 30 GIUGNO A MILANO IL 24,2% DI BREVETTI PER INVENZIONI, MODELLI, DISEGNI E MARCHI  
 
Milano, 27 giugno 2007 - Depositare, trasferire e mantenere in vita un brevetto in Camera di commercio? Torna ad essere a pagamento da gennaio 2007. Per l’anno 2006 era stato abolito ogni costo. Infatti, il decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°81 del 6 aprile 2007, ha reintrodotto, a decorrere dal 21 aprile 2007, i diritti per il deposito, le trascrizioni ed il mantenimento in vita dei brevetti per invenzione industriale (invenzioni, modelli di utilità e disegni e modelli). Nessun versamento è dovuto per le domande depositate a partire dal 01. 01. 2007 fino al 21. 04. 2007: si paga solo da quella data. Ma per i versamenti relativi alle annualità per il mantenimento in vita dei brevetti la cui scadenza è maturata fra il 1 gennaio ed il 30 aprile 2007 il pagamento va regolarizzato entro il 30 giugno 2007, o nei 6 mesi successivi ma con il pagamento del diritto di mora (100 euro). Questi ultimi interessano i brevetti in scadenza, che hanno superato il quinto anno dal deposito. La modalità: attraverso un bollettino di conto corrente postale (modello Td 123, a tre tagliandi). Il versamento sul conto n. 668004 va intestato all’Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara e dovrà essere consegnato successivamente all’Ufficio Brevetti della Camera di Commercio. Per ulteriori informazioni: www. Mi. Camcom. It/brevetti . Per i diritti di deposito e modifica di invenzioni, modelli di utilità, disegni e modelli ecco alcuni esempi costi:
diritto di deposito per le invenzioni Euro
1 Se la descrizione, riassunto e tavole di disegno sono in formato elettronico 50
2 Se la descrizione, riassunto e tavole di disegno sono in formato cartaceo e non superano le 10 pagine 120
3 Se la descrizione, riassunto e tavole di disegno sono in formato cartaceo e superano le 10 pagine ma non le 20 160
4 Se la descrizione, riassunto e tavole di disegno sono in formato cartaceo e superano le 20 pagine ma non le 50 400
5 Se la descrizione, riassunto e tavole di disegno sono in formato cartaceo e superano le 50 pagine 600
diritto di deposito per i modelli di utilità
Per la descrizione, riassunto e tavole di disegno sono in formato elettronico 50
Per la descrizione, riassunto e tavole di disegno sono in formato cartaceo 120
diritto di deposito per i disegni e modelli
Per la registrazione di un disegno o modello in formato elettronico 50
Per la registrazione di un disegno o modello in formato cartaceo 100
diritto di trascrizione di atti modificativi (cessione o trasferimento a titolo oneroso o gratuito del titolo)
Per ogni titolo di invenzione, modello di utilità o disegno e modello 50
Mantenimento in vita del brevetto dopo il quinto anno. Per mantenere i diritti sul proprio brevetto, una volta superato il quinto anno, ora ci vuole un pagamento valido per l’anno in corso. Per chi ha superato il quinto anno e vuole rinnovare il brevetto per il 2007 le annualità maturate nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile 2007 vanno pagate entro il 30 giugno 2007 secondo la seguente tabella:
Annualità Diritto in euro
60,00
90,00
120,00
170,00
200,00
10° 230,00
11° 310,00
12° 410,00
13° 530,00
14° 600,00
15° e succ. 650,00
Numeri e cifre. Prolifici e creativi, gli italiani, nel 2006, hanno depositato 65. 509 domande di brevetto per invenzioni, modelli, disegni e marchi, 15. 854 (pari al 24,2% del totale nazionale) nella sola Milano e provincia: 2. 508 (pari al 23,3% su scala nazionale) invenzioni nazionali, 258 (15,6%) modelli e disegni, 12. 640 (25,1%) marchi e 448 (16,2%) modelli di utilità. Elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati 2006. Curiosità. I milanesi hanno depositato tra le invenzioni: dal cappello autoventilato ed aerodinamico per far fronte alla calura estiva, al riordinatore del letto per i più pelandroni; dalla lavatrice portatile, al goloso stuzzicadenti fatto di liquirizia. E ancora tra i disegni, l’anello per identificare i single e la t-shirt patriottica, rappresentante la bandiera italiana. Domande depositate brevetti 2006
Italia % Italia Milano % Milano in rapporto al dato nazionale
Invenzioni 10. 723 46. 3% 2. 508 23. 3%
Modelli e disegni 1. 648 2. 5% 258 15. 6%
Marchi nazionali 50. 371 76. 8% 12. 640 25. 1%
Modelli di utilità 2. 767 4. 2% 448 16. 2%
Totale 65. 509 100% 15. 854 24. 2%
Elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati 2006 .
 
   
   
UNIONCAMERE: 83MILA POSTI DI LAVORO IN PIÙ NEL 2007 RALLENTA ED È DI MINOR QUALITÀ LA CRESCITA DELL’OCCUPAZIONE DEL SUD PERDONO SMALTO LE PICCOLE IMPRESE, LE GRANDI RICOMINCIANO AD ASSUMERE  
 
 Roma, 27 giugno 2007 – 83mila nuovi posti di lavoro nel 2007 (+0,8%); gap Nord-sud ancora in crescita; grandi imprese che tornano ad assumere; la flessibilità introdotta dal pacchetto Treu e dalla legge Biagi ha contribuito alla crescita occupazionale, ma l’ingresso al lavoro attraverso l’apprendistato è ancora limitato; laureati e diplomati richiesti dalle imprese aumentano. Questi alcuni dei temi cardine di Excelsior 2007, il Sistema informativo realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro, giunto quest’anno alla sua decima edizione. Unioncamere, attraverso l’indagine Excelsior, intervista ogni anno oltre 100. 000 imprese con almeno un dipendente di tutti i settori economici e di tutte le tipologie dimensionali, per chiedere di rendere noto in modo analitico il proprio fabbisogno di occupazione per l’anno in corso. Per ampiezza e profondità di analisi Excelsior è lo strumento informativo più completo oggi a disposizione dell’opinione pubblica per la conoscenza dei fabbisogni delle imprese sul mercato del lavoro. 83mila nuovi posti di lavoro nel 2007 – Le assunzioni previste nel 2007 superano le 839mila unità, a fronte di circa 756mila uscite (per pensionamento o scadenza di contratto). Il saldo previsto è quindi pari a 83mila nuovi posti di lavoro (lo 0,8% in più rispetto al 2006). Se il tasso di crescita è prossimo a quello del 2006 (+0,9%), in valori assoluti i nuovi posti di lavoro previsti saranno 16mila in meno. Dei circa 840. 000 lavoratori richiesti dalle imprese, il 39,2% (329. 000 dipendenti) troverà impiego nell’industria; il restante 60,8% (oltre 510. 000 unità) nei servizi. Il 52,6% dei dipendenti sarà assunto da aziende del Nord. “I dati che anche quest’anno Unioncamere mette a disposizione del Paese per valutare gli andamenti del mercato del lavoro e programmare le politiche più adeguate per l’occupazione e la formazione – ha evidenziato il presidente di Unioncamere, Andrea Mondello - confermano la frenata occupazionale che già un anno fa avevamo previsto. E’ l’effetto della ristrutturazione e selezione che colpisce in particolare il tessuto della piccola e piccolissima impresa, che ha rappresentato storicamente il serbatoio occupazionale italiano. Queste difficoltà delle imprese minori richiedono un supplemento di impegno da parte di tutte le istituzioni. In primo luogo, delle Camere di Commercio. Oltre alla criticità delle piccole imprese, va sottolineata con preoccupazione la frenata occupazionale che si registra nelle regioni del Mezzogiorno che, malgrado presentino le previsioni più elevate in termini di saldo, vedono diminuire consistentemente il tasso di crescita rispetto agli scorsi anni. Si tenga presente che oggi il tasso d’occupazione del Sud è inferiore di circa 12 punti a quello nazionale e che, secondo le nostre stime, nel 2010 esso non arriverà ancora a toccare il 50% della popolazione attiva. E’ positivo il fatto che anche sul versante occupazionale l’industria manifatturiera dia importanti segnali di tenuta e in alcuni casi crescita; ma è soprattutto nei servizi che il mercato conferma i più significativi margini si sviluppo, soprattutto grazie al turismo e al terziario avanzato. L’innalzamento della domanda di laureati e di figure tecnico-scientifiche rappresenta, poi, un ulteriore elemento positivo dei fabbisogni professionali e formativi espressi quest’anno dalle imprese. Questo andamento pone le basi anche per un significativo incremento della produttività del nostro sistema economico. Va però sottolineata la distanza che ancora permane nel rapporto tra sistema delle imprese e offerta formativa. Si accentuano, infatti, le difficoltà di reperimento per le lauree scientifiche e per le figure dotate di competenze tecniche. E diventa per questo sempre più urgente assestare in maniera definitiva le riforme della scuola e dell’università, premiare il merito e le eccellenze, dare sistematicità all’impegno per l’orientamento scolastico dei giovani e per il raccordo tra sistema delle imprese e sistema della formazione”. Territorio: un’Italia a due velocità - Il Sud e le Isole fanno registrare i valori più elevati nel turnover occupazionale, con un forte incremento sia delle assunzioni (10,0% sullo stock) che delle uscite (8,7% sullo stock); quindi il saldo occupazionale si attesta sul +1,3%, pari a 28. 860 posti di lavoro in più rispetto al 2006. Seguono Centro (7,8% le entrate sullo stock e +0,8% il saldo), Nord-est (7,6% le entrate sullo stock e +0,8% il saldo) e Nord-ovest (+6,4% e +0,4%). Excelsior però evidenzia il progressivo rallentamento della domanda di lavoro delle imprese del Sud, nonché alcune criticità relative al mercato del lavoro meridionale. La variazione dei lavoratori dipendenti passa infatti dal 5,3% del 2001 all’1,3% previsto per il 2007. Si mantiene limitata la domanda di lavoro di laureati (5,5%, quasi la metà del resto d’Italia) e diplomati (33,5%, due punti in meno rispetto alle regioni centro-settentrionali). A livello regionale, il saldo più consistente è atteso per il terzo anno di seguito in Molise (+3,1%, prossimo al 3,2% dello scorso anno), seguito da Basilicata (+1,7%, contro il +2,0% del 2006) e Campania (+1,5%, con una flessione di 7 decimi di punto). Scivolano in basso le previsioni delle imprese di Sardegna (+0,4%, contro un precedente +1,5%), Calabria (+1,1%, contro il +2,1% del 2006), Puglia (+0,9%) e Abruzzo (+1,4%), a fronte di andamenti pressoché stazionari previsti dalle imprese della Sicilia (+1,5%). Al Centro spicca la crescita soprattutto delle Marche (+1,1%, come nel 2006). Al Nord non si segnalano andamenti particolarmente diversi rispetto al 2006, se non nel caso della Liguria, che dimezza la previsione di variazione occupazionale (+0,6%, contro +1,3% dell’anno precedente). Si mantiene alta inoltre la crescita dell’occupazione in Trentino-alto Adige (+1,3%, era l’1,5% lo scorso anno). Movimenti e tassi previsti nel 2007 per ripartizione geografica e regione
Movimenti previsti nel 2007 Tassi previsti nel 2007
(valori assoluti)*
Entrate Uscite Saldo Entrata Uscita Saldo
Piemonte 58. 750 58. 700 60 6,3 6,3 0,0
Valle D´aosta 3. 870 3. 910 -40 14,1 14,2 -0,1
Lombardia 149. 860 136. 300 13. 550 6,1 5,6 0,6
Liguria 23. 780 22. 020 1. 760 8,7 8,1 0,6
Trentino Alto Adige 23. 060 20. 180 2. 880 10,6 9,3 1,3
Veneto 82. 370 73. 910 8. 460 7,1 6,3 0,7
Friuli Venezia Giulia 20. 290 18. 210 2. 080 7,6 6,8 0,8
Emilia Romagna 79. 370 71. 510 7. 860 7,7 6,9 0,8
Toscana 56. 760 52. 540 4. 230 7,8 7,3 0,6
Umbria 11. 670 10. 240 1. 430 7,2 6,4 0,9
Marche 25. 130 21. 600 3. 530 7,8 6,7 1,1
Lazio 79. 970 71. 600 8. 370 7,9 7,1 0,8
Abruzzo 20. 730 17. 510 3. 220 9,2 7,8 1,4
Molise 4. 230 3. 070 1. 160 11,3 8,2 3,1
Campania 60. 720 51. 340 9. 390 9,6 8,1 1,5
Puglia 43. 300 39. 180 4. 120 9,6 8,7 0,9
Basilicata 7. 310 6. 090 1. 210 10,1 8,4 1,7
Calabria 17. 310 15. 440 1. 860 10,4 9,3 1,1
Sicilia 50. 010 43. 010 7. 000 11,0 9,4 1,5
Sardegna 20. 970 20. 080 890 10,1 9,7 0,4
Nord Ovest 236. 260 220. 930 15. 330 6,4 6,0 0,4
Nord Est 205. 090 183. 810 21. 280 7,6 6,8 0,8
Centro 173. 530 155. 980 17. 560 7,8 7,0 0,8
Sud E Isole 224. 580 195. 720 28. 860 10,0 8,7 1,3
Totale Italia 839. 460 756. 430 83. 020 7,8 7,0 0,8
*Valori assoluti arrotondati alle decine Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2007 Le grandi imprese ricominciano ad assumere - Le aziende di piccolissima dimensione (fino a 9 dipendenti) registrano anche per il 2007 il tasso di variazione più elevato (+2,0%), anche se in flessione rispetto al 2006 (+3,1%). Si ridimensiona, quindi, il ruolo di motore della crescita occupazionale, da sempre attribuito alle piccole e piccolissime imprese. Infatti, se nel 2006 le aziende fino a 9 dipendenti generavano il 93% del saldo occupazionale, la percentuale quest’anno dovrebbe scendere al 72%. Le imprese tra i 10 e i 49 dipendenti mostrano una lieve diminuzione del saldo (+0,4% rispetto al +0,8% dello scorso anno). A fronte di una sostanziale stabilità per la classe 250-499 dipendenti (che rappresenta tuttavia un risultato migliore rispetto al -0,3% del 2006), l’incremento delle imprese con 50-249 dipendenti torna positivo (+0,3%) dopo la stazionarietà dell’anno precedente; inoltre, le grandi imprese dovrebbero chiudere l’anno con una leggera espansione della base lavorativa (4. 500 dipendenti in più, pari al +0,2%). Settori: l’industria rallenta; cresce il terziario – Anche quest’anno la crescita occupazionale appare trainata dall’edilizia (circa 15. 800 occupati in più, con un tasso pari al +1,5%), seguita a ruota dalle attività commerciali nel loro insieme (+15. 480) e, a distanza, dal turismo (+12. 040). In complesso, le attività manifatturiere si attestano su un saldo di 11. 390 unità in più; tra queste, si conferma la miglior tenuta delle industrie dei metalli (+9. 340). In espansione le industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto (+5. 400) e i settori della lavorazione del legno-arredo (+2. 350) e l’alimentare (+1. 920). Segue l’industria della gomma e delle materie plastiche (+1. 160). Di segno opposto sono le previsioni formulate dalle imprese del settore chimico (-1. 440) e, soprattutto, dal tessile/abbigliamento/calzature (con una perdita di altri 5. 470 posti di lavoro, leggermente inferiori ai 7. 500 in uscita già lo scorso anno). Stabili, infine, le industrie della fabbricazione di macchine elettriche, elettroniche, elettromedicali e strumenti di precisione. Nel terziario solo il settore dell’istruzione e dei servizi formativi privati mostra previsioni negative (-0,6% il tasso e circa 600 posti in meno rispetto al 2006). I comparti con i più alti tassi di crescita sono quelli delle attività turistiche (+2,1%, con 12. 040 occupati aggiuntivi), dei servizi avanzati alle imprese (+2,7% e 9. 820 occupati in più), del commercio al dettaglio (+1,1%, pari a 9. 610 unità in più), dei servizi sanitari privati (+1,3% e +4. 490 in termini assoluti). I contratti più utilizzati – Le assunzioni a tempo indeterminato dovrebbero essere il 45,4% del totale, mentre quelle a tempo determinato rappresenteranno il 42,6% (nel 2006 erano, rispettivamente, il 46,3% e il 41,1%). Come nel 2006, la quota di assunzioni con contratti di apprendistato si attesta al 9,6%. In crescita rispetto al 2006 la domanda di part-time (15,0% nel 2007 a fronte del 14,1% nel 2006). I dati 2007 mostrano, quindi, che i contratti a tempo indeterminato continuano a perdere peso nelle preferenze degli imprenditori, passando dal 60% del 2001 al 45,4% del 2007. Tuttavia, non è avvenuto il “sorpasso” a vantaggio del contratto a tempo determinato, anche se il gap si affievolisce sempre di più. Le difficoltà incontrate nell’implementazione del nuovo apprendistato sembrano aver impedito alle imprese di mostrare un chiaro orientamento verso questa tipologia contrattuale, e lo stesso potrebbe dirsi per il contratto d’inserimento. In altri termini, è come se gli imprenditori utilizzino i contratti a tempo determinato, oltre che per esigenze produttive tendenzialmente limitate nel tempo, anche come il prevalente “rapporto di primo impiego” alternativo a quello permanente. I collaboratori a progetto – Excelsior mostra una flessione nella percentuale di imprese che prevede il ricorso a collaboratori (dal 7,1% del 2006 si passa al 6,7% del 2007). Scende anche il numero di collaboratori interessati: dai 260mila utilizzati nel 2006 ai 174mila previsti per il 2007 (circa 152mila al netto degli amministratori di società). Più opportunità per diplomati e laureati – Le imprese cercano sempre di più laureati, ma soprattutto diplomati. La richiesta di lavoratori in possesso del titolo di studio secondario e post-secondario, infatti, aumenta di circa 58mila unità rispetto allo scorso anno (contro i 18mila in più previsti nel 2006), per un totale di 293. 050 assunzioni previste quest’anno (a fronte delle 235. 600 del 2006). I diplomati rappresentano quindi il 35% della domanda di lavoro complessiva riferita al 2007 (circa un punto in più dello scorso anno). Anche i laureati continuano a crescere: i 59. 400 del 2006, pari all’8,5% del totale, saranno 75. 330 nel 2007 (9,0%). Ancora preferita la laurea quinquennale presso gli imprenditori, visto che viene richiesta per il 48,3% delle entrate di laureati. La laurea breve concentra invece il 16,3% della domanda di laureati. In flessione di circa due punti percentuali risulta la richiesta di lavoratori con qualifica professionale (17,5% nel 2007 a fronte del 19,2% del 2006). Stabile il livello minimo della scuola dell’obbligo, che riguarda non più del 38,6% della domanda di assunzioni (era il 38,4% lo scorso anno). Le lauree più richieste continuano ad essere quelle a indirizzo economico (24. 240), seguite dall’indirizzo di ingegneria elettronica e dell’informazione (9. 000), che supera quello sanitario e paramedico (6. 880). Alle spalle dell’ingegneria industriale (6. 450) e del ramo chimico-farmaceutico (4. 960), si collocano le lauree con indirizzo insegnamento e formazione, con 3. 040 richieste. Per quanto riguarda i diplomi, i più richiesti si confermano l’indirizzo amministrativo e commerciale (99. 500 assunzioni), seguiti dall’indirizzo turistico-alberghiero (26. 570) e dall’indirizzo meccanico (22. 500). Immigrati: richieste in aumento - La domanda di lavoratori immigrati a fine anno potrà attestarsi tra un minimo di 159. 600 dipendenti (pari al 19,0% delle richieste totali) e 227. 570 unità (pari al 27,1% del totale delle assunzioni previste), in crescita di quasi 4 punti percentuali rispetto al 2006. Naturalmente a questi fabbisogni va poi sommata una quota di assunzioni per lavori stagionali, soprattutto nei settori agricoli, per circa 217. 000 immigrati. .
 
   
   
DAL GARANTE PRIVACY PRONTA UNA GUIDA PRATICA PER FACILITARE LA VITA DI PICCOLE E MEDIE IMPRESE COME METTERSI IN REGOLA CON LE NORME SULLA PROTEZIONE DEI DATI IN MANIERA SEMPLICE ED EFFICACE  
 
 Roma, 27 giugno 2007 - Quali sono le figure che in una impresa hanno la responsabilità sul corretto trattamento dei dati personali? Che cos´è la notifica al Garante e quando è necessario farla? Quando si deve richiedere il consenso di dipendenti e clienti? Quali misure vanno adottate per mettere in sicurezza i dati, soprattutto quelli sensibili? A queste e ad altre domande intende rispondere la "Guida pratica" messa a punto dal Garante per la protezione dei dati personali (pubblicata nella G. U. 21 giugno 2007, n. 142 e consultabile sul sito del Garante www. Garanteprivacy. It) per facilitare le piccole e medie imprese nell´assolvimento degli obblighi che la normativa sulla privacy impone a chi raccoglie, utilizza, conserva dati personali. La "Guida pratica e misure di semplificazione per le piccole e medie imprese", pensata come uno strumento agile a domande e risposte, affronta tutti i problemi ai quali un imprenditore si trova a dover far fronte quotidianamente e fornisce indicazioni sintetiche e soluzioni semplificate per un corretto trattamento dei dati personali. É inoltre integrata da un utile questionario per un´immediata verifica, da parte degli imprenditori, delle eventuali criticità. Tra le questioni affrontate dalla Guida, come e quando informare clienti e dipendenti sull´uso dei loro dati personali, come soddisfare le richieste di accesso ai loro dati da parte degli interessati, ma anche aspetti legati alla globalizzazione dei mercati e alla sempre maggiore necessità di trasferire dati personali all´estero. "Il Garante, con questa Guida, risponde alle esigenze di piccoli e medi imprenditori -dice Giuseppe Fortunato, relatore del provvedimento- innanzitutto per semplificare e facilitare la loro vita, fornendo indicazioni utili per mettersi in regola senza ansia e burocrazia. Su questa linea il Garante intende anche proseguire, con spirito di piena collaborazione, un proficuo dialogo con gli operatori economici. A tal fine è anche in preparazione un vademecum". .  
   
   
ASSEMBLEA ANNUALE UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE: SODDISFACENTE IL BILANCIO 2006. CRESCONO PRODUZIONE, CONSUMO E EXPORT. I PAESI DELL’EUROPA RESTANO LA PRIMA AREA DI SBOCCO DELL’OFFERTA ITALIANA  
 
 Cinisello Balsamo 27 giugno 2007 - Nel 2006, la produzione italiana di macchine utensili, robot e automazione si è attestata al valore record di 4. 992 milioni di euro, aumentando del 15,9% rispetto al 2005. Confermatasi al quarto posto della graduatoria mondiale per produzione e al terzo per vendite all’estero, l’industria italiana si è giovata dell’incremento dell’indice degli ordini, cresciuti del 15,7%, in ragione d’anno. Questo, in sostanza, il bilancio dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione presentato questa mattina, durante la annuale assemblea dei soci, da Alberto Tacchella, presidente Ucimu-sistemi Per Produrre, alla presenza di Corrado Passera, consigliere delegato e Chief Executive Officer di Intesa Sanpaolo. Il risultato complessivo è stato determinato sia dalla buona performance delle esportazioni, aumentate del 17,7%, a 2. 787 milioni, sia dal positivo andamento delle consegne interne che, cresciute a 2. 205 milioni (+13,6%), hanno beneficiato del rilevante incremento del consumo salito a 3. 537 milioni (+13,7%). Il rapporto export su produzione è salito dal 55% del 2005 al 55,8%. Il saldo della bilancia commerciale è ulteriormente migliorato, rispetto al 2005, attestandosi a 1. 455 milioni di euro (+21,4%). I principali mercati stranieri di sbocco della produzione italiana sono risultati Germania (11,6% del totale), Cina (9,6%), Stati Uniti (8,1%), Spagna (7,6%) e Francia (6,8%). In crescita le vendite in Germania (309 milioni, +18,1%), Spagna (202 milioni, +11,8%) e Regno Unito (74,5 milioni, +28,2%) mentre quelle in Francia hanno patito una flessione (181 milioni, -10%). Tra i paesi emergenti, buoni riscontri si rilevano dalle vendite dirette in Polonia (+82,8%), Russia (+48,2%), India (+14,8%), Repubblica Ceca (+65%) e Romania (+35,6%). Di segno opposto le consegne in Brasile (-14,6%) e Messico (-26,9%). Dall’analisi dei dati di export italiano, emerge che le vendite nei paesi di area euro sono pari al 61,5% del totale esportato. Questa indicazione trova ulteriore conferma nell’analisi dell’andamento dell’export di made by Italians di settore degli ultimi 15 anni. Dallo studio illustrato questa mattina da Alberto Tacchella, emerge che “a fronte del profondo cambiamento del mercato mondiale, che ha visto lo spostamento deciso di produzione e consumo nei paesi di area asiatica, l’industria italiana di settore ha incrementato il proprio presidio nei paesi del vecchio continente (non solo Ue) dal 18% al 24%, riducendo la già minima quota detenuta sul mercato asiatico, scesa dal 3,2% al 2,4%”. Dal confronto con i due picchi del ciclo economico 1992-94 e 2004-2006, l’andamento delle vendite italiane, cresciute del 98%, risulta più dinamico rispetto all’andamento del consumo mondiale che registra un incremento pari al 77%. In ragione di ciò, la quota delle vendite italiane sul consumo mondiale passa dal 9,1% al 10,2%. “Tali dati - ha commentato Tacchella - sono molto soddisfacenti poiché dimostrano quanto l’offerta italiana di settore sia apprezzata. Essi sono la prova tangibile che non è l’industria italiana a aver perso competitività, bensì il sistema economico del paese”. “A conferma di ciò un altro dato: a fronte dell’incremento dei consumi nei paesi asiatici, i costruttori italiani hanno incrementato le proprie quote nei mercati italiano, europeo e americano, perdendo terreno in Asia”. “Tutto questo - ha rilevato Alberto Tacchella - dimostra che i costruttori hanno preferito sfruttare le posizioni di favore che avevano acquisito, cercando di incrementare le quote su quei mercati ove già erano più forti: l’Europa in particolare. Mercato tradizionale e quindi, per certi aspetti, più facile da controllare ma sicuramente più esigente e selettivo di altri, mercato che rappresenta l’alto di gamma”. “D’altro canto, il presidio dei mercati emergenti da parte dei costruttori italiani risulta praticato ancora in modo limitato rispetto alle potenzialità offerte. Per penetrare in questi nuovi mercati gli imprenditori hanno bisogno di un sistema strutturato che li supporti, un sistema che comprenda anche il ruolo degli istituti finanziari”. “A loro - ha proseguito il presidente di Ucimu-sistemi Per Produrre- chiediamo attenzione, supporto consulenziale e flessibilità nella valutazione della concessione creditizia”. “La ‘vicinanza’ dell’istituto di credito all’impresa può essere utile sia per il finanziamento di progetti di internazionalizzazione sia per gli investimenti in innovazione”. “In merito al primo tema, è fondamentale che le banche proseguano sempre di più sulla strada dell’internazionalizzazione, processo che permette alle imprese di essere accompagnate nel presidio diretto dei nuovi mercati”. “In materia di innovazione, vera leva strategica per mantenere e allungare il gap qualitativo di cui gode il made in Italy settoriale rispetto alla produzione offerta da concorrenti, occorre pensare a azioni strutturate che, oltre a prevedere la collaborazione continua tra le nostre imprese e gli istituti di ricerca, considerino anche il ruolo degli istituti di credito, il cui intervento risulta imprescindibile. Esso, infatti, permette alle imprese del settore di sostenere lo sviluppo di progetti per l’innovazione tecnologica e di dotarsi di strutture interne specificatamente dedicate alla attività di R&s, altrimenti irrealizzabili poiché dai costi troppo elevati per realtà industriali di piccole dimensioni”. .  
   
   
NOMINATO IL NUOVO PRESIDENTE DI EBN (EUROPEAN BIC NETWORK)  
 
Roma, 27 giugno 2007 – Nel corso del suo Xvi congresso, Ebn – l’associazione europea, promossa a metà degli anni ‘80 dalla Commissione Europea, cui aderiscono i circa 160 Bic attivi in Europa - ha eletto alla carica di Presidente dell’associazione per il prossimo triennio il Direttore Generale di Bic Lazio, Luigi Campitelli. La carica è a titolo gratuito, ed è per statuto riservata a Direttori dei Bic “full member” . “Ritengo che l’elezione di Luigi Campitelli sia anche il riconoscimento del ruolo svolto in questi anni da Bic Lazio all’interno della rete dei Bic italiani ed europei, nonché del radicamento costruito sul territorio regionale grazie non solo alla qualità dei servizi offerti, ma anche all’elevato livello delle competenze professionali espresse. - ha sottolineato il Presidente di Bic Lazio Enrico D’agostino nel commentare la nomina - Sono certo che questa nuova posizione all’interno della rete europea dei Bic possa generare nuove opportunità a vantaggio sia di Bic Lazio che dell’intera rete delle società regionali, nonché contribuire alle iniziative poste in campo nel nostro territorio a sostegno dello sviluppo di imprenditorialità innovativa”. .  
   
   
FEDERALISMO FISCALE, FORMIGONI. "DELUDENTE IL TESTO DEL GOVERNO" NON ACCOGLIE LA RICHIESTA UNITARIA DELLE REGIONI. L´80% DELL´IVA RESTI AL TERRITORIO  
 
Milano, 27 Giugno 2007 - Il testo sul federalismo fiscale presentato dal Governo è "contraddittorio e deludente. E del resto il Consiglio dei ministri l’altro ieri non è riuscito a vararlo. Non soddisfa le richieste contenute nella proposta unitaria, condivisa e responsabile, fatta dalle Regioni, del Nord e del Sud". E´ il giudizio espresso dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, intervenuto all´apertura di un convegno della Corte dei Conti lombarda sulla finanza pubblica, all´Auditorium Gaber del Palazzo Pirelli davanti a una platea di magistrati contabili e di esponenti degli Enti locali. Formigoni rilancia: "Non mi ritiro certo dal confronto. Spingo anzi a ragionare e a continuare a lavorare per superare finalmente la distanza tra burocrazia e cittadini e perché il 2007 inauguri davvero l´era del federalismo". E indica la direzione: quella di "un federalismo fiscale che serva allo sviluppo, al benessere dei cittadini, all´attrattività dei territori". Del resto una pubblica amministrazione che voglia essere efficiente e non onerosa, richiede "la piena responsabilizzazione dei diversi livelli istituzionali, con il riconoscimento della piena autonomia tributaria". La stessa Corte - ricorda Formigoni - nel suo ultimo referto sulla Regione Lombardia, lo scorso gennaio, ha sottolineato che "non vi può essere responsabilità in assenza di una reale autonomia finanziaria". La proposta di legge al Parlamento sul federalismo fiscale, varata dal Consiglio regionale lombardo pochi giorni fa, dà corpo in modo organico a questa necessità. Formigoni ne sottolinea i capisaldi: tributi legati ai territori, passaggio dalla spesa storica ai costi standard, equilibrio tra capacità fiscale e solidarietà. Tributi trattenuti sul territorio perché "sono del cittadino che paga, non dello Stato". In concreto si tratterebbe di trattenere, secondo la proposta lombarda, per reinvestirli sul territorio, l´80% dell´Iva, il 15% dell´Irpef statale e i proventi da benzina, tabacchi e giochi. Secondo punto: superare il criterio la spesa storica, cioè rompere il circuito non virtuoso per cui riceve più risorse chi ha sempre speso tanto e non è stato efficiente, mentre viene penalizzato chi ha sempre gestito meglio le risorse ed evitato sprechi. Il nuovo criterio da introdurre è invece il costo standard di riferimento per ciascun servizio erogato. Infine,terzo caposaldo: sì alla solidarietà, perché "è corretto - spiega Formigoni - aiutare chi parte più svantaggiato", ma no all´assistenzialismo "che non stimola dinamiche virtuose". Tutto questo è tanto più urgente, per il presidente lombardo, in un momento in cui "tutta l´Italia è chiamata a farsi carico con ancora maggiore responsabilità e trasparenza" di un "rapporto ottimale tra spesa e servizi erogati ai cittadini", nell´ottica di un buon governo. Da questo punto di vista Formigoni giudica molto positiva la collaborazione tra Regione e Corte dei Conti. La Regione ne ha sempre accolto i suggerimenti per rendere sempre più efficiente la gestione finanziaria, e la Corte "ha sempre guardato con interesse e fiducia la sperimentazione di forme di autonomia che la Regione ha messo in campo a beneficio dei suoi cittadini e delle sue imprese". .  
   
   
FEDERALISMO FISCALE: BOLZANO, NUOVE COMPETENZE ALLA PROVINCIA  
 
 Bolzano, 27 giugno 2007 - Nessun taglio diretto al bilancio della Provincia per ripianare il deficit dello Stato: la partecipazione della Provincia di Bolzano e delle autonomie speciali al risanamento dei conti pubblici passerà attraverso il trasferimento o la delega di funzioni statali che consentano appunto risparmi per il bilancio dello Stato. È quanto ha confermato il presidente del Consiglio Romano Prodi al presidente della Provincia Luis Durnwalder nel vertice di stasera (26 giugno) a Roma tra Governo e Regioni. "Abbiamo raggiunto l´obiettivo fissato, ora inizia la trattativa", commenta Durnwalder. Dopo aver messo a punto a Roma la strategia e discusso la proposta del Governo nella seduta pomeridiana straordinaria della Conferenza delle Regioni, stasera Luis Durnwalder e una delegazione dei colleghi Governatori hanno incontrato a Palazzo Chigi il premier Prodi. Il vertice, presenti anche i ministri all´Economia e finanze Tommaso Padoa Schioppa e per gli Affari regionali Linda Lanzillotta, era stato concordato in previsione del Dpef, il decreto di programmazione economica e finanziaria attualmente in discussione nel Consiglio dei Ministri, e soprattutto per fare chiarezza sul disegno di legge delega in materia di federalismo fiscale. "Il Governo ha rivisto la sua posizione – spiega Durnwalder soddisfatto a fine incontro – cancellando i tagli di bilancio per le autonomie speciali. Abbiamo raggiunto l´obiettivo prefissato: il ddl delega sul federalismo fiscale prevede, come avevamo concordato a metà aprile con il ministro Padoa Schioppa, la partecipazione della Provincia di Bolzano al riequilibrio dei conti dello Stato attraverso l’assunzione di nuove competenze. " È stata quindi accantonata la recente versione della bozza del ddl che reintroduceva invece un concorso automatico e proporzionale della Provincia autonoma al pagamento degli interessi del debito pubblico. La Provincia autonoma di Bolzano concorre ai cosiddetti obiettivi di perequazione e solidarietà secondo criteri e modalità stabiliti da norme di attuazione dei rispettivi statuti. "Siamo contenti perché il nuovo testo è quello da noi auspicato, che non va contro i principi dell’autonomia – sottolinea Durnwalder – ma affida alle norme di attuazione dello statuto la negoziazione con Roma su trasferimenti e deleghe di competenze o eventuali altre misure. ” Durnwalder ricorda che "ora si apre la trattativa, dovremo trovare l’accordo con il Governo, possibilmente in tempi brevi, sulle norme finanziarie e sull’elenco di competenze da assumere per dare corso alla compartecipazione della Provincia al risanamento dei conti pubblici. La nostra disponibilità è nota: siamo pronti ad assumere le competenze sul personale degli uffici giudiziari, delle Agenzie statali e sulle Poste. ” Nell´incontro Prodi e Padoa Schioppa hanno illustrato alle Regioni il positivo sviluppo delle finanze statali e le previsioni di ulteriore riduzione del rapporto deficit-Pil entro il 2008. . .  
   
   
FEDERALISMO FISCALE, BASSOLINO: "UN PASSO IN AVANTI, MA IL SUD RISCHIA DI PERDERE RISORSE ESSENZIALI"  
 
 Napoli, 27 giugno 2007 - "Il ddl sul federalismo fiscale all´esame del Cdm è un passo in avanti importante per il completamento della riforma federale dello Stato". Così il Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino a proposito del provvedimento sul federalismo fiscale all’ordine del giorno del Cdm. "Rispetto alle funzioni fondamentali attribuite alle Regioni dalla Costituzione, quali sanità e assistenza - ha continuato Bassolino - i meccanismi di finanziamento individuati offrono le giuste garanzie a tutti i cittadini del Nord, del Centro e del Sud, mantenendo adeguati meccanismi di solidarietà in capo allo Stato. Bene anche sul trasporto pubblico locale, un fronte fondamentale per il rilancio della qualità della vita nelle nostre città, che potrà contare su un sistema di finanziamento appropriato. Siamo invece fortemente preoccupati - ha evidenziato Bassolino - di fronte al mancato recepimento di due elementi chiave dell´intesa raggiunta tra le Regioni. Per prima cosa, non è stata prevista un´adeguata flessibilità fiscale articolata su più tributi con una base imponibile stabile e territorialmente uniforme (tributi sui consumi come giochi, tabacchi ecc). In questo modo non si consente a tutte le regioni, soprattutto a quelle a più basso potenziale fiscale, di finanziare con le proprie forze le funzioni cosiddette "non essenziali" come turismo, formazione professionale, ricerca e innovazione, incentivi alle imprese, recuperando così il divario di risorse generato dall´abbandono del sistema fondato sulla "spesa storica". In secondo luogo, sempre rispetto alla copertura di tali funzioni, non è stata inserita la norma transitoria richiesta dalle Regioni per garantire un meccanismo compensativo da attivare in caso di situazioni di significativa insostenibilità finanziaria, così da evitare distorsioni simili a quelle verificatesi con il Dlgs 56". Bassolino ha sottolineato infine che "senza queste due misure si rischia di rompere il delicato equilibrio che le Regioni del Nord e quelle del Sud sono state capaci di raggiungere attraverso un confronto schietto e impegnativo. Bisogna lavorare con il massimo impegno, con il Governo e in tutte le sedi istituzionali deputate, affinché nell´iter legislativo necessario all´approvazione della legge siano recepiti questi fondamentali principi di equità ed efficienza. .  
   
   
LOMBARDIA, VIVIANA BECCALOSSI CAPO DELEGAZIONE DI AN IN GIUNTA SUBENTRA ALL´ASSESSORE CORSARO NOMINATO COORDINATORE REGIONALE DEL PARTITO  
 
 Milano, 27 giugno 2007 - Viviana Beccalossi, 35 anni, vice presidente e assessore all´Agricoltura, è da oggi il nuovo capo delegazione di Alleanza nazionale nella Giunta regionale della Lombardia. Lo ha comunicato l´assessore Massimo Corsaro che ha ricoperto fin qui l´incarico e che sabato scorso è stato eletto coordinatore regionale del partito. "Ringrazio i colleghi di partito per la fiducia accordatami - commenta Viviana Beccalossi -. Il mio impegno è mirato a proseguire l´ottimo lavoro e l´opera di collaborazione svolta da Corsaro. L´obiettivo è valorizzare sempre più il modello di governo lombardo, ponendolo come esempio positivo istituzionale e politico a livello nazionale". .  
   
   
APPROVATA LA LEGGE SUI PICCOLI COMUNI PIEMONTESI  
 
Torino, 27 Giugno 2007 - Grande soddisfazione dell’assessore regionale agli Enti Locali Sergio Deorsola per l’approvazione nella seduta di ieri del Consiglio regionale, del disegno di legge “Misure di sostegno a favore dei piccoli Comuni del Piemonte”. “Finalmente vede la luce un provvedimento da tempo atteso da molti Sindaci della nostra Regione – ha dichiarato l’assessore Deorsola - cui verranno garantite sostanzialmente le risorse, per consentire loro il mantenimento dei livelli essenziali” . Il Disegno di Legge, fortemente voluto dalla Giunta regionale, ha le seguenti finalità: assicurare, in primo luogo, il sostegno finanziario ai Comuni con popolazione pari o inferiore ai 1000 abitanti, che recano evidenti situazioni di marginalità o disagio. A questi Comuni, infatti, verranno attribuiti contributi annuali, accertata la situazione di grave difficoltà. Verrà inoltre introdotto il principio secondo il quale alla Regione spetterà un onere di cofinanziamento al bilancio delle piccole realtà comunali, singole o associate, con popolazione inferiore ai mille abitanti; tale contributo non potrà superare il 10% dell’importo complessivo dell’intervento finanziato. “Questo disegno di legge esprime l’impegno che la Giunta Regionale, sin dall’inizio, ha profuso per dare voce e dignità ai piccoli comuni del Piemonte - spiega l’assessore Sergio Deorsola, che conclude - “non dimentichiamo che essi, sono 1078 su 1206, cioè quasi il 90% delle amministrazioni comunali piemontesi”. Tra le novità più significative, l’introduzione di una procedura semplificata per la rendicontazione dei contributi di importo inferiore ai ventimila euro per i comuni al di sotto dei 5000 abitanti. .  
   
   
LODI, VIA AD ACCORDO QUADRO DA 426 MILIONI QUATTRO I MACRO OBIETTIVI PER LO SVILUPPO TERRITORIALE E SOCIALE DELLA PROVINCIA  
 
 Lodi, 27 Giugno 2007 - Ventiquattro progetti per un totale di 426 milioni di euro. E´ quanto prevede il testo dell´Accordo Quadro per lo Sviluppo Territoriale (Aqst) della provincia di Lodi, approvato dalla Giunta regionale su proposta del presidente, Roberto Formigoni. I progetti si articolano in quattro macro obiettivi: qualificazione e sviluppo delle vocazioni locali, sviluppo integrato del territorio, promozione dei fattori di attrattività, equità sociale e territoriale. L´intesa sarà firmata da Regione Lombardia, Provincia, Comune e Camera di Commercio di Lodi. "L´accordo Quadro di Sviluppo Territoriale - afferma il presidente Formigoni - è uno strumento molto importante di partenariato, già collaudato con successo in molte occasioni. Con questo Accordo vengono puntualmente individuate le necessità di un territorio e vengono fornite risposte concrete, grazie all´apporto che tutti gli enti si impegnano a garantire". "Condividere priorità e azioni con le realtà locali - aggiunge il presidente - permette di finalizzare al meglio le risorse e di valorizzare il ruolo di ciascuno". "Il territorio di Lodi - afferma a sua volta l´assessore Franco Nicoli Cristiani, che presiede il Tavolo territoriale provinciale di Lodi - è chiamato ad un duplice sfida: coniugare tradizione e innovazione in campo economico e far convivere le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio storico e naturalistico con lo sviluppo produttivo e infrastrutturale. Con questo Accordo sono convinto che saremo in grado, insieme, di vincere questa sfida". Questi i principali interventi contenuti nel "Primo programma d´azione". Vocazioni Locali I progetti riguardano: Polo universitario e della ricerca, Centro polivalente per il sostegno e la valorizzazione della produzione artigianale lodigiana e delle piccole e medie imprese, Polo formativo per l´agro-alimentare, sostegno alle piccole e medie imprese che operano nelle biotecnologie e città del commercio. Sviluppo Del Territorio Fanno parte di questo ambito: il Programma Regionale Integrato di Mitigazione dei rischi (messa in sicurezza di argini e sponde dei fiumi), alla riqualificazione ambientale di alcuni Comuni (Lodi, Boffalora d´Adda, Montanaso Lombardo, Lodi Vecchio, Cornegliano Laudense, San Martino in Strada, Corte Palasio, Cavenago d´Adda, Crespiatica), la copertura wireless a banda larga della provincia, opere di miglioramento infrastrutturale, tra cui il potenziamento delle ex statali n. 412 (Valera Fratta), n. 415 "Paullese" (tratta Peschiera Borromeo - Spino d´Adda), n. 235 e n. 234 "Codognese". Promozione Dell´attrattivita´ Comprende: restauro e recupero di alcuni monumenti (Biblioteca laudense, ex convento di San Domenico, Castello Gavazzi di Somaglia), azioni per lo sviluppo turistico-culturale, come il circuito delle città murate e di Lodi sotterranea, la valorizzazione del Castello Morando Bolognini di Sant´angelo Lodigiano e della zona archeologica Laus Pompeia di Lodi Vecchio e il sistema turistico "Po di Lombardia. Equita´ Sociale Le azioni principali sono: il Contratto di Quartiere per il "Quartiere Pilota" di Sant´angelo Lodigiano (riqualificazione sociale ed edilizia), lo sviluppo di politiche attive per il lavoro, la costituzione dell´Osservatorio sulle politiche sociali. .  
   
   
MINISTRO BONINO: ´MARCHE VISIONARIE E CONCRETE, SULL´ESTERO CORRONO IL DOPPIO DELLA MEDIA NAZIONALE UN MODELLO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE VINCENTE  
 
Ancona, 27 giugno 2007 - L´accordo di programma. E´ stato sottoscritto ieri dal Ministro Emma Bonino ed il presidente Gian Mario Spacca l´accordo di programma quadro Regione - Ministero per il Commercio internazionale, finalizzato alla promozione estera del sistema Marche. La sigla e` stata preceduta da un incontro tra Presidente e Ministro: la Bonino ha espresso interesse per il modello marchigiano d´internazionalizzazione dei distretti, affermando che le nuove frontiere sono India e Brasile. Apprezzamento anche per i dati relativi all´export regionale. In seguito l´incontro con la stampa ed il dibattito con i numerosi imprenditori presenti e i rappresentanti del sistema produttivo regionale e delle istituzioni. L´intervento del Presidente Spacca. ´E´ con estremo piacere ed alla presenza dei piu` autorevoli rappresentanti del sistema produttivo ed istituzionale marchigiano che saluto la visita del ministro Bonino, nella nostra regione per la sottoscrizione di un importante strumento di lavoro per la crescita della nostra comunita`. Oggi sono presenti tutto il sistema e tutti gli attori che accompagnano il processo d´internazionalizzazione delle Marche, prova che il nostro approccio basato sulla concertazione, sulla condivisione di priorita` ed obiettivi e sulla capacita` di governance, oltre che su quella di sintesi, sta dando buoni risultati. Una strategia, la nostra, di lungo periodo, avviata piu` di dieci anni fa e che al tempo e` sembrata a qualcuno una battaglia di retroguardia. All´epoca, per molti, siamo stati incoscienti a giocare con decisione due carte: quella della difesa attiva del sistema manifatturiero regionale e quella della sua valorizzazione estera. Non abbiamo percorso la strada della concorrenza basata sulla minimizzazione dei costi, perseguita attraverso la delocalizzazione nei Balcani da parte di altre regioni del Nord Est. Noi abbiamo puntato con decisione sui mercati piu` lontani e con maggiori opportunita` di sviluppo commerciale, prima ancora che produttivo. Oggi i dati parlano chiaro, l´andamento dell´export delle Marche sta andando bene, dopo aver chiuso un 2006 da leader. L´indice di indipendenza economica della nostra economia e` molto buono. Oggi la presenza di tanti imprenditori di successo e` occasione per un dibattito che porti stimoli e proposte affinche` queste performance economiche che garantiscono benessere e crescita a tutta la comunita` regionale, possano continuare in futuro´. La relazione del ministro Bonino. La Bonino, dopo aver espresso apprezzamento per il metodo seguito dalle Marche nel processo d´internazionalizzazione e che ´merita attenzione da parte di altre Regioni´, si e` soffermata sui prossimi eventi Paese che coinvolgeranno Governo, Regioni ed imprese, a cominciare dal Kazakhstan, Dubai e Qatar. Il Ministro si e` poi soffermato sulle priorita` delle politica del dicastero per il Commercio internazionale. Rafforzare la presenza nei Paesi del Nord Europa, presidiare il Mediterraneo ed i Balcani, focalizzare l´attenzione sui Paesi emergenti, in molti dei quali ´le Marche sono gia` presenti´. Inoltre avviare iniziative sperimentali su Sud Africa, Vietnam Malesia. Ed ancora: attenzione ai settori: macchinari, audiovideo, biomedicale, nautica. La Bonino si e` poi soffermata sull´imminente ristrutturazione del sistema Istituto Commercio Estero ´ presente in sala il direttore generale Ice, Mamberti ´ affinche` sia ´coerente con le priorita` che ci siamo dati´. L´intervento del vice presidente Luciano Agostini. ´Siamo in totale sintonia con il lavoro che sta facendo il Ministero, di ´tavoli´ ce ne sono tanti, ma quello di concertazione con il dicastero per l´Internazionalizzazione e` particolarmente produttivo e ci aiuta nel fare sistema´. Il dibattito con operatori ed imprenditori. Numerosi gli autorevoli interventi di imprenditori ed operatori, succedutisi durante il dibattito con la Bonino. Gennaro Pieralisi ´ presidente del Gruppo Pieralisi e di Meccano Spa - ha sottolineato l´esigenza di introdurre correttivi fiscali idonei a sostenere gli investimenti aziendali in internazionalizzazione. Attenzione e` stata posta anche sull´esigenza della difesa dei marchi e dei brevetti italiani, soprattutto nei paesi in sviluppo. Federico Vitali ´ presidente di Confindustria Marche ´ ha sottolineato il problema legato ai visti internazionali d´ingresso ed alle difficolta` burocratiche connesse, cio` che rende particolarmente utili ´azioni di G to G, ossia di relazioni tra governi per la velocizzazione delle procedure´ Dante Bartolomei ´ presidente Asteria, centro ricerche per l´agroalimentare e le fonti alternative ´ ha sottoposto all´attenzione del Ministro i progetti di settore inerenti l´India. Giampaolo Giampaoli ´ presidente della Camera di Commercio di Ancona ´ ha sottolineato l´esigenza di misure contro la contraffazione ed evidenziato le iniziative relative all´imprenditoria femminile. Fiorella Tombolini ´ amministratore delegato Gruppo Tombolini ´ si e` soffermata sulla necessita` che il mondo bancario sia presente nei processi d´internazionalizzazione. Alberto Drudi ´ presidente della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino ´ ha sottolineato la necessita` di fare sistema per penetrare mercati immensi, come quello indiano. Paolo Guzzini ´ presidente de I Guzzini ´ si e` focalizzato sull´apporto che le istituzioni possono dare, a cominciare dalla riforma dell´Ice, per aumentare la competitivita` internazionale del pese. Mario Fabbri ´ presidente Cosmob ´ ha presentato l´esperienza di esportazione del modello marchigiano distrettuale in Brasile. Giuseppe Mazzarella ´ Confartigianato ´ ha sottolineato le difficolta` che incontrano quotidianamente le micro e piccole imprese nell´affrontare le sfide dei mercati internazionali. Luciano Gergo ´ presidente di G. I. & E. Ex Nuova Pignone ´ ha approfondito le questioni legate a ricerca e innovazione. Doriano Marchetti ´ presidente Moncaro ´ ha messo in guardia contro i rischi derivanti dalla riforma dell´Organizzazione Comune di Mercato (Ocm) relativa al vino. Emilio Berionni ´ Cna ´ ha sottolineato l´esigenza di incentivare la partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali da parte delle imprese piu` piccole. Roberto Tontini ´ amministratore Sviluppo Marche ´ ha invitato il Ministro ad un convegno da tenere in autunno inerente il progetto Interreg denominato Also, particolarmente importante nell´ottica della strategia di Lisbona. Giulio Viezzoli ´ presidente Aethra ´ ha posto l´attenzione sull´esigenza di tenere conto della variabile tempo in un mondo sempre piu` veloce e globalizzato. .  
   
   
DUE MARI, DISTRETTO ORAFO E CENTRO AFFARI LE PRIORITÀ DEL PASL DI AREZZO  
 
 Arezzo, 27 giugno 2007 La Due Mari, il Centro Affari, il completamento della rete provinciale a banda larga, il rafforzamento del distretto orafo, la riqualificazione delle aree industriali e artigianali. E ancora la valorizzazione di risorse culturali e ambientali, come il Parco archeologico di Cortona e il Casentino, il restauro delle mura medicee di Arezzo, la rete sociale di sostegno alle famiglie, lo smaltimento dei rifiuti, la distribuzione dell’acqua dal complesso di Montedoglio. Sono queste alcune delle principali priorità contenute nel Pasl, il Patto di sviluppo locale di Arezzo e Provincia, che è stato firmato ieri nella sala della Camera di Commercio di Arezzo dal presidente della Regione Claudio Martini e da quello della Provincia Vincenzo Ceccarelli. Presenti i rappresentanti del Comune capoluogo e degli altri Enti locali, delle categorie economiche e sociali e delle istituzioni. Sono 90 i progetti contenuti nel Pasl e ‘traducono’, come ha detto il presidente Martini, “a livello del territorio provinciale le scelte contenute nel Piano regionale di sviluppo”. “Sono scelte che significano progetti concreti, giunte dopo una lunga e meticolosa opera di concertazione che ha coinvolto tutti i soggetti del territorio e che ha visto nella Provincia la protagonista di un grande impegno per il coordinamento e la selezione dei progetti stessi. Progetti – ha sottolineato ancora Martini – che servono a sostenere lo sviluppo e il benessere del territorio aretino, ma che hanno una valenza regionale e nazionale”. Su tutti la Due Mari, con il nodo di Olmo, sul quale Martini ha voluto ribadire con forza l’impegno della Regione a fianco della Provincia, del Comune e delle categorie economiche, per un’opera che “consideriamo fondamentale per tutta la regione. ” “Non ci sarà nessun cedimento – ha sottolineato Martini – noi manteniamo la priorità che abbiamo già espresso per la Due Mari, sia per la Siena Grosseto che per il nodo di Arezzo. E discuteremo con il Governo le modalità per giungere a questi obiettivi. ” Ugualmente Martini ha ribadito l’impegno della Regione per le altre priorità del Pasl, dal rafforzamento del polo espositivo del Centro Affari, al distretto orafo, al completamento della rete digitale a banda larga, agli altri progetti che seguono. “Il Pasl diventa – ha detto il presidente della Regione – il nostro quadro di riferimento”. Ed ha invitato tutti i soggetti presenti a continuare l’intensa opera di concertazione attivata nella predisposizione del Pasl, anche nella fase di monitoraggio. “Ogni territorio – ha concluso – deve trovare la sua modalità per il monitoraggio dell’avanzamento delle opere. Così ci ritroveremo presto per misurare i passi avanti che abbiamo compiuto. E nel 2010, con il nuovo Prs, potrà partire una nuova stagione di Pasl”. .  
   
   
COOPERAZIONE ABRUZZESE: NUOVO ACCORDO CON PROVINCIA ROMENA DI SUCEAVA D´AMICO, PROGETTO CHE TOCCA IL SOCIALE E SETTORE CULTURALE  
 
L´aquila, 27 giugno 2007- Un nuovo programma di cooperazione tra la Regione Abruzzo e la provincia di Suceava in Romania è stato siglato ieri all´Aquila tra l´assessore Giovanni D´amico, il presidente del Comitato regionale per la cooperazione, Gianni Melilla, e il presidente della Provincia romena, Gavril Mirza. L´intesa rappresenta di fatto la prosecuzione del precedente programma di cooperazione siglato un anno fa su impulso della Comunità montana Valle Roveto e il Gal Marsica. Con la Provincia di Suceava sono stati concordati una serie di interventi che vanno dal campo culturale, con il restauro di un importante museo i cui lavori dovrebbero terminare a settembre, fino a quello sociale con la ristrutturazione di 5 scuole materne dislocate sul territorio della provincia. "Accanto a questi due tipi di interventi - spiega Giovanni D´amico - c´è da segnalare un progetto di attività formativa rivolto alle donne per le professioni tradizionali e una serie di attività dirette che interessano le Piccole e medie imprese e le imprese agricole. Abbiamo pensato di coinvolge poi tutti i settori produttivi della regione; da qui l´organizzazione di una riunione, in programma venerdì, di tutte le associazioni professionali con i delegati della provincia romena per trovare collaborazioni". Ma in futuro il legame commerciale e politico con la provincia romena è destinato a rinsaldarsi, secondo quanto affermato dal presidente Mirza. Nei prossimi anni, infatti, la Romania è destinata a gestire oltre 30 miliardi di euro di aiuti comunitari, una parte dei quali sarà destinata alla Provincia di Suceava che a quel punto avrà come partner privilegiato la Regione Abruzzo, dalla quale sta apprendendo le tecniche per gestire e allestire al meglio un progetto comunitario. Di "cooperazione con indirizzo sociale" ha parlato il presidente del Comitato per la cooperazione, Gianni Melilla. "In Abruzzo abbiamo impegnato il 70% dei fondi della cooperazione in azioni di recupero sociale verso i Paesi in via di sviluppo o con grave deficit strutturale. Una scelta precisa, alla quale si aggiunge poi l´attenzione verso i Paesi della ´nuova Europa´". .  
   
   
AREA PRESENTA IL SUO BILANCIO DEL CAPITALE INTELLETTUALE E IL PROFILO DINAMICO DELLE ATTIVITÀ IL 90% DELLE ATTIVITÀ A SOSTEGNO DELLA COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE DEL TERRITORIO  
 
Trieste, 27 giugno 2007 - Personale con 39 anni di età media e per il 64% laureato o in possesso di un titolo di dottorato. 26 nuovi progetti acquisiti a livello europeo, nazionale e regionale tra 2005 e 2006, con un rapporto di 1,36 nell’ultimo anno tra entrate generate autonomamente e contributi assegnati dallo Stato (con l’obiettivo di arrivare a 1,69 entro il 2007). Un notevole incremento di nuovi partner nei campi della ricerca e dell’industria, in Italia e all’estero, con un numero assoluto passato da 90 nel 2005 a 133 nel 2006. Sono questi i principali indici di sintesi che emergono dal Bilancio dell’intangibile del Consorzio per l’Area di Ricerca, cuore del sistema Area Science Park. Un quadro arricchito anche da un nuovo strumento di valutazione e programmazione delle attività di innovazione, il Profilo dinamico delle attività. Il Bilancio del capitale intellettuale (o Bilancio dell’intangibile) è un documento che nasce con l’obiettivo di fare un quadro del patrimonio strategico dell’Ente, ossia di quell’insieme di conoscenze, competenze e relazioni che costituiscono elementi essenziali nel processo di creazione di valore e che né il bilancio di esercizio, né il bilancio sociale sono in grado di evidenziare e di valorizzare completamente. Il report del capitale intellettuale dà conto delle potenzialità future, della capacità di competere sul mercato, consentendo di cogliere con anticipo percorsi e trend di crescita negli esercizi successivi. Sono tre gli indicatori sui quali si basa questo tipo di analisi: il capitale umano (o capitale “pensante”), il capitale strutturale (o capitale “pensato”) e il capitale relazionale. Per rendere più incisivo l’utilizzo del capitale intellettuale, Area sta sviluppando anche il Profilo dinamico delle attività. Con questo nuovo strumento è possibile tracciare il profilo di un’organizzazione attiva in ricerca, formazione e trasferimento tecnologico, andando ad evidenziare con precisione in quale area si svolgono la maggior parte delle attività (formazione, ricerca per la conoscenza, ricerca per la competitività delle aziende e del territorio) e quale sia la loro gestione strategica e operativa. L’obiettivo è promuovere in Friuli Venezia Giulia la realizzazione di uno strumento condiviso con gli altri enti di ricerca, che evidenzi il capitale di conoscenze e competenze rappresentato dal loro insieme e ne valorizzi in chiave di sviluppo territoriale le straordinarie competenze e concentrazione. “Come Area – evidenzia il presidente Giancarlo Michellone – abbiamo completato la prima stesura del Bilancio dell’intangibile e del Profilo dinamico delle nostre attività. In realtà non stiamo lavorando da soli. E’ stato avviato un team di esperti del quale, ad oggi, fanno parte manager del Sincrotrone Elettra e dell’Ictp. L’intenzione è di perfezionare i due strumenti insieme agli altri componenti del Coordinamento degli Enti di ricerca della regione”. “L’obiettivo successivo – aggiunge il vicepresidente di Area, Francesco Russo - sarà trasferire a livello nazionale un modello di calcolo di bilancio intellettuale, sociale e profilo dell’ente da offrire sia al management delle istituzioni che si occupano di ricerca, formazione e trasferimento tecnologico, sia alle strutture di indirizzo come ministeri e autorità regionali e locali. Tale modello può diventare un potente strumento di programmazione accanto a quelli già esistenti”. A questo scopo da oggi al 29 giugno, presso il centro congressi di Area Science Park, si tiene la Summer School dal titolo “Il Bilancio dell’intangibile nelle università e negli enti di ricerca” inerente le principali metodologie per la misurazione del capitale intellettuale e gli strumenti per comunicarlo all’interno e all’esterno. Durante il corso sarà avviato un working group che nei prossimi mesi affiancherà il team già al lavoro su queste metodologie e contribuirà al loro miglioramento e diffusione. .  
   
   
GRANDI EVENTI E ALLEANZE INTERNAZIONALI PER RILANCIARE L’ECONOMIA URBANA  
 
Torino, 27 giugno 2007 - I grandi eventi come occasione per attrarre investimenti e sviluppare il territorio; la pianificazione strategica come fattore di alleanze internazionali e di competitività. Sono i due temi cardine della convention annuale della Rete delle Città strategiche (Recs) che venerdì 29 giugno riunisce al centro congressi di Torino sindaci, politici e studiosi per mettere a fuoco risultati, progetti, aspettative relativi ai grandi eventi europei di questi anni. L’obiettivo è di offrire formule sperimentate e suggerimenti concreti alle nostre metropoli in cerca di un futuro. Sotto osservazione, in particolare, le Olimpiadi di Barcellona e Atene, i recenti giochi invernali di Torino, l’Esposizione Universale in programma l’anno prossimo a Saragoza, e quella del 2015 per cui Milano è candidata, le Olimpiadi di Londra del 2012, il Rossini Opera Festival di Pesaro. E ancora Lione Capitale Europea per la Cultura nel 2013, Napoli in lizza per ospitare nello stesso anno il Forum Universale delle Culture. Organizzata in collaborazione con Banca Intesa San Paolo e patrocinata dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci), la convention si apre con una relazione dell’economista Cristiano Antonelli (Università di Torino) e ha in programma due focus. Quello della mattina si ispira, appunto, al titolo Grandi eventi. Occasioni per il rilancio delle città, tema introdotto da Piervincenzo Bondonio, docente di Scienza delle Finanze all’ateneo torinese e direttore del Centro Ricerche Eventi Olimpiadi. Tra i protagonisti chiamati a descrivere la propria esperienza il greco Chronis Akritidis, responsabile delle Olimpiadi 2004 per il comune di Atene, la francese Anne Grumet, consigliere culturale del sindaco di Lione, l’inglese Andrew Cooke, direttore dell’ufficio operativo del progetto Think London per le Olimpiadi del 2012, lo spagnolo Francisco Javier Monclus, uno dei responsabili del consorzio organizzatore di Expo Saragoza 2008. Tre gli italiani: per il Rossini Opera Festival il sovrintendente Gianfranco Mariotti, per il comune di Napoli l’assessore alla Cultura Nicola Oddati, per quello di Milano il sindaco Letizia Moratti. Moderatore Fabio Rugge, docente di Storia dell’Amministrazione Pubblica e Storia Comparata delle Istituzioni all’Università di Pavia. Il focus del pomeriggio ha invece come titolo Alleanze e competitività. Strategie internazionali delle città. La relazione introduttiva è affidata al francese Christian Lefèvre (Università Paris 8). Di seguito sono previsti questi interventi: lo spagnolo Mario Rubert, direttore della promozione all’estero di Barcellona, la ceca Martina Dlabajova, consulente internazionale della città di Zlin. E dall’Italia, per Firenze l’Assessore al Piano Strategico Riccardo Nencini, per Genova il sindaco Marta Vincenzi, per Trento il sindaco Alberto Pacher. Infine Bari. Moderatore Bruno Dente (Analisi delle Politiche Pubbliche, Politecnico di Milano). Conclusioni allo storico Giuseppe Berta, Università Bocconi e direttore scientifico di Torino Internazionale. Intanto la Rete delle Città Strategiche si allarga. Alle 27 già associate (Torino, Firenze, Verona, Venezia, La Spezia, Trento, Pesaro, Lecce, Catania, Bolzano, Barletta, Perugia, Piacenza, Jesi, Carbonia, Cuneo, Terni, Caserta, Ferrara con i Comuni copparesi, Napoli, Bari, Cagliari, Asti, Olbia, Brindisi, Prato) sono pronte ad aggiungersene 8: Novara, Sassari, Varese, Teramo, Alghero, Lamezia, Castelsardo e Quartu Sant’elena. La cooptazione durante la convention. .  
   
   
LAVORO ATIPICO NELLE AMMINISTRAZIONI, ECCO I NUOVI DIRITTI FIRMATO PROTOCOLLO DI INTESA TRA REGIONE TOSCANA E LE ASSOCIAZIONI DEGLI ENTI LOCALI  
 
Firenze, 27 giugno 2007 - Le forme di lavoro atipico, con particolare riferimento ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, hanno assunto negli anni recenti notevole rilevanza e diffusione. Per un corretto uso delle forme di lavoro flessibile nella pubblica amministrazione, ma anche per razionalizzare e ridurre il ricorso a tali istituti, è stato firmato oggi a Firenze un Protocollo di Intesa tra Regione Toscana e le associazioni rappresentative degli enti locali: Anci Toscana per i Comuni, l’Upi Toscana per le Province e l’Uncem Toscana per le Comunità Montane. Per Federico Gelli “Il documento che viene oggi sottoscritto si inserisce nell’ambito di una politica che tende a mitigare l’abuso delle collaborazioni atipiche nell’ambito delle pubbliche amministrazioni. In particolare il governo regionale è impegnato a ridurre nel 2007 il numero delle Co. Co. Co. E a stabilizzare il personale a tempo determinato in possesso dei requisiti previsti dalla Finanziaria 2007 in seguito all’approvazione della recente legge regionale 27/2007. ” Gelli ha anche ribadito l’importanza di quest’accordo alla luce della capacità di fare sistema tra le istituzioni firmatarie e quindi riuscire ad avere, su tutto il territorio regionale e a tutti i livelli, una linea comune di intervento sulla materia. Il Protocollo di Intesa prevede l’estensione di alcuni diritti peculiari fino ad oggi del lavoratore dipendente. In particolare la garanzia della copertura assicurativa contro gli infortuni presso l’Inail; l’accantonamento del 3 per cento del compenso, somma utile per aderire eventualmente a forme di previdenza integrativa; l’ampliamento delle spese rimborsabili; la possibilità di utilizzare i locali e le attrezzature messe a disposizione dall’amministrazione; la possibilità di accedere all’aggiornamento professionale; l’applicazione da parte del committente delle misure di prevenzione su salute e sicurezza del lavoro; la possibilità di sospensione del rapporto senza corresponsione dei corrispettivi ma con proroga della scadenza contrattuale in caso di malattia (max 30 giorni), in caso di infortunio (max 30 giorni), in caso di maternità (per complessivi 6 mesi, e in caso di adozione o di affidamento preadottivo per i 4 mesi successivi all’ingresso in famiglia del minore) ed in caso di astensione anticipata dal lavoro per eventi che mettano a rischio la gravidanza (max 3 mesi). .  
   
   
BRUXELLES: REGIONE PUGLIA LEADING PARTNER PROGETTO WEFNET UNA RETE PERMANENTE DI CENTRI RISORSE PER LE DONNE (ITALIA, ALBANIA, GRECIA, GERMANIA, POLONIA, ROMANIA)  
 
Bari, 27 giugno 2007 - Alla presenza di un pubblico numeroso, si sono conclusi ieri, presso il Comitato delle Regioni, i lavori del Progetto Wefnet (Women Engendering the Finance Network) che ha visto la Regione Puglia come leading partner di un network costituito da sei paesi (Italia, Albania, Grecia, Germania, Polonia, Romania). Il progetto biennale, cofinanziato dal Programma europeo Interreg Iii B Cadses, ha voluto creare, con lo scopo di consolidare, una Rete permanente di Centri Risorse per le Donne nell’Europa Centrale, Adriatica, Danubiana e Sud Orientale, in grado di offrire servizi di informazione, consulenza, assistenza tecnica e intervenire sul terreno delicato dell’accesso al credito per le giovani imprenditrici attraverso la creazione di strumenti finanziari ad hoc come il microcredito. Nate come agenzie sperimentali grazie ai finanziamenti comunitari, i sette Centri Risorse adesso coltivano il desiderio di veder riconosciuto il proprio ruolo all’interno degli Enti coinvolti, così come è successo per il Centro Regionale, istituzionalizzato dalla Legge Regionale n. 7 del 21 marzo 2007 che ne riconosce la funzione di raccordo con l’Ufficio garante di genere e le istituzioni regionali di parità. “Il Centro Risorse Regionale si propone di affrontare il tema delle discriminazioni di genere e della cultura della parità da un lato, e dall’altro di operare su uno dei nodi critici del nostro modello di sviluppo: la scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro e alla vita imprenditoriale”: lo ha dichiarato la Presidentessa della Commissione per le Pari Opportunità della Regione Puglia, la dr. Ssa Magda Terrevoli. E sull’importanza delle politiche europee per contribuire all’affermazione di una cultura reale di non-discriminazione in ogni settore della vita pubblica si sono focalizzati gli interventi delle rappresentanti delle Istituzioni comunitarie: la dr. Ssa Clara Mughini della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Ue per le Pari Opportunità, il Membro Parlamentare On. Amalia Sartori, la dr. Ssa Roberta Profeta della Dg Ricerca della Commissione europea e la dr. Ssa Cindy Foekehrer della Dg Impresa che ha presentato Jeremie, lo strumento comunitario a supporto delle micro imprese. E a supporto dell’imprenditorialità é intervenuta Banca Etica affrontando il tema del rapporto tra le donne e la microfinanza, Codess che rappresenta un modello di impresa sociale, il Centro di Iniziativa europea che ha sottolineato l’importanza dei Centri Risorse per le donne. Ed infine, le testimonianze dei responsabili dei neo-nati centri risorse di Berlino, Skydra, Bucarest, Barletta, della Regione Puglia che hanno contribuito a dare uno sguardo alle difficoltà che le donne incontrano, ma anche alle opportunità di uno sviluppo locale e sostenibile, come ha anche ricordato nelle conclusioni, il dr. Christian Sottana del Today Europe. L’auspicio implicito, dunque, è che la cultura delle reti si affermi definitivamente sul nostro territorio anche grazie ad iniziative come Wefnet, ispirate dalla necessità di affrontare un tema, quale quello dell’accesso in relazione al genere, considerato come prioritario dalla Giunta regionale anche in vista della nuova programmazione economica 2007-2013. Per maggiori informazioni sul progetto: www. Wefnet. Eu .  
   
   
RISPARMIARE ENERGIA? LO INSEGNA DOCET UNO STRUMENTO PER CALCOLARE IL FABBISOGNO ENERGETICO DI EDIFICI O APPARTAMENTI ESISTENTI, ELABORATO DA UN GRUPPO DI RICERCATORI DEL CNR E DELL’ENEA, SEMPLIFICHERÀ LE CERTIFICAZIONI ENERGETICHE DI TALI IMMOBILI, OBBLIGATORIE DAL 2009. E PERMETTERÀ DI CALCOLARE COME INQUINARE E CONSUMARE MENO  
 
 Roma, 27 giugno 2007 - Bastano poche e semplici informazioni - dall’anno di costruzione, al numero dei piani fino al tipo di esposizione - per sapere a quale “classe energetica” appartiene la nostra abitazione e cosa fare per migliorarne le prestazioni dal punto di vista energetico e ambientale, ottenendo così un notevole risparmio. Grazie al modello di calcolo “Docet”, sviluppato dall’Istituto per le tecnologie della costruzione (Itc) del Cnr di San Giuliano Milanese e dall’Enea, sarà possibile produrre anche per gli edifici residenziali esistenti l’attestato di certificazione energetica. “Un documento, questo, previsto dalla direttiva comunitaria 2002/91/Ce”, spiega Italo Meroni, ricercatore dell’Itc-cnr, “che vuole promuovere la definizione di metodi semplificati per la certificazione in modo da minimizzare gli oneri per gli utenti e diffondere la cultura dell’efficienza energetica ed ambientale attraverso il coinvolgimento di costruttori, progettisti, ricercatori e utenti”. Attualmente, in Italia, l’attestato – da cui devono risultare la classe energetica dell’edificio e il fabbisogno annuo di energia primaria - è richiesto solo per le nuove costruzioni, che costituiscono circa l’1%-2% del parco edilizio. “Ma dal 2009 diverrà obbligatorio per tutti gli immobili, pena l’annullamento degli atti di compravendita”, prosegue Meroni. “Il calcolo dettagliato della prestazione termica richiede, quindi, la conoscenza di numerosi parametri (trasmittanza termica dell’involucro, ricambi orari, ecc. ), di difficile reperibilità nel caso di edifici esistenti”. Il software Docet, che sarà presentato il 27 giugno 2007 a Roma presso l’Enea, si differenzia dagli strumenti attualmente disponibili. “Abbiamo innanzitutto raggruppato il parco edilizio in sei classi di età da prima degli anni ‘30 fino al 2006, individuate per omogeneità costruttiva e soluzioni impiantistiche”, spiega Ludovico Danza dell’Itc-cnr. “Ogni classe di età è caratterizzata da un numero di pacchetti tecnologici a partire da un ampio database di soluzioni”. Nella struttura, suddivisa in moduli di calcolo, sono stati poi definiti altri parametri: l’orientamento, la gradazione cromatica ed il contesto in cui l’edificio è inserito al fine di calcolare gli apporti solari e le infiltrazioni, edifici contigui, numero di ambienti non riscaldati, numero e tipologia di serramenti e loro stato di conservazione, tipo e quantità di combustibile impiegato. “L’utente che utilizzerà Docet avrà comunque la possibilità di ridurre al minimo l’inserimento dati, specificando solo dimensione in pianta dell’edificio e altezza interpiano”, spiega Meroni, “il resto verrà definito in modo automatico consentendo di calcolare i fabbisogni di energia netta sia per l’intero edificio che per un solo appartamento”. Docet definisce inoltre la quantità di Co2 prodotta e il risparmio economico ottenibile migliorando le prestazioni dell’involucro e dell’impianto, “permettendo” conclude Meroni “di verificare le potenzialità dell’edificio, il risparmio conseguibile in ‘bolletta’ e la nuova classe di merito raggiungibile adottando sistemi e tecnologie più avanzate”. .  
   
   
ASILI NIDO E SCUOLE DELL´INFANZIA SARDI, STANZIATI CIRCA 30 MILIONI DI EURO  
 
Cagliari, 27 giugno 2007 - Nella Finanziaria 2007, sono stati stanziati circa 30 milioni di euro per l´avvio di progetti sperimentali dell´offerta formativa di asili nido e scuole dell´infanzia rivolti a bambini dai 2 ai 3 anni, nell´anno scolastico 2007-2008. Il 14 giugno, in sede di Conferenza unificata Stato-regioni-autonomie locali sono stati definiti i criteri per l´avvio della sperimentazione e le modalità per ottenere il finanziamento dei progetti. L´assessorato regionale della Pubblica Istruzione informa che i progetti possono essere presentati da soggetti gestori pubblici e privati, ovvero amministrazioni comunali, scuole dell´infanzia paritarie, soggetti gestori di nidi convenzionati con amministrazioni comunali, istituzioni scolastiche statali. Le iniziative devono essere di riconosciuta qualità pedagogica e devono essere rispettati standard di funzionamento come strutture adeguate, numero contenuto dei bambini, rapporto numerico insegnanti-bambini. L´intervento dello Stato non è di tipo autorizzativo, ma serve a riconoscere un contributo finanziario ai soggetti gestori, di 25 mila euro per ogni sezione attivata o di 30 mila euro in caso di orario superiore a 6 ore di funzionamento. Le famiglie contribuiscono con una retta ai costi per il funzionamento della nuova offerta educativa. Per ottenere il finanziamento, i progetti devono essere presentati dai soggetti gestori entro il 10 luglio 2007 all´Ufficio scolastico regionale e in copia al Comune competente per territorio, per il tramite dell´Ufficio Scolastico Provinciale del territorio in cui si intende realizzare l´iniziativa. Perché la domanda venga accolta, è necessaria la fattibilità del progetto presentato fin dai primi mesi dell´anno scolastico 2007/2008. Il soggetto gestore deve, quindi, dimostrare di avere le condizioni logistiche di accoglienza, di personale, d´erogazione di servizi di supporto e un numero di bambini, che hanno i requisiti dell´età di accesso e non hanno trovato risposta in altri servizi, sufficiente per dare avvio al progetto. L´ufficio Scolastico Regionale, in accordo con la Regione ed una rappresentanza regionale dell´Anci, accerta la correttezza e la congruità della domanda presentata; definisce un ordine di priorità dei progetti pervenuti e, come previsto dall´Accordo quadro, inoltra al Gruppo nazionale entro il 25 luglio 2007 l´elenco ordinato delle domande presentate o, in difetto, tutta la documentazione pervenuta dagli Uffici Scolastici provinciali. Entro il 5 agosto 2007, il Gruppo nazionale esaminerà le istanze pervenute dalle singole regioni e assegnerà le risorse finanziarie disponibili. A questo punto, il ministero della Pubblica Istruzione provvederà immediatamente a informare i soggetti gestori dell´accoglimento o del mancato accoglimento della domanda. I soggetti gestori, i cui progetti abbiano ottenuto finanziamento statale, sono tenuti a richiedere al Comune competente l´autorizzazione al funzionamento, considerata la competenza esclusiva dei Comuni in materia di servizi per la prima infanzia. Le caratteristiche fondamentali dei progetti sono reperibili sul sito del Ministero della Pubblica Istruzione. .  
   
   
GUIDA 2007 ALLA STIMA DEGLI IMMOBILI DA ESPROPRIARE  
 
Bolzano, 27 giugno 2007 - È stata elaborata e messa a a disposizione di amministratori e cittadini l´edizione aggiornata della guida alla stima degli immobili destinati alla pubblica utilità: il prezioso strumento pubblicato dall´Ufficio Estimo provinciale, che aiuta a determinare l´indennità di esproprio ad opera dei Comuni, contiene tra l´altro i valori di riferimento 2007 con i minimi e i massimi da applicare in ogni singolo Comune dell´Alto Adige e le considerazioni aggiornate sulle novità del mercato immobiliare locale. Fino al 2001 la determinazione dell´indennità di esproprio relativa alle aree destinate ad opere e interventi di pubblica utilità veniva eseguita esclusivamente dall´Ufficio Estimo provinciale. Con una modifica di legge, tale competenza è stata poi trasferita ai Comuni nei casi in cui gli espropri si riferiscano a opere e interventi di competenza dei Comuni, loro aziende, consorzi o Comunità comprensoriali. Con la pubblicazione della nuova "Guida alla stima di immobili destinati alla pubblica utilità - Valori di riferimento 2007", la Ripartizione Amministrazione del patrimonio offre agli amministratori pubblici e ai tecnici un utile strumento per espletare le procedure delegate e determinare le indennità di esproprio. L´opuscolo curato dall´Ufficio Estimo, giunto alla sesta edizione, è stato accolto con grande interesse da tutti gli interessati. Contiene i valori di riferimento relativi ad ogni singolo Comune altoatesino, i valori agricoli minimi e massimi stabiliti annualmente, i criteri di valutazione delle aree con potenzialità edificatoria e quelle prive di attitudine edificatoria (centro, periferia, piccoli centri, zone produttive), nonché un´analisi del mercato immobiliare. Parallelamente gli esperti dell´Ufficio Estimo mettono a disposizione la loro esperienza nel settore per eventuali richieste dei Comuni. .  
   
   
AL VIA FESTARCH, IL PRIMO FESTIVAL DI ARCHITETTURA IN SARDEGNA  
 
 Cagliari, 27 giugno 2007 - Dal 29 giugno al 2 luglio Cagliari e la Sardegna diventano l´epicentro dell´architettura mondiale. Nasce Festarch, il primo festival di architettura in Sardegna. I locali della Manifattura tabacchi e il Lazzaretto di Sant´elia a Cagliari e il palazzo del Pou Salit della Facoltà di Architettura ad Alghero, ospiteranno una tre giorni di incontri con architetti, artisti, scrittori, protagonisti della scena internazionale. Lezioni magistrali, tavole rotonde, dialoghi, workshop, spettacoli, con quattro Premi Pritzker: Rem Koolhas, Paulo Mendes da Rocha, Zaha Hadid e Jacques Herzog. E con loro il teorico del giardino planetario Gilles Clément, architetti come Kengo Kuma, Massimiliano Fuksas, Fernando Romero, Wolf Prix, Marco Casamonti e Italo Lupi. E ancora, Joseph Grima, Manuel Gausa, gli artisti Dan Graham e Yona Friedman, designer come Enzo Mari, intellettuali come Edouard Glissant, il fotografo Gabriele Basilico, il curatore della scena artistica internazionale, Hans Ulrich Obrist. Il saggista americano Lawrence Weschler, gli scrittori Daniele Del Giudice, Marco Belpoliti, Tommaso Pincio, Beppe Sebaste, Nicola Lagioia, Silvio Bernelli, fino allo chef Davide Scabin. Insieme alla prestigiosa rappresentanza globale è presente al Festival un importante gruppo di interlocutori locali dei due centri di eccellenza per l´architettura e gli studi sul paesaggio delle Università di Cagliari e di Sassari. Aprirà i lavori del festival il convegno sul tema Dismissioni creative, dalla produzione industriale alla creazione artistica e culturale. Un confronto internazionale sui centri culturali europei nati in spazi di archeologia industriale Saranno allestiti mostre e laboratori sul tema della trasformazione urbana e dei progetti di architettura in corso in Sardegna. Al Lazzaretto di Sant´elia saranno visibili i risultati del recente Workshop sul quartiere, insieme ai materiali del concorso "Betile" (con il plastico del progetto vincitore di Zaha Hadid), mentre alla Manifattura si concentrano le elaborazioni del Piano Paesaggistico e lo spazio della Facoltà di Architettura di Cagliari, con la "didattica del progetto". La Cineteca sarda e i musicisti sardi Marcello Peghin, Mauro Palmas, Elena Ledda, Franca Masu realizzeranno un progetto originale, con la musica che interpreta il viaggio immaginario su un treno sospeso fra tradizione e innovazione. Gran Finale con Ludovico Einaudi, Marco Decimo e Robert Lippok. Infine il 2 luglio ad Alghero si parlerà delle prospettive dell´architettura in Sardegna con il Premio Pritzker Zaha Hadid. Il 3 settembre a Cagliari il Premio Priztker Jacques Herzog terrà una Lectio magistralis sul progetto di recupero della miniera di Monteponi. Direttori artistici della manifestazione sono Stefano Boeri e Gianluigi Ricuperati. Tema di questa prima edizione è "Scrivere il paesaggio". L´evento promosso dalla Regione Sardegna, è stato realizzato dalle Facoltà di Architettura delle Università di Cagliari e di Sassari, dalla Sezione Sardegna dell´Istituto nazionale di Architettura, dall´Associazione amici del Festival di Architettura, in collaborazione con il Comune di Cagliari. .  
   
   
ENERGIA: NUOVE REGOLE PER IL RECESSO DAI CONTRATTI DI FORNITURA DI ELETTRICITÀ E DEL GAS  
 
 Milano, 27 giugno 2007 - Un mese di preavviso al vecchio venditore per aderire ad un eventuale nuovo contratto. E’ una delle nuove regole previste dall’Autorità per l’energia sul “recesso” nei contratti di fornitura, dell’energia elettrica e del gas naturale, per rafforzare il ruolo dei consumatori in vista della liberalizzazione dal prossimo 1 luglio. L’autorità ha anche fissato tempi e modalità di recesso di cui si possono eventualmente avvalere le imprese fornitrici per interrompere i contratti. La delibera n. 144/07 è disponibile sul sito www. Autorita. Energia. It e costituisce uno dei provvedimenti che l’Autorità sta adottando per consentire ai consumatori una scelta sempre più consapevole ed una transizione ordinata al nuovo contesto liberalizzato. Recesso e ripensamento da parte dei clienti Per i clienti, sono previsti tempi di preavviso differenti a seconda che si eserciti il recesso per uscire dal mercato “vincolato” o per risolvere un contratto già concluso nel libero mercato. Nel primo caso tutti i clienti che escono dal mercato “vincolato” per la prima volta (consumatori domestici elettrici e tutti coloro che, pur essendo già liberi di scegliere da tempo, non hanno ancora scelto un diverso fornitore) possono recedere con un preavviso di un mese. Nel secondo caso i termini di preavviso sono così articolati: non superiore a un mese per i clienti domestici; quindi, il cliente finale domestico ha diritto di recedere dal contratto, anche se di fornitura congiunta (dual fuel, gas ed energia elettrica), in qualsiasi momento con un preavviso non superiore a un mese. Non superiore a tre mesi per le piccole imprese, cioè i clienti non domestici passati al mercato libero e titolari di contratti per la fornitura di elettricità in bassa tensione o di gas (fino a 200. 000 mc/anno) o di entrambi in forma congiunta. Non superiore a tre mesi o sei mesi (rispettivamente per contratti annuali o pluriennali) per le altre imprese (clienti non domestici diversi da quelli al punto precedente), ferma restando la possibilità dei contraenti di negoziare anche termini diversi. Qualora il consumatore eserciti il diritto di cambiare fornitore, sarà il nuovo venditore a dover direttamente inoltrare il recesso al vecchio venditore, semplificando quindi al consumatore la procedura ed evitando eventuali equivoci o contrattempi per la continuità tecnica e commerciale del servizio. L’invio della comunicazione di recesso da parte del cliente finale è invece prevista nei casi di definitiva cessazione della fornitura. Viene confermato, in dieci giorni, il tempo per l’esercizio del “diritto di ripensamento” per eventuali nuovi contratti sottoscritti. Qualora il cliente finale, anziché un contratto di fornitura, sottoscriva una proposta di contratto, il venditore deve confermare l’accettazione della stessa proposta entro un termine massimo di 45 giorni; in caso contrario la proposta si intende revocata, lasciando libero il cliente di ricercare una nuova offerta. Recesso da parte dei venditori Per i venditori, è previsto un tempo di preavviso non inferiore a sei mesi, superabile solo con l’accordo di entrambe le parti e fatte salve le norme correnti nei casi di morosità. L’esercente può avvalersi del diritto di recesso solo nei confronti dei clienti che hanno scelto il mercato libero e manifestandolo in forma scritta. Dalle nuove regole restano esclusi i contratti per utenze stagionali o ricorrenti, inferiori a dodici mesi. Tempi di applicazione Per l’energia elettrica, le nuove regole si applicano dal 1° luglio prossimo a tutti i contratti di fornitura stipulati da clienti domestici e da piccole imprese (con meno di cinquanta dipendenti e un fatturato annuo non superiore a dieci milioni di euro) connessi in bassa tensione. Per tutti gli altri clienti l’applicazione è dal 1° ottobre prossimo. Per il gas, le nuove regole si applicano dal 1° ottobre a tutti i nuovi contratti che saranno stipulati da qualsiasi tipologia di cliente; per i contratti in essere, in occasione del primo rinnovo o entro un anno dalla data di pubblicazione del provvedimento. Ai contratti di fornitura congiunta (dual fuel) si applica la tempistica più favorevole al cliente finale. .  
   
   
EDISON: L’ASSEMBLEA APPROVA LE MODIFICHE ALLO STATUTO  
 
Milano, 27 giugno 2007 – L’assemblea straordinaria degli azionisti di Edison Spa, riunitasi ieri presso la sede di Foro Buonaparte, ha approvato le modifiche allo statuto collegate alla legge sulla tutela del risparmio, già esaminate dal Consiglio di Amministrazione lo scorso 25 maggio. Le principali modifiche sono essenzialmente riconducibili a: introduzione del voto di lista per la nomina del Consiglio di Amministrazione al fine di consentire l’elezione di un amministratore da parte delle minoranze, con conseguentemente aumento, in tale ipotesi, a 13 del numero degli amministratori; indicazione che almeno due amministratori risultino indipendenti ai sensi dell’art. 147-ter del D. Lgs. N. 58/1998 come modificato; facoltà dei sindaci di convocare, anche individualmente, il Consiglio di Amministrazione; adeguamento alle disposizioni emanate dalla Consob, anche in riferimento ai quorum, per la presentazione di lista di minoranza per la nomina di sindaci e modifica dei limiti al numero degli incarichi; elezione del presidente del collegio sindacale dalla lista di minoranza; introduzione del termine di 15 giorni per la presentazione delle liste di candidati; individuazione dei criteri di nomina e dei requisiti professionali del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari. .  
   
   
ENEL: ASSEGNATE LE STOCK OPTION DEL PIANO 2007 E APPROVATE MODIFICHE STATUTARIE  
 
 Roma, 27 giugno 2007 – Il Consiglio di Amministrazione dell’Enel, riunitosi ieri sotto la presidenza di Piero Gnudi, ha provveduto, su proposta del Comitato per le Remunerazioni, a dare attuazione al piano di stock option 2007, in esecuzione di quanto deliberato dall’Assemblea ordinaria dello scorso 25 maggio. Il piano risulta finalizzato a dotare la Società e il Gruppo di uno strumento di incentivazione e di fidelizzazione dei propri dirigenti, in linea con i piani di azionariato ampiamente diffusi nell´esperienza internazionale e già adottati da Enel, al pari delle altre maggiori società quotate italiane, negli anni scorsi. In particolare l’attuazione del piano ha comportato l’assegnazione di complessive 27. 920. 000 opzioni in favore di circa 410 dirigenti del Gruppo, tra i quali figura anche l’Amministratore Delegato dell’Enel (nella qualità di Direttore Generale), cui sono state assegnate 1. 500. 000 opzioni. L’esercizio delle opzioni è condizionato al congiunto raggiungimento di due obiettivi di performance di durata pluriennale, intesi a determinare una convergenza tra gli interessi degli azionisti e quelli del management, in quanto rapportati anche all’andamento del titolo Enel rispetto ai parametri di mercato. Il prezzo di sottoscrizione delle azioni (strike price) è stato fissato, in coerenza con la data di decorrenza del piano stesso, in € 7,859, prezzo di riferimento registrato dall’azione Enel S. P. A in data 2 gennaio 2007, come rilevato dal sistema telematico di Borsa Italiana S. P. A. Il pagamento dello strike price risulta a totale carico dei destinatari del piano, non essendo prevista alcuna agevolazione al riguardo. Il piano non prevede vincoli di temporanea intrasferibilità delle azioni assegnate a seguito dell’esercizio delle opzioni. L’amministratore Delegato della Società, Fulvio Conti, ha confermato la propria decisione di adottare, come linea di condotta, quella di non esercitare le opzioni che a lui sono state assegnate prima della scadenza del mandato, a conferma della piena fiducia riposta in un positivo andamento del Gruppo e quindi anche del titolo Enel. Tale policy è stata seguita dall’Amministratore Delegato anche in relazione alle opzioni assegnategli negli anni precedenti nella qualità di Cfo della Società, con la sola eccezione delle opzioni del piano 2002, il cui esercizio dovrà necessariamente essere effettuato dall’interessato entro il termine di scadenza del piano stesso (31 dicembre 2007). L’odierno Consiglio di Amministrazione, in sede di adeguamento dello statuto alle recenti novità introdotte dalla regolamentazione Consob attuativa della Legge sulla tutela del risparmio (Legge n. 262/2005) e del relativo Decreto “correttivo” (Decreto Legislativo n. 303/2006), ha altresì deliberato talune limitate modifiche in tema di procedimento di nomina del collegio sindacale e di limiti al cumulo degli incarichi dei sindaci stessi. .  
   
   
UNGHERIA, NUOVI GIACIMENTI GAS NATURALE  
 
 Budapest, 27 giugno 2007 - La partnership avviata dalla Mol e dalla Mhe-magyar Horizont Energia si sta rivelando proficua quanto a reperimento di nuovi giacimenti di gas naturale. Lo comunica l´Ice. La produzione potrebbe presto raggiungere i 420. 000 metri cubi giornalieri, equivalenti al 5 per cento della produzione interna ungherese. La Mol ha trovato giacimenti di gas da 50. 000 metri cubi al giorno nell´area di Okány-1, da 255. 000 metri cubi nell´area di Korosújfalu-1 e da 115. 000 metri cubi nell´area di Zsadány-e-1. .  
   
   
SIEMENS: INNOVAZIONE NEI SISTEMI E SOLUZIONI PER LA TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE DELL’ENERGIA  
 
Milano, 27 giugno 2007 - Presentate le ultime novità di Siemens in ambito T&d: dall’interruttore automatico sottovuoto, ai trasformatori fino al nuovo scaricatore di media tensione e ai sistemi di controllo delle reti di pubblica utilità. In occasione di Cired, una delle più prestigiose conferenze internazionali nell’ambito della trasmissione e distribuzione di energia, Siemens ha presentato le sue ultime novità di prodotto: dall’interruttore automatico sottovuoto Sion, al trasformatore Geafol fino allo scaricatore 3Ek7 di media tensione. L’interruttore automatico sottovuoto Sion è stato progettato per essere utilizzato in tutte le comuni tipologie di quadri di media tensione (Mt). E’ disponibile una serie completa di modelli per tensioni comprese fra 7,2 kV e 24 kV con potere d’interruzione fino a 40 kA e correnti fino a 3150 A con un’ampia scelta di opzioni dimensionali sia nell’interasse tra le fasi che tra gli attacchi entrata-uscita. Grazie all’uso ingegnoso del materiale isolante tra le parti in tensione, la costruzione di questo interruttore automatico “isolato in aria” risulta sostanzialmente più compatta rispetto alle progettazioni abituali con dimensioni comparabili in larghezza e profondità a quelle ottenibili con l’isolamento solido integrale. La speciale costruzione dei setti isolanti svolge anche la funzione di supporto meccanico per l’elemento di interruzione. Immagine disponibile: www. Siemens. Com/ptd-picture/sion Scaricatore di media tensione. Questo scaricatore con costruzione a gabbia, protegge dalle sovratensioni l’apparecchiatura nei sistemi di distribuzione elettrica fino a 72. 5 kV. L’elemento portante degli elementi variatori è formato da una gabbia di aste in fibra di vetro ad alta resistenza meccanica. Inoltre, è provvisto di un eccellente sistema sigillante contro l’ingresso d’umidità e la formazione di scariche parziali. Il 3Ek7 è resistente ai raggi Uv e all’esposizione all’ozono, così come a tutti i solventi organici ed inorganici ed altri comuni agenti detergenti. Ben si adatta quindi all’impiego in condizioni ambientali anche particolarmente difficili come le aree industriali, il deserto o le regioni costiere. Immagine disponibile: www. Siemens. Com/ptd-picture/arrester Sistema di controllo delle reti Spectrum Powercc. Una delle caratteristiche principali di questo sistema di controllo delle reti di pubblica utilità, principalmente elettriche ma anche di acqua e gas, è la sua architettura modulare e scalabile in relazione alle dimensioni ed alle caratteristiche dell’impianto controllato, oltre ad una modellizzazione dei dati basata sullo standard Epri-cim. Ogni componente del sistema ha interfacce standardizzate che permettono l’interconnessione di componenti di tutti i principali costruttori che hanno aderito a tali standard. Il sistema Spectrum Powercc offre, inoltre, un numero di interfacce aperte verso sistemi esterni, principalmente basate sulla tecnologia Microsoft, includendo fra gli altri Odbc, Ole e Opc. Un database relazionale centralizzato gestisce l’archiviazione dei dati storici e permette un facile accesso ai dati tramite Sql. Un vasto insieme di protocolli specifici di diversi costruttori può essere integrato nel sistema anche per collegare apparati proprietari, spesso preesistenti sugli impianti, in aggiunta a quelli che gestiscono protocolli di trasmissione standardizzati nazionali e internazionali come Iec 60870-5-101 e Iec 60870-5-104. Immagine disponibile: www. Siemens. Com/ptd-picture/spectrumpowercc Il sistema Powerlink (power line carrier o Plc) trasmette dati di telecontrollo, segnali per le funzioni di protezione, fax e voce, utilizzando al tecnologia trasmissiva dell’onda convogliata digitale su cavi elettrici di alta tensione. Poiché gli investimenti delle utilities nelle tecnologie di comunicazione riguardano soluzioni flessibili, in grado di risolvere esigenze attuali e future, Power Link è stato progettato per sfruttare al meglio la banda resa disponibile dal supporto trasmissivo (con velocità di trasmissione dati digitali sino a 76. 8 kbit/sec con banda Hf di 8kHz) e garantire la massima flessibilità di utilizzo da parte dell’utente. Ciò è ottenuto mediante la disponibilità di un ampio spettro di interfacce utente, che consentono il collegamento di canali fonici analogici tradizionali, canali dati analogici, canali dati modulati Fsk, linee seriali asincrone, linee seriali sincrone X. 21, ma anche e soprattutto introducendo il concetto di Ease-up (easy and secure upgrade), che permette l’avvicendamento estremamente agevole tra le tipologie di interfacce, consentendo all’utilizzatore, per esempio, di integrare Power Link in un esistente sistema di comunicazione che supporta devices con interfaccia analogica, gli accessi ma anche la successiva migrazione dei periferici verso tecnologie completamente digitali. Il canale di comunicazione digitale installato tramite Powerlink consente il trasporto contemporaneo di vari flussi trasmissivi, anche di diversa tecnologia (voce, dati analogici, dati digitali). Consente inoltre il trasporto di informazioni video, mettendo gli utenti finali in grado di implementare sistemi di video sorveglianza da remoto delle proprie apparecchiature non presidiate. L’estrema modularità hardware di supporto consente di rendere disponibili sullo stesso apparato sino a 3 canali vocali senza compressione o 12 compressi, un multiplexer integrato (iMux) che supporta la capacità trasmissiva aggregata di 76,8 kbit/sec, ripartibile su un massimo di 8 interfacce Rs232/v. 24 integrate, un Datapump dinamico, in grado cioè di adattare la velocità trasmissiva al mutare delle condizioni del canale di collegamento, con interfaccia X. 21 a 64 kbit/sec, uno Rs 232 splitter integrato, che consente il collegamento locale di Rtu accessibili in polling mode, la possibilità di integrare sino a 3 apparati di teleprotezione Swt3000, di cui due ospitati all’interno dello chassis Powerlink. Tali apparati trasmettono le loro informazioni tramite Powerlink e, se richiesto, tramite canali alternativi in ridondanza. La trasmissione viene ottimizzata mediante l’impiego delle tecnologie Osa(optimized sub-channel allocation), Axc (automatic crosstalk canceller), Dds (direct digital synthesizer), Ddfc (data driver frequency correction) e Automatic level setting. Immagine disponibile: www. Siemens. Com/ptd-picture/powerlink Amis, sistema informatico e di acquisizione dei dati di consumo è una soluzione “tutto in uno” standardizzata per operatori di rete. Questo sistema è progettato per l’acquisizione dei dati e informazioni sul consumo di energia delle famiglie clienti con contratti speciali e stazioni di trasformazione, e per la trasmissione di questi dati a un centro di controllo, dove è reso disponibile per ulteriori elaborazioni. Le fatture mensili relative al consumo di energia possono essere compilate sulla base di questi dati. Il sistema aiuta l’operatore a produrre previsioni di consumo usando una rappresentazione incrociata dei dati di consumo. Trasformatori di distribuzione in resina Geafol. Trovano impiego in molti progetti di infrastruttura ed in particolare dove la sicurezza è prioritaria. Per esempio negli aeroporti, ospedali, tram, metropolitane e tunnel ma anche nelle centrali eoliche, sulle piattaforme e nelle miniere. I trasformatori in resina permettono generalmente un’installazione più compatta rispetto ai trasformatori in olio o in gas. Le versioni con perdite ridotte a carico e a vuoto aumentano l’efficienza e così riducono i costi di esercizio. Questi trasformatori non richiedono manutenzione, sono ignifughi ed autoestinguenti. I componenti dei trasformatori possono essere riciclati a fine vita. L’isolamento dei trasformatori consiste in una miscela eco-compatibile di resina epossidica e polvere di quarzo, cosicché perfino un eventuale arco elettrico non può causare alcun gas tossico. Sull’ultima generazione di trasformatori in resina Geafol gli attacchi di alta tensione sono sempre montati sul lato stesso dell’alta tensione. Nelle versioni precedenti queste prese erano frequentemente posizionate sul lato della bassa tensione. Grazie a questo miglioramento, le distanze minime necessarie dai terminali in tensione non isolati e dalle connessioni delle prese sono ora da considerare per un solo lato del trasformatore. Questo è un vantaggio quando si installa il trasformatore in celle dedicate o in alloggiamenti protetti. Onde permettere uno spazio di connessione sufficiente sul lato dell’alta tensione, il trasformatore deve essere posizionato in modo adeguato. Il nuovo trasformatore di Siemens è disponibile nella gamma da 400 kVa a 3. 15 Mva. Immagine disponibile: www. Siemens. Com/ptd-picture/geafoltrafo La suite di prodotto Pss consiste in un insieme di strumenti di pianificazione della rete per l’analisi, la pianificazione, e l’ottimizzazione elettrica dei sistemi di fornitura e di moduli specializzati per il gas, l’acqua e il riscaldamento. Il portafoglio software consiste dei seguenti elementi: • Pss E, sistema software per le reti elettriche di trasmissione • Pss Sincal, un sistema di pianificazione per la distribuzione elettrica delle reti di utilities e industrie che fornisce metodi di calcolo per la pianificazione della distribuzione elettrica delle reti per gas, acqua e riscaldamento. • Pss Netomac, uno strumento di pianificazione per processi dinamici nei sistemi di fornitura elettrica che combina metodi di analisi per il tempo e la gamma di frequenza su un’interfaccia uniforme. Di conseguenza tutti i processi elettromagnetici e elettromeccanici possono essere simulati nei sistemi di fornitura dell’elettricità. • Pss Odms, un programma software per l’integrazione di applicazioni e dati, basato sul modello di informazione comune (Cim). • Pss Must, un dispositivo per il calcolo veloce della massima capacità di trasmissione di energia dei sistemi di trasmissione. .  
   
   
PROTOCOLLO D´´INTESA PER IMPIANTO IDROELETTRICO  
 
Muzzana del T. , 27 giugno 2007 - Firmato ieri il Protocollo d´Intesa per la realizzazione di un impianto idroelettrico in Carnia. Per la Regione ha firmato il vicepresidente Gianfranco Moretton, per la Comunità Montana della Carnia il presidente Lino Not, per il Comune di Forni di Sopra il sindaco Luigino Antoniacomi, per la Società Cooperativa Idroelettrica di Forni di Sopra il vicepresidente Silvio Antoniutti. La Comunità Montana della Carnia è da tempo titolare di una concessione di derivazione d´acqua sul torrente Tolina in Comune di Forni di Sopra rilasciata dalla Regione e che scadrà nel 2014, ma suscettibile di proroga. Finora quella derivazione non è stata attuata, ma la Società Cooperativa Idroelettrica di Forni di Sopra ha manifestato l´interesse alla realizzazione e alla gestione diretta dell´impianto idroelettrico. Considerando il fabbisogno di energia e le benefiche ricadute sul territorio derivanti dalla realizzazione dell´impianto, Regione, Comunità Montana e Comune di Forni di Sopra hanno convenuto che l´interesse per quella derivazione permane tuttora e che l´impianto è tecnicamente fattibile. Per tali motivi - ai quali si aggiunge la possibilità di interventi finanziari comunitari - è stato deciso di procedere con un Protocollo d´Intesa per dare concretezza al progetto. Il Protocollo prevede l´impegno della Comunità Montana a seguire celermente tutte le procedure per la realizzazione dell´impianto idroelettrico nei tempi previsti, di concordare con la Società Cooperativa Idroelettrica le modalità di gestione dell´impianto, di garantire al Comune di Forni di Sopra la possibilità di acquisizione dell´impianto trascorsi 10 anni. Il Comune di Forni di Sopra da parte sua si impegna a favorire la positiva e tempestiva conclusione degli studi geologici e delle pratiche autorizzative necessarie. La Società Coop. Idroelettrica si impegna a riconoscere alle parti diritti e benefici derivanti dalla gestione dell´impianto. La Regione, infine, valutando l´interesse pubblico dell´iniziativa, condivide il Protocollo e si impegna favorire la tempestiva attuazione dell´impianto secondo il cronoprogramma individuato, in particolare per quanto riguarda le procedure di Via e il rilascio dell´autorizzazione alla costruzione e alla gestione dell´impianto. L´inizio dei lavori è indicata entro il mese di giugno e la conclusione dovrà avvenire entro un anno. Il costo dell´opera è calcolato in oltre 4 milioni e 345 mila euro: 3 milioni e 403 mila finanziati dalla Regione tramite i fondi comunitari dell´Obiettivo 2 per la "Valorizzazione delle fonti energetiche rinnovabili"; oltre un milione di euro sarà coperto dalla Comunità Montana della Carnia. Il presidente Not ha definito quella di Forni di Sopra una centralina diversa dalle altre esistenti nel territorio della Comunità: sia perché a Forni di Sopra esiste la società cooperativa fornita di autorizzazione ministeriale per la produzione e la distribuzione dell´energia elettrica, sia perché la produzione attuale di energia da parte della stessa Cooperativa è insufficiente al fabbisogno del comune di Forni di Sopra: con la nuova centralina la copertura sarà quasi totale. Da parte sua il sindaco Antoniacomi ha ringraziato la Regione per aver sbloccato una situazione ferma da molti anni e la Comunità Montana per l´impegno. E fa notare come soci della Cooperativa siano tutti i capifamiglia residenti e lo stesso Comune per il 51 per cento: quindi l´impianto avrà benefici effetti sul territorio. Il vicepresidente Moretton ha infine inquadrato la realizzazione del nuovo impianto idroelettrico nella politica della Regione per l´utilizzo di fonti alternative e rinnovabili di energia, come previsto dal Piano Energetico Regionale. "Quindi, una risposta positiva al generale incremento del fabbisogno energetico in ambito regionale, alla quale si unisce la ricaduta economica sull´economia della zona di Forni di Sopra". .  
   
   
MASTER DI II LIVELLO IN “TECNOLOGIE PER LA MICRO E NANOELETTRONICA”, UNIVERSITÀ E IMPRESE INSIEME, PER GARANTIRE FUTURO E STABILITÀ ALLE NUOVE GENERAZIONI. LE PERSONE, LE LORO COMPETENZE E IL LORO SENSO DI APPARTENENZA ALLA BASE DEL SUCCESSO DI OGNI AZIENDA.  
 
Avezzano, 27 giugno 2007 – Presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma, è stato presentato il master di Ii livello in “Tecnologie per la Micro e Nanoelettronica”, rivolto a laureati in Ingegneria e in Fisica. La struttura del Master, di durata annuale, è articolata in 6 moduli (processi tecnologici, dispositivi micro e nanoelettronici, statistica e affidabilità, caratterizzazione e testing, gestione dell’innovazione, tirocinio formativo) prevede didattica frontale, attività seminariale un tirocinio di 3 mesi in azienda. Un progetto al quale partecipano il Consorzio Interuniversitario Iu. Net, docenti provenienti da 12 università italiane e da una olandese, Micron Technology Italia e altre 7 aziende internazionali del settore. Il Master, il primo del genere in Italia, vuole essere lo strumento virtuoso in grado di fondere il sapere con il saper fare, per formare i nuovi esperti della micro e nanoelettronica. “Le collaborazioni con il mondo accademico saranno decisive, - afferma l’Ing. Sergio D’alberto, referente aziendale del Master e Responsabile della Relazioni Accademiche di Micron Italia - non solo per la ricerca, ma anche per avviare un processo di formazione indispensabile per affrontare le sfide di un mercato in costante evoluzione. Il Master, inoltre, è anche un segnale concreto dell’impegno di Micron verso l’alta formazione”. Al Master saranno ammessi 20 partecipanti. Il Master può essere il naturale preludio per entrare a pieno titolo nel mondo del lavoro, in Micron come in altre aziende del settore. Le forme contrattuali utilizzate da Micron per facilitare l’ingresso in azienda da parte dei giovani, sono il contratto di apprendistato e il contratto di inserimento. Contratti che, per la loro natura giuridica, sono considerati contratti a tempo non determinato, che prevedono una percentuale di trasformazione a tempo indeterminato molto alta. Per quel che concerne l’utilizzo di questi contratti in Micron, che riguarda circa 300 persone, la percentuale di rinnovo ammonta a circa il 95%, superando di gran lunga quella prevista dall’attuale ordinamento giuridico che “richiede”, per l’utilizzo dei contratti stessi, una percentuale intorno al 70%. Si tratta quindi di opportunità di lavoro che poco hanno a che fare con le forme cosiddette precarizzanti, sulle quali si fa talvolta confusione. Le uniche forme contrattuali cosiddette precarie, sono rappresenate dai contratti a termine previsti in caso di sostituzioni per aspettative, maternità o problemi di salute, così da garantire il lavoro a chi tornerà in azienda dopo l’assenza. Attualmente tale contratto interessa circa 50 persone, che non sono comuqnue considerate, né tantomeno trattate da precarie, in quanto non si può prescindere dal loro senso di appartenenza, oltre a rappresentare in prospettiva le prime persone da contattare per un’assunzione definitiva, appena se ne presenti l’opportunità. .  
   
   
ALLARME CALDO: URGENTI I CAMBIAMENTI A PARTIRE DALLA SICILIA RIFORESTAZIONE, ENERGIA SOLARE, CELLE A COMBUSTIBILE E NUOVE LINEE FERROVIARIE PER CONTRASTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI ORMAI IN ATTO  
 
Palermo, 27 giugno 2007 - "La sconcertante situazione in Sicilia di questi giorni – dice il ricercatore del Cnr Mario Pagliaro – con temperature prossime ai 50 gradi, interruzioni della corrente elettrica e dell´acqua corrente per decine di ore e gli incendi a ridosso delle abitazioni, ci chiariscono definitivamente che il problema dei cambiamenti climatici dovuti all´inquinamento dell´atmosfera con l´anidride carbonica non è per domani; ma è la più urgente questione socioeconomica e politica dell´oggi. "La Sicilia – continua Pagliaro -- deve adottare per prima una strategia che le consenta di difendersi articolata in 3 precise azioni. 1. Energia solare e uso massivo del metano per la generazione avanzata di energia. 2. Riforestazione sistematica del territorio. 3. Costruzione di nuove linee ferroviarie elettrificate. "La Sicilia è la più grande regione italiana ed ha la più elevata irradiazione solare, per cui dobbiamo dotarci al più presto delle economiche e robuste celle solari in plastica di imminente commercializzazione con le quali sarà possibile ricoprire le superfici esterne ed interne di pressoché qualsiasi edificio privato e pubblico, e le relative finestre, generando abbondante elettricità. "Inoltre, la grande abbondanza di metano, sia estratto in Sicilia che importato da Libia e Algeria, deve spingerci a riconvertire a gas metano le centrali termoelettriche siciliane (rendimento del 50% contro il 30% di quelle a olio combustibile attuali); e a dotare capannoni industriali, supermercati, ospedali, scuole e uffici pubblici di celle a combustibile per generare elettricità, freddo e calore con rendimenti del 70% come fanno ad esempio all´ospedale di Magdeburgo in Germania. "L´italia -- aggiunge il chimico del Cnr -- ha eccellenti competenze sia scientifiche che tecnologiche in tutti questi campi, penso all´Ansaldo che già costruisce le celle in questione che al Cnr. Ed è tempo che queste competenze escano dai laboratori per essere adottate su larga scala, anche grazie all´intervento del Governo. "La riforestazione della Sicilia è necessaria per assorbire l´anidride carbonica in eccesso; fermare la desertificazione del suolo, mitigare le temperature e preservare le preziose risorse idriche. E la Sicilia con decine di migliaia di agenti forestali e un bilancio regionale di oltre 15 miliardi di euro annui può e deve essere in grado di farlo. "Le nuove linee ferroviarie elettriche – infine -- sono necessarie per arrestare l´indiscriminato consumo di carburante e il conseguente inquinamento atmosferico che fa della Sicilia la regione europea a minore densità di linee ferroviarie con un preoccupante inquinamento delle sue maggiori città. "In conclusione -- aggiunge Pagliaro -- le temperature prossime ai 50 gradi di questi giorni devono spingerci a mobilitarci per realizzare questi cambiamenti e iniziare ad affrontare la situazione. Perché il problema non è più genericamente "dei nostri figli"; ma nostro. E continuare con l´inazione e a procrastinare come si è fatto finora rischia di condurci rapidamente in una situazione di crisi ambientale i cui costi socioeconomici potrebbero, a quel punto, non essere sostenibili". .  
   
   
32 MILIONI DI EURO PER IL PIANO DI AZIONE AMBIENTALE ER  
 
Bologna, 27 giugno 2007 - Potenziamento della raccolta differenziata, bonifica dei siti contaminati, riduzione delle emissioni in atmosfera, adeguamento della rete di fognature e degli acquedotti per una migliore qualità delle acque, qualificazione dei parchi e delle aree protette. La Giunta regionale ha dato il via libera nella scorsa seduta agli interventi relativi alla terza e ultima annualità del Piano di azione Ambientale 2004-2006. Si tratta di 196 progetti in tutta l’Emilia-romagna, per la difesa dell’ambiente, il corretto utilizzo delle risorse naturali e la tutela della salute dei cittadini. Le risorse stanziate dalla Regione ammontano a 16 milioni 200 mila euro. Considerando anche il cofinanziamento dei Comuni e degli altri soggetti titolari dei progetti si arriva a una cifra complessiva di 32 milioni 500 mila euro. “Il Piano d’Azione Ambientale - ha detto l’assessore regionale all’ambiente e sviluppo sostenibile Lino Zanichelli - affida agli Enti locali risorse importanti che consentono di rafforzare gli impegni per lo sviluppo sostenibile. Sono iniziative che si inseriscono in un quadro di misure nazionali per l’energia, la mobilità sostenibile e l’ambiente con cui ci proponiamo di affrontare le dure sfide dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici. ” Con questo stanziamento rivolto agli Enti locali si completa l’attuazione del Piano d’Azione Ambientale 2004/2006, che ha previsto anche un bando per gli ecoincentivi rivolto alle imprese. Considerando il dettaglio per Provincia, a Piacenza sono stati finanziati 28 interventi per 2 milioni 618 mila euro, di cui 1 milione 579 mila dalla Regione; a Parma 15 interventi per 4 milioni 66 mila euro, di cui 1 milione 980 mila dalla Regione; a Reggio Emilia 38 progetti per 4 milioni 497 mila euro, di cui 1 milione 774 mila dalla Regione. In provincia di Modena gli interventi previsti sono 8 per un costo complessivo di 3 milioni 767 mila euro ( 2 milioni 73 mila il finanziamento della Regione), a Bologna 20 per una spesa di 4 milioni 538 mila euro, (2 milioni 745 mila dalla Regione). A Ferrara sono previsti 27 progetti per 4 milioni 800 mila euro (1 milione 726 mila euro dalla Regione), a Ravenna 29 per 2 milioni 988 mila euro (1 milione 542 mila euro dalla Regione). Gli interventi finanziati a Forlì-cesena sono stati 21 per un costo di 3 milioni 628 mila euro, di cui 1 milione 663 mila euro dalla Regione e , infine, quelli in provincia di Rimini sono 11 per un totale di 1 milione 615 mila euro, di cui 1 milione 140 mila euro dalla Regione. .  
   
   
PARTE “VESTIRE IL PAESAGGIO” DAL 28 GIUGNO AL 1 LUGLIO A PISTOIA COME SI PENSA E COME SI PRODUCE IL PAESAGGIO DI QUALITÀ L’ASSESSORE CONTI: “IL VIVAISMO TOSCANO SNODO TRA SOSTENIBILITÀ, INDUSTRIA, TURISMO E CULTURA  
 
 Firenze, 27 giugno 2007 - “Il nostro vivaismo riesce oggi a coniugare qualità e innovazione all’insegna della sostenibilità”. Lo ha dichiarato l’assessore al territorio Riccardo Conti presentando “Vestire il paesaggio” l’iniziativa organizzata dalla Provincia di Pistoia e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia con la collaborazione del Comune di Pistoia, che si svolge a Pistoia dal 28 giugno al 1 luglio che vede confrontarsi produttori del verde ornamentale e progettisti e esperti di paesaggistica a livello internazionale. “Il vivaismo è ormai un’importante settore agroindustriale che rappresenta in tutto il mondo la vocazione diffusa di un territorio, la sua tradizione e la sua alta professionalità. Mi riferisco alle realizzazione di nuove infrastrutture, alla bioarchitettura, a progetti avanzati emblema della Toscana al futuro. Spero che iniziative come “Vestire il paesaggio” servano a diffondere questa immagine di Toscana. Un’immagine che va ben oltre quella banale, seppur amata, dei cipressi e del pecorino - di cui peraltro sono un grande estimatore - ma quella di una regione fatta di ingegnosi produttori, moderna e dinamica”. Come si pensa e come si produce il paesaggio: sono i temi protagonisti della quattro giorni di incontri, dibattiti, relazioni e eventi. Saranno presenti 90 professionisti, progettisti e ricercatori di cui 25 stranieri provenienti da 12 paesi di 5 continenti. Fra gli altri, saranno presenti i presidenti delle Associazioni Europee dei Progettisti, dei Costruttori del Verde e dei Vivaisti. Vi saranno inoltre 6 mostre a tema dislocate in vari luoghi di Pistoia, il premio dedicato al famoso paesaggista Pietro Porcinai, le visite guidate ai vivai pistoiesi ed a luoghi in tema come il Parco di Villa la Magia a Quarrata, la riserva naturale del Padule di Fucecchio, la Grotta Giusti di Monsummano, Il Golf “La Pievaccia”, lo stabilimento termale Tettuccio a Montecatini, Villa Garzoni ed il Parco di Pinocchio a Collodi, l’Orto Botanico-forestale del Sestaione, il nuovo padiglione dell’Emodialisi dell’Ospedale del Ceppo di Pistoia. Così da Pistoia partono idee innovative per la progettazione del paesaggio grazie all’utilizzo dell’ampia gamma di piante coltivate nel distretto pistoiese, come emergono nuovi indirizzi di ricerca per la produzione di alberi ed arbusti più rispondenti alle nuove tendenze della paesaggistica. Tutto ciò a riconoscimento di un settore che incide fortemente nella qualità della vita e incrocia tematiche quali ambiente, turismo, pianificazione territoriale, cultura. (cb/coll) La Manifestazione si svolgerà tra la Fattoria di Celle, il Palazzo Comunale e il Teatro Bolognini. Tutte le informazioni sul sito http://vestireilpaesaggio. Provincia. Pistoia. It .  
   
   
CALABRIA, GLI ASSESSORI TOMMASI ED INCARNATO ASSIEME AL COMMISSARIO PER L´EMERGENZA RIFIUTI HANNO ILLUSTRATO I PIANI DI RISANAMENTO AMBIENTALE NEI DIVERSI SETTORI.  
 
 Reggio Calabria, 27 giugno 2007 - Gli assessori all´Ambiente Diego Tommasi ed ai Lavori Pubblici Luigi Incarnato, con il Prefetto Salvatore Montanaro, Commissario dell´Ufficio per l´emergenza ambientale, hanno presentato alla stampa il programma avviato per il risanamento dell´ambiente marino e costiero. "In ventiquattro mesi - ha affermato Tommasi - abbiamo lavorato su più fronti, ma sinergicamente, ognuno per le proprie competenze, per recuperare cinquant´anni di ritardi. Bacchette magiche non ne abbiamo ma - ha detto l´assessore entrando nello specifico della programmazione - con l´Accordo di programma quadro ´Difesa Ambiente´ e con il progetto ´Puliamo la Calabria´ abbiamo finora bonificato 476 siti e su altri 75 stiamo lavorando. Il programma generale degli interventi proposti con l´Apq è articolato su due specifici settori di interventi: le bonifiche e i rifiuti con un investimento di oltre dieci milioni e 260 mila euro. Circa quindici milioni di euro sono stati investiti, invece, per il progetto ´Puliamo la Calabria´". Infine, in riferimento alla balneazione, l´assessore Tommasi ha riferito che con gli interventi in atto "nel 2007 sono stati recuperati dieci chilometri di costa". L´assessore Incarnato, rimarcando l´importanza della collaborazione tra i due dipartimenti e l´Ufficio del Commissario, ha dichiarato che "per la depurazione e le fognature sono stati previsti interventi per circa novantadue milioni di euro e oltre cento milioni di euro per le reti idriche e fognarie". "L´obiettivo - ha aggiunto l´assessore Incarnato - è quello di normalizzare e rendere finalmente efficiente il sistema del ciclo integrato delle acque. Ma per fare in modo che il lavoro di programmazione non si distacchi troppo da quello dell´attuazione - ha aggiunto - è indispensabile intervenire sui tempi biblici della burocrazia e stimolare la collaborazione dei cittadini". Infine, l´assessore ai Lavori Pubblici ha ricordato che per l´Apq "difesa del suolo" sono stati impegnati sessantacinque milioni di euro per quarantacinque interventi. "Questa è una buona stagione di proficua collaborazione tra lo Stato, da me rappresentato, e la Regione Calabria". Lo ha detto il prefetto Montanaro ricordando anche "la partecipazione condivisa, sia nella fase di analisi che di programmazione, con i sindaci e con gli Ato". "È l´unico modo - ha proseguito il prefetto - per il superamento degli interventi straordinari e il rientro nella normalità dei vari pezzi dell´emergenza ambientale in Calabria. Perciò sono stati già stipulati contratti per 12 milioni di euro che ci consentiranno di far rientrare il sistema a pieno regime entro il 10 luglio prossimo. Dall´11 luglio - ha precisato infine Montanaro - ed entro il 31 ottobre 2007 si dovrà chiudere lo stato di emergenza ambientale per ripartire con la gestione ordinaria agli Ato". .  
   
   
ECCO I FINANZIAMENTI A PROVINCE PUGLIESI PER SMALTIMENTO, RACCOLTA DIFFERENZIATA RIFIUTI  
 
Bari, 27 giugno 2007 - Con determina dirigenziale del Settore Rifiuti della Regione, debitamente vistata dalla Ragioneria, sono stati attribuiti alle Province finanziamenti per 15 milioni di euro finalizzati al servizio di smaltimento dei rifiuti urbani ed alla raccolta differenziata. Si pone così in attuazione una decisione concordata fra Regione e Province nello scorso mese di marzo che affida alle stesse un importo significativo così ripartito: - 4. 475. 250 euro alla Provincia di Bari - 2. 528. 750 euro alla Provincia di Brindisi - 4. 012. 000 euro alla Provincia di Foggia - 3. 136. 500 euro alla Provincia di Lecce - 2. 847. 500 euro alla Provincia di Taranto Le Province dovranno procedere alla redazione di un Piano operativo di utilizzo di queste risorse, così come indicato dalla Giunta Regionale con delibera 539/07 e perciò finalizzati alla riduzione ed al recupero dei rifiuti nonché allo sviluppo della raccolta differenziata nella specificità di ogni singolo Ato. I Piani saranno poi sottoposti all’approvazione della Regione. Questi finanziamenti si aggiungono ai precedenti, pari a 6 milioni di euro nel dicembre 2005, 5 milioni nell’ottobre 2006 ed altri 6 milioni nell’aprile del 2007. “La Regione – spiega l’assessore all’Ecologia Michele Losappio - ritiene così di aver messo le Amministrazioni Provinciali in condizione di poter intervenire con la necessaria forza per spingere gli Ato e i Comuni al raggiungimento degli obiettivi previsti nella rimodulazione del Piano Regionale dei rifiuti”. .