|
|
|
MARTEDI
|
 |
 |
Notiziario Marketpress di
Martedì 02 Aprile 2013 |
 |
|
 |
UN NUOVO QUADRO STRATEGICO DELLA COMMISSIONE IN MATERIA DI CLIMA ED ENERGIA PER IL 2030 |
|
|
 |
|
|
Bruxelles, 2 aprile 2013 - Lo scorso 27 marzo la Commissione europea ha fatto il primo passo
verso l’istituzione di un quadro strategico unionale per le politiche in
materia di cambiamenti climatici e energia da oggi al 2030, adottando un Libro
verde che avvia una consultazione pubblica sui contenuti del quadro strategico.
La Commissione ha anche pubblicato una comunicazione consultiva sul futuro
della cattura e dello stoccaggio del carbonio (Ccs) in Europa, al fine di
avviare un dibattito sulle opzioni disponibili per garantirne uno sviluppo
tempestivo, adottando inoltre una relazione in cui valuta i progressi compiuti
dagli Stati membri per conseguire i loro obiettivi in materia di energie
rinnovabili entro il 2020, nonché due relazioni sulla sostenibilità dei
biocarburanti e dei bioliquidi consumati nell’Ue.
Günther Oettinger, Commissario europeo per l’Energia, ha dichiarato: “È
necessario definire il più rapidamente possibile il quadro strategico per le
nostre politiche in materia di clima ed energia da oggi al 2030, in modo da
garantire investimenti adeguati per una crescita sostenibile, prezzi
competitivi e accessibili per l’energia e una maggiore sicurezza energetica. Il
nuovo quadro strategico deve tenere conto delle conseguenze della crisi
economica ed essere anche sufficientemente ambizioso per realizzare l’obiettivo
a lungo termine di ridurre le emissioni dell’80-95% entro il 2050.”
Connie Hedegaard, Commissaria responsabile per l’Azione per il clima,
ha dichiarato: “La dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili provenienti
dai paesi terzi aumenta ogni giorno determinando fatture energetiche sempre più
care per i cittadini europei. Tutto ciò non è affatto positivo. Non è positivo
per il clima ma non lo è neanche per la nostra economia e la nostra
competitività. Per queste ragioni abbiamo deciso che per il 2050 auspichiamo
una società europea a basse emissioni di carbonio. Abbiamo stabilito degli
obiettivi per il 2020, ma per la maggior parte degli investitori il 2020 è già
alle porte. È arrivato il momento di stabilire gli obiettivi per il 2030. Prima
lo facciamo, maggiore sicurezza offriamo alle nostre imprese e ai nostri investitori.
Più ambiziosi saranno questi obiettivi, maggiori saranno i benefici per il
clima.”
Libro verde sul quadro strategico per il 2030 -
Il Libro verde solleva una serie di domande, tra cui:
• di che tipo, natura e livello
dovrebbero essere gli obiettivi da fissare per il 2030 in materia di clima ed
energia?
Come si può ottenere coerenza
tra i diversi strumenti politici?
In che modo il sistema
energetico può contribuire alla competitività dell’Ue?
Come tenere conto delle
diverse capacità degli Stati membri di agire?
La consultazione resterà aperta fino al 2 luglio. Entro la fine di
quest’anno, sulla base delle opinioni espresse da Stati membri, istituzioni
europee e portatori di interesse, la Commissione intende proporre un quadro
strategico per il 2030 in materia di clima ed energia.
Fare chiarezza in questo ambito contribuirà a dare certezze agli
investitori e a stimolare l’innovazione e la domanda di tecnologie a basse
emissioni di carbonio, sostenendo in tal modo gli sforzi per costruire un’economia
europea più competitiva, sostenibile e sicura in materia di energia. Il quadro
strategico per il 2030 si avvarrà dell’esperienza e degli insegnamenti tratti
dal precedente quadro per il 2020, indicando dove sia possibile apportare
miglioramenti. Contemporaneamente, la Commissione prenderà in considerazione i
cambiamenti avvenuti dal 2020, quali ad esempio quelli nel sistema energetico e
nell’economia, nonché gli sviluppi della situazione internazionale.
Cattura e stoccaggio del carbonio -
L’odierna comunicazione consultiva individua gli ostacoli che hanno
impedito alle tecnologie Ccs di svilupparsi al ritmo previsto nel 2007. Ad
esempio, a causa del livello molto inferiore dei prezzi del sistema comunitario
di scambi di emissioni rispetto alle aspettative iniziali, gli operatori
economici non hanno alcun incentivo ad investire in tecnologie Ccs.
La comunicazione prende in esame le possibili opzioni per promuovere
più efficacemente una tempestiva dimostrazione e diffusione delle tecnologie
Ccs, e invita a presentare osservazioni sul ruolo di queste tecnologie in
Europa. Le risposte alla consultazione contribuiranno al lavoro svolto dalla
Commissione per la definizione del quadro strategico per il 2030.
Energie rinnovabili -
La relazione sui progressi nel campo delle energie rinnovabili (Fer)
indica che l’attuale quadro politico basato su obiettivi giuridicamente
vincolanti per le energie rinnovabili si è tradotto in una forte crescita del
settore fino al 2010, con una quota di rinnovabili per l’Unione pari al 12,7%.
Per continuare a progredire e conseguire gli obiettivi fissati per il 2020,
saranno necessari maggiori sforzi. Occorrerà uno sforzo particolare per creare
certezze per gli investitori, riducendo gli oneri amministrativi e facendo
maggiore chiarezza in materia di programmazione.
Per ulteriori informazioni
Libro verde e pagina della consultazione:
http://ec.Europa.eu/energy/green_paper_2030_en.htm
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
RELAZIONE SUI PROGRESSI A LIVELLO DI ENERGIE RINNOVABILI |
|
|
 |
|
|
Bruxelles, 2 aprile 2013 - Quali sono gli obiettivi dell´Ue in materia di
energie rinnovabili?
La direttiva sulle energie
rinnovabili, adottata nel 2009, fissa obiettivi
vincolanti per l´uso di queste energie e punta segnatamente al
conseguimento entro il 2020 di una quota del 20% di energia prodotta da fonti
rinnovabili sul consumo energetico totale dell´Unione europea. Ciascuno Stato
membro deve conseguire degli obiettivi
individuali al fine di giungere a una quota complessiva di energie
rinnovabili nel consumo di energia. Inoltre, nel settore dei trasporti tutti
gli Stati membri devono raggiungere l´obiettivo comune di una quota del 10% di energia rinnovabile.
Questi obiettivi possono
essere conseguiti aumentando la quota di energia da fonti rinnovabili, come
l´energia eolica (onshore e offshore), solare (termica, fotovoltaica e a
concentrazione), idroelettrica, delle maree e da biomassa (compresi i
biocarburanti e i bioliquidi). Gli obiettivi in materia di energie rinnovabili
sono intesi a ridurre l´inquinamento e le emissioni di gas serra, diminuire i
costi di produzione delle energie rinnovabili e diversificare le fonti di
approvvigionamento energetico riducendo la dipendenza da petrolio e gas.
Quali scopi ha la relazione sui progressi nel settore delle energie
rinnovabili?
In conformità degli
obblighi di notifica previsti dalla direttiva sull´energia da fonti
rinnovabili, è necessario presentare ogni due anni una relazione in materia.
Scopo della relazione è valutare i
progressi realizzati dagli Stati membri nel conseguimento degli obiettivi
2020 per la promozione e l´uso di energia da fonti rinnovabili.
Nella relazione figurano inoltre alcune sezioni riguardanti il regime di sostenibilità per i biocarburanti
e i bioliquidi consumati nell´Ue e gli effetti economici, sociali, e ambientali
di questi consumi.
Quale posizione ha adottato l´Ue per quanto concerne le energie
rinnovabili?
L´adozione dell´attuale quadro politico di obiettivi
giuridicamente vincolanti ha portato a una forte crescita delle energie
rinnovabili. Gli ultimi dati Eurostat disponibili indicano che l´Unione
europea e la maggior parte degli Stati membri sono sulla buona strada per
conseguire gli obiettivi 2020. Nel 2010 la quota di energie rinnovabili nell´Ue
era del 12,7% e la maggior parte degli Stati membri aveva già raggiunto il
rispettivo obiettivo intermedio 2011-2012 previsto dalla direttiva. Quanto ai
criteri di sostenibilità dell´Ue, si ritiene che gli Stati membri procedano con troppa lentezza
all´attuazione del regime per i biocarburanti. Attualmente non è necessario un ulteriore intervento politico alla luce
degli effetti potenzialmente negativi del consumo di biocarburanti nell´Ue.
L´unione europea raggiungerà gli obiettivi 2020?
Fino al 2010 sono stati compiuti dei progressi, tuttavia ora vi sono motivi
di preoccupazione per il futuro:
il recepimento della direttiva è stato più lento di quanto sperato, anche a
causa dell´attuale crisi economica in Europa. Il percorso da seguire per
raggiungere l´obiettivo finale diventa più impegnativo col trascorrere del
tempo e di conseguenza nei prossimi anni alla maggior parte degli Stati membri
sarà in realtà richiesta una maggiore partecipazione. Le politiche attuali non
bastano, da sole, ad assicurare la necessaria diffusione di energia da fonti
rinnovabili nella maggior parte degli Stati membri. Pertanto agli Stati membri verrà chiesto un ulteriore impegno per
proseguire nei prossimi anni sul cammino intrapreso.
Cosa occorre fare per conseguire gli obiettivi 2020?
Gli Stati membri dovrebbero
portare a termine quanto prima il recepimento della direttiva sulle
energie rinnovabili e intensificare le iniziative per superare gli ostacoli
all´introduzione delle energie rinnovabili, prevedendo:
·
l´adozione di
misure volte a ridurre gli oneri
amministrativi e i ritardi;
·
lo sviluppo della rete elettrica e una migliore
integrazione delle energie rinnovabili nel mercato;
·
miglioramenti dei regimi di sostegno, a livello di
stabilità e trasparenza, di sostenibilità economica e di orientamento al
mercato.
La finalità degli orientamenti
della Commissione riguardanti regimi di sostegno e riforma, che saranno
probabilmente adottati nell´anno in corso, è garantire che detto sostegno sia
economicamente valido e contribuisca a integrare la produzione di energie
rinnovabili nel mercato dell´energia.
Quali conseguenze vi saranno per l´Europa se non vengono raggiunti gli
obiettivi per il 2020?
Il mancato raggiungimento
degli obiettivi 2020 in materia di energie rinnovabili avrà conseguenze
rilevanti per l´Unione europea. In primo luogo, un forte sviluppo delle energie
rinnovabili è una condizione importante nel percorso verso un´economia a basse
emissioni di carbonio entro il 2050. Da questo punto di vista, l´attuale
decennio sarà fondamentale per mettere l´Europa sulla buona strada, dato che le
decisioni prese in materia di investimenti avranno ripercussioni sul nostro
settore dell´energia nel corso dei prossimi trent´anni. In secondo luogo, il
fatto di non raggiungere questi obiettivi potrebbe rallentare i progressi verso
i tre obiettivi della politica energetica dell´Ue: l´Unione europea resterebbe
fortemente dipendente dalle energie fossili e sarebbero messi in pericolo gli
obiettivi di "sicurezza degli approvvigionamenti" e di "energia
sostenibile". Inoltre, un´insufficiente diffusione di diverse tecnologie
proprie delle energie rinnovabili ostacolerebbe l´adeguata riduzione dei costi
di produzione e non consentirebbe quindi alle energie rinnovabili di
contribuire alla competitività dell´Ue. Infine, il mancato raggiungimento degli
obiettivi nazionali vincolanti da parte di alcuni Stati membri potrebbe portare
all´avvio di procedure di infrazione nei confronti di detti Stati.
Per ulteriori informazioni:
Ip/13/272
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
DOMANDE E RISPOSTE: LIBRO VERDE SUL QUADRO 2030 PER LE POLITICHE CLIMATICHE ED ENERGETICHE QUALI SONO I PRINCIPALI OBIETTIVI DEL QUADRO? |
|
|
 |
|
|
Bruxelles, 2 aprile 2013 - Gli obiettivi principali consistono nel
ridurre le emissioni di gas a effetto serra, garantire l´approvvigionamento
energetico e sostenere la crescita, la competitività e l´occupazione tramite un
approccio fondato sull´alta tecnologia ed efficiente in termini di costi.
Cosa è cambiato da quando sono stati fissati gli obiettivi per il 2020?
Tra i principali cambiamenti vanno sottolineati quelli in campo
economico, gli sviluppi tecnologici che hanno condotto alla produzione di nuovi
tipi di energia, l´evoluzione dei prezzi e i progressi nel settore della
ricerca.
Perché è importante raggiungere al più presto un accordo sul quadro
2030 per le politiche climatiche ed energetiche?
• In primo luogo, cicli di
investimento lunghi implicano che le infrastrutture finanziate a breve termine
esisteranno ancora nel 2030 e oltre. Gli investitori hanno dunque bisogno di
certezze quanto alle politiche e agli obiettivi che saranno applicati.
• In secondo luogo, il fatto di
precisare gli obiettivi per il 2030 faciliterà l´avanzamento verso un´economia
competitiva e un sistema energetico affidabile creando una maggiore domanda di
tecnologie efficienti e a basse emissioni di carbonio e incentivando la
ricerca, lo sviluppo e l´innovazione, che possono creare nuove opportunità di
crescita e di occupazione.
• In terzo luogo, entro la fine
del 2015 è prevista la conclusione di un accordo internazionale sui cambiamenti
climatici. Prima di tale data l´Ue dovrà raggiungere un consenso su una serie
di questioni, in particolare il proprio livello di ambizione per il 2030, al
fine di collaborare attivamente con altri paesi.
Quali sono gli obiettivi climatici ed energetici dell´Ue per il 2020?
L´attuale quadro politico si fonda su tre obiettivi principali da
raggiungere nell´Ue entro il 2020:
• una riduzione del 20% delle
emissioni di gas a effetto serra rispetto al livello del 1990;
• una quota del 20% di fonti
energetiche rinnovabili nel totale di energia utilizzata;
• un risparmio del 20% nel
consumo di energia primaria (rispetto alle proiezioni elaborate prima
dell´accordo sugli obiettivi climatici ed energetici per il 2020).
Cosa è già stato realizzato con riguardo a tali obiettivi?
• Si calcola che nel 2011 le
emissioni di gas a effetto serra siano state inferiori del 16% rispetto ai
livelli del 1990, mentre a partire dal 1990 il Pil è aumentato del 48%.
• Nel 2010 la quota di energie
rinnovabili nel consumo globale di energia è stata del 12,7%, rispetto all´8,5
% nel 2005.
• Il consumo di energia
primaria ha raggiunto il culmine nel 2005/2006 con circa 1 825 milioni di
tonnellate di equivalente petrolio (Mtep), per poi diminuire leggermente fino a
raggiungere 1 730 Mtep nel 2011.
Quali sono i temi principali di questa consultazione?
Il Libro verde avvia una consultazione su una serie di temi importanti
per il quadro 2030, tra cui in particolare:
• Quali insegnamenti si possono
trarre dall´esperienza acquisita con il quadro attuale?
• Quali obiettivi potrebbero
essere fissati per il 2030 in materia di clima ed energia?
• Come può essere garantita la
coerenza tra i diversi strumenti politici?
• Come possono essere definite
in modo ottimale le politiche in grado di contribuire alla competitività
dell´Ue e alla sicurezza dell´approvvigionamento energetico?
• In che modo si può tener conto
delle diverse capacità di intervento degli Stati membri?
Quali sono i risultati principali per il 2030 della tabella di marcia
per l´energia fino al 2050 e di quella verso un´economia a basse emissioni di
carbonio fino al 2050?
Gli scenari presentati dalla tabella di marcia per l´energia fino al
2050 e quella verso un´economia a basse emissioni di carbonio fino al 2050
indicano che
• le emissioni di gas a effetto
serra dell´Unione dovranno essere ridotte del 40% rispetto ai livelli del 1990
per poter conseguire una riduzione dell´80-95% entro il 2050, coerente con le
riduzioni che devono essere realizzate collettivamente dai paesi
industrializzati per raggiungere l´obiettivo concordato a livello
internazionale di limitare il riscaldamento globale a 2 ºC;
• l´aumento della quota di
energie rinnovabili, il rafforzamento dell´efficienza energetica e lo sviluppo
di infrastrutture energetiche migliori e più intelligenti sono opzioni comunque
utili per trasformare il sistema energetico dell´Unione;
• da qui al 2030 è previsto un
aumento dei prezzi dell´energia, indipendentemente dal fatto che si proceda o
meno a una decarbonizzazione significativa del sistema energetico; ciò si deve
in gran parte ad investimenti in tale sistema che sarebbero comunque necessari.
Per ulteriori informazioni: Ip/13/272.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
COMUNICAZIONE CONSULTIVA SUL FUTURO DELLA CATTURA E DELLO STOCCAGGIO DEL CARBONIO IN EUROPA |
|
|
 |
|
|
Bruxelles, 27 marzo 2013 - Cosa si intende per cattura e stoccaggio del
carbonio (Ccs)?
Per cattura e stoccaggio del carbonio (Ccs) si intende un insieme di
tecnologie che catturano l´anidride carbonica (Co2) emessa dagli impianti
industriali basati su combustibili fossili, la trasportano in un luogo di
stoccaggio adeguato e la immagazzinano in formazioni geologiche sotterranee,
allo scopo di rimuoverla definitivamente dall´atmosfera.
Perché abbiamo bisogno delle tecnologie Ccs?
L´unione europea si è impegnata a ridurre le emissioni di gas ad
effetto serra dell´80-95% entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990, per
limitare ad un valore inferiore a due gradi l´aumento della temperatura
globale. Vi sono vari modi per realizzare la decarbonizzazione, tra cui
l´efficienza energetica, un maggiore uso delle energie rinnovabili e il ricorso
alle fonti energetiche prive di carbonio. Tuttavia, in un contesto di domanda
crescente di energia, che sarà presumibilmente soddisfatta in gran parte dai
combustibili fossili, la diffusa introduzione del Ccs sarà probabilmente una
delle soluzioni necessarie per attenuare il fenomeno.
Il ruolo delle tecnologie Ccs per una mitigazione climatica efficace in
termini di costi è stato confermato dalla tabella di marcia per l´energia per
il 2050 e dalla tabella di marcia verso un´economia a basse emissioni di
carbonio per il 2050, entrambe pubblicate dalla Commissione europea nel 2011,
in cui tutti gli scenari presentati implicano l´uso delle tecnologie Ccs.
Qual è lo scopo della comunicazione pubblicata oggi?
La comunicazione di oggi sintetizza lo stato di avanzamento dello
sviluppo delle tecnologie Ccs e individua gli ostacoli che hanno frenato
l´introduzione di queste tecnologie in Europa al ritmo previsto inizialmente
nel 2007. La comunicazione discute quindi alcune delle possibili opzioni per
promuovere la tempestiva dimostrazione e la rapida diffusione delle tecnologie
Ccs in Europa e per rafforzare il loro interesse commerciale a lungo termine.
La Commissione invita le parti interessate a indicare quale sia a quale sia, a
loro avviso, il quadro politico migliore per garantire che la dimostrazione e
l´ulteriore diffusione delle tecnologie Ccs, se valide dal punto di vista
tecnico e commerciale, abbiano luogo senza ulteriori ritardi.
Le tecnologie Ccs sono mature dal punto di vista tecnico?
A livello mondiale sono attivi con successo oltre venti progetti di
dimostrazione su piccola scala delle tecnologie Ccs, due dei quali in Europa
(Norvegia), e nessuno nel territorio dell´Ue. La maggior parte sono applicazioni
industriali, come la trasformazione del petrolio e del gas o la produzione
chimica, che catturano Co2 per ragioni commerciali. Otto di questi progetti
utilizzano tutta la catena Ccs, e cinque di questi sono realizzabili dal punto
di vista economico grazie ad un migliore recupero del petrolio in quanto
utilizzano la Co2 per aumentare l´estrazione del petrolio grezzo.
Tuttavia, le tecnologie Ccs non sono state ancora applicate su larga
scala per la mitigazione dei cambiamenti climatici. Di conseguenza la riduzione
dei costi e la creazione di un interesse commerciale rappresentano ancora una
sfida.
Perché le tecnologie Ccs non hanno ancora guadagnato terreno nell´Ue?
L´attuazione dei progetti di dimostrazione previsti in Europa si è
rivelata più difficile rispetto a quanto inizialmente previsto a causa di una
serie di fattori, in particolare alla mancanza di interesse commerciale a lungo
termine e al costo delle tecnologie Ccs. Con gli attuali prezzi del carbonio
molto bassi, e in assenza di ulteriori vincoli legali o incentivi, gli
operatori economici non hanno alcuna motivazione per investire nelle tecnologie
Ccs. Alcuni progetti (quelli che prevedono lo stoccaggio terrestre) hanno
suscitato una forte opposizione da parte dei cittadini. Anche se probabilmente
in Europa esiste una sufficiente capacità di stoccaggio, non tutta risulta
accessibile o ubicata in prossimità di impianti responsabili di emissioni di
Co2. Alcuni Stati membri hanno deciso di vietare o limitare lo stoccaggio di
Co2 nei rispettivi territori nazionali. Inoltre, è necessaria un´adeguata
infrastruttura dei trasporti per collegare efficacemente le fonti di Co2 ai
pozzi di assorbimento.
Quanto costeranno le tecnologie Ccs?
Secondo recenti valutazioni del Centro comune di ricerca, la prima
generazione di centrali per le tecnologie Ccs costerà circa il 60-100 % in più
rispetto ad un impianto tradizionale analogo, a seconda della tecnologia di
cattura selezionata. Una volta che il loro numero aumenterà i costi
diminuiranno grazie alle attività di ricerca e sviluppo e alla realizzazione di
economie di scala. Anche il costo della cattura di Co2 per le applicazioni
industriali varierà in base all´applicazione, ma potrà, in molti casi, essere
inferiore al costo per la produzione di energia a causa della maggiore
concentrazione di Co2 nel gas di combustione.
I costi operativi stimati delle tecnologie Ccs variano a seconda del
tipo di combustibile, della tecnologia e dello stoccaggio, ma la maggior parte
dei calcoli per i costi attuali rientrano nell´intervallo tra i 30 euro e i 100
euro/tCo2 immagazzinata (in media 40 euro/tCo2 per le centrali a carbone e 80
euro/tCo2 per le centrali a gas naturale. In aggiunta è necessario tener conto
dei costi di trasporto e stoccaggio). Si attende una sostanziale diminuzione di
tali costi man mano che la tecnologia viene sperimentata su scala commerciale.
Per ulteriori informazioni: Ip/13/272
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
GAS, PASSERA: “BENE CALO BOLLETTE, ABBIAMO AVVIATO PERCORSO VIRTUOSO” |
|
|
 |
|
|
Roma 2 aprile 2013 - “Dopo tre anni di aumenti consecutivi,
dal prossimo 1 aprile la bolletta del gas calerà del 4,2%. E’ un risultato
importante, ed è la dimostrazione che le norme che abbiamo inserito nel Cresci
Italia e nel primo Decreto Sviluppo per favorire la liberalizzazione del
mercato del gas e aumentare la concorrenza iniziano ad avere un impatto diretto
sulla vita di cittadini e imprese”. Il ministro dello Sviluppo economico
Corrado Passera commenta così la notizia della riduzione del costo del gas al
consumatore. “Grazie alle riforme strutturali introdotte dal Governo, in
collaborazione con l’Autorità competente – ha continuato può ora innescarsi una serie di ribassi che
genererà, già nei prossimi mesi, un calo complessivo della bolletta di almeno
il 7%. A questo risultato, si aggiunge la riduzione della bolletta elettrica
dell’1%, con un risparmio complessivo
del 2,4% rispetto allo scorso dicembre. Diversificare le fonti di
approvvigionamento, rafforzare la competizione sul mercato e integrarci nella
rete europea, riducendo al contempo l’impatto ambientale, sono le direttrici di
politica energetica seguite fin dall’inizio del nostro mandato e che il nostro
Paese, attuando la Strategia Energetica Nazionale, potrà ora portare avanti” ha
concluso Passera.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
LEGGE RICOSTRUZIONE: UMBRIA ACCETTERÀ RILIEVI CONSIGLIO DEI MINISTRI |
|
|
 |
|
|
Perugia, 2 aprile 2013 - In riferimento alla decisione del 26 marzo del Consiglio dei Ministri che ha impugnato
davanti alla Corte Costituzionale un articolo della Legge regionale 3 del 2013
riguardante la ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 15 dicembre 2009,
una nota di Palazzo Donini informa che la Regione provvederà a modificare la
norma nel senso indicato dal Governo. “Con questo articolo, afferma la nota, il
Consiglio regionale aveva introdotto la necessità, per le imprese che avessero
ottenuto appalti superiori a 150 mila euro, di presentare una certificazione
(Soa) riguardante la regolarità contributiva e la qualificazione dell’impresa
stessa, esattamente come avviene negli appalti di opere pubbliche. E questo
ovviamente a maggiore garanzia dei cittadini interessati alla ricostruzione
degli immobili danneggiati. Il Governo invece ha ribadito che la Regione non
può estendere al settore privato le norme previste per le opere pubbliche. Al
fine di rendere al più presto efficace questa importante legge, la Regione
dunque provvederà a modificare la norma impugnata”.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
EDILIZIA, DALLA LIGURIA UN FONDO DI INVESTIMENTO IMMOBILIARE PER DARE UNA CASA A GIOVANI COPPIE E PERSONE IN DIFFICOLTÀ OBIETTIVO: 51% DEGLI INTERVENTI IN SOCIAL HOUSING |
|
|
 |
|
|
Genova. 2 aprile 2013 - La Regione Liguria vuole promuovere un “Fondo
di Investimento immobiliare per l’housing sociale”, un insieme di alloggi e
servizi per contribuire a risolvere il problema abitativo, con particolare
attenzione alle giovani coppie o comunque alle categorie che hanno difficoltà
ad accedere al libero mercato.
Si tratta di un fondo etico con l’obiettivo di produrre almeno il 51% degli interventi
edilizi in social housing.
Lo fa con un avviso pubblico che
invita a manifestare il proprio interesse
a soggetti pubblici e privati. Da oggi, le domande potranno essere
presentate via web entro il 30 maggio sul sito della Regione, cliccando su
"servizi on line" e nel menu temi: edilizia-politiche abitative e nel
box Manifestazione d´interesse a partrecipare a uno o più fondi di housing
sociale.
Una prospettiva particolarmente interessante in questo
periodo di crisi edilizia e di difficoltà per chi si trova impossibilitato ad
accedere al mercato della casa.
"Perché non solo è difficoltoso trovarealloggi in affitto a prezzi
accessibili. Ma è sempre più problematica la possibilità di accesso a un mutuo
per accedere al libero mercato delle vendite", spiega l´assessore
all´Edilizia della Regione Liguria Giovanni Boitano.
Godendo infatti del contributo della Cassa Depositi e Prestiti, che può
partecipare al fondo di investimento con risorse superiori al 40%, potrebbero
essere rilanciate iniziative pubbliche o private ferme, o con difficoltà di
sviluppo, ovvero mettere in gioco immobili di enti o fondazioni con
finalità sociale.
Prendiamo, per esempio, un complesso da cento alloggi, già costruito o
da realizzare.
Se il titolare dell’operazione
è disposto a partecipare al fondo
immobiliare regionale e a stabilire che almeno il 51 per cento degli alloggi verrà destinato al social housing, potrà
trattare con il fondo per vendere
direttamente l’intera operazione oppure sottoscrive un accordo con Cassa
Depositi e Prestiti per inserire il patrimonio immobiliare all’interno del
fondo stesso. Operazione che renderebbe agli interessati il 3% più Istat
all’anno per 25 anni, con la possibilità di tornare in possesso della quota
percentuale.
Tutto questo potrà fornire un contributo al settore edile in questo
momento critico e soprattutto mettere sul mercato, sia dell’affitto, sia della
proprietà, alloggi di buon livello e a norma
sotto il profilo della certificazione energetica (è richiesta la classe
B), ai prezzi calmierati del social housing.
L’iniziativa potrà garantite un
interesse finanziario definito per gli investitori e la risposta ai fabbisogni
di prima casa in affitto a canoni moderati.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
MILANO: COMUNE, ALLO STUDIO LA VENDITA DELLA VILLA DI CERANO D’INTELVI PER 6 MESI AL COMUNE DI CERANO SPAZIO GRATUITO PER LO SCUOLABUS CITTADINO |
|
|
 |
|
|
Milano, 2 aprile 2013 - Un piano per l’alienazione o la valorizzazione
della villa di Cerano d’Intelvi di proprietà del Comune di Milano.
L’amministrazione sta approfondendo tutti gli elementi - dal valore di mercato
alla presenza di vincoli storico-architettonici - utili alla decisione, che
sarà presa nei prossimi mesi, sul destino della proprietà in provincia di Como.
Il complesso immobiliare risale ai primi del ‘900 ed è composto dalla
villa padronale (tre piani con seminterrato per una superficie complessiva di
853 metri quadri), giardino pertinenziale e un piccolo fabbricato separato (un
primo piano ad uso foresteria e un piano terra destinato al ricovero di
automezzi per una superficie di 149 metri quadri).
Il Comune di Milano ha acquistato la proprietà nel 1934 per la cifra di
100 mila lire.
Fino a febbraio 2012, il complesso immobiliare è stato assegnato in
comodato d’uso gratuito all’Azienda Ospedaliera “Guido Salvini” ed era adibito
a Casa di riposo. Dopo la rinuncia da parte della struttura sanitaria e la
ripresa in carico da parte del Comune di Milano, l’immobile è rimasto
inutilizzato.
In attesa di definirne la destinazione, la Giunta ha deciso di
accogliere la richiesta del Comune di Cerano d’Intelvi che quindi potrà
utilizzare gratuitamente per 6 mesi una parte dell’immobile (il fabbricato
annesso alla villa) come ricovero per lo scuolabus cittadino.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
EX ITALCEMENTI: LE TAPPE DELL´OPERAZIONE |
|
|
 |
|
|
Trento, 2 aprile 2013 - In
merito alle recenti notizie comparse sulla stampa locale con riferimento
all’operazione immobiliare che vede al centro il compendio ex Italcementi,
acquisito da Patrimonio del Trentino spa attraverso la permuta dei compendi
immobiliari ex Dogana e Rettorato, preme chiarire alcuni aspetti fondamentali,
per evitare facili fraintendimenti.
L’operazione punta a soddisfare da un lato le esigenze di spazio della
cooperazione trentina, che da anni necessita di un ampliamento delle proprie
sedi istituzionali; dall’altro permette alla Provincia, per mezzo del suo
“braccio immobiliare” Patrimonio del Trentino spa, di acquistare un’area
strategica per lo sviluppo cittadino, destinata a diventare il volano
dell’edilizia scolastica e rendendo alla zona di Piedicastello un’adeguata
centralità quale zona residenziale.
L’operazione, così complessa anche per le peculiarità degli immobili
coinvolti, è stata accuratamente pianificata su un adeguato lasso temporale,
che vede le sue “tappe” fondamentali nel 30 giugno 2013, data prevista per la
stipula del contratto definitivo di permuta e quindi per il preventivo
trasferimento in proprietà dei compendi Rettorato ed ex Dogana dall’attuale
proprietaria Provincia a Patrimonio del Trentino spa e per la demolizione del
compendio ex Dogana, e nel 31 dicembre 2013 per l’immissione in possesso del
Compendio Rettorato libero da persone e/o cose e adeguamento urbanistico
dell’area ex Dogana. L’operazione andrà a chiudersi il 30 giugno 2014 con
l’ultimazione degli interventi di bonifica e la conseguente immissione in
possesso dei compendi ex Dogana e Italcementi.
I predetti termini sono tuttavia stabiliti “salvo diverso accordo tra
le parti”, in quanto la buona fede contrattuale che ha caratterizzato e
continua a caratterizzare i rapporti tra le parti ha imposto di tenere in
debito conto eventuali ritardi causati da imprevisti e sorprese nelle
operazioni e dal nutrito numero di soggetti terzi coinvolti.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
CONCENTRAZIONI: LA COMMISSIONE APPROVA L´ACQUISIZIONE DI UN´AZIENDA CHIMICA PETROCHEM CARLESS HOLDINGS DAL RIVALE HALTERMANN |
|
|
 |
|
|
Bruxelles, 2 aprile 2013 - La
Commissione europea ha autorizzato, ai sensi del regolamento Ue sul regolamento
sulle concentrazioni, la proposta di acquisizione di Petrochem Carless Holdings
Limited (Regno Unito) mediante Haltermann Holding Gmbh (Germania), una
consociata interamente controllata di Hig Europe Capital Partners. Soggetti
operanti nel settore chimico. L´indagine della Commissione ha confermato che
l´operazione proposta non dà luogo a problemi di concorrenza, perché non
modificare in maniera significativa la struttura dei mercati rilevanti.
La Commissione ha esaminato, in particolare, i possibili effetti della
proposta operazione, i termini di concorrenza nei mercati della produzione e
distribuzione di distillati di inchiostro di stampa e prestazioni del
carburante e sub- segmenti (carburanti di riferimento per le automobili,
carburante per le auto da corsa e carburanti Oe). Commissione ha constatato che
l´operazione non darebbe luogo a problemi di concorrenza in nessuno dei mercati
rilevanti a causa del modesto livello di quote di mercato combinate parti, la
capacità dei clienti di cambiare fornitore e la presenza di un numero
sufficiente di concorrenti seri che continuano a esercitare una pressione
concorrenziale sull´entità risultante dalla concentrazione.
La Commissione ha pertanto concluso che l´operazione non ostacolerà in
maniera significativa una concorrenza effettiva nello Spazio economico europeo
1 (See) o in una parte sostanziale di esso.
L´operazione è stata inizialmente notificata alla Commissione nel
novembre 2012. Dopo il ritiro della notifica, nel dicembre 2012, l´operazione è
stata nuovamente notificata 19 Febbraio 2013.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
MICRON, PASSO AVANTI NEL CONFRONTO SUL PIANO PER RILANCIARE IL SITO DI AVEZZANO RIUNIONE AL MISE- NEI PROSSIMI GIORNI SI AFFRONTERA’ IL NODO DEGLI AMMORITZZATORI |
|
|
 |
|
|
Roma, 2 aprile 2013 - Passo in avanti, al Ministero dello Sviluppo
Economico, nel confronto sul piano industriale al quale è legato il rilancio
della Micron di Avezzano, dopo la decisione della multinazionale americana di
cedere l’impianto abruzzese (che- tra dipendenti e indotto- occupa circa 2000
addetti) ad altro imprenditore.
A discutere delle prospettive dello stabilimento di
microelettronica sono stati- alla
presenza del Sottosegretario al Mise Claudio De Vincenti e del Viceministro al
Lavoro Michel Martone- i rappresentanti dell’azienda, delle istituzioni locali
e delle organizzazioni sindacali nazional, territoriali e aziendali.
La direzione di Micron ha annunciato che è stato raggiunto l’accordo
per una newco partecipata da alcuni alti dirigenti dell’unità ceduta(tra i
quali l’amministratore delegato Sergio Galbiati) e dalla tedesca L. Foundry,
newco che rileverà le attività produttive di Avezzano.
In questo nuovo assetto, assumono particolare rilievo sia gli impegni
commerciali e di trasferimento tecnologico presi da Micron (anche attraverso la
partecipata Aptina), sia l’apporto tecnologico e di mercato di L. Foundry, sia
il ruolo centrale che il management italiano avrà tanto nel sito abruzzese
quanto all’interno della holding.
Il governo, nel valutare positivamente le prospettive di consolidamento
e sviluppo della fabbrica di Avezzano, ha confermato il trasferimento alla
nuova società delle risorse finanziarie già previste per i progetti a suo tempo
presentati da Micron. Contestualmente, l’esecutivo assume anche una funzione di
verifica e controllo costante dell’evoluzione dei piani finanziari e produttivi
illustrati nel corso della riunione odierna.
Per quanto concerne le problematiche occupazionali, le parti hanno
stabilito di avviare già nei prossimi giorni il necessario confronto
sindacale. A questo proposito, il
governo ha sottolineato la necessità che venga salvaguardato l’alto livello di
professionalità presente tra i lavoratori di Avezzano e che il necessario
ricorso agli ammortizzatori sociali sia coerente con il piano di rilancio
industriale.
“E’ di fondamentale importanza- ha affermato il Sottosegretario De
Vincenti nel chiudere la riunione- che si stia profilando un futuro produttivo
e industriale per una attività ad elevato contenuto tecnologico come quella di
Avezzano. Lo stabilimento ha ora la possibilità di uno sviluppo tecnologico e
di una differenziazione produttiva che ne potrà garantire il posizionamento
competitivo sui mercati internazionali”.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
22 MAGGIO: IL NUOVO BREVETTO COMUNITARIO |
|
|
 |
|
|
Milano, 2 aprile 2013 - La data da mettere in agenda per l’incontro “Il
nuovo brevetto comunitario”, organizzato dalla Fast è il prossimo 22 maggio a
Milano.
Il profondo cambiamento introdotto dal Parlamento europeo per la
protezione delle invenzioni viene spiegato da un esperto dell’Ufficio europeo
dei brevetti. Un rappresentante di un importante studio brevettuale illustra
l’impatto della nuova norma sulle strategie brevettuali delle imprese. Dunque
conoscere il problema per prepararsi a cogliere le future opportunità.
Nel dicembre 2012 il Parlamento europeo ha
approvato il regolamento che dal 2014 introdurrà
il Brevetto Comunitario, in pratica la possibilità di
ottenere un brevetto unico giuridicamente valido
in tutta l´Unione europea. La creazione di un tale
brevetto porterà a una riduzione sostanziale dei
costi di brevetto, in particolare di quelli legati alla
traduzione e al deposito; la protezione
semplificata delle invenzioni per tutto il territorio
europeo grazie ad una procedura unica; la
costituzione di un sistema unico e centralizzato di
risoluzione delle controversie. Si tratta di un
traguardo importante a cui si giunge dopo oltre 40
anni di discussioni, dibattiti e rinvii: una decisione
storica che aiuterà le imprese. Il nuovo brevetto,
infatti, elimina i due principali ostacoli che
condizionano un maggior ricorso da parte delle
imprese e degli inventori alla protezione
brevettuale dei nuovi ritrovati tecnologici: gli alti
costi e la complessità dell’ottenimento a livello di
mercato unico. Con le nuove norme, le procedure
si semplificheranno e i costi si ridurranno
drasticamente. Il pacchetto di norme approvato
dal Parlamento comprende anche l’accordo sulle
regole per le traduzioni e l’intesa sull’introduzione
di tribunali europei che regolino con effetto in
tutta l’Unione le questioni di contraffazione e
validità dei brevetti comunitari. Ancorché
l’introduzione del nuovo brevetto comunitario sia
stabilita per il 2014, la presenza di questo nuovo
strumento modifica sostanzialmente sin d’ora le
strategie di protezione brevettuale da adottare,
per quanto riguarda le scelte tra le opzioni
possibili, rispetto al brevetto europeo e al Pct.
Fast, quale membro della rete europea
Enterprise Europe Network, propone a imprese e
inventori una presentazione del nuovo brevetto
unitario e delle implicazioni strategiche collegate.
Gli interventi sono affidati a esperti dell’European
Patent Office e di un importante studio
brevettuale nazionale.
Programma:
09,30 Registrazione;
10,00 I servizi di Enterprise Europe Nework per la
protezione della proprietà intellettuale
Angela Pulvirenti, Fast;
10,15 La rivoluzione europea nella protezione
delle invenzioni: il nuovo brevetto
comunitario e la Corte unificata del
brevetto
Stefan Luginbuehl, Lawyer,
International Legal
Affair, Epo European Patent
Office;
12,00 L’impatto del nuovo brevetto comunitario
sulle strategie brevettuali delle imprese
Diego Pallini, Notarbartolo&gervasi;
12.30 Discussione;
13.00 Conclusione dei lavori.
E-mail muriel.Geroli@fast.mi.it
o via fax al n. 02 782485
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
INNOVAZIONE: I RISULTATI DI UN´INDAGINE ISTAT SUL TRIENNIO 2008-2010 |
|
|
 |
|
|
Trieste,
2 aprile 2013 - Le imprese del Friuli Venezia Giulia sono più
innovatrici
della media nazionale. Nel triennio 2008-2010 il 41%
delle
imprese della regione operanti nei settori dell´industria e
dei
servizi con almeno 10 addetti ha introdotto delle innovazioni
sul
mercato o nel proprio processo produttivo, quota
significativamente
più elevata del 32% riferito all´Italia nel
suo
complesso.
La
propensione ad innovare cresce all´aumentare della dimensione
dell´impresa
ed il manifatturiero è il settore più innovativo,
con
il 55% di imprese innovatrici in regione, seguito dai
servizi,
con un´incidenza del 29%. Per l´introduzione di
innovazioni
le imprese regionali hanno sostenuto nel 2010 una
spesa
media per addetto pari a 7.400 euro, beneficiando nel 42%
dei
casi di un sostegno pubblico per l´innovazione, proveniente
soprattutto
da amministrazioni pubbliche locali o regionali
(valore
superiore al 30% medio italiano). La spesa è stata
destinata
prevalentemente all´acquisto di macchinari e
attrezzature
e alle attività di ricerca e sviluppo interne (dai
dati
della rilevazione sulla R&s nelle imprese in Fvg nel 2010
sono
stati spesi per attività di ricerca 283 milioni di euro).
Inoltre,
il 19% delle imprese innovatrici della regione (il 13%
in
tutta Italia) ha definito accordi di cooperazione per le
attività
di innovazione, in particolare con fornitori e
consulenti.
Sono
questi gli aspetti principali che emergono dall´elaborazione
dei
microdati definitivi relativi all´indagine Istat
sull´innovazione
nelle imprese per il triennio 2008-2010, svolta
dal
Servizio statistica e affari generali della Regione Fvg in
collaborazione
con la sede di Trieste della Banca d´Italia. Si
tratta
di un´indagine campionaria per le imprese da 10 a 249
addetti
e censuaria per quelle con almeno 250 addetti. La Regione
ha
assunto il ruolo di ente intermedio di rilevazione sul proprio
territorio,
tramite il Servizio statistica e affari generali
della
Direzione centrale finanze, patrimonio e programmazione. La
collaborazione
tra Istat e Regione ha consentito di aumentare il
campione
di imprese del Fvg al fine di ottenere delle stime
significative
a livello regionale garantendo anche la
rappresentatività
dei macrosettori industria, costruzioni e
servizi.
Si
nota con soddisfazione - secondo il presidente della Regione -
come
le imprese del Fvg puntino a crescere e migliorarsi
investendo
in ricerca e innovazione, veri punti di forza della
nostra
economia. L´amministrazione regionale si è impegnata a
sostenere
l´innovazione nel settore privato attraverso l´adozione
di
strumenti di finanziamento alle imprese, consapevole del fatto
che
innovare in questo periodo di crisi economica è quanto mai
fondamentale
per aumentare la competitività, creare sviluppo e
nuova
occupazione.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
ABRUZZO: PRESENTATI I CONTRATTI DI SVILUPPO LOCALI BANDO DA 10 MNL;ALTRI 15 MLN A CONTRATTI SVILUPPO NAZIONALI |
|
|
 |
|
|
Pescara, 2 aprile 2013 - Un bando per un valore di 10 milioni di euro a valere
sui fondi Fas 2007-2013, rivolto a finanziare i Contratti di Sviluppo Locale
promossi delle imprese, in forma singola o associata, è stato presentato, il 27
marzo, a Pescara, in Regione, dal vice presidente ed assessore allo Sviluppo
economico, Alfredo Castiglione, nel corso di una conferenza stampa. Le imprese
beneniciarie dovranno avere almeno sede operativa in Abruzzo per investimenti
di consistente valore economico e finanziario e con ottimi riflessi da un punto
di vista occupazionale. "L´attuale Governo regionale - ha spiegato
Castiglione - si è impegnato, sin dal momento del suo insediamento, a porre in
essere interventi per sostenere al massimo la competitività del sistema
economico. La legge regionale n.40/2012 sulla "Promozione e sviluppo del
sistema produttivo regionale" ha, infatti, completato dal punto di vista
legislativo, il processo di riordino territoriale avviato con le leggi
sull´artigianato, il commercio, i consorzi fidi e con la riforma dei consorzi
industriali". Dopo aver disegnato una nuova geografia industriale
regionale, attraverso la spinta ad un nuovo riposizionamento strategico delle
filiere produttive regionali sul concetto d´innovazione con i Poli e le Reti di
Imprese, secondo il vice presidente della regione "è arrivato il momento
di compiere un ulteriore sforzo mirato allo sviluppo del nostro territorio,
attraverso il sostegno finanziario teso a favorire la realizzazione di
iniziative di localizzazione, ampliamento e ammodernamento di unità industriali
rilevanti per il rafforzamento della struttura produttiva della regione
Abruzzo, con particolare riferimento alle aree di crisi". Il bando sui
Contratti di sviluppo locali segue il finanziamento, avvenuto con un dotazione
finanziaria pari a 15 milioni di euro, sempre a valere sulla dotazione Fas, dei
Contratti di Sviluppo Nazionali gestiti da Invitalia, per cofinanziare progetti
di sviluppo presentati da aziende abruzzesi, in base al Dm del 24 settembre
2010. "Il finanziamento dei contratti di sviluppo nazionali e locali -
ripreso Castiglione - rientra nella logica di passare, nell´immediato futuro,
ad una progettualità in grado di rafforzare la qualità e la credibilità
generale di interlocuzione, ponendo il tessuto industriale regionale
all´avanguardia in termini di attività e capacità propositiva". La genesi
di tale iniziativa, infatti, parte dalla constatazione che molte sono le
eccellenze presenti nella regione in tutti i settori. Aziende che fanno della
tecnologia e del know-how il loro punto di forza e che, se messe in condizione
di aumentare il proprio livello di innovatività e di crescita, attraverso nuovi
investimenti, possono raggiungere un livello adatto a rispondere alle sfide che
la competizione mondiale ci propone. "Se gli imprenditori guardano con
ritrovato clima di fiducia alla Regione Abruzzo, - ha proseguito il vice
presidente - occorre dare loro gli strumenti necessari per aumentare la propria
efficienza e con essa maggiore produttività, che si traduce in maggiore
competitività da mettere in campo per vincere la concorrenza sul piano
nazionale e internazionale, per fare in modo che per l´Abruzzo arrivi al più
presto al superamento dell´attuale crisi strutturale del nostro sistema
produttivo. Tale modello - ha concluso - spero sia realizzato nel più breve
tempo possibile al fine di rendere realmente operativa la "rivoluzione
industriale" in cui l´Abruzzo è entrato, per affrontare con la massima
serenità il dopo-crisi, utilizzando i nuovi servizi e la sua intrinseca
innovatività come leve di competitività territoriale".
Il Contratto di Sviluppo in questione favorisce la realizzazione di
investimenti proposti da imprese aventi sede operativa in Abruzzo. Ha per
oggetto uno o più progetti di investimento ed eventuali progetti di ricerca
industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connessi e funzionali tra
loro. Finanzia investimenti nei settori industria, artigianato e commercio. È
sottoscritto da una o più imprese e dalla Regione Abruzzo. Richiede un
investimento minimo compreso tra 3 e 7 milioni di euro. Si applica nelle aree
previste dalla Carta degli aiuti 2007-2013 e nel resto del territorio regionale
solo se l´investimento è proposto da piccole e medie imprese. Prevede
agevolazioni sotto forma di contributo a fondo perduto. E´ rivolto alle
piccole, medie e grandi imprese anche estere che hanno una sede operativa in
Abruzzo. In particolare, i destinatari delle agevolazioni sono: l´impresa
"proponente", che promuove l´iniziativa imprenditoriale ed è
responsabile della coerenza tecnica ed economica del Contratto di Sviluppo, le
eventuali imprese "aderenti", che realizzano progetti di investimento
nell´ambito del suddetto Contratto di Sviluppo. Il Programma di sviluppo
oggetto del Contratto può essere promosso e sviluppato anche dai poli
d´innovazione, dalle reti d´imprese e dalle associazioni di categoria presenti
nel Cnel, ed ha ad oggetto la realizzazione, su iniziativa di una o più
imprese, anche di settori diversi (industria, artigianato, commercio, ecc.) di
un programma di sviluppo rientrante nella seguente fattispecie prevista
dall´art. 14 della Legge regionale n. 40/2012. Il programma di sviluppo
produttivo è un´iniziativa imprenditoriale finalizzata alla produzione di beni
e/o servizi, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti
d´investimento ed, eventualmente, progetti di ricerca industriale a prevalente
sviluppo sperimentale, strettamente connessi e funzionali tra di loro in
relazione al processo di produzione dei prodotti finali. L´importo complessivo
delle spese ammissibili degli investimenti oggetto del contratto di sviluppo
Locale deve essere ricompreso tra un importo minimo di 3 milioni di euro e un
importo massimo pari a 7 milioni di euro. Il contributo viene concesso a fondo
perduto. I progetti di investimento del Contratto di Sviluppo possono essere
realizzati nelle aree previste dalla Carta degli aiuti a finalità regionale
approvata dalla Commissione europea per il periodo 2007-2013 (Aiuto di Stato n.
117/2010 pubblicato su Guue del 10 agosto 2010, n. C 215/5; nel resto del
territorio regionale solo per la piccole e medie imprese. I progetti di ricerca
industriale e sviluppo sperimentale possono essere realizzati su tutto il
territorio regionale. In merito alle agevolazioni, bisogna distinguere tra
Progetti Di Investimento e Progetti Di Ricerca E Sviluppo. Nel primo caso, sono
interessati settori diversi dalla trasformazione e commercializzazione dei
prodotti agricoli, nel secondo caso riguardano progetti di ricerca industriale
e progetti di sviluppo sperimentale. Gli
incentivi previsti variano a seconda della tipologie dei progetti. Nel caso dei
progetti di investimento nelle aree in deroga, quelle rientranti nell´87 3c, le
piccole imprese potranno beneficiare di incentivi pari al 35% del totale. La
percentuale sarà, invece, del 25% per le medie imprese e del 15% per le grandi
imprese. Se, invece, i progetti di investimento riguarderanno altre aree, le
piccole imprese potranno beneficiare del 20%, quelle medie del 10% mentre le
grandi imprese non potranno avvalersi di alcun incentivo. Per quanto riguarda,
infine, i progetti di ricerca e sviluppo, che sono relativi all´intero
territorio regionale, gli incentivi per le grandi imprese saranno pari al 50%
se si tratta di progetti di ricerca industriale e al 25% se si tratta di
progetti di sviluppo sperimentale. Per le medie imprese saranno pari al 60% nel
primo caso e pari al 35% nel secondo. Per le piccole imprese, gli incentivi
saranno parti al 70% se si tratta di progetti di ricerca industriale e pari al
45% nel caso di progetti di sviluppo sperimentale. Le imprese potranno fare
domanda attraverso l´istanza di accesso, a partire dal giorno successivo alla
pubblicazione del bando sul Burat. La Regione Abruzzo valuterà le stesse
istanze e, a partire dal 31 maggio prossimo, potrà essere presentata la
Proposta di Massima la cui valutazione positiva darà diritto alle imprese ad
accedere alla fase negoziale. Ad essa seguirà la sottoscrizione del Contratto
di Sviluppo Locale da parte della Regione Abruzzo con l´impresa o le imprese
proponenti.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
CIR: CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA DEGLI AZIONISTI E PUBBLICAZIONE DOCUMENTAZIONE |
|
|
 |
|
|
Milano, 2 aprile 2013 – Assemblea ordinaria degli azionisti:
in prima convocazione per il giorno 26 aprile 2013 ore 10,30 in seconda
convocazione per il giorno 29 aprile 2013 ore 10,30.
Pubblicazione Documentazione -
Il 27 marzo è stata messa a disposizione del pubblico, mediante
pubblicazione sul sito internet della Società all’indirizzo http://www.cirgroup.it/ e
deposito presso la Sede Legale, la relazione del Consiglio di Amministrazione
sul punto 6. All’ordine del Giorno: “Proposta in merito all’approvazione del
piano di Stock Grant 2013”.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
LE ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI IN PROVINCIA DI TORINO: BLOCCO DEI PAGAMENTI ED ECCESSI BUROCRATICI I NEMICI DEL SISTEMA PRODUTTIVO |
|
|
 |
|
|
Torino, 2 aprile 2013 - Sbloccare i crediti alle imprese e sostenere i
produttori che si affacciano sui mercati esteri. Questo è ciò che chiede il
mondo imprenditoriale al sistema dei pubblici poteri e che è stato ribadito con
forza oggi a Palazzo Cisterna, dove le Commissioni Iii e Vi del Consiglio
provinciale, dedicate alle politiche attive per il mercato del lavoro e per le
attività economiche, hanno incontrato Luca Pignatelli, Roberto De Gioanni e
Paolo Billia, rappresentanti rispettivamente dell’Unione Industriale di Torino,
di Api Torino e di Confindustria Canavese. Alla riunione era presente
l’assessore alle Attività produttive della Provincia di Torino Ida Vana.
Il quadro economico locale tratteggiato dagli esponenti delle
associazioni datoriali è quello noto, tristemente funestato dalla pesantissima
crisi economica, anche se la periodica indagine svolta dall’Unione Industriale
mette in luce per il secondo trimestre del 2013 flebili segnali di
miglioramento nelle aspettative degli imprenditori, particolarmente rispetto agli
indicatori “produzione e ordini” e “investimenti”. L’indagine dell’Unione
Industriale ha messo in evidenza una sempre più netta divaricazione, confermata
anche da Api e Confindustria Canavese, tra le imprese ben radicate sui mercati
esteri e quelle che realizzano il loro fatturato soprattutto sul mercato
interno. Oltre ai mancati pagamenti degli Enti pubblici, gli imprenditori
segnalano che un altro grave handicap di dimensione nazionale è dato
dall’enorme mole di adempimenti burocratici, che tengono lontani gli
investimenti dal nostro Paese.
“Siamo in attesa di conoscere i tempi del decreto che sbloccherà i
debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese, ma è reale il rischio
che quei soldi finiscano per coprire i debiti con le banche senza portare
quindi la liquidità necessaria a ridare un po’ di fiato alle aziende” ha
spiegato l’assessore Vana, interpretando la preoccupazione delle associazioni
imprenditoriali presenti. Unione Industriale, Api e Confindustria Canavese
hanno chiesto che gli Enti pubblici siano al loro fianco nella ricerca di un
accordo con gli Istituti di credito che eviti quel temuto epilogo.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
SODALITAS SOCIAL INNOVATION: APERTE LE ISCRIZIONI ALLA 3^ EDIZIONE PER PROMUOVERE NUOVE PARTNERSHIP TRA PROFIT E NONPROFIT |
|
|
 |
|
|
Milano, 2 aprile 2013 – Durante l´evento “La sfida digitale. Come
conciliare nonprofit, new media e risorse” – Fondazione Sodalitas ha presentato
la terza edizione di Sodalitas Social Innovation (Ssi), il programma ideato per
aiutare le organizzazioni nonprofit italiane a mettere a punto social business
plan di qualità, e promuovere la nascita di partnership Impresa-nonprofit.
"Oggi, saper sviluppare partnership con le imprese è una vera e
propria necessità per la continuità delle organizzazioni nonprofit nel tempo -
ha dichiarato Ugo Castellano di Fondazione Sodalitas. “Si tratta di una leva
irrinunciabile di sviluppo per chi opera nel sociale ed è impegnato ogni giorno
a ridurre la distanza tra chi ha molto e chi non ha nulla".
32 imprese leader di mercato contribuiranno a scegliere - tra i
progetti presentati dalle Organizzazioni Nonprofit - quelli più in linea con 10
principi di efficacia sociale ed efficienza di mercato:
1) Risultati attesi e valutazione dell’impatto sociale;
2) Sviluppo delle capacità e sostenibilità nel tempo del progetto;
3) Potenziale di crescita (scalabilità);
4) Capacità di Innovazione Sociale;
5) Replicabilità;
6) Costo del prodotto e vantaggio competitivo;
7) Sostenibilità Economica e Finanziaria;
8) Approccio di Sistema;
9) Partnership con il Mondo Profit;
10) Esperienze e capacità organizzativa;
A coordinare i lavori sarà il
Segretario Generale di Fondazione Cariplo Pier Mario Vello.
Le prime due edizioni di Sodalitas Social Innovation hanno visto la
partecipazione di 325 organizzazioni nonprofit con 360 progetti.
Tutti le iniziative presentate a Ssi sono pubblicate su
www.Socialinnovation.sodalitas.it, il primo portale italiano dedicato alle
partnership Impresa-nonprofit.
L’evento del 27 marzo è stata
anche l’occasione per presentare alcune delle partnership Impresa-nonprofit già
realizzate grazie a Sodalitas Social Innovation.
Leroy Merlin per esempio sta per lanciare sul territorio di Milano il
progetto “Bricolage del cuore”. Questa iniziativa, che nasce ora come
esperienza pilota di volontariato d’impresa, vuole permettere ai collaboratori
dell’azienda di mettere a disposizione della comunità le proprie competenze
specifiche di mestiere e di settore. Le
Onp con cui l’azienda ha scelto di collaborare sono state identificate tra
quelle partecipanti a Sodalitas Social Innovation.
Ubi Banca ha coinvolto i propri dipendenti in una specifica iniziativa
di solidarietà a favore di tre progetti candidati a Sodalitas Social
Innovation: il progetto dell’Associazione Acra “Costruzione di orti scolastici
per combattere la malnutrizione infantile in Ciad”; il progetto della
Fondazione Sipec “Energia per le comunità rurali del Burkina Faso” e quello
dell’Associazione Prometeo Onlus “A casa lontano da casa”.
Mellin ha sviluppato nel 2011 insieme con la Cooperativa Spazio Aperto
il Progetto “De Medici”. Grazie a questa partnership sono stati creati posti di
lavoro per persone in difficoltà che forniscono un servizio ad alto valore
aggiunto presso i punti vendita di alcune tra le più importanti aziende della
Gdo. L’iniziativa, tuttora in corso, si è ampliata coinvolgendo altre realtà
imprenditoriali, tra cui Pernod Richard e Zaini.
Linklaters ha stipulato una partnership con il Consorzio Cascina Nibai,
operante sul territorio per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro di
detenuti, ex detenuti e persone con disabilità. L’azienda ha deciso di
concentrare i propri sforzi sul progetto “Com-munitas: traiettorie di andata e
(non) ritorno”, avviato dal consorzio allo scopo di costruire un percorso
formativo per detenuti che cominci dentro il carcere attraverso un’attività
produttiva su commessa e che prosegua fuori per consentire un reinserimento
concreto ed efficace dei “ristretti” nella società.
Sodalitas Social Innovation si apre ai new media -
Quest´anno Sodalitas Social Innovation sarà anche all´insegna dei new
media.
Il programma assegnerà infatti
per la prima volta un “Web Communication Award”, affidando alla rete la scelta
dell´organizzazione vincitrice.
Alla Onp vincitrice di questo riconoscimento verranno offerte:
la realizzazione di un
video dedicato al progetto candidato
- la redazione e la
diffusione, da parte di Fondazione Sodalitas, di un comunicato stampa dedicato
- la redazione di un
numero speciale della newsletter di Fondazione Sodalitas, che raggiunge 6.000
contatti
- la promozione
dell´iniziativa su tutti i canali web di Fondazione Sodalitas
- la pubblicazione di
post dedicati, sulla pagina facebook di Sodalitas Social Innovation, per un
mese dall’assegnazione del riconoscimento
- la possibilità di
proporre la propria iniziativa come progetto charity o raccolta fondi interna
alle imprese aderenti a Fondazione Sodalitas
La pagina facebook di Sodalitas Social Innovation, creata in occasione
della 3^ edizione, approfondirà attraverso eventi on line temi legati alla
partnership Impresa-nonprofit e al rapporto tra Terzo settore e new media.
Il primo degli eventi on line che Fondazione Sodalitas proporrà avrà
luogo il prossimo 4 aprile tra le 14.30 e le 15.30. Per partecipare
all´appuntamento – realizzato in collaborazione con Terna – è sufficiente
diventare fan della pagina del progetto e seguire gli aggiornamenti dell´evento
dedicato, intervenendo nella discussione.
Come partecipare alla 3^ Edizione di Sodalitas Social Innovation -
Per partecipare alla terza edizione di Ssi le organizzazioni nonprofit
italiane devono compilare in ogni sua parte la Griglia di compilazione basata
su 10 principi di efficacia sociale ed efficienza di mercato, e inviarla entro
il 31 maggio 2013 all’indirizzo socialinnovation@sodalitas.It
La partecipazione è completamente gratuita.
La Griglia di compilazione e le Linee Guida cui fare riferimento per
redigerla correttamente sono scaricabili dal sito http://www.sodalitas.it/
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
VERONA, IL SETTORE DEL MOBILE RIPARTE DAL RESTAURO |
|
|
 |
|
|
Verona, 2 aprile 2013 - Dal 20
al 23 marzo scorsi, 18 imprese artigiane veronesi hanno partecipato alla Xx
edizione del Salone del Restauro di Ferrara, nello stand allestito dalla Camera
di Commercio di Verona.
L’edizione 2013 era focalizzata sul tema del restauro alla luce degli
eventi sismici che hanno colpito le zone dell’Emilia Romagna il 20 e 29 maggio
2012, incidendo profondamente nei territori e sul patrimonio storico
monumentale.
Il Salone non poteva esimersi dal concentrare l’attenzione sul ruolo
centrale che assume il restauro nella ricostruzione post sismica. Ecco dunque
che il moto della manifestazione è diventato: “Dov’era ma non com’era” con
evidente richiamo alla necessità di progettare un restauro non solo conservativo,
ma che tenga conto anche delle più innovative tecniche di messa in sicurezza
degli immobili e/o monumenti coinvolti.
Per la Camera di Commercio di Verona era la terza partecipazione,
un’edizione che ha visto coinvolte un numero rilevante di imprese, collocate in
una posizione di privilegiata visibilità, all’inizio del padiglione 3, vicino
allo stand del Mibac, Ministero per i beni culturali. Di rilievo anche l’idea
di base dell’allestimento, strutturato su 115 mq e concepito per essere uno
spazio aperto con dei pannelli unificanti che raccontano con testo e immagini
le singole storie aziendali.
Notevoli i numeri di questa edizione del Salone del Restauro, con
16.000 metri quadrati occupati, 220 espositori e un ricco cartellone con 131
convegni e incontri tecnici e 9 eventi–mostre.
Durante la manifestazione sono stati presentati diversi convegni:
giovedì 21 marzo è stato approfondito, in sala Marfisa, alle ore 16.30, il
Restauro della Cantoria di San Rocco ad opera dei restauratori della pianura
veronese presenti allo stand della Camera di Commercio, mentre altri 3 convegni
sono stati presentati nello spazio convegni dello stand camerale.
Il giorno 21 marzo è stata anche l’occasione per le nostre imprese per
partecipare a degli incontri di affari organizzati da Assorestauro, in
collaborazione con L’ice (Istituto Commercio estero), con professionisti
stranieri del settore. La Camera di Commercio ha coadiuvato gli incontri con
un’attività di accompagnamento e, quando necessario, di traduzione.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
FERRARA, I DATI ECONOMICI DEL I TRIMESTRE 2013 |
|
|
 |
|
|
Ferrara, 2 aprile 2013 - Se
Natale ha dato una mano solo alle vendite dei supermercati, che chiudono quasi
in pareggio, il calo della domanda interna ha colpito le imprese di tutti i
settori non solo negli ultimi mesi del 2012, ma, soprattutto per gli operatori
del commercio e della filiera turistica, ha generato un primo trimestre 2013
“in rosso”. Anche l’export, unico unico indicatore che fino a qualche tempo fa,
nelle previsioni delle imprese manifatturiere, mostrava segnali positivi e accendeva
le speranze di una ripresa dell’economia, rallenta (+0,3%). E sono, ancora una
volta, le imprese di minore dimensione a pagare il prezzo più elevato alla
crisi. E’ quanto emerge dall´indagine trimestrale dell´Osservatorio
dell´economia della Camera di Commercio.
“Le incertezze del mercato interno continuano a farsi sentire sul
nostro sistema produttivo”, ha commentato il presidente della Camera di
Commercio di Ferrara, Carlo Alberto Roncarati. “Dopo aver vissuto un periodo
natalizio decisamente sotto tono e aver dato corso a una stagione dei saldi che
non ha dato i risultati desiderati, in particolare il commercio al dettaglio e
l´artigianato si apprestano ad iniziare una nuova fase all’insegna della
riduzione delle vendite. Il contesto di difficoltà complessivo colpisce, poi,
duramente anche le imprese della filiera turistica”.
Industria E Artigianato
La produzione dell’industria e dell´artigianato in senso stretto è
diminuita del 6,5% rispetto all’analogo periodo del 2012, dopo il -6,7% del
trimestre precedente. Le maggiori difficoltà hanno interessato le imprese
metallurgiche (-12,1%) e il gruppo del legno-mobili, della carta e della stampa
(-10,2%). In netto peggioramento anche la produzione del sistema moda (-8,5%),
che sconta la riduzione dei consumi. In linea con la contrazione media, la
produzione dell’industria alimentare (-6,3%), che ha comunque risentito della
diminuzione dei consumi, nonostante il suo carattere aciclico.
Il fatturato a valori correnti ha subito una flessione tendenziale del 5%.
Tutti negativi gli andamenti settoriali, con l’unica eccezione della
metalmeccanica. Leggermente più lievi solo le contrazioni per l’industria
elettronica e per quella meccanica.
Al calo di produzione e fatturato, non è rimasta estranea la domanda,
che ha accusato una flessione del 6,8%, consolidando il trend negativo del
2012. Gli ordini esteri rallentano e i periodi di produzione assicurati dal
portafoglio ordine si sono ridotti a poco più di sei settimane.
Sotto il profilo settoriale, a essere più penalizzate dalla mancanza di
prospettive di recupero, sia sul fronte della domanda interna che di quella
estera, sono le industrie dell’elettronica e della meccanica. Il debole mercato
interno incide, invece, più decisivamente sulle aspettative delle industrie
alimentari. Le “altre industrie”, a fronte di un prevalente pessimismo in
termini di produzione e fatturato, presentano saldi positivi per gli ordinativi
esteri, grazie alla chimica e alle imprese della lavorazione dei minerali non
metalliferi.
Commercio E Turismo
Peggiora ulteriormente la tendenza negativa delle vendite del commercio
al dettaglio, avviatasi con il secondo trimestre 2008. La crisi si è
riacutizzata a partire dalla seconda metà del 2011. Dall’inizio del 2012, la
diminuzione delle vendite è risultata più ampia di quella riferita al 2009 ed è
divenuta più rapida ad ogni trimestre. Per gli esercizi al dettaglio in sede
fissa le vendite a prezzi correnti sono diminuite di oltre l´8% nei primi mesi
del 2013 rispetto all’analogo periodo del 2012, in linea con quanto registrato
a livello nazionale, mentre per l’Emilia-romagna il calo è stato inferiore di
un punto percentuale. Nel complesso, l’aggravarsi della crisi non ha
determinato però un ulteriore accumulo delle giacenze. La quota delle imprese
che le giudicano eccedenti si è lievemente ridotta all’8%, scendendo al di
sotto dei livelli dei dodici mesi del 2012. Gli imprenditori appartenenti alla
filiera turistica, infine, considerano l´attuale tendenza negativa
assolutamente dominante anche per i prossimi mesi, con variazioni al ribasso a
due cifre.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
BRESCIA - PARTE IL PROGETTO START 2013 |
|
|
 |
|
|
Brescia, 2 aprile 2013 - In un
periodo in cui la certezza di un lavoro è sempre più precaria, torna il
progetto Start, che offre la possibilità a persone lombarde disoccupate,
inoccupate, cassintegrate e iscritte alle liste di mobilità di mettersi in
proprio, avviando una nuova impresa o un lavoro autonomo. I partecipanti,
potranno usufruire dei servizi gratuiti di formazione, assistenza
personalizzata, consulenza specialistica, nonché di servizi volti a favorire
l’accesso al microcredito.
Il progetto Start 2013 si prefigge anche di aiutare i giovani ad
inserirsi nel mondo del lavoro, supportando le piccole e medie imprese lombarde
con meno di quattro anni oppure con più di 4 anni ma che si occupano di moda,
design, green economy, digitalizzazione, nelle assunzioni con voucher da 8mila
o 10mila euro, con la previsione di oltre cento posti di lavoro per i giovani.
La dotazione per l’iniziativa è di oltre due milioni di Euro, il
progetto è promosso e finanziato da Presidenza del Consiglio dei Ministri –
Dipartimento della Gioventù, Regione Lombardia, Camera di Commercio di Brescia,
e le altre Camere di commercio lombarde aderenti al progetto.
Tutte le informazioni sul sito http://www.start.lombardia.it/ . O presso lo
Sportello Punto Nuova Impresa della Camera di Commercio di Brescia (tel. 030
3725.264/298 – e mail: pni@bs.Camcom.it ).
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
TRENTO: APPROVATO IL PROGETTO PER L´IMPRENDITORIALITA´ GIOVANILE |
|
|
 |
|
|
Trento, 2 aprile 2013 - Su proposta del Presidente Alberto Pacher, la Giunta
provinciale ha approvato il 28 aprile il "Progetto per l´imprenditorialità
giovanile", frutto dei contributi, delle riflessioni e delle proposte di
un gruppo di lavoro incardinato presso il Servizio Programmazione della
Provincia autonoma di Trento e coordinato dal prof. Carlo Borzaga, che è
componente del Comitato per lo sviluppo provinciale.
È la legge finanziaria provinciale, agli articoli 33 e 34, ad affidare
alla Giunta provinciale l´incarico di approvare un "Progetto per
l´imprenditorialità giovanile", disciplinando alcune nuove misure per
sostenere la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali promosse da
giovani. Il lungo e articolato lavoro del gruppo di lavoro, a cui hanno
partecipato esperti e referenti di strutture provinciali ed enti strumentali,
di Euricse, rappresentanti dei settori economici, degli istituti di credito,
del mondo della cooperazione e del volontariato, ha portato al progetto oggi
approvato, che ha una pluralità di obiettivi:
- accrescere tra i giovani la cultura imprenditoriale e la capacità di
creare nuove imprese sostenibili in attività di interesse collettivo con
elevate potenzialità di sviluppo e ampie capacità di creare nuova occupazione,
finora poco coinvolte nelle politiche di creazione di impresa; gli ambiti di
interesse sono diversi da quelli tecnologici, a favore dei quali sono già in
atto diverse misure di sostegno;
- preparare il sistema produttivo trentino a cogliere le opportunità di
lavoro e di impresa che saranno create dai processi di esternalizzazione
conseguenti al programma di snellimento delle pubbliche amministrazioni
provinciali;
- ampliare e migliorare l´offerta di beni e servizi alla persona e alla
comunità, nonché le attività di sostegno di alcuni settori economici, come in
particolare il settore turistico.
Il progetto individua alcuni macrosettori che risultano particolarmente
promettenti nell´offrire interessanti opportunità per la nascita e lo sviluppo
di nuove imprese giovanili. Si tratta di Welfare, Weellbeing, Cultura, Servizi
al turismo, Valorizzazione e tutela ambientale, Comunicazione e gestione delle
informazioni, Green economy, Agricoltura. Nell´ambito di questi settori, il
progetto prevede la creazione di opportunità di mercato per le nuove imprese,
la diffusione della conoscenza e dell´informazione sul fare impresa, il
rafforzamento dei servizi di supporto e l´integrazione degli interventi di
sostegno economico all´avvio e al consolidamento delle attività.
Per quel che riguarda la creazione di opportunità di mercato per le
nuove imprese si pensa di stabilizzare le risorse destinate ai buoni di
servizio finalizzati alla conciliazione cura-lavoro; di individuare la domanda
pubblica per servizi di welfare e di coinvolgere il privato con l´aggiornamento
del Piano di miglioramento per l´esternalizzazione di attività e servizi.
La diffusione della conoscenza e dell´informazione sul fare impresa
avverrà con corsi post diploma e post laurea indirizzati verso lo sviluppo
della cultura imprenditoriale e con una maggiore specializzazione; verranno
attivati corsi brevi di formazione permanente con l´obiettivo di sviluppare
l´imprenditorialità; i Piani giovani di zona e di ambito avranno maggiore
attenzione verso lo sviluppo della cultura imprenditoriale attraverso la
formazione dei referenti tecnici dei Piani e la costituzione dello Sportello
informativo Giovani; sarà attivato un sito web che diffonderà le informazioni
sulle opportunità a sostegno della nascita e del consolidamento delle imprese
giovanili.
Il rafforzamento dei servizi di supporto verrà realizzato attraverso le
Carte Ila (Individual Learning Account) che proporranno percorsi di formazione
e/o di specializzazione su tematiche specifiche (green economy, sviluppo
sostenibile, imprenditorialità ecc.). Verranno creati Hub territoriali per
fornire luoghi fisici in cui i neo imprenditori possano sviluppare la loro
idea, per promuovere e sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali
utilizzando i B.i.c. E altri spazi già presenti sul territorio che saranno
messi a disposizione da enti locali, associazioni di categoria, istituti di
credito ecc.. Le realtà già esistenti (Trentino Sviluppo per il settore
manifatturiero-meccatronica; Progetto Manifattura per la green economy; Trento
Rise per le Ict dal lato dell´offerta; Fondazione Ahref per la comunicazione e
i media) verranno strutturate in incubatori, mentre è prevista la creazione di
tre nuovi incubatori specialistici privati attraverso bandi di seed money che
riguarderanno il welfare/benessere, la cultura e il turismo/ambiente. Saranno
infine attivati i Centri di Assistenza Tecnica e verranno messe a disposizione
strutture pubbliche per l´attività di impresa.
Per finire, l´integrazione degli interventi di sostegno economico si
realizzeranno con il "Seed money (Fondi Fesr) per la nuova
imprenditorialità, comprensivi anche dei settori individuati dal Progetto, ma
anche per il sostegno alle attività di servizio a supporto della fruibilità del
patrimonio ambientale e culturale locale. Infine verranno costituiti un Fondo
per interventi nel capitale di rischio delle imprese sociali e delle
cooperative sociali costituite e partecipate da giovani, nonché una riserva di
quote dei fondi di partecipazione al capitale di rischio già esistenti a favore
delle altre imprese giovanili.
Per rafforzare queste misure anche nei prossimi anni si intende inoltre
dedicare, nell’ambito della nuova programmazione 2014 - 2020 dei Fondi
strutturali europei, particolare attenzione al tema dell’imprenditorialità, in
generale, e giovanile, in particolare, individuando specifiche azioni di
sostegno e riservando ad esse una quota adeguata di risorse finanziarie. Al
riguardo, entro la primavera 2013 sarà presentato alla Giunta provinciale un documento
di impostazione programmatica per una prima valutazione mentre, entro settembre
di quest´anno, saranno definiti i Piani operativi, compatibilmente con gli
stadi di avanzamento della programmazione della Commissione europea.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
SOGEFI: LISTE PRESENTATE PER L´ELEZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE |
|
|
 |
|
|
Milano, 2 aprile 2013 – Sogefi S.p.a. Rende noto che è stata presentata
una sola lista per la nomina del Consiglio di Amministrazione per gli esercizi
2013-2014-2015 di cui all’Assemblea Ordinaria convocata per il giorno 19 aprile
2013 alle ore 16,00 in prima convocazione e per il giorno 22 aprile 2013 stessa
ora, in seconda convocazione.
La lista presentata da Cir S.p.a. Avente diritto su n. 65.800.588
azioni ordinarie Sogefi, corrispondenti al 56,34% del capitale sociale della
Società, riporta i seguenti candidati:
Dott. Rodolfo De Benedetti;
Ing. Guglielmo Fiocchi;
Rag. Emanuele Bosio;
Prof. Lorenzo Caprio Indipendente;
Avv. Roberta Di Vieto Indipendente;
Dott. Dario Frigerio Indipendente;
Sig. Giovanni Germano Indipendente;
Dott.ssa Monica Mondardini;
Dott. Roberto Robotti Indipendente;
Avv. Paolo Riccardo Rocca
Indipendente.
I curricula vitae e l’intera documentazione con la quale i singoli
candidati accettano la candidatura e attestano il possesso dei requisiti
prescritti dalla legge e dallo Statuto sociale nonché un’esauriente informativa
sulle loro caratteristiche personali e professionali sono da oggi a
disposizione del pubblico presso la Sede legale e sul sito internet della
Società all’indirizzo http://www.sogefigroup.com/
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
VENETO: 220 NUOVE IMPRESE AI BLOCCHI DI PARTENZA |
|
|
 |
|
|
Venezia, 2 aprile 2013 -
“E’ con grande soddisfazione che posso annunciare, a poco più di un
mese dall’apertura dei due bandi a sportello a favore dell’imprenditoria
femminile e giovanile, che siamo pronti a finanziare le prime 221 domande
pervenute. Per 128 Pmi femminili e 93 giovanili è possibile quindi beneficiare
dei 9 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione, che consentono la
realizzazione di investimenti per oltre 18 milioni di euro e contributi in
conto capitale, pari al 50% della spesa ammessa, per circa 9 milioni di euro”.
A renderlo noto è dell’assessore veneto all’economia e all’imprenditoria
femminile e giovanile Isi Coppola, il 27 marzo, tracciando un primo bilancio di
quest’ulteriore azione della Regione per incentivare le nuove imprese.
“Si tratta di un segnale importante – aggiunge l’assessore . Per due
ordini di motivi. Il primo è legato all’altissimo numero di richieste
presentate, che testimonia di una volontà di fare impresa che è ben lungi
dall’essere scomparsa nei giovani e nelle donne del nostro Veneto. Il secondo è
il riscontro del gradimento di una misura di intervento messa a punto dalla
Regione che pare aver centrato lo scopo di favorire e sostenere lo sviluppo di
attività imprenditoriali che generano ricchezza e occupazione”.
“Per questo motivo – fa rilevare l’assessore Coppola - durante la
recente discussione relativa a bilancio e finanziaria 2013, è stato approvato
un emendamento che consentirà un ulteriore e consistente scorrimento delle
graduatorie e il finanziamento di altre imprese. Si parla tanto di start up e
di cosa possa fare la pubblica amministrazione per agevolare la nascita e
l’avvio di nuove imprese; penso che questo sia un esempio pratico, concreto e
positivo di come l’ascolto continuo del territorio possa produrre misure
efficaci per il nostri sistema produttivo”.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
PAVIA, I DATI ECONOMICI DEL IV TRIMESTRE 2012 |
|
|
 |
|
|
Pavia, 2 aprile 2013 - L’italia
chiude il 2012 con un crollo della produzione industriale del 6,6% e la
provincia di Pavia segue l’andamento registrando, nel quarto trimestre
dell’anno, una diminuzione dello 0,9%, nella variazione congiunturale della
produzione manifatturiera ed una flessione su base annua del 5%.
Questo il quadro economico dipinto dall’analisi congiunturale
trimestrale dell’industria manifatturiera pavese, realizzata dall’Ufficio Studi
di Camera di Commercio in collaborazione con Unioncamere Lombardia, Regione
Lombardia, Confindustria e Associazioni Artigianato su un numero
rappresentativo di imprese del settore, che mostra una dinamica dei livelli
produttivi ancora pesantemente negativa e in peggioramento rispetto al
rallentamento del calo evidenziato nel trimestre precedente.
Torna ad acuirsi la crisi e si prolunga la fase recessiva iniziata
nella nostra provincia nel primi mesi del 2012: dopo un terzo trimestre in cui
la caduta dell’attività produttiva sembrava in frenata –probabilmente anche per
i consueti problemi di destagionalizzazione, già osservati nei trimestri estivi
degli scorsi anni- lasciando sperare in una decelerazione nei ritmi di discesa
a cui doveva seguire l’agognata inversione di tendenza, gli ultimi mesi
dell’anno sono stati contraddistinti da segnali meno incoraggianti.
Indici - I dati non sono confortanti: l’indice grezzo, che misura il
volume della produzione, subisce l’effetto “cumulo” dei diversi cali sofferti e
continua il processo di discesa iniziato nel terzo trimestre dello scorso anno,
giungendo a quota 90,13. Anche il dato medio annuo registra una variazione
negativa di oltre 4 punti percentuali e approda a 91,25, riportando l’economia
pavese indietro di tre anni, quasi ai valori critici della crisi 2008-2009,
confermando, se mai ce ne fosse ancora bisogno, della pesante stagnazione in corso.
Raffronti regionali - La dinamica pavese per il trimestre di
riferimento risulta più negativa di quella regionale che ha registrato un
rallentamento tendenziale dell’1,3% e un dato congiunturale addirittura
positivo (+0,7%). La dimensione territoriale offre tuttavia una serie di segni
negativi con l’unica eccezione del dato trimestrale tendenziale della provincia
di Lodi, mentre la variazione annuale è stata negativa in tutte le province.
Anche in questo caso Pavia evidenzia performances peggiori rispetto alla media
lombarda (-3,7%) e con una variazione media annua pari a -4,2% rimane
quartultima nella classifica regionale, seguita solo da Brescia (-4,4%),
Bergamo (-4,4%) e Lodi (-5,1%).
Fatturato - La situazione di strutturale di criticità della produzione
trova conferma nel dato relativo al fatturato, che negli ultimi mesi dell’anno
scende di quasi 2 punti percentuali, messo a dura prova dalla progressiva
contrazione del mercato interno (-2,6%) e aggravato, su base annua, dalla
debolezza dell’apporto dei mercati esteri (-0,9%) incapaci a sostenerlo.
Se si considera la variazione media dell’anno, la contrazione della
produzione, rispetto al 2011, si attesta, a Pavia, a -4,2%, il fatturato perde
il 3,2% e il portafoglio ordini diminuisce di del 2,4% per lo più nella
componente interna (-2,8%) mentre si contiene la perdita di commesse estere
(-1,1%).
Il contesto recessivo risulta tuttavia meno grave se confrontato con il
trimestre precedente. In questo caso il valore della produzione migliora
attestandosi a -0,9% con una dinamica delle vendite che segnala addirittura
timidi segnali di ripresa soprattutto negli ordinativi interni che ritornano
positivi(+0,23%).
Ordini esteri - Sostanzialmente stabili gli ordini esteri (-0,46%),
appesantiti probabilmente dalla recessione dell’Eurozona, che fanno scivolare
il fatturato in una perdita contenuta in qualche decimo di punto. Indice della
necessità assoluta dell’export per le nostre imprese. In questa ottica, la
percentuale del fatturato esportato sembra risalire la china guadagnando quasi
un punto percentuale nel trimestre e attestandosi a quota 23,5%.
Anche gli indicatori economici puntano nella medesima direzione. Sono
aumentate le ore lavorate ed è diminuito lo stock di scorte, sono aumentati i
giorni di produzione assicurata e il tasso di utilizzo degli impianti è
risalito.
Livelli occupazionali - Permane invece il calo dei livelli
occupazionali. La continua contrazione dei livelli produttivi preme
sull’occupazione che arretra, nell’ultima frazione dell’anno, dell’1,1% su base
trimestrale a causa delle minori entrate. La flessione è più marcata nelle
imprese al di sotto dei 50 addetti (-2,5%) e, a conferma della situazione
difficile sul versante lavoro, si osserva una ripresa del ricorso alla cassa
integrazione guadagni documentata dall’incremento della quota di aziende che ha
utilizzato ore di Cig nel quarto trimestre (38,2%) nonché della quota di ore di
Cig sul monte ore trimestrale (5,2%). Anche in questo caso sono le piccole
imprese a fare maggiormente ricorso agli ammortizzatori sociali (11,3%).
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
TRENTO: FIRMATO UN ACCORDO CHE GARANTISCE UN PLAFOND DI 100 MILIONI DI FINANZIAMENTI |
|
|
 |
|
|
Trento, 2 aprile 2013 - La
Giunta ha deciso il 28 marzo di
consentire a Confidimpresa l´utilizzo di 2,6 milioni di euro già assegnate
nell’anno 2006 per la concessione di garanzie tramite il fondo rischi
ordinario. Si tratta di un’operazione che, in questo difficile momento del
credito consente, di rimettere in gioco risorse che altrimenti sarebbero
rimaste inutilizzate, in quanto destinate a strumenti non più attuali e per i
quali è interrotta da tempo la presentazione di richieste di garanzia. La
ridestinazione di questi fondi intende rafforzare il patrimonio dei Confidi,
che costituisce un costante obiettivo della politica di sostegno del credito.
In merito alla firma ieri dell´accordo tra Banche e Confidi che ha
creato un plafond di cento milioni di finanziamenti, l´assessore Olivi ha
sottolineato "il forte impegno di Provincia, Banche e Confidi che si
tradurrà in una iniezione di liquidità per sostenere le imprese. In nessuna
altra regione d´Italia – ha proseguito l´assessore, – c´è un sostegno così
forte dell´ente pubblico a favorire l´accesso al credito: 60 milioni in cinque
anni. In questo momento serve un credito che sostenga non solo gli in
vestimenti, ma anche il capitale di esercizio"
A questo proposito va ricordato che l’odierna decisione si aggiunge ai
recenti interventi in materia di cappatura (10 milioni assegnati ai Confidi,
per 150 milioni di finanziamenti garantibili) e di sostegno del credito a breve
(3 milioni assegnati, per 100 milioni di garanzie) e all’approvazione avvenuta
la scorsa settimana del disegno di legge anticrisi comprensivo delle norme per
la creazione di un nuovo fondo di rotazione (50 milioni di interventi che,
assieme ad altri 50 milioni di risorse bancarie, consentiranno 100 milioni di
finanziamenti).
Sul fronte delle garanzie sui finanziamenti a breve, poi, proprio ieri
Banche e Confidi sono giunti alla sottoscrizione di una convenzione per rendere
operativa questa linea di credito.
Si ricordano le caratteristiche di questo specifico intervento:
- costituzione di un plafond
per la concessione di 100 milioni di finanziamenti a breve per aziende che
presentino prospettive di continuità e miglioramento orientato alla qualità.
- il tipo di affidamento
avverrà con apertura di credito con scadenza 18 mesi meno 1 gg con rientri
(scadenze e fonti) da concordare su singola posizione.
- garanzia Confidi 50% di norma
sussidiaria; a prima richiesta se controgarantibile su Fcg (Fondo Centrale di
Garanzia).
- finanziamento provinciale di
3 milioni già assegnati nello scorso mese di febbraio;
- operazioni con possibile
controgaranzia del Fondo centrale di garanzia di Medio Credito Centrale
- negli altri casi Confidi e
Banca valuteranno assieme se la posizione potrà rientrare nella “area grigia”,
ossia di imprese con difficoltà ma con prospettive di ripresa. In questo caso
la garanzia sarà sussidiaria non essendo controgarantibile.
Alla sottoscrizione dell´accordo ha partecipato in rappresentanza della
Giunta provinciale l’Assessore Alessandro Olivi, per il quale “è assolutamente
importante che il sistema bancario trentino abbia condiviso il ruolo strategico
affidato dalla Provincia ai Confidi. La speranza è che il forte impegno che la
Provincia ha profuso - non soltanto in termini finanziari - e che Banche e
Confidi hanno condiviso possa tradursi in un’effettiva iniezione di liquidità
per sostenere le imprese in questo momento di estrema difficoltà. Tutte le
banche devono sentirsi responsabilizzate in una fase così critica, per evitare
che le imprese sane e strutturate possano morire per assenza di credito”.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
GENOVA - LA FOTOGRAFIA DELLE STARTUPPER ITALIANE E GENOVESI |
|
|
 |
|
|
Genova,
2 aprile 2013 - “L’innovazione non è
solo fare cose nuove ma anche vedere con occhi nuovi i problemi vecchi e
trovare buone soluzioni”: è stato detto oggi, alla Camera di Commercio, nel
corso dell’affollata Tavola Rotonda “La startup innovativa: opportunità e
prospettive”. Oggetto dell’incontro, con esperti locali e nazionali, la
fotografia delle 307 startup innovative nate in Italia al 12 marzo 2013, 14
delle quali in provincia di Genova, oggi già salite a 16.
Le
“startup innovative” sono imprese nuove o recenti che sviluppano, producono o
commercializzano prodotti o servizi ad alto valore tecnologico, per le quali il
decreto crescita 2.0 stabilisce agevolazioni e benefici fiscali e contributivi.
Secondo
Maurizio Caviglia - Segretario Generale della Camera di Commercio oggi in veste
di moderatore - “E’ abbastanza sintomatico che la prima delle startup genovesi iscritta alla Camera di Commercio
venga dal settore del mare, per la precisione dalla progettazione di impianti
di depurazione e di monitoraggio di sistemi subacquei, e quindi rappresenti al
meglio la sintesi della storica vocazione marinara genovese e della capacità di
puntare verso il nuovo.”
Gianfranco
Ruta - Direttore del consorzio camerale per l’innovazione tecnologica Dintec -
ha aperto i lavori delineando il quadro delle 307 “startupper” italiane, che
operano principalmente nei settori ricerca e sviluppo e software informatica, e
sono localizzate soprattutto al Nord. “Il sistema nazionale delle Camere di
Commercio si è impegnato a fondo per supportare la nascita e l’avvio di
startup, attraverso azioni di promozione e di supporto alla tutela industriale,
o con partecipazioni dirette in strutture di supporto alle startup”.
Sono
poi intervenuti esponenti del mondo accademico quali Fabrizio Barberis, Silvano
Cincotti e Pier Maria Ferrando, oltre a Walter Bertini (Filse), Carlo
Castellano (Dixet e Confindustria Genova), e Salvatore Majorana (Iit).
In
chiusura le testimonianze di 3 delle prime “startupper genovesi” già iscritte
alla Camera di Commercio: la Muds (Marine Underwater Depuration System)
con Marco Giovine, la Cesbin (Centro
Studi Bionaturalistici) con Fabrizio Oneto, e la Gter (Innovazione in Geomatica
Gnss, Global Navigation Satellite System
e Giss Geographic Information System) con Domenico Sguerso.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
VARESE - RIPARTE ANCHE QUEST´ANNO IL PROGETTO START |
|
|
 |
|
|
Varese, 2 aprile 2013 - In un periodo in cui la certezza di un lavoro è
sempre più precaria, torna il progetto Start, che offre la possibilità a
persone lombarde disoccupate, inoccupate, cassintegrate e iscritte alle liste
di mobilità di mettersi in proprio, avviando una nuova impresa o un lavoro
autonomo. I partecipanti, potranno usufruire dei servizi gratuiti di
formazione, assistenza personalizzata, consulenza specialistica, nonché di
servizi volti a favorire l’accesso al microcredito.
Il progetto Start 2013 si prefigge anche di aiutare i giovani ad
inserirsi nel mondo del lavoro, supportando le piccole e medie imprese lombarde
con meno di quattro anni oppure con più di 4 anni ma che si occupano di moda,
design, green economy, digitalizzazione, nelle assunzioni con voucher da 8mila
o 10mila euro, con la previsione di oltre cento posti di lavoro per i giovani.
La dotazione per l’iniziativa è di oltre due milioni di euro, il
progetto è promosso e finanziato da Presidenza del Consiglio dei Ministri –
Dipartimento della Gioventù, Regione Lombardia, Camera di Commercio di Varese,
e le altre Camere di commercio lombarde aderenti al progetto.
Tutte le informazioni sul sito http://www.start.lombardia.it/ . O presso lo
Sportello Punto Nuova Impresa della Camera di Commercio di Varese (Tel.0332295361
– e mail progetto start@va.Camcom.it ).
“La situazione occupazionale - ha dichiarato Renato Scapolan,
presidente della Camera di Commercio di Varese - si presenta grave, soprattutto
per i giovani. Ecco perché come ci siamo attivati insieme alle altre Camere di
Commercio e alla Regione Lombardia. Ci siamo concentrati su un intervento che
possa avere un impatto positivo e aprire nuovi sbocchi occupazionali, per
sostenere chi vuole diventare imprenditore di se stesso e per incoraggiare le
imprese ad assumere”.
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
MANTOVA, I DATI SULL´IMPORT ED EXPORT PER IL 2012 |
|
|
 |
|
|
Mantova, 2 aprile 2013 - Secondo i dati Istat, elaborati dal Servizio
Informazione e Promozione Economica della Camera di Commercio e dal Centro
Studi di Confindustria Mantova, in collaborazione con il Consorzio Mantova
Export, l’anno 2012 registra un aumento complessivo delle esportazioni
mantovane del +2,3% a fronte di un calo delle importazioni annuali del 12%. In
valore assoluto le esportazioni raggiungono i 5.496 Mln di euro, mentre le
importazioni si fermano a 4.871 Mln, determinando un saldo positivo di 625 Mln.
La perfomance esportativa della provincia virgiliana risulta più
contenuta rispetto a quella ottenuta da Lombardia e da Italia (entrambe del
+3,7%), così il calo dell’import appare più marcato per la provincia virgiliana
-12% contro il – 8% della Lombardia e il -5,6% nazionale). Il 2012 chiude con
un saldo positivo della bilancia commerciale anche per l’Italia, mentre in
Lombardia è ancora negativo.
Dall’analisi dei comparti merceologici si evidenzia un andamento
positivo per diversi settori: prodotti chimici (+19,6%), macchinari (+1,2%),
mezzi di trasporto (+2,2%), prodotti alimentari (+8,3%), articoli in gomma e
plastica (+1,3%), apparecchi elettrici (+1,5%), prodotti tessili (+5,3%), altri
prodotti del manifatturiero (+6%) e computer e apparecchi elettronici (+21,3%)
. I metalli e i prodotti in metallo nel 2012 contraggono le esportazioni dello
0,6%, mentre i prodotti che segnano variazioni negative sono: articoli di
abbigliamento (-8,1%), legno e prodotti in legno (-7,9%), prodotti petroliferi
(-30%) e articoli in pelle (-2,8%).
Sul fronte import tutti i settori merceologici mostrano un calo ad
eccezione dei prodotti minerali che aumentano del 4,7%. I maggiori cali sono
riferiti ai metalli (-42,5%) ai mezzi di trasporto (-22,1%), ai macchinari
(-12,9%), ai prodotti in legno (-11,2%) e ai computer e apparecchi elettronici
(-33,7%).
Tra i principali paesi di sbocco a cui sono rivolte le esportazioni
mantovane, nel 2012 si sono registrate perdite verso: Germania (-1,9%), Austria
(-1,7%) e Paesi Bassi (-1,8%), Turchia (-9,4%), Slovenia (-35%), Croazia (-4,6%),
Grecia (-1,9%), Cina (-12,2%) e Giappone (-12,4%). Segni positivi si registrano
nei confronti degli altri partners esteri: Francia (+2,1%), Spagna (+1,7%),
Regno Unito (+5,8%), Svizzera (+5,3%), Ungheria (+6%) e Belgio (+5,6%),
Repubblica Ceca (+19,4%) e Danimarca (+14,5%). Si rafforzano sempre più le
relazioni commerciali con Russia (+38,2%), Stati Uniti (+23%).
L’import vede diminuzioni nei confronti della quasi totalità dei
fornitori tradizionali a parte Libia, Russia ed Egitto che registrano aumenti
eccezionali, dovuti probabilmente all’approvvigionamento di prodotti
petroliferi e da riscaldamento. In aumento anche le importazioni da Regno Unito
(+12,5%), Stati Uniti (+53,3%) e Tunisia (+27,4%). Le maggiori perdite di
forniture estere provengono da: Germania (-24,4%), Cina (-26,5%), Spagna
(-22,4%) e per l’Iran (-77,9%), Siria (100%) e Paesi Bassi (-17,3%).
Secondo il Presidente della Camera di Commercio, Carlo Zanetti, “ per
una provincia come Mantova, caratterizzata da una forte vocazione all’export, i
segnali di crescita, seppur ancora sottotono, rappresentano una certezza su cui
continuare a investire tutte le energie alla ricerca di nuove strategie di
commercializzazione. L’attenzione va rivolta in particolare ai mercati
extra-europei, che nonostante il quadro economico internazionale difficile, si
mostrano particolarmente dinamici e competitivi.
E´ su questi mercati che l´italia gioca buona parte delle prospettive
di ripresa, giacchè le previsioni del 2013 e del 2014 sono ancorate a valori
negativi di produzione, con una prevedibile, leggera ripresa solo alla fine del
prossimo anno. I mercati domestici non paiono in grado di esprimere volumi di
consumo significativi. Le imprese dovranno percorrere nuovi processi di
crescita, cercando di aggredire i mercati extraeuropei. Per farlo è necessario
investire risorse finanziarie e organizzative, presentarsi in forme
aggregative, così da superare più facilmente le difficoltà che le piccole
imprese da sole faticano a rimuovere.
In questa direzione si sta muovendo l´ente camerale che attraverso
contributi a bando cerca di agevolare iniziative di gruppi di imprese
interessate a entrare sui nuovi mercati."
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
PAVIA - METTERSI IN PROPRIO, AL VIA IL PROGETTO START |
|
|
 |
|
|
Pavia, 2 aprile 2013 - In un
periodo in cui la certezza di un lavoro è sempre più precaria, torna il
progetto Start, promosso e finanziato da Presidenza del Consiglio dei Ministri
– Dipartimento della Gioventù, Regione Lombardia, Camera di Commercio di Pavia,
e le altre Camere di commercio lombarde aderenti. Obiettivo del progetto è
offrire la possibilità a persone lombarde disoccupate, inoccupate, cassintegrate
e iscritte alle liste di mobilità di mettersi in proprio, avviando una nuova
impresa o un lavoro autonomo. I partecipanti, potranno usufruire dei servizi
gratuiti di formazione, assistenza personalizzata, consulenza specialistica,
nonché di servizi volti a favorire l’accesso al microcredito.
Il progetto Start 2013 si prefigge anche di aiutare i giovani ad
inserirsi nel mondo del lavoro, supportando le piccole e medie imprese lombarde
con meno di quattro anni oppure con più di 4 anni ma che si occupano di moda,
design, green economy, digitalizzazione, nelle assunzioni con voucher da 8mila
o 10mila euro, con la previsione di oltre cento posti di lavoro per i giovani.
La dotazione per l’iniziativa è di oltre due milioni di Euro.
“Consapevoli che per far ripartire la nostra provincia e il Paese –
dichiara Giacomo de Ghislanzoni Cardoli, Presidente della Camera di Commercio
di Pavia - occorre incentivare l´imprenditoria giovanile, anche quest´anno
partecipiamo convinti al progetto Start. La base di partenza dell´anno scorso
che ha portato alla nascita di 14 imprese è confortante e pensiamo, anche con
il contributo delle altre istituzioni locali e delle associazioni di categoria,
di poterla migliorare. In un periodo presente ma anche futuro in cui il lavoro
pubblico non rappresenta più una prospettiva certa e sicura, occorre che i
giovani prendano in considerazione di mettere a frutto la loro inventiva ed il
loro entusiasmo, diventando imprenditori di se stessi”.
Antonio Rossi Assessore Sport e Politiche per i Giovani Regione
Lombardia: “Futuro e Lavoro sono due parole che, mai come in questo momento, si
intrecciano in un legame molto stretto, soprattutto perché si riferiscono al
mondo dei giovani. Ed è per questo motivo che sono orgoglioso di poter presentare
l’edizione 2013 del progetto Start, che mette sul tavolo aiuti reali e concreti
per le piccole e medie imprese lombarde, quantificabili in 1 milione di euro.
Si tratta di una efficace azione di sostegno all’occupazione, realizzata
attraverso l’erogazione di risorse economiche e la formazione, che declina in
modo evidente le priorità e la policy di regione Lombardia e dell’assessorato
Sport e Politiche per i Giovani”.
Info: http://www.start.lombardia.it/ o presso lo Sportello "Punto Nuova
Impresa" della Camera di Commercio di Pavia
Tel. 0382393235-393271– email
paviasviluppo@pv.Camcom.it
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|