Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 







MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web




 


MARTEDI

PAGINA 1 PAGINA 2 PAGINA 3 PAGINA 4 PAGINA 5 PAGINA 6 ALIMENTAZIONE
Notiziario Marketpress di Martedì 02 Aprile 2013
UN NUOVO QUADRO STRATEGICO DELLA COMMISSIONE IN MATERIA DI CLIMA ED ENERGIA PER IL 2030  
 
Bruxelles, 2 aprile 2013 - Lo scorso 27 marzo la Commissione europea ha fatto il primo passo verso l’istituzione di un quadro strategico unionale per le politiche in materia di cambiamenti climatici e energia da oggi al 2030, adottando un Libro verde che avvia una consultazione pubblica sui contenuti del quadro strategico. La Commissione ha anche pubblicato una comunicazione consultiva sul futuro della cattura e dello stoccaggio del carbonio (Ccs) in Europa, al fine di avviare un dibattito sulle opzioni disponibili per garantirne uno sviluppo tempestivo, adottando inoltre una relazione in cui valuta i progressi compiuti dagli Stati membri per conseguire i loro obiettivi in materia di energie rinnovabili entro il 2020, nonché due relazioni sulla sostenibilità dei biocarburanti e dei bioliquidi consumati nell’Ue. Günther Oettinger, Commissario europeo per l’Energia, ha dichiarato: “È necessario definire il più rapidamente possibile il quadro strategico per le nostre politiche in materia di clima ed energia da oggi al 2030, in modo da garantire investimenti adeguati per una crescita sostenibile, prezzi competitivi e accessibili per l’energia e una maggiore sicurezza energetica. Il nuovo quadro strategico deve tenere conto delle conseguenze della crisi economica ed essere anche sufficientemente ambizioso per realizzare l’obiettivo a lungo termine di ridurre le emissioni dell’80-95% entro il 2050.” Connie Hedegaard, Commissaria responsabile per l’Azione per il clima, ha dichiarato: “La dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili provenienti dai paesi terzi aumenta ogni giorno determinando fatture energetiche sempre più care per i cittadini europei. Tutto ciò non è affatto positivo. Non è positivo per il clima ma non lo è neanche per la nostra economia e la nostra competitività. Per queste ragioni abbiamo deciso che per il 2050 auspichiamo una società europea a basse emissioni di carbonio. Abbiamo stabilito degli obiettivi per il 2020, ma per la maggior parte degli investitori il 2020 è già alle porte. È arrivato il momento di stabilire gli obiettivi per il 2030. Prima lo facciamo, maggiore sicurezza offriamo alle nostre imprese e ai nostri investitori. Più ambiziosi saranno questi obiettivi, maggiori saranno i benefici per il clima.” Libro verde sul quadro strategico per il 2030 - Il Libro verde solleva una serie di domande, tra cui: • di che tipo, natura e livello dovrebbero essere gli obiettivi da fissare per il 2030 in materia di clima ed energia? Come si può ottenere coerenza tra i diversi strumenti politici? In che modo il sistema energetico può contribuire alla competitività dell’Ue? Come tenere conto delle diverse capacità degli Stati membri di agire? La consultazione resterà aperta fino al 2 luglio. Entro la fine di quest’anno, sulla base delle opinioni espresse da Stati membri, istituzioni europee e portatori di interesse, la Commissione intende proporre un quadro strategico per il 2030 in materia di clima ed energia. Fare chiarezza in questo ambito contribuirà a dare certezze agli investitori e a stimolare l’innovazione e la domanda di tecnologie a basse emissioni di carbonio, sostenendo in tal modo gli sforzi per costruire un’economia europea più competitiva, sostenibile e sicura in materia di energia. Il quadro strategico per il 2030 si avvarrà dell’esperienza e degli insegnamenti tratti dal precedente quadro per il 2020, indicando dove sia possibile apportare miglioramenti. Contemporaneamente, la Commissione prenderà in considerazione i cambiamenti avvenuti dal 2020, quali ad esempio quelli nel sistema energetico e nell’economia, nonché gli sviluppi della situazione internazionale. Cattura e stoccaggio del carbonio - L’odierna comunicazione consultiva individua gli ostacoli che hanno impedito alle tecnologie Ccs di svilupparsi al ritmo previsto nel 2007. Ad esempio, a causa del livello molto inferiore dei prezzi del sistema comunitario di scambi di emissioni rispetto alle aspettative iniziali, gli operatori economici non hanno alcun incentivo ad investire in tecnologie Ccs. La comunicazione prende in esame le possibili opzioni per promuovere più efficacemente una tempestiva dimostrazione e diffusione delle tecnologie Ccs, e invita a presentare osservazioni sul ruolo di queste tecnologie in Europa. Le risposte alla consultazione contribuiranno al lavoro svolto dalla Commissione per la definizione del quadro strategico per il 2030. Energie rinnovabili - La relazione sui progressi nel campo delle energie rinnovabili (Fer) indica che l’attuale quadro politico basato su obiettivi giuridicamente vincolanti per le energie rinnovabili si è tradotto in una forte crescita del settore fino al 2010, con una quota di rinnovabili per l’Unione pari al 12,7%. Per continuare a progredire e conseguire gli obiettivi fissati per il 2020, saranno necessari maggiori sforzi. Occorrerà uno sforzo particolare per creare certezze per gli investitori, riducendo gli oneri amministrativi e facendo maggiore chiarezza in materia di programmazione. Per ulteriori informazioni Libro verde e pagina della consultazione: http://ec.Europa.eu/energy/green_paper_2030_en.htm  
   
   
RELAZIONE SUI PROGRESSI A LIVELLO DI ENERGIE RINNOVABILI  
 
Bruxelles, 2 aprile 2013 - Quali sono gli obiettivi dell´Ue in materia di energie rinnovabili? La direttiva sulle energie rinnovabili, adottata nel 2009, fissa obiettivi vincolanti per l´uso di queste energie e punta segnatamente al conseguimento entro il 2020 di una quota del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili sul consumo energetico totale dell´Unione europea. Ciascuno Stato membro deve conseguire degli obiettivi individuali al fine di giungere a una quota complessiva di energie rinnovabili nel consumo di energia. Inoltre, nel settore dei trasporti tutti gli Stati membri devono raggiungere l´obiettivo comune di una quota del 10% di energia rinnovabile. Questi obiettivi possono essere conseguiti aumentando la quota di energia da fonti rinnovabili, come l´energia eolica (onshore e offshore), solare (termica, fotovoltaica e a concentrazione), idroelettrica, delle maree e da biomassa (compresi i biocarburanti e i bioliquidi). Gli obiettivi in materia di energie rinnovabili sono intesi a ridurre l´inquinamento e le emissioni di gas serra, diminuire i costi di produzione delle energie rinnovabili e diversificare le fonti di approvvigionamento energetico riducendo la dipendenza da petrolio e gas. Quali scopi ha la relazione sui progressi nel settore delle energie rinnovabili? In conformità degli obblighi di notifica previsti dalla direttiva sull´energia da fonti rinnovabili, è necessario presentare ogni due anni una relazione in materia. Scopo della relazione è valutare i progressi realizzati dagli Stati membri nel conseguimento degli obiettivi 2020 per la promozione e l´uso di energia da fonti rinnovabili. Nella relazione figurano inoltre alcune sezioni riguardanti il regime di sostenibilità per i biocarburanti e i bioliquidi consumati nell´Ue e gli effetti economici, sociali, e ambientali di questi consumi. Quale posizione ha adottato l´Ue per quanto concerne le energie rinnovabili? L´adozione dell´attuale quadro politico di obiettivi giuridicamente vincolanti ha portato a una forte crescita delle energie rinnovabili. Gli ultimi dati Eurostat disponibili indicano che l´Unione europea e la maggior parte degli Stati membri sono sulla buona strada per conseguire gli obiettivi 2020. Nel 2010 la quota di energie rinnovabili nell´Ue era del 12,7% e la maggior parte degli Stati membri aveva già raggiunto il rispettivo obiettivo intermedio 2011-2012 previsto dalla direttiva. Quanto ai criteri di sostenibilità dell´Ue, si ritiene che gli Stati membri procedano con troppa lentezza all´attuazione del regime per i biocarburanti. Attualmente non è necessario un ulteriore intervento politico alla luce degli effetti potenzialmente negativi del consumo di biocarburanti nell´Ue. L´unione europea raggiungerà gli obiettivi 2020? Fino al 2010 sono stati compiuti dei progressi, tuttavia ora vi sono motivi di preoccupazione per il futuro: il recepimento della direttiva è stato più lento di quanto sperato, anche a causa dell´attuale crisi economica in Europa. Il percorso da seguire per raggiungere l´obiettivo finale diventa più impegnativo col trascorrere del tempo e di conseguenza nei prossimi anni alla maggior parte degli Stati membri sarà in realtà richiesta una maggiore partecipazione. Le politiche attuali non bastano, da sole, ad assicurare la necessaria diffusione di energia da fonti rinnovabili nella maggior parte degli Stati membri. Pertanto agli Stati membri verrà chiesto un ulteriore impegno per proseguire nei prossimi anni sul cammino intrapreso. Cosa occorre fare per conseguire gli obiettivi 2020? Gli Stati membri dovrebbero portare a termine quanto prima il recepimento della direttiva sulle energie rinnovabili e intensificare le iniziative per superare gli ostacoli all´introduzione delle energie rinnovabili, prevedendo: · l´adozione di misure volte a ridurre gli oneri amministrativi e i ritardi; · lo sviluppo della rete elettrica e una migliore integrazione delle energie rinnovabili nel mercato; · miglioramenti dei regimi di sostegno, a livello di stabilità e trasparenza, di sostenibilità economica e di orientamento al mercato. La finalità degli orientamenti della Commissione riguardanti regimi di sostegno e riforma, che saranno probabilmente adottati nell´anno in corso, è garantire che detto sostegno sia economicamente valido e contribuisca a integrare la produzione di energie rinnovabili nel mercato dell´energia. Quali conseguenze vi saranno per l´Europa se non vengono raggiunti gli obiettivi per il 2020? Il mancato raggiungimento degli obiettivi 2020 in materia di energie rinnovabili avrà conseguenze rilevanti per l´Unione europea. In primo luogo, un forte sviluppo delle energie rinnovabili è una condizione importante nel percorso verso un´economia a basse emissioni di carbonio entro il 2050. Da questo punto di vista, l´attuale decennio sarà fondamentale per mettere l´Europa sulla buona strada, dato che le decisioni prese in materia di investimenti avranno ripercussioni sul nostro settore dell´energia nel corso dei prossimi trent´anni. In secondo luogo, il fatto di non raggiungere questi obiettivi potrebbe rallentare i progressi verso i tre obiettivi della politica energetica dell´Ue: l´Unione europea resterebbe fortemente dipendente dalle energie fossili e sarebbero messi in pericolo gli obiettivi di "sicurezza degli approvvigionamenti" e di "energia sostenibile". Inoltre, un´insufficiente diffusione di diverse tecnologie proprie delle energie rinnovabili ostacolerebbe l´adeguata riduzione dei costi di produzione e non consentirebbe quindi alle energie rinnovabili di contribuire alla competitività dell´Ue. Infine, il mancato raggiungimento degli obiettivi nazionali vincolanti da parte di alcuni Stati membri potrebbe portare all´avvio di procedure di infrazione nei confronti di detti Stati. Per ulteriori informazioni: Ip/13/272  
   
   
DOMANDE E RISPOSTE: LIBRO VERDE SUL QUADRO 2030 PER LE POLITICHE CLIMATICHE ED ENERGETICHE QUALI SONO I PRINCIPALI OBIETTIVI DEL QUADRO?  
 
Bruxelles, 2 aprile 2013 - Gli obiettivi principali consistono nel ridurre le emissioni di gas a effetto serra, garantire l´approvvigionamento energetico e sostenere la crescita, la competitività e l´occupazione tramite un approccio fondato sull´alta tecnologia ed efficiente in termini di costi. Cosa è cambiato da quando sono stati fissati gli obiettivi per il 2020? Tra i principali cambiamenti vanno sottolineati quelli in campo economico, gli sviluppi tecnologici che hanno condotto alla produzione di nuovi tipi di energia, l´evoluzione dei prezzi e i progressi nel settore della ricerca. Perché è importante raggiungere al più presto un accordo sul quadro 2030 per le politiche climatiche ed energetiche? • In primo luogo, cicli di investimento lunghi implicano che le infrastrutture finanziate a breve termine esisteranno ancora nel 2030 e oltre. Gli investitori hanno dunque bisogno di certezze quanto alle politiche e agli obiettivi che saranno applicati. • In secondo luogo, il fatto di precisare gli obiettivi per il 2030 faciliterà l´avanzamento verso un´economia competitiva e un sistema energetico affidabile creando una maggiore domanda di tecnologie efficienti e a basse emissioni di carbonio e incentivando la ricerca, lo sviluppo e l´innovazione, che possono creare nuove opportunità di crescita e di occupazione. • In terzo luogo, entro la fine del 2015 è prevista la conclusione di un accordo internazionale sui cambiamenti climatici. Prima di tale data l´Ue dovrà raggiungere un consenso su una serie di questioni, in particolare il proprio livello di ambizione per il 2030, al fine di collaborare attivamente con altri paesi. Quali sono gli obiettivi climatici ed energetici dell´Ue per il 2020? L´attuale quadro politico si fonda su tre obiettivi principali da raggiungere nell´Ue entro il 2020: • una riduzione del 20% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto al livello del 1990; • una quota del 20% di fonti energetiche rinnovabili nel totale di energia utilizzata; • un risparmio del 20% nel consumo di energia primaria (rispetto alle proiezioni elaborate prima dell´accordo sugli obiettivi climatici ed energetici per il 2020). Cosa è già stato realizzato con riguardo a tali obiettivi? • Si calcola che nel 2011 le emissioni di gas a effetto serra siano state inferiori del 16% rispetto ai livelli del 1990, mentre a partire dal 1990 il Pil è aumentato del 48%. • Nel 2010 la quota di energie rinnovabili nel consumo globale di energia è stata del 12,7%, rispetto all´8,5 % nel 2005. • Il consumo di energia primaria ha raggiunto il culmine nel 2005/2006 con circa 1 825 milioni di tonnellate di equivalente petrolio (Mtep), per poi diminuire leggermente fino a raggiungere 1 730 Mtep nel 2011. Quali sono i temi principali di questa consultazione? Il Libro verde avvia una consultazione su una serie di temi importanti per il quadro 2030, tra cui in particolare: • Quali insegnamenti si possono trarre dall´esperienza acquisita con il quadro attuale? • Quali obiettivi potrebbero essere fissati per il 2030 in materia di clima ed energia? • Come può essere garantita la coerenza tra i diversi strumenti politici? • Come possono essere definite in modo ottimale le politiche in grado di contribuire alla competitività dell´Ue e alla sicurezza dell´approvvigionamento energetico? • In che modo si può tener conto delle diverse capacità di intervento degli Stati membri? Quali sono i risultati principali per il 2030 della tabella di marcia per l´energia fino al 2050 e di quella verso un´economia a basse emissioni di carbonio fino al 2050? Gli scenari presentati dalla tabella di marcia per l´energia fino al 2050 e quella verso un´economia a basse emissioni di carbonio fino al 2050 indicano che • le emissioni di gas a effetto serra dell´Unione dovranno essere ridotte del 40% rispetto ai livelli del 1990 per poter conseguire una riduzione dell´80-95% entro il 2050, coerente con le riduzioni che devono essere realizzate collettivamente dai paesi industrializzati per raggiungere l´obiettivo concordato a livello internazionale di limitare il riscaldamento globale a 2 ºC; • l´aumento della quota di energie rinnovabili, il rafforzamento dell´efficienza energetica e lo sviluppo di infrastrutture energetiche migliori e più intelligenti sono opzioni comunque utili per trasformare il sistema energetico dell´Unione; • da qui al 2030 è previsto un aumento dei prezzi dell´energia, indipendentemente dal fatto che si proceda o meno a una decarbonizzazione significativa del sistema energetico; ciò si deve in gran parte ad investimenti in tale sistema che sarebbero comunque necessari. Per ulteriori informazioni: Ip/13/272.  
   
   
COMUNICAZIONE CONSULTIVA SUL FUTURO DELLA CATTURA E DELLO STOCCAGGIO DEL CARBONIO IN EUROPA  
 
Bruxelles, 27 marzo 2013 - Cosa si intende per cattura e stoccaggio del carbonio (Ccs)? Per cattura e stoccaggio del carbonio (Ccs) si intende un insieme di tecnologie che catturano l´anidride carbonica (Co2) emessa dagli impianti industriali basati su combustibili fossili, la trasportano in un luogo di stoccaggio adeguato e la immagazzinano in formazioni geologiche sotterranee, allo scopo di rimuoverla definitivamente dall´atmosfera. Perché abbiamo bisogno delle tecnologie Ccs? L´unione europea si è impegnata a ridurre le emissioni di gas ad effetto serra dell´80-95% entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990, per limitare ad un valore inferiore a due gradi l´aumento della temperatura globale. Vi sono vari modi per realizzare la decarbonizzazione, tra cui l´efficienza energetica, un maggiore uso delle energie rinnovabili e il ricorso alle fonti energetiche prive di carbonio. Tuttavia, in un contesto di domanda crescente di energia, che sarà presumibilmente soddisfatta in gran parte dai combustibili fossili, la diffusa introduzione del Ccs sarà probabilmente una delle soluzioni necessarie per attenuare il fenomeno. Il ruolo delle tecnologie Ccs per una mitigazione climatica efficace in termini di costi è stato confermato dalla tabella di marcia per l´energia per il 2050 e dalla tabella di marcia verso un´economia a basse emissioni di carbonio per il 2050, entrambe pubblicate dalla Commissione europea nel 2011, in cui tutti gli scenari presentati implicano l´uso delle tecnologie Ccs. Qual è lo scopo della comunicazione pubblicata oggi? La comunicazione di oggi sintetizza lo stato di avanzamento dello sviluppo delle tecnologie Ccs e individua gli ostacoli che hanno frenato l´introduzione di queste tecnologie in Europa al ritmo previsto inizialmente nel 2007. La comunicazione discute quindi alcune delle possibili opzioni per promuovere la tempestiva dimostrazione e la rapida diffusione delle tecnologie Ccs in Europa e per rafforzare il loro interesse commerciale a lungo termine. La Commissione invita le parti interessate a indicare quale sia a quale sia, a loro avviso, il quadro politico migliore per garantire che la dimostrazione e l´ulteriore diffusione delle tecnologie Ccs, se valide dal punto di vista tecnico e commerciale, abbiano luogo senza ulteriori ritardi. Le tecnologie Ccs sono mature dal punto di vista tecnico? A livello mondiale sono attivi con successo oltre venti progetti di dimostrazione su piccola scala delle tecnologie Ccs, due dei quali in Europa (Norvegia), e nessuno nel territorio dell´Ue. La maggior parte sono applicazioni industriali, come la trasformazione del petrolio e del gas o la produzione chimica, che catturano Co2 per ragioni commerciali. Otto di questi progetti utilizzano tutta la catena Ccs, e cinque di questi sono realizzabili dal punto di vista economico grazie ad un migliore recupero del petrolio in quanto utilizzano la Co2 per aumentare l´estrazione del petrolio grezzo. Tuttavia, le tecnologie Ccs non sono state ancora applicate su larga scala per la mitigazione dei cambiamenti climatici. Di conseguenza la riduzione dei costi e la creazione di un interesse commerciale rappresentano ancora una sfida. Perché le tecnologie Ccs non hanno ancora guadagnato terreno nell´Ue? L´attuazione dei progetti di dimostrazione previsti in Europa si è rivelata più difficile rispetto a quanto inizialmente previsto a causa di una serie di fattori, in particolare alla mancanza di interesse commerciale a lungo termine e al costo delle tecnologie Ccs. Con gli attuali prezzi del carbonio molto bassi, e in assenza di ulteriori vincoli legali o incentivi, gli operatori economici non hanno alcuna motivazione per investire nelle tecnologie Ccs. Alcuni progetti (quelli che prevedono lo stoccaggio terrestre) hanno suscitato una forte opposizione da parte dei cittadini. Anche se probabilmente in Europa esiste una sufficiente capacità di stoccaggio, non tutta risulta accessibile o ubicata in prossimità di impianti responsabili di emissioni di Co2. Alcuni Stati membri hanno deciso di vietare o limitare lo stoccaggio di Co2 nei rispettivi territori nazionali. Inoltre, è necessaria un´adeguata infrastruttura dei trasporti per collegare efficacemente le fonti di Co2 ai pozzi di assorbimento. Quanto costeranno le tecnologie Ccs? Secondo recenti valutazioni del Centro comune di ricerca, la prima generazione di centrali per le tecnologie Ccs costerà circa il 60-100 % in più rispetto ad un impianto tradizionale analogo, a seconda della tecnologia di cattura selezionata. Una volta che il loro numero aumenterà i costi diminuiranno grazie alle attività di ricerca e sviluppo e alla realizzazione di economie di scala. Anche il costo della cattura di Co2 per le applicazioni industriali varierà in base all´applicazione, ma potrà, in molti casi, essere inferiore al costo per la produzione di energia a causa della maggiore concentrazione di Co2 nel gas di combustione. I costi operativi stimati delle tecnologie Ccs variano a seconda del tipo di combustibile, della tecnologia e dello stoccaggio, ma la maggior parte dei calcoli per i costi attuali rientrano nell´intervallo tra i 30 euro e i 100 euro/tCo2 immagazzinata (in media 40 euro/tCo2 per le centrali a carbone e 80 euro/tCo2 per le centrali a gas naturale. In aggiunta è necessario tener conto dei costi di trasporto e stoccaggio). Si attende una sostanziale diminuzione di tali costi man mano che la tecnologia viene sperimentata su scala commerciale. Per ulteriori informazioni: Ip/13/272  
   
   
GAS, PASSERA: “BENE CALO BOLLETTE, ABBIAMO AVVIATO PERCORSO VIRTUOSO”  
 
Roma 2 aprile 2013 - “Dopo tre anni di aumenti consecutivi, dal prossimo 1 aprile la bolletta del gas calerà del 4,2%. E’ un risultato importante, ed è la dimostrazione che le norme che abbiamo inserito nel Cresci Italia e nel primo Decreto Sviluppo per favorire la liberalizzazione del mercato del gas e aumentare la concorrenza iniziano ad avere un impatto diretto sulla vita di cittadini e imprese”. Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera commenta così la notizia della riduzione del costo del gas al consumatore. “Grazie alle riforme strutturali introdotte dal Governo, in collaborazione con l’Autorità competente – ha continuato può ora innescarsi una serie di ribassi che genererà, già nei prossimi mesi, un calo complessivo della bolletta di almeno il 7%. A questo risultato, si aggiunge la riduzione della bolletta elettrica dell’1%, con un risparmio complessivo del 2,4% rispetto allo scorso dicembre. Diversificare le fonti di approvvigionamento, rafforzare la competizione sul mercato e integrarci nella rete europea, riducendo al contempo l’impatto ambientale, sono le direttrici di politica energetica seguite fin dall’inizio del nostro mandato e che il nostro Paese, attuando la Strategia Energetica Nazionale, potrà ora portare avanti” ha concluso Passera.  
   
   
LEGGE RICOSTRUZIONE: UMBRIA ACCETTERÀ RILIEVI CONSIGLIO DEI MINISTRI  
 
Perugia, 2 aprile 2013 - In riferimento alla decisione del 26 marzo del Consiglio dei Ministri che ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale un articolo della Legge regionale 3 del 2013 riguardante la ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 15 dicembre 2009, una nota di Palazzo Donini informa che la Regione provvederà a modificare la norma nel senso indicato dal Governo. “Con questo articolo, afferma la nota, il Consiglio regionale aveva introdotto la necessità, per le imprese che avessero ottenuto appalti superiori a 150 mila euro, di presentare una certificazione (Soa) riguardante la regolarità contributiva e la qualificazione dell’impresa stessa, esattamente come avviene negli appalti di opere pubbliche. E questo ovviamente a maggiore garanzia dei cittadini interessati alla ricostruzione degli immobili danneggiati. Il Governo invece ha ribadito che la Regione non può estendere al settore privato le norme previste per le opere pubbliche. Al fine di rendere al più presto efficace questa importante legge, la Regione dunque provvederà a modificare la norma impugnata”.  
   
   
EDILIZIA, DALLA LIGURIA UN FONDO DI INVESTIMENTO IMMOBILIARE PER DARE UNA CASA A GIOVANI COPPIE E PERSONE IN DIFFICOLTÀ OBIETTIVO: 51% DEGLI INTERVENTI IN SOCIAL HOUSING  
 
Genova. 2 aprile 2013 - La Regione Liguria vuole promuovere un “Fondo di Investimento immobiliare per l’housing sociale”, un insieme di alloggi e servizi per contribuire a risolvere il problema abitativo, con particolare attenzione alle giovani coppie o comunque alle categorie che hanno difficoltà ad accedere al libero mercato. Si tratta di un fondo etico con l’obiettivo di produrre almeno il 51% degli interventi edilizi in social housing. Lo fa con un avviso pubblico che invita a manifestare il proprio interesse a soggetti pubblici e privati. Da oggi, le domande potranno essere presentate via web entro il 30 maggio sul sito della Regione, cliccando su "servizi on line" e nel menu temi: edilizia-politiche abitative e nel box Manifestazione d´interesse a partrecipare a uno o più fondi di housing sociale. Una prospettiva particolarmente interessante in questo periodo di crisi edilizia e di difficoltà per chi si trova impossibilitato ad accedere al mercato della casa. "Perché non solo è difficoltoso trovarealloggi in affitto a prezzi accessibili. Ma è sempre più problematica la possibilità di accesso a un mutuo per accedere al libero mercato delle vendite", spiega l´assessore all´Edilizia della Regione Liguria Giovanni Boitano. Godendo infatti del contributo della Cassa Depositi e Prestiti, che può partecipare al fondo di investimento con risorse superiori al 40%, potrebbero essere rilanciate iniziative pubbliche o private ferme, o con difficoltà di sviluppo, ovvero mettere in gioco immobili di enti o fondazioni con finalità sociale. Prendiamo, per esempio, un complesso da cento alloggi, già costruito o da realizzare. Se il titolare dell’operazione è disposto a partecipare al fondo immobiliare regionale e a stabilire che almeno il 51 per cento degli alloggi verrà destinato al social housing, potrà trattare con il fondo per vendere direttamente l’intera operazione oppure sottoscrive un accordo con Cassa Depositi e Prestiti per inserire il patrimonio immobiliare all’interno del fondo stesso. Operazione che renderebbe agli interessati il 3% più Istat all’anno per 25 anni, con la possibilità di tornare in possesso della quota percentuale. Tutto questo potrà fornire un contributo al settore edile in questo momento critico e soprattutto mettere sul mercato, sia dell’affitto, sia della proprietà, alloggi di buon livello e a norma sotto il profilo della certificazione energetica (è richiesta la classe B), ai prezzi calmierati del social housing. L’iniziativa potrà garantite un interesse finanziario definito per gli investitori e la risposta ai fabbisogni di prima casa in affitto a canoni moderati.  
   
   
MILANO: COMUNE, ALLO STUDIO LA VENDITA DELLA VILLA DI CERANO D’INTELVI PER 6 MESI AL COMUNE DI CERANO SPAZIO GRATUITO PER LO SCUOLABUS CITTADINO  
 
Milano, 2 aprile 2013 - Un piano per l’alienazione o la valorizzazione della villa di Cerano d’Intelvi di proprietà del Comune di Milano. L’amministrazione sta approfondendo tutti gli elementi - dal valore di mercato alla presenza di vincoli storico-architettonici - utili alla decisione, che sarà presa nei prossimi mesi, sul destino della proprietà in provincia di Como. Il complesso immobiliare risale ai primi del ‘900 ed è composto dalla villa padronale (tre piani con seminterrato per una superficie complessiva di 853 metri quadri), giardino pertinenziale e un piccolo fabbricato separato (un primo piano ad uso foresteria e un piano terra destinato al ricovero di automezzi per una superficie di 149 metri quadri). Il Comune di Milano ha acquistato la proprietà nel 1934 per la cifra di 100 mila lire. Fino a febbraio 2012, il complesso immobiliare è stato assegnato in comodato d’uso gratuito all’Azienda Ospedaliera “Guido Salvini” ed era adibito a Casa di riposo. Dopo la rinuncia da parte della struttura sanitaria e la ripresa in carico da parte del Comune di Milano, l’immobile è rimasto inutilizzato. In attesa di definirne la destinazione, la Giunta ha deciso di accogliere la richiesta del Comune di Cerano d’Intelvi che quindi potrà utilizzare gratuitamente per 6 mesi una parte dell’immobile (il fabbricato annesso alla villa) come ricovero per lo scuolabus cittadino.  
   
   
EX ITALCEMENTI: LE TAPPE DELL´OPERAZIONE  
 
Trento, 2 aprile 2013 - In merito alle recenti notizie comparse sulla stampa locale con riferimento all’operazione immobiliare che vede al centro il compendio ex Italcementi, acquisito da Patrimonio del Trentino spa attraverso la permuta dei compendi immobiliari ex Dogana e Rettorato, preme chiarire alcuni aspetti fondamentali, per evitare facili fraintendimenti. L’operazione punta a soddisfare da un lato le esigenze di spazio della cooperazione trentina, che da anni necessita di un ampliamento delle proprie sedi istituzionali; dall’altro permette alla Provincia, per mezzo del suo “braccio immobiliare” Patrimonio del Trentino spa, di acquistare un’area strategica per lo sviluppo cittadino, destinata a diventare il volano dell’edilizia scolastica e rendendo alla zona di Piedicastello un’adeguata centralità quale zona residenziale. L’operazione, così complessa anche per le peculiarità degli immobili coinvolti, è stata accuratamente pianificata su un adeguato lasso temporale, che vede le sue “tappe” fondamentali nel 30 giugno 2013, data prevista per la stipula del contratto definitivo di permuta e quindi per il preventivo trasferimento in proprietà dei compendi Rettorato ed ex Dogana dall’attuale proprietaria Provincia a Patrimonio del Trentino spa e per la demolizione del compendio ex Dogana, e nel 31 dicembre 2013 per l’immissione in possesso del Compendio Rettorato libero da persone e/o cose e adeguamento urbanistico dell’area ex Dogana. L’operazione andrà a chiudersi il 30 giugno 2014 con l’ultimazione degli interventi di bonifica e la conseguente immissione in possesso dei compendi ex Dogana e Italcementi. I predetti termini sono tuttavia stabiliti “salvo diverso accordo tra le parti”, in quanto la buona fede contrattuale che ha caratterizzato e continua a caratterizzare i rapporti tra le parti ha imposto di tenere in debito conto eventuali ritardi causati da imprevisti e sorprese nelle operazioni e dal nutrito numero di soggetti terzi coinvolti.  
   
   
CONCENTRAZIONI: LA COMMISSIONE APPROVA L´ACQUISIZIONE DI UN´AZIENDA CHIMICA PETROCHEM CARLESS HOLDINGS DAL RIVALE HALTERMANN  
 
Bruxelles, 2 aprile 2013 - La Commissione europea ha autorizzato, ai sensi del regolamento Ue sul regolamento sulle concentrazioni, la proposta di acquisizione di Petrochem Carless Holdings Limited (Regno Unito) mediante Haltermann Holding Gmbh (Germania), una consociata interamente controllata di Hig Europe Capital Partners. Soggetti operanti nel settore chimico. L´indagine della Commissione ha confermato che l´operazione proposta non dà luogo a problemi di concorrenza, perché non modificare in maniera significativa la struttura dei mercati rilevanti. La Commissione ha esaminato, in particolare, i possibili effetti della proposta operazione, i termini di concorrenza nei mercati della produzione e distribuzione di distillati di inchiostro di stampa e prestazioni del carburante e sub- segmenti (carburanti di riferimento per le automobili, carburante per le auto da corsa e carburanti Oe). Commissione ha constatato che l´operazione non darebbe luogo a problemi di concorrenza in nessuno dei mercati rilevanti a causa del modesto livello di quote di mercato combinate parti, la capacità dei clienti di cambiare fornitore e la presenza di un numero sufficiente di concorrenti seri che continuano a esercitare una pressione concorrenziale sull´entità risultante dalla concentrazione. La Commissione ha pertanto concluso che l´operazione non ostacolerà in maniera significativa una concorrenza effettiva nello Spazio economico europeo 1 (See) o in una parte sostanziale di esso. L´operazione è stata inizialmente notificata alla Commissione nel novembre 2012. Dopo il ritiro della notifica, nel dicembre 2012, l´operazione è stata nuovamente notificata 19 Febbraio 2013.  
   
   
MICRON, PASSO AVANTI NEL CONFRONTO SUL PIANO PER RILANCIARE IL SITO DI AVEZZANO RIUNIONE AL MISE- NEI PROSSIMI GIORNI SI AFFRONTERA’ IL NODO DEGLI AMMORITZZATORI  
 
Roma, 2 aprile 2013 - Passo in avanti, al Ministero dello Sviluppo Economico, nel confronto sul piano industriale al quale è legato il rilancio della Micron di Avezzano, dopo la decisione della multinazionale americana di cedere l’impianto abruzzese (che- tra dipendenti e indotto- occupa circa 2000 addetti) ad altro imprenditore. A discutere delle prospettive dello stabilimento di microelettronica sono stati- alla presenza del Sottosegretario al Mise Claudio De Vincenti e del Viceministro al Lavoro Michel Martone- i rappresentanti dell’azienda, delle istituzioni locali e delle organizzazioni sindacali nazional, territoriali e aziendali. La direzione di Micron ha annunciato che è stato raggiunto l’accordo per una newco partecipata da alcuni alti dirigenti dell’unità ceduta(tra i quali l’amministratore delegato Sergio Galbiati) e dalla tedesca L. Foundry, newco che rileverà le attività produttive di Avezzano. In questo nuovo assetto, assumono particolare rilievo sia gli impegni commerciali e di trasferimento tecnologico presi da Micron (anche attraverso la partecipata Aptina), sia l’apporto tecnologico e di mercato di L. Foundry, sia il ruolo centrale che il management italiano avrà tanto nel sito abruzzese quanto all’interno della holding. Il governo, nel valutare positivamente le prospettive di consolidamento e sviluppo della fabbrica di Avezzano, ha confermato il trasferimento alla nuova società delle risorse finanziarie già previste per i progetti a suo tempo presentati da Micron. Contestualmente, l’esecutivo assume anche una funzione di verifica e controllo costante dell’evoluzione dei piani finanziari e produttivi illustrati nel corso della riunione odierna. Per quanto concerne le problematiche occupazionali, le parti hanno stabilito di avviare già nei prossimi giorni il necessario confronto sindacale. A questo proposito, il governo ha sottolineato la necessità che venga salvaguardato l’alto livello di professionalità presente tra i lavoratori di Avezzano e che il necessario ricorso agli ammortizzatori sociali sia coerente con il piano di rilancio industriale. “E’ di fondamentale importanza- ha affermato il Sottosegretario De Vincenti nel chiudere la riunione- che si stia profilando un futuro produttivo e industriale per una attività ad elevato contenuto tecnologico come quella di Avezzano. Lo stabilimento ha ora la possibilità di uno sviluppo tecnologico e di una differenziazione produttiva che ne potrà garantire il posizionamento competitivo sui mercati internazionali”.  
   
   
22 MAGGIO: IL NUOVO BREVETTO COMUNITARIO  
 
Milano, 2 aprile 2013 - La data da mettere in agenda per l’incontro “Il nuovo brevetto comunitario”, organizzato dalla Fast è il prossimo 22 maggio a Milano. Il profondo cambiamento introdotto dal Parlamento europeo per la protezione delle invenzioni viene spiegato da un esperto dell’Ufficio europeo dei brevetti. Un rappresentante di un importante studio brevettuale illustra l’impatto della nuova norma sulle strategie brevettuali delle imprese. Dunque conoscere il problema per prepararsi a cogliere le future opportunità. Nel dicembre 2012 il Parlamento europeo ha approvato il regolamento che dal 2014 introdurrà il Brevetto Comunitario, in pratica la possibilità di ottenere un brevetto unico giuridicamente valido in tutta l´Unione europea. La creazione di un tale brevetto porterà a una riduzione sostanziale dei costi di brevetto, in particolare di quelli legati alla traduzione e al deposito; la protezione semplificata delle invenzioni per tutto il territorio europeo grazie ad una procedura unica; la costituzione di un sistema unico e centralizzato di risoluzione delle controversie. Si tratta di un traguardo importante a cui si giunge dopo oltre 40 anni di discussioni, dibattiti e rinvii: una decisione storica che aiuterà le imprese. Il nuovo brevetto, infatti, elimina i due principali ostacoli che condizionano un maggior ricorso da parte delle imprese e degli inventori alla protezione brevettuale dei nuovi ritrovati tecnologici: gli alti costi e la complessità dell’ottenimento a livello di mercato unico. Con le nuove norme, le procedure si semplificheranno e i costi si ridurranno drasticamente. Il pacchetto di norme approvato dal Parlamento comprende anche l’accordo sulle regole per le traduzioni e l’intesa sull’introduzione di tribunali europei che regolino con effetto in tutta l’Unione le questioni di contraffazione e validità dei brevetti comunitari. Ancorché l’introduzione del nuovo brevetto comunitario sia stabilita per il 2014, la presenza di questo nuovo strumento modifica sostanzialmente sin d’ora le strategie di protezione brevettuale da adottare, per quanto riguarda le scelte tra le opzioni possibili, rispetto al brevetto europeo e al Pct. Fast, quale membro della rete europea Enterprise Europe Network, propone a imprese e inventori una presentazione del nuovo brevetto unitario e delle implicazioni strategiche collegate. Gli interventi sono affidati a esperti dell’European Patent Office e di un importante studio brevettuale nazionale. Programma: 09,30 Registrazione; 10,00 I servizi di Enterprise Europe Nework per la protezione della proprietà intellettuale Angela Pulvirenti, Fast; 10,15 La rivoluzione europea nella protezione delle invenzioni: il nuovo brevetto comunitario e la Corte unificata del brevetto Stefan Luginbuehl, Lawyer, International Legal Affair, Epo European Patent Office; 12,00 L’impatto del nuovo brevetto comunitario sulle strategie brevettuali delle imprese Diego Pallini, Notarbartolo&gervasi; 12.30 Discussione; 13.00 Conclusione dei lavori. E-mail muriel.Geroli@fast.mi.it o via fax al n. 02 782485  
   
   
INNOVAZIONE: I RISULTATI DI UN´INDAGINE ISTAT SUL TRIENNIO 2008-2010  
 
Trieste, 2 aprile 2013 - Le imprese del Friuli Venezia Giulia sono più innovatrici della media nazionale. Nel triennio 2008-2010 il 41% delle imprese della regione operanti nei settori dell´industria e dei servizi con almeno 10 addetti ha introdotto delle innovazioni sul mercato o nel proprio processo produttivo, quota significativamente più elevata del 32% riferito all´Italia nel suo complesso. La propensione ad innovare cresce all´aumentare della dimensione dell´impresa ed il manifatturiero è il settore più innovativo, con il 55% di imprese innovatrici in regione, seguito dai servizi, con un´incidenza del 29%. Per l´introduzione di innovazioni le imprese regionali hanno sostenuto nel 2010 una spesa media per addetto pari a 7.400 euro, beneficiando nel 42% dei casi di un sostegno pubblico per l´innovazione, proveniente soprattutto da amministrazioni pubbliche locali o regionali (valore superiore al 30% medio italiano). La spesa è stata destinata prevalentemente all´acquisto di macchinari e attrezzature e alle attività di ricerca e sviluppo interne (dai dati della rilevazione sulla R&s nelle imprese in Fvg nel 2010 sono stati spesi per attività di ricerca 283 milioni di euro). Inoltre, il 19% delle imprese innovatrici della regione (il 13% in tutta Italia) ha definito accordi di cooperazione per le attività di innovazione, in particolare con fornitori e consulenti. Sono questi gli aspetti principali che emergono dall´elaborazione dei microdati definitivi relativi all´indagine Istat sull´innovazione nelle imprese per il triennio 2008-2010, svolta dal Servizio statistica e affari generali della Regione Fvg in collaborazione con la sede di Trieste della Banca d´Italia. Si tratta di un´indagine campionaria per le imprese da 10 a 249 addetti e censuaria per quelle con almeno 250 addetti. La Regione ha assunto il ruolo di ente intermedio di rilevazione sul proprio territorio, tramite il Servizio statistica e affari generali della Direzione centrale finanze, patrimonio e programmazione. La collaborazione tra Istat e Regione ha consentito di aumentare il campione di imprese del Fvg al fine di ottenere delle stime significative a livello regionale garantendo anche la rappresentatività dei macrosettori industria, costruzioni e servizi. Si nota con soddisfazione - secondo il presidente della Regione - come le imprese del Fvg puntino a crescere e migliorarsi investendo in ricerca e innovazione, veri punti di forza della nostra economia. L´amministrazione regionale si è impegnata a sostenere l´innovazione nel settore privato attraverso l´adozione di strumenti di finanziamento alle imprese, consapevole del fatto che innovare in questo periodo di crisi economica è quanto mai fondamentale per aumentare la competitività, creare sviluppo e nuova occupazione.  
   
   
ABRUZZO: PRESENTATI I CONTRATTI DI SVILUPPO LOCALI BANDO DA 10 MNL;ALTRI 15 MLN A CONTRATTI SVILUPPO NAZIONALI  
 
Pescara, 2 aprile 2013 -  Un bando per un valore di 10 milioni di euro a valere sui fondi Fas 2007-2013, rivolto a finanziare i Contratti di Sviluppo Locale promossi delle imprese, in forma singola o associata, è stato presentato, il 27 marzo, a Pescara, in Regione, dal vice presidente ed assessore allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione, nel corso di una conferenza stampa. Le imprese beneniciarie dovranno avere almeno sede operativa in Abruzzo per investimenti di consistente valore economico e finanziario e con ottimi riflessi da un punto di vista occupazionale. "L´attuale Governo regionale - ha spiegato Castiglione - si è impegnato, sin dal momento del suo insediamento, a porre in essere interventi per sostenere al massimo la competitività del sistema economico. La legge regionale n.40/2012 sulla "Promozione e sviluppo del sistema produttivo regionale" ha, infatti, completato dal punto di vista legislativo, il processo di riordino territoriale avviato con le leggi sull´artigianato, il commercio, i consorzi fidi e con la riforma dei consorzi industriali". Dopo aver disegnato una nuova geografia industriale regionale, attraverso la spinta ad un nuovo riposizionamento strategico delle filiere produttive regionali sul concetto d´innovazione con i Poli e le Reti di Imprese, secondo il vice presidente della regione "è arrivato il momento di compiere un ulteriore sforzo mirato allo sviluppo del nostro territorio, attraverso il sostegno finanziario teso a favorire la realizzazione di iniziative di localizzazione, ampliamento e ammodernamento di unità industriali rilevanti per il rafforzamento della struttura produttiva della regione Abruzzo, con particolare riferimento alle aree di crisi". Il bando sui Contratti di sviluppo locali segue il finanziamento, avvenuto con un dotazione finanziaria pari a 15 milioni di euro, sempre a valere sulla dotazione Fas, dei Contratti di Sviluppo Nazionali gestiti da Invitalia, per cofinanziare progetti di sviluppo presentati da aziende abruzzesi, in base al Dm del 24 settembre 2010. "Il finanziamento dei contratti di sviluppo nazionali e locali - ripreso Castiglione - rientra nella logica di passare, nell´immediato futuro, ad una progettualità in grado di rafforzare la qualità e la credibilità generale di interlocuzione, ponendo il tessuto industriale regionale all´avanguardia in termini di attività e capacità propositiva". La genesi di tale iniziativa, infatti, parte dalla constatazione che molte sono le eccellenze presenti nella regione in tutti i settori. Aziende che fanno della tecnologia e del know-how il loro punto di forza e che, se messe in condizione di aumentare il proprio livello di innovatività e di crescita, attraverso nuovi investimenti, possono raggiungere un livello adatto a rispondere alle sfide che la competizione mondiale ci propone. "Se gli imprenditori guardano con ritrovato clima di fiducia alla Regione Abruzzo, - ha proseguito il vice presidente - occorre dare loro gli strumenti necessari per aumentare la propria efficienza e con essa maggiore produttività, che si traduce in maggiore competitività da mettere in campo per vincere la concorrenza sul piano nazionale e internazionale, per fare in modo che per l´Abruzzo arrivi al più presto al superamento dell´attuale crisi strutturale del nostro sistema produttivo. Tale modello - ha concluso - spero sia realizzato nel più breve tempo possibile al fine di rendere realmente operativa la "rivoluzione industriale" in cui l´Abruzzo è entrato, per affrontare con la massima serenità il dopo-crisi, utilizzando i nuovi servizi e la sua intrinseca innovatività come leve di competitività territoriale". Il Contratto di Sviluppo in questione favorisce la realizzazione di investimenti proposti da imprese aventi sede operativa in Abruzzo. Ha per oggetto uno o più progetti di investimento ed eventuali progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connessi e funzionali tra loro. Finanzia investimenti nei settori industria, artigianato e commercio. È sottoscritto da una o più imprese e dalla Regione Abruzzo. Richiede un investimento minimo compreso tra 3 e 7 milioni di euro. Si applica nelle aree previste dalla Carta degli aiuti 2007-2013 e nel resto del territorio regionale solo se l´investimento è proposto da piccole e medie imprese. Prevede agevolazioni sotto forma di contributo a fondo perduto. E´ rivolto alle piccole, medie e grandi imprese anche estere che hanno una sede operativa in Abruzzo. In particolare, i destinatari delle agevolazioni sono: l´impresa "proponente", che promuove l´iniziativa imprenditoriale ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del Contratto di Sviluppo, le eventuali imprese "aderenti", che realizzano progetti di investimento nell´ambito del suddetto Contratto di Sviluppo. Il Programma di sviluppo oggetto del Contratto può essere promosso e sviluppato anche dai poli d´innovazione, dalle reti d´imprese e dalle associazioni di categoria presenti nel Cnel, ed ha ad oggetto la realizzazione, su iniziativa di una o più imprese, anche di settori diversi (industria, artigianato, commercio, ecc.) di un programma di sviluppo rientrante nella seguente fattispecie prevista dall´art. 14 della Legge regionale n. 40/2012. Il programma di sviluppo produttivo è un´iniziativa imprenditoriale finalizzata alla produzione di beni e/o servizi, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d´investimento ed, eventualmente, progetti di ricerca industriale a prevalente sviluppo sperimentale, strettamente connessi e funzionali tra di loro in relazione al processo di produzione dei prodotti finali. L´importo complessivo delle spese ammissibili degli investimenti oggetto del contratto di sviluppo Locale deve essere ricompreso tra un importo minimo di 3 milioni di euro e un importo massimo pari a 7 milioni di euro. Il contributo viene concesso a fondo perduto. I progetti di investimento del Contratto di Sviluppo possono essere realizzati nelle aree previste dalla Carta degli aiuti a finalità regionale approvata dalla Commissione europea per il periodo 2007-2013 (Aiuto di Stato n. 117/2010 pubblicato su Guue del 10 agosto 2010, n. C 215/5; nel resto del territorio regionale solo per la piccole e medie imprese. I progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale possono essere realizzati su tutto il territorio regionale. In merito alle agevolazioni, bisogna distinguere tra Progetti Di Investimento e Progetti Di Ricerca E Sviluppo. Nel primo caso, sono interessati settori diversi dalla trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, nel secondo caso riguardano progetti di ricerca industriale e progetti di sviluppo sperimentale. Gli incentivi previsti variano a seconda della tipologie dei progetti. Nel caso dei progetti di investimento nelle aree in deroga, quelle rientranti nell´87 3c, le piccole imprese potranno beneficiare di incentivi pari al 35% del totale. La percentuale sarà, invece, del 25% per le medie imprese e del 15% per le grandi imprese. Se, invece, i progetti di investimento riguarderanno altre aree, le piccole imprese potranno beneficiare del 20%, quelle medie del 10% mentre le grandi imprese non potranno avvalersi di alcun incentivo. Per quanto riguarda, infine, i progetti di ricerca e sviluppo, che sono relativi all´intero territorio regionale, gli incentivi per le grandi imprese saranno pari al 50% se si tratta di progetti di ricerca industriale e al 25% se si tratta di progetti di sviluppo sperimentale. Per le medie imprese saranno pari al 60% nel primo caso e pari al 35% nel secondo. Per le piccole imprese, gli incentivi saranno parti al 70% se si tratta di progetti di ricerca industriale e pari al 45% nel caso di progetti di sviluppo sperimentale. Le imprese potranno fare domanda attraverso l´istanza di accesso, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione del bando sul Burat. La Regione Abruzzo valuterà le stesse istanze e, a partire dal 31 maggio prossimo, potrà essere presentata la Proposta di Massima la cui valutazione positiva darà diritto alle imprese ad accedere alla fase negoziale. Ad essa seguirà la sottoscrizione del Contratto di Sviluppo Locale da parte della Regione Abruzzo con l´impresa o le imprese proponenti.  
   
   
CIR: CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA DEGLI AZIONISTI E PUBBLICAZIONE DOCUMENTAZIONE  
 
Milano, 2 aprile 2013 – Assemblea ordinaria degli azionisti: in prima convocazione per il giorno 26 aprile 2013 ore 10,30 in seconda convocazione per il giorno 29 aprile 2013 ore 10,30. Pubblicazione Documentazione - Il 27 marzo è stata messa a disposizione del pubblico, mediante pubblicazione sul sito internet della Società all’indirizzo http://www.cirgroup.it/  e deposito presso la Sede Legale, la relazione del Consiglio di Amministrazione sul punto 6. All’ordine del Giorno: “Proposta in merito all’approvazione del piano di Stock Grant 2013”.  
   
   
LE ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI IN PROVINCIA DI TORINO: BLOCCO DEI PAGAMENTI ED ECCESSI BUROCRATICI I NEMICI DEL SISTEMA PRODUTTIVO  
 
Torino, 2 aprile 2013 - Sbloccare i crediti alle imprese e sostenere i produttori che si affacciano sui mercati esteri. Questo è ciò che chiede il mondo imprenditoriale al sistema dei pubblici poteri e che è stato ribadito con forza oggi a Palazzo Cisterna, dove le Commissioni Iii e Vi del Consiglio provinciale, dedicate alle politiche attive per il mercato del lavoro e per le attività economiche, hanno incontrato Luca Pignatelli, Roberto De Gioanni e Paolo Billia, rappresentanti rispettivamente dell’Unione Industriale di Torino, di Api Torino e di Confindustria Canavese. Alla riunione era presente l’assessore alle Attività produttive della Provincia di Torino Ida Vana. Il quadro economico locale tratteggiato dagli esponenti delle associazioni datoriali è quello noto, tristemente funestato dalla pesantissima crisi economica, anche se la periodica indagine svolta dall’Unione Industriale mette in luce per il secondo trimestre del 2013 flebili segnali di miglioramento nelle aspettative degli imprenditori, particolarmente rispetto agli indicatori “produzione e ordini” e “investimenti”. L’indagine dell’Unione Industriale ha messo in evidenza una sempre più netta divaricazione, confermata anche da Api e Confindustria Canavese, tra le imprese ben radicate sui mercati esteri e quelle che realizzano il loro fatturato soprattutto sul mercato interno. Oltre ai mancati pagamenti degli Enti pubblici, gli imprenditori segnalano che un altro grave handicap di dimensione nazionale è dato dall’enorme mole di adempimenti burocratici, che tengono lontani gli investimenti dal nostro Paese. “Siamo in attesa di conoscere i tempi del decreto che sbloccherà i debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese, ma è reale il rischio che quei soldi finiscano per coprire i debiti con le banche senza portare quindi la liquidità necessaria a ridare un po’ di fiato alle aziende” ha spiegato l’assessore Vana, interpretando la preoccupazione delle associazioni imprenditoriali presenti. Unione Industriale, Api e Confindustria Canavese hanno chiesto che gli Enti pubblici siano al loro fianco nella ricerca di un accordo con gli Istituti di credito che eviti quel temuto epilogo.  
   
   
SODALITAS SOCIAL INNOVATION: APERTE LE ISCRIZIONI ALLA 3^ EDIZIONE PER PROMUOVERE NUOVE PARTNERSHIP TRA PROFIT E NONPROFIT  
 
Milano, 2 aprile 2013 – Durante l´evento “La sfida digitale. Come conciliare nonprofit, new media e risorse” – Fondazione Sodalitas ha presentato la terza edizione di Sodalitas Social Innovation (Ssi), il programma ideato per aiutare le organizzazioni nonprofit italiane a mettere a punto social business plan di qualità, e promuovere la nascita di partnership Impresa-nonprofit. "Oggi, saper sviluppare partnership con le imprese è una vera e propria necessità per la continuità delle organizzazioni nonprofit nel tempo - ha dichiarato Ugo Castellano di Fondazione Sodalitas. “Si tratta di una leva irrinunciabile di sviluppo per chi opera nel sociale ed è impegnato ogni giorno a ridurre la distanza tra chi ha molto e chi non ha nulla". 32 imprese leader di mercato contribuiranno a scegliere - tra i progetti presentati dalle Organizzazioni Nonprofit - quelli più in linea con 10 principi di efficacia sociale ed efficienza di mercato: 1) Risultati attesi e valutazione dell’impatto sociale; 2) Sviluppo delle capacità e sostenibilità nel tempo del progetto; 3) Potenziale di crescita (scalabilità); 4) Capacità di Innovazione Sociale; 5) Replicabilità; 6) Costo del prodotto e vantaggio competitivo; 7) Sostenibilità Economica e Finanziaria; 8) Approccio di Sistema; 9) Partnership con il Mondo Profit; 10) Esperienze e capacità organizzativa; A coordinare i lavori sarà il Segretario Generale di Fondazione Cariplo Pier Mario Vello. Le prime due edizioni di Sodalitas Social Innovation hanno visto la partecipazione di 325 organizzazioni nonprofit con 360 progetti. Tutti le iniziative presentate a Ssi sono pubblicate su www.Socialinnovation.sodalitas.it, il primo portale italiano dedicato alle partnership Impresa-nonprofit. L’evento del 27 marzo è stata anche l’occasione per presentare alcune delle partnership Impresa-nonprofit già realizzate grazie a Sodalitas Social Innovation. Leroy Merlin per esempio sta per lanciare sul territorio di Milano il progetto “Bricolage del cuore”. Questa iniziativa, che nasce ora come esperienza pilota di volontariato d’impresa, vuole permettere ai collaboratori dell’azienda di mettere a disposizione della comunità le proprie competenze specifiche di mestiere e di settore. Le Onp con cui l’azienda ha scelto di collaborare sono state identificate tra quelle partecipanti a Sodalitas Social Innovation. Ubi Banca ha coinvolto i propri dipendenti in una specifica iniziativa di solidarietà a favore di tre progetti candidati a Sodalitas Social Innovation: il progetto dell’Associazione Acra “Costruzione di orti scolastici per combattere la malnutrizione infantile in Ciad”; il progetto della Fondazione Sipec “Energia per le comunità rurali del Burkina Faso” e quello dell’Associazione Prometeo Onlus “A casa lontano da casa”. Mellin ha sviluppato nel 2011 insieme con la Cooperativa Spazio Aperto il Progetto “De Medici”. Grazie a questa partnership sono stati creati posti di lavoro per persone in difficoltà che forniscono un servizio ad alto valore aggiunto presso i punti vendita di alcune tra le più importanti aziende della Gdo. L’iniziativa, tuttora in corso, si è ampliata coinvolgendo altre realtà imprenditoriali, tra cui Pernod Richard e Zaini. Linklaters ha stipulato una partnership con il Consorzio Cascina Nibai, operante sul territorio per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro di detenuti, ex detenuti e persone con disabilità. L’azienda ha deciso di concentrare i propri sforzi sul progetto “Com-munitas: traiettorie di andata e (non) ritorno”, avviato dal consorzio allo scopo di costruire un percorso formativo per detenuti che cominci dentro il carcere attraverso un’attività produttiva su commessa e che prosegua fuori per consentire un reinserimento concreto ed efficace dei “ristretti” nella società. Sodalitas Social Innovation si apre ai new media - Quest´anno Sodalitas Social Innovation sarà anche all´insegna dei new media. Il programma assegnerà infatti per la prima volta un “Web Communication Award”, affidando alla rete la scelta dell´organizzazione vincitrice. Alla Onp vincitrice di questo riconoscimento verranno offerte: la realizzazione di un video dedicato al progetto candidato - la redazione e la diffusione, da parte di Fondazione Sodalitas, di un comunicato stampa dedicato - la redazione di un numero speciale della newsletter di Fondazione Sodalitas, che raggiunge 6.000 contatti - la promozione dell´iniziativa su tutti i canali web di Fondazione Sodalitas - la pubblicazione di post dedicati, sulla pagina facebook di Sodalitas Social Innovation, per un mese dall’assegnazione del riconoscimento - la possibilità di proporre la propria iniziativa come progetto charity o raccolta fondi interna alle imprese aderenti a Fondazione Sodalitas La pagina facebook di Sodalitas Social Innovation, creata in occasione della 3^ edizione, approfondirà attraverso eventi on line temi legati alla partnership Impresa-nonprofit e al rapporto tra Terzo settore e new media. Il primo degli eventi on line che Fondazione Sodalitas proporrà avrà luogo il prossimo 4 aprile tra le 14.30 e le 15.30. Per partecipare all´appuntamento – realizzato in collaborazione con Terna – è sufficiente diventare fan della pagina del progetto e seguire gli aggiornamenti dell´evento dedicato, intervenendo nella discussione. Come partecipare alla 3^ Edizione di Sodalitas Social Innovation - Per partecipare alla terza edizione di Ssi le organizzazioni nonprofit italiane devono compilare in ogni sua parte la Griglia di compilazione basata su 10 principi di efficacia sociale ed efficienza di mercato, e inviarla entro il 31 maggio 2013 all’indirizzo socialinnovation@sodalitas.It La partecipazione è completamente gratuita. La Griglia di compilazione e le Linee Guida cui fare riferimento per redigerla correttamente sono scaricabili dal sito http://www.sodalitas.it/  
   
   
VERONA, IL SETTORE DEL MOBILE RIPARTE DAL RESTAURO  
 
Verona, 2 aprile 2013 - Dal 20 al 23 marzo scorsi, 18 imprese artigiane veronesi hanno partecipato alla Xx edizione del Salone del Restauro di Ferrara, nello stand allestito dalla Camera di Commercio di Verona. L’edizione 2013 era focalizzata sul tema del restauro alla luce degli eventi sismici che hanno colpito le zone dell’Emilia Romagna il 20 e 29 maggio 2012, incidendo profondamente nei territori e sul patrimonio storico monumentale. Il Salone non poteva esimersi dal concentrare l’attenzione sul ruolo centrale che assume il restauro nella ricostruzione post sismica. Ecco dunque che il moto della manifestazione è diventato: “Dov’era ma non com’era” con evidente richiamo alla necessità di progettare un restauro non solo conservativo, ma che tenga conto anche delle più innovative tecniche di messa in sicurezza degli immobili e/o monumenti coinvolti. Per la Camera di Commercio di Verona era la terza partecipazione, un’edizione che ha visto coinvolte un numero rilevante di imprese, collocate in una posizione di privilegiata visibilità, all’inizio del padiglione 3, vicino allo stand del Mibac, Ministero per i beni culturali. Di rilievo anche l’idea di base dell’allestimento, strutturato su 115 mq e concepito per essere uno spazio aperto con dei pannelli unificanti che raccontano con testo e immagini le singole storie aziendali. Notevoli i numeri di questa edizione del Salone del Restauro, con 16.000 metri quadrati occupati, 220 espositori e un ricco cartellone con 131 convegni e incontri tecnici e 9 eventi–mostre. Durante la manifestazione sono stati presentati diversi convegni: giovedì 21 marzo è stato approfondito, in sala Marfisa, alle ore 16.30, il Restauro della Cantoria di San Rocco ad opera dei restauratori della pianura veronese presenti allo stand della Camera di Commercio, mentre altri 3 convegni sono stati presentati nello spazio convegni dello stand camerale. Il giorno 21 marzo è stata anche l’occasione per le nostre imprese per partecipare a degli incontri di affari organizzati da Assorestauro, in collaborazione con L’ice (Istituto Commercio estero), con professionisti stranieri del settore. La Camera di Commercio ha coadiuvato gli incontri con un’attività di accompagnamento e, quando necessario, di traduzione.  
   
   
FERRARA, I DATI ECONOMICI DEL I TRIMESTRE 2013  
 
Ferrara, 2 aprile 2013 - Se Natale ha dato una mano solo alle vendite dei supermercati, che chiudono quasi in pareggio, il calo della domanda interna ha colpito le imprese di tutti i settori non solo negli ultimi mesi del 2012, ma, soprattutto per gli operatori del commercio e della filiera turistica, ha generato un primo trimestre 2013 “in rosso”. Anche l’export, unico unico indicatore che fino a qualche tempo fa, nelle previsioni delle imprese manifatturiere, mostrava segnali positivi e accendeva le speranze di una ripresa dell’economia, rallenta (+0,3%). E sono, ancora una volta, le imprese di minore dimensione a pagare il prezzo più elevato alla crisi. E’ quanto emerge dall´indagine trimestrale dell´Osservatorio dell´economia della Camera di Commercio. “Le incertezze del mercato interno continuano a farsi sentire sul nostro sistema produttivo”, ha commentato il presidente della Camera di Commercio di Ferrara, Carlo Alberto Roncarati. “Dopo aver vissuto un periodo natalizio decisamente sotto tono e aver dato corso a una stagione dei saldi che non ha dato i risultati desiderati, in particolare il commercio al dettaglio e l´artigianato si apprestano ad iniziare una nuova fase all’insegna della riduzione delle vendite. Il contesto di difficoltà complessivo colpisce, poi, duramente anche le imprese della filiera turistica”. Industria E Artigianato La produzione dell’industria e dell´artigianato in senso stretto è diminuita del 6,5% rispetto all’analogo periodo del 2012, dopo il -6,7% del trimestre precedente. Le maggiori difficoltà hanno interessato le imprese metallurgiche (-12,1%) e il gruppo del legno-mobili, della carta e della stampa (-10,2%). In netto peggioramento anche la produzione del sistema moda (-8,5%), che sconta la riduzione dei consumi. In linea con la contrazione media, la produzione dell’industria alimentare (-6,3%), che ha comunque risentito della diminuzione dei consumi, nonostante il suo carattere aciclico. Il fatturato a valori correnti ha subito una flessione tendenziale del 5%. Tutti negativi gli andamenti settoriali, con l’unica eccezione della metalmeccanica. Leggermente più lievi solo le contrazioni per l’industria elettronica e per quella meccanica. Al calo di produzione e fatturato, non è rimasta estranea la domanda, che ha accusato una flessione del 6,8%, consolidando il trend negativo del 2012. Gli ordini esteri rallentano e i periodi di produzione assicurati dal portafoglio ordine si sono ridotti a poco più di sei settimane. Sotto il profilo settoriale, a essere più penalizzate dalla mancanza di prospettive di recupero, sia sul fronte della domanda interna che di quella estera, sono le industrie dell’elettronica e della meccanica. Il debole mercato interno incide, invece, più decisivamente sulle aspettative delle industrie alimentari. Le “altre industrie”, a fronte di un prevalente pessimismo in termini di produzione e fatturato, presentano saldi positivi per gli ordinativi esteri, grazie alla chimica e alle imprese della lavorazione dei minerali non metalliferi. Commercio E Turismo Peggiora ulteriormente la tendenza negativa delle vendite del commercio al dettaglio, avviatasi con il secondo trimestre 2008. La crisi si è riacutizzata a partire dalla seconda metà del 2011. Dall’inizio del 2012, la diminuzione delle vendite è risultata più ampia di quella riferita al 2009 ed è divenuta più rapida ad ogni trimestre. Per gli esercizi al dettaglio in sede fissa le vendite a prezzi correnti sono diminuite di oltre l´8% nei primi mesi del 2013 rispetto all’analogo periodo del 2012, in linea con quanto registrato a livello nazionale, mentre per l’Emilia-romagna il calo è stato inferiore di un punto percentuale. Nel complesso, l’aggravarsi della crisi non ha determinato però un ulteriore accumulo delle giacenze. La quota delle imprese che le giudicano eccedenti si è lievemente ridotta all’8%, scendendo al di sotto dei livelli dei dodici mesi del 2012. Gli imprenditori appartenenti alla filiera turistica, infine, considerano l´attuale tendenza negativa assolutamente dominante anche per i prossimi mesi, con variazioni al ribasso a due cifre.  
   
   
BRESCIA - PARTE IL PROGETTO START 2013  
 
Brescia, 2 aprile 2013 - In un periodo in cui la certezza di un lavoro è sempre più precaria, torna il progetto Start, che offre la possibilità a persone lombarde disoccupate, inoccupate, cassintegrate e iscritte alle liste di mobilità di mettersi in proprio, avviando una nuova impresa o un lavoro autonomo. I partecipanti, potranno usufruire dei servizi gratuiti di formazione, assistenza personalizzata, consulenza specialistica, nonché di servizi volti a favorire l’accesso al microcredito. Il progetto Start 2013 si prefigge anche di aiutare i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro, supportando le piccole e medie imprese lombarde con meno di quattro anni oppure con più di 4 anni ma che si occupano di moda, design, green economy, digitalizzazione, nelle assunzioni con voucher da 8mila o 10mila euro, con la previsione di oltre cento posti di lavoro per i giovani. La dotazione per l’iniziativa è di oltre due milioni di Euro, il progetto è promosso e finanziato da Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù, Regione Lombardia, Camera di Commercio di Brescia, e le altre Camere di commercio lombarde aderenti al progetto. Tutte le informazioni sul sito http://www.start.lombardia.it/  . O presso lo Sportello Punto Nuova Impresa della Camera di Commercio di Brescia (tel. 030 3725.264/298 – e mail: pni@bs.Camcom.it  ).  
   
   
TRENTO: APPROVATO IL PROGETTO PER L´IMPRENDITORIALITA´ GIOVANILE  
 
Trento, 2 aprile 2013 - Su proposta del Presidente Alberto Pacher, la Giunta provinciale ha approvato il 28 aprile il "Progetto per l´imprenditorialità giovanile", frutto dei contributi, delle riflessioni e delle proposte di un gruppo di lavoro incardinato presso il Servizio Programmazione della Provincia autonoma di Trento e coordinato dal prof. Carlo Borzaga, che è componente del Comitato per lo sviluppo provinciale. È la legge finanziaria provinciale, agli articoli 33 e 34, ad affidare alla Giunta provinciale l´incarico di approvare un "Progetto per l´imprenditorialità giovanile", disciplinando alcune nuove misure per sostenere la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali promosse da giovani. Il lungo e articolato lavoro del gruppo di lavoro, a cui hanno partecipato esperti e referenti di strutture provinciali ed enti strumentali, di Euricse, rappresentanti dei settori economici, degli istituti di credito, del mondo della cooperazione e del volontariato, ha portato al progetto oggi approvato, che ha una pluralità di obiettivi: - accrescere tra i giovani la cultura imprenditoriale e la capacità di creare nuove imprese sostenibili in attività di interesse collettivo con elevate potenzialità di sviluppo e ampie capacità di creare nuova occupazione, finora poco coinvolte nelle politiche di creazione di impresa; gli ambiti di interesse sono diversi da quelli tecnologici, a favore dei quali sono già in atto diverse misure di sostegno; - preparare il sistema produttivo trentino a cogliere le opportunità di lavoro e di impresa che saranno create dai processi di esternalizzazione conseguenti al programma di snellimento delle pubbliche amministrazioni provinciali; - ampliare e migliorare l´offerta di beni e servizi alla persona e alla comunità, nonché le attività di sostegno di alcuni settori economici, come in particolare il settore turistico. Il progetto individua alcuni macrosettori che risultano particolarmente promettenti nell´offrire interessanti opportunità per la nascita e lo sviluppo di nuove imprese giovanili. Si tratta di Welfare, Weellbeing, Cultura, Servizi al turismo, Valorizzazione e tutela ambientale, Comunicazione e gestione delle informazioni, Green economy, Agricoltura. Nell´ambito di questi settori, il progetto prevede la creazione di opportunità di mercato per le nuove imprese, la diffusione della conoscenza e dell´informazione sul fare impresa, il rafforzamento dei servizi di supporto e l´integrazione degli interventi di sostegno economico all´avvio e al consolidamento delle attività. Per quel che riguarda la creazione di opportunità di mercato per le nuove imprese si pensa di stabilizzare le risorse destinate ai buoni di servizio finalizzati alla conciliazione cura-lavoro; di individuare la domanda pubblica per servizi di welfare e di coinvolgere il privato con l´aggiornamento del Piano di miglioramento per l´esternalizzazione di attività e servizi. La diffusione della conoscenza e dell´informazione sul fare impresa avverrà con corsi post diploma e post laurea indirizzati verso lo sviluppo della cultura imprenditoriale e con una maggiore specializzazione; verranno attivati corsi brevi di formazione permanente con l´obiettivo di sviluppare l´imprenditorialità; i Piani giovani di zona e di ambito avranno maggiore attenzione verso lo sviluppo della cultura imprenditoriale attraverso la formazione dei referenti tecnici dei Piani e la costituzione dello Sportello informativo Giovani; sarà attivato un sito web che diffonderà le informazioni sulle opportunità a sostegno della nascita e del consolidamento delle imprese giovanili. Il rafforzamento dei servizi di supporto verrà realizzato attraverso le Carte Ila (Individual Learning Account) che proporranno percorsi di formazione e/o di specializzazione su tematiche specifiche (green economy, sviluppo sostenibile, imprenditorialità ecc.). Verranno creati Hub territoriali per fornire luoghi fisici in cui i neo imprenditori possano sviluppare la loro idea, per promuovere e sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali utilizzando i B.i.c. E altri spazi già presenti sul territorio che saranno messi a disposizione da enti locali, associazioni di categoria, istituti di credito ecc.. Le realtà già esistenti (Trentino Sviluppo per il settore manifatturiero-meccatronica; Progetto Manifattura per la green economy; Trento Rise per le Ict dal lato dell´offerta; Fondazione Ahref per la comunicazione e i media) verranno strutturate in incubatori, mentre è prevista la creazione di tre nuovi incubatori specialistici privati attraverso bandi di seed money che riguarderanno il welfare/benessere, la cultura e il turismo/ambiente. Saranno infine attivati i Centri di Assistenza Tecnica e verranno messe a disposizione strutture pubbliche per l´attività di impresa. Per finire, l´integrazione degli interventi di sostegno economico si realizzeranno con il "Seed money (Fondi Fesr) per la nuova imprenditorialità, comprensivi anche dei settori individuati dal Progetto, ma anche per il sostegno alle attività di servizio a supporto della fruibilità del patrimonio ambientale e culturale locale. Infine verranno costituiti un Fondo per interventi nel capitale di rischio delle imprese sociali e delle cooperative sociali costituite e partecipate da giovani, nonché una riserva di quote dei fondi di partecipazione al capitale di rischio già esistenti a favore delle altre imprese giovanili. Per rafforzare queste misure anche nei prossimi anni si intende inoltre dedicare, nell’ambito della nuova programmazione 2014 - 2020 dei Fondi strutturali europei, particolare attenzione al tema dell’imprenditorialità, in generale, e giovanile, in particolare, individuando specifiche azioni di sostegno e riservando ad esse una quota adeguata di risorse finanziarie. Al riguardo, entro la primavera 2013 sarà presentato alla Giunta provinciale un documento di impostazione programmatica per una prima valutazione mentre, entro settembre di quest´anno, saranno definiti i Piani operativi, compatibilmente con gli stadi di avanzamento della programmazione della Commissione europea.  
   
   
SOGEFI: LISTE PRESENTATE PER L´ELEZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE  
 
Milano, 2 aprile 2013 – Sogefi S.p.a. Rende noto che è stata presentata una sola lista per la nomina del Consiglio di Amministrazione per gli esercizi 2013-2014-2015 di cui all’Assemblea Ordinaria convocata per il giorno 19 aprile 2013 alle ore 16,00 in prima convocazione e per il giorno 22 aprile 2013 stessa ora, in seconda convocazione. La lista presentata da Cir S.p.a. Avente diritto su n. 65.800.588 azioni ordinarie Sogefi, corrispondenti al 56,34% del capitale sociale della Società, riporta i seguenti candidati: Dott. Rodolfo De Benedetti; Ing. Guglielmo Fiocchi; Rag. Emanuele Bosio; Prof. Lorenzo Caprio Indipendente; Avv. Roberta Di Vieto Indipendente; Dott. Dario Frigerio Indipendente; Sig. Giovanni Germano Indipendente; Dott.ssa Monica Mondardini; Dott. Roberto Robotti Indipendente; Avv. Paolo Riccardo Rocca Indipendente. I curricula vitae e l’intera documentazione con la quale i singoli candidati accettano la candidatura e attestano il possesso dei requisiti prescritti dalla legge e dallo Statuto sociale nonché un’esauriente informativa sulle loro caratteristiche personali e professionali sono da oggi a disposizione del pubblico presso la Sede legale e sul sito internet della Società all’indirizzo http://www.sogefigroup.com/  
   
   
VENETO: 220 NUOVE IMPRESE AI BLOCCHI DI PARTENZA  
 
Venezia, 2 aprile 2013 - “E’ con grande soddisfazione che posso annunciare, a poco più di un mese dall’apertura dei due bandi a sportello a favore dell’imprenditoria femminile e giovanile, che siamo pronti a finanziare le prime 221 domande pervenute. Per 128 Pmi femminili e 93 giovanili è possibile quindi beneficiare dei 9 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione, che consentono la realizzazione di investimenti per oltre 18 milioni di euro e contributi in conto capitale, pari al 50% della spesa ammessa, per circa 9 milioni di euro”. A renderlo noto è dell’assessore veneto all’economia e all’imprenditoria femminile e giovanile Isi Coppola, il 27 marzo, tracciando un primo bilancio di quest’ulteriore azione della Regione per incentivare le nuove imprese. “Si tratta di un segnale importante – aggiunge l’assessore . Per due ordini di motivi. Il primo è legato all’altissimo numero di richieste presentate, che testimonia di una volontà di fare impresa che è ben lungi dall’essere scomparsa nei giovani e nelle donne del nostro Veneto. Il secondo è il riscontro del gradimento di una misura di intervento messa a punto dalla Regione che pare aver centrato lo scopo di favorire e sostenere lo sviluppo di attività imprenditoriali che generano ricchezza e occupazione”. “Per questo motivo – fa rilevare l’assessore Coppola - durante la recente discussione relativa a bilancio e finanziaria 2013, è stato approvato un emendamento che consentirà un ulteriore e consistente scorrimento delle graduatorie e il finanziamento di altre imprese. Si parla tanto di start up e di cosa possa fare la pubblica amministrazione per agevolare la nascita e l’avvio di nuove imprese; penso che questo sia un esempio pratico, concreto e positivo di come l’ascolto continuo del territorio possa produrre misure efficaci per il nostri sistema produttivo”.  
   
   
PAVIA, I DATI ECONOMICI DEL IV TRIMESTRE 2012  
 
Pavia, 2 aprile 2013 - L’italia chiude il 2012 con un crollo della produzione industriale del 6,6% e la provincia di Pavia segue l’andamento registrando, nel quarto trimestre dell’anno, una diminuzione dello 0,9%, nella variazione congiunturale della produzione manifatturiera ed una flessione su base annua del 5%. Questo il quadro economico dipinto dall’analisi congiunturale trimestrale dell’industria manifatturiera pavese, realizzata dall’Ufficio Studi di Camera di Commercio in collaborazione con Unioncamere Lombardia, Regione Lombardia, Confindustria e Associazioni Artigianato su un numero rappresentativo di imprese del settore, che mostra una dinamica dei livelli produttivi ancora pesantemente negativa e in peggioramento rispetto al rallentamento del calo evidenziato nel trimestre precedente. Torna ad acuirsi la crisi e si prolunga la fase recessiva iniziata nella nostra provincia nel primi mesi del 2012: dopo un terzo trimestre in cui la caduta dell’attività produttiva sembrava in frenata –probabilmente anche per i consueti problemi di destagionalizzazione, già osservati nei trimestri estivi degli scorsi anni- lasciando sperare in una decelerazione nei ritmi di discesa a cui doveva seguire l’agognata inversione di tendenza, gli ultimi mesi dell’anno sono stati contraddistinti da segnali meno incoraggianti. Indici - I dati non sono confortanti: l’indice grezzo, che misura il volume della produzione, subisce l’effetto “cumulo” dei diversi cali sofferti e continua il processo di discesa iniziato nel terzo trimestre dello scorso anno, giungendo a quota 90,13. Anche il dato medio annuo registra una variazione negativa di oltre 4 punti percentuali e approda a 91,25, riportando l’economia pavese indietro di tre anni, quasi ai valori critici della crisi 2008-2009, confermando, se mai ce ne fosse ancora bisogno, della pesante stagnazione in corso. Raffronti regionali - La dinamica pavese per il trimestre di riferimento risulta più negativa di quella regionale che ha registrato un rallentamento tendenziale dell’1,3% e un dato congiunturale addirittura positivo (+0,7%). La dimensione territoriale offre tuttavia una serie di segni negativi con l’unica eccezione del dato trimestrale tendenziale della provincia di Lodi, mentre la variazione annuale è stata negativa in tutte le province. Anche in questo caso Pavia evidenzia performances peggiori rispetto alla media lombarda (-3,7%) e con una variazione media annua pari a -4,2% rimane quartultima nella classifica regionale, seguita solo da Brescia (-4,4%), Bergamo (-4,4%) e Lodi (-5,1%). Fatturato - La situazione di strutturale di criticità della produzione trova conferma nel dato relativo al fatturato, che negli ultimi mesi dell’anno scende di quasi 2 punti percentuali, messo a dura prova dalla progressiva contrazione del mercato interno (-2,6%) e aggravato, su base annua, dalla debolezza dell’apporto dei mercati esteri (-0,9%) incapaci a sostenerlo. Se si considera la variazione media dell’anno, la contrazione della produzione, rispetto al 2011, si attesta, a Pavia, a -4,2%, il fatturato perde il 3,2% e il portafoglio ordini diminuisce di del 2,4% per lo più nella componente interna (-2,8%) mentre si contiene la perdita di commesse estere (-1,1%). Il contesto recessivo risulta tuttavia meno grave se confrontato con il trimestre precedente. In questo caso il valore della produzione migliora attestandosi a -0,9% con una dinamica delle vendite che segnala addirittura timidi segnali di ripresa soprattutto negli ordinativi interni che ritornano positivi(+0,23%). Ordini esteri - Sostanzialmente stabili gli ordini esteri (-0,46%), appesantiti probabilmente dalla recessione dell’Eurozona, che fanno scivolare il fatturato in una perdita contenuta in qualche decimo di punto. Indice della necessità assoluta dell’export per le nostre imprese. In questa ottica, la percentuale del fatturato esportato sembra risalire la china guadagnando quasi un punto percentuale nel trimestre e attestandosi a quota 23,5%. Anche gli indicatori economici puntano nella medesima direzione. Sono aumentate le ore lavorate ed è diminuito lo stock di scorte, sono aumentati i giorni di produzione assicurata e il tasso di utilizzo degli impianti è risalito. Livelli occupazionali - Permane invece il calo dei livelli occupazionali. La continua contrazione dei livelli produttivi preme sull’occupazione che arretra, nell’ultima frazione dell’anno, dell’1,1% su base trimestrale a causa delle minori entrate. La flessione è più marcata nelle imprese al di sotto dei 50 addetti (-2,5%) e, a conferma della situazione difficile sul versante lavoro, si osserva una ripresa del ricorso alla cassa integrazione guadagni documentata dall’incremento della quota di aziende che ha utilizzato ore di Cig nel quarto trimestre (38,2%) nonché della quota di ore di Cig sul monte ore trimestrale (5,2%). Anche in questo caso sono le piccole imprese a fare maggiormente ricorso agli ammortizzatori sociali (11,3%).  
   
   
TRENTO: FIRMATO UN ACCORDO CHE GARANTISCE UN PLAFOND DI 100 MILIONI DI FINANZIAMENTI  
 
Trento, 2 aprile 2013 - La Giunta ha deciso il 28 marzo di consentire a Confidimpresa l´utilizzo di 2,6 milioni di euro già assegnate nell’anno 2006 per la concessione di garanzie tramite il fondo rischi ordinario. Si tratta di un’operazione che, in questo difficile momento del credito consente, di rimettere in gioco risorse che altrimenti sarebbero rimaste inutilizzate, in quanto destinate a strumenti non più attuali e per i quali è interrotta da tempo la presentazione di richieste di garanzia. La ridestinazione di questi fondi intende rafforzare il patrimonio dei Confidi, che costituisce un costante obiettivo della politica di sostegno del credito. In merito alla firma ieri dell´accordo tra Banche e Confidi che ha creato un plafond di cento milioni di finanziamenti, l´assessore Olivi ha sottolineato "il forte impegno di Provincia, Banche e Confidi che si tradurrà in una iniezione di liquidità per sostenere le imprese. In nessuna altra regione d´Italia – ha proseguito l´assessore, – c´è un sostegno così forte dell´ente pubblico a favorire l´accesso al credito: 60 milioni in cinque anni. In questo momento serve un credito che sostenga non solo gli in vestimenti, ma anche il capitale di esercizio" A questo proposito va ricordato che l’odierna decisione si aggiunge ai recenti interventi in materia di cappatura (10 milioni assegnati ai Confidi, per 150 milioni di finanziamenti garantibili) e di sostegno del credito a breve (3 milioni assegnati, per 100 milioni di garanzie) e all’approvazione avvenuta la scorsa settimana del disegno di legge anticrisi comprensivo delle norme per la creazione di un nuovo fondo di rotazione (50 milioni di interventi che, assieme ad altri 50 milioni di risorse bancarie, consentiranno 100 milioni di finanziamenti). Sul fronte delle garanzie sui finanziamenti a breve, poi, proprio ieri Banche e Confidi sono giunti alla sottoscrizione di una convenzione per rendere operativa questa linea di credito. Si ricordano le caratteristiche di questo specifico intervento: - costituzione di un plafond per la concessione di 100 milioni di finanziamenti a breve per aziende che presentino prospettive di continuità e miglioramento orientato alla qualità. - il tipo di affidamento avverrà con apertura di credito con scadenza 18 mesi meno 1 gg con rientri (scadenze e fonti) da concordare su singola posizione. - garanzia Confidi 50% di norma sussidiaria; a prima richiesta se controgarantibile su Fcg (Fondo Centrale di Garanzia). - finanziamento provinciale di 3 milioni già assegnati nello scorso mese di febbraio; - operazioni con possibile controgaranzia del Fondo centrale di garanzia di Medio Credito Centrale - negli altri casi Confidi e Banca valuteranno assieme se la posizione potrà rientrare nella “area grigia”, ossia di imprese con difficoltà ma con prospettive di ripresa. In questo caso la garanzia sarà sussidiaria non essendo controgarantibile. Alla sottoscrizione dell´accordo ha partecipato in rappresentanza della Giunta provinciale l’Assessore Alessandro Olivi, per il quale “è assolutamente importante che il sistema bancario trentino abbia condiviso il ruolo strategico affidato dalla Provincia ai Confidi. La speranza è che il forte impegno che la Provincia ha profuso - non soltanto in termini finanziari - e che Banche e Confidi hanno condiviso possa tradursi in un’effettiva iniezione di liquidità per sostenere le imprese in questo momento di estrema difficoltà. Tutte le banche devono sentirsi responsabilizzate in una fase così critica, per evitare che le imprese sane e strutturate possano morire per assenza di credito”.  
   
   
GENOVA - LA FOTOGRAFIA DELLE STARTUPPER ITALIANE E GENOVESI  
 
Genova, 2 aprile 2013 - “L’innovazione non è solo fare cose nuove ma anche vedere con occhi nuovi i problemi vecchi e trovare buone soluzioni”: è stato detto oggi, alla Camera di Commercio, nel corso dell’affollata Tavola Rotonda “La startup innovativa: opportunità e prospettive”. Oggetto dell’incontro, con esperti locali e nazionali, la fotografia delle 307 startup innovative nate in Italia al 12 marzo 2013, 14 delle quali in provincia di Genova, oggi già salite a 16. Le “startup innovative” sono imprese nuove o recenti che sviluppano, producono o commercializzano prodotti o servizi ad alto valore tecnologico, per le quali il decreto crescita 2.0 stabilisce agevolazioni e benefici fiscali e contributivi. Secondo Maurizio Caviglia - Segretario Generale della Camera di Commercio oggi in veste di moderatore - “E’ abbastanza sintomatico che la prima delle startup genovesi iscritta alla Camera di Commercio venga dal settore del mare, per la precisione dalla progettazione di impianti di depurazione e di monitoraggio di sistemi subacquei, e quindi rappresenti al meglio la sintesi della storica vocazione marinara genovese e della capacità di puntare verso il nuovo.” Gianfranco Ruta - Direttore del consorzio camerale per l’innovazione tecnologica Dintec - ha aperto i lavori delineando il quadro delle 307 “startupper” italiane, che operano principalmente nei settori ricerca e sviluppo e software informatica, e sono localizzate soprattutto al Nord. “Il sistema nazionale delle Camere di Commercio si è impegnato a fondo per supportare la nascita e l’avvio di startup, attraverso azioni di promozione e di supporto alla tutela industriale, o con partecipazioni dirette in strutture di supporto alle startup”. Sono poi intervenuti esponenti del mondo accademico quali Fabrizio Barberis, Silvano Cincotti e Pier Maria Ferrando, oltre a Walter Bertini (Filse), Carlo Castellano (Dixet e Confindustria Genova), e Salvatore Majorana (Iit). In chiusura le testimonianze di 3 delle prime “startupper genovesi” già iscritte alla Camera di Commercio: la Muds (Marine Underwater Depuration System) con Marco Giovine, la Cesbin (Centro Studi Bionaturalistici) con Fabrizio Oneto, e la Gter (Innovazione in Geomatica Gnss, Global Navigation Satellite System e Giss Geographic Information System) con Domenico Sguerso.  
   
   
VARESE - RIPARTE ANCHE QUEST´ANNO IL PROGETTO START  
 
Varese, 2 aprile 2013 - In un periodo in cui la certezza di un lavoro è sempre più precaria, torna il progetto Start, che offre la possibilità a persone lombarde disoccupate, inoccupate, cassintegrate e iscritte alle liste di mobilità di mettersi in proprio, avviando una nuova impresa o un lavoro autonomo. I partecipanti, potranno usufruire dei servizi gratuiti di formazione, assistenza personalizzata, consulenza specialistica, nonché di servizi volti a favorire l’accesso al microcredito. Il progetto Start 2013 si prefigge anche di aiutare i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro, supportando le piccole e medie imprese lombarde con meno di quattro anni oppure con più di 4 anni ma che si occupano di moda, design, green economy, digitalizzazione, nelle assunzioni con voucher da 8mila o 10mila euro, con la previsione di oltre cento posti di lavoro per i giovani. La dotazione per l’iniziativa è di oltre due milioni di euro, il progetto è promosso e finanziato da Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù, Regione Lombardia, Camera di Commercio di Varese, e le altre Camere di commercio lombarde aderenti al progetto. Tutte le informazioni sul sito http://www.start.lombardia.it/ . O presso lo Sportello Punto Nuova Impresa della Camera di Commercio di Varese (Tel.0332295361 – e mail progetto start@va.Camcom.it  ). “La situazione occupazionale - ha dichiarato Renato Scapolan, presidente della Camera di Commercio di Varese - si presenta grave, soprattutto per i giovani. Ecco perché come ci siamo attivati insieme alle altre Camere di Commercio e alla Regione Lombardia. Ci siamo concentrati su un intervento che possa avere un impatto positivo e aprire nuovi sbocchi occupazionali, per sostenere chi vuole diventare imprenditore di se stesso e per incoraggiare le imprese ad assumere”.  
   
   
MANTOVA, I DATI SULL´IMPORT ED EXPORT PER IL 2012  
 
Mantova, 2 aprile 2013 - Secondo i dati Istat, elaborati dal Servizio Informazione e Promozione Economica della Camera di Commercio e dal Centro Studi di Confindustria Mantova, in collaborazione con il Consorzio Mantova Export, l’anno 2012 registra un aumento complessivo delle esportazioni mantovane del +2,3% a fronte di un calo delle importazioni annuali del 12%. In valore assoluto le esportazioni raggiungono i 5.496 Mln di euro, mentre le importazioni si fermano a 4.871 Mln, determinando un saldo positivo di 625 Mln. La perfomance esportativa della provincia virgiliana risulta più contenuta rispetto a quella ottenuta da Lombardia e da Italia (entrambe del +3,7%), così il calo dell’import appare più marcato per la provincia virgiliana -12% contro il – 8% della Lombardia e il -5,6% nazionale). Il 2012 chiude con un saldo positivo della bilancia commerciale anche per l’Italia, mentre in Lombardia è ancora negativo. Dall’analisi dei comparti merceologici si evidenzia un andamento positivo per diversi settori: prodotti chimici (+19,6%), macchinari (+1,2%), mezzi di trasporto (+2,2%), prodotti alimentari (+8,3%), articoli in gomma e plastica (+1,3%), apparecchi elettrici (+1,5%), prodotti tessili (+5,3%), altri prodotti del manifatturiero (+6%) e computer e apparecchi elettronici (+21,3%) . I metalli e i prodotti in metallo nel 2012 contraggono le esportazioni dello 0,6%, mentre i prodotti che segnano variazioni negative sono: articoli di abbigliamento (-8,1%), legno e prodotti in legno (-7,9%), prodotti petroliferi (-30%) e articoli in pelle (-2,8%). Sul fronte import tutti i settori merceologici mostrano un calo ad eccezione dei prodotti minerali che aumentano del 4,7%. I maggiori cali sono riferiti ai metalli (-42,5%) ai mezzi di trasporto (-22,1%), ai macchinari (-12,9%), ai prodotti in legno (-11,2%) e ai computer e apparecchi elettronici (-33,7%). Tra i principali paesi di sbocco a cui sono rivolte le esportazioni mantovane, nel 2012 si sono registrate perdite verso: Germania (-1,9%), Austria (-1,7%) e Paesi Bassi (-1,8%), Turchia (-9,4%), Slovenia (-35%), Croazia (-4,6%), Grecia (-1,9%), Cina (-12,2%) e Giappone (-12,4%). Segni positivi si registrano nei confronti degli altri partners esteri: Francia (+2,1%), Spagna (+1,7%), Regno Unito (+5,8%), Svizzera (+5,3%), Ungheria (+6%) e Belgio (+5,6%), Repubblica Ceca (+19,4%) e Danimarca (+14,5%). Si rafforzano sempre più le relazioni commerciali con Russia (+38,2%), Stati Uniti (+23%). L’import vede diminuzioni nei confronti della quasi totalità dei fornitori tradizionali a parte Libia, Russia ed Egitto che registrano aumenti eccezionali, dovuti probabilmente all’approvvigionamento di prodotti petroliferi e da riscaldamento. In aumento anche le importazioni da Regno Unito (+12,5%), Stati Uniti (+53,3%) e Tunisia (+27,4%). Le maggiori perdite di forniture estere provengono da: Germania (-24,4%), Cina (-26,5%), Spagna (-22,4%) e per l’Iran (-77,9%), Siria (100%) e Paesi Bassi (-17,3%). Secondo il Presidente della Camera di Commercio, Carlo Zanetti, “ per una provincia come Mantova, caratterizzata da una forte vocazione all’export, i segnali di crescita, seppur ancora sottotono, rappresentano una certezza su cui continuare a investire tutte le energie alla ricerca di nuove strategie di commercializzazione. L’attenzione va rivolta in particolare ai mercati extra-europei, che nonostante il quadro economico internazionale difficile, si mostrano particolarmente dinamici e competitivi. E´ su questi mercati che l´italia gioca buona parte delle prospettive di ripresa, giacchè le previsioni del 2013 e del 2014 sono ancorate a valori negativi di produzione, con una prevedibile, leggera ripresa solo alla fine del prossimo anno. I mercati domestici non paiono in grado di esprimere volumi di consumo significativi. Le imprese dovranno percorrere nuovi processi di crescita, cercando di aggredire i mercati extraeuropei. Per farlo è necessario investire risorse finanziarie e organizzative, presentarsi in forme aggregative, così da superare più facilmente le difficoltà che le piccole imprese da sole faticano a rimuovere. In questa direzione si sta muovendo l´ente camerale che attraverso contributi a bando cerca di agevolare iniziative di gruppi di imprese interessate a entrare sui nuovi mercati."  
   
   
PAVIA - METTERSI IN PROPRIO, AL VIA IL PROGETTO START  
 
Pavia, 2 aprile 2013 - In un periodo in cui la certezza di un lavoro è sempre più precaria, torna il progetto Start, promosso e finanziato da Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù, Regione Lombardia, Camera di Commercio di Pavia, e le altre Camere di commercio lombarde aderenti. Obiettivo del progetto è offrire la possibilità a persone lombarde disoccupate, inoccupate, cassintegrate e iscritte alle liste di mobilità di mettersi in proprio, avviando una nuova impresa o un lavoro autonomo. I partecipanti, potranno usufruire dei servizi gratuiti di formazione, assistenza personalizzata, consulenza specialistica, nonché di servizi volti a favorire l’accesso al microcredito. Il progetto Start 2013 si prefigge anche di aiutare i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro, supportando le piccole e medie imprese lombarde con meno di quattro anni oppure con più di 4 anni ma che si occupano di moda, design, green economy, digitalizzazione, nelle assunzioni con voucher da 8mila o 10mila euro, con la previsione di oltre cento posti di lavoro per i giovani. La dotazione per l’iniziativa è di oltre due milioni di Euro. “Consapevoli che per far ripartire la nostra provincia e il Paese – dichiara Giacomo de Ghislanzoni Cardoli, Presidente della Camera di Commercio di Pavia - occorre incentivare l´imprenditoria giovanile, anche quest´anno partecipiamo convinti al progetto Start. La base di partenza dell´anno scorso che ha portato alla nascita di 14 imprese è confortante e pensiamo, anche con il contributo delle altre istituzioni locali e delle associazioni di categoria, di poterla migliorare. In un periodo presente ma anche futuro in cui il lavoro pubblico non rappresenta più una prospettiva certa e sicura, occorre che i giovani prendano in considerazione di mettere a frutto la loro inventiva ed il loro entusiasmo, diventando imprenditori di se stessi”. Antonio Rossi Assessore Sport e Politiche per i Giovani Regione Lombardia: “Futuro e Lavoro sono due parole che, mai come in questo momento, si intrecciano in un legame molto stretto, soprattutto perché si riferiscono al mondo dei giovani. Ed è per questo motivo che sono orgoglioso di poter presentare l’edizione 2013 del progetto Start, che mette sul tavolo aiuti reali e concreti per le piccole e medie imprese lombarde, quantificabili in 1 milione di euro. Si tratta di una efficace azione di sostegno all’occupazione, realizzata attraverso l’erogazione di risorse economiche e la formazione, che declina in modo evidente le priorità e la policy di regione Lombardia e dell’assessorato Sport e Politiche per i Giovani”. Info: http://www.start.lombardia.it/ o presso lo Sportello "Punto Nuova Impresa" della Camera di Commercio di Pavia Tel. 0382393235-393271– email paviasviluppo@pv.Camcom.it