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LUNEDI

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Notiziario Marketpress di Lunedì 23 Giugno 2008
SONDAGGIO: RATIFICA DEL TRATTATO DI LISBONA.  
 
Roma, 23 giugno 2008 - Ricordiamo che sul nuovo sito della Rappresentanza in Italia della Commissione europea è possibile esprimere la propria opinione riguardo alla ratifica del Trattato di Lisbona. Preghiamo tutti di voler partecipare al sondaggio http://ec. Europa. Eu/italia/ .  
   
   
PARLAMENTO EUROPEO, ENERGIA: BOLLETTE CHIARE E TRASPARENTI, E PREZZI RAGIONEVOLI  
 
Strasburgo, 23 giugno 2008 - Rilevando come spesso i diritti dei consumatori non siano rispettati, il Parlamento esorta la creazione di un mercato energetico unico e concorrenziale, nonché tariffe ragionevoli, trasparenti e facilmente comparabili. Chiede poi fatture tipo, sportelli unici d´informazione e per i reclami, e di agevolare la possibilità di cambiare fornitore senza spese. Sollecitando un´adeguata tutela degli utenti vulnerabili, auspica più poteri per le Authority nazionali, tra cui quello di imporre sanzioni. Parallelamente all´approvazione della direttiva in materia di elettricità contenuta nel terzo pacchetto energetico, il Parlamento ha approvato - con 543 voti favorevoli, 18 contrari e e14 astensioni - la relazione di Mia De Vits (Pse, Be) sulla Carta europea dei diritti dei consumatori di energia. Questa è intesa ad invitare e incitare i governi, le autorità di regolamentazione e l´industria a «contribuire in modo concreto nel garantire che gli interessi dei consumatori di energia ricevano la debita considerazione nell´ambito di un mercato energetico comunitario competitivo e attento alle problematiche sociali e ambientali». Il Parlamento sottolinea «l´assoluta necessità» di rafforzare la protezione dei consumatori in materia energetica e di utilizzare la Carta come strumento di orientamento per le autorità europee nazionali, nonché per gli enti privati, così da «garantire e far rispettare efficacemente i diritti dei consumatori». Considera infatti la Carta uno strumento di informazione «che consente di raccogliere, chiarire e consolidare i diritti dei consumatori in materia di energia» ed è favorevole a mettere a punto uno strumento internet dedicato a tali diritti. I deputati ricordano infatti che i diritti dei consumatori, pur essendo già protetti dalla normativa comunitaria in vigore, «spesso non sono rispettati». Sarebbe quindi necessario migliorare l´applicazione a livello nazionale della legislazione comunitaria in via di modifica con il "terzo pacchetto" energetico, promuovendo anche un´azione congiunta dell´Ue e degli Stati membri. Inoltre, l´adozione del terzo pacchetto di proposte concernenti i mercati dell´elettricità e del gas naturale, a loro parere, rafforzerebbe ulteriormente il quadro giuridico per la protezione dei consumatori di energia. Il Parlamento ricorda che il mercato europeo dell´energia continua ad essere caratterizzato da un gran numero di monopoli, «il che restringe la libertà di scelta e la possibilità di cambiare fornitore rapidamente e gratuitamente, aumenta la mancanza di informazione e, come risultato, accentua la vulnerabilità dei consumatori». Sarebbe quindi importante garantire che si compiano sforzi per creare un mercato unico e concorrenziale dell´energia e per tutelare, in particolare, i consumatori vulnerabili. Tariffe energetiche ragionevoli e trasparenti - I consumatori europei di energia elettrica e gas, secondo il Parlamento, hanno il diritto di accedere alla connessione alle reti e all´erogazione di energia elettrica e gas a prezzi e tariffe «ragionevoli, trasparenti, non discriminatori e facilmente comparabili e basati «sul consumo energetico effettivo». Più in particolare, le tariffe, i meccanismi di indicizzazione e le condizioni, devono essere facilmente accessibili al consumatore attraverso una serie completa di strumenti d´informazione facilmente comprensibili. Al fine di garantire la trasparenza, i deputati rilevano la necessità di mettere a punto un modello di fatture tipo e informazioni precontrattuali e contrattuali standard, che comprendano informazioni sui diritti del consumatore in virtù della Carta. Gli Stati membri dovrebbero creare uno sportello unico per qualsiasi richiesta di informazioni da parte dei consumatori e dovrebbero consentire loro di poter passare con facilità ad un nuovo fornitore, «entro un lasso di tempo che non superi il mese, senza sostenere spese». Andrebbero inoltre definiti criteri qualitativi da applicarsi ai servizi ai consumatori, compresi i call center, mentre nei siti internet dei fornitori e delle autorità nazionali di regolamentazione indipendenti dovrebbero essere disponibili dispositivi di simulazione delle tariffe. Il Parlamento sottolinea anche la necessità di introdurre salvaguardie per evitare l´interruzione dell´approvvigionamento energetico. Una decisione in tal senso dovrebbe essere presa in considerazione solo come «soluzione estrema» in caso di arretrati di pagamento da parte dei consumatori, «sopratutto qualora si tratti di consumatori vulnerabili e di periodi di vacanza». Gli Stati membri, mediante un provvedimento legislativo nazionale, dovrebbero poi designare un fornitore di ultima istanza dandone debita comunicazione ai consumatori. I deputati deplorano i gravi problemi incontrati dai consumatori vulnerabili e ritengono che debbano essere affrontati nell´ambito dei sistemi nazionali di sicurezza sociale o di altre misure equivalenti. Invitano poi la Commissione a fornire orientamenti su una definizione comune degli obblighi di servizio pubblico e a vigilare sull´adempimento, da parte degli Stati membri, degli obblighi stabiliti dalle direttive comunitarie. Chiedono inoltre una valutazione della misura in cui i singoli regimi nazionali di sicurezza sociale o fiscali tengono conto dei rischi connessi alla povertà energetica. Rilevando che «i consumatori non sanno a chi rivolgersi» in caso di controversie, il Parlamento invita gli Stati membri a istituire uno sportello unico quanto più vicino possibile ai consumatori per trattare tutti i reclami e ad incoraggiare il ricorso a metodi alternativi di composizione delle controversie. Raccomanda inoltre che gli Stati membri forniscano alle organizzazioni dei consumatori un sostegno finanziario che consenta loro di formare il proprio personale ed essere quindi in grado di fornire assistenza nell´ambito del processo legislativo, informando e educando i consumatori e contribuendo alla risoluzione delle controversie. Tutelare l´ambiente - I fornitori e gli operatori di rete dovrebbero agire in modo responsabile dal punto di vista ambientale, adoperandosi al massimo per mantenere le emissioni di Co2 e la produzione di rifiuti radioattivi ai livelli più bassi possibile, secondo la normativa in vigore. Si dovrebbe poi dare la priorità alle fonti energetiche rinnovabili, alla cogenerazione di energia termica ed elettrica e ad altri tipi di produzione integrata e fornire informazioni affidabili ai consumatori sul mix di combustibili utilizzato dall´impresa fornitrice di elettricità e sull´impatto ambientale. Il Parlamento, inoltre, invita gli Stati membri a promuovere i "contatori intelligenti", che danno ai consumatori chiare informazioni sul consumo energetico effettivo, contribuendo così a una migliore efficienza energetica. Lo sviluppo di questi contatori andrebbe completato entro 10 anni. Autorità nazionali di regolamentazione - I deputati sottolineano che i regolatori nazionali dovrebbero svolgere un ruolo centrale nella difesa del consumatore e sostengono le proposte intese a rafforzare i loro poteri e la loro indipendenza, incluso il diritto di imporre sanzioni ai fornitori che non ottemperano alla normativa comunitaria in materia. Deplorano quindi i loro limitati poteri attuali e esortano a fornire loro adeguati poteri legali e risorse sufficienti. In particolare, tali autorità dovrebbero approvare i principi di determinazione degli oneri di rete o delle tariffe effettive, monitorare i prezzi e tutte le loro componenti (inclusi i meccanismi di indicizzazione), e verificare, controllare e far rispettare l´informazione dei consumatori da parte dei fornitori. Infine, dovrebbero proteggere i consumatori dalle pratiche commerciali sleali e cooperare in tale ambito con le competenti autorità nazionali responsabili della concorrenza. .  
   
   
IL GECT: UN NUOVO STRUMENTO DI COOPERAZIONE REGIONALE TRANSFRONTALIERA  
 
Bruxelles, 23 Giugno 2008 - E´ stato presentato a Bruxelles, nel corso di una conferenza intitolata "Costituire un raggruppamento europeo di cooperazione territoriale", un nuovo strumento per incoraggiare nuove cooperazioni facilitando l´associazione tra le regioni per gestire i programmi transfrontalieri. Con questo nuovo strumento giuridico europeo (Gect), approvato nel luglio 2006 dal Parlamento europeo e dal Consiglio, le regioni dei diversi Stati membri potranno superare gli ostacoli generati dai diversi sistemi giuridici e amministrativi. "Questo nuovo strumento facilita il compito delle regioni che desiderano unire i loro sforzi per realizzare dei progetti nei campi della salute o dei trasporti" ha dichiarato Danuta Hübner. Luc Van den Brande, presidente del Comitato delle regioni ha aggiunto: "Il Comitato delle regioni chiama tutti gli Stati membri a mettere in opera delle disposizioni nazionali per il Gect che concorreranno ad eliminare i ritardi amministrativi e permetteranno di realizzare dei progetti comuni per soddisfare i bisogni delle popolazioni". Il primo Gect, l´"Eurometropole", lanciato ufficialmente nel gennaio 2008, è franco-belga: comprende 14 istituzioni della provincia francese del Nord e delle province belghe delle Fiandre occidentali e dell´Hainaut; interessa circa due milioni di abitanti dei due versanti della frontiera franco-belga, con progetti di sviluppo sostenibile, dei trasporti e dei servizi. .  
   
   
CONCENTRAZIONI: LA COMMISSIONE EUROPEA APPROVA L´ACQUISIZIONE PROPOSTA DI VIESGO, ENDESA EUROPA E ALCUNE ATTIVITÀ MINORI DI ENDESA IN SPAGNA DA PARTE DI E.ON  
 
 Bruxelles, 23 giugno 2008 - La Commissione europea ha approvato, in base al regolamento Ue sulle concentrazioni, l´acquisizione, da parte della tedesca E. On Ag, dell´impresa spagnola Viesgo, attualmente controllata dalla società elettrica italiana Enel, e di parti dell´impresa spagnola Endesa S. A, attiva nel settore dell´energia. E. On acquisirebbe, in particolare, il controllo di Viesgo, di Endesa Europa, che controlla le attività di Endesa in Francia, Polonia, Italia e Turchia, e di alcune attività minori di Endesa in Spagna. Dopo aver esaminato l´operazione proposta, la Commissione ha concluso che essa non ostacolerà in maniera significativa la concorrenza effettiva nello Spazio economico europeo (See) o in una sua parte sostanziale. E. On è una società attiva nel campo dell´energia avente sede in Germania, le cui principali attività consistono nella generazione, trasmissione e fornitura di energia elettrica e gas. Viesgo è la controllata spagnola di Enel (l’operatore storico italiano nel settore dell´elettricità) e si occupa di generazione, trasmissione e fornitura di energia elettrica in Spagna. Endesa Europa opera al di fuori del territorio spagnolo, segnatamente in Francia, Italia, Turchia e Polonia. L´esame dell´acquisizione proposta da parte della Commissione ha confermato la limitata sovrapposizione tra le attività delle parti nei mercati dell´energia elettrica di Francia, Italia, Germania e Polonia. L´operazione proposta non desterebbe preoccupazioni in materia di concorrenza in nessuno di questi paesi, poiché l´impresa risultante dalla concentrazione deterrebbe quote di mercato molto limitate e dovrebbe far fronte alla concorrenza di altri operatori di rilievo. La Commissione ha già autorizzato l´operazione proposta il 6 agosto 2007 (vedi Ip/07/1214). Il 18 marzo 2008 Enel, E. On e Acciona hanno tuttavia modificato l’accordo iniziale del 2007 per quanto riguarda gli attivi da trasferire a E. On. Il nuovo accordo esclude, in particolare, una delle centrali di Endesa da cedere a E. On (la centrale Foix in Francia) e sostituisce una centrale in Spagna (Besos 3) con un’altra (Tarragona 1), anch´essa in Spagna. I negoziati sui diritti di prelievo da trasferire dalle centrali nucleari di Endesa a E. On (inizialmente 450 Mw) non si sono ancora conclusi e i diritti effettivamente trasferiti a E. On potrebbero risultare, in definitiva, di entità inferiore. Visto il cambiamento dei termini della concentrazione, la Commissione doveva adottare una nuova decisione. Dato però che i cambiamenti non alterano la valutazione sotto il profilo della concorrenza, la Commissione ha concluso che l´operazione proposta, come modificata dall´accordo tra le parti del 18 marzo 2008, non desterebbe preoccupazioni in materia di concorrenza. Per maggiori informazioni sul caso consultare il sito: http://ec. Europa. Eu/comm/competition/mergers/cases/index/m103. Html#m_5170 . . .  
   
   
UE, LIBERALIZZAZIONE MERCATO ELETTRICO IN UNGHERIA  
 
Bruxelles, 23 giugno 2008 - La Commissione Europea ha intimato all´Ungheria di porre termine, entro sei mesi, ai contratti esclusivi di acquisto a lungo termine di elettricità fra il distributore pubblico Mvm e le centrali elettriche, ritenendoli una forma di aiuti di Stato. Dal 1995 al 2001, durante la fase di privatizzazione, la Mvm aveva siglato contratti a lungo termine di acquisto con dieci centrali elettriche ungheresi, afferma l´Ice. Dopo accurata indagine, la Commissione Europea ha ritenuto che gli accordi compromettevano la libera concorrenza del settore, poiché i prezzi preferenziali concessi alle centrali elettriche scoraggiavano gli altri distributori dall´ingresso nel mercato. Il Commissario Europeo per la concorrenza, Neelie Kroes, ha commentato che la cancellazione degli accordi rappresenta un passo cruciale verso la liberalizzazione del settore, e pone le basi per la creazione di un libero mercato nella distribuzione di energia elettrica in Ungheria. .  
   
   
CDR: UN LIBRO VERDE PER UNA VISIONE EUROPEA DEI MASSICCI MONTUOSI  
 
Bruxelles, 23 giugno 2008 – Il 19 giugno al Comitato delle Regioni, riunito in sessione plenaria, il Presidente della Regione Val d’Aosta, on. Luciano Caveri, è intervenuto nel dibattito sul parere presentato dal relatore, il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, intitolato “Per un Libro verde verso una politica europea della montagna: una visione europea dei massicci montuosi”. Il Presidente Caveri ha ricordato come sia necessario riempire per tempo di significato l’art 158 del trattato di Lisbona che, per la prima volta nei trattati, cita la specificità delle zone di montagna. Il Comitato delle Regioni nel suo documento ha rammentato che la montagna è essenziale per la vita e l’attività di tutti i cittadini dell’Unione europea, grazie alle sue risorse naturali e culturali – come la diversità linguistica -, al suo patrimonio di competenze e alle sue risorse economiche, come l’agricoltura, l’industria e il turismo, e ha ribadito che l’ambiente di montagna, essendo caratterizzato da una grande biodiversità, è particolarmente fragile e sensibile ai cambiamenti climatici, rappresentando quindi un vero e proprio sistema di allerta precoce. Per migliorare la governance dell’Unione europea, il Comitato delle Regioni ha sottolineato che gli enti territoriali di montagna tengono alla propria autonomia e al rispetto del principio di sussidiarietà nel quadro di un approccio ascendente alla governance europea e ha auspicato una vera strategia integrata a favore della montagna al fine di completare, in maniera intersettoriale i progressi che ci si attende dal libro verde sulla coesione territoriale attualmente in preparazione. Il Comitato delle Regioni ha poi raccomandato la Commissione di prendere in considerazione tre grandi temi: migliorare l’attrattività e l’accessibilità delle Regioni di montagna per le imprese e i cittadini, potenziando le vie di comunicazione terrestri e digitali, aumentando i collegamenti con le Rte e favorendo l’innovazione e la creatività nella valorizzazione del know-how, delle risorse umane e dello spirito d’impresa. Secondo grande tema: considerare i territori di montagna a partire dalle risorse di cui dispongono tenendo conto delle loro specificità per consentire loro di ovviare ai costi supplementari dovuti agli svantaggi naturali permanenti e di continuare a garantire i servizi di interesse generale. Infine è stata sottolineata l’importanza di sviluppare i cluster e i poli di competitività per associare e consolidare i diversi settori di attività in vista di un obiettivo di sviluppo sostenibile. .  
   
   
FONDO SOCIALE EUROPEO, IL LANCIO DELLA NUOVA PROGRAMMAZIONE 2007-2013.  
 
 Ascoli Piceno, 23 giugno 2008 - Nuove sfide dopo Lisbona, nuova programmazione, nuovi obiettivi che diventano le parole chiave della programmazione Fse 2007 ´ 2013: occupabilta`, adattabilita`, formazione continua, innovazione e qualita` del lavoro, gestione dei cambiamenti, competitivita` e imprenditorialita`. Sono anche le strategie illustrate nel seminario informativo di lancio che si e` tenuto il 20 giugno ad Ascoli Piceno, presso la sala congressi della Camera di commercio,gremita di pubblico. Sei gli assi strategici illustrati dal rappresentante della Commissione europea, Claudio Spadon per una mole di risorse a livello europeo di 75 miliardi di euro per 117 programmi operativi. All´italia andranno 15 miliardi e 320 milioni ( di cui 50% alle Regioni del Sud) e 282 milioni alle Marche per raggiungere entro il 2015 gli obiettivi che si e` posto il Programma operativo regionale. ´Risorse sostanzialmente uguali per la nostra regione rispetto alla precedente programmazione ´ ha detto l´assessore regionale alla formazione lavoro, Ugo Ascoli ´ che ci impegneremo ad utilizzare al meglio come e` ormai una nostra capacita` riconosciuta anche dall´Unione Europea. ´ ´Le sfide dell´Unione allargata- ha rimarcato Spadon ´ sono il cambiamento demografico e le ristrutturazioni economiche e sociali. Ora le risorse sono state garantite, ma non e` detto che dopo il 2015 la situazione rimanga identica, probabilmente ci saranno meno fondi perche` saranno cambiate le dinamiche di finanziamento. Ed e` per questo che l´attuale programmazione diventa fondamentale per dare stabilita` e risultati durevoli ai cittadini europei. ´ Fondamentale, inoltre, secondo Spadon sara` non solo attenersi agli indicatori economici ma anche ai valori che la rinnovata strategia di Lisbona ha rafforzato. Diventano quindi determinanti le politiche di coesione tra territori, tra nord e sud, per la trasmissione delle buone pratiche; un nuovo asse strategico e` stato infatti dedicato alla transnazionalita` e interregionalita`. ´Senza i fondi strutturali- ha poi evidenziato Ugo Ascoli- le Marche non potrebbero mantenere gli attuali livelli di coesione e di occupazione, ne` il grado di benessere raggiunto, perche` il lavoro e la formazione sono le leve strategiche del sistema economico. Per questo il nostro obiettivo generale sara` incrementare la qualita` del lavoro a partire dall´aumento dei livelli occupazionali, accanto all´incremento della qualita` ed efficacia dell´istruzione e formazione, della sicurezza del lavoro. Una maggiore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, la promozione del dialogo sociale. ´ Ma quali sono i punti di forza e le criticita` del nostro sistema? Li ha illustrati il dirigente del servizi Formazione Lavoro , Mauro Terzoni spiegando che la forza del nostro sistema sta nei tassi elevati di occupazione nei bassi di disoccupazione (sotto la media nazionale con un 4,5%) nell´elevata scolarizzazione dei giovani, nella quota di forza lavoro con diploma di laurea. Le criticita` invece risiedono, tra le altre cause, nelle accentuate differenze di genere, nella bassa quota di laureati in materie scientifiche, nell´occupazione over 55,nella crescente precarizzazione e gli infortuni sul lavoro purtroppo ancora sopra le media. Per il rappresentante del ministero del Lavoro, Danilo Mainardi, il ruolo del dicastero e` quello di ´sviluppare le attivita` integrate e di sistema su tutto il territorio nazionale, senza frastagliare le politiche attive del lavoro e della formazione. In particolare, puntando sulla qualita` dell´istruzione e della formazione, concertando con il partenariato economico sociale, creando nuovi modelli per l´inserimento al lavoro dei soggetti svantaggiati, sostenendo le reti per la mobilita` dei lavoratori e centrando gli interventi sulle risorse umane´. Quest´ultimo punto ripreso anche dal presidente di Confindustria Marche, Federico Vitali, che ha sottolineato di ´porre al centro della formazione professionale l´individuo. Serve ´ ha proseguito Vitali ´ un riorientamento culturale della formazione ed e` necessario aumentare la dotazione finanziaria per innalzare la qualita` degli interventi formativi al passo con l´innovazione. Occorre creare un Osservatorio regionale del sistema formativo per monitorare i nuovi fabbisogni e mettere al bando le imprese di consulenza che non conoscono il nostro territorio. ´ Sempre in tema di formazione, in apertura del seminario il presedente della Provincia di Ascoli Piceno, Massimo Rossi, sottolineando che il valore della conoscenza e i saperi debbono guidare il mercato, ha elogiato il progetto dei distretti formativi di Ascoli per la sua organicita` e perche` ha saputo coinvolgere tutti i soggetti dell´economia locale. .  
   
   
FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE - A VALLEDACQUA RIUNIONE DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA.  
 
Acquasanta Terme (Ap), 23 giugno 2008 - Si riunisce il Comitato di Sorveglianza del Fesr ´ Fondo europeo di sviluppo regionale. Il monastero camaldolese di Valledacqua, nei pressi di Acquasanta Terme (Ap), ospitera` per due giorni, il 23 e 24 giugno, rispettivamente, i lavori della sessione tecnica e di quella ufficiale. Alla prima partecipera` il vicepresidente della Giunta Regionale, Paolo Petrini. Il Comitato di Sorveglianza e` l´organismo previsto dai regolamenti comunitari per indirizzare e monitorare gli investimenti di sviluppo cofinanziati dall´Unione Europea. La sua composizione garantisce peraltro il coinvolgimento dialettico del partenariato pubblico e privato, oltre ad avvalersi della partecipazione di rappresentanti della Commissione Europea, del Ministero per lo Sviluppo economico e dell´Ispettorato per i rapporti con la Ue, istanza della Ragioneria generale dello Stato. ´Nostro obiettivo ´ ha spiegato il vicepresidente riguardo alle finalita` del Fesr ´ e` valorizzare le eccellenze locali per migliorare la reputazione del territorio e delle sue produzioni´. A Valledacqua sara` presente anche la Commissione consiliare regionale competente in materia di politiche comunitarie. ´La scelta di tenere questa sessione del Cdis nell´ascolano ´ prosegue Petrini - e` conseguenza della specifica attenzione dell´Amministrazione regionale alla situazione di difficolta` socio-economica del Piceno, che ha portato la Giunta Regionale a istituire una specifica delega assessorile. L´intenzione e` quella di favorire la massima divulgazione degli interventi finanziabili presso i potenziali beneficiari pubblici e privati di quel territorio´. Questa sessione del Cdis riveste particolare importanza perche` prossima alla conclusione del Documento di programmazione (Docup) 2000-2006, le cui spese sono rendicontabili in gran parte entro il 2008, mentre per quanto riguarda i finanziamenti statali alle Pmi la data e` quella del 30 aprile 2009. Contemporaneamente, il 2008 rappresenta la fase iniziale di attuazione del programma operativo 2007-2013, orientato piu` decisamente alla innovazione e alla competitivita` regionale, e di conseguenza anche al sostegno e alla qualificazione dell´occupazione. Il Docup movimentera` complessivamente circa 347 milioni di euro, comprensivi sia dell´apporto dei beneficiari che del contributo pubblico costituito al cinquanta per cento dalle risorse Ue e per il resto da quelle dello Stato e della Regione Marche. ´Quanto al Por 2007-2013 ´ ha detto il vicepresidente Petrini - l´entita` delle risorse pubbliche e` rimasta ai livelli del precedente ciclo di programmazione. Fattore che invece differenzia l´attuale programmazione dalla precedente e` il superamento della `zonizzazione´, vale a dire che le risorse di cui dispongono le Marche saranno spendibili in tutto il territorio regionale´. Compito del Cdis sara` dunque la valutazione dello stato di attuazione di entrambi i programmi, l´approvazione dei due rapporti annuali di esecuzione 2007 e l´esame delle iniziative di comunicazione e pubblicita` riferite ai programmi. .  
   
   
FSE: RIUNITO A LA SALLE IL COMITATO DI SORVEGLIANZA DEL PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE “OCCUPAZIONE”  
 
Aosta, 23 giugno 2008 – Si è riunito 20 giugno , a La Salle, il Comitato di sorveglianza del Programma Operativo regionale Occupazione del Fondo Sociale Europeo (Fse). L’autorità di gestione del Fse ha illustrato ai rappresentanti della Commissione Europea e dei Ministeri del Lavoro, dello Sviluppo economico e delle Finanze i risultati della Programmazione comunitaria relativa al periodo 2000/2006 e gli obiettivi del programma Operativo Occupazione 2007-2013. Quest’ultimo, approvato il 9 novembre 2007, entrerà pienamente in attuazione con l’emanazione del prossimo “Invito a presentare progetti”, che verrà deliberato in seguito all’avvio della nuova Legislatura regionale. Per quanto attiene all’attuazione del Programma Obiettivo 3 del Fondo Sociale Europeo, per il periodo 2000-2006, si segnalano risultati positivi e performance tali da indicare la possibilità di raggiungere la piena realizzazione del Programma entro la conclusione dell’anno 2008. In particolare si segnalano 3. 000 progetti presentati a fine 2007 con un totale di 2. 300 progetti approvati, con un incremento nel solo 2007 di 440 unità. Tra i progetti presentati prevalgono le azioni formative: il 56% circa si concentrano nelle misure riguardanti la formazione continua dei lavoratori occupati, il 42% la formazione superiore e permanente. Tra i beneficiari del cofinanziamento si nota che in circa un quarto dei progetti approvati l’attuatore è un ente di formazione, nel 19% dei casi un’impresa, nel 7% dei casi un altro organismo. Passando ai destinatari delle azioni cofinanziate, poco meno di 33. 500 soggetti hanno beneficiato di un’azione Fse. Tra questi, il 30% ha avuto accesso ad iniziative di formazione continua, il 25,7% alla formazione per gli occupati, il 17% alla formazione per l’ingresso e re-ingresso di adulti e giovani al lavoro, il 12,1% alla formazione per dipendenti pubblici. Il tasso di femminilizzazione dei partecipanti è pari al 50%, con un incremento nei sei anni di circa il 10%, pur con alcune disomogeneità. Ad esempio poche donne si concentrano nelle azioni per gli occupati dell’industria o tra le azioni per i disabili e gli svantaggiati. La distribuzione per classi di età dei destinatari è bilanciata, con una età media di circa 37 anni: il 20% dei beneficiari ha meno di 25 anni, il 25% tra i 25 e i 34 anni, il 27% tra i 35 e i 44 anni , mentre il 26% ha più di 45 anni. Seppure le azioni del programma abbiano interessato prevalentemente gli occupati (72%), i disoccupati rappresentano il 9% dell’utenza, un dato tre volte superiore al tasso di disoccupazione regionale che è pari al 3%. Per quanto riguarda, infine, i dati finanziari, l’ammontare delle somme impegnate supera i 105 milioni di euro, mentre la spesa certificata al 31 dicembre 2007 ha superato i 73 milioni di euro. Ulteriori informazioni sono reperibili all’interno del Rapporto annuale di esecuzione, disponibile nelle pagine del sito internet dell’Amministrazione regionale (www. Regione. Vda. It) dedicate al lavoro, nella sezione Nuova Programmazione 2007/2013. . .  
   
   
IL PRESIDENTE DELLA CCIU ALESSANDRO STRICCA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA UNGHERESE LáSZLó SóLYOM: ANDIAMO AVANTI CON LE RIFORME STRUTTURALI I RAPPRESENTANTI DEL MOVIMENTO ”KIáLTVáNY” RICEVUTI DAL CAPO DELLO STATO UNGHERESE  
 
 Budapest, 23 giugno 2008 - Il Presidente della Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria, Alessandro Stricca, ha incontrato il Presidente della Repubblica Ungherese, László Sólyom, per discutere del futuro dell’economia ungherese. Il Presidente Sólyom ha sottolineato la assoluta necessità di condivisione delle forze politiche presenti in Parlamento con i rappresentanti dell’economia per trovare delle risposte comuni alle sfide che attualmente l’economia del paese deve affrontare. “Soltanto collaborando e stringendo alleanze basate su un solido rapporto di fiducia si possono porre le basi di una rinnovata economia” – ha aggiunto il presidente Sólyom ed ha incoraggiato le 24 istituzioni aderenti al Movimento per le Riforme “Kiáltvány” a proseguire nel cammino tracciato. Il Capo dello Stato ha sollecitato l’attuazione in tempi rapidi dellla riforma della Pubblica Amministrazione, del sistema fiscale e dell’istruzione, nonché la lotta contro la corruzione. Il Presidente Stricca, in rappresentanza della business community europea, ha ribadito l’urgente necessità di implementare le riforme strutturali nel campo della pubblica amministrazione, della sanità, dell’istruzione, del sistema pensionistico e del sistema fiscale. „Non c’è più tempo – ha aggiunto il Presidente Stricca- se l’Ungheria vuole rimanere leader nel mondo degli affari e degli investimenti, le riforme vanno fatte in fretta per permettere al Paese di raggiungere tutti i criteri previsti dal Trattato di Maastricht e poter entrare nella zona dell’euro il prima possibile. Le potenzialità dell’ambiente economico ungherese sono enormi, e l’abbinamento tra crescita economica e stabilità politica accompagnata ad una evoluzione efficace di infrastrutture e di reti di comunicazione sono la formula vincente, ed è un’ ulteriore dimostrazione il fatto che la Mercedes Benz proprio in questi giorni ha annunciato di aver scelto l’Ungheria come luogo dove fare l’investimento più grande degli ultini 30 anni battendo la Polonia, la Slovacchia e la Romania” - ha concluso il Presidente Stricca. In seguito il Presidente Stricca ha illustrato brevemente al Presidente Sólyom la presenza dell’ imprenditoria italiana in Ungheria soffermandosi sulle problematiche che stanno attraversando sia i piccoli e medi imprenditori che le grandi imprese italiane in Ungheria. .  
   
   
UNGHERIA, GOLDMAN SACHS PESSIMISTA SU INFLAZIONE  
 
 Budapest, 23 giugno 2008 - La Banca di investimenti Goldman Sachs in un recente rapporto ha sottolineato che l´aumento del costo dell´energia continuerà a tenere sotto pressione l´inflazione ungherese, nonostante il rafforzamento del fiorino. Secondo la Goldman, il target del 3 p. C. Del tasso di inflazione per il 2009 si fa sempre più lontano, e lo pone invece al 4 p. C. Tuttavia l´agenzia di valutazione del credito Fitch ha annunciato che l´Ungheria non risulta fra le economie emergenti più a rischio di uno shock da inflazione. Lo riporta l´Ice. . .  
   
   
I PROGETTI BERS IN SERBIA  
 
Trieste, 23 giugno 2008 - I finanziamenti della Bers in Serbia includono prestiti per le infrastrutture dei trasporti e del settore energia e investimenti in banche locali, soprattutto in supporto delle Pmi. Lo rivela il Country Factsheet 2008 dedicato alla Serbia, della Bers. La banca vuole aumentare le attività nel settore privato, man mano che proseguiranno le privatizzazioni. Nuovi investimenti consentiranno di creare una corporate governance e un sistema di proprietà più chiaro per le aziende. Inoltre, una grossa parte del debito della Serbia è stata ristrutturata, attraverso un accordo con la Bers. Miglioramenti del clima per gli investimenti contribuiranno a consentire una maggior fiducia nel Paese da parte degli investitori, e renderà più veloce l´integrazione della Serbia nell´economia regionale e mondiale. Le attività della Bers sono aumentate considerevolmente durante l´ultimo periodo strategico, raggiungendo un valore di 1. 322 milioni di euro alla fine del 2007, soprattutto per quanto riguarda investimenti nel settore delle infrastrutture e dell´energia. .  
   
   
EMISSIONE BOT  
 
Roma, 23 giugno 2008 - Il Mef ha disposto per il giorno 25 giugno 2008, con regolamento 30 giugno 2008, un´asta di Bot:
importo (in milioni di euro) scadenza giorni
Semestrali 9. 500 31. 12. 2008 184
Ha disposto, inoltre, per il medesimo giorno e con regolamento 30 giugno 2008, l´emissione di una terza tranche di Bot (durata residua 92 giorni) con godimento 14 marzo 2008 e scadenza 30 settembre 2008, di cui al decreto 7 marzo 2008 n. 27674, per un importo di 2. 500 milioni di euro. Si ricorda che, ai sensi del D. M. 12 febbraio 2004, sugli importi massimi delle commissioni applicabili alla clientela da parte degli intermediari, per i Bot a 92 giorni la commissione massima è fissata nella misura dello 0,10%. E´ da tener presente che il 30 giugno 2008 vengono a scadere Bot per 15. 000 milioni di euro (9. 500 milioni di euro semestrali, 3. 000 milioni di euro a 136 giorni, 2. 500 milioni di euro a 122 giorni). I Bot sono posti all´asta con il sistema di collocamento dell´asta competitiva e senza l´indicazione del prezzo base da parte del Tesoro. I buoni possono essere sottoscritti per un importo minimo di mille euro. I prezzi indicati dagli operatori partecipanti alle aste dei Bot, espressi in termini percentuali, possono variare, per tutte le tipologie di titoli, di un millesimo di punto percentuale o multiplo di tale cifra. Non sono ammesse all´asta richieste senza indicazione di prezzo. L´importo di ciascuna richiesta non può essere inferiore ad un milione e mezzo di euro. Il collocamento dei Bot verrà effettuato nei confronti degli operatori indicati nei decreti di emissione. In attuazione di quanto disposto nella Sez. Ii - Tit. V del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, e relative norme di attuazione, in relazione alla dematerializzazione dei titoli di Stato, i buoni ordinari del Tesoro sono rappresentati da iscrizioni contabili a favore degli aventi diritto. La Banca d´Italia provvede a inserire in via automatica le partite dei Bot sottoscritti in asta da regolare nel servizio di compensazione e liquidazione avente a oggetto strumenti finanziari con valuta pari a quella di regolamento. Sulla base delle assegnazioni, gli intermediari aggiudicatari accreditano i relativi importi sui conti intrattenuti con i sottoscrittori. Le richieste di acquisto - con un massimo di tre - per ogni singolo titolo - dovranno pervenire alla Banca d´Italia, esclusivamente tramite la rete nazionale interbancaria, entro e non oltre le ore 11 del giorno 25 giugno 2008, con l´osservanza delle modalità stabilite nei decreti di emissione. Si ricorda che in caso di malfunzionamento delle apparecchiature che non consenta l´immissione dei messaggi nella rete, le richieste di partecipazione all´asta debbono essere inviate con modulo trasmesso via fax. Le richieste non pervenute entro il termine stabilito dai decreti di emissione non vengono prese in considerazione. Eventuali richieste sostitutive di quelle corrispondenti già pervenute sono prese in considerazione solo se giunte entro il termine di cui sopra. Le richieste non possono essere più ritirate dopo il termine suddetto . Qualora le richieste di ciascun operatore, anche complessivamente, superino l´importo offerto dal Tesoro, esse verranno prese in considerazione a partire da quella a prezzo più alto, fino a concorrenza dell´importo offerto, salvo quanto diversamente stabilito nei decreti di emissione. Gli operatori "specialisti in titoli di Stato" hanno facoltà di partecipare al collocamento supplementare dei Bot semestrali previsto in via automatica per il giorno 26 giugno 2008. L´offerta della tranche supplementare è stabilita nella misura del 10% dell´ammontare nominale offerto nell´asta ordinaria. Il Tesoro, comunque, si riserva di aumentare detta percentuale dopo la chiusura dell´asta medesima. In tale evenienza sarà emesso un comunicato stampa al riguardo. Gli "specialisti" che non hanno partecipato all´asta ordinaria non sono ammessi al collocamento supplementare. L´assegnazione avrà luogo al prezzo medio ponderato determinato nell´asta ordinaria. La procedura di collocamento supplementare seguirà le disposizioni contenute nel decreto di emissione. In particolare, le richieste di acquisto dovranno pervenire entro e non oltre le ore 15. 30 del 26 giugno 2008. La circolazione dei Bot al 16 giugno 2008 era pari a 163. 001,666 milioni di euro, di cui 3. 000 milioni di euro a 200 giorni, 3. 000 milioni di euro a 165 giorni, 3. 000 milioni di euro a 136 giorni, 2. 500 milioni di euro a 123 giorni, 5. 000 milioni di euro a 122 giorni, 2. 500 milioni di euro a 92 giorni, 7. 500 milioni di euro trimestrali, 56. 845 milioni di euro semestrali e 79. 656,666 milioni di euro annuali. .
 
   
   
EMISSIONE DI CCT E BTP  
 
Roma, 23 giugno 2008 - Il Mef dispone, per il giorno 27 giugno 2008, con regolamento 1º luglio 2008, l´emissione di titoli di Stato, rappresentati dai seguenti prestiti: - Certificati di Credito del Tesoro: decorrenza : 1º dicembre 2007; nona tranche scadenza : 1º dicembre 2014 tasso d´interesse semestrale lordo : pari al tasso di rendimento semestrale dei Bot a sei mesi relativo all´asta tenutasi alla fine del mese precedente la decorrenza della semestralità, maggiorato di uno spread di 0,15 punti percentuali; la cedola in corso, di scadenza 1º dicembre 2008, è risultata pari a 2,21%. - Buoni del Tesoro Poliennali: - triennali decorrenza : 1º febbraio 2008; nona tranche scadenza : 1º febbraio 2011 tasso d´interesse annuo lordo : 3,75% - decennali decorrenza : 1º febbraio 2008; quinta tranche scadenza : 1º agosto 2018 tasso d´interesse annuo lordo : 4,50% Tutti i titoli suddetti, il cui importo minimo sottoscrivibile è di mille euro, sono emessi con il sistema dell´asta marginale riferita al prezzo, senza indicazione di prezzo base di collocamento ed escludendo le richieste effettuate a prezzi inferiori al "prezzo di esclusione"; ai fini della determinazione di quest´ultimo, non verranno prese in considerazione le offerte presentate a prezzi superiori al "prezzo massimo accoglibile", calcolato con le modalità riportate nei relativi decreti di emissione. Sono ammesse a partecipare all´asta le banche italiane, comunitarie ed extracomunitarie, nonché le società di intermediazione mobiliare e le imprese di investimento comunitarie ed extracomunitarie indicate nei decreti recanti l´emissione dei suddetti titoli. Detti operatori partecipano in proprio e per conto terzi. Le domande di partecipazione devono essere inoltrate con indicazione, per ogni richiesta, del relativo prezzo offerto. Ciascun operatore può formulare sino ad un massimo di tre offerte, ciascuna ad un prezzo diverso e per un importo non inferiore a 500. 000 euro di capitale nominale; eventuali offerte di importo inferiore non verranno prese in considerazione. Ciascuna offerta non deve essere superiore all´importo in emissione; eventuali offerte di ammontare superiore verranno accettate limitatamente all´importo medesimo. I prezzi indicati varieranno di un importo minimo di un centesimo di euro; eventuali variazioni di importo diverso vengono arrotondate per eccesso. Le domande di partecipazione degli operatori devono essere avanzate - nel termine previsto dal sottoindicato calendario - mediante trasmissione di richiesta telematica da indirizzare alla Banca d´Italia tramite Rete Nazionale Interbancaria con le modalità tecniche stabilite dalla Banca d´Italia medesima e conosciute dagli operatori. L´assegnazione dei titoli verrà effettuata, nella giornata in cui si perfezioneranno le operazioni d´asta, al prezzo meno elevato tra quelli offerti dai concorrenti rimasti aggiudicatari. Nel caso che le offerte al prezzo marginale non possano essere totalmente accolte, si procede al riparto pro-quota, con i necessari arrotondamenti. Il prezzo di aggiudicazione ed il prezzo di esclusione saranno resi noti mediante comunicato stampa, nel quale verranno pure indicati gli importi attribuiti agli "specialisti" nelle ultime tre aste. Gli operatori partecipanti all´asta provvederanno ad attribuire ai sottoscrittori i titoli assegnati, senza alcun onere aggiuntivo rispetto al prezzo di aggiudicazione. Il regolamento dei titoli assegnati, da parte degli operatori, verrà effettuato al prezzo di aggiudicazione e con corresponsione dei dietimi d´interesse dal giorno successivo alla data di godimento dei titoli al giorno del regolamento. In particolare, per i Cct, per i quali il 1º giugno u. S. È scaduta la prima cedola, i sottoscrittori dovranno corrispondere dietimi d´interesse per 30 giorni. Agli operatori viene riconosciuta, quale compenso dell´impegno assunto di raccogliere le prenotazioni del pubblico, una provvigione - commisurata all´ammontare nominale dei titoli assegnati - pari allo: - 0,30% per i Cct - 0,20% per i Btp triennali - 0,40% per i Btp decennali. Il pubblico potrà prenotare i titoli presso le suddette categorie di operatori nel termine previsto dal sottoindicato calendario; gli intermediari potranno richiedere, a garanzia del buon fine della sottoscrizione, l´eventuale versamento di un acconto sull´importo nominale prenotato. Alla data prevista per il regolamento, il sottoscrittore verserà l´importo corrispondente ai titoli assegnati, sulla base del prezzo di aggiudicazione, nonché ai dietimi d´interesse dovuti; a fronte di tale versamento, gli verrà rilasciata apposita ricevuta. Il calendario delle operazioni di sottoscrizione è il seguente:
Cct Btp triennali Btp decennali
Prenotazione da parte del pubblico entro il 26 giugno 2008 26 giugno 2008 26 giugno 2008
Presentazione domande in asta: entro le ore 11,00 del 27 giugno 2008 27 giugno 2008 27 giugno 2008
Regolamento sottoscrizioni 1º luglio 2008 1º luglio 2008 1º luglio 2008
Dietimi d´interesse da corrispondere 30 giorni 151 giorni 151 giorni
Gli operatori "specialisti in titoli di Stato" hanno facoltà di partecipare ai collocamenti dei titoli di Stato, previsti automaticamente, in via supplementare alle aste di emissione. L´offerta della tranche supplementare è stabilita per un importo massimo non superiore al 10% dell´ammontare nominale offerto. Gli "specialisti" che non hanno partecipato all´asta di emissione non sono ammessi al collocamento supplementare. L´assegnazione supplementare avrà luogo al prezzo di aggiudicazione determinato nell´asta della presente emissione. Le modalità e le condizioni per la partecipazione degli "specialisti" alle assegnazioni supplementari vengono indicate nei rispettivi decreti recanti l´emissione dei titoli suddetti. .
 
   
   
EMISSIONE DI CTZ  
 
Roma, 23 giugno 2008 - Il Mef dispone, per il giorno 25 giugno 2008, con regolamento 30 giugno 2008, l´emissione dei seguenti certificati di credito del Tesoro "zero coupon": - Ctz 24 mesi: decorrenza : 30 aprile 2008; quinta tranche scadenza : 30 aprile 2010 importo nominale dell´emissione : 2. 500 milioni di euro I certificati suddetti, il cui importo minimo sottoscrivibile è di mille euro, sono emessi con il sistema dell´asta marginale riferita al prezzo, senza indicazione di prezzo base di collocamento ed escludendo le richieste effettuate a prezzi inferiori al "prezzo di esclusione"; ai fini della determinazione di quest´ultimo, non verranno prese in considerazione le offerte presentate a prezzi superiori al "prezzo massimo accoglibile", calcolato con le modalità riportate nel decreto di emissione. Sono ammesse a partecipare all´asta le banche italiane, comunitarie ed extracomunitarie, nonché le società di intermediazione mobiliare e le imprese di investimento comunitarie ed extra comunitarie indicate nei decreti recanti l´emissione dei suddetti titoli. Detti operatori partecipano in proprio e per conto terzi. Le domande di partecipazione devono essere inoltrate con indicazione, per ogni richiesta, del relativo prezzo offerto. Ciascun operatore può formulare sino ad un massimo di tre offerte, ciascuna ad un prezzo diverso e per un importo non inferiore a 500. 000 euro di capitale nominale; eventuali offerte di importo inferiore non verranno prese in considerazione. Ciascuna offerta non deve essere superiore all´importo in emissione; eventuali offerte di ammontare superiore verranno accettate limitatamente all´importo medesimo. I prezzi indicati varieranno dell´importo minimo di un millesimo di euro; eventuali variazioni di importo diverso vengono arrotondate per eccesso. Le domande di partecipazione degli operatori devono essere avanzate - entro le ore 11 del giorno sottoindicato - mediante trasmissione di richiesta telematica da indirizzare alla Banca d´Italia tramite Rete Nazionale Interbancaria con le modalità tecniche stabilite dalla Banca d´Italia medesima e conosciute dagli operatori. L´assegnazione dei certificati verrà effettuata, nella giornata in cui si perfezioneranno le operazioni d´asta, al prezzo meno elevato tra quelli offerti dai concorrenti rimasti aggiudicatari. Nel caso che le offerte al prezzo marginale non possano essere totalmente accolte, si procede al riparto pro-quota, con i necessari arrotondamenti. Il prezzo di aggiudicazione ed il prezzo di esclusione saranno resi noti mediante comunicato stampa, nel quale verranno pure indicati gli importi attribuiti agli "specialisti" nelle ultime tre aste. Gli operatori partecipanti all´asta provvederanno ad attribuire ai sottoscrittori i certificati assegnati, senza alcun onere aggiuntivo rispetto al prezzo di aggiudicazione. Il regolamento dei certificati assegnati, da parte degli operatori, verrà effettuato al prezzo di aggiudicazione. Agli operatori viene riconosciuta, quale compenso dell´impegno assunto di raccogliere le prenotazioni del pubblico, una provvigione - commisurata all´ammontare nominale dei certificati assegnati - pari allo 0,20%. Il pubblico potrà prenotare i certificati presso le suddette categorie di operatori nel giorno sottoindicato; gli intermediari potranno richiedere, a garanzia del buon fine della sottoscrizione, l´eventuale versamento di un acconto sull´importo nominale prenotato. Alla data prevista per il regolamento, il sottoscrittore verserà l´importo corrispondente ai certificati assegnati, sulla base del prezzo di aggiudicazione; a fronte di tale versamento, gli verrà rilasciata apposita ricevuta. Il calendario delle operazioni di sottoscrizione è il seguente: - prenotazione da parte del pubblico: entro il giorno 24 giugno 2008; - presentazione domande in asta: entro le ore 11,00 del giorno 25 giugno 2008; - regolamento sottoscrizione: il giorno 30 giugno 2008. Gli operatori "specialisti in titoli di Stato" hanno facoltà di partecipare ai collocamenti di titoli di Stato, previsti automaticamente, in via supplementare alle aste di emissione. L´importo della tranche supplementare è stabilito nella misura massima del 10% dell´ammontare nominale offerto. Gli "specialisti" che non hanno partecipato all´asta di emissione non sono ammessi al collocamento supplementare. L´assegnazione supplementare avrà luogo al prezzo di aggiudicazione determinato nell´asta relativa alla presente emissione. Le modalità e le condizioni per la partecipazione degli "specialisti" all´assegnazione supplementare vengono indicate nel decreto recante l´emissione dei relativi titoli. .  
   
   
COLLOCAMENTO TRAMITE ASTA DI BTP INDICIZZATI ALL´INFLAZIONE DELL´AREA EURO  
 
 Roma, 23 giugno 2008 - Il Mef dispone, per il giorno 26 giugno 2008, con regolamento 30 giugno 2008, l´emissione di titoli di Stato, rappresentati dai seguenti prestiti: - Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all´Inflazione dell´Area Euro - quinquennali decorrenza :15 marzo 2007; undicesima tranche scadenza :15 settembre 2012 tasso d´interesse reale :1,85% annuo, pagabile semestralmente ammontare nominale massimo dell´emissione :1. 000 milioni di euro - quindicennali decorrenza :15 marzo 2007; sesta tranche scadenza :15 settembre 2023 tasso d´interesse reale :2,60% annuo, pagabile semestralmente ammontare nominale massimo dell´emissione :750 milioni di euro Il meccanismo di collocamento utilizzato sarà quello dell´asta marginale con determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione e della quantità emessa. L´ammontare collocato sarà determinato escludendo le offerte formulate a prezzi ritenuti non convenienti sulla base delle condizioni di mercato. Per il resto, la procedura di collocamento si svolgerà seguendo le modalità tecniche e le convenzioni utilizzate nel collocamento dei Btp nominali. Il pubblico potrà prenotare i buoni nel termine previsto dal sottoindicato calendario. Ogni operatore, entro le ore 11,00 del giorno sottoindicato, potrà sottoporre attraverso la Rete Nazionale Interbancaria, fino ad un massimo di tre offerte, ciascuna di importo reale (non rivalutato sulla base del Coefficiente di Indicizzazione) non inferiore a 500. 000 euro. I prezzi offerti, anche essi formulati in termini reali, dovranno differire tra loro per almeno un centesimo di euro. La Banca d´Italia, sulla base del Coefficiente di Indicizzazione riferito al giorno di regolamento, provvederà ad effettuare il calcolo dei controvalori relativi al capitale sottoscritto e ai dietimi da versare per il regolamento dei buoni sottoscritti in asta. Il regolamento avverrà due giorni lavorativi successivi al giorno di svolgimento dell´asta (T+2). Per entrambi i titoli suindicati, i sottoscrittori dovranno corrispondere dietimi d´interesse per il periodo dal 15 marzo 2008 al giorno di regolamento (107 giorni). Agli operatori viene riconosciuta, quale compenso dell´impegno assunto di raccogliere le prenotazioni del pubblico, una provvigione - commisurata all´ammontare nominale dei buoni assegnati - pari allo: - 0,30% per i Btp€i quinquennali - 0,40% per i Btp€i quindicennali.
Il calendario delle operazioni di sottoscrizione è il seguente:
Btp€i quinquennali Btp€i quindicennali
Prenotazione da parte del pubblico entro il 25 giugno 2008 25 giugno 2008
Presentazione domande in asta: entro le ore 11,00 del 26 giugno 2008 26 giugno 2008
Regolamento sottoscrizioni 30 giugno 2008 30 giugno 2008
Dietimi d´interesse da corrispondere 107 107
Gli operatori Specialisti in titoli di Stato avranno la facoltà di partecipare al collocamento supplementare, il cui importo massimo sarà pari al 10% del quantitativo offerto in asta, facendo pervenire le domande di sottoscrizione entro le ore 15,30 del giorno 27 giugno 2008. Le modalità e condizioni per la partecipazione degli Specialisti alle assegnazioni supplementari vengono indicate nei decreti recanti l´emissione dei titoli suddetti. .
 
   
   
VENETO BANCA HOLDING S.C.P.A. DELIBERA DI AUMENTARE IL CAPITALE SOCIALE  
 
Montebelluna, 23 giugno 2008 In relazione all´offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria avente ad oggetto il ´ 23,661% del capitale sociale rappresentato da azioni ordinarie di Banca Popolani di Intra S. P. A. Promossa da Veneto Banca Holding s. C. P. A. , in data 17 giugno 2008, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato, di aumentare il capitale, a pagamento, per massimi Extra 15368. 361,00 mediante emissione di n. 5. 122. 787 massime azioni del valore nominale di Euro 3,00 ciascuna, con godimento regolare, a servizio del conferimento di azioni Banca Popolare di Intra S. P. A. Nel rapporto di una nuova azione Veneto Banca. Holding ogni 2,6 azioni Banca Popolare di intra S. P. A. Inoltre, il Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca Holding ha deliberato che quanti a seguito dell´offerta pubblica di acquisto escambio su azioni Banca Popolare di intra. S. P. A. (ed eventualmente dell´esercizio del diritto dì acquisto, dell´obbligo di acquisto ai sensi dell´articolo 108, comma 1, del Tuf o dell´obbligo di acquisto ai sensi dell´articolo 108, coni a 2, del Tuf) acquistino azioni Veneto Banca Holding, acquisteranno la qualità di socio, ad eccezione di quanti si trovino nelle condizioni indicate dall´articolo I1 dello statuto sociale (ovvero gli interdetti, gli inabilitati, i falliti che non abbiano ottenuto sentenza di riabilitazione e coloro che abbiano riportato condanne che comportino interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici). Attualmente è previsto che l´offerta pubblica di acquisto e scambio avrà inizio nel luglio 2007. .  
   
   
NASCE PRIMA BANCA INTERNET SLOVENA OFFRE UN TASSO D´INTERESSE AL 3,8 PERCENTO ANNUO SUI CONTI CORRENTI.  
 
Lubiana, 23 giugno 2008 -  L´austriaca Zveza Bank, del gruppo Raiffeisen, ha lanciato la prima banca che opera solo in internet della Slovenia. La nuova banca si chiama Diba. Reporter. Gr informa che la nuova banca offre un tasso d´interesse al 3,8 percento annuo sui conti correnti. Lo ha dichiarato il direttore della banca, Barbara Matelic. Il conto corrente deve avere una cifra compresa tra i 1. 000 e i 100. 000 euro. .  
   
   
GRUPPO BANCA ITALEASE: CESSIONE DI UN RAMO D’AZIENDA DI ITACA SERVICE  
 
Milano, 23 giugno 2008 – Banca Italease comunica di avere sottoscritto il contratto preliminare di cessione del ramo d’azienda “Segnalazioni di Vigilanza e Controlli Interni” della società controllata Itaca Service a Engineering Ingegneria Informatica S. P. A. La cessione, sottoposta all’autorizzazione da parte dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, comporta il trasferimento di 115 contratti attivi con terze parti e di sei dipendenti, per un corrispettivo di 2,1 milioni di Euro da regolarsi in contanti. L’operazione risulta il primo concreto passo per la realizzazione della strategia di focalizzazione e sviluppo dei core business del Gruppo Banca Italease attraverso il progressivo disimpegno dalle attività non strategiche. Il contratto è stato sottoscritto a seguito della conclusione, con esito positivo, di tutte le procedure di confronto previste dal Contratto Collettivo Nazionale, che hanno portato ad un accordo tra le società interessate e le parti sindacali in data 17 giugno 2008. .  
   
   
ROVERSI - MONACO NOMINATO LEAD INDEPENDENT DIRECTOR DI ALLEANZA  
 
 Milano, 23 giugno 2008 - Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi sotto la Presidenza di Amato Luigi Molinari, ha nominato Lead Independent Director il Consigliere indipendente, Fabio Alberto Roversi – Monaco. La nomina è stata decisa, aderendo alle migliori pratiche di mercato, in considerazione del ruolo esecutivo recentemente attribuito al Presidente, Amato Luigi Molinari. Al prof. Roversi - Monaco, il Consiglio ha attribuito il compito di rappresentare il punto di riferimento e di coordinamento delle istanze e dei contributi degli amministratori non esecutivi e, in particolare, di quelli indipendenti. .  
   
   
CIR E I FONDI DI MORGAN STANLEY ANNUNCIANO UN AUMENTO DI CAPITALE DI 40 MILIONI DI EURO IN HOLDING SANITÀ E SERVIZI  
 
Milano, 23 giugno 2008 - Cir ha siglato con Morgan Stanley Real Estate Special Situations Fund e Morgan Stanley Principal Investments, già azionisti di Hss, un accordo per sottoscrivere entro il 30 giugno 2008 un aumento di capitale in Holding Sanità e Servizi (Hss), per un importo complessivo di 40 milioni di euro; l’aumento di capitale verrà sottoscritto da Cir per un importo di 20 milioni di euro e dai fondi di Morgan Stanley per pari importo. L’operazione avverrà a una valutazione del capitale della società, prima dell’aumento, di oltre 200 milioni di euro. A valle dell’operazione e di cessioni parziali di alcuni azionisti di minoranza, la compagine azionaria di Hss risulterà così composta: Cir 65,4%; Fondi di Morgan Stanley 16,4%; S. Stefano Partecipazioni 9,6%; Wise Sgr S. P. A. 6,8%; Management e altri azionisti 1,8%. Questo aumento di capitale permetterà di sviluppare e rafforzare la presenza di Hss nel mercato della sanità privata, anche tramite ulteriori acquisizioni. Nel primo semestre del 2008 il Gruppo Hss ha continuato l’attività di rafforzamento delle società operative controllate e di ricerca di nuove opportunità di sviluppo per consolidare la presenza del Gruppo nel settore della sanità. Hss è oggi attiva nella: gestione di residenze per anziani, con 35 residenze gestite e 4 residenze in costruzione (circa 3. 500 posti letto operativi e oltre 450 in costruzione); gestione di ospedali e centri di riabilitazione, con 5 ospedali di riabilitazione, 8 comunità di riabilitazione psichiatrica e 13 centri ambulatoriali, per un totale di 1. 100 posti letto operativi e 50 posti letto in fase di realizzazione; gestione di un ospedale e di attività ad alta tecnologia all’interno di ospedali, con 7 reparti di diagnostica per immagini. Il perimetro complessivo di attività di Hss comprende quindi un totale di circa 4. 700 posti letto (oltre a circa 500 posti letto in fase di realizzazione) e ha generato nel primo trimestre del 2008 un fatturato consolidato di circa 58,5 milioni di euro. Rodolfo De Benedetti, Amministratore Delegato di Cir, ha dichiarato: “L’operazione annunciata oggi, oltre a dotare Hss di nuovi mezzi al servizio dei suoi ambiziosi piani di sviluppo, conferma la bontà della scelta effettuata a suo tempo da Cir e dimostra il valore creato in pochi anni partendo da zero, un risultato che non sarebbe stato raggiunto senza un management di primo livello che desidero qui ringraziare”. Domenico Siniscalco, Vice Chairman di Morgan Stanley e Country Head per l’Italia, ha aggiunto: “Dopo l’entrata dei nostri fondi nel capitale di Hss l’anno scorso, la partecipazione a questo nuovo aumento di capitale testimonia la nostra condivisione del progetto di crescita della società e la fiducia nella visione strategica del management di Hss e del suo azionista di controllo”. .  
   
   
BRIANZA OPEROSA, INTERNAZIONALE, MA SENZA SERVIZI TRA I PRIMI A PAGARE LE TASSE, TRA GLI ULTIMI PER INFRASTRUTTURE E SERVIZI  
 
Monza, 23 giugno 2008 - 87 i lavoratori premiati con più di vent’anni di attività, 103 le imprese che hanno fatto la storia della Brianza, con più di 25 anni di attività: questa mattina al cinema Metropol di Monza si celebra la festa dell’economia della Brianza, la prima grande manifestazione della Camera di commercio di Monza e Brianza che corona l’operosità e l’impegno quotidiano delle imprese e dei lavoratori della provincia di Monza e Brianza, accompagnata dalle musiche dell’Orchestra Verdi. Il riconoscimento consiste una medaglia d’oro del conio camerale, raffigurante “la chioccia con i pulcini”, opera dell’oreficeria longobarda risalente al V e Vi secolo, conservata nel museo del Duomo di Monza, e un attestato personalizzato. Inoltre per le Centenarie, che sono ben 27, è previsto un premio speciale. E la Brianza, fra tradizione e innovazione, si conferma un tessuto economico forte con oltre 60. 000 imprese attive, il 7,4% delle imprese della Lombardia, una densità imprenditoriale ben sopra la media regionale tanto che ci sono un’impresa ogni 13 abitanti e 166 imprese per kmq. Monza e Brianza è la prima provincia della Lombardia per capacità di apertura al commercio internazionale delle sue imprese e per l’attenzione all’ambiente con il 56% di raccolta differenziata, terza provincia lombarda per capacità dei contribuenti di partecipare alla finanza locale e nazionale, ma presenta elementi di criticità a livello di dotazione infrastrutturale come emerge dal “Rapporto sulla competitività del territorio”, curato dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza che prende in considerazione diversi indicatori - il livello di copertura della rete ferroviaria e stradale, l’accessibilità aeroportuale, la capacità di accoglienza sanitaria e i servizi bancari, la dotazione di impianti sportivi e biblioteche- tanto che la Provincia di Monza e Brianza si posiziona agli ultimi posti nella classifica regionale. I dati che abbiamo elaborato - osserva Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza– testimoniano con chiarezza ciò che abbiamo sempre sostenuto e che ci ha spinto a sostenere con convinzione la provincia: la Brianza dà molto di più di ciò che riceve. E’ una delle grandi aree economiche italiane, contribuisce in modo significativo al sostegno delle spese e alla formazione della ricchezza del Paese Italia, ma è stata talmente trascurata dai flussi degli investimenti pubblici nelle infrastrutture e nei servizi da finire agli ultimi posti della classifica regionale. Oggi noi siamo qui a celebrare il lavoro e l’operosità di imprese e dipendenti che meritano la Provincia, ma ancor più meritano servizi efficienti, utili, che accompagnino imprese e lavoratori nella vita quotidiana e nei percorsi di competitività, per poter far fronte alle sfide della modernità. Imprese attive nelle province lombarde
Province Numero Imprese I° trim. 2008 % sul tot Lomb. Numero di abitanti per impresa Numero di imprese Per kmq
Bergamo 84. 917 10,3 12 31,2
Brescia 109. 730 13,3 11 22,9
Como 45. 213 5,5 13 35,1
Cremona 28. 272 3,4 12 16,0
Lecco 24. 269 2,9 13 29,7
Lodi 16. 200 2,0 13 20,7
Mantova 39. 759 4,8 10 17,0
Milano 288. 240 35,0 11 178,1
Monza e Brianza 60. 525 7,4 13 166,4
Pavia 44. 905 5,5 12 15,1
Sondrio 15. 594 1,9 12 4,9
Varese 65. 237 7,9 13 54,4
Lombardia 822. 861 100,0 12 34,5
*per la densità si è usata la popolazione al 31. 12. 2006 Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Cciaa di Monza e Brianza su dati Registro Imprese, Istat La specificità imprenditoriale della Brianza rispetto alle altre province lombarde (1° trimestre 2008)
Settori economici Bg Bs Co Cr Lc Lo Mn Mi Mb Pv So Va Lomb.
Agricoltura, caccia e silvicoltura 6,5 10,8 5,4 17,5 5,1 9,9 23,5 1,6 1,8 18,0 20,5 3,5 6,8
Pesca,piscicoltura e servizi connessi 0,0 0,0 0,1 0,0 0,1 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 0,0 0,0
Estrazione di minerali 0,1 0,1 0,0 0,1 0,0 0,0 0,1 0,0 0,0 0,1 0,2 0,0 0,1
Attivita´ manifatturiere 15,9 16,5 18,6 13,5 20,3 12,4 13,5 13,5 18,0 12,8 11,0 18,6 15,2
Prod. E distrib. Energ. Elettr. ,gas e acqua 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,2 0,0 0,1 0,1 0,1 0,2 0,1 0,1
Costruzioni 23,1 16,9 19,5 18,2 18,1 22,9 18,3 13,0 17,8 19,1 17,6 19,4 17,0
Comm. Ingr. E dett. -rip. Beni pers. E per la casa 22,9 23,7 23,2 23,2 24,1 23,0 22,1 25,2 26,3 23,7 21,1 24,5 24,2
Alberghi e ristoranti 4,9 5,8 5,6 5,0 5,1 4,7 3,9 4,4 3,5 5,1 9,5 4,9 4,8
Trasporti,magazz. E comunicaz. 3,3 3,4 3,5 3,5 3,4 4,3 3,0 5,5 3,6 3,3 3,6 3,2 4,1
Intermediaz. Monetaria e finanziaria 2,3 2,3 2,3 2,2 2,4 2,4 1,9 2,9 2,5 2,1 2,0 2,5 2,5
Attiv. Immob. ,noleggio, informat. ,ricerca 15,0 14,4 15,8 10,5 15,6 14,1 8,8 26,1 19,7 10,1 8,6 16,6 18,5
Pubbl. Amm. E difesa; assic. Sociale obbligatoria 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
Istruzione 0,3 0,3 0,3 0,3 0,2 0,3 0,2 0,4 0,3 0,2 0,2 0,3 0,3
Sanita´ e altri servizi sociali 0,5 0,4 0,6 0,5 0,5 0,5 0,3 0,6 0,7 0,5 0,4 0,6 0,5
Altri servizi pubblici,sociali e personali 4,7 4,6 4,4 4,9 4,4 4,9 4,1 4,6 4,3 4,7 4,3 5,2 4,6
Serv. Domestici presso famiglie e conv. 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
Imprese non classificate 0,5 0,7 0,5 0,5 0,6 0,4 0,3 2,1 1,6 0,3 0,6 0,5 1,2
Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Cciaa di Monza e Brianza su dati Registro Imprese
Reddito Imponibile Ai Fini Delle Addizionali All´ Irpef Anno d’imposta 2005
Capoluoghi di provincia Contribuenti Ammontare Irpef medio per contribuente
Milano 800. 976 24. 808. 532. 140 30. 973
Bergamo 69. 870 1. 973. 868. 761 28. 251
Monza 75. 413 2. 071. 996. 337 27. 475
Pavia 46. 347 1. 206. 904. 374 26. 041
varese 49. 188 1. 269. 150. 361 25. 802
Como 48. 866 1. 219. 976. 154 24. 966
Lecco 28. 417 698. 678. 679 24. 587
Lodi 26. 176 636. 462. 226 24. 315
Brescia 114. 677 2. 767. 359. 239 24. 132
Mantova 30. 455 732. 920. 067 24. 066
Sondrio 13. 415 314. 942. 904 23. 477
Cremona 45. 393 1. 017. 419. 414 22. 414
Lombardia 1. 349. 193 38. 718. 210. 656 28. 697
Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Cciaa di Monza e Brianza su dati Mef-dipartimento delle Finanze Classifica Generale Del Livello Infrastrutturale
Province Punteggio
Pavia 76
Milano 71
Brescia 71
Varese 68
Bergamo 67
Lecco 66
Lodi 61
Mantova 59
Monza e Brianza 59
Sondrio 56
Como 55
Cremona 54
Fonte: Elaborazione dell’Ufficio studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese, Istat, Province lombarde, Gruppo Ferrovie dello Stato, Ferrovie Nord Milano, Banca d’Italia, Asl della Provincia di Milano 3, Regione Lombardia, Anas, Aci .
 
   
   
BOSNIA, FVG GUARDA AL FUTURO  
 
Gradiska (Bih), 23 giugno 2008 - Un gruppo industriale friulano, il Pmp Group di Coseano (Udine) che da dieci anni opera nel settore siderurgico, ha aperto la strada per l´internazionalizzazione del Friuli Venezia Giulia nella Repubblica Srpska di Bosnia con l´insediamento, nella città di Gradiska, a meno di un chilometro dal confine con la Croazia, di un sito produttivo che è stato inaugurato il 21 giugno dal presidente della Regione, Renzo Tondo, e dal vicepremier locale Jasna Brkic. "Il Friuli Venezia Giulia consegna un grande imprenditore a quest´area sempre più vicina all´integrazione con l´Unione europea", ha affermato il governatore, riferendosi a Luigino Pozzo, fondatore e presidente del Pmp Group, sottolineando che "grazie a queste aziende si possono vincere le sfide della globalizzazione, costruendo insieme il futuro dell´Europa". La Jelsingrad, azienda statale del 1937 approdata a Gradiska nel 1967, ha subito un forte declino dopo la guerra del 1992, rischiando il tracollo non fosse stata privatizzata attraverso un accordo con il Governo della Repubblica Srpska che, nel 2006, ha consentito al gruppo friulano Pmp di acquisire la maggioranza del pacchetto azionario, rilanciandola - ha spiegato Pozzo - come porta verso Est del mercato italiano. Allo stato attuale, conta 150 dipendenti per la produzione di carpenteria pesante, condotti raffreddati ad acqua per il trattamento del ferro e rulli riportati per segmenti di colata continua, fornendo di questi componenti le maggiori industrie siderurgiche mondiali. Entro la fine dell´anno, ha anticipato Pozzo, punta ad aumentare la forza lavoro a 200 unità e chiudere il 2008 con 13 milioni di euro di fatturato, ovvero più o meno un quinto di quello complessivo fatto registrare nel 2007 dal Pmp Group che, oltre in Friuli Venezia Giulia (Coseano e Villa Santina), è presente in Cina a Shangai e negli Stati Uniti a Cincinnati. "Il nostro obiettivo - ha affermato Pozzo - è creare benessere attraverso una visione internazionale che, nei prossimi anni, condurrà questo stabilimento ad essere guidato da un management bosniaco con la supervisione italiana. Questo è un Paese dotato di straordinarie risorse umane alle quali siamo chiamati a trasmettere la necessaria mentalità industriale". Nel suo intervento, Tondo ha evidenziato come questo esempio di "made in Friuli Venezia Giulia nel mondo esalti il ruolo internazionale di una regione che dimostra di saper cogliere le sfide, preferendo - come in questo caso - la più difficile internazionalizzazione alla delocalizzazione". "In questo modo - ha aggiunto, ricordando che da pochi giorni la Bosnia ha firmato a Bruxelles l´accordo di pre-adesione alla Ue - siamo in grado di fare crescere l´economia regionale e contribuire allo sviluppo della Repubblica Srpska, una realtà moderna ed europea dove il governo si è mostrato disponibile e propositivo nei confronti di investimenti esteri importanti e propedeutici al rilancio del territorio. Dovesse presentarsi l´occasione - ha infatti annunciato Tondo, raccogliendo l´invito della vicepremier Brkic - torneremo qui con altri imprenditori di alto profilo". "Solo chi è miope e non vede lontano - ha commentato ancora il governatore del Friuli Venezia Giulia - può pensare che questa operazione sia a vantaggio di alcuni ed a svantaggio di altri. Le opportunità - ha concluso - esistono e sono aperte a tutti". .  
   
   
NASCE IL CRUSCOTTO PER IL FEDERALISMO FISCALE: LA STRADA GIUSTA PER OFFRIRE SERVIZI MODERNI AI CITTADINI  
 
Firenze, 23 giugno 2008 - È stato siglata il 19 giugno davanti al vicepresidente Federico Gelli, la convenzione per la realizzazione in forma associata dei progetti Eli-cat e Eli-fis sulla linea del Programma Elisa denominata “gestione digitale integrata dei servizi locali in materia fiscale e catastale”. Capofila il Comune di Fabbriche di Vallico, insieme alla Comunità Montana Media Valle del Serchio ed ai Comuni di Firenze, Pisa, Prato, Monsummano Terme, Abbadia San Salvatore. Il Dipartimento Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha dato avvio dal 2006 al Programma Elisa con il quale si intendeva finanziare la realizzazione di progetti sviluppati da enti locali, preferibilmente aggregati tra di loro, per favorire l’informatizzazione dell’attività amministrativa nei piccoli Comuni e nelle aree montane. Il programma è stato finanziato con un apposito fondo per il sosteg! no agli investimenti per l´innovazione negli enti locali inser! ito nell a finanziaria 2007. Grazie alla stretta collaborazione tra Uncem Toscana, Upi, Anci, Ancitel Toscana e Regione Toscana sono stati presentati al Dar due progetti. Eli-cat, che si pone l’obiettivo di integrare le banche dati della Pubblica Amministrazione locale e centrale (catasto, fiscalità locale, concessioni edilizie, all’anagrafe della popolazione), ed Eli-fis, che ha l’obiettivo di integrare le banche dati tributarie locali (dichiarazioni e controlli Ici, controlli Tarsu) e nazionali (dati anagrafici, dichiarazioni dei redditi), per costruire un quadro di controllo attraverso il quale gli Enti Locali avranno a disposizione un valido strumento di gestione delle proprie entrate, beneficeranno di un cofinanziamento di 2,8 milioni di euro ciascuno, da ripartire sulle attività che verranno svolte da tutti gli enti coinvolti, in diverse regioni italiane (oltre alla Toscana, sono infatti coinvolti enti dell’Emilia Romagna, dell’Umbria! , del Piemonte, della Sardegna, della Campania, della Liguria, delle Marche e del Veneto). La Toscana riceverà un cofinanziamento di circa 1,6 milioni di Euro, al quale andranno ad aggiungersi altri 200mila euro di risorse della Regione, disponibile a cofinanziare questi progetti e a offrire il supporto operativo e tecnologico che sarà necessario per la loro realizzazione. «Questa convenzione – ha commentato Gelli all’atto della firma - permetterà di procedere con le attività di progetto e di rapportarsi positivamente e fattivamente anche con Rete Telematica e con Regione Toscana, che potrà oltretutto mettere a disposizione le sue infrastrutture tecnologiche ed anche, se necessario, la sua struttura amministrativa per lo svolgimento di gare centralizzate. Si sta infatti verificando con le altre Regioni interessate la possibilità di svolgere le gare di appalto in maniera congiunta, per economizzare sui procedim! enti ed ottenere maggiori ribassi; in questo Regione Toscana p! uò ; mettere a disposizione le sue competenze ed i suoi uffici. C’è la convinzione – ha concluso il vicepresidente - che con i progetti Eli-cat ed Eli-fis si possano mettere a disposizione degli enti toscani validi strumenti per il decentramento amministrativo, per la gestione del territorio e per consentire l’avvio effettivo del federalismo fiscale ed il rafforzamento dell’autonomia finanziaria degli enti locali». .  
   
   
RISORSE FINANZIARIE SENTENZA CONSULTA, NON CAMBIA NULLA NEL BILANCIO REGIONALE SARDO  
 
 Cagliari, 23 Giugno 2008 - "Sembra un ragionamento complesso, in realtà è molto semplice". Con questa premessa il Presidente della Regione, Renato Soru, ha spiegato, il 19 giugno, ai giornalisti la posizione della Giunta rispetto alla sentenza pronunciata il 18 giugno dalla Corte Costituzionale, in merito alle anticipazioni previste nella Finanziaria 2006. "Per il bilancio della Regione - ha precisato il Presidente Soru - nella parte che prevede entrate e uscite e la possibilità di finanziare le spese correnti, non cambia nulla: la Regione non perderà nemmeno un euro e gli impegni resteranno gli stessi. Cambia solamente un aspetto formale sul come finanziare l´indebitamento degli anni precedenti questa amministrazione. Stiamo parlando non di disavanzi o debiti di questa gestione, bensì di debiti del passato: è bene ricordarlo a chi finge di dimenticarlo". "I cinque anni del centrodestra hanno portato i mutui da 427 milioni a tre miliardi 159 milioni di euro. Contemporaneamente, però, altri mutui autorizzati sono passati da due miliardi 300 milioni a tre miliardi 100 milioni di euro. Cioè, l´indebitamento in quei cinque anni è esploso, e la spesa era fuori controllo. Questa Regione ha interrotto il processo di indebitamento: oggi il debito verso le banche, dopo gli ultimi quattro anni, è diminuito di 600 milioni di euro. Questo è il punto fermo". Il Presidente Soru ha poi aggiunto che "il centrodestra, nella sua ultima Finanziaria, aveva richiesto nuovi mutui. Poi entrammo in ballo noi. Nel 2007 arrivammo al pareggio di bilancio grazie alla chiusura della vertenza sulle entrate. Nell´ultimo anno di governo Berlusconi facemmo notare che la Sardegna avanzava crediti di Iva per un miliardo 500 milioni di euro, e volevamo impiegarli per finanziare diversamente il disavanzo esistente anziché attivare nuovi mutui". "Con il governo Prodi ci è stato detto: i soldi ve li daremo, però a rate. A partire dal 2010. Purtroppo la Corte Costituzionale si è soffermata più sull´aspetto formale che sulla volontà di diminuire il debito pubblico, perciò dovremo dichiarare (nella Finanziaria 2009) che potremmo prendere un mutuo. Con una differenza: poiché abbiamo saputo risparmiare e abbiamo recuperato risorse, per esempio nella sanità, emerge che dobbiamo autorizzare mutui per un miliardo 860 milioni di euro mentre prima ammontavamo a tre miliardi 100 milioni di euro. Non è detto che li prenderemo, cercheremo anzi di fare diversamente risparmiando un po´ di più". La soluzione è stata già individuata: "In passato - ha spiegato Soru - molto progetti non sono stati portati a termine: questi soldi non spesi si chiamano residui passivi e ammontano a circa cinque miliardi 600 milioni di euro. Perciò con le nuove entrate che stanno arrivando e con un´oculata gestione dei progetti ancora giacenti, non è detto che dovremo utilizzare nuovi mutui". "C´è poco da ridere, anche se si è del centrodestra, perché questo è l´effetto della loro incapacità di governare la Sardegna - ha sottolineato il Presidente Soru -. Il Consiglio regionale ha approvato una legge, d´intesa con il Governo e lo Stato, in cui si diceva: per i debiti del passato mi impegno a risparmiare di più in futuro. Ora, non capisco che cosa ci sia da gioire per questa sentenza. Purtroppo ci si è soffermati di più sull´aspetto formale. Ma la Sardegna ha i conti migliori di tutte le Regioni italiane. Siamo considerati una Regione virtuosa". "Mi chiedo: che cosa direbbe Tremonti se avesse trovato i debiti dello Stato moltiplicati per otto dopo cinque anni di governo del centrosinistra? Le acrobazie contabili sono di quegli scellerati che hanno lasciato una situazione disastrosa, costringendoci a pagare mutui ingenti. L´accordo Stato-regione per le entrate è una conquista storica, quello sì". L´assessore regionale della programmazione, Eliseo Secci, ha ricordato che "nel 2004, quand´ero vicepresidente della Commissione consiliare del Bilancio, e in quel periodo eravamo al tracollo. Fosse rimasto il centrodestra, dove saremmo arrivati?". "Al commissariamento, come è accaduto a tante Regioni per i disastri nella sanità", ha sottolineato il Presidente Soru. L´assessore Secci ha poi aggiunto: "La battaglia sulle entrate era un´operazione necessaria sin dal 1983. Ma, dal 1999 al 2004, non vi è traccia di quella battaglia". A chi gli faceva presente che la Giunta era stata messa in guardia sul possibile epilogo alla Consulta, il Presidente ha risposto: "Quando abbiamo iscritto questo provvedimento per la prima volta, stavamo entrando in rotta di collisione con lo Stato per la vertenza entrate. Volevamo continuare su quella strada. E poi, ci sono opinioni diverse di illustri costituzionalisti e del direttore generale della Ragioneria dello Stato. Però oggi si sta privilegiando la cassa rispetto alla competenza, anche se il mondo va a una velocità molto diversa rispetto a 50 anni fa. In ogni caso, considero la Corte Costituzionale un organismo equilibrato e lo rispetto". .  
   
   
LA PUGLIA INCONTRA VENETO, PIEMONTE ED EMILIA ROMAGNA: POSITIVO CONFRONTO TRA LE POLITICHE REGIONALI A FAVORE DELLE PRODUZIONI INNOVATIVE DI FILIERA  
 
 Bari, 23 giugno 2008 - Si è conclusa con successo la prima fase di incontri del road show nazionale organizzato dall’Arti - Agenzia per la Tecnologia e l’Innovazione della Puglia, di concerto con l’Assessorato allo Sviluppo Economico e all’Innovazione Tecnologica della Regione Puglia e in collaborazione con Confindustria Puglia, allo scopo di favorire un interscambio di conoscenze tra le filiere tecnologiche più rilevanti dell’economia pugliese (agroalimentare, aerospazio, edilizia sostenibile, energie rinnovabili, meccatronica) e quelle di alcune regioni italiane che presentano caratteristiche di sviluppo innovativo analoghe a quelle su cui la Puglia sta puntando, oltre che un reale interesse alla cooperazione. A Treviso per l’edilizia sostenibile, a Verona e Parma per l’agroalimentare e a Torino per l’aerospazio: queste le tappe e le relative tematiche oggetto di discussione del primo gruppo di incontri, a cui hanno preso parte esponenti dell’imprenditoria e dei centri di ricerca del settore, oltre ai rappresentanti istituzionali della Puglia e delle regioni ospiti. Pienamente raggiunto l’obiettivo dell’iniziativa, quello cioè di far conoscere fuori dai confini regionali l’offerta di capacità imprenditoriali e scientifiche pugliesi e illustrare le politiche regionali in materia di innovazione e le opportunità per collaborazioni e localizzazioni produttive. Nel corso di ciascuno dei meeting, infatti, è emersa la volontà, da parte dei soggetti di ciascuna realtà territoriale coinvolta, di condividere esperienze e buone pratiche per dar vita a concrete possibilità di collaborazioni o, nel caso di rapporti di interscambio già attivi e consolidati, per potenziare le capacità di trasferimento tecnologico tra i soggetti coinvolti. Altro dato positivo, emerso dal confronto con ciascuna realtà regionale, è lo stato dell’arte delle filiere tecnologiche pugliesi e la percezione che di esse hanno gli operatori economici delle regioni coinvolte. Il riconoscimento della qualità e del livello della ricerca e dell’innovazione promosso e attuato dalle filiere pugliesi, apprezzato dai rappresentanti di ogni filiera regionale, è tale da far prevedere la possibilità di realizzare a breve con alcune regioni protocolli d’intesa con i quali dar vita ai distretti tecnologici di seconda generazione ( i cosiddetti “metadistretti”), allo scopo di condividere progetti di ricerca. Imminente è, infatti, la firma di un protocollo tra il distretto piemontese dell’Aerospazio e quello pugliese, la cui costituzione ufficiale è stata annunciata nelle scorse ore dall’Assessore regionale allo Sviluppo Economico, Sandro Frisullo. Nei prossimi giorni si svolgeranno ulteriori incontri: il 26 giugno, il 3 e l’11 luglio presso le sedi territoriali di Confindustria delle città di Roma, Milano e Piacenza, esponenti delle filiere regionali si confronteranno rispettivamente sui temi dell’aerospazio, della meccatronica e delle energie rinnovabili. .  
   
   
ADRIATICO-IONICO - L´INTERVENTO DEL PRESIDENTE SPACCA ALLA GIORNATA PAESE DEDICATA ALLA GRECIA.  
 
Ancona, 23 giugno 2008 - Di seguito l´intervento del presidente delle Marche Gian Mario Spacca alla giornata paese dedicata alla Grecia. L´iniziativa e` stata organizzata nell´ambito del forum delle Camere di commercio dell´Adriatico e dello Ionio alla Loggia dei mercanti di Ancona. L´evento si e` posto come trait d´union tra l´inaugurazione del Segretariato dell´iniziativa Adriatico Ionica (Iai) del 19 giugno, la cui presidenza spetta appunto al paese ellenico fino al 2009, quando sara` la volta dell´Italia, e i progetti di collaborazione in ambito Iai sulla protezione civile e incendi boschivi, al centro della giornata odierna. ´L´incontro di oggi e` importante per rilanciare prospettive di interesse comune tra i paesi e le regioni in area balcanica e greca. Il nostro intento e` quello di portare l´attenzione dell´Europa verso sud, dove e` nata la cultura occidentale. Un´attenzione, quella verso la politica euromediterranea, posta da voci sempre piu` autorevoli, come quella del presidente francese Sarkozy. La logica deve essere quella della progettualita` comune, per rinsaldare gli storici legami tra territori italiani e greci. Ci sono prospettive concrete in questo senso, nella logistica, nei porti e nei trasporti. Il raddoppio del canale di Suez infatti apre opportunita` straordinarie, per questo le regioni italiane e greche devono impegnarsi insieme per sfruttare le occasioni offerte dai fondi europei e nazionali diretti alla realizzazione di progetti transnazionali. Anche la protezione civile, specie nel campo della prevenzione degli incendi, e` terreno privilegiato per la collaborazione. Su questo mettiamo oggi a disposizione un modello organizzativo, quello delle Marche, esempio in Italia. Sono questi i terreni su cui misurarsi, grazie anche all´apporto fondamentale delle Camere di commercio e degli imprenditori. In questi giorni stiamo mettendo in cantiere tante iniziative, adesso e` importante metterle a sistema coerentemente. Il contenitore e` l´Iniziativa Adriatico Ionica, per presentarsi all´Unione Europea come unica entita` territoriale sovranazionale, un´euroregione analoga a quella baltica e a quella del Mar Nero. Un passo imprescindibile per ridare centralita` al Mediterraneo, alle comunita` e territori che vi si affacciano´. .  
   
   
PROTOCOLLO D´INTESA TRA IL MINISTERO DELLA CULTURA DI SPAGNA E LA REGIONE CAMPANIA  
 
Napoli, 23 giugno 2008 - E´ stato firmato il 20 giugno in sala Giunta un protocollo di intesa tra il Ministero della Cultura di Spagna e la Regione Campania per la collaborazione culturale e l’organizzazione congiunta di attività in materia di arti sceniche e musicali. Il protocollo è stato firmato dal presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e dal ministro della Cultura del governo spagnolo Cesar Antonio Molina Sanchez. Di seguito l’intervento del presidente Bassolino: Abbiamo appena firmato l’importante accordo di collaborazione culturale tra il Ministero della Cultura spagnola e la Regione Campania. Vorrei davvero ringraziare il ministro Cesar Molina Sanchez per la sua presenza qui con noi. La sua partecipazione, domani sera, ad uno degli eventi più significativi del Teatro Festival Italia, reso possibile proprio dall’accordo che abbiamo appena sottoscritto, è per noi un motivo di orgoglio e un contributo significativo al successo del Napoli Teatro Festival Italia. L´accordo di oggi è il frutto di un intensa collaborazione portata avanti dal Ministero della Cultura di Spagna e dal Napoli Teatro Festival Italia. Un progetto di respiro europeo che realizza una reciproca collaborazione con alcuni dei principali festival teatrali spagnoli e il sistema teatrale napoletano. Vorrei sottolineare in particolare il nostro reciproco impegno a far sì che siano soprattutto i giovani i protagonisti di questi importanti momenti, facilitando anche il loro inserimento nelle diverse attività artistiche e produttive del Napoli Teatro Festival. Con il nostro accordo si creano le condizioni per una collaborazione permanente, con l’obiettivo di facilitare la cooperazione e gli scambi culturali in campi strategici: musica antica, musica popolare, musica contemporanea; cooperazione tra i festival; ricerca e studio su grandi temi culturali. Sono previste inoltre borse di studio, a favore di giovani studenti e ricercatori, che permetteranno di approfondire temi, percorsi artistici, figure rappresentative, del vasto patrimonio culturale dei nostri paesi. Da questo punto di vista mi sembra particolarmente significativa la scelta di approfondire la presenza in Spagna di Benedetto Croce, questo grande intellettuale napoletano che ha saputo parlare all’Europa e al mondo. Diamo vita ad un calendario assai fitto di iniziative: la “1° settimana del flamenco e della chitarra spagnola” nell’ambito della programmazione della Xi edizione del Festival lo Sguardo di Ulisse di Napoli; la presentazione del Gran Gala di Flamenco nell’ambito della programmazione del Teatro San Carlo di Napoli; la presentazione, nell’Auditorium Nazionale della Musica di Madrid, di una settimana dedicata a Napoli, inserito nel programma “ La diversità musicale in Europa” (prevista per gli inizi di novembre 2008). Particolare rilievo riveste la coproduzione, per l’anno 2009, di un opera di musica contemporanea, nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia. Nell’ambito della collaborazione tra i festival si segnalano: la collaborazione tra il Festival de Teatro Clàsico de Al Magro, il Festival de Teatro de Mérida e il Napoli Teatro Festival Italia; la rappresentazione dell’opera teatrale “ Don Juan, el burlador de Se villa” (Tirso de Molina) diretta da Emilio Hernàndez e prodotta da Jesùs Cigarro. Lo spettacolo avrà luogo nell’ambito del Napoli Teatro Festival a Palazzo Fuga, Albergo dei Poveri di Napoli ( 21 e 22 giugno 2008). La presentazione al Festival di Merida , dell’opera “ Le Troiane” di Euripide, diretta da Vigilio Liberti, per la Compagnia Teatrale Europea, nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia. La coproduzione, nel 2009, tra il Napoli Teatro Festival Italia e il Festival de Teatro Clàsico de Mèrida, dell’opera “ Agamennone” di Pier Paolo Pasolini, diretta da Elio de Capitani, per la Compagnia Teatrale Europea. Infine, vorrei sottolineare lo spirito che caratterizza questa importante convenzione dedicata alle grandi culture che hanno contribuito a formare la comune identità europea e mediterranea. Uno spirito fatto di fiducia nel dialogo, nella cooperazione, nella forza della cultura. Volto a ricercare gli elementi che uniscono il Mediterraneo. E’ il modo più giusto per stare in un’ Europa che si è allargata ad est e che adesso è tempo che si allunghi nel Mediterraneo. E’ questo un ulteriore elemento che ci accomuna. Che accomuna Napoli e Madrid, la Spagna e l’Italia. Con la Convenzione diamo ad un programma bello e intenso che ci consente di fare un salto di qualità nei nostri rapporti. Tra Napoli e la Spagna ci sono rapporti storici profondi che si stanno rinnovando. Pochi mesi fa a Napoli abbiamo inaugurato la nuova e bellissima sede del Cervantes, una delle più grandi del nostro Paese. E’ un segno di fiducia verso Napoli con cui diamo vita ad un importante e reciproco luogo d´incontro tra la cultura spagnola e quella napoletana. Bassolino ha infine ricordato che il 27 giugno arriveranno a Napoli Juan Carlos, re di Spagna e il presidente del Portogallo Silva, che, insieme al presidente Napolitano, assisteranno ad alcuni spettacoli del Napoli Teatro Festival Italia. Al termine, c’è stato lo scambio dei doni: Bassolino ha regalato al ministro un tipico pulcinella napoletano ed ha ricevuto in cambio l’edizione spagnola di un´opera di Benedetto Croce. .  
   
   
RICERCA FVG: SI´ A STRUMENTI DI SINERGIA RICERCA-IMPRESA  
 
Trieste, 23 giugno 2008 - Bisogna incentivare la sinergia tra ricerca e impresa perché altrimenti si fa un danno ad entrambe. Ne è convinto il presidente della Regione, Renzo Tondo, che nel suo intervento alla presentazione a Trieste del primo catalogo dei servizi e delle tecnologie offerti alle aziende realizzato dalla Sincrotrone Trieste ha ribadito la necessità di avvicinare la ricerca alla realtà, rendendola sempre più comprensibile ai cittadini. Questo volume attua quello che ho sempre auspicato, ha detto il governatore, notando di aver voluto che la presentazione avvenisse nel palazzo del Governo regionale proprio per sottolineare l´attenzione della Regione per il Sincrotrone ed i poli regionali di ricerca scientifica e tecnologica. Per questo, ha ricordato Tondo, nel corso del mio precedente mandato quale presidente della Regione ho voluto la legge sull´innovazione che poi Illy ha incrementato, e per questo sono convinto che iniziative come quella che viene illustratail 19 giugno siano utili alla sinergia tra il sistema della ricerca e quello produttivo. Il presidente ha quindi parlato della ricerca nucleare, sottolineando che la rinuncia dell´Italia all´energia nucleare ci ha fatto perdere la possibilità di avanzare in questo settore. L´opuscolo e le sue finalità sono state illustrate dal presidente della Sincrotrone Trieste, Carlo Rizzuto, che ha colto l´occasione per chiedere alla Regione supporto per un´interazione tra il Sincrotrone ed il Governo nazionale, richiesta che Tondo ha accolto, impegnandosi ad invitare in regione il ministro per l´Istruzione Maria Stella Gelmini. Alla presentazione del catalogo sono intervenuti anche il presidente dell´assindustria regionale, Adalberto Valduga e il vicepresidente degli industriali triestini, Nicola Pangher. Entrambi hanno espresso la loro approvazione per l´iniziativa e hanno proposto il primo "uno sforzo di collegamento con le nostre imprese, che sono piccole, molto impegnate nel quotidiano e in difficoltà quando si tratta di interloquire con centri di ricerca" ed il secondo un´azione di marketing a supporto alla richiesta di innovazione, sull´esempio di quanto già si sta facendo a livello europeo. .  
   
   
FESR COMPETITIVITA’: RIUNITI A LA SALLE (AOSTA) I COMITATI DI SORVEGLIANZA  
 
Aosta, 23 giugno 2008 – Si sono riuniti il 19 giugno, a La Salle, i Comitati di sorveglianza del “Docup Obiettivo 2 2000/2006” e del Programma operativo “Competitività regionale 2007-2013”, incaricati di sovrintendere all’attuazione dei due programmi cofinanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Al centro della riunione, un primo aggiornamento sull’evoluzione della strategia regionale di sviluppo per il periodo 2007-2013 e l’analisi dello stato di avanzamento degli interventi previsti nei due diversi periodi di programmazione (2000-2006 e 2007-2013). In particolare, i membri dei Comitati hanno preso atto della conclusione della maggior parte dei progetti infrastrutturali – area autoportuale di Pollein-brissogne, area “Espace Aosta”, Forte di Bard –, molti dei quali avranno continuità anche nel nuovo Programma operativo. Riguardo al recupero dei siti industriali dismessi, l’attività prevista comporta la prosecuzione del recupero delle aree “Espace Aosta” ed “ex Illsa Viola” di Pont-saint-martin, con la realizzazione di interventi di recinzione, videosorveglianza, tele gestione reti e illuminazione pubblica. Per quanto concerne il Forte di Bard, una nuova fase di lavori di valorizzazione del sito monumentale sarà avviata, con il completamento del programma museografico del Forte e la realizzazione di uno studio di fattibilità della copertura del cortile “Opera di Gola”. All’attenzione dei Comitati anche il neo progetto di Marketing territoriale: attività che prevede iniziative di marketing d’area finalizzate all’attrazione di imprese che assicurino un popolamento duraturo e di qualità nelle aree industriali riconvertite nei precedenti periodi di programmazione, e che ha portato, in questa prima fase, all’elaborazione del “Piano strategico di posizionamento e sviluppo del territorio”. La riunione è stata presieduta dal Capo del Servizio programmi per lo sviluppo regionale, che svolge le funzioni di Autorità di gestione dei due programmi. Presenti, i rappresentanti della Direzione generale Politica regionale della Commissione europea, dei Ministeri dello Sviluppo economico e dell’Economia e Finanze, delle strutture regionali responsabili degli interventi programmati e del partenariato istituzionale, economico e sociale. .  
   
   
MILANO: COL SENEGAL RELAZIONI IN CRESCITA  
 
Milano, 23 giugno 2008 - Una relazione in crescita tra Milano e il Senegal. Sono più che quadruplicate a Milano le imprese individuali senegalesi in otto anni (+349%). Oggi sono 664, una su venti in Italia. Concentrate nel settore del commercio (86%). Bene anche l’interscambio: +7,8% l’import e +4,2% l’export nell’ultimo anno. Relazioni forti tra Milano e il Senegal: il capoluogo lombardo pesa l’8,4% sul totale delle importazioni e il 17,6% sull’export italiano. Quasi un terzo dell’import milanese dal Senegal sono pesci (28%). Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al primo trimestre 2008 e 2000 e su dati Istat al primo trimestre 2008 in confronto con lo stesso periodo dello scorso anno. “Sono rapporti positivi e in crescita quelli tra il sistema produttivo milanese e il Senegal - ha dichiarato Carlo Franciosi, membro di giunta della Camera di Commercio di Milano -. In una realtà sempre più internazionale nascono nuove opportunità di collaborazione tra le nostre aree territoriali. Un elemento di forza che diventa ancora più rilevante in vista dell’Expo per potenziare le nostre relazioni”. .  
   
   
CRESCONO I DATI EXPORT DEL LAZIO  
 
Roma, 23 giugno 2008 - Quasi la metà, il 44,7 per cento delle piccole e medie imprese del Lazio esporta i suoi prodotti all´estero. Questo uno dei dati più significativi che emergono da una ricerca sull´internazionalizzazione realizzata dal Consorzio R. O. M. E. Su un campione di 210 aziende, che è stata presentata nella sede della Federlazio. “I dati Istat sull’export del Lazio confermano la crescita economica complessiva della nostra Regione in questi anni. Sviluppo e Innovazione rappresentano il timbro della nostra azione e l’obiettivo dei nostri investimenti – ha dichiarato il Presidente Marrazzo commentando i risultati di un´indagine Federlazio - Grazie a queste priorità riusciamo ad esportare in maniera crescente i nostri prodotti. L’aumento di oltre il 19% nel settore dell’export ci consegna infatti un primato nazionale che dobbiamo alle nostre imprese ma anche alle scelte di un’amministrazione avveduta che ha costruito le basi e gli strumenti per questa fase di sviluppo. Lo ha fatto con la “Legge sull’internazionalizzazione”, e nella creazione di tutte quelle opportunità che hanno consentito di mettere a confronto esperienze e nuovi scenari per il nostro sistema delle imprese. Un contributo fondamentale alla loro capacità di competere sul mercato globale. Il Lazio del futuro – ha concluso Marrazzo - parte da questi risultati per continuare a crescere e a garantire promozione alle proprie imprese e occupazione ai propri cittadini”. Tra gli imprenditori laziali, secondo quanto emerge dall´indagine, é diffusa la percezione che l´attività all´estero sia strategica per la propria azienda .  
   
   
LUCCA: INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE IN EUROPA "ENTERPRISE EUROPEAN NETWORK"  
 
 Lucca, 23 giugno 2008 - "Innovazione e competitività delle imprese in Europa: il sostegno della rete Enterprise Europe Network ed il programma Ecoinnovazione" è il titolo dell’incontro che avrà luogo venerdì 27 giugno alle ore 9. 30 presso la Camera di Commercio di Lucca - Sala dell´Oro. L’obiettivo è quello di presentare i servizi di sostegno alle imprese offerti dalla nuova rete "Enterprise European Network" di cui anche la Camera di Commercio di Lucca fa parte tramite Unioncamere Toscana (Unione delle Camere di Commercio della Toscana). L´evento sarà inoltre l´occasione per illustrare gli obiettivi del Programma Cip Ecoinnovazione e le possibilità di accesso ai finanziamenti previsti dal recente bando rivolto alle imprese di tutti i settori e di ogni dimensione che realizzino progetti riguardanti prodotti, tecniche, processi o pratiche eco-innovative. È possibile iscriversi on-line compilando la scheda di adesione disponibile sul sito internet della Camera di Commercio di Lucca www. Lu. Camcom. It alla voce Fai da te - Iscrizione corsi e seminari. Per maggiori informazioni: Ufficio Politiche Comunitarie - Tel: 0583. 976. 625 / . 633 -Fax: 0583. 976. 629 - eurosportello@lu. Camcom. It. .  
   
   
GIUNTA ABRUZZESE VARA SOSTEGNO PER DISTRETTI INDUSTRIALI  
 
Pescara, 20 giugno 2008 - La Giunta Regionale, su proposta dell´assessore alle Attività Produttive e all´Innovazione, Antonio Boschetti, ha approvato le linee strategiche d´intervento rivolte ad aumentare la competitività dei distretti industriali, stanziando oltre un milione di euro. Il programma, denominato "Progetti in favore dei Distretti Industriali", è stato inviato al Ministero dello Sviluppo economico per il cofinanziamento di una quota di pari entità. Le successive fasi di attuazione saranno oggetto di apposita condivisione e approfondimento degli aspetti strategici con le parti istituzionali, economiche e sociali. Il programma licenziato dalla Giunta individua i progetti regionali ammissibili al cofinanziamento che rafforzino il sistema organizzativo dei distretti, anche attraverso nuovi modelli di integrazione per filiera. Gli ambiti di intervento sono i seguenti: attività di ricerca industriale; promozione e diffusione delle tecnologie dell´informazione e della comunicazione; interventi per il miglioramento ambientale delle aree produttive; interventi per il risparmio energetico e per l´utilizzo di energia pulita; sviluppo di servizi logistici di sostegno all´intero sistema industriale; forme di collaborazione interregionale tra distretti, anche al fine di rafforzare la presenza sul mercato internazionale. .  
   
   
IMPRESE FRIULANE ORIENTATE ALL’INTERNAZIONALIZZAZIONE  
 
Udine, 23 giugno 2008 - Imprese non solo attratte dall’esperienza estera, ma anche concretamente orientate a conoscere i mercati d’oltre confine: che le grandi aziende del Friuli Venezia Giulia fossero interessate ad esportare parte della propria attività fuori regione era cosa nota, meno che la vocazione all’internazionalizzazione facesse parte del dna anche delle piccole e medie imprese. Oltre 500, infatti, sono state le pmi della regione, insediate in area Obiettivo 2 e Sostegno Transitorio, coinvolte nelle iniziative del progetto di animazione economica Nuovi Mercati, firmato dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Zona dell’Aussa Corno e giunto a conclusione. I risultati di bilancio dell´intenso anno di attività sono stati illustrati il 18 giugno nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede udinese della Regione alla presenza di Marzio Serena, direttore del Consorzio Aussa Corno, Manlio Petris, direttore generale di Promotur, Maria Lucia Pilutti, direttore Azienda Speciale Promozione della Cciaa di Udine e di Sergio Zanirato, presidente di Udine e Gorizia Fiere S. P. A. Obiettivo di Nuovi Mercati - finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr) e veicolato dalla direzione centrale alle Attività Produttive - è stato quello di aumentare il grado di internazionalizzazione del sistema delle piccole e medie realtà produttive locali, supportandole e valorizzandone, appunto oltre confine, le esperienze di successo come, ad esempio, l’albergo diffuso, il settore nautico e quello del turismo invernale. Ingenti i fondi messi a disposizione per l´intera operazione: 632 mila euro in totale, di cui 500 mila provenienti dal settore pubblico attraverso il Docup Obiettivo2 e 132 mila (il 21%) erogati direttamente dal Consorzio Aussa Corno. Le diverse attività sono state realizzate grazie all’intervento dei prestigiosi bracci operativi del progetto - Agenzia Turismo Fvg, Promotur, Udine e Gorizia Fiere, Azienda Speciale Promozione della Camera di Commercio di Udine - sia attraverso una serie di azioni di promozione gratuite, articolate prevalentemente in workshops, seminari tematici e partecipazione a fiere internazionali, sia attraverso iniziative di animazione economica quali attività di business advisor e servizi di check-up aziendale realizzati da esperti qualificati. Si tratta di iniziative che hanno voluto dare risposta concreta alle esigenze manifestate dalle stesse imprese, assecondando il loro bisogno di approfondire alcune tematiche legate alle opportunità di delocalizzazione. Tra le necessità maggiormente indicate dalle aziende regionali, è emersa quella riguardante la ricerca di informazioni sulla concorrenza e sui fornitori e distributori; quanto alle criticità evidenziate ed a cui il progetto ha contribuito a far fronte, invece, vi sono la difficoltà delle nostre aziende ad avere referenti e contatti concreti nei Paesi di interesse, la scarsa conoscenza delle tecniche di marketing e, soprattutto, la difficoltà ad orientarsi nei bandi europei e, di conseguenza, l’impossibilità di partecipare alle gare di appalto e di ottenere finanziamenti. Difficoltà che, tuttavia, le pmi del Friuli Venezia Giulia sembrano intenzionate a superare, come dimostrano i dati sulla partecipazione ai seminari tematici organizzati nell’ambito di Nuovi Mercati e che hanno fatto perno sul Punto di Informazione Presidiato (Pip) allestito presso la sede del Consorzio a San Giorgio di Nogaro. Cinquecento aziende complessivamente coinvolte nel progetto ed attive in settori trasversali (dalla refrigerazione e condizionamento all’agroalimentare, dalla meccanica al legno, all’edilizia, trasporti e nautica); 102 imprese che hanno richiesto la consulenza gratuita dei business advisors per essere consigliate ed informate sulle opportunità di sviluppo di rapporti economici nei mercati esteri (soprattutto Est Europa con Russia, Slovenia, Croazia, Romania e Bulgaria, in testa); una media di 30 imprese presenti ad ogni seminario, con punte di partecipazione agli incontri incentrati sulle tecniche di commercio estero, sugli strumenti e gli incentivi relativi alla nuova programmazione del Fondi Strutturali 2007-2013 ed ai focus su Polonia e Bulgaria. Risultati più che apprezzabili per il direttore del Consorzio e responsabile di Nuovi Mercati, Marzio Serena, che commenta: “L´iniziativa ha riscosso un notevole successo e c´è grande soddisfazione anche da parte della Regione, che ha sostenuto e creduto in questo progetto, il cui raggio d´azione è stato ampio e la partecipazione delle numerose aziende alle diverse attività è stata superiore alle aspettative. Anche le iniziative riguardanti i settori dello snow business, della nautica e dell´albergo diffuso, - conclude - hanno rappresentato un grosso ritorno di immagine non solo per le località coinvolte, ma per tutto il territorio regionale. ” Immagine, territorio ed esperienze regionali valorizzati anche all’estero, ad esempio con due conferenze stampa sull’albergo diffuso organizzate a Monaco e Copenaghen e l’ideazione e la stampa di 30mila copie di brochure (in italiano, inglese e tedesco) e 50mila flyer su questa originale forma di ospitalità; la realizzazione di 500 copie della brochure in lingua tedesca “In barca-Itinerari nautici in Fvg” distribuita in Germania ad altrettante aziende del settore nautico e di 2mila copie della brochure “Snow Business” per i mercati di Slovenia e Croazia, oltre agli studi realizzati sulla logistica nell´ambito dell´Euroregione e la termorefrigerazione in Polonia. .  
   
   
ELECTROLUX IL 10 LUGLIO IN II COMMISSIONE  
 
Trieste, 23 giugno 2008 - Si terrà il 10 luglio l´audizione in Ii Commissione dei rappresentanti sindacali dell´Electrolux di Porcia (Pn). A deciderlo, l´Ufficio di presidenza della Commissione stessa riunito da Maurizio Franz (Ln). La richiesta di audizione era stata presentata dai consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia Maurizio Salvador (Udc), Paolo Santin e Franco Dal Mas (Pdl) alla luce dei timori espressi, anche in manifestazioni pubbliche, dai lavoratori e dai sindacati circa il futuro assetto del gruppo in Italia e il calo dei volumi produttivi registrato negli ultimi due anni a Porcia. Pertanto, secondo Salvador, Santin e Dal Mas la Regione doveva essere investita della questione anche alla luce del fatto che la Electrolux è la più importante industria della provincia di Pordenone. Nello stabilimento sono impiegate, infatti, circa 2000 persone, numero che raddoppia se si considera l´indotto. .  
   
   
MANTOVA: IN CRESCITA I DATI DELL’EXPORT  
 
 Mantova, 23 giugno 2008 - I dati Istat sul commercio internazionale dei prodotti mantovani evidenziano, nel primo trimestre del 2008, un’ulteriore crescita delle esportazioni, dimostrando come l’apertura ai mercati esteri sia a tutti gli effetti il punto di forza su cui l’economia mantovana deve scommettere per mantenersi competitiva. Dall’analisi condotta dal Servizio Studi della Camera di Commercio di Mantova e dal Centro Studi di Confindustria Mantova, con la collaborazione del Consorzio Mantova Export, emerge che nel primo trimestre dell’anno in corso le esportazioni ammontavano a quasi 1,5 miliardi di euro, con una crescita del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il saldo commerciale si mantiene positivo per 280 milioni di euro, dato che le importazioni ammontano a 1,2 miliardi di euro, con un aumento del 52%, sempre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (è bene precisare, tuttavia, che questa variazione così consistente è in parte falsata dalla revisione statistica di alcuni dati). Le esportazioni nazionali e lombarde sono anch’esse cresciute, ma in maniera più contenuta (+5,4% in Italia e +4,9% in Lombardia), per entrambe con un ammontare inferiore al valore delle importazioni, generando, di conseguenza, un saldo commerciale negativo. Positiva è anche la crescita delle esportazioni mantovane rispetto all’ultimo trimestre dell’anno 2007, che segna una variazione del +9%. Tra le tipologie di merci esportate più rilevanti per la nostra provincia, hanno mostrato i migliori incrementi, nel 1° trimestre 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007: i prodotti alimentari (+25%), i mezzi di trasporto (+23%), le macchine ed apparecchi meccanici (+18%), i prodotti tessili (+5%), gli articoli di abbigliamento (+5%) e i prodotti chimici (+3%). I settori che hanno subito un calo rispetto allo scorso anno sono invece: le macchine elettriche ed apparecchiature elettroniche (-4%) e i prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-0,5%). Dal lato dell’import, i principali settori, sempre a livello provinciale, hanno fatto rilevare i seguenti aumenti: prodotti della metallurgia (+34%); articoli di abbigliamento, pellicce (+26%); prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+25%); prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+24%); prodotti tessili (+19%); articoli in gomma e materie plastiche (+19%); macchine ed apparecchi meccanici (+16%); prodotti alimentari e bevande (+10%); pasta da carta, carta e cartone (+10%); prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali (+7%). Sul fronte geografico sono cresciute le esportazioni dei prodotti mantovani verso i principali paesi partner: Germania (+8%), Francia (+13%), Regno Unito (+15%), Austria (+24%), Paesi Bassi (+25%). In calo, invece, le esportazioni verso la Spagna (-6%) e gli Stati Uniti (-7%). .  
   
   
FERRARA: DIFFICOLTÀ SUI MERCATI ESTERI, FRENA DINAMICA CONGIUNTURALE  
 
 Ferrara, 23 giugno 2008 - I primi 3 mesi del 2008 confermano un sensibile rallentamento congiunturale in atto nel settore industriale-manifatturiero, che nella nostra provincia è accentuato da un andamento particolarmente negativo dell’interscambio commerciale con l’estero. In questo “scenario”, delineato dall’Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio riunitosi ieri, si registra una discordanza tra i valori delle indagini campionarie e quelli, ben più negativi, riguardanti l’universo delle imprese ferraresi (dati valutari di fonte Istat). “Un fenomeno – come ha rilevato il Presidente della Camera di Commercio, Carlo Alberto Roncarati – che si può spiegare con le caratteristiche di forte concentrazione dell’export provinciale nell’ambito di un nucleo ristretto di imprese-leader, operanti nei settori “forti” degli autoveicoli e della chimica-materie plastiche, che sono stati in effetti quelli più colpiti – in questo periodo - dalle difficoltà sui mercati internazionali”. Dopo i buoni risultati conseguiti dall’export ferrarese nel 2007, superiori rispetto allo stesso andamento medio regionale, i primi mesi dell’anno evidenziano una brusca frenata: le esportazioni provinciali sono infatti diminuite, in termini valutari (fone: Istat), del 9,4% rispetto allo stesso periodo (peraltro decisamente positivo) dell’anno precedente, unica eccezione provinciale in un panorama regionale, che può invece vantare una crescita complessiva del 6,7%. La frenata subita dalle nostre esportazioni è dovuta alle forti difficoltà di un comparto, come la produzione di “autoveicoli” (- 25,4%), che da solo rappresenta il 27% dell’intero fatturato provinciale all’esportazione. Ad esso si aggiunge poi il calo non trascurabile (-9,1%) registrato dalle materie plastiche, al quale si accompagna anche la difficoltosa tenuta (-0,6%) della chimica di base. Incoraggianti schiarite, invece, vanno segnalate per i prodotti agricoli non lavorati (che comunque vedono aumentare in misura ancora superiore il valore delle loro importazioni), e, soprattutto, per quelli della pesca, ma anche per il cosiddetto “sistema moda” (tessile-abbigliamento e cuoio-pelli), nonchè per la lavorazione di minerali non metalliferi, rappresentati in gran parte dalle piastrelle in ceramica, in fase di ripresa. Contestualmente rallentano in valore anche le importazioni (-4,6%), che a livello regionale presentano invece una moderata crescita del 2,5%. Le eccezioni positive sono rappresentate in tal caso dai prodotti agricoli e della pesca, oltre che da quelli alimentari, il cui fatturato all’importazione risulta amplificato dai forti aumenti “ a cascata” registrati in questi mesi sui mercati internazionali dalle materie prime e dai prodotti di base. La diversificazione per area geografica del nostro interscambio con l’estero, nel periodo preso in esame, è più omogenea di quanto possano suggerire le considerazioni di ordine valutario. Da essa si può rilevare che le difficoltà del nostro export sono ovviamente acuite dalla debolezza del dollaro (- 12,2% le nostre esportazioni verso gli U. S. A. ). Ma riguardano anche, sia pure in misura minore, l’area dell’Unione europea allargata a 27 (- 7,0%), con la rilevante eccezione della Germania (+ 3,1%), che guida in modo sempre più convincente la crescita (ripresa?) delle economie avanzate. Per quanto riguarda invece quelle emergenti (i cosiddetti Paesi Bric) l’andamento è molto positivo per le nostre merci destinate al Brasile, e soprattutto all’India, mentre si è interrotta la crescita delle nostre esportazioni verso la Russia, che aveva assunto nel 2006 e 2007 dimensioni molto rilevanti. In merito poi all’andamento dei singoli settori, in attesa di dati rilevanti per l’agricoltura ed il turismo (il periodo preso in esame erano infatti i primi 3 mesi dell’anno), va rilevato che, come già si era delineato nella seconda metà del 2007, si sono sensibilmente accentuate le difficoltà per le imprese artigiane, che, oltre alla sensibile decelerazione produttiva e di mercato, hanno scontato anche una contrazione della loro consistenza imprenditoriale, peraltro concentrata soprattutto nel comparto delle costruzioni. Quest’ultimo, nonostante la movimentazione imprenditoriale negativa, continua comunque a mostrare una tenuta complessiva del volume d’affari (anche nel comparto collegato dell’intermediazione immobiliare), in controtendenza – per il momento - con un andamento regionale più spiccatamente negativo. Anche il commercio provinciale, del resto, risulta contraddistinto da una intonazione leggermente più positiva rispetto alla media regionale, anche se il rallentamento dei consumi nel comparto alimentare ed in quello dell’abbigliamento non lascia spazio a fondate illusioni di ripresa nel corso dei prossimi mesi. Preoccupa, in particolare, la situazione delle imprese al dettaglio di minori dimensioni, mentre la distribuzione organizzata sembra mantenere il passo, sia pure con qualche affanno. La fase di incertezza congiunturale, amplificata da uno scenario macro-economico ben noto e certo non particolarmente incoraggiante (rincari dell’energia e delle materie prime, crescita record dei prezzi al consumo, riduzione del potere d’acquisto), contribuisce a frenare anche la movimentazione imprenditoriale: un fenomeno comune del resto all’andamento regionale e nazionale, ed ascrivibile soprattutto ad un abbassamento del tasso di natalità. L’osservatorio dell’economia ha anche recentemente attivato una nuova indagine presso i Consorzi-fidi della nostra provincia, con l’obiettivo di monitorare con maggiore tempestività gli investimenti effettuati dalle imprese ferraresi nei rispettivi settori di attività. L’indagine mostra, nei primi 4 mesi del 2008, un aumento sia in termini di valore che di numerosità per la ristrutturazione del debito aziendale in tutti i settori economici della provincia. In generale calo invece la richiesta di finanziamenti in attrezzature , che spesso si identificano anche in innovazione. Infine, è stato appena portato a termine un aggiornamento a tutto il 2007 di Smail (Sistema Monitoraggio Annuale sulle Imprese e il Lavoro), il primo archivio integrato con indicazioni statistiche sulle imprese attive, le loro unità locali ed i relativi addetti della nostra provincia, con una disaggregazione che arriva fino al livello comunale. I primi risultati di questo capillare lavoro sono stati presentati in occasione dell’incontro dell’Osservatorio di ieri. Essi mostrano come l’occupazione dell’industria e dei servizi abbia fatto registrare nella nostra provincia una crescita del 2,7% fra il 2005 e il 2007: una variazione più che doppia rispetto a quella riferita al numero delle imprese e delle unità locali attive nella provincia. Il terziario provinciale, in particolare, ha messo a segno un’ottima performance, con una crescita del numero di addetti superiore al 5% nel giro di due anni: tutti i comparti dei servizi sono stati caratterizzati da dinamiche occupazionali espansive. Questa crescita sarebbe da attribuire in larga misura a un’espansione delle dimensioni aziendali, piuttosto che ad un’imprenditorialità più diffusa, dato che il numero di imprese e di unità locali si è mantenuto pressoché stabile durante il periodo preso in esame. L’industria manifatturiera regge in termini di occupazione (-0,4%), anche se per numerosità occorre ribadire una lieve contrazione (-1%). .  
   
   
SICUREZZA SUL LAVORO: SERVE INVESTIRE IN FORMAZIONE  
 
Rieti, 23 giugno 2008 - Importante risposta del mondo imprese ad una tematica rilevante come quella della sicurezza nei luoghi di lavoro è stata registrata il 18 giugno pomeriggio presso la Camera di Commercio di Rieti durante il convegno dedicato al nuovo decreto legislativo 81/2008 promosso da ente camerale e Federlazio di Rieti, cui hanno partecipato oltre 110 tra titolari d’azienda, preposti alla sicurezza, rappresentanti di enti pubblici. “Un percorso di formazione su un tema estremamente sensibile che la Camera di Commercio di Rieti sta sviluppando in sinergia con le associazioni di categoria – ha dichiarato Vincenzo Regnini, presidente della Cdc di Rieti – nella convinzione che se è vero che il Reatino ha attualmente una bassa incidentalità è anche vero che non bisogna rilassarsi. Quindi da un lato un plauso alle aziende che si stanno impegnando in questo senso ma anche un invito a tutti a continuare a lavorare e per questo esprimo apprezzamento per il lavoro di divulgazione e formazione che istituzioni ed associazioni di categoria stanno mettendo in atto”. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Federlazio di Rieti, Stefano Foschi, che ha spiegato che ‘’il nuovo Decreto Legislativo sulla sicurezza rappresenta lo strumento attraverso il quale non soltanto deve essere garantita la possibilità di poter rendere più sicuri i nostri luoghi di lavoro, ma la “cultura” della sicurezza può e deve diventare un bene individuale, un bene aziendale, un bene sociale, da curare e diffondere”. “Non possiamo nasconderci, lo leggiamo purtroppo con troppa frequenza, che tale “cultura” oggi è disattesa, ignorata e trascurata troppe volte, - ha aggiunto - con le conseguenze che tutti conosciamo. Eppure al di là dei casi tristemente noti, c’è anche da segnalare la volontà degli imprenditori, della parte migliore degli imprenditori, di incamminarsi sulla strada dell’applicazione delle norme e della disciplina che tutela la sicurezza ma anche della considerazione della sicurezza come di un bene in cui investire. Per rendere migliore il lavoro, certamente, ma soprattutto per rendere l’azienda più efficiente e più efficace. Perché credo sia questo lo spirito che ogni imprenditore deve ricercare nell’attuazione di tali normative, e non più soltanto il mero esercizio dell’obbligo legislativo”. Il direttore della Direzione provinciale del Lavoro, Giuseppe Diana, ha parlato di una situazione reatina in merito alla sicurezza sul lavoro“di cui non ci possiamo lamentare”, uno scenario in cui “gli unici incidenti, purtroppo gravi e mortali, si sono verificati tra i lavoratori agricoli autonomi ed i piccoli padroncini” e questo “fa capire che ha avuto un risultato positivo il lavoro di informazione, formazione e soprattutto creazione di una cultura della sicurezza che abbiamo svolto nelle imprese, e che quindi, dove i lavoratori e non solo i datori di lavoro hanno acquisito consapevolezza delle normative, gli incidenti sono calati”. Ad entrare nei dettagli tecnici della nuova normativa Marco Costantini, esperto in legislazione sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro che ha relazionato in particolare sugli aspetti giuridici e sul nuovo impianto sanzionatorio del Decreto legislativo 81/2008. “Siamo in presenza di un inasprimento dell’apparato sanzionatorio ma bisogna anche dire che le nuove norme definiscono in maniera chiara ruoli e responsabilità”, ha illustrato Costantini. “Tra le altre novità, - ha aggiunto – si ricorda l’introduzione nel testo unico una norma specifica (articolo 30) riguardante il “modello di organizzazione e gestione” di cui al D. Lgs. 231/2001, per la definizione e l’attuazione di una politica aziendale per la salute e sicurezza. Tale modello può avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche in caso venga redatto in maniera conforme alle Linee guida Uni-inail per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (Sgsl) del 28 settembre 2001 o al British Standard Ohsas 18001:2007”. Interesse hanno infine suscitato gli interventi di Marina Palla, direttore del Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell’Asl di Rieti, che ha approfondito il tema del ruolo della Asl nell’applicazione della nuova normativa, e di Francesco Stoppa, Capo area vigilanza tecnica dell’Ispettorato del lavoro di Rieti che è entrato in alcuni aspetti tecnici del nuovo decreto. .  
   
   
FATTORIE DIDATTICHE GIUNTA REGIONALE UMBRA PREADOTTA REGOLAMENTO ATTUATIVO  
 
Perugia, 23 giugno 2008 - Uniformare modalità di realizzazione, criteri di valutazione e requisiti delle aziende agrituristiche e agricole umbre che vogliano svolgere attività di “fattoria didattica”. È questo l’obiettivo del regolamento di attuazione, previsto dalla legge regionale n. 13/2005 in materia di fattorie didattiche, preadottato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore all’Agricoltura Carlo Liviantoni. “Quella delle fattorie didattiche, nate per far conoscere il mondo rurale e le sue tradizioni, i processi di produzione e trasformazione dei prodotti agricoli – spiega Liviantoni – è una materia interdisciplinare, che presuppone varie conoscenze e competenze tecnico-professionali: riguarda infatti le imprese agricole e gli agriturismi, la tutela dell’ambiente, la valorizzazione della tradizione contadina e l’educazione al consumo di prodotti alimentari genuini e di qualità, ma anche la formazione professionale e l’istruzione, la sanità e il turismo. Il regolamento – aggiunge l’assessore - consentirà un’applicazione omogenea di criteri e parametri tecnici su un fenomeno che in Umbria, sulla scia di molti paesi europei e di altre regioni italiane, sta prendendo sempre più piede”. “Diversificare le attività agricole dal punto di vista didattico, culturale e ricreativo - prosegue l’assessore regionale - è ormai considerata fonte di reddito complementare per l’agricoltore. Anche i programmi scolastici sono sensibili verso le materie di tipo agro-ambientale. Esaltare il ruolo multifunzionale e non solo produttivo dell’impresa agricola – conclude Liviantoni – è uno dei confini dell’agricoltura del futuro, che dovrà coniugare sviluppo sostenibile delle produzioni, sempre più spesso biologiche e integrate, e possibilità di nuove opportunità economiche”. Tra gli argomenti disciplinati nei 20 articoli del regolamento, si va dalle indicazioni per i piani di attività didattica e ricreativa ai progetti di educazione alla sostenibilità e alla formazione (da sviluppare e realizzare con i centri della rete regionale “Infea”), dagli obblighi per il titolare della fattoria didattica alle competenze degli operatori, comunque in possesso di attestato di idoneità. Non mancano regole riguardo alle dimensioni minime dei locali, alle tipologie (“con pernottamento” o “senza pernottamento”), all’abbattimento delle barriere architettoniche e all’accessibilità agli spazi aperti al pubblico, ai servizi igienico-sanitari, alla sicurezza, alle necessarie attrezzature di pronto-soccorso e alla somministrazione di bevande e cibi tipici e tradizionali. L’articolato contiene anche indicazioni sulle funzioni di vigilanza e controllo (di competenza degli uffici regionali), sull’autorizzazione all’esercizio di fattorie didattiche (che spetta ai Comuni territorialmente competenti) e sulla definizione del simbolo che individua le fattorie autorizzate. Il regolamento attuativo della legge regionale n. 13/2005 – sottolineano dalla Regione - ha particolare importanza anche alla luce del Programma di Sviluppo Rurale per l’Umbria 2007-2013, che all’Asse 3 (Qualità della vita nelle aree rurali e diversificazione dell’economia rurale - Misura 3. 1. 1 “Diversificazione verso attività non agricole”) prevede investimenti per le attività didattiche, tra le quali l’incremento e lo sviluppo di aule e laboratori per attività dimostrative, spazi per l’educazione ambientale e il giardinaggio. Le progenitrici delle “fattorie didattiche”, conosciute anche come “fattorie d’animazione”, “fattorie urbane” o “city-farms”, sono nate in Norvegia, Svezia e Danimarca, dove sono state messe in pratica le idee dei cosiddetti “Club 4h”, dalle quattro parole inglesi (“head”, “health”, “heart” e “hand”) che riassumono il concetto di uno sviluppo armonico dell’individuo: testa, salute, cuore e mani. Le fattorie che operano negli altri paesi europei sono strutture situate in ambito urbano o peri-urbano, nate per far conoscere a bambini, ragazzi e adulti che abitano in città gli animali della fattoria, il suolo, le piante coltivate e selvatiche. In questo contesto – ricordano dalla Regione - si inseriscono iniziative come “Le fattorie si presentano”, “Scuole in fattoria”, “Campagna amica”, promosse negli ultimi anni a livello nazionale e locale dalle organizzazioni professionali agricole. .  
   
   
OGGI A VERONA SEDE ULSS 20 CONSEGNA “MARCHIO FAMIGLIA” -CERTIFICATO QUALITA’ REGIONE - A ENTI PUBBLICI E PRIVATI PER INIZIATIVE PRO-FAMIGLIE  
 
Venezia, 23 giugno 2008 - Stefano Valdegamberi, assessore regionale alle politiche sociali, consegna oggi nella sede dell’Azienda Ulss n. 20 di Verona (via Valverde 42) alle ore 12. 00 i certificati di qualità della Regione Veneto denominati “Marchio Famiglia” a Comuni, Aziende, Associazioni di categoria economica, associazioni medici, banche per iniziative da essi intraprese a favore della famiglia veneta. “Marchio Famiglia” è stato deliberato dalla Giunta veneta nel 2007 e tra i primi ad essere stati premiati per le loro proposte a favore di una attiva politica azienda a favore delle famiglie dei dipendenti è stata una grande azienda che ha sede a Verona la multinazionale farmaceutica Glaxo. Lunedì Valdegamberi consegnerà il bollino blu di qualità regionale ad altri enti riconoscendo i loro percorsi nel proporre pacchetti di offerte mirate a favore della famiglia nel settore dei servizi sociali, del credito, etc. .  
   
   
TERMOELECTRICA, E.ON ED ENEL FIRMANO UN ACCORDO PER REALIZZARE UNA NUOVA CENTRALE A CARBONE IN ROMANIA  
 
Neptun (Romania), 23 giugno 2008 – La società di Stato romena Termoelectrica e il consorzio formato dalla società tedesca E. On Kraftwerke e dalla società italiana Enel Spa hanno firmato oggi un Memorandum of Understanding (Mou) per avviare il progetto di costruzione di una nuova centrale termoelettrica da 800 Mw alimentata a carbone nel sito produttivo di Braila. Il progetto, che sarà portato avanti da una joint venture tra le parti, utilizzerà anche gli asset dell’esistente centrale di Braila. Secondo il Memorandum, nell’ambito dello studio di fattibilità, verranno condotte una valutazione indipendente sugli asset esistenti di Termoelectrica e un’analisi delle caratteristiche e dei costi del nuovo impianto. In base ai risultati dello studio, che è previsto venga completato per la fine del 2008, le parti decideranno come procedere alla realizzazione del progetto. Termoelectrica conferirà alla joint venture gli asset della esistente centrale di Braila di sua proprietà, mentre il consorzio formato da E. On ed Enel contribuirà con il capitale necessario all’investimento; il consorzio avrà la maggioranza delle azioni della joint venture, mentre le dimensioni della quota di minoranza di Termoelettrica saranno determinate sulla base del valore degli asset conferiti. Il Memorandum, inoltre, fissa le fasi e le attività che dovranno essere completate fino al momento della registrazione presso la Camera di Commercio. Sono state anche fissate le scadenze e le rispettive responsabilità per ogni fase. Il Mou conferma le volontà delle tre società di intraprendere questo progetto, che una volta realizzato potenzierà il sistema di produzione di elettricità romeno, fermo da molti anni. Il progetto contribuirà alla nascita di una nuova tipologia di impianti di generazione in Romania e avrà un impatto positivo sullo sviluppo economico della regione di Braila. L’impianto utilizzerà le più moderne tecnologie e sarà pienamente in linea con gli standard ambientali dettati dalla Unione Europea: grazie alla sua efficienza, avrà un rendimento vicino al 46%, riducendo le emissioni di anidride carbonica (Co2). Inoltre, l’impianto sarà compatibile con la tecnologia di cattura e sequestro della Co2. .  
   
   
LA GLOBAL BIOENERGY PARTNERSHIP RILANCIA DA RIO DE JANEIRO I BIOCOMBUSTIBILI PER RISPONDERE I MODO SOSTENIBILE ALLE SFIDE AMBIENTALI ED ENERGETICHE GLOBALI  
 
 Rio de Janeiro, 23 giugno 2008 - Il Comitato di gestione della Partnership Globale sulle Bioenergie (Gbep) [1], riunito a Rio de Janeiro il 18 giugno, ha avviato un programma e istituito una task force per definire, su base scientifica, indicatori e criteri globali per la produzione e l´uso sostenibili delle bioenergie. La task force si propone di promuovere una discussione “obiettiva”, anche per offrire risposte all´opinione pubblica internazionale spesso informata in modo parziale dalla stampa in merito alla utilita´e sostenibilita´dei biocombustibili. I Partner della Gbep partners hanno concordato che i biocombustibili, prodotti ed utilizzati in maniera sostenibile, possono contribuire alla riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra, all´aumento delle sicurezza energetica e allo sviluppo economico, specialmente nelle zone rurali, come ha rilevato l´ultimo Rapporto della Agenzia Internazionale dell´Energia in supporto del Piano di azione G8 (Scenarios&strategies to 2050), che ha identificato i biocombustili come la fonte energetica rinnovabile piu´ efficiente e disponibile. La task force presentera´ un primo rapporto in occasione della Conferenza internazionale sulle bioenergie, organizzata dal governo brasiliano, che si terra´a San Paolo il prossimo novembre. La Gbep e´stata lanciata dal Vertice G8 del 2005 come iniziativa pubblico - privata per “promuovere lo sviluppo e la commercializzazione delle energie rinnovabili attraverso un ampio ed efficace utilizzo delle biomasse e dei biocombustibili. ” Corrado Clini, direttore Generale del Ministero dell´Ambiente italiano, e´ stato confermato Presidente della Partnership e la co-presidenza e´ stata assegnata ad Andre’ Correa do Lago, direttore del Dipartimento dell´Energia del Ministero degli Esteri del Brasile Gbep presentera´un rapporto sulle bioenergie al prossimo Vertice G8 di Hokkaido www. Globalbioenergy. Org. .  
   
   
APPROVATO IL PROGETTO DI FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI AGAM S.P.A. IN ACSM S.P.A. DEFINITO IL RAPPORTO DI CONCAMBIO PARI A 0,64 AZIONI ACSM PER OGNI AZIONE AGAM  
 
 Milano, 23 giugno 2008 - In data 20 giugno, i Consigli di Amministrazione di Acsm S. P. A. (“Acsm”) e Agam S. P. A (“Agam”) hanno approvato il Progetto di Fusione per incorporazione di Agam in Acsm. Acsm e Agam concordano sulla valenza industriale dell’aggregazione e sulle opportunità di sviluppo esistenti nel settore delle local utilities e nel territorio di riferimento. L´aggregazione consentirà alle imprese maggiore competitività, tramite l´acquisizione di nuovi clienti in nuove aree, il superamento della frammentazione nella gestione dei servizi, la possibilità di praticare tariffe e prezzi di vendita dei servizi più favorevoli. La società, che nascerà dalla fusione di Acsm ed Agam, presenterà un portafoglio di servizi ampio e ben equilibrato. Acsm, che nel 2007 ha realizzato ricavi pari a Euro 140 milioni ed un Ebitda1 pari a Euro 21 milioni, è attiva nella distribuzione e vendita del gas, nella gestione calore, nel ciclo idrico, nel teleriscaldamento, nello smaltimento dei rifiuti e nella produzione di energia elettrica attraverso un impianto di termovalorizzazione. L’indebitamento finanziario netto del gruppo Acsm al 31 dicembre 2007 era pari a Euro 81,7 milioni. Agam, che nel 2007 ha realizzato un fatturato pari a Euro 53 milioni ed un Ebitda2 pari a Euro 7,5 milioni, opera nella distribuzione e vendita del gas, nella vendita di energia elettrica, nella gestione calore, nel ciclo idrico, nel teleriscaldamento e nella produzione di energia elettrica attraverso impianti di cogenerazione. L’indebitamento finanziario netto del gruppo Agam al 31 dicembre 2007 era pari a Euro 3,4 milioni. L’operazione comporterà il consolidamento del rapporto che entrambe le società intrattengono con A2a S. P. A. , che manterrà il ruolo di rilevante azionista della società confermando le partnership industriali attualmente in essere sia con Acsm che con Agam. L’operazione si sostanzierà in una fusione per incorporazione di Agam in Acsm, con il mantenimento della quotazione in borsa dei titoli della società risultante dalla fusione la quale assumerà una nuova denominazione a decorrere dalla data di efficacia della fusione prevista per il 1 gennaio 2009. Il rapporto di cambio è definito in 0,64 azioni Acsm per ogni azione Agam e comporterà l’aumento di capitale sociale pari ad Euro 29. 748. 480, con l’emissione di n° 29. 748. 480 nuove azioni Acsm del valore nominale di Euro 1 ciascuna. Tali azioni avranno godimento identico a quello delle azioni Acsm in circolazione alla data di efficacia della fusione. All’esito della fusione, e subordinatamente al perfezionamento delle condizioni di seguito indicate ed alla assunzione delle deliberazioni degli organi competenti, il capitale sociale sarà costituito da n° 76. 619. 105 azioni pari a complessivi Euro 76. 619. 105. Gli azionisti di riferimento saranno il Comune di Como, il Comune di Monza e A2a S. P. A. , i quali è previsto stipulino un patto parasociale strettamente funzionale al perseguimento degli obiettivi industriali della fusione che assicuri ai Comuni di Como e Monza una partecipazione paritetica al governo della società post-fusione. Lo Statuto della società post-fusione prevederà le seguenti rilevanti modifiche: Sede legale a Monza; A far data dal 1° gennaio 2010, parificazione del Comune di Monza al Comune di Como in ordine all’esclusione dal limite del possesso azionario al 4% del capitale sociale e previsione della successiva eliminazione di tale limite al possesso azionario a far data dal primo anniversario della data di efficacia della fusione nei confronti di tutti gli azionisti; A far data dal 1° gennaio 2010, parificazione del Comune di Monza al Comune di Como in ordine al diritto di veto alla conclusione di patti o accordi parasociali nel caso in cui vi fosse rappresentato almeno il 5% del capitale sociale e previsione della successiva eliminazione di tale facoltà a far data dal primo anniversario della data di efficacia della fusione nei confronti di entrambi i soci; Mantenimento del sistema di governance tradizionale con una migliore definizione dei poteri del vicepresidente; Rideterminazione al 21% della soglia percentuale dei voti raccolti da due o più liste affinché risulti applicabile il meccanismo della distribuzione proporzionale dei seggi dei componenti del Consiglio di Amministrazione. Il perfezionamento dell’Operazione è sottoposto all’avverarsi delle seguenti condizioni sospensive: che sia stata ottenuta l’autorizzazione, il nulla osta o il mancato diniego da parte della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con riferimento alla Fusione; che non sussista, ai sensi degli artt. 106 ovvero 109 del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, per effetto della Fusione e/o degli accordi ovvero atti ad essa correlati, compreso il patto parasociale tra il Comune di Como, il Comune di Monza ed A2a S. P. A. , l’obbligo di promuovere un’offerta pubblica di acquisto sulle azioni di Acsm, e Consob abbia confermato mediante parere tale circostanza, fermo il diritto dei Consigli di Amministrazione, o dei rispettivi soggetti delegati, di Acsm e Agam di rinunciare all’ottenimento di tale parere. L’operazione sarà sottoposta all’approvazione delle Assemblee di Acsm ed Agam, previste durante il mese di ottobre, previa adozione da parte dei competenti organi del Comune di Como e del Comune di Monza dei provvedimenti amministrativi necessari per il perfezionamento dell’operazione. .  
   
   
GRUPPO EEMS: LO STABILIMENTO DI CITTADUCALE (RIETI) SI CONCENTRA SUL FOTOVOLTAICO.  
 
Cittaducale (Rieti), 23 giugno 22008 - Si è tenuto in data 19 giugno il Consiglio di Amministrazione di Eems Italia S. P. A. Per esaminare la situazione produttiva dell’unità operativa italiana ed ha constatato il perdurare della situazione di crisi strutturale in cui versa il mercato delle memorie a livello globale, della continua flessione dei prezzi medi di vendita, nonché del persistere di un rapporto di cambio Dollaro Statunitense - Euro da lungo tempo sfavorevole. In particolare, a partire dal primo trimestre 2008, il cliente principale di Eems Italia S. P. A. Ha drasticamente ridimensionato le commesse; in considerazione di tale situazione e sull’assunto che vi fosse la possibilità di una ripresa dei volumi produttivi, la Società ha perseguito nella politica di riduzione dei costi già in essere facendo, tra l’altro, ricorso in Italia alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria. Tuttavia, la decisione dello stesso cliente di azzerare del tutto le commesse per lo stabilimento italiano a decorrere dal terzo trimestre 2008, determina il venir meno dei presupposti per il prosieguo in Italia delle attività legate al comparto delle memorie. Alla luce dell’analisi svolta, il Consiglio di Amministrazione ha pertanto deciso di concentrare l’attività dello stabilimento di Cittaducale (Rieti) nella produzione di moduli e di pannelli fotovoltaici condotta dalla società controllata Solsonica S. P. A. Ed ha conseguentemente deliberato l’avvio delle procedure necessarie ai sensi di legge per la chiusura delle attività produttive del settore memorie nel medesimo stabilimento. Eems Italia S. P. A. Procederà pertanto al licenziamento, per riduzione di personale, ed alla conseguente collocazione in mobilità di 337 unità lavorative sulle 407 complessivamente occupate alla data odierna. Le rimanenti 70 unità continueranno a svolgere attività di supporto per la controllata Solsonica e per le altre società del Gruppo. .  
   
   
GRUPPO ACEGASAPS LINEE GUIDA DEL PIANO INDUSTRIALE 2008-2010 PREVISTI NEL 2010 RICAVI SUPERIORI AI 500 €M  
 
Trieste, 23 Giugno 2008 – Il Gruppo Acegasaps comunica di aver programmato nel corso delle prossime settimane una serie di incontri con la comunità finanziaria al fine di illustrare le linee guida del piano industriale 2008-2010. Il Piano, elaborato a perimetro societario costante, si basa su aspettative di ritorno di specifici investimenti industriali e su ipotesi evolutive del mercato e di regolamentazione di settore. Queste le principali linee di sviluppo : 1. Potenziamento delle attività ambientali, con particolare attenzione allo smaltimento e alla termovalorizzazione; 2. Evoluzione tariffaria e efficientamento della gestione del ciclo idrico integrato; 3. Sviluppo nei mercati liberi dell’energia; 4. Efficientamento dei processi operativi e di supporto al business. Sul solco delle direttrici strategiche citate, il Piano si presenta con una forte crescita del proprio Margine Operativo Lordo (Mol); si prevede che tale margine possa raggiungere al termine del periodo di pianificazione un livello pari a circa 126 milioni di euro. Rispetto ai dati del Bilancio 2007, che chiude con un Mol pari a 81 milioni di euro, il target di piano sul 2010 esprime un tasso medio ponderato di crescita annua (Cagr) pari al 15,8%. Peraltro già nel 2008 ci si attende di raggiungere un livello di Mol pari a 93 milioni di euro. Anche a livello di Risultato Operativo il Piano presenta un obiettivo 2010 di forte crescita. Si prevede infatti che il Risultato Operativo, margine che tiene conto anche della crescita degli ammortamenti derivanti dall’elevata intensità degli investimenti sostenuti nel corso del periodo di pianificazione, possa raggiungere nel 2010 un livello pari a circa 61 milioni di euro; obiettivo che corrisponde a un Cagr del 25% rispetto al 2007. Per ciò che riguarda gli Investimenti di Gruppo, il periodo 2008-2010 sarà caratterizzato da un capex plan pari a circa 250 milioni di euro. Rispetto al triennio precedente, in cui il Gruppo Acegasaps ha sostenuto investimenti per un valore complessivo pari a circa 170 milioni di euro, il piano prevede 80 milioni di euro di incremento di spesa, corrispondente ad una crescita di più del 40%. Circa 190 milioni di euro, dei 250 programmati, saranno sostenuti nei primi due anni di pianificazione nel corso dei quali sarà completata la terza linea del termovalorizzatore di Padova. Al termine del Piano si prevede una Posizione Finanziaria Netta pari a circa 406 milioni di euro corrispondente ad un rapporto debt/equity pari a 1,05 (0,82 al 31 dicembre 2007) e a un rapporto Pfn/mol pari a 3,2 (3,7 al 31 dicembre 2007). Per ciò che concerne i driver di sviluppo contenuti tra le ipotesi del Piano, gran parte della crescita del triennio 2008-2010 è riconducibile al potenziamento delle attività ambientali. In particolare sono due gli investimenti da cui Acegasaps si aspetta il maggior contributo: 1. L’avvio della terza linea del termovalorizzatore di Padova; 2. Il potenziamento e l’utilizzo della discarica di Ponte San Nicolò. Per quanto riguarda la terza linea del Wte di Padova i lavori sono già iniziati e si prevede si concludano ad agosto 2009. L’investimento complessivo, che interesserà gli anni 2008 e 2009, è pari a circa 80 milioni di euro. Tale investimento, che sarà accompagnato nel 2009 e 2010 dal potenziamento delle linee I e Ii dello stesso impianto di Padova, consentirà di aumentare le quantità di rifiuti termovalorizzati dagli attuali 75 mila ai 160mila del 2010 e l’energia elettrica prodotta dai 30 Gwh del 2007 ai 94 di fine piano. Tale maggiore energia si prevede venga pienamente valorizzata a certificati verdi. Per quanto concerne la discarica di Ponte San Nicolò (Padova), sono stati completati i lavori per la realizzazione del diaframma perimetrale e quelli connessi alla preparazione del sito alla ricezione dei rifiuti. Sono state ottenute tutte le licenze per l’avvio del conferimento dei rifiuti. L’attuale capacità della discarica è pari a 300 mila mc di rifiuti e si prevede di ampliarla fino a 1 milione di metri cubi. L’avvio dell’utilizzo della discarica è previsto entro il 2009. A regime la discarica sarà utilizzata per circa 80 mila tonnellate all’anno. Ulteriori iniziative di rafforzamento delle attività ambientali riguardano l’internalizzazione del processo di smaltimento dei fanghi da depurazione tramite termovalorizzazione e l’avviamento a partire da gennaio 2010 della società Green Soil per lo smaltimento delle scorie da termovalorizzazione e il trattamento dei terreni di bonifica. A queste iniziative se ne aggiungono altre, non ancora inserite tra le ipotesi del Piano, quali la possibile realizzazione di una terza centrale Wte in provincia di Pordenone, dove Acegasaps è già presente con la società Naonis, e la valutazione della societarizzazione degli impianti di termovalorizzazione di Padova e Trieste, operazione quest’ultima finalizzata sia a coinvolgere altri soggetti pubblici e privati nella gestione di impianti con una forte valenza territoriale strategica, sia a ottimizzare l’assetto finanziario del Gruppo. Oltre al business ambientale un ruolo fondamentale nell’evoluzione industriale di Acegasaps sarà assunto dalla gestione del ciclo idrico integrato, il cui sviluppo scorrerà lungo le seguenti direttrici strategiche: 1. Crescita delle tariffe, principalmente nel territorio triestino per effetto dell’avvio dell’Ato; 2. Efficientamento e sviluppo della gestione del business idrico. Per quanto riguarda la tariffa, le maggiori opportunità che si presentano al Gruppo Acegasaps riguardano la costituzione e avvio operativo dell’Ato orientale-triestino. Ciò consentirà di riparametrare le tariffe applicabili coerentemente con la struttura dei costi operativi e la consistenza del capitale investito abbandonando così il precedente sistema tariffario (Cipe). Sul fronte degli obiettivi di sviluppo della gestione del ciclo idrico, la strategia della Società è volta al massimo sfruttamento delle infrastrutture esistenti attraverso l’acquisizione di nuovi grandi clienti. A ciò si aggiungono gli obiettivi di efficientamento continuo della gestione della rete che saranno perseguiti attraverso l’ulteriore riduzione dei costi primari di energia elettrica, il monitoraggio e contenimento delle perdite idriche, la riduzione dei costi di gestione e, infine, una politica di investimenti volta al rinnovo degli impianti caratterizzati dalla maggiore incidenza di oneri di manutenzione. Sul fronte delle altre attività a rete, si prevede che i volumi di gas crescano di circa 70 milioni di metri cubi (+17%) per effetto dell’acquisizione di alcune utenze industriali e il recupero dell’effetto termico. Sulla distribuzione di energia elettrica non sono state previste particolari dinamiche evolutive. Sono tuttavia in corso di valutazione alcune opportunità per l’allargamento della rete di distribuzione. Per ciò che concerne le attività di vendita al mercato libero, ci si attende che già all’interno dell’orizzonte temporale di pianificazione queste comincino a beneficiare sia dei frutti derivanti dalle operazioni di razionalizzazione nella gestione operativa e commerciale avviate a seguito della cessione del 49% di Estenergy che delle potenziali sinergie ed economie di scala conseguenti alla partecipazione al consorzio di energia “Energicamente”. Sul lato dei progetti avviati all’estero, quali Rilagas in Bulgaria e Sigas in Serbia, non si prevedono, e non sono pertanto stati considerati, significativi ritorni economici all’interno del periodo di pianificazione. Si prevede che tali iniziative industriali possano produrre i primi sostanziali effetti economici a partire dal 2011-2012. “Il Piano Industriale di Acegasaps – ha commentato il Presidente Massimo Paniccia – è caratterizzato da una forte crescita per linee interne conseguente al ritorno che ci aspettiamo di conseguire su investimenti programmati da tempo in uno dei settori, quello ambientale, che in questo momento presenta i migliori ritorni. Siamo determinati a proseguire in questa direzione, ovvero a selezionare le aree in cui investire il cash flow per assicurare la sostenibilità del nostro sviluppo e creare valore per gli azionisti” “I numeri del Piano - ha aggiunto l’Amministratore Delegato Cesare Pillon – confermano le opportunità di sviluppo del Gruppo e la solidità del suo progetto industriale. Fattori questi che avranno un ruolo fondamentale per Acegasaps nella partita che si sta giocando nel Nord Est per il consolidamento del settore delle utilities. ” .  
   
   
DISCUSSIONI IN CORSO TRA ACEA E IL GRUPPO SUEZ  
 
Roma, 23 giugno 2008 – Con riferimento agli articoli di stampa pubblicati negli ultimi giorni relativi a possibili riflessi su Acea dell’operazione Eni/suez, la Società comunica – su richiesta della Consob – che sono in corso discussioni con il Gruppo Suez. Acea provvederà ad informare tempestivamente il mercato nel momento in cui eventuali accordi dovessero essere raggiunti. Acea comunica inoltre che, in ogni caso, non è prevista alcuna operazione sul capitale sociale. .  
   
   
SEMINARIO SULL’EFFICIENZA ENERGETICA  
 
 Modena, 23 giugno 2008 - Di efficienza energetica, delle opportunità economiche derivanti dalle politiche e dagli incentivi nazionali in vigore per favorire il risparmio e l’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia, nonché delle principali tecnologie, si parlerà nel seminario “Efficienza Energetica: quali opportunità per le Pmi” che si svolgerà il giorno 24 giugno 2008, alle ore 14. 30, presso la Camera di Commercio di Modena, via Ganaceto 134, aperto a tutte le imprese interessate. La domanda mondiale di energia è in costante crescita ed è rivolta prevalentemente a risorse energetiche primarie non rinnovabili e di origine fossile, con inevitabili tensioni sui prezzi e problemi ambientali che stanno assumendo una rilevanza tale da rendere necessaria l’adozione di politiche e strumenti di intervento volti a conseguire gli obiettivi definiti in sede internazionale e rilanciati con decisione anche dall’Unione Europea sui temi dell’energie e dello sviluppo economico sostenibile. Le sfide risiedono principalmente nel cambiare modo di consumare energia e di generare energia. L’efficienza energetica, ossia l’uso razionale dell’energia con il conseguente risparmio energetico, è una delle strategie da perseguire nell’immediato, ma altrettanto strategico è promuovere lo sviluppo e l’utilizzo delle fonti rinnovabili e agevolare l’introduzione di tecnologie innovative. Il seminario, a partecipazione gratuita, è organizzato dalla Camera di Commercio di Modena e Dintec (Consorzio per l’innovazione tecnologica), in collaborazione con Enea per di informare e sensibilizzare le imprese su questi importanti aspetti. .  
   
   
PARCHI EOLICI IN BASILICATA, RESPINTE 68 RICHIESTE, SI A FOTOVOLTAICO  
 
Potenza, 23 giugno 2008 - La Giunta regionale ha respinto 68 richieste di autorizzazione per la costruzione di nuovi parchi eolici. Il diniego è motivato dalle disposizioni contenute nella legge regionale n. 9/2007, in base alle quali fino all’approvazione del nuovo Piear non può essere consentita l’autorizzazione degli impianti che non rientrano nei limiti previsti dall’attuale Piano energetico regionale. “Gli uffici del Dipartimento Attività produttive – spiega l’assessore Folino - hanno verificato che la potenza sviluppata dai parchi eolici attualmente autorizzati ha, di fatto, saturato i limiti del Piano vigente e non possono quindi essere concesse nuove autorizzazioni fino all’adozione del nuovo strumento di programmazione, attualmente al vaglio dei competenti organismi tecnici”. Intanto sul supplemento del Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata n. 25 del 19 giugno ´08 sono state pubblicate le graduatorie del bando “per la concessione ed erogazione di contributi per l’installazione di impianti fotovoltaici fino a 20 Kw”. La spesa complessiva è di 3 milioni di euro: 2 milioni di euro serviranno a finanziare 116 le istanze di soggetti privati, coop, condomini e pmi; con 1 milione di euro saranno invece finanziate 16 istanze presentate da enti pubblici. Ci sono poi le istanze “ammesse e non finanziate” (700 presentate da soggetti privati e 37 da enti pubblici) e quelle “escluse” (562 presentate da soggetti privati e 34 da enti pubblici). “Con questa iniziativa - afferma ancora l’assessore – che si aggiunge ai finanziamenti per oltre 8 milioni di euro recentemente assegnati con il bando per l’innovazione tecnologica ed il risparmio energetico, offriamo una prima risposta, certamente parziale ma significativa, a una domanda che si sta sempre più rafforzando su tutto il territorio regionale e che riguarda la costruzione di piccoli impianti di energia pulita. Il governo regionale intende raccogliere questa sfida, che corrisponde tra l’altro ad una visione pienamente condivisibile dello sviluppo energetico regionale, basata sul risparmio e sull’efficienza energetica ma anche su un equilibrato mix di fonti e sulla valorizzazione dei piccoli impianti alimentati da fonti rinnovabili, che assumono una valenza particolare nei centri storici, nelle piccole comunità, e che hanno anche il pregio di rendere protagonisti soggetti privati, piccole e medie imprese e persino singoli condomini di una politica energetica virtuosa. La stessa discussione sul nuovo Piear, che certamente sarà contrassegnata da scelte impegnative, non potrà non tenere conto dell’importanza delle fonti rinnovabili, ivi compreso il minieolico ed il solare termico”. Le graduatorie delle istanze finanziate, di quelle ammesse e non finanziate e di quelle escluse dal finanziamento possono essere consultate sulla home page del portale pubblico regionale basilicatanet. It e all´indirizzo http://attproduttive. Regione. Basilicata. It/cocoon/daisy/fotovoltaico/1051. Html .  
   
   
RISPARMI LA METÀ CON IL MANUALE PER CASE ECOEFFICIENTI QUINDICI COMUNI DELL’EMPOLESE VALDELSA E DEL VALDARNO PER ABITAZIONI SOSTENIBILI  
 
Firenze, 23 giugno 2008 - Un taglio di circa la metà degli alti consumi medi dei nostri edifici, con grandi benefici per i bilanci familiari (almeno 500 euro all’anno) e per l’ambiente. Sono questi gli obiettivi che si punta a raggiungere con le norme contenute nel regolamento per l’edilizia sostenibile appena stilato da un gruppo di lavoro composto dall’Arpat, dalla Asl 11 di Empoli e dai quindici comuni (Montelupo fiorentino e Castelfranco di Sotto in testa) dell’empolese Valdelsa e del Valdarno, insieme alla locale agenzia per lo sviluppo. Composto da 52 articoli, il regolamento giunge, forte della condivisione di tutti i tecnici dei comuni e degli enti partecipanti, al termine di un percorso iniziato nel 2006 e a breve sarà sottoposto ai consigli comunali per l’approvazione definitiva. «E’ un ottimo risultato – commenta l’assessore regionale all’am! biente e all’energia, Anna Rita Bramerini – che si! inseris ce nel percorso che ha portato alla stesura delle linee guida regionali per la valutazione della qualità energetica ed ambientale degli edifici in Toscana, di cui questo regolamento è figlio. I comuni empolesi hanno proseguito lungo il percorso che lega sostenibilità ed edilizia e che prevede una corretta gestione del territorio, l’utilizzo consapevole ed il rispetto delle risorse naturali, la salvaguardia dell’ecosistema naturale. Se poi si considera che in Europa per un’abitazione priva di interventi migliorativi sono necessari almeno 70 kilovattora al metro quadro all’anno (e che la media italiana e quasi il doppio: 130 kwh al metro quadro) e in una energeticamente adeguata il fabbisogno energetico scende a 33 Kwh ben si comprende come sia importante mettere questo regolamento a disposizione di operatori privati e istituzioni pubbliche, per orientare scelte e politiche in favore dell’eco-compatibilità degli edifici! ». Il Regolamento edilizio bio ed ecosostenibile dell’empolese prevede, tra l’altro, l’assegnazione di punteggi di ecoefficienza indispensabili per accedere ai finanziamenti previsti. Tra i requisiti figurano la disponibilità di luce naturale, l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, un buon clima acustico, un ridotto livello di campi elettromagnetici, inquinamento atmosferico e rischio idrogeologico. “Il solo fatto che 15 realtà molto eterogenee - affermano Rossana Mori, sindaco di Montelupo Fiorentino e Umberto Marvogli, sindaco di Castelfranco di Sotto - siano riuscite a stilare un regolamento di edilizia sostenibile comune è un risultato importante; rappresenta il segnale di una volontà politica che considera il territorio come un unicum e prevede strategie ambientali condivise. Il documento redatto dai tecnici, che poi dovrà passare al vaglio delle singole amministrazioni, si fo! nda su una base concettuale rivoluzionaria: non deve essere co! nsiderat o solamente l’edificio, ma soprattutto il contesto in cui viene inserito e le norme stabilite sono strettamente correlate con i progetti previsti per l’area nel prossimo futuro”. Tra gli accorgimenti che permettono di ottenere alti punteggi ci sono l’incremento delle superfici a verde oltre i limiti stabiliti dalla normativa, l’abbattimento dei consumi di energia, il riutilizzo delle acque piovane e di quelle reflue, spazi idonei a favorire la raccolta differenziata dei rifiuti, l’utilizzo di materiali ecosostenibili, la realizzazione di tetti con piantumazioni verdi e sistemi di produzione di calore ad alto rendimento. .  
   
   
EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA, AL VIA PROGRAMMA STRAORDINARIO DI REGIONE LIGURIA E COMUNE DI GENOVA PER IL RECUPERO DEGLI ALLOGGI SFITTI  
 
Genova, 23 giugno 2008 - Dopo l´accordo sulle politiche abitative siglato tra Regione Liguria e Comune di Genova ad aprile, che aveva portato al blocco per sei mesi degli sfratti per morosità che ha coinvolto circa 500 famiglie, è stato presentato il 19 giugno dal presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e dagli assessori alle Politiche abitative di Regione e Comune di Genova, Maria Bianca Berruti e Bruno Pastorino il programma straordinario per il recupero degli alloggi sfitti. La giunta comunale ha approvato la partecipazione del Comune al Programma d´intervento predisposto dalla Regione Liguria per cofinanziare il recupero del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica del Comune, attualmente sfitto. La quota di cofinanziamento a carico del Comune è di 239. 400,00 e sarà garantita dalle risorse provenienti dalla legge in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. (n. 560/1993) L´investimento odierno ammonta a 5,9 milioni di euro di cui € 4. 740. 572,67 stanziati dalla Giunta regionale e € 1. 185. 161,17 da altri Enti locali e proprietari che serviranno a rendere agibili entro un anno 199 alloggi di edilizia residenziale pubblica distribuiti in tutta la regione, ma soprattutto a Genova. Ben 135 infatti saranno gli alloggi sfitti di proprietà dell´agenzia regionale territoriale per l´edilizia e del Comune di Genova ristrutturati a Genova, 23 gli alloggi che saranno recuperati nella provincia di Savona e 41 quelli nella provincia della Spezia. Il programma di recupero avviato agisce infatti sia su alloggi di proprietà di Arte sia su abitazioni di proprietà del Comune di Genova. La quota maggiore degli investimenti sarà destinata al capoluogo ligure e alla sua provincia per un totale di € 3. 430. 650 pari a poco meno del 60% del totale programmato, ulteriori 598. 000 euro alla Provincia di Savona e 1. 897. 065 euro alla Spezia e provincia. Questo provvedimento fa parte di un programma più ampio riguardante il recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica sfitti che si propone la ristrutturazione complessiva di 715 abitazioni in tutta la regione, anche se il maggior numero (574) saranno nel Comune di Genova. Per questo provvedimento sono stati stanziati complessivamente 16,9 milioni di euro di cui 11 milioni dallo Stato, 4,7 milioni dalla Regione Liguria e circa 1,2 milioni dagli Enti locali. "Il programma di recupero del patrimonio pubblico di edilizia residenziale attualmente sfitto perché inagibile - ha spiegato il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando - si inserisce tra le azioni adottate dalla Giunta regionale per aumentare la protezione dei nuclei famigliari più deboli economicamente, visto che gli alloggi che saranno recuperati avranno affitti sociali, i più bassi di quelli previsti dall´ordinamento vigente". "Il programma di recupero avviato oggi - ha aggiunto il sindaco di Genova, Marta Vincenzi - è il frutto di un´ottima intesa istituzionale tra Regione Liguria e Comune di Genova e consentirà il completamento della ristrutturazione di tutti gli alloggi di edilizia residenziale pubblica nel capoluogo ligure. Le due Istituzioni hanno messo in campo le rispettive competenze ponendo al centro del loro interesse e della loro azione i cittadini, partendo dalle sofferenze sociali, dalle istanze delle classi meno abbienti e dal fenomeno preoccupante delle nuove povertà. A questo punto è fondamentale che non giunga un segnale contrario da parte del Governo e che vengano confermati gli stanziamenti previsti". Il programma avviato oggi prevede l´avvio dei lavori entro 90 giorni e la conclusione entro un anno con l´assegnazione di tutti gli alloggi. A questi finanziamenti bisogna aggiungere gli investimenti complessivi attivati dalla Giunta regionale per le politiche della casa pari a 370 milioni di euro, di cui 161 sul capoluogo ligure. Risorse destinate sia alla realizzazione di interventi attinenti il settore della casa che hanno portato alla realizzazione nel Comune di Genova di 1. 860 alloggi di edilizia residenziale sociale o di edilizia in proprietà a prezzi convenzionati, sia alla rigenerazione urbana del centro storico e delle periferie. .  
   
   
“IL CREDITO EDILIZIO E LA RIQUALIFICAZIONE DELLE VILLE VENETE”  
 
 Treviso, 23 giugno 2008 - Si è svolto oggi (19 giugno, ndr) a Villa Emo a Fanzolo, in provincia di Treviso, il quarto dei convegni che l’Istituto Regionale per le Ville Venete ha dedicato al tema del credito edilizio, promosso con il patrocinio della Regione del Veneto e della Provincia di Treviso, per illustrare problematiche, vantaggi e modalità attuative di questi nuovi strumenti volti al recupero e alla valorizzazione degli edifici storici. È solo nel 2004, con la nuova legge regionale urbanistica, che le Ville Venete si affacciano nel panorama pianificatorio. In questa fase molte Amministrazioni locali sono impegnate nella elaborazione di nuovi strumenti urbanistici, adeguati ai cambiamenti in atto nella società e nel territorio. La Villa veneta, peraltro, assume nel nuovo processo di pianificazione, che si è aperto con la Legge Regionale n. 11, un ruolo centrale e insostituibile, che richiama l’attenzione ai beni del paesaggio e della cultura che esso esprime. L’istituto Regionale per le Ville Venete - da oltre cinquant’anni attivo nell’ambito della promozione e salvaguardia del patrimonio culturale regionale – intende accompagnare questo processo di rinnovata attenzione alla valorizzazione del territorio e alla riqualificazione del paesaggio, invitando a portare la necessaria attenzione al tema delle Ville venete e agli strumenti innovativi, quale il cosiddetto credito edilizio, che possono essere utilizzati per tutelare i beni culturali e i loro contesti. Sono oltre 750 le ville disseminate su tutta la provincia di Treviso e già catalogate dall’Istituto Regionale Ville Venete, per molte delle quali si impone oggi un ripensamento in termini di restauro e destinazione d’uso all’interno di un più vasto programma di crescita turistica e culturale. “La valorizzazione è la vera sfida di questo secolo – afferma Nadia Qualarsa, presidente dell’Istituto Regionale Ville Venete - la villa deve essere viva e deve essere vissuta. Oggi non basta solo restaurare, bisogna trovare idee e dare valore aggiunto alla villa dando una nuova destinazione d’uso”. Presenti al convegno anche il direttore generale del Credito Cooperativo Trevigiano, Roberta Romano, l’assessore del Comune di Vedelago, Luigino Tempesta, il vicepresidente della Provincia di Treviso Floriano Zambon e l’assessore provinciale all’Urbanistica e Attuazione del Programma, Franco Conte. La parola è passata agli esperti in materia di urbanistica e diritto per inquadrare sia da un punto di vista legislativo che tecnico il significato più corretto da attribuire al concetto di “credito edilizio”. Attraverso questo strumento, vengono attribuite delle “quantità volumetriche” alle proprietà dei privati che hanno realizzato, in particolari contesti urbanistici, specifici e qualificati interventi trasformativi e migliorativi della qualità del paesaggio, resi possibili dal Piano Regolatore locale. Da qui deriva la funzione premiale e compensativa del credito edilizio, che può essere visto anche come un vero e proprio strumento di valorizzazione territoriale poiché incentiva i singoli proprietari a modificare le destinazioni d’uso in modo compatibile e sostenibile, a rendere maggiormente accessibile e fruibile anche a fini turistici la proprietà privata e le aree di pertinenza. Attraverso il credito edilizio la Pubblica Amministrazione può attribuire delle vere e proprie misure di sostegno a iniziative che consentano la riqualificazione di contesti degradati, l’eliminazione di opere incongrue, la realizzazione di interventi di miglioramento della qualità urbana sotto vari profili. E’ seguito il dibattito sulle azioni già attuate dalla provincia di Treviso e dai Comuni per favorire l’applicazione del credito edilizio. E’ stata l’occasione per ribadire l’esigenza di sviluppare criteri e modalità di attuazione omogenei all’interno dei Comuni e delle Province di riferimento, per evitare disparità di trattamento o differenti interpretazioni nell’uso degli strumenti introdotti dalla legge regionale. Da questo punto di vista l’appuntamento intende essere anche uno stimolo per ripensare le tradizionali modalità di gestione complessiva del territorio e vuole suggerire nuove forme di collaborazione e accordo tra enti pubblici e privati, per consentire azioni concrete, efficaci e sostenibili, di tutela. .  
   
   
L’UNGHERIA PRESENTE ALLA FIERA EIRE - EXPO ITALIA REAL ESTATE IL PRESIDENTE DELLA CCIU ALESSANDRO STRICCA HA INAUGURATO LA CONFERENZA “UNGHERIA: UN PONTE PER I VOSTRI AFFARI”  
 
 Milano, 23 giugno 2008 - Dal 10 al 13 giugno presso Fieramilano promosso da Gefi Spa si è tenuta la quarta edizione della Fiera Eire, l’evento internazionale del real estate italiano, che ha quale focus lo sviluppo del marketing territoriale in paesi emergenti quale Ungheria, Turchia, Russia e India, e i paesi del mercato del Mediterraneo. All´evento sono stati presenti operatori del settore italiani ed esteri, le pubbliche amministrazioni e i professionisti del mercato immobiliare. Tra le presenze straniere per la prima volta quest´anno lo stand Ungheria che, sotto il coordinamento operativo del socio Cciu Mfy Consulting Kft. , ha ospitato la presenza di istituzionali come l´Itd Hungary e la Contea di Csongrad, nonché con numerose offerte di developers privati. L´11 giugno si è tenuta una conferenza pubblica sull´Ungheria alla quale hanno partecipato in rappresentanza della Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria il Presidente Alessandro Stricca, il Vice Presidente Sebastiano Negri di Montenegro, il Presidente del Comitato degli Esperti di Sportello Europa Augusto Cocchioni ed il Consigliere responsabile dello Sportello Fiere Filippo Farkas. La conferenza, a cui hanno partecipato oltre ottanta persone, è stata aperta dall’Ambasciatore d’Ungheria in Italia S. E. Miklós Merényi, dal Presidente di Maisz Péter Mehrli, dal Presidente della Cciu Alessandro Stricca, ed è intervenuto anche il responsabile dell’Ufficio Commerciale dell’Ambasciata d’Ungheria – Consolato di Milano, Péter Spányik. Nel corso del dibattito sono stati affrontati i seguenti argomenti: lo sviluppo del settore immobiliare nell’Europa Orientale, appartamenti storici a Budapest, si è parlato dello sviluppo del Centro Storico Logistico di Záhony e della zona residenziale di Vác. I rappresentanti della Contea Csongrád hanno presentato vari progetti nei settori del turismo, commercio, logistica e industria. Il Presidente Stricca si é soffermato sulla situazione attuale del mercato immobiliare in Ungheria, illustrando i punti di forza per gli investimenti nel residenziale, commerciale ed industriale sottolineando come a causa di coincidenze favorevoli, come il cambio e le prospettive monetarie del fiorino in relazione all’Euro, il momento economico delicato che attraversa oggi l’Ungheria e la comparazione dei prezzi del mercato di Budapest con quelli dei mercati vicini fanno sí che le condizioni esterne siano ottimali per comprare del mattone o della terra in Ungheria. Quest´anno Eire ha offerto la possibilità a 5 paesi, tra cui l´Ungheria, di presentare le proprie opportunità di sviluppo dando spazio a una serie di conferenze sul marketing territoriale e lo sviluppo. .  
   
   
ILLUSTRATI I PIANI DELLA REGIONE CALABRIA PER LA REALIZZAZIONE DI ALLOGGI SOCIALI E PER LA RIQUALIFICAZIONE URBANA  
 
 Reggio Calabria, 23 giugno 2008 - “La Regione risponde concretamente alla necessità di recuperare aree degradate, migliorare la qualità edilizia e architettonica degli alloggi, favorire l’accesso alla locazione e alla proprietà delle abitazioni a soggetti svantaggiati, in particolare giovani coppie, anziani, studenti fuori sede”. È quanto ha affermato l’assessore ai Lavori Pubblici, Luigi Incarnato, illustrando, nel corso di un incontro con i rappresentanti dell’Anci, della Legacoop, della Confcooperative e dell’Anci, due proposte di Piano per la realizzazione di alloggi sociali e a canone sostenibile e per la riqualificazione urbana. “Il primo Piano, già deliberato dalla Giunta Regionale - ha aggiunto Incarnato - prevede un finanziamento di 21 milioni di euro, il secondo uno stanziamento di 130 milioni, già destinati dalla Finanziaria regionale alle problematiche abitative. Il programma prevede, inoltre, il coinvolgimento attivo dei Comuni e degli operatori privati, entrambi chiamati al cofinanziamento”. L’assessore Incarnato ha annunciato che i bandi saranno predisposti entro il prossimo mese di luglio. Alla preparazione dei bandi, che richiedono anche la sottoscrizione di una apposita convenzione, saranno chiamati a partecipare tutti i soggetti coinvolti, allo scopo di pervenire a soluzioni condivise e semplificare le procedure. Il presidente dell’Anci Calabria, Salvatore Perugini, ha manifestato soddisfazione per la positività dell’incontro sottolineando che “dopo dieci anni, finalmente, ripartono significativi finanziamenti pubblici che, appositamente integrati dagli investimenti privati, consentiranno di realizzare nuovi alloggi e nuove riqualificazioni urbane, favorendo il soddisfacimento del diritto alla casa a canoni e prezzi concordati a ben individuate fasce sociali”. “È un segnale politico forte della Regione - ha sostenuto - che i Comuni apprezzano con l’intento di proseguire l’obiettivo della coesione sociale rispetto al quale il superamento delle emergenze abitative costituisce una assoluta priorità. ” Plauso all’iniziativa della Regione è stato espresso da Katia Stancato e Piero Mendicino della Confcooperative Calabria i quali hanno rimarcato che “l’impegno dimostrato dall’assessore Incarnato testimonia la sua sensibilità in direzione dello sviluppo di concrete politiche di sostegno del nostro tessuto economico e sociale. ” Il presidente dell’Ance Calabria, Giuseppe Gatto, dal canto suo, dopo aver analizzato le complessità del settore, ha affermato che “gli strumenti in via di definizione potranno contribuire alla riqualificazione urbana delle nostre città, dare risposta abitativa a una vasta fascia di categorie disagiate e innescare virtuosi processi economici e occupazionali”. “Sull’housing sociale - ha detto inoltre Gatto - i costruttori possono dare un concreto contributo, soltanto laddove gli interventi normativi proposti sostengano i costi di costruzione e i costi delle aree che costituiscono il vero freno all’iniziativa privata. Ferme restando le prerogative dei Comuni, perché non pensare a una deroga agli strumenti urbanistici per semplificare e snellire le procedure di tali interventi complessi?” Commentando positivamente l’iniziativa, il presidente del settore abitazioni della Lega Cooperative, Giuseppe Pellegrino, ha rilevato che “dopo un lungo silenzio si ricomincia a parlare di un serio piano della politica della casa. La definizione di ‘alloggio sociale’ da parte del ministero permette, oggi, alla nostra regione di programmare circa 150 milioni che, con l’intervento delle cooperative e delle imprese private, possono raggiungere un investimento complessivo di oltre 450 milioni, risorse che saranno destinate ai ceti sociali meno abbienti e alle nuove emergenze abitative”. L’assessore Incarnato, a conclusione dell’incontro, ha ribadito la sua personale disponibilità ad accogliere i suggerimenti delle organizzazioni interessate, tese a soddisfare un servizio di interesse generale per incrementare lo stock di alloggi e migliorare il sistema del welfare. .  
   
   
IMMOBILIARE SNIA S.R.L. METTE IN VENDITA I BENI DEL COMPARTO INDUSTRIALE DI VAREDO, PADERNO DUGNANO E LIMBIATE  
 
 Milano, 23 giugno 2008 – Snia S. P. A. Comunica che a seguito di mandato irrevocabile mediante atto pubblico da parte della controllata Immobiliare Snia S. R. L. Al fallimento Nylstar ad identificare il miglior contraente per la vendita dei terreni di proprietà di Immobiliare Snia S. R. L. , siti nei comuni di Varedo, Paderno Dugnano e Limbiate, mediante procedura competitiva gestita dal Tribunale di Monza unitariamente ai terreni di proprietà di Nylstar, il giudice delegato al fallimento della società Nylstar con propria ordinanza di vendita, ha fissato per il 16 luglio 2008 la data della vendita con prezzo base di 25 milioni di euro per i beni di proprietà di Immobiliare Snia S. R. L. .  
   
   
INTESA IMPRENDITORIA E FINANZA PER SVILUPPO TESSUTO PRODUTTIVO IMMOBILIARE  
 
Venezia, 22 Giugno 2008 - “Attrarre la qualità nella trasformazioni urbane” è il tema del convegno tenutosi il 20 giugno a Padova per iniziativa dell’Ordine degli Ingegneri della città patavina e al quale è intervenuto, tra gli altri, l’Assessore alle Politiche per il Territorio della Regione del Veneto, Renzo Marangon. Obiettivo dell’incontro, quello di creare un punto di incontro tra il mondo dell’imprenditoria e quello della finanza e avviare un processo in grado di aprire, in Veneto, prospettive di sviluppo per l’intero tessuto produttivo-immobiliare. Nel suo intervento l’Assessore Marangon ha posto l’accento sullo sforzo della Regione per rendere più snelle le procedure in materia di urbanistica e a questo proposito ha ricordato che, con la nuova Legge urbanistica regionale, il Veneto ha posto le basi per governare in maniera partecipata il miglioramento del proprio territorio, che è irripetibile ma non è statico. “Una rivoluzione copernicana operata dalla Regione, che con la nuova normativa, ha trasferito le competenze ai Comuni, dando loro con questo più autonomia, ma anche più responsabilità, individuando due livelli di pianificazione: uno di carattere generale e culturale, il Piano di Assetto territoriale con il quale il Comune o più Comuni delineano e decidono il proprio futuro; l’altro di carattere attuativo del primo, che passa attraverso la sintonia e il dialogo tra amministrazione e cittadini. “Abbiamo sancito che la programmazione del territorio non va imposta, ma condivisa – ha sottolineato Marangon – e non è un caso se gran parte dei 581 Comuni del Veneto hanno già firmato con la Regione l’accordo di copianificazione. Abbiamo anche introdotto nuovi strumenti, quali il credito edilizio e la perequazione. Finora era pressoché impossibile demolire l’esistente per riqualificare; noi abbiamo dato concretezza a questa possibilità, dicendo che il cittadino interessato acquista un credito, che può esigere in altra parte della città. Strumenti questi finalizzati a rendere immediatamente fruibile tale previsione – ha concluso Marangon – rendendo possibile alle amministrazioni, in un dialogo chiaro, trasparente e condiviso con la propria comunità, il rifacimento dell’esistente, finalizzato a migliorare concretamente il proprio territorio”. .  
   
   
PROGETTI PER L´ELIMINAZIONE DI DUE "ECOMOSTRI" NELLE CINQUE TERRE E NELL´ISOLA PALMARIA  
 
Genova, 23 giugno 2008 - La Regione Liguria, insieme alla Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali della Liguria, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Liguria, al Parco delle Cinque Terre e ai comuni di Riomaggiore e di Portovenere, ha sostenuto la definizione, il finanziamento e la realizzazione dei progetti per eliminare due "ecomostri" che deturpano lo splendido paesaggio della Cinque Terre e dell´isola Palmaria, di fronte a Portovenere. Nel primo caso si tratta del cosiddetto "Scheletrone" situato nell´Isola Palmaria, in località S. Giovanni, che con la sua imponenza e ubicazione incombe nell´area del comune di Portovenere, inserito, come il Parco delle Cinque Terre, nella lista del patrimonio mondiale sotto la tutela dell´Unesco. Entro l´estate il progetto per l´abbattimento dell´"ecomostro" e per la risistemazione a parco di tutta l´area interessata della Palmaria arriverà al vaglio della Giunta regionale, con l´attivazione delle procedure di esproprio. Si prevede che i lavori possano cominciare entro la fine del 2008. Il costo ammonta a circa 2 milioni di euro finanziati in parte dallo Stato e in parte dalla Regione. Il progetto, oltre all´abbattimento dello "Scheletrone", prevede la risistemazione a terrazze del monte retrostante e la realizzazione di una piazza pedonale inserita nel percorso di valorizzazione ambientale e turistica della costa della Palmaria. Il secondo intervento riguarda l´eliminazione del grande viadotto, alto sino a 90 metri e molto impattante, realizzato a metà negli anni ´60 lungo il percorso della strada che attraversa parzialmente le Cinque Terre, nel territorio del comune di Riomaggiore, sopra il torrente Finale. Qui il progetto prevede la realizzazione di una strada a mezza costa, alternativa al viadotto, che potrà di conseguenza essere abbattuto dopo l´entrata in funzione del nuovo percorso. L´intervento diventa realizzabile ora anche grazie alla destinazione della percentuale di finanziamento regionale attraverso i fondi Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate) che si aggiungono al contributo del Ministero dell´Ambiente per un totale di circa 3, 1 milioni di euro. Si prevede un anno di tempo per la progettazione, le procedure di esproprio e l´avvio dei lavori a partire dal 2010. La gara d´appalto sarà a cura dell´Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre. "La realizzazione di questi due interventi - ha osservato il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando - rappresenta un altro decisivo contributo alla valorizzazione di un territorio, le Cinque Terre, che ha già conosciuto un forte rilancio in questi anni dimostrando che è possibile un intelligente incremento del turismo nel pieno rispetto e nella tutela di valori naturali e ambientali che hanno una storia millenaria. Un approccio che stiamo applicando, con le dovute articolazioni a seconda delle caratteristiche dei diversi territori, urbani, costieri e dell´entroterra, all´intera realtà della Liguria" "In tempi di forti difficoltà finanziarie per gli investimenti pubblici potrebbe apparire azzardato dedicare tante risorse per demolire edifici preesistenti - ha osservato l´assessore all´Urbanistica Carlo Ruggeri - ma noi siamo sicuri che si tratta in realtà di un fortissimo investimento produttivo per la valorizzazione di quest´area e della sua vocazione turistica e culturale, secondo un criterio che ci sembra valido per l´intero territorio regionale" .